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- E' bella. - E' bellissima.
Scusate.
- Buongiorno, ha bisogno ? - Volevo solo dare un'occhiata.
- Faccia pure, sono qui. - Grazie.
Le tutine possono essere taglia zero per i bimbi piccoli o un mese.
Visto il papà, conviene prenderne una tre mesi.
- Lui è nato di 4,5 chili. - Sì.
- Spero che non mi capiti la stessa esperienza. - Sapete già il sesso ?
Amore, tutto bene ? Ehi !
- Vuole sedersi ? - Sì. - C'è una sedia. - Vieni.
- Vieni qua. - Prendo dell'acqua. - Sì.
Non può essere il travaglio. Non sono alla fine del settimo mese.
Anna Galgano, ginecologa dell'Ospedale Estense.
Il dolore è continuo o a ondate ? Respiri, andrà tutto bene.
- Prendo la macchina ? - No, chiami l'ambulanza. - Sì.
Continui a respirare, coraggio.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Michela, oggi segui Favilla come un'ombra. - Ancora ?
- Prendiamo la temperatura di Viola ogni tre ore. - Ha la febbre ?
E' salita stanotte. Colomba le cambierà la terapia.
- C'è la Pet di Koljia oggi. - Sì, lo accompagno io. - Bene.
Ah, ragazze.
Al mio amico della cartoleria ho chiesto di farci dei volantini
per sponsorizzare il nostro concerto e ce li fa gratis.
Con tutti questi amici, Olga, come mai non hai un fidanzato ?
Non scordiamoci uno specializzando in Psichiatria, giusto ?
Lea, non ti ci mettere anche tu, dài.
Dovremmo utilizzare i social per pubblicizzare il concerto.
Mica siamo ancora all'epoca del ciclostile.
E' meglio mettere i volantini in giro per l'ospedale
e sulle auto dei genitori dei pazienti.
- Sono d'accordo. - Olga ha ragione.
- I genitori vorranno partecipare alla raccolta fondi, no ? - Certo.
Tu che contributo darai al concerto ?
- Ballo "caliente" sul palco con Arturo Minerva ? - Vedremo.
E' sempre così misteriosa...
Tu no ?
[CANTICCHIA]
- Quanto sei stupida. - Ballo.
- Come sono messa ? Più o meno di 39 ? - Tu come ti senti ?
Come al solito... Anzi, peggio, come uno straccio per i pavimenti.
Facciamo il prelievo e ti portiamo in camera, così riposi.
Che altro vuoi che faccia ?
- Allora... - Ecco.
Lea. Lea, puoi venire un secondo ?
Ciao, Lea.
- Buongiorno. - Buongiorno.
La signora Marastoni deve parlare con Koljia con tranquillità.
- Puoi farlo portare in Ludoteca ? Lì starete tranquilli. - Grazie.
- Koljia deve fare la Pet. - Ci sarà tempo per fare tutto.
E' qui dietro a destra.
Passa da me dopo, ti spiego tutto.
Sì, ma stai attenta ! Mi arrivi addosso con il carrello...
- Ciao ! - Ciao, Koljia. - Ciao.
Ciao, "dorogusha".
- Hai visto ? Ho le cuffiette nuove. - Infatti, che belle !
- Da dove vengono ? - Me le ha date Rosa. - Ah...
- Olga mi ha dato questo. - Pure !
- Ha detto che non lo usa più. - Quanti regali !
- Non è neanche Natale ! - Sono molto fortunato.
- La signora Pia vuole parlarti. Te la senti ? - Che vuole da me ?
Non lo so, te lo dirà lei. Ti aspetta in Ludoteca.
- Okay. - Ci puoi pensare tu ? - Certo.
- Prendi la sedia a rotelle ? - Sì. - Andiamo.
E' ingiusto ! Non si può fare questo a un bambino.
Non gli trovano una famiglia qui e lo mandano in Russia ?
Questo mi ha detto la signora Marastoni.
- Richiamiamo i Mosella, magari ci ripensano. - Non possiamo. - Perché ?
- Non ci compete. - Chi se ne frega !
Secondo te, sto qui ad aspettare che lo rimandino in Russia ?
Prendiamolo noi.
Adottiamolo.
- Stai scherzando ? - No, non sto scherzando.
Chi meglio di noi se ne può prendere cura ?
Abbiamo ancora il nostro casale.
-Le coppie adottano i bambini, noi non lo siamo più. -Possiamo esserlo.
[BUSSANO ALLA PORTA] Marco !
C'è un prematuro in Ginecologia.
Parto spontaneo, trentesima settimana
1,950 chili, indice Apgar due.
[SEGNALE ACUSTICO] Frequenza cardiaca 210.
- La pressione minima è a 51. - Tachicardia, ipotensione.
- Tu che ne pensi ? - E' sudato.
- La pressione scende ancora. - Glicemia.
- Stick glicemico. - Subito.
- Ventotto. - No ! Ha una crisi ipoglicemica.
Soluzione glucosata in infusione.
[VAGITO]
- Michela ? - La pressione sale.
- Il battito si sta stabilizzando. - Molto bene.
Ottimo lavoro.
[VAGITO]
Ehi !
- Come sta ? - Lei chi è ? - Rodrigo Cursetti, il papà. - Ah.
Sta combattendo, come tutti noi.
Sono il dottor Colomba, primario del reparto. Venga.
- Scusi. - Che devo dire a mia moglie ? Non si dà pace.
Le dica che stiamo facendo del nostro meglio.
- Non morirà, vero ? - Siamo qui per impedirlo.
- E' normale che sia così piccolo ? - Per un neonato prematuro sì.
- Io e mamma siamo qui per te. - Avete già un nome ?
Gabriele.
Li ho messi nello zaino e si sono appassiti.
- Con un po' d'acqua si riprendono ! - Tranquillo.
No, sono bellissimi comunque. Grazie, Luca.
- Non dovresti essere a scuola ? - No, oggi c'è sciopero.
- Mah. - Come stai ?
- Ho la febbre. - Magari hai preso freddo.
No, più probabilmente qualcosa nella cura non va come dovrebbe.
-Il ragazzo che è stato male alla festa non c'è ? -Matteo ? -Sì.
- No, lo hanno dimesso, è guarito. - Ah, fico !
Per lui dico, ovviamente.
Quando ti dimettono, possiamo farci un giro insieme.
- Mi stai chiedendo di uscire ? - Boh, sì. Tu, che dici ?
- A me piacerebbe. - Forte !
Vabbè.
No, "I sopravvissuti delle tenebre" ! Lo conosco !
- Lo hai letto ? - Sì, è fichissimo !
- Dolcenera ha accettato felicemente per il concerto. - Ma dài ? - Sì.
Ricordi "Feeling good", la canzone che ti ho fatto sentire in auto ?
- La nostra canzone. - Sì, cantata da lei.
Farà anche dei suoi pezzi, l'iniziativa le è piaciuta molto.
In pochi giorni hai organizzato un concerto memorabile ?
Non sarà il Live Aid dell'85, ma...
Ma nessuno si pentirà di avere comprato il biglietto.
Ci vediamo stasera ? Corrado ha promesso un sacco di mozzarella.
E' il mio amico chitarrista, suonerà pure lui al concerto.
- Sì, certo. - Che c'è ?
Niente. C'è un bimbo prematuro in reparto, è meglio che vada.
Sai che dobbiamo fare io e te, appena puoi ?
Una bella vacanza, solo io e te.
- Abbiamo bisogno dell'emocromo, senti il laboratorio. - Sì.
Sei stato bravo prima.
Pietro.
Senti, riguardo all'altra sera...
Ehi, ormai sei bravissimo ! Non hai più paura di niente, vero ?
Mi ascolti ?
- Che stai sentendo ? - Il rap al massimo. - Ah !
Speriamo che l'esame dice che sono ancora malato.
Perché mai ? No, speriamo di no !
-Perché dici così ? -Se sono malato, non mi mandano via.
Facciamo così, ci andiamo a prendere un gelato giù al bar io e te, eh ?
- Tutto cioccolato. - Tutto cioccolato, promesso.
Però non lo devi dire a nessuno, è un segreto, sai ?
- Prova a prendermi. - Ma dove vai ?
Ehi !
Ti ho preso !
[VOCI NON UDIBILI]
Metta il ciuccio.
Si faccia stringere il dito, hanno bisogno del contatto.
Provi.
Ciao, dottor Marco.
- Viola. - Eh. - Non voglio tornare in Russia.
- Perché devi tornare in Russia ? - Lo ha detto l'ASSENTE sociale.
Ha detto che adesso che sto meglio devo tornare all'ORFANOFIO.
Si dice assistente sociale e orfanotrofio.
Io voglio restare qui.
Deve essere brutto quel posto, se preferisci l'ospedale.
- Mi aiuti a scappare di nuovo ? - Tu sei pazzo.
- Se mi aiuti, io posso. - Sì, poi dove vai ?
Ecco, guarda che scappare è peggio. Fidati di me.
- Allora tu non mi aiuti ? - Ho già fatto abbastanza danni.
Dài, lo sai, non posso.
Guarda, vai a letto, non ci pensare più.
Leggiti questo, mmm ? Va bene ?
[SEGNALE ACUSTICO]
Aritmia, 130 su 80.
- Ha le convulsioni. - 10 cc di labetalolo in vena.
- Chiama qualcuno in Neurologia. - Sì.
Nei prematuri le emorragie cerebrali sono frequenti.
- L'ematoma è esteso, serve un intervento. - Lo opererà lei ?
Sì, insieme al professor Merigliano.
- E' uno dei migliori neurochirurghi infantili in giro. - Che...
- Che cosa rischia Gabriele ? - E' difficile dirlo ora.
Potrebbero esserci complicazioni, danni permanenti.
Vi prendo il consenso informato.
- La sala operatoria è prenotata per domani. - Grazie.
Lea.
Parlavi sul serio stamattina, riguardo a Koljia ?
Davvero vorresti l'affidamento ?
Certo, ero serissimo.
Sì, non so se è una cosa possibile, ma...
Ma possiamo scoprirlo insieme.
-Sarebbe una cosa incredibile. -Tutto nella nostra vita lo è stato.
Hanno fermato la strada per vedere il mio papà ?
Il tuo papà, me e quelli della band.
- Ma soprattutto il mio papà. - Certo !
La smetti di metterle certe idee in testa ?
-Ci hanno fermato per vedere Elio e le Storie Tese. -Chi sono ? -Eh !
[SQUILLI DI CELLULARE] Eccola.
- Non me lo dire, sei in ritardo. - Mi dispiace.
Devo sostituire una collega malata che aveva il turno di notte.
- Certo, capisco. - Ci sentiamo domani ? - Va bene, ciao.
Turno di notte improvviso.
Il che significa più mozzarella per noi.
Sai che dico ai miei figli a proposito delle bugie ?
Lasciami stare, Rosa.
Che succedeo, Lea ?
Devo fare una cosa importante.
Se hai mentito ad Arturo, c'entra Marco. E' matematica.
- Ti racconto tutto domani, promesso. - Va bene, promesso.
Paccheri con crema di zucca, burrata e fiori eduli.
- Grazie. - A lei. - Voi mi volete male, eh ?
- Siamo qui per chiedere il suo aiuto. - Che posso fare per voi ?
Ci chiedevamo... che possibilità ci fossero
per evitare il rimpatrio di Koljia. - Pochissime.
- La normativa è piuttosto rigida. Perché ? - Beh, e se...
Se ci fosse una coppia disposta a prenderlo in affido ?
Il giudice minorile potrebbe prendere in considerazione l'idea.
Ma dipende dalla coppia.
A domani.
- Ci sei ? - Ci sono. - Stai attenta, è un bolide. - Sì ?
Eccoci.
- Beh, grazie per il passaggio. - Figurati, quando vuoi.
- Lo scassone ormai è mio. - Bell'affare che hai fatto.
Non sarà meglio questo di 30 metri quadri affitto bloccato ?
- Sei sicuro di avere fatto la scelta giusta ? - Sì.
Tanto dormo sul divano a casa di un mio amico.
Con questo posso venire a prenderti la sera.
E' tutto molto più complicato di quanto mi aspettassi.
La burocrazia fa sembrare tutto impossibile.
La Marastoni ha detto che vuole aiutarci.
Hai sentito anche tu che le coppie divorziate partono già malissimo.
Lea, se tu non te la senti, io lo capisco. Basta che me lo dici.
Possiamo provare a ritardare un po' il rimpatrio in Russia di Koljia.
A che serve, se non vogliamo tenerlo con noi ?
Dobbiamo essere sinceri l'uno con l'altra.
Non si tratta solo di Koljia, ma anche di noi.
Sì, lo so.
Ehi, tu.
Tu che ci fai qua ?
Ti sei perso ?
Ti accompagno in stanza, prima che le infermiere si arrabbino.
- Andrà tutto bene ? - Stai tranquilla, amore.
- Sei sicuro ? - Tranquilla.
Sta arrivando il dottor Colomba.
L'intervento è riuscito perfettamente.
L'emorragia ha colpito un'area del cervello delicata.
- Gabriele avrà dei problemi ? - Aspettiamo che si svegli.
Vogliamo essere preparati. Per favore, non ci nasconda niente.
Potrebbe esserci il rischio di un danno alla vista o all'udito.
Aspettiamo che si svegli.
Che forza che hanno, non si sono mai staccati.
Dànno l'impressione che qualsiasi cosa succederà al loro bambino
rimarranno uniti.
Lo so che non sono stato così forte. Potessi tornare indietro, ma...
Ma non si può, mi dispiace. Mi dispiace tanto.
- Un bambino è caduto sulla scala esterna. - Un bambino ?
Che cosa è successo ?
- Koljia ! - Ah...
- Ci pensiamo noi adesso. - Ahia ! - Stai giù.
- Vedrai che adesso ti passa subito. - L'anestetico ha fatto effetto.
- Ci pensi tu ai punti ? - Sì.
-Avverti in Radiologia per vedere se la caduta ha causato lesioni. -Sì.
Ti rimetto dei punti che ti sono saltati
ma non sentirai nulla, nemmeno un pizzico, va bene ?
Distrailo un po'.
Allora, mi dici dove te ne stavi andando ? Che cosa è successo ?
- Io voglio stare qui. - Dove, in ospedale ?
Se sto male, non devo tornare in Russia, vero ?
- Sei caduto apposta dalle scale ? - Per favore, fatemi stare con voi.
Io faccio il bravo, lo giuro.
Ti ho detto che non ti lascio per nessuna ragione al mondo.
Te l'ho promesso.
- Hai visto questa parte ? - Sì, ma questa è la migliore. - Vabbè !
- Sì. - Mamma mia !
- Questa scena è bellissima. Anche questa. - Eh !
- Eh. - Ciao, Koljia. - Ciao. - Ciao.
Eccoci.
Ecco qua.
Sei comodo così ?
Quando vuoi andare da qualche parte, fa' un fischio.
- Ti porto io. - Va bene. - Grazie, Donato.
Lea, posso fargli sentire della musica ?
Io ho una nuova graphic novel.
- Tu hai ancora la febbre e lui deve riposare. - Dài ! - Dài !
- Dieci minuti al massimo. - Okay.
Grazie.
Fammi un po' di spazio.
- Tieni. - Come sono le radiografie ?
- Va tenuto sotto controllo. - Ci sono complicazioni ?
Speriamo di no.
Guardalo, sembra tornato in famiglia.
Avete bisogno di qualcosa ?
No, grazie, a quanto pare non si può fare altro che aspettare.
Quando si sveglierà, secondo lei ?
Tra 24 ore sospendiamo i farmaci che lo tengono addormentato
e poi vedremo.
- Quando lo potremo sapere ? - Dovrà fare dei test.
Ci vuole pazienza.
E' un peccato, se non può vedere il padre cantare.
Lo sentirà, come quando era nella mia pancia.
- Mio marito è tenore al Teatro Comunale. - Ah.
- Il canto è la sua vita. - E poi che ne sappiamo ?
Magari questo scricciolino ha due polmoni grandi come il padre.
L'importante è che sia felice.
Grandi manovre, stasera.
- Il dottor Tropea mi ha invitata a cena. - Il medico dei matti ?
- Mi porta al Macaron. - Davvero ? - Sarebbe ?
E' quel nuovo locale in centro che sembra di stare a Parigi.
Sono settimane che chiedo a Donato di portarmici.
- Ora ci vado da sola. - Mmm.
Anzi, potremmo andarci tutte insieme !
Sì, fatemelo sapere che ci vengo di sicuro.
- Ciao a tutte, ci vediamo domani. - Dove ti porta il tuo bello ?
- Non c'è nessun bello. - Eh, sì !
- Ti pare che siamo nate ieri ? - Le diamo un po' di privacy o no ?
No, è una tirocinante, non ne ha diritto.
- Sennò noi come ci divertiamo ? - Ciao. - Ciao !
- Perché la tormenti ? - Che ho detto ? Non ho detto niente !
- Non stai mai zitta ! Parli troppo. - Allora, ragazze, come sto ?
- Wow ! - Sei una sventola !
- Domani ci racconti tutto nei dettagli. - A me no, grazie.
A te ? Lo riracconti a me, amore.
- A domani, ragazze, ciao. - Ciao, cara. - Le chiavi.
C'è chi va al Macaron, chi alla fermata dell'autobus.
Seratona... Buonanotte, signore.
- A domani. - Sì, a domani.
- Tu che fai, vieni a casa ? - Vado da Arturo, gli devo parlare.
Promettimi che non farai sciocchezze, ti prego.
Non posso mentirgli, non lo merita.
- Ciao. - Ciao.
[CAMPANELLO]
- Ciao. - Ciao.
Ho portato qualcosa da bere e anche un ciambellone.
- Appoggia pure lì. - E' carino qua.
- Ehm... Luca è da un amico, torna più tardi. - Bene.
Siamo soli.
- Merda, merda, merda ! - Che cosa succede ?
Dovevo essere da Kemal un'ora fa.
- Da chi ? - La pizzeria, sono di turno.
No, dài, chi se ne frega della pizzeria ? Rimani qua.
Non posso, quello ci mette un minuto a licenziarmi.
Io ho bisogno di lavorare.
- Va bene, allora io ti aspetto qua. - No.
Non voglio che... [SCATTO DI SERRATURA]
- Luca. - No...
- Ciao, Pietro. - Ciao, Luca.
Quello che provo per Marco io...
Non lo so come è successo, ma non posso più fare finta di niente.
Sei innamorata di lui ?
Qualsiasi cosa sia, è abbastanza per farti troncare con me.
I segni c'erano tutti. Sono io che non li ho voluti vedere.
La proposta di convivenza caduta nel vuoto, i turni di notte improvvisi.
Potremmo prenderci una pausa e capire che cosa vogliamo.
Per me è tutto molto chiaro.
Tu sei un uomo meraviglioso.
- Nessuno mi ha mai capita e accolta come te. - Ma tu hai scelto Marco.
Che ne sarà di noi ?
E' meglio se te ne vai.
- E Martina ? - Le parlerò io.
Buona fortuna... per la tua caccia ai fantasmi.
Mi dispiace.
(Dobbiamo essere sinceri l'uno con l'altra.)
- Non si tratta solo di Koljia, ma anche di noi. - Sì, lo so.
- Ora tu non rinunci a me ? - Per nessuna ragione al mondo.
La nostra nuova casa !
Ehi.
Ciao.
Facciamo la cosa giusta, vero ?
Sì.
Ricominceremo tutto da capo... e questa volta andrà tutto bene.
Te lo prometto.
Papà, mi fai la treccia come me la fa Lea ?
Papà ?
- Scusa, amore, che ? - Mi fai la treccia come me la fa Lea ?
- Mi sa che non sono abbastanza bravo. - Perché non ha dormito qui ?
- Perché stamattina doveva andare a lavorare presto. - Stasera viene ?
Amore, Lea in questo periodo ha tanto da fare.
- Non verrà per un po' di tempo. - Quanto tempo ? - Un bel po'.
Dicevi la stessa cosa anche di mamma.
- Che ne dici, se stasera vediamo un film ? - Sì ! - Eh.
- Mangiamo le patatine ? - Non solo !
- Mangeremo anche un chilo di gelato alla stracciatella. - Sì !
Preparati, la maestra mi rimprovera sempre che siamo in ritardo.
Buongiorno ! Non sei tornata stanotte ?
- Non sono stata da Arturo. - Non ho capito.
- Per favore, niente prediche né commenti. - Non ho detto niente !
Sono la prima a essere incredula, ma silenzio stampa.
Silenzio stampa.
- Ciao. - Ehi, come è andata ieri sera ? - Guarda, lasciamo perdere.
- Bella giornata anche tu ! - E' successo qualcosa con chi penso io ?
Scusa, Lea, ma proprio non mi va di parlarne.
Silenzio stampa ? Oggi va per la maggiore.
"Rosa, fatti gli affari tuoi".
- La invito all'evento di beneficenza. - Grazie. - A lei.
- L'evento di beneficenza. - Grazie. - Salve, l'evento di beneficenza.
- Olga, complimenti, una cosa fantastica. - Grazie, dottore.
Il concerto è stasera.
-Speravo meglio. -Mi devo preoccupare ? -Per ora no.
Guarda un po' ?
Ti piace ?
- Tanto, grazie. - Il tuo omino ci può salire sopra.
Così può andare dove gli pare anche se ha la gamba fasciata.
Fammi vedere, campione.
Ha 38,5.
Va bene. Senti, dopo passa in Neonatologia.
- Svegliamo Gabriele. - Finisco qua e vi raggiungo.
Marco !
Volevo raccontarti una cosa bella che mi è successa
ma devi raccontare tu qualcosa a me o sbaglio ?
- Sbagli, non so di che parli. - Ti salvi perché ho da fare di meglio.
Scusami, volevo passarti a prendere, ma... lo scassone mi ha abbandonato.
- Che c'è ? - Kemal mi ha licenziata. - Cazzo.
Quando sono tornata a casa, Luca guardava la Tv.
Abbiamo urlato per un'ora.
Stamattina non è andato di nuovo a scuola.
La sua professoressa mi ha scritto che finisce che lo bocciano.
Mi dispiace.
La verità è che...
-Appena mi concedo un attimo di distrazione, si incasina tutto. -Ah.
Quindi è questo quello che sono, una distrazione ?
Io non ho tempo per discutere né per avere qualcuno nella mia vita.
Non me lo posso permettere.
- Parametri vitali ? - Sono buoni.
Provate voi, mettete le mani dentro.
Vediamo se vi stringe le mani.
Gabriele, sono la mamma.
Sono qua vicino a te.
# Tramontate, stelle.
# All'alba
# vincerò
# vincerò
# vincerò. #
- I riflessi ci sono, sono buoni. - Sì, funziona.
- E' stato emozionante, vero ? - Sì, ma dobbiamo fare altri test.
Sì, ma sono comunque felice.
- Solo per Gabriele ? - Per lui, per i suoi genitori.
- Per la speranza che possiamo dare a Koljia. - E per noi.
- Tutti da firmare, urgenti. - Ecco.
- Vieni da me stasera ? - Ci vediamo al concerto prima.
Come è elegante ! Che bella cravatta !
Per la prima volta in vita mia volevo mettere il papillon.
-Mia moglie ha insistito. -Ha fatto bene a fidarsi di sua moglie.
- Le donne hanno sempre ragione, vero ? - Eh !
- C'è un sacco di gente qua. - Sì, ma dentro dovete vedere, è pieno.
Lo avevo detto che funzionano i volantini.
Certo, ora è tutto merito suo.
- Michela dove è ? - Non è potuta venire, è dispiaciuta, saluta tutti.
- Mi dispiace. - Non vedo Marco invece, dove è ? - Neanche Lea.
- No, Lea Castelli eccola ! - Ciao ! - Oh ! - Buonasera a tutti !
-Che bello vedervi qui ! -Buonasera. -Buonasera. -Buonasera.
- Eccoci qua ! - Direi che manca solo il dottor Colomba.
- L'ho appena chiamato, finisce in reparto e arriva. - Perfetto.
- Direi di entrare. - Sei pronto per divertirti ? - Sì ! - Andiamo !
- Venite. - Andiamo. - Bene. - Buonasera !
Andiamo, ti faccio ballare ! Sai ballare ?
- Che vengo a fare ? - Va bene, ti ubriachi, dormi sul divanetto.
-Grazie. -Oltre ai biglietti venduti ci sono molte donazioni libere.
- Quindi... - La sala per i ragazzi si farà ? - Glielo assicuro.
- Sono contenta. - Eh, Castelli...
Tra noi in passato ci sono stati diversi screzi.
Sono sicuro che ce ne saranno anche in futuro.
Per questa serata meravigliosa, io la devo ringraziare di cuore.
Il merito è tutto di Arturo Minerva.
- Buonasera a tutti ! - Uoh !
Grazie di essere a sostenere il reparto di Pediatria dell'ospedale.
Il primo pezzo è dedicato al cuore pulsante del reparto
le sue infermiere.
[GRIDA DI ESULTANZA]
L'artista che lo canta non ha bisogno di presentazioni.
Signore e signori, Dolcenera !
- Uoh ! - Buonasera ! - Uoh !
# Ahe !
# Ahe, na-na-na, na-na-na.
# Sdraiata sul divano con un caldo africano
# provo a immaginare come fare la foto più bella dell'estate
# che batta il record dei Mi piace.
# Mi serve un drone che dall'alto fa uno zoom
# mi inquadra fluttuare stesa a pancia in su
# ma sto per affogare da sola in mezzo al mare.
# Tra milioni e milioni di buste, lattine, le siga e cannucce.
# Metà del pianeta di plastica, ahi, ahi, ahi.
# Un bimbo gioca in spiaggia innocente.
# Mi dice che la fine è imminente. Che è anche colpa mia è evidente.
# Amare il mare, amare il mare è amare te.
# Ama o mar se voce se ama.
# Amare il mare, amare il mare è amare te.
# Ama o mar se voce me ama.
# A chi non piace godere e comprare ?
# Serve spazio mentale per avere morale.
# Un Photoshop alla Madre Terra, record di Like al pianeta Terra.
# Milioni e milioni di buste, bottiglie, piattini e cosucce.
# Metà del pianeta di plastica, ahi, ahi, ahi.
# Un bimbo gioca in spiaggia innocente.
# Mi dice che la fine è imminente. Che è stata colpa mia è evidente.
# Amare il mare, amare il mare è amare te.
# Ama o mar se voce se ama.
# Amare il mare, amare il mare è amare te.
# Ama o mar se voce me ama.
# Amare il mare, amare il mare è amare te.
# Ama o mar se voce me ama. #
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì, avanti.
- Ciao, Marco. - Anna. - Da giorni aspetto l'occasione per parlarti.
Scusa, ma non è un buon momento.
- Hanno organizzato un concerto di beneficenza, devo scappare. - No.
Non puoi scappare da ciò che ti devo dire.
[# CHI SOGNA SOFFRE PIU']
[# DI CHI TACE E ACCONSENTE.]
[# OGNI GIORNO MUORE UN PO'. #]
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