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Original subtitles

Sì, sono sempre qui. E' un'ora che aspetto.

Che vuol dire "un incidente" ?

Mandate un carro attrezzi per il carro attrezzi ? Io che faccio ?

Non si azzardi a rimettermi in attesa ! Guardi...

Pronto ? Vaffanculo !

(accento turco) Scusi ! Tutto okay ? Posso aiutarla ?

Me la cavo, grazie. Stavo andando a Ferrara e ho fuso il motore.

- Il soccorso stradale mi ha dato buca. - La aiuto con l'auto ?

No, è andata. Grazie lo stesso.

Ehm... Se vuole, posso accompagnarla io a Ferrara.

- No, grazie. - Il giubbotto di pelle non le ispira sicurezza ?

- No, forse più i tatuaggi. - Ah, giusto.

- Lea Castelli. - Arturo Minerva. Di solito non mordo le sconosciute.

Va bene.

Grazie.

Sei un musicista ?

Bassista, principalmente.

Il basso è... una specie di chitarra ?

Sì, diciamo che è una specie di chitarra.

- Non mi intendo molto di musica. - Lo vedo.

- Magari sei famoso. Dovrei conoscerti ? - No.

Ho suonato con la gente famosa.

Ho girato il mondo con i concerti.

Poi mi sono fermato.

Adesso faccio arrangiamenti o... i demo per i nuovi gruppi.

Hai cambiato vita, insomma.

"La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altro."

- Così diceva John Lennon. - Questo lo conosco. - Ah !

- Bene. - Non aveva tutti i torti. - Sì.

Mio padre, ad esempio, voleva rimanere solo due mesi a Istanbul

poi ha conosciuto mia madre

poi sono nato io e lui ci è rimasto per 20 anni.

Ah, adesso ho capito da dove arriva il tuo accento straniero.

Tu, invece ? Viaggi leggera.

Torni a casa o vieni per la prima volta a Ferrara ?

Torno a casa... per ricominciare.

[# AND I'M FEELING...]

[# NELLA MUSICA E BASTA IO MI SENTO BENE.]

[# NEL SUONO DEL MIO PIANOFORTE IO MI SENTO BENE.]

[# C'E' UN FIUME SEMPRE IN PIENA]

[# CHE SCORRE NELLE MIE VENE.]

[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE, NUOVA VITA]

[# PER ME.]

[# AND I'M FEELING GOOD. #]

Sei sicura che ti devo lasciare qui ?

Sono praticamente arrivata.

- E' stato un piacere. - Anche per me.

-Mi piacerebbe rivederti. -Ferrara è piccola, non mancheranno occasioni.

Non è più facile scambiarci i numeri di telefono ?

Lasciamo fare al destino. Mmm ?

Okay.

- Ciao. - Ciao.

[VOCIARE INDISTINTO]

- Buongiorno, bentornata. - Ciao.

- Bentornata ! - Grazie.

Guarda che bella bambina !

Tu come ti chiami ? Come ti chiami ? Bella.

Lea Castelli è appena arrivata

e già si è presa il mio sabato libero. Perfetto !

Il sabato non è tuo, Favilla.

Ti ricordo che Lea Castelli, oltre a essere una collega

è anche un'amica che torna dopo un periodo difficile. -Quindi ?

[SQUILLI DI TELEFONO] Quindi. Sì ?

Il 12 l'abbiamo dimesso.

Sì, il letto è libero. Ottimo, ciao.

- E quindi ? - Quindi, quindi.

Tu hai sentito Lea ?

- Sì. - Come ti è sembrata ? - Molto emozionata. - Ci credo.

- Non è facile per lei tornare. - Certo.

-Cerchiamo tutte di darle una mano.

-Non facciamo favoritismi. -Va' là !

Sto solo precisando delle regole di lavoro.

- Precisi tanto. - Mi servono dei teli.

-Il dieci ha rovesciato il cibo. -Sai dov'è il cambio lenzuola ? -Sì.

Grazie.

- E' arrivata la nuova infermiera ? - No, è in ritardo, come te.

Ha avuto un contrattempo, sarà qui a momenti.

- Vedrai, ti piacerà. Da lei hai tutto da imparare. - E' vero.

Quando sono entrata come te nel tirocinio

Lea mi ha insegnato tutto.

- Esagerata ! - Eccola ! - Lea ! - Eccoci.

Finalmente ! Sei un fiore, stare da tua madre ti ha fatto benissimo.

Ma non vedevo l'ora di tornare. Ciao, Olga !

-Che meraviglia ! Oh, alla fine li hai messi ! -Beh...

-Li ho scelti io. -Non avevo dubbi. -Un tocco di colore ci sta sempre.

- Certo. - Tu devi essere Favilla, vero ? - Eh.

- Rosa mi ha parlato molto di te. - Anche di te parla sempre, spesso.

Sempre. E lei è Michela, la nostra nuova tirocinante.

- E' qui da poche settimane. - Piacere. - Piacere mio.

Eccoci qua, siamo tutte.

Che ne dite di mangiare una fetta del mio ciambellone ?

- Certo, festeggiamo... - L'ho fatto apposta !

Il reparto è rimasto lo stesso.

Hanno aggiunto una stanza in Neonatologia

ma per adesso tu non te ne devi occupare.

Ecco la mia infermiera preferita !

[RISATA DI DONATO]

- Allora ? - Donato, ti trovo in splendida forma !

Impara, basta poco per tenere alto il morale di tuo marito.

- Ma a me piaci così come sei. - Bugiarda.

Chi mi dà una mano con il due ?

- Io.

- A dopo. - A dopo.

Il bambino del due deve fare una Tac.

E' ancora lì sotto ?

Non c'è verso di farlo uscire.

Koljia è russo, cresciuto in orfanotrofio. Ha paura di tutto.

- Donato mi ha detto che deve fare una Tac. - No Tac.

Ecco, guarda che cosa ti ho portato !

- Gli avete detto di che si tratta ? - Ci abbiamo provato, ma è arduo.

Un po' di italiano lo parla, ma comunicare veramente è difficile.

E' con noi da un mese, in affidamento preadottivo.

Abbiamo aspettato tanto per averlo, ma non eravamo preparati a ciò.

Vediamo quello che possiamo fare.

- Come si chiama ? - Koljia.

"Koljia".

Me lo presta il bracciale ?

Grazie.

Ciao, Koljia, io sono Lea.

- No Tac. - Non ti preoccupare, è tutto a posto.

Ora ti spiego che cos'è la Tac. Mmm ?

Guarda, questo è Koljia...

e questa è la Tac.

Koljia fa la Tac. Guarda.

Koljia sta fermo, fermo, fermo.

Bravo, Koljia, fermo così !

Ancora un po'.

Poi Koljia ritorna indietro.

Ed è finito tutto.

Sei stato bravissimo !

Sei stato molto coraggioso, sai ?

Non so come ringraziarla.

Non me la sto cavando tanto bene come mamma.

Ogni mamma si sente inadeguata.

- E' il rischio del mestiere. - Quando sapremo qualcosa ?

- E' seguito dal dottor Verna. Ci vado a parlare. - Grazie.

- Ha un figlio meraviglioso. - Ora l'importante è che sia sano.

Certo.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?

- Dottor Verna, mi scusi. - Lea !

Finalmente riesco a salutarti.

In reparto non si parla d'altro che del tuo arrivo. Ci sei mancata.

- Anche voi. - Arrivi al momento giusto.

- Te l'hanno già detto ? - No.

- Mi sposo ! - Con Enrica ?

-Sì. -Congratulazioni ! Emozionato ? -Diciamo annientato dai preparativi.

E' la figlia dei Tescari, farete le cose in grande.

- Avevi bisogno di me ? - Sì.

I signori Mosella stanno aspettando i risultati della Tac.

- Ah, ci penso io. - Mmm ? - Sì, sì, vai.

- Grazie. - Tranquilla. Prego.

Bentornata, Lea.

[BATTITO CARDIACO]

[BATTITO CARDIACO]

- Come stai ? - Tutto bene. - Sicura ?

Sono solo un po' stanca, devo riprendere il ritmo.

Qui abbiamo finito. Andiamo a casa.

Mettiti un attimo dritto.

- Mi sono alzato ? - Sì.

- Ti sei lavato le mani ? - Sì. - Giura. - Sì.

- Porta i pomodorini in tavola, vai. - Adesso vivi qui con noi ?

Sì, per un po', finché non trovo una sistemazione.

Beh, più sistemata di così !

Che vai a fare in un monolocale da sola ?

- Questa è casa tua, puoi starci tutto il tempo che vuoi. - Grazie.

-Per averti dato la stanza, guadagno la scuola guida. -Ah ! -Calmo !

Il mio amico meccanico stasera ti riporta la macchina.

- Grazie. - Se no puoi usare la mia bici, tanto io non la uso.

Ah, giusto. Potremmo andare a lavorare in bicicletta.

- Non è così lontano. - Certo... Non ci pensare nemmeno !

- Figurati ! - Ci chiami quando è pronto ? - Sì, vai.

- Vieni, Paolino. - Andiamo, Giulia.

Quanto sono cresciuti in un anno !

Ci hanno rubato tutto lo spazio.

Urlano, litigano... Ogni tanto ci salutano.

Perché abbiamo fatto tanti figli ?

- Scusami. - A me piace un sacco quando i piatti sono tutti diversi.

- Li ho comprati apposta. - Li ho messi sbagliati.

- Sì, ma ti abituerai. - Quello l'hai messo tu. - Ho sbagliato io.

[RINTOCCHI DI CAMPANE]

[VOCI NON UDIBILI]

- Hai visto ? Che ci è voluto ? - Finalmente !

Mi sembra di essere uscita da una centrifuga.

- Un po' di movimento ci fa bene. - Ancora ?

In reparto si corre dalla mattina alla sera !

- Dovrai affrontarla. - Non è un problema.

- Lei e Marco stanno ancora insieme. - Non mi interessa.

Marco è in America e io e Anna non siamo più amiche.

-Pensi ancora a lui ? -Sì, qualche volta. E' normale, no ? -Sì.

Con un divorzio non si cancellano dieci anni di vita insieme.

- E' un capitolo chiuso, non preoccuparti. - Chi si preoccupa ?

Andiamo, vieni.

-Questo me lo registri, per favore ? Grazie. -Allora si aspetta.

Ciao !

- Io sono Lea. Tu come ti chiami ? - Martina. - Che ti è successo ?

Giocavo a raccogliere i fiori e poi sono caduta dalla bicicletta.

Che male ! Ti hanno già visitata ? Sei qui con la mamma ?

No, con il papà. E' dal dottore.

Lo aspettiamo insieme, se ti va. Mmm ?

Lea.

Vedo che hai conosciuto la nostra piccola paziente !

Lea ? Ci pensi tu ad accompagnarla in Radiologia ?

- Certo. - Grazie.

- Mi fa male. - Non ti preoccupare.

Faranno una foto al tuo braccio, poi lo rimetteranno subito a posto.

- Una mucca ? - Okay ? - Un toro ?

Pronta ?

Ci vorrà un minuto.

Non so come sia successo.

Era in giardino, l'ho persa di vista un attimo...

Succede così con i bambini.

Se vuoi avvisare tua moglie, sto io con Martina. La porto io in reparto.

Non devo avvisare nessuno.

Vede ulna e radio ? La frattura è scomposta.

Quindi dovete operarla ?

No, faremo una manovra di riduzione per riallineare la frattura.

Una manipolazione veloce e dolorosa.

Puoi aspettare fuori, se vuoi. Resto io.

-No, sto qua. Non la lascio soffrire da sola. -Come preferisce.

Eh...

- Eccoci, amore. - Piccola... me lo fai vedere questo braccino ?

Amore mio, lo so che fa male

ma il dottore deve metterlo a posto perché smetta di fare male.

- Capito ? - Non voglio !

Però dobbiamo, amore della mia vita.

Allora facciamo così.

Tu mi guardi negli occhi e mi stringi la mano, okay ?

Brava, bravissima.

- Brava. - Piano, piano. Adesso rilassati.

Rilassa il braccino. Rilassati.

- Ah ! - Finito, finito.

- Abbiamo finito. - E' finito, amore.

Brava. Brava, hai visto ?

Che cosa hai fatto ai capelli ? Oggi ti stanno veramente benissimo.

Olga, che vuoi ?

Ehm... [OLGA SI SCHIARISCE LA GOLA]

- Giovedì sera ho un appuntamento con Raimondo. - Non me lo chiedere !

- Per organizzare i turni ci vuole una campionessa di sudoku. - Dài !

- Liberami. Rosa... - Eh ?

- E' bello. - "E' bello" ? - Sì, da morire.

- Davvero ? - Sì.

- Va bene, dài. Speriamo che sia la volta buona ! - Grazie.

Lea !

- Come conosci il papà più sexy della terza B ? - Chi ? - Oh !

- Brava. - Che volete voi due ?

Vado a vedere se sono arrivati gli esami del sette.

Arturo Minerva, il musicista.

La figlia è in classe con Paolino.

- Vi ho visti in corridoio. - E' lui che mi ha dato il passaggio. - Sì ?

- E' un bel tipo, no ? - Che però non ha detto di avere una famiglia.

Perché, tu gli hai raccontato del tuo simpatico ex marito ?

Comunque, la moglie nessuno l'ha vista né conosciuta.

Martina racconta che fa un lavoro importante e gira per il mondo.

Con un marito così, io starei sempre a casa.

- E' pronta la ricetta per la bambina ? - Sì.

- Eccola. - Vuoi portarla tu al papà più sexy della terza B ? - No !

Scherzi ? Vai, vai !

- Digli che poi vado a trovarli con Paolino. - Va bene. - Lea ?

- Lasciagli il tuo numero. - Ma dài !

Anche il mio.

- Arturo ! La ricetta per Martina. - Giusto, grazie.

Ciao, piccola, sei stata bravissima. Tutto bene ?

- Che succede ? - Mi pizzica un po' la lingua.

- Non riesco a respirare bene. - Che vuol dire ?

-Portiamola in ambulatorio, chiamate il dottor Verna ! -Martina...

Che succede ?

Shock anafilattico.

-Da quanto tempo è incosciente ? -30 secondi. -Adrenalina 0,2. -Sì.

Prendila.

Gel.

Ambu.

- Eccomi ! - Ha la gola gonfia. - Il torace non si espande.

- Bisturi e cannula tracheostomica. - Sì.

- Guanti. - Che le state facendo ?

- Fate uscire il padre. - Mi segua.

- Che sta succedendo ? - Andrà tutto bene. - Rimango qui.

La saturazione adesso è buona.

Sì, il peggio è passato. Marco Colomba.

- Arturo Minerva. - Sono il nuovo primario.

E' una sorpresa, avrei dovuto iniziare domani.

Che cosa ha Martina ?

- Lei ha dichiarato che non ha allergie, giusto ? - No.

-Non le è mai successo prima. -Non le è stato dato alcun farmaco ?

Le ho prescritto un antidolorifico al bisogno.

- L'ha preso ? - Non l'ho comprato.

Nelle ultime ore ha mangiato un cibo che non aveva mai provato ?

Ha fatto solo colazione.

Il latte, i cereali... Quello che mangia sempre.

- Qui in ospedale le avete dato qualcosa ? - No.

La teniamo sotto osservazione per qualche ora e vediamo come va.

Io rimango con lei.

- Non c'è bisogno. - Preferisco restare. - Come vuole.

Infermiera, posso parlarle ?

Pensavo che fossi in America.

Se vieni nel mio ufficio, ti spiego tutto.

Perché non ora ? Vogliamo sapere della tua nuova nomina.

- Lea, per favore ! - Quando l'hai saputo ?

- Che succede ? - Pochi giorni fa.

- Chi è ? - Che ci fa qui ? - Non lo so. - Ma chi è ?

- L'ex marito. - Non hai pensato

che la mia aspettativa stava per finire ?

Ti ho cercato per dirtelo di persona.

- Che pensiero gentile. - Mi hanno offerto un posto da primario !

- Che ti aspettavi che facessi ? - Che mi aspettavo ?

- Vieni sempre prima tu, la tua vita ! - Lea, calmati.

Vaffanculo, Marco !

- Ha detto: "Vaffanculo" ? - Sì. - L'ha detto.

Lea.

Ehi.

Non so se sono più arrabbiata con me o con lui.

Lui è sempre stato un po' stronzo.

Ho fatto così tanta fatica a tornare qui...

a trovare la forza di ricominciare.

Ci sei riuscita. Sei tornata qui, hai ripreso in mano la tua vita !

Ma mi è bastato vederlo per sentirmi al punto di partenza.

Non è così. Capito ?

Ehi.

[ARTURO CANTA IN TURCO]

Come va ?

- Bene. - Ho finito il turno, torno a casa.

Certo. Grazie di tutto.

Quando glielo toglieranno non si vedrà la cicatrice.

Devono capire che cosa le è successo e non deve succederle più.

Siete in ottime mani. Colomba è un pediatra eccezionale.

- Lo conosci bene ? - E' il mio ex marito.

Doveva essere in America per un periodo di specializzazione

e vederlo all'improvviso è stato...

[SOSPIRO DI LEA] Immagino.

- Vedrai che riuscirai anche a dormire. - Ci vediamo domattina ?

- Attacco alle sette. - Mi trovi qui.

E tu ?

Siamo arrivati, eccoci...

- Eccoti ! Salve. - Salve.

Fortuna che non te ne sei andata. Il direttore ti vuole in ufficio.

- Ha detto: "Subito". - Mmm. Grazie.

- Prego. - Ciao. - Ciao.

Siamo qui. Ragazzi...

- Dottor Chiaravalle ? C'è la Castelli. - Faccia passare.

Prego.

- Grazie. - Prego. - Buonasera.

Prego, si accomodi, Castelli.

Sto bene così, grazie.

-So già come è andata la sua giornata. -Mi lasci spiegare.

Certe scene in pieno reparto davanti ai pazienti e ai parenti

non sono tollerabili.

Non succederà più.

C'è un nuovo reparto di Cardiologia Pediatrica nella sede distaccata.

Otto letti, attrezzature d'avanguardia

e personale specializzato.

Un cambiamento le farebbe bene, non crede ?

Sono qui per riprendere il mio posto e lavorare con le mie colleghe.

Il suo passato con Colomba rende impossibile una collaborazione.

- Siamo dei professionisti. - A giudicare da oggi, non si direbbe.

- E un infermiere è sacrificabile, no ? - Non tiri troppo la corda !

Posso farla trasferire in qualunque momento

se la sua condotta non sarà più che irreprensibile.

Te lo giuro. Poi mi guardava con una faccia assurda.

- Mi sta prendendo in giro. - Ma va' ! E' vero.

Primo anno di specializzazione

e mi ritrovo in mutande davanti a Scavino.

Vuoi un passaggio a casa ?

Finisco di raccontarti il mio primo triste anno di Pediatria.

Preferisco prendere l'autobus.

- Va bene. - E lei ha già un appuntamento.

- Allora a domani. - A domani, dottor Verna.

[VOCE INDISTINTA] Allora ? Sei contenta ?

- Sì. - E' andato tutto bene.

Le analisi... Sei stata bravissima.

[VOCI NON UDIBILI]

- Sei contenta ? - Sì.

[VOCE NON UDIBILE]

Va bene, ciao. Lea !

Mi avevano detto che eri tornata. Ti vedo bene.

Grazie. Non dobbiamo scambiarci i convenevoli come vecchie amiche.

Beh, un tempo lo eravamo.

-Prima che tu andassi a letto con mio marito. Buona serata. -Lea !

E' passato più di un anno.

- Possiamo almeno provare a parlarci ? - Per dirci che ?

Non te lo avrei mai portato via. Tra voi era finita.

- Se lo dici tu... - Farti soffrire era l'ultima cosa che volevo.

- Scusa, ma stento a crederti. - Io lo amo... e Marco ama me.

- Se solo potessimo azzerare il passato... - Lo dici a me ?

Mi sono trovato subito nel bel mezzo di un'emergenza.

- Una bambina in shock anafilattico. - Chi c'era di turno ?

- Pietro, Pietro Verna. - E con Lea... com'è andata ?

Beh... non benissimo.

Avevi messo in conto il suo ritorno quando hai accettato il posto, no ?

Certo.

L'ho incontrata anch'io.

Non mi ha accolta a braccia aperte

però... chissà, adesso che siamo tutti qua di nuovo

magari riusciremo a trovare un equilibrio, non so. Tu che dici ?

Perché no ? Speriamo.

- Ecco il mio fratellone ! Anna. - Eccovi ! - Ciao.

- Intanto abbiamo preso un aperitivo. Come state ? - Bene.

Io il giorno sono in tribunale e lui la sera è a cucinare.

Però cucino da Dio. Stavo pensando di farvi continuare

con i cappellacci crema di pistacchi e alici. - Ottimo.

-Basta con hamburger e patatine. -Per dolce, ti ho fatto la tenerina.

Grazie, Simone, sei un tesoro !

Io la salto e prendo un piatto di frutta.

Vado in cucina, ci vediamo dopo.

Vuoi stare con uno così triste ?

Non sono triste, sono... sovrappeso.

Non lo cambierei con nessun altro al mondo.

- Come ti trovi in camera di Dante ? - E' tutto perfetto.

- Davvero ? - Sì. - Bene.

- La valigia non l'hai disfatta ? - Domani, è poca roba.

Ci pensa Rosa.

Fammi vedere. Mamma mia, ma che è ? Questo è il corredo di una monaca ?

- Perché, scusa ? - Guarda che roba !

Sei una delle donne più belle e intelligenti che io conosca.

Lo fai apposta a mortificarti ?

Non mi mortifico... Sono solo cose pratiche.

"Cose pratiche"... Meno male !

Che bel libro di favole !

- Era mio di quando ero piccola. - Ah.

Uno di questi giorni andiamo a fare un giro di shopping.

Hai bisogno di cambiare tutto il guardaroba. Partiamo da quello.

- Dal pigiama ? - Certo.

- Che ha che non va ? Ha le tasche, è comodo. - Ah.

Fallo anche essere scomodo !

Il guardaroba è il mio ultimo problema.

Anzi, tu mi devi impedire di fare sciocchezze come quelle di oggi.

Se quel trombone di Chiaravalle insiste a farti trasferire

noi chiamiamo i sindacati e facciamo un casino.

Se avessi saputo che Marco veniva nominato nuovo primario...

Meglio che tu non l'abbia saputo.

Sei tornata, hai ripreso servizio

e hai conosciuto il babbo più sexy della terza B.

Se tu avessi saputo di Marco, tutto questo non sarebbe accaduto.

Può darsi...

però dovremo lavorare insieme ed è un problema.

Farete come i professionisti. "Buongiorno."

"Mi passa l'ecografo ?" "Mi mette una firma ?"

- E amici come prima. - Sì, sembra facile.

- Guarda che è successo oggi. - Cioè ? L'hai mandato a 'fanculo !

Hai fatto bene ! L'hai incontrato senza preavviso.

Siamo rimaste tutte sconcertate.

[SIRENA]

Lea ! Aspetta, prendo questo.

"Dasvidania", Martina ! Koljia "tovarisch" !

# Bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao ! #

- Grazie. - Non sapevo che parlassi il russo.

Sì, a parte "dasvidania" e "tovarisch" anche "vodka".

- Ah, beh. - E' indispensabile per la sopravvivenza. - A letto.

- Ancora, papà ! - Dopo.

- Ti hanno tolto la cannula ! - Papà ha detto che mi comprerà

una collana bellissima tutta d'oro

con un ciondolo che mi coprirà tutta la cicatrice.

Io non ho mai detto una cosa del genere.

Allora se tu non mi vuoi comprare il ciondolo

io mi farò una collana con i fiori come quelle di Greta.

Va bene. Greta è una compagna di classe.

La mamma è flower designer.

- Ti capita spesso di giocare con i fiori ? - Sì.

[BUSSANO ALLA PORTA] Buongiorno.

- Salve. - Ho i risultati delle analisi del sangue.

Valori nella norma. E' stato un episodio isolato.

Scatenato da che cosa ?

Chissà, può avere messo in bocca qualcosa per gioco.

Come posso essere sicuro che non accada più ?

Tenga in casa un kit d'emergenza anti anafilassi.

- Per precauzione. - Va bene.

- Ma non mi fa stare più tranquillo. - Prescrivo un test allergologico.

La paziente può essere dimessa dopo pranzo. Arrivederci.

Grazie, arrivederci.

Mi sbaglio o ho sentito qualche vibrazione un po' ostile ?

Verso di te o verso di me ?

Marco, puoi dare un'occhiata ?

Sono del bambino del due.

- Hai già parlato con i genitori ? - No, è un caso un po' particolare.

E' stato adottato da poco e... vorrei che ci fossi anche tu.

Comunicare una diagnosi è la prima cosa che ti ho insegnato.

Quando devo comunicare certe cose, so di cambiare la vita alle persone.

- La cosa mi terrorizza, mi sento come se fosse colpa mia. - Non lo è.

Anzi, avere una diagnosi significa potere pensare a una cura.

- La cura è il primo passo verso la guarigione. - Può guarire ?

- Faremo il possibile. - Ma non c'è la certezza ?

Quella, purtroppo, non c'è mai.

- E questo sarcoma... - E' un tumore.

Quello di vostro figlio ha attaccato i tessuti molli, i muscoli.

Ma è a uno stadio iniziale e non ci sono metastasi.

- Dovrà fare la chemioterapia ? - E la radioterapia, forse l'intervento.

Ma prima aspetteremo che la massa si riduca.

Scusate.

[PIANTO DI BARBARA] Scusate.

Signora Mosella !

Non faccia così. Venga a prendere una boccata d'aria.

Andiamo.

Ci vogliamo sedere ? So che non è un granché.

Cinque anni di analisi, ricoveri, tentativi di inseminazione.

-Desiderare un figlio e non poterlo avere è peggio di una tortura. -Già.

Guardi tuo marito prendere in braccio i bambini degli altri

e pensi che per colpa tua non potrà mai avere un figlio suo.

Ti dicono che la colpa non è tua...

ma non puoi fare a meno di pensarlo.

E... ancora adesso io non posso smettere di pensare

che la colpa sia mia.

Anch'io l'ho pensato per tanto tempo.

Neanche io posso avere figli, non più.

Le cose succedono e a volte succedono senza una ragione.

Questo ci fa sentire impotenti, ma lei non ha nessuna colpa.

Come non ce l'ho io.

E' stato mio marito a convincermi per l'adozione.

Altri anni di colloqui, tribunali, avvocati, psicologi...

- Poi è arrivato Koljia. - Non posso sopportare un altro calvario.

Koljia può guarire. Non deve pensare che non ci sia speranza.

- La speranza può essere pericolosa. - Ma è l'unica cosa che abbiamo.

Se la sente di tornare giù ?

Koljia, ti posso dire che sei un vero artista ?

Come si chiama questa lingua ?

Questo è russo, amore. Sono i caratteri cirillici.

- Ecco il foglio di dimissioni. - Grazie.

Non vediamo l'ora di tornare a casa.

Quando è caduta, Martina era a casa vostra, nel giardino, giusto ?

Sì. "Giardino" per dire, noi viviamo in un casale in campagna.

Ci sono fiori così ? E' con questo che fai le collane ?

Sì. Ne sto facendo una per mamma, così quando verrà gliela regalerò.

A volte li metti in bocca, vero ?

Sì, per legare i gambi. E' più semplice che farli con le mani.

La mamma amerà la tua collana, ma non la devi più fare con questi.

- Perché ? - Sono fiori di tarassaco.

Hanno molte qualità, ma a qualcuno fanno male. Mi sa che ti fanno male.

- Wow. Dici davvero ? - Aspettiamo i test, ma sono abbastanza sicura.

- Allora come faccio le collane ? - Usa margherite, fiori di malva...

E' molto importante che non metti più in bocca questo. Okay ?

Amore, allora domani papà compra il tosaerba, le cesoie e la zappa

e si dà al giardinaggio, va bene ?

Lea !

- Posso parlarti un attimo ? - Veramente no. - Lea !

-Non abbiamo ancora avuto un momento per noi. -Non esiste più un "noi".

Okay. Senti, io... ti devo dire delle cose.

Che cosa mi vuoi dire ?

Che sei felice con Anna ? Che possiamo essere amici ?

Non voglio essere tua amica.

Avrei preferito non rivederti.

[VOCI NON UDIBILI]

[NOTIFICA DI CELLULARE]

(registrazione) "Non ti ringrazierò mai abbastanza."

"Se vuoi ascoltare della buona musica, ora sai dove trovarmi."

[CAMPANELLO]

Ciao !

- Forse non è stata una buona idea, scusa. - Vino bianco o rosso ?

[CANZONE IN INGLESE DALLO STEREO]

Bello questo pezzo. Di chi è ?

Mio.

L'ho scritto per Martina.

Se mi vuoi fare delle domande...

- Dov'è la mamma di Martina ? - Nessuno lo sa.

Otto anni fa mi chiama una signora anziana

e mi dice che sua figlia è scomparsa

dopo avere dato alla luce una bambina.

Ha lasciato il mio numero di telefono dicendo che ero il padre.

Sì, è stata la mia stessa reazione.

All'inizio non ne volevo sapere

ma poi non... riuscivo a smettere di pensarci.

E' una follia, ma... se fosse veramente mia figlia ?

- Così sono andata a prenderla. - E questa ragazza ?

Si chiama Sara.

Io... mi ricordo vagamente.

Non è una cosa bella da dire

ma le tournée ogni tanto diventano molto intense.

Non sei certo di essere il padre ?

Non ho mai fatto un test del Dna.

L'ho presa in braccio e il mio cuore si è innamorato di lei.

Così sono diventato suo padre.

- Martina che cosa sa di tutto questo ? - Niente.

Quando lei ha iniziato a farmi delle domande, io non ero pronto.

Ho detto una piccola bugia, poi un'altra bugia più grande

e ho perso un po' il filo, però è arrivato il momento della verità.

- Amore ! - Papà ! - Amore mio.

Ma siamo ancora in ospedale ?

No, amore, Lea è venuta a vedere se tu stavi meglio.

Adesso andiamo subito a letto.

- Buonanotte. - Buonanotte. - Buonanotte.

- Scappi ? - Si è fatto davvero tardi.

- Non andare via. - E' passata mezzanotte.

Va bene. Nuovo giorno, nuovo inizio.

Per me è un momento complicato.

La vita... è sempre complicata.

[# LA LUCE DELLE STELLE MI FA STARE BENE.]

[# IL SOLE GIALLO CALDO MI FA STARE BENE]

[# COME IL VOLO DI UNA RONDINE]

[# CHE VA DOVE VUOLE.]

[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE, NUOVA VITA]

[# PER ME...]

[# AND I'M FEELING GOOD.]

[# NELLA MUSICA E BASTA IO MI SENTO BENE.]

[# NEL SUONO DEL MIO PIANOFORTE IO MI SENTO BENE.]

[# C'E' UN FIUME SEMPRE IN PIENA... #]

Devo andare.

[# SCORRE NELLE MIE VENE.]

[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE]

[# NUOVA VITA PER ME... #]

Ciao.

Ciao.

[# GOOD.]

[# DORMIRE IN PACE LA NOTTE PER VOLERMI BENE]

[# E IMPARARE INSIEME A VOLERSI BENE.]

[# E RINUNCIARE ALL'ANIMA]

[# LO SAI, LO SAI CHE NON CONVIENE.

[# PERCHE' IL SOGNO E' MIO...]

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