All language subtitles for i cassamortari 2 2024

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Original subtitles

[musica di "In questo mondo di ladri" di Antonello Venditti]

Io sono certo che non la deluderemo, signora.

- Ci sarà tanta gente famosa, sa. - E noi ci occuperemo di tutti.

- Grazie. - La accompagno.

- Grazie, caro. - Prego.

- Stia tranquilla. - Sì.

Stia serena. Mio figlio Giovanni.

- Piacere, signora. - Piacere.

- Condoglianze. - Grazie, caro.

- Di nuovo. Arrivederci, signora. - Grazie.

- [Giuseppe] Arrivederci. - [Giovanni] A presto.

[musica di "In questo mondo di ladri" di Antonello Venditti]

A presto.

[in romanesco] Segna questo giorno, Giovanni. Da oggi la Pasti "cambia pelle".

Da oggi la Pasti si ripulisce.

Noi dovremo essere impeccabili, e lo saremo, dovremo essere i migliori.

- E lo saremo. - E lo saremo, certo che lo saremo.

Stiamo per fare il nostro primo funerale vip. Giovanni, ti rendi conto?

Maria, non ti fare male con quel coso. Te lo chiedo per favore.

- Non ti preoccupare, papà. - Non ti preoccupare...

Hai capito chi è questo? Questo è uno forte.

Questo ha scritto libri, ha venduto milioni di copie.

- Chi non ha letto un libro suo? - Tu l'hai letto?

No, però l'ho regalato a mamma per Natale.

Il primo morto illustre nella storia dei Pasti!

- Ma come ci sei riuscito, papà? - Come ci sono riuscito...

Per culo, ci hanno chiamato loro.

Però, poi, la cura del cliente, le giuste soluzioni, la dialettica...

Giovanni, la dialettica è importantissima.

"Suo marito ha scritto pagine di infinita bellezza.

Ora è compito della sua famiglia onorare la sua morte con altrettanta bellezza."

- Gli hai detto una cazzata. - Non fare lo spiritoso e prendi appunti.

È con queste cazzate che si vince il Vespillone D'oro. Capito?

Tu fai il primo morto famoso e poi la voce gira

e diventi il primo cassamortaro di Roma, ma che dico di Roma, d'Italia!

Giovanni, lo senti? Lo senti il profumo del cambiamento?

- Chi cazzo è questo? - Giuseppe Pasti.

So che si occuperà di gestire le esequie del Maestro. Un pezzo raro, complimenti.

Sono qui per offrirle un lavoro ancora più prestigioso.

Ah.

Sarebbe meglio parlarne da soli.

[Maria] Giovanni, insomma vieni al mio funerale?

- Giovanni, senti cosa vuole tua sorella. - Sì.

Sono tutto orecchi, prego.

[musica drammatica]

[vagito di un bambino]

[musica suspense]

Ho detto pubblico commosso, più commosso!

Giovanni, sembra che non ti importi niente che sono morta.

Maria, già è tanto che sto qua a farti giocare, ora non esagerare.

- [Giovanni] Matteo, stai buono. - Chiamo Marco, lui è più sensibile di te.

Maria, per favore, piantala. Piantala.

- Allora? Come è andata? - Non ho accettato.

Ma ha detto che era prestigioso quindi credo pure ben pagato, no?

- Non ha importanza. - Ma come? E la Bibbia del cassamortaro?

"Tutti devono morire, ma solo pochi ci guadagnano". O no?

Giovanni, ci sono certe cose che non si possono fare nemmeno per soldi.

Cassamortaro non si diventa, cassamortaro si è. È una vocazione.

E non sarà certo un pervertito pieno di soldi a farmi tradire i miei principi.

E poi la Bibbia del Cassamortaro è chiara.

"Non si deve mai mancare di rispetto alla morte". Mai.

Porta jella. Giusto, papà?

Devi essere un bravo cassamortaro, Giovanni. Il migliore.

- Pure di me. - Migliore di te mi sembra difficile.

Vieni qua.

Marco, vieni qua, fatti abbracciare. Dai, vieni da papà.

Bello mio.

Quello sì che è un pubblico.

Commosso e non mi capita spesso, credetemi.

Ma le parole che vostra madre ha scritto in questa lettera,

pochi giorni prima di passare a miglior vita, mi hanno veramente commosso.

E sono sicuro che toccheranno anche voi.

Va bene, possiamo procedere, no?

Sì, tanto quello che ci ha lasciato mamma lo sappiamo.

Ancora un po' di pazienza, aspettiamo una persona.

Come vedete c'è una sedia vuota.

Chi?

[suono del campanello] Ecco.

[musica drammatica]

- È arrivata la signorina Domiziana. - La faccia accomodare, grazie.

Prego.

- Qui non si può fumare. - Gliel'ho detto.

Mi... mi scusi. Non avevo capito.

Ciao, belli.

Io sono Domiziana.

Ciao, piacere, sono Domiziana. Domiziana. Ciao, molto piacere, sono Domiziana.

Ecco, come avrete capito sono Domiziana...

e sono vostra sorella.

- [Giovanni] Che? - Ma che cazzo sta dicendo questa matta?

Ora vi spiego. Anzi, forse è meglio se leggete questa.

- [sottovoce] Posso leggere io? - Eh?

Posso leggere io? Sono bravissima a leggere.

- Leggila te, se ci tieni tanto. - Grazie.

"Cari ragazzi, se state leggendo questa lettera vuol dire che sono morta,

ed era ora, ma soprattutto vuol dire che avete conosciuto Domiziana."

Che sarei io. Già vi voglio bene.

"Vi starete chiedendo da dove esce fuori questa nuova sorella..."

Sì, va bene, sorellastra al limite.

"Sì, Maria, sorellastra, come dici tu."

C'è scritto qui, eh.

"Domiziana è stata concepita

ed è nata durante uno dei miei viaggi alla ricerca di me stessa,

uno dei tanti effettivamente, troppi forse, l'ultimo per l'esattezza.

I nove mesi della gravidanza

li abbiamo passati a bordo di una barca a vela circumnavigando il globo,

e forse per questo Domiziana è un po' tumultuosa,

un po' bizzarra, a volte sopra le righe, se volete.

Mi dispiace, non avervene mai parlato, forse avrei dovuto, ma tant'è.

Abbiate cura di lei, accoglietela nella nostra famiglia

e vedrete che saprà sorprendervi.

È una ragazza generosa e piena di gioia,

nonostante gli anni passati nelle cliniche e nelle strutture di sanità mentale.

La vita non è stata generosa con lei, e nemmeno io.

Siatelo voi. Vi voglio bene, almeno un po'. Mamma."

[sottovoce] "Mortacci tua".

[sottovoce] Sono emozionatissima.

[musica lieta]

[squillo di un telefono]

Fratelli Pasti Onoranze Funebri, come posso esserle utile? Sono Domiziana.

Noi fratelli Pasti siamo molto addolorati per la vostra perdita.

Vi aspettiamo a braccia aperte.

Noi? "Noi fratelli Pasti". Siamo già a questo punto? Andiamo bene.

- Buongiorno. - Ah, finalmente! Questo è per me?

E dove devo firmare?

- C'è anche questa. - Perfetto, grazie.

È arrivata? Dimmi che è arrivata.

- Dimmelo. - È arrivato.

- Mamma mia! - Volevo che fosse una sorpresa, ma...

Ci siamo, ci siamo, ci siamo!

Papà, è arrivata! Dacci una mano anche tu.

Maria, Matteo, Marco! Oh, è arrivata!

[Giovanni] È arrivata!

[musica lieta]

Allora: "Egregia famiglia Past..."

Scusate, ripeto. "Egregia famiglia..."

Giovanni, i Pasti. Siamo noi, non è difficile!

Ho capito, però non riesco ad andare avanti, mi si blocca l'epiglottide.

- Matteo, leggila tu, "daje", su! - Meglio.

"Egregia famiglia Pasti, con estremo piacere vi comunichiamo...

la vostra candidatura al Vespillone D'oro 2021."

[Giovanni] Andiamo!

"Premio nazionale per la miglior agenzia di servizi funebri d'Italia.

Resta inteso che tale candidatura è subordinata alle verifiche contabili

e amministrative di prassi."

- Va bene! - Dai!

"Sicuri di farvi cosa gradita, vi alleghiamo la brochure dell'evento

che quest'anno si svolgerà presso il Castello del Trapasso.

- Rimaniamo a disposizione... eccetera." - Siamo candidati!

E andiamo!

- E bravi! - È fatta!

Giovanni, devi preparare un discorso.

- Sì, sì, sì, sì. - Ma non porta sfiga il discorso?

Ma no, il discorso lo devono fare tutti quelli che concorrono

fino alla presentazione del vincitore, è normale.

- [Maria] "Daje", ragazzi! - Ciao, belli!

- Eccola! - Posso?

- [Marco] Vieni, vieni. - Vieni.

Sono sicura che vi piacerà, questo è l'ultimo progetto di mamma.

Ora sono solo delle prove. Così, delle prove di stampa.

"Vietato saltare i Pasti". È un libro di cucina?

No, questa è la sua autobiografia, qui c'è tutta la nostr...

Cioè, tutta la vostra...

Insomma, c'è tutta la storia della famiglia Pasti nero su bianco.

- L'ho scritta io. - Ma è uno scherzo, vero?

- No, no, no. Lei mi ha raccontato tutto. - Che ti ha raccontato?

- Tutto, tutto? - Tutto, tutto, tutto.

Magari stasera ce la leggiamo tutti insieme tipo favole della buonanotte.

Non vedo l'ora, te posso dire?

[imita il verso di un uccello]

Una vera tragedia!

Io poi non riesco a capire, perché gliel'ha fatto scrivere a Domiziana?

Perché è matta come lei. Non l'hai vista?

Comunque pare che la mamma le volesse molto bene.

Mi ha detto Domiziana che andava a trovarla tutti i weekend in clinica.

Per raccontarle tutte le stronzate che sapeva su di noi.

Oddio! E se ha scritto che mi scopavo i vedovi?

Un momento... Non avrà mica detto che parlo con i morti, eh?

Questo libro ci rovina e mamma non vedeva l'ora. Non vedeva l'ora!

Però, scusate, un libro significa vendite e vendite significano guadagni.

E se diventa un best seller... guadagni pazzeschi.

Ma com'è che in questo periodo pensi solo ai soldi?

Che ne so: film, serie TV, prequel, sequel, no?

Ora faranno un film sui cassamortari! Ma non dire stronzate, su!

Non capite proprio niente!

E dopo aver depositato delle perle di maionese al pino mugo e dei pinoli tostati

completo il piatto con delle erbette e dei fiori.

Ma, soprattutto, con tanto, tanto amore.

Cucciola, ma sei diventata bravissima.

Io sono super felice di sposare una donna come te.

Arturo, lo sai che quando cucino mi devo concentrare.

Hai ragione amore, scusa. È che è più forte di me.

- A tavola! - Un'altra roba gourmet!

Maria, ma non puoi cercare altre cavie? È un mese che fai questi esperimenti.

Ha ragione, andava benissimo anche una semplice pasta col pomodoro, sai?

Mi chiedevo: perché non andate al ristorante invece "de rompe li cojoni"?

Amore, sarà buonissimo.

- Io vorrei avere la sicurezza di Armando. - Arturo!

- Ah, Arturo. Arturo, scusa. - Marco...

Devi scaricare un podcast: "Elisa True Crime".

Bello truce. Tipo heavy metal però senza gente che urla.

Ti piacerà di sicuro, a quelli come noi piacciono queste cose.

- Sì. - Sì... Senti, "Bad Davis", ceni con noi?

No, vi do un bacino della buonanotte e vado a dormire.

Sì, buonanotte! Sì, vai.

- Ciao, belli! - Ciao.

- Ma sono le 20:30, già va a dormire? - Sono gli orari della clinica.

Non lo sai che i picchiatelli vanno a dormire presto?

Mangiamo, va'.

Cucciola, sei sicura che non vuoi venire a dormire da me?

Sì, Arturo. Lo sai che io sul letto giapponese non ci dormo.

Fatti un letto normale e vengo a dormire da te.

- Un altro bacino? - Sì. Buonanotte.

Mi fa dormire per terra!

Bene, ragazzi, eccolo. Come ogni mese è arrivato il "fresco".

[in francese] Ecco a lei, signora.

- Lo fai apposta, però, ogni mese di meno! - Bisogna essere parsimoniosi.

Sì, o stronzi. Sentite, mi hanno offerto dei lavori seri, belli e ben pagati.

E io ho detto di no. Per ora. Ma magari ci ripenso.

Ma tu non hai bisogno di soldi.

Sei un ragazzo "ordinario, senza pretese ed eccessi".

- Ma che vuol dire? - Pagina 12.

- Almeno fino a lì ci sono arrivata. - Matteo, "la pacchia è finita".

Una volta c'era mamma che ti difendeva sempre. Ora devi sgomitare, come tutti.

Levati.

[musica lieta]

Quando si quotano neanche un euro vi do. Neanche uno.

[musica lieta]

- [in spagnolo] - Amore mio, come stai? - Ciao, amore mio.

- Io sto bene. Tu come stai? - Mah, insomma. Una seratina di merda.

- Oh, mi dispiace. Come mai? - [Matteo] Le solite cose.

Quegli stronzi dei miei tre fratelli pensano che sia un idiota.

[Matteo, dal cellulare] Non capiscono il valore che ho.

Sai che una multinazionale enorme

mi aveva chiesto di curare i social e gli ho detto di no?

E poi una casa editrice mi aveva proposto l'indeterminato e io ho rifiutato.

E poi il Papa. Cioè, il Papa!

La Chiesa mi aveva chiesto di curare l'immagine social del Papa, capito?

Mi avrebbero pagato dieci volte di quello che prendo qua.

E allora mollali, mi amor.

Molla i tuoi fratelli e mettiti in proprio,

tanto tu sei il più intelligente e il mas genial!

Sei superfigo, tu puoi fare todo lo que quieres.

- Non lo dici a tutti, vero? - Ma no, ma ti pare!

Lo sai che io ho tantissimi fan, ma tu sei l'unico del mi corazon.

Ma senti, dimmi un po'. Ti sono arrivati i cuccioli? Sono come li volevi?

[in spagnolo] Sì, amore mio, sono stupendi!

Proprio quello che volevo. Grazie!

- [Matteo] Bene, sono contento. - Carla!

- Mi amor, ti devo salutare. Ciao. - Ma chi era?

[in spagnolo] Ti amo.

[musica lieta]

Carla! Ma che ci facciamo con queste bestie?

[con accento barese] Non toccare le mie cose, Brando!

Carla, io posso capire le collanine, posso capire pure i braccialetti,

ma 'sti cazzo di pupazzi no, eh!

[con accento barese] Che abbiamo fatto, lo zoo?

Ma esattamente... che vuoi?

Io ti dico qualcosa di tutti i delivery, quelle "ricchionate" che ti mandano? No!

E allora taci!

Queste cose sono mie, va bene? Comprate con i soldi!

- Sì, di quel coglione che te li manda. - [Carla] Sì, va bene.

Comunque, già, in sei mesi avrà speso un milioncino.

Sì, in cazzate, Carla, cazzate.

Però il caviale dell'altra sera non mi sembrava una cazzata.

Venti grammi. Neanche una tartina ci ho fatto.

Senti, ma qual è il problema? Dimmi la verità.

Hai paura che divento più famosa di Brando Patato?

Ehi, reginetta del web, vedi quei premi?

Io non me li sono comprati quei premi, me li sono meritati.

- E perché io no? - Ma che dici?

Guarda che io mi faccio un culo così per la mia community, Brando!

Intanto chef Brando e poi tu non ti fai il culo tu lo fai vedere il culo!

Ah, bello, complimenti.

E dal Medioevo è tutto, a voi la linea.

Carla, sai qual è la cosa più grave?

Che tu fai la finta tonta convinta di fare un vero lavoro,

quando invece è qualcosa di insulso, insipido.

- Ma io non faccio affatto la finta tonta. - No, infatti. Tu lo sei è basta!

[musica allegra]

Oh, finalmente abbiamo trovato il modo di liberarci di un po' di cazzate.

- Prendi! - Maledetto!

- Muori! - Da, da, da, da!

[musica allegra]

- Prendi! - Ti decapito!

- Mi hai rotto il cazzo! - No, tu hai rotto il cazzo.

- No, tu mi hai rotto il cazzo! - Tu hai rotto il cazzo!

La smetti di trattarmi come un piatto da osteria?

La smetterò solo quando tu la smetterai di riempirmi la vita con queste stronzate.

Solo che io non smetterò mai di farti incazzare.

- Ah, sì? - Sì, chef.

- Dimmelo ancora. - Sì, chef.

- Ancora. - Sì, chef.

- Ancora. - Sì, chef.

[musica allegra]

[Domiziana] "Maria è il clone di suo padre Giuseppe.

[Domiziana] Potevano essere ottimi cuochi, ma hanno preferito arricchirsi coi morti.

[Domiziana] Anaffettivi patologici, dipendenti dal sesso,

e incapaci di mantenere una relazione stabile e prendersi cura di chiunque."

Questa vecchia di merda!

- Certo che potevi romanzare di più, dai! - Ti piace, eh? Crepuscolare.

Nella tua stanza c'è un signore che chiede di te.

Marco, il marito della signora senza nome che ospitiamo da giorni non risponde.

Che facciamo?

- Sarà morto pure lui? - Mah, chissà.

Comunque sarebbe una storia perfetta per Elisa True Crime, no?

"Ospitiamo... facciamo..." Domiziana, anche meno. Molto meno.

"Facciamo"? Noi facciamo, non tu.

[Domiziana] "Marco è uno che sta sulle sue.

Ha un tesoro di emozioni che tiene per sé, non aprendosi mai con nessuno.

[Domiziana] Fa così da quando ha 15 anni.

[Domiziana] Da un giorno all'altro ha scelto per un mutismo selettivo."

[musica allegra]

Magari un giorno ve lo racconto il perché.

[musica allegra]

E tu?

Chi sei, bella signora?

Come mai nessuno chiede di te?

Ma soprattutto perché non mi parli? Perché?

- Si vede che non ha niente da dirti. - O magari gli stai sulle palle.

Che poi mica tutti parliamo, qualcuno parla, qualcuno sta zitto.

E bravo, ti potevi stare zitto invece di parlare al telefono mentre guidavi.

Ha parlato lui, a fare lo scemo con la bicicletta a zig zag.

- Ma guarda come mi hai ridotto! - Tranquillo, tanto ti rimetto a posto io.

Ma invece, scusa, a te che ti è successo? Eri in macchina.

Quando l'ho preso mi sono spaventato, "mi è preso un coccolone".

Poverino. E comunque, ragazzi, tanto ormai siete andati, siete morti.

Io direi... abbracciatevi, scambiatevi un segno di pace.

- E va bene. - Va be', va'.

- Senti, per curiosità, che lavoro facevi? - Amministratore delegato e tu?

- Il tatuatore. - Avevi moglie e figli?

Macché, ero libero come l'aria. Invece tu sicuramente avevi moglie e figli.

[Elisa] Vi ricordo che il fine dei miei video è quello di ricordare le vittime.

Io sono Elisa True Crime e queste sono le storie che mi hanno scioccata.

- Domiziana, buongiorno. - Ciao, bello. Ti cercano.

- Chi mi cerca? - Una giuria.

- Come una giuria? - È la commissione del Vespillone.

- Oddio, dove sono? - Fa pure rima e secondo me porta bene.

Ma dove sono?

Ah, eccoli. Aspetta, aspetta.

Benvenuti alla Fratelli Pasti!

- Buongiorno. Buongiorno, buongiorno! - [donna] Buongiorno.

- Giovanni Pasti, molto piacere. - Domiziana.

- Giovanni Pasti, Molto lieto. - Domiziana.

- Giovanni Pasti. Molto lieto. - Molto piacere, sono Domiziana.

Ecco. Questo è il nostro atelier. Moderno e green.

- Questa l'ho lucidata io personalmente. - Va bene, adesso mi sa che...

Sì, insomma, negli ultimi anni c'è stato un aumento del lavoro

e per questo siamo stati costretti, come dire, a rivedere la location.

Dice prima o dopo la brutta storia con Gabriele Arcangelo?

Grandissimo artista, grandissimo artista.

Bene, noi diciamo che dall'errore si impara e si rinasce, sì.

- Amen, fratello. - Va bene, se volete seguirmi, grazie.

La nostra vera rinascita è iniziata dal funerale del mai abbastanza compianto...

Claudio Amendola.

Sì, grazie al quel funerale noi siamo, oggi, quello che siamo.

Bene, mi sembra un buon punto di partenza. Ma nulla è deciso.

Saranno le nostre valutazioni a decretare il risultato.

- È pronto, signor Pasti? - Assolutamente sì.

Se vogliono seguirmi... Tu, no!

Prego, da questa parte.

E io no, sempre no.

Prima di tutto lasciate che vi faccia vedere il nostro fiore all'occhiello.

Questo è uno spazio che noi abbiamo voluto lasciare ai nostri clienti

perché possano trovare un po' di conforto.

E ne andiamo molto fieri.

Io sono l'amministratore delegato.

Per anni mi sono occupato di funerali, adesso mi occupo più di conti,

perché ho delegato il ruolo di funeral planner a mia sorella Maria.

Eh, sì, perché nessuno meglio di lei sa esaudire le richieste complesse,

del tutto giustificabili, dei nostri clienti.

Però... è che riesce a farlo con una delicatezza e una sensibilità uniche.

Diciamo che sua sorella è famosa per la sensibilità mostrata verso i vedovi...

[mugolii]

[donna] Ancora? [mugolii]

- Va meglio? - Mm-mm.

Il cioccolato è l'abbraccio che meritiamo quando siamo tristi e addolorati.

[uomo] Mm-mm.

- Gradisce? Mm? - No, grazie.

Uno sguardo giovane per garantire promozione, marketing e sostenibilità.

Uno sguardo al futuro per essere sempre in anticipo sui tempi,

per capire le tendenze e, perché no, ogni tanto rischiare un po'.

Credo che l'intervento di mio fratello sia, come dire, esaustivo.

- Assolutamente. - [Giovanni] Prego.

- Congratulazioni. Sono sorpreso. - Grazie.

- Ottimo, complimenti. - Grazie.

- Complimenti vivissimi. - Grazie.

[Giovanni] Se volete seguirmi, finiamo l'ispezione.

[segnale acustico dal tablet]

[musica drammatica]

Che cazzo...

[musica drammatica]

[Segreteria telefonica] Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile.

[Segreteria telefonica] La invitiamo a richiamare più tardi.

[musica drammatica]

[segnale acustico dal tablet]

[musica drammatica]

Se non conoscete Marco, mio fratello,

non potete dire di aver conosciuto un vero tanatoesteta, il migliore.

- La sua fama lo precede. - Grazie.

Come potete vedere il nostro laboratorio è impeccabile.

Questo lo lasci dire a noi.

Se i signori vogliono seguirmi, da questa parte. Grazie.

Grazie, ragazzi. Grazie per il vostro silenzio e per la vostra discrezione.

- Ammazza che palle questi. - Lo so, hai perfettamente ragione.

- Comunque sei un fenomeno. - Grazie.

Mai stato così bello. Sei bravo, eh?

Sai ho studiato tanto e poi lo faccio con amore.

No, no, no. Non lo toccare, eh?

Capirai e chi te lo tocca!

È che magari lo sfasci di nuovo, è venuto così bene.

Spero che questo giro sia stato esaustivo.

- Assolutamente. - Per me è stato un piacere.

Dirà lo stesso dopo le verifiche finanziarie?

Oddio. Adesso che magari mi ci fa pensare...

No.

- Dirò che è stato un grandissimo piacere. - "Mortacci tua"!

- Avete tutti i nostri libri contabili. - Aspettiamo i vostri aggiornamenti.

- E dai che v'abbiamo convinti. - Accompagna i signori alla porta. Grazie.

- Buona giornata. - Grazie, buona giornata.

Ti spezzo un braccio.

Maria, adesso bisogna solo sperare, solo sperare!

Oddio, speriamo!

[Domiziana] "Giovanni ha seguito con ostinazione la vocazione di mio marito.

Con l'impero che aveva costruito Giuseppe, il gioco era semplice, a prova di scemo."

[Domiziana] "Ma a volte il fatto di essere il figlio di Giuseppe Pasti

lo ha portato a voler esagerare, forse troppo.

Come quella volta con Gabriele Arcangelo."

Ma pure tu che cazzo ti metti a scrivere! È facile parlare così!

Pensa lui che avrebbe fatto al posto nostro.

E certo! E il Vespillone D'oro?

Ti faccio vedere io adesso. Senti che discorsetto gli faccio!

"Cara Commissione, è un onore essere qua a rappresentare l'azienda che io,

Giovanni Pasti, non Giuseppe, Giovanni Pasti,

porto avanti con fatica e con orgoglio.

Io mi sono chiesto tante volte: 'Ma riuscirò a distinguermi da mio padre?'

Bene oggi, posso finalmente dire di sì!."

"Mortacci sua"! Mi sono rotto la mano!

Mamma mia! Ma porti veramente sfiga, eh?

Cazzo!

Rispondi, pezzo di merda, rispondi.

Josh, ehi.

[in inglese] Sì... Cosa cazzo è successo?

[in inglese] Cos'è successo? Tu...

[in inglese] Tu mi hai detto che le Grab sarebbero cresciute...

[in inglese] Ho investito un milione... un fottuto milione... e ho perso tutto!

Josh?

"Mortacci tua"! E ora che cazzo faccio?

Che faccio?

Sono rovinato. Siamo rovinati.

Siamo rovinati, cazzo.

[squilli del cellulare]

Che fai, non mi rispondi, mi amor?

E allora fottiti.

[suono del campanello]

Chi è che rompe i coglioni a quest'ora? Ah, lo so io chi è.

E chi è? Il solito rompipalle del delivery.

[suono del campanello] [Clara] Guarda, eh?

[Clara] Cucù?

- Ancora lei? - Un delivery per chef Palato.

Sì.

Ma mi spieghi una cosa: ma voi cucinate o fate i becchini?

- Perché non è la stessa cosa, lo sa? - Veramente noi...

- No, non lo sa. - Sì, signora...

[Clara] Che è questa roba?

I soliti cazzetti panna e curcuma. La fantasia della gente!

[donna, dalla TV] Ho preparato una cipolla caramellata con un estratto di cipolla,

e per dare croccantezza ho preparato una cialda...

- Amore. - Ho dato un po' di colore con un fiore.

Ma quanto sei sexy, maledetto!

- Sai qual è la cosa più grave? - Fa schifo, signorina, si vede.

Che fai la finta tonta convinta di fare un vero lavoro.

È qualcosa di insulso, insipido.

Ma quanto sei stronzo! Sono le stesse cose che dici a me!

Ora vedi come lo smonto pezzetto per pezzetto quell'ego di merda!

Ti faccio vedere io chi è Bella Salma!

[sottovoce] Ma guarda questo!

[musica rythm and blues]

[canzone rythm and blues]

[versi di soffocamento]

Avanti, Matteo. Cosa devi dirci? Su!

Allora...

- Niente, siamo rovinati. - Ehi.

- Ecco. - È solo colpa mia.

Ho fatto una cazzata, ho fatto proprio una cazzata.

- Però non l'ho fatta apposta. - E vedi un po'!

Diciamo che... mi sono ritrovato ad affrontare delle spese...

Non ho capito. Spese, che spese?

Delle spese impreviste per mantenere una relazione virtuale. Per ora, virtuale.

- Oddio, che romantico però. - Insomma.

A me piacciono così tanto le relazioni a distanza.

Io ne ho avuta una in clinica.

- Come vi siete conosciuti? - Su un sito.

Ah, tipo Tinder? Ok, Cupid? Grindr?

No, è una ragazza. Aspetta, ti faccio vedere.

Be'...

Ma che è? Ma la faccia dove sta? Sembra un manichino.

- Sì, un manichino sexy però. - E mi ama veramente.

E crede in me, non come voi.

- Matteo. - Eh.

Matteo, arriviamo al dunque.

Va bene, diciamo che per farle qualche regalino ogni tanto,

e senza avere i vostri stessi stipendi, perché va detto pure questo...

Matteo! Il dunque!

Va bene, per farle qualche regalino mi sono lanciato in delle...

operazioni finanziarie con i conti dell'azienda.

Criptovalute che si sarebbero dovute riquotare molto presto,

invece questa cosa non è successa e probabilmente non succederà mai.

Cioè, Matteo, fammi capire.

Tu ci stai dicendo che ti sei sputtanato i nostri soldi in "criptostocazzo"

per una che ti ha fatto vedere una caviglia, cripto pure quella?

Be', però criptosexy, dai.

Matteo... io ti ammazzo, giuro. Quanto gli hai dato, eh?

- Ma poco... Poco meno... - Poco meno di quanto, Matteo?

Un milione. Poco meno di un milione.

- Un milione è tanto, eh? - Insomma, abbastanza.

"Ma li mortacci tua", Matteo.

- [Giovanni] Ma come... [Maria] No... va be'...

- [Giovanni] Come poco meno di un milione? - Lo so... lo so...

- Ma che stai a... Un milione?! - Hai ragione.

- Oddio... - Oh! Giovanni, Giovanni!

- Giovanni! - La sedia, la sedia.

- Giovanni. - Non mi toccare! Preferisco morire.

- Lasciami stare! - Tranquillo.

- Respira, respira. - Oddio, mi gira tutto.

- Respira col naso. - Slaccia la cravatta.

Non lo toccare! Coglione!

Tranquillo, la pressione è a posto.

Ma tu mi vuoi spiegare come hai fatto, cosa hai fatto?

Io li controllo tutti i giorni i conti. Sta tutto a posto.

Sembra tutto a posto, Giovanni. Non è difficile se sai smanettare un po'.

Ho creato una pagina virtuale che si apriva ogni volta che entravi sul conto

così potevo gestire le entrate dell'azienda e le uscite.

- Tue! - Più o meno, sì.

[squilli del telefono]

- Dimmi. - Fratelli Pasti? Sono Brando Palato.

Buonasera, chef.

Siamo la Fratelli Pasti. Come possiamo aiutarla?

Carla, la mia fidanzata, è venuta a mancare.

[Brando piange]

Forse la conosceva col suo nome d'arte: Bella Salma.

Insomma, ho pensato a voi perché da un mese a questa parte

ho ricevuto cibo gourmet col vostro servizio di delivery.

- Era tutto buono, chef? - [Brando] Buonissimo.

[Brando] Ma li fate i funerali oltre al cibo?

Il nostro core business sono sempre i servizi funerari.

[sottovoce] Il delivery è per portare le salme, non i rigatoni.

[Maria, sottovoce] Ma è marketing.

[Giovanni] Comunque siamo a disposizione e possiamo arrivare il prima possibile.

[Giovanni] Noi dei Fratelli Pasti siamo molto addolorati per la sua perdita.

- Grazie. - Matteo?

- Salve chef, a presto. - Arrivederci.

[Matteo piange] Piangi, piangi...

Dopo tutto quello che hai combinato è il minimo che devi fare!

- Che succede? - Oddio, mi sto a sentire male di nuovo.

- [piangendo] Era lei. - [Maria] Era lei?

Ma chi, la criptozoccola?

Comunque, per qualsiasi altro dubbio potete contare sulla mia collaborazione.

- [poliziotto] Grazie. - Per me Carla era tutto, tutto.

[poliziotto] Sa se qualcuno voleva farle del male? Che ce l'aveva con lei?

- [Brando] No, no. No, assolutamente. - [poliziotto] Non sospetta di nessuno?

[poliziotto] Qualcuno che l'ha seguita nei giorni precedenti, no?

[Brando] I suoi soliti contatti col web, con i suoi fan, ma niente di particolare.

- [Brando] O, perlomeno, io so questo. - [poliziotto] Va bene.

[musica allegra]

Qua è dove mi ha detto "ti amo" per la prima volta.

No, qua è dove t'ha preso per culo la prima volta.

- Occhio che quello viene da Murano. - Io te lo darei in testa. Sei uno scemo!

Questa cagata gliel'hai regalata tu?

- Le era piaciuta tanto. - Pure?

I signori Pasti? [verso di meraviglia di Maria]

- Piacere, Brando Palato. - Molto piacere.

Lui è Paolo, un mio collaboratore. È responsabile del mio locale.

Chiudi la giacchetta.

Giovanni Pasti. Mia sorella Maria e mio fratello Matteo.

Mi scusi, posso solo farle una domanda? Come è successo?

È colpa di quelle cazzo di foto che si faceva per i suoi fan.

- Quei rincoglioniti! - Immagino.

Un ventilatore. Un ventilatore me l'ha portata via, capisce. Questa è jella.

- Dice? - Sì, dico.

Se vuole prendere qualcosa faccia pure. Tutto mi ricorda Carla.

E poi sono i regali di uno dei suoi spasimanti, il più coglione.

Matteo! Vai di sopra ad aiutare Marco. Di sopra.

Vai su, vai.

- [Maria] E, mi scusi, chef... - Sì.

Posso permettermi di farle assaggiare...

un dolcetto fatto con le mie mani?

- Ricominciamo? - Zitto.

- Certamente. - Grazie, gentilissimo. Veramente.

Questo lo copro facilmente. È a posto.

- Ah! Ma tu sei quel fratello! - No.

- L'artista, la truccatrice. - No.

Qui non si parla. No!

Allora, il counturing tu me lo fai bello scavato. Capito?

Ho detto basta. Non voglio sentire niente. Chiaro? Niente.

Che è? Ah! Eccone un altro, è arrivato il coglione.

[musica malinconica]

Mi aveva scritto anche una poesia.

[Carla ridacchia]

[in spagnolo] "Cosi stanotte voglio una stella a farmi compagnia..."

[in spagnolo] "Che ti serva da lontano ad indicarti la via."

- Ma che ne sai te? - È Miguel Bosé, cretino.

Così, per curiosità, quanti anni ti ha detto che aveva? 25?

- Sì, certo, per gamba. - Guarda questo cafone!

Che coglione!

Che coglione! Mi ha riempito di cazzate!

- Mi ha riempito di cazzate. Ma perché? - Perché sei coglione.

Perché mi ha trattato come uno qualsiasi? Perché?

Perché sei coglione. Però che palle tuo fratello!

Vuoi che trovi una definizione azzeccata per te?

- No. Torno a farmi i cazzi miei. - Ecco, appunto.

[Carla sospira di soddisfazione]

A vederlo da fuori sembra guardingo,

come se non si fidasse di chi lo prenderà fra le mani.

Ma è il ripieno che ti fa cambiare idea...

e ti avvolge in un abbraccio morbido, equilibrato.

Lei ha talento, Maria Pasti.

Grazie, chef.

- Maria. - Sì?

Io avrei delle idee a tema culinario per il funerale.

Qualcosa che avrebbe fatto sicuramente piacere a Carla.

Niente fiori.

Piuttosto un addobbo in stile ortofrutticolo o qualcosa del genere.

Ah! E... Bella... Cioè, mi scusi, Carla, era un'appassionata di cucina?

No. Vegetariana integralista e astemia.

Ah! [sottovoce] "E che cojoni", chef.

Ok.

Oh, ciao, belli! Allora? Come è andata?

Come è morta? È stato un incidente? Arma da taglio, eh? Da getto? Da fuoco?

Quand'è che mi portate con voi? Non vedo l'ora di vedere la scena di un crimine.

Ah, è arrivata una PEC dalla commissione del Vespillone D'oro.

Io me lo sento che sarà una bella notizia.

"A seguito delle verifiche fatte sulla vostra esposizione debitoria,

riteniamo non opportuno inserirvi nella rosa dei candidati

per il Vespillone D'oro 2024".

Che gran peccato.

Dove vai, ora?

A chiedere scusa.

Ho indovinato, eh? Era una bella notizia?

È una cosa incredibile, io indovino sempre!

[musica drammatica]

Ciao, Gabriele.

Ecco, vedi, io lo so, lo so che mi sono comportato male...

e che, sì, insomma...

La verità è che io... Ecco, io...

Io... io sono una merda, Gabriele, perdonami, ti prego.

Io ti chiedo scusa dal profondo del mio cuore.

Lo so, è giusto quello che io in questo momento sto attraversando,

ma ti imploro... ti imploro di perdonarmi.

Aiutami.

Aiutami a evitare questo fiume di sfiga che si sta prendendo tutta la mia vita.

Ti prego, dimmi che mi perdoni.

Gabriele, dammi... un segnale.

[Giovanni sospira]

Cantare "Viva la vida", mentre la morte ci sfida.

- [sottovoce] Grazie. - Sembra una pantomima.

Ma è come la vitamina.

Ciao.

Scusa il ritardo.

Sarei venuta prima se avessi potuto.

Ti sarei stata vicina, ti avrei protetto.

Non le avrei mai permesso di farti quello che ti ha fatto, mai.

E non parlo di tua figlia che si prendeva cura di te o di chiunque altro, ma...

di quelli che hanno giocato con la tua morte.

Non si gioca con la morte.

Lei ha la minima idea di cosa ha dovuto passare Gabriel prima di trovare pace? Eh?

- Io? - Sì.

- No, no, assolutamente. - Ah, meglio così.

Ma lei... lei è una parente?

No, una fan. La Fan.

Ah.

Anch'io, fan, sì, da morire.

Bravo, bravo.

Non posso credere che Bella sia morta.

Non ti dimenticherò mai.

Mi avevi scritto una poesia bellissima:

[in spagnolo] "Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia..."

Non può essere vero, Bella.

[ragazzo, dal PC] Ricordo ancora la prima volta in cui mi hai detto ti amo.

[musica malinconica]

Allora, Giovanni, chi sei e da dove chiami, vai.

No, scusa, in che senso?

Nel senso: cosa fai nella vita, dove vivi...

Ah, no, avevo capito...

Va bene, io mi chiamo Giovanni, e questo lo sai e vengo da Roma.

E che cosa fai di bello nella vita?

- Che faccio di bello nella vita? - Mm-mm.

L'architetto. Architetto di interni, sì.

- Non ci posso credere. - Eh...

No, ti giuro, guarda.

Stamattina io stavo guardando la mia cucina e dicevo:

"Aurora, ma te la vuoi ancora tenere questa cucina? E no, dai!".

- E poi che succede? Incontro te! - Ma guarda!

- È pazzesco. - È vero.

- Scusi, sono sue le chiavi? - Ah, sì, sì, certo.

- Ma è una bara? - Sì, il regalo di un collega.

Io dico sempre che andare a lavorare è un po' come andare a morire.

- Un po' esagerato, però, dai. - Sì, magari. Forse.

Oddio anche se quest'anno credo di avere ragione.

Cioè?

Ma no, niente. È che...

L'anno scorso ho fatto una cazzata con un cliente

e a un certo punto m'è piovuta addosso una sfiga che non ti puoi nemmeno immaginare.

Io mi occupavo di marketing.

Insomma, che ti devo dire, non era roba mia.

Volevo aiutare le persone,

quindi mi sono rimessa a studiare e sono diventata un medico.

- Addirittura? - Sì.

Mi sono fatta coraggio e ho cambiato strada. Voilà.

Ah, bene, come con la cucina, insomma.

- [ridendo] Come con la cucina. - Vedi...

- Al coraggio! - Evviva.

Scusami. Ti cercavo in tutta casa e non ti ho trovato.

Però! Bello!

Ti piace? È il mio pigiama, ci vado a dormire.

- Posso? - Certo.

- Come va? - Be'... Bene, dai.

Non è vero, non va bene per niente.

È tutto sbagliato, tutto.

Ho fatto un casino, mi sono fatto prendere per il culo, ho messo a rischio l'azienda,

il premio e giustamente la mia famiglia pensa che sia ancora più idiota di prima.

Ti capisco.

- A me succede lo stesso. - Perché?

Sono mesi che cerco di conquistare la vostra fiducia ma fate finta di niente.

Io vorrei soltanto esservi d'aiuto.

Guarda che sono veramente brava con i morti.

Una volta sono morta 12 minuti di seguito.

- Ma che dici? - Dodici!

Te lo giuro, una specie di record.

L'ho pure messo nel curriculum, ma tanto nessuno di voi l'ha guardato.

E tu?

Che?

Ci sarà qualcosa in cui ti senti bravo, qualcosa che ti rende fiero.

- Oddio, fiero... - Te lo dico io?

Mamma diceva sempre che con i social sei un vero genio.

- Un talento dell'Internet, diceva. - Davvero?

[Domiziana] Sì.

Be', quello sì, dai.

Ho ricevuto diverse proposte importanti, una pure molto in alto. E fa piacere.

Be', vedi?

Allora tu a quella devi pensare, a quello che ti fa dire "Cazzo, sono bravo!",

se no ti affossi e perdi solo tempo!

Guarda che quelli come noi, quelli un po' più giovani, un po'...

- Fuori de testa. - Sì, quello.

A noi ci mettono sempre da parte, dobbiamo prenderci da soli il nostro spazio.

Eh... e come si fa?

Basta essere svegli... e non perdere nemmeno un'occasione.

Io, per esempio, potevo starmene in clinica,

mi trattavano come una principessa.

Invece mi sono detta: "Domiziana, il tuo futuro è nelle onoranze funebri!".

Ed eccomi qua.

Ci facciamo un bagno?

Sì, facciamoci un bagno.

[musica romantica]

- Domiziana. - Sì.

Vado a controllare l'allestimento per il funerale della criptozoccola di Matteo.

Ti prego! [verso di insofferenza]

Ti prego. Ti prego, fammi venire con te!

Guarda che sono espertissima di addobbi. A Natale, in clinica, facevo tutto io.

No, nein, "none"! Come te lo devo dire? In cinese?

Non lo so come si dice in cinese.

[Maria] Mamma mia... "che accollo"!

E comunque in cinese si dice: "pi gni, pi gni ellei"!

[uomo] Domiziana Longina! O Domiziana Pasti, come preferisce.

La più outsider dei Pasti.

Ma anche la più intraprendente, folle, visionaria.

Ha letto il mio curriculum.

Cosa si prova a non aver mai l'occasione di dimostrare il proprio potenziale?

Non bene, vero?

E se le dicessi che ho una proposta che può cambiare tutto?

Lei conosce l'organizzazione che rappresento?

"Clarissimi Mortui".

Meglio così. L'anonimato è la nostra miglior qualità.

- E di cosa vi occupate? - Collezionismo.

Ma tipo... figurine?

Fumetti di Topolino? Francobolli?

Se sto offrendo un lavoro ad una Pasti c'è solo una cosa che possiamo collezionare.

Siamo interessati a un pezzo unico di cui vi state occupando.

[sottovoce] Bella Salma.

Si tratterebbe di fare uno scambio, molti soldi in cambio di questa preziosità,

in perfette condizioni, ovviamente.

Si intende, i nostri compratori sono esigenti.

Per questo tipo di lavoro vi offriamo...

[parole non udibili]

Abbastanza per risolvere i problemi dei suoi fratellastri

e anche un buon modo per assicurarsi un posto in famiglia, non crede?

La metà in contanti, e in anticipo, per dimostrare la serietà della proposta.

Abbiamo solo bisogno di un suo sì. Ma non ci pensi troppo, eh?

[Marco] Voilà!

Bene, dai, capolavoro!

Cara Salma, non sei mai stata così bella, sai?

Mah, insomma...

Ma perché mi hai messo questo vestito? Sembro una zolla del San Nicola.

Io? Guarda che l'ha mandato quel cafone del tuo fidanzato.

Però del trucco non puoi dire nulla.

Mm... sì. Può andare.

Anche se ti avevo chiesto di scavare di più, per alzare gli zigomi!

[Marco] Ce li hai qua gli zigomi, va benissimo.

Sai qual è il problema?

Che voi truccatori ricchioni, le donne non le amate perché siete invidiosi.

Mi hanno dato del cassamortaro, mi hanno dato del sordomuto,

ma del truccatore mai.

Truccatore mai?

Va bene, può andare.

Grazie.

Il funerale di questa Bella sono spicci rispetto a tutti i soldi

che ci servono per rimettere a posto tutto.

Partitina a carte post-cena? Che ne dite?

Ma quindi non bastano? Ma stiamo messi così male?

Sì, stiamo messi così male, ecco.

[Maria] Io posso provare a guadagnare di più sui funerali che seguo.

[Marco] Se volete io posso tenere dei corsi extra di tanatoestetica.

[Giovanni] Matteo, spiegami una cosa, queste criptocose...

fruttano oppure è una presa per il culo?

- [Matteo] Credo che... - [Giovanni] Una presa per il culo, ecco.

[Giovanni] Anche a metterle insieme non coprono un quarto del buco che abbiamo.

[Giovanni] Grazie, Matteo. Grazie mille, veramente.

[Giovanni] Adesso ci servirebbe solo... un affare d'oro, una proposta di milioni.

[Brando] E così, oggi, abbiamo salutato la mia Carla.

Ho voluto farlo nel modo più delicato, senza troppi fronzoli.

In un modo che la rappresentasse, che rappresentasse il suo mondo,

che dopotutto ero io.

La mia meravigliosa cucina, i miei premiatissimi piatti.

Tutti la chiamavano Bella Salma.

Ma solo io sapevo chi era davvero Carla.

È questo forse il modo migliore per dirle addio? Sono certo che lei risponderebbe...

[insieme] Sì, chef.

[Brando] È così che oggi io ti dico che ho creduto di amarti e di essere ricambiato.

[Matteo] [Mi hai tradito e ti ho odiato.]

[Matteo] [Pensavo che non avrei mai smesso...

e invece eccomi qua, a perdonarti.]

[Non ho sbagliato per colpa di Bella Salma.]

[Ho sbagliato perché non mi accorgevo che le cose mi stavano andando strette.]

[E quando non vuoi ammettere che le cose ti vanno strette,

autosabotarsi diventa facile.]

[Quindi grazie, Carla. Perché m'hai aperto gli occhi.]

[Il nostro addio è solo un nuovo inizio per me.]

[musica lieta]

[Giovanni] Scusa, Matteo, che significa che te ne vai?

[Marco] In che senso?

Vi ricordate quando papà ci diceva che fare il cassamortaro è una vocazione?

Ecco, io mi sono, chiaramente, sempre sentito parte di questa famiglia

e quasi sempre parte di questo lavoro.

E dico "quasi" perché in effetti...

ho anche sempre avuto la sensazione di esserci un po' capitato.

Di esserci stato infilato a forza in questo lavoro.

E non è così che funziona una vocazione, no?

Io non so se gli errori che ho fatto

e per i quali, veramente, non trovo le parole e i modi per chiedere scusa...

Non so se questi errori siano stati un segno del destino.

Matteo, te lo dico io che sono: cazzate. Falla finita.

Per favore, lascialo finire.

Appunto, dopo che ho fatto queste cazzate

mi sono chiesto se effettivamente questo fosse il posto giusto per me,

se fosse quello che ho sempre voluto.

E adesso ho trovato un lavoro che me paga bene, quindi è anche un modo per aiutarvi,

però non è solo una questione di soldi.

È che quando mi hanno chiamato,

per la prima volta nella mia vita mi sono sentito fiero.

Fiero di me.

Mi batteva il cuore, forte. E mi sembrava facile.

Mi sembrava tutto facile.

E allora ho pensato "Eccola la vocazione. È così che funziona".

Io sarò per sempre grato a questo lavoro...

e a voi... per tutto quello che mi avete dato.

A te, Maria, per avermi insegnato l'intraprendenza.

A te, Marco, per la tua precisione.

E a te, Giovanni, per la determinazione.

E adesso è arrivato il momento di prendere queste cose, metterle tutte insieme,

prendere un po' di coraggio e andare.

Noi fratelli Pasti siamo molto addolorati per la nostra perdita,

ma anche molto felici perché tu hai trovato la tua strada!

[Maria] In bocca al lupo, tesoro mio.

[Domiziana si schiarisce la voce]

Allora, dato che siamo in vena di comunicazioni importanti,

anch'io ho una cosa da dirvi.

Matteo!

- Giovanni, scusami, volevo dire... - Dopo, Domiziana, dopo. Dai!

Ho da fare, ho da fare.

- Dove vai? - In laboratorio, come sempre.

L'hai sentito l'ultimo episodio di Elisa True Crime?

Ti prego, non me lo spoilerare,

non l'ho potuto ancora sentire perché sono davvero in ritardo col lavoro.

Ecco, a questo proposito...

Oh, poi non dite che non ve l'ho detto.

[voce di una donna] Buongiorno!

[voce di una donna] Fuochino.

- Fuoco! - Oh, mio Dio!

- Ma che ci fai tu qui? - Eh, chiedilo a tua sorella.

- Cosa c'entra adesso Maria? - No, quell'altra. La problematica!

- Ti rendi conto di quello che hai fatto? - Io volevo soltanto...

Ma non era Matteo l'esperto di stronzate? Vuoi prendere il posto suo?

No, volevo solo esservi di aiuto. Ho sentito che eravate nei casini e...

E non potevi chiedere: "Sto per fare una cazzata, ne parliamo?"

- Esatto. - Ma chi hai messo dentro la bara?

- La signora senza nome. - No! Lei no! Ma sei matta?

Ma nessuno se la veniva a prendere!

Ma che è una borsa? Ma che cazzo dici?

- Ma perché prendi iniziative, no? - Esatto.

Non eri venuta qui, "ticche ticche ticche", per fare la segretaria?

Ma no! Io voglio essere molto di più!

Poi quando quell'uomo mi ha fatto una proposta che avrebbe messo apposto tutto

mi sono detta che era l'occasione perfetta.

Che uomo? Quale uomo? Di cosa stai parlando?

Un uomo alto, tutto vestito di bianco

e poi aveva un occhio marrone e un occhio blu.

Un occhio marrone e un occhio blu?

Ma ti rendi conto che hai fatto un patto col diavolo, o no?

Ma nemmeno papà avrebbe mai voluto lavorare con quell'uomo, lo capisci?

- Insomma... - Insomma che?

Sei proprio sicuro che siano andate così le cose con papà?

Sicuro. Sì! Non avrebbe mai fatto un patto con quello. Lo sai benissimo.

- No, non sarebbe mai sceso così in basso! - Va be'...

Io non so se ti rendi conto in che cazzo di casino ci hai messo!

Vi dico solo tre parole: sembrava un incidente,

ma stando a quanto riportato,

la morte di Bella Salma è tutto fuorché un incidente.

C'è un indagato. Stiamo parlando del suo ragazzo, il rinomato chef Brando Palato.

Molti testimoni hanno confermato il rapporto tumultuoso tra i due.

L'ipotesi al momento più accreditata dagli inquirenti è che alla base del delitto

vi sia la gelosia per la carriera a luci rosse della diva del web,

ma per ulteriori novità si dovrà attendere la riesumazione della salma.

[giornalista] Molte sono le reazioni di sgomento che stanno affollando il web,

il luogo che, di fatto, ha consacrato la fama della creator.

[giornalista] Al cordoglio online si aggiu...

Cazzo. Cazzo. Cazzo!

No, non ci credo. Brando è innocente.

- E se non lo fosse? - Per favore.

Ma con tutto il casino che stiamo passando, ancora pensate allo chef? Su!

Lo capite che siamo noi che abbiamo già un piede dentro la fossa? Sì o no?

Se la Polizia decide di riesumare il cadavere e non trova il corpo,

con chi se la prende, da chi viene?

- Eh, eh, eh... - Eh, eh, eh.

Va bene, però potrebbe essere stato chiunque, no?

Magari un fan di Bella oppure qualcuno che ha libero accesso al cimitero

o un pazzo che colleziona cadaveri, no?

Comunque potrebbe essere un segno, forse Matteo ha ragione.

Perché a questo punto andare in prigione potrebbe essere una cosa anche positiva.

Posso cominciare a dipingere, che ne so, o anche a scrivere come ha fatto mamma.

Sì, la pittura funziona benissimo. Io dipingevo sempre quand'ero in clinica.

- Giovanni. - Sì.

Ma che cazzo stai dicendo?

- Non lo so. - Eh, dai.

Allora, adesso dobbiamo mantenere la calma e trovare una soluzione.

Levatemela, eh, levatemela!

[suono del campanello] Asunciòn!

La porta.

[Maria] Se ti va, eh?

- Buonasera, buonasera. - Con permesso.

Sorpresa! Lei è Linda Sacramento, la nostra wedding planner.

Eccoci. Sono tanto contenta per il vostro traguardo.

I nostri sposi sono clienti esigenti e i loro ospiti si meritano il meglio,

la business class.

Sì, anche meno. Sono planner anche io quindi...

Ah, sì? Davvero?

Ah, quindi pure te organizzi... Ti posso dare "del te", sì?

Pure "te" organizzi eventi che rendono momenti della vita indimenticabili?

Sì. Diciamo che quando arrivo io la vita è bella che andata.

Comunque sì, diciamo di sì.

[Linda] Ho capito. Bello qua, però.

Insomma, che ne pensi? Ti piace?

Non lo so ancora... Mi ricorda qualcuno...

Ma guarda!

Oh, allora, il segreto del matrimonio perfetto,

è trovare una cosetta carina che riguarda lo sposo

e una cosetta carina che riguarda la sposa poi se mettono insieme...

e tutto si risolve come per magia, hai capito?

Ecco a chi somigli tu.

Vi va di buttare giù intanto un po' di keywords? Noi le chiamiamo così: keywords.

Va bene, ma due gocce d'acqua proprio.

Maria, però me raccomando, eh?

D'ora in poi io sto qua per alleggeriti il lavoro,

per cui qualsiasi problema o imprevisto, pure sul momento, qualsiasi rogna,

me la carico io, hai capito?

Brava, qualsiasi rogna te la carichi te, brava. Rimani qua, non ti muovere.

Non ti muovere, torno subito.

Ma dove va' quella matta? Che simpatica! Mettiamoci seduti.

Cominciamo a buttare giù un po' di keywords.

Devi pensare a delle parole che, seconde te, ti descrivono.

Possono essere delle parole di qualsiasi genere,

pure verbi, nomi, aggettivi, cose, città, quello che ti pare.

- Sembra facile però non lo è. - Ti devi buttare, se no non ci riesci.

- Veloce! - Allora... Il sole.

- Il sole, bello. - Giallo.

- Giallo. Il sole è giallo, ma va bene. - Un cane.

- Ma dai... - Dammi retta. Fidati, no? Vieni.

Senti, vieni con me, vieni con me.

- Sì, andiamo. - Guarda che roba, guarda. Vieni. Guarda.

Guardala. Aspetta.

- Reggi. - Che è?

- Dai. Eh, eh! - Insomma.

Ma insomma cosa? Mi fai una faccia sexy, un po' ammiccante?

No, una cosa sensual... Una faccia da zozza la sai fare? Guarda che roba.

No, ci siamo intesi male, io prima ho detto di darci "del te"

per una questione di praticità non è che...

Se volete fare una cosa strana, di coppia, io me tiro fori.

- No, è una cosa tra me e mio fratello. - Anche peggio! Io mi tiro fuori.

- Sì, qualcosa... - Ma che qualcosa? Non sono matta.

Ma dai, guardala è uguale, guarda che roba!

Ma roba di che? Io me ne andrei. Mi avete messo un po' a disagio. Arrivederci!

No, aspetta, non te ne andare!

[Linda] Ma questi sono matti. Ma davvero?

Oddio, scusami.

[Arturo] Linda.

- Linda, mi scusi, aspetti un attimo. - No.

Scusi, scusi. Aspetti un secondo, le posso spiegare.

- Ma è Bella Salma? - Ti basta questo per darmi ragione?

Eh? È vero?

Vuoi un altro dolce?

- Mm? - No.

Voglio solo ringraziarti per la bella serata e per esserti aperto.

Dopo il divorzio dal mio ex, io non credevo più in certe cose e invece...

invece succedono.

[musica romantica]

Mi volete dare retta per una volta?

No, Maria, non mi sembra proprio il caso.

Però, forse, è proprio il caso, invece.

Come in quella puntata... ti ricordi? Quella in cui...

- Ciao, bello! - Ciao.

Ciao.

Allora?

Che è questo mistero?

Ho trovato il modo per risolvere con quelli.

No, no, no. Non abbiamo niente da risolvere con quelli.

- Fammi parlare, è una cosa... - No!

Lasciamoli stare, va bene?

Basta giocare coi morti e avere a che fare con quelli che ci vogliono ancora giocare.

L'unica cosa da fare è rimettere a posto il cadavere prima che ci arrestino tutti.

Oh, mi fai parlare?

Fidati, Giovanni, con questa cosa ci potremo riprendere anche il Vespillone.

Il Vespillone... Ancora con questo Vespillone? Il Vespillone è andato!

E non è che ci aiuta metterci insieme a un gruppo de criminali.

Ma se nemmeno papà ha voluto fare affari con loro!

I morti si seppelliscono, non si prendono in giro.

Non tirare fuori la Bibbia del cassamortaro!

No, tranquilla che non tiro fuori niente.

Solo che questo è un no e basta! Ecco.

Ora vado a letto perché ho passato una serata bellissima

e non me la voglio rovinare così.

[musica lieta]

[sottovoce] Visto?

- [sottovoce] - Che facciamo? - Ssh.

- [sottovoce] - Che facciamo? - Ssh.

- [sottovoce] - Lo facciamo senza di lui. - Ma come senza...

- Allora, ricapitoliamo il piano. - Mm.

- Be'? - Eh.

- Che c'è? - Fallo tu.

- Io? - Sì, sì.

- Perché? - Ascolti quei cosi... Come si chiamano?

Sì, il podcast True Crime. Merito mio.

Hai presente quel tono di voce? Mi serve quello.

Allora...

[Marco] Sono tante le storie di criminali che hanno tentato di rubare cadaveri.

Rari però sono i casi in cui dei criminali hanno dovuto mettere a posto un cadavere.

[ululato]

[Domiziana ulula]

[ululato]

[musica suspense]

[verso di fatica di Domiziana]

[musica suspense]

E comunque, a titolo informativo, io avrei perso una scarpa.

E io la pazienza.

Che meraviglia. Anch'io lo faccio, ogni tanto.

- Che cosa? - Parlare da sola.

Ma io... non parlo da solo.

Ah, certo. E... come si chiama il tuo?

- Il tuo cosa? - Il tuo amico immaginario.

- No, non ho un amico immaginario. - Ho capito.

È timido.

Anche il mio era molto riservato.

Oddio che meraviglia! Ti rendi conto che emozione stare qui dentro?

Mah, insomma, è un lavoro schifoso.

- Ma potrebbe andare peggio. - E come?

Potrebbe piovere.

[tuoni]

Ecco, appunto.

[Marco] Poi toccherà a Domiziana accordarsi con quell'uomo.

Signore? Signore...

- Bello questo posto qua, eh? - Mamma mia!

Ma non mi può salutare come tutti tipo "Ciao, bella, eccomi qua"?

Fai in fretta senza dare nell'occhio.

Ma nell'occhio di chi? Qua non c'è nessuno.

Non li conti?

Non c'è bisogno, mi fido.

E fai bene.

Bene, allora ci vediamo alla consegna del Vespillone.

Al Castello del Trapasso!

Abbiamo deciso che facciamo tutto durante la premiazione.

Ci piace scegliere un luogo a tema per le nostre aste.

Abbiamo gli stessi gusti... raffinati.

E cosa succede dopo che consegniamo il "pacco"?

Te l'ho appena detto, ci sarà un'asta. Sai come funziona un'asta, vero?

Sì, sì, certo.

Mi chiedevo se saremo noi ad occuparci di incartare il "pacco"

dopo che il compratore se lo sarà aggiudicato.

- Incartare? - Intendo... confezionare.

Sa, mio fratello Marco ci tiene.

È una questione di orgoglio.

Poi, oggettivamente, è il migliore in circolazione.

Va bene, allora. Però dev'essere una teca estremamente raffinata.

- Très raffiné! - Tu parles français?

"Di tant in tant".

[Marco] Poi toccherà a Maria, e una volta davanti alla commissione tecnica

dimostreremo di avere le carte in regola per il premio.

[Marco] E infine dovremo convincere Linda a fare la parte della morta.

[Marco] Servirebbe un anestetico tanto potente da addormentare qualcuno

e farlo sembrare morto, ma non così potente da ucciderlo per davvero.

[Domiziana] Nella clinica dove stavo erano riforniti in tema di anestetici.

[Domiziana] Lo so per esperienza diretta.

L'infermiere che si occupava di me aveva trovato un cocktail speciale di farmaci

per le occasioni più estreme, per quando proprio non mi sopportavano più,

una specie di bomba, ecco.

Devo fare la morta? Ma chi, io?

Questi sono matti, ma che vi siete bevuti? Ma davvero?

[Linda ride]

Scusaci, Linda, siamo in missione... per conto di Dio.

Oddio, non vedevo l'ora di dirlo!

- Cosa siamo? - Eh... i Blues Brothers, no?

Il film. Quello dei due fratelli con gli occhiali da sole...

Va bene, niente, una cosa mia.

Respira?

- Kaputt. - Buono.

[Marco] E per chiudere il cerchio

bisognerà inventare una storia credibile per Giovanni.

- Ehi, ciao! - Oh, Aurora carissima!

Grazie di essere venuto, grazie mille.

È un privilegio avere un architetto tutto per me.

No, per me è un privilegio di poterti dare una mano.

- E allora andiamo. - Andiamo.

Allora, per ora il polso è regolare e la temperatura anche.

- Ma tu sei proprio sicura, Domiziana? - Ma sì, certo. Fidati. Non è pericoloso.

- Poi, a me, mi avete visto? - Eh.

Le devi fare anche le mani, mi raccomando, le unghie.

Sì, anche le ciglia, eh? Bella le aveva lunghissime...

Sexy. Abbiamo capito che ti piaceva, Domiziana.

Praticamente questa "paciocca" la devi far diventare quel mignottone di quell'altra.

- Hai capito? - Sì.

Cucciola! Finalmente, ti ho cercata dappertutto.

- Che fate? - Niente, siamo in barriera.

Bau bau! Ho avuto una bellissima idea per il nostro viaggio di no...

- Oddio... ma è morta? - No, non è morta, sta dormendo, ok?

- Ma come dorme? Che le avete fatto? - Niente. Che le abbiamo fatto?

Ti devo parlare, vieni con me. Dai, vieni.

È tutto a posto. [parole non udibili]

- [Maria] Dai, vieni. - [Arturo] Linda...

- [Maria] Linda sta bene. Sta bene. - [Arturo] Sta bene?

- Devi fargli un bel contouring... - Domiziana, ti prego, so quel che faccio.

Allora, io ho scelto una cucina che è perfetta anche con il colore delle pareti.

- Però vorrei il tuo parere. - Certo.

- Voilà. - Ah!

Be', be', be'... Interessante.

Sai che c'è? Che bisogna fare attenzione sempre un po' ai particolari, sai?

Cioè, ad esempio...

Vedi questi marmi, no?

Così, a prima vista, potrebbero sembrare tutti... preziosi,

ma in realtà bisogna... controllare bene le venature.

È come il legno.

Non è difficile far passare del materiale scadente per ebano, palissandro...

E tu ne sai qualcosa, Giovanni Pasti.

Astorre! Ma che piacere vederti.

Fa piacere anche a me, non mi presenti la tua compagna?

- Quale compagna? - No, non stiamo insieme, siamo amici.

- Aurora, piacere. - Astorre Taffo, piacere mio.

Scusaci, ma noi andiamo un po' di fretta perché stiamo facendo delle cose...

Mi saluti tutta la tua famiglia, per favore?

- Non mancherò. - Grazie, grazie.

Se vuoi, mia moglie è con me. Vieni a salutarla.

Guarda, ti dico, andiamo talmente di fretta che proprio non possiamo.

La prossima volta lo farò, ti assicuro. Grazie.

- Arrivederci. - Ciao, Astorre.

Ah, a proposito...

ho saputo che siete stati riammessi alla corsa per il Vespillone.

- Complimenti! - Come riammessi?

Poi, un giorno, mi spiegherai come avete fatto.

- Cos'è il Vespillone? - No, è...

È il premio per il miglior cassamortaro d'Italia.

Il becchino dell'anno e il nostro Giovanni Pasti è uno dei candidati.

Sarà una bella sfida. Arrivederci.

E pensateci, sareste una bella coppia.

No, adesso ti spiego... ti spiego bene...

Io lo sapevo. Io me lo sentivo, me lo sentivo addosso!

Tu hai usato Linda per l'ennesima follia targata Pasti.

Non la facciamo più lunga di quello che non è!

Maria, è finita. Hai rovinato tutto.

- Mi dispiace, Arturo. - Dimmi la verità.

Guardami.

Guardami.

Hai fatto tutta questa cosa per boicottare il matrimonio?

Pensaci prima di rispondere. Credo di meritare la verità.

Scusa, Arturo.

Scusa.

Addio.

Sì, Arturo, pure tu però, eh!

"Che due cojoni"!

Arturo, sai che c'è?

- Sei un cazzaro, sei un povero cazzaro! - Aurora, aspetta! Fammi spiegare, almeno.

Ma dovevo proprio trovare uno che si vergogna del proprio mestiere. È normale?

Guarda che io non me ne vergogno assolutamente, anzi, ne vado orgoglioso!

Sì, sono un cassamortaro.

Solo che il momento è difficile e io non so più quello che voglio, ecco.

Perché un giorno sembra un lavoro straordinario e dopo una tragedia.

E chi se ne frega se sei un cassamortaro sfigato o un architetto di successo.

Il punto è che sei un bugiardo, Giovanni Pasti. Sei un cazzo di bugiardo.

- No, è che... - Tutto qua.

Pasti.

Giovanni Pasti?

Tu...

- Tu sei quel Giovanni Pasti? - Sì.

Il cassamortaro che ha giocato con la morte di Gabri Arcangelo?

- No, è che... - Ti sei finto anche un fan.

Tu... sei un grandissimo pezzo di merda.

Tu, Giovanni Pasti, sei un grandissimo pezzo di merda!

Pezzo di merda!

Mamma mia!

Oddio.

Aspetta un po', aspetta un po'.

Ecco qua.

Maria, rispondi. Rispondi!

No, pure la segreteria telefonica!

Maria, senti una cosa, spiegami un po'.

Come cazzo abbiamo fatto a rientrare in gara al Vespillone, eh?

Non mi dire che è quello che penso io!

Appena senti questo messaggio richiamami! Capito?

"Possino ammazzavve"!

- Ho trovato un outfit pazzesco! - [Marco] Brava!

Com'è andata?

I finali tragici sono sempre i più belli.

Senti. Dal momento in cui tu togli la flebo, quanto dura l'anestetico?

Che cosa ne so? È lei l'esperta.

Il dottor Ribelli diceva che potevano stare tranquilli per quattro-cinque ore.

Poi dipende da quanto tempo prima ha mangiato e da che cosa ha mangiato.

- Va bene, quattro-cinque ore regge? - Eh.

Sicura?

Di sicuro c'è solo la morte. Io ve l'ho detto vi dovete fidare.

- Ecco. - Oh! Ora sì che è un bel mignottone.

Vero?

Cosa preparo per cena, signora?

Niente, sto cercando una ricetta. Dopo cucino qualcosa io, non ti preoccupare.

Ok, va bene.

Senti un po', perché non rispondi al telefono?

- Giovanni, io stavo... - Te lo dico subito!

Se avete preso i soldi da quelli io mi autoescludo dal Vespillone D'oro, chiaro?

- Giovanni, fammi spiegare. - Ma che spiegare, che mi vuoi spiegare?

Se siete rientrati significa che avete trovato i soldi e accettato la proposta!

- Non c'entra niente la proposta. - Ma che cazzo dici, allora?

- È stato Matteo. - Matteo? Che c'entra Matteo?

Siamo riusciti a chiudere un accordo con con un editore sul libro di mamma, no?

Matteo, tempo fa, era stato contattato da questa grossa casa editrice per un lavoro,

e, non so come, è riuscito a convincerli a pubblicare il libro.

Ha inventato un piano marketing,

che è riuscito con questo piano marketing a tappare i buchi che avevamo

e siamo rientrati in gara.

Per avere questi soldi ci sono dei tempi tecnici da rispettare,

però alla commissione è bastato per riammetterci

e quindi Matteo l'ha risolta così.

Eh!

- Mi stai dicendo la verità su Matteo? - Sì.

Senti, io... io non voglio più giocare coi morti, va bene?

Perché dopo Arcangelo, io mi sento sulle spalle proprio una...

- Responsabilità? - No, la jella! La jella!

Perché mi sta succedendo di tutto,

e questi sono segni, attenzione, perché i segni parlano.

- Cattivo cassamortaro... - [insieme] Cattiva sorte.

E lo sai io adesso come mi sento? Mi sento un cattivo cassamortaro.

A me sarebbe piaciuto tanto essere all'altezza di papà,

ma non ce l'ho fatta, non ce l'ho fatta, non ci riesco.

Io non posso essere quello che...

che dirige questa famiglia, non ce la faccio, non ce la faccio.

Allora ho deciso che voglio tagliare con tutto e non fare più niente, ecco!

Senti una cosa, ma questa "altezza" la sapresti quantificare? Quant'è?

Così?

Così? Così?

Non me lo sai dire, vero? Perché non c'è!

Papà ha fatto quello che ha fatto ai suoi tempi, con i suoi mezzi, le sue risorse,

ma i tempi cambiano e le altezze pure, e non sempre in peggio, eh?

E poi basta con questa sfiga, ti prego, mi sembri papà,

sempre convinto di doversi proteggere da questa sfiga, con riti, talismani.

Come se questa sfiga, poi, esistesse veramente. Dai, basta!

Forse hai ragione tu.

Anche se papà ha fatto delle cose che non doveva fare,

lui con la morte non ci ha mai giocato, quindi non se la meritava questa sfiga!

Appunto. E noi abbiamo fatto solamente in modo di rientrare in gara

tra i candidati di un premio che meritiamo, o no?

E lo sai grazie a chi?

A questo ragazzo qua... Sì, ragazzo... Una volta forse, ormai, tutto finito.

Ma che hai fatto? Ti hanno picchiato?

- No, ho fatto tutto da solo. - Bravo!

Ti sei meritato un bel piatto di uova al tegamino!

- Senza spezie, se no brucia lo stomaco. - Senza spezie non sa di niente, eh!

[musica lieta]

Grazie ragazzi, potete andare.

Siamo pronti, abbiamo tutto.

- Ehi, ma che eleganza! - Solo per le occasioni importanti.

Andiamo.

[musica lieta]

- [Domiziana] Ma questo è il posto giusto? - Ma certo.

Vedi? Quello è il Castello del Trapasso.

[musica lieta]

[musica allegra]

- No, io non ce la faccio. - Non ci provare.

- Dai. Andiamo, su. - È che...

Dai, zitto. Cammina!

[musica suspense]

Caspita! Qui ci sono tutti i cassamortari d'Italia.

- Infatti, Maria, ho un'ansia che... - Oh, rilassati, vieni a bere una cosa.

Vieni.

- Ecco, ubriacati e non ci pensare. - Hai ragione.

Ma è proprio... [Giovanni e Maria sospirano]

Allora, ora ricapitoliamo le prossime mosse.

- Allora, noi la consegniamo. - Sì.

Poi aspettiamo l'asta, qualcuno la compra, loro ce la ridanno per gli ultimi ritocchi

prima della consegna definitiva, così noi invece di metterla nella bara,

la svegliamo e gli consegniamo il pacco vuoto.

Ma quanto tempo abbiamo prima che si svegli da sola?

L'abbiamo staccata dalla flebo un'oretta fa, quindi diciamo quattro o cinque ore.

Poi dipende da quanto tempo prima ha mangiato e soprattutto cosa ha mangiato.

Giusto.

[verso di spavento di Domiziana] Fratelli Pasti.

- Come? - Ma no, lui fa sempre così.

Non è importante quello che si vede, ma quello che sembra.

Il nostro regalo è in buone condizioni?

- Perfette. - Come se fosse viva.

Molto bene. Preferirei sincerarmene personalmente.

- Prego. - Certo.

[musica suspense]

- [Maria] Grazie. - Con permesso.

- Prego. - A dopo.

- Astorre. - Giovanni... Maria, che piacere vederla.

- Signor Taffo... Alessandro. - Buongiorno.

- Buongiorno, Alessandro. - Allora, Giovanni.

Sei pronto per il tuo primo discorso al Vespillone?

Sì, diciamo che non ho preparato niente,

ho pensato che fosse meglio "andare a braccio", ecco.

[Domiziana] Guarda che ci sono prima io.

Ecco, bene. Bevete qualcosa. Rilassatevi, adesso inizia lo spettacolo.

Sì.

[in spagnolo] Ciao, amico!

- [in spagnolo] - Che bel posto. - Come va? Tutto bene?

- [in spagnolo] - Grazie mille. - Prego, prego.

- [in francese] - Incantato. - È un piacere vederti, mio caro.

[in francese] Ecco qui!

[in inglese] Che sorpresa meravigliosa.

[in inglese] Signore!

[l'uomo parla in hindi]

[in inglese] Molto bene, molto bene.

Non ho capito niente.

Otto! Pieno e cavalli.

Sia lodato Nostro Signore e i numeri pari.

Suor Germana e suor Paola.

È un'altra piccola somma per i nostri orfanelli.

[applausi] [uomo] Bravi, complimenti!

- Che cos'è, un prete? - Ma no. Rosso... Cardinale.

[applausi]

La mia presunzione, perché lo so che è questo che state pensando,

è dovuta ai risultati ottenuti.

Ascolta, ma se io cominciassi così...

[Astorre] Il nostro fatturato è superiore al vostro.

Oggi essere qui, per noi, significa molto.

- [Astorre] Comunque non preoccupatevi. - Oppure è... è molto importante...

- Che ne dici? - È uguale.

- Mm? - Sì.

- Papà sarebbe molto orgoglioso di te. - [Astorre] Grazie e buona giornata.

Di noi.

Signore e signori, stimati collezionisti, un attimo di attenzione, per cortesia.

Oggi è una giornata molto importante per noi, per la Clarissimi Mortui.

Chissà se i nostri soci fondatori, Leccisi, Rana e Parozzi, nel lontano 1946,

avrebbero pensato che questo sogno sarebbe arrivato così lontano.

Negli anni la Clarissimi Mortui è cresciuta molto.

Alle nostre aste arrivano persone da ogni parte del mondo,

pronte per allargare la loro collezione di figure importanti,

popolari, di tendenza,

culturalmente influenti ed iconiche della nostra storia passata,

ma anche recente, dando loro una vita dopo la loro vita,

esibendo il loro corpo, celebrandone lo spirito.

[applausi degli ospiti]

Bene, allora apriamo l'asta con un articolo di particolare pregio,

una donna il cui corpo anche in vita, soprattutto in vita,

faceva girare la testa a molti, il cui nome è il trend del momento.

Signore e signori... Bella Salma!

Le offerte salgono di mezzo milione al rilancio. La base d'asta è di un milione.

Ricordiamo che la nostra percentuale è del 20%. Quindi partiamo con le offerte.

Un milione e mezzo qua. Due milioni, attenzione.

Due milioni e mezzo.

Due milioni e mezzo. Tre milioni, la principessa.

Tre milioni e mezzo, signor Sink.

[musica suspense]

[Faccendiere] Bene, molto bene! Chi offre di...

[uomo] Una resurrezione!

Calma, calma, calma, signori!

[Faccendiere] Calma!

Menomale che doveva durare quattro-cinque ore!

Può essere una di quelle fissate col digiuno, che ne so io?

- [Marco] Che facciamo? Andiamo via! - [Domiziana] No! Dobbiamo portarla via.

- Che cosa? - Dobbiamo portarla via!

[Marco] Vieni qui!

[Marco] Vieni qui, tesoro. Vieni qui!

- [Domiziana] Cazzo! - [Marco] Vieni... Vieni, vieni!

- [Linda] Dove... mi avete portato? - [Marco] Aiutami! Aiutami!

Oddio.

- Dai, andiamo via. - No, ma che via? Aspetta, Marco!

Il dottor Ribelli diceva che nella clinica "Dolce sorriso" eravamo come una famiglia

e in famiglia non si lascia indietro mai nessuno.

- Non è della famiglia! - Se è per questo neanche io.

- Aiutami! - Dai, su!

- [Domiziana] Dai! - Vieni! Dai, su!

[Marco] Su! Di qua, di qua!

[Linda] Aiuto!

In nome di Nostro Signore Gesù Cristo, fermatevi!

- Eminenza, dobbiamo prenderli. - Come ha detto che si chiamano?

- Pasti, fratelli Pasti. - Pasti.

E lei quanto potrebbe prendere... per chiudere un occhio?

Può scegliere quello che vuole, l'azzurro o il marrone.

E adesso è il momento dei rappresentanti della famiglia Pasti.

Salve.

Dai.

Essere qua, oggi, significa... significa molto.

Significa molto per me e significa molto per i miei fratelli...

I miei fratelli!

- Oh, porca mignotta! - Tutto bene?

[Marco] Scusate, scusate. Torniamo subito. Torniamo subito.

Corri, corri, corri! No, niente, una cosa di famiglia. Torniamo, eh?

[Taffo] Signori, un piccolo imprevisto...

- Ma che è successo? - Poi ti spiego.

Come me lo spieghi? Se stavi con me, che me vuoi spiegare?

[Maria] È una cosa lunga. Ora devi correre!

[Giovanni] Io giuro che vi ammazzo e non vi faccio nemmeno il funerale!

- [Giovanni] Dai, andiamo! - [Marco] Su che ci siamo, dai!

- [Maria] Corri! - [Giovanni] Mamma mia, che figura!

- [Giovanni] Dai... - Entra qua, entra qua, entra qua!

- Mi spiegate che cazzo è successo? - S'è svegliata!

- S'è svegliata? Chi s'è svegliata? - Io, credo.

- Mettila qua! - Forza, sì. Dai!

- [Marco] Sì. - [Domiziana] Ecco.

Non ci si crede! Non ci si crede!

Adesso mi dovete dire la verità, voglio sapere! Voi avete fatto affari con quelli?

- Sì, con la Clarissimi Mortui. - Morti famosi, in latino.

Non mi frega un cazzo della traduzione. [Linda urla]

Ecco. Io voglio sapere solo una cosa: voi gli avete dato il cadavere di Bella?

- Più o meno. - Come più o meno?

E questa?

L'abbiamo rapita, poi l'abbiamo drogata... l'abbiamo messa in coma farmacologico.

"Mortacci vostri"!

Ma io dico, ma non vi vergognate? Ma non vi fate schifo, eh?

E prima Arcangelo e poi Bella... ora questa che vomita dappertutto!

Ora mi stai a sentire, però!

Abbiamo fatto un patto con quelli? Sì.

Abbiamo usato i loro soldi per rientrare in gara al Vespillone? Sì.

Abbiamo rapito la wedding planner del mio matrimonio, che tra l'altro è saltato?

Sì, Giovanni, sì! Ma dimentichi la parte più divertente.

- L'abbiamo spacciata per morta. - Pure?

Lascia perdere, ma non lo abbiamo fatto solo per i soldi o per il premio.

L'abbiamo fatto perché a nostra sorella è venuta in mente l'idea

che all'inizio mi sembrava una cosa folle, rischiosa...

ma, credimi Giovanni, era l'unica soluzione possibile.

È una telecamera.

No, scusate, ma a me sembra di stare dentro a un film.

Giovanni, non abbiamo i soldi, non abbiamo il premio, ma li abbiamo fregati.

Abbiamo un video con tutti i presenti.

Li possiamo denunciare.

No.

Li dobbiamo denunciare. lo dobbiamo a papà.

Ma che c'entra adesso papà? Papà l'ha sempre mandati a 'fanculo.

Ne sei proprio sicuro, Giovanni?

Sono tutto orecchi. Prego.

[musica malinconica]

[musica malinconica]

[musica malinconica]

Ma no, non è possibile, dai.

Non è vero, ma chi...

Ancora? Ma davvero non ti fidi? L'ho visto, capisci?

Io l'ho visto. Basta, Giovanni.

Lo devi accettare, papà non era l'eroe che diceva di essere.

Nessuno lo è.

E... c'è un'altra cosa che dovete sapere.

Io ho parlato con papà.

O almeno...

ci ho provato.

[Giuseppe] Paulonia liscia, due e dieci, laccata bianca.

Perché fai così, papà?

Così come?

Ci dici sempre di essere sinceri.

Che un uomo si giudica da quello che fa e non da quello che dice.

Che per essere un buon cassamortaro ci vuole rispetto per i morti e i parenti.

- E allora? - E poi questa schifezza.

- Non ti permettere e abbassa la voce. - Davvero ci vuoi prendere per il culo?

Ti ho visto con quel tipo. Hai venduto un cadavere, papà!

E tu vuoi farci credere di essere il miglior cassamortaro di Roma?

Marco, ma che ti ho fatto io per inventarti questa cazzata, eh?

Dimmi, che ti ho fatto? Se vuoi attirare l'attenzione, inventati un altro modo.

Capito? Perché se devi dire 'ste cazzate è meglio se stai zitto. Devi stare zitto!

Mannaggia... Cammina va', cammina! Vattene! E stai zitto!

E così, da quel momento, sono stato zitto. Ho deciso di non parlare più.

Nemmeno la mamma lo sapeva, non c'era scritto nel libro.

- Giovanni, papà ha sbagliato. - [Maria] Papà ha sbagliato, è vero.

Ma loro si sono approfittati delle sue debolezze,

e noi non lo possiamo cambiare... questo.

Va bene, papà non era un eroe.

Ma noi, però, abbiamo il tempo per recuperare. Sapete cosa facciamo?

Denunciamo tutti e "gli facciamo vedere i sorci verdi" a questi stronzi!

- [insieme] Sì! - [Giovanni] Dai, dai!

- Scusate... - [Giovanni] Anche tu, vieni!

[Maria] Vieni qua, stupida. [squilli di un cellulare]

- [Giovanni] Aspetta. Aspetta. - [Maria] Il telefono.

[Giovanni] Aspetta.

Sarà come al solito una rottura di...

- Eh, eh... - Eh, va be'...

Ciao, ragazzi, scusate, parlo piano perché sono al lavoro.

Anche quest'anno questi Taffo maledetti ce l'hanno fatta, eh.

Va be', dai, sarà per l'anno prossimo.

Vi mando un bacione grande, vi voglio bene. Ciao.

Ciao!

- È un video, non è una diretta. - Ah!

- Aspetta, ora glielo mandiamo anche noi. - Dai, dai.

[Linda si lamenta]

Anche noi ti vogliamo bene, Matteo!

- Ciao, amore! - Baci!

- Ciao, piccolo Matthew! - [insieme] Ciao!

[Linda si lamenta]

Che c'è? Oh... ancora? Dai!

[Giovanni] Oh... evvai!

[Marco] Non è che questa muore, vero?

[Domiziana] Ma no! Eventualmente a casa ho il kit per la lavanda gastrica.

- [Maria] Perché? - [Domiziana] Può sempre servire, no?

Marco, guarda un po'. Siamo sul giornale.

[Giovanni] Siamo gli eroi del momento!

Ma siamo sicuri che sia una bella notizia?

Non lo so... meglio di questa, eh!

[Giovanni] Io sento un odore di affari d'oro, vedrai!

Speriamo.

[musica lieta]

[urlo di una donna]

[musica lieta]

- Domiziana? - Sì.

Bella.

Per favore, spedisci questo libro a quell'indirizzo che ti ho dato prima.

- Grazie. - Certo, capo.

Guarda, ho fatto una dedica. Dimmi che ne pensi.

[musica lieta]

[Domiziana] "Aurora, questo sono veramente io".

Mamma mia, che romantico!

Ah, mi ha risposto un editore. È interessato a pubblicare il libro.

Bene.

Ho preso qualche appunto, insomma, c'è qualche cosa che non va, ma briciole,

qualche aggettivo di troppo, una pagina qua, una là, un paio di capitoli, insomma.

Eccoci qua.

E allora io vado.

- Ma sei sicura, sicura, sicura? - Sì.

Ha ragione Matteo. Bisogna inseguire i propri sogni.

E adesso mi sento più cuoca che cassamortara.

E poi, adesso, ormai qui ci sei tu. Io posso partire tranquilla, no?

[Maria ride]

Matta ed esaurita.

Dai, basta, su. Dai, andiamo. [Domiziana piange]

- Dai, levati. Me la stacchi, per favore? - Certo.

- Grazie. - Domiziana. Dai, su, andiamo.

[musica lieta]

- Mi accompagni? - Ma certo.

- Ciao, piccoletta. - [Giovanni] Vai.

[musica lieta]

Scrivi.

- [Giovanni] Ma Marco l'hai salutato? - [Maria] Certo.

Mi ha fatto piangere! "Mortacci sua"!

[Giovanni] Che dolcezza! [Maria e Giovanni ridono]

- [Giovanni] Il tuo chef come sta? - Bene. Il carcere l'ha cambiato.

Ora che è stato scagionato da tutte le accuse,

dice che vuole girare il mondo e cucinare per tutti.

A me pare una gran cazzata, però mi diverte, che ti devo dire?

Ciao.

- Pronta? - Prontissima.

- Senti, Franco... - Brando.

Brando.

- Mi raccomando mia sorella, eh? - Non ti preoccupare, cognatino!

Vieni qua.

- Andiamo, polpetta. - Andiamo.

Sì, ma non cominciamo con questi nomignoli, eh?

Ma...

Si offende.

Giovanni Pasti?

- Sì, eminenza. - Cardinale Richter, molto piacere.

So che ultimamente vi siete fatti molti nemici pericolosi.

La Clarissimi Mortui non dimentica. Non sarà facile liberarsi di loro.

Ma...

io posso aiutarvi, posso garant... garantirvi protezione,

in cambio voi dovreste occuparvi di un funerale.

In fondo è il vostro lavoro, no?

Certo, certo. Ma... quale funerale?

Il mio.

[musica drammatica]

[musica drammatica]

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