All language subtitles for Doc - Nelle Tue Mani S03E16 Liberi.it

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Original subtitles

(radio) Mancano due giorni al voto per il governo della Regione.

Voto decisivo per il sistema sanitario lombardo

il più grande d'Italia, con una spesa di 20 miliardi l'anno.

Passiamo alla Cronaca.

Omicidio nella notte a Genova. Le prime indagini indicano...

Armida !

Apriamo le finestre, c'è uno strano odore di uovo marcio.

Se sa di marcio, allora sei tu.

Cerchi informazioni sul mio programma ?

Agnese mi ha raccontato tutto. Tu eri un medico.

Imbottivi gli anziani di sedativi per tenerli buoni.

- No, non per tenerli buoni, per farli stare bene. - Cazzate.

Volevi abbattere i costi di gestione.

- Pensi l'abbia fatto per soldi ? - Non fare il romantico.

Sei partito da lì per arrivare qui, a un passo dalla cima della Regione.

- Cercavo un rimedio. - Per che cosa ?

Al dolore. A che altro ?

Quando ho aumentato le dosi di benzodiazepine in alcune Rsa

il risultato è stato straordinario. - Immagino.

- Adesso ne abusano tutti. - Che parola severa, dài, "abuso".

Chi decide qual è la soglia di dolore che è giusto sopportare ?

- Di certo, non tu. - Domani assessore.

- Dopodomani ministro della Sanità. - No, no, non succederà.

Tutti sapranno che hai rubato dati riservati per vincere le elezioni.

Non ho rubato niente, me li ha dati Agnese.

- L'hai ricattata. - Lo dice lei ? Le prove dove sono ?

Se questa cosa esce fuori, l'unica a perdere tutto sarà lei.

Perderà il lavoro, la reputazione e la credibilità.

E' questo che vuoi ?

Sei qui per vomitarmi addosso le tue accuse ?

Hai sbagliato persona.

Tu volevi guarire Agnese.

Tu hai accettato il patto, tu hai bloccato la ricerca.

Non sono io il medico che ha violato il giuramento.

Sei tu che l'hai violato.

- Buongiorno, dottor Sandri. - Barbara.

- Vorrei ringraziarla. - Di che cosa ?

Non mi ha denunciato. Me lo meritavo.

- Ho esagerato. - In effetti...

Tra due giorni cambio ufficio.

- Ah. - Ho già incontrato il nuovo capo, è forte.

- Non perderò la testa per lui, promesso. - Okay.

Allora, auguri.

- Anche a lei, arrivederci. - Arrivederci.

- Enrico. - Agnese. - Grazie di essere venuto subito.

Figurati. Dimmi.

E' una questione delicata, parliamone nel mio ufficio.

Okay, andiamo.

Ieri ho raccontato tutto ad Andrea.

[SOSPIRO]

- Non me l'hai detto. - Non volevo coinvolgerti in questi guai.

-Se lo facevi, ne evitavo qualcuno a te e al tuo ex marito. -Mi dispiace.

Lui come sta ?

Male, è sconvolto.

Comunque, hai fatto bene a dirglielo.

Non era giusto tenere tutto per te.

Devi stargli vicino, non so quanto tempo potrò farlo io.

- Gli hai detto della recidiva ? - No.

- Perché ? - Come posso dirgli che ha fatto tutto per niente ?

- Non è così. - Solo per darmi pochi anni che l'amnesia ha cancellato.

- Per questo nel 2011 hai ritirato la ricerca. - Ho insabbiato tutto.

Bramante ha inserito Agnese nella lista per la terapia.

- Adesso l'ha ricattata. - Che bastardo ! - Che bastardo io !

- Ho accettato la proposta. - L'hai fatto per Agnese.

- E' una cosa imperdonabile. - Hai sospeso una ricerca.

Riguarda la salute di tante persone, l'hai provato con il tuo articolo.

Sono incastrato. Se confesso, Agnese perde tutto

oppure devo vivere con il camice da impostore. - Non dire così.

Tu sei Doc e lo rimarrai sempre.

Doc, Teresa ti cerca, c'è un paziente importante.

- Scendo io. Chi è il paziente ? - Il politico Alberto Bramante.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Salve, sono il dottor Fanti. - Buongiorno.

- Che abbiamo ? - Era senza sensi nella sede del comitato elettorale.

Al Pronto Soccorso hanno rilevato febbre, pressione alta

e dalla Tac risulta un edema al lobo frontale sinistro.

- Suo marito ha problemi di salute ? - Ha il colesterolo alto.

Da qualche giorno lamentava nausea e malessere all'intestino.

Pensavamo che fosse stress.

- Questi lividi ? - Forse se li è procurati cadendo. - No.

- Per me, è stato aggredito. - "Aggredito" ?

- La stanza dove l'hanno trovato era sottosopra. - Posso spiegarlo io.

Prima sono stato da lui a discutere di una questione sanitaria.

- La discussione si è accesa e c'è stato uno scontro. - Cioè ?

- L'ha picchiato ? - No, ci siamo dati qualche spinta.

Quando sono uscito, stava bene.

Se c'è stata un'aggressione, è opera di qualcun altro.

La polizia sta controllando le telecamere.

- Scopriranno chi è stato. - Certo.

Valutiamo le ipotesi, sia di una patologia che di un'aggressione.

L'aggressione non spiega febbre, colesterolo e malesseri precedenti.

La terza ipotesi è che abbia una patologia e sia stato aggredito.

Questi...

rientrano nel quadro di un'aggressione.

- Che cosa spiega tutti i sintomi ? - Un'infezione.

Favorita dalle difese immunitarie basse a causa dello stress.

Spiega febbre, nausea, malessere intestinale, pressione alta.

Allora avremmo un patogeno intestinale e un'aggressione.

- Altre ipotesi ? - Un ictus.

Il paziente ha 210 di colesterolo Ldl.

Unito allo stress può aver provocato il blocco di un'arteria cerebrale

e da qui svenimento, caduta, edema, lividi.

- A volte, sorge la febbre. - E' un'ottima ipotesi.

Spiega tutto, senza ipotizzare aggressioni.

Subito una risonanza con mezzo di contrasto e valori Pcr nel sangue

però non escludiamo l'aggressione.

Doc, c'è la polizia. Vuole parlare con te.

Sì.

Perché ha incontrato Bramante ?

Per una questione sanitaria.

- Quale ? - Sono vincolato dal segreto professionale.

Nelle registrazioni si vede lei che entra e poi esce

poi più nessuno fino alla segretaria

che trova Bramante privo di sensi in una stanza sottosopra.

Quando sono uscito, stava bene.

- Però avete avuto uno scontro. - Sì, ma non tale da ridurlo così.

Deve essere interessante la faccenda su cui è tenuto al segreto.

So che dopo lo sparo alla testa ha problemi a gestire l'aggressività

e a volte a distinguere che cosa è reale e che cosa non lo è.

- E' così ? - Sì.

Ma ho sostenuto ogni tipo di test psicologico per riavere il camice.

Certo, non la disturbo oltre.

Ho chiesto di essere avvertito, quando Bramante riprende conoscenza.

Secondo me, ci rivedremo.

La aspetto.

No ! Le ho detto che l'ingresso alla stampa non è consentito !

- Giornata intensa. - Ci mancava Bramante qui sotto elezioni.

Puoi seguirmi la 12, la 15 e la 21 ? Non ho specializzandi da darti.

- Agli ordini. - Spero che arrivino presto i sostituti.

Giulia la prendono come primario a Roma, Federico se ne va

e Martina si è licenziata di colpo. Tu ne sai qualcosa ?

Gli specializzandi ? Tutti un mistero.

- Mamma che cosa ha detto ? - Non ne vuole parlare.

E' ovvio, aveva una figlia dottoressa

e se la trova senza laurea, disoccupata e persino pregiudicata.

- Non ti ci vedo a cercare lavoro in valle. - Sì, ma non ho scelta.

Mi sono denunciata, ho una sanzione da pagare. Come pago l'affitto ?

Dài, raccogli le tue cose.

E' colpa mia, non dovevo dirti niente.

Agnese...

Agnese...

Guardami, vieni qua.

Io non ho fatto nulla di male a Bramante.

Parlavamo e lui mi ha aggredito all'improvviso.

Io l'ho solo spinto via e quando me ne sono andato, lui stava bene.

Okay ? Mi credi ?

[COLPI DI TOSSE]

- Non mi piace questa tosse. - Dobbiamo parlare con la polizia.

Beh, se lo facciamo, per te è finita.

- E' finita comunque. - Perché lo dici ?

Questa tosse non è un malanno di stagione.

Hai una recidiva ?

Mi dispiace.

Eccomi.

Allora, come ti senti ?

- Valori ? - La febbre non scende. - La pressione è ancora alta.

- Glicemia e indici di infezione ? - Gli esami non sono arrivati.

- Sei stato tu. - Di che parli, scusa ?

- Mi hai aggredito, sei stato tu. - Sbagli, ricordi male.

Alla sede del comitato elettorale eri fuori di te.

- Mi stai confondendo... - Sei stato tu. - Si allontani.

- Chiamate la polizia e trasferite mio marito. - Aspetti. - Guardi...

- Alberto... - Fuori ! Fuori di qui !

Andiamo, Doc.

Fa finta per incastrarti.

Hai chiamato un avvocato ? Che aspetti ?

Devi difenderti o ti fa a pezzi.

- Lo sono già. - Penserai dopo agli scrupoli di coscienza.

Rischi una condanna per tentato omicidio.

Agnese ha una recidiva.

Le speranze sono quasi zero.

[PIANTO]

No comment ! Ho detto "no comment" ! Sarà diramato un comunicato stampa.

Adesso mi lasci lavorare o il prossimo ricoverato sarà lei !

[FISCHIO] Saluti il reparto con il botto !

-Spero che le cose si chiariscano prima che me ne vada. -Sì, immagino.

- Quando ti ricapita ? - Che cosa ?

Di essere al centro della cronaca.

Non fare cazzate con le storie sui social.

- Non c'è pericolo, silenzio le notifiche quando lavoro. - Ah.

- Bravo, molto bene. - I giornalisti mi mandano ai matti.

- Notizie dalla bed manager ? - C'è un posto libero al Niguarda.

Organizza il trasferimento.

- Prima sistemiamo Bramante, prima torna la calma. - Sì, capo.

- Che ci fai qui ? - Ciao, non volevo disturbarti.

Un pensiero carino, però non hai risposto.

Vedevo i turni. Andrea mi ha chiesto un quadro della situazione.

- Perché non l'ha chiesto a me ? - Forse per non disturbarti.

- Ciao. - Ciao.

- Che stava facendo ? - Non lo so.

- Sta architettando qualcosa, lo sento. - Cerchiamo di stare calmi.

- Tra due giorni la trasferiscono. - Due giorni sono sufficienti

se quella vuole fare del male a noi o alle ragazze.

Teresa...

Ecco il modulo per la privacy.

Quello sul gradimento lo evitiamo.

Vado.

Tenga la matita.

Questa è la mia scheda.

- Prego. - Possiamo andare ?

- Sì. - Sì, ci pensiamo noi. - Okay. - Ecco.

- No, fermi. - Che succede ? - Il paziente sta delirando.

Parla di me ? Sono in grado di intendere e volere.

- E' in corso un'ischemia. - Su che base lo dici ? - Vi prego.

- Basta, andiamo. - Guardi che faccio.

Che fa ? Ha strappato la mia scheda elettorale.

- Me la dia ! - Calmati ! - Delira. Rischia un ictus, Terapia Intensiva.

- Chiama l'avvocato ! - Sì. - Tranquilla.

- Il mio voto è importante ! - Stai calmo !

- Come sta ? - Le sue condizioni sono stabili.

Gli abbiamo dato sedativo e acido acetilsalicilico.

Come avete capito che aveva un'ischemia in corso ?

L'ha capito Federico.

Si è nascosto mentre metteva la "X" sul modulo della privacy.

Ha piegato il foglio tipo scheda elettorale.

Quando l'ha ridata, ha detto "matita" invece di "penna"

tipo quelle speciali che si usano per votare.

- Così. - Probabilmente gli hai salvato la vita.

- Sono stato fortunato. - No, non sei stato fortunato.

Sei stato attento, nessuna distrazione.

Potete staccare, ragazzi.

Doc non può avvicinarsi al paziente, resto io per il turno di stasera.

Scusa per la battuta sui social.

Sono sicuro che quando andrai via, il reparto sentirà la tua mancanza.

Grazie.

Senti, se vuoi, più tardi faccio un brindisi in terrazza.

Se ti va... C'è anche Martina.

- Martina ? - Sì, così magari ci dice perché se n'è andata.

Sempre che ci dica la verità.

(L'unica a perdere tutto sarà lei.)

Non sono io il medico che ha violato il giuramento, sei tu.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?

- Grazie di essere venuto. - Come stai ?

- Vuoi la risposta breve o quella lunga ? - Agnese mi ha detto tutto.

Allora non hai neanche bisogno di una risposta.

Mi dispiace.

La vita mi ha presentato il conto di quello che ho fatto anni fa.

No, no, Andrea.

Avevi perso Mattia e non potevi perdere anche Agnese.

- Ho fatto una cosa imperdonabile. - Non pensarci.

Devi difenderti dalle accuse assurde di Bramante.

Se avesse ragione lui ?

Io mi ricordo di non avergli fatto del male

e che quando sono andato via, stava bene. Ma se mi sbagliassi ?

Abbiamo interrotto le stimolazioni e i farmaci.

Tu non hai più avuto episodi psicotici.

Se fossi rientrato, avessi provato a ucciderlo

e il mio cervello lo avesse rimosso ?

Puoi escluderlo ?

E' quello che volevo sapere.

Mio padre vuole installare i pannelli sulla clinica.

Lo preoccupa il cambiamento climatico ?

- Anche per ridurre i consumi, come la Marabini. - Giusto.

Comunque, prima che arrivi Riccardo, ti volevo ringraziare.

- Vuoi ringraziare me ? - Sì. - Per che cosa ?

Perché senza il tuo aiuto, io mi sarei arresa prima.

Non credo. All'inizio pensavo che fossi fragile.

- Invece sei la più tosta di tutti. - Grazie.

Eccomi. Eccomi, scusate il ritardo.

- Martina ? - Non lo so, doveva già essere qui.

- Non mi sorprende. - Grazie. - Perché ?

Di una che sparisce così non ci si può fidare.

Comunque, non parliamo di Martina.

- Parliamo di Federico. - Sì.

Anche lui sparisce, ma per motivi più importanti.

Per più tempo libero, più soldi.

- Beh... - Mai più manichini che muoiono sotto i ferri.

- Soprattutto. - E per portare avanti il lavoro del padre.

E' una cosa preziosa, è ciò che vuole fare.

- A Federico ! - A Federico ! - A me !

- No, aspettatemi ! - Eccola ! - Scusate il ritardo.

- Grazie di essere venuta. - Non potevo mancare.

Poi vi devo delle spiegazioni.

Ragazzi, io mi sono licenziata perché non posso più fare il medico.

- Il medico a Medicina Interna ? - No, in generale.

- Ma sei la più brava. - E' un problema di stress ?

No, no, è che...

Non sono laureata, mi manca un esame e la tesi.

- Com'è possibile che non sei laureata ? - Ho mentito.

- Ho approfittato della confusione del Covid. - Adesso che farai ?

Mi sono costituita, mi aspetta un processo

per abuso della professione medica e per falso in atto pubblico.

Non finirò in carcere, ma mi arriverà una grande multa

per cui la cosa migliore da fare è tornare a Foppolo dai miei

e trovarmi un lavoro qualsiasi.

So che è una cosa imperdonabile.

Vi chiedo scusa, ma volevo anche ringraziarvi

perché questi sono stati i mesi più belli della mia vita.

Vieni qua.

- Mi mancherai. - Anche tu.

Comunque, magari a mio padre serve una collaboratrice senza laurea.

- Che dici ? - Grazie.

- Non preoccuparti, va bene così. - Va bene.

- Hai fatto la cosa giusta. - Già.

Basta parlare di me, c'è un brindisi da fare, giusto ?

Se mi è permesso...

A Federico, il futuro migliore oculista di tutta Milano.

Io farei un brindisi

ai medici che hanno il coraggio di fare la cosa giusta.

Che cosa dite ?

Bello.

Tu volevi guarire Agnese.

Tu hai bloccato la ricerca.

- Che ci fa qui ? - Guardavo suo marito, cercavo di capire.

Se ne vada o chiamo la polizia.

- Ciao. - Ciao.

- Manuel ? - E' con Davide.

Deve abituarsi a stare con lui e con la sua nuova compagna.

[COLPI DI TOSSE] Agnese.

Anche anni fa non ci avevano dato speranze

e oggi le cure sono migliorate.

- Ti fermi per cena ? - Sì.

- Bevi qualcosa ? - Quello che vuoi.

- Bramante ? - Ha ripreso conoscenza.

- Avete capito che cos'ha ? - No.

- Ho pensato di dare le dimissioni. - Ma che cosa stai dicendo ?

Non dirò il motivo, non dovrai spiegare nulla, però...

Non credo di essere più in grado di fare il medico.

- Andrea... - Dovevo farlo quando ho accettato il patto con Bramante.

La verità è che alcuni errori sono come alcuni tumori.

Non se ne vanno mai via davvero, non c'è un rimedio.

Gli avevo dato un nome.

Al tumore, dico. Lo avevo chiamato l'Alieno.

Come se fosse un estraneo, un nemico.

Lo odiavo.

Pensavo che l'odio potesse darmi energia per combatterlo

come se fosse una guerra, ma ho capito che non era una guerra.

Non c'erano eroi che vincevano o vigliacchi che perdevano

ma persone che vivevano finché avevano vita.

Allora ho smesso di chiamarlo l'Alieno.

Ho smesso di chiamarlo, ho capito che non era un estraneo.

Era parte di me.

Oggi voglio curarmi, ma il rimedio non è cancellare il male.

- Qual è ? - E' riconoscere che è parte di noi.

Accettarlo.

Condividerlo.

Così c'è rimedio a tutto. A tutto.

Per questo dobbiamo confessare.

Raccontare ciò che è successo.

E poi vivere.

Finché abbiamo vita.

Ci sto, non so che cosa succederà, ma a questo punto che importa, no ?

Tipico effetto dell'alcol.

La nostra confessione non fermerà Bramante.

- Ci vorranno anni e intanto lui avrà in mano la Sanità. - Sì.

- A meno che non confessiamo in un modo speciale. - Cioè ?

Te ne faccio un altro e poi ti spiego.

Sistema la sette, c'è un ricovero da Cardiologia.

- Teresa. Bramante ? - Stabile.

- Chiedi ai ragazzi, hanno fatto un controllo. - Ah.

- Il nostro candidato preferito ? - E' ancora sedato.

- Ma la febbre è calata e la pressione è costante. - Okay.

Trasferiamolo, diamo il letto a uno che non mi accusa di averlo ucciso.

Agli ordini, Doc.

A te. Lentini, con me.

Federico, scusami, una cosa.

- E' il tuo ultimo giorno. - Sì, non pensavo che te lo ricordassi.

Che fai ? Sfotti ?

No, no Intendevo dire che non pensavo di meritare un tuo...

- Si è spaventato. - Ne ha fatte così tante

che pensa sempre di aver fatto un guaio.

E' stata una fortuna averti in squadra.

- Grazie. - Non ascoltare Riccardo.

Anche lui ha fatto tanti errori, per questo ha imparato molto.

Lentini !

Va bene, vado. Mai fare aspettare la Maraldi.

- E' la prima regola. - Dài.

Sappiamo qualcosa di Martina ?

- Si è dimessa per motivi personali. - Possiamo fare qualcosa per lei ?

No.

Questo significa che tu conosci questi motivi.

E che non me li vuoi dire, va bene.

- Lo faccio per il suo bene. - Mmm.

Significa che sei l'unico che può fare qualcosa per lei.

Sei il suo tutor, pensaci. C'è sicuramente un rimedio.

Ho le analisi di Bramante. Colesterolo Ldl confermato a 210.

- La glicemia è alta, 380. - Non è più un nostro paziente.

Prima di lasciarlo andare, dobbiamo chiarire come sono andate le cose.

Come sono andate, secondo te ?

I valori fanno pensare a un ictus più che a un'aggressione.

O a un'aggressione a uno che ha avuto un ictus.

- Non vuoi difenderti ? - Per quello c'è l'avvocato.

Sono un medico e ho dei pazienti.

Okay, chiudo la cartella ed esco.

Devo cambiare aria, sono qua da stanotte.

Armida ! Apri le finestre, c'è una strana puzza di uovo marcio.

Vado a fare colazione. Vuoi qualcosa ?

- Uovo marcio. - E' una nuova dieta ?

No. Bramante ha chiesto di cambiare aria, sentiva odore di uovo marcio.

- Ma non era vero. - A che cosa pensi ? - E' la risonanza ? - Sì.

Edema al lobo temporale, perciò aveva l'olfatto alterato.

- Aveva sintomi prima del vostro incontro. - Sì.

- Di che cosa è tipico sentire odore di uovo marcio ? - Encefalite.

Ecco perché mi ha aggredito e accusato di tentato omicidio.

Aggressività e delirio, tipici dell'encefalite erpetica.

Serve una rachicentesi e un antivirale.

E' questione di minuti, se vogliamo salvarlo.

Lo vogliamo ?

L'autopsia dimostrerebbe l'encefalite e la tua innocenza.

La Sanità non finirebbe in mano a un criminale.

Ho tradito me stesso una volta, non farò lo stesso errore.

Io sono un medico, difendo la vita, anche quella di uno stronzo.

Vedi che avevo ragione ?

Tu sei Doc e lo rimarrai sempre.

Signora Bramante, forse ho capito che cos'ha suo marito.

Anch'io, è stato picchiato da lei.

No, delirava quando mi ha accusato per la patologia di cui soffre.

Se è quello che pensiamo, rischia di morire.

Dobbiamo dargli un antivirale e poi verificheremo con la rachicentesi.

Volete dargli un farmaco prima di essere certi della malattia ?

Sì, aspettare è rischioso.

Fategli una rachicentesi e predisponiamo una Pcr.

Vado a preparare per la Pcr.

- Sei qua ? Non hai fatto la notte ? - Sì, ma voglio aiutare Andrea.

- Giusto, capisco. - Hai impegni stasera ?

- Perché ? - Cerco di farmi un'idea su dove cercare la casa a Roma.

- Sempre se vinco il concorso da primario. - Sì.

Non conosco la città, magari puoi darmi qualche dritta.

- Va bene. - Stasera a casa mia ? - Stasera a casa tua.

- Hai preso il Bromuril di recente ? - No, lo avrei segnato. Perché ?

Strano, l'ho ordinato la settimana scorsa ed è già finito.

Ma chi può averlo preso ?

Non ci credo, non ci credo.

Non ci credo.

Questo dove lo mettiamo ?

- Teresa, sto lavorando. - E' piuttosto urgente. - Va bene.

- Scusate, potete aspettarci un minuto fuori ? - Sì.

- Andiamo. - Edoardo vieni.

- Scusate. - Ci sono delle poltroncine.

Che succede, Teresa ?

Che stai facendo ?

- E' trasparente. - Hai mangiato l'insalata dell'orto di Andrea ?

Qualcuno ha rubato dei calmanti e me li ha versati nella borraccia.

- Se avessi bevuto, sarei morta. - Barbara ?

Temevo che lo avesse fatto anche con te, ha preso almeno due flaconi.

- Potrebbe usarli per sé. - No, l'ho vista stamattina, stava bene.

Andrea, Barbara è con te ?

Ah, è andata a casa prima. Va bene, ti spiego dopo, ciao.

- Che fai ? - Vado da lei prima che...

Merda ! Sono sparite le chiavi dell'auto.

Eccola.

Barbara ! Barbara !

Oddio !

Barbara, devi aprire la portiera. Apri la portiera, apri.

- No, no, no. - Barbara. - Non ti addormentare.

Non chiudere gli occhi, no ! No ! Barbara !

Ah !

- Il liquido spinale di Bramante. - Lo metto io nel termociclatore.

Grazie di essere qui.

Volevo anticiparvi una cosa che uscirà domani su di me.

Tempo fa ho commesso un grave errore.

E' una cosa che non ricordavo e che oggi non farei mai

ma è la verità.

L'ho scoperto e ho pensato di essere in una situazione senza rimedio.

Ho pensato che non sarei più stato un vero medico.

Ho fatto una cosa grave, imperdonabile.

Ho avuto la tentazione di tenermi questo segreto e sedare il dolore

o punirmi per espiare quello che avevo fatto.

Per fortuna, una cara amica mi ha insegnato

che il rimedio non è fare la guerra a quello che ci fa male

quanto piuttosto riconoscere che fa parte di noi.

Ammetterlo e condividerlo.

Questa amica mi ha spiegato che così c'è rimedio a tutto.

A tutto.

Io non lo so, ma mi fido.

Bene, andate, ho un sacco di lavoro da fare.

Forza.

Vuoi che resti a darti una mano ?

Hai qualcosa di molto più importante da fare.

- Marti. - Metto via questi e preparo la cena.

Hai visite.

- Te ne vai ? - Mi sembra giusto. - Sì, è giusto.

Che spreco ! Quanti anni ci vogliono per diventare medici ? Venti ?

Nella sua carriera un medico quanti pazienti può incontrare ?

Diecimila ? Centomila ?

Di più. [FISCHIO]

- Riccardo, perché ? - Sto solo ragionando. Dico...

Vent'anni, centomila pazienti.

Tu butti tutto via per un esame ? Uno stupido, tra l'altro.

- E' uno spreco. - Non è l'esame.

E' tutto quello che ho fatto. E' imperdonabile.

Okay, scusa, scusa.

Ho sbagliato, non avrei dovuto usare quel termine, ma ero arrabbiato.

Anzi, io ero incazzato perché sapevo che quella cosa ci avrebbe diviso.

Pensavo di avere fatto una cosa imperdonabile

quando sono sopravvissuto e Alba è morta.

Mi sono punito, ho cercato di scappare come stai facendo tu

ma non è servito a niente, perché alla vita non c'è rimedio.

L'unica cosa che possiamo fare è cercare di vivere al meglio.

Alla tua bugia c'è rimedio.

Di' la verità e torna a fare quello che sai.

Non ci riesco, non è possibile, dovrei dare l'esame, la laurea.

- Appena guardo il libro, inizio a sudare. - Dov'è ? Dammelo.

- Che cosa ? - Patologia sistematica 3. Dov'è ?

- E' dietro di te. - Ah.

- Posso darci un'occhiata ? - Certo.

E' tutto chiaro, ho la soluzione.

- Che fai ? - Attenzione !

[TONFO] Perché l'hai fatto ?

- Ti aiuto io a studiare. - Come faccio a studiare senza libro ?

E' la fase del "come faccio". Come faccio a fare questo o quello ?

Ci sono passato anch'io. Dicevo: "Come faccio senza una gamba ?"

Eccomi qua.

Smettila di pensare a quello che ti manca.

Pensa a quello che sei.

Per me, sei un medico fantastico.

Parola di tutor.

[VOCE NON UDIBILE]

- Come ti senti ? - Male.

- Dovevo essere morta. - Per poco non lo ero anch'io.

Ora mi farai mettere in carcere, immagino.

Così io ed Enrico saremo separati per forza.

Tu non sei una criminale, sei malata.

Non accetti che Enrico ama me.

Chi può sapere che c'è nel cuore di una persona ?

A malapena capisco che c'è nel mio.

Spero che un giorno tu senta quanto è bello essere te stessa

per come sei, non perché piaci a qualcuno che ti sembra importante.

Lui ama me.

Ciao, Barbara.

Sta meglio, ma ci sarà tanto lavoro da fare.

C'è sempre tanto lavoro da fare.

- Caffè ? - Ottima idea.

Orsacchiotto.

- Doc. - Ehi, che ci fai qui ?

Scusa se sono entrato, non c'era la tua assistente, mi sono permesso.

- Allora ? Ti servono le referenze ? - No.

Volevo chiederti se posso proseguire la specializzazione qui

almeno per un altro anno.

Tuo padre mi ucciderà.

Ci siamo parlati, se ne farà una ragione.

Chi ti ha convinto a rimanere ? Riccardo ? Damiano ?

Il manichino per le simulazioni.

All'inizio pensavo che fosse un burattino masochista.

Poi ho capito che il burattino ero io.

Sono sempre stato attaccato come a dei fili.

Le aspettative di mio padre

i like dei miei contatti, gli sguardi degli altri.

Poi alla fine ho capito, grazie a voi, grazie a te

che potevo tagliare quei fili

e decidere io come muovermi.

Doc, i risultati della Pcr.

Che ci fai qui ?

- E' encefalite erpetica ? - Sì, Doc, avevi ragione.

- Bramante si è svegliato. - Scendiamo subito. - "Scendiamo" ?

Sì, ha deciso di continuare la specializzazione con noi.

Ha capito che non è un burattino, ma solo un masochista.

- Schiavizzando perfetto. - Già.

Dicono che mi hai salvato.

- Non avevo scelta. - Sì che ce l'avevi.

Ho preferito non ripetere i vecchi errori e fermarti in un altro modo.

Ho votato per gli altri.

Mi farò bastare le altre migliaia di preferenze.

Visto quello che gira, non otterrai quelle che pensi.

- Di che parli ? - Ho fermato il virus al tuo cervello.

Ma io e Agnese abbiamo diffuso qualcos'altro di virale.

Ti ho portato il telefono, guarda i social.

Agnese Tiberi, direttrice sanitaria del Policlinico Ambrosiano.

Andrea Fanti, primario di Medicina Interna.

Vorremmo parlarvi di Alberto Bramante

di come mi ha estorto dati riservati per un vantaggio elettorale.

Prima facciamo un salto indietro di dieci anni, siamo nel 2010.

Bramante era un semplice funzionario regionale

e io ero appena diventato primario.

Bramante era nostro professore all'Università.

Aveva lasciato l'insegnamento

perché era diventato responsabile dei protocolli

per l'uso delle benzodiazepine.

Posso avere due pomodori come quelli dell'altra volta ? Te li pago.

Non serve, ti do i miei. Il bilancio del mio reparto è in attivo.

Hanno trovato l'accordo sul nuovo assessore alla Sanità. Piccioni.

Lo conosco, è un ottimo medico.

Di che cosa volevi parlarmi ?

Dei cambiamenti che vorrei fare in reparto.

Carelli Martina.

Ancora qua.

Vuole riprovarci o saltiamo alla parte in cui va via in lacrime ?

Comunque vada, niente lacrime stavolta.

- Allora ? - Eh, allora...

- Allora, trenta. - Uh !

- Hai detto: "Trenta" ? - Sì.

Infame ! Mi aveva dato ventotto !

- Questo trenta è anche tuo. - Certo che è mio.

Infatti, voglio festeggiarlo. Che dici ? Birretta ?

Io ho il turno in pizzeria.

No, è qui che ti sbagli. Avevi il turno in pizzeria.

Ho chiamato tua sorella, ti sostituisce lei.

- Andiamo. - Sicuro ? - Sì.

- Devi lavorare, sei un medico strutturato. - Sono qui come medico.

Avevo perso una collega a cui tenevo molto.

Sto cercando di rimediare.

- Andiamo ? - Andiamo.

Grazie.

- Buongiorno. - Salve, grazie per l'appuntamento.

- Volevo dirle... - Le risparmio la fatica.

Al concorso da primario a Roma ha ottenuto il punteggio più alto

e vuole accettare l'incarico, giusto ? - Esatto.

Bene, prima di accettare, ascolti la mia offerta, prego.

Fanti ha dato le dimissioni da primario.

Vuole prendere il suo posto a Medicina Interna ?

Andrea.

La Marabini mi ha offerto il primariato.

- Hai accettato ? - No, non lo so. Perché hai dato le dimissioni ?

Rendo di più se posso perdere tempo con i pazienti come semplice medico.

- Il primario è meglio che lo faccia qualcuno più bravo. - Non fare così.

- Come ? - Che ti sacrifichi per me.

- E' un ricatto morale, mi fa incazzare. - Nessun sacrificio.

Anzi, da medico semplice è stato più facile ottenere un'aspettativa.

Un'aspettativa per che cosa ?

Per Agnese. Ha iniziato le cure.

Voglio starle accanto più tempo possibile.

Tu vai a Roma, se preferisci.

Io spero di tornare e trovare un primario capace di sopportarmi.

- Qual è il programma ? - L'unico sensato, vivere.

Qualunque cosa ci aspetti, è meglio che dormire.

Andiamo ?

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