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Stia calmo.
Adesso star� meglio.
Che devo fare? Che devo fare?
- Tommaso Garrani, stanza 103. - Settimo piano.
Aspetta qui.
Scusate.
Il telefono non funziona, io non so farlo funzionare. Vuole...
Potete avvertire il telefonista gi�?
E' sotto morfina, ma � sveglio. Potete entrare.
- Si era parlato di un intervento. - Abbiamo deciso di no.
Ormai ogni intervento � inutile. Scusate.
- Tommaso? Disturbiamo? - Carissimi, venite.
- Lidia. - Ciao, Tommaso.
- Come stai? - L'operazione � riuscita, il paziente � morto.
Sedete.
Ho letto che oggi presentano il tuo libro, sei contento?
- Non ne parliamo. - Perch�?
Sono cose che si devono fare e poi I'importante � il libro.
Lidia, perch� non siedi?
- Potete fumare. - No, grazie, non sono stanca.
Ti ho portato "Europa Letteraria" con il tuo articolo su Adorno.
Ne ho gi� avuta una copia. Ti piace? L'aggiungo al volume?
L'ho letto in fretta, ma � molto bello.
- Aggiungilo, verr� un bel volume. - Gi�. Bisognerebbe ripensarci.
In questi giorni non ho avuto molto tempo per pensarci.
Eppure sono i soli giorni liberi in tre anni.
C'� una certa ironia nelle mie vacanze, eh?
Lidia, to trovo molto bene.
- Anche Marcella voleva venire, ma ho pensato... - Hai fatto bene.
Non ho voglia di vedere nessuno.
A un certo momento non si ha voglia pi� di fingere.
Voi no, vi aspettavo.
Ormai vedo le cose con una certa lucidit�.
Ho il rimorso di avervi rovinato molte serate con la mia presenza,
- in quella casa dove si sta cos� bene. - E' casa tua, lo sai.
S�, lo so.
Quante cose si finiscono per sapere se si resta un po' soli!
E quante cose restano da fare!
Credo di essere rimasto ai margini di un'impresa che mi riguardava
e non ho avuto la forza di andare fino in fondo.
Molte volte mi consolo dicendo che non avevo I'intelligenza.
Allora a me non resta che smettere di scrivere e trovare un impiego.
Lo dici per civetteria.
E' bello insultarsi ogni tanto! Serve per farsi coraggio.
L'hai comprato? Volevo portarti una copia io.
L'ho comprato e lo sto anche leggendo.
Ho letto solo 50 pagine.
Spero che me lo lascino finire.
Tutta la storia del bagno mi piace molto.
E' la tua cosa migliore... se la morfina non mi fa sbagliare!
Con la morfina diventa tutto importante.
Allora sar� certamente la morfina. Ti piace davvero?
S�, Giovanni. Avrai molto successo.
Ho proprio il dubbio di finire male.
Una morte prematura ha il vantaggio di farti sfuggire al successo.
- (TOMMASO) Mia madre. - Buongiorno, signora.
Come stai, Tommaso?
Povera mamma, 7 ore di treno e ora, per farmi compagnia,
non pu� neanche dormire.
- Oggi � sabato, vero? - S�, sabato.
- Parlatemi di voi, chi vedete? - Da un po' di tempo nessuno.
Cio� i soliti. Ormai � tutto difficile.
Passiamo il tempo in macchina per muoverci. Non � allegro.
Stiamo quasi sempre a casa.
- E il vostro viaggio in Grecia? - Ma...
- Non abbiamo ancora deciso. - Quando guarirai...
Trattami come un amico, non come un malato.
So come andr� a finire.
Scusatemi.
Per i diritti, ho lasciato istruzioni all'editore.
In fondo � lui che paga qui!
No... non � niente. Non � niente, scusatemi.
Non stancarti. Vuoi che chiami I'infermiera?
- Dobbiamo andare via? - No, restate!
ROMBO DI ELICOTTERO
Che bel posto qui, eh? Tutto quello che odiavo in fatto di arredamento.
Non avrei mai immaginato una conclusione cos� di lusso.
Mi sembra di frodare qualcuno.
Un giorno faranno le cliniche come i night club.
La gente vuole divertirsi fino all'ultimo.
(TOMMASO) Lo champagne.
Grazie.
(TOMMASO) In questi casi viene voglia di champagne.
A me non piace, eppure mi � venuta voglia improvvisamente.
- Non si sono meravigliati. - Fa bene.
Signorina, nei giorni scorsi non ho osato chiederglielo. Il suo nome?
- Mi chiamo Elena. - Elena, grazie.
- Beve con noi? - No, grazie. Non si stanchi a parlare.
La tengono qui per confortare i malati,
non sa fare niente, � solo bella.
In certi casi la bellezza � sconfortante.
- Giovanni, versi tu? - Certo.
- Solo per me? Tu, Lidia? - No, grazie, Tommaso. Non potrei.
Giovanni, non lasciarmi solo.
- Mamma, un po' di champagne ti fa bene. - Un pochino.
Cin-cin.
Io devo andare, Tommaso. Tu resta, Giovanni.
- Torneremo domani. - S�, grazie. Domani.
- Vai anche tu, Giovanni? - No, resto ancora un po'.
- Ciao, Lidia. - Arrivederci.
A presto. A domani.
Sono i soli amici che ho.
Gli altri sono conoscenze, compagni di lavoro.
Loro sono bravi, Giovanni � un famoso scrittore.
Se un giorno vengono a trovarti... Dovete andarci.
Gli farai un bel pranzo e gli darai la stanza che d� sull'orto.
Se ti fa piacere, ci andremo. Lo prometto.
Grazie.
Scommetto che invece della morfina, mi danno I'acqua distillata.
- Giovanni, com'era il concerto? - Non ci sono andato.
LIDIA PIANGE
Ha un fiammifero, per favore?
No, i fiammiferi.
Alzati.
Ci mancava anche questa seccatura del libro.
- Se non vuoi venire, vado solo. - No, sto benissimo.
- Non sei stanca? - S�, forse un po'.
Lidia, devo dirti una cosa che forse ti dispiacer�.
- E' necessario? - S�.
In clinica mi � successo un fatto molto spiacevole.
- Ho rivisto quella ragazza. - Quale? - Quella del corridoio.
Era sulla porta quando passavo, ma non ho capito subito cosa volesse.
- Sei entrato da lei? - Si � aggrappata con un calore bestiale.
- Perch� sarebbe un fatto spiacevole? - Era sconvolta
e ho pensato che fossi io la causa.
Poi sono arrivate le infermiere...
Puoi farci un bel racconto intitolato "I vivi e i morti".
- Tutto qui? - Cosa vuoi che dica?
Che � stato ignobile da parte tua, che mi fai orrore?
No, ti capisco, eri sconvolto. Non parliamone pi�, ti dispiace?
- Forse quella ragazza adesso � felice. - Perch�?
Perch� � irresponsabile.
VOCI ACCAVALLATE
- (GlOVANNl) Buongiorno. - Buongiorno.
Ciao, come stai?
- (GlOVANNl) Ciao. - Questa � I'anticamera della celebrit�.
Qui abbiamo fatto lunghe attese...
- Vuoi dedicare una copia al nostro premio Nobel? - Volentieri.
(GlOVANNl) Sono onorato.
- Lei firma sempre a sinistra? - S�.
- Apre a sinistra i propri libri? - Forse.
- Interessante. - Perch�?
- E' anche il suo avvenire. - Davvero?
Spero molto in questo.
- Uno per me, per la collezione. - Ci scriver� "amichevolmente".
Molto bene.
- Cosa ci prepara di nuovo, compagno? - Niente. - Peccato.
Appena hai finito di scrivere...
- Dov'�? - Mi piacerebbe scrivere un libro!
Grazie.
VOCI ACCAVALLATE
RISATE
RINTOCCHI DI CAMPANE
PIANTO DI BAMBINO
Che hai? Vieni qui. Perch� piangi?
- Ciao! - Ciao!
- Vieni al mare? - No. - Perch�? - Ho da fare.
- Ci telefoniamo, eh? - Certo.
- Salutami Lidia! - S�.
Signor dottore, la posta.
Grazie.
LEZIONE DI INGLESE DAL GIRADISCHI
Franca?
- La signora � rientrata? - No.
- Ha telefonato? - No.
- E' pronto. - No, aspetto.
- Se lei deve uscire, vada. - Grazie.
ROMBO
SIRENA
Aspetti qui.
Basta!
Basta! Basta!
Aspetta.
Basta.
Io aspetto sempre? Va bene.
- Vado? - S�.
- C'� vento lass�. - Molto.
Lidia?
Lidia?
- Ciao, Giovanni. - Ciao, Lucia. Lidia...
- Non sapevo che stavate in casa. - Veramente...
- Paolo ha il raffreddore e dobbiamo restare a Milano. - Mi dispiace.
- Volevo... - Di' a Lidia di venire da me.
Non posso, non � in casa. Speravo fosse da te.
- No, non la vedo da due giorni. - Ciao, scusa. - Ciao.
SQUILLO DEL TELEFONO
Pronto?
Ah, sei tu.
- Dove sei? - A Sesto San Giovanni, davanti alla Breda.
Al solito prato.
Ci sono dei ragazzi... sono sicura che ti piacer�.
Stanno giocando con dei razzi.
S�, vanno altissimi! E' molto bello.
Non preoccuparti, non � successo niente.
No! Santo Dio, ti dico di no!
Vieni a prendermi, ti dispiace?
Vieni subito.
- Se deve vedere qualcuno, qua vicino c'� una pensione. - No.
- Quanto �? - 900 lire, signora.
Grazie.
(RADIO) Continua il nostro programma di musica leggera.
Cosa sei venuta a fare qui?
Niente, passavo per caso...
Vieni.
E' strano, qui non � cambiato niente.
Cambier� molto presto.
Erano l� in fondo - Chi? - I ragazzi con i razzi.
Adesso sono andati via.
Quando venivamo noi, questo binario funzionava.
Giovanni?
Per piacere, mi dai la spugna?
Giovanni...
Dimmi.
- Non mi va di stare in casa. - Andiamo dai Gherardini.
- Dove vuoi, ma non stiamo in casa. - S�, andiamo l�.
- Cosa vorr� da te? - Non lo so. L'ho visto solo un paio di volte.
- Ci sar� molta gente? - Probabile.
Ogni miliardario vuole il suo intellettuale. Avr� scelto te.
Mi dai...
Ecco.
- E' nuovo? - S�.
Cosa c'�?
Mi allacci?
- Ho pensato di non andare dai Gherardini. - Perch�?
Preferisco stare sola con te.
Forse � meglio.
MUSICA SOFT
Che c'�?
- E' divertente starti a guardare. - Perch�?
Non lo so, qualche volta penso che tu ti dia un contegno davanti a me.
Un contegno? Che discorsi! Guarda che bella ragazza.
- Ricordi? - Hai deciso di non farmi vedere lo spettacolo?
Ti prego, non minimizzare sempre la mia parte.
- Posso avere anch'io i miei pensieri. - Quali sono?
In questo momento non ne ho,
ma ne sto aspettando uno.
Lo sento venire.
E' qui.
- E' venuto? - S�.
Bello?
- Dimmelo. - No.
Perch� no?
- Dove hanno la villa i Gherardini? - In Brianza, mezz'ora di macchina.
La vita sarebbe sopportabile se non ci fossero i piaceri.
- E' tua? - No, io non ho pi� idee. Ho soltanto memoria.
- Mi dici questo pensierino? - Dopo.
Andiamo dai Gherardini?
- Perch� hai cambiato idea? - Non lo so, per fare qualcosa.
- Il conto. - Subito, signore.
- (GlOVANNl) Sono morti tutti qui? - Speriamo.
VOCI. APPLAUSI
Chi sar� che legge "I Sonnambuli", qui?
Pontano, vero?
Sono lieta che siate venuti, mi hanno tanto parlato di lei.
Festeggiamo il cavallo di mia figlia che ha vinto la sua prima corsa.
- Come si chiama? - Wolfango. E' cos� bravo!
Lei � giovane. Leggendo i suoi libri sembrerebbe pi� vecchio.
- Lei li ha letti? - Ho I'aspetto cos� frivolo? Vi presento.
(LIDIA) Forse � complicato, ci presentiamo da soli, quando capita.
Allora facciamo una presentazione generale.
< Lidia!
Ciao, Berenice.
- Vi conoscete? - Ci odiamo da quando avevamo due anni!
- Mio marito. - Piacere.
Pontano, finalmente vi abbiamo stanato!
- Lasciamole chiacchierare da sole. - Scusate.
Antonio, portiamolo a nanna!
- Perch�? E' tanto simpatico! - Se perde il sonno, diventa nervoso.
- Per una volta! E' la sua festa! - Ha 2 anni! Antonio, a nanna!
Non deve prendere cattive abitudini e qui le tentazioni non mancano!
Antonio, vai.
Tu, piuttosto, cosa mi dici?
Non mi guardare cos�, li vedi tutti questi anni sulla mia faccia, eh?
Sai che sei diventata pi� bella? Come hai fatto?
Eri tanto bruttina! Non ti dispiace se te lo dico, vero?
Me I'hanno detto tante volte.
- RISATA - (UN OSPITE) Ti comporti sempre come una sgualdrina.
- Sei sposata? - No, vivo sola.
Solissima.
Sono nata per stare sola.
Evidentemente sono troppo sensibile, lo diceva anche il mio dentista!
Tu che vita fai? Ambienti intellettuali?
Viviamo a Milano e non ci vediamo mai!
Stiamo sempre in casa.
Stasera dopo anni siamo andati in un tabarin, figurati!
Guarda che bella la piscina laggi�!
- Vedo spesso la Grimaldi, la ricordi? - Per favore, no.
- Cosa? - Lasciamo stare i ricordi.
Ragazzi, musica!
Sono pi� di 3.000 piantine fino al recinto laggi�.
Che tono profondo hanno di notte!
- Ingegnere, le rose dormono? - S�, lo spazio di una notte.
(IN FRANCESE) Antoine, le cesoie.
Grazie.
(IN FRANCESE) Sceglier� la pi� bella per voi.
- Guardi che bella! - Grazie.
E' appena sveglia e ha il colore delle sue labbra.
Antonio, dalle a Filippo.
E' I'unico che sa disporle in modo che non sembri un cimitero.
- Hai visto chi � venuto? - Buonasera.
Sono contento che sia venuto.
- Noi ci siamo gi� visti. - S�, ma non ricordo dove. - Neanch'io.
- Giovanna, voi due vi annoiate. - Vuoi che mi butti in piscina?
Nuda o vestita?
- Vuole? - Non fumo.
- Ho sentito parlare bene di lei. - S�? - S�, molto bene.
- Chi ha costruito la villa? - Pietti. Le piace?
- Cesarino, dove sei? - Sono qui, ingegnere.
- Accompagna il signore in giro. - Grazie. - Si accomodi.
- Vado a Deauville, conosci? - No.
Un posto a nord, f� un po' freddo. Ma ho la barca.
- La barca? - Una barca grande per fare qualche giretto.
- Buonasera, Berenice. - Buonasera.
Quello � ricchissimo... avr� un miliardo di debiti!
- C'� Roberto, lo conosci? - No.
- Te lo presento? - No, che dici?
E' un uomo straordinario, vado a chiamarlo.
> Roberto!
Non mi mandare pi� cartoline, mi rendi invidiosa.
- Come stai? - Bene.
- Sono tornato I'altro giorno. - Povera bestia, ti diverti, eh?
- No, era un viaggio d'affari. - Ma va'!
- Lei ha gi� cenato? - (GlOVANNl) Grazie, pi� tardi.
Ecco la nostra patronessa romana!
Le presento il dottor Pontano.
La marchesa Gentili... esperta in orfanelli.
Lei fuma?
La devo prendere?
Qui a Milano si fuma molto.
Signorina Resy, ho il piacere di presentarle il dottor Pontano.
- Giovanni Pontano, I'autore di... - S�. - Un libro meraviglioso.
Scusate, noi abbiamo qualcosa da dirci...
- E' uno dei pi� bei libri che sono stati scritti. - Troppo gentile.
Sono una delle sue pi� grandi ammiratrici, I'ho letto tre volte.
Sono certamente la sua prima ammiratrice in Italia.
- La supplico, mi lasci questo privilegio. - Va bene.
A me piacerebbe un romanzo
in cui ci fosse una donna che si innamora di un uomo,
ma quest'uomo non si innamora di lei.
Lui � attratto dalla sua intelligenza, dal suo temperamento.
Stanno insieme e poi...
Come pu� finire una storia del genere?
- In tanti modi. - Lei dovrebbe essere una donna importante.
Capace di sacrificarsi.
Ecco il finale! Lei si sacrifica per la felicit� di un'altra donna!
Perch� si sacrifica?
Cos�... mi fa venire da piangere.
Cosa fai? Vieni di l�.
S�, adesso. Un momento.
- L'ambiente � interessante? - Abbastanza.
E' possibile che tu non ti diverta mai?
Mi diverto cos�.
Anche in casa c'� una ragazza che sta bene da sola.
E' lei che legge "I Sonnambuli". E' anche una bella ragazza.
RISATE
Dove vai?
- Pontano, come va? - Non conosco nessuno.
- Prego, si accomodi. - Grazie.
Come le stavo dicendo, caro amico,
oggi parlare di ricchezza � assurdo. Non ci sono pi� ricchi.
Ma se qualcuno volesse proprio pensare alla ricchezza,
io ho un solo consiglio da dargli: non preoccuparsi del denaro.
Io ho sempre pensato alle mie imprese come ad opere d'arte.
Quello che ricavavo di utile, quasi non mi riguardava.
Perch� I'importante per me � creare qualcosa di solido!
Che ci sopravviva!
Caro, non tutti possono creare qualcosa di durevole, tu...
Scusa, permetti, cara?
Quello che sorregge uno scrittore non � certo I'idea del guadagno,
ma un sentimento di "necessariet�"!
Lei scrive perch� sa che � necessario a lei e agli altri.
- Ma bisogna pur vivere! - Questo non mi ha mai preoccupato.
La vita � quella che noi sappiamo crearci con le nostre opere!
Pontano, cosa farebbe se non scrivesse?
Qualche anno fa si sarebbe ucciso, ora non so. Dillo tu.
Non mi sento cos� importante. Ci sono altre soluzioni.
Quante volte oggi uno scrittore si domanda se lo scrivere non sia
un istinto insopprimibile, ma antiquato?
Questo lavoro cos� solitario, artigiano.
Questo mettere faticosamente una parola dietro I'altra!
Questo lavoro non si pu� meccanizzare.
- Lei ne � veramente convinto? - No.
Per� voi industriali avete il vantaggio di fare i vostri racconti
con le persone vere, le case vere. Le citt� vere.
Il ritmo della vita e forse anche il futuro � nelle vostre mani.
- Oggi � una giornata particolarmente nera. - Forse.
Lei � uno dei tanti che si preoccupano del futuro?
lo lo organizzo il futuro!
Per� mi basta il presente, c'� gi� tanto da fare!
II futuro, ricordi, � probabile che non cominci mai.
Il futuro sar� una cosa orribile, non credete?
Che programma avete per domani? Restate qui.
- Cara, mi interrompi sempre. - Scusami. Ora andiamo.
Continua, dicevi che il futuro non comincer� mai. Andiamo?
Si sieda.
Chiss� cosa ci aspetta! Forse i nostri privilegi saranno travolti.
Forse sar� un bene. S�, sar� un bene.
Quando ero giovane, vedevo un mondo cos� nella mia immaginazione
e mi sono messo a lavorare pensando a un futuro simile.
Beve qualcosa?
- Un cognac. - Cesare!
E' da stamattina che lo guarda proprio negli occhi.
Forse trova qualche rassomiglianza, oppure aspetta che si svegli.
Chi capisce i gatti?
Un bicchiere di vino bianco.
- Allontanati, per piacere. - Perch�? - Allontanati.
Scusi un momento.
Guarda chi si vede! Caro Guido, come stai?
- Sei dimagrito! - Trovi? - Cosa hai fatto?
- Mi trova qualcuno che giochi con me? - Io non vado bene?
- No, troppo vecchio. - Se gioco con lei, certamente ringiovanisco.
- Io non voglio ringiovanire. - Perch�?
- Mi dica perch�. - Avrei vinto.
Per vincere il portacipria deve arrivare in uno di questi quadrati.
Cosa ci giochiamo?
Ognuno pensa quello che vuole vincere, poi lo diciamo alla fine.
- Io mi chiamo Valentina. - Perde spesso a questo gioco?
- L'ho inventato adesso. Una volta ho perso tutto. - Che gioco era?
Stabiliamo che bisogna fare almeno 7 centri.
Io sono venuto per parlare con lei.
- Bel colpo, ma senza cuore. - Eh, s�.
- Ho paura. - Coraggio!
- Questo ha troppo cuore. - Voglio vedere lei adesso.
- Uno per me! - Ora tiro io, calma!
S�.
Sono stato esagerato!
- E' saltata via la pietra. - Davvero? Mi dispiace.
Accidenti, mi dispiace proprio. Non pu� essere andata lontano!
E' saltata via qui!
- Pu� essere andata in giardino. - Buona questa!
Non importa, era un rubino vero.
- Si diverte molto a fare la cinica? - No.
Ora lo mando in quel quadrato l�! E' difficile!
- Tiro? - Tira! - Ecco!
Per� ci � mancato pochissimo!
20.000 per Pontano!
- 30.000 per Pontano! - No, ora esagerate!
- 60.000 per Pontano! - No, se fate cos�, non gioco!
Lei si preoccupa solo di chi perde. Tipico degli intellettuali.
Egoisti, ma pieni di piet�.
Lo trovo offensivo. Non voglio sentirmi un cavallo.
RISATE
Avanti, c'� un altro cavallo pi� fresco?
> Eccolo!
Vorrei avere notizie del signor Garrani.
Stanza 103.
Quando?
Dieci minuti fa?
Sua madre era l�?
VOCIO ALLEGRO
Valentina.
Sono un po' deluso.
- Da me. - S�.
Come posso riparare?
Vogliamo leggere qualche pagina insieme?
Sarebbe un modo per stare pi� vicini.
- Ha molto bisogno d'affetto? - Lei no?
Sa che ha un credito verso di me? Mi sono ritirato.
Mi lasci gustare ancora per un po' questo credito.
Lo ricordi, per�.
lo ho I'impressione di dimenticare ogni giorno qualcosa.
- Arrivederci. Ci sentiamo domani. < S�, cara.
< Ignazio, vai via anche tu? Cattivone!
< Grazie per la bella serata, ma � tardi e voi dovete andare a dormire.
Io non vado a dormire, � lui che si alza presto.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Buonanotte, pap�. - Ciao, cara.
Gi�.
Vogliamo fare due chiacchiere?
- Ignazio, ti aspetto domani sera. - Certo.
- Mamma... - Dimmi, tesoro.
Pontano, volevo farle una proposta.
- Mi serve un uomo come lei. - Per cosa?
Ho un programma culturale per i miei dipendenti.
Vorrei svecchiare la mia azienda,
mi sono accorto che non c'� comunicazione fra capi e operai.
Sa perch�? Non conoscono la storia della ditta
e non sanno niente di me che I'ho fondata!
Voglio costituire una direzione della stampa,
della pubblicit� e delle relazioni con il pubblico.
Ma soprattutto delle relazioni interne.
Vorrei fare una pubblicazione sulla storia della nostra azienda.
- Dovrei scriverla io? - S�, non solo questo.
- Vorrei che diventasse un nostro dirigente. - E' un impiego fisso?
Certo, non le piacerebbe stare con noi e vivere la vita dell'azienda?
Scusi, quanto guadagna lei attualmente?
Sua moglie � di famiglia ricca, vero?
Lei � ben informato, ma anch'io ho qualcosa di mio.
- Faccio molte pubblicazioni sui giornali... - Ho capito.
Non le piacerebbe essere indipendente?
Indipendente in che senso?
Ci pensi, Pontano. Ci pensi.
Ricordi che la mia ditta persegue una politica di alti salari.
Guardate cosa mi ha regalato mia cugina che � tornata dall'America.
- Un borsellino con un dollaro! - Guarda dove arriva il dollaro!
Cosa fa l� tutta sola, signora Pontano?
PAROLE NON UDIBILI
Per�, questi scrittori, eh?
RISATE E VOCIO IN LONTANANZA
E' bello qui, vero?
Giovanni...
Vengo subito.
MUSICA DA BALLO
Quel diavolo di Querida � scappato e non sono riuscito a prenderlo.
Hai sbagliato, se non rimanevi dietro, avresti vinto facilmente.
Erano ordini di scuderia.
- Avete visto passare la signorina? - Io no. - Neanch'io.
Lei balla?
S�.
- Lei non sa ballare! - No.
RUMORE DI PIOGGIA
Ma sei matto?
Ah!
RISATE
Guarda quella!
Non lo fare, ti sentirai male!
(LIDIA) Anch'io!
Non faccia sciocchezze.
- Dove mi porta? - Salga.
< Ciao, Nin�, sei un fiore.
Angelo, porta delle candele, per favore!
Toccami, sono tutta bagnata.
TUONI
Giulio, dove sei?
Pontano, dove va? Perch� non parliamo mai noi due?
- Mi racconti qualcosa. - S�, pi� tardi.
- Le rimbocco le coperte e le racconto una favola. - Ora.
Pi� tardi.
Le racconto la storia di un eremita intellettuale
che per anni si era nutrito di rugiada, poi scese in citt�,
gli fecero assaggiare del vino e divent� alcolizzato. Le piace?
S�, ma vorrei una storia vera successa a lei realmente.
Me ne succedono di peggio.
- Vorrei capire cosa pensa uno scrittore. - Gi�.
- Come si chiama lei? - Maria Teresa, per gli amici Resy.
- Resy, vuol capire solo gli intellettuali? - Anche gli altri.
Allora avr� molto da fare.
A pi� tardi.
PAROLE NON UDIBILI. RUMORE DELLA PIOGGIA.
Mi scusi, non posso.
Non distruggo i focolari domestici. Almeno in questo sono saggia.
Adesso vai da tua moglie e ci resti tutta la serata.
E' stata mia moglie a mandarmi da te prima.
E' lo stesso, mi paghi il tuo debito cos�.
E' troppo buio, dove la trovo adesso?
Stasera ero molto triste, poi giocando con te mi era passata.
Adesso mi sta ricominciando.
E' come la tristezza di un cane.
Hai una sigaretta?
- Fumo il sigaro. - Scusa, torno subito.
- Angelo. - S�, signorina.
- Porta altre candele. - Va bene, signorina.
Dovremmo dirci qualcosa di pi�.
Sarebbe naturale, ma...
lo credo che I'amore limiti una persona.
E' qualcosa di sbagliato, che fa il vuoto intorno.
Ma non dentro. Anche nei romanzi tornano di moda i sentimenti.
- Ho capito, stasera stai lavorando. - No.
Credo di non essere neanche pi� capace di scrivere.
Non cosa scrivere, ma come scrivere.
Si chiama crisi, siamo in molti ad averla, ma per me si tratta...
di una cosa segreta che tocca tutta la mia vita.
Sei un uomo debole, come me.
Perch� mi dici queste cose? Potrei non capirti.
In fondo... a me piace il golf,
il tennis, le macchine,
i party.
Non c'� altro? Non c'� altro che ti piace?
S�.
Tutto.
(VALENTINA) Mi aiuti?
- Prometti di non prendermi in giro? - Prometto.
(DAL REGISTRATORE) Dal salone venivano i dialoghi di un film
trasmesso alla televisione.
"Se io fossi in te, Jim, non lo farei."
Dopo questa frase c'� stato un lungo guaito di un cane.
Perfetto in una parabola che si chiudeva come in un grande dolore.
Poi mi parve di sentire un aereo, invece venne il silenzio
e io ne ero molto contenta.
Il parco � pieno di silenzio, � fatto di rumore.
Se metti un orecchio contro la corteccia di un albero,
alla fine senti un rumore.
Forse dipende da noi, ma io preferisco pensare che sia I'albero.
In quel silenzio ci sono stati dei colpi strani
che disturbavano il paesaggio sonoro intorno a me.
Io non volevo udirlo, ho chiuso la finestra, ma quelli continuavano.
Mi sembrava di impazzire.
Io non vorrei udire i suoni inutili.
Vorrei poterli scegliere durante la giornata.
Cos� le voci, le parole. Quante parole non vorrei ascoltare.
Ma non puoi sottrarti, non puoi fare altro che subirle.
Come subisci le onde del mare quando ti distendi a fare il morto.
INTERROMPE LA REGISTRAZIONE
Me la fai risentire?
SILENZIO
- Ho cancellato, tutte sciocchezze. - Perch� fai cos�?
Perch� la mia non � una vocazione irresistibile.
Mia madre dice che stare in casa tutto il giorno a scrivere
- fa male alla pelle. - E' un peccato sprecare I'intelligenza.
Io non sono intelligente, sono "sveglia". E' diverso.
Mi basta guardare le cose, non ho bisogno di scriverle.
L'anno scorso siamo andati negli Stati Uniti a vedere Giulia.
- Chi � Giulia? - Il ciclone.
Valentina, probabilmente ci vedremo spesso.
Tuo padre mi ha offerto di lavorare nella sua azienda.
L'anno scorso mi sembrava di essere innamorata di uno, ma...
Non so, devo essere fatta male. Con il tempo mi calmer�.
Ma tutte le volte che ho cercato di comunicare con qualcuno...
I'amore � andato via.
- E' in quell'occasione che hai perso tutto? - No.
Perch� vuoi metterti con mio padre? Tu non hai bisogno di soldi.
Credi?
Tu hai bisogno di una ragazza per ricominciare.
Non di una ragazza.
Di te.
- Non aver paura. - Io non ho paura.
Lo vedi? E' assurdo.
VOCI IN LONTANANZA
Come si fa a dormire quando si � con la gente?
- Pu� sempre succedere qualcosa. - Non succede mai niente.
Lo so, ma io non voglio neanche pensare di perdere tempo.
Accidenti, ragazzi. Mi fate venire I'infarto.
Si venga ad asciugare in camera mia.
- Ciao, Roberto! - Buonanotte.
Non sia prosaica! Un panino al prosciutto!
Sa che la tartaruga di D'Annunzio mor� per indigestione di tuberose?
E' vero! Non mi crede, eh?
(VALENTINA) Prendo un asciugamano.
Si tolga il vestito, � fradicio.
Senta, Valentina. Si chiama cos�, no?
Non mi piacciono queste premure, dica liberamente che pensa.
Ma per favore, lasciamo perdere quest'aria di complicit�.
- Non mi sembra nel suo carattere. - Io non penso niente.
Faccia come vuole, si asciughi o non si asciughi.
- Il nostro scrittore non beve? - (GIOVANNl) No, grazie.
Un giorno, I'anno scorso a Venezia,
ho invitato quello scrittore americano... come si chiama?
- Quello che ammazza gli elefanti! - (GlOVANNl) Hemingway. - Esatto.
Accidenti che uomo! Quello � un vero artista!
Quando gli ho detto che mi piaceva e che volevo andarlo a trovare
nella sua fattoria a Cuba,
mi ha risposto: "Se mi viene a trovare, io le sparo!"
E' uno che conosce bene il suo mestiere.
Guadagna quello che vuole, milioni di dollari!
Non sono da buttare via neanche per un intellettuale!
E' difficile stabilire cosa sia da buttare per un intellettuale.
I soldi non si buttano mai via.
Il nostro tempo � antifilosofico e vile.
Non ha il coraggio di dire ci� che ha valore e ci� che non ne ha.
E la democrazia, in parole semplici, significa "fai quello che accade".
Queste parole sono di uno scrittore che amo, ma dette qui fanno orrore.
- Perch�? - Questo signore le ha dette con compiacimento,
I'autore invece con disperazione.
Quello che conta � quello che si dice, non le intenzioni!
- Devo raccontarti i fatti o evitiamo? - Evitiamo.
Meglio, le confessioni non sono la mia specialit�.
Mi domando cosa sia la mia specialit�.
L'amore no. I vizi nemmeno.
Sono piena di vizi, ma non ne pratico nessuno.
Non mi piace neanche il whisky.
Io invece credo di aver trovato il vizio che mi piace.
E' caldo, � buono.
- Quanti anni hai? - 22.
E molti, molti mesi.
Tu non sai cosa significa sentirsi addosso tutti gli anni
e non capirli pi�.
Stasera vorrei solo morire, te lo giuro.
Almeno finirebbe questa angoscia e comincerebbe qualcosa di nuovo.
Magari niente.
Gi�, magari niente.
- Andiamo via. - Dove vuoi andare? Non � meglio...
Non c'era gelosia in quello che ti ho detto prima.
Neanche un po'.
Il guaio � tutto qui.
(GlOVANNl) Spero che ci rivedremo.
- Mi invitate a casa vostra? - Quando tornerai dalle vacanze.
Ci rivedremo a settembre.
Torner� molto tardi quest'anno. Molto tardi.
Mi avete ridotto uno straccio questa sera voi due.
(LIDIA) Passiamo di qua, ti dispiace?
PIANTO
Non ti preoccupare, io piango solo per delle sciocchezze.
Vuoi ridere? II padre di Valentina mi ha chiesto di lavorare per lui.
- Mi offre un posto importante. - E tu?
- Credo che rifiuter�. - Perch�?
E' una buona occasione, cos� potresti avere una vita pi� tua.
Prima ho telefonato in clinica. Tommaso � morto.
Prima quando? Perch� non me I'hai detto?
Stavi giocando.
Era veramente un buon amico per te?
Per me era molto di pi�.
Mi attribuiva un'intelligenza e mi dava una forza che io non ho.
Ma lui credeva che io I'avessi e mi costringeva a crederci.
Quanti giorni ha passato vicino a me
seduto a un tavolino per farmi studiare!
Non ne avevo nessuna voglia,
ero cos� chiusa nei miei piccoli problemi!
Lui insisteva, mi ossessionava.
Sono arrivata a detestarlo per questo.
Mai una volta che mi parlasse di lui.
Sempre io, io, io!
E io che non capivo niente.
Non mi rendevo conto.
Si � ridicoli da giovani con quella assurda spavalderia.
Sembra che niente debba finire.
Invece tu hai cominciato subito a parlarmi di te. Era una cosa nuova.
Ero cos� contenta che nient'altro al mondo sentivo con pi� dolcezza.
Forse perch� ti amavo. Amavo te, non lui.
Cos� la sua adorazione mi stancava.
Anche se tu ne eri lusingato. Non � cos�?
S�, ma non molto. Era un uomo cos� indifeso.
Se stasera ho voglia di morire, � perch� non ti amo pi�.
Sono disperata per questo.
Vorrei essere gi� vecchia per averti dedicato tutta la mia vita.
Vorrei non esistere pi� perch� non posso pi� amarti.
Ecco, questo � il pensiero che mi � venuto...
mentre eravamo al night e tu ti annoiavi.
Se tu dici questo, se vorresti essere gi� morta,
vuol dire che mi vuoi ancora bene.
No, � soltanto piet�.
Non sono riuscito a darti niente, non mi sono reso conto di niente.
Ho buttato e continuo a buttare la mia vita come uno stupido.
Prendendo senza dare o senza dare abbastanza.
(GlOVANNl) Forse valgo poco, se � questo che vuoi dire, hai ragione.
(LIDIA) Passavo pomeriggi interi seduta su un letto a leggere.
Tommaso arrivava e mi trovava l�. Avrebbe anche potuto baciarmi.
Non I'avrei respinto... per noia.
Invece lui mi guardava e mi ascoltava mentre leggevo.
Tutti quei libri che non mi servivano a niente.
Ero sveltissima a leggere, 200 pagine al giorno.
(GlOVANNl) Non ti ho dato niente.
Soltanto oggi mi rendo conto che quello che si d� agli altri
finisce con il giovare a se stessi.
MUSICA IN LONTANANZA
Cosa sperano? Che il giorno venga su diverso se loro suonano?
Lidia, finiamo questo discorso.
Cerchiamo di restare attaccati a qualcosa di certo.
Io ti amo.
Io sono convinto di amarti ancora. Cosa vuoi che ti dica?
Torniamo a casa.
"Stamani tu dormivi ancora quando mi sono svegliato.
A poco a poco, uscendo dal sonno, ho sentito il tuo respiro leggero.
E attraverso i capelli che ti nascondevano il viso,
ho visto i tuoi occhi chiusi
e ho sentito la commozione salirmi alla gola.
Avevo voglia di gridare e svegliarti
perch� la tua stanchezza era troppo profonda e mortale.
Nella penombra, la pelle delle tue braccia e della tua gola era viva.
Io la sentivo tiepida e asciutta, volevo passarvi sopra le labbra,
ma il pensiero di poter turbare il tuo sonno
e di averti ancora sveglia tra le mie braccia, mi tratteneva.
Preferivo averti cos�, come una cosa che nessuno poteva togliermi
perch� ero il solo a possederla, una tua immagine per sempre.
Oltre il tuo volto,
vedevo qualcosa di pi� puro e di pi� profondo in cui mi specchiavo.
Vedevo te,
in una dimensione che comprendeva tutto il mio tempo da vivere.
Tutti gli anni futuri e anche quelli vissuti prima di conoscerti,
ma gi� preparato ad incontrarti.
Questo era il piccolo miracolo di un risveglio.
Sentire per la prima volta che tu mi appartenevi non solo in quel momento
e che la notte si prolungava per sempre accanto a te,
nel caldo del tuo sangue, dei tuoi pensieri,
della tua volont� che si confondeva con la mia.
Per un attimo ho capito quanto ti amavo, Lidia.
E' stata una sensazione cos� intensa
che ne ho avuto gli occhi pieni di lacrime.
Era perch� pensavo che questo non dovrebbe mai finire,
che tutta la nostra vita dovrebbe essere per me
come il risveglio di stamane.
Sentirti non mia, ma addirittura una parte di me.
Una cosa che respira con me e che niente potr� distruggere
se non la torpida indifferenza di un'abitudine
che vedo come I'unica minaccia.
Poi ti sei svegliata e ancora sorridendo nel sogno,
mi hai baciato e ho sentito che non dovevo temere niente,
che noi saremo sempre come in quel momento.
Uniti da qualcosa che � pi� forte del tempo e dell'abitudine."
Di chi � questa lettera?
E' tua.
No...
No!
No! No!
Non ti amo pi�! Non ti amo pi�!
Anche tu non mi ami pi�!
Stai zitta. Stai zitta! Stai zitta!
- Dillo. Dillo! - No, non lo dico. Non lo dico!
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