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Signore e signori...
vi ringrazio per essere qui oggi.
Signor Eiffel,
ciò che ha fatto per l'America,
l'America non lo dimenticherà mai.
Con modestia, lei afferma di aver progettato soltanto la struttura interna
della Statua della Libertà,
ma è esattamente quell'ossatura
che permetterà alla statua di resistere a mille venti,
a qualsivoglia tempesta
e di essere ancora lì tra 100 anni.
Molto più di 100 anni.
In nome del popolo americano e dei suoi valori,
la nomino cittadino onorario degli Stati Uniti d'America.
- Papà, devo parlarti di una cosa. - lndovino, lasci Legge per le Belle Arti?
Vorrei sposarmi.
Come?
Vorrei sposarmi.
Sì, è normale. Un giorno succederà.
Tieni, mangia. Prendi altre ostriche.
Lo iodio fa bene alla salute. Fa bene allo sviluppo...
- Ah, Jean, hai mangiato? - No, non ancora.
- Hai i giornali? - Sì, certo.
Dell'onorificenza ne parlano? Le foto?
Non so, non ho avuto modo di leggerli.
Dodici Fine de Claire per lui.
Tieni, devi firmare questo.
Papà, possiamo parlare seriamente?
Devi rinegoziare. Non lo pago.
Hai pensato all'esposizione universale? Al monumento?
No, non ricominciare. A me interessa la metro. Claire, diglielo che è moderna.
La metropolitana è moderna.
Il contratto buono è quello del monumento. Ti darà prestigio.
Un monumento emoziona.
Prestigio.
Non capisco perché costruire una cosa inutile che smonteranno.
- Ah, è temporaneo? - Vent'anni.
C'è il progetto di Koechlin e Nougier già pronto.
Quelli che ci corteggiano da oltre un mese? Scherzi?
Vi lascio da soli.
Ma... tesoro, tu volevi parlarmi.
Non preoccuparti.
È cambiata tanto, tua figlia.
È diventata una donna.
Trovi?
- Come va? - Bene, signore.
Koechlin e Nougier sono venuti con la bozza?
- Sì, è tutto pronto. - Ho un quarto d'ora.
Lo so. Lo so.
Ciao, Maurice.
È orribile.
Ha quattro piedi.
Quattro o 12, è orribile comunque.
Stando ai calcoli, possiamo arrivare a 200 metri.
L'obelisco di Washington è alto appena 169 metri.
- È una gara a chi va più in alto? - Sarebbe bello, se vincessimo.
Bene, impacchettate il pilone e tornate al lavoro.
La cosa migliore è fare qualcosa di utile che resterà dopo di noi. Grazie.
- Grazie anche a te. - Grazie.
Bene. Quello nuovo ti sembra allegro o cretino?
In realtà non l'ho ancora capito.
Sollecita per la metro.
La città di Parigi e il governo non sono d'accordo.
Avviciniamo il Ministro del Commercio.
È complicato. Come pensi di fare?
Aspetta, guarda.
Antoine de Restac.
Frequentavamo i corsi a Sainte-Barbe.
Guarda, ora è un giornalista ed è molto vicino al Ministro.
Ci serve lui.
Lo conosci bene? Eravate molto amici?
Ci piacevano le ragazze e la birra. Le portavamo nel collegio.
- Forza, posizionatelo. - Chi, le ragazze?
- No. Le incontravamo fuori. - Organizzo un incontro.
Ottimo.
Allora, i risultati dei test sono incoraggianti?
Con meno di 12.000 chili, il ponte si è flesso di 20 millimetri
- ed è tornato in posizione. - Molto bene.
Alla nostra.
Alla salute, vecchio mio.
- Te lo ricordi? - Molto bene.
Ascolta. E a Puteaux, inoltre.
Per il piacere dei borghesi di Neuilly. Con i calessi e tutto quel fracasso.
E gli altri... la gente vera, che lavora, come va a vedere quella cosa?
- Come ci arriva? - Con la tua metropolitana!
- Esattamente! - Mi sei mancato, vecchio mio!
Tieni.
- Ne mancano molti? - È l'ultimo.
Ho mal di testa. Chiedi di cercarmi il bicarbonato.
- Certo. - Vorrei parlarti.
Sì... Lo so, sì, vuoi sposarti, ma non è dato sapere con chi.
- Con Adolphe. - Adolphe? Non conosco nessun Adolphe.
- Adolphe Salles. - Non so chi sia Adolphe Salles.
Non è affatto un cognome facile. "Signora Salles".
Smettila.
- Perché c'è anche lui? - Perché è lui.
Quello nuovo?
Sposerai il ragazzo nuovo?
Ma... Aspetta... Dammi dell'acqua. Prendo il bicarbonato.
Se avessi detto che ero innamorata di qualcuno,
l'avresti assunto per conoscerlo. Ho risparmiato tempo, è già assunto.
Mi hai incastrato.
Lavora per te da sette mesi, direi che va bene.
Sei diabolica, eh? Ne eri al corrente?
No.
Bene, ci vuole del cognac.
Bisogna brindare, allora. Che posso dirvi? Sei un po' strana, però.
- Si brinda. - Al nuovo e alla signora "nuovo".
Fermo!
No! Aspettate.
Bambini! Calmatevi. No, smettetela.
Per favore, è tardi. Basta!
Dov'è Albert?
Albert! No, Albert, ora basta. Togliamo la maschera.
Andiamo. Églantine, aiutami. Avanti, bambini, basta così. È tardi.
- Smettetela, basta. Venite con me. - Tieni. La maschera.
Non è ancora ora.
Ciao. Claire. Per un Ministro oro o argento?
- Non conosco il Ministro, papà. - Beh, tua madre quale avrebbe scelto?
- Oro. - E oro sia.
Le sarebbe piaciuto anche Adolphe.
- Sicura? - Sì.
Scusate.
Il Ministro è arrivato.
È con il suo capo di gabinetto. Per noi è un bene. Ottimo.
Sei agitato? - No. Tu?
No. Gli attimi prima di un incontro sono quelli che preferisco.
- Finalmente ho il piacere di conoscerla. - Signor Ministro.
Il Ministro della Difesa mi ha parlato moltissimo dei suoi ponti smontabili.
- Sono preziosi in lndocina. - Ah, l'lndocina.
- Charles Bérard, il capo di gabinetto. - Molto lieto. Gustave Eiffel.
Il mago del ferro.
Oh, il mago. Come sa, non lavoro da solo...
- Vieni, ti presento mia moglie. - Scusate.
Adrienne...
ti presento Gustave.
Buonasera, Antoine. - Oh, buonasera. Come va?
- Bene. Vi conoscete? - Piacere.
Molto lieto.
Buonasera.
Buonasera.
Signor Ministro, signore e signori,
siete pregati di recarvi nella sala da pranzo.
Andiamo a mangiare.
- Eiffel? - Sì? Mi dica.
Antoine mi ha detto che ha delle idee sull'oggetto del concorso.
Sono più concentrate sulla metropolitana.
Ma questo non fa sognare nessuno.
Dopo la sconfitta di Sedan, alla Francia serve qualcosa di simile a ciò
che ha fatto per gli americani. La Statua della Libertà è un simbolo magnifico.
È di Bartholdi, signor Ministro.
Ma se sta in piedi è solo grazie a te.
Mia cara Adrienne, qual è il suo pensiero?
La vedo come il signor Ministro.
Dobbiamo essere più liberi.
E più audaci.
Dimentichi la metropolitana!
Per la Francia deve rappresentare una rivalsa.
È questo che vorrei. Una colonna di granito, francamente, è triste.
- Ha ragione, la penso come lui. - Pensi più in grande. Con stile.
Una torre.
Trecento metri.
Trecento metri?
In ferro?
Interamente in ferro.
Ma a una condizione:
la costruiremo in pieno centro,
affinché tutti possano vederla e goderne.
I borghesi, così come gli operai.
Le grandi famiglie e la gente semplice.
Dobbiamo unificarci, basta con i limiti.
Questo è moderno.
Oh, ma è meraviglioso!
Finalmente abbiamo un buon progetto. È questo che serve.
Potevi avvertirmi.
È sempre stato così, imprevedibile.
Ti accompagniamo?
- Grazie, ma preferisco camminare. - Vado a prendere l'auto. È un prototipo.
Guardami.
Speravo di non vederla mai più.
Grazie.
Cosa stai facendo?
Hai dormito qui?
Ho venduto la torre.
Che vuoi dire?
Compriamo il progetto di Koechlin e Nougier.
Come? Di cosa stai parlando?
Sarà alta 300 metri.
Puoi procurarti del caffè?
La decisione è presa.
Adesso ci provo io.
Oh! Che ci fai qui?
Non ti vedo per vent'anni e ora ti trovo ovunque.
Oh, sì, è...
È che non esco mai. Mi fa bene un po' d'aria.
- Lo sai che abito lì? - Davvero?
- Sì. - No, non lo sapevo.
Beviamo qualcosa.
Coraggio, vieni.
- D'accordo. - Andiamo.
Incredibile.
È un peccato che Adrienne non ci sia. Ti ammira molto.
- Ah, sì? - Ha anche letto un tuo libro tecnico.
Sono lusingato. È davvero incantevole.
È una donna magnifica. È curiosa e si interessa a tutto.
Avrebbe potuto fare grandi cose.
Puoi scusarmi un momento? Torno subito. Accomodati.
- Che bella casa. - Grazie.
Gustave, che fai qui?
Mi sono perso.
Aiutatemi!
Ehi! Aiutatemi!
Coraggio, ragazzi, andiamogli incontro.
- Vi serve una mano? Ce l'avete fatta. - Come sta? Respira?
Serve acqua!
Non doveva tuffarsi!
Con più legno faremmo le impalcature più larghe e nessuno cadrebbe in acqua.
Gliel'ho già detto 20 volte: devo rientrare nel budget.
Ecco, ho l'acqua.
E a me servono i miei operai.
Il suo operaio è vivo, no? La smetta di tediarmi con il legno.
- Me ne occuperò io stesso. - Non esageri.
E vada a cambiarsi. Non è il momento di ammalarsi.
Vai.
- Devo vedere il signor Bourgès. - Ha un appuntamento?
No, ma è urgente. Riguarda il ponte.
Mi segua, prego. Da questa parte.
Si sposti!
Ah, no.
No, non ricominciamo, per favore.
- Sono a mio agio coi pantaloni. - Sai che è proibito.
Verrai a trovarmi in prigione?
- Oh, fai la brava. Cambiati. - Ma io sono bravissima, papà.
Signor Bourgès?
- Che cosa vuole? - Sono qui per le impalcature.
- Le impalcature? - Sì, quelle del ponte.
Il ponte? Ma lei chi è?
Gustave Eiffel.
- Eiffel, che piacere. - Piacere.
- Si parla di lei da questa mattina. - È perché manca il legno. Ne serve molto.
- Oh, bene, ne parlo con Pawels. - No, serve subito.
Davvero.
Può restare a pranzo con noi, allora. Così ne parleremo con calma.
- D'accordo? - No.
Perfetto. Georges, aggiunga un posto a tavola!
Grazie, non sono qui per mangiare, ma solo per il legno.
Complimenti per stamattina.
- Nella Garonna e con la corrente... - E non ha esitato un istante a tuffarsi.
Si è tuffato nella Garonna?
Dunque, pare lo sappiano tutti tranne me. Ce lo racconti.
Uno dei miei operai è caduto da un'impalcatura del cantiere.
Uno dei suoi operai?
Sono il responsabile della costruzione della passerella metallica.
È un merletto in ferro! lo l'ho vista, è portentosa.
Io la trovo brutta.
È moderna.
E poi l'ha deciso il sindaco.
È un'opera imponente per un giovane ingegnere.
Non l'ho ideata da solo, però dirigo i lavori.
E comunque, Pawels mi ha raccontato che questo giovane ha un metodo rivoluzionario
basato sui martinetti idraulici.
È un sistema semplice che permette di fissare il ponte sul letto del fiume
affinché sia perfettamente stabile malgrado la leggerezza della struttura.
Quindi è un ingegnere?
Sì.
- Sa costruire di tutto, allora. - Di tutto no, ma parecchie cose.
- E dove ha imparato a nuotare? - Al collegio Sainte-Barbe.
E cosa faceva lì?
Mi preparavo per l'École Polytechnique, ma mi ha preso la Centrale.
Cercano nuotatori provetti, alla Centrale!
A dire il vero, la prova di primo soccorso andò male.
L'uomo che dovevo salvare annegò e morì.
Ma il mio tuffo non passò inosservato.
Avevo le braccia allineate e mi ammisero.
È divertente.
È spiritoso, il nostro ingegnere. Molto.
E in più ha zittito Edmond.
Adesso sì che è l'eroe del giorno.
Signor Bourgès, le impalcature sono strette.
L'operaio è caduto per questo.
Ci occorre più legno, davvero.
Papà, hai sentito?
Se poco legno salva delle vite, puoi essere un eroe anche tu.
Si annoia?
Oh, no, affatto, ma c'è il cantiere.
Ah, sì, non penso mai che c'è chi lavora.
Vuole venire al mio compleanno?
- Oh, non lo so. - Troverà anche legno e ferro, promesso.
E i tavoli e le posate?
Esatto.
Allora, in tal caso, verrò. Buona giornata, signorina.
Buona giornata.
C'ero anch'io lì, stamattina.
L'ho vista salvare quell'uomo.
No, è mia!
- Gioca anche il signor Eiffel. - Bene, benvenuto.
Su, avanti. Si comincia.
Come ho fatto a perdere? La sedia era qui.
- Signor Eiffel! - Mi scusi.
- Siamo pari. Resti lei. - Oh, no, resti lei.
Sì. È il gioco, no?
Chi vuole un gelato? Vaniglia e fragola. Volete un gelato? Servitevi!
- Non le piace il gelato? - Sì, certo.
- Com'è serio. - Le dispiace?
No, affatto.
Tenga.
È per lei.
Grazie.
Era meglio un ventaglio o un fazzoletto?
Un fazzoletto, sì.
Mi piace il suo regalo.
È diverso da tutti gli altri.
Come lei.
- Come me? - Sì, lei.
Lei è diverso.
Grazie.
Buon compleanno!
Scusi. - Adrienne, venite qui!
Vogliamo la festeggiata!
- Eccomi. - Avanti. Ti stanno aspettando tutti.
- Buonasera. - Buonasera.
Venga, entri.
- Vuole sedersi? - No, grazie.
Sa, ho letto il suo libro.
- Adrienne... - Sì?
Perché è venuta qui?
- Il giorno del mio compleanno... - Lo so, ci siamo fraintesi.
- Desolato. - No.
- Cioè, va bene, ma... - Mi scusi.
- No, sono io a essere desolata. - Lo siamo in due, allora.
- Mi prende in giro? - No.
Lei è molto...
affascinante.
Affascinante?
Ascolti, ci sarà un altro compleanno
con la stessa musica, i gelati alla fragola
e un uomo che avrà girato del mondo in mongolfiera. E anche lui sarà diverso.
Lo inviterà, ci giocherà e lei sarà quello che è...
Una bellissima bambina viziata.
È questo che pensa di me?
Non mi va di giocare.
Adrienne!
Adrienne!
Che sta facendo?
Sto giocando.
Sono mortificata.
Avanti, venga. Venga.
Ecco, deve sistemarla Sauvestre.
Che disegni delle balconate e gallerie meno strette. Che non tocchi la forma.
D'accordo.
Hai visto? È uscito. Due pagine sul tuo progetto sul Figaro.
Bravo.
Perché lo dici a me? Non sarò io a costruire un'enorme torre, ma tu.
Allora grazie.
L'ha scritto lui.
Non ricordo che cosa gli ho promesso.
Corrompi i tuoi colleghi perché parlino di me?
Si fa il possibile. E non sai ancora tutto.
Vinceremo il concorso.
Alphand ci sostiene, ma dobbiamo convincere il resto della commissione.
Il mio sarto è laggiù. È il migliore di Parigi. Conquisterai tutti.
È una commissione è di uomini.
Sì, ma danno retta alle mogli.
Non sono che un uomo con un'idea più grande di lui.
E vi sto chiedendo soltanto di lasciarmela realizzare.
Questa torre, signori,
non rappresenta la gloria di un uomo o la sua fama,
ma Parigi.
Il suo prestigio, il suo ruolo nel mondo.
E forse anche la sua anima.
Immaginate una torre che punta verso il cielo e che attira l'attenzione.
Una sfida alla gravità, agli elementi e alla nostra natura umana.
Questa torre, signori, è la sicurezza ritrovata
di una nazione che solleva la testa dopo tanto sangue e lacrime.
Ma non ha paura che un tale mastodonte faccia fuggire i turisti da Parigi?
Al contrario.
I turisti accorreranno a migliaia.
Dall'Europa e dal Nuovo Mondo.
E inoltre, ci si cenerà e ci si danzerà.
E come risolverà la questione del terreno?
Così vicina alla Senna, il capolavoro affonderà
e metterà in pericolo i dintorni.
Certo, comprendo la sua preoccupazione.
A inizio carriera, più di 20 anni fa, a Bordeaux, un ponte di ferro
mi ha sottoposto alla stessa sfida.
Fu allora che inventammo i cassoni a tenuta stagna.
Abbiamo già esaminato il terreno.
Il lato dell'accademia militare è calcareo ma quello della Senna... ha ragione.
È il vecchio letto del fiume, c'è fango, è molle, non ci sono punti d'appoggio,
ma ne costruiremo uno.
Entreranno in gioco i cassoni a base libera.
Noi scaveremo, i cassoni affonderanno
e l'acqua tenderà a risalire.
Quindi, li riempiremo di aria compressa
tramite un condotto che farà pressione respingendo l'acqua del fiume.
Potremo continuare a scavare, espelleremo i detriti tramite un passaggio
e cementeremo creando le fondamenta.
Questa tecnica ci permetterà di attuare un ancoraggio perfetto.
Indipendentemente dal terreno, dal peso, o dalla forma dell'opera.
E naturalmente, signori, non si corrono pericoli.
Mai avuto problemi.
Bene, signori, vi verrà proposta una dimostrazione pratica al pian terreno,
per poter constatare la solidità e la forza di resistenza della torre.
Non sapevo avessi lavorato a Bordeaux.
Sì, il tempo di costruire un ponte.
- Quanti anni avevi? - 26? 28?
Hai conosciuto la famiglia di Adrienne, allora. I Bourgès.
- No. Assolutamente no. - Oh, bene.
Signori, per la vostra sicurezza, fate un passo indietro.
Vai pure.
I parafulmini sono nella falda freatica. Il fulmine può colpirli quanto vuole.
Ed ecco il rame che scaricherà il fulmine a terra
e che verrà fissato lungo la struttura.
Passiamo ora alla resistenza al vento e alle intemperie. Via.
Il getto d'acqua equivale a venti a 350 km/h.
La struttura reticolare è stata concepita per ridurre la pressione del vento.
Da notare, inoltre, la curvatura dei lati.
È come se l'avesse plasmata il vento.
In effetti, la curvatura così riprodotta è quella che può produrre il vento.
Sappiate che i pezzi della torre saranno preassemblati qui a Levallois-Perret.
Se monterà gli elementi separatamente, come assicurerà la giunzione
dei quattro piedi che sono alla base a 60 metri di altezza?
Ha ragione, bella domanda.
È la parte più delicata del progetto. Ve la mostro, guardate.
Avvicinatevi.
I pilastri saranno dotati di un martinetto idraulico provvisorio
e le travi saranno rette da un pistone.
Facendo uscire la sabbia...
il pilastro si inclinerà.
Ma grazie al martinetto in basso, il pilastro salirà.
In questo modo, regoleremo la posizione come se avessimo una livella.
Le travi potranno allinearsi, permettendo così la creazione del primo piano.
- Ha una risposta a tutto? - Ho imparato a diffidare delle sorprese.
Santo cielo, una ghigliottina come simbolo della Repubblica.
- Mette i brividi. - Hanno osato.
L'ospedale militare mi piace.
È carino.
Un globo per rappresentare un'esposizione universale è coerente.
Non lo trovo elegante, ma sì.
Quanto a questa, è... sorprendente.
Spero che Parigi ce la risparmi.
Il famoso faro.
È il suo avversario principale.
Carino anche quello.
Oh, eccolo.
Gustave!
Buongiorno.
È molto agitata anche lei.
È un'attesa insopportabile.
- Claire, mia figlia e collaboratrice. - Buongiorno.
- Sarà fiera di suo padre, signorina. - Sì, spesso.
E io lo sono di lei sempre.
È incantevole, Claire.
- Posso chiamarla Claire? - Certamente.
Il tuo primo avversario è Bourdais. Il Presidente adora il suo Trocadéro.
- Buongiorno. - Buongiorno.
E del faro cosa pensa?
Se il problema fosse quello, potresti aggiungerne uno alla tua torre.
- Vi prendo un po' di champagne? - No, è presto, resta con noi.
Signore e signori, la giuria sta per procedere all'annuncio del verdetto.
Andiamo.
Su, venite. Non ci vorrà molto, non vi preoccupate. Capito?
Signore e signori...
dopo aver presentato ai membri della giuria
i diversi progetti partecipanti al concorso per l'esposizione universale
e illustrati loro tutti i dettagli,
è stato scelto...
con nove voti contro quattro,
il progetto della torre di 300 metri proposta dalla fabbrica Eiffel.
- Bravo. - Grazie.
Bravo.
Grazie.
Questa vittoria è la vostra!
È grazie a voi che la fabbrica Eiffel potrà fare un'esperienza unica al mondo.
Ciò che stiamo per fare, non è mai stato tentato.
I vostri figli ricorderanno con orgoglio il vostro lavoro qui.
Noi costruiremo un sogno. Tutti insieme!
- Quello nuovo, dov'è? - Eccomi.
- Si occuperà delle assunzioni. - Ne serviranno almeno mille?
No, 300 basteranno. Voglio assemblatori e carpentieri esperti.
Savoiardi, equilibristi. E pellerossa, al bisogno.
Servono uomini di buona volontà e che non soffrano di vertigini.
- Nougier! - Sì?
Nougier, faccia rifare i calcoli da quattro ingegneri diversi.
Dell'X, della Centrale, di Mines e della Ponts. Non dovremo usare neanche una lima.
Un disegno dei pezzi a grandezza naturale.
E un modello preciso al millimetro. Voglio risolvere i problemi qui, non sul posto.
E la priorità delle priorità è la sicurezza.
Attrezzi che cadono, freddo, vento... Non voglio neanche un morto in cantiere.
Al lavoro. Si comincia!
- Buongiorno. - Buona giornata.
Eiffel, sarà lei ad aprire le danze.
Signora.
Ci guardano, Gustave.
Fingiamo di parlare, ti prego.
I suoi genitori stanno bene?
Non saprei dirlo. Non li ho più visti.
E il suo lavoro?
Procede.
Mi sei mancata.
Stai tremando.
C'è un albergo a Batignolles, Les Acacias.
- Smettila. - Vieni.
- Smettila. - Raggiungimi lì.
Basta così. Ora basta.
Ho una vita e ho un marito.
È finita, Gustave.
Ho fame.
- Non hai altro? - No.
- Non sono buoni? - Oh, no.
Un giorno ti darò ciò che vorrai.
- Cosa vorresti? - Tutto.
- Tutto. - Tutto?
- Ti sposerò. - Anch'io.
Attento alla testa.
Se affonderà troppo velocemente non sarà pericoloso?
No. Non è pericoloso.
Espelliamo la terra più in fretta di quanto affondano.
- Tutto bene qui? - Sì, bene.
Ecco, presto avremo due pilastri accanto alla Senna.
Il suo macchinario è terribile per le orecchie.
Lo so. È la compressione.
Sta salendo l'acqua.
Aspetti, aumento l'aria compressa. Non si muova.
Tappatevi le orecchie!
I secchi. Veloci, i secchi.
Tutto bene. Si sta ritirando. Bene.
Si è ritirata. Avanti, ragazzi.
Questo non è rassicurante. Mi arrivano lettere dai residenti preoccupati.
Le lamentele vanno prese sul serio.
Lo so, ho letto, però non esageriamo. I cassoni non sono casse da morto.
D'accordo. Ma adesso possiamo risalire?
Sì, dopo di lei. Prego. Fate passare, illuminate.
Tirate la corda. Si risale! Vada. Grazie.
Grazie a tutti.
Stai bene, René? Eh?
Tu risali in superficie.
Avanti, signore.
Che bellezza.
Fuori si sta meglio.
Ci sono i giornalisti. Va tutto bene.
Gran bella visita.
Meravigliosa.
Bravo. Bravo, Eiffel. Magnifico.
Un cantiere formidabile. Formidabile.
- Fermate i lavori! Andatevene da qui! - Quell'uomo è un ciarlatano!
- La torre affonderà! - Non lo vogliamo, quel pezzo di ferro!
Andatevene!
"Il lampadario del disonore."
"Una piaga per Parigi."
Sono poco apprezzato.
Pazienza.
I residenti esigono lo smantellamento di tutto ciò che abbiamo montato.
- Non otterranno nulla. - Hanno già stilato una lista di lagnanze.
Hanno perfino previsto i morti che la torre farà affondare.
Pubblicheremo i disegni dell'evoluzione dei lavori e gli animi si calmeranno.
- Finite i piani di taglio per le travi. - Va bene.
- A dopo. - Meunier è passato a trovarmi,
- gli operai chiedono un aumento. - No! lmpossibile!
Minacciano di scioperare. Dicono che rischiano la vita.
- Sapevano sarebbero andati in alto. - Sì, ma tra la teoria e la pratica...
Allora lascia i più ostinati nella parte bassa.
Non dimenticare la clausola: con 20 giorni di fermo si smantella a spese nostre.
- E c'è un altro problema. - Quale?
- Il Vaticano ora è contro di noi. - Oh, preferisco questo.
Il Papa dice che, data la sua altezza, la torre è un'umiliazione per Notre Dame.
Dovrebbero ringraziarci, ci avviciniamo a Dio.
Non capisci? Tutta Parigi ci è contro.
- Circola una petizione di alcuni artisti. - Alcuni artisti?
Cosa credono quegli stolti? Che non facciamo arte perché creiamo cose solide?
Cosa fa Restac, il tuo giornalista? Non avrebbe dovuto pensarci lui?
Alla pubblicità, alla credibilità...
Ricorda che fino al primo piano pagheremo noi. Allora, cosa dico?
Prendi tempo.
- Ho voglia di te. - Mia madre potrebbe vederci.
Sì, tanto meglio. No?
Fermo. Tieni. Shh.
Puoi innaffiare quelle begonie, per favore? Quelle laggiù.
Con piacere.
Ti dona, l'innaffiatoio.
- E sua figlia come ha reagito? - Oh, Mathilde? A Mathilde va bene tutto.
Ti amo.
Gustave!
- Tutto bene, signore? - Benissimo. Grazie, Honorine.
Il punto è che la torre spaventa. Tu spaventi.
I tuoi uomini hanno timore. È quello che leggo ovunque.
La stampa ha smesso di sostenermi.
Bisognerebbe fare qualcosa.
Antoine...
se la stampa mi sostenesse, si calmerebbero tutti.
Le banche sarebbero meno caute. Devo finire il primo piano.
Se non ci riuscissi?
Sarebbe finita. Non avrei i fondi e non potrei pagare.
- Stai esagerando. - Non esagero affatto.
Sapevi dall'inizio che era un'impresa rischiosa. Ma...
Che cosa succede?
Non capisco, è...
È la prima volta che mi capita.
- Non mi ha mai dato problemi. - Pensi di poterla riavviare?
Lo spero. O arriveremo tardi.
Puoi girare la manovella?
Ce la fai?
Sì.
È davanti.
Non funziona.
Puoi girare più velocemente?
Hanno iniziato a scioperare.
Non ce la faremo finanziariamente.
- È impossibile. - Me l'hai già detto.
Ora esci, voglio stare solo. Per favore.
Volevo salutarla prima che fosse occupato.
- Il ponte è stato un successo. - Grazie.
Giusto, e abbiamo rispettato i tempi.
Già. Bene, vado a cercare un buon posto per la foto. Manca poco alle elezioni.
Vada pure. I Bourgès sono arrivati?
Venga, Eiffel, sono tutti pronti.
Aspetti, dobbiamo aspettare i Bourgès. Non possiamo fare la foto.
Che succede? Dove sono i Bourgès?
Sono desolato, Eiffel.
- Dov'è Adrienne? - Non c'è. È partita.
È partita? Perché? Non capisco.
Lei non ha capito niente fin dal principio.
Si è lasciato coinvolgere, come gli altri.
Non vuole più sposarla, signore.
E non ha il coraggio di dirglielo.
Non si diverte più.
- No, impossibile. - Vuole setacciare la casa?
Adrienne!
Avanti, se ne vada adesso.
Andiamo.
La aspetterò.
Glielo dica.
La aspetterò.
Permesso.
Sono vent'anni che ti aspetto.
Andiamo? Gustave ci aspetta.
Siediti, mi fai girare la testa.
Ho avuto un'idea.
Mi piacerebbe sposarmi in ltalia.
Non dite niente?
Mamma, un matrimonio in ltalia. Che ne pensi?
- Adrienne... - Sì?
- Tesoro... - Non ci sarà alcun matrimonio, Adrienne.
Né in ltalia, né altrove.
Tua madre e io abbiamo riflettuto,
non puoi sposare quel soggetto.
Quel soggetto?
Francamente, tesoro, ti meriti di meglio.
E lo sai anche tu.
Non è...
O meglio, noi non siamo...
Beh, hai capito.
Aspetto un bambino da quel soggetto.
Sono incinta di Gustave.
Lui ancora non lo sa. Glielo dirò oggi e ci sposeremo.
Va' in camera tua.
Immediatamente!
Adrienne!
Adrienne!
- Adrienne! - No.
Adrienne!
No, non farlo! Scendi da lì.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Stavamo per sposarci.
Pensavo che un bambino fosse un bel regalo di nozze.
Vorrei poter stare sempre così. Sempre.
Sull'erba?
Felici sull'erba.
Ci annoieremmo.
Ci farebbe male la schiena.
Ci sono le formiche.
Ti annoieresti tu.
Anche tu.
E poi, non c'è un fiume in cui gettarci.
Mi fa paura.
Ti ha detto qualcosa?
No, ma mi guarda.
Lo sa.
Abbiamo preso una decisione.
È no.
Non vogliamo essere associati a un fallimento.
Pensa troppo in grande.
- Mira in alto. - Per voi è troppo, ma rispetto a cosa?
Esiste qualcosa di simile alla torre?
Vi abbiamo fornito uno studio con una stima di tutti i costi e...
Con un ragionamento simile nessuna casa avrà più di un piano
e in Europa non ci saranno cattedrali. È ridicolo!
Ho le squadre migliori, materiali di punta
e un'esperienza riconosciuta nel mondo intero.
Non è la solidità del suo edificio che stiamo mettendo in dubbio,
ma la sua redditività.
Con il tempo questa torre ci farà guadagnare.
- Arriveranno qui in massa. - La prego,
la smetta di insistere.
Perfetto.
Vi chiederò di procedere alla chiusura dei miei conti.
- I suoi conti? E quali? - Tutti.
Tutti i conti: personali, della società, delle filiali.
Signori, ci vediamo il giorno dell'inaugurazione.
Arrivederci, signori.
Non ce la faremo solo con la banca franco-egiziana e il Consiglio.
So quello che faccio.
Ti ricordo che sono il tuo direttore finanziario.
Mi auguro che non intaccherai il tuo patrimonio.
Dovresti ipotecare tutto: la tua bella casa, la società...
Gustave, perfino i brevetti.
Continuerò.
A costo di indebitarmi per mille anni, chiaro?
No, non ti capisco.
Ci stanno prendendo in giro!
- Proprio così. - Ha ragione.
Non abbiamo visto un centesimo di quanto chiesto.
Giusto!
E ora succede questo! Guardate che cosa è arrivato alla Fabbrica Eiffel!
È un'ingiunzione!
Dice che se entro due mesi non finiremo il primo piano, faremo i bagagli.
Ha ragione!
È vero, hai ragione.
Non si danno aumenti a nessuno, per il momento,
ma al primo piano non ci arriveremo in due mesi, ma lo faremo in 15 giorni.
Che significa?
- E come ci riuscirà? - Con una gru per pilastro.
Saranno installate sui binari dei futuri ascensori.
Quindici giorni di lavoro.
A noi che cosa cambierà?
- Sì! Noi che fine faremo? - "Noi" siamo voi e me!
Siamo tutti coinvolti in questo progetto.
Oggi non ho i soldi per aumentare la paga,
però li troverò.
E la sicurezza? Ci ha pensato?
Sì, giusto. Ha pensato alla sicurezza?
La sicurezza, sì.
Arriviamo a questo dannato primo piano e poi vi raddoppierò la paga.
Vi va bene?
- Sì, ci sto. - A me va bene!
Questa torre...
è la torre della Francia, ma è soprattutto...
È soprattutto vostra!
Nostra!
L'abbiamo cominciata insieme e insieme la concluderemo.
Bravo!
Spostatevi da qui.
- Permesso. - Così, Felix!
Sta' attento.
Accidenti.
Tre centimetri troppo corto.
Il portavoce.
Mi sentite laggiù?
Tre centilitri!
Prova, Felix.
Sedici millimetri troppo basso.
Aspetta.
Alla pressa, mi sentite?
Uomini alla pressa!
Sì.
Tre gradi.
Tre gradi.
Forza! Coraggio!
Forza, ragazzi!
Vai, Felix.
Va bene, è entrato!
Bravi, ragazzi!
Bravi!
Ci siamo. Abbiamo il primo piano.
- E da oggi salirà di 20 metri al mese. - Continuiamo. Complimenti anche a te.
Sta' attenta.
La guardi con gli occhi...
di un uomo che guarda una donna.
Sei gelosa?
Parlerò con lui.
Volevo dirtelo qui.
Ti amo.
Di' qualcosa, Antoine.
Perché non me ne hai parlato quando l'ho rivisto?
E lo scandalo?
Hai pensato allo scandalo?
Non m'importa dello scandalo.
A te, forse.
Ma a lui?
Lui mi ama.
Non mi riferivo all'amore...
ma alla sua reputazione.
E ai soldi.
Gustave ha bisogno di entrambe le cose, se vuole continuare la sua carriera.
E la sua torre.
Il Consiglio di Parigi vuole votare perché i fondi siano versati
non al completamento del primo piano, come previsto, ma alla fine del secondo.
E come sai, mi ascoltano.
Mi disgusti.
Lasciami!
Mentre vi amavate, ho sopportato il vostro schifo.
Con quello che so posso sotterrarlo nel fango. Hai capito?
Lasciami!
Rifletti!
Guarda, stanno bene!
Ho installato una mensa.
- È pratico. - È efficace, direi.
Mi piacerebbe fare tutto sul bianco.
È ottimo per un matrimonio.
Vorrei mettere i fiori tra i capelli.
O delle foglie. Foglie di quercia. Sono carine, no?
Sì.
A tua madre sarebbe piaciuto.
Mi manca.
Volevo dirti che...
c'è una donna nella mia vita.
Vedrai, è una donna...
come poche.
Vorrei che venisse a stare con noi.
Ti va se vivessimo insieme?
Va bene? Lo diremo insieme ai tuoi fratelli e sorelle?
Sono felice per te.
Ho sposato Adrienne quando era stremata in un letto d'ospedale...
con il corpo diviso in due.
Era da sola.
I genitori non volevano più saperne.
Io non avrò costruito né torri, né ponti,
però l'ho amata.
E la amo.
Lasciaci in pace, Gustave.
Non puoi avere tutto.
Lasceremo Parigi stasera.
Cosa saresti disposto a sacrificare per amore di Adrienne?
Antoine, basta.
Saresti disposto a tutto per lei?
E per quella?
Per la tua creazione, Gustave. La tua scandalosa follia in ferro.
È una mia decisione.
Né la tua,
né di Antoine.
È una mia decisione.
A partire da adesso...
sostituiremo tutti i bulloni con i rivetti.
D'accordo.
Non potrà mai smontarla nessuno.
No!
Non possiamo posizionare le gru.
Non è possibile. Vi rendete conto? Era tutto perfetto, vero?
Noi! Dite la verità.
Chi ha fatto questo errore?
Pensate che ora riusciremo a rispettare la data?
- Ciao, Jeannot. - Arrivederci, signore.
Signor Ministro.
Ce la faremo, papà.
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