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Grazie, caro.
Mi scuso per il fastidio, sei un angelo. Prego, entra.
Sai, io ci ho provato, ma le mie mani sono piede d'artrite.
Mio marito ha già tentato di svitarlo ma era troppo duro per lui.
Ecco, qui c'è tutto.
Il nuovo soffione e le pinze, se ti servono. Mmh?
- Ho finito. - Così veloce?
Beh, siediti un attimo. Prendi almeno una tisana.
Ok.
È buona. La preparo io, non è di quelle in bustina.
Lo vuoi un biscotto?
- Ok. - Mmh.
Ci metto la scorza di limone.
Scusami solo un minuto.
Grazie ancora per aver aggiustato la doccia.
Mio nipote promette sempre di farlo e poi, non lo fa mai.
Hai conosciuto i nuovi vicini?
- Non ancora. - Di sicuro fanno parecchio chiasso.
- Li hai sentiti, vero? - Sì.
Beh, comunque bisognerebbe farglielo presente.
Credo che non possano tenere la musica così alta.
A quanto pare, hanno dato fuoco alla loro vecchia casa.
Abbiamo fatto, i vestiti sono sul divano.
Grazie. Scusami un minuto.
- A domani. - Sì, a domani.
Ehi, questo mi piace! È carino, vero?
Quanto costa?
Sì, arrivo!
Spegni, Sal.
Spegni, Sal.
Stavi guardando i suoi ricordi?
Domani ti devo chiudere l'accesso, prima che qualcuno se ne accorga.
Digli che sei tu a guardarli.
Io non guardo i ricordi degli Assenti.
Li gestisco e basta.
Ceniamo fuori stasera?
Va bene, cucino qualcosa.
La tortilla di mamma, ok?
Flo? Florence!
- Abbassa la musica! - Cosa?
Ho detto abbassa!
Ehi, sorellina. Che succede?
- Che figlio di puttana! - Aspetta.
Ciao, Clara.
Posso entrare?
Certo.
So che sei venuta a fare, ma non serve, sappilo.
Ne abbiamo già parlato dopo l'incidente.
Non siete le uniche persone a essere distrutte dall'incidente.
Mi dispiace, non so che farci.
Invece potresti fare molto.
Vuoi farmi sentire in colpa?
- No. - Bene.
Perché non la guidavo io quella macchina del cazzo.
La terapia farà bene anche a voi.
La terapia.
La chiami in questo modo per venderla meglio?
No.
La chiamo così perché credo vi aiuterebbe.
Ci aiuterebbe stare un po' insieme a una sconosciuta?
Non sarebbe una sconosciuta, ma sarebbe solo un altro corpo.
Avrebbe i pensieri di Zoe, i suoi ricordi.
- Lasciatela rivivere. - Credi che non vorremmo?
Eh?
Ora, fuori da questa casa.
Vattene.
Tra una settimana, Aeterna rimuoverà la sua memoria dagli archivi e…
Non toccarla.
E di lei vi resterà solo questo.
Vi lascio l'accesso ai suoi ricordi
e spetta a voi decidere se Zoe
è in quella memoria,
o qui, in quest'urna.
Another End è una seconda possibilità.
Quando si subisce una perdita improvvisa
è come se tutto restasse in sospeso.
Come se si aspettasse un tempo per sciogliere i nodi.
Another End ci offre quel tempo.
Un tempo per prepararci a dire addio.
Il match tra gli "Assenti" e i corpi "Locatori"
avviene seguendo un calcolo di compatibilità
in base al quale, si stabiliscono il numero di sedute possibili
e la durata dei turni della simulazione.
Una volta avvenuta l'assegnazione la memoria degli Assenti
viene metabolizzata nel corpo ospite durante il sonno.
Al risveglio, la memoria viene attivata
dando vita alla simulazione.
La coscienza del Locatore rimane sospesa per la durata del turno.
Troverà tutte le informazioni che le servono qui.
Sulla simulazione
e sull'assistenza psicologica nella fase successiva.
- Ho un'ultima cosa da chiederle. - Sì, prego.
Potrei averne uno più giovane?
Gliel'ho già spiegato.
L'assegnazione avviene in base alla compatibilità.
Non si può scegliere il Locatore.
- Ah. - Mi dispiace.
Ok. Grazie.
- Devo mettere via le foto? - Oh, no, no.
Gli Assenti continuano a vedere sé stessi com'erano prima.
Non c'è bisogno di togliere niente, a meno che non lo preferisca lei.
Le dispiace se apro gli sportelli della cucina?
Prego, sì.
Ho spostato degli oggetti, non so… Devo rimetterli dov'erano?
Anche in questo caso, decida lei.
Dopo la costruzione della "memoria ponte"
sua moglie sarà risvegliata in ospedale.
Per lei sarà come riaprire gli occhi dopo un lungo coma.
Scusi, è per l'assicurazione.
- Cosa significa "memoria ponte"? - Il ricordo del salvataggio.
Serve per rendere il risveglio un po' più plausibile.
A proposito, può venire con me?
È questo che indossava?
Sì.
Ok. Abbiamo finito.
Non dimentichi la lista con i contatti di sua moglie.
Ci faccia sapere se mancano delle persone da avvisare
in caso sua moglie incontrasse qualcuno che conosce.
Lei non era mia moglie.
Non eravamo sposati.
Ok… Comunque, se le viene in mente qualcuno
lo aggiunga alla lista. Per avvisarlo della simulazione.
Ok…
Grazie.
Ci vorranno pochi minuti. Una volta lì, sarà sedata di nuovo.
Noi prepareremo la seconda fase del risveglio
- che avverrà in ospedale. - Ok.
Ricordi che niente deve far capire all'Assente di essere deceduto.
Non una parola, nessuna esitazione negli occhi
nessuna incertezza nell'espressione.
Se si sente male, o qualcosa non funziona
distolga lo sguardo e cerchi di riprendersi.
Quando arriveremo, si allontani dalla barella.
Nella fase del risveglio la minima incertezza
può compromettere la simulazione. Per sempre.
Ok.
È pronto?
- Sì… Sì. - Iniziamo.
Grazie.
Quindici secondi.
Cinque secondi.
Stia tranquilla, va tutto bene.
- Ehi… - Ehi.
Stai bene?
Sì, va tutto bene.
Ricorda come si chiama?
Zoe Stern.
- Ricorda dove abita? - Pinecone Street.
Dove stavate andando?
All'Atlantic, credo.
Sto bene. Sto bene.
Andrà tutto bene.
Ok…
Dove vai?
Scusa… Non posso.
- Sì che puoi. - Scusa, mi dispiace, non posso.
Ci sono dei gruppi che ti possono aiutare.
Non voglio.
- Lasciala qui, non portarla a casa. - La compatibilità è buona.
Possiamo tenerla sveglia tutto il giorno.
Non è Zoe.
È un'altra persona, non so chi è… Come si chiama?
Chi se ne frega di come si chiama.
È una che quando torna a casa non ricorda niente,
fino a quando non dorme è Zoe in tutto.
- È un miracolo, Sal! - No, non posso farlo.
No, non portarmela a casa e, per favore, toglile quel vestito.
Per favore.
- Salve, potete abbassare la musica? - Salve.
- Scusi, mia figlia… - Chi è?
- Il vicino, bisogna abbassare la musica. - Fallo entrare.
- È tardi. - Ormai l'abbiamo svegliato.
Non è una buona idea.
- Dì a Flo di abbassare la musica. - Sicuro?
Vai. Salve, scusi per il disturbo.
- Perché non si accomoda? - No, no, davvero.
Le offro qualcosa da bere, così ci conosciamo. Prego.
- Flo, spegni la musica. - Ok.
Cosa? No.
- Preferisce una birra o una coca? - Spegni la musica.
Una birra, grazie.
- Ok. - Spegni, ho detto.
- Mamma, vattene. - Non parlarmi così.
Ho già detto che non esci stasera.
Mamma, non puoi tenermi in punizione per sempre.
- Rimetti il pigiama e torna a letto. - Ok.
Prima devi uscire dalla mia stanza. Esci dalla mia stanza.
Esci, esci! Esci dalla mia stanza.
Mamma, esci dalla mia stanza.
Esci dalla mia stanza, esci dalla mia stanza…
Scusi, non è che potrebbe aiutarmi? Io non sono capace a spegnerlo.
Oh, grazie al Cielo.
C'era tanto fumo…
Io…
Non si vedeva niente, e…
Loro…
Lei ancora non sa che è stata colpa sua.
Mi dispiace.
Crede che non sappia che fuma.
- Com'è possibile? - La sincronizzazione.
Credo la chiamino così, sa?
Quando due Assenti vengono svegliati insieme
è così che funziona. Sa, mio marito la guarda e…
vede Flo esattamente com'era prima, e viceversa.
È davvero incredibile, loro hanno pensato a tutto.
No, ma lei come ci riesce?
Come può riuscirci?
Beh, un corpo è solo un corpo, in fondo.
Sa, con il tempo…
ci si abitua. Forza, tesoro, sdraiamoci bene.
Forza, amore. Ecco, così.
Se potesse insegnarmi a spegnere quel maledetto affare
così la prossima volta non la disturbiamo.
Sì.
Oh beh, Dio…
Eccoli.
- Vorrei poterlo fare anch'io. - Cosa vuol dire? Non capisco.
Vederla. Com'era prima.
Questo non è possibile.
Guardi quell'immagine, al centro.
Che cosa vede?
Un'anatra.
Se io le dicessi che invece è un coniglio?
- Riesce a vederlo? - No.
Ah, sì.
Quella è un'immagine bistabile.
L'ho messa nel mio studio perché mi aiuta a spiegare
come funziona il nostro cervello,
come ciò che sappiamo influenza ciò che percepiamo.
Lei ha visto un'anatra, ma quando le ho detto
che era un coniglio il suo cervello ha ricevuto quest'informazione
questa nuova consapevolezza, se vuole.
E lei è riuscito a vedere il coniglio subito.
La verità è che l'immagine è entrambe le cose,
ma noi siamo in grado di vedere solo o l'uno o l'altra.
Ora, provi a fissarla.
Non vedrà mai contemporaneamente le due figure.
Il nostro cervello sceglie cosa vedere in base a quello che sa.
E fa questo continuamente.
È una buona spiegazione, ma voglio lo stesso vederla com'era prima.
Le sto spiegando che questo non è possibile.
A differenza del suo vicino e di sua figlia,
lei sa che sua moglie è morta.
Lo saprebbe anche se la vedesse diversamente.
Possiamo correggere la nostra percezione di un immagine,
è un gioco da fotoritocco, ma solo se questo non contrasta
con qualcosa di cui il soggetto è cosciente e consapevole.
In sintesi, noi possiamo farle vedere un coniglio
ma solo se lei non sa che potrebbe essere un'anatra.
Questo è il motivo per cui gli Assenti non devono sapere
di essere deceduti.
Se se ne rendono conto
a loro diventa impossibile riconoscersi in un altro corpo.
Quando vanno a dormire il processo di metabolizzazione
non può essere riattivato. In pratica, quando si addormentano,
muoiono.
Per sempre.
Lei deve fare lo sforzo di credere alla simulazione.
Ci ho provato.
Non ci riesco.
Litighi con lei, allora.
Litigare aiuta ad attivare impressioni e ricordi
che possono rivelarsi spiacevoli, persino violenti,
ma fortemente riconoscibili.
Perché dovrei voler litigare con lei?
Richiamarla e poi…
Che senso ha?
È il modo più veloce per entrare in contatto.
È in camera da letto.
Tra qualche minuto dovrebbe svegliarsi.
- Grazie. - Bene.
- Ci vediamo più tardi. - Certo, sì.
Hai dormito sul divano?
Sì.
È tanto che sei sveglio?
No.
Che c'è?
Niente.
Oggi ti va di fare qualcosa?
Sì, pensavo di scrivere un po' e poi…
se ti va, possiamo andare a vedere qualche casa.
Se sei stanco stiamo qui e vediamo un film.
- Proiettato. - Ok.
Ok, cosa?
Ok, un film, sì. Ok.
Stai scrivendo il libro?
Sì.
Come sta andando?
Bene.
In pratica, ho finito la parte sull'Africa subsahariana,
ma ci sono pochissime fonti ufficiali
quindi devo leggermi di tutto. Testi religiosi, atti giudiziari
però, è molto interessante, perché, ehm…
Io credo che così riesco a vedere tante cose diverse che…
Se non ti interessa, non chiedere.
Non farmi parlare da sola.
No, ti ascolto. Ieri non gli ho dato da mangiare, così…
Stavo ascoltando.
Ho finito.
Ti stavo ascoltando.
Io ho detto che ho finito.
Devi proprio entrare?
Non so… che succede? Insomma, ti stavo ascoltando.
L'Africa subsahariana, le diverse fonti
e all'improvviso tu, non so, ti sei incazzata.
Perché? Che succede?
Succede che esisti solo tu.
Perché dici così, adesso?
Non ti interessa quello che faccio o come mi sento.
- Come ti senti? - Vaffanculo.
Ehi, Zoe. Ehi, dai.
Ti ho chiesto come ti senti e mi mandi a fanculo?
- Non toccarmi. - È per la casa?
Vuoi andare a vedere quella casa?
Non mi frega un cazzo della casa, del camper, dell'Islanda
delle stronzate inventate per far finta di niente.
Sono cose decise insieme.
- Sul serio? - Sì.
Niente è stato deciso insieme. Tu hai deciso.
Quindi tu facevi finta? Adesso fai la vittima.
Faccio la vittima? Faccio la vittima, cazzo.
Zoe, avanti. Dimmi che c'è che non va.
- Ti ascolto. - Ne abbiamo parlato migliaia di volte.
- Parliamone di nuovo. - Esci?
Ne abbiamo già parlato migliaia di volte.
No. Ti prego.
- Dimmi che c'è che non va. - Esci.
Ok, ma dimmelo.
Lo sai già, Sal. Se non lo sai, sei solo uno stronzo.
Scusa.
Che c'è?
No, no, non ci provare. Lo sai che vinco io.
- Sì? Vinci tu? - Lo sai che vinco io.
Vediamo.
Sei pronta? Sì.
Ok. Uno, due…
Com'è andata?
Molto bene.
Per un momento, ci ho creduto.
Sì.
Funziona così.
Piano piano.
Anche se è un po' alta, no?
Mi dispiace.
Per cosa?
Per quelle pillole e perché devi badare a me
per non farmi fare altre stupidaggini.
Una volta ero io a badare a te.
Ah, sì, certo. Sempre te l'ho fatto credere.
Però non è la verità.
Se non era per me stavi ancora col tipo del sassofono.
Beh, chissà… Se non lo avessi minacciato
saremmo rimasti ancora un po' insieme.
Ti trattava malissimo. Tu piangevi sempre.
- Poi, eri troppo piccola. - Avevo 14 anni.
Le mie amiche scopavano già.
Sì, sì, vero. Lo so, sì.
Che maiale! Non mi dire così.
- No, che fai? No. - Aspetta…
- Ecco. - Oddio.
Finalmente, un sorriso.
- Andava immortalato. - Mmh.
Non perdere tempo.
Approfitta di questi momenti per stare bene con lei.
Per prepararti a dirle addio.
Veloce, veloce.
- Sono per entrambi, ok? - Sì.
Ho una fame… Sono una droga. Sarà il glutammato.
Mmh. Che buoni.
Ok…
Sei pronta?
Per cosa?
- No… - Sì.
- È di là… - Non dovevi mettercelo.
In-eye guardaci i tuoi documentari. Vai.
- Ok. - Bene.
Ok…
- Va bene? - Sì, a posto.
Ecco.
Le luci.
Ah, sì.
- E la tenda. - Sì, sì, sì.
- Ti vuoi ubriacare stasera? - Sì.
Avevano le zampe tipo gamberi d'acqua dolce
- come si chiamano? - Pannocchie, mi pare.
No, le Pannocchie sono d'acqua salata
e sono quelle che vi ho fatto stasera, quella volta, però
ne avevo trovati alcuni di lago simili a piccole aragoste.
- Forse si chiamano… - Non importa come si chiamano.
In ogni caso, erano incredibilmente freschi.
Alcuni si muovevano ancora.
Così, ne ho presi due chili, perché avevamo ospiti.
Non raccontarlo mentre mangiamo.
- Racconta, io voglio sentire. - Fa schifo.
Li ho messi nel frigo e tirati fuori più tardi, per cucinarli la sera.
Avevano smesso di muoversi.
Ho preso la busta, l'ho scossa per sicurezza.
Niente. Così, metto la padella sul fuoco, la scaldo per bene,
e inizio a buttarli dentro. E loro…
- Immagina, iniziano a correre. - No, no, no.
Erano tutti vivi, tutti vivi. Correvano come pazzi
sulla padella bollente. Una scena horror.
Quindi, la mamma ha avuto la brillante idea
di lanciarli a terra per salvarli e si sono messi a correre
dappertutto, sotto i mobili, sotto la libreria.
Ce li siamo ritrovati per tutta la casa, morti.
Ne abbiamo trovato uno sotto la lavatrice, ricordi?
- Sì. - Sì.
- Erano passate due settimane. - Immagino la puzza. No?
Sì, sono diventata vegetariana da allora.
Ti sei ripresa in fretta, però.
Mi sono ripresa. Tu sei diventato vegetariano con me.
- Sì. - Ah, e come ti ha costretto?
Con un sacco di tofu. Mi ha fatto ingoiare tanto di quel tofu… sì.
Di continuo… Sei poi diventata una vera esperta.
Hai scritto che proprio a causa dell'allevamento del bestiame
è stata modificata la storia dell'umanità.
- Ho letto il primo capitolo. - Oh, una nuova ricerca?
Ah, ah. Su come l'alimentazione influisca
sulle patologie dei popoli nelle diverse parti del mondo, no?
- Sì. Quando l'hai letto? - Mentre tu dormivi.
Sì.
In pratica, racconta la storia di come… È molto bello.
Racconta di come, quando gli europei sono arrivati in America
hanno sterminato interi popoli indigeni e non il contrario.
Che c'entra l'alimentazione?
C'è questa teoria che mi affascina.
Sostiene che l'addomesticamento degli animali
abbia aiutato gli europei a sviluppare
ogni sorta di resistenza a germi e malattie.
Quindi, quando sono arrivati in America
erano una specie di bomba batteriologica.
A proposito di bombe batteriologiche,
- sapete l'ultima ordinanza del Comune? - No.
Mi piacerebbe leggerlo.
Il tuo libro.
Sì, certo.
Dovrei chiuderlo in un paio di mesi, in primavera andrà in stampa.
Adesso, dicevo. Anche se non è finito.
Ok.
Non state mangiando niente. Volete fare la fine degli Indios?
- Cosa? Non puoi dirlo. - Che c'è?
- Non può dirlo. - Perché no? Mangiate.
- Lasciala stare. Va bene. - Non va bene.
Te ne do un altro po'.
- Ciao, ciao. Grazie. Ciao, Sansone. - Ciao.
Ciao.
Quando pensate di tornare?
Quante volte vuoi vederci questa settimana?
- Cos'ha Sansone? - Sansone, smettila.
Vuoi dirmi che c'è che non va?
Non c'è niente che non va.
È per le analisi che deve fare?
Sì.
Andrà tutto bene.
Andrà tutto bene.
Vado a cercare la mamma.
Ok.
Ciao.
La chiamiamo Cerimonia dell'Addio.
La cosa essenziale è approfittare di questo ultimo incontro.
Chiarire ciò che non è stato affrontato.
Dire ciò che non siamo riusciti a dire
prima di lasciare andare via la persona amata.
Molti riproducono l'effettivo momento della perdita.
Per poi doverle dire che è morta?
Mi rendo conto che può sembrare un compito tremendo,
ma posso assicurarle
che non esiste una terapia della stessa efficacia.
No.
No, non mi interessa.
Non mi interessa quanto sia terapeutico, non voglio farlo.
Lo capisco.
Sal, le può sembrare di causare la morte di sua moglie,
ma purtroppo, sua moglie non è più viva.
Another End è una simulazione.
Il dolore va comunque affrontato.
Another End non cerca di negare il lutto ma è il miglior strumento per elaborarlo
con l'unica persona con cui noi vorremmo farlo.
Sto solo chiedendo più tempo.
Mi dispiace, è davvero molto rigido il protocollo stabilito.
Mia sorella ha detto che la sua compatibilità è molto alta.
Scusi, chi è sua sorella?
No… No, non importa.
Mi serve più tempo.
Doveva essere l'ultimo incontro.
Sì, ma sento che devo rivederla.
Non so, è come se… Come se avessi sprecato troppo tempo.
No. Non funziona così.
Il numero degli incontri è stabilito in anticipo.
Che mi importa di quello che dice lo psichiatra,
le fasi del lutto, la cerimonia, e tutto il resto, no?
Mi hai messo in difficoltà. Non avresti dovuto fare il mio nome.
- Non ho fatto il tuo nome. - No?
No.
Pensi che sia stato difficile riuscire a collegarci?
I limiti sono legati al corpo dei Locatori
non possono essere impegnati tanto tempo, è rischioso.
Non si può un paio di volte in più?
Provo a trasferirla nel corpo di un'altra.
Voglio che sia lei.
Cercherò di parlare con la Locatrice.
- A che punto sei? - Io sono quasi pronto. Sì.
- Ah. Scusa. - Oh, scusa. Sbrigati.
- Non dovevamo sbrigarci? - Prima c'è una cosa da fare.
I cocktail costano una fortuna all'Atlantic e sono annacquati.
Tu balli solo se sei ubriaco, quindi…
- Mmh, mmh. - Sì.
Non mi hai detto cosa festeggiamo.
- Niente. - Mi abbottoni?
Sì.
- È quello che hai detto. - Stasera festeggiamo.
Sì. Insomma, noi festeggiamo il fatto che stiamo insieme.
- Tutto qui. - Stai invecchiando.
Questo vestito si è accorciato.
Mi gira la testa.
Vieni.
Forse, con il whiskey abbiamo esagerato un po'.
Ti sei appena ripresa dall'incidente.
Appoggiati.
Ebe.
Capisco che ami tuo fratello,
ma quello che fai è profondamente sbagliato.
- Me l'hai già detto. - Sì, te l'ho già detto. È vero.
Non costringermi a dirlo a qualcun altro.
Tu non costringere me.
Credi non sappia cosa hai fatto per tua madre?
La coscienza pulita non ce l'ha nessuno qui.
- Ci sono da osservare dei limiti. - Che abbiamo superato entrambi.
La verità è che questa storia sul fatto che sia terapeutico
è proprio una cazzata.
Se si potesse, e non richiedesse la distruzione di un'altra vita,
daremmo a tutti la possibilità di sopravvivere alla morte.
Per sempre.
Cosa ti piace?
Ti accompagno di là, così puoi scegliere?
- Sto cercando una persona. - Ah.
Sei uno di quelli che si innamorano.
L'ho vista arrivare. È molto alta e…
ha i capelli come i tuoi.
Hai dormito ancora sul divano?
Sì.
Non ti fa bene, sai?
Lo so.
Mi sento a pezzi anch'io. Che hai messo nel mio bicchiere?
Mi fa male tutto.
Come ti senti, esattamente?
Stanca.
Perché non dormo bene. Faccio sogni stranissimi.
- Strani, come? - Mmh…
Non ricordo praticamente niente di preciso.
Non lo so.
Potrebbe essere…
Insomma, allora, non dire che fai sogni stranissimi.
Era solo per dire. Che male c'è?
Dici di essere stanca perché fai dei sogni stranissimi,
ma non ricordi praticamente niente. Quindi, cioè è strano.
- Sarai stanca per altri motivi. - Per cosa?
Perché tu dormi sul divano e non con me.
No, dico solo che se sei stanca e dici di fare sogni stranissimi
- mi sembra strano… - Non roviniamoci la giornata.
- Quando chiamiamo l'agenzia per la casa? - Mmh. No, è inutile.
È stata venduta.
- No. - Sì.
Cosa…
Quello cos'è?
Ah… Non me ne ero accorta.
Da quanto lo hai?
Non me ne ero accorta, quindi non lo so.
- Fammi vedere. - Non è niente. Avrò sbattuto.
Non me ne sono accorta.
- Aspetta. Fa male? - Che fai? No.
- Sto bene. - No? A volte…
Sai, forse per l'incidente. Devono avere…
- Non lo so. Magari c'è qualcosa… - Sal, sto bene. Sto bene.
- Non ti fa male niente? - Sto bene.
Ok, ok, ok.
Ha sognato la morte di Zoe.
Residui onirici.
Te l'ho detto, la convivenza prolungata lascia segni sul corpo del Locatore.
Allora?
Basta, Sal.
Lo so che l'hai vista.
I Locatori sono geolocalizzati.
È l'Atlantic.
È alla moda, è normale che una ragazza vada lì a ballare.
- È stato un caso. - No.
Non ha niente a che vedere con il caso.
Sono le sensazioni a condurti da una parte o dall'altra.
Si chiamano così, perché hanno a che fare con i sensi, non col caso.
Sal, non posso più aiutarti. Non la posso far ritornare.
Tu ti occupi delle assegnazioni.
Tu ti occupi dei Locatori, pianifichi, decidi quanto tempo quanti turni.
Sì, certo, ma lo faccio seguendo le regole.
Le regole…
Le regole non sono il problema. Tu lo sai bene.
Qual è il problema?
Il problema è che tu vuoi che io stia male.
Vuoi che io stia male, per sentirti meglio.
- Per sentirti meno sola. - Stai dicendo cose assurde.
Sì, sto dicendo cose assurde, perché sono…
Sono confuso, non lo so… Sono spaventato.
Un'ultima volta…
Ma non chiedermi più niente.
Mai più.
Ho capito una cosa.
Quella casa era davvero bella, perché c'era il parquet.
Ho realizzato quanto sia importante il parquet.
A te piaceva?
A me sì, perché era vicina a una scuola.
Hai voglia di riparlarne un po'?
Non mi resta molto tempo, lo sai.
Non dire così.
Posso anche non dirlo, ma non lo renderà meno vero.
Lo so che hai paura,
ma tu hai paura di tutto.
Non ho più paura, ormai.
Non sai quanto avrei voluto fare le cose in modo diverso.
Voglio che tu lo sappia.
Secondo me, sarai un bellissimo padre.
Anche tu.
Anch'io?
Un bellissimo padre?
- Perché no? - Sì, perché no?
- Ci scambiamo. - Certo.
Io l'ho fatto prima insieme a mio marito.
Oddio…
È stato tremendo, è stato così…
Sapevo che per farcela avevo bisogno di lui.
Allora noi ci siamo stretti e…
piangendo tanto e a lungo, aspettando solo Flo.
Mia figlia.
E…
non è andata…
Non è andata come immaginavo.
Quando le è stato detto lei non ci ha voluto credere.
Continuava a ripetere: "Perché dici così?
Non è vero.
Sono qui, proprio qui".
Si pizzicava la pelle…
"Sono qui" che cosa significa?
Che cazzo significa?
Io credo…
Per qualche ragione ho pensato
che si sarebbe addormentati insieme, ma alla fine…
Karl ha ceduto prima e mi ha lasciata con…
Con Flo, per un sacco di tempo.
Io avrei…
Avrei dovuto essere capace di confortarla.
Invece, ho finito per…
Per dire solo "Non dormire".
"Ti prego, non dormire ancora."
Scusate.
- Grazie. - Scusate.
Grazie per la testimonianza, è stata bravissima.
Mentre continua ad affrontare la loro assenza
e il dolore che la accompagna.
C'è qualcun altro che vuole raccontare la sua esperienza?
Nessuno? No?
Ok.
In questi giorni, vorrei che tutti sceglieste un oggetto,
che vi ricordi il vostro Assente.
Per poi provare a privarvene.
È un gesto piccolo,
ma importante.
Vorrei un incontro privato, per favore.
I numeri sotto le foto indicano in che stanza può trovarle.
Perché hai pianto?
Non ti è piaciuto?
Mi moglie mi ha lasciato.
Mi dispiace.
Se vuoi…
possiamo andare a casa mia, quando ho finito.
Lì c'è il bagno, se ti serve.
Questi erano uffici
ora sono occupati, ci vivono le ragazze del club.
Che c'è?
Non ti va?
Che cosa vuoi?
Io non lo so.
Voglio solo stare qui.
Quanto vuoi?
- Solo per… - Non scopare?
Troppo.
Adesso voglio dormire, vai via.
Vai via.
- Per favore. - Sì.
Ciao.
Sei una specie di maniaco?
No, ma sono sicuro che ne vedi parecchi qui.
Pare che amino ubriacarsi insieme.
È morta.
Mia moglie.
Non mi ha lasciato.
Senti…
Sono sicura che ti senti molto solo,
ma se vuoi un consiglio, a te serve un amico,
non una puttana.
Posso aiutarti.
Di cosa parli?
Ho visto l'origami nel tuo appartamento.
- Sì? - Sì.
Faccio la Locatrice, allora?
Gli origami sono per i clienti, non per i Locatori.
Che cazzo vuoi?
- Aiutarti. - Sì?
- Mia sorella lavora per Aeterna. - Davvero?
Io ho un cugino che ci lavora, ma una sorella è molto meglio.
Se i soldi sono un problema,
- non preoccuparti. - Come ti ha aiutato?
Sì, perché hai l'aria di uno di quegli stupidi
che vogliono rivedere la persona amata in un altro corpo.
Cosa le hai detto?
"Ehi, tesoro, sono a casa.
Indovina un po'? Sei morta."
E ora, è tutto risolto.
No…
- No. - No.
I tuoi soldi non mi servono.
Allora, perché fai la Locatrice?
Perché non ho le palle per ammazzarmi.
Chi è?
Sono io.
Ma tu non sai il mio nome.
Vai via.
Ho preso da mangiare al cinese.
Mi fa schifo il cinese.
Sì, anche a me. Neanche a me piace tanto.
Ciao.
Sono venuto per scusarmi.
Mi fai entrare?
Non ho voglia di stare a casa, prendo la giacca.
Mi chiamo Sal.
Ava. Andiamo.
Lo fai spesso?
Ehm, no, una volta ogni tanto.
Ho appena finito ed eccomi di nuovo con troppo tempo da vivere.
Aspetto una nuova assegnazione.
Un altro principe azzurro che mi metta a dormire con un bacio,
un altro disperato cliente Aeterna.
Scusa.
Perché pensi che sia così male?
Hai figli?
- Non c'è stato il tempo. - Cioè, non li volevi.
Io, non ne ho avuto il tempo.
Mangiamo.
Non è così male.
Sarà per tutto il glutammato che ci mettono.
O sarà che ho fame.
Ok, vediamo il biscotto della fortuna.
Cosa dice?
"Sotto l'albero di ciliegio
i petali ricoprono tutto.
Anche il pesce sottaceto e la zuppa."
È una poesia.
Sì, sono poesie, è come un haiku.
Non mi era mai capitata una poesia sui sottaceti, prima.
Sì…
Non avrei niente da dirgli.
È…
più facile, con gli adulti.
Perché parlano.
I bambini…
Credi che siano speciali, dicono tutti le stesse cose, invece.
Vorrei solo risentire…
il suo profumo.
Il suo profumo, ancora.
Finché non hai figli, non sai quanto sia importante
il profumo…
Così…
I ricordi sono diversi da come li immaginavo.
Li immaginavi con la musica, come nei film?
No.
Sono molto semplici.
Sembrano telecamere dimenticate accese.
Ho visto i ricordi di mia moglie, un giorno.
Sono qui?
No.
Mia sorella lavora per Aeterna, te l'ho detto.
Come ti sei sentito?
Se qualcuno vedesse i miei ricordi…
Per te?
Non fa differenza per me, credo.
Vedresti tante scarpe.
- Scarpe? - Sì.
Sì, perché…
Dei i momenti importanti, ricordo solo le scarpe di chi avevo vicino.
Come quelle scarpe da tennis blu sulla sabbia,
quando ho realizzato che stavo per fare l'amore la prima volta.
O degli alti…
tacchi viola scuro
di una ragazza quando mi ha detto che si scopava un altro.
O le ciabatte di mia sorella, quando nostra madre è morta.
Le scarpe di quando non riesci a guardare le persone negli occhi.
Dicevo che eri una specie di maniaco.
Vuoi venire a casa mia?
Hai abbastanza soldi per non scopare?
Ho una tartaruga,
si chiama Ray.
Non so dove sia,
può darsi sia andata in letargo.
Non riesco a trovarla. L'ho cercata dappertutto.
È così strano…
La tartaruga?
No…
Essere qui con te.
Hai presente il nostro primo incontro?
Certo.
Quando mi hai buttato fuori da casa tua.
Avevo paura.
Non porto i clienti a casa.
Non lascio avvicinare mai nessuno.
Era giusto.
Sembravo una specie di maniaco.
Non ti comportavi da maniaco.
Allora, perché avevi paura?
Perché…
avevo voglia di dormire con te.
Per questo ti ho cacciato.
Devo andare in bagno.
Era di mia moglie,
l'abbiamo comprato a un mercatino.
Insieme a delle cassette.
Ascoltava la musica con quello.
Tua moglie è morta in un incidente d'auto?
Stavamo andando a ballare.
Avevamo già bevuto qualche bicchiere a casa.
Era così che facevamo.
Guidavo io.
Non riuscirò a perdonarmelo mai.
L'ho visto.
In sogno, mentre facevo la Locatrice.
Mi dispiace.
Dovevo morire anch'io.
- Posso aiutarla? - Sono una Locatrice,
devo vedere la responsabile della mia assegnazione.
- Sa chi è? - Ebe Ruiz.
- Il suo nome? - Ava Addams.
- Sesto piano. - Grazie.
Ho perso un anello.
- L'anello della nonna… - Sì, vieni.
È venuta nel mio ufficio. Sa tutto.
Vuole denunciarci?
No, non lo farà.
Vediamo se è qua sotto.
Mi aiuti? Guarda dall'altra parte.
Grazie per essere stata con me in questi giorni.
- Parla con lei. - No, non lo so… Non ha senso.
No, non è vero.
Ieri, quando è venuta, mi ha sorpresa.
Le cose che ha detto, mi ha fatto capire che ho sbagliato io tutto.
Ascoltami, per una volta in vita tua.
Vai a parlare con lei.
Me lo prometti?
Tu non ti preoccupare per me.
No.
Sei tu che non devi preoccuparti per me.
Vai.
Ciao.
Mi dispiace.
Di nuovo.
Ti ho mentito, e mi dispiace.
Io non sono riuscito a fermarmi, è stato più forte di me.
Mentivi anche quando hai detto di volere figli?
L'hai detto perché sapevi che era impossibile.
Zoe…
Quella donna,
la Locatrice
quando ha incontrato tua sorella e ha scoperto la verità
si è offerta di svegliarmi.
Un'ultima volta.
Perché?
Perché sei qui?
Per dirti addio.
E riportarti indietro…
con me.
Non devi sentirti
in colpa di niente.
Perché in quell'incidente non si è salvato nessuno.
Tua sorella ci ha provato tante volte…
ma non è mai riuscita a dirti addio.
Ehi, ho paura.
Sono qui, con te.
Dove?
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