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Oggi gli uccelli sono i padroni dei cieli.
Ma non sono state le prime creature a volare,
e certamente non le piu' grandi.
I primi grandi animali a spiccare il volo
erano straordinari oltre ogni immaginazione.
Erano dei rettili.
Pterosauri.
Si svilupparono in un'ampia varieta' di specie.
Alcune, grandi come aeroplani,
furono le creature piu' grandi ad aver mai volato.
Potevano attraversare mezzo mondo in un unico volo
e con le loro straordinarie abilita'
riuscirono a dominare i cieli nella Preistoria
per 150 milioni di anni.
Ma perche' queste magnifiche bestie spiccarono il volo?
Perche' volarono?
E perche', dopo tanto successo, scomparvero?
'Mostri volanti in 3D'
con David Atttenborough.
Traduzione: monyosy
220 milioni di anni fa accadde Una cosa molto importante.
All'epoca, il pianeta era un posto completamente diverso.
Era piu' secco, per cominciare,
ma ai tropici, c'erano delle foreste pluviali,
che allora, come adesso,
erano il centro di moltissime specie animali,
e comunque erano molto diverse tra loro.
Soprattutto nei cieli non c'erano le grandi creature. Ne' pipistrelli,
ne' uccelli.
Ci si preparava ad un importante progresso nella sviluppo della vita.
A quel tempo, gli unici animali volanti erano gli insetti.
Erano cibo appetitoso per i rettili.
Ma se un rettile voleva prenderli,
doveva spiccare il volo.
E un accenno su come fecero la prima volta
si puo' vedere in un animale che vive ancora oggi.
Questa piccola lucertola chiamata Draco
si trova in tutte le foreste del sud est dell'Asia.
E deve certamente aver avuto, in un lontano passato,
delle lucertole antenate molto somiglianti.
Come loro, cerca cibo ed insetti in tutta la foresta.
E per farlo, deve girare molto,
in un modo davvero molto interessante.
Draco e' una saltatrice eccellente.
Leggera e con artigli potenti e di gran presa,
corre lungo i rami degli alberi all'inseguimento della sua preda.
Ma Draco ha un problema.
Come puo' passare da un albero all'altro
senza cadere a terra e continuare a salire?
Il modo in cui ha imparato ci da' un indizio
di come gli antichi rettili abbiano volato la prima volta.
Lei salta.
Ma e' piu' di un semplice salto.
Aumenta la larghezza del corpo aprendo dei risvolti di pelle sui fianchi,
che le permettono di planare.
Draco puo' suggerirci come planassero e volassero quei rettili.
Ma una cosa e' certa.
Certamente i voli a planare
furono riservati ai soli insetti per tanto tempo.
Ma poi, si sviluppo' un gruppo di rettili, nonostante tutto.
E come fece e' davvero affascinante.
Questo e' il Dorset, sulla costa sud dell'Inghilterra.
Da qui comincia il mio viaggio nel passato.
Una distesa di circa 150 km di costa
puo' dirci molto sull'evoluzione del volo.
Questa costa e' giurassica.
Le scogliere sono piene di fossili di creature preistoriche,
compreso la prova dei primi animali con spina dorsale a volare.
Pero' non fu prima del 19esimo secolo
che la scienza comincio' ad unire questi indizi
per formare un quadro dettagliato di uno dei periodi piu' drammatici
in tutta la storia della vita.
Ebbe un alleato improbabile.
Una donna di mezza eta' della citta' locale
che era solita perlustrare queste scogliere alla ricerca di indizi.
Veniva qui qualsiasi tempo facesse,
ma in particolare, dopo forti tempeste,
che smuovevano parte della scogliera
e facevano emergere campioni mai visti prima.
Il suo nome era Mary Anning.
Mary e', secondo me, l'eroina di questa storia.
Aveva un incredibile talento per i fossili.
Nei primi dell'Ottocento, la scienza era prerogativa maschile.
Quello che lei riusciva a trovare,
finiva sotto il veto di Lyme Regis nell'Accademia della sua citta'.
Le sue scoperte furono talmente straordinarie
che qualcuno la chiamo': 'La principessa della Paleontologia'.
Se considerate la condizione sociale di Mary Anning,
una donna proveniente dalla classe operaia
senza un'educazione canonica sull'argomento,
sembra strano che avesse una reputazione cosi' prestigiosa,
fino a quando non vedrete cosa riusci' a scoprire.
Il Museo di Storia Naturale a Londra.
Possiede una delle piu' grandi collezioni di fossili al mondo.
E quelli che scopri' Mary Anning
sono tra i migliori ed i piu' importanti.
Un'intera ala del museo e' piena delle sue scoperte.
La maggior parte sono rettili acquatici giganti,
mostri che si cibavano di pesce e dominavano i mari.
Ma trovo' anche altre cose.
Una, in particolare, e' la chiave della nostra storia.
Nel 1828,
Mary Anning fece una delle sue piu' sensazionali scoperte.
Eccola.
E' un piccolo animale,
a cui manca la testa e la spina dorsale,
ma quel che resta e' affascinante.
Ecco il bacino,
l'arto superiore ed inferiore ed una zampa con le dita.
Ecco l'arto superiore,
che termina con una zampa con le dita.
Pero' una delle dita e' allungata ed arriva fin qui.
Mary Anning forse capi' cosa questo significasse.
Significava che quel dito lungo reggeva un'ala.
Quando furono scoperti molti campioni,
si capi' che questo era certamente un rettile alato.
Allora fu chiamato: 'Pterosauro'.
'Lucertola con le ali'.
Mary Anning aveva scoperto il modello
dei primi grandi animali volanti.
Una creatura che seguiva lo schema della nuova evoluzione aerea.
Visse 200 milioni di anni fa,
nel tempo in cui il pianeta era molto diverso da oggi.
La maggior parte era tropicale.
I primi dinosauri avevano il predominio.
E sopra di loro volavano gli pterosauri,
di cui Mary Anning aveva scoperto le ossa.
Dimorfodonte.
Tra gli alberi erano al sicuro dai dinosauri predatori al suolo.
Con tanti insetti da cacciare e mangiare.
Ma questi primi rettili volanti erano pionieri.
E forse, di tanto in tanto, erano maldestri con le ali.
Quando i loro corpi precipitavano sul fondo del mare,
vennero ricoperti dalla melma che dopo millenni, diventa pietra.
Fossili di pterosauri sono stati scoperti in molte parti del mondo.
In Africa, Asia e Sud America.
Ma il primo fu scoperto qui, a Solnhofen, nel sud della Germania.
Questo calcare fu estratto per edilizia ai tempi dell'antica Roma.
Ma chi lavora qui
a volte trova cose piu' preziose
del materiale per tegole.
Le scoperte fatte qui
fanno di questo posto il piu' importante al mondo per chi
ha un interesse per gli pterosauri.
E con la loro conservazione cosi' perfetta
siamo riusciti a scoprire molti segreti
su come volassero questi splendidi animali.
Il calcare di Solnhofen
si e' formato sul fondo di un bassa laguna tropicale
protetta da una scogliera dalle correnti del mare aperto.
Quindi le sue acque erano ferme
e c'erano poche correnti a muovere i corpi decomposti.
La roccia qui e' davvero straordinaria.
Quando e' fresca, e' solida, pietra dura per l'edilizia.
Eccellente.
Ma quando si ghiaccia, comincia a spaccarsi.
E con le intemperie,
si riescono ad aprire i suoi blocchi
come pagine di un libro.
Come questo, per esempio.
Qualche volta c'e' scritto qualcosa sopra,
ma il piu' delle volte,
niente.
E forse per...
stavo per dire: 'Forse non c'e' niente.'
Su questa, pero', c'e' un perfetto ammonite,
un mollusco.
In questa cava sono stati trovati cosi' tanti fossili
che il castello della citta' e' ora diventato un museo.
La maggior parte sono creature del mare,
ma ci sono anche animali caduti in acqua dal cielo.
Pterosauri.
Eccone uno che cadde in acqua.
E' di un genere chiamato Ranforinco.
Non solo le sue osse sono unite come erano in vita,
ma e' possibile notare qualcosa sulle sue parti molli.
Questo e' uno dei piu' perfetti fossili di Pteurosauro mai trovato.
Ed e' un miracolo, visto che ha 150 milioni di anni
ed e' completo di tutti i piu' piccoli particolari.
Ha una lunga coda ossea,
lunghe dita agli arti inferiori.
La spina dorsale e le costole sono ancora unite.
La mandibola ha grossi denti,
con i quali afferrava i pesci dalla superficie della laguna.
Ma la parte piu' affascinante sono le ali.
Sono sorrette da un enorme dito allungato come in tutti gli pterosauri.
Ecco la membrana dell'ala,
che in vita, doveva essere spessa meno di un millimetro,
ed e' cosi' ben conservata da poter vedere al suo interno
tutti i particolari delle piccole strutture
che davano forza alla membrana.
Sono dei filamenti di fibre chiamati actinofibrili,
per dare controllo muscolare alla superficie dell'ala.
Si puo' notare da questo fossile
come gli pterosauri usassero le ali quando non volavano.
Qui, alla base del dito lungo, c'e' un'articolazione
che permetteva loro di muovere le dita in ogni direzione.
Un grande vantaggio
perche' cosi' potevano piegare le ali quando atterravano.
Gli pterosauri svilupparono una prima brillante soluzione
per viaggiare comodamente nell'aria.
Ma sarebbero diventati veri piloti dell'Aeronautica.
Circa 50 milioni di anni dopo il primo pterosauro alato,
ne apparve uno piu' evoluto.
Viveva in una regione del pianeta che e' ora la Cina.
Lo scheletro fu scoperto
da uno dei piu' grandi esperti al mondo di pterosauri,
il dottor David Unwin.
Allora, questo e' uno
degli pterosauri che abbiamo trovato l'anno scorso in Cina.
Lo chiamo' in ricordo di Charles Darwin,
Darwinopterus.
Oh, e' bellissimo.
E' quasi completo, vero?
E' assolutamente completo.
Possiamo dedurre da questa lunga coda
che abbiamo a che fare con uno pterosauro primitivo,
da elementi classici per quel gruppo.
Ma la sorpresa e' arrivata dal collo,
ed in particolare dal cranio, che e' sorprendente.
Perche' e' enorme, non e' vero?
Intendo dire che e'
piu' lungo del corpo.
La mandibola e' molto potente, con denti davvero aguzzi.
Questo cranio sembra di uno pterosauro evoluto.
Ma, il resto del corpo sembra davvero primitivo.
C'e' uno strano miscuglio di caratteri, primitivi ed evoluti.
E' un po' come il mostro di Frankenstein.
La testa grande ed i denti aguzzi del Darwinopterus
chiariscono il fatto che fosse un predatore.
Quindi doveva essere davvero agile nell'aria.
Ma questo pterosauro non mangiava solo insetti.
Le sue ali erano davvero efficaci in aria.
Ma si svilupparono ad un prezzo.
Con simulazioni computerizzate del movimento,
David Unwin ha studiato il loro comportamento al suolo.
Ho inserito nel computer le statistiche di base dello pterosauro,
e costruito il modello che si vede sullo schermo.
Si nota che camminare su superfici piane
era davvero difficile, per lui.
Si muovevano sempre in quel modo?
Proviamo a farlo star dritto sulle zampe posteriori, come un uccello,
ma quando lo facciamo,
notiamo subito l'assenza di bilanciamento.
Sembra instabile, ed anzi, la coda si impiglia nel terreno.
Allora, se assume la posizione a quattro zampe,
le membrane alate, unite alle zampe posteriori,
restano al centro.
Non sembra per niente a suo agio al suolo.
Ed infatti, guardando gli artigli delle zampe e le dita,
scopriamo che non sono adatti alla vita al suolo.
Dove sta andando ora?
Cosi' sembra piu' felice,
appeso agli alberi e alle scogliere, come avrebbe fatto,
tornato nel Giurassico.
I primi pterosauri con le code lunghe,
forse trascorrevano il tempo appesi a superfici verticali
come scogliere e tronchi d'albero.
Ma costretti ad allontanarsi dal loro ambiente naturale,
dovettero cambiare la forma del loro corpo.
Questo fossile ha 140 milioni di anni.
Ha la testa ingrandita di uno pterosauro evoluto,
ma la coda e' diversa. E' diventata piu' corta.
E questa specie con la coda corta non era la sola.
Era senza dubbio un eccezionale cambiamento.
Ce ne erano molte cosi', con questa nuova coda corta
e membrane posteriori piu' piccole per volare.
Qui, in Francia, a Crayssac, nella valle del Lot,
sono state fatte delle scoperte che ci danno un'intuizione precisa
della vita di questo nuovo tipo di pterosauri.
Le nuove creature con la coda corta sono chiamate 'pterodattili'.
Questo e' uno di loro. La perdita della coda
ha dato loro mobilita' nell'aria, ma al prezzo di grande stabilita'.
Anche la membrana tra i due arti inferiori e' stata divisa.
E questo forse li ha aiutati nel controllo.
Ma volare era sola una parte della loro vita.
Qui il calcare si era formato in un mare poco profondo.
E non molto lontano, c'e' una spiaggia.
E la', gli pterosauri hanno lasciato chiare prove della loro presenza.
Fossili, non degli stessi animali,
ma delle loro tracce al calare della notte.
Qui il miglior modo per cercare i fossili e' di notte.
Perche' si puo' controllare la luce
ed assicurarsi che risplenda orizzontalmente
sulla superficie della roccia.
Ed in questo modo, scoprire ogni segno ed increspatura.
Qui una volta la sabbia torbida era soffice, ma compatta.
E conservava le impronte degli animali che vi camminavano sopra.
Ce ne sono cosi' tante qui,
che questa spiaggia sembra una pista degli pterosauri.
Infatti ce n'e' una
lunga circa 11 piedi, cioe' tra i 3 e i 4 metri.
Le impronte piu' nitide sono delle zampe posteriori.
Qui ce n'e' una, qui un'altra,
qui un'altra ancora.
Oltre queste impronte posteriori, ce ne sono altre, piu' indistinte,
fatte della nocche anteriori senza il mignolo che
e' molto sviluppato e dritto in aria, supporta la membrana alare.
Qui c'e' una, qui un'altra,
qui un'altra ed un'altra ancora.
Esaminando le impronte posteriori, si nota che ci sono 4 dita.
Non 5, 4.
Un segno che furono fatte dagli pterosauri con la coda corta.
La distanza tra le zampe posteriori varia.
A volte e' corta, a volte piu' lunga.
Perche' questi animali si muovevano a velocita' diverse.
Quando andavano veloce, avevano lunghe falcate.
Quindi questo splendido sito ci mostra che
quelli con la coda corta erano molto agili al suolo.
E questo forse perche',
la membrana tra gli arti posteriori
era stata divisa, in quelli con la coda corta.
Cosi' gli arti posteriori avevano piu' liberta'.
Quindi, le specie con la coda corta
potevano camminare abbastanza bene.
E cosi' potevano cercare nuove fonti di cibo.
Probabilmente il futuro degli pterosauri
era assicurato, quantomeno,
non dalla loro abilita' nel volare, ma in quella nel camminare.
Questa abilita' nel camminare
ebbe un profondo effetto sull'evoluzione degli pterosauri.
Ci sono prove che da quel momento in poi,
le nuove specie cominciassero ad emergere,
e che si nutrissero di tantissimi cibi diversi.
Quelli con la coda corta si diversificarono
in cerca di cibo in luoghi diversi.
Si puo' dire cosa mangiassero dai loro teschi.
Questo per esempio,
sembra avere un paio di pinzette sul davanti
e denti molto arrotondati.
Si pensa che fosse in grado di dissotterrare
vongole e cozze dalla sabbia e frantumarle.
Poteva camminare.
Questo, d'altra parte, cercava il cibo in volo.
Scendeva dall'alto ed afferrava un pesce grosso,
che veniva perforato con questi denti.
E poi, lo portava via dentro la mascella
e lo smembrava da un'altra parte, forse al suolo.
Altri avevano filari di denti cosi' sottili
da essere poco piu' che setole.
Usavano la mascella come un setaccio
per filtrare crostacei come i gamberetti ed altre prelibatezze.
Alcuni persero del tutto i grossi denti
e svilupparono becchi.
Questi adattamenti furono influenzati
non solo dai modi diversi di mangiare,
ma dal bisogno universale degli animali volanti
di mantenere il peso al minimo.
Quindi, circa 80 milioni di anni fa,
gli pterosauri con la coda corta dominavano i cieli.
Non solo catturavano insetti in aria,
ma afferravano cibo dalla superficie dei mari,
e lo filtravano dalle acque poco profonde.
Questo fu il periodo d'oro degli pterosauri.
Una specie in particolare simboleggia il loro successo.
E' chiamata Pteranodon.
Era lo pterosauro piu' diffuso del periodo,
ed era anche molto grande.
Misurava circa 5 metri e mezzo
da un'estremita alare all'altra.
Ma animali cosi' grossi come riuscivano a restare in volo?
Si puo' trovare la risposta in questo osso fossilizzato.
E' cavo.
E' stato trattato con l'acido, per guardare al suo interno.
Ed all'interno, presenta un reticolo di montanti a supportare l'osso.
Quindi era molto, molto leggero.
L'intera estensione di queste cavita' e' rivelata dai raggi X.
Una sezione trasversale mostra che avevano un'altra funzione.
Ecco l'osso della zampa anteriore dello pterosauro.
Sulla punta, ha un buco.
E' un indizio di come generassero potenza.
Perche' era collegato ai polmoni con un tubo,
ed internamente, a queste cavita'.
Quindi, era qui dentro
che lo pterosauro immagazzinava aria ed ossigeno.
E, da qui, poteva usare la potenza secondo il bisogno.
Con questi ingegnosi adattamenti per volare,
lo pterosauro aveva ora libero accesso ai cieli.
Ma un nuovo tipo di rettile volante
si stava sviluppando lontano dalla costa,
nelle remote foreste dell'entroterra.
Il suo arrivo provoco' grosse conseguenze per lo pterosauro.
In quella singolare cava in Germania,
fu fatta un'altra sorprendente scoperta.
Tra i crostacei, i gamberetti e i pesci
fu trovata una cosa totalmente diversa.
Non c'e' nessun dubbio su cosa sia.
E' una piuma.
Alcuni mesi dopo la sua scoperta,
fu scoperto il fossile dell'animale al quale apparteneva.
Le sue ali spiegate chiariscono a chiunque
che questo era un animale che poteva volare.
Lo hanno chiamato Archaeopteryx.
E questo e' l'aspetto che poteva avere in vita.
Le piume sulle ali sono forti e rigide.
Non sono unite agli arti posteriori, come le vecchie membrane,
e gli arti sono lasciati liberi, in modo da poter correre.
La testa non ha un becco leggero
come gli uccelli moderni. E' ancora quella di un rettile
con una mascella ossuta e denti all'interno.
E anche la coda
ha una linea di ossa fino agli arti posteriori
come la coda di una lucertola.
Quindi questo e' mezzo rettile e mezzo uccello.
Ora sappiamo che l' Archaeopteryx non era solo.
Ci sono diversi tipi di rettili piumati di quel periodo.
I loro scheletri sono rari, forse perche' vivevano nell'entroterra,
dove la fossilizzazione
non era buona come nei mari costieri.
Ma ora gli pterosauri avevano dei rivali nel cielo.
E forse, in risposta,
cominciarono a svilupparsi in modi straordinari.
In Texas,
ingegneri dell'Aeronautica studiano uno pterosauro,
che e' una delle piu' strane creature che hanno mai volato.
Aveva un'enorme cresta sulla testa.
E' chiamato Tapejara.
Questa sua ricostruzione e' il risultato di 7 anni di studi
del biologo dell'evoluzione dottor Sankar Chatterjee.
Ha usato i dati dei fossili scoperti in Brasile,
ed ha portato avanti alcune teorie rivoluzionarie
su come questo animale usasse il suo corpo straordinario.
Questa cresta enorme
si era trasformata in un sensore di movimento,
in modo da poter risollevarsi in caso di perturbazione,
e trasmetterlo all'orecchio interno, davvero molto grande,
che era come un giroscopio.
Allora, i nervi qua dentro finivano nel cervello?
Nel cervello.
Ogni fattore di funzionamento era trasmesso al cervello.
Si', trasmesso. Era come un pilota automatico.
Era un sensore, ma anche un meccanismo di guida.
- E' piu' estremo di ogni altro. - Estremo, giusto.
E cosa poteva fare in piu' rispetto ad altri?
Una cosa era girare molto velocemente.
Era come guidare con un timone sul davanti.
Quindi questo, in effetti, li rendeva piu' acrobatici?
Acrobatici, si'.
Alcuni campioni di Tapejara mostrano che aveva dei peli.
E questo suggerisce che fosse a sangue caldo.
Il sangue caldo fa in modo che un animale generi l'energia
necessaria per le acrobazie.
Ma il dottor Chatterjee ha un'altra interpretazione
della strana anatomia del Tapejara.
Abbiamo fatto simulazioni su cio' che e' speciale in questo modello.
Quando dispiegavano le ali, potevano navigare.
Pensa che non solo potevano volare in aria
ma anche navigare sul mare, giusto?
E' probabile che planassero sull'acqua in cerca di cibo,
ed essendo a sangue caldo, ne avevano bisogno in quantita'.
Ed in cerca di cibo, forse per tutto il giorno
essi mangiavano e mangiavano.
Ma come muoversi? Come coprire il vasto territorio?
Sembra che fosse un bravo velista, come una barca a vela.
La cresta sulla testa aveva una funzione una volta in acqua?
Penso di si'.
Mentre navigavano, la cresta sulla testa fungeva
da fiocco, la parte anteriore della barca a vela.
E queste due da vele maestre.
E trovando l'assetto di queste tre vele
potevano navigare molto velocemente.
I cigni e le oche oggi sollevano le ali
per sfruttare le folate d'aria.
Un comportamento chiamato 'volo a farfalla'.
Quindi forse, il Tapejara faceva qualcosa di simile.
Ma le grandi creste sulla testa avevano forse un'altra funzione.
Ci sono indizi di quale fosse negli animali di oggi.
Come in questa colonia di sule a Bass Rock,
al largo della costa scozzese.
Gli pterosauri senza dubbio
vissero in grossi gruppi lungo le coste dell'antichita'.
E vivere in comunita' cosi' assiepate
allora, come ora,
deve aver condotto ad ogni genere di dramma.
Come accade in comunita' come questa.
Le sule che nidificano vicine
litigano tra loro per il cibo ed il territorio.
Gli pterosauri certamente erano in competizione
per le attenzioni del sesso opposto.
Forse il Tapejara
usava la cresta enorme per mostrarsi alla compagna
durante la stagione dell'accoppiamento.
Aveva prolungati comportamenti pavoneggianti
che hanno molti uccelli oggi.
Dopo il corteggiamento, gli pterosauri,
come gli uccelli, deponevano le uova.
Questo uovo fossilizzato,
grande come quello di uno di queste sure,
e' in realta' l'uovo di uno pterosauro.
E sebbene sia un po' appiattito, e' conservato talmente bene,
da poter vedere i dettagli dell'ossatura al suo interno.
La testa, come quella di un uccello,
e' ben formata.
E' qui, in mezzo a queste grandi ossa.
Ma se le ali di un uccello sono appena formate a questo stadio
invece le ali dello pterosauro
hanno all'interno delle ossa gia' ben formate.
E questo ci porta ad una straordinaria conclusione.
Un cucciolo di pterosauro, alla nascita,
era gia' in grado di volare.
Le ossa dell'embrione dello pterosauro rivelano altro.
Si sviluppavano in modo diverso da quelle degli uccelli.
E per di piu', continuavano a farlo,
anche dopo la nascita del piccolo.
Questo ci porta ad alcune specie diventate gigantesche.
Qui, nel sud est degli Stati Uniti,
vicino al confine messicano,
c'e' una prova dell'animale piu' grande che abbia mai volato.
Uno pterosauro cosi' enorme
che per anni, alcuni scienziati non hanno creduto
alla sua esistenza.
70 milioni di anni fa,
questa zona era una piana alluvionale calda e rigogliosa.
Sono qui per incontrare il ricercatore di fossili Doug Lawson.
E qui, Doug ha fatto una delle piu' importanti scoperte
nella storia della ricerca degli pterosauri.
Sulla collina arenaria c'era una sfera isolata.
E si poteva pensare: 'E' un altro dinosauro',
tranne che la materia di questo animale
era molto sottile, e molto leggera.
Ed era difficile perche',
nel caso fosse stato uno pterosauro,
l'osso da comparare
sarebbe stato grande come un chicco di riso.
E questo invece era piu' grande di um pompelmo.
Coperto d'arenaria era difficile vedere cosa fosse.
Ma ho capito che era il polso dell'animale.
E quelli degli pterosauri sono unici.
Dopo quello, con il ritrovamento di questi altri
frammenti d'osso in quel sito,
si e' capito quanto fosse grande.
Ecco l'osso dell'arto superiore di quell'esemplare.
- Questo. - Si', si'.
E guardandolo si deduce:
''Wow, e' delle dimensioni di un dinosauro.'
'Ma e' uno pterosauro.'
Quindi, non si puo' non dire: 'Ma quanto e' grande?'
- Oh, si', giusto. - Ma quanto?
In base a quello che abbiamo, la stima e' di circa 15 metri.
- Di apertura alare? - Si'. Di 15 metri.
- E' gigantesco. - Si', assolutamente.
Allucinante.
E la gente ci crede?
Be', e' un problema.
Nessun altro pterosauro e' neanche la meta' di questo.
Ed il fatto che una cosa cosi' grande volasse,
e' anche un problema aerodinamico.
Era davvero una scoperta sorprendente.
La sua creatura aveva ali cosi' larghe
da essere grandi come questa costruzione.
Visse 70 milioni di anni fa, durante il Cretaceo.
Era alta 6 metri.
Cosi' tanto da guardare una giraffa negli occhi.
Era un Quetzalcoatlus.
Chiamato cosi' dal nome del Dio Serpente degli Aztechi.
Forse si nutriva di carogne.
Usava il collo lungo per scavare nelle carcasse
dei dinosauri morti.
Ogni animaletto cosi' sciocco da incrociare la sua strada
andava incontro ad una fine cruenta.
Ma come prese il volo il gigantesco Quetzalcoatlus?
La risposta si trova
nelle ossa degli arti superiori degli pterosauri.
Ci sono due cose da analizzare bene,
in un animale grande come una giraffa, il Quetzalcoatlus,
che fu in grado di volare.
Peso e potenza.
E un esame ravvicinato delle ossa,
ci mostra come facesse questo pterosauro.
Una scansione dell'osso dell'arto superiore del Quetzalcoatlus
ci mostra che, come negli altri pterosauri,
era cavo.
Questo animale era davvero leggero.
Poteva avere le dimensioni di una giraffa,
ma non era piu' pesante di due esseri umani.
La punta dell'osso era molto diversa.
Questi montanti di supporto si allineavano in una sola direzione.
E ci danno un indizio di come volasse.
Gli arti superiori erano rinforzati
in modo da tollerare un'improvvisa potenza
senza rompersi.
L'animale usava i 4 arti come una catapulta,
per lanciare il suo corpo verso il cielo a 55 km orari.
Utilizzava un lancio a quattro zampe.
Ma come volava in realta'?
C'e' un modo pratico di scoprirlo.
Un aliante moderno e' grande come quello pterosauro gigante.
Ha ali sottili.
Ed e' estremamente leggero.
Questa macchina volante e' talmente leggera
da non aver neanche bisogno di un motore.
Ha bisogno solo di essere trainato per volare.
Sono molto vicino a provare la magia
del Quetzalcoatlus in volo.
Con la sua enorme apertura alare,
era l'animale piu' grande ad aver mai volato.
Il Quetzalcoatlus sbatteva pochissimo le ali.
Era un aliante vivente.
Ed aveva un controllo maggiore
dei piu' evoluti e sofisticati velivoli moderni.
Controlliamo il nostro volo,
usando almeno in parte, la nostra coda.
Comunque,
mentre gli aeroplani e gli uccelli hanno la coda,
pterosauri evoluti come il Quetzalcoatlus
non avevano alcuna coda.
Quindi, controllare il volo doveva essere molto difficile
e richiedeva un'intelligenza considerevole.
Ma c'era una ricompensa per questo.
Poiche' senza coda, il Quetzalcoatlus era piu' agile
di quanto lo siamo noi.
Il Quetzalcoatlus usava molte tecniche
usate dai piloti degli alianti moderni.
Per mantenere l'altititudine, occorrono correnti ascensionali.
Colonne di aria calda tra squarci di nuvole
che si scaldano al sole sulle rocce.
Si puo' dire dove sono,
perche' su di loro si formano bianche nuvole morbide.
E ce n'e' una laggiu', dobbiamo andarci
se vogliamo mantenere l'altitudine.
Si ritiene che sfruttando le correnti ascensionali
il Quetzalcoatlus percorresse circa 17.000 km in un solo volo,
quasi la meta' della circonferenza dell'intero pianeta.
E' possibile che, come alcune aquile oggi,
questi giganti volanti facessero lunghi viaggi migratori ogni anno.
Dopo 150 milioni di anni dalla loro prima apparizione,
gli pterosauri erano al loro massimo splendore.
E poi all'improvviso, sparirono.
Una meteora caduta sulla Terra 65 milioni di anni fa
e' spesso incolpata dell'estinzione dei dinosauri e degli pterosauri.
la verita' e' che il loro destino era gia' segnato
milioni di anni prima di quell'evento,
dai primi uccelli che si evolvevano nell'ombra.
Furono gli uccelli ad emergere dalle ceneri di quella meteora.
Occuparono le nicchie che erano degli pterosauri.
Perche' gli uccelli sopravvissero e gli pterosauri no?
Gli uccelli avevano un vantaggio sugli pterosauri.
Le loro piume rigide
non rendevano necessaria l'unione delle ali
ai fianchi o agli arti inferiori.
Gli uccelli potevano correre,
camminare e saltare,
quando ne avevano bisogno,
in caccia di cibo in ogni ambiente naturale.
Nessuno pterosauro, appesantito dalle ali sottili,
poteva camminare come i fenicotteri.
Oggi gli uccelli
si sono evoluti in migliaia di specie,
con differenti tecniche di volo.
Ma fu lo pterosauro
il primo a volare.
Furono loro a risolvere i problemi fondamentali del volo.
E per primi
raggiunsero uno splendore, che gli uccelli ancora
non possono raggiungere.
La dinastia degli pterosauri duro' 150 milioni di anni.
Noi esseri umani esistiamo all'incirca da due.
Ma solo ora cominciamo ad apprezzare la pienezza,
la meraviglia e lo splendore di questi pionieri del volo,
gli pterosauri.
Traduzione: monyosy
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