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Original subtitles

Un giorno mi trovai di nuovo a guardare quella foto.

Non che non l'avessi avuta davanti agli occhi per tanto tempo

e che in quel giorno precisamente viene ricordata.

La feci vedere.

Sto lavorando a un progetto, ma senza grande entusiasmo.

Non riuscivo a girare e mi venivano in mente le parole di Pablo.

Lui sì che aveva tentato di spiegarmelo.

Guarda che se non lo fai te ne pentirai per tutta la vita.

Sei ancora in tempo e può venir fuori una storia bella.

Si, Pablo, ha ragione. Lo farò.

Vuoi per pigrizia, vuoi perché pensavo l'avrei sempre potuto fare.

Vuoi ancora per pudore.

L'ho rimandata sempre, questa benedetta storia.

Si, è vero.

Poteva avere una bella storia, ma penso che quello non sia il momento giusto.

Finché quel momento non le perso, lo senti perso senza rimedio

di questa perdita di ricordi. Dopo.

Dopo tanto tempo, quando forse comincio a scrivere una nuova biografia

a metà dell'esistenza, Landolfo Bella

aspettava che gli raccontassi la storia di quelle storie.

Improvvisamente vidi negli occhi quella foto.

La foto di Curro fu la.

Mi ricordai sicuro di quanto tempo

avessi passato nella sua casa, di quando lo conobbi.

Mi ricordai che Manuela aveva fatto sentire a Emilio

una fiaba in cui si parla di Curro.

Forse anche questo mi stava spingendo a ritrovare una nuova idea.

Forse si stavano mescolando inesorabilmente il tempo

e l'età, i ricordi, il futuro.

Il mio progetto.

Allora ho cominciato a cercare altre foto, a ricostruire frammenti

di una vita condivisa.

Ho visto materiali filmati anni addietro.

Sono passati quegli anni.

Fare la doccia, quella non fatta.

Giovanna.

Ma andiamo con ordine.

Poggiata una accanto all'altra, le foto erano sulla credenza.

Presi quella più grande.

Me la portai dietro.

Era una foto ritrovata di Francisco Cano, mitico fotografo di corrida.

Ho scoperto che è scomparso da poco, nel 2016.

Le foto di Cano sono note universalmente.

Sono foto di corride, di toreri, di personaggi famosi.

Sono foto anche tragiche.

Il fotografo che ha immortalato la morte di Manolete a Linares

perché ha seguito personaggi noti che attraversavano

appassionati di questo mondo febbrile, da Orson Wells,

Ernest Hemingway dall'imperatrice Soraya

Ava Gardner a Sophia Loren.

E poi grandi toreri da Domingo in.

Un mondo esagerato ha attraversato il suo obiettivo.

Cano, morto a centotré anni.

L'autore di questa foto,

che mi ritrovo fra le mani e che mostra Gandalf, è dedicata,

come è scritto in maniera autografa, al mio amico Julio Pérez Vito.

Gran torero, il maggiore amigo, con un abbraccio cano

a sua volta questa copia dedicata, come in subordine

in alto a sinistra da Díaz Palma per mia amigo Curro toro,

probabilmente un amico di Curro che avendo la ritrovata viene fece dono

la foto o

tra Julio Curro mostra un terzo componente alla quadriglia.

L'amico storico e collega di curdo siriano è con loro sorridente.

Ernest Hemingway Sì, Ernest Hemingway.

Nient'altro.

Da quella storia riparte il racconto con desiderio

di trasformarsi in una storia compiuta.

Della mia vera

casa da.

Solo nastri, Nastri,

cassette magnetiche, ormai quasi del tutto inutilizzabili.

Una parte del materiale con cui sono cresciuto,

i film registrati nelle notti insonni, altri duplicati.

Molte di queste cassette sono riprese familiari,

lasciate nel dimenticatoio e pronte anche loro a svanire magneticamente.

Mi viene un groppo alla gola.

Penso a come ho fatto ad abituarmi al loro ineluttabile svanire.

VHS C Video Io

che cerco le riprese fatte in Spagna

qualcosa c'è.

Esiste ancora.

Tuttavia.

Che non è un buon lavoro.

La contaminazione.

Comincia a cercare le altre cassette.

Ne metto una dopo l'altra.

Mi accorgo di avere una montagna di materiale.

Ma siamo sempre noi in viaggio con gli amici di cura.

Quasi niente.

Adesso c'è la cassetta 43

immagini della gita per Ronda.

Si vede il rientro dal fiume.

Quasi notte.

Il tipo della barca ci dice qualcosa

impercettibile.

Le immagini sono sgranate per la notte.

Sto la è finita.

Comincia a rivolgersi velocemente.

Mi viene in mente che questi materiali non possono

rimanere frammenti della memoria.

Non sono soltanto filmini familiari.

Il nastro 44 parte.

L'immagine si fa buia.

Stiamo ancora passando il fiume sulla barca.

Saranno le 22:00.

Si vede il sole tramontare sul fiume,

le immagini sporche mai montate

adesso.

Un modo attraverso cui riuscire a interpretare questi luoghi,

ma soprattutto riuscire a interpretarle a partire dal mio tempo.

Questi paesaggi significano per me una parte indissolubile

della mia esistenza.

Il mio umore, l'intuizione, la nascita di mio figlio.

E poi il calendario di una famiglia, le liti, i silenzi,

il dolore per la perdita.

Prima di CUR, poi di Soledad non c'è rimedio.

Adesso, dopo tanto rinviare, mi si presenta il conto della dimenticanza

e anche della colpa di aver perso quell'incrocio di destini, non averlo

accompagnato nella quotidianità, nell'abitudine di una quotidianità serena,

talvolta monotona, a suo tempo anche vissuta con disappunto.

Adesso è venuto il momento di

ripescare questo tempo passato e provare a restituire il no.

A una vecchia stanza,

alle pareti, qualche manifesto di corrida,

un calendario di disegni da bambino, un ritratto di torero,

la testa di un toro.

E poi bancone da lavoro all'angolo, un camino spento

ma funzionante.

Manuela che mi mostra un vecchio ferro da stiro.

Improvvisamente corro e guardando queste immagini mi commuovo.

Non pensavo potessero farmi quest'effetto.

Le guardo più volte, Mi fermo, torno indietro e poi di nuovo

daccapo, come se cercassi di ritornare indietro nel tempo.

In quel momento, in quel pomeriggio,

sono passati 25 anni e mi emoziona rivedere Manuela.

Non la ricordavo così bella.

Forse c'è uno spiraglio.

Tutto questo per non morire di nostalgia, ingoiato dal tempo

e dalla pena di questi nostri corpi consumati.

Penso che forse c'è qualcosa che si può ancora fare provare a

testimoniare questa presenza come esigenza di una consegna per il futuro.

Stabilire cosa lasciare di questo oceano visivo di memorie.

Questo avrebbe dovuto essere il lavoro su Current.

Adesso non mi resta che provare a ricostruire le memorie degli altri,

provando a ritrovare quella di Curro.

Penso che dovrei provare a raccontare la storia che Curro ci avrebbe restituito

la sua storia è la storia delle persone che hanno vissuto un tempo,

ognuno la sua parte, ma che, presi casualmente,

possono comunque restituirci un momento di quel tempo.

Un'idea di questa

documentazione possibile, di questa sopravvivenza.

Forse non è la storia assoluta che devo cercare, ma la mia storia di come

deve essere una ricerca del tempo perduto, di quel racconto

che mi avrebbe dovuto fare cura

per la.

Il percorso di scrittura del suo bentrovato.

E questo filo è la memoria condivisa in questa partitura visiva

che l'America del Guadalquivir che giunge fin sull'oceano

Guadalquivir, il fiume sulle cui sponde Don Giovanni

incontra il diavolo.

Bisogna immaginare una serie di quadri nella Marisa

e scrivere una serie di interviste che ci permettono di raccontare questa storia

o ipotizzato di girare tra la fine di maggio e metà giugno.

È un periodo dell'anno particolare visivamente per la Marisa

i campi desertificati si trasformano.

Da un lato avremo dinanzi a noi intere distese brulle

e al contempo altre inondate di acqua per la preparazione del riso.

Un paesaggio anomalo che

tradisce comunque l'apocalisse di caldo che a breve giungerà.

Non è difficile comunque, che le temperature già in questo periodo

possono arrivare a 35 38 gradi.

E comunque un periodo meraviglioso di conferme

e trasformazioni.

Ancora Ci stanno già aspettando

i che mi dice che sono impazienti. A cena, Ultimo maestro.

Dunque non preparo l'inventore del Cerchi,

cioè Andrés Mai.

Anche perché.

Ho fatto.

Il contrario.

In quanto.

Quando facevo l'ultimo sbarco

con acqua fredda, riferisco lo meno

segno.

Ma è fatto male.

Che dovevano farlo per il polietilene

e con il polietilene a fare.

Il polietilene

a preparare i teli che in trivalente

Brasile farà Austria asilo

che ha una pendenza.

E la barchetta io.

Sperando.

Che lateralmente.

Primieramente Stefania, Stefania Ruta.

E fermo nella finta

fiera, parte da riva, ma.

Da Vau arriva e sempre sale della chiglia

per Bologna e della chiesa arriva.

La fattoria

e la.

Puntando

gravava il compagno una un'attesa IVA dandole

che l'avrà deve che arriva levando

pannello tipo carte dalla venerdì dal.

E alla doveva al ringraziarla

abbondantemente aveva gelava

sempre parte va che l'altra.

Trafila perché legava arriva

arriva

arrivava e a far tr R e media.

I quando un'esperienza

tempo passato capienza

che Pietro che che che secondo servire che

ho terminato mentre Nadia che

mi trovavo. Una.

E ha chiamato

per le vie.

Con Onorati.

La fede varie.

La pena

per entrare

ed approdati Michele

la vide.

Firmare? No.

Nadia che?

No, no, non sono altro che nell'aria.

Lo trovai un cursore della dell'imbarcazione.

Una bolla.

L'andamento che la barca che tra

vicini e ci racconta frammenti la sua vita di un vissuto smarrito

fra le intemperie della vita quotidiana il rammarico, la pena, gli occhi lucidi.

Ma è questo quello che sto cercando

mentre ascolto le sue parole, mi resta il dubbio

che forse questo lavoro deve ancora formarsi.

Vedremo a quanta Sava.

Ma la ditta e la casa?

A chi?

All'intervento che resterà lungo 40.

Tornanti

mi disse quello

che era il carpentiere

che sono in grado di ma quello era brutale mi pare

e via con

con la casa e la sorella così è la frontiera

i valori erano sicuri alla la pietà che deve

che portava con sé la mia macchina

solo che neanche l'avrà.

Un altro

e via quello mi pare mi

eviti a me che

viene lasciato tendenziale una parte.

Un ragazzo.

La caverà.

Il pomeriggio

adesso ci siamo mossi per vedere il tramonto.

Ci serve per capire alcune cose sulla luce,

ma anche una pausa per riflettere.

Speriamo.

La febbre del Rio. Poi ancora Isla Mayor.

Andiamo verso una location scelta vicino al centro per visitatori.

Valverde.

Dopo aver percorso una trentina di chilometri di strada asfaltata,

entriamo per una strada in terra battuta.

Il paesaggio è piatto, brullo, monotono

e magnifico nella desolazione.

La strada è polverosa.

Rallentiamo, poi proseguiamo.

Non superato.

Quello che qui chiamano il muro,

una specie di strada rialzata che divide in due il paesaggio

e permette la percorribilità in momenti in cui i campi sono inondati.

E adesso che sono le 17:00 fa caldo.

Un caldo afoso e secco.

Ogni tanto qualche vecchia casa

diruta, probabile ricovero per attrezzi e bestie,

qualche indicazione divelta e altre nuovissime che raccontano

l'organizzazione dello spazio della riserva.

È sempre forte la sensazione visiva di commensurabilità di questo orizzonte.

C'è una sensazione che addirittura il mondo possa scendere oltre l'orizzonte.

Noi che siamo abituati a confrontarci con le montagne,

sappiamo, viviamo questo limite.

L'orizzonte sul mare

qui è sensazione diversa, è un limite solido, non liquido.

Un limite che travalica la continuità visiva dell'acqua.

Quello che ferma lo sguardo è semmai il limite stesso dello sguardo.

Fin dove puoi arrivare a vedere,

oppure un ostacolo fenomenico della visione.

Atmosfera sul limite dell'orizzonte che intorpidisce il paesaggio,

uno strato denso dell'aria che si confonde con la pianura fin dove arriva a vedere.

Ci fermiamo un po.

Questo spazio mi ha ricordato ciò.

Tangeri in Tunisia.

Questo lago salato, disseccato di cristalli.

Scendiamo dall'auto.

Quello che mi interessa è proprio questo gioco sul limite della visione.

D'altronde è stato quello che mi ha sempre interessato nel video,

dai primi lavori ad oggi, in una coerenza di indagine quasi antiquata.

Fin dove possiamo spingerci?

Non tanto credendo nei limiti ottici e tecnologici della visione,

ma sul limite stesso del vedere le cose per la nostra mente,

non come esercizio filosofico dell'essere e del percepire,

ma come mera infiorescenza poetica della meraviglia.

Ognuno di noi divora porzioni di visibile, un ingordigia atavica.

Testimoniare questo qui e ora.

Eppure quello che vediamo in un certo qual modo, quello che noi siamo

adesso insieme, quello che vediamo, deriva da ciò che stiamo volendo vedere.

Lo connettiamo subito con tutto il nostro progetto di vita, di lavoro

di ognuno.

Si fa un viaggio individuale, un desiderio di vedere le cose che non riguarda

soltanto quello che stiamo vedendo o credendo di vedere.

Però quello che adesso chiedo ai ragazzi è di provare a sentire

di fermarci un attimo e di ascoltare.

È impressionante il silenzio quattro 33 di Cage.

Siamo noi a dover limitare la nostra esperienza sensoriale.

Esiste questo posto o è soltanto una ragion d'essere nostra?

Per fortuna che qualche uccello ci libera.

La verità è che ci troviamo in mezzo al nulla

e che condividiamo questo senso di smarrimento,

ma sappiamo pure che deve diventare un filo narrativo.

Si è trasformare nel racconto di qualcosa,

forse anche soltanto di noi stessi, dell'esserci.

Lo spazio infinito, piano nel piano, orizzonte puro in mezzo al nulla.

Io lo volevo, ma

non riesco a pensare.

All'assenza.

Buon.

Antonio.

L'uomo a terra sempre vista e le.

Una presunta legge detto sopra

sua esperienza deviata e.

Involontaria sono conoscenza fine segreto.

No, io parlo do tutto ma sanno che è ma

sanno tutto Non è che nel segreto

l'avete condotta sicura di aver provato

a far scoppiare una cosa che non.

È una parola che muove da una meta io no.

Io non vorrei.

Gli ho detto Coltello e non tagliente. Rea

Che segno!

E io?

Tra l altro E arrivo alla mia casa.

E io non la posa davanti ai.

E io vera che io ho lavorato che io

era un bordello ove abitava

ed è quello che salta che mi devo.

Servirà

l'aiuto 26

Estrarre corredo Ricondizionare via

e legare.

E niente nuove via e tagliare movimento La grande paglia

e domata.

Ecco campione del mondo,

i quali esecutore sa cavarsi è stata resa

cava mujeres e io napoletana

osso di erogazione

deve passare.

Sapete io come lui tedesco partivo con l'aereo

e lo devo via così

via bisogna fare

è un compaiano mio padre mi pare di aver

lo terremo hi la teniamo un duro noi teniamo una la

e lo potremo un camino è riuscito ad aprire eravamo avari

era via di filamento talvolta via

molti aneddoti sapore musicalità.

Via via che lo compiamo

perché non avevamo ed erano foto insieme

una visione lo Campanella carissimo che però che non siamo qua

come persona però vediamo che l'amore

non vede da dovrebbe

una un'università che sia un'Olimpiade colare

meglio ed una.

Vera va che

usa gli argomenti Antonio te

che parli avrà.

Vedere trova tregua

come esempio io vedo io

uguale a dove andavo mano è è un cambio nel tempo

io vorrei e me e me voi avete.

Partendo s'avviava

punto tre zero non Tersite 87 83 dorata completato

l'onda vi aveva già pagato

se era valente voglio.

I capelli a cuore nero Kodak.

Vedevo Gloria.

Non mi ero muoveva meglio Forever 88 nave con la.

Da chi

a quattro chilometri tormentava, sperando

e non ero io

a che cosa cavolo momento gol che lui lui è il papà

che farà.

Egli è una.

Ragazzo

cara trova che al meglio gli aveva dato un risultato e avrebbe pagato.

E allora un ministro porcata.

E allora controllato l'istituzione e

pronta

non sapevo che Luca qua non da parte del suo completo

però completo e l'ho trovata una macchia il blu e la penna

ha detto.

Datemi un proiettore.

Che io parlavo come le loro fa io.

Vorrei però

sognava e loro.

Nel settembre ottobre.

Un tempo nemmeno Calò e.

Auser. Ha.

Serve Diego.

Questi due primi incontri sono stati un po complicati.

Rugginoso la macchina, I ragazzi ancora non hanno preso il ritmo giusto.

Molti imbarazzi da parte loro.

D'altronde sono i primi giorni di ripresa.

Non è facile ambientarsi in un set, soprattutto in un paese straniero

dove non controlli la lingua

per qualsiasi cosa.

Hai paura, non sai come rivolgerti agli altri.

Eppure sono stati due incontri illuminanti.

Abbiamo sentito storie, imbarazzi, pause e tristezza,

un senso di rammarico e poi anche il desiderio di esserci,

di sapere che comunque la vita si apre, Un nuovo orizzonte.

Vedevo quegli occhi

luccicare e mi rendevo conto di essere in ballo.

Erano loro i loro occhi a luccicare.

Ero io a sentire quell'emozione, ad investire parte dei miei sogni

e delle mie attese. Chissà.

Però quella strana situazione mi spingeva a cercare qualcosa in più,

a pensare che forse non ci si poteva limitare a questo racconto,

che forse bisognava provare a raccontarla, questa nuova zona dell'esistenza.

Tutte queste persone che incontreremo hanno in media

settant'anni.

Dopo l'intervista abbiamo deciso di fare un giro.

Adesso siamo in macchina, Sto guidando la macchina.

È un vortice di volti quello che mi gira nella mente.

Vedo frammenti e schegge impazzite, quasi non contro l'umanità di queste visioni.

Rughe che impauriti, sorrisi di conforto,

mani che si toccano, qualche battito di ciglia.

Papaleo Adesso c'è una confusione di generi, lingue.

A cosa

pensava Ciglio quando ricordava dei primi giorni della bottega

e cosa pensava quando ci diceva dei modellini che si ritrova a fare?

È finita un'epoca, è finito una storia.

Crederci, sudare e andare avanti.

Il fiume buono, il fiume cattivo.

Con il tempo, la natura a succedersi quotidianamente, senza sosta.

È questo quello che sto lasciando.

È giusto.

È questo il destino delle cose?

No, non delle cose, delle mie cose.

Adesso e per sempre.

Chiudo e riapro gli occhi.

Mi passano accanto le insegne stradali

per ineludibile di possibilità della geografia.

Le luci delle auto che mi incrociano feriscono il mio sguardo,

mi spingono a chiudere gli occhi.

Sì, mi sette. Un incrocio di destini.

Adesso ci troviamo con un arrivederci.

Faremo una seconda sessione di lavoro con Lucia ancora in mente le sue parole.

È un succedersi di silenzi.

Siamo arrivati a un incrocio della storia.

Finora abbiamo sentito storie del passato.

Abbiamo sentito

racconti di memorie.

I nostri amici

ci hanno consegnato parte della loro vita.

Eppure

è come se sentissi

che manca qualcosa.

Manca qualcosa in questa idea

di scrittura, di racconto, di racconto visivo.

Perché questi sono dei luoghi estremi.

Sono dei paesaggi che narrano

una vita propria.

E queste storie

diventano quasi delle epifanie degli eventi.

Storie straordinarie nella loro quotidianità,

nel loro silenzio.

Ma sono storie del passato.

Ho un dubbio,

ed è un dubbio

su questa storia che stiamo raccontando.

Io non credo che noi

possiamo consegnare il nostro racconto

soltanto alle loro storie.

Penso che dobbiamo provare a riscrivere queste storie

e dobbiamo riscriverle pensando che possono essere

non più una consegna del passato, ma un'ipotesi di progetto per il futuro.

Una storia nuova, una storia clandestina.

Forse.

Spero che possa

seguire l'idea della mia esistenza

rispetto a questi luoghi,

non soltanto l'idea

che possano queste persone rappresentare

eventi del paesaggio, della mia esistenza.

Ma che possano raccontare

un loro futuro.

È come se potessero in un certo modo,

entrare in un'altra fase dell'esistenza.

E per farlo dobbiamo provare a riscrivere questa storia.

Dobbiamo provare a trovare un'idea nuova, un'idea clandestina, diversa, differente

da un sotterfugio o per certi aspetti.

Bisogna tradirlo.

Bisogna lasciarlo.

E provare a seguire

una nuova invenzione.

Al microfono, nato già

tutte quelle cose che.

Quella parte

a ricordare una parlerà E come uno.

Teniamo una casa e mi vedranno.

Dentro i.

Una porta

che l'avvocato.

Hai avviato Metro e acqua

piena che anche ha luogo età di accadere una materia dai caratteri.

Ma non

montavo la barca e quando avevamo

la casa abruzzese

con la barca

notai.

E. Alla casa arrivava alla Palma

avevamo una candela

che a Roma la facciamo e non venivo.

L'ombra che stava.

Aveva

palo onde non ho più un palo.

Della palma era un palo.

E stabili dalla lancia.

Volete guadagnate niente?

Io dopo tre tre anni. E.

Mio padre quando trovavo

come i nuovi

aveva i suoi una sofà compatto a che tra

una famiglia sgranava aveva viottolo aveva riconosceva

gli atti Palma ombre con Perrotta una Pita.

Che quando veniva fu era

con sua revocava.

Come abbiamo già annuncia in municipio

Lucio Uva.

Nelle

io venivo via fa con mia

nipote umana nei panni

e poi arrivava

dalla bottega.

Tre metri Vivienne

che ha spalancato quando arrivo la marea era viva

Coria comprava un poco de cotto idolo darei a chi.

Abbiamo Chambre

Breton la capo via i ma.

Alla metà dove venite

lavavano i Natal comodità costava Italia vantava TEU

la Lu era una bottega

con una vita piena della Italia

tipo la Magna quando saliva pagava

perfida il

poté suonava lo smog cui passava un

un tubo.

De uomo quattro così ma.

Una calamità.

Il futuro il tempo sono

guardo malo malo.

Ma io quando voi porconi avevo l'occasione di tirarla Casey

mentre la barra Pelù

Io ormai tendi ad un fagotto che hai.

A tavola Magna

tu tu famiglia

uno Un Totò.

Ma correvamo poco nelle vie

non poco sporche quando arrivano a via Marco Caia.

Ora alla gita cieca del remo

quando era la fai la parte da papà come lo fa?

Era una mia blu

che ho imparato a chi

è nel corteo vuol avere una amico signora trattoria

che il una vivienda di mio manager

un bar io lavoro la noce parto

i la montarono un mulo la devo un poco aria

d'amaro che

il vino un barbero con una lancia Remo la Montaruli

i Parioli la casa la ragazza che dava la mantellina via

passava la possibilità di che darsi ancora

io non potevo avere in casa con notarile gonfie

nove ettari.

Arriva fu era la barca

la vera arrivata Catalano. Del campo fu.

Pagava una cosa

che dove era Dammuso io dovevo l'amava e.

Però finora

purché tu era fino alla vela ultima lancia anzi

e quando la cavava ad allearvi

via e dopo che arrivava la segreteria

e la guardia un tronco levava una lancia aveva via

quando stava e

rinomati pagava allora che tutti si era

in poco tempo che Rio era Como

Rio era un una buona.

Che e nel

o nero a febraro che ha tagliato via

stava un poco

in via lanceolate.

Nell'ultima lanza gli allievi.

Che arrivavano.

Appena.

Poco.

E ogni volta che non vi era di una casa

n'aveva già era

piena di

legna. Fu.

Cofana e mia dormitorio in condizioni.

Ha trovato da me. Arrendano.

Una casa ancora, lamenta Pepe

in quando loro Domingo,

quando veniamo da Bologna era conoscevamo illumino

veniamo po'la la Magliana o si stava al tempo

ma lui legava di palo troviate venia o quando via.

Vi Andrea non potevo aver per la tarde

e la 4.ª guarda caro allora che che era quando sei al.

Dr. Gaia

avevamo parlato male di ragazzi

menava tra loro Luca.

Faceva.

Male già preparato

però sono tornata a casa, visto, rivisto quel momento.

Per questo voglio capire fin dove posso spingere.

D'altronde non sono anch'io adesso come si può configurare questa storia

So che potrebbe rappresentare la chiave di svolta di questa vicenda.

Mi sembra che fra le righe di questi sguardi stia facendo Carmine.

Che trovava molto.

Affine alla sua faceva

dove come ai nel campo

a tifando la candela

papà voleva vedere come è uno la pelle.

Appena.

Gialla poco due anni fa che.

Entravano nel campo è la costruzione

è la meccanica

è la vetreria. E.

La fontana ria.

La mia la conosco.

Però un po'più

no ma è un artista per come lo è lo che ago.

Che mia

se io siete anche un poeta trova.

E Malaga.

E la lo fanno del drappello Paolo per drappello

e veniva la gente con con il primo cambia

lo pora Rina poi reali

come aveva i Marra ma Rava lo mulo e lo cavallo

in un Argo la cavalla pare del Molino

e quando l'Emilia elettrico la favola cavallo che fu era

poche la

la cambia che fu era

gli operai pagate fu era pago e lettiere Google cavallo mulo

e lo cavallo Pallo bello.

La monto Nava in una quadra che bene

e Malaga

i quando eletti Errico fonia

già così ove il mantello e può veniva

la gente passa veloce alla terra con una via voi non avevano

avevo come lo comprava era mi trovavo in mediana quella poi

i e. Che te pare

compaio siete Agnus ma nove né Aquila menu.

Quando può daghe due di se a New

che tra ero a chi.

A che arte che non avevo Tata Magliana.

E Papandreu

che me lo trovo

do per la corda di attenti di attenti era

va intesa intimo do corda.

I mi metterò di un montone patto di quattro palo de piedi

un pugno de patto di.

Alla Ventura Review

i già quando è parlando la cosa che avevo animando

trovavo che lampeggiava casuale grazie

pomi il Mana tecnologo con il padre Enrique sembra marito la Pantera

gioiva aveva il caffè troviamo i di

e la De Fofò

il povero medio il padre Enrique

che io che rientrava.

Pure tra.

A chitarra Madonna Rau

Ivan provando i Fernando giocava la Rama e

i la serva da via dei con un verso

la fa cava di un lui se chiamava il capo

ma insegna in suoi nero Giampà italiana di nero

i dalla viva Romeo i quando Rosa è il padre del brigante

vino Coria Juan per fare una vendetta che gli obiettivi ero

e tutte che era venivano

di ombre di sedute dai 30 loro

del lavoro che era Nava di a 30 fede

duello che Maria.

De Fofò noi Palau.

No parlato Nunca dunque

che almeno il mio nel trova Umberto

negato il mio nel trovavo

e nel tra le noci

curando mirando col piede noce

e Laura de no se no no

PAI se el

por riparte ma

io Cau a cura

ca la machina o me tentavo di immaginavo il mio.

Tau. Ne parlo con Andrea mentre ne parlo.

Così mi chiarisco i confini di questo racconto.

E poi mi piace questo strano scambio di identità.

Andres e Andrea.

Questo è un destino nominale.

Il potere, la grande, basta ripeterlo, pari

sì, pari. Tex

Un'altra storia.

Vi dico che secondo me dobbiamo dare una svolta al lavoro

pro diventare più personale inventando

ex novo meglio reinventando dove arrivare mi chiede Andrea molto perplesso

Voglio raccontare un'altra storia, voglio provare a trovare il senso di tutto

questo, articolando in un racconto.

Dove trovare un senso?

A quello che ci siamo detti in questi mesi e che si è improvvisamente complicato

in questi giorni.

Ma d'altronde lo sapevamo.

Siamo partiti con questa idea che racconto di sarebbe complicato,

con gli incontri, con le espressioni, gli sguardi, le parole, gli amici.

Adesso siamo al dunque.

Vorrei che ci pensassimo.

Insomma dobbiamo

fare una riunione di lavoro.

Ci muoviamo su due campi di indagine.

Da un lato i luoghi possibili narrazione,

dall'altro i corpi di questa narrazione,

mentre sono questi luoghi, sono unici.

E poi c'è il racconto, la dimensione narrativa,

ciò che nel paesaggio può legare la scelta del luogo,

lo svolgimento della storia

a trovare qualcosa attraverso cui questi luoghi assumono

una densità esplicativa.

Alcune ipotesi Questa è la mia sensazione.

Una storia vera di David Lynch, una sorta di road movie estremo.

Una storia molto semplice dà risalto al paesaggio

in cui le persone del luogo sono straordinari eventi produttivi.

Per la Marisol,

il protagonista di questo road movie fluviale desertico

potrebbe essere il vecchio

ultimo Carpenter del Ribera di Coria del Rio sul Guadalquivir.

La troupe è tornata unico erede di una tradizione che risale ai Fenici.

Computer guarda la storia di un uomo che al termine della sua attività

rinuncia a tutto e a tutti.

È come per un ultimo pellegrinaggio attraverso la Marisa e giunge sull'oceano,

un po ripercorrendo simbolicamente la rotta delle imbarcazioni

che ha costruito per tutta la vita.

D'altronde ci potrebbe essere anche la storia documentaria dei personaggi,

ma quali potrebbero?

Abbiamo fatto tre interviste L'autentica CIA,

il carpentiere del Ribera, da cui nasce l'idea,

1 minuto simpatico, dall'apparenza ingannevole,

sembra più un ragioniere, un impiegato di banca

più dell'ultimo carpentiere, erede di una tradizione millenaria

ambientata troppo per essere un classico protagonista

di un viaggio di formazione, di desolazione.

Poi L'ombra Aro, geniale, è un uomo sulla settantina

passa che ha inventato questo strano mezzo di locomozione.

Si muove, cammina dentro un cerchio di ferro più grande di lui.

Poi andrà in luogo di 72 anni.

Minuto Andrea, ironico, contadino e muratore,

uomo dalle molteplici capacità,

mi raccontava di quando saliva da bambino sulla torre degli erbari

delle Capanne, dove ha vissuto per tanti anni

da bambino personale, un uomo che veniva in bici a portare un po di vino,

il padre che beveva con altri contadini facendo una pausa sul lavoro.

Da loro si dipana una storia possibile di altri racconti sotterranei,

una miriade di storie di personaggi disponibili a raccontare la propria vicenda.

Ti ricordi

della storia dell'intervista di Pupi Avati?

Esatto, sto parlando di questo.

Dobbiamo trovare un senso a quello che ci siamo detti in questi mesi

e che si è improvvisamente complicato in questi giorni.

Ma d'altronde lo sapevamo.

Siamo partiti con questa idea che il racconto si sarebbe complicato,

con gli incontri, con le espressioni, gli sguardi, le parole degli amici.

E adesso siamo al dunque.

Insomma, ragazzi, per intenderci,

ci dobbiamo lavorare.

Eppure da questi incontri emerge una necessità

bisogna lavorare su più registi per il film, altrimenti non ce la si fa.

Andreste, ad esempio, potrebbe avere il volto di un carpentiere reinventato,

Potrebbe essere il mio protagonista con tanti limiti.

Certo, difficile fargli imparare le battute dei dialoghi.

Però nell'intervista sui luoghi, la sua infanzia sei cavata

anche se non è in grado di recitare.

Bisogna mescolare finzione documento.

Sto pensando alcune storie

documento che vanno intrecciate nella finzione del Carpenter,

anche se non so bene come articolarla.

Non voglio neanche.

Sono ricordi fra amici. No.

Vorrei che il viaggio fosse un viaggio nel futuro.

I personaggi sono sui luoghi,

li seguiamo mentre guarda i ricordi.

E poi c'è la dimensione ludica di sé

che, pur interessante, ho provato ieri.

Andrea si arrampica sulla torre a 73 anni e cerca niente

e al contempo non voglio perdere il filo di finzione, il respiro

ci siamo pure noi, il lavoro se Wenders

lo stato delle cose Truffaut di effetto no Otto e mezzo

dobbiamo lavorare su più livelli questa è la parola che mette

ordine a questo caos di storie.

Andrea è

Andrea. È un tre

delle

parentesi.

Vale.

Che venga.

Devo.

Economo Che devo sempre.

Devo fare sempre uno

che trova quasi a tu

che trova qua Sia tu.

Diceva.

Cioè è venduta.

Rocco Cameroni Voglio.

Le trova in Dio.

La casetta mia è una povera io.

Lorenzo

e nel 70

lo vengono qua gli animali

ho 26 anni io di.

Due Triana Santana

fanno fanno la casa ho.

Le ali nel tempo.

Fino che

che che come me varianti popolari se

no venga che a Gianni un'offerta.

Che lo trovava entrò dopo la mania analitica

Cartier mai se.

Mica fa Hanau

nel carro IVA preserva

Ferru del grano duro così tu

che nella motu mio.

E alimentava uno potevo dire

sempre.

Con mano lento che si ammali.

Perché un

pochettino e che

gli altri non potrebbe cavo di sì

è un fenomeno del cowboy.

Già regalo di no

no meno panna Rina che il tempo.

Ormai.

È parte una palpebra immobili

quadri

una fabbrica di Yellow a uomo che va bene

che trova la

legge che taglia se ha lavorato il metallo

è meglio del

andare 26 anni di pregando

ed interdetti vede dove sia

il maestro il fenomeno il

fenomeno degli animali

poi arriva aggravandosi

arriva e compra una casa

dove vedere un cuore una casa che era la nave trasloca.

Mimare un'azienda e si incontra a una Aires

ai io di Sassicaia

e accompagnai, accompagnai mano

disse a onde di sale disse paga

loro in Italia.

Però arriva.

Rieccoci

una canzone nate Viana un Fandango

può l'amore in maglia sale.

Da sale alla carretta del mare in maglia

sale alla carretta del partito con la Marina.

La carretta.

Da sale alla carretta

anglofilo Lauria d'Epiro in testa

Lollobrigida d'Epiro in testa.

Sognando segretario e il suo

Un peloso per Dio che ci offre con la carretta caminetto

ovvero se io quando dopo la casa voi i quando può la casa

e voi i miei mi.

Da 1000 mila io vomito.

Poi ai

ai piega

Remedello, Caracol e Remedello cala dolce

e paragonabile alla mia.

Una volta avevo

anche

incontravo mai terminologie ma

un Union viene volevo era io ho.

E chiedo

attenzione relazione Dario a.

Da come caro.

Canto del cinema del tema Mimmo e

quotidianità.

Hai mica passa paranoia Arcangeli ingloba

e nel cancelli dell'Opa mi Carretta se la paranoia

dell'Opa mi

carretta fa paura e il mercante Lindelof

e il mercante dell'Opa un'arancia volante con tolleranza

Fin da ora una rassegnata aveva una scelta

IVA abbassando la Renna IVA legandolo deve.

Tira l'occorrente quando la carretta era.

Con Amalia

Ferraro per afferrarla.

Carpenteria ne. Tessitore M.

Durante un tempo

tranquilla nome passano

esche.

Mi avete per darmi una volta il rio Ya saves Volver

avere una nuova era dell'infanzia i Ravera la TIA

e che darmi un bagno nel mar

Grasse che ha ora deve spero notte preoccupa

spegniamo dentro ad una sveglia un Besso papà.

E non bar via

è un pezzo in un quarto pezzo smonto come ho tre tra

quattro in mano mia vela mio padre, mia madre.

Miniera.

Il gas.

Perché era un pezzo che che lava la campana

a differente e arriva la sua dea era

era e Santos era sempre un

commerciante.

Come ci arrivo con che entra e.

Viene un uomo

che nel quale guarda muovono

un congegno per ogni

io e che lo chiamano meritava Quando la mia era il nome a casa

della mela con una mia.

Maria.

Perché sempre.

Che che teniamo una perché l'eroina

che dalla Romania Mercedes e per Mercedes

se siamo di Reja che la romana Mercedes Biava

che era era nata perché stavo in ma

perché so che quello che mamma era

quando era nata poco a quel

la gioia verso.

Celesti che tranquilla su cassa con l'altra

e io tante me.

Adesso.

Deliberazione

dopo le aste un po'quello che tu che sia la bene che le penne come avariata

ma un'altra Moreno che che neanche le penne

le ombre che che aveva ombre che erano insopportabile.

Un ombre

vive come noi come un peso come una cassa come

i tronchi mai via

trovi la professionalità che

era un mio professore hanno la.

Scuola.

Che è.

Titoli?

Appoggiandomi

dello mio che teniamo a ramo.

Vedi,

madre di Manu

che veniamo a chi arriva

per tanto tempo segnando alla memoria

con la età.

Di chi aveva una volta Aveto

ma incontra continua a dire, ricordando lo vivo tempo

avere tra la memoria

una cosa dell'avventura.

Dio solo che

per ricordarla all'epoca

che andavamo a letto

con l'amico con la moglie con la figlia con la plebe

lo capiamo E lo Marai urtando

quando era che all'epoca

me venivo che tengo al dialetto

imbevuta nell'utero.

Era il tempo, il modo, i figli

dei fiori che che come.

Voi ora che ora.

È. E che arriva

quando io sentiranno notevole.

Lei che lo che troverete

quando era molto raro e ancora

da quando veniamo a che ha.

Si, Quello che incontro.

Chi cinquantun nelle.

1009 Le ragazze

che hai nel.

Era guidavano.

Tanti.

Perché?

Non è che.

Facciamo la palazzina a fa.

Onde ha detto Io.

Si fa la caviglia sapendo

fare.

Qualunque sia.

Ha mi hai fatto, mi hai detto.

Un controllo io rigorosa che noi no

che mi sono trovati e.

Data è stato.

Sempre portando via tempo e.

Io dopo sparo e.

Ripartire pallido. No.

Io il mio l'avevo fatta mai.

Poi vede anche i cori.

Ha parlato.

Quando veniamo di nove ad Antar.

Voleva

non avevano mai Va

da guardavano.

Sembrava un melone. l'America

cerca la cerca, la cerca

fra ho detto meraviglioso e.

Vedrete

che in quell'anno devo andare a Gaeta i che sono

abbiamo quando eravamo noi ignorano tranquillamente parte la valigia.

Ahi che da dei

mi prima pagare. Vale.

Come arrivano le guardie quando veniamo qua?

Se è vero

Vita voleva andare.

Mantenendo Ma

sapendo la curva.

Avevo notato.

Tutte queste cose.

Finite.

Sia i vini,

tanti del travaglio dei mi padri.

Poi dovevo che veniva chi Andalusia

concretamente con le Province se.

I chi

se il collegio comminato non senior.

Che tu per trovare

quando tu farai poi rientravano con mio padre

i figli di chi è.

Quello che occorre che mi pare

un poco antes che non sono meno un partecipante che non.

Mi padre

e risulta che non che ti chiediamo venire averla Semana Santa e la feria

tant'è che io venivo avere la Semana Santa in ferie

che era con me ma come no

i 200 gli anni non sono ma.

Quando via via Municipio

c'è la gente. Notizia appena arriva come

toccava contro la por cuatro

e che brucia teniamo Murcia cantiere terreno

sia Muy poco però risente parecchio per quello che ma no

lo trovava quando trovava considerava l'ambiente

poneva degli tagliano a via che entravano tagliano denaro tra.

Il mio e quando baciava l'acqua de Nuevo

Abel parlare

se Finco fino a fine mese si entrava e si

nomina conflitto perché non se lo permetteva

che il problema era che che

che se rivelare un poco con la tua Tania

la polizia la Guardia civil pensi mai

lo controllavo i lo POR neanche siete niente

purché siano già lo

parlava Tomasello Correa la moneta di un

a chi se.

E via

terremo la hai mai io

so para chitarra manager para controllare

tipo de planning se la trovano intonse

una chitarra del Tirreno ti dava quadro ombre

a ora quattro ombre di Siena

il tema della Rosia via via via ogni singola Plantation

Averroè che intonse era plantare

a mano mano al.

Cambia mocio mai uccisi ma mai che avviene intonse

e lo sembra il

che in aria i.

Perfettamente mi Andrea

lo vedevo prima quando a via Gloria

perché Andrea era uno e il padre

era uno che stava tra Nando con mio padre di 90 giorni

esempio Andrea B Andrea pesante che io

infine.

Mia figlia, 64 anni.

Insieme

eravamo in quando

mio padre.

Portiera che sia

Credo che le patrie.

Mai legno lo italiano

tante via Trento tante siamo difendiamo dato

qua no.

Anzi, do Agnoletto tendo.

Depois.

Toso separò come quello che se tu.

Io uno viene una volta se andavo

vorrà che è venuto Come si fa toccando

e inizia dietro e iniziavo a chiacchierare

e poi sempre stare

né quello non mi evoca in.

Qualche.

Ora Chino transitava Casiraghi.

Era un sito che trovava.

Non ha però gioielleria.

La un poco salvato regola i.

Veniamo in un avete venia se Aru

ma capace anzi almeno

era para come un poco

andò in cassa glielo allora

via il problema io mi sentivo un pochino

in comprendeva non non lo se non lo si

vede che io come me votava mi

mi dava pace mi dava tranquillità.

I gli animali USA epoca dell'adolescenza

che era un poco un poco salvare.

Anime me mi suggerì amiche.

Che avevamo l'esame

Ettore tra di 36 ore contemplando

arrivano io tra Pavese che io me veniva chi sola era

para visitarlo avendo setto non poco trovavo practica

non figlio che riapre Italia e io lo corrotto non lo colore

tempio

fuori belloccio in quartiere.

Decori

a che era vero sempre ovviamente che mi mirava

nemmeno meritava di venire avanti che mentre che io trovavo

Iachini mi assicurava che non venivano fatte

Io vedrai mi Maletta mi mamma l'era

una tavola con lo bene preparava

nelle mancava navi e navi e mi dava.

Un po'di

proprio pensare che è il mio e mio io

a chi si bagnavano emotivamente però

capelli io gli ho sempre detto mi sembra sempre

per io era molto più o meno la mia il mio panico

nera terrore me contava mia madre

che il mio tiene a terre Molino

che te Palau.

Perché no se Algo a

il rio che noi walking Alemanno che usava il pullman de andando

sino che andando però

devo de pronto poi puoi avere un

grande idea serve no la mia insomma

una benigna no

e a Miriam me infonde mutismo ripeto fino ad voce

io ammiro lo che se lo ammiro

da panico.

Così quando.

A termine.

Io penso che la vita dove

eravamo erano. Il.

30. 33 A.

Roma.

Eravamo.

Le altre persone

Eravamo.

Uno scrittore è stato un casino.

Terra comunista.

Fede. Jorge

Come ampiezza.

E nel rio

Gervasi Auto fu della lega del Rio

e io non entrando in Corea e

vivo nato tre anni, ma creare una madre.

Mio padre presupposto poi

io torno tra la favola del Mulino e.

I giochi di paese

stupenda con mia romana

prima di andare via mi solo dei miei amici

e la mia Irma mi prima geografia sapevo Galatolo

vigna alle alte

alle lattico al cromo alla cascata d'Oro

e poi fui addentrato nel vero io odio palmo a palmo

dov'è la zona deve vedere la salinità del cavedio a tanta gloria

a palmo a palmo

di voce a mio padre

a giocarmi a Rio, a starle dietro

perché non.

Ma era un personaggio

personale, autentico.

Serra, e già era un.

Di avere qualche

giorni, giorni, giorni.

Alla famiglia due che era

non era un personaggio simpatico biografia

seguire quello che tengo

sempre e liberando me

gridando dove proprietà viene da

un personaggio

di una serie un simpatico non

di una bensì più marcato no

però un poco anarchico

comportamento.

Anarchico.

Quello principio al caos

che che che che che avevo tempo gli amici sono Marco Mucciolo

un anarchico di Ottaviano mi comportamento un po'così terminerà

mi pare.

Qualche.

Sono passati due anni.

Tutto è cambiato.

Tutto nella mia vita come nella vita degli altri.

Perché non c'è più.

Se n'è andato.

Sto finito

perché mi ha chiamato più volte in questi anni per sapere del film.

Lo stavamo ancora montando.

Non ce l'abbiamo fatta.

Come per CUR.

Non ci sono riuscito ancora un'altra volta.

Questo film è una memoria perduta.

Mi dice che niente rimane miei occhi, che non sia un battito di ciglia.

Perché finito allora?

Perché spegnere per sempre questa luce?

Forse è giusto che resti tutto onde che questa amore

sparisca dentro Questa storia è forse quello che avverrà,

o forse giusto restituire a tutti la parola che è stata detta

onorare con l'immagine la loro vita,

la memoria di un momento irripetibile della nostra vita,

restituire la promessa e fissare nel tempo

il desiderio di esserci ancora.

Un giorno mi sveglierò.

Essere lì, in questo deserto,

fra le onde dell'oceano e le sabbie dell'anima.

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