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Original subtitles

Peppe, che mi dici del ragazzo?

È un tecnico in gamba?

Questo è il migliore.

È un fenomeno.

Non potete di mio cognato ne sapere.

No, ma infatti si vede che c'è area di famiglia.

Avete lo stesso look?

Signor Lamanna fa caldo.

Sì, sì, è che uno di solito gli operai e i tecnici se li immaginano in puta blu.

No, quella è la vecchia scuola.

Io sogno millennia.

Ah, ho capito.

E che dice la nuova scuola?

Niente da fare, signor Lamanna.

Purtroppo il file è recuperabile.

Di cosa sei sicuro sicuro?

Perché era il mio ultimo romanzo.

Io ci tengo morti.

È sicuro.

Come la morte le tasse.

La disca è troppo compromesso.

Ma che ci fa questo computer?

Pare che ci è passata sopra una rusta.

È certo.

Saverio si mette a giocare al lancio del giavellotto.

Era al lancio del disco.

Si prega di non infierire cortesemente.

Va bene.

Io vado.

Ti accompagno.

Saverio.

Che? I soldi.

I soldi?

Pur i soldi vuole.

Non ho fatto niente.

C'è la chiamata.

Sono 100 euro.

100 euro?

Ehi, chi sei? Bill Gates.

Vengo da Bartanna.

La benzina.

L'usura dei pneumatici.

Quello che è giusto è giusto, sape?

Sì.

Grazie.

Per qualsiasi cosa.

No, apposto così, Vito.

Grazie, Vito.

Ciao, Vito.

Ciao, ciao.

100 euro, Peppe.

100 euro?

Dico meno male che era parente tuo.

Questi però me li ridai, eh?

Questa è una storia un po' curiosa, un po' scontrusa.

Chi parla d'amore per le tradizioni, per le mie radici.

Ma magari è casa e il cuore canta per te.

Niente, io sto romanzo, non lo recupero più.

Dico, sei andato da un tecnico affidabile, uno serio, uno che ci capisce.

Tu dici uno che non sia un parente di Peppe?

Già sarebbe un passavanti.

L'ho portato ai tre migliori tecnici di Palermo e non mi hanno risolto niente.

Hai visto?

E' l'anno che sono tanto meglio di noi, picconello.

Sto fenomeno.

Mai toccargli i parenti, picconello, eh?

Vabbè, stai parlando.

Vabbè, devi cogliere i lati positivi.

Quali?

Vabbè, non è che tu questi romanzi non ci guadagnavi chissà che.

Vero.

Ma poi mi pare che proprio quest'ultimo, questo editorio, manco te lo voleva pubblicare.

Ho capito, Marillo, ma tu mi volevi tirare sul morale o mi volevi sticar al suicidio?

Beh, ma tu mi conosci, io sono una persona schietta, dico le cose così come mi vengono.

Forse è il segnale che devi cambiare proprio strada.

Cioè, ora mi vengono a impiegare a cameriere qui da te?

No, gioia a chi ti vuole, manco regalato.

Guarda, che se tratti i piatti come tratti i computer, se dove finisco io?

Sul lastrico.

Ciao.

Saverio, non sai cosa è successo.

Cosa?

Stai bene?

Teodoro è scomparso.

Da ieri sera abbiamo chiamato il telefono ma non risponde.

L'abbiamo cercato dappertutto ma niente.

Ma sei andata alla polizia?

Sì, lo stanno cercando.

Ma Teodoro non è uno che prende e sparisce così.

Deve essere successo qualcosa di brutto.

Ma no, non pensarlo nemmeno.

Dove sei?

Che ti raggiungo? Sono al mulino.

Ma adesso riprendiamo le ricerche.

Senti, ma non è che puoi andare a cercare Pasquali sopra Garritano.

Teodoro ogni tanto andava a passeggiare lì.

Sì, sì, sì, ci andiamo subito.

Però tu mi raccomando, stai calmo, ok? Ma che.

..

Che succede io?

È sparito Teodoro.

Va bene, veloci, ragazzi.

Eh, che stiamo andando a fungo all'umache.

Capito, vai piano tu.

Mi sembri uno Stambeco Valdostano.

Io poi c'ho pure queste scarpe lisce.

Non è che posso correre.

Voglio vedere quando ti arrendi alle ciabatte.

Fanno più presa.

Come no?

L'hai infradito da tracking.

Oh, mai una gioia.

Mai una volta che dici che il cionello c 'ha il ragione.

Mai, mai no!

Tu fai una cosa giusta e io te lo dico, no?

Fare cagamina da fare un tonnamo.

Vi va.

Come?

Vi vuoi? Me schiro.

Me schiro.

La tragedia, la tragedia.

Ma come lo fai?

Mi chiamo Saverio Lamanna, sono a Pizzociunna.

Un uomo è caduto dallo sbalanco.

Venite subito.

Che succede?

C'è un morto c'è!

Sì, sì, ho capito.

Che disgrazia, signor Lamanna.

Queste mulattiere sono terribili.

Quindi lei è convinto che si tratta di un incidente.

Beh, direi di sì.

Però... Cioè, il corpo era disseso di schiena.

Non le sembra strano?

Quando uno che è morto, si tratta di un incidente.

E se lo sbagliate, purtroppo non sceglie dove farlo.

E purtroppo no.

Lo schieno sarà scivolato e abbattuto la testa su una pietra.

Ma io la conosce buono a questo punto da sentire.

Fare è facile.

Invece può essere maleditto anche per i camminatori più esperti come a Biettini.

Ma quindi lei lo conosceva?

Capito spesso vicino al suo mulino.

Sì.

...siamo sbagliati, abbiamo l'opera della feria...

...e se non avremo la possibilità di andare a casa, non si mai potrà andare a casa.

Ma noi siamo in grado di essere riusciti, Perchè siamo in

grado di essere riusciti, e non siamo riusciti a uscire.

E

questo è il terzo, l'ultimo.

E adesso che facciamo?

Ragazzi, gli ho portato qualcosa da mangiare.

Ma abbiamo fame adesso.

Poggio tutto lì.

Ora dobbiamo parlare.

Sì.

Scusate.

I ragazzi sono sconvolti, eh?

Eh, ci volevano bene a Teodoro.

Leschino.

Era ancora giorno, eh? Povero Teodoro.

Aveva il sogno di cambiare la Sicilia, ma le teste

piene di sogni fanno una brutta fine in Italia.

E in Sicilia è pure peggio.

Ora, che c'entra la morte con il sogno di cambiare la Sicilia?

Pare a bandera, pare.

Beh, comunque, poveretto, lui è morto.

E la Sicilia non è cambiata di una molecola.

Senti, Peppe, secondo me è meglio se ce ne andiamo.

Io non credo che la nostra presenza sia molto gradita di là.

Ma come?

Ora che i ragazzi sono sconvolti?

No, io resto qui a dormire.

Non la lascio in questo momento sola a meno potere.

Ma sei sicuro che le fa piacere?

Perché a me, a stento, mi rivolgono la parola.

Certo che sono sicuro.

Oh, sono lo zio.

C'entra che sei lo zio.

Mica la devi accompagnare ai giardinetti al luna parca.

Come ne andiamo? Saverto.

E in questi momenti che la famiglia è tutto.

Come stai?

Vorrei fare qualcosa.

Non c'è niente da fare.

Abbiamo solo riuscito ad affrontare questa situazione.

Torni a Macare stasera?

No.

Rimango qui con... con i ragazzi.

Siete molto legati?

Eravamo i collaboratori più stretti di Teo.

Abbiamo bisogno di stare qui insieme.

Certo.

Va bene.

Buongiorno.

Ehi.

Garnetti caldi appena sfornati.

Ma che cosa devo queste... dolce sorprese?

Volevo scusarmi per ieri.

Mi dispiace te lasciarti da sola.

La situazione è quella che è.

Vieni qua.

La polizia ha chiamato stamattina.

Non ho trovato la macchina di Teo.

Giù in paese.

E devo portare il doppione delle chiavi.

Mi accompagni? Sì, sì, certo.

C'è pure Peppe che l'ha venuto con me.

Ancora non è arrivata la polizia qua.

Siamo in Sicilia, Peppe.

E il crimine pullula non dà pace.

Strano.

Che cosa?

Ci sono le scarpe da trekking dentro.

Mi dai un attimo le chiavi?

Saverio, ma non puoi aprire se non arriva la polizia?

R.A.

Sì, tu che ti sei presa?

La laurea in legge per corrispondenza?

Saverio, vedi che forse Peppe ha ragione.

Eh vabbè dai, io sto aprendo con le chiavi e mi cago in un piede di porco.

Te lo dovevano tirare sulla testa il tuo piede di porco.

Con la testa.

Appuntamento ore 10, Nicodemo.

Che cosa sta facendo?

Ma niente, io stavo solo... Stava solo cercando i documenti della G.

La manna, lei ha fatto una cosa gravissima, lo sa?

Ma no, spettore belli davvero.

E andando ora viene in quest'ora con noi.

E addirittura in quest'ora... Vieni a gentilmenta.

L'avevo detto, hai la testa più dura che c 'è.

Invece di fare di crillo parlante, aiutami no?

Di che era un'idea tua?

Certo, e così sono due complice, vero?

Beh, ma il comune è mezzo gaudio.

Avanti, non faccia resistenza.

Buongiorno.

Oh, buongiorno dottore.

Saveriuccio Beh.

Grandone.

Che cosa succede qua?

Normale servizio.

Niente che possa rovinare le sue vacanze.

Ma quando c'è dimenso il mio amico la manna... non c'è mai niente di normale.

Che cosa ha combinato stavolta?

Eh, giocavo a fare il poliziotto.

Oh, è normale.

Saveriuccio nosso ce l'ha per vizio.

Sai piano, braccio violento della legge.

Lo deve scusare, sa?

La manna è uno scrittore, è un artista.

Non è che tutto normale.

Ci vuole pazienza.

Va bene.

Intanto lo portiamo in ufficio... perché comunque dobbiamo stendere il verbale.

No, no, no, ma che verbale?

La manna!

Se ti piace fare il poliziotto... potevi fare il concorso quando eri picciotto.

Ma questo qui non lo voleva... non è nemmeno per fare il guardia pesca.

Ma non hai finito di prendermi in giro?

Aiutami, no?

Ma intanto vai, vai.

Non ti ho ringraziato già.

Che che devo fare?

L'inchino e il baciamano?

Guarda che io non è che posso fare sempre miracoli.

Questa volta te la sei cavata con un rimprovero... ma la prossima volta...

Sì, dai, non mettere limiti alla tua provvidenza... così ti sminuisci e non è da te.

Ma tu lo sai che cos'è la flagranza del reato?

Ti sei pure laureato in giurisprudenza.

Ma hai ripassato il codice penale, almeno.

Sì, il codice penale l'ho venduto su internet... subito dopo l'esame.

E comunque, a me in questa storia c'è qualcosa... che non mi torna.

Secondo me non è stato un incidente.

Saverio!

Ma scusami, la macchina era messa a 10 km di distanza...

da dove hanno trovato il corpo...

con le scarpe da trekking dentro.

Va bene che sei un grande camminatore...

ma se decidi di andare a Pizzociun a piedi... te le metti, no?

Saverio, non lo capisco che cosa vuoi dire.

Voglio dire che magari lassù c'è salito con qualcun altro...

e poi è successo qualcosa...

e quest'altra persona poi si è dileguata.

Sì, e mia nonna c'aveva una ruota ed era una carriola...

ma sono supposizioni, fantasie.

Il dubbio è l'inzio della conoscenza.

Ma chi l'ha detto?

Il filosofo Cartesi.

Ecco bene, datte alla filosofia che così fai meno danni.

Io me ne vado che sennò perdo acqua gym.

Guarda che sono qui ancora per qualche giorno... in vacanza.

E forse è meglio che ci vai pure tu.

Sì, e per cosa?

Per fare riposare te?

Se non era per randoni ti facevi tre mesi di galera.

Eh vabbè, che sarà mai?

Mi facevo mettere da Peppe una lima... dentro le arance tarocche.

Ma manco un mandarino ti portavo.

Ma piantala che sono il centro della tua gravità permanente.

Ma come fai?

Come lo soppor?

Santa Suleima sei.

Tutto bene?

Non vorrei tornare dagli altri.

Vi va se andiamo?

Certo, certo, andiamo subito.

Ci proviamo.

Ehi.

Ciao.

Ma quella è la Don Cesare.

Tu lo conosci?

Capita spesso da queste parti.

Mi chiedeva del funerale.

Senti, che stai combinando qua di bello?

Questa è una bici acquatica.

Se riesco a portarla a 83 km orari, plana sull'acqua.

Dai, è fantastica.

Senti, ma conosce anche un certo Nicodemo.

Di nome.

In realtà lo conosco tutti qui.

Perché?

Uno importante?

Cos'è?

È un ex-assessore.

Proprietario di impresidili, alberghi, terreni, ma... Perché me lo chiedi?

Perché pare che Teodoro dovesse incontrarsi con lui il giorno in cui è morto.

Tu ne sai niente?

No.

No, non ne sapevo niente.

Senti, e com'è che si conoscevano con Nicodemo?

Beh... Nicodemo ha patti sparsi in mezza provincia.

È il più grande costruttore di Caritano.

E Teodoro ha comprato diversi terreni in zona

con l'idea di espandersi con nuove strutture.

Quindi Teodoro voleva affidare a Nicodemo i suoi nuovi progetti?

No, assolutamente no.

Teo non gli avrebbe mai chiesto niente del genere, ma il discorso è che se vuoi

costruire a Caritano i conti con Nicodemo prima o poi li devi fare.

E Teodoro?

Teodoro non era certo il tipo da farsi mettere i piedi in testa, ma contro

Nicodemo e i suoi burattini dell 'amministrazione locale è difficile spuntarlo.

E proprio non sai perché dovevano incontrarsi quei giorni?

No, erano cose di cui Teo si occupava personalmente.

Trattava da solo con Nicodemo, ma...

Scusami, mi spieghi perché mi stai facendo tutte queste domande?

Credi che Nicodemo sia convolto con la morte di Teodoro?

Non lo so, non lo scluderei.

È stato un uccidente?

Io non ne sono così sicuro.

Hai finito l'interrogatorio?

No, guarda che stavamo solo ragionando.

No, tu stai insinuando che Teo è stato ucciso.

Se stai cercando materia per il tuo nuovo romanzo, hai sbagliato il posto.

Salvo, io sto cercando di aiutarmi a capire.

Nessuno ha chiesto il tuo aiuto.

Guarda che non ha detto niente di male.

Ma da che parte stai, tu, scusa?

Io dico soltanto che se ha dei dubbi, perché non deve dirlo?

È un conto avere dei dubbi, è un conto andare a frugare nella macchina di Teo.

Zio Peppe mi ha detto tutto di quello che è successo stamattina.

Posso sapere che cosa ti è venuto in mente? Ma niente, io.

..

E allora perché non ci lasci stare, non lo vedi?

Che siamo a pezzi.

Teo vorremmo pianderlo in pace.

Ma alla mia non è curiosità.

Ne sciacallaggio da scrittore di gialli.

E soltanto che in questa faccenda c'è qualcosa che non mi torna.

Possibile che non ti rendi conto che ci rendi tutto ancora più difficile, così?

Che fa? Ci calmiamo.

Non si ridica quando si piange o molto.

Sì.

Veniti.

Per noi è un momento difficile.

Teo era l'animo di questo posto.

Ma che non lo capisci?

Lo capisco benissimo.

Soltanto che ho il dubbio che non sia stato un incidente.

Non posso dirlo.

Il dubbio è venuto solo a te.

E comunque questo non è il modo di aiutarci.

E qual è allora?

Come faccio sbaglio?

Mi fanno tutti sentire un estraneo.

Forse perché lo sei.

In tre mesi che siamo qui sei venuto a trovarmi solo una volta.

Dai Suleyman.

Questo progetto per me è importante.

Io ci ho messo tutta a me stessa come gli altri.

E tu per questa assurda genosia di Teo non riesci neanche a capire cosa io stia facendo qui.

Quanto sia coinvolta è felice.

Che posso dire a mia discolpa?

Sono uno scrittore.

E agli scrittori capita di isolarsi dalla realtà.

È un danno da lavoro, sai?

Come i calli per il rematorio o il gomito del tennista.

Ma smettila.

Tra l'altro io do un sacco che non ti vedo scrivere.

Beh, perché io prima penso e poi scrivo.

Sai come diceva Conrad?

Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra io...

...sto lavorando.

Dai che alla fine sono simpatico.

Ma proprio alla fine fine.

Che fanno quelle?

Teodoro aveva il sogno di rimettere in funzione il mulino.

Per sfruttare l'energia eolica.

E i ragazzi stavano cercando di ricararli.

In suo amore.

È una cosa bellissima.

Ma che siamo venuti a fare?

C'è una strada, una casa.

Voglio capire perché teodoro ha posteggiato qui ed è finito morto lassù.

Voglio capire perché.

Papà, mi ha preso una notte.

Papà, ho saputo dell'architetto.

È una tragedia.

Dimmi una cosa, come sta Suleyma?

Eh, papà, come deve stare?

Meschina, lo so.

Vedi che questa sera, va bene, vengo a Garitano con Mimì e Rosina.

E poi vi porto tutti a cena.

Stasera?

Ma no, no, guarda, io non credo proprio che ci sia aria di cena fuori.

Suleyma sta troppo giù.

Proprio non è il caso.

E così si distrae, staccato un pochettino.

E poi ho piacere di vederla, va bene?

Che ti devo dire?

Prova a sentirla.

Allora, ci vediamo più tardi, va bene?

Se proprio ci tieni.

Ciao.

Dov'è va?

Ma che ci fa?

Dov'è?

Signora, scusi il disturbo, per caso conosce un certo Teodoro Bettini?

No.

Eh, no.

E vabbè, due giorni fa ne ha visto passare un uomo alto, un bello uomo.

No, non l'ho visto.

Minchia, mi dici che cosa stai facendo?

Sabe, se Teodoro è passato da qua, qualcuno l'avrà visto, sicuramente.

Non è che faccio le cose così.

Ma smettila, vi citofono da tutti.

Valerebbe voi.

E già venete con questo campanetto.

Signora, ma è ammattita?

Mennannate, minietero.

Magari in auto, che non depesciate.

A vera, questo fa sussere a capo.

Ma mannaggia a te.

Ma ti vengono di notte, ste idee ingegnali?

E vabbè, per quanto cosa dà? Questo caso.

Sì, ah, grazie, allora, sai?

Hai visto?

Te l'avevo detto qualcosa, l'avremmo trovato.

Veramente l'avevo detto io?

Eh vabbè, tu l'hai detto e io l'ho trovato.

Quello che è giusto è giusto.

Sì, vabbè, vediamo se c'è qualcuno.

Ecco, tu aspettami qua, eh.

Il signor Nicodemo?

Lei è?

Saverio Lamanna.

Sono un amico di Teodoro Bettini.

Ah, mi dispiace, che disgrazi.

Eh già, una vera tragedia.

Posso farle un paio di domande? Mi dica.

Da quel che mi risulta, Teodoro l'altra mattina aveva un appuntamento con lei,

dico bene? Sì, esatto.

Ci siamo incontrati per questioni di lavoro.

Che genere di questioni, se posso chiederne?

Eh, Bettini aveva molti progetti.

Io sono il maggiore imprenditore di lei della zona, quindi lei immagina.

Immagino anche che sia stato un incontro a Micherule.

Certo, come sempre.

Abbiamo parlato e poi ci siamo salutati.

E poi ognuno per la sua strada? Esatto.

No, sa, glielo chiedo, perché la macchina di

Teodoro è rimasta parcheggiata qui vicino.

Mentre lui, poco dopo, è morto a Pizzociunna.

E allora?

Che cosa vorrebbe insinuare?

Beh, è un po' strano, non le pare?

Che ne devo dire?

Bettini dove andavo non andava a camminare, non mi riguarda.

Ne tantomeno dove avesse deciso di lasciare la macchina.

Beh, in realtà da quello che so io, Teodoro con lei proprio non voleva averci a che fare.

Sai, qui non si muove foglia senza il suo permesso, lei ha ganci importanti.

Poi, insomma, mi piace farla da padrone, no?

Ma che stai dicendo?

Se ne vada via, fuori?

Eh no, di sicuro uno come Teodoro non ci stava

a sottomettersi a un reuccio di paesi come lei.

Se ne vada via, chiamo la sicurezza.

Vado, vado.

Un' ultima cosa, con Teodoro vi siete

incontrati qui o siete andati in un'altra parte?

Fuori!

E che?

Non c'è nessuno.

E che ne so, saranno tutti in paese per i preparativi del funerale.

E non ha lasciato tutte cose così, tutto aperto.

Veramente ci sono io.

Salute.

Ehi, che ci fai qua?

Devo finire un lavoro.

Va be' Samario, io me vado a fare una doccia.

Mi piace? Sì, molto.

Però dammi del tuo, mi fai sentire come un anziano appena salito sull'autobus.

Ha una luce particolare proprio con lui.

Sì, penso sì.

L'ho fatta io.

E anche tutti gli altri, il primo giorno che sono arrivata qui.

Beh, complimenti.

Sei riuscita a accogliere un'energia in ognuno di loro.

No, era Tio che riusciva a tirar fuori meglio di noi.

Ho capito, non ti piacciono i complimenti.

Potete.

E che non so mai cosa rispondere.

Beh, noi in Italia qui diciamo grazie.

Non so se si usa in Francia.

Io veramente sono di Liegi.

Meglio, molto meglio.

Accento francese, su ragazza francese, film troppo banale.

Senti, come ci sei finita a Garritano da Liegi?

Per Rocco, ci siamo conosciuti a Barcelone e lui si è laureato in ingegneria lì.

Poi è andato a lavorare a Milano con Teo e quando sono venuti qui l'ho seguito.

Un classico.

E poi come da copione ci siamo lasciati.

Mi dispiace.

Anche a me.

Però ne valse la pena.

Far parte di questo progetto è la cosa più bella che mi potesse capitare.

E anche a Rocco all'inizio sembrava aver trovato la sua dimensione.

E poi è come se la Sicilia, da cui era scappato, l'avesse risucchietto di nuovo.

Famiglia possessiva?

Più che altro complicata.

Guali economici, il padre non lavora.

Comunque a Rocco si è già trovato un'altra ragazza.

Una di qui.

Mai fidarsi di noi maschi siciliani?

Malgrado tutto però non riesco a volergli male.

Rocco è davvero eccezionale.

Era il braccio destro di Teo che adesso è tutto sulle sue spalle.

Cerca di essere forte ma per lui Teo era come un padre.

Ci teneva tantissimo la sua approvazione e avrebbe fatto qualunque cosa per lui.

C'erano sere anche in cui si fermavano a lavorare fino a tardi nello studio di Teo.

Teodoro aveva uno studio qui?

E lui?

Ma che stai facendo?

Fai piano!

Che dici?

Non ti capisco, già non ti capisco normalmente figure di labbiare.

Senti che i ragazzi si trattano male.

Metti le mani pure nelle cose dei morti.

Non metto le mani, ho trovato dei documenti importanti su Nico Demo.

Ma sei fessato con questo?

Peppe, Teodoro stava per fargli causa, sta tutto scritto qua.

Minchia, allora ci stavano guai seri con sto Nico Demo.

No già Peppe mio, guai serissimi.

Ma che ha fatto?

Il cappello, la giacca sportiva.

Secondo me c'è di mezzo una donna.

Sì, mio padre.

Tu proprio non lo conosci mio padre.

Eila!

Sì, sapevo, sapevo che è piacere.

Su lei, ma solo è piacere di rivederti.

Mi fa piacere che sei venuta, ti giuro.

Papà, ti vedo diverso.

Sembra più giovane, vero?

Si, si, ma pure i capelli, che fai?

Hai cambiato parrucchiere, fatti vedere.

Andiamo, accomodiamo.

Con uno shampoo se ne va.

Accomodato, accomodato.

Piccione, come stai?

Affamato, professor.

E tu sembra affamato.

Però c'è un coperto in più, mi sa.

No, no, c'è un'amica, è fuori a telefonare.

Che ti avevo detto?

Buonasera, buonasera a tutti.

Ma finalmente, non vedevo l'ora di conoscerti.

Papà mi ha parlato tanto di te.

Iggea, piacere.

Iggea, finalmente.

Sì, ma non giudica troppo, perché sicuramente

io sono l'opposto di come mi ha descritto papà.

Che fa?

Ordiniamo, forza, ordiniamo.

Tuo padre mi ha fatto leggere il tuo nuovo libro.

Meraviglioso.

Ah, grazie.

Papà, hai fatto leggere il libro alla signora?

Iggea, quale signora?

Non è che sono così tanto vecchia.

Papà, hai fatto leggere il libro a Iggea.

E perché non dovevo?

Ma se tu non hai letto neanche uno.

Io mi fido di te, ascatola chiusa.

Oh, basta, quanto vino.

Hai visto come sta bene papà con questo nuovo look?

Benissimo, benissimo.

Oddio, forse un po' troppo giovane dentro, ma insomma c'è a chi piace.

E voi come vi siete conosciuti?

Avevo un corso di tango.

Iggea è una ballerina propetta.

Vai, non ti buttare giù, anche tu sei bravo.

Pure il corso di tango.

Olè!

Ma sei vero, sei un po' nervoso.

Papà, hai che non ti ci veda frullare sulla pista con la rosa tra i denti?

Perché aveva il rosico tra i denti?

Ma che dici?

Ma hai bevuto troppo, che hai?

Certo, se ho bevuto due bottiglie di sera...

Andiamo a sapere, andiamo a prendere un pochino.

Oh, lanciami, respiro benissimo anche qui.

Guarda, respiro, respiro, respiro, respiro.

Aspetta, aspetta, che cos'hai?

Ubriaco completo? È giovane.

E voi direi giovane?

E come stai sereno? Passerà.

Ma che fai, mannaggia?

Non lo so, non lo so, ti la fai.

Sampate la farina.

No, no, no, no, no, è strenta.

Sampate la farina.

È strenta, vado.

Basta! Ti lascio.

Piano il naso.

Vabbè, piano.

Lascio.

Ma se può sapere che cosa ti hai preso stasera?

Tutto che fai il modello.

E poi fai una sceneggiata di questa a tuo padre.

Ma l'hai sentito quello che diceva?

Ma dove vai?

Ma con quello sguardo alla Clark Gable di Mondello.

Dai, ma quello non è il mio padre.

Ma che deve fare quest'uomo?

Ci deve chiudere in un morastelo.

Quando morì mia madre l'aveva distrutta.

Per me si non ha fatto altro che piangere.

Non passava giorno che non andasse al cimitero.

Lei era... era tutta la sua vita.

Guarda.

Guarda, guarda, guarda.

Questo era mio padre.

Lo vedi come guarda mia madre?

Solo per lei aveva questo sguardo.

Solo per lei.

Prima di essere tuo padre è un uomo.

Un uomo che vuole essere felice.

Come tutti.

E c'è, è vero.

Che c'è?

Ma stai piangendo? Piangi, piangi.

E fa bene al cuore.

Ti voglio bene.

Saverio.

Basta bottiglia.

Basta vero.

Non fare piangere.

Aspetta, aspetta, aspetta.

Guarda che c'è lì.

Un attimo, un attimo.

Oddio, la mamma.

Nicodemo!

Ma che coincidenza.

Eh già.

Purtroppo questo è l'unico ristorante decente del paese.

Adesso se ci lascia fare l'aperitivo in pace...

No, no, ma io dicevo che coincidenza, perché proprio oggi mi sono ritrovato tra

le mani delle carte legali che la riguardano.

E adesso la incontro qui.

Bizzarro, no?

Scusate un attimo.

Ho sapere che minchia vuoi da me la manna.

La verità.

Teotoro stava preparando un'azione legale contro di lei.

Un movimento perfetto.

Altro che incontro amichevole.

Allora? Va bene.

È vero.

Noi e Bettini negli ultimi mesi abbiamo avuto dei contrasti.

Che contrasti? Era un ingeno.

Non aveva capito che qui le cose funzionano in un certo modo.

Nessuno gli voleva impedire di realizzare i suoi progetti.

Ma se vuoi costruire qui, ci deve guadagnare anche Garritano.

Sì, cioè tu, le tue imprese e gli amicuzzi politici tuoi.

E sicuramente Teodoro si era risultato.

Infatti, io gli ho fatto intendere che gli avrei potuto rendere la vita molto difficile.

Ma lui nemmeno mi ascoltava.

Poi di punto in bianco un giorno mi ha dato appuntamento a Pizzociunna.

E come mai proprio a Pizzociunna?

Ma che ne so, forse non voleva che lo vedessero con me.

Mi aveva detto che se non lo lasciavo in pace, mi denunciava.

Ho provato a parlargli, a trovare un accordo, ma niente.

Poi ci salutammo.

Ma quando me ne sono andato era ancora vivo.

Questo lo dici tu.

Il mio assistente era con me, lo può testimoniare.

Mi a Pizzociunna ci siete arrivati insieme?

Ma no, lui arrivò per conto suo.

Noi venivamo da un cantiere.

E come mai la sua macchina è rimasta posteggiata lì, vicino ai tuoi uffici?

Ancora questa macchina, la manna.

Che minchia ne so, che ti devo dire?

Invece di rompere le scatole a me, tu lo sai chi ci abita vicino a Pizzociunna?

Don Cesare Boscolo.

Don Cesare? Esatto.

Secondo te fa solo il pastore?

Ti sei mai chiesto perché lo chiamano Don?

Vorresti dire che...

Esatto.

Indagno, fai domande, vai in giro, chiedi.

Vedrai che per soncina.

Adesso scusami, ma sono con amici.

Ed è questo momento che mi fa tanto favore di lasciarmi in pace.

Ma che ti disse questo necodemo?

Che Don Cesare è un mafioso.

Perché ultimamente si vedeva spesso con Teodoro.

E tu ti fide di stumare la carne?

No, però Don Cesare abita dalle parti di Pizzociunna e tra l'altro è stato il primo

ad arrivare nel luogo dove abbiamo trovato il corco.

Vero.

Disse pure che secondo lui era stato un incidente.

Non lo so.

Ma si può sapere che dobbiamo fare?

Ma fanno male pure i piedi.

Lo teniamo d'occhio, se emerge qualcosa.

Ma che deve emerge?

Un mitra alla carriola? Fai piano.

Hai visto?

Sto facendo il suo lavoro.

Cumpa coraggio.

No, sapere, io me ne vado.

No, me ne vado.

No, no, me ne vado.

Oh, tieni qua.

Fai piano, stanzino.

Dove è andato adesso?

Lo vedi?

L'ho perso, tutto è finito.

Ma c'è te?

Eh papè, sarà a casa.

Con le cape.

Chi si è andato?

Ah, non siete che gli amici del battino?

Che volete? No, niente.

Noi eravamo qui così per fare due passi.

Voi mi stavate spiando?

No, no, no, glielo giuro.

Eravamo qui per fare birdwatching.

Abbiamo visto passare questo sbasso maggiore che... Vero, vero.

Lo stavamo birdwatching.

E c'era questo scasso mangione che correva.

Che stava andando nella sua tana.

Sì, lo sbasso maggiore è un uccello.

E vabbè, sembra male.

Avanti, fermiamo la costina in chiaro.

Ed evini che c'è a pagliare.

Certo, certo.

Per resto, la nostra è una repubblica fondata sul lavoro.

E quindi... Stai a farvi le conne da un'altra parte.

Ciò, vedi?

Vabbè, chi è questo birdwatch?

Niente, Peppe, cose troppo complicate per te.

Bartolo.

Ehi, Bartolo.

Ciao.

Che mi dici?

Ho fatto le cerche che mi hai chiesto.

Roba grossa, saverio.

Cioè?

Don Cesare e Alias Cesare Boscolo.

Ombra e pedigri mafioso.

I Boscolo sono legati al Cosa Nostra da decenni.

Ah.

E aspetta.

La giovane è stato pure in carcere per omicidio.

Insomma, i tuoi sospetti non sono campati in area.

Grazie, Bartolo.

Ottimo lavoro.

Sei ancora a bisogno, sto qua.

Ciao.

Allora... Nico Demo non mentiva.

Quel pecoraro non è solo un pecoraro.

Chi è? Oh, mio Dio.

Ci mancava solo zia Rosina.

Andiamo.

Come era bella tua madre.

Una persona speciale.

Unica.

Adesso purtroppo è morta.

Ma nel passato se n'è andata.

Non fare il cretino, saverio.

Il passato non se ne va.

Rimane sempre con noi.

Ma è una ricchezza.

Non può essere una condanna.

Ora, finalmente, tuo padre ha trovato una persona che gli vuole bene.

Non lo puoi accettare.

Tanto tutto questo non se ne va.

Non si perde.

L'amore con tua madre fa parte del per sempre.

Però la vita continua.

E va vissuta.

Desiderate altro?

Guardi, io non lo so più che cosa desidero.

Un uomo che ha dato tanto e tanto ancora aveva da dare a questa nostra terra.

Un uomo che con la sua esperienza, tenacia,

ridizione al lavoro aveva davvero conquistato tutti.

Ed è per questo che tutti noi oggi ci sentiamo un po' più soli.

Ma dobbiamo andare avanti.

Proprio come avrebbe voluto il nostro autodoro.

E adesso, fratelli cari, ricordiamola, attraverso le parole di chi, in questi

pochi mesi, ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino.

Ciao,

ciao!

Oh, ma che succede?

È ora!

Ok, è finita la messa, Parri.

Dice? È certo.

La messa è finita.

Andate in pace, fratelli.

È UNA VALGONIA!

Oh, Peppe!

Ma che è questa sceneggiata?

Dici di essere tutto intelligente, non hai capito che cosa è?

Che cosa?

Che invece di un funerale era un sequestro di cadaveri.

Ma poi tu che senti qua?

Sa vero, abbiamo rubato il futuro a questi ragazzi.

E cerco di ripararlo, stando dalla loro parte.

E lo dovesti fare pure tu.

Io non ho rubato niente a nessuno.

Ma perché non hai figli?

Ma manco tu hai figli!

Oh, ma io ho i nipoti!

Oh, e vedremo questa caciara!

Questa è sempre la casa di Dio, insomma!

Mi scusi, padre.

Aiutava.

Sempre che hanno afferro improvarà.

Sempre.

Sempre che hanno afferro improvarà.

Mi chiesa.

Bravo, Peppe!

Avete fatto una cosa proprio bella.

Brava, brava.

Dai, non ti ci mettere pure tu adesso.

Sa vero, bello, bellissimo!

Noi ai nostri figli abbiamo tolto i sogni.

E loro giustamente se ne sono ripresi.

Giusto, così.

Io ho visto una specie di passaggio del testimone.

Siccome raccogliere simbolicamente un 'eredità morale.

A me non è piaciuto.

Che bisogno c'era di correre via.

E che eravamo al palio di siena.

Bravo, zia Rosina.

Se volevano correre si scrivevano ai giochi della gioventù.

Ma che bisogno c'era di rubare una salma?

Rubare una salma?

Sa vero pure tu, dai!

Sa vero, tante volte voi erate più vecchio di me.

No, no!

Non sei vecchio!

Basta, non vede scocciato.

Io non sono né giovane, né vecchio.

Di quelli come me non si occupa nessuno.

Siamo soltanto un ingombro in attesa di una definizione anagrafica.

Adesso scusate, ma io me ne devo andare.

Ma chi?

Ma chi ci vini?

Non sai da che parte è stare.

Lo so benissimo, dalla mia.

Quarantena, adulto e vaccinato.

Non ce dai più 40!

Va be', ma nemmeno 50!

Se voi sono in spiaggia, a Garritano.

Ho cercato dove finire.

E lo ho sentito, ho mandato anche un messaggio.

Non sei sparito subito.

Sparito io?

Quei tuoi amici siete scappati via con la barca e la cerimonia non è nemmeno finita.

No, siamo scappati, siamo andati al cimitero.

No, tecnicamente... Dovete prelevare il fuoco.

La feria è che voi siete persi via per la maratona.

Non capisci niente.

E te che non capisco.

Non ti riconosco più, sempre in alto.

Cosa c'è da capire?

Volevamo fare qualcosa.

Hai visto la cerimonia, hai visto che c 'era? No, dimmelo tu.

Non hai visto i politici che hanno sempre rimato contro Tritore?

Lì a fare finta di... di stare male.

C'era Nicodemus, il peggiore di tutti.

Capisco, quindi, tutta questa sceneggiata era per loro.

Volevamo solo portarlo via da quell 'ipocrisia, da quella gente falsa.

A nessuno di loro importava di Teodoro, né dei nostri sogni.

Né che cosa credete di aver fatto correndo via dentro una barra?

È stato soltanto un gesto infantile.

Saverio, mi vieni tu e stiamo insieme?

Che cos'è, una domanda trabucchetta?

No.

Perché se stiamo insieme davvero, Saverio, devi fare qualcosa.

Sono successo un sacco di cose quest'anno.

Io sto crescendo.

Non sono più la studentessa che lavora da Marilu.

E questo devi accettarlo.

Devi fare uno sforzo per venire in incontro.

Io mi sforzo, Surema.

Mi sforzo come?

Ma la verità è che in questa tua nuova vita mi sento sempre fuori posto.

Ti ci senti perché ti ci vuoi sentire?

Forse ad un certo punto dobbiamo rendersi conto che siamo ormai troppo distanti.

E troppo diversi.

È questo che penso?

Sì.

Domani troverò magari.

Come vuoi?

Saverio!

Come stai?

Ti ho pensato tanto in questi giorni.

A me?

Chissà quant'avrai da fare con la monumentale autobiografia dei tuoi youtuber?

Hai trovato il direttore tempo per me?

Ascolta, Saverio.

Senti, ma siamo già al punto in cui si tolgono

il pannolino o quello nel secondo volume?

Sono curioso, sai?

Saverio, io a te ci penso sempre.

Piuttosto, come va il libro?

Te lo chiedo perché ho un'opportunità che fra un paio di mesi mi si apre una

finestra e io ovviamente ho pensato subito al tuo romanzo.

Ma come?

Le star di youtube non ti avevano blindato da qui all'eternità?

Noi quelli sono giovani, Saverio.

Non hanno le idee chiare.

No, eh?

No, i ragazzi hanno avuto un'offerta e si sono scusati assai.

Ma... Sono passati con un editore più grosso, ecco.

E bravi, hanno fatto bene.

Anche io ti scaricherei per un editore più grosso.

Saverio, dai, sei ragionevole.

Se vi dai il tuo romanzo in un paio di mesi, usciamo in libreria, te lo giuro.

Accursio, ti do un'importante notizia.

Il romanzo non c'è più.

In che senso?

Nel senso che ormai è antimateria.

Si libra nello spazio insieme ai pianeti le stelle e i cori angelici.

Saverio!

Saverio!

Saverio!

Saverio!

Saverio!

Mi vedi, no?

Non sono ne un miraggio, ne un hologramma.

Va be', ti cercavo, non ti ho visto più.

Ma l'ha detto Zulema che eri qua.

Ma che? Era strana.

Per gli strani tutto è strano per te.

Che?

È successo qualcosa?

No.

Domani torno a Macari.

Eh be', è successo qualcosa.

Cioè sì.

Comunque andiamo in macchina, voglio parlare con Don Cesare.

Perché?

Perché comunque vado, voglio capirci qualcosa in questa storia.

Saverio, ma Bartolo ha detto che Don Cesare è pericoloso.

Perché siamo qui?

Tranquillo Peppe, il diavolo non è così brutto come lo si dipinge.

Però cattivo è Carogna, sì.

Saverio, c'è pure il cane.

Che problema c'è?

Tu non sei una specie di incantatore di cani.

Io?

Ma no, questo è cane e pastore.

Io con i cane e pastore non ho confidenza.

Posso dire solo non fare il rumore, Saverio? Sì, va be'.

Vedi?

Capito?

Non posso volare? Giù, sì.

Ti piace proprio abbabbare a tutti e due, vero?

No, si figuri, non vogliamo scherzare.

Siamo qui per una cosa seria.

Voglio farle alcune domande sull 'architetto Bettini.

Vedi?

Io sono un uomo di poche parole.

Non ho niente da dire.

Però con Teodoro ci parlava.

Quale volta?

Di cosa parlavate?

Alla mia età si fa fatica a ricordare.

Allora, l'aiuto io a rinfrescare le memorie.

Quando Teodoro è arrivato all'inizio a Garitano,

la sua accoglienza non è stata cercata.

Non è stata giusta delle migliori.

All'inizio ci sono state discussioni.

Ma poi tutto s'assestamò.

Vede, tra persone per bene si trova sempre in accordo.

Infatti, tra persone per bene...

Sì, soltanto che mi viene un po' difficile immaginare un uomo come Teodoro che si

mette d'accordo con un uomo del suo stampo.

E qui si sbaglia.

Perché Teodoro era un uomo intelligente.

Sapeva riconoscere l'erba cattiva da quella buona.

E lei sarebbe l'erba buona?

No.

Feci magari io i miei sbagli.

Che l'hanno portata pure a fare 15 anni di galera.

Vedo che si informò.

E cosa le hanno contato?

Che sono un mafioso, un assassino.

Può forse negarlo?

Ho ammazzato un uomo, è vero?

Ma sai cosa le dico?

Lo rifarei all'istante.

Accomodatevi.

Mi potete favorire?

Vi posso offrire un bicchiere di vino? Sì, grazie.

Io no grazie, preferisco restare lucido.

E fa bene.

Il mio pasigno invece beveva tutto il giorno.

Cominciava la mattina.

E s'addormentava con la bottiglia in mano alla sera.

Il problema però era quando era sveglio.

Non passava a Giorno che non metteva le mani addosso a mia madre.

Ogni scusa era buona per piccarla.

Poi Giorno, io ero ormai picciotto.

Non c'è visticchio da reggia.

Presi un bastone.

L'ho ammazzato e li ritornai tutti indietro.

Il duo gridava.

Il comu si gridava.

E in un attimo si è azzettito.

Muto.

Non si mosse più.

Quindi... Non c'entra niente cosa nostra?

No.

La mia famiglia.

Loro sì erano agenti di mafia.

Infatti mio padre morì in uno scontro al fuoco.

E allora ero piccerito.

Mia madre era a pezzi.

E mi fece giurare che con i mafiosi non si avrei mai spartito il pane.

E così fu.

Infatti dopo che ero uscito al carcere sono venuto qua a fare il pastore.

Solo.

Non devo dare conto di niente a nessuno.

Lei non è mai appartenuta a nessun clan.

Mai.

Se c'è una cosa che mi è entrata bene in testa

al carcere è quant'è preziosa la libertà.

Per questo mi piaceva Teodoro.

Perché ero un uomo libero.

E forse è proprio per questo che è morto.

Certo lei è un uomo intelligente ma qua sta perdendo solo tempo.

Se qualcuno ha spinto Teodoro giù da Pizzociugna

ha messo che siano andate così le cose.

Quello non sono io.

Scusate.

Pronto.

Qua!

Qua!

Vado!

Ma qual'è l'ospedale?

Ma quindi che cosa è successo?

È caduta, è ora è all'ospedale.

Ma come ha fatto?

Ha scivolato mentre correvano con la parata di Teodoro.

Lo dicevo io che questa cosa della corsa campestre con la cassa da morta era una cretinata.

Sì, sì, tu scherza, sei vero, scherza, scherza.

All'inizio sembrava che non era niente e invece frattura scomposta.

Si è rotta il braccio, immagino.

E ora le devono operare subito subito.

Ma che è ora questa cosa?

Ma che è questa cosa?

Ma che è questa cosa?

Manifestano perché il servizio autobus per Palermo è interrotto da qualche giorno a

causa di una piccola frana sulla provinciale.

E tutta sta camorrina per una piccola frana.

Ma potranno cambiare percorso.

Lo sistemamolo.

Ma Peppe, ma tu da che pianeta vieni?

Vuoi mettere quanto è più comodo sospendere il servizio, così risparmiano

ore retribuita ai operai municipali, carburante,

inquinamento e poi c'è anche il discorso della...

E poi io devo andare alla mia nipote, Emma,

che si è rotta il braccio, se ci fanno passare.

Emma, sto arremando già la mia, Emma.

Sto arrivando.

Emma,

come stai?

Dov'è zio Peppe?

Qua sto parlando con un medico, mi ha ordinato di restare qua.

Dov'è?

No, no, no, piano, piano.

Stai attenta che... Adesso arriva.

È molto legato a te.

Anche a lui.

Sai... Io non ho mai conosciuto mio padre.

Mia madre dice che era un americano e ha incontrato un'estata a San Vito Locavo.

A volte era francese, altre inglese, insomma.

Chissà.

Però c'era Peppe, no?

Sì.

Zio Peppe c'è sempre stato per me.

Mi ha insegnato a nuotare, ad andare in bicicletta.

E mi ho pure consolata tutte le volte che sono caduta.

Come un padre?

Più di un padre.

Perché un padre ti capita.

E devi trattarlo da padre nell'amore e nell'odio.

Ma con Peppe era diverso.

Lui aveva scelto di essere mio padre e avevo scelto lui.

Liberi.

Potevamo essere qualsiasi cosa.

Amici, fratelli, parenti larghi e parenti stretti.

Senza invidie, senza obli, senza gelosie.

E non doveva nemmeno darmi il buon esempio.

Anzi, a volte me l'ha dati anche di cattivi.

Come si dice, l'ozio è il padre di tutti i nissimi.

Ehi, Giovanni.

Avanti, ho fatto tutto.

Ho parlato con il dottore.

Ora torniamo a casa.

Sa vero che fai?

Prendi la macchina e la porti qua sotto.

Certo.

Vabbè, ti fa male?

Ma che c'è, una festa?

Ma no, zio, sono venuta un po' di persone a ricordare Teo.

Ma è certo, il concio è una tradizione antica, sa vero?

Sì, non sono sicuro che si ascoltasse il rock.

Ma no, è una tradizione di tempi antichi.

Ma comunque, sì, la tradizione è quella.

Vabbè, no.

Siamo stati così insieme.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

Ci siamo.

E c'è, sa vero, è successo qualcosa?

Perché non vai da Slovenia?

Non credo che abbia molta voglia di parlare con me.

Ma che?

Vite serie?

Che ti devo dire, Peppe?

La stagione dell'amore viene e va, ma non c'è niente.

E ora più che altro...

Ti ristorbiamo? No, però.

..

non credo di essere di grande compagnia stasera.

Sabe, ma tu quando è che sei di gran compagnia? Buonasera.

Buonasera.

Anche lei qui?

Sì, sono venuto solo per portare un po' di formaggio dalle mie capre.

Al Teodoro piaceva assai.

Stava già andando via?

Alla mia età bisogna ritirarsi presto.

Con permesso.

Ma conoscete Don Cesare?

Sì, ci ha sparato col fucile.

Cosa? Beh no, niente.

..

è una lunga storia.

Di sicuro è un tipo strano, però una brava persona.

Sono sicura che è molto triste per la morte di Teo.

Anche perché lui e Teo si intendevano.

Anzi, direi che non ho diventato i molto amici.

Molto amici?

Addirittura? Secondo me sì.

Vedi, una volta stavo lavorando da un reattore di salvo.

Loro erano fuori che parlavano, io potevo sentirli.

E Don Cesare dava consigli a Teo su come trattare con Nicodemo.

In che senso lo stava aiutando con Nicodemo?

Gli diceva che era un faravutto che non doveva abbassare la testa.

Gli suggeriva dove e come andarlo a colpire.

Don Cesare ne sa tante di cose.

E ne sapeva tante, anche di tutti gli intralazzi di Nicodemo.

Beh, Don Cesare si prendeva un bel rischio.

Infatti il suo è stato davvero il gesto di un amico.

Perché qui a Garritano a nessuno conviene mettersi contro Nicodemo.

Samirio, a che pensi?

Che Nicodemo ci ha parlato di Don Cesare perché aveva capito che lui e Teodoro si

erano alleati e che insieme lo stavano mettendo nei guai.

Dici che lo voleva fregare? Mi sa di sì.

Ci ha messo sulla strada di Don Cesare per allontanare i sospetti da se stesso e

screditare uno che poteva dire cose molto gravi contro di lui.

Scusate, devo andare.

Samirio, vieni, vieni.

È per mezzo?

Sì.

Scusa, ma siamo un po' impegnati con i documenti di Teodoro che mi hai dato.

Ci sono novità?

E come?

Stiamo facendo delle ricerche a più ampio raggio.

Mi pare che Carmelo Nicodemo abbia fatto un versamento cospicuo sul conto del suo assistente.

Ciano, no?

Quindi Nicodemo l'ha pagato per testimonare il falso?

Non è vero che c'era il suo assistente a Pizzociun, a quel giorno era da solo?

Questo può già vedarsi.

Certo.

Nicodemo aveva tutti i motivi per eliminare Teodoro.

E ci ha pure depistato su Don Cesare.

Ma è stato lui.

E per questo ha pagato il suo assistente.

Mi sembra sia arrivato il momento di interrogerire Nicodemo.

E di corsa.

Andiamo.

Buonasera.

Polizia.

Buonasera.

Prego, entrate.

Siamo gli avvocati del dottor Nicodemo.

Ispettore Belli, vicequestore Randone.

Il dottor Nicodemo!

Il dottor purtroppo si è visto costretto allontanarsi per un po'.

Come fateci capire, è scappato?

No, vede, il dottor non appena si è reso conto di essere finito

ingiustamente nel mirino di confuse indagini sul suo conto.

Come ho detto, ha pensato bene di allontanarsi temporaneamente.

Ma non facciamo che ha saputo che abbiamo scoperto delversamente

al suo assistente e ha pensato bene di svignarsela.

Quello che possiamo dire è che il nostro assistito si dichiara

innocente di fronte a qualsiasi accusa nei suoi confronti.

Il dottor Nicodemo ci ha fornito un alibi falso!

Già questo è un reato gravissimo!

Le posso assicurare che il dottor Nicodemo rientrerà

spontaneamente e non appena tutta questa situazione verrà chiarita.

E io vi dico che noi dirameremo subito le ricerche.

Appena troveremo il vostro cliente, procederemo all'arresto.

Buonasera.

Buonasera.

Saver,

che ci chiede?

Succede che non sono più il solo a pensare che Totoro sia stato ucciso.

Anche la polizia.

Cosa?

E' stato Nicodemo.

L'ha ucciso?

Siete ancuaiabili?

Che bastardo Nicodemo!

L'hanno già preso?

Ha avuto una soffiata ed è scappato.

Lo stanno cercando ovunque.

Ma come è scappato?

Tranquilli, tanto lo troveranno.

Ragazzi...

Tieni.

Qui c'è tutta la tua roba.

Che vuol dire?

Hai detto tu che te ne torni a Makari, o no? Suleyman.

..

Puoi dormire di là sul divano.

Così domani te ne va senza perdere tempo.

Grazie per la premura.

Gentilissima.

Ciao, reo strogoto.

La fine me l'hai portata via, eh? Anche da morto.

Magari non è nemmeno colpa tua.

E così?

E così?

Le cose cambiano.

Le cose cadono perché devono succedere.

Le farfalle si posano sull'una...

e poi volano via.

Buonanotte.

E riposa in pace.

Ehi, chi è? Sei mo.

Ti ho spaventato?

No, no, per niente.

Scusa, non riesco a dormire.

Non pensavo di trovarti sul divano.

Ah, sì, no.

Mi sono messo qua così domani mattina vado via senza disturbare nessuno.

Certo.

Prima ti ho scatato un foto.

Vuoi vederla? Pensieroso.

No, je ne crois pas.

Io la conosco con l'espressione.

È quella di quando un amore finisce.

E io ne so qualcosa.

Già, perché Rocco sta con un'altra, giusto?

Sì, una ragazza di Palermo.

Pensa che anche martedì, con il maledetto giorno, lui era lì.

Ah, non lo sapevo.

Pensavo fosse rimasto con voi per tutto il tempo.

No, Rocco era andato in autobus della sua nuova ragazza.

E noi l'abbiamo chiamato la sera quando abbiamo capito che Teodoro non stava tornando.

E lui ha preso il primo bus al mattino ed è arrivato.

Certo che vorrei proprio vederla in faccia quella stronzetta di Palermo.

L'amore sarà pure finito, ma a te non è passata,

Forse perché a Rocco ancora non l'ho fatta pagare.

No?

E tu?

Tu devi farla pagare a qualcuno.

Ma... io, Bafidem, non sono uno vendicativo.

Sicuro?

Constanz!

Forse devi tornare in camera tua.

Sì, sì, stavo solo cercando un libro.

Eccolo.

Merci.

Eccolo.

Meltiputo fidanzato.

Lo so.

Ma non c'è bisogno di sperimentarlo.

Che facevi se non arrivavo?

Beh, correvo a piedi fino al Monte Athos e mi facevo moro.

Bravo.

Risposta esatta.

E come che non ti posso lasciare solo un attimo?

E tu non mi ci lasciare?

Sì.

Senti, da un po' che non ti vedo scrivere.

È successo qualcosa?

L'ho cancellato tutto.

Con un colpo di testa.

Che vuoi dire?

Vuol dire che ero arrabbiato, anzi furioso e ho cestinato il file del mio nuovo

romanzo.

E poi ho lanciato il computer.

Eh?

Lanciato come?

Come le Olimpiadi.

Specialità, lancio del disco.

Saverio, tu sei pazzo.

Con chi eri arrabbiato? Come a Cursio.

Mi aveva mollato per seguire due youtuber che fanno video demenziali per bambini.

Gno gno e chicca.

Che carogna.

Senti, ma non c'è modo di recuperare il romanto?

Ma che ho fatto vedere il computer a mezza Sicilia

e nessun tecnico mi ha risolto il problema.

La manna?

Randone!

Hai novità sul Nicodemo?

Quello si è nascosto bene.

Ma mi consuperla di tanto.

Tanto prima o poi lo pigliano.

Certo.

Senti, ma ha portato via con sé molti soldi?

No, non ci risulta.

Da suoi conti non ha preso praticamente nulla.

Ho capito.

Senti, se hai notizie fammi sapere.

Agli ordini.

Va bene.

Ho visto che non eri sul divano.

Sei stato alla Sulema.

Ma non ti sfugge niente, eh?

Occhio di lince.

Ma come?

Avete fatto pace.

Sì.

Piano, piano.

Piano.

Vieni a spirare.

Senti, sto andando a salutare mio padre.

Vieni con me.

Basta che non fai lo scimonito come la volta scorsa.

Lo scimonito?

Io?

Come mai l'ho fatto?

Eh, buongiorno a tutti.

Ciao.

Allora, in partenza.

Grazie, grazie di essere venuto.

Papa, ma quante valice vi siete portati per due giorni?

Viaggiando con due signore?

Il professore vuole una mano d'aiuto.

Eh, grazie Beppe.

Sono già posti tu.

Come faremmo?

Eh, come faremmo? Eh, eh.

..

Di me una cosa.

E come... Come stai?

Con la tua fidanzata?

Tutto a posto, sì?

Stiamo bene, papa, stiamo bene.

Mi piace.

Bene, bene.

Papa, ma che c'è?

Mi devi dire qualcosa.

Sa vero.

Vedi che io non ho nessun'indenzione di sposarci.

È un'amicizia.

Ma sì, papa, adesso non è che ti devi giustificare.

Dai.

No, non è che posso stare dietro a questa donna che ho.

Cioè, divertimenti.

Gite, teaci, cinema.

Ho la mia età.

E perciò ho trovato ora una scusa dove gli ho detto che

devo rientrare a paremo perché oggi gli penni i bronabre.

Tipo il torneo di burraco?

Ti giuro, guarda, ci facciamo compagnia.

Vedi che alla mia età la solitudine è brutta.

Sai?

Adesso ti riconosco, papa.

Adesso sei di nuovo tu.

Sta bene.

Alla nostra età la mia e la tua non si cambia più.

Tuo padre e Igea stanno bene insieme.

Ma sì, lo penso anch'io.

Che c'è?

Sei di Marumoni?

No, sto pensando al Nicodemo.

Ci sono novità?

No.

Però non ti pare strano che un assassino che si sente

ormai braccato scappi senza prendere più soldi possibili?

E io non sono mai scappato.

Tutti questi soldi non l'ho mai avuto.

Nicodemo però sì.

Per andare il più lontano possibile li avrebbe presi e come.

Invece Randone dice che non ha toccato nulla dai suoi conti.

E ha pure perso tempo per organizzarsi con i suoi avvocati.

Non lo so, mi sembra un comportamento strano per un assassino in fuga.

Mannaggia, guarda qua che miseria.

Ma multa m'hanno fatto.

Ottanta euro.

Manca avessi posteggiato dentro il politiamo.

Ma che ridi pure tu.

La legge è legge e va rispettata.

Anzi, se la paghi prima ti fanno pure lo scopo.

Vamone.

Sentite.

Grazie.

Buongiorno.

Buongiorno.

Devo pagare questa multa.

Oh, Saverio.

Ciao.

Ehi, Rocco.

Che fai qui?

Il mio giorno è fortunato.

Pago una multa.

Così salvo il conto per vivere nel contratto sociale.

Quei vigili sono terribili.

Posso avere filtro traslim.

Grazie.

Leggevo su internet della fuga di Nicodemo.

Spero che lo prendano il prima possibile, quel bastardo.

Eh, lo spero anch'io.

Ti volevo ringraziare.

Di cosa?

Perché sei stato il primo a dire dall 'inizio che Teo non è morto in un incidente.

E non hai mai mollato.

Non figurati, ho fatto soltanto quello che ritenevo giusto.

Che fai?

Adesso torni al Casale?

Sì, sono venuto in peso per riprendere la macchina di Teo.

La polizia ce l'ha appena riconsegnata.

Dai, ci vediamo dopo.

A presto.

Ciao.

Ecco qua.

Grazie e rispetti.

Martedì, quel giorno orribile, Rocco era andato in autobus della sua nuova ragazza.

E noi lo abbiamo chiamato la sera quando abbiamo capito che Teodoro non stava tornando.

Rocco, scusami.

Me lo daresti un passaggio? Ma certo, sali.

Solo un momento.

Peppa, allora va bene, te la presto la macchina.

Però mi raccomando che ci tengo.

Ci vediamo dopo.

Scusami.

Sono venuto in paese con la bici.

Bella bici, complimenti.

Grazie.

Guarda, se non fosse per un piccolo problema che al cambio che sono costretto

a riparare in continuazione potrei farci un giro d'Italia.

E quanti chilometri ci fai, di solito? Ah, dipende.

Quaranta, sessanta.

Accidente.

Potreste arrivarsi fino a Palermo.

A Palermo?

No.

Troppo lontano.

Se in effetti... E di solito come ci vai a Palermo?

Qualche volta Teo mi prestava la sua macchina,

ma il più delle volte ci vado con l'autobus.

Se non sbaglio, anche il giorno in cui è morto Teodoro si è andata a Palermo.

Sì, quella volta sono andato con l 'autobus.

Poi Salvo mi ha chiamato la sera per dirmi quello che era

successo e ho preso la prima corriera del mattino dopo.

Certo.

Sabe, ma perché prima non avevamo andato da solo?

Rocco dove?

Non eravate insieme?

Alle saline, insieme a Costanz.

E tu e lui dove siete stati?

Secondo me non è stato Nicodemus.

Che vuoi dire?

La polizia lo sta cercando dappertutto.

E secondo me stanno cercando l'uomo sbagliato.

Chi dovrebbero cercare allora?

Rocco?

Sì.

Ma che cosa stai dicendo?

Non è possibile, dai!

Lo so Emma, sembra impossibile, ma Rocco ha mentito.

Martedì lui non era a Palermo.

E tu come fai a saperlo?

Perché martedì gli autobus per Palermo non hanno

viaggiato a causa di una frana sulla provinciale.

Non hanno viaggiato da giorni.

Vabbè, ha detto una cazzata, ma può succedere, no?

No Emma, non è soltanto una cazzata.

Rocco è sparito da Garritano proprio quando è morto Teodoro.

Ed è sparito per parecchie ore, per una notte intera.

E quando è ricomparso l'indomani mattina ha fatto finta di essere tornato da Palermo.

Perché?

Non è possibile!

Il cellulare di Rocco?

Se riusciamo a controllare il GPS possiamo scoprire dove è stato quel giorno.

Solo tu lo puoi fare.

A me sembra una caffeseria.

Tu darsi, però questo è l'unico modo per provarlo.

Io non c'entro nel cellulare di Rocco.

Salvo!

Vedi che trovi lì dentro.

Lo dobbia Matteo.

Vabbè, adesso lasciatemi lavorare.

Non riusciamo a toglierla da lì.

Non dovete.

Teodoro è sempre stato gentile con tutti e sempre amichevole.

Sopportava pure le mie stupide battute senza battere cilio.

Sì, sono stata un po'... diffidente.

E geloso.

Teodoro era una persona veramente buona.

Limpia.

Una persona speciale.

Forse era proprio questa a farmi più paura.

Quel povero milionario sognatore merita di sapere davvero come è morto.

Rocco era a Pizzociuna.

Lo dice il GPS, non ci sono dubbi.

Correte, correte!

Venite a vedere! Ciao, Eri.

Che è successo?

Forse ce lo devi dire tu che cosa è successo.

Perché?

Che ti devo dire?

Per esempio che ci facevi a Pizzociuna il giorno in cui è morto Teodoro.

Ma che stai dicendo?

Lo abbiamo visto da GPS, Rocco.

Non si è andata a Palermo, è rilà.

Hai mentito a tutti.

Cosa?

Bravi!

Vi siete messi tutti contro di me, vedo.

Si è stata a Pizzociuna per più di mezz 'ora, Rocco.

Ed eri lì, proprio all'ora in cui è morto Teodoro.

Come lo spieghi?

Io non devo spiegare proprio niente a nessuno.

Che vuoi?

Teo l'ha ucciso Nicodemo.

Eh no.

Non è stato Nicodemo.

Che cosa ci sei andato a fare a Pizzociuna

in bici da solo, senza dire niente a nessuno?

Forse dovevi dire qualcosa a Teodoro di molto importante, qualcosa di urgente.

Qualcosa di cui non doveva essere al corrente nessuno, vero?

Tu non sai niente.

E allora dicelo tu che cosa è successo dopo.

Ti avete litigato?

C'è stata una colluttazione?

Oppure l'hai spinto giù di proposito?

Perché una cosa è sicura.

Teodoro è morto per colpa tua.

Voi non crederete mica a questa storia.

Aspetta perché la storia non è ancora finita.

Dopo che l'hai spinto giù, hai caricato la bici sulla gippe e sei tornato in paese.

Poi hai posteggiato la gippe vicino all 'ufficio di Nicodemo

così da incolpare lui nel caso qualcuno pensasse a un omicidio.

E poi sei sparito via in bicicletta.

Oh, come è vero.

Rocco, dicci la verità.

Stai zitto, stai zitto!

Non vi avvicinate!

Non vi avvicinate!

Io lo sapevo che portavi soltanto qua.

Rocco, mettila giù.

Vuoi sapere com'è andata?

Volete sapere cos'è successo?

Io da Teodoro ci sono andato soltanto per chiedergli scusa.

Bene.

Di cosa?

Ho preso dei soldi dal conto della Città del Sole.

Ma non per me.

L'ho fatto per la mia famiglia.

Mio padre doveva tra un sacco di soldi in giro a brutta gente.

A degli usurai.

Mia madre era disperata.

Io che dovevo fare?

Volevo soltanto aiutarli.

Potavi parlarne con Teodoro.

Magari lui ti poteva aiutare.

Poi Teodoro l'ha scoperto.

Io sono andato lì per dirgli che mi dispiaceva, che mi vergognavo,

che i soldi li avrei ritati, che era soltanto un prestito.

Ma lui ne ha fatto una questione di principio.

Ha detto che non mi avrebbe denunciato, ma che ero fuori della Città del Sole.

Che non si fidava più di me!

E io col punto non ci ho visto più.

E l'ho colpito.

Ma lui si è difeso.

E io... Per levarmelo di dosso, lo spinto...

Io ho sbagliato tutto.

Rocco, Rocco... Metti giù la pistola.

Inutile, è stato un incidente.

Rocco, lo sappiamo che non l'hai fatto apposta.

Sì, Rocco... Metti giù la pistola.

Rocco, Rocco, ascoltami.

Questa è l'ultima cosa che vorrebbe Teodoro.

Tutto quello che ha fatto Teodoro l'ha fatto per i ragazzi come te.

E sono sicuro che se le cose fossero andate in maniera

diversa, alla fine lui non ti avrebbe mai cacciato via da qui.

Alla fine ti avrebbe perdonato.

Va tutto bene.

Va tutto bene.

Anna,

ti dobbiamo ringraziare.

Certo che tu racconti un sacco di minchiate, ma io

non so perché certe volte la fortuna ti sorride.

Beh, allora ringrazia la fortuna, no?

Almeno ti vediamo i meriti.

Tu hai trovato l'assassino.

E noi abbiamo trovato Nicodemo.

L'avete arrestato?

E dove era?

E si trovava tranquillo in una baita in centino.

Nicodemo aveva incontrato Bettini.

Da solo.

Poi si era spaventato.

E si era comprato la falsa testimonianza del suo assistente.

Ed era scappato.

Sì, quando ha saputo che la polizia l 'aveva scoperto.

Verrà perseguito per false dichiarazioni?

Sì, ma non solo, perché c'è pure l 'incartamento legale di Teodoro.

Il PM ci sta già lavorando.

Ora signori, scusate, mi dispiace, devo andare.

Perché credo di fare ancora in tempo per il gioco aperitivo.

Good bye, boys.

Posso parlare col mio supereroe?

Sì, ma niente interviste, please.

La manna si è stato coraggiosa?

Sì, ancora un minuto e... ...svenivo per la paura.

Mi pareva affatto.

Sembrava sapessi esattamente come stessi facendo.

L'importante nella vita è darla a bere, no?

Certo che se Rocco ci avesse parlato dei casini di suo padre...

...forse avremmo potuto fare qualcosa.

Non è stata colpa vostra, Suleyma.

Salvo, ma cosa fai con lo zaino? Parto.

Come?

Dove vai? Non lo so.

E' stato qui che stiamo a fare.

E' tutto quello che abbiamo fatto fino a ora?

Che più devo dire? Non lo so.

Ma che Constanza ha deciso di partire tonne in Belgio?

Cosa?

Constanza, ma è vero che parti?

Ma perché?

Perché non ce la faccio a rimanere.

Se successe troppe cose ho bisogno di staccare.

Certo, siamo tutti scossi.

Però aspettate a partire.

Cerchiamo di rifletterci qualche giorno.

Ma su che cosa?

Guarda che non siamo mica gli unici, sono in tanti da aver deciso di partire.

E allora restiamo noi.

Perché se ce n'andiamo tutti è tutto finito.

Hai ragione Emma.

Non possiamo tradire Teo.

Non adesso.

Sulle mani non capisci.

Teo è già stato tradito.

Da Rocco e forse anche da noi.

Abbiamo criticato così tanto i potenti, i vecchi, che ci ostacolavano.

E poi uno di noi l'ha ucciso.

Abbiamo seppellito Teo?

Abbiamo seppellito tutto.

Tutto è finito.

Marco!

Vincchia, ma rendete così?

Teo, forse hanno ragione loro.

No, no, ha ragione Peppe, invece.

Non potete arrendervi.

E glielo dovete.

Glielo dovete a quella chiappa nuvole di Teodoro.

Perché un bel giorno, quell'uomo così generoso e folle...

ha lasciato la sua Milano da bere e il suo bel mondo.

Ed è venuto qua, in Sicilia, per inseguire un'utopia.

Per realizzare qualcosa di straordinario insieme a tutti voi.

Glielo dovete a quel povero illuso.

Perché poteva godersi i suoi milioni ovunque.

E invece è venuto qua, a morire in un angolo di Sicilia.

E lo dovete anche a voi stessi.

Perché i suoi sogni erano anche i vostri sogni, no?

E allora dovete insistere, dovete crederci, perché...

perché non ci saranno altre occasioni.

Perché voi siete giovani ora.

E la giovanezza è un brusso...

che non va sprecato.

È giusto.

Presto.

Rosa, allora restiamo anche noi?

Sì.

Rimane anche tu?

Sì.

Va bene.

Mi rimango anche io.

Ma c'è un problema?

Cosa?

Ieri mattina Rocco mi ha detto che gli eredi di Teodoro...

hanno accettato di continuare a finanziare la Città del Sole.

Solo che serviranno dei mesi prima di avere i primi versamenti...

con tutte le pratiche e le procedure.

E il mulino...

e l'affitto.

E quello si deve pagare subito.

Giusto.

Era Teodoro a pagare l'affitto ogni mese.

E noi non possiamo certo permettercela.

Quindi dobbiamo andarcene da qui?

E dove minchia andiamo?

Ciao!

Ciao! Ciao! Scusami.

Ah, certo, sì.

E qui voi state.

A torno.

Buongiorno.

Ciao.

Buongiorno.

Ciao, carino.

Buongiorno.

Buongiorno.

Ti abbiamo svegliato.

Ma che?

Il lavoro non mi ha mai turbato il sonno, soprattutto quello degli altri.

Grazie per quello che stai facendo.

Ma di che?

Lo insegnano all'asilo, che bisogna imparare a condividere.

Non tutto, però.

Beh, sì, certo, non tutto.

Certo.

Ciao.

Vabbè, guarda, è come quando lavoravo sulle navi.

Cioè, hai lavorato davvero su queste navi?

Io non ti ho visto mai uscire da mancare.

Guarda che sono stato giovane pure io.

Oh, non ti dimenticare di andare a fare la spesa?

No, no, no, te lo scordi, semmai ce la do più tante.

No, e come faccio io?

Che ci devo da mangiare?

Non me ne frega niente.

E che ci devo da mangiare?

Questi sono cervelloni, bruciano calorie.

E tu dagli un estintore da mangiare.

Vabbè.

Caffè? No, grazie.

Buongiorno.

Ragazzi, caffè per tutti.

Lo lascio qua.

Saverio, chiudi gli occhi.

Dai ragazzi, non c'ho più l'età per questi giochini.

Amuni, chiudi li.

Chiudi? Vabbè.

Ma questo è il mio computer.

Atrilo.

E questo è il mio romanzo.

Ma come avete fatto?

È stato un lavoraccio, ho dovuto chiamare pure un amico hacker di Torino.

Però alla fine ci siamo riusciti.

Io amo Torino, ti giuro, guarda.

Mangiarò soltanto bagnacauda, agnolotti e berrò soltanto barolo, guarda.

Ma chi ve l'ha dato? Amore mio.

Non sapete che cosa avete fatto.

Adesso sono io che non so come ringraziarvi.

Io un'idea ce l'avrei.

Ciorè.

Vabbè, che cosa, eh?

No, eh!

No!

Questa no! Lascia.

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