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RICORDI QUELLA VOLTA?
Scusa?
Ehi!
Ciao. È occupato?
No.
- Sei nuovo, vero? - Sì.
Sei libero il mercoledì?
I miei amici e io abbiamo un club e cerchiamo nuovi membri.
Anche se non è il tuo genere,
è un modo per conoscere gente.
Andremo a un corteo per i diritti umani a Washington.
Grazie lo stesso.
- Se cambiassi idea... - Ehi...
Tu sei Julian, giusto?
lo sono Dillon. Mia madre gioca a tennis con la tua.
Mi ha detto di cercarti.
- D'accordo. - Non andavi alla Beecher Prep?
Sì, molto tempo fa, poi sono andato alla Union Tech.
La Union? Vi abbiamo annientato alle regionali.
Sì, eravamo scarsi.
Ad ogni modo, se tua madre te lo chiede, ti ho trovato, okay?
Una dritta: questo è il tavolo degli sfigati.
Domani puoi sederti con noi.
D'accordo, magari…
Ciao! Com'è la nuova scuola?
Chi c'è?
Nonna, mi hai spaventato!
Mi dispiace, non ho potuto resistere.
Vieni qua, dai!
Sono venuta fin qui da Parigi, è il meglio che sai fare?
- Non mi aspettavi? - Lo sapevo, ma ho scordato che era oggi.
Ho visto i tuoi, sono usciti per una soirée elegante,
con i colleghi di tuo padre.
Sai che novità!
Allora, tavolo per due.
Papà mi ha detto della tua mostra al MET.
Una retrospettiva.
Un modo educato per dire che sono vecchia.
Nonna, ho solo 15 anni.
Allora, dimmi di te, della nuova scuola.
È la prima settimana, non conosco ancora nessuno.
Però, oggi ho incontrato un ragazzo simpatico, fa sport.
Ha detto che posso stare con lui e i suoi amici.
È una cosa buona, no?
Non lo so, penso di sì.
Per ora, cerco di ambientarmi.
È il mio motto, da quando ho lasciato la vecchia scuola.
Cosa?
Julian, non hai lasciato la vecchia scuola, sei stato espulso,
perché sei stato crudele con un tuo compagno.
Sai cosa intendo.
Se ho imparato qualcosa...
è farmi gli affari miei.
Non essere né crudele né gentile...
essere normale.
È questo che hai imparato?
A essere normale?
Cosa c'è di sbagliato?
Niente.
E tutto.
Anch'io volevo essere normale alla tua età, ma...
Ma cosa?
Sono sicura che tuo padre ti ha raccontato cosa mi è successo da ragazzina.
Qualcosa.
- Dice che non ti pace parlarne. - Infatti.
Ma adesso, per il tuo bene, devo farlo.
Vedi quel fermacarte di vetro? Me lo prendi?
Sai come si chiama il paesino in Francia dove sono cresciuta?
Auberdeen-qualcosa, mi sembra.
Aubervilliers-aux-Bois.
È sui monti della Margeride,
circondato da un'antica foresta, la Mernuit.
La Mernuit era un luogo cupo e spaventoso.
Circolavano leggende su lupi giganteschi
che si aggiravano durante i lunghi inverni.
Ma in primavera, gli alberi si coprivano di foglie,
gli uccelli tornavano e la foresta riprendeva vita.
E ai primi di maggio, accadeva una cosa meravigliosa.
Sbocciavano le campanule.
Era magico!
Magique!
Sembrava di entrare in una favola.
È forse il ricordo più caro che ha della mia infanzia.
I picnic con i miei genitori,
tra quei fiori fatati.
- Fammi volare, papà! - Ancora?
- Più veloce stavolta! - Va bene.
Uccellino, uccellino
Quanto in alto volerai?
In alto nel cielo
In alto nel cielo
Uccellino, uccellino
Quanto veloce volerai?
Veloce come un corvo
Veloce come una colomba
Uccellino, uccellino
Quanto lontano vedrai?
Spero il più possibile
Perché ora sono libero
Abitavamo in un grande appartamento, in un bel quartiere.
Mio padre era chirurgo e mia madre insegnava Matematica.
Non eravamo ricchi, ma di sicuro neanche poveri.
Lo ammetto, ero un po' viziata.
Anche se, ovviamente, io non la vedevo così.
Piano ragazze!
Quando la vita è spensierata com'era la mia,
sono molte le cose che non vedi.
Due anni fa, Parigi si è arrese alla Germania.
Per l'occasione, la nostra città
ha ricevuto la visita di Herr Hitler in persona.
- Ti ha appena guardata! - Non è vero!
L'ha rifatto.
Noi andiamo in cantina.
Se chiedono di me, sono a casa con il raffreddore. D'accordo?
Ora si sente meglio!
Ho cambiato la cinghia al rullo.
Allora?
È nuova la giacca? L'adoro!
Deve essere costosa!
Ecco Granchio Storpio!
Prendigli il bastone.
Dai! Salta, coniglietto!
Dovrebbe stare in un circo.
Puzza anche la stampella!
- Vero, Tourteau? Corriamo! - Povero Tourteau.
- Che cattivi! - E colpa del padre se ha la poliomielite.
Non l'ha presa da lui, è solo sfortuna.
Mia madre dice che l'ha presa, perché suo padre lavora nelle fogne.
Per questo puzza tanto!
Non sapevo nemmeno il suo nome.
Lo chiamavamo tutti Tourteau,
che significa "granchio",
per via del suo modo di camminare.
La verità è che non pensavo affatto a lui.
M'importava solo dei miei vestiti, delle mie amiche
e della mia passione segreta:
i miei disegni.
"Lasciateci godere il fugace sapore dei giorni più sereni!
Tante anime infelici v'implorano;
abbreviate ad esse vita e noia;
per loro dileguatevi rapidi,
e risparmiate chi invece è nella gioia!"
Grazie, Claude, hai letto molto bene.
Lamartine è uno dei nostri poeti romantici.
Fu esponente di un movimento che diede nuovo slancio alla poesia francese.
Sara, stai attenta.
Sì, signorina Petitjean.
La poesia parla della frustrazione per il tempo che passa.
Vorremmo averne il controllo, ma ovviamente non possiamo.
Va bene, ci vediamo domani.
Sara, puoi trattenerti un momento?
- Mi dispiace per prima. - Il disegno dell'uccellino...
posso rivederlo?
Li hai mai mostrati a qualcuno?
Solo ai miei genitori.
Quando avevo la tua età, mi piaceva scrivere.
Poesie, racconti,
ma li ho sempre tenuti per me.
Se le mie amiche l'avessero saputo o, figuriamoci, i ragazzi,
mi avrebbero preso in giro.
Non era il tipo di cose che facevano le ragazze popolari.
Tu devi farne tesoro.
Non smettere mai di disegnare, va bene?
Lo dice anche mio padre.
Lo prendo come un complimento.
"Il mondo della realtà ha i suoi limiti;
il mondo dell'immaginazione
non ha confini".
A domani.
Buongiorno, signora Ballou. Ciao, Pierre.
Un pain au chocolat, per favore.
- Tieni. - Grazie.
Prendilo e vai.
Come? Quando?
Oggi.
Stamattina.
Tranquilla.
Troverò un altro lavoro, tanto mi stavo annoiando all'università.
Come hanno potuto?
Sei la migliore professoressa che hanno.
È complicato.
Non proprio.
Max, ti prego!
Cosa?
Oggi c'era un cartello sulla vetrina del panificio.
Diceva "Niente ebrei".
Probabilmente ci saranno sempre più cartelli del genere.
Dicevi che qui non sarebbe successo.
Che questa era la zona non occupata.
La zona libera.
Mi sbagliavo.
È come una brutta tempesta.
Dobbiamo resistere...
prima o poi passerà.
Il mese scorso, la polizia ha arrestato quasi 13 mila ebrei a Parigi.
Molti erano bambini.
Li hanno radunati nel velodromo
- e li hanno spediti in un campo a Drancy. - Basta!
La polizia francese?
Non c'è più la Francia.
Vichy prende ordini dalla Germania.
Così la spaventi!
Certo che la Francia esiste!
Siamo cittadini francesi, abbiamo i documenti.
Scusa, lei deve sapere come stanno le cose.
A Lione, gli ebrei indossano la stella gialla, come nella zona occupata.
- Solo se nati all'estero e osservanti. - Rose, ma ti ascolti?
Credi che a quei bastardi interessi dove siamo nati?
O se andiamo alla sinagoga?
- Ai loro occhi, siamo parassiti, una malattia da debellare! - Basta!
Mamma?
Si sistemerà tutto.
Questo è il nostro Paese e lo sarà sempre.
Diglielo!
Dille che andrà tutto bene.
Andrà tutto bene.
La fauna selvatica africana è molto diversa da quella francese.
Lì ci sono gazzelle, iene...
Bene, imparate quello che c'è scritto sulla lavagna,
continueremo la prossima settimana.
Sara?
- Scusami. - Oddio, cosa vuole?
Sta venendo qui?
L'ho trovato sotto al tuo banco.
Ho pensato che lo avessi dimenticato.
- Grazie. - Figurati.
Qualcuno ha una cotta!
È tuo amico?
No, avevo lasciato una cosa in classe.
Cosa?
Niente.
- Posso? - Non farlo!
- Tourteau lo ha toccato con le chele! - Jéròme, sei terribile!
Posso?
E così disegni?
Solo quando mi annoio, non è niente di che.
Non è vero.
Sono io!
Mi piace.
Non devi vergognarti, hai talento.
Per essere un'ebrea.
Eccolo, agente!
L'ebreo che ci ha fregato tutti i nostri soldi.
Ebreo? Quale ebreo? Non sono ebreo!
Sì, che lo sei!
Rendi loro i soldi, ebreo!
Così impari a rubare alla gente onesta!
Sporco ebreo!
La Francia deve essere epurata da ebrei, comunisti, gollisti.
È ora di ricostruire il nostro Paese
e provare anche noi lo stesso orgoglio di Berlino, Monaco…
Viene da Marsiglia. Aaron e Lucie sono stati arrestati.
Cosa? Ma è la zona libera!
C'è stata una retata, pare li abbiano portati in un campo vicino a Compiègne.
Pétain vuole affidare a Darnand il comando della Polizia Nazionale.
Un fascista alleato delle SS, responsabile della polizia!
È il momento, Rose.
Dobbiamo andarcene, finché possiamo, come il rabbino Bernstein e sua moglie.
E quindi... abbandoniamo la nostra casa?
Tutto quello che abbiamo e per cui abbiamo lavorato?
- No! Lo so… - Rose!
Voglio solo aspettare un po'.
Per sistemare le cose e salutare tutti.
Non possiamo salutare nessuno.
Lo sai.
Non lo deve sapere nessuno.
E bellissimo.
Perché ci odiano tanto?
Non tutti, tienilo a mente.
- Solo alcuni. - Alcuni sì.
lo credo
che le persone abbiano una luce dentro
che permette loro di guardare nel cuore degli altri.
Ma alcuni l'hanno persa.
Dentro di loro c'è il buio e questo impedisce loro di vedere.
Ci odiano, perché non riescono a vederci.
Finché lottiamo per far risplendere la nostra luce,
vinciamo noi.
Ci dispiace, Sara.
Sappiamo che sarà molto difficile per te.
Quando dobbiamo partire? Presto?
Presto.
La settimana prossima, al più tardi.
- Non sarà per sempre. - E una promessa?
Promesse.
Devi farmi una promessa anche tu.
Che continuerai a indossare gli scarponcini, per andare a scuola.
Cosa? È tutto l'inverno che aspetto per mettere le scarpe nuove.
Per favore, uccellino mio!
Perché?
Perché te lo chiedo io.
D'accordo?
Va bene.
- Promesse? - Sì.
Grazie.
Buonanotte. Ti vogliamo bene.
- Buongiorno, padre Luc. - Signorina Blum...
Quindi, A al quadrato più B al quadrato,
è uguale a C al quadrato.
Avanti.
Signorina Petitjean, una parola.
Certo.
Ragazzi, devo assentarmi per qualche minuto, fate i bravi.
Sara, Ruth, venite con me, subito.
Prendete il cappotto.
Su!
Perché?
Vi spiego tutto fuori.
Gli altri, seduti.
C'è stato un rastrellamento ad Aubervilliers-aux-Bois.
Gli ufficiali tedeschi stanno venendo qui.
Un partigiano vi nasconderà nel bosco.
- Sara, dov'è il cappotto? - L'ho lasciato in classe.
Prendi questo.
- Ho paura. - Anche io! - Lo so, ma state tranquille.
Presto!
Ragazzi, lui è Antoine.
Vi porterà al sicuro,
ma dovete fare esattamente quello che vi dice, capito?
Dovete stare in silenzio e correre velocissimi.
D'accordo?
Nell'altro cortile!
Ora!
Mi dispiace, nessuno di loro è venuto a scuola oggi.
Qualcuno deve averli avvisati.
Li hanno portati via i professori, sono nascosti da qualche parte.
Grazie, giovanotto.
I tuoi insegnanti dovrebbero imparare dal tuo esempio.
Trovate“!
Lasciala!
- Dietro di te! - Eccone un altro!
Ragazzina!
Tornate in classe, allontanatevi subito delle finestre!
Viva l'umanità!
Va tutto bene!
Vi portiamo dai vostri genitori.
Salite, per favore.
Per l'amor di Dio, li lasci andare, la supplico!
Lurido verme. Dovrei spararti all'istante.
No, la prego! Sono solo bambini!
Sono ebrei! Dobbiamo eseguire gli ordini.
Se aveste un po' di cervello, vi fareste gli affari vostri.
Questi bambini sono affar nostro!
Sono i miei alunni, io resto con loro.
Marie!
Una di loro manca all'appello.
Ci sono 14 nomi sulla lista,
ma ne abbiamo solo 13.
Ne manca uno.
Sara! I soldati ti cercano.
Devi venire con me, subito.
So come uscire.
Qui non c'è nessuno!
Mi dispiace, è la via più sicura.
Dove siamo?
Me l'ha mostrata mio padre.
Ha lavorato in queste fogne per anni.
È profondo solo fino alle ginocchia.
Credo.
- Tieni. - Sto bene.
Stai congelando.
Mancano ancora sei chilometri a Dannevilliers.
Cosa c'è a Dannevilliers?
Casa mia.
E i miei genitori? Se fosse loro successo qualcosa?
Sono certo che stanno bene.
Sara, ti prego, non ci possiamo fermare.
Vedi quella casa, dopo il fienile? È la mia.
Però forse lì non saresti al sicuro.
I nostri vicini sono dei ficcanaso.
Mio padre crede siano spie.
Non preoccuparti.
Sarai al sicuro nel fienile.
Scusa. Un topo.
- Se fossi al sicuro da noi, io... - Non serve, davvero.
Qui va benissimo.
Cos'è stato? Quel rumore.
Forse i pipistrelli.
A volte fanno il nido sulle travi, sono innocui, tranquilla.
C'è un soppalco, puoi nasconderti lì.
Ce la faccio!
Sono più forte di quanto sembri.
Metteremo delle balle sul bordo, così nessuno ti vedrà.
Va bene? Torno subito.
- Te ne vai? - Vado solo ad avvisare i miei.
Tourteau?
lo volevo solo…
- Se non fosse per te… - Tranquilla.
Ora sei al sicuro.
- Una cosa, però. - Sì?
Puoi chiamarmi con il mio vero nome, invece di Tourteau?
Sì, certo...
So che di cognome fai Beaumier,
perché eravamo vicini di banco, ma…
È Julian.
Scusa. Grazie, Julian.
Julian?
Tuo padre sapeva che per me era un nome molto speciale.
Dopo cos'è successo?
Ho conosciuto i suoi genitori.
Vivienne e Jean-Paul.
Faremo tutto il possibile per trovare i tuoi genitori.
Intanto, starai con noi.
Non è il Ritz, ma possiamo abbellire un po'.
Vero, Julian?
Mangia qualcosa.
Intanto ti preparo il letto.
Mamma, papà, dove siete?
Mi era stato detto di non lasciare il fienile, per nessuna ragione,
così da non essere scoperti dai vicini ficcanaso, i LaFleur.
Nessuno doveva sapere della mia esistenza.
Sara?
lo…
Ti ho portato una cosa.
Ricordo che ti piace disegnare.
Lascia.
Grazie, Julian.
Ti ho anche portato dei libri.
E i compiti, così non rimani indietro.
Se vuoi ti spiego cos'abbiamo fatto oggi.
Oppure no.
Sei gentile con me.
Io non lo sono mai stata con te.
I miei amici, no di certo.
Ho sempre creduto che tu...
non lo so…
fossi diversa.
Forse ti sbagli.
Ne dubito.
Sono un tipo sveglio!
- Davvero? - Non per vantarmi, ma…
Certo che no!
Vivienne e Jean-Paul facevano del loro meglio,
ma i giorni divennero settimane e dei miei genitori, nessuna notizia.
Stavo perdendo la cognizione del tempo.
Ogni giorno uguale all'altro.
Una sola cosa aspettavo con ansia:
le lezioni con Julian.
Quindi, considerato che A e B sono due punti distinti
e che AC più CB
è uguale ad AB,
allora C deve essere posto su…?
AB.
Niente male, Blum.
Abbiamo capito che C-A-B è un triangolo rettangolo...
Cos'è questo?
Potresti appenderlo,
così sembra più una cameretta.
Mi piace! Adoro Charlie Chaplin.
- Lo so. - Lo sai?
Sì, cioè, lo adorano tutti.
- Riprendiamo a studiare. - Tra un minuto.
Mi hai promesso un po' di pettegolezzi.
È vero. Vediamo…
Avevi ragione, Jean-Marc ha una cotta per Simone.
- L'ha detto a Luc all'ora di Biologia. - Lo sapevo! Cos'altro?
Fammi pensare…
Yvette e Agnès litigano per l'assolo del concerto di primavera.
Ovvio!
Christophe è in punizione, russava durante la lezione della signora Lucienne.
Si è scoperto chi ha nascosto la sardine nella cattedra del signor Gillet.
- È stato… - Eugène.
Mi hai detto che non ha passato il compito a sorpresa
e il padre lavora al conservificio.
Notevole!
- È matematico. - A tal proposito...
Va bene!
Allora, se l'angolo A e l'angolo B sono complementari
- e l'angolo A è due volte... - Julian?
Grazie per questo.
Sono felice che ti piaccia.
In città, la situazione stava peggiorando.
Vincent e altri ragazzi della scuola erano stati reclutati per unirsi alla Milice,
la milizia nazista locale.
Vennero date loro delle armi e zone della città da pattugliare,
con l'ordine di segnalare qualsiasi comportamento sospetto.
Aumentano i gruppi di resistenza in tutta la Francia
e la Germania avverte che reprimerà ogni tentativo di minare l'occupazione.
Julian?
Se qualcuno chiede di me, sai cosa dire.
Noi, in campagna, abbiamo un vantaggio,
conosciamo il terreno e su quali strade tendere un'imboscata.
Il mio contatto a Tolosa dice che sono in arrivo altre munizioni.
Ma ci vorrà qualche giorno.
Ci servono prima!
La risposta è no.
La clandestinità è per chi è disposto a morire perla libertà.
Non volevo vederti per questo.
Per cosa, allora?
Devi aiutarmi.
Sicuro che puoi fidarti di lui?
Sicuro.
Dice che ci vorrà qualche settimana per i documenti falsi,
ma appena li avremo, Georges ti farà condurre in un'abbazia a Le Moustier.
Lì le suore ti faranno passare in Svizzera.
In Svizzera?
Sono cinque giorni a piedi attraverso le Alpi,
hanno già salvato altri ebrei così.
Non sarai sola.
Veramente mi sento più sicura qui.
Piccola!
Temo che tu non lo sia.
Dopo la vittoria a Orléans, Giovanna D'Arco...
…convinse Carlo VII a farla entrare nell'esercito.
Guidato dal duca di Alengon.
Guidato dal duca di Alengon.
Con l'obiettivo di riconquistare i ponti lungo la Loira.
- Giovanna guidò un piccolo… - Ci sei mai stato?
- Sulla Loira? - In Svizzera.
Non sono mai stato neanche a Parigi.
Verrei con te, se non ti rallentassi.
Davvero non sei mai stato a Parigi?
Non sono mai uscito da Dannevilliers, se non perla scuola.
Cosa?
Dove vai?
Sara?
Allora? Ti piace Parigi?
È---
È fantastica.
Laggiù c'è Piace de |'Étoile. La vedi?
Sì…
Julian! Prendi il volante.
Dai!
Usa l'immaginazione, visualizza, con gli occhi della mente.
L'Arco di Trionfo.
È un bellissimo arco, alto più di 50 metri.
E qui,
Piace de la Concorde.
Vedi quei deliziosi caffè?
E i negozi di fiori.
Julian?
Vuoi che ti risponda di sì, vero?
È divertente solo se t'impegni.
"Il mondo della realtà ha i suoi limiti;
quello dell'immaginazione non ha confini".
Prova ancora!
Percorriamo una stradina pittoresca
del 6° arrondissement.
Ora svoltiamo.
Siamo sulla riva della Senna.
Quello è il ponte Saint-Michel.
- Credo di vederlo. - Davvero?
- Sul serio? - Sul serio!
Lì a sinistra c'è Notre-Dame.
Non è incredibile?
Eccome!
Posso confessarti una cosa imbarazzante?
Lo faccio almeno tre volte a settimana.
Stacci tu chiuso in un fienile per giorni!
Attenta alla signora!
- Peccato, niente Torre Eiffel. - No!
Ti prego, voglio vedere la Torre Eiffel!
Va bene.
Le tre settimane seguenti passarono in modo insolito.
Il tempo sembrava essersi fermato.
Eppure sembrava correre veloce.
Quasi troppo.
Guarda quel leopardo, ha le macchie tonde.
- Sì. - E perché siamo in Africa orientale.
Nel sud, sarebbero quadrate.
- Te lo sei inventato. - No!
Come osi!
Sara, guarda là!
- Quelle sono zebre. - Sono bellissime!
E laggiù?
Partire per la Svizzera mi metteva ansia.
Mi sarebbero mancate quelle sere con Julian.
Era come se ci fossimo creati un mondo tutto nostro.
Anche se quello fuori diventava sempre più buio.
Georges, sono io.
Sono qui per i documenti.
Tramano qualcosa.
Cosa abbiamo qui?
Guarda!
Manderemo un messaggio: ecco che cosa succede ai traditori!
Andiamo.
Ho sentito un rumore. Sbrigatevi!
Forza!
Atte nto!
Li odio.
Li odio da morire.
Mi dispiace tanto.
Non posso credere che sia morto.
Ricordi l'uccellino di cui ti parlavo?
L'ho disegnato per te, così puoi riconoscerlo.
Viene sempre quando ho bisogno di lui.
Mi dà speranza.
Uccellino, uccellino
Quanto in alto volerai?
In alto nel cielo
In alto nel cielo
Uccellino, uccellino
Quanto lontano vedrai?
Spero il più possibile
Perché ora
sono libere
Grazie.
Il mio piano di fuga era svanito insieme a Georges.
L'assalto al cinema era solo l'inizio
di una fase ancora più buia dell'occupazione.
Il massacro era cominciato.
I tedeschi stabilirono un nuovo quartier generale,
proprio a Dannevilliers.
Jean-Paul?
Avevamo preoccupazioni molto più serie di quei ficcanaso dei LaFleur.
I nazisti erano ovunque,
su tutte le strade, dentro e fuori il paese.
Ormai, non avrei mai potuto raggiungere la Svizzera.
I Beaumier provavano a rendermi la vita il più vivibile possibile.
Vivienne continuava & portarmi da mangiare,
vestiti puliti
e mi teneva compagnia per un paio di ore.
Ma l'estate arrivò e se ne andò
e solo le visite notturne di Julian mi confortavano.
!! fienile era diventato tutto il mio mondo.
E Julian, il suo centro.
Cavolo!
Avevamo in comune una cosa fondamentale.
Avevamo visto entrambi di quanto odio sono capaci le persone.
E quanto coraggio ci vuole per essere gentili.
Perché quando la gentilezza può costarti la vita,
diventa come un miracolo.
Era quella luce nell'oscurità di cui mi parlava mio padre.
Julian per me era più del mio salvatore
e più di un amico.
Lui era la mia luce.
- Gita speciale stasera, signorina Blum. - Splendido! Destinazione?
Lo vedrai.
Chiudi gli occhi.
Ti piacerebbe vedere New York stasera?
Cosa? Certo!
Bene.
Apri gli occhi.
Julian!
È magnifica!
Guarda quanti cinema!
IL PARADISO DELLE FANCIULLE
- Quello cos'è? - L'Empire State Building.
Tourteau!
Non ti lavi mai? Credevo che ai granchi piacesse l'acqua.
Beaumier?
Potrei parlarti nel mio ufficio?
Noi insegnanti ci siamo consultati
e abbiamo deciso di inserirti nella classe di Matematica avanzata.
Starei con i ragazzi più grandi.
Ma saranno loro a dover tenere il tuo passo.
Grazie, signore.
Grazie a te.
In questi giorni, poche sono le gioie.
Puoi tornare in classe.
È presto. Va tutto bene?
Il mio quaderno dei disegni!
- L'ho visto sullo scaffale di padre Luc. - Grazie!
Ero così stupida.
Chi c'è?
Vatti a nascondere e non uscire per nessun motivo.
Tourteau?
Ehi, Tourteau!
Cosa combini?
Cosa ci fate qui?
Stavo aggiustando l'auto di mio padre.
Ti ho visto uscire dall'ufficio di padre Luc con qualcosa.
Cosa?
Non fare il finto tento, storpio.
- Avevo lasciato lì un libro. - Stronzate.
Lo giuro, è in casa, ve lo posso mostrare.
- Bugiardo! - Vi prego, no!
- Cos'hai rubato? - Avevo lasciato un libro!
- Ti credi più furbo di noi. - No.
Sei patetico.
Sai cosa fanno i nazisti a quelli deboli e deformi come te?
Lo sai?
Li sterminano come gli ebrei.
Farei un favore alla razza umana
e metterei fine alla tua sofferenza.
- Basta, ha imparato la lezione. - Chiudi la bocca!
Cosa guardi, mostro?
Viva l'umanità!
Cos'hai detto?
- Cosa sono? - Pipistrelli! Andiamo via!
- Se ne sono andati. - Potrebbero tornare.
- Tranquillo è finita. - Torna di sopra!
- Cosa? - Sei stupida? Vai!
- lo volevo… - Non mi interessa quello che vuoi!
Non si tratta sempre di te!
Sai cosa succede, se ti trovano qui?
Lo sai?
Arrestano i miei genitori e li uccidono, lo capisci?
- Non pensavo… - Certo che non pensavi.
Pensi solo a te stessa.
Sei ancora la bambina viziata
che è stata seduta accanto a me per 5 anni senza sapere il mio nome.
Ti prego!
Ti prego, mi dispiace.
Ti prego!
Torna sul soppalco. Per favore.
Sono giorni che non lo vedo.
Ha solo bisogno di tempo.
Era così arrabbiato con me.
È arrabbiato con se stesso.
Non avrebbe mai dovuto prendere il tuo quaderno.
Era troppo rischioso, per tutti quanti.
Lo ha fatto per me.
Nei momenti più bui,
le piccole cose ci ricordano la nostra umanità.
Viva l'umanità.
Viva l'umanità.
Passò un 'altra settimana e poi un 'altra
e Julian continuava a starmi alla larga.
Intorno al ferro, lo passi dentro, su e dietro.
Intorno...
Tocca a te.
- Possiamo parlare? - Preferisco di no.
Va bene.
Non sopporto…
che tu mi abbia visto in quel modo.
- Quale modo? - Come un debole.
- Un essere patetico e indifeso. - Julian!
Ti sembrerà assurdo, ma prima correvo veloce.
Prima della poliomielite, ero il più veloce della classe.
Ricordo bene cosa si prova...
- A essere forti. - Tu sei forte!
Le sei e sei coraggioso.
- Sei la persona più coraggiosa che conosca. - Perché cammino con una stampella?
La stampella non mi rende coraggioso, mi aiuta a camminare.
- Non intendevo questo. - Smetti di parlare.
Ho pensato a quello che hai detto,
- che sono un'egoista. - Ero solo arrabbiato. - E vero!
Se fossi stato tu in pericolo, non so se ti avrei salvato.
- Non lo sai. - Invece sì.
E mi dispiace.
Eppure ci hai provato.
- Avrei potuto farci uccidere. - Probabile.
Ma sei stata comunque coraggiosa.
- Accetta un complimento! - Va bene. Grazie.
- Bene. Riprendiamo a giocare? - Sì.
Posso dire un'ultima cosa?
Cosa?
Belote!
Finalmente, hai vinto una mano!
Non ti ci abituare!
Arrivò l'inverno e con esso molti cambiamenti.
Arrivarono molti altri soldati.
Le strade principali divennero ancor più pericolose.
Così Julian cominciò a prendere la strada più lunga per andare a scuola.
Ci furono anche altri cambiamenti.
In un attimo, fu di nuovo primavera.
Impossibile da credere, ma ero nascosta lì da più di un anno.
Tanti auguri a te
Tanti auguri, cara Sara
Tanti auguri a te
Non ricordavo fosse oggi.
Buon compleanno, tesoro.
È cioccolato vero?
Vivienne ha risparmiato dalla sua tessera annonaria per mesi.
Esprimi un desiderio.
Grazie.
E bellissimo.
Mangiamo la torta!
- Come avete fatto con i LaFleur? - Siamo stati un po' cattive….
Che Dio ci perdoni.
La settimana scorsa, ho tolto un dente.
Il dottore mi ha dato un sonnifero.
- Me ne era avanzato un po'. - La mamma glielo ha messo nel latte.
Li sentivamo russare attraverso i muri.
Mi hanno detto che si ballava.
Ma certo!
Madame...
Monsieur…
Grazie per il regalo.
- È un uccellino. - L'avevo capito.
Qui Radio Londra, interrompiamo la trasmissione
per una notizia appena giunta.
Montecassino è stata liberata degli Alleati.
La Prima Divisione Paracadutisti tedesca
è stata sconfitta, aprendo la strada verso Roma...
La Francia sarà la prossima!
Significa che la guerra finirà presto.
Sara?
Cosa ci fai qui? È mezzanotte passata.
Ho un'altra sorpresa per te.
Usciamo?
Ti va?
Sì.
Non uscivo da…
Andiamo.
Non ero mai uscita di notte.
Tutte quelle storie di lupi giganti mi spaventavano a morte.
Ma quella notte...
non avevo affatto paura.
Mernuit.
Buon compleanno.
C'è una cosa che voglio dirti e se non lo faccio ora, non lo farò più.
Ecco...
Se davvero questa guerra sta per finire,
quando succederà,
voglio che tu sappia che quando penso al mio futuro…
- Tu ne fai parte, perciò ti chiedo… - Sì.
Non ti ho ancora chiesto niente.
So già la risposta.
Sì.
Dovresti andare.
Il sole sta per sorgere.
Sì.
Aspetta, anch'io ho una cosa per te.
Davvero?
Sì.
Dentro c'è una cosa, più o meno a metà.
A domani.
Viva l'umanità!
"Prima avevo paura della notte.
Ora è il momento di ascoltare l'anima del mondo
che mi confida i suoi segreti, ancora e ancora,
come una canzone.
Tu ami Julian.
Tu ami Julian.
Sì, rispondo. Lo so. lo amo Julian".
Era vero. La amavo.
Non ebbi il coraggio di dirglielo quella notte.
Ma l'avrei fatto la sera successiva.
E magari, lui avrebbe detto che anche lui mi amava.
Ti amo, Sara.
Julian? Farai tardi a scuola.
- Buongiorno, mamma! - Sei di ottimo umore.
Perché non dovrei? Il sole splende, le campanule sbocciano.
- Le campanule? - A stasera.
Non so perché Julian prese la strada principale, quella mattina.
Forse si sentiva audace.
Forse pensava ad altro.
Molto più basso...
Ehi, tu! Zoppo!
Documenti.
Sto andando a scuola, all'École Lafayette.
Ti accompagniamo noi.
La mia borsa!
Muoviamoci, andiamo!
Jean-Paul?
Tuo figlio, Julian!
- Cos'è successo? - La milizia l'ha portato via.
Sara, giusto?
La piccola ebrea fuggita.
Ferma, ferma!
Per tutto questo tempo ti sei nascosta nel fienile di Tourteau?
Si chiama Julian.
Mani in alto!
Ti prego.
Girati.
Girati!
Vigliacco!
Alt!
Dove siete diretti?
- Controllate. - Perché si è fermato?
Vivienne? Jean-Paul?
Vivienne? Jean-Paul?
Ferma dove sei.
Non fare un altro passo o sparo.
- La prego... - Cosa ci fai qui?
Sono un'amica di Julian Beaumier.
Cosa vuoi da noi?
Devo solo trovare Vivienne.
- Per favore. - Non costringermi a spararti. - Ferma.
Sara?
Rabbino Bernstein?
- Bernstein, la conosce? - E Sara Blum.
La sua famiglia abitava accanto a noi.
Non capisco!
LaFleur, per favore, metta via il fucile.
Sara, cosa ci fai qui?
I Beaumier mi nascondevano nel fienile.
Pensavano che voi foste spie dei nazisti.
Sara, i LaFleur ci hanno nascosto nella loro soffitta per quasi due anni.
Oggi lasceremo il paese con l'aiuto dell'esercito ebraico.
Vieni con noi!
No, devo trovare Vivienne, Julian è stato arrestato.
Le ho detto che oggi non ci sono stati arresti.
Sta mentendo!
La prego, è solo turbato.
Mi dispiace.
Signora!
Conosco suo figlio.
Lo hanno preso stamattina.
Lo hanno messo su un camion con alcuni pazienti dell'ospedale.
Li portano in un campo, sulle montagne.
Potete salvarlo, pagando il giusto prezzo.
Quel povero ragazzo!
Bernstein, non abbiamo molto tempo.
Vi aspettano di sotto.
Ci occuperemo della ragazza fino al ritorno dei Beaumier.
Buona fortuna, amico mio.
Scriveteci quando arriverete a Gerusalemme.
Dio non dimenticherà la vostra gentilezza.
C'è Vivienne!
Vivienne!
| LaFleur non sono spie, nascondevano il rabbino e la moglie.
Andiamo.
Quanto denaro vi occorre?
Molto più di quanto abbiamo.
Prendiamo il mio furgone.
Sara, nasconditi in soffitta. Andiamo.
Scendete tutti giù, forza!
Scendete!
Cosa succede?
La strada è chiusa, farete una deviazione. Ora fate una pausa.
Forza, scendete!
Muoversi!
Tutti fuori! Muoversi!
Noi siamo nove, loro solo tre.
Passa parola.
Forza!
Per favore!
C'è mio figlio su quel camion.
- La prego. - Non più, hanno continuato a piedi.
No, no…
La prego, ho i soldi.
Per il suo rilascio.
Venga.
Uccellino, uccellino
Quanto in alto volerai?
In alto
In alto nel cielo
In alto nel cielo
Cammina.
Uccellino, uccellino
Quanto veloce volerai?
Veloce come una colomba
Veloce come un corvo
Correte!
Scappano!
Uccellino, uccellino
No!
Quanto lontano vedrai?
Spero il più possibile
Perché ora sono…
Libero
Perché ora sono libero
Julian!
- Vivienne! - Falla salire sul furgone, adesso!
- Falla salire o sparo. - No, per favore, no!
Per favore!
Vivienne, sali.
La prego, ce ne andiamo.
I Beaumier tornarono nel bosco, dopo che i soldati se ne furono andati.
Cercarono Julian per tutta la notte e per molti giorni a seguire.
Julian?
Si aggrappavano alla speranza che Julian fosse riuscito a fuggire.
Ma nel profondo, sapevano che non era così.
Eppure, misero da parte il loro immenso dolore
per prendersi cura di me.
Rimasi con loro fino alla fine della guerra, nascosta, ovviamente.
Ma non nel fienile.
Non riuscii più a metterci piede.
La capitolazione dello stato nazista.
Ad agosto, l'occupazione nazista finalmente si concluse.
I tedeschi furono cacciati dalla Francia
e quando le truppe alleate si riunirono all'Arco di Trionfo,
si poteva sentire esultare il mondo intero.
lo continuai a vivere con iBeaumier
che erano diventati la mia famiglia.
Fui felice di poter tornare a scuola,
ma niente era più lo stesso.
Le settimane passarono confuse.
Io non riuscivo a smettere di pensare a quello che mi era capitato.
E a Julian.
Poi un giorno, all'inizio di novembre...
comparve papà.
Era tornato.
Mi disse che stava ancora cercando la mamma.
Lui e un altro medico erano sfuggiti alla retata, nascondendosi nell'obitorio.
Gli presentai ! Beaumier.
Non riusciva a smettere di ringraziarli!
Quella notte, papà mi prese da parte.
Sapevo che si trattava della mamma.
Sara...
Non poteva più nascondermi la verità.
Mi spiegò che il giorno del rastrellamento,
la mamma era stata arrestata.
Era stata messa su un treno per Drancy.
E da lì, portata al campo di concentramento di Auschwitz.
Lui non sapeva quanto tempo vi fosse rimasta,
sapeva solo che lì era stata uccisa.
Credo che una parte di me sapesse che non era sopravvissuta.
Nell'uccellino bianco avevo sempre sentito il suo spirito
che mi portava speranza, quando non ne avevo.
Papà e io restammo con iBeaumier,
finché lui non trovò lavoro in un ospedale di Parigi,
la città che diventò la mia nuova casa.
Avrai sempre una madre in me.
Ti voglio bene.
Sono tornata spesso a trovare iBeaumier nel corso della mia vita.
E quando ho sposato tuo nonno,
loro, insieme a mio papà,
mi hanno accompagnata all'altare.
Si dimenticano tante cose nella vita.
Ma non dobbiamo mai dimenticare la gentilezza.
Come l'amore,
farà parte di te, per sempre.
E questa, mon Cher, è la fine della mia storia.
Ti ho turbato?
Sì, ma in senso buono.
Hai capito perché ho scelto di raccontarti questa storia ora, Julian?
Ci penso io.
Grazie, mon Cher.
La conoscete per le sue opere incredibilmente influenti,
esposte nei musei di tutto il mondo.
MAI PIÙ
Ma oggi, è per noi un onore celebrare il lavoro di una vita,
all'interno della nostra mostra dedicata all'attivismo nell'arte.
Fate un caloroso applauso alla straordinaria
Sara Blum.
Buongiorno, grazie.
Cari amici, è un privilegio essere qui con voi oggi.
Questa non è la prima volta che racconto la mia storia,
ma ho quasi sempre preferito che fossero le mie opere a parlare per me.
Credo che sia per questo che sono diventata un'artista.
Per volare lontano dal dolore che ho vissuto.
Ma ieri sera, parlavo con mio nipote e ho capito una cosa.
Ho capito
che non voglio più volare via.
Non ho vissuto una vita normale.
L'odio non è normale.
La crudeltà non è normale.
L'amore è normale.
La gentilezza è normale.
Ma saperlo non basta.
Bisogna condividerlo.
Bisogna metterlo in pratica.
Senti...
Ciao.
Mi dispiace per ieri.
Ho fatto lo stronzo.
Abbastanza, ma non importa.
- Mi chiamo Julian. - Rahmiya.
A volte, un piccolo gesto
può portare a grandi cambiamenti.
- Allora, vieni a Washington con il club? - Sì.
Sì.
Un uomo molto saggio, Martin Luther King, disse:
"Le tenebre non scacceranno le tenebre.
Solo la luce può farlo".
Mio padre credeva in questo.
Noi tutti dobbiamo usare la luce che abbiamo dentro
per fermare le ingiustizie di oggi.
Solo così possiamo essere certi che le tenebre del passato
non torneranno mai.
E che coloro…
coloro che hanno sacrificato la loro vita per sconfiggerle,
lo hanno fatto per un domani più luminoso.
Viva l'umanità!
Viva l'umanità!
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