Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ho seguito...
il consiglio...
del governo di...
Cazzo, come si dice?
- Reinventarti? - Reinventarmi.
Ho seguito un corso di formazione per ceramisti perché...
essere musicista non è più redditizio.
- Uno che fa le tournée. - In tournée, esatto.
Quindi, nonostante il raccapriccio del mio manager,
ora sono un ceramista qualificato.
Queste sono tutte statuine Staffordshire.
Originali.
Che bella.
Con il retro piatto.
- Sono solo ninnoli. - Una catena di montaggio.
In pratica... E le hanno fatte dei bambini.
- Davvero? - Sì.
Sì, bambini in catene di montaggio in epoca vittoriana.
Avevano le mani piccole...
- Che bella quella. - Quella lì...
quella lassù, è stata la prima...
e rappresenta un santo immerso nell'olio bollente.
- Sì. - Ok.
Ma la smaltatura è andata male
e non sapevamo che colori sarebbero venuti fuori.
Non è venuta benissimo. È stato a quel punto che ho capito...
che non è facile come sembra.
Eh, già.
Quello è il disegno originale...
Sì, quello era il disegno.
- L'ha fatto Nick? - Sì.
Volevo fare questo.
Solo un santo immerso nell'olio bollente?
Cosa facciamo, cominciamo?
Sì, facci ripercorrere la vita del Diavolo dalla nascita.
Aspetta...
Beh, posso... Ok.
In pratica racconta una storia in diciotto...
statuine,
la storia del Diavolo.
Questa è solo di resina.
Nessuna di queste è stata sottoposta a smaltatura.
Questo è il Diavolo...
da piccolo.
Si chiama "Il risveglio del Diavolo".
Rannicchiato contro questo puledro.
Questa è "Il Diavolo eredita il mondo".
È cresciuto.
Questo è il Diavolo da bambino.
E ha una scimmietta.
Una scimmietta marrone.
Questo è il Diavolo con un marinaio.
E questo è il Diavolo con il suo primo...
amore.
Man mano che cresce, fa cose sempre più audaci e pericolose.
Ora il Diavolo parte per la guerra.
Questa si chiama "Il Diavolo parte per la guerra".
E questi coniglietti che ci sono qui
saranno tutti dipinti d'oro, dei coniglietti dorati.
È un ragazzo.
È un ragazzo che parte per la guerra.
Sì.
Questa è "Il Diavolo torna dalla guerra".
Ormai è una persona...
diversa, gli sono cresciute le corna.
E torna dalla guerra ricoperto di medaglie.
L'esperienza della guerra l'ha reso audace e potente,
e cammina in un campo pieno di teschi.
Questo è "Il Diavolo prende moglie".
Lei ha un coniglietto in braccio. Ogni tanto spunta...
qualche coniglietto.
È nuda.
Ok, poi...
Poi il Diavolo...
Questo è "Il Diavolo uccide il suo primogenito".
E questa si chiama "Il Diavolo sacrifica un bambino".
Ora il Diavolo...
si è separato dal mondo a causa...
a causa dei suoi peccati. E qui c'è...
il mondo che va avanti normalmente.
Conigli.
Bambini.
La vita continua
e lui contempla il mondo.
Questo è "Il rimorso...
del Diavolo".
Per i suoi...
È solo e separato dal mondo.
Ed è inginocchiato su una pila di teschi.
"La vecchiaia del Diavolo".
E questo è "L'ultimo ballo del Diavolo".
Questa si chiama "Il Diavolo dissanguato".
Sta morendo, muore tra le braccia di...
due marinai,
che lo sorreggono mentre si dissangua.
Il sangue cola e va a finire qui,
in un grande lago, un grande lago...
formato con il suo sangue dove questi due cigni...
fanno i cigni.
Poi ci sono queste due specie di caprette e due donne che reggono delle torce.
E questa...
questa è l'ultima, è solo uno stampo di resina, quindi non...
questa sarà bellissima.
Questo è il Diavolo, praticamente abbandonato da qualche parte.
Il suo corpo è stato lasciato a morire e decomporsi.
E il bambino si inginocchia...
e gli tende la mano, come gesto di perdono nei confronti del Diavolo.
- Sarà bellissima. - Come si intitola, Nick?
Quella si intitola "Il perdono del Diavolo".
Andiamo.
Marianne, vuoi una sedia o preferisci stare lì?
- No, una sedia. - Ok, una sedia.
- Andiamo? - Ok.
Ok.
Non riesco a...
- Pronta? - Sì.
Facciamo il giro.
Ok.
Spero che non mi stiano riprendendo.
Ma mi sa proprio di sì.
- Riprendiamo sempre, Marianne. - Oddio...
Ma facciamo un patto, se non ti piace...
No, davvero, devi ricordarti
quanto sono stata malata
e quanto ancora lo sono.
Quello mettiamolo via, ok.
Dov'è il testo?
- Ok. - Ok.
Deve essere tutto molto controllato
perché non riesco a respirare bene.
E mi devi dire quando partire.
- E io parto. - Ok.
- E poi devo togliermi l'ossigeno. - Ok.
- Capito? - Sì.
Bene.
Waz, ce l'hai il computer? Sei pronto?
- Warren? - Sì.
Ti ha chiamato "Waz"?
- Sì, Marianne. - Waz. È il tuo soprannome?
- Beh, sì... - È orrendo.
È facile.
- Waz? - Waz è il suo soprannome.
- Waz, esatto. - Sono sconvolta.
- Perché? - Non lo so.
Sai come sono gli australiani.
Fanno così.
Cosa?
Lo sai che gli australiani fanno queste cose, no?
Sì, immagino di sì.
Warren è Waz, Barry è Baz.
Ah, sì?
E tu?
- Andrew. - Certo.
Beh, ecco.
Neanche per Marianne esiste un diminutivo.
- Ah no? - No.
Non hai mai avuto un soprannome?
- Mai. - Neanche Faithfull?
Faithless, al massimo.
Siamo pronti?
- Che dici, Chris? - Sì.
- Amy? - Sì, ci sono.
Dimmi cosa succede.
Le luci sono pronte?
Quando chiede se siete pronti, dovete rispondere di sì.
Le luci sono fissate, sì o no?
Sì sì, sono fissate.
- Ok. - Ok.
Bene.
- Marianne, siamo pronti. - Ok.
Possiamo toglierti l'ossigeno.
Puoi toglierlo?
Ok.
Mettimene ancora un po' sulla guancia, veloce.
Bene, ok.
Ok.
- Ok, tutti pronti? - Sì.
Abbassiamo la luce.
- Ok. - Azione.
Tocca a te, Chris.
Preghiera prima del lavoro.
Altissimo, austero,
per il cui volere
la stessa lontana mantiene saldo il suo cammino.
Fai ora spiccare il volo a questo spirito.
Concedigli sollievo dalla rabbia astratta e assoluta.
Sconsolata, muta, suona la limpida nota,
pura, penetrante come il flauto, rendila precisa.
Austero, Altissimo,
per la cui grazia
il canto inalterabile
può ancora posarsi
dal polmone corrotto.
Dalle una forma severa.
Oh, amico.
Che carino.
Questa è fatta.
Torniamo alle sculture di ghiaccio. Fatta.
"Waiting For You", fatta.
"Bright Horses", fatta.
Allora, "Hollywood"...
Ok...
Fammi sentire.
Venite.
Me ne sono andato circa una settimana fa, sono tornato ed era tutto...
La TV era per terra
e sopra c'era questo affare spaccato.
C'è roba dappertutto.
Sembra che la TV abbia dato una festa.
Come se si fosse... tipo buttata giù dalla finestra.
Come se avesse deciso di arrendersi e mandare tutti a fanculo.
Da morir dal ridere.
L'hai visto questo?
Bellissimo.
Questo erbario è una riproduzione...
Ed è incredibile.
Emily Dickinson, la poetessa.
Cos'è, il suo erbario?
L'ha fatto quando aveva, tipo, 14 anni e poi...
Ora è...
Mi sa che è il libro più fragile del mondo.
L'hanno fotografato e ne hanno fatto questa riproduzione.
È meraviglioso.
È stato strano ieri sera, man mano che...
- facevamo le sessioni. - Sì.
Mi sono ricordato che...
Guarda qui.
Porca puttana! Guarda il suo desktop, Robbie!
Cazzo, ma cos'è?
- Come fai a trovare le cose? - È perfetto, no?
Non fanno tutti così?
Non ho alcun senso delle forme e dell'ordine.
Quindi quello volendo si può inserire dopo,
ma la cosa importante è vivere nel presente
e vedere cosa succede.
Noi buttiamo roba nella mischia, ci sediamo e cominciamo a suonare.
E bisogna andare a cercare quei momenti
tra ore e ore e ore di roba.
No, in realtà avevo delle canzoni...
avevo dei testi di canzoni, ma so per esperienza
che quelle canzoni lì...
probabilmente non valgono niente.
La cosa migliore di lavorare con Nick
è che non si tira indietro di fronte a niente.
Anzi, vuole sempre di più, di più, di più.
Warren è quasi sempre uno che fa cose,
ma non è tanto in grado di ascoltare, dire.
Anche se magari secondo lui è una cosa ingiusta e sbagliata.
Mi ricordo con "Ghosteen", verso la fine dell'ultimo giorno della prima sessione,
Nick si alza, esce e ci fa:
"Basta con i soft pad, non ce la faccio più".
Era il suono che continuava a ripetersi.
E io lo suonavo, tipo, per 30 minuti di seguito.
È quasi inutile, sedermi a scrivere una canzone
per poi portarla in studio di registrazione perché...
A meno che non prendo letteralmente la testa di Warren tra le mani e gli dico:
"Warren, adesso faccio una canzone,
una canzone che ho scritto, questi sono gli accordi".
Non so perché,
ma una volta che comincio una cosa non riesco più a staccarmi.
E penso che sia diverso.
Succede un sacco di roba.
Succede un sacco di roba terribile
quando io e Warren entriamo da qualche parte.
Ma poi ci sono questi momenti in cui...
Entriamo in una specie di strano stato di trance.
Non hai idea di cosa sta succedendo.
Ed è allora che scatta qualcosa.
Scatta qualcosa di trascendente, per come la vedo io.
È una cosa che mi toglie il fiato, rimango esterrefatto...
Non per il momento,
anche se mi ci perdo in quel momento,
ma all'improvviso senti queste cose e dici: "Oh cavolo!"
Ma sono solo frammenti in un mare di stronzate...
Così.
Cazzeggiamo e basta.
- Ecco. - Sì, eccolo qui.
È anche difficile esibirsi, perché sto...
- aspettando... - Quel cazzo di accordo.
È lento, ma in modo innaturale.
Proviamo a toglierlo.
Sì, esce solo il tuo sono e cose del genere.
- Abbiamo tutto? - Sì.
Sì.
Non così tanto.
Che ruolo aveva nei Bad Seeds quando c'erano Mick e Blixa, eccetera?
Aveva un ruolo subordinato,
doveva migliorare le cose che già c'erano.
E lentamente, uno dopo l'altro, ha fatto fuori tutti i membri dei Bad Seeds.
Stai attento, amico.
Potremmo rimanere solo io e Waz.
Lo so, lo so che il prossimo sono io.
Ho notato che canta molto di più.
- Ok, pronti? - Buona fortuna.
Qui ci sono migliaia di domande, migliaia e migliaia.
Ci sono...
38mila...
e 65 domande. Ora, non ve le leggerò tutte, ovviamente.
Adesso le scorro e ve ne leggo qualcuna,
a caso.
"Mio fratello David è morto due anni fa. Aveva solo 24 anni, io 19.
Ho la sensazione che tutti continuino con la loro vita e si siano scordati di lui.
E ho paura di abbandonare la mia rabbia.
E se senza non so più chi sono?
Il mio dolore è parte integrante di me ormai da troppo tempo".
Allison.
La cosa che mi piace dei The Red Hand Files,
e il motivo per cui la considero una specie di pratica spirituale
è che mi spinge a riflettere su queste domande
e a non rispondere subito.
Quando mi capita di rispondere subito,
credo di non rispondere con la parte migliore della mia natura,
- direi. Capisci? - Sì.
Devo prendermi qualche giorno per pensare alle parole di chi mi scrive
e stabilire un rapporto...
di empatia con la domanda e con la persona
che me l'ha mandata.
È una cosa che non mi viene naturale.
Perciò i Red Hand Files mi costringono a
esercitare la parte migliore della mia natura.
Billy dalla Scozia.
"Nel giro di una settimana, mia moglie mi ha cacciato di casa e ho perso il lavoro.
Penso spesso al suicidio.
Come si fa ad accettare il fatto di nessun controllo sulla nostra vita?"
Anche questa è una bellissima domanda.
E tristissima.
Sono estremamente commoventi, queste domande, perché...
Cioè, non...
Se ti succede qualcosa,
la prima cosa che ti viene in mente non è scrivere a...
Queste sono le domande disperate
di persone che non hanno nessuno a cui porle.
E quindi inviano queste domande nel, tipo...
Boh.
- Nel vuoto. - Nel vuoto, sì.
Caro Billy,
la maggior parte delle lettere che ricevo nei Red Hand Files,
in varie declinazioni,
contengono tutte la stessa domanda.
La tua.
- Come va, Corin? - Bene, alla grande.
Non ci vediamo da ieri.
Perché non ho il controllo della mia vita?
Spesso, questa domanda è corredata da sentimenti di tradimento,
rabbia e rancore.
Di disperazione.
La verità è che tutti viviamo in costante pericolo,
in uno stato di rischio, sull'orlo del disastro.
Tu hai scoperto che il velo che separa una vita ordinata dal caos
è pressoché inesistente.
Questa è la comune verità dell'esistenza,
a cui nessuno può sottrarsi.
Nel corso del tempo, tutti scopriamo di non avere nessun controllo.
Non lo abbiamo mai avuto. E mai lo avremo.
Ma non siamo impotenti.
Siamo sempre liberi di scegliere come reagire a quello che ci offre la vita.
Puoi arrenderti e farti sopraffare dalla corrente.
Puoi diventare insensibile e amareggiato per via delle tue sventure.
O puoi cogliere l'opportunità che ti viene offerta.
Quella del cambiamento e del rinnovamento.
La vita ti offrirà sempre la migliore alternativa, Billy.
Cercala e valle incontro.
Questo è il grande atto di insubordinazione di fronte ai capricci della vita
che tutti possiamo compiere.
Con affetto, Nick.
Di' qualcosa...
Queste vanno meglio degli auricolari?
Abbassalo, Nick.
Sì, abbassalo in più possibile.
Faccio quello che vuoi, vuoi che lo regga io?
No, no, un po' di equilibrio ci sta.
Ok, chiudete le tende.
- Chiudete le tende! - Ok.
Grazie.
Ok, prendetevi un minuto.
Sistemiamoci.
- Sì. - Sì.
Sì, ora sono molto più felice rispetto a un tempo.
Questo non significa che sono in pace.
Ma la felicità non è la cosa più importante per me.
È, tipo, sentire che le cose hanno un senso.
Mi sento molto più in linea con quello.
E quel rispetto mi rende più felice.
Il fatto di sentire che le cose hanno un senso
nella mia vita indipendentemente dal mio lavoro,
indipendentemente dalla mia vita creativa.
Mi dà la sensazione di andare incontro a qualcosa,
mi dà la sensazione che il mondo abbia un senso.
Che la natura stessa del mondo abbia un senso.
E le persone sono esseri che hanno un senso.
Venite.
Scendete.
Venite verso di noi.
Grazie a tutti
per esservi occupati di noi e per tutto quello che avete fatto.
È stato bellissimo.
Grazie a tutti.
I cantanti.
Gli archi.
Sembra proprio una fine.
- La signora Covid. - Ma non lo è.
Ok? Non lo è, per niente.
Torniamo alla prima.
Ok.
Potrebbe essere la fine.
Ok.
"Grazie per le parole, la musica
e la saggezza ridimensionante che mi offre la tua musica
nei periodi difficili.
Mi chiedo, dietro a tutto questo, la musica, le parole,
i completi eleganti, il dolore, la tenerezza,
la vergogna, la colpa e la felicità,
tu chi sei?"
Kev dall'Irlanda.
Come rispondi a questa?
Non so, credo...
che ora mi descriverei in modo diverso rispetto...
a qualche anno fa. Mi sarei descritto come un musicista,
o un cantautore.
E sto cercando di allontanarmi da quelle...
definizioni, che si riferiscono al lavoro che faccio.
E di vedermi come una persona.
Come un marito, un padre.
Come un marito, un padre
e un amico
e un cittadino che fa musica e scrive delle cose.
E non viceversa.
Ma anche se mi sono irritato e cose così,
mi è piaciuto tanto fare questo film.
Cioè, non mi piace...
essere... non mi piace il processo di realizzazione dei film.
Non piace a nessuno.
- No, no. - Già.
Ho chiamato Earl...
- Sto parlando al telefono con Earl. - Salutiamo Earl.
Ma...
Ti stanno riprendendo, meglio che ti nascondi.
No, non nasconderti Earlie.
Non mi sto nascondendo, sono qui.
Mi sdraiavo sul pavimento della sala prove in posizione fetale
tra...
Prima di dover...
rifare "Balcony Man".
Non so che cazzo avete fatto la prima volta.
Quando lo vedrai, dirai: "Cazzo, ma è fantastico!"
E Earl diceva...
Io dico: "Cazzo, vuole che la rifaccia!"
E lui mi fa... perché è a Belfast a fare un film,
mi fa: "Papà, lo so che è difficile,
lo so quant'è difficile girare un film, dà sui nervi.
Ma adesso devi smetterla di essere così codardo, cazzo".
E io rispondo: "Oh, ok..."
E mi fa: "Alzati in piedi e vai a fare quella cazzo di canzone".
- Ci sentiamo dopo. - Ok.
- Ciao Earl! - Tutto bene?
- Sì, sì. - Ok.
Ciao.
Ciao, ciao.
Cioè...
Sì, poi ti unisci al Kumbaya.
Devo proprio fare il Kumbaya?
Certo, non puoi mica tirarti indietro.
Cazzo, Robbie, ma quel sobbalzo
proprio sulla nota del piano?
Incredibile.
Geniale.
Ok, adesso possiamo smettere di girare in tondo.
Meno male. Bravo, Rob.
Aprite le finestre.
Sì.
Nell'originale, è nella seconda metà.
Stavamo suonando la seconda metà della prima strofa.
È così, no?
Sì, la seconda metà.
Si sta spegnendo, Jake.
Meglio svitarlo.
Ma tu eri...
Le luci non vanno bene.
- Non sono abbastanza forti. - Susie non viene domani.
Si sta spegnendo, è sempre uguale.
Ok, allora...
Sì, ma sono un po' deluso...
Torniamo a...
Non sta bene per il vaccino.
Sono passati tre giorni.
Se domani sta ancora male...
Quindi secondo me non lo farà.
Puoi parlare con lei.
Non so...
Ciao.
No, davvero...
Andrew ha sposato la mia...
fidanzata.
Ci ha fatto un figlio.
- Ok, non tagliare! - Ho scritto una canzone.
- Passiamo al prossimo quarto d'ora. - Si chiama "Deanna".
La conosci?
Dobbiamo rigirare.
Quarto d'ora dopo, veloci.
Stiamo girando.
Che stiamo facendo? Dai, reset!
In che senso?
Bisogna sempre considerarlo in termini di distanza.
Hai... Interpreti una parte?
Qualcuno ha una penna?
Possiamo avere del caffè?
Chiedi a Rachel di portarmi un americano.
No, solo una tazza di caffè con un po' di latte freddo.
Pronti?
Facciamo...
- Stiamo girando. - Giriamo.
Speriamo che la Steadicam recuperi.
Scusate.
- Taglia! - Scusate.
Taglia! Taglia!
Scusate...
Ricominciamo da capo, ok?
Io sento solo Andrew che urla.
È il titolo del film.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.