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Original subtitles

Macari.

Nella passata stagione.

Ma com'è che ti hanno licenziato?

Papa, lo sai dai?

Ma ora?

Che minchia farete?

Sto andando alla casa di Macari.

Quasi!

Peppe Piccionello!

Davvero lavorava al Ministero dell 'Interno?

Sì.

Ma non facevi giornalista?

Sì.

Ti pare che io mi devo mettere a fare i lavori di

ristrutturazione a casa il primo giorno che arrivo?

Più decis!

Eh, ma quanto tempo!

Marilu!

Saveri Roman, funzionario al Ministero dell'Interno.

Scapolo, farfallone.

Senti, senti, farfallone.

Questa Marilu me la paga però.

Vuoi davvero sapere perché ho perso il lavoro al Pimmino?

Atteggiamento come?

Ti feci dichiarare al Sottosegretario del Ministro che il

governo ospicava più tolleranza verso le droghe leggere.

E che c'è?

Il grande Lamanna si è ritrovato disoccupato.

Signor Lamanna, sei molto impegnato per essere un disoccupato.

Aspetta, aspetta, voglio presentarti una mia amica.

Suleyma, questa è Maricchia.

Anche mio amico la vuole conoscere.

Sono contento che sei venuto, papà, veramente.

Ma no, lo stai leggendo?

No, non ho avuto il tempo, ma presto mi ci metterò.

Vi, allora la macchina di tua madre, ancora cammina?

Per il momento sì.

Guarda che sei in una botte di ferro, eh? Così mi piace.

Fermi!

Che piano geniale veramente, che facciamo?

Ci facciamo un selfie?

Comunque non dormivo, stavo pensando.

E tu solo nel sonno puoi pensare.

La manna!

Vi sei quest'ora il randone.

Piacere.

Signori, non potete stare.

Ma che fa?

Non ti ricordi? Dott.

Randono, procediamo.

Piacere.

Giacomo, è incandato.

Che sei, Antonio Banderas?

Dai.

Piacere, Suleyma.

Suleyma?

Come la farfalla?

Per caso stai seguendo un'indagine su scommesse clandestine?

E tu come lo sai, la manna?

Come fai a sapere che raffalermo? Eravamo là.

No, ma tranquillo, randono.

Io ho questo benone, guarda, scrivo.

E non c'hai nemmeno un centesimo?

Senti, ti ho trovato un lavoro.

Un lavoro?

Piacere, Marina Tadde, una collega di Saverio.

Non è vero, Suleyma, io non faccio di mettere l'accoltellatore di collega.

Darling, c'è quello che dice di essere un tuo

amico con quella che potrebbe essere sua nipote?

Arrivo!

Quando vieni in Milano porto parecchi pagalli.

Perché?

Perché non ha detto che non sono inc... Ah, Suleyma, non è vero, dai.

Suleyma, ti prego, dai.

Non puoi farmi questo.

È lui, il grande piccionello.

Ma è proprio come nei tre libri, Saverio.

Con la pancia enorme, e pure queste magliette assurde.

Ma non è assurde, le fa Emma, mia nipote.

E l'è intradito!

E pure i mutandoni!

Non sono mutandoni, sono bermuta.

Saverio esagera per prendermi in giro.

Accursi o miragno.

Sono l'editore di Saverio, piacere.

Un piacere, che gioia conoscerti.

Ma accomodatevi.

E avrete fame, immagino, no?

Che prendete da bere?

Tu che vuoi?

Un anacolico e un succo di melo grano.

Un anacolico e un succo di melo grano?

Ma va bene, hai sentito, vero?

Per me il solito.

Ma accurso dico, te lo puoi permettere?

No, perché in genere non l'offri manco un caffè alla macchinetta.

Tranquillo.

Ieri ho vinto duecento euro con un gratte e vinci.

A posto.

Adesso posso sapere il motivo di questo appuntamento?

Sì, certo Saverio.

Tu lo sai quanto io amo i tuoi libri.

Però vedi, sono costretto a ritardare un po' l'uscita del nuovo romanzo.

Ma come?

Il libro è quasi finito.

Mi ha detto che a fine mese andavamo in bozza.

Sì, lo so Saverio, però c'è la crisi.

Capisci Saverio?

E i tuoi libri vendono poco.

L'ultimo ha venduto pochissimo.

Il problema secondo me è che tu non sei abbastanza visibile.

E non ho capito che cosa vuoi che faccia?

Me ne vado in giro con un gilet giallo catarifrangente?

Ma forse si riferisce a internet.

Ecco, vedi Saverio?

Piccionello ha capito tutto.

Gli scrittori oggi devono essere attivi sul web.

Martellare i social, far parlare di sé.

E invece tu vivi come un lupo nella tana lì a Macari.

Accursione, sei tu l'editore.

Sei tu che ti devi occupare di promovere e vendere i libri.

Gli scrittori scrivono.

Cioè, che cosa mi stai dicendo alla fine?

Mi stai scaricando?

Ma no, Saverio, no.

Anzi, ho una proposta che ti può aiutare a renderti pure più visibile.

Saverio, tu lo sai che io collaboro con un canale web.

Si chiama Link Sicilia.

Vogliamo fare tutta una serie di servizi video sui luoghi della Sicilia.

Patrimonio dell'UNESCO.

E io ho fatto il tuo nome.

Io ho fatto il suo nome.

Puoi scrivere anche dei servizi di colore per il sito.

Sarà anche un modo per farti conoscere.

E ovviamente, Saverio, ci sarebbe anche una piccola retribuzione.

Acustio, il tuo interesse dovrebbe essere farmi finire il libro.

Non di mandarmi in giro a fare video per turisti.

Saverio, ma perché?

Alberto Angela l'ha fatto pure.

Ed è diventato famoso.

E vende pure i libri.

E' una storia un po' curiosa, un po' scontrusa.

Che parlava pure per le tradizioni, per le mie radici.

Ma magari è casa e il cuore canta per te.

Ma non ti vergogli?

Non mai di cosa.

Ma guarda Marichetta, è afflitto e sconsolata.

Ma, ma ne capito' che nessuno facessi festa alla mia pasta che i broccoli arminati.

E' stupido, io la radici più te, avici.

Ma perché, assicuro, non è contro di te.

E' che abbiamo fatto un aperitivo rinforzato e non... Ma quale rinforzato?

Ma se non hai mangiato niente.

E' certo, ti sei mangiato tutto tu.

Ma Marichetta, non è che a Saverio non ci piace la tua pasta, va bene?

E' che sta pensando di non fare più lo sprettore.

Ma no, ma perché?

Saverio, il tuo ultimo libro in classifica era al 148° posto, va bene?

Deve campare l'editore?

Questo, questo è interessante, perché tu non hai

letto il mio libro, ma sai come sta in classifica.

Mimì, Mimì sai, al computer mi dici tutto.

Sa quello, sa tutto.

Al 147° posto c'era un libro che parlava di bonsai.

Perché non fai i libri sui bonsai?

Almeno guadagni una posizione.

No, no, sai che scrivere una bella storia d'amore che a mia mi piace, non sai?

Marichetta, per me te la stai muta, senti, a proposito d'amore.

Ma dico, che dice la tua zitta?

Ma quando te la presenti, è passato un anno, Saverio.

Papà, su lei mai è a Milano.

Ma perché non viene mai qua?

È venuta, è venuta, tre mesi fa, ma è molto impegnata con il lavoro.

E perché non ci vedo?

Ci sono stato, due mesi fa.

Dico adesso tocca a lei.

E che sei caporrioso però!

Ora ti porto i sardabecca piccoli.

E se non ti mangi i bambucini di qua, non ci vedi?

Non ci attivano i sardabecca piccoli.

Quella mi cade in depressione, capito?

Capace che quando mi cucina manga a mio.

Marichetta, Marichetta! Lo risponde.

Si sarà suicidata.

Saverio, è successo qualcosa con Sulema?

Peppe, io non sono Montalbano.

Non ce la faccio ad avere una relazione con una donna lontana.

Ma qui Sulema è presissima con questo lavoro, sempre più impegnata.

Anche quando ci sentiamo per telefono non fa che parlare di lavoro, lo studio,

Teodoro.

Qua è Teodoro? Il suo capo.

Uno che a sentire lei è secondo solo a Steve Jobs in

quanto a genialità e a George Clooney in fatto di fashion.

Saverio, tu sei geloso.

Ma che dici, geloso io? Sì, sei geloso.

E ti sbaglio.

Perché Sulema è una picciotta onesta.

Peppe, da vicino tutti siamo onesti.

Sulema lo è pure da lontano.

Non lo sono.

Ah, Marietta, scusami, ma l'amore mi chiama?

No, quello è il dovere.

Il dovere.

Pronto, Sulema?

Ciao Saverio, come stai?

Eh, elaboro il lutto della tua assenza.

Ma elaboro e labora, alla fine è sempre lutto, eh.

Eh, io volevo darti appunto una notizia.

Verrò per qualche giorno in Sicilia.

Lo studio mi manda da Grigento per un lavoro al Farm Cultural Park di Favara.

Beh dai, benissimo.

Così magari passiamo un po' di tempo insieme.

Sì, però ti avverto.

Sarò molto impegnata col lavoro.

E ci sarà anche Teodoro.

Scusami, ma che viene a fare il re Ostrogoto?

Quella era Teodorico.

E tu rimvi la voce.

Ciao, ma lo sai che nessuno m'ha mai chiamato così?

Suleyma dovrebbe sapere che i tribunali sono

pieni di cause per uso criminale del viva voce.

Dai, Zaverio, ma vieni anche tu alla Grigento, così ci conosciamo.

Suleyma mi parla tantissimo di te.

Non vedo allora anch'io.

E anche a me, Suleyma, non fa altro che narrare le tue gesta.

Eh, va bene.

Dai, mi ripunto sul lavoro, prestissimo.

Ciao!

Sicuro che non è ancora lì?

Sì.

Certo che quando hanno distribuito la simpatia tu li ha sempre ingiustificato, eh?

Ho avuto una mattinata difficile, scusami.

Comunque è vero che non vedo l'ora di vedersi, eh?

Anche io non vedo l'ora.

Va be', adesso torno al lavoro.

Ciao, Simo.

Zaverio, ti ricordo che hai il conto in rosso, eh?

E gli alberghi a Grigento non è che fanno credito.

Ma tu che fai?

Mi spii!

Zaverio, pronto a cursio?

Ah, ho cambiato idea.

Accetto il lavoro.

Bravo!

Bravo!

Vedete che sarà una magnifica opportunità.

Da dove vuoi iniziare?

La valle dei tempi di Grigento e patrimonio Unesco, no?

Magnifico!

Zaverio, i video brevi e frizzanti.

Cultura sì, noia no.

Questa è la regola del web, chiaro?

Saranno più frizzanti di un geiser, tranquillo.

Che fai, mi mandi un operatore?

Zaverio, come è che sei?

Alberto Angela!

Metti il cellulare su un treppiedi!

Pressa rec che vai con Dio!

Beh, sarebbe gradito un conto.

Non troppo piccolo.

Liban lo conosce, eh?

Il sé è un poco come morire.

Dai, Teresita, questo è facile.

Partire è un po' come morire.

Ma poi vado solo a Grigento, dai, non fare così.

Ti devo parlare.

E parla?

No, e poi la tua amica ci ascolta.

Che amica, Peppe? È solo un'app.

È un'app?

Perché non lo sai che dietro le app ci sono le persone che ascoltano?

Dai, non crederai pure a stesse storie, dai!

Storie?

L'ha detto pure la televisione! No, no, no, no.

A dove lo sei?

Sono in missione.

Per conto di Dio?

No, per conto di mia commarellina.

Mia commarellina.

Ha una figlia che si chiama Noemi.

E fin qui siamo nell'ordine delle cose.

Sì, però se tu mi interrompi io non riesco...

Noemi, un paio d'anni fa ha conosciuto un ragazzo, Adegregento.

Questo ragazzo sa che un picciotto Dio è in buona posizione.

Dirige un'azienda con il suo fratello.

Si dava Simone Cannezzaro.

Solo che ora ultimamente hanno avuto dei problemi.

Sono quasi scomparsi.

Che vuoi dire quasi scomparsi, Peppe?

O uno scompare o uno scompare?

Un po' scomparsi.

Hanno avuto problemi con la mafia.

E sono finiti di sottoproduzione.

Ora mia commarellina non ha notizie di queste due ragazze.

Un indirizzo, un numero di telefono, niente.

Ogni tanto lei ci telefona.

Ma non è che ci dice qualche cosa, tutto di fretta e furia.

Come deve fare una mamma?

Dimelo tu, come deve fare una mamma?

Certo, lo capisco.

Invece non capisco il tuo ruolo qual'è in tutta questa... Qual'è?

Che ci devo portare dei soldi?

Queste ragazze sono rimaste senza un euro.

E così almeno controllo, vedo come va.

Certo.

Giusto.

Certo.

Che fai?

Mi ci porto a te.

Certo.

Ti ho detto sì, non vieni con me.

Vai, per favore, Peppe.

Giusto.

Ma t'ha fatta la maniglia, dai.

Sopra ti ho messo i panini con la frittata e il termoscopio.

Ci raccomando.

Sì.

Bravo, Saverio, sei ingrazioso ad accompagnare Picconelli in questa missione.

Sì, ma ti pare che io l'ho capita esattamente che cosa dobbiamo fare.

E soprattutto come li dobbiamo trovare noi a sti due, se neppure la mafia ci riesce.

Ma potresti chiedere aiuto al tuo amico Randone?

Ora, Randone rivela a me il luogo segreto dove hanno messo sotto protezione noi,

Messimone.

Dai.

Te l'ho detto io, questo santo che non suda.

Facciamo come avevamo deciso noi, che è la miglia cosa.

Cioè, posso saperlo pure io oppure...

Si tratta di andare all'additto di Simone Cannizzaro, che

è il marito di Noemi, e parlare con suo frate Filippo.

E perché suo fratello non è sotto protezione.

No.

E io che sono suo parente me lo può dire dove è suo fratello, giusto?

Perfetto, guarda un piano geniale.

Senti, noi stiamo cercando di fare del nostro meglio.

Ti pare il momento di babbiare?

Certo, una cosa è giusta.

Se ci andavamo con una macchina meno vistosa, meno che da palloccia.

Ma perché?

Quanti euro ci sono soldi?

E quanti soldi sono?

Ma quanti sono?

6.000 euro.

6.000 euro in contanti dentro una borsa a frigo?

Ma chi ti credi di essere, Pablo Escobar?

Ma se ci ferma la polizia o la finanza?

Ma di che scusati proprio?

Questi sono soldi guadagnati onestamente.

Il mio comare Lina.

Che fa la parrucchiera a domicilio.

Ciò è in nero.

E vabbè, ma sempre sono dissuotato solo.

Ma no, non lo so, dai, come sei comorrioso.

Più che ti è stata a scappare, smettere di fare questione.

Avanti.

A chianarci.

Guarda, guarda, io non vi porto più.

Vi raccomando, eh.

Peppe, hai visto dove ti ho portato?

Alla scala dei turchi.

La stai mandando a Suleima?

Sì.

Troppo romantico?

Attento, Saverio.

Le cose belle fanno impazzire.

Credi che non lo sappia?

Sai quando l'ho capito? L'anno scorso.

Quando Suleima pensava di essere rimasta incinta,

invece si scoprì che era un falso allarme.

Li stava veramente perdendo la testa.

Il figlio, la famiglia.

Ti sei preso paura, eh?

No, però agitato.

Ma in senso buono, eh? Dai, andiamo.

Mi dovrai aiutare a fare questi video per accursio.

Io non lo so usare la cinepresa.

Stai tranquillo, Peppe.

I fratelli Lumière sono passati di moda.

Ho parlato col direttore del museo.

Ci sarà un archeologa che ci accompagnerà a fare un giro ai tempi.

Misa, come sarà questa archeologa?

Ma come deve essere?

Come film americane.

Bellissima, troppo buona.

Peppe, mi dispiace deluderti, ma la realtà è molto diversa.

Buongiorno.

Buongiorno.

Buongiorno.

Piacere.

Vittoria Perrini.

Saverio Lamanna.

Giuseppe Picciolino.

Che c'è?

Beh, spero di non annoiarvi con le mie chiacchiere.

Ma no!

Siamo tutto recchi.

Ma lei conosce tutti i reperti?

Certo, ogni pietra è catalogata e schiedata.

Ma una per una?

Una per una? Andiamo.

Ma è cosa? Prego.

Il tempio di Zeus fu eretto tra il 480 e il 470 a.C.

Poi purtroppo nel 1401 ci fu un terremoto.

No, non si teme.

Ecco, però gli scavi...

Mi bella l'anarchologia.

Sì, pure l'anchiologa.

Ti inquadri sempre solo lei.

Spostala un po'.

Questo invece è un telamone e serviva per sostenere il tempio di Zeus.

Saverio si chiama educazione.

Educazione sessuale.

Però se volete facciamo una pausa.

Ah, non lo savo chiederlo.

Prego allora.

Pensione.

Ma che cazzo è il bel sonno.

Un dottoressa è davvero piacevole stare con lei.

Si vede che il suo lavoro le piace.

Grazie.

In effetti ho sempre voluto fare l 'archeologa.

E il mio incontro con il professore Alou... Ecco, per me è stato fondamentale.

E lui è il più grande conoscitore al mondo della valle dei tempi.

Ma il professor Alou è qui anche lui?

Sì.

Domani ci sarà un convegno sul più grande enigma della valle dei tempi.

Un enigma?

Sì, vedete Akragas, che è il nome antico di Agrigento.

Era un'importante città grecca.

E si sa per certo che avesse un teatro, un teatro bellissimo.

Però quel teatro non è mai stato trovato.

E per secoli gli studiosi, gli archeologi hanno cercato, hanno scavato.

Però non sono mai riusciti a trovare niente.

Noi abbiamo cominciato dei nuovi scavi.

E le pietre che sono affiorate potrebbero effettivamente appartenere a quel teatro antico.

Sarebbe una scoperta straordinaria?

No, sarebbe la scoperta del secolo.

Però lui non si è ancora pronunciato e quindi quello che dirà domani sarà

fondamentale per sapere se effettivamente siamo

vicini a risolvere il più grande enigma della valle.

Sì.

Ecco, ecco, puoi segnare.

Va bene, professore.

Probabilmente è questa la posizione dell 'amore.

Vittoria, cara!

Dove eri finita?

Proprio ora, qui.

L'amico dell'amore mi diceva che avrebbe rotto la

sua millenaria immobilità per venirti a cercare.

Ero con due amici.

Le presento Saverio Lamanna e Giuseppe Piccionello.

Che cosa fate qui ad Acragas?

Fanno i giornalisti.

Siasi lavoro faccia un uomo per vivere, è nobile, anche il giornalista.

Va beh, ma non è una cosa importante.

Ci pagano una stanza a Villa Atena e qualche pasto.

Sentite, anche noi siamo a Villa Atena.

Se non avete altri programmi vorrei invitarvi a cena.

Non mi ricadino, eh?

No, no, in fatto di mangiare sono il numero uno.

Saverio, per te va bene?

Certo, certo, con piacere, grazie.

Ne piace?

Mia madre ne verrà uno uguale sul televisore del salone.

Il passato tocca la nostra vita in infiniti modi, anche così.

Molti credono che non ci riguardi, in realtà siamo noi che apparteniamo a lui.

Ogni volta che impugno il mio bastone, per esempio, ricordo

il momento in cui l 'ho impugnato per la prima volta.

Ma poi che ti sei messo?

Sembri un fazzendero venezuelano.

Ma non c'è neanche con gli archeologi.

E c'era bisogno di vestirsi da Indiana Jones, ti manca la frusta?

Ma ce l'ho!

Eccolo, venite, venite amici.

Buonasera.

Buonasera.

Salve, salve.

La manna, prego, si siede pure qui.

Oh, ma diamoci di tu.

Io sono Demetrio.

Loro sono Saverio e Giuseppe.

Peppe, lo preferisco, oppure Piccionello.

Peppe è perfetto.

Lui è Stefano.

Sapienza, Stefano Sapienza.

Vuole che si siadano vicino a lei proprio su.

No Stefano, che si siadano dove vogliono, qui.

Stefanza è un ricercatore al nostro dipartimento.

E come mai gli dà del lei al Demetrio?

Così è una cosa loro.

Prego.

E lui è Antonio Moncada, professore associato a Catania.

E astro nascente dell'archeologia italiana.

Il professore è troppo buono.

Voi siete giornalisti?

Eh sì, ma è me precario.

La precarietà ormai è la schiavitù contemporanea.

In Sicilia siamo precari da sempre.

È vero.

Siete giornalisti investigativi o cosa?

No, giornalismo di cultura.

Per internet.

E cosa c'entra la cultura con internet?

Stefano, non ti consento di mancare di rispetto ai nostri ospiti.

E poi la divulgazione, se è fatta bene, è preziosa ed incommiabile.

Concordo.

Ma professore, dici, che cosa ci dirai domani?

Abbiamo effettivamente scoperto l'antico teatro di Acragas?

Quello che dirò è frutto di un lungo studio sui risultati degli scavi,

come ben sapete.

Sui che stavolta non hai condiviso con noi.

Antonio, sai quant'è importante questa mia decisione?

Non solo per me, ma per tutte le persone coinvolte.

Non voglio dare adito a sospetti e insimazioni.

Ma certo, nessuno può mettere in dubbio la tua onestà.

Domattina presto farò un altro giro agli scavi.

Voglio farmi confermare ancora dalle pietre ciò di cui mi sono già confinto.

Il professore vuole ascoltare la voce delle pietre? Sì, è vero.

Ha ragione.

Ascolterò la musica del tempo.

E così avrò tutte le conferme per pronunciarmi senza timore di riuscire.

Affiorano le antiche pietre del teatro che nessuno era mai riuscito a trovare,

ma soltanto un uomo, il professore Alou, ci dirà domani

se si tratta della scoperta del secolo o di un blef.

È finito.

E se sto zitto vuol dire che ho finito?

E vabbè, mi sembrava una pausa di riflessione.

Peppe, stacca!

Che critica e svegli tutti!

Vedere che hai fatto.

Ah, dai!

Hai fatto pure questa zoom in uscita con sfocatura sui template.

Bella, ma l'hai fatta apposta?

No, ho tirato amiche e mi ero uscito.

Allora sei un talento naturale.

Va bene.

Me la vado a letto, va?

Facci pure tu a letto.

Che domani dobbiamo andare alla Sicilia a letto, dei fratelli cannezzati.

Filippo e Simona, va bene? Sì, sì.

Buonanotte.

Pronto, Saverio?

Pronto, Suleyma?

Ma dove sei?

Non sento niente.

Sono ai Navigli.

Parla forte perché non ti sento.

Ai Navigli?

È tutto il giorno che provo a chiamarti.

Tu ti butti nella movida milanese e io mi struggo.

Eh?

Ti strucchi?

Lasciamo perdere.

Quando arrivi? Arrivo domani.

Ti raggiungo a Villatena.

Senti, con chi sei ai Navigli?

Con chi sono? Con i colleghi.

Ah, e quindi c'è anche il reo strogoto?

La smetti?

Ti odoro una persona fantastica e tu non hai motivo di essere geloso, ok?

Geloso io?

Ma guarda che io...

Pronto?

Pronto!

È questa?

Sì.

Con Marellina mi disse che sta qua la ditta di Filippo Cannissaro in questo capannone.

Eh, ma è tutto chiuso.

Qua è una desolazione.

Che cosa... Oh, oh, oh!

Peh, peh, peh!

Torniamo in macchina.

Questo ci trasforma nella sua colazione proteica in mezzo minuto.

Se scappi è peggio, calma.

No, e che facciamo?

Collaudiamo i denti della Belva Feroce?

Fermo, ora ci pensaremo.

Calma.

No, no, no, no, no! Ah, bravo.

Tu sei un cane buono.

Hai visto che sei un cane buono?

L'ho visto, hai visto? Bravo, bravo.

Sei un cane buono, hai visto?

Ma come hai fatto?

Se tu hai una fifa... I cani sono intelligenti.

Riconoscono chi merita il rispetto.

Ma se riconoscono i loro simili?

Vabbè, va, sempre tu sei.

Ho, ho, ho!

Ce l'avete fatto al caldo?

E l'avete avvalanato?

Ma no, è tranquillo.

Tranquillo.

Cicchiamo Filippo Cannizzaro.

E voi chi siete? Parenti.

Parenti?

Parenti come?

Parenti stretto.

Noi siamo i piccionello.

Cannizzaro non c'è.

Qua è tutto chiuso.

E io sono il custode.

E non sa come possiamo contattarlo.

Non so che dirvi.

Ma che ne so, ha un numero di telefono.

Non sono autorizzato a lasciarle a nessuno il numero del mio datore del lavoro.

Amone, amone, Milo.

E buona giornata.

E ora che facciamo?

Adesso ora telefono a mia comarelina.

Ma che ti devo dire? Eh, telefono.

Che dice comarelina? Grazie.

Eh, che dice?

Appena trova l'indirizzo di Filippo Cannizzaro, il fratello di Simone,

quello di casa, me lo dà.

Ecco, le granite.

Ah, Cursio.

Ciao, Cursio, come stai?

Ciao, tutto bene.

Guarda che il video che mi hai mandato è perfetto.

Ha ottenuto già 3000 visualizzazioni.

E tra l'altro, molti commenti elogiano la regia.

Sì, in effetti abbiamo cercato di fare una cosa fatta bene.

Eh, se va avanti così siamo a cavallo, Saverio.

Potremmo contare su un bel video.

Ho capito, Cursio.

Però tu stai parlando di lettori virtuali.

Invece ho bisogno di soldi veri.

Per cui vedi che devi fare.

Eh, scusami, Cursio.

Devo salutarti.

Ciao, ciao.

Eccovi qua.

Avevo visto i vostri nomi nella lista dei clienti dell'albergo.

Vando!

Ma che ci fai qua?

E che ci faccio?

Sono stato aggregato per un mese alla questura di agrigento.

Hai il limone? Sì, ma.

..

No, no, prego, va a favorire.

Ma che s...

Buono.

Io pensavo che sarebbe stato un periodo di tutto il riposo.

Invece, manco tempo di arrivare e mi è capitato subito un morto.

Eppure eccellente.

Un morto?

E chi è?

Non capito niente, sai.

Il professore Demetri Alou.

Alou?

Meschino!

Ma come è morto?

Si è stato ammazzato.

E hanno spaccato la testa alla colimbecia, il giardino nella valle dei tempi.

Che fame vuoi accompagnare là? Ecco.

Il corpo è stato trovato lì.

Beh, certo che dall'albergo a qui...

a piedi... un po' di strada c'era.

Ma lui non era certo un ragazzo.

C'ava pure il bastone.

Sì, usava il bastone.

Ma quando venissero erano aspigli di vezzo.

Quello era più arzillo di me.

E il bastone?

L'avete trovato? No, ancora no.

La Cursio dice che l'omicidio di Alux sta addestrando moltissimi interessi e per

questo mi ha chiesto di scrivere degli articoli sul link Sicilia sul delitto.

E tu che hai scritto?

E' legito l'articolo.

E vabbè, dimmelo tu a voce, così perdo meno tempo.

Allora, lui è arrivato al giardino della colimbetra verso le sette e mezza.

Il portiero ha confermato.

C'erano dei contadini al lavoro, ma il giardino è molto grande.

Sono quasi cinque anni.

Un rettari, un paradiso terrestre.

Forse hai ragione tu, sai?

La bellezza può fare impazzire.

Eh, ma non è stata la bellezza ammazzarlo?

No, gli hanno spaccato la testa con una pietra.

Nella ferita hanno trovato tracce di tuffo sabbioso dello stesso tipo dei templi.

A meno la consolazione di morire sotto una pietra greca.

Sta diventando cinico, sai?

No, ma per uno che studia cose antiche era meglio morte.

Vabbè, comunque, la pietra usata per l 'omicidio non è stata trovata.

L 'assassino se ne sarà disfatto, rettandola chissà dove.

E poi?

Verso le nove e mezza Sapienza, quello più giovane, è arrivata all

'ingresso del giardino in auto per riportare indietro il professore.

Dopo mezz'ora d'attesa è andata a cercarlo e

l'ha trovata faccia a terra sotto un albero.

Errandone, che idea sei fatto?

Sta aspettando l'esito dell'autopsia, ma credo che si stia convincendo che il

colpevole sia Sapienza Dopo aver scoperto il delitto si è comportato in maniera

confusa, le sue dichiarazioni sono discordanti, insomma.

Lo tiene sotto osservazione nella speranza che si tradisca.

Ma perché la mia stanza non ha lo stesso panorama?

Perché io sono ospite e tu imbucato.

Ma scusate, gliela hai detto che io sono il regista.

Si vede che stentano a crederci.

Ah, sì?

Allora la prossima volta lo mettiamo negli editori di testa il mio nome.

Tre mila visualizzazione.

Sintonizzate.

Ho creato un mostro.

Vittoria.

Posso fare qualcosa per te? No, grazie.

Va bene, allora mi cedo qua così almeno per cacermi via dovrai smettere di piangere.

So quanto sia stata importante la figura di Alou per te e gli altri del gruppo.

Soprattutto Sapienza.

Ti sta veramente legato al professore.

Sì, è sotto sciocco anche lui.

Anche se ultimamente i rapporti tra Stefano e Alou non erano proprio idiliaci.

Stefano gli si era dedicato anima e corpo.

Ma ultimamente era insufferente.

Anche perché, detto sinceramente questa sua dedizione gli stava bloccando la carriera.

Come mai? Non lo so.

Lo so soltanto che nonostante tutto Stefano non è neanche ricercato a tempo indeterminato.

Alou se lo teneva stretto con tratti temporanei o segni di ricerca annuali.

Quindi Sapienza dipendeva in tutto e per tutto da lui?

Sì.

Stefano ultimamente era nervoso e aveva questa

frustrazione che cresceva e cresceva giorno dopo giorno.

Beh, non è difficile comprenderlo.

Io credo che se ti dedichi a una persona soprattutto se è un grande maestro non

puoi avere ripensamenti e se li hai significa che non lo hai amato veramente.

Va a fare l'abilitazione.

Ciao.

Mi dispiace moltissimo.

So quanto eravate legati al professore.

Ero a Catania per un seminario.

Sono appena tornato.

Quando me l'hanno detto non riuscivo a crederci.

Sì, anche io non riesco ancora a crederci.

Ho davanti agli occhi quella scena non riesco a togliermela dalla testa.

L 'hai trovato tu, vero? Terribile.

Oggi sono così sassos.

Sei riuscito a dormire un po'?

La builizia mi ha fatto così tante domande.

Ero totalmente disorientato.

Sono distrutto, ma di dormire era bello.

Veni con me.

Ti do qualcosa di naturale per riuscire a dormire.

Va bene.

Scusate.

Oh, caraccio.

Era l'ombra di Alun.

Ho sentito che di recente tra Sapienza e il professore c'era stato qualche attrito.

Ah, sì?

Non so a cosa ti riferisci.

Ma ho saputo che Sapienza era ancora precario.

Ci soffriva del fatto che Alun gli facesse fare carriera.

Sì, sì.

Che Stefano soffrisse... Lo so, lo capisco perfettamente.

Ma non importa che le cose non stanno così.

Cioè... Alun avrebbe anche potuto aiutarlo.

Ma... Era un uomo onesto.

Intelettualmente onesto, capisci?

Dici che non lo aiutava perché sotto sotto non lo stimava?

Sapienza non aveva la stoffa per fare lo studioso.

È bravo, si dà da fare, ci prova, ma i suoi studi sono mediocri.

Privi di originalità.

Capisci?

Mi ha sorpreso scoprire che il professore non avesse bisogno del bastone.

Era un pezzo.

No, no.

No, era molto di più.

Vedi nel manico che era incastronata una dracma di gela.

Una moneta molto preziosa dell'antica Grecia.

Un regalo di vittoria.

Alun non se ne separava mai.

A proposito, il bastone l'hanno trovato.

Quanto mi risulta ancora no.

Dottor Lamanna.

Una persona l'attende nella reception.

Scusami.

Arrivederla, Dottor Lamanna.

Grazie.

Grazie.

A paese mentre spatti la luce buona Come è l'acqua? Meravigliosa.

Merito tuo.

Ti va di venire a rovinarla raggiungendomi?

Non me lo faccio dire due volte.

C'inusce chi fosse C'inusce chi fosse A paese che soppondi

la luce buona Mi lascio Tu sospiri che sono per te

Posso farti una domanda stupida?

La più sono stupide le domande, la più è facile dare risposte intelligenti.

Spara!

Perché preferisci fare tutti i video per Link

Sicilia, invece di trasferirti a Milano con me?

Andate al diavolo a Curzio.

A Milano puoi avere tutti gli editori che vuoi.

Sury, ma lo sai come la penso sul vivere a Milano, no?

Però l'anno scorso quando pareva che fossi incinta, eri disposta a trasferirti.

Perché adesso no?

Poi ando come te a Milano, puoi trovare tutti i lavori che vuole.

Qualcosa che ti piace, non ti faccio stare in bolletta.

Va e retro Satana.

Corrompere col denaro un onesto nulla facente.

Chi è? Ti adoro.

Si è appena sistemato nell'altro albergo.

Già, perché se non ci sono almeno quattro torri o un

ponte levatoio, sua altezza non si abbassa, no? Smettila.

Domani c'eriamo insieme.

Ma perché?

Scusami, è sto reo strogoto?

Non può stare senza vita nemmeno una sera?

Basta fare il giuroso.

Non è motivo.

Sì, non gli è cornuto se l'hai sentito dire almeno una volta nella vita.

La mattina viene a prendermi.

Così lo conosci.

Adoro l'odore del Napalm al mattino.

No, però aspetta, domani mattina devo andare al Museo della Valle.

Perché?

Perché gli ex allievi di Alou preparano lì la camera ardente.

Ma monna, ti stai mettendo nei guai?

Cosa te lo fa pensare?

Il professore sentiva le pietre.

Non capite?

Il professore era illuminario, uno che ascoltava

le pietre, uno che ci parlava con le pietre.

Il professore ascoltava la musica del tempo.

È vissuto, è morto per l'archerogia e per questa valle, giusto direttore?

E quindi merita che questa camera ardente venga fatta qui sotto questo gigante.

Si chiama Telamone.

Va be', come si chiama chiama.

Non era qui che doveva fare il discorso per il convegno.

Si, doveva farlo proprio qui sotto la statua.

Sapienza, mi ha detto che qui c'è un vaso antifissimo che ha scoperto il professore.

Si, esatto.

È un creatore attribuito al pittore Cleoprades.

Prendiamo questo Cleoprades e lo mettiamo qua, sotto la tomba del professore.

No.

No.

No.

Beh, sarebbe bellissimo però.

Sul basso ci sono le scene della morte di Patroclo e i

ritifune pre-organizzati da Achille per l'amico ucciso.

Bravo, è giusto così.

Così il professore sta con i suoi amici.

Achille, Plotone, Neutrone, e tutta la comitiva.

Mi sembra una bella idea.

Voi che dite?

Bisogna vedere a livello di sopraintendenza, di permessi.

Non so, ci possiamo grazziare.

E sulle cose sacre del mistero della morte, nessuno batte peppe e piccionello.

Ave sempre sapienza, chi ha la morte sempre pensa.

Sabere, ha telefonato il mio con Marellina, la mamma di Noeme.

È preoccupata.

Te l'ha mandato questo indirizzo di Filippo Cannizzato.

Non ti è detto che me l'ha mandata, ci dobbiamo andare.

Saverio, c'è Teodoro.

Ah, Teodoro.

Saverio, finalmente ci incontriamo di persona

anche se a me sembra di conoscierti da sempre.

Ho letto il tuo ultimo libro, è bellissimo.

Ho molto apprezzato quel mix tra autobiografia ed invenzione.

Sì, più affinzione che autobiografia, nella realtà sono più alto.

E lei deve essere Piccionello.

Sì, sono io.

L'hai mai inventato? No, no.

Siamo Piccionelli dalla settima generazione.

A me piace moltissimo il suo personaggio.

Perché l'apparenza è un po' grottesco, un po' superficiale.

Poi invece nasconde delle profondità inaspettate, potenti.

Ho capito che è un complimento, ma non ho capito se è per me o per Saverio.

No, è per tutti e due, Peppe.

Ma sai, i complimenti sono come il vino.

Se non sono sinceri possono dare alla testa.

Ma da mio caso sono sinceri, credimi.

E comunque non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo romanzo.

Beh, dovrebbe... Teodoro Bettini.

Antonio Moncada.

Ciao.

Vi conoscete?

Sì, ci siamo conosciuti anni fa a un master in management culturale a Barcellona.

Avrei preferito rivederti in un'occasione meno triste, però.

Perché è che è successo?

Il professor Alute, lo ricordi? Beh, è morto.

Non è morto, è stato ucciso.

Ma c'era anche lui a Barcellona, no?

Perché lo hanno ammazzato? Non lo so.

Ancora non si sa, la polizia sta indagando.

Comunque, Teodoro, noi dobbiamo andare.

Ci aspettano a Favara.

Con permesso.

Scusate, siamo in ritardo.

Sì, ma io non ho capito bene che cosa andate a fare a Favara, la farm...

Ma che minchia sembra futta, no?

È stata un'idea di Teodoro.

Un laboratorio di architettura per bambini.

Sì, impariamo a sognare di costruire case già da bambini.

Anche tu.

Anche tu sei stato un architetto da bambino, Saverio.

Perché sprecare quel talento? Eh già.

Ciao.

Arrivederci.

Se va, Teodoro.

Sì.

Andiamo.

Quando mio fratello e sua moglie sono finiti nei

guai, pure per me la vita è diventata l'inferno.

Non ci chiama più nessuno.

L'illuminare per le feste di paese, giustamente.

E fanno fare additte concorrenti.

Ma anche le sedie prerene stive ci chiedono più.

E lei pensa che sia perché... Eh, non è per quello.

Che se mio fratello se ne stava al posto suo, io non

avrei dovuto licenziare quasi tutti i dipendenti.

Lina, la mamma di Noemi, è preoccupata, non ha più notizia di questi due ragazzi.

E non ha accendato dei soldi per portargli.

Con?

Avete dei soldi per mio fratello?

E' pure una discreta cifra.

E li avete qui con voi?

No, sono al posto sicuro.

Perché voi giustamente vorreste dare a Simone? E a Noemi.

E abbiamo chiesto a te.

In modo che tu puoi farceli incontrare.

Di persone, intendete? E' certo.

È difficile.

Nella loro situazione, tutto è pericoloso.

Non ci mette in contatto con suo fratello e sua cognata?

Noi e me e Simone hanno bisogno.

Sono rimasta secca.

Lo so, lo so.

Va bene, vabbè.

Datemi il numero di telefono e cercherò di organizzare un incontro.

C'è vero, dai io quello tuo.

Io il telefono ce l'ho sempre scarpe.

Certo.

Dico poi, se ti serve qualche altro servizio di segreteria, ma fammelo sapere.

No, no, per il momento no.

Grazie a tutti di essere venuti.

Non essendo stata capace di trovare parole mie,

ho chiesto aiuto alla poesia e alla musica.

E la poesia è quella che ti piaceva tanto.

La morte è la curva della strada.

Morire è solo non essere visto.

Se ascolto sento i tuoi passi.

Esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno si è smarrito.

Tutto è verità.

E passaggio.

Grazie professore.

Ci mancherai.

Grazie.

Ma chi era questa?

La Ferrini, una lieva di alù.

Ma era la poesia? Edi Pessoa.

Va be', di chi è comunque bello, no?

Io vorrei parlare di un maestro affettuoso con i suoi allievi.

Di un maestro premoroso.

Che sa insegnare.

E che sa anche ascoltare.

Di un maestro che avido di sapere.

Ma anche di donare il suo sapere a chi lo ascolta.

Di un maestro che era come un padre.

Un giovane.

Che mette tutta la sua vita.

E la sua intelligenza nelle mani di un maestro.

E questo in fondo che c'è.

Un padre.

Che lo prenda per mano.

Una persona a cui dare fiducia.

E da cui avere fiducia.

Io vorrei dire tutte queste cose di lei, professore.

Ma non posso.

Ma che dici?

Perché lei non è stata nulla di tutto so' per me, professore.

E non riesco nemmeno a piangere.

Ma che dici, Stefano?

Dai.

Scusate.

Andiamo via.

Sa vero, te la posso dire una cosa.

Come operatore fai schifo.

Si vede che il regista non mi ha dato indicazioni precise.

Devo fare tutte cose io.

Dove vai? Stefano.

Ciao.

Posso fare qualcosa per te?

Mi è dispiaciuto vederti così sconvolto.

Non so che in questi momenti è difficile essere patroni di sé.

Mi dispiace, non volevo.

Ho detto cose inopportuni.

Beh, ma non devi avere rimorsi.

Se sentivi quelle cose avrai avuto le tue ragioni.

E forse magari era lui che a suo tempo avrebbe dovuto fare qualcosa.

Scusarsi, per esempio.

Il mio rapporto con lui era molto complicato.

Tutto è cominciato parecchi anni fa.

Ero a liceo e il mio miglior amico e compagna di banco si chiamava Giuseppe.

Giuseppe è lui.

Parente del defunto.

Era il figlio.

E stavamo sempre insieme.

Io ero spesso a casa del professore.

È lì che ho cominciato ad amare l 'archeologia.

Giuseppe invece voleva diventare campione mondiale di immersione.

E un giorno, durante un pomeriggio di pesca sub acqua, all'arco delle olie,

Giuseppe ebbe amalgore.

E morì a negato.

Io... cercai di salvarlo in tutti i modi, ma... non ci riuscino.

Quella tragedia ci legò per sempre.

A lui bolle prendermi sotto la sua ala.

Pretese di essere come un padre per me.

E io... iscrissi a lettere classiche e dopo la laurea a lui.

Ti fece entrare dal suo dipartimento.

Iniziò il mio inferno.

A lui ero un maestro durissimo e molto esigente.

Ma non hai mai pensato di liberarti, di andartene in un'altra università, lontano da lui.

E sai quante volte l'ho pensato?

Ogni volta mi sono sempre fermato.

Big e faccicisti che avete, che vanno a rubare il gelatino.

Eravamo ad una comevarazione funebre, sai com'è?

Revisate scarseggia, no?

Ne lo so, c'ero pure io.

No dai, non ti ho notato.

Eri tutto concentrato a fare il camera, venne tutto impegnato.

Non mancherò di farlo anche al tuo, di funerale.

Ti è.

Comunque ero passato per aggiornarti.

Il medico legale ha stabilito che alù è morto tra le 8 e le 8.30 del mattino.

Tu non hai niente da dirmi.

Che ti devo dire?

L'ho visto che parlavi con Sapienza.

Sapienza era amico intimo del figlio di alù, che

è morto parecchi anni fa in un incidente in mare.

Da quel momento alù ha cominciato a trattarlo come

un figlio, ma più nel senso cattivo di quello buono.

Lo sfruttava accademicamente? Non solo.

Pare che lo trattasse volutamente male per fargli

pagare il fatto che lui si era salvato e il figlio no.

E secondo te questo è un movente? Sì e no.

Ma che vuol dire sì e no?

Comunque la cosa va verificata.

A me sembrava assolutamente sincero.

Ah, sì?

Allora stiamo in una botte di ferro.

Ciao, piccionello.

Ehi! Benvenuti.

Venite, ho prenotato sul terrazzo.

Accomandate.

Prego, prego.

Grazie, ragazzi.

Qui il pesce è buonissimo.

Beh, siamo in Sicilia.

Sarebbe strano se la specialità fosse trippa alla parmigiana.

Tu sei?

E che me l'ha detto un mio collega di qua.

Ah, capisco.

Deve essere un servizio aggiuntivo dell 'ordine delle Archy Star, vero?

Sì, in effetti siamo un po' come una sonneria.

Ah, certo.

Allora, via, prendiamo.

Alla salute.

Ci?

Architetto, ma tu un cuore ce l'hai.

Non hai pensato che se ti porti questa ragazza

a Milano spezzi il cuore di due innamorate?

Beh, veramente io non ho obbligato nessuno e quando ho assompto su lei, ma non sapevo

dell 'esistenza di questa fruggente storia d'amore, ma a tutto c'è rimedio.

Possiamo fare un ricongiungimento familiare intera a Lombarda, no?

Tiodoro, guarda che io non sono responsabile delle minchiate che spara Piccionello.

Le minchiate ce l'hai nella testa tu.

Ha ragione l'architetto.

Perché non te ne vai a vivere con Suleima a Milano?

Ma a Milano a fare cosa? Io tutto qui.

..

Ma se mancavi da Macari da una vita e poi quando eri a Roma non venivi mai?

Ma a Milano a fare cosa, scusa?

Il mantenuto di Suleima?

Guarda che Milano offre moltissime opportunità

per un uomo di talento come te, saverino.

Ci sono un sacco di giornali, di associazioni culturali

che potrebbero avere bisogno di un braco ficcio stampa.

Potrei aiutarti, o se vuoi.

No, no, no, grazie Teodoro.

Io non ho mai amato le raccomandazioni intrasversali.

Scusate un attimo.

Pronto?

Tarnizzera arriverà qui in mezzanotte.

Dovremmo esserci.

Venire a Milano sarebbe un grande cambiamento.

Una cosa è arrivare senza una prospettiva e un'altra è poter già contare su un lavoro.

Chi mi avrebbe trovato il tuo capo?

Perché?

Che male c'è?

C'è che mi sentirei... indebito.

E a me queste situazioni mi mettono sempre un po' a disagio.

Magari mi chiedi di uccidere qualcuno in cambio.

Non hai visto Milano Violenta o Milano Calibro 9? Tu sei cretino.

E scientificamente provato.

Non è stato per nulla facile organizzare questo incontro, eh?

Ora voi volete vedere noi messimore?

Eh, certo!

Sio Peppe!

No, è mi gioia del mio cuore!

Scusate, ma dobbiamo fare presto.

Qua ogni minuto che passa aumenta il pericolo per tutti noi, eh?

Ma tu mi hai telefonato che io ero a cena al ristorante.

E ora hai lasciato i soldi all'albergo.

E dobbiamo fare un altro incontro.

Un altro incontro?

Ma come si fa?

A limite i soldi le lasciate a me poi io li consegno a loro.

No, no!

E io ho promesso a mia comareline che glieli davo di persona a Simone e Noene.

Ma non capite che pericoloso!

Tra un paio di giorni i ragazzi della scorta sposteranno

noi messimone in un 'altra località protetta, più lontane.

E nemmeno io saprò più dove stanno.

E appunto!

Per questo glieli devo dare a Simone e Noeme.

E poi io voglio stare 10 minuti con loro, da solo, ora qui!

Che dite si può fare?

E vanno a chiesto il pizzo.

No, il pizzo no.

Però sono incominciato alle telefonate mute, di giorno, di notte.

E poi abbiamo trovato Crippo morto.

Avelenato.

Meschino, ci volevamo un bene dell'anima quel cagnolino.

E allora mio fratello Filippo si è rivolto con un amico suo della polizia.

E dal giorno dopo siamo sotto protezione.

Ma perché si sono messi?

Ma che ne dici contro di voi?

A tempo fa, abbiamo fatto dei lavori per una

ditta di Seguliana che poi non ci ha pagato.

E allora dopo il nostro decreto ingiuntivo, la ditta è finita nel mirino

della Guardia di Finanza che ha scoperto che era controllata dalla mafia.

E l'hanno sequestrata.

Ce l'hanno con Simone perché è lui che ha chiesto il decreto ingiuntivo.

È un inferno.

Devi stare sempre allerta, sempre nascosto da una località all'altra.

Se non fosse per quei due angeli laggiù non sapremmo come fare.

Ci difendono, ci fanno la spesa, le commissioni, tutto.

Noi abbiamo fatto solamente il nostro dovere.

E ci è costato la rinuncia alla vita.

Dobbiamo andare.

Tranquilla, noeme.

Presto tornerete a una vita normale, dai.

Dunque lei quella mattina era in servizio.

Grandone! Scusi.

Già attivo a quest'ora, eh? Sono ammirato.

Colpa dei peperoni grigliati che non li digerisco manco con il disgorgante.

Allora tanto vale alzarsi presto e mettersi al lavoro.

E tu come mai sei così mattiniero?

Beh, ti stupirò ma devo lavorare.

E siccome Suleyma sta dormendo non voglio disturbarla e vengo a scrivere qua giù.

Senti, ma... ci sono novità?

Stiamo verificando gli alibi.

Gli alibi?

Quindi sapienza non è l'unico iniziale.

Saverio, non ti approfittare della mia stanchezza.

Stai indagando su persone vicine ad Aluh?

Ma questo mi pare evidente, visto che non si tratta

né di un rapinatore e manco di un serial killer.

E quindi stai indagando su Antonio Moncada e Vittoria Ferrini?

Indio, sai, sei un parassita, non te basta mai.

No, no, no.

No, no, no.

L'hai avvertito al randono del foglio che hai trovato?

Eh, lo sto chiamando da stamattina, ma non mi risponde.

Salve!

Disturbiamo?

Buongiorno, no, prego.

Benvenuti nel mio umileregno.

Quindi questi sarebbero i resti del teatro greco?

Sì, potrebbero, anche se si potrebbe trattare

semplicemente di uno stadio o di un peristiglio.

Bisognerebbe scavare ancora un bel po', ma chi si subarcherà la spesa?

E' un peccato proprio interrompere adesso.

Adesso che Demetri non c'è più se fosse vissuto anche solo un giorno di più,

ci avrebbe detto il segreto di queste pietre, ma lui era l'unico a poterlo fare.

Meglio, l'unico a poterlo fare già così.

Invece si è portato questo segreto nella tomba.

Sì.

Ci sono novità sulle indagini.

Ho saputo che la polizia si sta concentrando sulle persone vicine al professore.

Certo, capisco.

Immagino che avere rapporti con Alou non fosse la cosa

più semplice del mondo, specie per i suoi sottoposti.

No, non era sempre semplice.

Stefano, lo avete visto, avete visto la sua scenata alla commemorazione.

Ma anche con Antonio le cose non erano proprio rose e fiori.

Cioè, anche Moncada aveva problemi con Alou?

Sì.

Moncada era riuscita a fare un po' carriera,

però Alou teneva comunque il vincaglio corto.

Non appoggiava mai le sue iniziative autonome, anzi lo ostacolava.

Antonio non è come Stefano, è ambizioso e suo spazio lo vuole.

E tu?

Io cosa?

Beh, tu eri molto vicino al professore.

Sì, ero la sua allieva, lo ammiravo molto.

Quella dracma, quella che lui aveva incastonata nel manico del bastone,

era un tuo regalo, no?

Lui non se ne separava mai.

Che c'entra?

Appunto era un regalo, un segno della mia gratitudine.

Sì, ma talvolta capita che un allieva prenda una sbandata per il suo professore.

E anche i professori via non sono pietra antiche, sono uomini.

Ma come ti permetti?

Pensi di poter venire qua e fare queste insinuazioni? Andatevene via.

Non vorrei proprio averla come collega.

Prima ci ha servito su un piatto d'argento Sapienza, e ora pure Moncada.

Hai visto come ha reagito appena l'ha scennato a lei e a lui?

Sì.

Ma che vuoi fare?

Trovare qualcuno che sa e che sia più disposto a parlare.

Andiamo.

Ah, loro e Vittoria hanno avuto una storia, vero?

Sì.

Il professore e Vittoria sono stati amanti.

Ma molto tempo fa.

Lei non era neanche laureata.

E io ero da poco entrato in dipartimento.

Quello che ti dico e me lo rivelò Vittoria all'epoca sembra che un giorno il

professore le disse che era finita, che non potevano vedersi più.

La moglie aveva sofferto troppo per la morte di

Giuseppe e non sarebbe sopravvissuta ad un altro dolore.

E Vittoria come l'ha presa?

La Vittoria sembra forte.

La realtà la sua è soltanto una corazza.

E lei giorno dopo giorno si è chiusa nel suo personale culto del professore.

È una specie di oncella.

Si è dedicata completamente a lui e dandosi perfino una vita sentimentale.

Dai quanti colleghi l'hanno corteggiata.

La Vittoria aveva chiuso con l'amore.

Papà? Ciao, Samet.

Mimini ha detto che a sua barra c'è un posto dove fanno mostre attività artistiche.

Ma che è?

Il Farm Cultural Park?

Sì, sì, proprio quello.

Arriveremo tra un'oretta.

Già siamo in macchina, va bene?

E tanto che non vedo Cricetto.

Ci andavamo ogni anno con tua madre.

La palla dei tempi.

Ottimo.

Allora ci vediamo al Farm Cultural Park verso le 4.

Alle 4?

Non facciamo troppi i baghi.

Va beh, alle 4 spaccate.

Salutami zia Rosina e Mimì.

A dopo, papà.

Strano.

Anche loro al Farm Cultural Park?

Allora, gli dovrei presentare Suleima.

Così gli dice che va a vivere a Milano con lei.

Che Milano è Milano?

Ancora non è stato deciso un bel niente.

E come?

L'offerta che ha fatto Teodoro.

Peppe, ma ti pare che un milionario archissarro

come Teodoro si metta ad aiutare uno come a me?

Ma senti la cosa, papà.

Non è che per caso mentre eravamo a casa di mio padre ti sei lasciato sfuggire di

Suleima del Farm Cultural Park? Io? No, non me.

No, forse l'ho accennata.

Papà, pure tu dai.

Va bene.

Sto per te.

Sto bene!

Sto bene! Guarda che.

..

Vieni, vieni, vieni!

Guarda, guarda, Mi sembrate i tre moschettieri del cannolo, che è?

Saveriuccio, gioia!

Ma mangi, mangi, perché ti vero fa tutto.

Sì, sì, se Rosina mangia non ti preoccupare.

L'amore lo sciupa.

Ma quale amore, papà? Ciao.

Ciao, papà.

Ciao, Saveri.

Ciao.

Qui siamo ai sette cortili, una specie di casba medio orientale.

Alcuni anni fa, a un notario della moglie, hanno acquistato alcune casette vecchie,

abbandonate e sdirrupate.

Li hanno ristrutturati.

E hanno realizzato un museo d'arte contemporanea.

Una residenza per artisti, un laboratorio artistico.

Insomma, Farm Culturan Park.

Guardate, c'è Teodoro.

Benvenuti.

Oh, vi stavamo aspettando.

Teodoro Bettini, mio padre.

Piacere, piacere.

Mimì e Sia Rosina.

Piacere, è proprio bello questo posto, meraviglioso.

È un posto eccezionale.

Sono davvero felice che abbiano deciso di ospitarci per la nostra iniziativa.

Ti accompagno da Suleyma.

Sì.

Ah, Suleyma si chiama.

Bel nome.

Per favore, per favore.

È incredibile qua, al Farm Culturan Park.

Non so nemmeno dire perché, ma da quando sono

arrivato mi sembra di essere ringiovanito.

Attento però alle scariche ormonali, sai, alla nostra età sono letali.

E qui teniamo un corso di architettura per bambini.

Noi elaboriamo insieme le idee, poi le discutiamo e le realizziamo in miniatura.

Teodoro! Ciao.

Che bello che sei qui.

Lui è il tuo fidanzato?

Sì.

Non mi piace, è brutto.

Tu sei bella.

Ma che simpaticone.

Saverio, smettila di fare il bambino.

Ha cominciato lui.

Saverio, smettila di fare il bambino.

Ma vedi che è lui che comincia.

Eh, papà, volevo presentarti Suleyma.

È più bella di quando immaginassi così.

E lei è più affascinante di suo figlio.

Grazie.

Anche simpatica.

Siete tutti invitati da me.

Mi conosce un ristorante da Grigendo dove si mangia benissimo.

Andiamo andiamo.

Ti vuole qua.

Ti fai passare?

Sì, prego, prego.

Blandone?

E allora?

Se posso sapere che cosa c'era di così importante che mi volevi dire?

Questo l'ha sputato fuori la stampante dell'albergo mentre provava a stampare un articolo.

E' ucciso tu.

Ma quella stampante è alla portata di tutti.

Comunque verificheremo che non ci sembra.

Sì, ma c'è dell'altro.

Ho scoperto che Alou e Laferrini anni fa hanno avuto una storia.

Non finì bene.

Fu il professore a troncare.

E tu come l'hai saputo?

Me l'ha detto Sapienza.

Secondo lui, Vittoria non l'ha presa bene.

Non ha mai superato la cosa.

E infatti da allora non ha più avuto una vita sentimentale.

Interessante.

Tutto qui?

Interessante?

La manna, ma quanto rompe.

Comunque... le ho lette i tuoi articoli sul link Sicilia.

Tu che leggi qualcosa?

C'è solo un spalortito.

Però non me le dire così, mi è venuto un infarto.

Finiscela.

Comunque ho visto che gli articoli hanno un certo

seguito vengono ripresi da altri siti di informazione.

Il delitto Alou sta facendo clamore.

Senti, fai una cosa.

Ma perché non scrivi un bell'articolo su questa storia della stampante?

Così vediamo che succede.

Andate, andate.

Pronto?

La manna, sono Carizzaro.

Allora, gli uomini della scorta mi dicono di

incontrarci stasera a mezzanotte al piazzale del caos.

Ma perché sempre di notte?

Ma scusatevi, ma non è pure più pericoloso di notte?

Eh, che le posso dire io?

E sono quelli della scorta i loro superiori a decidere.

Loro lo sanno come fare le cose in sicurezza.

Ma, scusi, eh, ma non è più sicuro se ci incontriamo

in un ufficio della questura o in caserma?

La manna, ma giustamente, ma mica decido io?

Aspetti, le passo il capo della scorta.

La manna?

Sì, chi è?

Ispettore Miceli della scorta.

Senta, non ci faccia perdere tempo.

Non posso certo spiecare le motivi delle nostre scelte.

E poi l'avete chiesto voi, questo appuntamento per noi è solo un rischio in più.

Quindi ci incongiamo al piazzale del caos a mezzanotte.

Alcimenti annulliamo.

Va bene, ispettore Miceli, io...

Ah, che bellino, quest'anello.

Dove l'hai preso?

L'anello di fidanzamento che mi ha regalato Saverio.

Ah, sì?

Fanno vedere, vediamo, vediamo.

Vediamo, vediamo...

Ehi, ma questa è di plastica, eh?

Ma questo è un anello di fidanzamento, scusa? No, a me piace.

Il nostro è stato un fidanzamento avventuroso.

Ma queste sono anelline che i bambini ci giocano perché li trovano dentro lo Pasquale.

Ma che figura mi fai fare?

Papa, è la purezza dei sentimenti, quella che conta, non la purezza della pietra.

Eh, Sulema, ti piace Saverio come scrittore?

Sì, certo, i gialli non sono il mio genere, ma quelli di Saverio mi piacciono.

Fanno ridere.

Fanno ridere?

Ma i grandi scrittori non devono fare ridere, devono fare pensare.

Sono d'accordo, sono d'accordo.

Lo sai che l'ultimo libro di mio figlio in classifica è al 148° posto?

Lui scrive troppo frou frou.

Li vedi?

Questa è tutta gente che dice di volermi bene.

Pensa quelli che mi odiano.

Me la fareste una corte fine.

Dico, perché non te la porti a Milano?

Perché in Sicilia non conclude niente, va bene.

Non è colpa sua.

È fatto così, Saverio.

Beh, a me farebbe felice, ma questa è una decisione che

Saverio deve prendere da solo, senza sentirsi pressato.

Questa ragazza è troppo saggia.

Per questo Teodoro non se la vuole lasciare sfuggire.

Sei fortunata ad avere un capo come Teodoro.

Un uomo di grande valore che valorizza le donne e poi affascinante.

Certo.

Sapete cosa stavo pensando?

Mi ha telefonato qualche giorno fa un amico mio di

Milano, un dirigente di una agenzia pubblicitaria.

Mi ha detto che si è ricensiato uno dei suoi copywriter.

Si chiamano così gli autori di pubblicità.

Ah, sì, Saverio.

Te la senti di fare copywriter?

Poi ti do il numero di telefono, Saverio.

Però mi raccomando, tu devi telefonare subito subito subito.

Non vorrei che già avessero risolto.

No, no, no, certo.

Telefoniamo subito subito.

Saverio...

non te la fare scappare a solei.

No, no.

Senti, e poi quella nello di fidanzamento.

Vuoi che ti faccio un bonifico?

No, no, ma quale bonifico?

Pettosto, guarda qua.

Guarda cosa ho trovato.

Ti ricordo?

Mi piaceva tanto la mamma, sai?

Eravamo qui ad Agrigento quando mi comunicò che ero incinta di te.

Ah, veramente?

E abbiamo comprato questo souvenir così per ricordo.

E quel giorno cambiò la nostra vita.

Cioè, come mai un giorno questo souvenir è scomparso?

No, non è scomparso.

Era piccolo e l'hai rotto col pallone.

Ah, mi dispiace.

Non te preoccupare, ora puoi tornare al suo posto.

Ti voglio bene assai, saverio.

Professore.

Eccoci qua.

Ma davanti.

Arrivo subito.

Salve.

Salve, buonasera.

Come va? Ciao, saver.

Dopo quello che mi hai detto, ho pensato di dare

un'occhiata all'ufficio di Alou, all'università.

E mi sono fatto accompagnare al professore Moncada, perché di

sicuro in mezzo a tutte quelle carte non mi ci sarei raccapazzato.

Avete trovato qualcosa?

Che sono?

Lettere d'amore.

Come?

Sono di?

Sono di una professoressa dell'Università di Napoli che aveva una relazione con Alou.

Una relazione recente e assai intensa a giudicare dal contenuto delle lettere.

E chi è che aveva accesso all'ufficio di Alou? Vittoria.

Era la sua collaboratrice più fidata.

Negli alle chiavi, poi in ufficio tutti i giorni.

Non so.

Va bene, professore, la ringrazio.

Se figuri.

Arrivederci.

Arrivederci.

Con permesso.

Le hai scritte con l'articolo sul foglio della stampante?

Ero fuori a cena, ancora non l'ho scritto.

Ma che cosa ci aspetti? Scrivilo.

Non fare il lavativo, che magari ci aiuta a stanare la Ferbini.

Oh, ma lo sai che sei davvero schiavista?

Ci sono profondamente scioccato e deluso, eh?

Sei un nullafacente, sei.

Vieni, è simpatico.

Cosina è un amore, ma tuo padre lo amo.

Parla poco, ascolta e dice sempre cose intelligenti.

E ha preso tutto da me.

Ehi, guardate che ho trovato nella Hall dell'Albergo.

Non potevo andare a dormire senza aver brindato

il nostro successo al Farm Cultural Park.

Questa iniziativa mi ha rindato l'infa vitale.

Non ti è mai mancata, credimi.

Ma qui è differente.

Fare qualcosa per gli altri e non per interesse, qualcosa

di positivo che possa lasciare un segno, è davvero bella.

Ecco.

A noi.

Brindiamo alle cose fatte con passione.

Evviva!

Senti, quindi tu Moncada lo conoscevi già?

Chi?

Mr. Bidone.

Chiunque che fare con i cantieri delle belle arti lo conosce.

Perché Mr.

Bidone? Uno che tira frigaturi?

No, almeno lo che io sappia.

No, è un allusione.

Al Bidone aspira tutto.

Aspira tutti i finanziamenti possibili.

Per anni ha sfruttato il nome di Demetrio Alou.

Moncada presentava i progetti e Alou li garantiva con la sua autorevolezza.

Quindi Alou e Moncada erano soci in assali?

No, non credo che ad Alou interessassero i soldi.

La sua unica passione era l'archeologia.

Per Moncada non potrei dire lo stesso.

Ciao, Saverio.

Quasi mezzanotte.

Dobbiamo andare da noi.

Per me è troppo tardi.

Vado a dormire.

Buonanotte.

Ciao.

Va, vado anch'io.

Ciao.

Ciao a tutti.

Buonanotte.

Buonanotte.

Ciao.

Buonanotte.

Dai, amoni, Saverio.

Aspetta un attimo, Pep.

Pronto.

Randone, sono io.

Scusami, devo farti una domanda ed è urgente.

Senti, ma è normale che chi sta in regime di protezione rimanga nella sua città?

Un arnegola non c'è.

Normalmente si porta lontano.

Ma perché?

Senti, un'altra cosa.

Tu conosci tutti gli ispettori di Agrigento?

Non tutti, ma parecchi.

E ti risulta che ci sia un certo ispettore micere? Non lo so.

Mi posso informare e te lo faccio sapere domani.

Ma perché?

C'entra qualcosa con le indagini su Alou?

No.

È che non mi piace essere preso per fesso e credo che stia accadendo.

Saverio, a te non ti devono pigliare per fesso.

Tu fesso ci sei di natura.

Sogni d'oro, Randone.

Domani mattina leggimi.

Stanotte impossibile.

Problemi personali.

Domani stessa ora, stesso posto.

Saverio, ma che succede?

Perché tutti si dubbe?

Ma niente, Peppe, questa sera andiamo a cena a dormire.

Domani ti spiego tutto.

Ancora qui?

Mi è venuta voglia di bere un ottimo bicchierino.

Ti unisci?

Ok, ti faccio compagnia.

Ma senza bicchierino? Bene.

Che stai bevendo? Marzana.

Ma dai, ti facevo più tipo da un negroni sbagliato.

Posso dirti un segreto? Dimmi.

Tutte queste battute sui milanesi sono un po' patetiche.

Scusa.

Che poi non sono nemmeno tutto milanesi.

Ah no?

No, per metà sono siciliano.

Da parte di mia madre.

E per questo che amo tanto questa terra.

L 'avamo ancora di più da sette anni a questa parte.

Precisamente sette anni e 125 giorni.

Perché?

Che cosa è successo sette anni e 125 giorni fa?

È mancata mia madre.

Per me è come se fosse successo ieri.

Anche mia madre è morta.

Avevo poco più di vent'anni.

Però ancora adesso mi capita a volte di sentirmi improvvisamente orfano.

Già.

Perché qua tutto mi parla di lei.

E' per questo che la Sicilia è così importante per me.

Sottotitoli creati dalla comunità Amara .

org Tu la devi smettere.

Devi smettere.

Tu devi fare quello che ti dico io e basta.

Se tu vuoi fare una cosa, la fai per i fatti tuoi.

Non c'è bisogno che mi mettino giù.

Ascolta, io non faccio niente per i fatti miei.

Tu devi fare quello che ti ho detto io e basta.

Non c'è motivo che io faccio quello che dici tu.

Perché io non c'entro niente in questa storia.

Oh, la devi smettere.

Siamo in due.

Lo capisci o no?

Ma noi non c'entriamo con queste persone.

C'entriamo benissimo.

Perché?

Perché siamo dentro.

Io e te.

Basta.

Scrivi che ce l'abbiamo noi.

No, lasciamo stare.

Oh, ti ho detto scrivi quello che ti ho detto io.

Così ci roviniamo per la tua testardaggia.

Lo capisci quello che rischiamo.

Prego.

Sto cercando la password del computer.

Arrivo subito.

Ecco la password.

Come si chiama lei? Ilenia.

Con la I o con la Y? Con la Y.

Grazie, Ilenia.

Ilenia, guardi che le cose passano.

Cosa ne sa lei?

Ha ragione, non ne so niente.

Appunto.

Se non c'essero tutti i suoi.

Il ritrovamento del critico messaggio non lascia dubbi riguardo al fatto che

qualcuno ha visto e che molto probabilmente sta mettendo in atto un ricatto.

Tutto questo sembra invitarci nuovamente a guardare

alla cerchia ristretta dei collaboratori del professore.

Ciao, Saverio.

Questo è il numero dell'Agenzia Milanese Publi Advert.

Ti chiamo in mattinata.

Oh, ma che sei malato!

Ma perché?

Eh, modo di bussare.

Tutta asturgenza.

Tutta sapremura.

Che è successo?

Ancora niente, ma succederà.

Hanno appena messo online il mio ultimo articolo sul link Sicilia.

Leggi?

No, no, lo schermo è troppo piccolo.

Dimelo tu la parola.

Vabbè, racconto la storia del messaggio anonimo.

Chi l'ha scritto, chi ha scritto, chi era rivolto...

Come mai la polizia indaga sulla vita sentimentale di Aluh?

Ma fai solo le domande o dai pure le risposte.

Peppe, l'articolo è una trappola, è un trabbocchetto, un'idea di randone.

Vuole vedere se Vittoria reagisce in qualche modo.

Cioè, la polizia si rivolge alla carattia.

Sì?

Salve, sono Giulia Senesi della Publi Advert.

La chiamo da Milano.

È il dottor Saverio Lamanna?

Sì.

Piacere, complimenti.

La sua richiesta ha passato la selezione.

Ho un ottimo curriculum.

Perfetto per il profilo che cerchiamo.

Devo farle un'ultima domanda, un piccolissimo test, e se va bene, il lavoro sarà suo.

È pronto per la domanda?

Sì.

Improvvisi al volo una frase ad effetto per promuovere la Sicilia.

New Hall Sicili, l'antico e moderno.

Grazie, la sottoporò ai miei superiori.

Le faremo sapere al più presto.

Buona giornata.

Non capisco.

Tu?

Io?

Tuo padre?

Eh... Non si fidava di te.

Mi ha dato questo numero e io ho preso l 'appuntamento.

Giù da maledetto, guarda.

Non ho parole.

Tu non hai parole.

Io non ho parole.

Ti ho visto al telefono.

Non avevi interesse, non avevi entusiasmo e nessun'altra cosa.

Ma quando mai?

Si, ho pure citato uno degli slogan di tua nipote.

Sì, ma hai pagliato l'intonazione.

Voglio vedere ora appena Sulema si stanca di te e poi video e viene a piangere da me.

Ci sta arrivando Vittoria.

Ho letto l'articolo.

Complimenti.

Ti diverti a rovinare la vita delle persone?

Mi fai rinervosire qualcuno?

Beh, sapi che io non ho niente da nascondere.

Tutti quanti noi abbiamo i cassetti pieni di segreti o di lettere d'amore.

Non capisco quello che dici.

Ma sei una persona orrenda.

Troppo indignata.

Potrebbe essere una messa in scena.

La mia mamma pareva sincera.

Beh, tu dici così perché ti piace.

Non sei attendibile.

Ciao, Mario.

Forse ho fatto una scoperta importante.

Siamo tuttora chiedi.

Ti adoro.

Ci ha detto che Moncada è bellissima ad accaparrarsi finanziamenti e concorsi.

Fasi io ho fatto una ricerca in internet e ho trovato una fondazione italo-canadese

che si occupa di finanziare con 5 milioni di dollari progetti archeologici.

E indovinate che c'è in finale? Moncada.

E perché dovrebbe interessarci?

Perché il suo progetto è sulla valle dei tempi.

Salve, mi scusi.

Il dottor Moncada è in albergo?

Moncada?

No, mi dispiace.

Il professor Moncada è uscito.

Posso fare altro? Dottor Lamanna.

Sì, il fidanzato della sua collega, Ilenia.

Lei per caso lo conosce? Lillo, certo.

Lavora ai giardini della Colimbetra.

Grazie.

Arrivederci.

Vabbè, che cosa ti ha fatto questo Lillo?

Elementare, Pepon.

Lillo lavora qui alla Colimbetra.

I contadini si svegliano molto presto, quindi magari ha visto qualcosa.

Lillo sta con la bella Ilenia che lavora alla reception dell'hotel dove,

appunto, c'è la stampante che ha spotato il criptico messaggio.

Lillo e Ilenia ieri notte confabulavano e parevano parecchio tesi.

Ergo, nascondono qualcosa.

E io voglio scoprire cosa.

Eccola.

È lui.

Sta scattando.

Così?

Vogliamo parlare con Lillo.

E chi vuoi di me, figlio?

Sono un giornalista.

Sto facendo un servizio sui giovani agrigentini.

Mi piglio per un demente.

Ma hai pensato? Appunto.

E allora lasciate stare il picciotto che non

ha nulla a che vedere con le vostre faccende.

Tu?

E perché sta facendo così?

Io sono un padre come lei.

Può essere che sto picciotto sta facendo qualche minchiazza.

Le lo chiede.

Prova a domandare.

E non è un concigno.

È un animo di padre che gli parla.

Poi lei può fare come vuole.

Vamoti sapere.

Aspettate.

Ha avuto anni difficili.

Ma di quando si fidanzò con Ilenia?

Lillo ha messo la testa a posto.

Andava tutto bene fino all'altro giorno.

Lei dice che quando è morto a lui è stato lui a trovare il cadavere?

Sì.

Meschino.

Lui, lui ha trovato.

Ma non disse niente agli sbirri.

Perché aveva paura di essere messo in mezzo.

Era a casa, solo.

L'assassino ha agito mentre lui si trovava a pochi passi.

E pensa che l'abbia visto in faccia? Non lo saccio.

Con me non ci vuole parlare.

Perché non parla con Ilenia.

Che ci vuole bene al suo figlio.

Così non ci fa fare mincate.

Dottoressa Ferdini.

Sì?

Devo chiederele ti seguisci in quest'ora che abbiamo qualche domanda da farle.

Come?

Perché?

Per questa, per esempio.

Se la ricorda?

Nella dracma di Gela che lei ha regalato da lui l'abbiamo trovata nella sua stanza.

Come nella mia stanza?

Sì.

Il magistrato ha autorizzato la perquisizione.

Era nella fotera della sua valigia.

Come è possibile?

Dottoressa, noi lo sappiamo che lei ha avuto una

relazione con a lui e che ne era ancora innamorata.

No, io e lui abbiamo sempre...

E poi quando ha scoperto della nuova relazione del professore lei si è sentita

tradita, ingannata... Scusi, quale relazione?

Dottoressa, basta con la recità.

Prego, ci segua.

La manna.

Mi raccomando, non scrivere niente fino a quando non mi è tutto chiaro.

Quindi praticamente non scriverò mai.

Cioè, sei un cretino.

A me è sembrata sincera.

Tu, vabbè, lo so, direi che... che bella.

A me è sembrata sincera.

Ti stupirò, ma lo è sembrata anche a me.

Vittoria Ferrini è stata convocata in questura.

Un oggetto appartenente al professora Louis comparso dalla scena del crimine è

stato ritrovato nella camera della giovane archeologa.

Ma ci sono altri importanti elementi che indicano in altre direzioni.

Per il momento questo è tutto, ma vi terreremo aggiornati.

E no!

Andate a guardare la macchina!

Andate a guardare la macchina, dai!

Camerata Romagna!

Camerata Romagna!

Camerata Romagna!

Camerata Romagna! Scusate.

Peppe!

Calma, tranquillo.

Andava benissimo, ma poi lo tagliamo ed è perfetto così.

Se no, le riprene.

Ma poi scusa tu.

Non avevi promessa a Randoni che non dicevi niente?

E no, promessa a Randoni che non avrei scritto niente.

Dai, fammi vedere.

Chi è?

Sono il padre di Nilo.

Entrate.

Ilenia.

Ragazzi, state tranquilli.

Risolveremo tutto.

Avete sentito?

Dottor LaManna, sistema tutto.

Nilo, contaci il dottore che deve contarsi a me.

Quella mattina io stavo lavorando e ho sentito delle voci.

No, non è così.

Ti sbagli.

Il punto non è quello.

È stato Moncada.

Ma quindi il foglio della stampante l 'avete scritto voi?

Sì.

Volevamo ricattare Moncada.

I piccioli ci servevano per scappare in Belgio da un uzio di Nilo.

Il fratello della mia moglie, Caogero.

Ma perché volete andare via?

Tu qui hai un lavoro, e anche Nilo.

Io... sono incenta.

Mi paia, se scopro una cosa del genere è capace che mi ammazza.

Già mi finì di botto quando ho scoperto che stavo con Nilo.

Tutto di nascosto dobbiamo fare.

Dobbiamo recuperare questo bastone.

L'abbiamo nascosto qui, in uno dei scappuzini dell'hotel.

Dobbiamo andarlo a prendere.

Cosa ci si succederà a noi due?

Siete due ragazzi confusi e spaventati.

Avete fatto una sciocchezza.

Ma parleremo insieme col vicequestore Randone, e vedrete che capirà.

Ma lei ci aiuterà davvero?

Certo che ti aiuto, Elenius.

Sto Randone è sempre tra i piedi, e ora che lo stiamo cercando non ci trova.

Sicuramente starà là a toccare la povera vittoria, mischina.

Ecco, questa è Randone che ci richiama.

Mettimelo in viva voce.

Pronto?

Saverio, i canadesi hanno risposto.

Ci ha mandato il PTF col progetto di Moncada.

Adesso non posso spiegarti, però fate presto.

Reception mi ha detto che è appena partito.

Allascia però il verbo.

Il finanziamento della fondazione Italo -Canadese è vincolata all'esibizione di

prove che confermino l'ubblicazione del teatro.

Questa è la mappa del progetto che ha presentato Moncada.

Che ti suggerisce?

Vittoria è innocente, dottor Randone.

Lo faccio analizzare e vedrai che ci sono le impronte di Moncada.

Sì, però spiegatemi bene che mi state facendo girare la testa tutti e due.

Guarda qua.

Il cerchio rosso è dove Moncada supponeva si trovasse il teatro, prego.

Invece i nuovi scavi, quelli dove probabilmente sta venendo

fuori il teatro, sono qui a tre chilometri di distanza.

Sì, e quindi?

E quindi Moncada ha sbagliato il sito degli scavi.

Se a lui avesse avallato la testa del nuovo sito, il progetto di Moncada sarebbe

diventato carta straccia e lui avrebbe perso

il finanziamento da 5 milioni di dollari.

Randonne, dobbiamo correre.

Quello se la sta filando.

Chiamatemi a batteri della Polaria.

Professore Moncada la dichiaro in arresto.

È finita, Moncada.

Il progetto con il Canada era l'occasione che aspettavo da sempre.

Capite?

Mi avrebbe reso noto a livello internazionale.

Il sogno di una vita è la ricompensa per i tanti sacrifici fatti.

Ma Bruno non voleva era lui il padrone e voleva tutto per sé.

Mi è cominciato a interessarsi alla questione del

teatro greco soltanto per ostacolarmi e distruggermi.

Ribadire il suo potere su di me.

Beh, però, a quanto pare le tue valutazioni

sull'ubblicazione del teatro erano sbagliate, no?

Sì.

Erano sbagliate, sì.

Ma cosa gli costava aspettare a pronunciarsi?

Cosa gli costava? Un mese.

Un mese sarebbe bastato.

Avrei avuto il finanziamento e poi avrei fatto le modifiche al progetto.

Ma a lui questo non importava, no?

Anzi, lui ci godeva a ribadire il suo potere.

Le pietre mi hanno parlato.

Le pietre non possono aspettare che quel figlio di puttana mi avrebbe distrutto,

mi avrebbe ridicolizzato, avrebbe fatto di me un

pagliaccio, lo zimbello di tutti gli archeologi.

Non potevo sopportarlo.

Non potevo tornare a essere uno zerbino, come sa Pienza.

Non potevo e non volevo!

E la giacama nella camera della Ferrini?

Ce l'ho messo io.

Quando ho visto che a lui era morto, io...

io ero scomporto, ho visto il bastone e ho pensato che quella dracma potesse essere

utile per debistare l'indagine se ne avessi avuto bisogno.

L'auto è arrivata, dottore.

La mania?

Noi ci sentiamo dopo.

Grazie.

Saver,

la facciamo questa telefonata a Cannizzaro.

Ah, bravo, temiamo a Cannizzaro.

Perché non rimani fino a domenica?

Abbiamo molto da fare a Milano.

Cos'è, Teodoro?

Non ce la fa a stare senza di te?

Ma smetti di fare in geloso?

Sai che c'è?

Adesso ti tradisco, così ti metti l'anima in pace.

Brava, giusto così.

Grazie.

Sei proprio un amico vero, tu.

Mi stai scherzando, vero?

Dov'è Noemi? Eccola.

Zio Peppe.

Zio Peppe.

Appraccia la mamma, Dile che mi manca tanto.

Non ti preoccupare, andrà tutto bene.

fidati di me.

Ora date dei soldi, dobbiamo muoverci, forza.

Sì, sì.

Beh, ok, possiamo andare.

Eh no, aspetta.

Questo è me lo ha dato a me con Marellina.

Sono i dolchi quelli tuoi preferiti.

Così vi passa la tristezza.

Ehi, che mustazzone.

Da quanto tempo non li mangiavamo?

Da quando tutto era normale.

Ma favoriteli, ha presi pure per voi.

Perdo, ma non si può.

Forza, andiamo, dai.

Eh vabbè, è un modo come dire grazie a questi due

angeli che stanno proteggendo a noi e Messimone.

Dai, amoni.

No, noi dobbiamo fare il lavoro rosso.

E perché?

Non puoi mai lavorare con il massatto all 'imbocca.

Amoni, dai, mi offendo.

Mi ferite nell'orgoglio.

Amoni, dai.

Eh vabbè.

Così, bravo.

visto che sei moccato.

Buoni, però, quasi come quelli che facevano i massacri.

Vero, squisite sono.

Sono buonissime.

Mio nonno quando accattava i mostazzoli, mi dava sempre un poco di Marsala,

purosiero piccirino.

Minchia, mi imbriacavo subito.

Ne prendono pure io, anche se mi piacciono quelli al liquore, hanno più sapore.

Polizia!

Mani sulla testa e non vi succederà niente.

L'ammazza!

Nel momento in cui sto cornuto, l'ammazza!

Io non sono cornuto, me l'ha appena garantito la mia ragazza.

Saverio!

Saverio!

Saverio, sono randono.

Sei bene? Sì, ma sì.

Sì, sono qui sul...

Randono, dove sono?

Un mio tiratore ha scelto a disarmato cannezzaro, tu ti sei spaventato e sei svenuto.

Hai visto come ha funzionato bene il mio piano?

Appostamento, manovra distrattiva con i mostazzoli

per fargli abbassare la guardia e sacca del resto.

Randono, quello stava per ammazzarmi.

Quando mai?

Con un coltellino non ha due soldi.

Ma quale coltellino?

Una scimitarra?

Ti posso dire ma come stratega fai veramente pena?

Consolati, avevi ragione.

Era una manovra di Filippo Cannezzaro ai danni del fratello.

Anche i finti agenti di Scorta erano dei ballori di Amici

Soi, pure quel Miceli che tu hai sentito per telefono.

Con la scusa della minaccia mafiosa Filippo aveva preso tutto in mano,

stava dilapidando tutta l'azienda e derubando Simone che così si sarebbe

ritrovato in un mare di debito e buonanotte a tutti.

Amore!

Come sei? Non so se.

..

Non so se è peggio essere minacciati dalla mafia o ingannati dal fratello.

La manna!

Ma da dove arrivano questi soldi?

Abbiamo venduto una partita di coke.

Ah, sì?

Intanto il denaro è sequestrato.

Ne parliamo dopo.

Dai, dai, dai!

Sto scherzando!

Le ho trovate sotto il matrasso di mia nonna.

E io arresto te, picconella e pure tua nonna.

E su lei quando parte?

All'aereo stasera.

E che cosa farete oggi?

Non lo so, cercheremo di sfruttare al meglio questo ultimo giorno.

Ci andremo un po' a mare e staremo un po' qua.

Passa più tardi così io la saluti bene.

E noi e Simone?

Bene, finalmente.

Che li stiamo coccolando?

Io e mia con Marellina.

Ciao, Peppe.

Ciao.

Sono già in ritardo, vado.

Dai, come vai?

Dove vai?

Eh, Teodoro vuole vedere Macari.

Gli hanno parlato tanto e non posso lasciarli da solo.

Ci vediamo dopo.

Damanellù.

Certo che Suleyman è proprio attaccato a questo lavoro.

Non dì pure a questo Teodoro.

Va be', non volevo mettere il coltello nella pioggia.

Va be', la colpa è pure tua, che ha fatto lo sciomunito con quell'agenzia di meno.

Vedi di stargli vicino a Suleyman?

Sì.

Pronto?

Salve, dottor Lamanna, Giulia Senesi della Publi Adver.

Tutto bene? Sì, sì.

Salve, tutto bene.

Grazie, lei?

Possiamo iniziare a darci del tu.

Qui facciamo così tra colleghi.

E infatti ti chiamo per comunicarti che il posto di copywriter è tuo.

Ma che bella notizia!

Sono proprio senza parole.

Bene, allora ti aspettiamo a Milano.

Ciao, a prestissimo.

Che fumo!

Che fumo!

Questa è tutta colpa di tua nipote e di quella minchiata scritta sulla maglietta.

Ma ha fatto prendere il lavoro a Milano.

Finalmente!

Sono felice!

Sono felice di te!

Ma io sono rovinato!

Che ti baci!

Come faccio ora?

Vedi?

Ma non sei contento?

Finalmente potrei stare con Suleyman.

Ma sì, sì, sono contento.

Milano... Poi qui lasciare tutto così...

E' bello che lasci tutte queste cose.

Grazie.

Pensa quanto sarà felice Suleyman.

Questo è tutto da vedere.

Ah, sicuramente sarà felice.

Anzi, felicissimo.

Va bene cornuto.

Ma così, al ristorante, davanti a tutti!

Ahahahahaha

Perico!

Non sai che bella notizia mi ha appena dato Teodoro.

Vuole creare un grande progetto, qui vicinissimo a Garidano.

E vuole che ci sia pure io.

Capisci?

Vuol dire che posso rimanere a Makary.

Ma dimmi che non è un sogno.

Chi sei, una femmina d'oro.

Te la devi tenere scelta.

Ma che bella idea!

Ma che progetto è?

Eh, vorrei creare delle iniziativi e degli spazi per poter investire sui giovani.

Noi metteremo insieme talenti e competenze più varie.

Daremo a loro alloggi dove vivere, spazi dove poter lavorare insieme.

Un villaggio dove poter dare ai nostri ragazzi in fuga la possibilità di

realizzare tutto ciò che non hanno realizzato qui finora.

Sì.

E vorrei chiamarlo la città del sole.

Eh, è stato il fan cultural park a darmi l 'idea.

E da quando mi stia ficata in testa, non mi ha più lasciato in pace.

Beh, ma qui dobbiamo fare un brindisi, no? Sì, sì.

Beh Peppe, direi che io a questo punto la società di Milano l'apploca, no?

Sì.

Ma non è finita qui.

Perché sono così orgoglioso, grazie, sono così orgoglioso di questo progetto

che ho deciso di trasferirmi qui anche io e di dirigerlo personalmente.

Che bella notizia!

Che secca morriosa, non ti sta mai bene Nent.

Scusatemi, prima non eravamo sempre noi siciliani e emigrate dal nord.

Eh, tutto cambia.

Tutto.

Tutto, dite, eh?

È bello, no? Sono bello, sì.

Sì, sono bello, che parla sempre di te.

Sì, penso che mi parli di te.

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