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Original subtitles

C'è nessuno? Ehi, vieni.

Un attimo solo e sono tutto tuo.

Ecco qua.

Fatto.

Tutto ok?

Tu che dici?

Che succede?

Cioè che l'estate sta per finire.

Devo partire e tutto questo mi entristisce.

Suley, ma scusa se infielisco, ma è anche un po' colpa tua, sai?

Che idea è quella di andare a fare un colloquio in uno studio di architetti a Milano?

Si sa che i colloqui sono pericolosi, no?

Cioè rischio poi che magari ti prendano.

E infatti...

Sto parlando sul serio, Saverio.

Voglio che questi ultimi giorni che ci rimangono li trascorriamo insieme.

Bene, non chiedo di meglio.

Mia contenterà in tutto?

Ogni tuo desiderio sarà per me un ordine.

Bene.

Allora desiderò che tu venga con me a Milano.

Aspetta.

Questo non me lo puoi chiedere, però.

Amore mio, cerca di capirmi.

A Milano fa freddo.

C'è la pioggia, la neve, ci sono le buffere.

Cioè, è la nebbia che non si vede.

Come faccio a stare in un posto se non ti vedo?

Non sto scherzando, Saverio.

E non voglio farlo.

E farlo in silenzio perché qui nessuno ci sente, ci vede.

Ma magari è casa e gioia e dolore.

Magari non la dimentico.

Dimentico, dimentico.

Più.

Chi sai la storia?

Un poco curiosa, un poco scontrusa.

Ti parla d'amore per le tradizioni, per le mie radici.

Ma magari è casa e il cuore canta per te.

Adiós, me voy para siempre.

Pure tu, Teresita.

E che? Un'epidemia.

Adiós, me voy para siempre.

Ho capito, Teresita, ho capito.

Estas nervioso? Poco a poco.

Adiós, Saverio.

Irse è un poco come morir.

E allora muori, Teresita.

Pronto?

Saverio!

Chi è?

Ma che fa, non mi riconosci?

Già come un randono e sono.

Oh, carissimo!

A che devo l'onore?

Lo devi al fatto che il tuo amico ti pensa e si preoccupa per te.

No, ma tranquillo, randono.

Io a questo benone, guarda, scrivo.

E non c'hai nemmeno un centesimo.

Senti, ti ho trovato un lavoro.

Un lavoro?

Sì, un lavoro fatto apposta per te.

Ah, addirittura.

Ecco, Saverio.

Saverio Lamanna, Flaminia de Simone, è una mia amica.

Già come mi ha parlato molto bene di lei.

Io non mi fiderei molto.

Vedi, c'è sempre voglia di scherzare il nostro Lamanna.

Prendi qualcosa, Saverio?

Ma una granita di mandorle.

Senta, scusi, puoi aggiungere una granita di mandorle?

Subito, signore.

Forza che abbiamo poco tempo.

Sono tutto orecchio.

La mia famiglia è proprietaria di una grossa empresa di costruzioni.

Ma mia sorella più piccola, Gia, non si è mai

voluta interessare agli affari di famiglia.

La sua passione è il cinema.

Attrice?

No, Gia fa la regista.

Ha anche fondato una sua casa di produzione indipendente, la Movie Valley,

con la quale ha realizzato dei film, diciamo, da autore.

Flaminia me l'ha fatto vedere uno, ma io non ci ho capito niente.

Proprio niente.

Come mai non ne sono sorpresi?

Il fatto che Gia non guadagni niente con i suoi film non è un problema.

Solo che il suo ultimo film è stato selezionato

al TRIF, al Trinacre International Film Festival.

Certo.

Un'ottima vetrina.

Solo che Gia ha un brutto carattere, ha litigato con il suo ufficio stamp,

e perciò ne stiamo cercando uno, di corsa.

Io non sono mai occupato di cinema.

Savè, guarda che il Flaminia ti sgancia 10 .000 euro.

Questa però è solo la prima parte del lavoro, quella ufficiale.

Vedi, Savè, Flaminia qui è molto preoccupata per sua sorella Gia,

perché ha una relazione con un certo alo Pereira, un argentino.

Ora questo signor Pereira alza un po' che il

gomito, e quando alza il gomito alza pure le mani.

Ora però il problema non è che questi due si lasciano o si prendono.

Il problema è che Alo è protagonista del film e sarà al

festival, quindi ci vuole qualcuno che lo tiene d'occhio.

Sì, ma io non ho proprio il fisico del...

valido del corno.

Savè, ma tu sei uno sveglio, che cosa devi fare?

Devi marcare stretto la ragazza ed evitare che il fettentone si avvicini.

Di questo secondo incarico mia sorella non deve sapere nulla, e per la riservatezza

che le chiedo le darò altri diecimila euro.

Posso portare anche un'altra persona?

Puoi portare chi vuoi, però i soldi rimangono sempre quelli.

Guardone.

Che hai?

Sei triste? È il giusto.

E per questo sono triste pure io.

Abbiamo così pochi giorni.

Eh, infatti...

C'è per caso qualcosa che vorresti dirmi? Eh, che.

..

Provami un offerto, un super lavoro.

Una cosa rinunciabile di pochi giorni.

A un festival del cinema in Sicilia.

Ma quando parti? Domani mattina.

Domani?

Lo so, Sulema, ma credimi, è un lavoro pagato strabbene.

Quindi ero costigna di soldi.

Cioè, se io ti pagasse di più, tu rimarresti qui con me.

Va bene.

Meglio così, Stavario.

Accorciamo il momento degli addi e dei saluti.

Siamo stati bene.

Le chiavi le lascio a Peppe.

Viene anche lui.

Perfetto.

Allora le lascio a Mario.

Grazie per l'ospitalità.

Dai, Sulema...

Non sarei che il lavoro di scritto lo hai pagato così bene.

E poi, insomma, tra pochi giorni sono qui.

Io tra pochi giorni sarò a Milano.

Tranquillo.

Ogni tanto distrattamente penso a te.

Ma è successo qualcosa?

Ma che deve essere successo, Peppe?

Niente è successo.

E da stamattina?

Non parli, non dici niente.

Che hai la faccia?

La faccia è la mia solita faccia.

La solita faccia?

Piuttosto non si era detto di rispolverare i pantaloni lunghi.

E ci ho pensato.

Però ieri sera ho letto un articolo sul giornale che dice

che i pantaloni costi sono l'ultimo grido in fatto di morto.

Visto che andiamo in un posto fino.

Ma ti sei guardato?

Ma poi con queste ciabatte che ti stumi a portare?

Oh, ma sono di moda pure questo.

Magari cerchiamo un negozio e ti compri un po' di scatti.

Ma manco sparate.

Questo no.

Tienemi questo.

Il signor Lamanna e il signor Piccinello sono qui.

Sì, si, falli entrare.

È brava, è brava, è brava.

Arianna, ti ho detto di no.

Ah, ecco il nostro addetto stampa.

Salveri e Lamanna, giusto?

Sì.

Assieme a?

Piccinello e Giuseppe.

Enzo Torrisi, il nostro produttore esecutivo.

Piacere.

E Arianna Menichini, mia assistente e aiuto regista.

Prego, contatemi.

Grazie, grazie.

Senti, ho letto il tuo curriculum e non capisco perché dovrei assumerti.

Ma visto che il Flaminia dice che sei bravissimo, ho deciso di ingaggiarti comunque.

Grazie per la stima, sono commosso.

Datti da fare, limita le cazzate, Lamanna.

Ho letto la tua disavventura col sottosegretario.

I giornalisti ricamano.

Ma stai tranquilla, anche se io non sono un grande

esperto di cine, ma il mio collega qui vale per due.

Nonostante l'aspetto, il maestro Piccionello è un intellettuale raffinato.

È uno stimatissimo critico cinematografico.

E perché non l'ho mai sentito?

Perché spesso si nasconde dietro un pseudonimo.

R.S.

Questa è un'ottima sorpresa.

Fai preparare la saletta di proiezione, voglio che il maestro veda il film.

Ci avevo già pensata, è già pronta.

No, ottimo.

Complimenti, maestro.

Per il momento questo è quanto.

Maestro Piccionello, voglio sentire il suo parere sul film.

Non è che poi ci resta male, io sono severissimo.

Maglio così.

R.S.

Pronto?

Ma porca miseria.

No, sei un idiota, un incapace.

Ma che ti vado a fare? No, dimmelo.

Io voglio sapere che cosa c'è dentro la testa se riusciamo a rimediare.

Eh, no, perché...

Ma che cosa vuoi dire con R.S.

? Redazione Spettacoli.

È il segno che si mette nei giornali sotto gli articoli senza firma.

E scusi, quindi come si chiama questo film?

Un tranquillo pomeriggio d'estate.

Di, bianco e nero.

Ma che è un film antico?

C'è un film antico, è un film d'autore.

A

portarci anche negli stessi luoghi.

Forse... Ecco, questo qui è l'opereira, quello che dobbiamo tenere d'occhio.

Va bene.

Non c'è alcun cambiamento possibile nella casa.

Capolavoro.

Nell'eterno ritorno.

La condana del nostro tempo.

L 'eterna crescita dell'esistenza.

Si è capolavolta di vero.

Tutto con essa.

Granello nella polvera.

Insomma, com'era sto film?

Secondo me era una gran mincionata.

Scusate il tempo.

Il tuo fiuto critico non ti abbandona, maestro.

Va be', io devo andare in bagno.

Tira l'acqua!

Papà, da quando sei diventato rocchettaro?

Vuoi sapere l'anno e il giorno?

Ma a me basta l'era geologica.

Dal 1970, quando sono andato al festival rock allo Stato della Favorità.

E lì ho incontrato tua madre.

Ma come, avete sempre raccontato che vi eravate conosciuti a casa della Zia Fifi?

O la convicità della Zia Fifi.

Quella sera, tua madre.

E voi?

E' uscita di nascosto dei suoi, cioè dei tuoi nobili.

Siete andati al festival rock?

Ma lo sai che doveva mandare pure all 'isola di White?

A vedere Jimmy Morrison e i Dors, sempre con la convicità della Zia Fifi.

E non si è potuto partire.

Perché?

Perché alla Zia Fifi gli è venuta una malattia una pleurite perforante.

E stava per morire.

Risultato, Jimmy Morrison, Morrison è morto, mentre

la Zia Fifi ancora a campa e va versi cent'anni.

Beh, però non vi si vede a tutte e due all 'isola di White?

Non mi meraviglio.

Del resto, nel libro mi fai fare la figura del vecchio.

No, ma che dici?

L'ha detto venì e dice che mi fai fare la figura del vecchio.

Ma no, papà, non sei vecchio.

Sei pure rocchettaro?

No, prossimo libro scrivo.

Eh! Ho trovato.

Ho trovato la soluzione.

Con questo saprò cosa dire alla Zia e agli altri.

Complimenti per il tuo ultimo film.

Ho fatto il tuo ultimo film.

Scusi, guardi qui.

Frankie, è vero che il tuo film è stato ispirato dalla tua famiglia?

Hai una bella storia.

Ma chi è questo?

Questo è Frankie Camero, una star americana.

E che ha fatto?

Una vetela di film, successi galattici.

Aspetta un attimo.

Ah, eccoli lì.

Ma allora non hai capito?

No, apri bene quell'orecchia d'elefante che hai e cerca di fare attenzione.

La copia sottotitolata mi serve per domani.

Salve a tutti.

Grazie.

Piacere.

Grazie per la manna.

Alla parere.

Molto gusto.

La mandina ha perso il volo a Montreal.

Mi dispiace già.

Arriverà solo domani.

Silvia!

No, non dicevo a te, cretina.

Aspetto la copia sottotitolata per domani.

Maestro!

Maestro!

Non mi ha detto ancora niente del film.

È un film che racconta il vuoto senza avere paura di entrarvi dentro.

I personaggi per i quali il silenzio è la parola e la parola è il silenzio.

E l'amore non è che un salto nel buio a cui nessuno può dare risposta.

Grazie, maestro, grazie.

Ari, questa la inseriamo nel freshbook.

Ottima idea.

La firma?

R.S.? Sì, sì.

Maestro, posso conferire con lei un istante?

Sì.

Ma questa come ti è venuta?

E l'ho presa in una pagina a caso delle merchette.

Ah, vedi che culo.

Pensavo si apriva sulla pagina di arancia meccanica.

Perché?

È un documentario di frutta? Sì, sì.

Stasera, diciamo, a risolvere i vari problemi.

Mi devi dare solo un po' di tempo.

Tu l 'hai capito, vero, che Picconello non è un critico?

Non è che ci voglia molto.

E sai anche che cosa vuol dire la sigla R .S.

? Redazione e spettacoli.

Ho fatto per tanti anni l'aiuto-regista a Roma.

Figurati se non lo so.

Grazie per non averci struttanato.

Se non ci aiutiamo fra di noi, sani di mence.

Non mi pare che ci otterengono a lui!

Enzo, nemmeno uno straccio del servizio fotografico!

A questo punto mi restava a casa!

Finisci, Lalo!

Enzo ha un sacco di cose da fare.

Non è compito su organizzare i tuoi servizi fotografici.

Hai capito?

Bravo!

Sta sempre dalla mia parte, eh?

Ma perché non provi a startene sopra per un po' a lasciarci lavorare in faccia?

Non ti permetto di trattarmi così.

La nostra produttrice non che regista ci serve intero in questi giorni,

non ti pare?

Voi a farti una camomilla!

Senti, se Screen ci pubblica, ce li abbiamo i

soldi per fare un servizio fotografico all'idiota?

Sì.

Se Screen ci pubblica, i soldi ci sono, ci puoi scommettere.

Ok, perfetto.

Guarda, guarda, guarda, guarda.

Guarda la foto, guarda.

Prendi il vero, prendi il vero.

Ok.

La ragazza ti ha molato?

O ti ha messo le core?

Lasciami perdere, Halo.

Oh, pobresito.

Ho ferito il tuo ghericino.

Che c'è?

Non sei degno della tua attenzione, davvero?

No, francamente no.

Non sei degno.

Scusami, senza offesa.

Halo, che problemi hai, Halo?

Il mio problema è un press agent tessa di cazzo come te, che non sa stare al suo posto.

E non te credere che mi sono dimenticato dapprima.

Tu me così non mi pari.

E puoi sapere qual è il mio di problema?

È un torello con l'accento argentino, tessa di cazzo, con l'alitata alcolica,

e che pratica l'obbito di picchiare le donne.

Questo è il mio problema.

Halo?

Halo, Jason?

Jason? Fai favore.

Torna là e non fare casini.

Ne ripariamo, eh.

Halo?

Jason? Ok, vieni.

Vieni.

Fai, vieni.

Torna su.

Prendi il vino.

Che fai?

Un dolcino?

Con tutto quello che ti sei scafanato, vuoi il dolce?

Vabbè, però ci sta.

Io, guarda, proprio non lo voglio.

Se lo vuoi, te l'ordini tu, perché io... Ma vai, è il piacere della vita.

Saveri, ho la malla in persona.

Ma cosa ci fai qui?

Marina Tad, la giornalista più brava di infangare i colleghi.

Saverio, per favore.

Non è mica colpa mia, se ancora si ride della tua uscita di scena.

In un colpo solo hai fatto fuori due carriere.

La tua è quella del sottosegretario Ricci.

Ebbè, c'è chi le cose le fa per bene e chi le fa male, come nel tuo caso.

Lo lasci perdere, signorina?

Il mio amico è Camorriuso.

Lo dice pure suo padre.

Camorriuso, il significato non mi sfugge ma se lo dice il padre.

Se vuole glielo posso spiegare.

Non è difficile.

Però se lei conosce già Saverio, saprà già.

No, vabbè, no, fantastico che l'hai incadito.

Voi dacci oggi.

Ma sono stupende.

Posso fare una foto?

Aspetta un attimo, eh.

Ecco qua.

La carico sui social, eh.

Sì, sì.

Ecco, buono.

Ecco, senti.

Peppe, io guarda, vado.

Questo te lo do a te, vieni.

Ecco.

Ciao, Marina.

Ciao, Saverio.

Saverio, mi sa... che io rimango.

Bene.

Vieni qua, vieni dalla mamma.

Vieni, vieni, vieni.

Sì.

Poverino.

No.

E questa? E' bellissima.

Cannola Dicked.

E' stupenda.

Mi fa la figlia di mia cucina.

E ne farebbe uno anche per me?

Sì.

Certo.

A quest'ora i bravi bambini sono al letto.

Beh, anche le brave bambine.

Mai stata una prova bambina.

Ho saputo che oggi ci sono state scintille tra te e Alo.

Un suo fidanzato si scarda con poco.

Ma credo che questo tu già lo sappia.

Non è il mio fidanzato.

Abbiamo avuto solo una storia tutto qua.

Non devi giudicarlo.

Non ha tutti i torti.

Io non giudico nessuno, soltanto che non mi piacciono i tipi violenti in tutto qui.

E siamo d'accordo?

Malo c'è i suoi motivi per essere nervoso.

Io e lui ci siamo incontrati cinque anni fa.

E ci siamo innamorati.

Per seguirmi ha rinunciato a una telenovela che lo stava lanciando.

E io gli avevo promesso che sarebbe diventato famoso.

Ci credevo davvero.

Ma le cose sono andate diversamente?

I nostri film purtroppo non hanno avuto il successo che speravo.

E nemmeno lui lo ha avuto.

Ma nel frattempo anche in Argentina ormai l'avevano dimenticato.

Così Alo è entrato in paranoia.

Si è convinto di aver sbagliato tutto, di aver perso tutto per colpa mia.

E ha cominciato a bere.

E così è finita anche la vostra storia?

Si è messo anche ad andare in giro con una spilungona sgraziata pensando di ingelosirmi.

Non ho nemmeno fatto la tua posizione.

Nemmeno io.

Ma chi sei tu che ti sei impadronita del corpo di Gia di Simone?

Ma fare la dura è necessario.

Ho capito che nel cinema la disponibilità e le buone maniere non pagano.

Cioè vuol dire che nel mondo del cinema non è possibile l'amicizia? Non lo so.

Io so solo che di amici ne ho pochi.

Forse solo uno.

Enzo, non è vero?

È come un fratello per me.

Più di un fratello, fin da bambini.

Cioè?

Andava a scuola insieme?

No, i suoi genitori lavoravano per la mia famiglia.

Io e Enzo siamo cresciuti insieme.

I miei hanno sostenuto i suoi studi e da subito fare cinema è diventato il nostro sogno.

Enzo è l'unico su cui so di poter contare veramente qualunque cosa accada.

Sai, io... Io non mi sentivo capita dai miei.

E lui... Insomma, i suoi non hanno mai accettato il fatto che fosse gay.

E così abbiamo fatto fronte comune sempre.

Tu sei gay?

No.

Non direi.

C'è chi dice che un uomo e una donna possono essere amici solo se uno dei due è gay.

E questo è un problema?

Un ultimo bicchiere in camera mia?

Che facciamo, propiste per l'inverno?

Eh, ho bisogno di energia.

No, certo.

Dopo una notte con Marina Tazze.

Va bene, non è come pensi.

Marina è una persona sensibile.

Sì, dicevano la stessa cosa di Hitler perché amava i cani.

Maestro!

Hai visto?

Pigeons, guarda un po'.

Hai visto che meraviglia? Ho pensato.

Ogni colore di smalto, un colore...

che dici? Ma tu sei un gene.

Ah, già te ne vai.

Che peccato, vero?

Tutto bene, Pigeons.

Ti ricordo che tra mezz'ora abbiamo il briefing.

T'aspetto sopra.

Salerio, questa è tua.

Porta via, dai.

Grazie.

Me lo diamo?

No, così mamma si pinche, però.

Allora, ho inviato tutte le schede sul cast per la conferenza stampa.

Dove sono tutti quanti?

Nella suite di Giala, Rignone la farete lì.

E perché?

Purtroppo, stanotte è successa una cosa molto brutta.

Sì, riprende l'occhio.

Sì, riprende l'occhio.

Sì, riprende l'occhio.

Sì, riprende l 'occhio.

Sì.

Abbiamo organizzato tutto.

Perfetto, perfetto.

Quando è successa? Che importanza.

Ieri sera.

Dopo che ci siamo lasciati.

L 'ha incontrato nella olla.

Ero briaco?

Mi ha chiesto scusa per la scena di ieri.

Poi ho insistito per accompagnarmi in camera.

Allora ci siamo messi qui, abbiamo viacchierato.

E poi ha cercato di baciarmi.

E io l'ho respinto.

Si è arrabbiato.

Mi ha detto che sono stata la sua rovina.

Allora ho aiuto due pigliacchi.

Gli ho detto che era troppo facile incolperemento il suo fallimento.

Ma è esagerato, lo so.

Sono fatta così.

Non so tenere a freno la lingua.

Qualsiasi cosa tu gli abbia detto.

Lui ha ampiamente sorpressato ogni limite.

Non ti sembra il caso di andare alla polizia?

È quello che l'ho detto anche io.

Quel bastardo.

Non può e non deve parlare franco.

No, non posso.

Servirebbe solo a lamentare il mio senso di colpa verso di lui.

Cerchiamo di fare un buon lavoro.

Hm?

E rendere visibile il film alo.

Così forse mi lascerà finalmente in pace.

Come vuoi, Gio?

Mi è ripartata la mandina.

Vado a riceverla.

Come farei senza di te? Eccolo là.

Oh, calma.

Ci possiamo girare per la luce? Grazie.

Fatemi bello, mi raccomando.

E niente.

L'ingrediente di questa pellicola, di questo film, è stata... L'auto carissima.

Da quanto tempo, eh? Vieni, vieni.

Che cosa fate?

Perchè il backstage?

No, no!

No, no!

Giuro che ti alzi un dito ancora su Gia.

Ti strappo il cuore e me lo mangio.

Non respiro!

Non respiro!

Salverio, calma!

Calma, salverio!

Ma non capite che qui quello che è stato fregato sono io?

Io e basta!

Guarda che io non sono Gia, eh?

E con me fare la vittima non funziona.

Tu non sai niente!

Io sono fottuto, lo so!

Però non in colpo Gia!

Non in colpo lei!

E' sua sorella!

Flaminia!

E che ci azzecca Flaminia?

Ci azzecca!

Perchè per avere successo ci vogliono i soldi!

I Gia i soldi non ce li ha!

O meglio, ce li avrebbe!

Ma Flaminia li dà solo le briciole!

Il Gia fa quello che può!

Però la sorella che tiene i cordoni della borsa!

E ti sembra un buon motivo per metterci i mani addosso!

Alo, sei qui?

Ma che succede? Lo passo nella.

..

Sono della promozione.

Irene, una mia amica.

Un piacere, saverio la manna.

Piccionello Giuseppe.

Va bene, alo, noi andiamo, allora.

Ma questo discorso lo continuiamo, eh?

Ma che fai?

Che faccio?

Devo scrivere un riassunto su un tranquillo pomeriggio d'estate.

Un riassunto?

Ma se non ci capisce niente!

Infatti, fino l'ho scritto solo il titolo.

Vai, Fred!

Piccio!

Come on!

Aspetta, aspetta, aspetta!

Look this!

Infreddito!

Dito, intradito!

Infreddito!

Ok, come on!

Che ci fai qui?

Con tutti i messaggi che mi hai mandato facevo prima a venire a risponderti.

Vuoi sposarmi?

Sei troppo vecchio per me.

Grazie.

Bevo per dimenticare il tuo rifiuto.

Vuoi vedere che so perché sei venuta?

Perché?

Perché te ne vai a Milano direttamente da qui.

Sei perspicace.

No, ci vedo bene.

Vedo la grossa valigia che ti sei portata dietro.

Sì, è vero.

Ma non sono venuta qui per questo.

Devo dirti una cosa importante.

Perché mi sento a capponare la pelle?

Forse perché ho un ritardo di due settimane.

Il ritardo lo fanno i treni.

Saverio, non fare il minchione.

Hai capito benissimo di cosa parlo?

E che facciamo se...

Aspettiamo.

E se... Aspettiamo che non ci sia più il se.

Perché è finito il mio vino?

Ma scherzi?

Cioè nelle tue condizioni?

Saverio?

Sì.

Beh, allora potremmo...

Volendo?

Volere il potere.

Piano, così lo sveglio.

È esattamente quello che voglio.

Quello, neanche con le bombe si sveglia.

Ci hanno già portato la colazione.

Con tutta la bella gente che si può incontrare a Castelluzzo del Golfo.

Piacere, Marina Tadde, una collega di Saverio.

Non è vero, Suleyma.

Io non faccio di messere l'accoltellatore di colleghi.

Piacere, Suleyma.

Stai attenta!

La pelle di Marina è urticante come certi bruchi.

Ma come sei simpatico, simpaticone, eh?

Che prego, entrate.

Darling, c'è quello che dice di essere un tuo

amico con quella che potrebbe essere sua nipote?

Arrivo!

Va bene o no? Vieni qua.

Allora, il colletto è...

Perfetto.

No, vabbè, Peppe, sono senza parole.

Ma classe, non è acqua.

Chi ti ha dato questi vestiti?

Ma che domanda?

Un amico, un vero amico.

E chi sarebbe?

Frankie Cameron.

Sei pazzesco.

Guarda, guarda che c'è qua, guarda.

Ragazze, c'è l'amico di Frankie Cameron!

Ragazze, qui non si vede niente.

Andiamo fuori con noi.

Dai, dai, dai! Io non lo so.

Allora, davvero non vuoi venire alla conferenza stanto?

E secondo te mi perdo le gole dell 'Alcantara per

la conferenza di un tranquillo poverigio d'estate?

Hai ragione, ci vediamo stasera.

Due settimane sono un sacco di tempo, vero? Non è poco.

Ma in genere tu sei una...

diciamo... regolare?

Hai presente un orologio svizzero?

No.

Ciao.

A dopo.

A dopo.

Ma che succede?

Ma lei chi è?

Beh, in teoria sei un giornalista.

In pratica?

In pratica lavoro per la produttrice da vanguardia, Gia de Simone.

Voi siete due fini intellettuali, per cui immagino che la conosciate.

E se le dicessimo che la conosciamo?

Ci dia i documenti, così le passa la voglia e lo sprituoso.

Sì.

Ecco a lei.

Scusate?

Oh!

Randone!

Sono qui con due tuoi simpatici colleghi.

La manna, dove sei?

Mi ha chiamato Goratti, il commissario di Messina.

Hanno trovato Gia de Simone morta.

Morta?

Ma come?

Morta ammazzata!

Cortesemente ci segua.

Prego.

Vabbè, può andare signora manna.

Senta, ma come è successo?

Mi hanno spaccato la testa mentre era nella vasca da bagno.

L'ha trovato il suo collaboratore.

Enzo.

Esatto, Torrisi Enzo.

Aveva la chiave della suite, è entrato, l 'ha trovata morta e ha chiamato il 113,

più o meno verso le 9.

Senta le cose che vi ho detto su allo Pereira.

Che la picchiava, non si preoccupava.

Lo sapevamo, ce l'aveva già detto il Torrisi.

Ho detto pure di come Pereira l'ha ridotta l'altra notte.

Lo stiamo cercando dappertutto.

Il cellulare risulta staccato.

Ma Camiliera l'ha pure visto poco prima delle 8, che se la filava via dal

corridoio dove si trova la suite della de Simone, ci sembrava terrorizzato.

Quindi pensate che sia stato lui?

Il fatto che sia scomparso così non depone certo il suo favore.

Io mi stavo preoccupando perché Geno scendeva.

Lei ci deveva tantissimo alla conferenza stampa.

Tutta contenta.

Allora io sono andato e non potete immaginare come era.

È colpa mia.

È colpa mia.

Dovevo denunciarlo a quell'animale.

Quante volte ho visto come la trattava.

Dovevo immaginare che prima o poi...

Era Gia che avrebbe dovuto denunciarlo e non l'ha fatta.

No, dovevo costringerla, Samerio.

Nessuno poteva farlo, Enzo.

Lo sai, Gia era così.

Voleva farsi vedere forte, sicura, anche se in realtà era molto fragile.

Suleyma, non sai che cosa è successo? Ho saputo.

C'è la notizia sui social.

È spaventoso.

Vorrei buttarmi sotto un treno.

Io avrei dovuto proteggerla.

Samerio, non è colpa tua.

Non potevi stare dietro a 24 ore su 24.

Quando torni?

Appena possibile.

Fai presto.

Sicuro che saranno che la senta la manna?

Ma questo qui c'è la scorzatura, Coratti.

L'assassino l'ha colpita qui, facendola sbattere la nuca contro il bordo della vasca.

Ha il collo spezzato, le unge sono rotte.

Quindi deve aver fatto resistenza.

Ma purtroppo il medico legale non ha trovato frammenti tipi termite o altre fibre.

L 'acqua calda della vasca deve avere dissolto ogni traccia utile.

Che cosa è stata colpita?

Un oggetto pesante, un vaso... o un pose genere.

Però purtroppo l'arma del delitto non è stata ancora rinvenuta.

Allo Pereira l'avete presa?

No.

La manna tutto bene?

Sì.

Non ci si abitua mai a guardare in faccia la morte.

La posta?

Sì.

Posso entrare?

Entra, Peppe è aperto.

Dove sei stato? All'obitorio.

A vedere il cadavere di Gia.

È arrivata la sorella da Palermo.

Pare morta pure lei.

Senti, Saverio.

Ma perché non ci vai a fare le condoglianze?

E così io, tu e Sulema ce ne tornevamo a magere.

E facciamo.

Finché non trovano chi ha ucciso Gia, io non torno.

E chi paga?

Saverio, ma cosa ti sei messo in testa?

Siamo venuti qui per fare un lavoro.

E' andato tutto male.

Nessuno ci paga.

Così ci facciamo la figura dei fessi.

Io faccio la figura del fesso.

Tu che c'entri? Io c'entro.

Perché sono tuo amico.

Perché quella ragazza è stata ammazzata e noi dovevamo tenerla d'occhio.

Che vuoi?

I soldi del biglietto.

Ecco, ecco.

Ma che fai?

Ma sei un idiota.

E se prima avevo qualche dubbio, ora non ce n'ho dubbio.

Sei un idiota.

Io sono un idiota?

Io?

E tu invece?

Pitchons di qua, Pitchons di là, l'infrandito colorati, i selfie.

Ma non lo capisci che ti pigliavano per il culo, Peppe.

La vita vera è altrove.

Dove la gente si sveglia la mattina per accompagnare i figli a scuola.

Paga il muto, litica con la suocera, sta dormente davanti alla televisione.

Quella è la vita vera.

Qui è tutta ipocresia, cinema, finzione.

E tu ci sei cascato.

Hai creduto alle ombre nella caverna.

Ecco, se magari ti reggevi Platone, anziché il tuo Mereghetti, eri meno fesso.

Tu sei bravo.

Bravo, Ser.

Hai studiato, sai parlare bene.

Dici cose che io nemmeno ne capisco.

Ma la verità è che hai paura.

E lo sai di che cosa hai paura? Della gente.

Bravo, bravo.

Hai appena vinto il premio come migliore psicologo da bar.

Lo vedi?

Te ne esci sempre con una battuta.

Guardi dall'alto verso il basso.

Non sai ascoltare.

Ma la verità lo sai qual è?

Che quando succedono le cose vere, tu ti cacchi addosso, ti cacchi.

Non so neanche quello che dici.

Ah, non lo so quello che dico.

E allora, perché ti sei preso un incarico che non potevi portare a termine?

Che cosa vuoi fare?

Vuoi rimanere per metterti la coscienza a posto?

Che cosa aspettiamo?

Per la fogna della Lopevera?

Che lo arrestano?

Quanto aspetti?

Un mese, un anno, 10 anni?

Aspettiamo il tempo che ci vuole.

Va bene? Io aspetto.

Voglio invecchiare qui, a Castelluzzo del Golfo.

Lo vedi? Bravo.

Continua.

Vi studi prima o le spari a minchia.

La verità è che hai più paura della vita che della morte.

E se pensi che tutto ti scivola addosso, ti bagni lo stesso, anche se apri l 'ombrello.

Bella.

E con questa ultima bellissima immagine in Technicolor te ne puoi andare a fare in culo, maestro.

Va ben duro sapere.

Almeno io ce l'ho un posto dove andare.

Tu rimane.

Pensi tutte queste frasi che pensi tu.

Le tue magliette sono ridicole.

La tua fidanzata o giornalista stronza è ridicola.

Tu sei ridicolo.

Grazie, Saverio.

Lo so quello che hai fatto per Jea.

Avrei dovuto fare molto di più.

No.

Nessuno poteva fare di più.

Per fortuna ho convinto mamma e papà a restare a Palermo.

Mi voglio tenere lontani da tutto questo.

Povera Jea.

Ne abbiamo sempre cercato di fare tutto per lei.

Di accontentarla.

Di aiutarla, di proteggerla.

Come quando era bambina che si divertiva a correre.

E a chiederci di raggiungerla.

Ma non ci riuscivamo mai perché era troppo vero.

Smettila, Flaminia.

Questo non lo posso sopportare.

Enzo.

Tu non lo volevi aiutare, Jea.

Tu la controllavi e basta.

Ma non è vero.

Io l'ho sempre sostenuta.

No, Flaminia.

Tutti si è tenuti a beni stretta nelle mani dell'impero di mamma e papà.

Ti davi aria da sorella a magnanima, ma già lasciavi soltanto gli spiccioli per giocare.

Ma sai che ti dico?

Ti è andata bene perché la pacchia stava per finire.

Ma che vuoi dire?

Jea, aveva deciso di smettere di fare questi piccoli film senza futuro.

Aveva cominciato a lavorare alla grande.

Così aveva deciso di fondere la movie valley con un'altra produzione di Roma.

Ma per fare questo, cara Flaminia, sarebbe venuta la te e avrebbe preteso

quel che le aspettava, tutta la sua parte di patrimonio.

E questo per te sarebbe stato un grandissimo casino.

Ma che dici?

E smettila di piangere e di fare la sorella indolorata.

La morte di Jea a te ha fatto soltanto comodo.

Cosa?

Non è vero niente.

Io volevo bene a Jea.

E lei voleva bene a me.

Scusate.

Che cos'è questa storia?

La fusione con questa società?

Non lo so, Saverio.

Avevo sentito che c'era qualcosa nell 'aria.

Però non mi hanno mai detto niente.

Senti, ma il rapporto tra Flaminia e Jea era davvero così complicato?

Vedi, Saverio, tutto è cominciato su zianeta.

E' stato sempre loro padre a gestire l 'azienda di famiglia.

Ma poi si ammalò.

E così anche lui, per primo, prevedendo che non sarebbe stato più in grado,

decise di lasciare sin da subito tutto in mano alle due figlie.

Ma Jea voleva fare cinema.

Sì, lei aveva iniziato a muovere i primi passi con me nell'ambiente.

E così Flaminia si è messa a capo di tutto.

E la Jea inizialmente andava pure bene anche perché a lei bastava, sai,

ricevere quei fidanzamenti che le consentissero di andare avanti da buoni valli.

Ma detto sinceramente, la situazione era troppo sbilanciata.

Jea veniva vista sempre come la sovellina piccola che chiedeva la pagetta.

Ed era Flaminia che decideva se e quanto concedere.

E questa storia della fusione?

Sono stato io a suggerirle l'idea.

Era chiaro sin dall'inizio che con le nostre piccole

produzioni non saremmo andate in nessuna parte.

Sognava a pensare in grande.

Così mi sono dato un'occhiata in giro e ho trovato

la società giusta da Leo Parfino e Giulio Tossetti.

Una produzione abbastanza grossa, ben navigata, ma con un piccolo problema.

La liquidità.

Così abbiamo imbastitolo a fare.

Ma per realizzarlo Jea avrebbe dovuto pretendere da

Flaminia la sua parte, cioè la metà di tutto il patrimonio.

E questo che cosa avrebbe comportato per Flaminia? La fine.

La fine, perché per liquidare quello che aspettava Jea, il desimone, cioè Flaminia,

avrebbero perso la maggioranza azionaria della

società, perdendone di fatto il controllo.

Ma Flaminia sembrava cadere dalle nuvole prima.

Ma da severio, forse Jea non era una brava regista.

Ma certamente la sorella è una brava attrice.

Dai, dai, dai, per favore, per favore, per favore

che deve partire, dai, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore,

per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore, per favore.

Per favore, per favore.

Non è vero che mi prenderò in giro.

Qua mi vogliono bene tutti.

È vero, hai ragione.

Anche il grande Frankie Cameron ti ama.

L 'ho visto.

E le mie magliette non sono le più belle.

Sono bellissime.

Certo.

Di sicura tendenza.

Grazie.

Pensavo che quello ridicolo sei tu.

Diciamo che di queste facciamo metà per uno?

Ora che fai?

Le partendo? No, rimango.

Aspetto che arrestino Aloe.

Saver.

Ci stanno guardando, Saver.

Colleghi, giornalisti.

Senti, hai visto Flaminia per caso in giro?

Sì, poco fa era al Teatro Greco, con quelli del festival.

Ma che ti interessa della sorella di Jea?

Devo verificare una cosa.

Se vedi su lei, ma le dici che arrivo? Va bene.

Volevano sapere se, nonostante quello che è successo,

vogliamo ancora proiettare un tranquillo pomeriggio d'estate.

Hai detto di sì?

È quello che avrebbe voluto Jea.

Senti, Flaminia, Enzo mi ha raccontato tutto.

Tu manipolavi Jea.

La guidavi come fosse una tua marionetta.

Saver, non mi sembra nel luogo nel momento per parlarti queste cose.

Invece sì.

Perché Jea è stata uccisa, Flaminia.

E in questi casi tutto è importante.

Vuoi forse negare che se si fosse ribellata e avesse preteso quello che era

suo, per te sarebbe stata una rovina? Voi non capite.

Nessuno può capire.

Io volevo bene a Jea.

E la guidavo, sì certo, ma qualcuno doveva pur farlo.

Altrimenti... Altrimenti cosa?

È ovvio che volevo proteggere l'azienda di famiglia.

Il mio padre ci ha messo tutta la vita da arrivare dove

siamo arrivati, ma lo facevo anche per il bene di Jea.

Non capisco.

Una volta presi tutti quei soldi, che cosa pensi che avrebbe fatto Jea?

Lei non aveva la testa per gli affari.

Sarebbe diventata sicuramente vittima di qualcuno più furbo di lei.

Questo è quello che pensi tu?

Magari Jea era meno sconsiderata di quel che sembra.

Valerà soltanto dimostrare di non essere una bambina viziata.

Ma alla fine questa possibilità non l'ha avuta.

Ma che cosa vuoi da me?

È stato allo ad ammazzarla.

Io volevo solo proteggerla e ho assunto te per proteggerla.

Non usarmi come alibi.

O forse ti senti in colpa e te la prendi con me.

Va bene, allora se non hai niente da nascondere, vai alla polizia e racconta tutto.

Altrimenti lo faccio io.

Va bene.

Andrò dal vicequestore.

E digli anche se questa storia della fusione con la Leopard Film la sapevi già.

Perché mica l'ho capito, sei sincera prima.

Io non le sapevo in niente, Saverio.

Te lo giuro.

E comunque cercherò di capirci di più.

L'hanno trovato?

Chi?

Halo? No, non ancora.

Tu come stai?

Come è andata la gita alle gole dell 'Alcantara? Bene.

Sono un po' stanca.

Lo vedi?

Lo vedi? Siediti.

Non saresti dovuta andare.

Siediti.

Saverio?

Posso essere incinta?

Non ho una malattia terminale.

E comunque ho deciso.

Il test lo facciamo stasera.

Così eliminiamo tutti sé e imaco.

Ma... Saverio, non spaccare il capello in 64, per favore.

Ok, ok.

Saverio!

Peppe!

Che c'è?

Che è successo?

Forse c'è un modo per prendere Halo per Eita.

Ti ricordi la tipa che ci portava dietro?

Ma chi?

La spaghettona? Sì, quella.

Niente da fare.

È andata via dieci minuti fa.

Il partiere dice che l'ha vista con una busta nella spesa.

E quindi?

E quindi niente.

Ritorniamo domani.

Se fa provviste per Halo si vede che lo raggiunge ogni sera, quindi.

Senti, sto pensando che domani è meglio se ci andiamo

soltanto io e Piccionello dietro alla spaghettona.

Che se davvero ci porta d'Halo, potrebbe essere pericoloso.

E tu, insomma, nella condizione in cui sei...

Cioè, in cui potresti essere...

Ma vuoi farla adesso?

No.

Cioè, voglio dire, lo facciamo adesso, insieme? No, Severio.

Ho deciso che non lo faccio, il test.

Se prima non mi dici quello che vuoi fare.

Perché mica l'ho capito.

Scusa, non ho capito.

Che cos'è che non hai capito?

Che cosa succede se sono incinta, davvero?

Il bambino lo vorresti, lo terresti, oppure no?

E devo saperlo prima di fare il test.

Ma perché?

Scusami, che problema è?

Facciamo il test e poi vediamo.

No, è troppo facile dopo.

Devo saperlo prima.

E perché?

Perché devo capire quanti anni hai.

Davvero.

Sulema, io... Io non lo so.

Non credi che non lo so?

Non lo so nemmeno io, Severio.

E allora?

Allora lasciamo fare il test.

E aspettiamo insieme.

Allora comincio io?

Sì.

Il primo turno di sorveglianza lo cominci tu e io poi ti sostituisco dopo pranzo.

Ok.

Ci incrociamo gli orologi, eh? E raccomando.

Stavo bambando, vincone.

Posso? Certo.

Ho fatto come mi hai suggerito tu.

Ho chiamato Giulio Tossetti, il proprietario della Leopard Film.

Ed è tutto vero.

Jay aveva intrapreso la fusione della Movie Valley con la

sua società e avrebbe investito milioni di euro nel progetto.

L'affare era vicino a chiudersi.

C'è.

Stava per cambiare tutto e non mi aveva detto nulla.

E non mi avrebbe detto nulla fino a quando non sarebbe stato troppo tardi per fermarla.

Per una volta voleva fare di testa sua.

Anche se non ci vuoi credere, eravamo molto vicine.

Sei stata alla polizia?

Sì.

Mi sono fatta mandare da Tossetti tutte le carte dell'accordo.

E le ho girate al dottor Goratti.

Lui ha detto che avrebbe letto tutto, però non mi sembrava granch'è interessato.

Ah no?

Il loro principale obiettivo adesso è trovare Alopereira.

Pensano che sia lui l'assassino.

Ma tu no, vero?

Senti, in queste carte le ho lette tutte ovviamente.

Da cima a fondo.

E c'è una cosa che proprio non mi torna.

Ne l'ho detta Goratti solamente perché non voglio rischiare di fare danno a nessuno.

Cosa?

Ecco, in queste carte non viene mai citato Enzo Torrisi.

Pare che non avrebbe avuto nessun ruolo nella nuova società.

Ed è incredibile perché lui e Gia erano inseparabili fin da quando erano bambini.

La Muivalle è una loro creatura.

L'hanno costruita insieme.

Enzo ha messo tutto se stesso nei loro sogni, nei loro film.

Come è possibile che Gia l'avesse escluso così?

Allora?

Eh, la spaghettone ha fatto provviste.

Vorrei entrare dalle bambini e sono tre ore che non esce.

Ciao, Randone.

Ciao, Saverio.

Come stai? Bene.

Ti ha chiamato Goratti?

Sì.

E gli ho portato pure i tuoi sospetti su Enzo Torrisi.

E quindi?

E quindi niente.

Ha detto che ti ringrazia, ma non c'era bisogno.

E perché?

Eh, perché?

Perché Enzo Torrisi ha un grandissimo culo.

Ecco perché, siccome è stato lui il primo a trovare il cadavere,

hanno fatto dei riscontri ed è uscito fuori un bel alibi.

Eh, caro mio, a fortuna nella vita è tutto... Ma che alibi? Che alibi.

Praticamente la scientifica ha stabilito che Gia è morta tra le 7 e le 8 e a quell

'ora Torrisi si trovava già negli uffici del festival

per sistemare delle camurrie della conferenza stampa.

Ma siamo sicuri?

Siamo sicurissimi.

Perché c'è una telecamera di sorveglianza che lo vede entrare.

Infatti, quando lui poi ha trovato la picciotta

morta in hotel, erano già le 9 passate.

Però lui era stato escluso dall 'organigrama della nuova società.

Aveva un muovente perfetto.

Ma Torrisi non figurava all'interno dei documenti della nuova società,

perché non erano stati ancora perfezionati.

Ma poi figurate se c'era l'ongoloava.

Io ho visto soltanto delle bozze del contratto definitivo.

Senti qua la mano.

Tu perdi tempo e fai perdere tempo.

Ma perché non te ne torni a Macari?

Va bene, grazie, ciao.

Ma che rompeva? Randono.

E che cosa vuole?

Niente, che a quanto pare proprio all 'opere era quello che dobbiamo trovare.

Alla busta della spesa? Sì, sì.

Vai.

Giriamoci, giriamoci.

Dai, facciamo finta che guardiamo il tramonto, dai.

Torri a capire perché due fermi che guardano

il tramonto non dovrebbero dare nell 'occhio.

Va bene, è una cosa poetica.

Che poetica e da scelta?

Dai, che se ne stanno, non l'ho già visto.

Che fa?

Sta prendendo una barca.

Dai, dai, dai, sbrigati!

Seguo quella barca!

Quella barca?

Scusi, ma dove si va?

Seguo quella barca, non l'ho mai vista un filtino della senza, lei?

Ma è regolare!

E che è regolare?

Seguate le luci di quella barca, capo lì.

No.

Senta, ma secondo lei dove stanno andando? Allì su l'inta.

Lì su l'inta.

C'è modo di lasciarci un po' prima dell 'attracco, magari sulla costa, va?

Vorremmo fare una sorpresa a questa nostra amica e se ci vede... Ma con chi riscarca?

Non ne vorrei dire!

Tutti scoglie a puntite!

Scoglie a puntiti?

Aspetta, aspetta, aspetta!

Vai piano!

Ai, ai, ai!

Il cielo!

Oh, queste pietre sono come coltelli!

Ai, ai!

Peppe, dai, forza, concentra che il tolore è una cosa mentale, dai!

Minchia, mentale?

Ma stai, stai, ommazzando lo dolore!

Shhh!

Dove se è andata questa?

C'è un fuoco acceso lì.

Saranno là dentro.

Vai, saremo da qua, vai.

Ce la fai!

Dai!

Donna che uomo d'azione!

Ti sta prendo mentre sei male.

Ce la faccio.

I Houston non mi piacciono, lo sai?

La prossima volta fai tu a fare la spesa!

Che ha detto?

Dice che non gli piacciono i Houston.

Eh vabbè, la prossima volta ci portiamo a due regioni.

Ti sei armato? No, no, no.

Chi c'è?

Fermi tutti, porti!

Fermi!

Piano geniale veramente, che facciamo?

Ci facciamo un selfie?

Tienila, tienila!

Tienila, tienila!

No, no!

Lasciami, non fa niente.

No?

E allora che cosa sei venuto a fare?

La scelta?

Non capisci, io ero andato da Gea.

L 'ho trovata già morta.

Poi è arrivata quella maledita caveriera che mi ha visto.

E' per questo che sono scappato.

L'ho avuto paura.

E questi?

Questi glassi?

Questi ti eravate già quando cercavi di abbazzarla, no?

Sono caduto con la moto il giorno prima di venire qui.

Deccamela su me!

Ti fa male?

Il dolore è una cosa mentale.

Peppe va a zancuro, sempre e comunque.

Ma che fu?

A Spilungona ti ha dato una bastonata in testa.

Per fortuna l'amico tuo ci ha chiamati subito.

E' più furbo di te.

Ma l'abbiamo preso?

Per era?

Certo che l'abbiamo resa.

Ah!

Marina!

Mi sa che hai sbagliato l'eparto.

Ma la tua infettiva stava piena di sopra.

Così mi ringrazi, dopo che ti ho pure citato nel mio articolo.

Era una porcheria il tuo articolo.

Mi hai fatto fare una figura dello scemo e hai dato tutto il merito dapperti.

Ma capirai, a parte stramazzare al suolo, cosa hai fatto, vero Pitchons?

Intanto i tuoi articoli non li legge nessuno.

Sei più inutile di un frigorifero dal Polo Nord.

Va bene, Salario.

Stai bene, eh?

Arrivederci e buona convalescenza.

Ma è una giornata.

No, Marina!

Ma io non lo so.

Ma perché fare così con Marina?

Non sei apprezzata?

Come no, l'apprezzo come se apprezzerebbe un piragna.

Dai, Salario.

L'importante è che è tutto finito.

Sai se A lo ha confessato alla fine?

No.

Guardati dice che non ci sono dubbi.

Quei graffi sul braccio è la prova definitiva.

Si può fare un saluto all'era del giorno?

Beh, gli eroi di solito hanno le cicatrici, i tagli... io al massimo c'ho un bernoccolo.

Beh, quello che conta è che hai fatto prendere alo.

Già non può tornare indietro, però è giusto che lui paghi.

Per Flaminia, per quei poveri genitori.

E tu, adesso che cosa farai?

Rimarrò fino alla proiezione, mi sembra il minimo, e poi non mi resta che tornare a Roma.

Rialaccerò vecchi contatti.

La mia avventura siciliana è finita.

Peccato, mi sentivo a casa.

Infatti ti ho portato queste.

Sono cassatelle.

Ah, buone!

Fiori non mi sembrava cosa, poi hai preso una boffa

in testa, problemi a mangiare non ne dovresti avere.

Eh, no.

Che meraviglia!

Vai ragazzi!

Ti vuoi un taxi?

No, no, sono soltanto un po' indolenzito.

Meglio camminare.

Ieri ho incontrato Flaminia.

Stavo andando a Palermo con la Salma della Sorreria.

Era dispiaciuta.

Voleva passare a salutarti, ma non poteva trattenersi oltre.

Certo.

Dovrà occuparsi del funerale e tutto il resto.

Mi ha detto che le farebbe piacere comunque pagarti per il lavoro fatto.

Ma non se ne parla proprio.

Credo che invece le farebbe piacere.

Avevo un compito, proteggere Gera.

Invece Gera è morta.

La devi smettere di incoltarti.

Hai anche trovato l'assassino e li hai fatto restare.

Non potevi fare di più.

Devi darti pace.

Sì, è vero.

Eppure, non lo so.

Tu?

Io? Sì, hai capito.

Ci sono novità?

No.

E poi semmai sei tu che devi dirmi qualcosa.

Asule, ma io non...

Io cosa?

Devi solo dire la verità.

Se vuoi o non vuoi un bambino nel caso io sia incinta.

Sì, il problema è che la verità non è sempre facile da sapere o da capire.

Io non è che non lo voglio, è che...

non mi sento pronto, ecco.

Hai 45 anni.

Appunto.

Ho poco più di 40 anni e mi sento come diceva il poeta, né giovane né vecchio.

I figli invece si fanno da giovani o da vecchi.

In via di mezzo non ce ne sono.

Saverio, non te la capi con le tue battute?

Devi dirmi cosa vuoi.

La manacca dove cazzo è di finito?

Anche io sono contento di vederti.

Dovete liberarmi le foto altrimenti non so cosa fare.

Ma che foto? Queste.

Quelle del cagnazzo incapace.

Ora che è passato da actor ad assassino, queste foto valgono oro.

Ma da me che vuoi? La liberatoria.

Il cagnazzo è in carcere e senza liberatoria non possiamo venderle.

Puoi firmare, sei più prestaggente.

Ma che c'è?

Io non sono il tutore legale di Alo Pereira.

Contate il suo avvocato.

No, no.

Questi graffi?

Sì, ce li aveva.

Mi ha detto che ha chiascato con la moto a Roma prima di venire qua.

Sì.

Vedi i graffi?

Queste foto gliele abbiamo scattate due giorni prima che ammazzassero Gia.

Goratti, vuol dire che non è stato lui ad ammazzare Gia.

Vabbè, quei graffi non gliele ha fatti l 'adesimone, ma questo non cambia nulla.

Ma Gia si è difesa, aveva le unghia spezzate.

E allora, chi ci dice che Gia l'ha graffiata?

Nel tentativo di difendersi potrebbe essere spezzate.

Oppure cadendo nella vasca cercando di aggrapparsi.

Noi non possiamo saperlo.

Tracce non ne abbiamo trovate a causa dell 'acqua della vasca.

Perera è un animale.

La picchiava senza mai comenzarci mezza volta.

Non ha un alibi.

E' stato visto fuggire di corsa dall 'hotel.

Si è nascosto per giorni e ha pure fatto resistenza all'arresto.

E' lui il nostro uomo, la manna.

So che scrivi i romanzi gialli.

Così pare.

Ecco, la realtà è diversa.

A volte più semplice, a volte più complicata.

Ma diversa.

Ti saluto.

Ezzo.

Ciao, scusami in salario se ti tiro in ballo così, ma...

da stamattina sai che faccio di tutto e di più per preparare la polizione.

Sai, è la nostra serata e voglio...

voglio che venga bene, che sia una serata speciale.

Per questo volevo chiederti di aiutarmi.

Certo, dimmi.

Potresti mandare tu i comunicati stampa, sai, e tutti gli indirizzi.

Non c'è problema, vado in albergo e lo faccio subito.

Grazie, Saverio.

Vorrei che si parlasse del film.

E non solo per come è morta Gia, ma di tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme.

Lo devo a Gia.

Anzi, a tutte e due.

Ezzo, tutto a posto, ho mandato i comunicati.

Grazie mille, Saverio.

E tu ti hai portato il materiale dell 'ufficio stampa?

Ha pensato che era meglio farlo solo?

No, no, ha fatto benissimo.

Infatti già sto cominciando a raccogliere tutte le nostre cose.

Così stasera dopo la previsione del film abbiamo finito.

Non ci resta che tornare a Palermo.

Dai, ti do una mano.

E' già triste così.

Poi farlo da solo è anche peggio.

Si, ma impila pure tutto come capita.

Tanto a Palermo avrò fin troppo tempo per fare ordine.

E questo che cos'è?

E' il copione del film dei sorti italiani.

Doveva girare con l'uomo di Valli.

Era già in calendario.

Non sapevo che Rihanna volesse passare alla regia.

Pensavo che le sessi più che bene fare l 'aiuto regista.

In realtà, Saverio, l'aspirazione della Rihanna

è sempre stata quella di diventare regista.

E' il suo grande sogno da quando era ragazza.

Ma non è mai riuscita a forse produrre il suo primo film.

Per questo li ha sempre lavorato come aiuto.

Però hai detto che con voi finalmente sarebbe riuscita a produrre il suo primo film?

Sì.

Per questo, infatti, lei ha accettato di venire a

lavorare con una piccola produzione come la nostra.

Lei lavorava già a Roma come aiuto.

Ma per grandi produzioni, grandi registi.

La bravissima nel suo lavoro.

Davvero, brava come pochi.

Cioè, quindi è venuta in Sicilia a lavorare sui film di Gia solo per farsi

produrre il suo primo lungometraggio da regista?

Già, non c'è più Saverio, quindi... è giusto nascondere più niente.

Che vuoi dire?

Nei nostri film, Saverio, anche in questo che abbiamo portato qui al festival,

la vera regista era Rihanna, non era Gia.

Come?

Rihanna che aveva la competenza che ci voleva.

Era lei che dirigeva tutto.

Gia si limitava solo a stare sul set.

Ma Gia non ci ha nemmeno mai provato a dirigere...

Non era in grado di dirigere un film dalla prima all'ultima scena.

Non avrebbe saputo da che parte rifarsi.

Anche se poi alla fine era sempre Gia a firmare a regia.

Su questo erano d'accordo.

Rihanna stava al gioco.

Gia la pagava bene.

E in più le aveva promesso di produrre...

i film di sorzi.

Quel copione lì, la fabbrica delle stelle.

Daniel, Susanio nel cassetto.

Praticamente un'ossessione, Saverio.

Povera Rihanna.

Perché, povera Rihanna?

Perché il progetto lo avevamo cancellato.

Il nuovo socio aveva imposto... una clausola per la fusione.

Che per almeno 5 anni non avremmo prodotto nessune sorti.

Gia aveva cercato di convincerlo.

Ma su questo però... Tossetti era stato irremovibile.

Arianna lo sapeva?

Voleva dirglielo dopo il festival.

Deva farlo in una situazione più tranquilla.

In fondo erano amiche.

Gia si sente ben colpa per questo.

Ma l'altro tutto questo non ha più senso, Saverio.

Mi scusi, Arianna Menichini... è nella sua stanza? Menichini.

..

la signorina Menichini non soggiornà più qui.

Ha preferito cambiare hotel.

E sa per caso dove è andata?

Purtroppo no, ha semplicemente lasciato la camera.

Grazie.

Prego.

Buonasera.

Sono la manna.

Ancora tu?

Goratti, ascolta, ne ho delle novità.

Non avevamo capito niente.

La manna che ti ho detto?

Ma perché mi vuoi fare perdere tempo?

Arianna Menichini... è stata lei?

Allora, ha sempre detto la verità.

Arianna, ma chi l'aiuto regista?

Arianna ha lavorato per Gia per anni, accettando qualsiasi tipo d'accordo.

Soltanto perché Gia le aveva promesso che avrebbe girato il suo primo film da regista.

Ma col nuovo assetto societario questo non era più possibile.

E Arianna avrebbe ammazzato Gia per una cazzata di film?

Ma Goratti, che ne sai?

Tu, questa è gente di cinema.

Per qualcuno un film vale quanto una vita, anche di più.

La manna, le tue fantasie, usale per i romanzi, farmi il piacere.

Vabbè, non ti chiedo di credermi all 'istante, ma almeno indaga, no?

Fai dei riscontri.

Come no?

Io indago per hobby, per divertimento.

Ciao, la manna.

Enzo, ciao.

Hai sentito Arianna recentemente? Ciao, salve.

Sì, mi ha chiamato poco fa.

Ah, e sai dov'è adesso?

Dovrei parlarle.

No, in questo momento non lo so, però più tardi so che viene la proiezione.

Ah, quindi stasera viene al teatro, ma sei sicuro?

Certo, scusa, non potrebbe mancare, le ho fatto io

stesso il biglietto per Roma, a parte domani mattina.

Vabbè, allora ci vediamo stasera, grazie.

Grazie Enzo.

Saveri!

Che ci fai qua?

Che ci fai?

Cioè ero in giro in macchina con Mimì.

Abbiamo fatto una deviazione, se passiamo da

Castelluzzo del Borgio, per sapere come stavi.

Ma c'è stato pure all'ospedale.

Ma sto bene, te l'ho detto pure per telefono.

Ma per il telefono dici tante di quelle cose, bisogna

vedere quello che dici, se è vero o non è vero.

Io sono venuto per controllare, va bene?

Ecco, ma perché non te ne vieno fuori?

Quell'animale l'hanno già arrestato.

Sono contento che sei venuto, papà, veramente.

Ci venivamo spesso con la mamma qui, a Castelluzzo del Borgio.

E ci siamo divertiti, prima della nascita tua e di tua sorella.

Abbiamo rovinato tutto, eh? No, no.

È che ti cambia la vita.

Papà, posso chiederti una cosa?

Quando la mamma rimase incinta, come è andata?

Scusa, non ho capito che vuoi dire.

Papà, mi chiedo, non voglio dire quello.

Voglio dire come è andata, nel senso, eravate contenti, è stata una cosa voluta.

Perché ti interessa? Così.

Vedi, all'epoca, quando mi sono sposato con tua

madre, sì, volevamo dei figli, ma non subito.

Perché?

Perché io avevo vinto un assegno di ricerca all'Università di Milano.

Milano, davvero?

E per due anni dovevamo andare ad abitare a Milano.

Solo che tua madre non poteva venire con me a Milano,

perché doveva assistere a tua nonna, che era malata.

E poi?

E poi io dovevo andare a Milano, e tua madre rimanere a Palermo.

Intanto io ci tenevo ad essere ricercatore.

E quindi?

E quindi io avevo una grande confusione in testa.

Disse che faccio parto, non parto, parto, non parto.

Quando ho deciso di partire, tua madre mi comunicò che ero incinta di te.

Ah, vero.

E allora a quel punto ho deciso di non partire, di rimanere

qui a Palermo e tenerne la cattedra che avevo a scuola.

Che significa?

No, no, ho fatto la scelta giusta.

La cosa importante è rimanere con la mamma e il bambino.

E non te ne sei mai pentito?

Mai.

Grazie, papà.

Mi sei stato di grande aiuto.

Sa vero.

Ma che ti succede oggi? Dove abbracci.

Sono molto felice che sei venuto a trovarmi.

A mimì piace guidare.

Ma perché non te ne vien a fare?

Ci dico a Marichetta di prepararti le graffe con la ricotta.

Ma perché per una volta non vieni tu a trovarmi a Macari?

Vedi casa nostra come è diventata.

Lì va tutto in rovina.

Va bene, vengo via a Palermo.

Andiamo.

A mimì, andiamo.

Ehi.

Ho fatto i bagagli.

Purtroppo domattina parto presto.

Sa vero.

Che c'è?

Suleyma, sono pronto.

Per cosa?

Sono pronto a darti la risposta che volevi.

Vieni.

Se sei incinta, io vengo a vivere con te a Milano.

Ci prendiamo una casa e ce ne stiamo lì.

Io, tu e il bambino.

E io continuo a scrivere romanzia a Milano.

A Milano ho pure Scherbanenko, ha scritto tanti gialli.

Mi ha scritto una tonnellata.

Non vedo perché non dovrei farlo io.

Che dici?

Suleyma?

Non sono incinta.

Vuoi dire che stamattina... Non sono incinta.

Ti è andata bene questa volta la molla? Dice.

Dice.

Perché non sono stato mai bravo nell 'analisi costi-benefici.

Che ti prego?

Cioé?

E' sempre il rilassato di un uomo che pensa.

Infatti sto pensando.

A Gia?

No.

Dijon? La maniglia.

Sono in partenza.

Giusto due minuti per salutarti, darling.

No, come mai?

Il giornale mi ha chiamato, devo andare alla

prima riunione nazionale sindacale dell 'infanzia.

Mi raccomando, portati qualche antibiotico, qualche medicina.

Perché?

E con tutte queste influenze, prima che te ammazzi.

Sei l'uomo più dolce del mondo.

Vieni qua.

Peccato che tu sia sentimentalmente diabetica.

Ma che cosa vuoi adesso?

Pure guardone sei diventato.

Ma perché non te ne vai?

37 minuti prima del volo.

Ci diamo il bacio d'addio?

A tutto c'è fine.

Anche ai grandi amori.

Ai cretini invece mai, eh?

Ijons, ho pensato.

Dimmi.

Vorrei tatuarmi il tuo nome qua.

Qua?

Si.

Così?

Vedi?

Basta un omicidio?

Un film di cui non importava niente a nessuno diventa un successo.

Mi sarei un po' troppo cinica?

E' la verità che è cinica.

La verità è che non sparevi in cadete.

Ti manca l'ossincere.

Ciao, Coratti.

Buonasera.

La manna non rompermi le scatole con le tue teorie.

Stasera voglio vedere il film.

Tregua.

Vedremo, Coratti.

Vedremo.

Ciao, Solerio.

Ciao, Enza.

Sono contento che siete venuti.

Come va?

Emozionato?

Si vede, eh?

Io non sono abituato a parlare in pubblico.

Sai, era già che lo facevo sempre.

Chissà quanta ne mi direbbe se adesso mi vedesse.

E invece sono convinto che ti abbracerebbe.

Stai tranquillo, vedrai che andrà tutto benissimo.

Senti... Sai che Arianna ha confermato la sua presenza questa sera.

Certo sapere.

L'ho riservato a un posto giù in platea come per voi.

Grazie.

A dopo.

Ciao.

Grazie.

Che c'è?

Scusatemi un attimo.

Sedete, sedete.

Buonasera.

Arianna, hai il posto completamente dall 'altra parte.

E vabbè, ci vai nell'intervallo.

Qual'intervallo, Peppe?

È un festival, non c'è l'intervallo.

Ah, no?

E se lo sapevo, mi accattavo a Iulupina, a Gazzosco.

Non lo potevo dire.

Eccola.

Stasera vedremo un tranquillo pomeriggio d 'estate prodotto diretto da Gia de Simone.

Trama a parlare Enzo Torrisi, amico fraterno e

più stretto collaboratore della nostra proera Gia.

Gia...

chi l'ha conosciuta sa che non era una persona

semplice e spesso non era facile fare con lei.

Ma la verità è che Gia è una persona fragile, fragilissima.

E per questo lei così voleva apparire forte, sicura.

C'era solo un momento in cui Gia sembrava diventare

serena, finalmente in pace con se stessa e con il mondo.

Ed era quando eravamo seduti in un cinema a guardare un film.

Sembrava tornare bambina.

Rideva, si commuoveva, si incantava.

Mi mancherà tutto di Gia.

Ma più di tutto mi mancherà sedere vicino a lei e guardare a quegli occhi di bambina

che neppure della sala sapevano ancora sugli anni.

Così parlò Sara Tosta.

Non posso darti torto, ma non posso darti subito.

Lasciami stare, Saverio.

Che ci fai qui?

Avevo voglia di stare per i fatti miei.

Ora vattene, per favore.

Forse sei qui perché è sempre stato il tuo posto, questo, no?

Dietro le quinte, nell'ombra.

Le luci, la ribalta, il palcoscenico erano sempre per qualcun altro.

Erano per Gia.

Che diavolo stai dicendo?

La fabbrica delle stelle.

Mi piace il titolo.

Chissà, magari sarebbe venuto anche un bel film.

Peccato che non si farà mai.

Ed è per questo che hai ucciso Gia.

Sei stata tu.

Sei pazzo.

L'ho uccisalo.

L'hai fatto arrestare tu.

Ma sai che cos'è che mi ha dato la certezza? I capelli.

I capelli?

Prima li portavi sempre legati.

A un certo punto hai cominciato a portarli sciolti.

Fammi vedere il collo, Marianna.

Da quando è stato ucciso Gia, non porti più i capelli legati?

Marianna!

Con tutti i graffichi l'ha fatto Gia mentre cercava di difendersi.

È una prova, Marianna.

Quando credi che ci metterà la scientifica a

verificare che sono state le unghie di Gia, farteli.

È finita, Marianna.

È finita.

La sera all'albergo avevo sentito Gia.

Era il cellulare con Tossetti.

Parlavano del mio film.

Io avevo colto poche frasi, però mi bastavano.

Era già tutto chiaro.

La mattina allora sono andata subito a parlarli.

Era presto.

Gia stava ancora facendo il vacchio.

Non prendermi in giro, Gia.

So meglio di te come vanno queste cose.

D'accordo è così.

Nella nuova società il tuo film non è più in programma.

Ma sono stata costretta, Marianna.

Chi vuol dire che sei stata costretta?

Tu me l'hai promesso.

Era il nostro accordo, fin dall'inizio.

Io ho sbobbato come una disperata per te.

Ho girato tutti i tuoi film senza prendermi nemmeno me.

Io so, Marianna, mi dispiace, mi vergogno.

Ma non me ne frega un cazzo che ti vergogni, stronza!

Devi spettare i batti e farmi girare il mio film.

Marianna, non posso fare più niente per me.

Tossetti non le vuole sapere del tuo film altrimenti farà saltare la fusione.

E su quelle non posso più tornare indietro.

Mi sono cesta a sta groppo.

Non puoi farmi questo.

Mi piace, Marianna.

Purtroppo è andata così.

Non puoi farmi questo, non puoi.

Non puoi, maledetto!

Ho lottato tutta la vita per avere la mia Shaz.

Per fare quello per cui sono nata.

Quello per cui ho sempre lavorato senza fermarmi mai.

E Gia... Gia era la mia ultima possibilità.

Però alla fine anche lei mi ha tradita.

Alzati dai.

Andiamo.

Di là in sala.

C'è il vice-questore Goratti.

Vai da lui spontaneamente.

A questo punto è la cosa migliore che puoi fare.

Proprio Goratti.

Era destino che non riuscisse a vedere la fine del film stasera.

Piano!

Che ti arroti nelle porte.

Hai arrotto tutto al solito.

Volevi partire senza salutarmi su lei, ma...

E poi lo sai, magari è sempre casa tua.

Anche tu mi mancherai, Peppe.

Dai!

Ehi!

Non fare così!

Come faccio io senza voi due?

Lo sai, io sono così affeccioso.

Come i cani.

E poi mi mancherà.

Come fai diventare umano questo emerito mintonello.

Mamanna!

Ehi!

Volevo salutarti.

No, ma figurati, non ti dovevi distrubare.

Figurati, mi voglio solo assicurare della tua partenza.

A parte i saluti, Mamanna.

Venivo a dirti che abbiamo verbalizzato la contestione della mentime.

Ora è finita dal vero.

Ferreira l'avete scarcerato?

Per il momento, ma con lui non abbiamo mai finito.

Violenze private, omissione di soccorso, resistenza pubblica ufficiale.

Il carcere lo rivedrà presto.

Bene.

Tenere in galera uno come alo farà bene non solo alla

società, ma anche alla qualità del cinema internazionale.

Ciao, Mamanna.

Ciao, figurati.

Si va?

Allora ti vengo a trovare a Milano fra tre settimane?

Perché non due? No, le donne.

Ti dai una mano e si prendono i malevoli.

A bordo, si parte!

Ora devo proprio andare.

Quando vieni in Milano porto parecchi pagagli!

Perché?

Amica, si è creduto che non sono...

Che cosa mi stai dicendo?

Che non ho detto che non sono... Ma tu non avevi detto che... Suleyma!

Diciamo che volevo studiare la tua reazione!

Non è vero, dai.

Suleyma, dimmi la verità.

Non mi lasciare così, Suleyma!

Ti prego, dai!

Non puoi farmi questo!

Sottotitoli a cura di QTSS

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