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Original subtitles

Sottotitoli creati dalla comunità Amara .

org Chi sai la storia, un poco curiosa, un poco scontrusa, che parla d'amore per

le tradizioni, per le mie radici, ma mancare è casa e il cuore canta per te.

Ciao, Marilu.

Ciao, se ti cerchi su lei, ma se vuotela da sola, che cosa va a fare?

No, ma che su lei?

Io voglio comprare tutta la baracca, clienti compresi.

Io proprio le tue battute non mi fanno ridere oggi.

Peccato, non sai che ti perde.

Non sono stata chiara.

Chi sono questi? Turisti.

Ho sempre amato la tua precisione.

Io ti rispetto per la privacy, mi lasci trabagchiare.

Solo se mi dici dove è sua anima.

In cucina, a fare un doccio di compleanno.

Ho fatto spagliare.

Scusi, torno, torno.

Un attimo solo.

Che ci fai qui?

Tutte le compagnie a casa.

Visto quanta gente c'è, vedi che qui non finiamo prima delle tre.

Vabbè, allora aspetto qui.

No, no, vabbè, vabbè a casa.

Intanto mi sa che io rimango qua.

Marilu mi ha detto che mi dà un posto a dormire e poi si sa, no?

Un po' di lontananza fa bene, aumenta il desiderio.

Ma con quello che ho, ci posso andare avanti fino a 2036?

La torta è pronta.

Sì, arrivo.

Sì, scusami, devo lavorare.

Censurato da un cuoco?

Che triste declina.

Vice-cuoco.

E già mi sente.

Beh, io devo andare.

Aspetta, aspetta, aspetta, ascoltami.

Domani mattina, Mastro Pritto, finisce i lavori della cucina.

Io ho i sogni di supporto morale, non ce lo posso fare da solo.

Oh, sei patetico?

Va bene, una mattina vorrò da te, prometto.

E ti porto i cornetti.

No, i cornetti no.

Scusi.

Oh, ok.

Sì, forza.

Aspetta, sotto, sotto, sotto.

Guarda, guarda.

Bravo, come ci sono.

Signor Lavanna, il lavoro è quasi finito?

Oggi pomeriggio si mette d'accordo con mio zio e risolviamo tutto.

Dì a Mastro Pietro che ci sarò.

Buongiorno, Signor Lavanna.

E da che ora hai finito?

Poi gli risulta?

Alle due e mezzo, perché?

No.

Potevi tornare a casa.

Ho rischiato la morte per solitudine.

Non me la sentivo diventare in macchina risosta.

Sì, eh.

Stamattina invece sei proprio bella, come il sole.

Eh, sono passata dal mio chirurgo estetico prima di passare a prenderti.

Si veda assai? Eh, sì.

Poi il zesso fa miracoli, soprattutto in cucina.

Che vuoi dire?

Beh niente, tra lì si parla d'altro, per non parlar d'amore.

Che faciti sempre i battisti la mattina presto?

Allora, Signor Tomino, noi andiamo a fare colazione al bar, va bene?

Eh, Signor Lavanna, se ci permette, ci volevo dire una parola.

Sì.

Arrivo, eh.

Io vado.

Dica.

La prossima settimana, eh, libera casa sua.

Casa mia?

Sì, che mi servirebbe.

Ho dei tedeschi in arrivo, una famiglia di tre persone.

Scusi, Signor Tomino, ma di che stiamo parlando?

Noi qui abbiamo macchine, giusto?

Ma d'estate affettiamo case per turisti.

Sembrava di aver capito che lei affettava la sua casa d'estate.

Scusi, ma a lei come le è venuta in mente questa cosa?

Si vede che ho compreso male.

Ti devo scusare.

Io avevo pensato che poteva essere conveniente per tutti e due.

Ma se lei ha dato la parola a qualcun altro, non ne parliamo più.

Mezza parola, basta.

Certo, la casa è sua e lei ci può fare quello che vuole.

Infatti si abita.

Eh, ci abita.

Eh, ha ragione.

Scusi, senza offesa, eh.

Ce lo posso regalare un deodorante per auto, come le piace a lei.

Limone, fragola, arancia.

Sì, pistacchio, cioccolato, caffè, gelateria.

Ti faccio andare a fare colazione?

Sì, troppo spritoso lei, signora Mann.

Secondo me lei può fare cinema.

Troppo forte, troppo forte.

Sule!

Sule, dai! Arrivo.

Sule?

Sì, Carlo mi chiama così.

Scusami.

Sì? Grazie.

Ciao.

Senti, oggi.

..

Carlo?

Carlo, l'aiuto a cuoco.

E qua da sempre pensavo te ne fossi accorto.

Non sono mai stato bravo a riconoscere in tempo le minacce.

Ma geloso sei?

Io?

Di quello lì?

Ma assicurati!

Non ci posso credere.

Ehi!

Spero che la serata sia finita meglio.

Certi uomini non capiscono il linguaggio del corpo.

E non avendo il tempo di fargli un disegno, ho

visto che sei andata al nocciolo del problema.

Piacere, Catrina.

Io mi chiamo Saverio.

E tu?

È vero che in Sicile il tello da mare si chiama Tovaglia? Ah, sì, sì.

Noi mettiamo il cibo praticamente dappertutto.

Hai un accento strano.

Sembra slavo, ma insolito.

Di dove sei? Macedonia.

Ah, sono stato a Scofie una volta.

Quando lavoravo per il governo, una visita ufficiale.

Ricordo soltanto che c'era un sacco di neve.

Siamo rimasti bloccati in aeroporto tipo per cinque ore.

Eh sì, nevica tanto di inverno.

Per questo ci sono molti bambini.

È bella la tua ragazza, la cameriera.

Si chiama Suleyma.

Stiamo insieme da poco.

Allora, questo è il momento migliore.

Goditelo.

Grazie.

Lo farò durare.

Anche se non dipende solo da me.

Mio!

Mamma mia!

Sa vero?

Ma è bellissima!

Ma so Pietro, possiamo ricominciare dalle mattonelle.

Mattonelle venti per venti, di calzagilone.

Per metri quadrati due, 600 euro.

Più metri lineare due, di mattonelle con il bordo.

Sempre di calzagilone, 200 euro.

Totale, 800 euro.

Hai visto?

C'è 800 euro solo di mattonelle.

Vero?

Sono di calzagilone.

Sono di calzagilone.

E che sono venuti in taxi da calzagilone?

La roba buona si paga.

Quindi, sabbia, cemento, tubi, posate tubi, raccordi aerologici,

rubbenetteria, bavola generale, lavello nuovo

in acciaio, impianto elettrico, 1000 euro.

Più 800 di mattonelle, fanno 1000 euro.

Più pittura, gestatura, trattamento impermeabile per la ceramica, fanno 1950 euro.

Più sei uomini.

E il piano lavoro.

Che c'è stato?

2600 euro e non ne parliamo più.

Hai visto?

Ma lei me l'ha detto, con 1500 risolviamo tutto.

Potevo saperlo io, che bisognava rifare l 'impianto che i tubi erano tutti marciti.

E anche l'impianto elettrico.

Che fai?

I tubi non ce li cambi che sono tutti infregititi.

No, per carità non sia mai, vero?

Con tempo si poteva fare.

Solo che ora, con tutte queste regole dell 'Europa, uno passa i guai.

Scusa, lei paga in contanti, giusto?

Certo, per carità, a Bruxelles non raccomando

n'altro che pagare in contanti è senza fattura.

Signor Romanna, se lei vuole, io la fattura la faccio.

Allora abbiamo 2600 euro.

Più io che fanno 3000 euro e concia.

Ma poi, scusassimi, lei, di questa fattura?

Ma che m***a stai facendo?

Me l'incorniscio, me l'incorniscio.

È una cosa così rara di questi tempi che francamente...

Le vengo in gonzo, metto in contanti.

E il resto ho affatturato, con il suo copolo.

Ma sapeto, lei è veramente buono, grazie.

Le lascio il numero di telefono di mia nipotangea,

così vi mettete l'accordo per il pagamento.

Arrivederci, ciao, ciao.

Saverio, ma è opera fina.

Peppe, guarda, meglio che ti stai zitta e te ne

vai, perché guarda, non lo so che cosa ti faccio.

Ma ora, che c'entro?

Se c'entri tu, me l'hai presentato tu, Masso Pietro.

Sei comodice, vai.

Oh, ma si, camorriuso, sempre con me ce l 'hai.

Sempre con me.

2600 euro.

Ma quello è il Mastrofino.

Suleyma, ti prego, dimmi che stai arrivando, sennò prendo a testate tutte le

mattonelle di Caltaggione e le spacco tutte.

Saverio, purtroppo, dovrei stare ancora qui, è il solito casino.

Ma e quindi?

Vabbè, ti aspetto sveglio.

No, meglio di no.

Dobbiamo preparare una colazione al sacco per domani mattina e faremo tardissimo.

Ma che fai, dormi fuori? Farebbe di sì.

La sola?

No, con tutta la squadra del Palermo, riserve incluse.

Tu ti burli del mio dolore?

E tu mi farei perdere il lavoro.

Scappo.

Goditi la cosina nuova.

Con questo vino generoso, e privo di malizia, bevo alla nostra amicizia.

Beh, che c'è?

Non bevete?

Quel vino è solo per te.

Per me?

Sì, perché dovremmo morire.

Io devo morire? Certo.

Il vino ha velenato?

Questo vino è tutto per te.

Perché?

Perché?

Chi è che ha messo il veleno nel mio bicchiere?

Come che l'ha messo?

Sei stato tu?

Il veleno che ti uccide, l'hai messo tu nel vino.

L'abbiamo visto tutti.

No, non voglio morire.

Non voglio morire!

Non voglio morire.

Che succede?

Hai fatto un brutto sogno?

Un sogno orribile.

Un incubo.

Avessi vuuto che fallo il bagno?

Sai, tu non hai problemi con i turisti, vero?

No.

Penso che alla fine sia una persona come noi.

Ti andrebbe di accompagnare un gruppo in un tureno gastronomico per la Sicilia?

Un lavoro pagato di questi tempi.

Sì, ma poi è poche giorni.

Ma è pure divertente.

Si tratta di andare per cantine e ristoranti.

Ma perché io?

Perché quei due che mi avevano dato il tour operator e l'accompagnatore autista

si prese un'infezione intestinale per una mangiata di gozzo e fasolari.

Ma adesso questo tour si deve mettere in marcia.

Sono sguarnita, capito?

C 'è tutto prenotato, scene, pranzi, ristoranti, visiti.

Picconello, ti può fare l'accompagnatore? Io ci metto.

Ma tu sei perfetto per questo lavoro.

Ci conti qualche minchia della tua e ti sai presentare, sai parlare.

Mi presento bene pure io.

Se ti mettesse un paio di pantaloni invece girerei sempre in mutande.

Marillo, ma come faccio?

Non posso accettare questo lavoro.

Devo finire il romanzo.

Non mi puoi mettere in guai.

Si tratta di pochi giorni.

Ma come faccio, Marillo?

Devo collaudere la cucina nuova, controllare le piastrelle di Caltagirone,

farmi incorniciare la fattura di Mastro Pietro.

Sono 700 euro.

A testo.

Ci paghi le piastrelle, sa vero? Quasi, sì.

Ma poi.

..

Suleyma non resisterebbe, dai.

Suleyma il problema?

Risolto, dorme qua con noi.

Tanto noi qua lavoriamo giorno e notte.

Capirai, raccomando le pecore al lupo.

Ma tu sei cretino.

Ma non l'hai capito che l'aiuto cuoco è gay?

Gay, veramente?

Sì, ma non ne fa neanche mistero, lo sanno tutti.

A giugno mi chiese giorno di libertà per andare a gay pride.

Ma che ridi?

Vabbè, ma è veramente gay o lo dice solo perché va di moda?

Colpo di scena, è cretino.

Allora, senti, domani il tour deve partire alle 3 in punto.

Io questo fulmino l'ho già pagato, capito?

Quindi non devi fare storie, ti devi presentare qui alle 3 in punto.

Ah, bene.

Oh, non fate darmi.

Magari è bisex.

Sono i peggiori quelli.

Ma perché non ti cerca il condottore?

Te fai curare, sa vero?

Vabbè dai, ci avete creduto? Sto scherzando.

Mamma mia, come fate voi siciliani?

Cioè, ci avete proprio l'ossessione eh?

Ocuri, buon Natale!

Ma che re sono? Scusami.

Ho fame.

Hai fame? Certo, certo.

Accomodati pure, ti porto...

Devo avere qualcosa che mi ha portato Picconello.

Ecco, arrivo.

Mi ha portato delle ottime patate assassonate con la cipolla.

Leggerissime la sera devo dire, sono indicatissime.

Ecco, ti metto qua.

Purtroppo non c'ho il pane.

C'ho io.

Ah, brava.

Sì, ho preso il ristorante.

Brava.

Senti... è ancora caldo.

Oh no.

Mi ha fatto caldo.

Mmm.

Mmm.

Carlo, l'aiuto cuoco?

E com'è? Ma, simpatico.

Poi ha girato mezzomondo.

Londra, Madrid, Berlino.

Mmm, che bravo.

Queste patate sono buonissime.

Ma è fatti Picconello?

Sua cugina, credo.

E di dove è questo Carlo? Del nord.

E mi pare Pienza.

Prima ha lavorato a Milano nel mondo della moda.

Ah, certo.

Il mondo della moda è pieno di persone così.

Così come? Così come lui.

Gay, no?

Cosa ridi?

Cioè, lo sanno tutti.

Cioè... è andato pure al gay pride.

Ma che vuol dire?

Forse io sono stata al gay pride.

Secondo te sono lesbica?

Vabbè, se per questo ci sono stata anch 'io, ma per motivi di lavoro, che vuol dire?

C 'è vario?

C'è omofobo?

Qual è omofobo?

No, perché se così dimmelo subito, che io ti lascio e scappo con George Clooney.

E poi, Carlo non è gay.

Ti ha provato con te? Ma che.

.. ma quello ha una fidanzata che è una strafica

con uno stacco di coscia e due metri e pazza.

Figurati se quello sta pensando a me.

Beh, allora lo dicesse, no?

Facesse coming out.

Non sopporto questi heterosessuali che si nascondono, ma perché?

Perché?

Senti, io me la vado a fare una doccia e poi mi metto a letto.

Sono stanca.

Però, puoi farmi cambiare idea.

Hai sette minuti per sparecchiare e scegliere fra me o...

O?

Oppure ti dichiari gay una volta per sempre.

Ma dai!

Chiamami George!

George!

Immagino ci sia una buona ragione per farmi fare questa nevataccia, eh?

E volevo vederti da solo.

Per parlare.

C'è ma le possibilità di scandare due parole in privato.

E meno male, questo è il bello della vacanza di gruppo.

Che fortunatamente non c'è bisogno di fare discorsi seri.

Allora, questa cosa importante che mi devi dire?

Olmo, io non ce la faccio più.

Noi ce ne andiamo.

Domani prendiamo l'aereo e ce ne torniamo a Roma.

Ma invento una scusa.

Non ci pensare neanche.

Ma perché?

Perché Catrina è la persona più importante della mia vita.

Non voglio che due furbetti come te e Anita mi rovinino la vacanza.

Allora andiamo avanti così?

Facciamo finta che va tutto bene, che siamo tutti amici?

Siete bravissimi tu e Anita, no?

Infatti, non avete fregato alla grande quella storia della casa, eh?

Sai che ti ricordo? È vero.

Io e Anita ti abbiamo fregato.

Abbiamo fatto la cresta sui lavori della casa.

Abbiamo fatto usare l'impresa di materiali scadenti.

E poi c'è vero un'altra cosa.

Siamo stati contenti.

L'abbiamo fatto con gusto.

Abbiamo immaginato quando alla più piccola scossa di terremoto il tetto di quella

casa di Cate sulla testa era un emerito pezzo

di merda a scompare dalla faccia della terra.

Ma guarda, anche le pulci hanno la tua sé.

Comunque la tua sincerità ti fa onore.

È ovvio che quando torniamo a Roma ti denuncerò.

Non hai nessuna prova.

Ah, mi sottovaluti.

Prima di partire ho incaricato un perito che analizzerà

tutta la documentazione dei lavori che avete fatto.

E se c'è una piccola magagna vuoi vedere che salta fuori?

E tu e tua moglie finirete nella merda?

Sai che ti dico?

È meglio che non avete figli così almeno non

dovranno vergognarsi di avere due genitori in galera.

Tu sei... sei proprio pezzo di merda.

Può darsi.

Ma deve ancora nascere quello che mi frega a me.

Tanto che è una volta di terremoto per togliermi di mezzo a me.

Bonjour!

Ciao!

Non, no, no!

No, no, no!

I bambini! Benvenuti.

Sono io.

Sì, sono io.

Siamo qui per la casa, la casa di vacanza.

Ah, ma... ma che ti manda Tomino?

Quello dell'autolavaggio...

Tomino? Non conosco.

Non conosci tu? No, no.

Fatemi capire, voi avete affittato casa mia?

Sì, sul sito del Benem Breakfast.

Jean-Claude.

Sì?

Credo che si è fatto a vedere.

Sì, credo.

Dobbiamo andare a cercare un hotel.

No, non un hotel!

No, non un hotel!

Ma no, quale hotel?

Prego, prego, entrate.

Non stia al caldo, venga.

Grazie.

Grazie, se ci sono chi.

Barbara, com'è finita?

È finita che c'ho la casa invasa dai barbari che si abbevano al mio bidetto.

Esagerato, sono triste.

E quanto rimango alla cazzo tua?

Fino a venerdì prossimo.

Vabbè, ti è andata bene.

Quanto ti pagano?

Dice che stavano messi d'accordo per 1600 euro,

ma 400 euro l'hanno già pagati di caparra.

Ma picca è, sa vero.

Ti dovevi fare dare di più.

Eh beh, il punto è che io non volevo affittarla a casa mia.

Ma scusa, ma allora come sono arrivati questi francesi da te?

Qualcuno ha messo un annuncio con tanto di foto,

prezzo, il mio nome e il numero di telefono.

Ecco perché tu, Mino, mi aveva fatto tutte quelle domande.

Aveva letto l'annuncio e avrà pensato che ero stato io a metterlo.

Mi, però, magari tu stai giornennotte su computer, internet, e non te raccorgi che

ti affittano la casa, ma io non lo so, ma...

Ma sei scemo, ma chi è che va a vedere su internet se qualcuno gli affitta la casa?

Cioè, è una cosa che non verrebbe in testa a nessuno, ne orenne mai.

Vabbè, vai a guardare l'annuncio, vedi il numero e ci chiami.

Perché secondo te non l'ho già fatto.

Appena il francese mi ha spiegato l 'intrallazzo,

ho chiamato subito, numero staccato.

Peccato che proprio il giorno prima il francese mi aveva chiamato.

Cioè, aveva chiamato quello che si spacciava per Messiela Mannacca.

E gli aveva pure versato l'anticipo.

Ma scusa, ma di bene cosa, Marti, quanto ti rimane?

Ma che ne so, Peppe, ma che me ne frega dei soldi?

Siamo in piena estate, non c'è un buco libero

in tutta la costa occidentale, che facevo?

Buttavo in mezzo alla strada Gerard Depardieu e tutta la famiglia,

rischendo pure un incidente diplomatico internazionale, dai!

So, morale della favola, sono rimasto fuori di casa.

Eh vabbè dai, Suleyma può dormire da mare e l'ho.

Noi oggi pomeriggio partiamo e manchiamo cinque giorni.

Alla fine ti è andata bene.

Eh, che vuoi?

No, guarda, io non posso venire, mi spiace.

Cioè, avevo pure promessa all'editorio che gli consegnavo il libro entro fine mese,

non... E vabbè, cinque giorni in più, cinque

giorni meno, per un grande scrittore come te.

Cioè, ma non ho capito, ma ti permetti pure di prendermi in giro?

Oh, ma l'hai preso tu l'impegno con Marilu.

C'hai il conto in banca che piange e sei rimasto fuori casa, ma che vuoi?

Vabbè, mi ospiti qui da te.

No, no, no, no, no, no, no.

Cioè, tu neghi un'aiuta ad un amico in difficoltà?

No, ma io ho i millanesi che arrivano di Milano

e sono quattro amici per la figlia di mia cucina.

Per sei notti sono duemila euro, se permetti.

Cioè, ma che cosa vi ha preso a tutti quanti?

Cioè, vi ha preso una smania immobiliare, che è?

Cioè, il turismo sa vero, un mio amico con tutta la famiglia dorme in macchina.

È un sacrificio, ma tu lo sai che costa il sacrificio lui che ci campa otto mesi?

Cioè, che eravate contadini, pescatori, pecorai,

lavori antichi e nobili dai tempi di Ulisse.

E ora?

E ora, quando c'erano i pesci pescavamo pesce.

Ora ci sono i turisti e peschiamo turisti.

Marelo, che è successo?

Sono presa un bello spavento, ma la mare è andata come è andata.

Come è andata?

Uno dei turisti che è dovato accompagnare, quello più anziano, Olmo.

Stamattina si è andata a fare una passeggiata sulla scogliera e è caduto.

E come sta ora?

A meno male è caduto su una sporgenza e è potuto risalire.

Ma è tutto scassato, c'è un braccio tutto così, hanno portato a tanto soccorso.

A cui dobbiamo ritardare la partenza di qualche ora.

A meno male che c'ava il cellulare, se no quello da solo, ma che faceva?

A meno male, grazie signore, grazie.

Ecco, la vedi?

È una persona sensibile.

Meno male... Ma perché stai facendo così?

Lo conosci?

Sabe, meno male che è rimasto vivo.

Perdevamo la gite 700 euro.

Cioè a volte il tuo altruismo mi commuove, perché?

Sono qua, sono qua.

Non vi libererete tanto facilmente di me.

C 'è l'Ole Olmo, 70 anni romagnolo, imprenditore

nel settore della distribuzione food.

C 'ha una catena di negozi alimentari, vende prosciutto, formaggio, salumi,

cose così.

Ah, va bene, un sciacquettiero, va.

Un saluniere, ma di lusso.

Quello accanto a lui è Glauco, suo figlio, destinato a reditare l'impero del padre.

E Catrina, la fidanzata di Olmo.

Viene dalla Macedonia.

E come fa' a saperlo?

Dimenticate che lavoravo per il ministero, non i miei informatori.

Poi ci sono quelli lì che sono un po' postani, sono russi.

Nicolai e Ada.

E gli altri due?

Gli altri due sono romani.

Nevio e Anita Martelli.

Hanno uno studio di architettura.

E hanno prenotato tutti assieme addirittura da novembre.

Beh, entriamo nei personaggi.

Dai, va bene.

Ciao, Marello.

Ciao.

Sabe, mi raccomando.

Oh, hai salutato su lei.

Secondo te?

Sicilia!

Arrivi!

Hai chiamato quel numero di Incezione Busica?

Chiamo ogni due ore, è sempre spento.

Ho pure memorizzato, becco con le corna.

Ha fatto bene.

Posso? Prego.

Come hai detto che ti chiami?

Saverio, la mamma.

Io Anita.

Prima volta in Sicilia?

No, veniamo ogni estate a Pantelleria da sei anni.

Pantelleria non è Sicilia!

Ma come non è Sicilia?

Vabbè, tecnicamente sì, praticamente no.

È un'isola, quindi non può stare dentro un 'altra isola.

Voi due mi prendete in giro, eh?

Dai, scherzo, hai ragione.

Pantelleria è Sicilia.

Un po' più piccola, la Sicilia.

Marilumi ha detto che siete tutti amici?

Sì.

Nicolai è il socio d'affari di Olmo.

Quella che sta seduta accanto a lui, Ada, è amica di Catrina, la fidanzata di Olmo.

E, ovviamente, io e mio marito siamo suoi amici

e abbiamo ristrutturato la villa sulla piattica.

E, ovviamente, Olmo ha pagato a tutti la vacanza.

Ovviamente.

E anche te.

Certamente anche Morsia è un'isola nell 'isola, ma è più Sicilia di Pantelleria.

Anche se sempre, tecnicamente, sarebbe un po' più inglese che italiana, no?

È vero, appartiene alla Fondazione Vita che, anche se si

tratta di una famiglia che vive in Italia da più di due secoli.

Tutt'ora vanna.

Lei sa la storia del perché per questa parte

dell'isola così frequentata degli inglesi?

Credo di saperla, sì.

Allora, lo racconti ai nostri amici.

A metà dell'800, gli inglesi cercavano un vino dolce meno costoso del Porto e dello

Sherry, che portoghesi e spagnoli facevano pagare un occhio della testa.

E trovarono il Marsala.

Per i siciliani era un vino da tavola.

Arrivarono qui e si comprarono praticamente tutte le vigne di Marsala,

quanne quelle dei Florio.

Peccato che quando il primo inglese arrivò a Londra per vendere il Marsala,

nessuno lo volle.

E allora che fece l'inglese?

Cominciò a dire e a far dire sui giornali che

il Marsala era il vino migliore del mondo.

E da quel momento ogni inglese voleva la sua bottiglia di Marsala.

La pubblicità.

La pubblicità è sempre l'anima del commercio.

Che poi riesce a fare vedere dei prodotti che la gente non comprarebbe neanche.

Anche poi adesso si dice storytelling, no?

Perché oggi tutto è storytelling, eh?

Lei dovrebbe sapere bene, il dottor Lamanna, visto il mestiere che fa.

O magari che faceva, no?

Perché mi pare che sia caduto un po' in disgrazia.

Quanto era bello quando non c'era internet e i panni sporchi si lavavano in famiglia.

No, è che a me piace sapere con chi ho a che fare.

A noi piace sapere con chi abbiamo a che fare.

E invece a me piacciono le sorprese.

Ringrazio tutti voi di essere venuti qui nelle mie cantine.

E spero che questa visita vi abbia fatto capire perché da trent'anni io non ho più

nostalgia della mia nebbiosa e piovosa Inghilterra.

E poi vorrei ringraziare Olmo Buscalia per la sua immensa generosità.

Poi, come dicevano i latini, parli di tutti noi dolci sin fondo.

Codetevi il mio Marsala e i dolci preparati appositamente per voi.

Grazie.

Ma tu non li mangi?

Io sto scoppiando.

Diceno, ma tu quanto puoi mangiare?

Sono contro lo sprego alimentare.

Non vuoi di questo?

No, non vuoi mangiarli? No, no.

Ma come dici?

Mi fa l'intermiera.

Ma ti posso mangiare? Spinaci.

Mi piacciono i dolci, vedo.

Buona serata.

Lascialo perdere.

È stavante ipatico, ma non capisco perché.

Non sei tu.

Glauco odia il mondo, ma lo diresti anche tu se fossi figlio di Olmo.

Tante persone hanno dei padri autoritari.

Sì, peccato che quando Glauco ha detto il padre che voleva fare l'artista,

il pittore, lui gli ha risposto che non c 'era problema,

ma doveva cambiare il cognome e scordarsi dei suoi soldi.

Immagino che abbia rinunciato a diventare il nuovo Andy Warhol.

Che cosa avresti fatto tu?

È un peccato perché Glauco era bravo.

Io sono una passionata d'arte, ci capisco.

Ma quando Olmo non ci sarà più, Glauco sarà uno degli uomini più ricchi di Roma.

Mettiti un costume e scendi.

Mia mamma mi diceva sempre di aspettare tre ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato.

Dipende da quello che hai mangiato.

Allora dovrei aspettare fino all'autunno del 2024.

Non sai cosa ti perdi.

Messaggio gratuito.

Il cliente ha chiamato.

I bonifici l'altra volta sono arrivati sempre in tempo.

Sì.

No, guarda.

150 mila sotto sono.

Basta, Nicolai, basta.

Io domani ho i clienti con materiale.

Io non so come cazzo pagarli.

Non alzare la voce con me.

Ti prendo a cacciere il corso e ti cazzo.

A te è quella cosa.

Se io non ho i soldi, io potrei fare il bagno.

Mangiare non è la cosa più importante della vita.

Scusami per ieri sera.

Aspettavo una telefonata.

Ed è arrivata?

A dire la verità, no.

Allora era meglio il bagno?

Problemi con la tua bella?

Perché a volte vorresti leggere nel pensiero della persona di cui sei innamorato.

Però se lo facessi, finirebbe l'amore.

L'amore è un casino.

Ma è bello quando ci sei innamoro solo per amore.

Se l'architetto qui avesse avuto le palle, tutto questo sarebbe già finito.

Olmo sarebbe volato giù dalla scoliere.

E noi?

Forse tu sarei abituato ad ammazzare le persone, io no.

È la fortuna tua che lui non ha voluto di annunciarti.

Ma lo farà, lo farà appena torniamo a Roma.

Ma lo capiscono che ci vuole distruggere.

E ci riuscirà, perché è un pezzo di merda.

E perché non lo fa subito?

Non si vuole rovinare la vacanza questo stronzo.

Allora andiamocene, che ci stiamo a fare qua?

Perché fino a quando siamo qui, fino a che non

siamo tornati a casa, noi possiamo fare qualcosa.

Cosa?

Noi dobbiamo colpire.

Dove gli fa più male.

Non si torna più indietro.

Si, fredda fredda.

Canale di Sicilia, mare aperto.

Non è mica la palude del tirreno.

Tumino, come hai avuto il mio numero?

L'ho chiesto a Marelu, siamo amici.

Mi ha raccontato tutto, ho fatto dei francesi che sono arrivati a casa sua.

E siccome ho una grande fame lei, non voglio che pensi in qualche modo che

centro io con questa truffa che lei ha ricevuto.

Mi sono permesso di controllare l 'annuncio.

Ho fatto il numero che c'era su internet.

A quel numero non risponde mai nessuno.

E' staccato.

E fin qui ce l'ho arrivata anch'io.

Beh, io sono del mestiere signor La Magna.

E in questo paese c'è gente che ammette annunci dei casi che non ha.

E' una vergogna, una vergogna.

Per il nostro turismo, ecco.

Per me deve annunciare fatta carabiniera signor La Magna.

Dobbiamo fare una rivoluzione.

Senta Tumino, io però adesso sto lavorando.

Perché facciamo così, magari quando rientro a Magari, organizziamo.

Dopo l'estate, però, anche la rivoluzione va in vacanza.

Ma come ci vedono queste frasi?

Ci torno a ripetere, lei deve fare cinema.

Signore, il vizio di gamberone l'avete fatto fuori tutto, eh?

Attenzione, perché il gamberone è afrodiriaco.

E non vorrei che magari la sera dovete contenervi, eh?

Cosa ascolti?

A lezioni di spagnolo.

Passione o lavoro? Lavoro.

Voglio aprire un'attività economica formentera.

Ah, ma dai!

Quale?

Ah, segreto industriale, non posso dire molto.

Sai, Settore Food, Eno Gastronomo.

Anche tu, non ne posso più.

Quelli parlano solo di cibo.

Scusami, se ti scoccio a sentire parlare di cibo, che ci fai qui? La poliziotta.

Controllo che Olmo non esagere agli abete.

Sei un'infermiera? Anche.

Ah, posso farmi i fatti tuoi, ma... tu e Olmo...

La vita è strana.

Lui aveva bisogno di un'infermiera, io di un lavoro.

E così ho trovato una casa e un uomo.

E quello lì, la sagnone, il figlio di Olmo, come l'ha presa?

Come la prenderesti se tuo padre si mette in casa una dalla tua età.

Ma l'ha ammazzato nel sonno.

Per fortuna Glauco è più buono di te.

Non mi ammazza, ma non posso chiedergli di volermi bene.

Certo, gli risolo un sacco di problemi.

Può continuare a fare il giovane ricco fingendo di lavorare per il padre,

senza doversi occupare di lui.

Ma scusa, non c'è una mamma di Glauco?

Sì, e ovviamente mi odia.

Ma sono divorzate da un paio d'anni.

Però in viaggio con papà ci viene, nonostante l'età.

È stato costretto.

Olmo pensa che in questo modo potremmo conoscerci meglio.

E poi ha un annuncio importante da fare.

No, non sono incinta.

E allora, qual è l'annuncio se posso farmi i fatti tuoi?

Te le sei già fatte.

Ora basta.

Impatente.

Io rispondo.

Che c'è? Dio no.

No, è che stavano a 3000 calorie.

Bambine che hanno la stessa età della mia cuginetta, che si lamenta se non ha l 'ultimo.

Eccomi.

Che fai, rispondi al primo squillo?

Non voglio perdere più niente, nemmeno uno squillo.

Saverio, per parlarti devo nascondermi in macchina.

Cosa c'è?

Vado a sentirti.

Tutto qua.

Saverio, lo smetti di fare il bambino?

Carlo non mi piace.

Cosa c'enta Carlo adesso, dai? Sì, vabbè.

Posso tornare a lavorare?

Sulema, guarda che è la verità.

Volevo sentirti.

Senti, davvero, devo scappare.

Mi aspetta un tonno al sesamo da portare al tavolo 9.

Ciao.

L'ultimo è il tonno e l'ultimo è io.

Mi sento di mangiare i bambini, con i miei bambini.

Vado, mi aspetta.

Vado.

Tu!

Tu, cazzo di bambini! Così, così.

Mi ricordo qua questo.

Da, su, nè, a,

nè.

Olmo.

Che cazzo fai qui?

Senti, possiamo parlare?

Ma chi ti ha chiamato?

Ma per carità, sei venuto a rompere i coglioni e che qua sei venuto a rompere?

Perché non te ne vai?

Lasciami perdere.

Olmo.

Ma vai, vai mia, vai.

Olmo, per favore.

Non capisco perché...

Tu sai perfettamente perché sono qua.

Tutto quello che io faccio, lo faccio per te.

Mamma, ti prego, mi fa male la testa e comunque nessuno ti ha chiesto di venire qui.

Ma tu credi che è l'ultima terra per tutta la vita?

Guarda che non è così.

Ti ne accorgerai presto.

Ma dico, tu questa parola privacy l'hai mai sentito nominare?

No, senti, ho tutto il diritto di curiosare.

Quell'Olmo ci ha fatto svegliare in piena notte, ci ha fatto fare i bagagli per

tornare qui senza darci uno straccio di spiegazione.

Vabbè, le sei ieri, non è che era notte.

Comunque vero, non ci ha dato nessuna spiegazione perché siamo tornati al punto base.

La spiegazione è lei.

È arrivata qua senza avvisare nessuno.

Nadia Buscaglia, ex moglie di Olmo.

Non era previsto il suo arrivo?

Assolutamente no.

Aia.

Che vuol dire Aia?

Eh, Piccionello ha capito.

Il tour è momentaneamente rimandato.

Oh, come rimandato?

Ma io dove dormo?

Insomma, Piccionello ha in casa i milanesi ma si fa ospitare da sua cugina.

Io ho la casa occupata dai francesi, ma li lui non ha più una stanza libera.

Lo so.

Ah, lo sai?

Certo, io dormo da Carlo.

Che c'è?

No, lo sapevo, vedi?

Se te l'avessi detto mentre ero via mi avresti ossessionato.

Mmm, ancora con questa storia della gelosia di Carlo.

Non me ne frega niente di Carlo.

Anzi, guardateli però, sono talmente svedese

che accetterei volentieri la sua ospitalità.

Però in mezzo a poi due non mi cicorico.

Carlo ha un bilocale a 200 metri dal ristorante.

Io dormo sul suo letto e io sul divano.

Beh, possiamo dormire insieme nel letto di Carlo.

Quando se ne vanno questi francesi?

Tra quattro giorni.

Queste ragoste sono state pescate appositamente per voi stamattina.

È lei che uomo di classe apprezzerà.

Signori, amici, un po' di attenzione, per favore.

Devo fare una comunicazione importante.

Purtroppo la nostra vacanza finisce qui.

Tieni un contratempo, mi impone di tornare a Roma prima del previsto.

Io e la mia famiglia partiremo domani sera.

Ma voi potete restare, tranquilli.

È tutto pagato.

Magna, magna.

La manda anche lei, anche lei è il suo amico.

È tutto pagato.

Sarete pagati anche voi per intero.

Nonostante non abbiate avuto il tempo per dimostrare

quanto varga la vostra guida enogastronomica.

Dottor Buscaglia, ringrazio anche il nome di Peppe Piccionello.

Stavo pensando, anche per guadagnarmi un po' più onestamente

la paga, di accompagnarvi a fare una gita qui vicino.

A Segesta.

Ah, bellissimo, sì.

Non si mangia, non si beve, però è un sito archeologico imperdibile.

La mano non ci siamo capiti.

Io domani sera alle 9 parto.

Ah, sì, sì, ma tanto noi andiamo e torniamo in giornata, vero Piccionello? Vero, vero.

Allora.

..

Ehi Carlo, siamo noi, siamo arrivati.

Permesso.

Saverio.

Di casa è su casa.

Ho pensato che potete dormire nel mio letto.

Io mi arrangiavo qui sul divano.

No, ma tranquillo, tanto è soltanto per pochi giorni.

Nessun problema.

Questa è una casa con un'energia positiva molto forte.

Il sul demo si è sempre trovata bene, vero?

Sì, però adesso andiamo a dormire.

Sono stremata.

Certo.

Grazie.

Di qua.

Saverio.

Saverio, ricorda, di casa è su casa.

Grazie.

Simpatico, Carlo.

Non c'è la chiave?

Come si fa a chiudere?

Se chiude il chiave, l'energia positiva non si fa come entrare.

Ho capito, se non chiudo il chiave, noi come facciamo? Non facciamo.

Fratello e sorella.

Anche perché di là si sente tutto.

Salve!

Spero che la mia proposta di ieri sera non sia stata troppo inopportuna.

No, anzi.

Se Gesta mi piacerà, ne sono sicura.

Ho proprio bisogno di un bel ricordo.

Non hai avuto la sufficienza finora?

Sì, ma è come quando esci dal cinema dopo che hai visto un film.

Magari ti è piaciuto, ma è sempre l'ultima scena che ti ricordi.

Perché se non ti è piaciuto quella, non ti è piaciuto neanche il film.

Non c 'è il mare a sé Gesta.

Olmo?

È in camera sua.

Non si sente tanto bene.

Si, questo l'avevo capito anche ieri sera che era un po'... Non è come pensi.

Non sta bene.

Preferisci riposare in camera un altro po'.

Magari ci raggiunge in taxi.

Bene.

Siamo tutti?

Chi manca? Gli architetti.

Dove sono? Buongiorno.

Questo di se Gesta è uno dei templi che è rimasto meglio conservato.

Forse perché è stato usato pochissimo.

Un agente immobiliare direbbe che è quasi nuovo.

Interessante, il colonnato è integro, ma manca la copertura.

Pare che non abbiano fatto in tempo a finirlo.

Un po' come le case abusive.

Rintorno ce ne sono tante.

C'è il primo piano e il secondo no.

Perché non avevano l'autorizzazione.

Beh, il mio dovere di guida turistica l'ho fatta.

Adesso vi spedete di pure nell'ambiente e ci vediamo tra un po'.

Sì.

Sei bravo a disegnare.

Grazie.

E solo un passatempo a casa Buscaglia gli artisti sono considerati ai cretini.

Niente male come ultima tappa del giro, no?

Ma è stato mio padre.

Vuole farmi familiarizzare con quella lì.

La principessa macellone.

Senti, ma che cos'è successo?

Come mai Nadia, tua madre, è arrivata così di

sorpresa e Olmo deve tornare di corso a Roma?

Ma lei non fa troppe domande.

Sono curioso, eh, il mio carattere.

Diciamo che mia madre è preoccupata per me, dice che dovrei

pensare al mio futuro, ma al mio futuro l'ha disegnato lei.

E a me non piace.

Questo non è un brutto posto per morire.

Per capire di no.

Ti raggiungo tra un attimo, ok?

Sono finita in Italia.

In realtà sono albanesa.

Nel 2001 scoppio la guerra civile.

Le albanese della Macedonia volevano l 'indipendenza.

Abitavamo nel nord del paese, quasi al confine.

Avevamo visto cosa era successo nel Kosovo, in Bosnia.

Avevo 16 anni.

Studiavo, volevo fare l'infermiera.

Mio padre aveva paura.

Conosceva degli italiani.

Ci faceva arrivare in Italia.

Sono rimasta qui.

Non hai di cosa da raccontare?

Molto da dimenticare.

Come questa terra?

E adesso? Sono serena.

Ho il muo intelligente.

Sa che ad una certa età l'amore è cosa difficile.

Ma basta stare bene insieme, no?

Perché Nicolai voleva violentarti quella sera?

Pensa che sono sua.

Quando sono rimasta sola, mi sono un po' sbandata.

Lui mi ha raccolto e mi ha fatto in tanti piccoli pezzi.

Ma non è stato lui che mi ha ricucito.

È stato Olmo.

Mi scommetto però che è stato Nicolai a presentarti ad Olmo.

Li serviva un'infermiera.

La sai che sei proprio bravo?

Dovresti farlo scrittore.

Vi non la posso più.

Che è successo?

Perché te ti stanno litigando per un certo Dorico che si chiama Corincio.

Dorico e Corincio sono gli stili dei tempi.

Ma che ne so io.

Secondo me le cose belle si devono guardare senza fare troppe discorsi.

Hai ragione, Peppe.

Siediti con noi.

Stiamo in silenzio.

Cosa?

Arriviamo subito.

Quanto hai visto che non arrivava?

Perché non ti sei preoccupata?

Potevi telefonargli?

L'ho fatto, non rispondeva.

Non pensavo se fosse addormentato.

Che comunque non mi pare che tu abbia fatto molto di più.

Litigare non serve a niente, per favore.

I familiari di Olmo Buscaglia.

La situazione è abbastanza critica.

C'è stato un arresto cardiaco prolungato.

E' possibile che sia stato causato da una complicazione

legata alla patologia diabetica di cui il paziente soffre.

Qui possiamo fare ben poco.

Dobbiamo portarlo a Palermo subito, in elicottero.

Abbiamo già avvisato l'eli-emulanza.

Vi ce ne voglio accompagnare a Palermo, sono andati al lago con il Catrina.

Sì, subito.

Di solito tendiamo a rispettare la pravesi dei nostri

ospiti, però non già alle sei devo rifare la stanza.

Allora sono andata, ho bussato e non mi ha risposto nessuno.

Ma io lo sapevo che Olmo non è riuscito, per cui ho cominciato a preoccuparmi.

Allora ho preso la chiave Passepartout.

Ho aperto la porta e l'ho visto là.

Ho lasciato tutto così perché non ce l'ho fatta rientrare.

Marilu, tranquilla.

Ci penso io a rifare la stanza.

A essa varia mi darà una mano.

Tu che idea ti sei fatto?

Su cosa? Su Olmo.

Ma diciamo che non è l'uomo più simpatico del mondo, ecco.

È vero.

Mi ho serviti al tavolo per giorni e ho notato

che lui era sempre molto autoritario nei modi.

Gli altri spesso si non c'avano chiave, ma non usavano ribellarsi.

Era lui che sceglieva cosa mangiare, cosa bere.

Sì, anche durante il tour era così.

Lo sopportavano, ma nessuno sava contestare le sue

decisioni, forse perché alla fine era lui che pagava.

Pensi che sia sufficiente?

Non lo so, ma stanotte in ospedale ho avuto un'altra sensazione.

Alla fine, tranne Catrina, sembravano tutti contenti che si fosse sentito male.

Non dico che sarebbero felici se morisse, ma insomma...

Questa che roba è?

Una siringa d'enzulina.

Una siringa pre-rempita.

Bene.

Ci abbiamo fatto, più o meno.

Credo di sì.

Senti, stavo pensando, no, ma... Tu che programmi hai fino a stasera? Ecco, guarda.

Qua, qua, qua, lasciala qua.

Qua, perfetto.

La lasciamo così?

No, no, adesso che arriva il portiere ci pensi di mettere gialla.

Sove!

Feati gli occhi che ti vengono!

Ciao, da Guccio.

Buongiorno, buongiorno.

Ma tuo padre non c'è.

Sì, lo so, è a ganci da mimì.

Guccio, ci puoi pensare tu alla macchina, per favore.

Certo, certo.

Ma quindi siamo da soli a casa? Quasi.

Ma per quello che dobbiamo fare noi, non ci distruggeremo.

Regole.

Ciao, vero?

Sove!

Maricchia mio!

Ma che c'hai?

Stai male?

C 'hai una faccia... Guarda, stanotte non ho dormito tutta la notte.

Sì, figlio, ma io te l'ho detto.

Devi finirla con questi stravizzi.

Aspetta, aspetta, voglio presentarti una mia amica.

Suleyma, questa è Maricchia.

Lavora per la mia famiglia da prima che io nascessi.

Sospetto che si acquida sempre.

Vedo.

Vedo, vieni.

Buongiorno.

Guardi, mi sei...

fidanzata di Saverio?

No, no, no, è la mia badante.

La mia stanza è pronta?

Come ti dicevo, sono stanco, ho bisogno di stendermi cinque minuti.

Ma certo che è pronta!

Figlia tua, attenta per chi è stare con uno camorreoso come Saverio.

Ma te l'ho detto, la paga l'assistenza sociale.

Io vado a farmi una dolce.

Sì, però le gicarri d'acqua che poi finisce.

Maricchia teme sempre di restare senza acqua.

Il rubinetto è il suo terrore.

Sei diventano come a tuo padre, camorrioso.

Ma, quante grande la dolce di questa casa?

Beh, è più grande di casa dell'amico tuo, Carlo.

Però, adesso dobbiamo stare attenti a non sprecare troppa acqua.

Tre giorni senza fare l'amore con te.

Non ce la facevo più.

Nemmeno io.

Ma non pensavo che per farlo saremmo tutti a venire fino a Palermo.

È un modo per farti vedere il posto dove sono cresciuto.

Si fa tra innamorati.

E chi ti ha detto che sono innamorata di te?

Chi c'è? Niente.

Sto pensando che la penna di insulina che abbiamo

trovato sotto al letto di Olmo Buscaglia era vuota.

Si, l'ho notata anch'io.

E allora?

Nel bustone c'era ancora la scatola.

Quindi vorrei dire che la confezione era stata aperta ieri mattina.

Ma secondo te è normale che Olmosi si ha fatto

l'intera dose di insulina in una volta sola?

Perché?

Non lo è?

No.

Quando ero al primo anno di università a Firenze eso in

affitto una stanza a casa di una signora che aveva il diabete.

Lei usava queste penne preparate.

Mi diceva che erano comodissime, perché poteva dosare la quantità di

insulina da iniettarsi senza dover riempire una siringa.

E lei mai se ne è fatta una intera.

Sei in effetti un po' strano.

Forza, picciotti!

La tavola è cuzzata.

Ma che si entra così?

Ma Salveri, come ti pare, veramente pensi che non l'ho visto mai una femmina nuda.

Non te lo ricordi che eri ancora picciotto?

Ti portasse la zitta a casa?

Io non lo sapevo.

Visti che facevano?

Va bene, grazie.

Quindi Salveri è sempre stato uno sciupa femmine.

Ma quando mai?

Alestamente, ci ha dato tante soddisfazioni.

Maricchia, arriviamo, grazie.

Alestamente ci ha dato tante soddisfazioni.

Non so di cosa parla!

Tante soddisfazioni!

Stati seduta, stati seduta.

Ciao papà, come stai?

Salverio, Marichetta mi ha detto che hai una brutta faccia.

Non sto male.

Dime una cosa.

E la tua zitta, come va?

Anche questo ti ha detto Marichetta?

Sta molto bene, grazie.

E non è soltanto una mia amica.

Sì, forse una amica.

Ma Marichetta mi ha detto che è molto bene.

Ma come la presenti?

Anche mio amico la vuole conoscere.

Sì, vabbè.

Senti, mi mielli con te.

Me lo passi un attimo, per favore?

E io sono a casa sua.

Ora te lo passo su.

Sì, stai bene.

Ciao Salverio.

Ciao Mimì, scusa il disturbo.

Tu sei diabetico, giusto?

Sì, diabetico di tipo 1.

Il più grave.

E usi penne da insulina?

Tre volte al giorno, una caburia.

Senti, e qual'è il dosaggio?

E dipende, dipende.

Il mio medico mi ha ordinato da 2 a 5 ogni tà,

una volta al secondo del livello della glicemia.

Senti, può capitare che ti spari tutta la siringa insieme?

Che cosa può succedere?

Minimo minimo finisce all'altro mondo.

Senti, e può capitare che uno per sbaglio si spari tutto il contenuto della penna?

Difficile.

No, c'è un regolatore.

Uno fissa le unità che si deve iniettare.

2, 3, 5, poi finca l'ago, preme pulsante, e così

si inietta soltanto le unità che ha programmato.

Ti fa male?

No, ma quantomai non ti sento niente.

Immagina che mia moglie me la fa pure quando

dormo certe volte e io neanche me ne accorgo.

Ma io ho il sonno straordinario.

Va bene, Mimi, sei stato chiarissimo, grazie tanto.

Adesso devo andare che c'ho proprio...

No, aspetta, aspetta, aspetta, se vedi, aspetta che ti devo dire una cosa.

Io?

Parlo piano, così tu parli non mi sente.

Ma che sei malato?

No, ma che sei malato?

Io ti presento il mio diabetono e io c'ho un bravo che c'è in Sicilia.

No, Mimi, è per un amico mio.

Va, va, però ne raccomando, fate l 'analisi, non ne fate

stare in pensiero, non sape né a mia ma a tuo padre.

Va bene, va bene, mi faccio le analisi, così stai tranquillo, va bene? Ciao.

Te l'avevo detto.

Quando torni?

Voglio prima vederci chiaro in questa storia.

Ma tu pensi che abbiano voluto uccidere Olmo?

Sei tu che mi hai fatto pensare.

E poi spero proprio che non muoia.

Io spero proprio che tu sia più bravo come investigatore che come giurosa.

Perché se davvero hai pensato che potessi avere una storia con Carlo sei proprio stupido.

Ah, Salbuscio!

Senti una cosa, ma la macchina di mia madre cammina ancora?

La verità, se è vero, non lo so.

Senta!

Lei qui non ci può stare.

Sì, guardi, un minuto solo aspetto una persona e...

Questa macchina è un veicolo inquinante, lo sai?

Sì.

Non mi affatti, gli sto facendo fare l 'ultimo giro prima dell'eutanasia e poi...

Ma scusi, lei è un vigile.

No, non sono un vigile.

E comunque lei qui non ci può stare.

Ho capito!

Andiamo via subito.

Ciao!

Ci mettiamo un po' più in lacra.

Allora? Nessuno dovete.

Olmo è in reanimazione, la prognose è ancora riservata.

Vuoi fare qualcosa?

Ti porta a fare un giro per Palermo?

No, grazie, Severio.

Voglio stare da solo.

Scusami, ho una curiosità.

Chi faceva le inizioni ad Olmo?

Io.

Lui non è capace di farlo da solo.

Ha paura degli aghi.

Che cosa ti ha regalato Olmo la sera che aveva Maragusa?

Il futuro, Severio.

Il mio futuro.

L'ultima domanda, ti prego.

Perché Nadia è arrivata da Roma così di fretta? Chiedelo a lei.

Prego.

Scusi, ma non ho molto tempo da dedicarle.

Devo andare in ospedale da mio marito.

Ex marito!

Olmo, ci siamo molto amati.

Siamo stati insieme per più di trent'anni prima che arrivasse la puttanella.

Che cosa le fa pensare che Catrina eserciti la professione?

Scusi, ma lei chi è?

E come si permette di venire qui e fare certe domande?

Guardi, mi sono chiesto tante volte chi sono.

E forse per la prima volta da quando sono tornato in Sicilia ho la risposta.

Sono uno scrittore.

I scrittori, si sa, fanno molte domande.

Magari per capire dinamiche particolari, psicologiche.

Come quella che possono portare un settantenne molto ricco a innamorarsi di

un 'infermiera che ha la metà dei suoi anni.

E' bravo la manna.

Ha detto tutto lei?

Sì, però anche lei sembra più giovane del suo ex marito.

E cosa, tra 15 anni di meno?

Che cos'era, la sua commercialista?

La segretaria?

La donna delle polizie?

Lei mi sta offendendo.

Io ero l'assistente personale di Olmo.

Va bene, la segretaria.

Un déjà vu, non le pare?

Da scrittore la definirei una situazione poco originale.

Forse proprio vero che a volte l'amore manca di fantasia.

Come le ho già detto prima, io purtroppo non ho molto tempo da dedicarle,

e soprattutto non ho tempo di stare qui a ascoltare le sue assolutà.

Va bene, vado via, però prima mi dice, per

favore, perché è piombata così all 'improvviso?

E perché ha mandato a Monte il tour?

Lei non ha figli, la manna, vero?

E quindi non può capire.

Che cos'è che non posso capire?

Che per il futuro di un figlio, una madre, è disposto a fare qualsiasi cosa.

Ora, per favore, esca dalla mia stanza e dalla mia vita.

Un'ultima domanda, Maria.

Lei sa fare le inizioni di insulina?

No, mi fanno impressione.

Altrimenti perché avrei assunto un 'infermiera?

Vi!

Allora è la macchina di tua madre.

Ancora cammina?

Per il momento sì.

Ma che ci c'è andata a fare a Palermo?

Abbiamo trovato una penna di insulina vuota, usata una volta sola.

E sappiamo, uno, che una dose di insulina intera può essere letale.

Due, che Olmo non si faceva le inizioni da solo.

Per cui, qualcuno potrebbe aver tentato di ammazzarla.

Ti pare che non fosse tanto amato dai suoi compagni di viaggio.

Ma appunto.

Ma prima sono andato a parlare con la sua ex moglie.

Volevo capire il motivo della sua improvvista venuta in Sicilia.

E quella non ti ha detto niente? Infatti.

Ma non è stata lei.

E tu come fai a dirlo?

Lo sai, sono andata a chiedere ai pescatori che baggiano quella zona di mare.

Che avessero visto Olmo sulla scogliera il giorno che è caduto.

Sì.

Infatti è così.

Poi di Ciccio Musumesh, il mio compagno di pesca, sai?

Quel giorno pescava lì.

E ha visto Olmo che litigava colmo.

Con i capelli o senza?

Con.

Scusa, ma tu non fai la veda turistica?

Quello è per guadagnare qualche soldo.

Di mestiere faccio lo scrittore.

Sto raccogliendo del materiale per un romanzo.

Un giallo.

E allora volevo farvi qualche domanda per capire

qualche sfumatura psicologica dei miei personaggi.

Una coppia di assassini.

E noi che c'entriamo?

Somigliano molto a voi.

Durante il viaggio ho avuto la sensazione che non corresse buon sangue fra voi e Olmo.

E per la villa che gli avete ristrutturato? Eh, sì.

Olmo era molto arrabbiato.

Ci accusava di aver usato del materiale scadente

e poi non gli piaceva il prodotto finito.

Ha anche cercato di non pagarci.

Sì, però poi abbiamo trovato un accordo.

Prima di tutto siamo amici.

Sì, ma Olmo non si è comportato bene.

Perché dopo l'accordo ha cominciato a mettere in giro delle voci false.

Ci rovina la reputazione.

E la reputazione per voi è molto importante.

È ottio.

E poco importa se Olmo Buscaglia sia un noto pezzo di merda.

Immagino che nel vostro livello non siano il primo e l'unico, no?

Come mai siete arrivati tardi il giorno in cui Olmo si è sentito male al pulmino?

Stiamo provando ad avere un figlio.

E quella mattina c'era il picco ormonale.

Ti sei fatto i cazzi nostri a sufficienza?

Ho soltanto un'ultima domanda.

Però è per neve.

È il giorno in cui Olmo è caduto accidentalmente dalla scogliera.

Tu dov'eri?

Nella mia stanza.

Accanto a Danita.

Il picco ormonale anche quel giorno?

No, perché sei un testimone che ti ha visto su quella scogliera mentre litigavi

con Olmo e potrebbe raccontarlo alla polizia.

È vero.

Ero lì.

Abbiamo litigato.

Sì, io avrei voluto buttarlo giù dal precedizio.

Ma non l'ho fatto.

Non l'ho fatto, lo giuro.

Alla fine è caduto da solo.

Io l'ho anche aiutato a risalire.

Fesso che sono.

E come mai lui ha detto che era da solo? Non lo so.

Forse per evitare che gli altri pensassero che avevamo qualcosa da nascondere.

Nella camera di Olmo abbiamo trovato una penna da insulina vuota.

Se qualcuno gliel'ha iniettata contro la sua

volontà potrebbe essere considerato tentato vicidio.

Noi non sappiamo niente di questa cosa.

Però... Quando siamo usciti dalla nostra stanza per venire al pulmino siamo passati

davanti alla stanza di Olmo e abbiamo sentito una voce che urlava.

Quella è mia, hai capito?

È mia!

E chi era? Nicolai.

Parlavano di Catrina.

Io e Olmo siamo soci in affari.

Facciamo l'import-export tra la Russia e l 'Italia.

Trattiamo vodka, caviale, macchine di lusso, robe così.

Però ultimamente tra me le cose non fanno tanto bene.

Tanto è vero che lui si era convinto che io mi stessi

accordando con un'altra società italiana, un suo concorrente.

È vero? È certo.

Questo stronzo ha deciso di sciogliere la società e l'avrebbe fatto dopo il nostro

ritorno a Roma dopo questa vacanza del cazzo.

Scusatemi, non ho capito una cosa.

Perché avete deciso di fare questo tour insieme a lui se lo odiavate così tanto.

Io non aveva scelta.

Olmo ci teneva per Catrina.

Le voleva regalare una vacanza.

Con me.

Siamo amiche.

Ci conosciamo da quando facevamo le infermiere.

Ecco, a proposito di infermiere, lei sa sicuramente fare le iniezioni di insulina.

Qual è la quantità esatta da iniettare una persona per ucciderla? Praticamente.

..

Senti, tu assomigli più a uno sbirro che a uno scrittore.

Che cazzo vuoi da me?

No, ti sbagli, Nicolai.

Se fossi uno sbirro, ti chiederei di quella sera in cui hai provato a

violentare Catrina rimediando un calcio nelle palle e un cazzotto nello stomaco.

No, niente, niente.

Che ci facevi nella stanza di Olmo la mattina che siamo stati a Segesta?

Qualcuno ti ha sentito mentre lo minacciavi?

Sempre per Catrina?

Non ti andava giù che se la spuppazzasse lui, mentre...

Amore, scappa!

Come hai fatto?

Ho imparato una nena.

Là c'è sempre qualcuno che vuole spascare la testa.

Ma perché corriamo?

Perché se uno si alza dopo un corso di testa, meglio scappare.

Quindi, sia Anita e Nevio che Nicolai avrebbero avuto un movente per uccidere Olmo.

Neanche Nadia si va.

È bello grosso.

Altrimenti perché arrivare qui di corso e rompere le uova nel paniero dell'ex marito?

Forse teme che Catrina possa sposare Olmo.

E si prende il patrimonio togliendolo al figlio.

Finché vivo può farlo.

Una volta ho sentito Olmo spiegare a Catrina come

fare a dirigere una ditta grande come la sua.

Forse Olmo vuole lasciare il testimone della società a Catrina.

Ho sentito Nicolai che diceva che voleva ristrutturarla.

E magari Nadia vorrebbe che questo ruolo aspettasse al figlio.

La penna da insulina poteva far sembrare tutto un uccidente.

D'altronde nessuno di loro ha un alibi per quella mattina.

Direi tutta la polizia.

Non credo.

Non ho nulla in mano.

Soltanto delle fissazioni di scrittore.

Ma tu scrivi solo storie tratte dalla vita vera.

Forse dovessi iniziare a scrivere qualcosa di tuo e non copiare.

Una come te nemmeno la più sfrenata fantasia avrebbe potuto inevitartela.

Quando fu io assunta all'ospedale Catrina già lavorava lì e stava con Nicolai.

Un giorno, due anni fa Olmo ha chiesto un 'infermiera e Nicolai ha presentato Catrina.

Olmo si innamora di lei?

Sì.

Voleva sposarla.

Ma lui era già sposato.

E Catrina non voleva passare per una... come si dice in italiano?

Rovina famiglie.

E? E' così.

Lei non è così.

Infatti poi non l'ha scusato.

Però...

quando Olmo ha divorziato da Nadia anche Catrina

ha lasciato Nicolai e si sono messe insieme.

E Nicolai non ha mai accettato di essere stato

lasciato per uno che aveva presentato lui.

Infatti credo che poi Nicolai si è messo con me solo per fare un dispetto a Catrina.

Comunque.

Nicolai odiava Olmo.

Per il lavoro ma soprattutto perché Catrina amava Olmo mentre lui no.

Non l'ha mai amato.

E così ha pensato di vendicarsi su tutti e due.

Catrina e Olmo.

E insieme agli architetti ha preso una decisione.

Ha chiamato Nadia per dirle quello che aveva scoperto.

Che cosa aveva scoperto?

Che Catrina era già sposata.

In Macedonia.

Che non poteva sposare Olmo perché sarebbe stata una...

Bigama.

Questo.

Pronto? Ciao.

Possiamo vedersi? Certo.

Quando?

A che subito se vuoi.

Allora vieni all'hotel.

Ti aspetto.

Va bene.

Grazie.

Senti, ho saputo una cosa.

Non so quanto sia vera.

Sei stata già sposata in Macedonia.

Che te l'ho detto?

Ada.

Ma voleva proteggerti.

Ero solo una ragazzina.

Lui era albanese come me.

Un soldato.

Un eroe.

Poi almeno così lo consideravano.

Non so che fine abbia fatto.

È andato in guerra, non è più tornato.

Non abbiamo mai ricevuto il suo corpo.

Ma ho ottenuto la dichiarazione di morte presunta.

Sei contento ora?

Ti ho preparato la caponetta.

Ma no, basta, basta.

Non ne posso più.

Cioè, sono pienizzi.

Non voglio.

Te l'ho fatta come piace a te.

Tagliata fino a fine.

Com'ha detto?

Maricchia, sto scoppiando.

Sto bene così, sto bene.

Bene, sì.

Stai bene, non è vero.

Non è vero, con quella faccia non stai.

La faccia che cosa?

Che faccia ho adesso?

Sei sciupato, sciupato.

Come?

Sempre sciupato.

Perché è una vita che te lo dico.

E chi ha denti non ha panna.

E chi ha denti ha chi non ha denti.

Maricchia, ti devo fare...

Il professore la fa.

Se è così, vi dica? Eh, eh no.

Io già avevo preso il penne.

Ma ci devo andare proprio io?

Ma sempre io?

Anche l'altra volta mi sono dovuto santificare io.

Eh, però mi pare che non è giusto così.

Ho capito che è malato.

Però sempre io? Va bene.

Sì, ho capito, va bene.

Va bene, ho capito.

Era il vicepreside.

Mi ha detto se posso accompagnarlo io alla città della terza E a Catania.

Perché chi lo d'inglese non ci vuol dire.

È proprio questo sabato.

Che seccatura.

Io volevo andare a Magari.

A Magari?

Questo malo tempo.

Ma non c'è stato malo tempo, a Magari c'è stato sole.

Sa vero, che fai?

Mi accompagni tu?

Ma io volevo restare in città.

Ho bisogno di studiare.

A settembre devo dare il diritto privato.

Eh, va bene.

Magari sai che faccio.

Ci vado da sola.

Perché una macchina ci vado da sola.

Solo stanno.

Non voglio che lo sanno.

Mi faccio qualche giorno.

Pronto?

Allo?

Sono Jean-Claude.

Ça va, monsieur Lamanin?

Hola hombre!

Que pasa?

Que pasa?

Monsieur Lamanin, abbiamo un problema.

Non c'è più d'acqua.

C'erano le citerne d'acqua?

Merda!

Mendo subito!

Non piccionerlo!

Jean-Claude, sono disolato.

Eh, sì, sono disolato.

Monsieur Lamanin?

Allo?

Allo?

Monsieur?

Pronto? È morto.

Olmo è morto.

Arrivo subito.

Mi dispiace.

Grazie.

Condoglianza.

Condoglianza, signora.

Grazie.

Lei è la moglie?

No, io sono il figlio, perché?

Sa, ci sono delle pratiche da sprecare.

La bara, il ciasporto, la formalità.

Dove avete intenzione di portare a buon animo? A Roma.

Eh, allora, le cose cambiano.

Ragione diversa, comune diverso.

Il ciasporto, la cosciata.

Non vi preoccupate.

Noi risolviamo tutte cose.

Scusatemi, ma... voi chi siete?

Honoranza e Funebi, San Cosme e Damiano.

E chi vi ha chiamato?

Mi scusi, lei è parente.

Ma... lei che ci interessa?

Ah, è di padermo.

Allora mi scusi, visto che è di padermo, perché non si fa i fatti suoi.

Sì, sono padermitano, e mi faccio i fatti degli altri, perché... c'è cosa?

No, non c'è niente.

È solo che di qua dentro, se una persona deve uscire fuori viva o morta,

lo stabiliamo noi.

Benissimo!

Allora, facciamo così.

Adesso, questa cosa che mi ha detto, la ripeto, pari pari al vicequestore Randone.

Guardi, anzi, lo chiamo subito, così magari ci parla direttamente.

Che dice? Sbirro, sì.

Che appicciotto è Sbirro?

Che succede?

Ma niente, questi simpatici amici mi sa che hanno sbagliato persona.

Forse cercavano altro defunto, vero?

Amore, quando chance.

Sono dei delinquenti.

Ti derubavano?

Cioè ora cosa facciamo? Tranquille.

Penso a tutto io.

Buongiorno.

Ho dato l'altro sportello per qui.

No, no, io sono un amico di famiglia.

E questa famiglia non ce l'ha?

Qualcuno che può venire a chiedere un certificato?

Guardi, il defunto era residente a Roma.

Qui c'è soltanto il figlio, che è molto scosso.

Che le cosa farmi sta cortesia?

Scusi, possiamo almeno avere una delega firmata dalla moglie?

Anche per email?

Difficile, perché il defunto era divorziato.

Divorziato?

Ma è stato un maggimonio lampo?

Quale maggimonio lampo?

Non sono stati sposati più di trent'anni.

A me risulta che il maggimonio risalga a meno di un mese fa.

Scusi, come... Come si chiama la moglie del defunto? Hasani Catrina.

Cosa sarà?

Giapponese? Albanese.

Della Macedonia.

C'è andato vicino.

Una penna da insulina.

Mi ha trovato uno uguale in camera di tuo padre.

Eh, era diabetico.

Ma era completamente vuota.

E abbiamo trovato anche la scatola.

Solitamente uno di prima mattina se ne fa un

terzo lasciando gli altri due terzi nella benna.

Scusa la mandama, non capisco dove vuoi arrivare.

E allora te lo spiego chiaro chiaro.

Sei stato tu a fare l'ultime lezione di insulina a tuo padre.

Magari avete ritigato, oppure no.

Magari lui stava male, oppure no.

Sta di fatto che tu quella mattina gli hai sparato

una dose di insulina ad ammazzare un cavallo.

Ma tu cosa vuoi da me?

Tu chi cazzo sai?

Ha finito mio padre di dirmi cosa è giusto e sbagliato e ora cominci tu? No, guarda.

Io non sono tuo padre.

Per fortuna.

Ma mi piacerebbe sapere perché l'hai fatto.

Soldi?

Rancore?

Amore?

Gelosia?

Ho fatto cosa, io non ho fatto niente.

Diciamo che gli hai dato una mano ad andarsene.

Magari avevi paura che Catrina entrasse troppo in famiglia, no?

Allora hai accelerato i tempi.

Prima che le cose degenerassero.

Prima che lui la sposasse.

Magari le desse in mano le redini della società al posto tuo.

Capito?

Quindi la mignotta Macedo ne l'ha fatta annusare pure a te?

Catrina non ne sa niente.

Però... Se ci pensavi prima era meglio.

Lei e Olmo si sono sposati.

Qualche settimana fa.

Era questa la notizia che Olmo voleva darvi? Non è vero.

Tu non puoi provare niente.

Tu non sai niente.

Non sai niente di me, di mio padre.

Non sai... Non puoi sapere.

Hai ragione, Glauco.

Io non so niente.

Del resto ogni figlio uccide suo padre, no? Stronzo.

Vatten.

Vuoi denunciarmi? Non lo so.

Deciderò quando passa lo scirocco.

Buongiorno.

Le valigie dietro e il computer lo tengo con me.

Grazie.

Prego.

Ehi.

Dove sei stata?

Sono andata a cercare una chiesa.

È l'unico posto dove riesco a piangere.

L'ermo è piena di chiesi fatte a posto per piangere.

Tu invece mi fai ridere.

Pure adesso.

Sa vero, perché ti ho incontrato solo ora?

Perché le cose vanno sempre così.

Grazie, comunque.

Devo dirti una cosa importante.

No, ti prego.

Non adesso.

Ne so già troppe.

Ho paura di restare di nuovo sola.

E già che te dato troppe volte.

Ognuno sta solo sul cuore della terra.

È vero? Sì, non è mia.

È di un poeta siciliano.

Salvatore Quasimodo.

È vero e lo stesso.

Ciao, Saverio.

Demerì il sacchetto dei Gandhi? E là.

È bello tornare a casa.

E adesso saldiamo le mattonelle.

Ecco chi è stato.

Ad affittarmi casa.

Demerì.

Mastro Pietro, sto cercando di mettermi in contatto con suo nipote Andrea.

Ma devo avere un numero sbagliato, perché mi dai inesistente.

Non me ne parli.

Quello mi fa dipendere pazzo.

Gandhi a telefono, ogni due per tre.

Aspetta che le mandi il numero nuovo.

Grazie, grazie mille.

E per quel conticino che abbiamo in sospeso.

Che fetta c'è, signor La Manna?

Pagare e morire, più tardi che si può.

Signor La Manna, tutta questa fretta?

Così saldiamo il nostro debito.

E ci chiariamo subito.

E' venuta bene la cucina, vero?

Se per questo è venuta benissimo.

E' apprezzata anche all'estero, sai?

Viene bene anche in foto.

Ha fatto delle foto?

Andrea, dobbiamo andare avanti così ancora per molto.

Amunì, lo so che le hai fatte tu le foto, quando lavoravi qui con tuo zio Mastro Pietro.

Le hai messe sul sito e mi hai spedito a casa un battaglione di ussari francesi.

E quindi, che male c'è?

Niente, una truffa.

Da sei mesi a tre anni di reclusione.

Signor La Manna, un attimo, ragione.

Allora, quando i francesi sono venuti qui, lei aveva due possibilità.

O li mandava via o le ospitava, lei che ha fatto?

Le ho ospitate, mica li potevo buttare in mezzo alla strada.

I francesi le hanno dato dei soldi, no?

Era una cifra soddisfacente.

Non lo so se era soddisfacente.

I francesi hanno detto una cifra e quella me l'hanno dato.

Bene, e allora la truffa non c'è.

L'affare si è perfezionata.

Lei ha preso la sua parte e io ho preso il mio 25% da intermediario come da mercato.

Andrea, forse ti sfuggi il piccolo particolare che io non volevo affittare casa mia.

Si, ma l'ha fatto.

E ora siamo tutti contenti.

Io sono contento, lei è contento, i francesi pure.

Abbiamo promosso il turismo siciliano.

E se va dai carabinieri?

Se va dai carabinieri, sbaglia.

Perché li applica la regola dello svantaggio.

Ma che cos'è?

Lei segue il calcio, signor La Manna.

No.

Quando un giocatore sta per andare in rete e subisce un fallo ma l'azione va comunque

avanti l'arbitro applica la regola del vantaggio per non far finire l'azione.

Che cosa c'entra con me?

Che se lei va dai carabinieri applica invece la regola dello svantaggio.

E' svantaggiato lei che deve spiegare ai carabinieri per chi

ha affittato la casa prendendosi dei soldi per alcio in nero.

E' svantaggiati i francesi che devono andare all'ambasciata a spiegare,

a testimoniare, si portano un brutto ricordo della vacanza.

Svantaggiato io e svantaggiato il turismo siciliano.

Così invece, signor La Manna, abbiamo fatto tutti i gol e siamo contenti.

Io, lei e i francesi.

Andrea, guarda, è meglio se te ne vai subito

e la chiudiamo qui e non ne parliamo mai più.

E la cosa rimane fra me, te e i francesi.

Però mi raccomando, se lo fai di nuovo racconto tutto a Mastro Pietro.

Va bene, signor La Manna.

Grazie.

Lo sapevo che lei era una persona intelligente.

Poi le faccio uno sconto di 200 euro, ma per la stima personale che ho di lei.

Sì, sì, è per la stima che ho di te.

Guarda, non ti caccio via, vai data nel culo.

Conosci la regola dello svantaggio?

No.

Se denuncio Glauco parte un'indagine che non finisce più.

Non si sa quanto dura, nemmeno si sa come può andare a finire.

Nel frattempo tutti i beni vengono bloccati.

Glauco non tocca palla, ma nemmeno Caterina tocca palla.

Passano gli anni, svantaggio per tutti.

Invece sono convinto che quando ho detto a Glauco che suo padre si era già sposato

con Caterina, è capito di aver fatto la più grossa

minchia della sua vita e se lo ricorderà per sempre.

Perché Caterina si beccherà precisa precisa la metà dell'eridità di Olmo.

E inoltre credo che Olmo avesse già nominato amministratore unico della sua società.

Rolo che Nadia credeva è stato sedestinato al figlio.

Che cosa ti ha regalato Olmo la sera che aveva amparo?

Il futuro, Sanrio.

Il mio futuro.

Insomma, per dirla la maniera di Oxford, Glauco se l'è presa in quel posto.

Ma quanto sei fine, io per questo sto con te.

Senti, ma mi c'è questa regola del svantaggio dove sta scritta?

L'opposto della regola del svantaggio nel calcio, ma non hai presente?

Anche se l'aspetto può ingannare, sono una femminuccia e a me il calcio non interessa.

Strano, perché io sono un maschietto e invece a me piace cucinare.

Questa sera che hai la serata libera infatti ti preparerò una scenetta speciale.

Diciamo filatura di grano duro in trafila di bronzo con datterini pelati a vilo.

Cipolla bianca di Castro Filippo appassita in olio extravergine con spremitura a freddo.

Il tutto aromatizzato al basilico della mia grasta.

E rossi di gallina ruspante di terra sul letto di albume bianco

rassodato a bassa temperatura in succo d'olive nocellara.

Dunque, se ho capito bene, mi stai rifilando un piatto

di spaghetti con il succo di pomodoro e due uova secche.

Il solito cretino.

Se lei me la cucina è come la letteratura, non

è importante il contento, ma come lo racconti.

Senti, ma non hai pensato una cosa molto semplice?

Che cosa?

Che possa essere stata lei.

Lei chi? Catrina.

Beh, in fondo, dopo essere diventato sua moglie e amministratore unico,

è l'unica da avere un muovente.

Devo dirti una cosa importante.

No, ti prego.

Non adesso.

Non sono già tornato.

No, non è possibile.

Sì, sono geloso.

Certo, a te la bellezza ti dà la testa.

E ottene pregagionamento.

Tutti uguali, i miei uomini.

Sai perché mio padre va di tanto a questo posto?

Perché mia madre è morta qui.

Era l'estate del 1998.

Avevo vent'anni.

Io ero rimasto a Palermo a preparare un esame di diritto privato che dovevo

sostenere a Settembre a Roma, dove studiavo.

E quando si sentì in mano era qui.

Era potuto da sola.

Mio padre non era potuto venire perché aveva degli impegni a scuola.

Si era sola in casa.

Corina aveva anche provato a chiamarmi.

Soltanto che io non...

Non ho sentito il telefono perché ero in camera mia a studiare con la musica a balla.

Aveva le sue spadiglie a sole rosse.

Quelle che portava sempre quando andava in vacanza.

Nessuno mi ha detto che...

se avessi sentito il telefono magari... si sarebbe stato.

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