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Ho visto il corpo dalla finestra, quella lì.
Mi aspettavo l'amante di Dumi perché si vedevano qui e invece...
- L'avete identificato ? - Enzo Cartani, 68 anni.
E' morto da almeno 48 ore.
- Ciao, Benzi. - Ciao, Carlo. - Da almeno 48 ore ? - Sì.
Quindi lo stesso giorno in cui è stato ammazzato Dumi.
Stesso giorno e stessa dinamica, un solo colpo a bruciapelo.
Per il proiettile dobbiamo aspettare l'autopsia.
- A parte questo, che cosa avevano in comune loro due ? - Non lo so.
Bragadin sta tornando in ufficio. Se scopre qualcosa, ci informa.
- Spero. - Non fare battute come la Repola, è un ottimo elemento.
Come no ? Me lo auguro, ma è meglio se leggi il suo fascicolo.
- L'ho letto. - Ah, sì ? E' in auto da quando te l'ha dato il questore.
Mi mancherai anche per quanto mi rompi le palle.
Senti, dobbiamo trovare assolutamente l'amante di Dumi.
- Voglio anche riparlare con la moglie. - Carlo, vieni a vedere.
- Guarda caso manca una pistola. - Una di piccolo calibro.
Nella cassaforte c'era un elenco delle pistole, manca una 22.
- Sono denunciate ? - No. - Ora toglietevi di torno, devo lavorare.
Grazie alla foto, abbiamo il volto dell'uomo con cui Clara è andata via.
- O l'ha portata via. - E' un volto senza nome.
Spero che possa aiutarvi a ritrovarla.
Non so chi sia.
Anche se avessi visto Clara andare via mano nella mano con lui
continuerei a credere che non l'ha fatto per scelta.
Tutto sembrerebbe provare il contrario.
In che cosa consisterebbe questo "tutto" ?
Lo sai, la Scientifica non ha trovato segni di aggressione.
Clara è entrata nel bar, ha chiesto del bagno, ma non c'è andata.
Sulla porta di sicurezza c'erano le impronte di Clara.
Non capisco come pensi di trovarla con i pregiudizi che hai su di lei.
Alice, tu hai mai visto quest'uomo ?
- No, non so chi sia. - E' la verità ? - Sì.
- Alice, ti prego. - Che palle ! Non l'ho mai visto !
Bruno, lasciala stare. Aspetta che si calmi.
Se ti dice qualcosa, hai il mio numero.
- Va bene, io vado. Ti lascio la foto, non si sa mai. - Ti accompagno.
- Vuoi che ti aspetto ? Ti accompagno a Medicina Legale ? - No.
- Vado più tardi. - Okay. - Mi dispiace per le tensioni con Bruno.
Le indagini sono una cosa, le mie opinioni personali un'altra.
- Spiegagli che so tenerle separate. - Va bene.
- Ciao. - Ciao. - Ciao, Bruno.
-Dimmi, Mario. -Abbiamo rintracciato l'amante di Dumi. -Bene. Arrivo.
Chi sei ?
[BUSSANO ALLA PORTA]
-Ho i tracciati del telefono di Clara. Una cosa è strana. -Cioè ?
Quando Clara è venuta a Roma per costituirsi, non è andata da Alba.
E' rimasta in zona stazione per due ore.
- Va bene, cerca di capire perché. Mettiti qui, se hai bisogno. - Sì.
[BRUNO PARLA IN FRANCESE]
[PARLA IN FRANCESE]
Era da un'amica fuori Roma. Ha sentito il figlio stamattina.
Ha saputo che la cercavamo e sono venuti qua.
- Notizie del morto di ieri sera ? - Dai movimenti del suo telefono
sappiamo che è arrivato alla villetta alle 9 e mezza.
Non è morto prima di quell'ora, ma non troviamo collegamenti con Dumi.
- Bragadin ? - E' andato all'Archivio della Procura
per farsi un quadro completo. Non lo so, non ho capito niente.
Prendete le impronte e schedatela. Ci vediamo in sala interrogatori.
Va bene. [SQUILLI DI CELLULARE]
Già ti manco, di' la verità.
- Dove sei ? - In Commissariato. Perché ? - Perché ?
Perché se avessi scommesso 100 euro, li avrei vinti.
- Se dico "Questura", che ti viene in mente ? - Non lo so.
Non ho tempo per gli indovinelli.
Oggi in Questura c'è il coordinamento dei dirigenti.
Certo, lo so... ma non posso andarci.
Chi ha chiamato per dire che non vai ? Non è un indovinello.
- Nessuno. Lo fai tu, no ? - No, sto in permesso !
Un permesso estorto con l'inganno. Ringrazia se non ti denuncio.
Dài l'agenda a qualcun altro. Non posso pensarci anche da casa.
Non è giusto, no ?
Pronto ? Pronto ?
Che nervoso !
- Conosce il posto ? C'è mai stata ? - Sì, io e Luca ci incontravamo lì.
- Ha le chiavi ? - No. Le ho restituite a Luca l'altra mattina.
- Non aveva senso tenerle. - Conosce quest'uomo ? - Non l'ho mai visto.
E' stato ucciso tre giorni fa, stessa data, stessa dinamica del suo amante.
Abbiamo trovato il corpo ieri sera, è stato ucciso nella villetta.
- Mi accusate anche di questo ? - Ci dica la verità sulle chiavi.
- Dumi non le aveva. - Ho detto la verità. - Perché l'ha lasciata ?
Non so. Si era stancato, ai messaggi non rispondeva, non mi parlava più.
- L'ha abbracciato quando l'ha incontrato ? - Che importa ?
Il proiettile è stato sparato da vicino, alla destra del torace.
Tracce recenti del suo Dna sono state trovate a destra del piumino di Dumi.
Mi vergogno... ma ho fatto una scenata, va bene ?
Ho fatto una scenata patetica. Luca era distante, distratto.
Allora l'ho preso per un braccio e l'ho tirato a me, poi ho pianto.
- Sapeva delle armi nascoste nella villetta ? - No.
A che ora l'ha incontrato ?
Forse erano le 7 e sono rimasta con lui un quarto d'ora.
A noi risultano 55 minuti, in quei 55 minuti il suo amante è stato ucciso.
Avevo la macchina parcheggiata lì vicino, ma quando sono andata via
sono rimasta lì ad aspettare.
Stupidamente speravo che Luca venisse a cercarmi.
Però ve lo giuro, non ho ucciso Luca e non ho mai visto quell'uomo.
Scusa, non sapevo come trovarti. Il carcere era l'unico riferimento.
- Non mi hai disturbato. Come posso aiutarti ? - Sì.
Allora...
Lo conosci ? L'hai mai visto girare qui intorno ? Il nome non lo so.
- No, chi è ? - L'uomo che ha portato via mia madre.
O con cui mia madre è andata via, dipende dai punti di vista.
Mi dispiace.
Se mia madre avesse nascosto qualcosa in carcere
tu te ne saresti accorto. - L'ho incontrata solo qualche volta.
Comunque non posso parlarne.
- Ci sono delle regole, capito ? - Sì, capisco.
- Scusami. - Mi dispiace. - Scusa il disturbo. Grazie. - Figurati.
Il Pm ha autorizzato il fermo. La teniamo da noi questa notte
e domattina la trasferiscono in carcere. - Ha confessato ? - No.
- Non c'è movente sull'omicidio di ieri sera. - Infatti.
Nei tabulati di Gerasi e Dumi niente li collega al secondo omicidio.
Però aveva il tempo per ammazzarlo.
Se ha mentito e ha tenuto le chiavi della villetta
dopo avere sparato a Dumi, può essere andata lì e ucciderlo.
- Hai convocato Vittoria Dumi ? - Certo.
- Bragadin ? - Non è ancora arrivato.
Perché non c'è mai qui ?
- Lui è ancora qui ? - Ho detto che non può vedere la madre, ma insiste.
E' una mia impressione o i ragazzi mi evitano ?
- Ho una cosa da fare. - Anch'io. - No, tu parli con me.
- C'è qualcosa che dovrei sapere ? - Marco ha detto a Lisi
che avresti assegnato a qualcun altro la tua agenda. - No ! Come...
- Posso fare qualcosa ? - Sì. Mi passi un sacchetto dei reperti ?
Quando estraggo i proiettili mi viene in mente "L'allegro chirurgo".
- Chi è ? - Un regalo di Muzo. Meno male che doveva dimettersi.
Ha trovato due morti e a orari impossibili, colazione e cena.
- Che cos'è questo faccino ? - Una giornata un po' così.
Comincio ad aprirlo, così ti distrai.
Hai notato ? Settant'anni, ma che fisico ha ?
- Che stai dicendo ? - Hai sorriso, bene.
Porto questo alla Scientifica, scrivo il referto e lascio "coso".
Di nuovo ? Lo dici una volta al mese, non sei più credibile.
Perché lo chiami "coso" ? Quest'uomo non ha un nome ?
Sì, ma preferisco chiamarlo "coso".
Mi alleno per quando l'avrò dimenticato.
Negli ultimi due anni Clara è stata a Roma cinque volte
e ogni volta ha fatto un biglietto andata e ritorno.
Ecco le date dei viaggi.
- Quindi non è venuta qui per costituirsi. - No.
Ogni viaggio segue lo stesso schema. Arrivo a Roma alle 14
e con il treno delle 15 e 55 riparte per Ginevra.
-Per due ore che fa ? -Niente. Resta alla stazione finché non riparte.
- Tranne l'ultima volta. - Sì, perché va a Medicina Legale
ma prima spegne il telefono e non lo riaccende più.
Il cellulare non c'è tra gli oggetti restituiti all'uscita dal carcere.
- Forse se ne è liberata prima di costituirsi. - Perché ?
Dai tabulati non risultano strane telefonate o messaggi sospetti.
Forse c'era qualcosa che non voleva che fosse trovato, appunti o foto.
Clara sa che se non butti il telefonino
qualunque cosa cancelli resta. - Che cosa pensi di fare con Alba ?
- Che penso di fare ? Dirle la verità. - Aspettiamo.
Mi rompi sempre le palle perché non le dico la verità, ora non va bene ?
Non ho completato il quadro, ma ho trovato un omicidio interessante.
- Tu non bussi mai ? - In effetti certi passaggi tendo a saltarli.
In effetti...
Andiamo.
Marino Gela, classe 1949, socio di Dumi.
Insieme producevano cartucce e munizioni di piccolo calibro.
-Nel '95 Gela è stato ucciso. -Come ? -Gli hanno sparato al cuore
a distanza ravvicinata alle 7 e un quarto di mattina alla stazione.
La donna che lo ha ucciso è stata condannata a vent'anni
ma si è sempre professata innocente. - Il movente ? - Vendetta.
Il figlio lavorava nella fabbrica. Era il suo giorno di riposo.
Gela lo ha richiamato per un lavoro, il ragazzo è morto in un'esplosione.
- Convochiamola. - Non si può. E' morta due anni fa. Era malata.
- E' un problema. - C'è la vedova di Luca Dumi. - Falla entrare.
Non è soltanto la vedova di Dumi, è anche la vedova di Marino Gela.
Ci siamo sposati il 6 giugno del 1992.
Ci amavamo tantissimo.
Quando tre anni dopo è stato ucciso, io aspettavo un bambino.
Chiaramente... l'ho perso per lo shock.
Mi sono isolata.
Ero intrattabile, cattiva, insopportabile, insomma.
Solo Luca mi è stato veramente vicino in quel periodo.
Dopo qualche anno ci siamo sposati.
Perché non ne ha parlato quando siamo stati da lei ?
Sono passati venticinque anni da allora
e la donna che lo ha ammazzato è stata arrestata.
Sì, ho pensato che il destino si accanisse contro di me.
Che cosa c'entra con il resto ?
Sono tre omicidi, è difficile credere al destino.
Signora, conosce... Enzo Cartani ?
- No. Chi è ? - Non sappiamo molto per ora.
Sappiamo solo che non lavorava, però aveva una bella casa, una bella auto
ed è stato ucciso tre giorni fa.
- Lo stesso giorno in cui hanno sparato a Luca ? - Sì.
Lo abbiamo trovato solo ieri in una villetta di proprietà di suo marito.
- E' assurdo. - Esclude qualsiasi rapporto tra suo marito e Cartani ?
No, io non escludo niente. Luca conosceva molte persone.
E' stato ritrovato in una proprietà di suo marito.
Non c'erano segni di effrazione, qualcuno gli ha aperto la porta.
Io non me lo spiego, sinceramente.
Luca ha abitato in quella casa prima che ci sposassimo.
Ormai è vuota da tanto tempo.
Non è proprio così.
Che ne pensi ?
E' terribile perdere due mariti in modo violento a distanza di 25 anni.
- Sono pieno di dubbi, Carle'.
- Anch'io.
(accento napoletano) Commissario ! Posso disturbarvi un secondo ?
Ci mancherebbe, Santillo. Dimmi tutto.
Sì, commissario. Ci ho pensato, non è una cosa... Però me la sento.
Cantabella mi ha suggerito di dirvi che sono onorato per questa cosa
però mi sembra esagerato. - Di che parli ?
- Della vostra agenda. - Ah ! - Eh !
- Che altro ha detto Cantabella ? - Che voi avevate già pensato a me
non dovevo dirvi di questa soffiata né fare il suo nome.
Doveva sembrare un atto spontaneo, ma io ho pensato una cosa.
Se devo diventare la vostra ombra e io divento la vostra ombra
la verità non è fondamentale ?
- Ci mancherebbe, la verità è tutto. - Quello che dico io.
Facciamo così. Vai da Cantabella e fatti passare le consegne, okay ?
- Perfetto ! Mi "porto" subito dal collega. - Bravo, portati. - Vado.
Marco, quando rientri in ufficio ti faccio vedere i sorci verdi.
Ali ?
Alice ?
Ali...
Ehi !
Tutto bene ?
(registrazione) # Tu, tu che sei diverso.
# Almeno tu nell'Universo. #
- E' mamma. # Un punto sei, che non ruota mai intorno a me... #
Mi divertivo a registrarla, poi la prendevo sempre in giro.
Secondo te davvero l'hanno portata via ?
Pensi che se ne sia andata volontariamente ?
No, non è possibile. Non vedeva l'ora di vederti.
Quando le ho detto che vi avrei fatte incontrare, era felicissima.
Che c'è, Alice ? Perché mi hai chiesto di tornare ?
Ho visto quell'uomo.
Rientravano a casa e se lo sono ritrovate davanti.
E' successo due anni fa. L'uomo parlava italiano, sembrava un amico.
- Ha avuto l'impressione che si frequentassero ? - No.
Però quando lui l'ha incontrata, era sorpreso.
E' stato gentile, invece mia madre era nervosa.
Ha detto ad Alice di entrare dentro, loro sono rimasti fuori a parlare.
- Alice l'ha visto altre volte ? - No.
Però mi ha detto che quando mia madre è rientrata, era molto tesa
e ha chiesto ad Alice di non parlarne con Bruno.
Alba, devi sapere una cosa.
Negli ultimi due anni tua madre è stata a Roma spesso.
Sicuramente doveva incontrare qualcuno, forse quell'uomo.
L'ultima volta si è costituita, ma non era venuta per quel motivo.
Alba ? Aspetta.
-Gli avevo chiesto di aspettare a informarti. -Invece ha fatto bene.
Sono io che sbaglio.
Continuo a credere che le sia successo qualcosa
quando è evidente il contrario.
- Mi sento una stupida. - Smettila.
Non sei stupida.
- Ciao. - Ciao.
- Ce l'ha con me ? - No, ma non avresti dovuto dirglielo.
Non voglio che Alba si aspetti più niente da sua madre.
Non so se questo è il suo amante, un complice
ma il giorno in cui Clara è sparita avevano un appuntamento. Guarda.
Quando Clara attraversa gli lancia un'occhiata
dopo che è passata la macchina.
Devo solo scoprire come hanno fatto a mettersi d'accordo.
Le detenute non parleranno
e non ti lasceranno indagare sugli agenti penitenziari. - Chi indaga ?
Non ho tempo. Anch'io voglio trovare Clara.
Allora come fai ?
Mando la montagna da Maometto.
- Guarda un po'. - E' bellissimo ! - Provalo.
Dài !
Ecco qua.
- Come sto ? - Sembri nata con questo addosso. - Grazie ! - Prego.
- Ma perché ? - Perché... Perché devo arrestarti, Ottavia.
- Per finta, ma ti arresto. - Mi compri con questo ? Tienitelo.
- Non vado in galera. - Te lo chiedo perché è importante.
- Non mi ha mai beccato nessuno. - Ti ho beccato io al primo scippo
e da allora lavori per me. C'entra la madre di mia figlia.
- E' sparita, non riesco a trovarla. - Come faccio con Jacopo ?
Lo lasci a tuo fratello come fai sempre. Dài, sei brava !
Tieni, guarda che "capetto" !
Dài !
- Lo tengo solo perché ormai l'hai pagato. - Va bene. - Che devo fare ?
Quando mi hai chiesto di portare le manette, pensavo a un gioco erotico.
- Che fai ? Arrossisci, Guerrieri ? - Non giocare, Trevi.
Eccola.
- Pronta, eh ? - Sì.
Oddio, scusa !
- Quelle le rivoglio, eh ? > Aiuto ! Aiuto !
Ferma ! Polizia !
Decido io quando mi prendete !
Cazzo ! Vai indietro, polizia ! Sbrigati !
Dove cavolo sta ?
- Dov'è andata ? - Commissario, sono qua.
Carlo ha detto che dovevo essere credibile e tu correvi veloce.
- Se lo sapevo, andavo più piano. - Sì, eh ? Vieni qua, simpatia.
Ufficialmente Dumi e Cartani non si sentivano né si frequentavano
ma i tracciati dei telefoni dicono altro. Dumi gli dava soldi.
- Trasferimento conto su conto ? - No, erano molto più prudenti.
Dumi prelevava 3000 euro dal conto e Cartani ne versava 3000 sul suo.
E' come se gli passava un mensile. Per questo Cartani non lavorava.
- Dove si incontravano ? - Alla villetta, una volta al mese
9 e 30 del mattino, sempre la stessa data
quella del giorno degli omicidi. - Che coincidenza !
- Posso ? - Vieni, Benzi. - Ho qualcosa per voi.
Questo è il proiettile del delitto del '95.
Questi sono degli ultimi due. Li ha sparati la stessa pistola.
Il fatto che i tre proiettili provengano dalla stessa arma
non vuol dire che l'assassino sia lo stesso. - Giusto.
Però gli ultimi due omicidi sono collegati al primo.
Com'è coinvolta l'amante di Dumi ? Nel '95 faceva le medie.
Infatti non si spiega.
E' un piacere approfondire con te, Bragadin.
Sei qui ?
Vieni con me.
[SCATTO DI SERRATURA]
Cinque minuti, eh ? Non uno di più. Io aspetto qua.
Avrei dovuto avvisarti, ma ero nei paraggi e ho provato.
Mi è dispiaciuto per stamattina. Tua madre mi ha detto che lavori qui.
Ho capito poco di lei, anche la psicologa è d'accordo.
- Cioè ? - Una detenuta modello, ma senza voglia di socializzare.
Sorrideva solo quando parlava di te e di tua sorella.
- Per dire che cosa ? - Che non vi merita
e ha fatto del male a tutte e due. Era come se fosse scissa.
Il corpo lì e la testa chissà dove.
Che hai ? Stamattina eri diversa, sembra ti dia fastidio parlarne.
Stamattina non sapevo che mi ha raccontato molte bugie.
- Parliamo da un'altra parte ? - Sì. - Ti offro un succo di frutta.
Un succo di frutta ? Sono disperata, non astemia !
Io sì. Però mi faccio qualche canna, non vengo proprio da Marte.
Questo è il tuo letto.
[SCATTI DI SERRATURA]
All'inizio le chiavi fanno sempre effetto, poi ti abitui.
Benvenuta.
Grazie.
Ciao ! Non ti aspettavo.
Ogni tanto faccio anche delle belle sorprese.
- Notizie sulla pratica di affido di Alex ? - Ci siamo quasi, sì.
Non lo so, Malik.
- Sei sicuro che convenga mettere fretta al giudice ? - Perché ?
Non lo so, penso al tuo lavoro, a quello che succede ad Alba.
La ricerca della madre ti impegna molto.
- Sono qua, mi pare. - Non mi riferisco solo agli orari.
E' anche una questione di testa. Ci sei con quella ? Sì ?
- Con Alex dovrai occuparti di tutto. - Me l'hai detto cento volte.
L'indagine è complicata, ma non vuol dire che non posso avere una vita.
- Pizza per tutti e tre ? - Pizza per tutti e tre.
- Sì, la pizza ! - Eccolo ! - Ci stavi ascoltando ? - Sì.
Andiamo a prendere la pizza.
[SINGHIOZZI]
Adesso basta !
La lasci in pace ?
Oh ! Che ti è successo ?
Gli stronzi non me lo hanno fatto nemmeno salutare !
Si chiama Jacopo, ha dieci anni. Fa dei disegni bellissimi.
- Adesso con chi sta ? - Sta con mio fratello.
Non ci sta bene, non è abituato. Siamo sempre io e lui e basta.
Ho chiesto di fare una telefonata, ma niente.
Il mio ne ha 25. Non viene mai a trovarmi.
Si vergogna.
Non riesco a smettere...
Se solo potessi sentirlo, gli direi che torno presto a casa.
- Vuoi una sigaretta ? - Sì.
Tieni.
Grazie.
Bragadin, ecco che non si spiega leggendo queste carte
perché Luca Dumi dava tutti questi soldi a uno sconosciuto.
Venticinque anni fa alle Ferrovie
Cartani faceva la manutenzione ai locomotori, poi si è licenziato
e ha iniziato a campare di rendita. - Con i soldi di Luca Dumi.
Era sul binario la mattina dell'omicidio
vicino a dove è stato ucciso Marino Gela.
Dopo una prima testimonianza confusa, ha accusato la donna.
Una testimonianza non basta per dare vent'anni.
La donna era in stazione quella mattina.
Aveva aspettato Gela all'ingresso e l'ha aggredito verbalmente.
Ne è scaturita una lite. Bel colpo di fortuna per Luca Dumi.
Nel '95 Luca Dumi ha ammazzato il socio. Perché ?
Basta vedere i conti dell'azienda per capirlo. Rubava.
L'altro se n'è accorto, l'ha ammazzato e ha pagato il testimone.
Tornerebbe tutto, solo che servono le prove.
Bragadin è andato a prendere i reperti dell'omicidio del '95.
Li porta a Benzi.
Adesso quello che dobbiamo capire
è perché l'amante di Dumi ha ammazzato Dumi e Cartani.
Carle', però... se è stata lei.
Io più vado avanti e più ho qualche dubbio.
- Sei stato bravo, hai fatto un gran lavoro. - Anche Bragadin.
Però non porta la pistola, chiarisci la cosa con lui il prima possibile.
- Offrimi una bella colazione. - Quello che vuoi, cornetti, bombe.
- No, una sfogliatella. - Sì, ma qui... - Non sanno farla.
- Perché ci sono queste foto sul tuo computer ? - Non è mio, è di mamma.
-Dove vai ? Ho dato un altro permesso e non lo so ? -Esco per servizio.
- Grazie per averlo mandato a casa nostra. - Di che parli ?
E' rimasto anche a cena. Mangia, Carlo, non sai quanto mangia.
-Perché non ci parli tu ? -No, è napoletano. -Appunto. -Lascia stare.
- Commissario, sono qui. - Non adesso.
Cantabella sostiene che quando come al solito dite "non adesso"
devo ostacolarvi il passaggio e obbligarvi a firmare.
Sostiene anche che voi non leggete niente.
Perciò ho fatto una sintesi su ciò che c'è da firmare e sugli impegni.
Facciamo così. Io ti firmo tutto, ma risparmiami la sintesi e gli impegni.
Va bene, però la sintesi è utile. Piano, piano...
Adesso che avete firmato tutto, vi ruberei un altro minutino
per pianificare la nostra collaborazione. - Te la spiego io.
- Io do gli ordini e tu li esegui, chiaro ? - Perfetto. - Vai. - Eseguo.
Grazie.
Clara aveva un secondo cellulare intestato a un pensionato.
Lo usava quando veniva a Roma per mandare messaggi.
"Partenza regolare. Okay. Controllo superato. Okay. Partita..."
- A chi era intestato l'altro cellulare ? - A un altro pensionato.
- Nell'ultimo viaggio di Clara ci sono anomalie. - Quali ?
Il telefono a cui scrive è stato disattivato quando era in viaggio.
- Nessuno risponde ai suoi messaggi. - Forse per questo si è costituita.
Qualcosa l'ha spaventata tanto da preferire di stare in carcere.
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì.
- Posso ? - Ehi ! Sì.
Il computer di mia madre.
Lo aveva Alice, né io né Bruno lo sapevamo.
Spero che possa servirvi per cercare qualcosa.
Certo.
Tesoro, mi dispiace per ieri. Ho detto delle parole sbagliate.
Non è facile trovare le parole giuste per dire la verità.
Ancora non conosciamo la verità.
Qui dentro è pieno di foto mie.
Mamma ha cercato informazioni su di me prima di due anni fa.
Temevo che volesse usarmi, invece mi vuole bene davvero.
Perché avrebbe dovuto mentirmi ?
Che c'è ? E' successo qualcosa ?
- No. - No ! Niente, non ci sono novità.
- Sto cercando Benzi. - E' impegnato. Che succede ?
Ho del lavoro per voi.
-Da che secolo arriva ? -Lo scorso, ma sono passati solo 25 anni.
Se ben conservato, il Dna sopravvive a lungo.
[SCATTO DI SERRATURA]
Dài, siedi.
- Dimmi. - Sulla sigaretta intera c'è il Dna di Dumi.
Gela era alla stazione per la spedizione di un carico.
Il socio lo ha raggiunto con una scusa, forse una sigaretta.
Quello si è avvicinato, erano in testa al binario.
Il treno stava arrivando, gli ha sparato e se n'è andato.
Povera donna !
Se ami una persona e la uccidono mentre aspetti un bambino
non puoi dimenticare il nome del testimone più importante.
Enzo Cartani, l'uomo ucciso nella villetta.
No, penso proprio di no.
- Bravi ! Avete fatto un bel lavoro tu e Muzo. - Grazie.
-Perché non porti la pistola ? -Per quello che è scritto lì dentro.
Sei un poliziotto, devi portarla, sempre.
Se quella sera non l'avessi avuta, non avrei ammazzato il ragazzo.
Nel fascicolo c'è scritto che minacciava te e la tua compagna.
La pistola era finta, aveva sedici anni.
Puoi continuare a massacrarti la vita con i sensi di colpa
ma non posso mandarti in servizio senza pistola.
Mi dispiacerebbe perderti perché ti considero un ottimo elemento.
- Oltre a te, chi ha letto il mio fascicolo ? - Nessuno.
- Grazie. - Ho trovato la fede di Luca Dumi.
- Come ? - Ho cercato tra le siepi ai giardini e l'ho trovata.
- La mando a Benzi ? - No, dalla a me.
Se ci sono delle impronte, so che non sono dell'amante di Dumi.
Bragadin, cerca qui dentro, soprattutto quello che non si vede.
- Fai quello che ti ho detto. - Sì.
Brava.
- L'hai fatto incazzare ? - Può essere.
[SCATTI DI SERRATURA]
Il Pm ha revocato il fermo, può andare.
- Ci tenevo a dirglielo di persona. - Grazie.
Chi è stato a uccidere Luca ?
E' una brutta storia che non le piacerà. Non posso dirle molto.
Non importa, capisco. Posso chiamare mio figlio ?
L'ho avvertito io, sta venendo a prenderla.
Venga via da questo brutto posto, non fa per lei.
- Ha avuto problemi per avermi fatto vedere Francesco ieri sera ? - No.
Comunque sto lasciando la polizia.
- Un richiamo scritto non sarebbe stato un problema. - Perché lo fa ?
Anche questa è una storia un po' complicata.
Ho commesso degli errori che non voglio ripetere.
Ho bisogno... di resettarmi.
Se c'è un posto dove si può fare, l'accompagno e mi resetto anch'io.
Andiamo.
- L'avete ritrovata. - E' stata un'agente ostinata.
Pensava che l'amante di suo marito l'avesse sfilata dal dito e gettata.
Non si era sbagliata di molto, ma non è stata la Gerasi a farlo.
Per vent'anni sono stata accanto all'assassino
dell'unico uomo che ho amato veramente. Mi sentivo protetta.
Come l'ha capito ?
Per gelosia. Una mattina ho seguito Luca alla villetta.
Pensavo che avrebbe incontrato Paola.
Invece è arrivato quell'uomo.
Non l'ho riconosciuto subito perché non lo vedevo dal processo.
Ma non le è bastato questo per capire la verità.
Ho controllato i conti e ho capito che Luca era ricattato.
Quando Marino fu ucciso lui disse che era a casa
ma prima di ritrattare
il testimone aveva parlato di un uomo sui binari.
La pistola ?
La pistola... Mi sono ricordata di quella collezione.
Quando Marino fu ucciso
si era parlato del fatto che era un piccolo calibro.
L'ho presa e sono andata ai giardini.
Ho visto Luca e Paola litigare.
Quando lei si è allontanata, l'ho raggiunto.
Gli ho detto che sapevo del tradimento, ma lo perdonavo.
Ci siamo seduti.
Luca mi ha abbracciata e io gli ho sparato.
Poi gli ho sfilato la fede e l'ho buttata.
Ho preso le chiavi che Paola gli aveva restituito
perché ho pensato che trovandole avreste cercato una seconda casa.
Sono andata alla villetta, ho aspettato l'arrivo di Cartani
e ho ammazzato anche lui.
Non era meno colpevole degli anni che ho passato nella menzogna.
Se ci tieni a sentire tuo figlio, forse possiamo fare qualcosa.
Però sai come funziona, no ? Nessuno dà niente per niente.
Che devo fare ?
Alla prossima ora d'aria un'amica ti passa una cosa per noi.
- Tu la prendi, la nascondi e poi ce la porti. - Se c'è un'ispezione ?
Se c'è un'ispezione... la roba è tua.
Va bene. Prima parlo con Jacopo, poi vi faccio il favore.
Non funziona così, bella.
Come faccio a sapere se mi prendete per il culo ?
- Ecco qua. Sei più tranquilla adesso ? - Ma... da dove viene ?
Che ti frega ? Era di quella che stava qui prima.
- Se non ti piace, lo riprendo. - No ! Grazie.
Grazie.
[CLACSON]
Non chiedermi mai più una cosa del genere.
Sei stata dentro due minuti, dài ! Dimmi.
Quelle due che stavano con Clara hanno un cellulare.
-Lo fanno usare in cambio di favori, lo hanno preso da lei. -Brava.
- Ti voglio bene. - Anch'io, guarda che ho fatto per te. - Eh !
- Oh ! - Guarda che ho fatto io per te. Cammina, andiamo !
Lisi ?
Accompagna questa meravigliosa creatura dove vuole.
- Ci sentiamo presto. - Ciao. - Ciao.
Vai.
- Come mai non sei in Archivio ? - Mi sto sforzando di socializzare.
- Con chi ? Sei solo. - Intanto con l'ufficio, un passo alla volta.
Ecco, da questo momento in poi sparisco.
Avevo promesso alla Repola una festa d'addio...
ma non ce la faccio.
Ti troverai bene qui, sono tutte persone speciali.
- Perché vai via ? - Non vado via da loro, lascio la polizia.
- E' una storia brutta. - Prendo il posto di un uomo distrutto. - No.
Quello di un uomo che vuole rimettersi in piedi.
- Sono contento che hai accettato il mio invito. - Sono contenta anch'io.
- Andiamo dentro ? - Okay.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Dimmi. - Vedi la differenza tra una porta e un telefono ?
Al telefono devo aspettare che rispondi e a me non piace aspettare.
- Mi hai telefonato solo per dirmi questo ? - Ho trovato qualcosa.
Questo computer era collegato con il telefono di Clara.
Benzi sta cercando di identificare la ragazza.
Per ogni viaggio ci sono due foto. Clara veniva per incontrare lei
tranne l'ultima volta perché l'incontro non c'è stato.
Forse per questo si è costituita. Ma perché fotografarla di nascosto ?
Forse doveva documentare per qualcuno che tutto andava bene.
[SQUILLI DI CELLULARE] E' Benzi. Dimmi.
Non ho il nome della ragazza, ma so dove potete trovarla.
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