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Original subtitles

Sapuro, mio mio, che dispiacere, che tragedia, che catastrofe.

Grazie, è bello quando mi infondi ottimismo.

Ma com'è che ti hanno licenziato?

Papa, lo sai dai, un precariato.

Ma tu eri portavoce del sottosegretario al ministero di l'intenne.

E' un bel precario di lusso, ma sempre precario.

Non facciamo discriminazione.

Non c'è niente da scherzare, sa vero?

Mi ha telefonato Campini, dal Viminal.

Ti cercava merito irraggiungibile.

Ho bloccato il numero.

Licenziamento nuovo, vita nuova.

Ha detto che deve restituire immediatamente il mazzo di capi del tuo

ufficio, della cassetta di sicurezza e il telecomando del cancello riservato.

Sì, papa, ho spedito tutto con una raccomandata assicurata.

Tranquillo.

Ah, bravo, bene, bene, bravo.

Ha detto anche che deve restituire il tesserino di ordinanza del ministero.

Papa, ho spedito pure quello.

Dubitavi del mio amor patrio?

Sa vero, ti offendo se ti dico una cosa.

Solo se è una cosa offensiva.

Ma ora, dico ora, che niente farai adesso?

Sto andando alla casa di Macari.

Ah, madre, ma li va tutto a rotoli!

Allora è il posto giusto per me.

Dai, mi faccio via con io.

Ti saluto, ciao.

Sto parlando in silenzio perché qui nessuno ci sente, ci vede

Ma Macari è casa e gioia e dolore Macari non la dimentico

Dimentico Dimentico

Più Chi sai la storia un poco curiosa Un poco scontrusa Parla pure per le

tradizioni Per le mie radici Ma Macari è casa e il cuore canta

Tant 'anni a Roma e questo è tutto quello che mi rimane.

Peppe Piccionello!

E tuo padre mi telefonò, mi disse che arrivavi.

Mi disse che qualcuno ti doveva dare benvenuto.

Grazie Peppe, sei stato veramente caro.

Ma perché mutande?

Ma che dici?

Viste, i pantaloncini sono.

Peppe, i boxer sono mutande.

Ma i pantaloni lunghi portano malattie.

Peppe,

dai!

Tu hai guidato fino a qui con l'infradito?

No, ma con le macchine.

Io non guido.

Fin qui non andavo troppo.

Ce n'andiamo con la corriera.

Mi sei venuto a prendere con la corriera?

Sì, così ci facciamo compagnia.

Almeno non viaggiamo da sola.

Vero lavoravo al ministero dell'interno?

Sì.

Ma non facevi giornalista?

Sì, e poi sono diventato portevoce del sottosegretario del ministro Licci.

Mi è curnuto, non l'ho mai votato.

Se per questo non è meno io.

E tuo padre?

Non si è visto più al Makery? Troppi ricordi.

Ma poi hai fatto così.

Da quando è morta mia madre, poi mi sembra che non ci stia più tanto con la testa.

No, non ci parla male di tuo padre.

Un padre campa cento figlie, e cento figlie non campano un padre.

Questa è l'ora dei proverbi?

Va be', sa be', non conosci l'arte della conversazione.

Portavoce tu.

Peppe, svegli, ti dai.

Be' a posto siamo.

Peppe, dai.

Eh, siamo arrivati.

E che?

Un po' chiudereva ancora le occhie un attimo, eh.

Un attimo?

Hai dormito un'ora e mezza.

Rostando come un trattore fattorito tutta la corriera.

Eh, il sonno del giusto.

Questo Pullman va a Palermo.

E ci vedo, cerca di scendere, non vuoi viaggiare solo.

Certo che posso, sono grandi.

Certo, ci vede che è grande, Gioia.

Gioia, però hai sbagliato autobus.

Mamma mia.

Questo non va a Palermo, va a Trapani, vero?

Eh, sì, a scendere.

Hai visto, Gioia, vieni con me.

Te lo dico io qual è l'autobus che va a Palermo.

Dai, prendi questo drago, dai.

Andiamo, Gioia, andiamo.

Il drago.

Sarebbe un dinosauro.

Vieni, Gioia.

Mamma!

Davide!

Davide!

Ah, vedi che c'è la mamma.

Vita mia, il tanto che mi hai fatto prendere.

Davido!

Non ti fa così, Davido.

Hai visto che cosa succede a dividere un padre da suo figlio?

Sei contenta?

O il cilindro giustamente si ribella?

Ma che ribella?

Che si ribella?

Tuo figlio non ne può più di vederci ubriaco.

Questa è la verità.

Oh, vero che Davido è pure figlio mio, l'hai capito?

È mio figlio, io ho il diritto di vederlo.

E basta, Carmine!

Lo sai benissimo che non ti puoi avvicinare a Davide e Lucia senza loro consenso.

Vattene!

Potiamo i carabinieri.

Ma resta essere i carabinieri, speone.

Signori, signori.

Eh, eh, eh, signori, signori.

Vabbè, diamoci una calmata.

Il bambino è già abbastanza spaventato.

Lasciamola finire.

Questa volta ti fegno buono.

Ma non finisce qua.

Basta così.

Vabbè, forza.

Davido, non ti preoccupare a papà.

Intanto ci vediamo presto.

Hai capito?

Ci vediamo presto.

Se ti assardi, la prossima volta dove i carabinieri?

I carabinieri!

Vai, carabinieri!

La va a fare un culo tu, i carabinieri!

Prenda cosa non te la cattiverà presto.

Grazie, è una situazione insostenibile.

Ti immagini più che altro per il bambino che...

Grazie.

Dea mia! Un piccirito.

Bravo, piccionetto, vedi?

Vedi che c'hai un cuore d'oro tu, in fondo?

Allora aiutami, porta queste valigie.

Che c'ho una spalla che... Dai!

Hai capito?

Se lo sapevo prima, doveva morire.

E vabbè, qua scegliamo una napolizia.

Bravissimo, carabinieri!

Aspetta che sta qui controllo.

Ti pare che io mi dovessero affare i lavori di

distribuzione a casa il primo giorno che arrivo.

Tutte qui.

Sì, abbiamo bussato con i ricci di mare, abbiamo preso una bella grigliata,

forse qualche omale, qualche ginseng, non lo so, forse questo è che ha fatto leviter.

..

Sì.

Mi perdoni!

Ma quanto tempo!

Marito!

Provo splendida!

E tu?

Da nulla facendo a ministro del lettore!

Come no, come no!

Ma come eraste?

Una parola sola, picconello!

Ecco, senti, allora fuori è tutto occupato, no, quello è prenotato,

si stanno di qua che a te ci sono.

Grazie.

E così, con le usiate.

Finito, questi, mettetevi per starvi via.

Lavoratore?

Mani troppo curate.

Expianista?

Poi mi sono presentato briaco alla Royal Opera House di Londra.

Adesso mi occupo di arte stratta, stile Pollock.

Veramente?

Comunque di casa mia, come sono venuta.

Mi scusi, ma... Marilo non vuole che si parli durante il servizio.

E dopo?

Dopo?

Dopo, le chiacchere, una birretta, niente violini in lume di candela.

Stacco a mezzanotte e mezza e sono per anni 9.30.

Ah beh, rimediamo subito.

Tristi cabuccio della chef, busiate aeriche, tunnina

con cipolla e una tunesina di ricotta al forno.

Il resto te lo dico dopo, così magari guadagniamo ancora un po' di tempo.

Cosa?

Se lo ricordi, mangiare il nicarello che venivi via a spiare a spiare.

Ricordi che per perizione ti mandavo in cucina a pulire?

Se.

Se, attenta che ti ci rimando.

Ecco la sua birra.

Ti prego, per l'amor di Dio diamoci del Vabbè.

Scusa, è l'abitudine.

Marilu mi ha messa in guardia.

Ah carina, davvero.

Sai che non so nemmeno come ti chiami.

Suleyman.

Che cosa, che nome è?

Il nome di una farfalla.

Ma non l'ho scelto io.

I miei sono due un po' alternativi.

Suleyman, quindi.

Suleyman.

Comunque è un bellissimo nome.

Si vede che i tuoi genitori sapevano perfettamente cosa stavano facendo.

Non mi chiedi come mi chiamo? Lo so già.

Saveri Romanna, funzionario al ministero dell'interno, scapolo, farfallone.

Senti, senti, farfallone.

Questa Marilu me la paga però.

Lei non ha usato queste parole?

Queste sono mie.

Diciamo, per rimanere in tema.

Ma sei simpatica, sai?

Comunque non ci lavoro più.

Al ministero intendo.

E perché?

Indovina, hai tre possibilità.

Forza.

Vediamo.

Conflitti ideologici? Nein.

Allora contrasti personali? Improbabile.

Per avere contrasti personali deve avere a che fare con esseri umani.

Ti assicuro che al ministero non ce ne sono.

Terza e ultima possibilità? Ci sono.

Sentiamo.

Tagli e costi della politica.

E ti pare quanto costava io.

Hai perso? Va bene.

Allora dimmi che progetti hai per il futuro?

Ma per adesso mi sto un po' guardando in giro.

Così, una serie di possibilità che sto bagliando.

Astronaut, ladro, chirurg estetico.

Anche agente segreto mi piacerebbe.

Però mi sa che alla fine prenderò i voti, sì.

Dai, puoi essere seri per una volta?

Che vuoi fare davvero?

Insomma, eccoci qua.

Ecco ti è arrivato.

Bene, quasi le due.

Tanto sei in ferie, no?

Sì, chiamiamole così.

In realtà domani mattina devo uscire di buon'ora per fare delle compre per la casa.

Come sono in autobus devo uscire molto presto.

Bene, grazie per il passaggio.

Più vorrei.

E cosa proprio vuoi entrare per qualcosa?

Io ho da offrirti dell'ottima acqua di rubietto, forse.

Ti sembra di correre un po' troppo, farfallone?

Sto scherzando, era soltanto per testare la tua virtù.

Ovviamente.

E allora, buonanotte.

Ehi, perchè?

Vi sono permessa di fare un po' di spesa?

Ma che è questa roba?

Non lo vedi? Guarda, guarda.

Cuccellato, i cucchietelli, poco di pomodoro, insalata, e poi qua, qua, odora, odora.

Formaggio fresco.

Questa la mettiamo qua.

Guarda, guarda.

Belenzane sott'olio, cacciofine sott'olio.

Queste le mettiamo qua.

Poi, questo è amaro, fatto dalle mie mani.

Olio fatto da me.

Che meraviglia.

E' un po' che di vino.

E questo non guasta mai.

Però non ti dovevi disturbare, guarda che sei qua.

E vabbè, non è che ti possa fare morire di fame.

E poi tua pancione, chi lo sente?

Com'è?

Che dici?

Ti piace questa casa?

Come va?

Alla fine gli ha dato un tocco... Oh, il caffè.

La buona tazzina tu.

Il caffè non ci rifiuta mai.

Come?

Novità? No, novità.

Ah, lo scarico del bagno.

Non perde più.

E vabbè, te l'avevo detto.

Quella era la guarnizione.

Sì.

Ma ti sei affettato la macchina?

No, perché?

Non lo so, stanotte... mi è sembrato di vedere una 500 qui davanti.

Forse c'era.

Sano, ho pensato.

Chi la... chi la posteggia... una 500 qui?

Già, chi la posteggia... 500 qua.

Le cameriere di Marilù.

Loro mi pare che ogni tanto vengono.

Quasi fermano.

Ah, sì?

Sono forestiere.

Le cameriere di Marilù.

Vengono dalla costa orientale.

Credo di sì.

E vabbè, ce n'è un me lo vuoi dire? Dimelo.

Se voi parliamo, ci sediamo, discutiamo, però o mi fai una domanda e io ti do una

risposta, se no... Vabbè, e allora siamo da maggiullo.

Tu mi fai una domanda, io ti faccio una risposta.

E senti una cosa.

Amici come prima, ciascuno per la sua strada.

Eh, ma io non lo so perché.

Dai, beppe.

Ciao.

Ehi.

Buongiorno.

Allora?

Questi acquisti per la casa?

Ma non mi starai mica offrendo un passaggio?

Diciamo che mi sono svegliata con lo spirito della buona Samaritana.

Bene.

Vi son orato, miei.

Ieri la tua macchina nottefonda su tua casa.

Oggi di nuovo giro insieme.

In macchina si parla, no?

Puoi stare tranquillo, non avranno più molto da dire.

Ecco.

Sei dotto di abbandonare?

Ciao, Davide, come stai?

E' andata a scuola?

Sì.

Ma vuoi un passaggio?

La mamma dice che non devo accettare passaggi dai sconosciuti.

La mamma ha ragione.

Però noi ci siamo conosciuti ieri.

No, sei sconosciuto lo stesso.

E poi io vado sempre a scuola da solo.

Sono grande ormai.

Ho 8 anni.

Va bene.

Allora, ciao.

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Che ho metto con la testa sulle spalle?

Minchia!

Capra di lei!

Basta, capiteglia!

Come si chiude spacco!

Peppe!

Giusto te, aiuti!

Dove hai rubito il centro dell'acqua?

A posto, signora.

Dai Peppe, siamo amici!

Ah, ora siamo amici!

Agli amici ci racconta tutto.

Peppe, questo è un ricatto.

E' un reato.

E' pure grave, dai! Va bene.

Ciao, carabinieri.

Ciao.

Eh, ma ragazza, che lavora da marino?

Ti chiama Tuleima?

E' di Catarani e... Lì da Firenze e studia lì.

Lavora quindi in vacanza in università!

Sei contento?

E la 500 è sua?

Sì, sì, è sua!

Lo sapevo io, bella piccosa, eh!

Sì, bella, bellissima!

Adesso, aspettate, mi puoi dare con o?

Sì, sì, vada a chiudere.

Ah, ora chiamo mio compare Totosalemi, che quello è il mago dei fontanieri.

E sistemiamo tutto.

Hai visto?

E' bello avere degli amici.

Ma no, no, papà sto bene.

Ma non ti preoccupare.

Hai bisogno a qualcosa?

Vuoi che ti faccio un bonifico? No, papà, no.

Per ora soldi ne ho.

Sai, tranquillo.

Poi... E poi?

E poi qualche cosa mi invento.

Non c'è motivo di preoccuparsi.

E la casa, la casa, come va?

Benissimo, benissimo.

Il repiccionello la stiamo sistemando un po'.

Soldi buttati, lì va tutto a rotoli.

Davvero?

Ah, papà, senti, adesso ti devo salutare, che c'è uno

che sta riparando il rubinetto dietro la lavatrice.

Vedi che va tutto a rotoli, pure la lavatrice.

Non la lavatrice, il rubinetto.

Vabbè, senti, la lavatrice.

Ti chiamo nei prossimi giorni, va bene? Ciao, ciao.

Ciao, ciao.

Avanti, il rubinetto è a posto.

L'ho detto, Totò è un mago.

E poi è il mio cognato.

Salemi, io la ringrazio, mi ha salvato la vita.

No, no, no, niente, grazie.

No, no, no, che significa?

Il lavoro va pagato, non esiste, eh.

Veramente Totò ti voleva parlare.

Eh, parliamo, figurati.

Sta vero, non è una cosa che possiamo ragionare così in piedi.

E sediamoci, sediamoci, parliamo seduti.

Dunque, io voglio ammazzare un cavaliere noce.

Mi fa piacere.

E chi sarebbe questo cavaliere?

Quel pezzo di cornuto dove lavorava Totò?

Il padrone della cava?

Un grandissimo cornuto.

Mi sembra un motivo abbastanza valido per ammazzarlo, dico, però, se dovessimo

occuparci di tutti i cornuti... Sta bene, non c'è niente da scherzare.

Totò ha lavorato vent'anni in quella cava.

Ora, l'anno scorso, questo non ha pagato gli stepe, dice che c'è la crisi,

che non c'è mercato, ma le solite cose.

E dopo un anno questo grandissimo cornuto che fa?

Ci licenzia senza dare, c'è una lira.

Lasciando trenta parte di famiglia a mezzolassata.

E io che fa?

La fitta ai cinesi.

Ai cinesi.

Capito, mi dispiace, Salemi, ma... io che posso farci?

Veni a sapere che è un grandissimo scrittore.

Allora, adesso, andiamoci piano, dico, ho scritto un romanzo tanti anni fa,

quando ero ancora giornalista, ma non vedo però

che cosa centro io dopo cavale renoce, cinesi...

Sì, sì.

Allora, mi spiego.

Io voglio ammazzare un cavale renoce.

E questo, l'abbiamo capito.

Ma no, per davvero.

Ah, già meglio, già meglio.

Io vengo da lei e le racconto una storia.

Anzi, ho comprato questo quadernetto per lei.

Qua dentro ci sono tutti i miei appunti.

E vorrei che lei scrivesse un romanzo.

Lei che è un grandissimo scrittore, dove c'è uno, Totto Salemi, che vuole

ammazzare quel grandissimo cornuto del cavale renoce, voi perché c'è la crisi,

voi perché è stato allicensiato, con tante bellissime parole, tipo ram.

Lei lo conosce il film.

Sì, comunque non è un romanzo, ma andiamo avanti.

Va bene, va bene.

Appena ne esce un romanzo, tutti ne parlano.

Radio, televisione, giornali.

Quel grandissimo cornuto del cavale renoce si mette paura.

Ma la cosa non venisce che... Senti, senti.

Non è diventato interessante.

Io vado dal cavale renoce, appena ne esce o l'entro.

Entro nel suo ufficio e ci dico, la realtà può superare la fantasia.

Bastano ste due parole che lui capisce che io ho intenzioni serie.

Ma non mi può denunciare.

Perché non sono armato?

C'ho solamente il libro.

E si può ammazzare uno con un libro.

No?

No.

Non mi convince.

Come ci convince?

Ma non è un grandissimo scrittore.

Ma quale grande scrittore?

Toto, io non sono manco uno scrittore per la verità.

E poi comunque non posso, non posso.

Ma se non ci aiutate voi che sapete tenere la penna in mano, a nuovo ci può avere il

disgraziato come in chiave che hanno a defendere.

Però ci potevi pensare almeno tantissimo.

Non ti ci mettere pure tu, dai.

Ma che succede?

Ti ricordi il bambino del lungomare?

Davide?

Sì, sono passati i carabinieri dal ristorante con la foto, è scomparso.

Stanno organizzando le ricerche.

Andiamo.

A tutte le unità, ripeto, a tutte le unità, si cerca un bambino di 8 anni che

risponde al nome di Davide Calisi, Moro, Occhi Castani, 5,20 metri di altezza.

Si è allontanato da casa questa mattina, potrebbe

essere spaventato solo o in compagnia di un adulto.

Un elicottero sta sorvolando la zona, si fa l'ordine di

controllare le uscite in tutte le stazioni della regione.

Sono già attivi i posti di blocco e dei principali atteri stradali.

Spettatemi alla testa, io parlo un attimo con il maresciallo.

Maresciallo, buongiorno, sono Ferido Lamanna.

Quareschi, buongiorno.

Prego, mi dica.

Stamattina con una mia amica abbiamo incontrato Davide, stava andando a scuola.

Beh, non c'è mai arrivato.

Non ho notato niente di strano.

No, no, camminava serio, però ieri mattino ho visto con

i miei occhi che ha provato a fuggire da solo a Palermo.

Credo che non ci sia una situazione tanto tranquilla in famiglia.

Sì, siamo al conoscenza.

Ci sono già stati due sposti.

Speriamo che sia soltanto una maracchella di

un ragazzino che vuole marinare la scuola.

Speriamo.

Ho letto un suo libro, sai?

Com'è che non ne ha scritti altri?

Sono finito a lavorare al Viminale.

Si concilia poco con la cultura.

Spero retorni presto l'ispirazione.

Mi era piaciuto.

Marcello, lei si è appena giudicata una copia omaggio filmata del prossimo.

Insomma ci sarà.

Facciatelo con piacere.

Adesso mi spazio.

Non riesce indichemente a salire su un treno su un pullman che non ha fatto in giro.

Quanto ne abbiamo fatta fuori noi alla solita.

Certo, ci metteremo tutti a cercarla.

Tranquilla, la troviamo.

Ciccio!

S'ha ferito la mamma.

Questa è mia moglie Maria.

Siamo i genitori di Michele, amico di Davide.

Il miglior amico di Davide.

Chi ci fai, Tocca?

Vati, mi disgraziato!

Se gli hai fatto qualcosa a mio figlio... Che stai dicendo?

Vedi che Davide è pure figlio mio?

Sono tre ore che lo sto cercando, non mi sono fermato un minuto!

Calma che qua non c'è bisogno di fare sceneggiate.

Io me ne sto fottendo dell'ordine restruttivo!

Io mi sono messo a disposizione per cercare il mio figlio! Forza, andiamo.

Ma a quale figlio?

A quale padre?

Marziana è mille volte più padre di te!

Signora Lucia!

Stati, stati!

Piacere, sono la messa Angela.

Davide lo vedo in classe tutte le mattine.

Un bambino così intelligente...

Non deve essere facile per lui vedere i genitori così divisi.

Carmine è un alcoolizzato.

E non ha mai accettato che Lucia l'ha lasciato e si è rifatta una vita.

Proprio non le dà pace e usa il figlio per tormentarla.

Poi negli ultimi mesi le cose erano peggiorate molto.

Tanto che Carmine ha ricevuto un ordine restrittivo dei carabinieri.

Non ha servito a plagarlo però.

Angela, se voi siamo pronti.

Sì.

Scusate.

Vogliamo dare una mano?

Dove possiamo cercare?

Certo, a Piciuzzello.

La conoscete?

Sicuro che da qui arriviamo a contrata Piciuzzello?

Magari attacchi il navigatore.

Tranquilla, magari la conosco meglio io del navigatore.

Garantito.

No, no, no, no, a sinistra, a sinistra, a sinistra!

Eh, no, no, ma che me lo dici?

Cioè, mica siamo a un rally, di me lo prima, no?

Ma ti faccio fare il giro, della!

Un giro?

Perché stiamo?

No, no, no, no, no, no, no, no, no!

La agenziale!

Va be', vati!

Hai il riflesso di un avante! Va be'.

Avanti!

Potevi avvertirmi, no?

Così almeno posso capire le ruote magari, eh?

Ma non è colpa mia se la strada è così!

Non so, vai, vai, vai, avanti!

Ma poi renditi qua!

Dio!

Sei fatto male?

Eh, che magari l'hai affinato a casa.

Non ci so bene.

Come ti fai, eh?

Come ti ga'!

Il bambino è troppo picco, va bene un po' rimanere da sole.

Il bambino è troppo picco.

Guarda là.

No, va bene, non è grave.

Lo dobbiamo disinfettare.

Lo portiamo al prodotto, a corso, dai.

Se la fai ad alzarsi? Venga, venga.

Venga in macchina, dai.

Se la fai, eh? Venga, venga.

Vittorio, venga.

Vittorio, venga.

Vittorio, venga.

Il bambino è troppo picco.

È troppo picco, avete visto? È picco.

Siete troppo buoni.

Troppo buoni, Vittorio.

L'accompagniamo un attimo, va.

Vittorio, so bene, grazie.

Molto buono, Nicoletto.

Vittorio deve andare.

Nicoletto ha visto qualche cosa che potrebbe essere

utile per il ritrovamento del piccolo Davide.

Stiamo andando in Nicarrabbenese.

Nicoletto, cosa hai visto?

Mentre andava a scuola, ha visto il padre di Davide

che era in macchina e Davide era accanto a lui.

Senti, l'hai visto prima o dopo il lungomare?

Dopo, molto dopo.

Quindi l'ha visto dopo che l'abbiamo visto noi.

Cerca il maresciallo Guareschi, lo conosci?

Lo conoscio, brava persona.

Saluta.

E se il padre avesse nascosto il bambino?

Secondo me non c'entra niente, Carmina.

I carabinieri erano costretti a metterlo in stato di fermo.

Io penso che è nascente.

Chissà, magari già è arrivato a Palermo.

Era là che voleva andare, no?

Eh sì, Palermo, trama.

Tu che pensi?

Io... non penso niente.

Sabe?

Eh, parla, però.

Oggi ho letto un articolo su internet.

Diceva che ogni anno in Italia scompaiono più di 150 bambini.

Sono tantissimi.

E quanti ne ritrovano?

Questo non c'è scritto.

Appunto.

Che vuoi dire?

Va niente, niente.

Hai detto appunto.

Ah, infatti, che vuoi dire?

Voglio dire che so come finiscono queste cose.

Vale.

Più solo di riettatore.

Allora, Davide, a Euro Disney a fare le sfilate insieme a Topolino, Mini e Pluto,

va bene così?

Vero, ma ti pare il momento di babbiare.

Ma chi sta babbiando, Peppe? Davide è morto.

Ma come fata a non capirlo?

Un bambino di 8 anni non scompare così.

Nessuno scompare se non c'è qualcuno che gli vuole fare del male.

Dio non ama i bambini o forse li ama troppo, non lo so.

Però non li ha mai salvati, mai.

Quasi mai.

Non lo so.

Davide Pigi!

L 'ultimo aggiuntamento sulla ricerca del bambino.

Grazie, volumare.

Continuano infatti le ricerche.

Ricordiamo che del piccolo non si hanno notizie da diverse ore.

Sembrerebbe però che la vicenda possa concludersi con un lieto fine.

Da Trapani c'è infatti arrivata la notizia che è un bambino la cui descrizione

corrisponderebbe proprio a quella di Davide Calisi.

È stato trovato nei passi del porto.

Vagava da solo quando è stato notato da una radiomobile.

I carabinieri stanno facendo accertamenti e speriamo che si sia trattato solo di un

grande spavento per la famiglia del piccolo.

Seguiranno a breve aggiornamenti.

E tu le sapevi le cose?

Si, si, si, conosci bene.

Non è che invece di fare il cronista al giornale fassi un necrologio?

Va bene, ti autorizzo.

Peppe, come è la pasta buona?

Molto!

Senti, ma tu non avevi a fare...

Ho capito, me ne devo andare.

No, ma figurati, rimani pure.

Me lo potevi dire, ma...

Non lo so, ti faccio un tiramisu, una bavarese, un green caramel.

No, no, c'è fatto tardi.

Me ne vado.

Ecco qua.

Portatela se vuoi.

Dobbiamo festeggiare.

Prendo due birrette.

Me dica, a me la birra fa l'effetto opposto.

Ah... Allora, alle storie che finiscono bene.

A bavere.

Ehi, bella.

Chi

sei? E' un bastardo.

Non mi amoni più, che bambino.

Peresia, bambina.

Tu nonku ma che mi amat.

Eglia sta muy mal vestida.

Ma che è sta roba?

Niente, lezioni di spagnolo, si è scesa da sola, non so cosa.

Perchè va a imparare a smettere?

Ok, a te posso dirlo, però acqua in bocca, mi raccomando, non dirla a nessuno,

giuramelo.

Giuro.

Per andare a vendere granite di mandorle a forma intera.

Sei cretino.

No, è vero.

Ci sono stato due anni fa, non c'è una granita in tutta l'isola.

Col caldo che avanza, il riscaldamento globale che galoppia.

Pensa che affari.

Vabbè, andrai davvero grave.

Farà meglio se risciamo.

Dai! Buongiorno.

Fabeno!

Fabeno!

Peppe!

Fabeno!

Che vuola quest'ora?

Fabeno!

Oh, Peppe!

Ma non hai saputo niente?

Cosa?

Il bambino che hanno trovato non è Davide.

Peppe!

Assicuro, questa è la direzione?

Lo sento, lo conosco come le metà che questo bosco.

Posso dire la posizione esatta di ogni alta.

Sara!

Ma a me sul rodotendro, io l'ho già visto.

Eh no, quella è una bugandille ibrida.

Fare, chiamalo come ti pare, ma è la quarta volta che lo vedo.

Fare pure a me, Peppe.

E che non ci avete l'occhio allenato.

Dobbiamo andare lassù.

Peppe, sicuro sei.

Guarda, facciamo una cosa.

Rimanete qua, vi riposate.

Ci vado io, vado a controllare io e vi vengo a prendere.

E che...

Passata più di mezz'ora.

Forse non riesce più a trovarci.

Secondo me, è meglio se ci muoviamo.

Stiamo completamente persi.

Che, paura?

No, però, cioè, sto morendo di sete.

Vorrei almeno una granita di caffè, un'acqua e zammo, un latte di mandorle.

Salve!

Ehi, salve!

Ho trovato niente?

No, anzi, per la verità, eravamo anche un po' persi.

Eh, un po' totalmente persi.

Una male che ci avete trovati.

Avete sete?

Eh, vado, passami là.

Effettivamente, avventurarsi in una battuta senza acqua è dura.

Eh, vabbè.

Ci sembra strana l'accusa nei confronti del padre di Davide.

Davide!

Che vero è, Carmine è uno briacone, uno sbandato.

Ma per noi non c'entra niente con la scomparsa di Davide.

Non l'abbiamo visto mai violento con Davide.

È un debole, ma non è un mostro.

E infatti quella misura restrittiva ci è sempre sembrata sproporzionata.

Sì, pure Michele dice che Davide vuole bene un padre.

Tutto è dipeso dalle dichiarazioni di Lucia e Bastiano.

E dalla Maestra Lombardo.

Angela.

Sì, ed è così che è arrivato l'ordine restrittivo.

Finalmente l'avevo trovato.

Finalmente lo diciamo noi, esperto del bosco della mia...

L'hanno trovato.

È morto.

Dove l'hanno trovato?

Nella Vecchia Donnana, per l'abbandonata, dentro un pozzo.

Avanti che non c'è niente da vedere.

Ammontala!

Brutta fine annunciata.

Già.

Stiamo accertando se è caduto oppure... Fate passare, forza!

So, so, largo!

Io sarei nascente!

Grazie di Dio!

E mio figlio Davide!

Io lo dovevo accompagnare a scuola.

Ma non potevo.

L'ha lasciato a cento metri!

Mi ha salutato!

A cento metri!

Vai!

Mettetene in macchina!

Saverio, andiamo.

Tanto qua non possiamo fare per niente.

Andate avanti voi, mi raggiungo.

Voglio parlare un attimo con Marsha.

Chi l'ha trovato?

La maestra, Lombardo Angela.

Stava cercando come tutti e poi ha trovato lo zainetto lì, vicino al pozzo, per terra.

E il dinosauro, il giocattolo di Davide, l'avete trovato?

Ma lei proprio non riesce a farsi fatti suoi.

Proprio non ci riesce.

Ha perso il pelo ma non il vizio.

Non l'abbiamo trovato.

Io però quando l'ho incontrato ce l'aveva.

Lo so.

Il padre, Calisi, ha ammesso che ha accompagnato il figlio nella presa della scuola.

E ha confermato che il piccolo aveva il dinosauro.

Però noi non l'abbiamo trovato.

Non abbiamo trovato niente nella macchina, né a casa e nemmeno qui né ad intorni.

Ma questo non vuol dire per forza qualcosa.

Calisi potrebbe averlo buttato via.

Quindi lo stato di fermo per lui è un atto dovuto.

Beh però è strano, no?

Che vi abbia detto che Davide aveva con sé il giocattolo?

Ci sono sempre dettagli strani attorno alle azioni degli uomini.

Questo bambino mi dispiace.

Mi dispiace.

Mi dispiace così tanto.

Mi dispiace.

Ciao Vittorio.

Mi dispiace.

Mi chiedevo se non hai visto qualcosa nel carangio.

Sono un bambino, hai visto?

Sono un bambino.

Mi dispiace.

Mi dispiace.

Mi dispiace così tanto.

Sono un bambino.

Sono un bambino.

Pensi anche tu che sia stato il padre a spingerlo?

Ho domandato a 100 milioni.

Avremmo dovuto insistere.

Per la salire in macchina.

Non capisco come fai ancora a leggere le notizie.

Infatti non le leggo.

Cerco di distrarmi ascoltando il vuoto.

Il vuoto delle parole.

Che vuoi dire? Ascolta.

Gli inquirenti hanno le bocche cucite.

Si indaga a 360 gradi.

I genitori del bambino erano da tempo ai ferricorti.

Ho sempre amato il tentativo di ordinare il caos dentro scatole di parole vuote.

Anche perché la verità è che è tutto quello che possiamo cercare.

È per questo che ho iniziato a fare il giornalista? Credo di sì.

Ma di fatto è anche il motivo per cui alla fine poi l'ho smessa.

Però vi non me lo vuoi dire che cosa è successo al Viminale?

Perché sei scappato qua a Makeri?

Un giorno te lo dirò.

Te lo prometto.

Romanna!

Saverio la manna, non ci credo, ma sei tu?

Ma chi sei?

Ma è Clatona!

Come stai? Bene.

Ti avevamo detto che ne ne paraggi, ma che fai?

E poi saputo che non ci lavori più al Viminale.

Ah, voci.

In realtà mi hanno promosso.

Adesso lavoro nei terbizi segreti.

Però te l'ho detto, cammolo.

Non ti devo eliminare, cosa è come funzionano queste cose?

Sempre a bambiare, eh, la manna.

Oh, ma te ne ricordi il nostro primo servizio assieme?

Come no, a Mondello, a chiedere ai bagnanti se preferirono

portarsi il pranzo da casa o andare a mangiare al bar.

Che cazzo, che sudata.

Però erano bei servizi, all'antica, eh.

Bellissimi.

Hai saputo?

Hanno arrestato uno per la morte del bambino nel pozzo.

Pare che sia un micilio.

Sì, sì, lo so, è il padre.

No, non è il padre, l'hanno arrestato stamattina all'alba.

Mi perdi colpi la manna, eh.

Amore, andiamo a bere, va.

Da 0 a 100 in 2.9.

Piano, piano.

Piano!

Capitano, ci vuol dire chi è stato l 'arrestato?

Capitano, ci c'è qualcosa in più sull 'operazione,

l'operazione è ancora in corso, si è confusa questa mattina.

Il farmato sarà trasportato a Trapani per essere interrogato.

In generalità, questa è solo informazione risattiva.

In generalità, non posso rispondere.

Penelterico, eh.

Vale il tempo.

Ma lei non ci può in un posto dichiarare nessun'altra cosa.

Lei ci deve dire se è stato o meno il farmato.

Capitano, l'avete arrestato, più ci ricordi il bambino.

Non è possibile.

Ritorno, ritorno.

Non volevo, mi dispiace, mi dispiace tanto, non volevo, non volevo.

Ma il senzatetto... Mi si ricorda il vittorio, sì signore.

Ma perché ha dato qualche spiegazione?

Non ha fornito nessuna spiegazione.

Ma mi si ricorda che non ci sta tanto con la testa, quindi...

Ha semplicemente detto... Spincivo picceri donno pozzo.

Ma lei... Che cosa ne pensa?

Se vuole sapere se questa storia mi convince...

Non ho problemi a risponderle che no.

Non mi convince affatto.

Ho provato a parlare col capitano, ma c'è una confessione.

Non possiamo far altro, in attesa dei riscontri scientifici.

Qui Mirella Buonafede dalla caserma dei carabinieri di mate.

Ci sta chiarendo il mistero sulla morte del piccolo Davide Calizi.

Con l'arresto del noto senzatetto vittorio misericordio.

Dalle dichiarazioni del capitano... Ho aperto giù da una soffiata.

So dove abita quel babbone.

Con Trata Zubia, la conosci?

Miglia che costo assurdo! Si, manda.

Miglia che puzza.

Odi qualcosa?

Io ormai ho perso l'occhio.

Le pepe le si possono perdere, ma l'occhio rimane, savero?

Il giocattolo di Davide.

Hai visto, Saverio?

Che te dicevo, bravo.

Vittoria.

Mi raccomando, non toccarlo, eh.

Ci mancherebbe, Saverio, professionisti siamo.

L'albero a cui tendevi la pargoletta a mano.

L'albero a cui tendevi

la pargoletta a mano.

Saverio!

Oh!

Ehi.

Qualcos'altro interessante? E' una poesia.

L'albero a cui tendevi la pargoletta a mano.

La conosco.

E' quella della m*****o Zutano.

Ma che conosci pure tu a Anzalone?

Ma che Anzalone?

Questa la sa tutta a Palermo.

E' una poesia che parla di un bambino morto.

Morto come? Non lo so.

Sicuramente non ammazzato, ecco.

E allora?

E allora, perché uno come Vittorio Misericordia custodisce questa poesia? Ecco.

Proprio lei.

Con cui mi ero raccomandato.

E per di più con un fotografo, è vero?

Marcello, non abbiamo fatto niente.

Stavamo per chiamarla, per cui... Confermo, niente.

Proprio niente.

Peccato.

Avrei scommesso che Misericordia possa un mitomana.

Non riesco a credere che il povero Vittorio Misericordia

sia stato capace di commettere un crimine così orrendo.

Però non ce lo vedo.

Nemmeno io.

Perché ora devi andare a Palermo?

A qualsiasi ora.

Il mio padre è a casa.

Però... meglio che mi avvi.

Così stasera non faccio tanto.

Vieni qua.

Sarai a casa a rispettarmi stasera.

Ci puoi giurare.

Peppe.

Mi ha cognato Dottosale, mi sta facendo il pazzo.

Arricogliati subito, è arrivata pure da polizia.

Ma che è successo?

Che è successo? Dottosale.

..

Ha sequestrato il capone Renoso, ha sequestrato.

Sì, sì, si è chiuso nell'ufficio con lui.

Dice che vuole parlare solo con te.

Dai, aprighi.

Arricogliati.

Ciao a mezz'anno.

Che sta succedendo? Non lo so.

Per cortesia, allontanatevi.

La manna!

Vi sequestro Errandone.

Piacere.

Signori, non potete stare.

Ma che fa?

Non ti ricordi?

Il marito di Giovanna Curtopelle.

Andavate insieme al liceo.

Giovanna Curtopelle, certo.

Trasferita d'urgenza dalla questura di macerata, quella di Enna per motivi familiari.

E certo, Enna.

..

è stato un bellissimo passavante, ma Palermo sarebbe stata meglio.

E dimmi, come mai sei qua invece di essere nel tuo bello ufficio alvemenale?

Un aggiornamento.

Un soggiorno studio, diciamo, un Erasmus siciliano.

E che fate?

Ne stai un po' qua a Palermo e poi te ne torni a Roma?

Sì, diciamo di sì.

Ma che cosa sta succedendo qui? Saleni.

Ha aspettato che il cavaliere non ci fosse da solo in ufficio.

Poi è entrato, si è chiuso dentro e ci ha chiamato, dicendo che avrebbe parlato solo

ed esclusivamente con il grande scrittore Saverio Lamanna.

Finalmente arriva!

Procediamo! Pronto.

Toto, ma mi dici che cosa ti passo per la testa?

Sabe, visto che tu non vuoi scrivere la mia storia, ho deciso che la scrivo io.

Ma io posso scrivere solo con le cose pratiche, con i fatti.

Mi dici come sta il cavaliere Noce? È qui.

Sta bene.

Vero cavaliere?

Benissimo, Toto.

E dici sei armato?

Cacca all'armato.

Io tengo solo il quaderno che accantai, lo portai per scrivere il romanzo.

Toto, mi dici che cosa vuoi perché finisca questa storia?

Voglio che parli con i giornalisti, che tutti devono sapere.

Stampa, radio, televisione.

Voglio che raccondi la mia storia.

Tutte le ingiustizzi che ci tocca sopportare

per colpa di quel cornudo del cavaliere Noce.

Voglio che si sappia la verità, sape?

Va beh, se parlo con i giornalisti, poi mi prometti che esci col cavaliere

Noce senza fare altri casini? Gioro, sape.

Il suo è un gesto disperato per far conoscere la sua

situazione e quella dei suoi colleghi rimasti senza lavoro.

È colpa della crisi?

La crisi c'entra sempre.

Ma è armato? Non ci risulta.

Grazie signori ma non ci sono altre dichiarazioni.

Andiamo.

Toto, allora è tutto fatto, puoi uscire.

Non mi fido, sape.

Voglio le prove.

Voglio aspettare di vedere la notizia ai TG.

Il TG è tra quasi due ore.

E aspetteremo due ore, che vuoi che sia.

Perché tu e Peppe non venite qua?

Ma dove? Nel tuo office.

Sì, Peppe, vi aspetto.

Non se ne parla proprio.

Signor Salemi, esca con le mani in alto e nessuno le farà del male.

Ripeto, esca immediatamente altrimenti saremo costretti a intervenire.

Dottore, dottore, c'è sul muovo del telefono.

Niente passi falsi, voi due.

No, no, è buona.

Giovanna.

Perché? Sì, sì.

Guarda, oggi stiamo facendo un'operazione in grande stile.

Sì, sì, è qui, è qui, dopo ci parlo.

Il parrucchino non te l'ha potuto prenotare, mi dispiace, perché oggi fu una

giornata veramente abbastanza complicata, sì.

Fermi!

Fermatevi!

Toto, apri noi già!

Toto!

Fermi!

Bravi!

Bravi!

Cavalere, questo è il suo nome di me.

Questo è Piccionello Peppe.

E questo è la manna Saverio.

Ah, Cavalere, questo è un grande scrittore.

Buon'ora adesso.

Cavalere, lei sta bene?

Benissimo sto, la manna, che?

Non si vede?

E comunque, la vogliamo chiudere questa faccenda.

E io c'ho il battesimo di me le pote, io.

Cavalere, a te un daub bisnonna.

Che bella la pizza!

Complimenta, auguri! Grazie, grazie.

Io pensavo che l'avevi legato a una sedia, che ne so.

Ma che legato è legato?

Cavalere mi conosce da quando era piccioletto.

E' un grandissimo cornuto.

Però capisce la situazione.

E poi, non lo vede quant'è?

Con un soffio vola.

Soffio vola.

Che vogliamo fare?

Pigliare i carti.

Amore!

Amore!

Ehi!

Con te non ci giochiamo più.

Non hai ecceccato anche a me?

Ma che stiamo migliorando?

Ottomani di fila abbiamo perso.

Ma non ci sei fare conti.

Ehi, silenzio, che sta cominciando.

Andiamo avanti.

C 'è la perdita del lavoro alla base della drammatica

protesta di un uomo a mezz'agno in Sicilia.

Salvatore Salemi, questo è il nome del protagonista della vicenda, operaio

disoccupato, che nel tentativo disperato ultimo di attirare l'attenzione ha preso e

ostaggio 3 persone negli uffici di una cava, di materiali... Siamo ostaggi pure noi?

Insolitamente chiesto di poter rilasciare una dichiarazione al fine di meglio

spiegare quelli che sono i motivi alla base della sua azione.

E per farlo ha delegato il noto scrittore Saverio D'Amanna.

Sentiamo le sue parole.

Toto Salemi mi chiede di raccontarvi la sua storia.

Una storia di un uomo che ha lavorato per 20 anni in una cava di proprietà del

Cavaliere Noce, che da più di un anno non riceve lo stipendio e che è stato

licenziato senza priori a seguito della cessione

della ditta in favore di una società cinese.

Il suo è un gesto disperato per far conoscere la sua

situazione e quella dei suoi colleghi rimasti senza lavoro.

Hai sentito? Sequestatore.

Va beh.

Dico che a questo punto ce ne possiamo pure andare, no?

Che dici Toto?

La chiudiamo qui?

Ma tu pensi che la manderanno in onda pure stasera?

Ma certo, è la notizia del giorno.

Va beh, Cavaliere Noce, prima esce lei, poi usciamo via il tavereo e poi Toto.

E... al tempo, eh.

Al tempo.

Prima voi due date 10 euro a me a Toto.

E per chi?

Avete perso?

Il debito si paga.

Dico, Cavaliere, ma alle sempre è il momento.

Sentate, i piccoli sono piccoli.

Non mi interessa niente.

E che politica mi dico? Cavaliere.

..

Cavaliere... che fa un cavaliere?

E mai uno, eh?

Va be', ho capito.

Ecco qua.

Signor Savalli, sono il vice-captore Grandon.

Il PC l'ha visto.

Rilassi immediatamente gli ostaggi ed esca fuori.

Saverio... Se dovessi ripensarci a riscrivere la mia storia, io qua...

ho tutte le notizie.

Attenti!

È armato! Fermi! Toto.

..

Toto...

Toto...

Se lei mi sta bene, lo Giva del Proiettile ha

trapassato la spalla senza gravi danni, per fortuna.

Domani trasferiamo suo cognato a San Vito.

Signore Beppe, grazie.

Mi spiace, ma allora ho altri pazienti da seguire.

Ciao, Giacomo.

Ciao, carissima.

Adesso che farete?

Non morirete mica processando.

La situazione è un po' complicata, che io non so nemmeno come la dobbiamo risolvere.

Dottore, non era manco armato.

Il suo è stato un atto demonstrativo.

Va bene, parlerò col magistrato, ma non vi prometto niente.

Ha visto che a parte lo stesso Salemi nessuno si è fatto male, che il Cavaliere

Noce non vuole che la cosa vi eseguito, meglio quello che posso fare.

Grazie, lei è un galantuomo.

Ma perché che fa?

Dubitavate quei due?

Noi?

No, no, in realtà no.

Saverio, ora ci possiamo dare del tutti? Certo, certo.

Si tratta di quella storia di mia moglie Giovanna.

Sì, sì, certo, io ti ringrazio, N è molto meglio che Macerata.

Ma tu lo sai come, va?

Viaggia tutti i giorni, spese di benzina, insidio, pericoli...

Penso che si può fare qualcosa per trasferirla alla prefettura di Palermo.

Con uno con la tua posizione alvemenale non dovrebbe essere difficile.

Sai come diciamo noi a Roma?

Come? Sei poffa.

Sei un amico.

Sei un amico, Saverio.

Sicuramente, sicuramente.

Saverio, Saverio, finalmente, Saverio.

Ciao, mamà.

Bravo, bravo, Saverio.

Entra, entra, entra, entra.

Vai, vai.

Ma che commusione con questo todo Saverio?

Hai visto, potrebbe pure finire il peggio, sai?

Lo so, ci mangava poco.

Ho visto tutti i telegiorni, tutti, Saverio, tutti.

Ti è piaciuta la pasta che tiene Rumi? Buonissima.

La preparata Marichetta?

Marichetta ancora viene?

Ma quanti anni hai?

È più vecchia che io sono nato di me.

Però è fidata, mi sa prendere.

E di meno cosa?

Piccionetto, piccionetto come va?

Come si comporta? Una colonna.

Una colonnetta se mai.

Tra l'altro ti porto i suoi saluti.

Era con me oggi.

E perché non l'hai portato?

Perché non poteva.

Saverio, sei sempre un soldo scommetto che non lo hai neanche invitato.

Ma quando mai?

L'ho invitato soltanto che preferiva restare in ospedale a fare compagnia a tutto.

La prossima volta lo deve portare? Assolutamente.

Va bene, va bene.

Saverio, ti offendi?

Di cosa?

No, dico, se te dico una cosa, ti offendi?

No.

Allora speri che tu... che io sono stanco.

Figurati.

Saverio!

Ma dimmi una cosa.

Come è finita il tuo viciniglio nel pozzo?

Terribile, ti puoi immaginare.

Ma il colpevole è veramente lui senza tetto?

Ma chi lo sa?

Sono stato al tuo curio dove vive.

Mi si ricorda, si chiama.

Sai una cosa?

Ho trovato in un bigliettino scritto l 'albero a cui tendevi la parcoletta a mano.

Pianta antico, di Carducci.

Scritto in memoria del figlioreto Dante morto di Tifo all'età di 3 anni.

E sono cose che potrebbero succedere a tutti.

Scusa, papà, faccio un po' ma telefonate.

Manesciallo?

La mamma?

Guardi che cosa ho trovato.

Nel 2003, Vittorio mi si ricorda, ha perso suo figlio di 8 anni.

Caduto anche lui in un pozzo cisterna.

Con quella morte Vittorio non c'entrava niente.

Era infatti a vari chilometri di distanza a

lavorare nei campi, ma si sentì lo stesso colpevole.

Tanto che aveva un terribile crollo di nervi e dovettero ricoverarlo.

È innocente, Manesciallo.

Si è auto-accusato per via del trauma che ha subito vent'anni fa.

Deve essere finito per caso alla vecchia tonnara e quando ha visto il corpicino di

Davide in fondo al pozzo, ha rivissuto tutto.

E infatti il giocattolo lì, il dinosauro, lo aveva messo insieme agli altri

giocattoli vecchi sicuramente appartenuti al figlio.

È andata così, Manesciallo, mi deve credere.

Ne sono sicuro.

Dovete subito far scarcerare misericordia.

Quel poveraccio ha già sofferto abbastanza.

Mi crede, Manesciallo?

La manna per l'amor di Dio non è me che deve convincere.

La confessione di misericordia non mi è mai piaciuta.

E poi, al giorno d'oggi, solo i matti si dichiarano colpevoli.

Quindi anche lei è convinto dell'innocenza di misericordia?

Sì, l'ho già detto.

Erna, dovete subito rilasciarlo.

Calma, la scarcerazione la può ordinare solo il magistrato.

La sua scoperta è rilevante, ma non basta.

Non mollerà facilmente, anche perché è l 'unica pista che gli rimane.

E Carmine?

Calisi è già stato rilasciato.

Ma è la dichiarazione della piccola Salemi, la nipote di Totò, che li ha visti insieme.

Calisi non c'entra niente.

La telecamera di un benzinaio di San Vito lo ha ripreso

intanto che stava facendo un rifornimento all'ora del decesso.

Basta! Chi era? Peppe.

Vuole che ti convinka a partecipare alla fiaccolata?

Ma so già come la pensi, per cui non insisto.

Ecco, brava.

Che fai?

Scrivo la sua storia.

Avrò questa alla fine e l'ha avuta vinta.

Quello che mi bruce di più è che Totò aveva fiducia in me.

Credeva in un idiota come me.

Sa fare io.

Non è colpa tua.

Invece, se avessi accettato subito di scrivere, sono stato un cretino e un coglione.

Vuoi davvero sapere perché ho perso il lavoro al Biminello?

Grande!

Bella!

Scusate, devo rispondere.

Un attimo solo e arrivo, eh.

State lì!

Eccomi, capo!

Averio, conto?

Ma che hai detto, casino?

Eh, niente, sono in un bar.

C'è un po' di confusione.

Averio, senti?

Sì, sì, forte e chiaro! Bene.

Devi fare uscire subito una mia dichiarazione in

merito al petto di pazzo sulle droghe leggere.

Droghe leggere, certo!

Il governo ha un po' deciso per una seduzione di tolto le rami.

Guarda quello!

Atteggiamento come?

Siamo capiti?

Averio?

Sì, sì, tutto a posto.

Mando subito una dichiarazione.

Stai tranquillo!

Il problema è che feci dichiarare al sottosegretario del ministro che il

governo ospicava più tolleranza verso le droghe leggere, cosa che, tra l'altro,

personalmente lui diceva sempre.

Ma in quel caso, invece, voleva dire l 'esatto conto.

È un po' contrario, perché stava cercando l'appoggio di un altro partito.

Solo che io ancora non ne sapevo niente.

E quindi?

E quindi è successo un gran casino.

In pochi minuti la notizia è rimbalzata e il

gran della manna si è ritrovato disoccupato.

Grazie.

Scusa.

Signorina, come io faccio finta di dormere per farlo scrivere?

E lei me lo distrae?

Ciò trovo, finalmente.

Come si sente?

Bene, signorina.

Grazie a Dio che sarà lei.

Si immagina al mio risveglio giocare me davanti a faccia di Saverio.

Saverio... Sono stato un gretino.

Non se ne farà niente.

Ebbe fiducia, Toto.

E pensa che poteva andarti molto peggio.

Saverio... bacia la fioccolata del povero Davide.

Ti prego, Toto, non te ci mettere pure tu.

Saverio, te lo chiedo per favore.

Se invece di essere stato quel bambino fosse stata

mia nipote mi avrebbe fatto piacere aperti vicino.

Odio queste parate.

Saverio...

servono soltanto a farci sentire quanto siamo buoni che il mondo è un posto bello

lo stesso nonostante tutto quello che succede.

Tu non hai cuore, Saverio.

La politica ti ha fatto male.

Era meglio che non c'andava a Roma.

Che c'entrano me la politica?

Sì, tutte cose tu sai.

Vorete smettere voi due?

Siamo qui per Davide.

Non sai che te fare un favore, Angela?

Mi sento in colpa.

Pasciamo.

Sono disperata, Angela.

Ci potremmo iniziare prima.

Poi la castane muta.

Un po' di rispetto per tuo figlio.

Ciao, Dago.

Ti ricordi quando da scuola facevamo i lavoretti in pasta di sale con la maestra?

Io li facevo a forma di cuore e tu li facevo a forma di rilusare.

E io in età... Basti, basta.

Vieni a casa, Bastiano.

Davide, ancora non riusciva a credere come sia possibile che tu gli usciessi con noi.

A scuola guardiamo il tuo banco e il nostro cuore si mette...

Non ce la faccio più, Bastiano.

Voglio andare a casa.

Ma no, ma a casa.

Questa gente è qui per noi.

Non mi interessa.

Mi ho chiudita a casa.

Calma, ora ci andiamo.

Scusatemi, inapertitamente ho ascoltato la vostra conversazione.

Capito che Lucia forse vuole tornare a casa siccome io lo sto mandando.

Mai rivedo un passaggio.

Io al resto ci vuolo un rappresentante della famiglia.

Certo.

Prego.

Ti voglio portare nel posto dove ho visto mio figlio per ultima volta? Sì, andiamo.

Sì.

Più o meno all'altezza di questa edicola votiva.

Camminava tutto serio sul ciglio della strada con il suo dinosauro.

Era il suo giocattolo preferito.

Non se ne separava mai.

Lucia, che succede?

L'ho vista mentre discuteva con la maestra Lombardo.

È la punizione per tutto il male che ho fatto.

Sono sicuro che non è così.

Grazie.

L'ho ingannato tutti.

Anche la maestra Angela.

Lei l'ho proprio usata.

Quando ha scoperto i lividi addosso a Davide io l'ho detto che era stato Carmine.

E invece.

..

Bastiano è un uomo buono.

Ma quando si arrabbia...

Carmine ci stava sillando.

Non sopportava l'idea che Davide potesse avere un altro padre.

Bastiano ha retto per un bel povo e non ce l'ha fatta più.

È iniziato a prendersela con me.

Quella mattina Davide si è messo in mezzo e li ha buscati pure lui.

Se perdevo Bastiano non ce l'avrei mai fatta da sola.

È per questo che ho accusato Carmine pensando che

magari così se ne sarebbe andato dalla nostra vita.

E' così che è arrivato l'ordine restrittivo.

La Maestra Angela ha testimoniato fidandosi della mia versione.

Non c'è nessuna punizione divine, Lucia.

L'unice in grado di punirci veramente siamo noi stessi.

E a volte lo facciamo ingiustamente.

Non riusciamo ad accettare verità crudele e ingiuste come quella che le è capitata.

L'unica cosa che mi permette di dirle è che il torto

subito da Carmine può e deve essere raddrizzato.

Carmine ha i suoi difetti.

Grandi e piccoli.

Ma non può assumersi.

È una colpa che non ha.

Buongiorno.

Buongiorno a te.

Colazione?

Mi piacerebbe molto, ma devo arrivare alla scuola di Davide prima che conoscino le lezioni.

Signor Lamanna, sei molto impegnato per essere un disoccupato.

Non fai nemmeno la tuccia.

Non è possibile, sono già in ritardo.

C'ho ripensato.

Comincerò a portare.

Apri, apri!

Apri!

Apri questa porta!

Ho sostenuto Lucia fin da subito perché la sua situazione mi riportava alla mia infanzia.

A mio padre sempre ho priaco, le botte.

Avevo la sensazione che aiutando Lucia stavo

riscattando me stessa, mia madre e i miei fratelli.

Come lei è venuto in mente di andare proprio alla vecchia torre?

Guardi, non glielo so spiegare perché, ma mentre cercavo di capire dove poteva

essere andato, improvvisamente mi è venuto in mente un disegno che aveva fatto Davide.

Eccolo.

Questo dovrebbe essere Davide.

Lei dice? Sì, vede.

Questa macchia di colore verde mi ricorda il dinosaurio,

il giocattolino che si portava sempre dietro.

Ma lo sai che ha ragione.

E allora questo uomo accanto a Lucia? Non lo so.

La tua storia, Totò.

Ormai sei famoso.

Hai visto?

È un po' testona, ma è una buona persona.

Mi ha già contattato un editor.

Credo proprio che ci pubblicheranno.

L'importante è che l'hai scritto.

Così nessuno potrà mai dire che ne io è tanto avocio come a mia.

Non esistiamo.

Alla fine sono io che devo ringraziare te.

Ma che dici, Saveri?

E ora che farai?

Ora devo scrivere la storia di Davide.

Questo libro è anche suo.

Ma manna, mi vuole spiegare a che titolo devo passarle queste informazioni?

In qualità di giornalista, di curioso o che?

In qualità di scrittore?

Sul giocattolo sono presenti le impronte del piccolo e del misericordia.

Oltre le mie, naturalmente.

Hai nessun'altra impronte?

Sì, ma sono le impronte di un bambino.

È normale che ci sia le impronte di altri bambini.

Davide andava a scuola e quel dinosauro se lo portava sempre appresso.

Tutti i giorni.

Ecco se li ho risposte.

Posso disturbarla ancora cinque minuti? Sì, certo.

È una cosa veloce, una domanda.

Sattirmi se è il giorno della disgrazia.

Sì, insomma, se c'erano altre lunni assenti.

Così, sui due piedi, aspetti.

Vediamo subito.

Sì, erano assenti altri due bambini.

Maria Sol Giuffrida e... Michele Nicosia.

Posso chiederle di mostrarmi ancora il disegno di Davide?

Sì.

Ho pensato che la seconda figura potrebbe

rappresentare non un adulto, come credevamo, ma

un bambino più alto.

Cioè, siamo i genitori di Michele, amico di Davide.

Il miglior amico di Davide.

Ma che fai?

Aspettami giù alla macchina.

Perché?

Perché se non mi sbaglio, qualcuno potrebbe prenderla male.

Guarda che sei in una botte di ferro.

Così mi piaci.

La manna, buongiorno.

Buongiorno.

Ma come hai fatto a trovarci qui?

Diciamo che ho i miei informatori.

Dottor la manna, che sorpresa.

A che cosa dobbiamo questa visita?

Ma niente di che, volevo soltanto farvi qualche

domanda sempre che non sia troppo disturbo.

Ma hai scelto, come no?

Prego, si accomodi.

Posso farle un caffè?

No, la ringrazio, ho già preso.

Ho saputo che nemmeno Michele è andato a scuola il giorno della disgrazia.

Sì, è vero, perché si è svegliato con un forte mal

di pancia e così gli ho detto di rimanere a casa.

Ma non capisco che interesse ci posso essere in questo.

Eh Michele, eri con Davide?

Quella mattina?

Che cosa è successo alla vecchia tornata?

Ma come si permette?

Mio figlio era malato, non ha sentito mia moglie.

Ci lasci in pace la mamma, se ne vada.

Sì, meglio che se ne vada.

Fuori da casa mia.

Mamma!

Papà!

Michele!

Michele!

No, Michele!

Michele!

Michele!

Michele!

Michele!

Michele!

È escapato!

È escapato!

È escapato, non lo trovo più!

Peppe, hai visto il bambino?

Sì, stavo correndo.

Ma se l'ho fatta, se l'ho fatta!

La fanculo te l'ha intradito!

L'ho provato!

È qua!

Hai fatto bene a farmi rimanere in fondo al sentiero.

Ci ho fatto prendere uno spazio.

Basta!

Voglio dire la verità!

Non ce la faccio più!

È colpa mia se Davide.

..

Avevamo deciso di saltare la scuola.

Non era la prima volta che lo facevamo.

Ci piaceva andare a giocare alla vecchia tornata.

Scommetto che non sei capace di saltare il pozzo.

Io te sono capace, sei tu con me.

E dai, fammi vedere.

Io già l'ho fatto un milione di volte.

Hai paura?

Sei tu che hai paura.

Ora ti faccio vedere.

Visto?

Ora se hai il coraggio, falla anche tu.

Nostra voce.

Eh no!

Adesso devi saltare tu.

Se non salti, non sei un uomo.

Tienemelo tu.

Dai.

E dai.

È tutta colpa mia.

Lui era il mio migliore amico.

Non dovevo sfidarlo.

Lui era più piccolo di me.

Non è stata colpa tua, amore mio.

È stato un incidente.

Michele ci raccontò subito tutto.

Siamo noi che abbiamo deciso di nascondere la verità.

Avevamo paura di quello che sarebbe potuto accadere.

La colpa che sarebbe caduta su di noi era su Michele.

Volevamo proteggerlo dai giornali, agli assistenti sociali, dagli psicologi.

Ci dispiace.

Bravo Michele.

Ti faccio i miei complimenti.

Solo che al coraggio di dire la verità può vivere in pace con se stesso.

Ma vi rendete conto che se non si faceva arrestare e se non fosse uscita la notizia

sul giornale del suo arresto, io, il mio fratellone, non l'avevo trovato più.

Nella vita il bene e il male vanno sempre a braccio.

Mi mancava una tabella chiusa filosofica.

Peppe, sei sempre così profondo.

Vittorio, come ti senti?

Ti trovo molto meglio.

Il dottore è molto bravo.

Mi ha detto che non ho fatto niente.

Mi ha dato pure le medicine e mi ha detto che devo parlare, parlare, parlare.

Ora ti porto a Catania, ti presento mia moglie, i miei figli, i tuoi nipoti.

Vedrai che bella famiglia che hai.

Misericordia.

Questi sono i suoi.

Grazie, Marshal, per la cosa più preciosa che mi è rimasta.

Ciao, piccolo.

Perdonami.

Allora?

Quante decisi di restare?

Non lo so, ma adesso resta.

Qua qui ho anche un futuro da scherzare.

E tu?

Io cosa? Prima e ultima.

E tu?

Lo sai, finisco la stagione da Marilù, torno a Firenze per la tesi e...

poi qui non c'è grande richiesta di architetti.

Ti sbagli?

Basta che fai l'architetto abusivo.

Qui l'edificio abusivo è un mercato fiorento.

E poi se te ne vai è un bel problema.

Perché?

Beh, intanto perché Pizzonello è uno che si affeziona.

Non ti vorrai fargli questo, no? E certo.

Povero Pizzonello.

Peppe, che dici?

Che fai? Stavo pensando.

Ma ti ricordi quando ti ho salvato la vita?

Come?

Gli hai salvato la vita?

Sì.

La vera era Nicolinco.

E scappò di nascosto dai suoi genitori.

Volevo fare il bagno a mare da solo.

Ma le onde erano troppo forti.

Allora mi sono buttato e l'ho tirato fuori.

Mi dico quanto acqua hai bevuto, sape?

Poi Peppe mi ha calmato e mi ha insegnato a nuotare.

E pensa che solo dopo due giorni ero già una grande promessa del 400 metri stile lì.

Però incredibile.

Ma Peppe quindi sei un supereroe? Sape? Bambini.

..

sono tutti.

Ma tu che ne sai?

Non hai nemmeno figli.

Picconello!

Che c'è, Giorgio?

Ti aiuto a fare il castello.

Certo, Picconello, il re dei castelli.

Andiamo.

Ne serve mano a valanca, dai.

Giorgio, vieni qua.

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