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Aiuto! Yates è qui!
ESSERE BEN
Senti, lo capisco, sai?
Una casa nuova, una scuola nuova, è tanta roba.
Cosa fai?
Ascolta.
Io ho una specie di regola per cui se mi capita qualcosa di grosso...
Mi reinvento.
Sembrerà una cosetta,
ma devi capire che cosa vuoi fare, chi vuoi essere veramente.
Io chi volevo essere?
Come facevo a sapere chi volevo essere?
Avevo 12 anni.
DUE MESI DOPO...
Per gran parte della mia vita, neanche avevo deciso come vestirmi,
credendo di essere ciò che gli altri dicevano di me.
Ma crescere vuol anche dire pensare con la tua testa.
Fare le tue scelte.
"Noi abbiamo bisogno di te."
Non potevo più nascondere la testa nella sabbia...
ABBIAMO BISOGNO DI TE
...dovevo guardarmi allo specchio
e affrontare la realtà che mi guardava da lì.
Ho pensato che probabilmente... Ah, eccoti.
Sei fortunato.
Ho cercato "Faccia Bucherellata" nel sistema e l'ho beccato.
Aleister Morris.
- Indirizzo attuale? - Non crederai ai tuoi occhi.
Beh, dev'esserci un errore.
Dai, ti aiuto.
Io ho una maglietta al pomodoro.
Io e gli altri abbiamo pensato
che si potrebbe andare al ballo in gruppo sabato. Tu vieni?
Certo. Va bene.
Tutto bene da tua madre, Max?
Certo.
Ci è arrivata una mail dalla scuola. Cercano degli chaperon per il ballo.
Ben, tu pensi di andare?
Sì.
Con chi?
Con degli amici.
- Max, tu ci vai? - Sì.
Con Kenny?
Posso alzarmi per favore?
Ben, magari dopo
mi fai vedere un po' di foto che hai sviluppato ultimamente, eh?
Certo. O puoi andare di nuovo a frugare per conto tuo.
Ben!
Ok.
Forse per ora è meglio non dire che ci siamo offerti come chaperon.
FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO MANUALE DI BASE
SECONDA EDIZIONE AGGIORNATA HENRY HORENSTEIN
AL MIO CARO FIGLIO BEN,
- Phil ti ha attrezzato la camera... - Camera oscura.
Sì, lo so. Mi ha accolto sotto il suo tetto
e mi prepara la colazione ogni mattina.
E quindi?
Ben...
Sei pregato di fare uno sforzo.
È pronta la colazione!
- Grazie. - Non c'è di che.
Ehi.
Non dovevo prenderle senza chiedertelo.
Non dovevi proprio entrare in soffitta.
Beh, no.
Ben, il mio ruolo è di genitore, e quindi nell'interesse della vostra sicurezza
posso andare dove ritengo giusto.
- Ma non sei mio padre. - Ben!
Fa niente. Fa niente.
Ben, senti,
hai tutto il diritto di essere arrabbiato. D'accordo?
Si allontani dal detenuto.
Bene, può passare.
Ancora cinque minuti, signori. Cinque.
Grazie.
Aleister, sono il detective Kennedy.
Devo farti alcune domande,
su un incidente qui, al centro commerciale.
Sto cercando di individuare questo ragazzo.
Non capisco.
- Ero chiuso qui dentro, questo non... - Non sei tu.
Lo so.
Lo so.
Allora questo com'è possibile?
C'è in giro qualcuno, Al,
che usa la tua faccia,
la tua identità,
tutto di te.
La mia casa.
Anche quella.
Ascoltami.
Il tizio in questa fotografia dà la caccia a mia figlia.
Quindi devo assolutamente trovarlo e fermarlo.
- Lo capisci questo? - Sì. Sì. Certo.
Il nome Yates Skurk,
per caso ti dice qualcosa?
Yates Skurk mi dice moltissimo.
Eh sì, detective Kennedy, io so chi è lei.
Anche sua figlia, so chi è.
E perfino sua moglie, so chi era.
Lui non ha preso la tua forma, vero?
Gliel'ho data io infatti.
Quando gli altri hanno cercato di rubargli tutto,
è venuto a chiedermi aiuto.
E io gliel'ho prestato.
Quindi tu che gli hai dato?
Sei un ladro.
Io sono molto di più, detective Kennedy.
Posso rubare ogni cosa.
Quindi anche i poteri, vero?
Sì.
Come? Perché tu non puoi trasferire quello che hai dentro di te...
Sì, è quello che ci inculcavano al Centro.
"Oh, attenti, ragazzi, rischiate grosso se non sapete quello che fate."
Ma mi creda, sapevo quello che facevo.
Io mi sono sacrificato per Yates e, un giorno, lui mi ricompenserà
Non gliene importa niente di te.
Ti ha solo usato, esattamente come usa chiunque.
Lei non sa quello che dice.
Yates la farà pagare a tutti quanti e soprattutto a sua figlia.
- Credevo fossimo d'accordo di... - Di non venire mai a cercarti.
È troppo importante.
Lì c'è tutto. Incluso dov'è probabile che abiti,
da Aleister Morris.
Grazie.
Di niente.
Ben.
Ben.
Senti, so che hai paura,
e questa non è la tua guerra, ma per me lo è.
- E se non fermiamo Yates adesso, lui... - Dominerà il mondo, bla, bla, bla.
Dai, sii sincera. Guardami.
- Ho zero controllo sui miei poteri... - Non ha importanza. Ho bisogno di te.
- È un mutaforma. - Ah, sì? Sei sicura?
Quando hanno scoperto che cosa sapevi fare,
ho infranto le regole.
Non dovevo avvicinarti, ma l'ho fatto.
Beh, e perché?
Dovevo sapere.
Prima di te, ci risultava un solo mutaforma: Yates.
Dovevo sapere se potevamo usarti contro di lui.
Usarmi, come?
Per imbrogliarlo.
Scambiandomi per te.
Un'esca. Bene. Un'esca, dovevo essere.
Excalibur lo trovi nella sezione ragazzi laggiù.
Se ti serve altro, chiedi pure.
Ehm, probabilmente sarò qui.
Max.
- Morgan? - Max, ci serve il tuo aiuto.
Lui non ascolta me, non ascolta Carter.
C'è una sola persona a cui darà retta.
Mamma?
Ehilà.
Sei stato fortunato.
Là c'è uno "stop", lo sai?
Mamma?
Ben? Sei tu?
Sì, sono io. Sto scendendo.
Poverino, ha distrutto la motocicletta.
Vado a prendere la borsa del ghiaccio. Lì spegni quando bolle.
Ben.
Cos'avrai di tanto speciale?
Sei solo un'esca.
- No! - Ben.
No. No, lasciami!
Ben. Ehi.
Ben!
Tesoro, svegliati, hai un incubo.
È solo un incubo.
Stavi sognando.
Ciao. Va tutto bene?
Ok.
Ben.
- Ben, dobbiamo parlare. - Adesso?
Devi andare da Morgan. Tu hai un dono, Ben.
E, sì, a volte sei un idiota e non lo usi come dovresti.
Ma perché avere dei poteri, se poi non li usi?
- Cos'hai da sorridere? - Stavo proprio andando da Morgan.
E allora perché mi hai lasciato parlare?
Grazie al detective Kennedy, sappiamo praticamente tutto su Yates.
Dove si nasconde, che identità ha assunto.
Yates non si aspetta che noi passiamo all'attacco.
- Avremo dalla nostra il fattore sorpresa. - Forza, dai.
Vuole Carter, e noi gli daremo Carter.
Così sarà impreparato al vero attacco.
Un momento. Bella storia, ma il suo potere non è l'invisibilità?
Sì, ma non soltanto,
- ha anche i poteri di sua madre. - E Yates vuole averli.
Ora è la nostra unica speranza.
Lui ci ha rubato i poteri e lei ci aiuterà a recuperarli.
Un momento.
Al centro commerciale, Carter mi ha preso per mano e mi ha reso invisibile.
Non potrei fare la stessa cosa con Yates?
Che accadrebbe se lo trasformassi in un altro?
Non si passano i poteri, lei non doveva farlo.
Perché no?
Bimbo, lasciamo le proposte all'insegnante.
- Perché non ti ficchi... - Basta.
È troppo pericoloso. Potrebbe uccidervi.
Seguiamo il mio piano.
Non ci nascondiamo più.
Fine delle minacce.
E fine di Yates Skurk.
Torneremo a una vita normale.
Max, vorrei parlarti.
Ti aspetto fuori.
Bene, comincio io.
Non c'è di che per avervi portato Ben. È di questo che si tratta, no?
È realmente questo che pensi?
Beh, me l'hai chiesto tu di restare, perciò ora sta a te dirmi perché.
- Volevo ringraziarti, forse. - D'accordo.
Quindi, come ho già detto, prego, non c'è di che.
Però no. Non va bene.
- Posso partecipare, aiutarvi. - Sì, lo so.
Credi che non ti abbia vista accanto a Ben, passo per passo?
L'hai osservato,
ascoltato,
sostenuto.
Se è di nuovo quella cavolata dell'accumulo che precipita...
Non si tratta semplicemente dell'aver portato Ben qui.
Ma soprattutto di te, Max. Sei dei nostri, adesso.
Allora? Di cosa avete parlato?
Cos'è? Sei geloso, per caso?
No.
Come bugiardo fai pena.
- Non è vero. - Sì, invece.
Credevo fossero le mie storie a fare pena.
Sai, si può far pena in più di una cosa.
Ammettilo, muori dalla voglia di sapere cosa mi ha detto Morgan.
- Ma no, figurati. - No?
- Può darsi. - Ma dai.
Ti ricordi quando mi hai detto, ehm:
"Max, ah, scusami, lo so che io ne ho sempre una, ma..."
Allora mi sentivi.
Stavolta non posso averne una nuova io, invece?
- Mai detto di no. - Bene.
Cos'hai?
- Niente. - No, dai, dimmelo.
Non posso, visto che non devo essere sempre io al centro di tutto.
Datti meno arie, Ben.
Forse finalmente l'ho capito.
Hai capito, cosa?
Chi voglio essere.
Voglio essere me.
So di averti detto che tu non sei mio padre,
ma mi dispiace.
E farò tutto quello che devo per riparare.
Oops.
Ormai sei spacciato.
Ci vediamo in classe, Jason.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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