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Il dott. Stevens in pronto soccorso.
Carter, hanno fatto il possibile.
No.
Ho ripensato mille volte a quel giorno.
No, non avevano fatto abbastanza.
E adesso, papà mi diceva di darmi pace.
Ma come si fa?
Come si fa a lasciare ciò che si vorrebbe tanto tenere?
NOI
ESSERE BEN
NEL PRESENTE
Sentite, lo so.
La vita va avanti
e altrettanto dobbiamo fare noi.
Ma non significa che sia facile.
Andare avanti è uno strazio.
E allora per sfogarsi...
Però anche restare aggrappati, non è uno spasso.
- ...e lo abbiamo visto. - Quindi, che fare?
L'allenatore gli ha detto: "Fai subito dieci giri di corsa."
...è quello che ha detto mia madre ieri sera.
Oh, ciao, B.
Oggi non ti siedi là con Max?
Già. Di solito mangi con lei.
Non siamo inseparabili.
Il burro d'arachidi va con tutto.
Tutto quello che c'è su questo tavolo.
- Sui bocconcini di pollo? - Sì, è buono anche con quelli.
- Dici sul serio? - Te lo assicuro.
- Provalo sull'insalata. - Sull'insalata? E la marmellata.
- Scommetto che in almeno cinque Paesi... - No.
...mangiano la marmellata con i bocconcini di pollo.
Questa io non l'ho mai sentita.
Carter! Devi aiutarmi.
E io ho bisogno di te.
Domani, vieni al centro commerciale.
DEVASTAZIONE
TEMPESTA CAUSA INGENTI DANNI
A MAX, CON AFFETTO, CARTER
Grazie.
E i compiti?
- Fatti. - Bene.
Ehi, che cos'hai?
Io niente. Si tratta di Max.
Julia a quanto pare pensa
che sia Ben la ragione per cui Max vuole restare da lei.
Io prenderei con qualche riserva quello che dice Julia.
- Certo, lo so. - Max è un'adolescente.
- Tende a drammatizzare. - Perché non lo chiediamo a lui?
Senti, perché ce l'hai con Ben?
Sai, io e mia sorella litighiamo continuamente.
Ci teniamo il muso per qualche giorno, ma finisce lì.
Quella, secondo te, che carne è?
Senti, mi serve una spalla.
- Una spalla? - Ma sì, voglio invitare Max al ballo.
Beh, ascolta, so cosa dirai, ma non credo sia una buona idea.
Ma sei fuori? Io le piaccio.
Non le piaci. Non ci andrà mai con te.
- E tu che ne sai? - Lo so e basta.
No. Non lo sai.
Tu di me non sai un bel niente.
Sarei felicissima di andare al ballo con te.
Sul serio?
Te l'avevo detto.
Max?
Julia ha ragione.
- Ci hai sentiti? - È colpa mia se non è qui.
Tutti i fratelli litigano.
Voi state vivendo insieme solo da due mesi.
Ed è difficile che gli altri ci perdonino se noi non perdoniamo noi stessi.
Dalle tempo.
Le passerà.
- Perché siamo qui? - Per allenarci. Ci sono molte persone.
Concentrati sulle facce. Solo le facce, dei parziali.
E non lasciarti distrarre.
Niente paura. Ci sono qui io.
NOI
- Cos'ho fatto? Come mi ha trovata? - Ma chi era quel tizio?
- Devo andarmene. - Ferma, aspetta un attimo.
Poco fa ero invisibile. Tu mi hai toccato e...
Il contatto può estendere i nostri poteri.
- Quindi... - Tu però non farlo.
Cioè, cosa? Non capisco.
Che succede? Perché quel tizio ci ha aggrediti?
- Spiegamelo. - Vai a casa, Ben.
Aspetta!
DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI BOATRIGHT
CENTRO COMMERCIALE DI BOATRIGHT ZONA RISTORANTI TELECAMERA
La vittima è Scott Neems.
Contusione ossea, dodici punti e una figlia avvocata
specializzata in lesioni personali.
Aspetta un secondo. Torna sul ragazzino con la felpa rossa.
Ecco, fermati qui.
Ingrandisci l'immagine.
Ma certo, è ovvio.
Vai più indietro. Basta, fermati qui.
E quello che cos'è? Ingrandisci ancora.
Cosa c'è di interessante?
Chissà, probabilmente niente.
Bene, eccolo qua.
Proprio il ragazzo che cercavo.
Vuol dire me?
Sì. Beh, sai, o te o Kenny o Leonard.
Bene. Possiamo essere sinceri, vedo.
Sinceri? Cioè come lei e Phil?
- Credimi lui ti vuole bene. - Sì, certo.
Perciò ha frugato nelle mie cose?
Senti, Ben, lui fa parte della tua vita. Chiaro? Che ti piaccia o no.
Ma non riesco a immaginare cosa penserebbe delle tue capacità.
- Cos'è? Una minaccia? - No, non è una minaccia.
Ho visto il filmato delle telecamere al centro commerciale.
Senti, c'è in giro qualcosa di pericoloso.
E sia che tu voglia ammetterlo o no, qualcuno ti ha preso di mira.
- Voglio solo aiutarti. - Ma non c'è niente che lei possa fare.
Ciao.
Senti, cominciamo da qualcosa di semplice.
Perché semplice?
Non vuoi ascoltare me, ma tuo padre sì, magari.
- Credi sia uno scherzo? - Perché mi ha appena fermato per strada.
Sa che sono un mutaforma. E sa anche tutto il resto.
Hai visto che cosa so fare.
È ora che tu mi dica perché dovrei darmi la pena di farlo.
E non dirmi che non sono pronto.
Vieni con me.
CHIUSURA NEGOZIO
Aspetta qui.
Perché è qui?
A che scopo? Ti ho proibito di coinvolgerlo, ma tu fai di testa tua.
Hai detto che...
E quindi, cosa dovrei fare adesso?
Beh, ormai è qui.
- D'accordo, gli parlo. - Fai bene. È pronto.
Sei sicura?
MAGAZZINO SALDATURA A RESISTENZA ELETTRICA
Morgan?
Ti stai chiedendo come mai?
No.
Non capisco. Ma pensavo...
Yates una volta era uno di noi.
Era nello stesso corso di Rhonda e Wyatt, ma non seguiva le regole.
E la scuola decise che non era pronto per il diploma.
Va' via! Yates, tu non sei più uno studente di questa scuola.
E quando scoprì che non avrebbe avuto il diploma,
Yates pensò bene di darsi da fare.
Incolpò Vivian.
- dei propri fallimenti. - No.
Volle vendicarsi.
E infine, venne a cercare anche Carter.
Ma perché?
Esiste anche un potere più grande,
e Yates ritiene di poterlo avere tramite Carter.
Un potere più grande?
Non te l'abbiamo detto prima, ma ora che hai visto Yates,
devi sapere la verità.
Vivian ha dato a Carter un potere
più grande di tutte le nostre capacità messe insieme.
Ed è questo che Yates vuole ottenere.
Però tu mi avevi detto che gli avevate tolto i poteri,
- che lo avevate sconfitto. - È quello che pensavamo.
- Che pensavate? - Abbiamo sbagliato.
È venuto a cercarci tutti.
Non si sa come, è riuscito a rubare i poteri agli altri.
E a diventare ogni giorno più potente.
Se mette le mani su Carter,
non è questione di cosa farà con tutti quei poteri.
È questione di cosa non farà.
Vediamo se ho capito bene. C'è un cattivo che fa quel che vuole.
Vi ha rubato tutti i poteri e sono rimasto solo io.
Io?
- Non ci sto. - No.
È inutile, rovinerei tutto.
- Ben, aspetta. - No, Carter, avevi ragione.
Non sono pronto. Perché hai dato a Max quella foto?
Non gliel'hai mandata tu, vero?
Non ho mandato foto né a lei né ad altri.
È solo colpa mia se Yates l'ha trovata.
No, Ben, non potevi saperlo.
So che non vuoi parlarmi e ti capisco.
Io ne ho sempre una, ma stavolta è grave.
Oggi ero con Carter, e Yates mi ha inseguito.
E adesso Morgan dice che sono l'unico che può fermarlo.
Non so a chi rivolgermi.
Scusami, Max. Mi dispiace per Leonard,
e per averti complicato tanto la vita. Volevo solo aiutarti.
Devo ancora imparare a essere tuo fratello,
ma in questo momento ho bisogno di mia sorella.
Scusa, hai detto qualcosa?
Papà.
Sei Carter?
Carter, sei tu? Voglio vederti.
- È pericoloso. - Fa lo stesso, non m'importa.
Ho bisogno di vederti.
Non insistere. Yates ha occhi dappertutto, lo sai.
Se ti evito, c'è un motivo.
Sì, lo so. È per la tua sicurezza.
Ma, Carter, non sei al sicuro.
Se ne occupa Morgan.
- Sì, come ha fatto al centro commerciale? - Papà.
Senti, Carter. So quello che faccio. È chiaro?
Cioè, ho parlato con molte persone, fatto le dovute verifiche,
- installato un sistema di sorveglianza... - Nel nostro caso non serve.
Ed essere un detective non aiuta affatto.
Con te sto facendo il detective?
Guarda che ti sbagli, sto facendo il padre.
Devi darti pace o ti userà per arrivare a me.
Con mamma.
È questo che mi hai detto, ricordi?
Datti pace.
Carter, se mi do pace, rinuncio all'unica cosa che mi è rimasta.
Ascolta, quando l'hai detto a me, mi sono arrabbiata.
Ero pronta a litigare.
Con te. Con tutti quanti.
Ma la rabbia ha solo peggiorato le cose.
Perché per quanto sia dura, non abbiamo alternativa.
Questa è l'unica scelta che abbiamo.
E se non ci riesco?
Ci riuscirai. Credimi, papà.
Ehi, tesoro.
Ehi, Carter.
È meglio se vai a casa a dormire.
Ti voglio bene, mamma.
Adesso lo capisco, ma allora no.
Darsi pace è difficile quando si ama.
Ma darsi pace non vuol dire che quell'amore svanisca.
Cominci solo a vedere le cose in modo diverso.
Un modo che ti permette di andare avanti nella tua storia.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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