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Carter!
Carter. Carter, no, no, no.
Carter. Carter.
Qualcuno mi ha detto che le persone entrano nella nostra vita
per una ragione, una stagione o per sempre.
Mi è rimasto impresso.
Perché non si può decidere quanto gli altri resteranno con noi.
E se qualcuno che credevamo non ci avrebbe mai lasciato
se ne deve andare?
Come si fa a sapere quanto resterà con noi?
Essere Ben
NEL PRESENTE
Se non staremo insieme per sempre, ci sono dei segnali?
E se ci sono, come facciamo a capirli...
noi che ancora nemmeno sappiamo chi siamo?
Io di certo non lo sapevo.
- L'hai ballata tutta. - Ti voglio bene!
Fai questa per American Idol un giorno.
L'hai ballata tutta.
Forse possiamo solo seguire il nostro cuore
e sperare che ci allontani dai pericoli.
Se no, che altro abbiamo?
- È lui? - Sì.
Owen, ascolta.
Devi andare là e far vedere a quel bullo chi sei.
Nella nostra famiglia...
Se ascoltiamo troppo gli altri e non abbastanza noi stessi...
...restiamo in dubbio su chi siamo.
E su dove sia il nostro posto.
Ben.
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UOMO CONTRO TEMPESTA:
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Sì!
Cos'hai tanto da ridere?
- Adesso arriva, un attimo. - Sì!
Ed eccolo.
- Chissà che dolore. - Wow, che botta.
Guardali, che carini. Ormai sono un duo inseparabile.
Anzi, un duetto: sono piccoli.
Questa fa ridere solo te.
Wow. Battutona.
Ho promesso a mamma di aiutarla in libreria con i nuovi arrivi.
Sì, Ben, dobbiamo muoverci anche noi. Cos'abbiamo in lista?
- Game Zone, Sugar Shack- - Sì.
- E una felpa nuova per Ben. - Max, qual è quel negozio che piace a te?
Sneaker Heaven.
Io pensavo che andaste solo a ritirare la tua fotocamera.
Puoi venire anche tu.
Oh, no, non fa niente.
Sicura?
BOATRIGHT PARCO COMUNALE
NOI
Ehi, che roba è quella?
Beh, dimmelo tu.
Il tipo del negozio di fotografia la sapeva lunga, eh?
Come su quel filtro blu scuro?
- Filtro rosso scuro, 81A. - Giusto.
Una bomba col bianco e nero, quindi grazie.
Oh, eccovi qua.
Mentre ero in fila ho conosciuto una simpatica signora,
che ha un figlio che va alla tua scuola.
Lui sta tenendo un tavolo e siamo invitati. Vieni.
Ma perché...
Ho sgobbato 60 ore per avere la cittadinanza globale,
ma mi piace fare volontariato.
Ben, sei negli Scout anche tu?
- Beh- - Ben.
- Scusate, ma non ho- - I tovaglioli! Li ho dimenticati.
- Fa niente, li prendo io. - Lo aiuto.
Quant'è carino.
Guardando tua madre non capisco da chi hai preso i geni del cretino.
- Forse da tuo padre? - Perché ce l'hai così con me?
Mia madre non è stupida. Lo vede quanto sei falso.
- Ne sei sicuro? Ai genitori piaccio. - Certo.
Ben.
- Pensi che ti basteranno? - La prudenza non è mai troppa.
Infatti è per questo che siamo qui.
Abbiamo fatto riparare la sua fotocamera.
Purtroppo gli era caduta a scuola.
Caduta, eh?
Sì, qualcuno le ha dato un colpo.
Che sfortuna.
Ben, vedi Jason con il cellulare in mano?
Io lo spengo a tavola.
È la regola, in casa nostra.
Semplici buone maniere, no?
La mia mamma dice sempre che è importante far buona impressione.
Sono felice di avervi incontrati. Jason era in ansia
perché va dal dentista domani,
ma con voi se n'è proprio dimenticato.
È in gamba. Tuo figlio è un ragazzo adorabile.
Davvero.
Come "un ragazzo adorabile"?
Jason?
Esatto. Testuali parole.
Perché tu non hai detto niente?
Tanto era inutile.
Avrei potuto dire che ha tagliato e frullato un primino,
e lei l'avrebbe comunque invitato da noi per la serata cinema.
Odio il cinema in casa.
Io odio che loro pensino di un bullo come Jason-
Che è un ragazzo adorabile.
Gliel'ha proprio data a bere.
Vorrei che vedessero quello che fa a scuola.
Ehi, forse lo possiamo sbugiardare.
Senza farti finire in castigo.
- Lo vedi bene? - Quasi.
Dai, sbrigati. Tra poco va dal dentista.
- Lo so. - Ecco, abbiamo l'esca.
Non prendere la zuppa.
Sì. Possibile che non abbia ancora imparato?
Gli è arrivato un messaggio.
Devo andare.
No, che sto facendo?
Inquadralo, presto!
Ma sarò sfortunato.
A lui è andata anche peggio.
Owen?
Ehi, ehi, smettila. Così ti fai male.
Dico sul serio.
Dio.
"Devi difenderti e farti valere."
Mio padre non ha idea di com'è qui.
E il bello è che non hanno idea di non averne idea.
Figurati un po': mia madre pensa che Jason sia un tesoro.
- Non ci credo. - Credici.
Sai, ho provato a spiegarglielo ma è come parlare al muro.
A volte vorrei correre fuori e urlare.
Hai ragione. Devo scappare.
Ma sei fuori? Perché non vai a-
Max, sono io. Ben.
Te lo giuro.
Allora sei impazzito.
Se tu sei Ben, e ti sei trasformato in Jason,
vuol dire che hai sentito un legame con lui?
Non è così, te l'assicuro.
- E allora com'è andata? - Credimi, non lo so.
È la prima volta che parlando con una persona
mi trasformo in qualcuno che non è quella persona.
Sei perfino vestito come lui.
Magari non è l'empatia a farmi trasformare in un altro.
Magari devo solo sentire... qualcosa?
Vabbè, senti, fa niente. Ma vai a sederti da un'altra parte?
Non voglio che mi vedano parlare con, ecco, lui.
- Dai, vai là. - Sai che è una grande idea?
Adesso vado là e faccio come Jason.
Il tuo scopo era questo?
Per l'ultima volta: non l'ho fatto apposta.
- Ma visto che è successo- - Te ne vai in giro a fare il bullo?
Ma sarò Jason, e tu filmerai ogni cosa.
- È geniale, vero? - No, non è geniale.
E poi Carter non ti ha detto di evitare queste cose?
Oh, per favore.
Jason è chiaramente il cattivo qui.
Non credi che vada smascherato?
Sì, ma io mi rifiuto di essere tua complice contro dei ragazzi innocenti.
È un pessimo uso dei tuoi poteri.
Sarà, ma sono appunto i miei poteri.
Ehilà. Come va?
Che cosa ci facevi seduto con quella ragazza?
Non so. Che ci fai tu con quella faccia?
Eddai, ragazzi, divertiamoci.
Leonard? Becchiamo lui.
Vuoi Leonard? Dovrai passare su di me.
Dai, lasciamo perdere.
Non ne vale la pena.
Ehi, Max. Grazie dell'aiuto.
Prego. Non c'è di che.
DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI BOATRIGHT
- Come va, vecchio mio? - Ciao.
Hai la barba bianca e dai del vecchio a me?
Beh, no, non è bianca. La mia barba è- brizzolata.
- Si dice così adesso. - Già.
Ok, te la do per buona. Come va?
- Tutto bene in famiglia? - Molto bene.
- Sì? - Sì, grazie, molto bene.
Ma dimmi di Carter.
- Studia sempre? - Sì.
Sì. Sì, lei- Sì, nessun problema. Anzi!
Sta benone.
Allora, mi dici perché sei qui?
Ascolta, io-
Sono andato a correre stamattina e...
ho trovato questo appiccicato a un albero.
NOI
Sai, qualche anno fa, quando non eri messo proprio benissimo...
ogni volta che venivo a casa tua a vedere come stavi,
trovavo in giro pezzetti di carta con quel simbolo sopra.
Sì, ma credimi, questa volta è molto diverso.
Fidati, io sto bene.
Sicuro?
Perché quello non dà esattamente l'idea che tu stia bene.
Non voglio vederti cadere di nuovo nel baratro.
No, non c'è nessun baratro.
Stanne certo.
Sul serio. Sto soltanto-
facendo fino in fondo la mia parte.
Quella di padre.
Anche se Carter non è qui.
SCUOLA MEDIA ERIC NUETZEL
- Che c'è? - Basta, devi smettere.
Perché avere dei poteri, se poi non posso usarli?
Ti rendi conto di quello che dici?
Sai, da te non me lo sarei mai aspettata.
Hai deciso di fare tutto di testa tua
- escludendo completamente- - Cosa?
Me.
Max, a me- A me non sembra proprio di-
- Ho deciso di farmi valere. - Owen, no!
Mi senti?
Riesci ad aprire gli occhi?
Ecco, bravo.
Diamo un'occhiata.
Mamma?
Scusi- È che-
- Mi sento molto- - Hai la nausea?
Mal di testa? Segui la luce.
Ho sentito parlare di una lite.
Raccontami un po'.
Oh, ecco- Un mio compagno mi ha dato un pugno.
Di punto in bianco? Seguila.
Bravo. Perfetto.
È terribile.
Tu non gli hai fatto niente
- e lui ti ha colpito? - Sì.
Perché mai uno dovrebbe darti un pugno?
Non ha alcun senso, no?
Un bravo bimbo come te, che si fa gli affari suoi.
Ti aspetti veramente che me la beva?
Guarda che non sono nata ieri.
Non mi hai incantata con la recita dell'angioletto l'altro giorno,
e scommetto che c'entri tu con la fotocamera di mio figlio.
Quindi mi riesce molto difficile credere
che ti abbiano dato un pugno senza che tu abbia fatto qualcosa.
Dice sul serio?
Jason, ti credi furbo, ma non mi inganni.
Devo correre in bagno. È un bisogno urgente.
Sì!
Arrivo subito.
Ciao, Ben, com'è andata oggi?
Beh, normale.
- Dove vai così di fretta? - Da nessuna parte.
Oh, benissimo, perché ci sarebbe una cosa di cui vorrei parlarti.
Una cosa tipo...
Ho pensato di trasformare la soffitta in camera oscura.
E così ho ordinato un po' di materiale.
Ma, sia chiaro, solo se ti interessa, ovvio.
Cavolo.
- È bellissimo. Grazie. - Di niente.
- Ehilà, ciao. - Ehi.
- Ciao, mamma. - Già a casa!
Non indovinerai mai chi ho visitato oggi.
Ben, voglio che ascolti anche tu.
Il caro Jason.
Oh, davvero?
Come mai?
Un compagno gli ha dato un pugno.
- Sul serio? - Eccome.
Ben, tu lo sapevi?
Sta' tranquillo. Si riprenderà.
- Dammi. Metto via io. - Grazie, Phil.
Ben.
So che l'ultima cosa che vuoi è che m'impicci della tua vita sociale,
ma fatti un favore: evita i tipi come Jason.
Capito? Ora puoi andare.
Wow.
Cos'ho fatto per meritarmi questo?
- Max. - Ciao.
Ciao.
Non badate a me.
Non è che viva qui o roba simile.
Pensavo restassi a dormire da tua madre.
Infatti.
Bene. Ma allora perché ti comporti come se ci fosse da arrabbiarsi?
Ma no, devo solo parlare con lui.
- Cammina. Su. - Ok. Cavolo.
- Ho scoperto una cosa pazzesca. - Cioè? Cosa?
Aspetta. Tu non hai niente da dirmi?
Cosa? Certo.
Certo, scusami, Max, per la storia del "bullo nei panni di Jason".
Un piano stupido.
In realtà, no, era un piano geniale.
Solo che non era molto da te.
Allora perché vuoi che ti chieda scusa?
Credevo fossimo, sai, quello che ha detto tua madre di noi.
Un grande duo? Ma non lo siamo.
- Ah, no? - Eh, no.
- Siamo soltanto un duetto. - Oh, sei penoso.
Lo so.
Oh, dimenticavo. Guarda.
- Cercavi qualcosa, vero? - Sì.
Ecco, allora cosa ne pensi di questo?
So che ho detto di seguire il nostro cuore
sperando che ci protegga,
ma non sempre va così.
Forse però è per questo che ci sono gli altri:
persone che ci conoscono.
Persone che ci capiscono,
perché a volte non vediamo i segnali.
A volte fatichiamo a capire se una persona sia entrata nella nostra vita
per una ragione...
o per una stagione...
o per sempre.
Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI
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