All language subtitles for Me.S01E02

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Ammettetelo, pensavate che fossi io.

E in un certo senso è così.

So che adesso sembra facile,

ma, credetemi, non è successo dall'oggi al domani.

C'è voluto tempo. Tanto, tanto tempo.

E allenamento.

ESSERE BEN

NEL PRESENTE

Che schifo. Un po' di liquido.

- Metti i peperoncini dolci. - Ok. Ok.

Fa le scoregge.

Chissà che bontà, eh?

Che puzza!

Sarà una delizia.

Dai, sbrigati.

- Sì, un secondo. - Uno. Avanti.

Giù di botto, passerotto.

Un sacco di volte, ho avuto voglia di arrendermi.

La frustrazione era più forte di me.

Uno di meno sulla lista.

- Allora? - Niente.

Beh, cosa viene adesso?

Il phon?

Mi piacerebbe dirvi che dentro di me sapevo

che ce l'avrei fatta.

Ma sarebbe una bugia.

Ma perché?

La verità è che all'inizio sembrava tutto impossibile.

Buona giornata, cucciolo!

- Ti vergogni? - Moltissimo.

Ho dovuto imparare a gestire la frustrazione,

e smettere di preoccuparmi.

Cosa? Non vuoi i cavolini?

No. Che c'è da stupirsi?

Scusa, da quando snobbi i miei cavolini di Bruxelles?

Da quando sono nata.

Beh, a me invece piacciono, Phil.

- Meno male, grazie. - Di niente.

Wow.

Oh, e a proposito, mi ha scritto tua madre

per dirmi di ricordarti che domani passa a prenderti...

Dopo la scuola, lo so.

Oh, bene, quindi ti sei già preparata la borsa e tutto il resto?

- Naturalmente. - E tu?

- Non l'ho preparata. - Spiritoso.

Ho portato a riparare la tua macchina fotografica.

- Grazie. - Come va a scuola?

- Bene. No. - Nessuna lite?

Capisco. Ho avuto 12 anni anch'io,

per tradizione si risponde con meno sillabe possibile.

È tutto sistemato.

D'accordo.

Bù!

Max! Ma devi proprio farlo?

Volevo provare con la paura.

Sembrava una buona idea, e invece...

Forse è una cosa che non mi ricapiterà più.

Lo pensi davvero?

Cosa intendevi con "È tutto sistemato"?

Beh, tua madre ti torchiava,

e l'hai detto tu che non vuoi che si preoccupi.

'Notte.

Buonanotte, Max.

Che stress.

- Max, ricordati che tua mamma... - Passa a prendermi, lo so.

Forza, veloci. Vi accompagno io. È tardissimo. Andiamo.

- Ok. Lo so. - Andiamo.

- Darren, ciao. - Ciao.

Entra pure. Che succede?

Ci siete tutti, vedo.

Ecco, vorrei chiudere il caso dell'altro giorno.

Posso rubarvi un momento Ben?

Se sei d'accordo, Liz.

Vedo che ti sei ripreso.

Spero che non ti abbiano sgridato troppo l'altra sera.

Conosci Kenny Walker, vero?

Sai, è strano perché

quando gli ho chiesto che ci faceva al parco in pigiama,

lui è caduto dalle nuvole.

Dice che non c'è mai stato.

Sarebbe una domanda?

No, direi che non lo è.

Ma ho una curiosità,

mentre eri al parco, hai per caso incontrato qualcuno?

No.

Quindi non hai visto nessuno.

No.

- Devo andare a scuola. - Certo, un'ultima domanda.

L'hai mai visto prima questo simbolo?

No. Mai.

- Scusi, devo andare. - Certo.

Ciao. È venuto a cercarmi un poliziotto oggi. E a te?

Io, ah...

Mi fa: "Oh, come mai eri al parco in pigiama?"

E allora io... chi lo usa più il pigiama?

Tu cosa gli hai detto?

Niente, perché non ero in casa.

Ma eri in pigiama quando ti hanno trovato.

No, no, ti sbagli.

Me l'ha detto lui, ne sono certo.

- Davvero? - Che eri in pigiama? Sì.

Mia madre mi costringe a metterlo. Io non lo farei mai.

È quel che ho detto anch'io a tua sorella.

Cioè... Che c'entra?

Ha dato le cuffiette a Jason. Io non l'avrei mai fatto.

A dopo.

Ehi, come va?

È tutto sistemato?

Il motivo per cui Jason mi lascia in pace sei tu.

Esatto. E allora?

Non pensavo l'avresti ammesso così facilmente.

Avevo la mie ragioni.

- Ma avresti dovuto dirmelo. - L'ho appena fatto.

Ci vediamo.

Non sei solo, Ben.

E questo non è maturato oggi,

ma nel corso della tua vita.

Ben?

Ben, ehi.

Ti ho chiesto cosa voleva Darren. Il detective Kennedy?

Farmi delle domande.

Sì, ma a che riguardo?

Varie cose.

Beh, a quanto pare Darren si preoccupa per te.

È un bene. Lo apprezzo.

Perché quelle domande, prima?

- Intendi su Darren? - Sì.

Sai, purtroppo dopo la morte della moglie,

ha passato un periodo molto difficile.

Non mi stupisce. Un padre single che cresce la figlia da solo.

Sì. Carter.

Ma non so, oggi, quando è venuto qui, sembrava...

Sembrava di nuovo in crisi come allora.

È tutto a posto?

Sì. Perché?

Così. Volevo sapere come stai.

Io bene.

Caspita.

Stavolta ben due parole insieme. In pratica il doppio della media.

Che silenzio qui, vero?

Cosa stai cercando?

Vorrei sentire della musica...

e a quanto pare non ne ho.

- Da quando in qua ascolti musica? - La ascolto sempre.

È quello che uccidiamo

Ah, orgoglio e competizione

Hai niente risalente a questo secolo?

- Questo è un classico. - È vecchio, mamma.

Cerca di ascoltare.

E il lavoro che ho messo tra noi Non mi protegge

Sto imparando a vivere senza di te

Ma mi manchi, amore

Più so, meno capisco

Non riesco a non commuovermi.

Tutte quelle cose che credevo di aver compreso, devo impararle da capo

Sto cercando di arrivare Al cuore della questione

Tuo padre...

- Ma se ti mette tristezza, perché... - Non è triste,

E i miei amici sono dispersi

è solo molto bello.

"Più so, meno capisco.

Tutte quelle cose che credevo di aver compreso, devo impararle da capo."

Sai, credo voglia dire che non bisogna mai smettere di imparare.

Dobbiamo continuare.

Anche se ci sembra impossibile.

E saper perdonare.

Sì.

SCUOLA MEDIA ERIC NUETZEL

Dovevi proprio regalargliele?

Sia ben chiaro, io non gli ho regalato niente.

Gliele ho prestate per, tipo, una settimana.

Senti, tu la conosci Carter Kennedy?

La figlia di Darren?

Sì, certo, ma non la vedo da una vita. È andata via a studiare.

Come "è andata via"?

Sì, è in collegio da qualche parte all'est.

E se invece non fosse andata via? Se fosse ancora qui?

No, sono strasicura che...

È lei che ho visto al parco.

Guarda dove vai.

Sarebbe toccato a me.

Fa il bullo con lui perché tu mi hai salvato.

- Ben, questo non puoi saperlo. - Sì, invece.

Owen.

Cos'hai da guardare?

Tieni.

Fin dove è arrivata, la pizza?

Piuttosto lontano.

Dicono che faccia bene digiunare.

Grazie.

Mi chiamo Owen.

Ben.

Mio padre continua a dirmi che se voglio che smetta,

devo fare "di tutto per tener testa a Jason".

Lui ha un sacco di... idee.

E qualcuna buona c'è?

CASA DEI NEWTS

- Guarda dove vai. - Adesso basta. Devo fare qualcosa.

No, non puoi.

- Ma io devo farlo. - No, tu non puoi.

Guarda.

- No, no, no, no, no. - No, cosa? Ma se è fantastico!

Hai creato un contatto. E guardando Owen sei cambiato.

Adesso sto guardando te ma non cambio.

Fa' un bel respiro, ok?

Mia madre. È qui, mi aspetta.

- Devo andare. - Non puoi piantarmi di nuovo in asso.

Sta' calmo, ne sei già uscito una volta.

Beh, dille di aspettare. Non posso tornare a casa così.

Credi mi diverta lasciarti qui? Mi dispiace, ma devo andare.

Ma e io invece dove vado adesso?

Boh, arrangiati!

Ok.

Carter? Carter?

Mi serve il tuo aiuto adesso.

Carter?

Ehi.

- Conosci mia figlia? - Veramente no.

Davvero?

Beh, io l'ho incontrata qui al parco l'altro giorno.

Cosa ti ha detto?

- Niente. - Senti, sta bene, almeno?

- Penso di sì. - Come sarebbe?

Deciditi, o stava bene oppure no.

Beh, sembrava un po', non saprei, preoccupata.

Per cosa?

Non so, credo per una specie di tempesta.

E cos'ha detto in proposito? Della tempesta, intendo.

Non ricordo. Lo chieda direttamente a lei.

Lo farei, se potessi, ma non vedo mia figlia da due anni.

Quindi non è andata via a studiare, vero?

E allora dov'è?

Perché non può vederla?

Un paio di anni fa qui c'è stata una tempesta.

Ha fatto saltare la corrente elettrica in tutto lo stato.

Credimi quando ti dico che non avevo mai visto una tempesta così.

Carter!

E mia figlia allora...

Non so spiegare come abbia fatto.

So soltanto che un attimo prima la tempesta stava infuriando,

e un attimo dopo era scomparsa.

Come se lei l'avesse fermata.

Lei che ferma una tempesta.

Ma ho scoperto presto che era anche in pericolo.

E l'unico modo per proteggerla era lasciarla andare.

L'hai già visto prima? Quel simbolo?

Cosa rappresenta?

Non ne ho idea.

Ma sai come mi fa sentire?

In contatto.

Tutto bene?

Sì. Benissimo. Devo andare.

Ehi.

Ehi!

- Ehi! Sei di nuovo tu. - Sì.

Sai, il detective Kennedy mi ha detto una cosa pazzesca.

Un momento, ti sei tinta di un altro colore?

Credevo lo facessi solo nelle grandi occasioni.

Beh, non mi capita tutti i giorni di vedere qualcuno trasformarsi

sotto i miei occhi.

Allora? Come sei tornato in te?

Non lo so. Quando ho capito quello che riesco a fare, è come se...

Capito?

Cioè?

Cioè... Guarda.

Cosa stai facendo?

Un secondo.

Uno...

Max, quando dico "un secondo" non intendo di numero, chiaro?

Ce la farò, vedrai...

Dopo un po' dovrebbe essere facile... un giochetto.

- Davvero? - Non so.

Non c'è il manuale delle istruzioni.

Dammi retta, magari non dovresti sentirti così frustrato

- quando non va come vuoi tu. - Non sono frustrato.

- Riprovo a spaventarti? - Non mi serve.

- Sicuro? - Max, non insistere.

Va bene, d'accordo, non ti agitare.

Ci si vede.

In realtà, ero frustrato eccome.

Era dura.

Ma adesso, molto meno.

Ora, invece di cedere alla frustrazione, ripenso alla canzone che dice:

"Tutto ciò che credevo di aver capito,

ho dovuto impararlo di nuovo."

Forse succede a tutti.

Dobbiamo continuare a imparare. A crescere.

A perdonare.

Tradotto da: PAOLA D’ACCARDI

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.