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[Bernardo Brusca] Giovanni!
[Enzo Brusca] Sai quanto pesano queste cose?
Ma quando mai! Come li sposta?
Te l'ho già spiegato.
Ci sono le rampe con i tronchi di legno che ci girano sotto.
Pezzi di legno che girano sotto il marmo? Ma dai!
Esistevano le famose piramidi d'Egitto fatte di marmo.
Ti fidi di me quando dico una cosa?
Vabbè pietra, di pietra... Di che mi devo fidare?
Hai fatto due buche a terra, tre case storte e mi devo fidare?
Allora dimmelo tu. Chi è stato?
E che ne sai? Magari sono stati gli ufo.
- Chi? - Quelli che abitano nello spazio.
Me la togli una curiosità?
Ma a te queste minchiate chi te le racconta?
Ieri sera, ci siamo visti quella minchiata di film, Stargate.
[Enzo Brusca] Hanno fatto il documentario con l'archeologo,
tu dormivi, Giovanni!
- Siete proprio limitati. - Sì, siamo limitati.
Andiamo che è tardi!
Dai ragazzi che questa è l'ultima fermata.
Prendiamo il C4 e abbiamo finito.
Oh! Alla prossima giriamo a sinistra.
[Navarra] Alla prossima giriamo a sinistra.
Dopo il bivio a destra. Dopo il bivio.
Ma scusa, che giro vuoi fare?
Non andiamo più a prendere quell'esplosivo.
Agli altri che diciamo?
Che Bagarella si è visto troppi film americani.
Vai verso il mare!
Ora ve lo spiego.
[agente] Non c'è nessuno. Scendiamo di sotto.
[Enzo Brusca] Eccoli.
- Non capisco perché vai tu. - Hai ragione.
[Monticciolo] Mandaci me.
[Enzo Brusca] Casomai ci vado io.
Giovà, fammi questa cortesia, mettiti il giubbotto.
- Giovanni! - Mettilo, sai come ragionano.
Ieri sera non hai detto che volevi assomigliarmi?
Giovanni,
non mi incontro mai due volte per lo stesso accordo.
Allora ricordati le parole.
- Così non ricapita più. - Non ti ho mai detto
che potevi vendere la nostra roba in Belgio e in Olanda.
Quando la roba arriva sull'isola, il 30% è tuo.
Parole tue. Quindi roba mia.
Voi italiani siete sempre bravi a giocare con le parole.
Diciamo così:
non ci siamo intesi ma ora abbiamo rimediato.
La merce arriva sull'isola e non esce più dall'Italia.
Lo sai che c'è?
Non se ne fa niente.
Ora tu prova a vendere la tua roba qui
e te ne faccio pentire.
[in inglese] Forse non hai capito con chi stai parlando,
fottuta scimmia siciliana.
Forse non hai capito con chi stai parlando.
Ti piace il limone?
Sicilian lemon.
[in inglese] Cosa?
[Brusca] Dimmi se ti piace quel limone là.
Io ti faccio saltare il culo.
Diglielo quando torni in America.
Tu sei un pazzo.
Non sono pazzo,
sono Corleone.
[squilli di telefono]
Pronto?
[Mazza] Che fai? Sei sceso dalla balena?
Sì, che ci andavo a fare a Ciaculli?
[Mazza] A portarti a casa un bel po' di esplosivo per esempio.
Dai Savè, che ci stai a fare lì da Raja?
Torna qua che vediamo di trovarlo insieme.
Mi senti?
Arrivo.
[Mazza] Sei qua? Ti stavo cercando.
[Mazza] Quando sei arrivato?
- Dovevo rifiatare un po'. - Giusto.
Infatti per questo sono qua.
- È l'agenda del capo. - Sì.
- L'hai rubata? - No.
- L'ho presa in prestito. - È sempre l'agenda del capo.
Facciamo così,
rendiamo la prima pagina e tutto il resto neanche lo guardiamo.
Stanotte siamo partiti a duemila,
non abbiamo messo i nomi accanto ai soprannomi.
Quando quello torna, il rito è pronto e il capo è contento.
Anche noi dobbiamo essere contenti.
Hai capito?
Sì, sì.
Manca Raja e avevi ragione su di lui, va bene.
Ma con gli ultimi arresti viene giù il gruppo di Brancaccio.
Vedrai che qualcuno lo conosce
e ci da una pista buona per trovarlo.
Non può essere scomparso nel nulla.
- Lui ci riesce, Carlo. - Se vabbè!
Con Guastella e Olivetti è inutile.
Con Bingo un tentativo lo voglio fare.
Hanno trovato delle piantine dell'Ucciardone che non mi quadrano.
Forse un piano per tirare fuori qualcuno?
Forse Bagarella.
Ho preso un paio di provvedimenti.
Dai, prendi la penna.
Che figlio di puttana.
Ha messo già i nomi. E quando l'ha fatto?
[squilli del telefono]
Scusa, devo rispondere.
[squilli del telefono]
[squilli del telefono]
[squilli del telefono]
Allora? Cosa vuoi?
[Raja] Ma davvero credi che ti vengo a cercare
e non cambio il covo dove ho dormito la sera prima?
Pensavo di avertela insegnata qualcosa.
D'altronde è stato sempre così. Tu mi cerchi, io ti trovo.
È più facile per chi si nasconde. Lo sai pure tu.
Dici? Io sono da solo.
Tu invece hai un esercito.
Forse perché ho arrestato tutti i tuoi amichetti, eh?
Dimmi dov'è il bambino.
Saverio, non distrarti.
Anche io ho molte domande da farti ma non è il momento.
Allora, che facciamo?
- Io e te come ai vecchi tempi? - I vecchi tempi sono finiti.
Eppure stiamo qua a parlare.
- Dov'è? - Ti do tre ore.
Poi ti richiamo, io decido il posto e l'ora.
Però, mi raccomando, solo io e te.
Non farmi uccidere nessun altro.
Oltre me intendi?
[Raja riaggancia]
Tre ore.
Allora?
Che succede, Saverio?
- Mi sposo, Carlo. - Questo lo so.
Io sono il testimone.
Niente dubbi della minchia.
È la cosa più intelligente che ti vedo fare
da quando ti conosco.
Più tardi Giada va a rivedere una chiesa.
Dice che è quella giusta.
Io non ho fatto niente per questo matrimonio.
- E ci vuoi andare? - Non è lontana da qui.
E vai.
Io voglio fare l'ultimo tentativo con Bagarella.
- Non parlerà. - Lo so.
Ci facciamo una partita?
Una.
Finalmente! Vi eravate dimenticati?
Agente, il mio passeggio!
Niente passeggio oggi.
- Che significa? - Motivi di sicurezza.
Che minchia...
Non potete levarmi l'ora d'aria che mi spetta!
- Ho bisogno di uscire. - E perché?
Pensa di trovare i suoi amici là fuori?
La festa è saltata.
Finita.
I tuoi invitati sono tutti qua dentro.
In celle decisamente più grandi di questa!
E lo sai perché?
Perché stanno collaborando.
Sono qui per domandarglielo un'ultima volta.
Don Luchino,
lei è pronto a pentirsi?
Dov'è Giovanni Brusca?
La risposta che mi aspettavo.
È arrivato il momento, che lei cominci a pagare tutto,
fino all'ultimo istante della sua vita.
Buon viaggio, Bagarella.
[grida]
Tutta la parte di là, il chiosco, il retro...
Si può sbarrare tutto?
Pure lì sopra ci mettiamo qualcuno,
- con tutta la visuale pulita. - Ma con le armi?
Con le armi, per forza.
Non si preoccupi, saremo discreti.
[Zara] Vedrà che non ci farà caso nessuno.
- Tu lo sai perché ti sposo? - No.
- Io ti sposo... - No, aspetta.
Me lo dici al matrimonio.
Ma sei sicura? Guarda che poi è tardi.
Allora facciamo così.
Tu starai qui ad aspettarmi, io ti raggiungo
e me lo dici subito.
Te lo dico così, all'orecchio, perché è una cosa nostra.
Lì ci va messo qualcuno, non trovi?
[musica]
[clacson]
[squilli del telefono]
- Pronto? - Ci vediamo tra mezz'ora.
- Dopo l'uscita di Partinico... - [Barone] 'Sta minchia!
Ci vediamo tra un quarto d'ora al porticciolo di Sant'Erasmo.
- La friggitoria sul molo. - Non se ne parla!
Io sono un PM, va bene?
Puoi immaginare il bordello che ho dovuto fare.
Mi staranno cercando. O facciamo così o niente.
Va bene.
Non pensavo che era così facile
incontrare un magistrato dell'antimafia.
Tu sei un assassino.
Prima o poi ogni assassino incontra un magistrato.
Sì, però sono venuto io.
Se era per te... quando mi trovavi?
Veramente io ti ho trovato, almeno un paio di volte.
E ti ho anche osservato nel bosco, lo sai bene.
Trovato, spiato... ma non preso.
Preso è un'altra cosa.
Sai quanti cinghiali avrei voluto prendere? Eppure...
Come quello di San Sepolcro?
- Alla fine l'ho ammazzato io. - Davvero?
- Con il tuo coltello. - Bravo!
Che ti devo dire?
Che c'è? La pistola?
Non ce l'hai anche tu?
Come stai, Saverio? Tutto a posto?
- Hai messo su famiglia? - Non scassare la minchia.
Dimmi dove tengono il piccolo Di Matteo.
Piano, Saverio.
Devi accettare qualche domanda per avere qualche risposta.
Dovevo insegnarti l'educazione vent'anni fa!
Sto per sposarmi.
Ah, sì?
E lei chi è? Com'è? Dimmi un po'.
Giada, eh?
Stava bene stamattina, sai?
Sempre bella.
Che poca fantasia che hai! Anche con le donne!
- Hai preso quella mia. - Non è mai stata tua.
- Ah, no? - No.
Secondo me la sposi per questo.
È stato sempre così.
Io punto un cinghiale e tu ammazzi.
A me piace una donna e a te piace proprio quella!
Usi anche le mie parole durante le interviste.
Vorresti essere come me, vero?
- Non ce la fai. - A te piacerebbe.
Ma non è così.
Allora la ami!
Dimmi dove tengono il bambino e ti facilito la vita.
A te fotte qualcosa di qualcuno?
Quella notte io t'ho lasciato andare!
Mi hai lasciato andare perché non volevi rimanere da solo.
- Facevi quello che dicevo io. - Ti volevo bene, cretino!
Perché ti volevo bene. Perché amo Giada.
E perché devo portare a casa quel bambino.
Se tu fossi meno stupido,
sapresti rispondere da solo alle tue domande!
Adesso basta, Lucio!
Renditi utile. Dimmi dov'è il bambino.
Minchia, ancora insisti? Non lo so dov'è.
Non lo so.
Hai capito?
E anche se l'avessi saputo, non te lo avrei detto.
Cosa dobbiamo fare ora?
Mi dai un po' di vantaggio? E poi si ricomincia da capo.
Stabiliamo un tempo limite. Però che cosa vale?
Vale tutto, eh?
E soprattutto cosa scommettiamo?
Già te l'ho detto, Lucio.
I vecchi tempi sono finiti.
Hai perso.
Stavolta non vai da nessuna parte.
Resta seduto.
Sei venuto con i tuoi cani?
Avevamo detto solo io e te.
Non sono uno che si fa prendere.
Sono quello che sono.
[sparo]
Avevi ragione, sai?
Io non sono come te.
Io sono meglio di te.
Io sono meglio di te! Sono meglio di te!
Io sono meglio di te!
Sono meglio di te!
Sono meglio di te!
Sono meglio...
Sono meglio di te!
Sono meglio di te!
Io sono meglio di te!
- Almeno mi dici perché no? - Non mi serve.
Non ho bisogno di uno che mi segue tutto il giorno.
- Ma io voglio imparare. - E a me che me ne fotte?
Devi darmi un altro motivo se vuoi farmi cambiare idea.
- Ti posso pagare. - Non farmi perdere tempo.
Non voglio essere quello che sono, lo capisci?
Ti basta?
[Elia] Saverio, come stai?
- Come stai? - Sto bene.
- Di' quello che devi dire. - Come cazzo hai potuto?
Ho risposto alla segnalazione di Lucio Raja.
- Segnalazione di chi? - Del dottor Barone.
- Sì, io... - Zitto! Tu stai zitto!
Non hai il diritto di replica.
Ci avete dato a malapena il tempo di arrivare!
È andata così.
E voi siete intervenuti per evidente minaccia, giusto?
Lucio Raja ha tirato fuori la pistola e...
- Può andare, grazie. - Ci saranno conseguenze?
- Le faremo sapere. - Voglio saperlo ora.
Arrivederci.
E tu? Con cinque corpi di pubblica sicurezza
e 380.000 uomini a disposizione, ti sei rivolto proprio a lui?
Non ti ricordavi che Raja ha ucciso due dei suoi?
- Mi fido di Bonanno. - Sì...
E ho ritenuto giusto fossero loro ad arrestarlo.
- A sparargli vuoi dire. - Ad arrestarlo...
Zitto! Tu oggi devi stare zitto!
Ma dove cazzo pensate di essere, nel Far West?
Dio Santo!
È dalle elementari che non picchio più nessuno,
ma tu mi fai venire la voglia.
Raja non si sarebbe presentato senza vedere Saverio.
Abbiamo preso le precauzioni, ma per prenderlo...
Basta!
Non ti ci mettere anche tu con il fine che giustifica i mezzi.
Che me ne faccio di un PM che rischia in prima persona?
Non mi servono altri martiri, ma persone che si fidano di me.
Voi due non vi siete fidati di me.
Faccio fatica a capire il perché.
Prima di muovervi dovete bussare al mio ufficio
e chiedermi cosa ne penso. Sono stato chiaro?
Sì.
Ne vuoi parlare?
Io voglio quello che vuoi tu.
Io voglio andare avanti.
- Non c'era altro modo. - Vieni qua.
Io ci ho provato...
[musica]
[Giovanni Brusca] Allora...
Chi di voi due vede per primo papà,
mi porti le sue scuse.
- Che minchia dici? - Leggete i giornali.
Hanno preso tutti i picciotti di Don Luchino.
Se davo retta a voi, papà finiva in carcere.
- Pretendo le sue scuse. - Non tirare la corda.
Tuo padre non ha mai chiesto scusa a nessuno.
Stai scherzando?
Ci prende per il culo la testa di minchia.
Che faccia hai fatto, avvocato!
Ti ho portato qua per farti vedere una cosa.
Non so se è il caso, devo andare.
Non ci vuole niente. Fammi questo piacere.
Andiamo, dovete vederlo con i vostri occhi.
Memorizzate bene e riportate tutto a papà.
Mitra, bazooka, mitragliatrici, esplosivo,
mine anticarro, lanciagranate.
A carichi regolari ogni minchia di settimana.
Che dite? Papà sarà contento di me?
Finora solo delusioni gli hai dato.
Non è vero, Emanuele?
Mica come te.
Studiavi, accompagnavi la mamma in chiesa,
io combinavo solo casini.
Ricordi quando papà per punirmi
mi mandò in montagna con le pecore?
Una rottura di minchia!
Ogni giorno con le pecore.
Non facevano mai quello che dicevo io.
Non obbedivano, avvocato.
Allora, sai che facevo?
- Giovanni, che fai? - Ne ammazzavo una ogni giorno.
- Ogni mattina una pecora. - Lascialo.
Tutte le scannavo.
Quando morirono...
tornai a casa.
Sono io che non ho mai chiesto scusa a nessuno.
È scarica, Emanuele.
Visto che da oggi papà lo vedi solo tu,
non scordare il mio messaggio.
[Barone] All'inizio del 1996 Leoluca Bagarella
lasciava la Sicilia per raggiungere il carcere dell'Asinara.
Cosa Nostra aveva perso un boss importante.
E come l'idra di Lerna, era pronta a rigenerarsi.
Pronta a riorganizzarsi
a riconoscere nuovi capi e nuove forme di potere.
Una pecora al giorno, papà.
[Barone] Il problema per loro era che all'inizio del 1996,
anche noi eravamo pronti.
[suono della sveglia]
- Buongiorno. - Buongiorno.
La signora mi ha detto che potevo aspettarla qua.
Accomodati.
Signora? Stai attento a non farti sentire.
- Lo vuoi il caffè? - No, grazie.
- Hai avvisato gli altri? - Sì.
Faceva strano anche a loro che oggi non si lavora.
Ma noi stiamo lavorando.
Stiamo lavorando?
Ci giocavano per ore.
Bruno con la blu e lui quella rossa.
Macchinine piccole così.
Tutto il giorno facevano le gare.
Sbattevano contro il muro. Tic, tac, tic, tac...
Ora mi viene una tristezza.
Perché tira la blu, ride... poi guarda la rossa.
E aspetta.
Come se suo padre potesse tornare.
Ma suo padre non torna, Clara.
Pure quando è nato Bruno lui era in prigione.
Ho partorito sola come un cane.
Già.
- Pure tu? - Eh...
Era troppo impegnato.
Almeno così diceva.
Io manco l'ho cercato.
Ho sentito le fitte.
Ho chiamato l'ambulanza e ho partorito mia figlia.
Sola.
I picciriddi si abituano all'assenza.
Noi invece non perdoniamo, ricordiamo tutto.
Finiamo per essere arrabbiate a morte, no?
Minchia, incazzate nere!
Io sono anni che non parlo con nessuno.
Non ho mai avuto un'amica.
Adesso ne hai trovata una, no?
- Tullio. - Tony.
- Anche qui ti hanno messo? - Tra poco esco.
Tony pentiti, dopo si sta meglio.
- Minchia... dopo. - Dammi retta.
- Ma non hai paura? - Ma quale paura?
Gli sto raccontando tutte le truffe che facevamo.
Sai le risate che si stanno facendo i magistrati?
Pentiti che dopo si sta meglio.
Come sono andato? Sono stato bravo?
Ragazzi?
Ehi!
C'è nessuno?
Tadà!
Ma siete bellissimi!
Fatti vedere? Ma sei una principessina!
Anche la mamma ci farà vedere come sarà vestita.
Scordatelo.
Ho lasciato il vestito in negozio
- per non farti curiosare. - Forse lei, io no.
Siete due pasticcioni. Rovinate sempre le sorprese.
Sì, amore. C'è il sole!
- Allora, com'è andata? - Com'è andata...
Monica è una brava ragazza.
Una brava ragazza che per due anni
ha vissuto con i soldi di ladri e assassini.
Io devo chiudere adesso,
ma se tu non te la senti, io ti capisco.
Non preoccuparti.
Te l'ho promesso, sono pronta.
Davvero ti piace quella roba?
[Rachele] Non riesco a farne a meno.
Grazie per avermi aiutato nelle indagini.
Va bene, va bene.
Vengo al punto.
Quando ripeti le parole due volte, non è un bel punto.
Ti ho preso nella giornata sbagliata.
- C'è qualcosa che ti irrita? - Mi hai contattato
- chiamandomi a capo squadra. - Puoi essere intercettato.
Questo me lo puoi dire soltanto tu.
È un periodo di grandi successi, eh?
Di esaltazione anche.
Ed è proprio per questo che bisogna valutare bene
che ogni passo sia fatto nella giusta direzione.
Voi state andando troppo veloci.
Ancora con questa storia?
Evidentemente non sono l'unica a darti questo consiglio.
C'è qualcuno che non vuole vincere questa guerra.
Ti ho solo chiesto di rallentare.
Non di deporre le armi.
Tu parli di guerra.
In ogni guerra c'è un momento
- in cui le parti si fermano. - E una si arrende.
Non mi interessa la tua opinione.
- L'importante è che hai capito. - No, non ho capito.
Qui sono tuoi amici, no? Sono tutti amici.
Puoi parlare più chiaramente.
- Su chi dovrei rallentare? - Su Provenzano.
E su Pietro Aglieri.
Perché anche su Aglieri?
È l'unico che può parlare con Giovanni Brusca,
con chi a Corleone vuole le stragi.
Qualcuna l'abbiamo evitata anche noi, sai?
Te l'ho data una mano nelle indagini adesso?
Non ci provare, Andrea.
Dimmi che hai capito.
Avanti.
Che c'è?
Ho bisogno di fare una cosa.
Ma dopo quello che è successo, te lo devo chiedere.
Te lo voglio chiedere.
Non è una cosa bella, ma è fondamentale.
C'entra con te che vai a rischiare la vita?
No.
Chi rischia? Qualcuno di noi o qualcuno di loro?
Loro.
Però ho bisogno di sapere se sei d'accordo prima.
Dimmi solo se funzionerà.
Funzionerà.
Allora fallo.
Non vuoi sapere di che si tratta?
Fallo e basta.
Grazie.
No!
L'avevo fatto aggiustare una settimana fa.
- Ti aiuterei ma sono negata. - È assurdo, guarda!
È venuto a prendermi mio fratello, vuoi un passaggio?
- Grazie. - Sali.
- Lo devo buttare. - Sarebbe ora!
- Ciao. - Lei è Monica.
Piacere.
[Monica] Accosta qua. Grazie, sono arrivata.
- Grazie per il passaggio. - Aspetta, Monica.
Che c'è?
- Che succede, Clara? - Io non mi chiamo Clara.
E mio marito non è un detenuto.
Mio marito è il magistrato che ha arrestato il tuo.
Se scendi, la sirena avvertirà tutto il quartiere
che sei scesa dall'auto di un magistrato.
Che cazzo volete?
- Tony sa dov'è il bambino? - Vaffanculo.
Fammi scendere!
- Tony sa dov'è Giovanni Brusca? - Fammi scendere!
Monica, rispondimi! Ma che minchia vuoi fare?
Vuoi passare il resto della tua vita così?
Vuoi andare in carcere e fingere che va tutto bene?
Vedere tuo figlio che gioca da solo?
- Dimmi che cazzo sa Tony. - Io non so niente.
Io non so che cazzo faceva,
mi diceva di stare tranquilla e che tutto era a posto.
- Adesso posso uscire? - Facciamo un altro giro.
Parliamo io e te. Parliamo di Tony.
Di come possiamo convincerlo.
Non costringermi a far suonare questa sirena.
Possiamo ancora aggiustare tutto.
Agente! Agente!
- Che c'è, Calvaruso? - Non mi portate al colloquio?
Mi dispiace, non è venuto nessuno.
Ma mia moglie Monica viene sempre!
Fatemi fare una telefonata al posto del colloquio.
Non oggi, prima si deve fare la richiesta.
Ma oggi devo parlarci! Mia moglie non manca mai.
Agente, è importante!
È la cosa giusta, Monica.
Tony ha la testa dura.
Ci vada giù pesante.
[segnale di linea libera]
[squilli del telefono]
[segreteria] Non siamo in casa, lasciate un messaggio.
[Tony] Monica!
Ci sei? Monica!
Mi rispondi?
[Tony] Bruno, amore di papà, mi senti?
Bruno...
Il numero del mio avvocato ce l'avete, no?
Me lo fate chiamare?
Il colloquio con l'avvocato è già stato fissato.
- Scrivi qui le tue richieste... - È un'emergenza!
Non riesco a trovare mia moglie!
Ricordi che non ne devi parlare con nessuno?
- Dov'è il mio avvocato? - Ci lasci soli.
Non ci parlo con lei, non l'ha capito?
Voglio parlare con il mio avvocato.
Piano.
Sai che Bagarella ha orecchie ovunque.
- Non farti sentire. - Mia moglie dov'è?
- Io non lo so. - Non risponde al telefono.
Ai colloqui non si presenta.
- Le avete fatto qualcosa? - Fatto?
Ma sei impazzito?
Magari sta solo pensando.
Tu ti farai tutta la vita qui e pretendi che ci sia sempre.
Magari ha letto i giornali
e ha visto che ho arrestato tutti i tuoi amichetti.
Tutti quelli di cui non mi hai fatto i nomi.
Magari sta ragionando.
Se finiscono tutti dentro, chi ci penserà a me?
Io con Monica ho fatto solo due chiacchiere.
Allora? Non dici niente?
Va bene, Tony.
Ti prometto che per tutta la durata del processo
farò qualsiasi cosa per dimostrare
- che avete ucciso. - No, io...
Io che cosa? Vuoi collaborare, Tony?
Tutte le volte che c'eri quando è stato ammazzato qualcuno,
quando Bagarella ha dato un ordine,
ogni giorno in più che posso farti fare qui dentro
te lo faccio fare! Una vita sempre solo!
Solo, senza Monica e senza Bruno!
È la mia ultima offerta, Tony.
Aprite!
[porta che si apre]
Riportatelo dentro.
Ti prego, Giada, sono tre notti che te ne stai qua.
Vattene.
Non posso lasciarti qua. Non voglio.
Saverio, è mia madre.
Tu non lo sai cosa sento. Lasciami in pace.
Giada!
Fermati!
Giada!
Lasciami!
- No, non coprirla. - Solo un pochino qua.
No, lasciala stare.
Hai ragione, sei bellissima.
[squilli del telefono]
No! No!
Ho capito che ve ne fregate delle tradizioni.
Ma io la sposa non gliela faccio vedere prima!
Va bene, mi passi il telefono che squilla da un'ora!
- Solo il telefono. - Il telefono...
Ciao, amore.
- Via! - Il telefono!
Carlo, allora? Non sai che metterti, eh?
Te l'avevo detto che...
- Rimandiamo il matrimonio. - Non esiste.
L'abbiamo organizzato al volo, possiamo rifarlo.
Giada, no. Torno subito.
- Allora? Come mi sta? - Grande.
Però evitiamo che la tua diventi uno schifo.
Grazie, Carlo.
Dovrei andarci io.
- Non farmi aspettare in chiesa. - Tranquillo.
- Buongiorno. - Ciao, Tony.
- Mia moglie? - La vedrai presto.
E anche tuo figlio Bruno.
Parlami, Tony.
Io non ho mai ucciso nessuno.
Me l'hanno chiesto ma non l'ho mai fatto.
Non ho mai ucciso nessuno.
Bravo, così posso aiutarti di più.
Continua.
Io sono stato per anni l'autista di Bagarella.
Lui parlava con me.
Si fidava molto di me.
Adesso devi fidarti di me perché ti tiro fuori da qui.
Io, non lui.
Non so da dove cominciare.
Cominciamo dal piccolo Giuseppe Di Matteo.
È ancora vivo?
- Carlo, ti rendi conto? - Sì.
- E allora? - Allora tu ora ti sposi.
E poi ci pensiamo.
A giugno quando mi avete arrestato era ancora vivo.
Chi ce l'ha?
Giovanni Brusca.
[musica]
Cos'altro puoi dirmi, Tony?
Le posso dire dov'è la casa di Brusca.
[marcia nuziale]
[voce non udibile]
Lasciami!
- Vuoi stare con me? - Per sempre.
So dov'è, Giada.
Lo posso prendere. So dov'è.
[musica]
[sacerdote] Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
[sacerdote] Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti per celebrare
il matrimonio di Giada e di Saverio.
[musica]
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