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Original subtitles

Galeazzo?

Galeazzo? Dov'è? Oh, che mal di testa!

Ma che ore sono?

Galeazzo? Ma dov'è andato?

Galeazzo?

Galeazzo? Dove sei?

Galeazzo!

Galeazzo... smettila di fare questi scherzi!

Smettila di fare questi scherzi!

Lo sai che non mi piacciono. Ti prego! Non mi diverti! Su!

(DIANA URLA)

- Questa è la servitù. - Bene.

- Chi è questa signora? - Viveva con il marchese. - Ah, capisco!

C'era lei in casa, ma non sa niente. Dice di aver dormito tutta la notte.

- La servitù? - È stata licenziata per un fatto strano capitato ieri.

- Un fatto strano? - Sì, ma è meglio che glielo dica la signora. - Sì.

Scusi, signora, potrebbe ripetere al commissario...

...quello che mi ha raccontato a proposito di quel film?

(Commissario capo) Allora?

Scusatemi, ma sono sconvolta. C'era anche Nicola. Nicola, raccontate voi.

Devo andare per ordine, signore.

Erano le 19:00, il marchese era là, con la signorina Diana.

Oh, questa è meravigliosa.

- (Nicola) Signor marchese? - Sono occupato. Non rompere le scatole!

- Hanno portato questo per lei. - Pardon.

- Che c'è? - È un pacco. - Lo vedo! Ma dentro cosa c'è?

- Lo ignoro, bisognerebbe aprirlo. - Aprilo, cosa aspetti? Deficiente!

Ringrazi che c'è la crisi di domestici...

...se no chissà dove l'avrei già mandato!

- (Nicola) C'è una pizza. - Una pizza?

Una pizza? E da quando in qua io mangio pizze?!

- Mangi pizza? - Mai! - Allora? - È una pizza di pellicola!

- Ah, un film! - Un film? Permetti? Fa' vedere.

(Galeazzo) "Diabolicus film". Cosa vuol dire?

Ah, sì, dev'essere una di quelle società...

...che producono questi film piccanti, un po' "diabolici", "allegrotti".

- Roba di Parigi! - Già, Parigi!

- Come osi interloquire? - Dicevo...

- Chi ti ha dato confidenza? - Chiedo venia. - Sta' al tuo posto.

- Va' a prendere il proiettore. - Vado. - Subito. - Vado.

- Immantinente. - Vado. - Senza indugio. Quello indugia!

Me lo ha mandato il visconte Aliprandi.

Dato che andava a Parigi, lo pregai di mandarmi uno di questi film...

...di queste "diabolicherie".

Aliprandi... che caro! Che caro!

- Te lo ricordi, Aliprandi? - No.

- No?! Quel giovanotto alto... bassino... col naso? - No. - No?

(Nicola) Poco dopo, tutto era pronto e incominciava la proiezione.

E voilà! "Paris", Champs Elysées. "Striptease"! Le donnine parigine.

"La femme de Paris, c'est la plus jolie femme du monde, n'est-ce pas?"

"Mais oui!"

(Galeazzo) Ma quello non è una "donnina", è un "omino"!

(Galeazzo) Ah, sarà uno di quei film francesi curiosi! Sì!

(Galeazzo) Questo dev'essere il marito della "donnina".

- (Galeazzo) Che fa?! - (Diana) Si spoglia!

(Galeazzo) Si spoglia? Allora Aliprandi mi ha fatto uno scherzo!

- Fammi il piacere di non guardare. - Lasciami guardare! - L"'omino"?

(Galeazzo) Ci mettiamo a guardare lo spogliarello maschile?!

- (Diana) Zitto! - (Galeazzo) Uffa! Ma non vedi quanta roba ha addosso?

- (Galeazzo) Mi fa schifo, questo "omuncolo"! - (Diana) La smetti?

(Galeazzo) "Non me lo fa"!

- (Galeazzo) Ma chi è? - Sei tu! - Sono io? Già, sono io!

(Galeazzo) Cose da pazzi!

- (Diana) E adesso cosa succede? - (Galeazzo) È il mio scrittoio!

(Galeazzo) Mi avranno ripreso a mia insaputa, forse in contumacia!

- Quello chi è? - "L'uomo nero!"

- (Diana) Ha una parola scritta sul petto. - "Diabolicus".

- Ha un pugnale! - Sì. Fermo con le armi! Che fai?

Ahi! (DIANA URLA)

(Diabolicus) "Così morirà il marchese Galeazzo per mano di Diabolicus."

Il marchese si infuriò e chiamò Aliprandi per avere spiegazioni...

...ma il duca rispose che non gli aveva inviato nessun film...

...né si sarebbe mai permesso di fargli uno scherzo simile.

Infatti non era uno scherzo.

Il marchese era sconvolto e, come sempre, se la prese con la servitù.

(Nicola) Ci licenziò tutti e rimase solo a casa con la signora.

- È vero, restammo tutta la serata in casa. - E poi?

Poi verso le 22:00 sentii una grande pesantezza alla testa...

...come se avessi preso un sonnifero.

Stamattina mi sono svegliata con l'emicrania e la bocca amara.

- Ci parli ancora di ieri sera. - Non so più niente, gliel'ho detto.

Galeazzo mi accompagnò nella mia camera e poi...

Poi non ricordo più, mi devo essere addormentata subito.

- Il sonno non è un buon alibi. - Che vuol dire?

Il marchese era ricco e l'eredità può essere un motivo per uccidere.

- Crede che sarei stata così stupida da fare ciò? - E perché no?

Galeazzo aveva deciso di lasciarmi tutta la sua fortuna...

...e avrebbe fatto testamento tra qualche giorno.

Lei non mi crede? Lo domandi al notaio.

Noto che lei è già informato. Sì, è vero.

Il marchese voleva nominare Diana sua erede universale...

...perciò prese appuntamento con me per giovedì.

- Ho l'agenda. Se vuol vedere... - No.

- Il marchese, in passato, ha fatto un altro testamento? - No.

- Dato che è morto intestato, le sue sostanze vanno ai fratelli. - Già.

Ma loro non sapevano che il marchese stesse per disporre diversamente.

- Sì che lo sapevano. - Lo sapevano? - Certo!

Il marchese non li sopportava...

...e loro "lo ripagavano con la stessa moneta".

Perciò, giorni fa scrisse 4 lettere, una per ogni fratello.

- Lei conosce il contenuto di queste lettere. - Sì, me le fece leggere.

Sono lettere "taglienti come rasoi". Il marchese era un uomo di spirito!

È chiaro, uno dei fratelli, per non perdere la sua parte di eredità...

...dato che non correva buon sangue, forse irritato dalla lettera...

...è andato lì e... no!

- Perché? - I fratelli di Torrealta, sono al di sopra di ogni sospetto.

I Torrealta sono una grande famiglia.

(MUSICA FUNEBRE)

È facile dire che dobbiamo sospettare di tutti!

Ma come si fa, con quella gente? Come si fa?

Prendiamo, per esempio, il generale di Torrealta.

(Commissario capo) È una figura splendida di combattente.

Abissinia, Spagna, Campagna di Russia...

...un braccio congelato, il petto pieno di medaglie.

(Commissario) Ha ragione, è davvero insospettabile.

- Capo? - Eh? - Dica un po', il professore... - Chi?

Il chirurgo? È un luminare della scienza.

Ha passato tutta la sua esistenza a salvare vite umane.

E adesso arriviamo noi a dire che ha ucciso il fratello!

- Non ho detto questo. - L'ha detto!

Vuole provocare un finimondo nell'Ordine dei Medici!

- Capo? - Eh? - La baronessa...

- (Commissario capo) È una santa donna! Non vede come soffre? - Sì.

- (Commissario) È uno strazio, fa impressione. - Sì, è uno strazio.

Non sa di quanti comitati di beneficenza è patronessa? Tanti!

- È "un angelo della carità"! - Non ne parliamo più. - Eh!

- Allora... - "Allora", cosa? - Allora...

- (Commissario capo) Monsignore? - Eh! - Scalarini, è impazzito?

- Monsignore di Torrealta è un sant'uomo, ha capito? - Sì.

"Pater Noster"...

Ah!

Anche questa è fatta! A me i funerali emozionano sempre.

Mi scendono dei lacrimoni... Grazie. Come se fosse successo chissà che!

Sarà la stagione. I fiori mi provocano "il raffreddore da fieno".

Grazie, caro, sei molto gentile. Tesoro!

Ho le mani sporche? No, è la "Notte cubana". Non ti piace più?

- Lallo, cos'hai? - Niente.

Come "niente"? Da un po' di giorni a questa parte non ti riconosco più.

- La morte di tuo fratello mi ha sconvolto. - Perché?

- Mi ha fatto venire certi pensieri in testa. - Scacciali, "scioccaccio".

- Scusa, Galeazzo ha fatto una bella morte. - Una bella morte? - Certo.

- È morto assassinato! - Cosa vuol dire? Ragioniamo!

Era ancora giovane, ricco, sano. È morto nel suo momento migliore.

Una punturina, "zacchete" ed è finito. È defunto.

Pensa, amore mio, all'orrore di una lunga vecchiaia.

Non parlo per me, ma credimi, è triste invecchiare.

Lalluccio, come potrei vivere se un giorno dovessi vedere...

...il tuo bel volto così maschio, solcato dalle rughe?

A me il "solco" fa schifo e non posso vedere invecchiare nessuno...

...soprattutto le persone a cui voglio bene.

- Volevi bene a Galezzo? - Era il preferito, il "cocco"!

- E volevi bene ai due mariti che hai avuto prima di me? - Gelosone!

Non essere sciocco! La gelosia "non ti sta". Voglio bene solo a te!

Lascia stare, Laudomia, rispondi! A Gianfilippo, il tuo primo marito...

- Lo adoravo. - È morto in modo prematuro. - Per fortuna! - Come?!

Non ha avuto il tempo di invecchiare! Non ti pare?

- Com'è morto? - Sciocchezze. Non vale la pena ricordarlo... Annegato.

- Annegato! - Lo trovi strano? - No. - E allora?

Un giorno, volle andare a fare un giro sul lago e la barca andò giù.

Lui rimase su. Poi la barca tornò su e lui andò giù. Era splendido!

- Ho ancora la foto di quando l'hanno ripescato. Vuoi vederla? - Come?

- Non hai capito? - No. - Tesoro, stai diventando un po' sordo!

- Ho una foto di quando lo ripescarono. Vuoi vederla? - No!

- Te la faccio vedere. - No!

- Devi vederla, sembra pescato "di fresco". - No! - Perché?

- Laudomia! - Sì? - Voglio sapere una cosa sola. - Sì?

Chi tolse il tappo a Gianfilippo?

Oddio! Portava un tappo? Non gliel'ho mai visto! Te lo giuro.

Il tappo della barca. Ho visto i giornali dell'epoca.

- La barca fu ripescata ed era senza tappo. - L'avrà tolto lui!

Aveva il vizio di toccare tutto ciò che gli capitava sotto mano.

- E tu ti risposasti con Sebastiano. - Oh, un adone! Un uomo magnifico!

Due spalle così, un torace così! Aveva un carattere meraviglioso.

Non toccava niente. Anche se vedeva un tappo, voltava la faccia!

- Anche lui morì prematuramente. - Meno male! A 30 anni, senza tappo.

A dir la verità, il tappo c'entrò.

Una sera volle bere qualcosa, stappò una bottiglia, e scoppiò.

- Scoppiò? - Sì. Un botto! I vetri tremarono!

Nella bottiglia, anziché del liquore, c'era della nitroglicerina!

- E chi l'aveva messa nella bottiglia? - Non si è mai saputo.

- Laudomia, mi fai paura. - Perché, tesoro?

Ho riflettuto molto in questi giorni. Ti ho visto sotto una luce nuova.

Che caro! Ma io ti voglio bene come sempre, anzi, più di sempre!

(LALLO URLA) Che succede?

- Allora è vero! - Cosa? - Tu volevi uccidermi.

- Io? Uccidere "il mio cocco"? - Non è cognac, è acido prussico!

- Angelo! - "Angelo un corno"! Volevi uccidermi!

Non hai capito. Dicevo "Angelo", il giardiniere. Angelo! È stato lui.

Baronessa, ha chiamato? (RISATA)

- Voi usate l'acido prussico? - Sì, contro i pa... pa... parassiti.

- Tesoro... - Ah! - È la "Notte cubana", sempre la solita!

- Cosa sono i "paparassiti"? - I parassiti. - Ho capito benissimo.

Perché lo lasciate sempre in giro? Guardate dove è finito!

Finalmente l'ho trovata!

Un altro po' e, a furia di cercarla, diventavo scemo!

Angelo, andate via. "Marsch!" Un'altra volta, fate attenzione.

- Perché non licenzi quel cretino? - Non è ancora giunto il suo momento.

- Signora baronessa! - Che c'è?

La polizia.

- Sei stato tu? - No. Sarà venuta per Galeazzo.

- Permesso. Buongiorno. - Buongiorno. - (Baronessa) Buongiorno.

- Siamo della polizia. - Lo vedo!

- Siamo dolenti di disturbarla in un momento simile. - È un momentaccio!

- No, loro non disturbano. È un piacere! - Meglio così.

- È pura formalità. - Sì!

- Facciamo presto, ho un'emicrania! - Pochi secondi!

Commissario, non si faccia scrupoli. Mia moglie è a sua disposizione.

- Interroghi, indaghi! Vada a fondo. - Siamo qui per questo!

- Avevate detto che si tratta di una formalità. - Si fa per dire! - Ah!

- Baronessa, dov'era la sera del delitto? - Glielo dico subito. - Sì.

- Prima, però, mi consenta di farle una domanda. - Prego.

- Un po' indiscreta. - Prego! - Permetterà, se oso? - Sì.

Noi donne siamo fatte così. Siamo curiose!

- "Notte cubana". Le piace? - Be'...

La domanda che devo farle è questa: "Quanti anni ha"?

- Io? 58, ma non ne vedo il nesso. - Eh, no! Il nesso c'è!

- Vero, Lallo? - Laudomia! - Lascia fare!

Li porta maluccio. Ha già qualche ruga. "Rugantino"!

- Vuole un cognac? - No. - Fa bene. Spiana le rughe. - No.

- Deve prenderlo! Angelo, porta quella bottiglia... - No! - Perché?

- Angelo no! - Perché "Angelo no"? - Perché... Angelo è il giardiniere.

È vero! Come sono distratta! Confondo sempre i nomi dei domestici.

- Scusi. - Dica. - Non ha risposto alla mia domanda.

- Dov'era la sera del delitto? - Non gliel'ho detto? - No.

- È vero? - Non l'hai detto.

- Mi era parso. - No. - Non ti è parso? - No. - A me era parso!

- Ero al cinema. - Ah, sì? - Ero al cinema a vedere un film. - Quale?

- Quale film? - Già, quale film? - Vuole sapere quale film? - Sì.

- Il "coso"..."Il figlio dello sceicco". - Sì, ho capito.

Che bravo, quel Rodolfo Valentino!

Ha avuto anche il buon gusto di morire prima di invecchiare!

- Lei invece... no! - Come? - Lei non ha visto il film? - No.

- Scusi. - Sì? - Si sarà distratta, ma non ha detto il nome del cinema.

- Non l'ho detto? - No. - È vero? - Non l'hai detto. - Mi era parso.

- (Commissario) Qual era? - Era il cinema "Rialto". - Quale sarebbe?

- Quello con la cupola bassa. - Sì, quello vicino alla stazione. - Bravo.

Lo chiamano "Rialto" e non so perché. Vero, Lallo?

- Io "vo via". L'emicrania insiste. - Prego, baronessa. - Prego.

- Buongiorno. - Lallo, ti aspetto!

- Andiamo anche noi. Buongiorno. - Buongiorno.

- Va via così? - E come se no?

Ha già finito? Non approfondisce? Non indaga? Non fa altre domande?

- Veramente avrei ancora una domanda da fare. - Volevo ben dire!

- Dov'era la sera del delitto? - Io? - Sì. - Cosa c'entro io?

Perché no? Potrebbe essere lei "Diabolicus".

- Alle volte, le apparenze ingannano. - Già. - Le apparenze! Sono così!

- Già. - Dov'era? - Dov'ero? - Sì. - Dov'era?

- Ero... al cinema. - Anche lui! - Combinazione!

- Che film ha visto? Il titolo... - "L'assassina". - Sì, "L'assassino".

- No! "L'assassina"! - Buongiorno. - Buongiorno.

- Il titolo non è "L'assassino"? - Sembrava anche a me.

Sono curioso di conoscere questo generale. E lei, capo?

Anch'io, perché, lo confesso, la baronessa mi ha meravigliato.

Mi ha chiesto l'età, non si ricordava dov'era il cinema...

- E il barone, poi! - Quello, poi!

- Ma il generale sarà molto più preciso. - È un militare!

- È sicuro che sia qui? - Eh!

Vediamo!

(MUSICA)

Ma... cos'è?

Nostalgie di un ex generale della milizia!

Plotone!

"Caricate"! "Puntate"!

Fuoco! (SPARI)

- Fermi! Che sta succedendo? - Cosa succede? - Che succede?

Quando fucilo gli antifascisti, non voglio curiosi tra i piedi!

- Dove sono gli antifascisti? - Là.

- Colonnello. - Comandi. - Chi sono e perché non sono in camicia nera?

- Buongiorno. - "Buongiorno un corno"! Si saluta "romanamente".

- Si calmi. - No! Mi arrabbio di più, invece.

- Generale, siamo della polizia. - Polizia? - Sì.

Non voglio interferenze. La Milizia provvede a tutto, qui.

- Squadra Omicidi. - Colonnello! - Comandi. - È il mio aiutante.

- Costoro sono "omicidi". - Squadra Omicidi. - Omicidi, appunto.

Parlateci voi, io non ho tempo.

- Camerati! Vinceremo! - A noi! - A voi!

Plotone, attenti! Fianco sinistro. Avanti, "marsch"!

- Colonnello... - Commissario, non sono colonnello, non ci faccia caso.

- È un po' matto. - Altro che "un po"'. - È rimasto fermo al fascismo.

- Crede di vivere ancora ai bei tempi. - Come? - Bei tempi per lui!

- E questa gente in divisa? - Disoccupati, comparse di Cinecittà.

- Sono qui per guadagnarsi 3000 lire al giorno. - 3000 lire!

Il generale può spendere...

...anche se con le spese recenti il suo patrimonio si va assottigliando.

- Interessante! - Il patrimonio si va assottigliando. - Sì.

- Lei chi è? - Segretario, amministratore, un po' di tutto.

Ero il suo attendente durante la guerra e non l'ho più lasciato.

- E adesso? - Si è messo in testa che sono colonnello.

- Lei si presta! - Io "ci campo"!

- Colonnello! - Agli ordini. - Presto!

Voi che siete della polizia, come va il fronte interno? Si vocifera?

- Altroché! - Me lo immaginavo!

Altro che popolo di santi e di poeti.

Siamo un popolo di traditori, di vociferatori e affini!

Ecco cosa siamo, caro lei! Scusate, "caro voi", il "lei" è stato abolito.

- È stato abolito? - Sì. - Da quanto? - Da un po'. - Sì.

Volevo solo avere un'informazione.

Anche voi! Tutti vogliono sapere la stessa cosa!

- Colonnello! - Comandi! - Guardi se il nemico ci ascolta. - Signorsì.

- Ci ascolta? - No. - Se ascoltasse, non parlerei. Non sono fesso!

Allora?

- Ebbene... sì! - "Sì" che cosa?

Le armi segrete, amico, ci sono! Tiè!

- Visto che ci siamo tutti, possiamo iniziare. - Bene. - Silenzio!

Prima il rapporto ufficiale.

- Camerati! Salute al Duce! - (Tutti insieme) A noi!

- Colonnello! - Comandi.

- Situazione armamenti? - Ottima.

- Situazione viveri? - Ottima.

- Situazione morale? - Altissimo. - Bene, vinceremo!

- Vinceremo? - Sì. - Ma sì!

- E ora... domande da fare? Nessuna, vero? - Io!

Dov'eravate la notte del delitto?

Sì.

- Camerata... avete fatto la marcia su Roma? - Veramente, no.

- Non avete fatto la marcia su Roma? - No. - E osate farmi delle domande?

Sapete chi sono io? Sono un sansepolcrista.

- "Acqua passata", non serve. - È acqua che serve, sebbene passata.

- Generale, permette? Io ho fatto la marcia su Roma. - L'ha fatta?

- L'ha fatta. - L'ha fatta? - Sì. - Dove? - Dove? - Su Roma. - Roma.

- Quindi, a me può dirlo. Dov'era la notte del delitto? - Sì.

- A voi lo dico. - Grazie. - Siete un "marcista"! - Bene.

La notte del delitto... Dov'ero? Ero lì.

- Presente. - Bene!

Ero con lui, mentre veniva pugnalato alle spalle da un infame tradimento.

Ma io dissi al Duce di darmi un po' di carta bianca...

...così che in quattro e quattr'otto lo avrei liberato dai traditori!

Non stiamo parlando del 25 luglio, ma dell'assassinio di Galeazzo.

Ah! Galeazzo! Ah, Galeazzo!

L'assassinio di Galeazzo! Sapete cosa vi dico? La risposta è una.

Allora ci dia questa risposta!

Eccola!

- Ah! - Va be'!

Hanno fatto bene a liquidarlo, era un "ancolino" da ripulire.

Era un pezzo che lo tenevo d'occhio.

Era un antifascista e ha fatto la fine che meritava.

- Ha fatto la fine che meritava? - Sì. - Lo tenevate d'occhio? - Sì.

- Ma voi dov'eravate, la notte dell'8? - Dov'ero? - Sì.

"Spezzavo le reni alla Grecia". No, mi ero già ritirato.

Ero nella ritirata del Don. Anzi, no.

Ero in una ritirata, ma non ricordo in quale. Ci sono tante ritirate!

- Generale! Cercate di ricordare. - Ricordare? - Sì.

Faccio mente locale? Con permesso.

(RUMORE DI DITA CHE TAMBURELLANO SULL'ELMETTO)

"Po-po-po-pò, po-po-po-pò".

Chi ascolta il "po-po-po-pò" in casa mia? Chi ascolta la Radio Londra?

- Era lui che tamburellava! - Mentre io parlo, si tamburella?

Giovanotti, vi mando al confine, a Ponza, a "ponzare"! Capito?

- Generale, torniamo al delitto, vi prego. - Pregate? - Sì.

- Avete la fede! - Se non l'avessi, non sarei stato promosso. - Bravo!

Non ha fatto la marcia su Roma, ascolta Radio Londra...

...e non ha consegnato l'oro alla patria, la fede d'oro.

Giovanotto! Altro che confine! Io vi faccio fucilare!

- Colonnello! - Agli ordini. - Un fucile e 12 militi. - 12? - Sì.

- Si calmi. - Lo faccio per voi, perché siete una "sciarpa littorio".

- Non lo sono. - Lo sarete! Il vostro amico vi ha salvato!

I Torrealta non sono più al di sopra di ogni sospetto.

Bisogna fare qualcosa, la stampa ci sta con gli occhi addosso.

Controlliamo gli alibi della baronessa e del generale.

(COLPI ALLA PORTA) Avanti.

- Sapere dove si trovavano quella maledetta sera, dov'erano. - Già.

- Cos'è? - Il referto medico. Ne ero già a conoscenza.

Qui risulta che il colpo è stato vibrato al cuore con mano esperta.

- Potrebbe essere un indizio a carico del chirurgo. - Apparentemente.

Il professor Torrealta è l'unico che abbia un alibi di ferro.

È rimasto in sala operatoria dalle 22:00 fino alle 7:00 del giorno dopo.

Praticamente tutta la notte e lì possono testimoniarlo tutti...

...gli infermieri e i cinque ammalati che ha operato.

Il cerchio si stringe: il chirurgo è fuori causa.

Pronti! Arriva il professore.

- (Tutti insieme) Buongiorno. - Si comincia? - Sì. La benda.

- Benda. - Benda. - Svelta!

- Benda? - Cosa fa? Mi ha fatto cadere gli occhiali. Si sono rotti!

- Professore! - Cosa raccoglie? - Niente.

- Gli occhiali da terra? Ci sono i microbi. - Mi scusi. - Un accidente!

Un paio di occhiali per il professore.

- Dov'è il paziente? - Lì. - Dove? - Lì. - "Lì" è aleatorio, "lì" dove?

- Alla sua destra. - Quale destra? - Quella lì! - Vediamo. Ah, lì.

(Carlo) Ci vuole tanto a dirlo? Sì, è lì. Ci voleva tanto?

- Adesso che sappiamo che è lì, andiamogli incontro. - Sì. - Ecco.

- Dunque... - Cosa cerca? - La testa. - Dove vuole che sia?

- Non c'è. - E no... - Dove l'avete messa? Tira giù la maschera!

- Dove vuole che sia? Al suo posto! - In testa! - In testa.

Lo sappiamo! Abbiamo studiato anatomia!

- Eccolo! Buongiorno, signora. - È uomo. - È uomo. È uomo?

- Che brutta faccia. - Non si è mai guardato allo specchio?

Be'? È cattiva educazione. Chi le dà tanta confidenza?

Volevo dire che ha una "brutta cera".

- Scusi. - "Scusi un corno". Non la opero! - No! - Stia al suo posto!

- Gli avete misurato la febbre? - Non ancora. - Scotta!

- Ha "la febbre da cavallo". - Non lì!

- Vuole insegnarmi dove devo sentire la febbre? - È un'altra testa.

- Un'altra testa? - Sì. - Il paziente ha due teste?!

- È vero! Di chi è questa testa? - Biagini. - Non ti mettere in mezzo.

Il polso. Avanti.

- Questo se ne va! - Come?

Non vorrei essere "uccello di cattivo augurio", ma se ne va.

- Dove vado? - Là! - "Là", dove? - Dove andate tutti quanti.

Oggi tu, domani lui, domani lui. Uno alla volta ve ne andate.

- Il polso è mio. - Allora se ne va lei. Chi le ha chiesto il polso?

- Forse, lei, distrattamente... - Lei è invadente! Mi dia il polso. - Sì.

- Ho detto il polso, non il piede. - No, è... - È il polso! - Sì.

- Sentiamo. Senta lei per me. - Cosa sento? - Voglio farle constatare.

- Eh? - Il professore non ha parlato.

Chi è là? Quando opero, non voglio estranei nella sala operatoria!

- Non c'è nessuno. - Quel marinaio? - (Assistente) È la sorella.

Del marinaio? Fosse anche la sorella dell'ammiraglio, non voglio nessuno!

Via tutti! L'ammalato no!

- È la suora infermiera. - Perché ha detto la sorella dell'ammiraglio?

- Non l'ho detto. - È stato lui! - No.

Non faccia lo spiritoso, se no non la opero più. Stia zitto!

- Dove deve essere operato? - All'addome. - All'addome.

Perché lo avete messo a pancia in giù? Rivoltatelo.

- La pancia è nella posizione giusta. - Ah, sì.

Coraggio, il momento è delicato.

Scoprite la pancia. Non guardare! Bisturi.

- Bisturi. - Bisturi. Bisturi... ecco qua.

E questo cos'è? È un ferro qualunque, senza lama. Come taglio?

- La lama è qui. - Dove? - Ah! Me l'avete coperta! Per forza!

- Ecco gli occhiali. - Sì. Con gli occhiali è meglio. - Certo.

Mettiamo gli occhiali. Così. Ecco fatto!

- Dunque. - (Paziente) Professore! Mi opera senza addormentarmi?

- Lei dorme. - No, sono sveglio. - Ignora il progresso della scienza.

- Abbiamo già praticato l'anestesia locale. - Tranquillo.

Faccia il paziente e abbia pazienza. Ognuno faccia il suo mestiere.

- Lei, da sano, che mestiere fa? - Macellaio. - Anch'io.

Anch'io non sono macellaio! Sono un chirurgo. "Si rilasci".

- Finga di essere un altro. Vuole leggere? - No.

- Vuole telefonare? - No. - Dategli un telefono. Gli occhiali!

- Eccoli. Un telefono! - (Paziente) Non lo voglio!

- (Paziente) Date gli occhiali al professore. - "Si rilasci". Fermo.

- Professore! Che fa? - Giovanotto! Io devo lavorare!

Faccio il chirurgo, non il ciabattino. "Lei mi sta scocciando"!

È un paziente che non ha pazienza! E che paziente è? Abbia pazienza!

Dove siamo arrivati? Chiacchiera, si muove, parla. Benedetto Iddio!

Stia fermo! Se no sbaglio! Peggio per te.

- È qui? - Più a destra. - Vediamo. Sì. Ancora? - Un po'. - Un po'?

- No! - Porca miseria! Guarda alle volte come succedono le disgrazie.

- Stavo tagliando il cuore! - (Paziente) Professore!

- "Eravamo a cavallo"! Fermo! - Sì. - Fermo. Uno, due, tre!

(VERSO)

- Ha sentito dolore? - No. - Professore, non ho sentito niente.

Che cos'è la "macchina umana"?! Cosa fa?

- Volevo vedere la macchina. - No! Io devo vedere!

Vedo un groviglio intestinale, una poltiglia schifosa.

- Non si offenda, ma internamente fa schifo! - Le aderenze! - Già...

- A proposito di aderenze, al Ministero conosce qualcuno? - Sì.

- Ho una pratica fiscale... - (Paziente) Professore, sono qua.

Sono affari miei. Anch'io sono un uomo, di carne, ossa e cartilagine!

Dunque... sì...

È anormale. Dovrebbe avere 36 metri di budella.

- Ne avrà 40, ma non sono un matematico, prenda il metro. - Sì.

- Vediamo. - (Assistente) Ecco il metro.

Vediamo... uno, e due, tre, quattro e cinque. Ecco il di più. Taglia.

- Come al solito? - Sì. - (Paziente) Cioè?

Dopo aver operato, porto sempre a casa un fagottino...

...ho un gatto soriano meraviglioso!

- Ma che dice?! Il mio intestino al gatto? - È pazzo? Scherzo!

Dare questo schifo al mio gatto? È abituato alle mostacciole.

- Sa una cosa? - Cosa? - Non la opero! - Eh?

- Si vesta e se ne vada. - Come? - Vada da un altro chirurgo.

- Dove vado? - Basta! Sono stufo. - Non possiamo lasciarlo aperto.

Ricuciamolo, tanto l'ho tagliato male, chi se ne frega! Ago e seta!

- Ago... eccolo qui. - No! - Silenzio, zitto. - Sissignore.

"Mi fa prendere i nervi"!

- Professore... - Lo infili lei, che ha la vista buona.

(VERSI CON LA BOCCA)

Silenzio! Ossigeno e camicia di forza!

Sono tre ore che ho chiesto mia moglie, me la dà, o "nicchia"?

Oh, ecco! Pronto? Sei tu, cara? Sono io.

Sto male, malissimo. Ho due ulcere e un'ernia doppia. Sì!

Non parlo di me! Sai che quando parlo così, alludo ai pazienti!

Siamo sposati da 10 anni e non lo sai ancora? Perbacco!

Sì, dovrò operare tutta la notte. Tutta la notte!

Mi dispiace, sono desolata. Andrò a letto!

Certo, dove vuoi che vada? Figurati, sono già in vestaglia!

Vestaglia? Va bene, ci vediamo domani, sul tardi.

- Pandoro. - Professore. - Devo allontanarmi, non visto.

- Facciamo come l'altra notte. - Come?

- Se se ne accorgono... - Chi vuoi che se ne accorga?

Metti gli occhiali, il berretto, la benda e tutti crederanno che sono io.

- Professore! - Pandoro!

Io ti ho creato e io ti posso distruggere.

- Ti preme la cattedra? - Sì. - Allora ubbidisci. - Sì.

- Professore, anche questa notte... - Sì, anche questa notte!

Li prenderò tutti e due insieme.

(COLPI ALLA PORTA)

Finalmente!

- Ti hanno vista? - No, ma è troppo rischioso. Ho paura. - Anch'io!

- Non avrei dovuto darti ascolto. Noi due soli, qui. - Dovevo parlarti.

La polizia sospetta di me.

Cosa mi importa della polizia? È di mio marito che ho paura!

- Mi hanno chiesto dov'ero la notte del delitto. - Cosa gli hai detto?

- Calma, ho detto che ero al cinema. - Meno male! - Non mi hanno creduto.

- E mia moglie mi guarda con certi occhi! - Che occhi? - Da omicida!

- Anche mio marito. - Cosa? - Ha qualcosa negli occhi, nella voce.

- So che sarebbe capace di uccidere. - Non temere, qui siamo al sicuro.

E poi ci sono io. Se necessario, saprei come difenderti.

(COLPI ALLA PORTA) Mio marito! Scappiamo!

Sta' calma.

Carlo, non sparare. Cerca di capire, con la moglie che ho!

Lo so che è tua sorella, ma non sai quanto è brutta!

(COLPI ALLA PORTA) Un uomo non è di legno!

Fermi tutti!

- Cosa fa in quell'atteggiamento? - Pregavo!

- Perquisitelo. - Anche la signora? - No. Non ce n'è bisogno.

- Io e la signora ci conosciamo. - Chi è? - Donna Fiore di Torrealta.

- La moglie del chirurgo. - Non badi alle apparenze.

- Lasci stare. Piuttosto, conosce questa calligrafia? - No.

- E lei? - No.

- In casa non c'è nessuno. - Forse Diabolicus ci ha presi in giro.

Questa lettera anonima dice che Diabolicus avrebbe agito qui stasera.

Se Diabolicus non è in casa, forse ha voluto depistarci.

- Se è così, vuol dire che agirà, ma non qui. - E dove?

Se, come sospettiamo, è uno dei Torrealta...

...come ha ucciso Galeazzo, per l'eredità...

...stasera ucciderà anche gli altri fratelli.

- Presto! Forse arriveremo in tempo. - Andiamo. Via!

Non credevo che la partita decisiva sarebbe avvenuta prima del previsto.

- Non sei in forma, Laudomia. È la mia serata. - Mi avete dimenticato.

Io tirerò dritto.

- Con un colpo raggiungerò la meta. - Va'!

Dritta come la lama di un pugnale. (RIDE)

Ridi pure, "camerata fratello". "Riderà bene chi riderà ultimo".

Cari i miei vecchietti, dovrete prima fare i conti con me.

E chi vi dice che non sia io a eliminarvi tutti e due?

(Carlo) Laudomia, sei sicura che non ci sia nessuno in casa?

Certo, i domestici sono in libertà.

- E oltre ai domestici? - Nessuno. Potete ubriacarvi come volete.

(Laudomia) C'è il giardiniere, ma dorme nella casa in giardino.

Quando sono andata a prendere questa bottiglia, stava russando.

Se ci fosse qualcuno, gli offrirei dei liquori normali, non questi.

Questi sono speciali, "Riserva segreta"!

Bevete, è come un elisir di giovinezza.

Berrò dopo, non vorrei che mi tremasse la mano.

- Questa volta devo colpire tutti e due. - Palla e pallino!

Già. Palla... e pallino.

Accidenti! Ora tocca a voi.

"Charles, qu'est-ce que tu fais?"

La tua vista si indebolisce sempre più, anche senza bere. Brutto segno!

È principio di vecchiaia precoce. Se fossi in te, berrei il mio elisir.

Anche per te, Scipione.

Ti ci vuole il mio elisir: un goccio, ed è l'eterna giovinezza.

Scipione, come sei distratto! Gioca.

- Sei anche impreciso. - Tocca a te, cara. - Lo so.

- È giunto il tuo momento. - Ci tengo molto a vincere la partita.

(TONFO)

(RUMORE DEL PIANOFORTE)

(RUMORE DI PASSI)

(RUMORE DI PASSI)

(RISATA)

Diabolic...

Dove sei stata?

Non ho più visto né te né Carlo, così sono venuta a cercarvi.

Ma non vi ho trovati e sono tornata. Dov'è Carlo?

Non importa dov'è Carlo. Ormai è fuori gioco.

È con te, che me la devo vedere!

Là, sei spacciata. Era un pezzo che aspettavo questo momento!

50 e 12, 62.... e 8, 70.

94, eccetera...

Laudomia maledetta!

(RISATA)

Non c'è dubbio, queste tre lettere anonime spiegano tutto.

Sono state scritte dalla stessa mano, quella dell'assassino.

Per non correre troppi rischi, dopo l'uccisione di Galeazzo...

...Diabolicus doveva concentrare le sue vittime in un unico luogo...

...ed essere sicuro che la polizia non interferisse e ci è riuscito.

Con la prima lettera anonima ha depistato noi.

Le due lettere trovate addosso ai cadaveri spiegano tutto. Diabolico!

(Commissario capo) Non era facile attirare il chirurgo qui.

Diabolicus sa che solo una cosa può allontanarlo dalla sala operatoria.

- Lei. - Io? - Sì, esatto.

Vostro marito vi amava e Diabolicus ha fatto leva sulla sua gelosia.

Ha fatto nascere in lui il sospetto del tradimento...

...e con questa gli ha fatto credere che ne avrebbe avuto le prove.

Qui è scritto che se fosse andato in solaio, li avrebbe colti sul fatto.

Carlo è andato in solaio, ma vi ha trovato solo "il pugnale omicida".

In quanto alla baronessa Laudomia che avete ingiustamente calunniato...

...avrà avuto qualche mania, ma tutti i Torrealta erano un po' nevropatici.

Ma non era un'assassina. Questo liquore innocuo lo dimostra.

Per la baronessa, era sufficiente che facesse gli onori di casa.

Non rimaneva che attirare qui il generale.

Ma farlo venire qui è stato uno scherzo per Diabolicus.

È bastato, con un terza lettera, far credere alla sua mente sconvolta...

...che ci sarebbe stato un convegno di antifascisti...

...perché lui arrivasse armato di pugnale e bombe a mano.

Per lui non c'è stata salvezza.

Noi soli avremmo potuto salvarlo...

...se invece di andare a casa sua, fossimo venuti subito qui.

Ma tutto questo non ci dice chi è Diabolicus e se colpirà ancora.

È vero, barone. Ma è anche vero quello che vi ho detto prima.

Il cerchio si stringe... Il cerchio si stringe!

(FUNZIONE FUNEBRE IN LATINO)

L'unico superstite di una grande famiglia.

E anche l'unico erede.

- Cosa intende dire? - Niente! - Monsignore è un sant'uomo, capito?

(FUNZIONE FUNEBRE)

- Prego. - Grazie. - Accomodatevi.

Sono a loro completa disposizione.

Grazie. Ci scusi, siamo costretti a rivolgerle alcune domande.

Nella speranza che possa darci qualche dettaglio, che "ci illumini".

Figliuolo, solamente la fede può illuminare il cuore e le menti.

Scusi, qual è la sua idea...?

- Lei non immagina? - Cosa pensa di questi delitti?

Le vie della Provvidenza sono misteriose e infinite.

(Commissario capo e commissario) Provvidenza?

- Trattandosi di delitti, non vedo come la Provvidenza... - Mi spiego.

Lor signori sapranno che dopo la sciagura che mi è capitata...

...alludo alla morte dei miei poveri fratelli...

...sono entrato in possesso della fortuna dei Torrealta.

- Lo sapevano? - Sì. - Così. - Così. - Vagamente... - Lo sapete! - Sì.

Ebbene, mi servirò di questa fortuna per porre fine, finalmente...

...a un'ingiustizia commessa dal mio povero padre...

...e perpetuata dai miei fratelli e da me.

Solo così le loro anime potranno avere pace in Purgatorio...

...e io su questa terra.

Monsignore accennava a un'ingiustizia, vero?

Sì. Scusi, monsignore, quale sarebbe questa ingiustizia?

Un segreto. Un terribile segreto della nostra grande famiglia.

Un figlio naturale.

Un sesto fratello che non porta il nostro nome.

Fu abbandonato a se stesso senza ricevere aiuti morali o materiali.

Il poveretto è caduto così in basso!

- Allora potrebbe essere lui l'assassino! - Lei dice? - Eh!

- Perché? - L'odio come movente!

Il rancore verso i fratelli che lo hanno abbandonato.

No, signori miei! Non aggiungiamo la calunnia al male che ha già ricevuto.

- E poi non potrebbe essere l'assassino. - Perché?

- È caduto in basso. - Appunto!

Tanto in basso che da 6 mesi langue in una terribile prigione.

- "Deus meus", perdonami. - Come? - Parlavo con... - Pregava.

(Detenuto, in romanesco) Come lo dice bene a Pasquale! Vieni a vedere!

(Detenuto) Sarai ricco, ricco! Avrai quattrini "a palate"!

Guarda! L'asso di coppe in mezzo al tre di denari e al cavallo di spada.

E "il re di bastoni" ti fa due occhi così! Sfotti?

- Sono le carte! - Sono un povero disgraziato. Sai perché sono qui?

Per guadagnarmi un pezzo di pane onestamente, facevo da palo a...

..."a-a-a-a" mascalzone che non sei altro!

- Carogna. - Io? - Confidente. - Io?

Hai "armato" questo trucco per farmi parlare, ma io ti ammazzo!

- Ma che confidente! - L'ammazzo!

Sono un delinquente con la "seminfermità".

- Ho ucciso mia moglie e mia suocera. - Parola d'onore. Tiè.

Sei un galantuomo. Tiè.

Qui fanno spesso questi trucchetti per farmi parlare, ma non parlo.

Se facessi i nomi, uscirei subito, ma io sono "una tomba"!

Mi faccio tutti i 18 mesi qui dentro. Del resto se uscissi, dove andrei?

- (Secondino) Bonocore? - Chi è? - Dal direttore. - Vengo.

Il direttore mi vorrà far parlare, ma io non parlo. Andiamo.

È una parola! E io "me la bevo"!

Sarei proprietario di 2 miliardi. "Tondi, tondi", contanti, magari.

- Contanti e immobili. - "Mobili"?

- E se parlo, se dico i nomi, voi mi lasciate andare. - Sì.

Direttore, mi avete preso per fesso?

Bonocore, siete libero di non fare nomi e di restare qui.

Quando avrete scontato la vostra pena andrete dal notaio e vi convincerete.

- Adesso potete andare. - Andiamo. - Un momento, aspetta. Hai fretta?

- È un tranello? - No! Ecco l'atto di donazione firmato da Monsignore.

- Sicché sono padrone di 2 miliardi? - È mezz'ora che glielo diciamo.

- Sono suoi. Suoi! - Ho capito! - Pare di no!

- 2 miliardi. - Sì. - Allora, sono ricco. - Ricchissimo.

E uno ricco sta qui dentro?

- Se parlo, se faccio i nomi, mi lasciate andare via? - Certo.

- Posso parlare? Non ci sente nessuno? - No.

- Lui può sentire? - È il notaio! - Quella notte i ladri erano quattro.

- Salve. - Salve. Giù. - Guarda chi c'è!

"Carmelo il napoletano". "Chicco piede storto". "Nando belli capelli".

- C'è anche "Gigi lo sfregiato", come va? - Male. C'è puzza di bruciato.

- In che braccio è? - Chi? - Quello che ha "soffiato", Bonocore.

- È uscito. - È uscito perché ha fatto la spia. Ma tanto lo ammazzo.

- Lo ammazzi "per corrispondenza"? - "Non ve ne incaricate".

Voi non mi conoscete, ma lui sa chi è "Gigi lo sfregiato".

Se ha fatto questo è perché è stufo di campare!

- Andiamo. - Tanto esco!

Al lascito azionario di sua sorella, bisogna aggiungere 1100 Fiat.

"Vogliamo fare ridere i polli?"

Crede che un uomo nella mia posizione vada in giro con la 1100 Fiat?

- Mi serve una Cadillac spaziosa, una Lincoln. - Va bene.

Un autobus fuoriserie!

- Mi sono spiegato male. - Sì. - Dicevo, 1100 azioni Fiat. - Cioè?

- Azioni, titoli. Titoli azionari della società Fiat. - Sarà!

Ci sono anche 3000 Montecatini.

Mi prende in giro? Lei è venuto o l'hanno mandato a prendermi in giro?

3000 Montecatini? Esiste un solo Montecatini!

Lo so perché ci andava un mio amico!

- Mi sono spiegato male ancora. - È recidivo. - Sì. - È recidivo.

- Mi dica la verità, mi guardi negli occhi. - Che c'è?

- Lei, "prima persona", è notaio, no? - Come, "no"? Sono notaio!

- Abusivo. - Macché abusivo! - È notaio? - Sì!

- Con la "laura"? - Con la laurea. Laurea!

- Adesso si dice "laurea"? - Si è sempre detto così. - Sì. - Laurea!

- Ha l'ufficio? - Un antichissimo ufficio! Dal mio bisnonno.

Di padre in figlio, siamo arrivati a me.

- Ma clienti... - Affollatissimo! Moltissimi clienti.

- S'informi chi è il notaio Cocuzza! - Sì. - Io ho conosciuto suo figlio!

- Mio figlio? - Cocuziello. - Non dica... - Non è suo figlio?

- Non è mio figlio, perché non ho figli. - Ci avrei giurato! - Basta.

Qui c'è l'elenco di beni immobili lasciati dal professor Carlo.

- "Beni e mobili"? - Beni immobili.

- Letti... - Beni immobili: case, palazzi. - Si spieghi! - Mi spiego!

Sono miliardario. Sta parlando con un miliardario, non con un fesso!

- Non mi permetterei. - Invece si sta permettendo! Avanti.

- Il professore... - Mio fratello. - Ha lasciato due cliniche modello.

- Due cliniche? - Modello. - Cioè? - Due cliniche perfette.

- C'è gente? - Sì. - Ammalati? - Sì.

Facciamo piazza pulita. La clinica deve essere libera!

Devo "sguazzarci" dentro. Ho 2 cliniche. Mi servono.

- Può fare ciò che vuole, ma ci sono ammalati gravi. - Gravi? - Sì.

- Si sfrattano! - Gli ammalati?

- Quanto camperanno? - Non lo so. - Quanto? 3 o 4 giorni. - Non lo so.

- "Li faccia fuori"! - Ma come, "li faccia fuori"?!

- Che fa? - È la cenere sulla...

Tra le proprietà lasciate dal generale, l'altro suo fratello...

...è compreso un busto in oro del Duce.

- Davvero? - Sì. - Busto? Anche questa mi giunge nuova.

- Chi poteva pensare che il Duce portasse il busto? - No!

- Ecco perché stava tutto dritto! - Non portava il busto! - No?

- Portava un reggipetto. - No! - La pancera? - No!

- È un bel tipo! Dice "busto" e poi nega! - Non nego.

- Nega! - No! Ho detto un busto in oro, il busto è una statua.

- Con il reggipetto. - Senza... - Con la pancera? - Mi prende in giro?

- Sì. - Ah, sì? - No! - Conferma di prendermi in giro?

- Non so... - Sa che... - Il mio cappello!

- Abbia pazienza! - Pazienza?! - (Cameriere) Signore? - Eh? Tieni.

- Ha telefonato il portiere, sta salendo la polizia. - La polizia?

- Io scappo, lei che fa? - Che devo fare?

- Scappi. - Perché? - Se scoprono che non è notaio? - Come?

- Sanno tutto! - Io non ho niente da temere e neanche lei.

- È tutto in regola. La polizia verrà per le indagini. - Indagini?

Per cercare il colpevole della morte dei suoi fratelli.

- Perché, i miei fratelli non sono morti per malattia? - No.

- Come sono morti? - Non lo sapeva?

- Assassinati. - Assassinati? - Pugnalati. - Pugnalati?

Siamo venuti qui per metterla in guardia contro questo Diabolicus.

- Mettermi in guardia contro chi? - Diabolicus. - Diabolicus? Chi è?

- L'assassino. - Ma allora è lui! - No.

- È notaio! Abusivo! - Abusivo?! - No!

- Conosciamo il notaio "Cocozza". - Meno male!

- Diabolicus è un pazzo criminale che agisce di notte. - Di notte? - Sì.

- Tutto vestito di nero. - Mamma mia!

- Sa come è stato assassinato suo fratello Galeazzo? - Non lo so.

L'assassino è entrato in questa stanza, dalla finestra.

- Quale finestra? - Quella. - Che impressione. - L'ha scavalcata.

- (Capo agenzia) Ma come si è combinato? - Mi difendo!

- Non aspetto la polizia! - La difendiamo noi. - E con questo...

- Agenzia Tigre, la più potente agenzia di polizia privata. - Sì?

- Tu, alla porta di servizio. - Vai! - Tu, al piano di sopra. - Sopra!

- Lei ci paga, si fidi di noi. - Sì.

- Lasci stare queste cose ridicole. - Per lei è una cosa ridicola?

- Minimizza Diabolicus? - No. - Diabolicus non è un "fenarolo"!

(TELEFONO)

- Pronto? Sei tu? - Un'ombra si è introdotta nel portone.

"Fa-fa-fa-telo" fuori!

(RUMORE DI PASSI)

(CAMPANELLO)

È permesso?

- Siete impazziti? - Portatelo via. - Sono il postino! Ho la divisa!

- Ahi! - Perquisitelo. - Giù le mani! - Zitto! - Niente armi.

- Cosa c'era nella borsa? - Lettere. - Solo lettere.

- Fermi, ho capito. È Diabolicus travestito da postino. - Un momento.

- Se sei un postino, rispondi alle mie domande. - Rispondi. - Sì.

- Sono un postino. - Silenzio! Se sei un postino, rispondimi. - Parla!

- A chi sono destinate le lettere? - A chi? - Non lo so. - Non lo sai?

- Se sei un postino, devi saperlo! - Per chi sono? - Devi saperlo!

- C'è scritto sulla busta! - Non è una risposta. Rispondi tecnicamente!

- Calma! A chi si recapitano le lettere? - Al destinatario!

Ecco quello che volevo sapere!

- Se il destinatario è assente, a chi si rimandano? - Al mittente. - Sì.

(URLA DI DOLORE)

Calma! (URLA DI DOLORE)

- Calma! - Chi è il mittente?

- Quanto prende un fattorino, per il recapito della missiva? - Nulla.

(URLA DI DOLORE) Si calmi.

- Scusate. - Niente. - Rispondi a un'altra domanda. - Dai. - Cosa...

- Mi vuol far parlare? - "Io ho la coda di paglia". - Si calmi. - Già.

Mi dica... la mancia? Cosa fai quando ti danno la mancia?

- Me la metto in tasca. - La mette in tasca!

- Si calmi! - Mi calmo?! - Calma!

- Signore, si calmi. - Mi lasci. - No. - "Ho un capello per diavolo!"

- Lasci perdere, ci lasci procedere. - Proceda. - Rispondi. - Rispondi.

- Cosa significano le lettere P e T? - Rispondi! - Non lo so. - No?

(RUMORE DI OSSA ROTTE) Posta e Telegrafi!

Vedi che lo sai? Dimmi ancora una cosa. Quanti tipi di vaglia ci sono?

Rispondi. (URLA DI DOLORE)

- Rispondi! - Rispondi. (URLA DI DOLORE)

- Rispondi. - Non risponde. - Non risponde. - Non risponde.

- Come mai? - Cavolo! Che sia morto?

- È morto. - Morto? - L'avete ammazzato voi. - Noi?

- Io non ne so niente. - Ma che morto! Lo faccio rinvenire io!

Non era morto! Allora è un simulatore sfacciato!

L'ultima domanda. "Lo inchiodo!"

Dimmi un po'... chi è il Ministro delle Poste e Telecomunicazioni?

- Non lo so. - Non lo sa. "Abbiamo preso un abbaglio". È un postino!

Non sa chi è il Ministro delle Poste e Telecomunicazioni!

- Perché non l'hai detto, che sei un postino? Sei un postino? - Sì.

- Perché non l'hai detto? - È da mezz'ora che ve lo sto dicendo!

- Scusaci, non abbiamo sentito! Ti ho fatto male? - Tanto. - Tanto?

- Scommetto che hai una lettera per me, nella borsa. - Sì, nel mucchio.

Ce l'ha nel mucchio. Poveraccio!

(URLA DI DOLORE) Scusa!

- (Bonocore) Ti ho fatto la bua alla gambetta? - (Postino) Al piedino.

(Bonocore) Ha i "fettoni" lunghi...

- C'è una lettera per lei. - C'è? - Sì. - Ma guarda un po'.

- Possiamo mandarlo via. - Certo. - Dai, su. - Ah!

Aspetta, ho capito. Ci vuole una congrua mancia. Devo guardare.

- Hai il resto? - No. - No? Non ho spiccioli, torna a Natale!

- Tieni la borsa. - Non vengo più, la posta ve la spedisco!

(VERSI DI DOLORE)

Questi postini sono incontentabili!

- Ecco la sua lettera. - La apra lei. - È indirizzata a lei.

- Io pago? - Sì. - Lei apra!

Se dentro ci fosse una bomba? Una lettera avvelenata...

- Non c'è pericolo. - Una cosa di plastica, vanno avanti col plastico!

Si volti di là, non faccia scherzi.

Eh?

- Ah, ah! - Eh, eh. Che c'è? - Ci siamo.

- Chi è? - È lui. - "Diabolico"? - Diabolicus! - Perbacco!

(RISATA) - Le dico una cosa? - Dica.

- Si auguri che Diabolicus arrivi presto. - È pazzo?

Lo mettiamo al sicuro e non se ne parla più!

- È sicuro di metterlo al sicuro? - Sicurissimo!

- Con sicurezza? - Con sicurezza. - Con la sicumera!

Questa casa sarà una trappola mortale, per Diabolicus.

- (Agente) C'è un poliziotto "a ogni mattonella della casa". - Bravo!

(Bonocore) Se avessi aspettato il commissario!

(Bonocore) Non conosce Diabolicus!

(Agente) Per fortuna ci siamo noi ad accoglierlo come merita.

Se osa mettere piede in questa casa, parola mia, non ne esce più vivo!

"Porco cane!"

(Bonocore) Sa cosa le dico? Venga pure, questo signor Diabolicus!

Lo vorrei vedere in faccia, questo imbecille. Deve avere la faccia...

(DIABOLICUS RIDE) Aiuto!

Scusi devo... (DIABOLICUS RIDE)

Oddio, no! Aiuto!

(Agente) Chi è? Aiuto! Sono io!

- (Agente) Dov'è Diabolicus? - (Bonocore) "Diabolico"?

(DIABOLICUS RIDE) Aiuto! L'abbiamo preso!

- È in trappola! - È in trappola? - Sì. - Chiama la polizia. - Sì.

- Presto! - Tenga forte. - Tengo forte.

- L'avete preso? - Sì, se avessimo aspettato voi!

- Finalmente vedremo chi sei. - Avanti.

- Scopritelo. - Cosa? Lo sfregiato? "Gigi lo sfregiato". - Esatto.

- "Gigi lo sfregiato". Lo conosce? - Siamo amici, anzi, eravamo amici.

Sono scappato di galera per venire "a farti la pelle".

Mi sono travestito per incolpare Diabolicus.

Prima ho scritto la lettera con l'avvertimento e poi sono venuto.

- Credevo che ammazzarti fosse più facile. - Invece? - Ho trovato loro.

- Silenzio. - Silenzio! - Silenzio lo dico io! - Appunto.

- Vuoi dire che non sei Diabolicus? - Macché Diabolicus!

Credo che dica la verità. Conosco bene "Gigi lo sfregiato".

- È un delinquente di livello inferiore. - Inferiore?!

È questione di classe, Gigi!

Del resto, quando sono avvenuti i delitti, era un sorvegliato speciale.

Sì, andavo a firmare il registro tutte le sere in questura.

- Così non è Diabolicus. - No. - Siamo da capo! Tutto da rifare.

Non sono Diabolicus, ma speriamo che quello vero "ti faccia la pelle"!

"Me la faranno"! Cosa siete qui a fare?

- Avete preso uno che non è Diabolicus. - L'ha preso lei!

Voi avete preso quello vero? Voglio essere protetto!

Pago le tasse. Lo Stato mi deve proteggere.

- Voglio i carabinieri, la fanteria... - Non esageriamo!

Non alziamo la voce!

Prenda esempio da suo fratello, Monsignore Antonino.

È in pericolo, ma vive tranquillo, pago della nostra protezione.

Sfido io, è un sant'uomo. Se muore va in Paradiso, ha il posto prenotato.

- Eh. - Eh?

(COLPI ALLA PORTA) Avanti.

- Monsignore, permesso. - Che c'è? Avanti.

- Monsignore? - Che c'è? - C'è una donna, di là.

Dice che lei l'ha mandata a chiamare e che le ha scritto un biglietto.

Se lo dice, perché non crederle? Falla entrare.

- Ma... - Che c'è? - Ha l'aria peccaminosa! - Tu non guardare.

Anzi, per stare lontano dalle tentazioni, vai a Viterbo da tua zia.

- Portale la mia benedizione. Va', Benedetto. - E lei?

- Figliuolo, non corro questi pericoli. - Già, lei è un sant'uomo.

- Beato lei. - Grazie. Va' a Viterbo!

(PAROLE INDISTINTE)

- Prego, signora. - (Monsignore) Avanti.

- Monsignore. - Cosa fai? Prego. Siediti.

- Figliuola, so tutto di te. - Sa che ero la fidanzata di suo fratello?

- Fidanzata! Diciamo, grosso modo! - Non mi giudichi male.

Io volevo sposare Galeazzo, ma era lui che non voleva.

Lo so! Galeazzo era un "frescone"!

Tu sei un bel pezzo di figliuola che fa faville e "favillone".

- Una sigaretta americana? - No, non fumo. - Non fuma.

- Allora un po' di whisky scotch? - No, non bevo. - Non beve!

- Come? Se ti pigli certe sbronze! - Sa anche questo?!

Tutto, "dalla A alla Z". Un po' di musica? Ma sì!

Voilà!

(MUSICA) # Cha, cha, cha... #

Ti ho chiamata perché sei una ragazza capace di tutto, senza scrupoli.

- A me serve una complice! Balla! - No, la prego, voglio andare.

- Adesso che viene il più bello? Vieni! - Mi lasci!

Smettila di chiamarmi Monsignore! Dammi del tu, chiamami col mio nome!

- Ma lei... chi è? - Non hai ancora capito?

Sono Galeazzo! Il tuo "Galeazzone d'oro". Vuoi la prova? Guarda!

- Sei convinta? - No! - Sono io.

(DIANA GRIDA) Sviene? Non l'avevo previsto!

Se le viene un infarto! Siediti qui.

- Aria, su! - Oh! - Sono io, non aver paura. Sono Galeazzo.

- Galeazzo, ma è proprio vero? - Sono io!

Ma, allora... chi era il morto in casa tua?

- Antonino, mio fratello Monsignore. - Monsignore? - Sì.

La sera del delitto gli chiesi di venire a casa mia e lui venne!

Era un sant'uomo. Si poteva sempre ricorrere a lui per qualsiasi aiuto.

E anch'io... mi sono fatto aiutare.

A te avevo dato un sonnifero, la servitù licenziata, ero solo con lui.

Antonino, dimmi, qualcuno ti ha visto entrare?

- No, fratello caro. Perché tutto questo mistero? - Già.

- Non sai... - Cosa? - C'è qualcuno che ha deciso di ucciderti.

Di uccidermi? Santo cielo! Chi?

Un certo Diabolicus. Lo conosci?

- Io no. - Io, invece, sì!

Io e Diabolicus siamo una persona sola!

Galeazzo, cosa fai? Che scherzi sono? Metti giù quel tagliacarte!

Non è un tagliacarte, è un pugnale!

No!

- L'hai pugnalato? - Sì.

L'arma bianca è l'arma dei nobili.

Gli ho messo il mio pigiama, la mia vestaglia e gli ho tinto i capelli.

È stato un "lavorone", ma nessuno si è accorto della sostituzione.

Cosa vuoi! Fin da piccolo ero un vero artista.

Imitavo la voce e i gesti dei miei fratelli alla perfezione.

Monsignore era il meno sospettabile.

Avrei potuto scegliere Scipione.

(con la voce di Scipione) Il generale mi era antipatico...

...ed era un maniaco fesso!

Oppure Carlo, ma con tutti quei tic sarebbe stato troppo faticoso.

- Ma chi ti ha mandato il filmetto? - Il filmetto!

Me lo sono spedito da me, l'ho girato da me, l'ho interpretato da me...

...e mi è servito per "confondere le acque" e allontanare la servitù.

Mentre è stato più facile uccidere gli altri tre...

...tra solai e biliardo, "za, za, za"!

- È stato un piano diabolico. - Cosa hai detto?

- Sei stato diabolico. - Io sono Diabolicus!

- Zitta, per carità! - Perché hai fatto tutto questo?

Perché ho fatto tutto questo? Per l'eredità!

Perché il mio patrimonio si stava assottigliando.

Ma adesso non hai più niente.

Ho letto che hai donato tutto al tuo fratellastro. È vero?

Come potrei godermi quei soldi in questi abiti ecclesiastici?

- Ora se li godrà lui! - Eh, no!

Si godrà solo quelli che è riuscito a spendere fino a oggi.

- Del resto nessuno sospetterà di lui, quando io sarò ucciso. - Come?

- Sarai ucciso anche tu? - Sì. - Da chi? - Da Diabolicus.

- Ma Diabolicus sei tu! - Appunto!

Ucciderò il mio fratellastro, lo metterò nei panni di Monsignore...

...io mi metterò nei suoi e diventerò l'erede Pasquale Bonocore!

Così, la polizia continuerà a cercare Diabolicus e non lo troverà!

No! Lo troverà, e gli metterà le manette.

- Non ci capisco più niente. - No? Vieni con me e vedrai.

Sono innocente. Laudomia, no! Commissario, non sono stato io!

- Ma chi è? - Non lo vedi?

È un bel Diabolicus da servire "caldo, caldo" alla polizia.

È mio cognato, Michelino.

Due giorni fa è venuto qui per dei consigli, dato che sono prelato.

- E tu cos'hai fatto? - Non vedi? L'ho messo in posizione orizzontale.

Un caffè caldo con un sonnifero potente e sono due giorni che dorme.

- E Pasquale? - Gli ho preparato una trappola magnifica.

Sa che avevo dubbi sulla donazione e mi ha detto che sarebbe venuto.

- Verrà con la polizia, lo segue sempre! - La polizia?

Sì, fa parte del piano. Vieni, prepariamoci a riceverlo.

Vedrai come imiterò bene la voce di Pasquale.

(CAMPANELLO)

(VERSO)

Presto, vieni. Aiutami. Svestilo e vestilo da prete.

- Mi fa impressione. - Non lo guardare. - È morto! - Non ancora!

Tieni, è un decolorante. Passaglielo sui capelli. Agisce subito.

Mi metto la parrucca di Pasquale e il gioco è fatto! Va calzata di più.

È da cinque notti che non dormiamo, per Diabolicus.

Questa sorveglianza a Bonocore è sempre più snervante.

Adesso è andato a trovare il fratellastro, Monsignore!

Non c'è niente di strano. È il fratello, dovevamo aspettarcelo.

Perché si è deciso proprio ora?

Non tremare, andrà tutto bene.

Adesso gli do l'ultima pennellata. "Me lo cesello"!

Tieni! (DIANA URLA)

(BONOCORE) Aiuto! Polizia!

Diabolicus vuole ammazzarmi! Aiuto!

Presto, venite!

Commissario! Ecco chi è Diabolicus. L'ho colto sul fatto.

- Eccolo. - Fermo, Bonocore. L'ha già rincretinito a furia di schiaffi.

- Sa com'è! - Fermo! - Lo ammazzo!

- Monsignore è morto. - Ah!

- Lei cos'ha da dire? - Buongiorno, commissario, si ricorda di me?

- Cinico! - Cinico! - Cinico? - Cinico!

- Oddio! Laudomia! - Chi è? - Vestita da uomo! - No, stia calmo.

Quando sono entrato, aveva già ucciso Monsignore e stava per uccidere lei.

Cosa fa?

- Oddio! - Calma. - Che orrore! - Si calmi.

- Piuttosto, perché era qui? - Già. - Perché era qui?

Ero venuta per un consiglio spirituale.

A un tratto hanno suonato alla porta...

...Monsignore, per discrezione mi ha fatto passare nell'altra stanza.

Improvvisamente ho sentito un grido e sono corsa.

- E quest'uomo mi ha aggredita! - A questo punto sono entrato io.

La porta era aperta. Ho visto "Diabolico", gli salto alle spalle...

- Fermo! - Sono un osso duro!

Non sapete con chi parlate. Sono stato in galera.

(URLO DI PAURA) Diabolicus! Prendetelo!

- Barone, basta con questa commedia! - Basta!

- Non so chi mi ha vestito così. - È da un po' che sospettavo di lei.

- Cosa dice? È impazzito? - Come si permette?

- Il commissario è pazzo? - No! - No? - Il suo piano era perfetto.

Uccidendo i fratelli, compreso quello spurio...

...lei e la sua amante sarebbero entrati in possesso dell'eredità.

- Ben detto! - Ma quando uccisero i 3 fratelli, ero con lei.

No, uscimmo insieme, ma mentre noi, dietro suo suggerimento...

- Ha suggerito? - Sì. - Fermo!

- Ha suggerito! - Fermo!

Ci ha suggerito di andare dal generale...

...mentre lui è corso a casa sua e ha commesso il colpo.

- Portatelo via. - Commissario! - Portatelo via! - Che fa? Scusi.

(Bonocore) Portatelo via!

Devo riconoscere che se abbiamo preso l'assassino è merito suo.

Per me è stato un piacere collaborare, mi creda.

- Commissario, vuole controllare il referto medico? - Sì.

Un momento.

Una maschera? Quando gli hai tinto i capelli non te ne sei accorta?

No, non ho guardato. Ero sconvolta.

Forse ho capito.

Marchese Galeazzo, posso?

- Il cerchio si è chiuso! - Già!

Non sono stupido! Ci andavo solo?! Allora a cosa servono i quattrini?

Ho mandato il poliziotto privato.

Lui era felicissimo! Mi diceva: "Si fidi di me." E io mi sono fidato.

- (Giornalista) Così sospettava che il Monsignore fosse falso. - Sì.

Adesso è tranquillo, non ha più paura di Diabolicus?

Non mi conosce! "A me Diabolicus fa un baffo"!

Non mi faccia ridere!

Ah! Cambiamo disco, mettiamo un "Cha cha cha".

- Pasquale, balli? - Sì.

(CAMPANELLO)

- È il campanello. - Già! - Abbiamo paura di un campanello? - Già.

- Vado ad aprire. - Sì. - Vado.

- Lei è il signor Bonocore? - Sì.

È sfuggito a Diabolicus, ma a me non sfuggirà!

(RISATA)

Lei chi è? (RISATA)

Sono l'agente delle tasse! (RISATA)

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