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Abbaiare di cani
Di là, a sinistra ! Dài !
Là c'è il torrente, cazzo ! I cani lo perdono, corri !
Abbaiare di cani
Dài, correte ché quella merda è veloce ! Dài !
Vai, corri, dài !
Oppa !
Guarda. Guarda chi si vede !
L'ho trovato !
E' qui.
Ku... ku... kuruku.
Sì. Cucucu, chichichi, chechechere, curucuru...
Curucuru 'sto cazzo !
(Che minchia di nomi hanno questi ?)
(Appena arrivano io gli darei un nome italiano. Corto.)
(Gigi, Mario, Lucio, Gino...)
(Ecco ! Gino. Altro che cucurucucu...)
(Li chiamerei tutti Gino Rossi.)
(Vabbè, a questo punto c'è solo una cosa da fare.)
- Vabbè ! Borro, pausetta caffè ? - Mi hai fatto "scantare" !
- Sempre a sbattere. - Dài, Borro, per favore !
Tutte queste kappa mi fanno girare la testa.
- Facciamo una pausa caffè da Gargiulo. - Sei matto ?
Con tutto questo lavoro ! Il virus mi ha fregato mezzo archivio.
Chi stai inserendo ? I congolesi del Congo o i kenioti del Kenya ?
Che minchia ne so ? So solo che sono neri, guarda.
- Oh, Madonna ! - Eh ! Hanno i nomi pieni di kappa.
-Saranno del Kenya, che devo dirti ? -Quanti ne hai inseriti ? Erano 120.
Allora, ne ho inseriti... Aspetta che ti dico.
Ne ho inseriti...
Due.
Come due ? Solo due ? Siamo "a carissimo amico"
proprio oggi che il virus ha sputtanato l'archivio, guarda !
Porca miseria... Maledetto virus !
Virus ?
Coliandro, l'ultima volta che sei venuto per darmi una mano...
- Quando è stato ? - Un mesetto fa. - Hai lavorato a quel computer, no ?
- Borro, andiamo a prendere il caffè da Gargiulo. - No, lo prendo io.
Vado alla macchinetta, faccio prima. Tu lavora. Dammi gli spiccioli.
Mi dispiace, li ho messi nella macchinetta del parcheggio.
- Offri tu ? - Offro io.
- Quella è la penna mia ? - Sì.
- Perché non l'hai finita ? Non ti piaceva ? - Sapeva di tappo, Borro.
Tu mi fai simpatia estrema.
Ah, Coliandro ! Adesso dovrebbe arrivare la dottoressa Santarelli.
E' la mediatrice culturale, viene con una congolese richiedente asilo.
-Falla accomodare e non farmi fare figure di merda. -Io ? Vai a cagare.
Allora... Sì. Cuccurucucu, Paloma.
Cuccurucucu 'sta minchia !
Bussano sul vetro Sì ?
(Minchia ! Sono "bone" in Congo.)
Siediti là. Adesso arrivano i colleghi, va bene ?
Oh ! Mi capisci ?
Capisci un po' di italiano ? Un po' lo parli ? Zero proprio ?
Niente ? Nemmeno due parole ? Che ne so...
Pizza ! Capisci "pizza" ?
Ciao.
Si dice in tutto il mondo. Ciao ! Niente ?
Permesso di soggiorno ! Con il cazzo che capisci "permesso di soggiorno".
Kirikù, siediti là.
Siedi ! Vai. Siedi. Noi abbiamo sedie qui, capito ?
Sono più comode della terra. Prova, guarda quanto è bello.
E' bello, eh ?
Come ti chiami tu ?
Tu come ti chiami ?
Ti chiami Kirikù pure tu ? Il tuo nome qual è ?
- Io sono ispettore Coliandro. Tu come ti chiami ? - Asmareth.
Asmareth. Kirikù, Asmareth... non sono andato troppo lontano.
Borro, ho fatto già metà lavoro. Altro che mediatore culturale !
Di' come ti chiami. Hammamet, come ti chiami ?
Di' al collega. Di', senza paura.
Dottoressa Santarelli.
- Dottoressa Asmareth Teresa Santarelli. - Scusa.
In che senso "dottoressa" ?
Ha un po' di lauree in storia, filosofia, cultura africana...
- Parla sei lingue... - No, cinque. Il wolof lo sto ancora studiando.
Ecco, sta studiando il WALAS.
Lei è la nostra mediatrice culturale e tu sei un cretino.
- Direi qualcosa di diverso, Borromini. - Però lui non è cattivo.
E' solo cretino. Ce ne sono stati tanti nel nostro Paese.
Abbiamo avuto allenatori di calcio cretini, ministri cretini.
Il peggiore è capitato a me. Coliandro, "the best of CRETINS".
- Vai, continua. Ti diverti ? Continua. - Non lo so.
Lei come si definirebbe, ispettore ?
Io direi "razzista". Tu capire italiano, sì ?
Chiariamo una cosa. Io non sono razzista, è chiaro ?
E' l'Ufficio Stranieri, hai detto che veniva il mediatore culturale
con una persona del Congo, arriva una ragazza negra... nera !
Di colore ! Non si sa più come dire.
Come capisco che è la dottoressa Santarelli e non quella del Congo ?
- Puoi domandare, invece di dire cazzate. - Allora sai che faccio ?
-Da oggi per parlare a una persona di colore chiedo i documenti. -Bravo.
- Vai a cagare ! - Fai bene. - Oh, ecco qua !
Buonasera, dottoressa. Si accomodi. Va bene ? Così non sbaglio più.
- Adesso sono tutti dottori ! - Prego.
- Prego. - Buongiorno.
Questo tipo in Italia ha diritto a votare !
Qui avete tutto, copertura assicurativa e biglietti.
-Grazie. Arrivederci. -Arrivederci. -Arrivederci. Grazie.
- Scusi. Prego, signora. - Buonasera. - Buona caccia.
-Porta sfortuna dire "buona caccia". -Questi non vanno davvero a caccia.
- No ? - No, safari fotografico. Ormai la gente fa solo quelli.
Sono animalisti. Volevo raccontargli la barzelletta dei "no sbari".
- No sbari ? - Non la sai ? - No.
Ascolta. Un tizio chiede: "Com'è andato il safari ?"
L'altro: "Bene, ho preso due leoni e sei no sbari".
- Che sono ? - Quegli animali neri che si mettono davanti al fucile
e iniziano a gridare: "No sbari, buana !"
Geniale ! Complimenti.
Ai bei tempi quando organizzavo i safari veri
la gente comprava il fucile e le cartucce.
- Adesso vanno lì e fanno le foto. - Sono tempi difficili !
Per fortuna c'è altro.
- Buonasera. - Buonasera.
- Walter. - Ho sistemato la pistola della signora, ma rimane difficile.
Gliela facciamo riprovare, lei ha le mani piccole.
Scappo, vado a prendere il bambino all'asilo. A domani.
- A domani, Walter. - Arrivederla.
E' giovane, ma è un armaiolo geniale.
E' un grande esperto di caccia. Se vendo qualche pezzo, è grazie a lui.
- Ma non ti fidi. - No ! No.
- Mai fidato, mai. Non è uno dei nostri. - Giusto.
- Tieni. - Sei matto ? Li tieni lì ?
- Che provino a rapinarmi ! - Non scherziamo.
- Sono tutti o è solo la mia parte ? - Indovina.
-E' solo la tua parte. -Veramente ? -Certo. -Grande, Sergino !
Lo dicevo io, fortuna che c'è altro.
Canticchia Buffa...
Buffa...
Ahò ! Buffa... Hai le cuffiette, scusa.
Lo spaccio di Gargiulo è chiuso, sta sempre in ferie.
Offrimi un caffè, per favore. All'Ufficio Stranieri è un inferno.
Canticchia
- Conosci questa canzone ? - No. - Come no ? - No.
E' il tormentone di adesso, non riesci a togliertela dalla testa.
Segnale acustico E' pronto il caffè.
Senti, Buffa. A te è mai capitato di dire una cazzata ?
- Certo, un sacco di volte. - Sì, ma io intendo una cazzata
che magari involontariamente offende qualcuno.
Che ne so... sulla razza.
Sono stata a un gioco di ruolo di "Star Trek" qualche anno fa.
A uno ho urlato "ruvido repellente". Mi vergogno ancora.
- Ruvido repellente ? - Per i klingoniani è un'offesa terribile !
Canticchia
Io... io non sono razzista. Per me gli uomini sono tutti uguali.
Okay, qualcuno è più stronzo, però... Pure le donne sono tutte uguali !
A parte il fatto che non sono uomini, ma donne.
- Mi ascolti ? Continui a cantare questa cazzo di canzone. - Scusa.
- Non riesco a smettere. - Sembri rincoglionita. - E' bellissima.
- E' di una cantante africana. - Africana ? - Sì.
Che coincidenza perché pure...
Buffa, tu diresti che io sono razzista ?
Ecco, no... appunto.
- Vabbè, dài. - Aspetta ! Ti voglio fare sentire la canzone.
"Asmareth" di Afrikania Zanesh
Canticchia
-Torno da Borro, Nazareth sarà andata via. Grazie per il caffè. -Prego.
Canticchia "Asmareth"
- Mi dài il cellulare, per favore ? - Hai finito il credito ?
Lo ha preso il "caporale", mi tengono d'occhio.
Per questo te lo chiedo qui, perché non c'è nessuno.
Grazie.
Conversazione non udibile
Sbrigati, Cèdric !
Ci tolgono un centesimo ogni dieci secondi di ritardo, lo sai !
Sì, grazie. Ti saluto, devo tornare a lavorare.
Ci sentiamo dopo.
- Grazie. - Figurati.
Grazie.
E' l'ultima, stavo per tornare a raccogliere.
Il cellulare.
Dammelo.
Canticchia "Asmareth"
# Tu chi minchia sei ?
# Asmareth, I know...
# tu la minchia vuoi. #
(Razzista... ma figurati !)
(Sono italiano. Gli italiani non sono razzisti.)
(Forse gli americani, i tedeschi, ma gli italiani...)
- Non lavi il vetro ? - Tu sei polizia. - Allora ?
Il poliziotto è amico dell'extracomunitario. Vai.
(Vedi ? Siamo pieni di stranieri di tutti i colori)
(bianchi, neri, gialli, blu... e nessuno gli rompe i coglioni, anzi.)
(Lavorano pure !)
- Ecco. - Qui hai fatto una "chiavica". Vabbè, dài.
- Te li sei guadagnati. - Grazie. - Ciao, amico mio.
Amici cinesi, come va ?
- Bene. - Bene.
Bene, dài. Bene.
Vabbè, ciao.
Si è rincoglionito ?
Involtino Primavera, via quel culo giallo dalla mia macchina, forza !
- No, no... è sempre lo stesso. - E' vero. - E' scemo.
Cèdric, che fai ?
Torni alla baracca ?
Sì, ho finito il turno. Dove vuoi che vada ?
Bravo. Bravo, Cèdric.
Vieni, ti do un passaggio.
No... no, non importa.
Dài, Cèdric.
Ti porto io, sali.
Va bene, grazie.
Amico mio pakistano, buonasera.
Io no India, io... Ho sentito bene ? Che hai detto ?
- Amico mio pakistano, buonasera. - Bravo, hai detto bene. Dimmi.
Mi dài una cosa... etnica ?
- Anzi, hai qualcosa che viene dal Paese tuo ? - Dal mio Paese ?
- Pollo tikka pakistano. - Pollo tikka pakistano ? - Sì.
- Okay. Mettilo in una busta, amico mio. - Hai bevuto ?
Perché ?
Che c'è ? Non posso essere gentile ? Mica sono razzista io.
Ti sembro razzista ? Ti ho mai trattato male, amico mio pakistano ?
- Tu chiami me "Sandokan". - Ti chiamo Sandokan per giocare.
Gli amici giocano, si prendono in giro.
E' un segno di amicizia, secondo me.
- Tu vai da barbiere sempre quello ? - Vado sempre da Franco. Perché ?
- Fai colazione stesso bar ? - Sì, da Matteo. Cornetto e cappuccino.
-Ho il richiamino da Gargiulo, ma che significa ? -Vedi ? Franco, Matteo...
Vieni qui da una vita e al massimo mi chiami "pakistano" ?
Qual è il mio nome ? Se dici, ti do pollo gratis.
Dài, su... Veramente devo dire il nome tuo ?
- Sì. - Poi mi dài il pollo gratis ? - Gratis.
-Se lo dico, veramente me lo dài gratis ? -Ti do gratis. -E' andata !
- Sì. - Okay.
- Dài. - Non fare il coglione, dài. - Dài.
(Merda.)
Dài, su, è... è coso, dài...
Dimmi.
Ai... uali...
Miyo... Dài, coso.
- Undici euro ! - Undici euro ? - Sì !
- Pollo tikka pakistano ? - Undici euro. - Leva 'sta cagata !
Sandokan, prendo la pizza.
Tie'. Undici euro... ma vaffanculo.
(Tutta la notte sveglio con quella cazzo di canzoncina in testa.)
(Per fortuna l'ho ammazzata con Fausto Papetti.)
- Ispettore. - Lo Russo, che c'è ?
L'ispettore capo Borromini ha detto di riferirle una cosa, se la vedevo.
- Lo Russo, mi vedi ? - Sì. - Allora che minchia mi devi dire ?
Deve andare dal dottor De Zan per una cosa dell'Ufficio Stranieri.
- Non poteva avvisarmi lui ? - Dice che ha il telefono staccato. - Io ?
Cazzo ! Non ho caricato il telefono stanotte.
-Una canzone non mi ha fatto dormire, sono rincoglionito. -Lasci perdere.
Anch'io ho una canzone in testa, va sempre in radio, è africana.
-Quale ? # Asmareth... # -No ! Porca puttana, un'altra volta !
Però è bella.
Canta "Asmareth"
Canticchia "Asmareth"
# Tu chi minchia sei ?
# Asmareth, I know
# tu la minchia vuoi. #
Permesso ?
(Minchia !)
Vieni. Dottoressa, le presento...
- Ci conosciamo già. - Ci siamo conosciuti ieri in ufficio.
- Immagino che Coliandro ne abbia combinata una delle sue. - Beh...
Ma non importa. Borromini dice che è troppo occupato.
- Io voglio che per una volta smetti di scaldare la sedia. - Che ?
- Non ho capito. Viene anche lui ? - Allora ? - E' pro forma.
Serve un collega dell'Ufficio Stranieri
e Coliandro è dislocato là.
- Già. - Comunque ci siete tu e la Bertaccini.
- Più di tanto non può fare. - Grazie per la fiducia, dottore.
- Che cosa dovrei non fare ? - La dottoressa Santarelli ha denunciato
una strana situazione. - Non è la prima volta. - Infatti.
Però all'azienda agricola Ravazzini troviamo sempre tutto in regola.
I miei contatti parlano di lavoro sottopagato e caporali violenti.
Lo so e ne siamo convinti, viste le voci sulla Ravazzini.
Il problema è che quando cerchiamo i suoi contatti, loro spariscono.
- Come se non fossero mai esistiti. - Li mandano via !
O hanno problemi con i documenti e hanno paura di noi.
Questa volta è diverso. Cèdric è regolare, residente in Italia e...
Sì, sì. Questa volta è diverso. Ne ho parlato con la dottoressa Longhi.
Anche lei è d'accordo. Sicuramente non troveremo niente
però la nostra presenza potrebbe dare coraggio al suo amico
e magari ne arriveranno altri. Grazie, dottoressa. - Grazie.
A dopo, dottore. Prego.
- Coliandro, che fai ? - Dottore... Scusi. - Sparisci.
- Azione ! - Buona giornata, dottore.
- Hai capito ? - Berta, andiamo ? - Grazie. - Ciao.
- Spadaro. - Mi spiegate che cosa dovrei non fare ?
Perché ?
- Viene anche lui ? - Tutti amici, eh ?
Cèdric mi ha richiamato ieri.
Ha confermato una situazione al limite della schiavitù
e ha detto che il suo amico Eddy, anche lui congolese, è sparito.
- Magari è... - Non è possibile. Lavorano tutto il giorno.
Devono risiedere in azienda fino a fine raccolta o non li pagano.
Se è andato via, è successo qualcosa.
Non lo so, l'ho sentito molto preoccupato.
- Cèdric sarebbe disposto a parlare con noi ? - Sì.
Io lo conosco, l'ho già aiutato per i documenti.
- Vedermi con la polizia dovrebbe convincerlo. - Ancora non ho capito
che minchia dovrei non fare. -Niente ! Serve l'Ufficio Stranieri.
Ci sono lavoratori non italiani, soprattutto provenienti dall'Africa.
Io so che non è così, ma come sempre non troveremo tracce di caporali
né di lavoro nero né di clandestini. - Vabbè.
Eccoli qua, ma già li conoscete.
In sei mesi non è cambiato molto. Poi abbiamo i fogli delle presenze.
Ecco. E le fotocopie dei permessi di soggiorno. C'è tutto.
Ma vogliamo parlare di cose serie ?
Sa che abbiamo qui ?
Il nocino che facciamo noi.
Il dottore lo apprezza molto.
Dottore ! Laurea breve, tre anni.
- Grazie, un goccetto lo accetto volentieri. - Va bene.
Dottoressa, si interessa di caccia ?
Al suo collega piace la fotografia
in particolare i ritratti delle donnine.
No, io guardavo i fucili.
Io invece le donnine
e non sono dottoressa.
Signorina, lei gradisce oppure non beve ?
Non gradisco, grazie. Io sono dottoressa.
Rallegramenti.
Veniamo al dunque.
Tutto regolare, tutto in ordine...
Se chiedo ai dipendenti dell'azienda
cantano le lodi, giusto ? - E' vero. - Bene.
- Allora facciamolo. - Prego. - Sentiamo questa bella canzone.
Vorremmo parlare con un certo Eddy...
- Kabanga. - Kabanga. - Edouard Kabanga.
Kabanga ?
Che nome è ? Kabanga ?
Mai sentito, non lavora qua. Lo ricorderei.
Io sono cacciatore. E' un nome esplosivo. Ka-bang-a !
- Che cazzo c'entra ? - Controllate. I nominativi sono tra i permessi.
Tutti qua ?
Un'azienda come la sua dovrebbe avere molti più dipendenti.
Forse quando arriviamo noi, alcuni spariscono perché lavorano in nero ?
Le dico il mio segreto, dottoressa ?
Sono così magnanimo con i braccianti che loro lavorano per tre !
Niente schiavi qua. Siamo in Emilia, mica in Puglia.
Questa è carina.
Un mio amico lavora con voi. Vorrei salutarlo.
Sì ? Come si chiama ? Ka-bum ?
No. Si chiama Cèdric Assombalonga.
- Non c'è neanche lui o è andato via ? - No, lui c'è.
Lavora con noi, anche molto bene.
Guarda ! Eccolo qui.
- Ho portato il registro con le ore fatte ieri. - Bravissimo.
Signori, vi presento uno dei miei più feroci caporali.
Quanti ne hai picchiati oggi, Cédric ?
- Ho detto di lasciarmi stare ! - Oh ! Allora ?
Scusa.
- Tutto bene ? - Sì, tutto a posto.
Scusa.
Cèdric, per favore... Per favore !
C'è "maretta" tra amici evidentemente.
Grazie. Se lorsignori permettono, noi andremmo a lavorare.
Così possiamo pagare le tasse che poi pagheranno i vostri stipendi.
Alla prossima, dottori ! Metto da parte il nocino.
"Siamo in Emilia, non in Puglia." Vaffanculo "a soreta" !
Questa regione non ha niente da invidiare in campo di criminalità.
- La prossima volta non faccio il poliziotto buono ! - Lo fate tutti.
- Dottoressa, qua nessuno denuncia, neanche l'amico... - E' strano.
Cèdric è sempre stato molto deciso e coraggioso.
Anche lui ne ha passate tante prima di arrivare qui.
Comunque non è stato collaborativo. Anzi, sembrava pure arrabbiato.
No, non era arrabbiato.
Era spaventato.
No... no, non volevo...
Io non volevo...
Io questa cosa... non la capisco.
Tutte le volte che uno fa una cazzata
poi dice che non voleva.
Perché l'hai fatta, allora ?
- Perché ? - Lo giuro, non volevo...
Vedi ? Non voleva.
Va bene, ormai è fatta.
Ho già trovato il rimedio.
Bisogna recuperare la borsa. Radescu.
- E' bravo il tuo amico ? - Sì.
- Sicuro ? - Lo fa di lavoro. - Lo chiami "lavoro".
Siete tutti uguali voi rumeni. Scherzo, dài !
Mi raccomando.
Appena la prende, la porta a me.
Se il socio lo scopre, si incazza.
Sai che mi dispiace ?
Facciamo così. Se mi chiedono qualcosa, faccio come te.
Dirò che non volevo.
Non volevo. Non volevo ! Non volevo.
Non volevo. Non volevo.
No !
Ti prego, no ! No.
No !
(Colleghi 2, la vendetta.)
(Borro per punirmi mi molla in servizio con Nazareth.)
(Poi Gambero e Berta me la fanno riaccompagnare a casa)
(con la scusa che abitiamo vicino. Minchia, guarda là.)
(E' una statua. Non batte neanche gli occhi.)
Vabbè.
Canticchia "Asmareth"
- Che cosa sta cantando ? - No, scusa. E' una canzone
che mi ha fatto sentire Buffa, una collega. Mi è entrata in testa.
Sai quando ti entra una canzone e non esce più ? Mi tormenta da ieri.
Infatti è un tormentone. Bisogna cantarla tutta, così va via.
Cioè ?
Canta "Asmareth"
Vuol dire "Asmareth, occhi miei".
Canta "Asmareth"
E' bella.
- Si chiama "Asmareth" come me. - Non ci avevo fatto caso.
E' di una cantane africana.
E' la canzone del momento, sta in classifica in tutto il mondo.
Canta "Asmareth"
E' molto bella. Adesso che ci faccio attenzione è dolce, coinvolgente.
E' melodiosa.
Clacson
Che cazzo suoni ? Ti ho visto, vaffanculo !
-Comunque scusa. -Non c'è problema. Avevo la cintura.
No, intendevo scusa per ieri in Questura.
Non volevo offenderti, è che...
- Non avevo capito. Allora sai com'è ? - Sai com'è !
So com'è, sono abituata.
Nero uguale straniero, clandestino, delinquente. E' normale.
No, che c'entra ? Te l'ho detto ieri.
Borro mi dice: "Verrà la Santarelli insieme a una persona del Congo."
Ti presenti tu. Scusa, ma è normale che uno sbaglia.
Però non vuol dire che sono razzista.
No ?
C'è chi crede davvero che esistano razze diverse, razze inferiori.
Poi c'è chi finge per tornaconto politico ed è quasi peggio.
Guarda. Vedi quei cassonetti ?
- Io abito lì. - Okay.
Poi ci sono quelli come te, inconsapevoli.
- Che inconsapevoli ? Guarda che io... - Aspetta.
- Vuoi dirmi che non sei razzista perché hai un amico nero ? - No.
- E' lo stesso se è indiano ? Anzi, pakistano. - Vabbè. - Aspetta.
A volte posso sembrare un imbecille.
Okay, sono un imbecille. Però razzista, no. Non lo tollero.
- Noi italiani non siamo... - Io sono italiana. - Che c'entra ?
Io dico italiano nato in Italia.
- Il mio amico Khalifa è italiano nato in Italia. - Vabbè.
- Io dico italiano come me. Proprio italiano italiano. - Va bene.
Non chiamiamolo razzismo, chiamalo come vuoi. "Afrofobia" va bene ?
Afro che ? Fobia ? Cioè la paura ?
Io non ho paura di nessuno. Figurati se mi fai paura tu.
Sei così carina, bella... Oh, non ci sto provando.
Dico che sei bella nel...
Ti saluto, dottoressa.
La saluto anch'io, ispettore.
- Ehi ! - Oh !
Fermo ! Oh !
Vaffanculo !
Cazzone, fermati !
Polizia !
- Polizia. - Prendilo ! - Porca puttana di una vacca troia !
Se ti prendo, ti ammazzo !
Corsa finita, coglione.
Chi cazzo sei ? L'Uomo Ragno ?
Ahia !
Vaffanculo !
Eccola qua. Presa.
Grazie.
Prego. Ho semplicemente rischiato la vita per recuperare la tua borsa.
- Il ragazzo ? - Tranquilla, non ho fatto niente al povero ragazzo
che viene da una famiglia disagiata e ruba per mangiare.
- Non ho avuto tempo, altrimenti gli sparavo. Ahia ! - Vieni su.
- Ti do un cerotto. - No, è solo un graffio. Sono i rischi del mestiere.
Mi basta la riconoscenza del cittadino per il lavoro svolto.
- Vabbè, ti saluto. Ciao. - Dove vai ? Non cammino, aiutami.
Abbracciami.
Non ci sto provando, è per aiutarti. Dài, attaccati. Okay.
- Qual è ? - Quella.
- Così mettiamo un po' di alcol sul dito. - No, basta una sciacquatina.
- Okay. - Aspetta. - No, va bene. E' che l'alcol brucia un po'.
E' una sciocchezza. Bastava una sciacquatina.
A te come va, fa male ?
Un po'. Sì, ma non è niente.
Hai controllato se nella borsa c'è tutto ?
- Magari quello si è fregato il portafogli. - E' vero.
C'è. Grazie.
E' più per i documenti, i soldi non sono molti.
- Sei tu questa ? - Sì, con i miei genitori.
- Perché loro sono bianchi e tu... - Sei incredibile !
- Sono i miei genitori adottivi. - Sì, ci sono arrivato poi.
- Sono in Italia da quando ero bambina. - Ecco.
Qui sei con i tuoi genitori veri. Dove stavate ?
- Cioè, dove sei nata ? - In Eritrea.
In Eritrea !
- Sai dov'è l'Eritrea, vero ? - Certo.
Dài, sta... Sta in Africa, no ?
Questo ?
Armeria Filippazzi. La conosco.
Quando abitavo in zona, stavo sempre lì. Era una seconda casa per me.
- Non mi dire che sei tipa da armeria. - No, figurati se...
- Che c'è scritto ? Edouard Kabanga. - Che ? - E' l'amico di Cèdric !
-Chi è ? -Quello che secondo il tipo non è mai esistito.
- Quello con il nome esplosivo. - Sì.
Com'è finito nella tua borsa ?
- Lo ha messo lo scippatore ? - No.
Cèdric, quando mi ha fatto cadere la borsa. Lo ha messo lui.
- Ho detto di lasciarmi stare ! - Oh ! Allora ?
Scusa.
- Tutto bene ? - Sì, tutto a posto.
- Andiamo. - Dove ?
- Alla polizia. - Bambina, io sono la polizia.
Stai a sentire. Se entriamo in un giro di cose burocratiche
non ne usciamo vivi. - Le cose vanno fatte secondo le regole.
Senti. Da un vita lavoro come un negro... Scusa.
Mi faccio il culo e poi i colleghi mi tolgono il caso. Questa volta no.
- Ti prego, fidati di me. - Mi dispiace.
E' meglio se chiamiamo i colleghi.
Vabbè, chiamiamo i colleghi.
Che nostalgia ! Quando abitavo da queste parti, stavo sempre qui.
Ho avuto problemi alla Beretta e Filippazzi me l'ha fatta uguale.
Non se n'è accorto nessuno.
- Non ve ne frega un cazzo, eh ? - Nostalgia, andiamo.
Facciamo noi le domande. Sei qui solo per "rompere il ghiaccio".
Grazie per la fiducia.
- Signor Filippazzi, buonasera. - Salve.
Si ricorda di me ?
- Sì, è quello della giacca. - Che c'entra la giacca ? - La giacca ?
-Un giorno guardava una Desert Eagle. Ha presente ? -Sì.
- Ha provato a infilarla in tasca e si è sbracato la giacca. - Vabbè.
E' arrivato il condor. Quanto sei brutta ! Intendevo un'altra cosa.
La volta dopo ha fatto esplodere la canna perché aveva esagerato
con la ricarica dei proiettili. - Avevi detto che era difettosa.
No, dicevo ai colleghi
che questo posto è stato una mia seconda casa quando abitavo in zona.
Sì. Era sempre qui a provare armi, fondine. Non ha mai comprato niente.
- Che c'entra ? - Solo la roba per caricarsi i proiettili.
- Poliziotto, vero ? - Sì. - Noi siamo colleghi.
- Dobbiamo farle qualche domanda. - Prego. - Questo è suo ?
Sì, certo.
Conosce Kabanga Eddy ?
No, mai sentito. Comunque di questi ne diamo via ogni giorno a decine.
Poi quello che ci scrive la gente dietro io... Un momento. Walter !
- Sì ? - Vieni qui.
Senti, fra i clienti abbiamo un certo...
- Kabanga Eddy. - E' straniero ? - Sì, è congolese.
- Del Congo, Africa. - Allora no, noi non abbiamo clienti abbronzati.
- Anche a me interessa la Desert. Io non la metto in tasca. - No ?
Dove la mette ?
-Cazzo. -Anche la Smith e Wesson 500 non è male. -Che roba !
- Mi fa un paio di prezzi, così ci penso ? - Certo.
La signorina se ne intende.
Allora, abbiamo detto...
Desert Eagle.
Calibro 50.
Sono 2600 euro.
Punkabbestia, rovina di Bologna.
Una Smith e Wesson.
Tu chi sei ? Fermo lì.
Calibro 500.
Eccolo.
Sono 1900 euro.
Coraggio, fatti ammazzare.
- E' impazzito ? - Cazzo ! E' carico ?
- Coliandro, che cazzo fai ? - Che cazzo ne so che è carico ?
- Siete matti ? Tenete armi cariche in negozio ? - Idioti !
- Mettete a rischio la vita delle persone. - Tu hai sparato !
-Che ne so che è carico ? -E' impossibile, non è mai successo.
- E' impossibile 'sta minchia ! - Basta ! Cerchiamo di stare calmi.
Probabilmente l'abbiamo mostrata a un cliente imbecille
che l'ha caricata a nostra insaputa.
- Per fortuna non è successo nulla. - Per fortuna ! - Appunto.
Soprassediamo sulle reciproche cazzate e dimentichiamo tutto.
- Le faccio anche uno sconticino sui cannoni. - Soprassedere, sconticino.
E' finita la presa per il culo ? Sbracato la giacca, caricato troppo.
Vabbè, dài. Lasciamo tutto così.
-Però sconticino a tutti, pure a me. -Sì.
- A presto. - Mi fischiano le orecchie.
- Che tieni nella CAPA ? - Sai quante volte ho sparato qui dentro ?
- Dicevo "pum pum". - Tu sei pazzo. - Hai rotto il cazzo ! - Entriamo ?
-Andiamo a denunciare quello stronzo che ha le armi cariche ! -Dopo.
- Prima questo. - Vuoi farti fare lo sconto sulle pistole ? - No.
Che mi frega delle pistole ?
La Paffoni farà una perizia grafologica.
- Così vediamo se lui ha scritto il nome di Eddy. - Cazzo, la Berta !
- Hai sentito la cugina di Sherlock Holmes ? - Che cazzo ho sentito ?
Ho perso l'udito.
Dài, su ! Non è successo niente.
Sono cose che capitano.
Allora. Desert...
E vabbè...
(Bilancio della giornata.)
(Borro mi vuole morto perché sono scomparso dall'ufficio.)
(Faccio il tappabuchi nelle indagini perché nessuno si fida di me.)
(Ho sparato a un cinghiale impagliato)
(e ho comprato da un africano il Cd tarocco di questa cazzo di canzone.)
(Però non è male.)
(Che faccio ? La chiamo ?)
Squilli di cellulare
Chi cazzo è ?
- Pronto. - Sono Walter, dell'armeria Filippazzi.
- Ero presente durante l'incidente. - Non avevamo detto "sconticino"
e di lasciare le cose come stavano ? - Sì, non la chiamo per quello.
Ho trovato il suo numero su un registro degli acquisti.
- E' una rata rimasta arretrata ? - No, ormai quella è roba vecchia.
La chiamo perché da parecchio noto cose strane qui.
- Cioè ? - Anche la storia del fucile.
-Non si fanno caricare le armi dai clienti in un'armeria. -Infatti.
- Allora ho fatto due più due. - Che fa quattro. Ma che è venuto fuori ?
Ho trovato un quaderno.
Ha presente l'uomo che cercavate ? Il nome sul biglietto.
Come si chiamava ? Eddy Kabanga.
Quel nome è sul quaderno.
Quindi se ci vediamo, ve lo mostro.
Ho chiamato lei perché ho trovato il suo numero. Avvisa i suoi colleghi ?
I miei colleghi ? E' ovvio.
- Passa domani mattina in Questura ? - No.
Preferirei incontrarla stasera. Il mio capo, il signor Filippazzi
oggi mi ha guardato in modo strano.
Forse ho fatto qualche domanda di troppo.
- Non lo so, mi dica lei. Possiamo fare da me. - Magari !
Mi dia l'indirizzo.
- Dica. - Via Donatello 1.
Perfetto. Grazie, a dopo.
A tra poco.
Come ti ho guardato oggi ?
Così ?
Vedi ? Ero venuto per metterla a posto, invece mi è servita.
Grazie per avere preso questo.
Grazie anche per l'indirizzo.
Hai fatto una gran storia
perché abbiamo scritto quel nome su un bigliettino
e tu lo hai scritto su un quaderno ?
Vabbè, facciamo così. Soprassediamo sulle reciproche cazzate.
Via Donatello 1.
Andiamo a finire un altro lavoro.
(Ti pare che chiamo Gambero e Berta ?)
(Così si fregano la mia indagine e si fanno belli con Asmareth.)
Con il cazzo ! (Questo caso lo tengo per me e torno in serie A.)
Asmareth. Ciao, scusami.
E' successa una cosa importante. Puoi venire da me ? Adesso.
Non ci sto provando, riguarda l'indagine.
Tra poco viene un tizio a parlarmi del tuo amico KAWAMBA...
Kabanga, esatto. Sarebbe meglio se ci fossi anche tu.
Sì, adesso. Via Donatello 1.
Okay, a tra poco.
"Asmareth" di Afrikania Zanesh
# Gambero e Berta'
# ve ne andate a caga'.
# Gambero e Berta'
# io ritorno in serie A.
# Gambero e Berta'... #
Campanello
Arrivo !
"Asmareth" di Afrikania Zanesh
Campanello Eccomi !
Aspetta. Se è il tizio dell'armeria, faccio la figura del frocione ?
Lascia stare.
Campanello Arrivo !
Mi dispiace, non era il mio nocino.
Asmareth ! Che cazzo le avete fatto ?
Calmo, Faccetta Nera sta benissimo. Sta facendo la nannina santa.
Voi siete fuori. Sono un poliziotto.
Sapete che cosa rischiate ? Filippazzi !
Sappiamo che cosa rischiamo ?
Certo, che Occhio non riesca a venire con così poco preavviso.
- Ma ha detto che verrà. - Speriamo !
- Non sarebbe una caccia senza Occhio. - Giusto.
Come la caccia ? Che minchia dite ? Quale caccia ?
Una caccia speciale a un poliziotto bianco.
Poi non dite che siamo razzisti.
Coliandro.
- Sveglia. - Asmareth !
Bambina. Ma che cazzo !
Dobbiamo andare via. Hai una forcina per capelli ? Oddio !
- Ahi. Oddio, che dolore ! - Piano. - Mi gira la testa. - Piano.
-Ho un paio di commozioni cerebrali. -Non ti muovere. -Ahi !
- Non ti preoccupare. - Mi ha sfondato quello stronzo.
Tranquilla, bambina. Non avere paura.
Penso io a te, okay ?
Non è la paura.
Sono i ricordi.
Ecco qua.
A Occhio sempre i pezzi migliori.
Tutti ti chiamano così per la tua mira, naturalmente.
- Naturalmente. - Dài, commendatore.
Chi ti dice che questo non sia altrettanto ?
Bene. Sono contento per questa caccia speciale
di avere qui due dei partecipanti più assidui.
Occhio, quando è stata la prima volta ?
- In Bosnia, con i croati. - E' vero. - Io...
Io ho fatto un turno... In Serbia.
Commendatore, sei arrivato tardi e la guerra si era spostata.
Bei tempi, quelli !
I cecchini venivano pagati benissimo dalle milizie.
- Ora siamo noi a pagare te. - Per forza, volevi farlo gratis ?
- Sparare alla gente non è come tirare a fagiani o daini. - Appunto.
Mi sembra di avere capito
che questa volta non sarà il solito negretto rompicoglioni
che ci regala Omero.
Ne avrei altri.
Ma quelli erano clandestini, extracomunitari
scesi dal barcone senza passaporto.
Questo è un poliziotto
e Faccetta Nera è italiana.
Italiana ? E' abissina !
Appunto, è negra. Comunque garantisco io.
Non ci saranno problemi, come sempre. Allora...
Che vogliamo fare, "dum dum" o mercurio ?
Alzati.
Ma vaffanculo.
Alzati !
Ma che cazzo...
Alzati. Dài !
Bravo. Gira.
Bravo.
Un cane abbaia
Fuori.
Dài, vai.
Dài !
Su ! Brava, Valchiria.
Buona, non è ancora il momento di mettersi a caccia. Vai !
- Tieni a bada questo cazzo di cane. - Lasciati "snasare".
- Altrimenti come ti trova ? - Va bene così. La negretta, adesso.
Dài, snasala.
- Snasala bene. - Va bene, basta.
Fuori. Dài !
Fuori !
- Siamo pronti, signor Radescu ? - Prontissimi.
- Signore. - Bene.
Dichiaro ufficialmente aperta questa battuta di caccia speciale.
Voi siete completamente pazzi. Guarda questo qua.
Chi cazzo sei ? Commando ?
E' simpatico il poliziotto.
Se prendo io Faccetta Nera, posso divertirmi prima di...
Sarebbe fuori tema.
Però non ci sono regole, quindi fate come volete.
Bene. Voi avete cinque minuti di vantaggio
a partire da ora. - Oh... - Dài, vieni !
Filippazzi, non sei solo uno stronzo. Sei una testa di cazzo !
- Corri ! - Che cazzo corri !
Sarà una bella caccia.
Di qua !
Saliamo qua. Dài !
Dài, bambina ! Dici di correre e poi...
- Perché rallenti ? Dobbiamo correre. - Aspetta.
- Sei impazzita ? - No. Dobbiamo confondere il cane.
- Dopo una notte lì puzziamo di mosto. - Se non ci sbrighiamo
puzzeremo di morto.
Ecco. Va bene.
- Dài ! - Ammazza la bambina. - Corri !
(in francese) Tre, due, uno.
Che vinca il migliore !
Di qua.
Su. Dài !
Avanti, forza.
Dài.
Vengo con te, Occhio.
Di là.
Piano.
Dove cazzo siamo ?
- Adesso ti scappa ? - Togliti i pantaloni. - Perché ?
La vinaccia non tratterrà a lungo il cane. Serve un altro odore.
-Proprio i pantaloni devo togliere ? -Hanno un odore forte.
- La camicia. Ho l'ascella appestata. Lo uccido, quel cane. - Pisciaci su.
Così fuggivamo ai cani dei soldati durante la guerra con l'Etiopia.
La guerra in Etiopia ? Che c'entri ?
- Nonno faceva la guerra in Etiopia. - Quella di liberazione dell'Eritrea
sotto la dittatura dell'Etiopia di Menghistu. Anni '90 ?
Lascia stare. Tanto c'è solo l'Europa nella storia !
A Ragioneria ho fatto poca storia. Ci mancava Minchiuzzo da imparare.
- Dài. - Non mi esce. - Sbrigati ! - Così non mi aiuti !
Dài. Pss...
Ho fatto due gocce. Forza.
- Da questa parte. - No ! Torniamo indietro, così li freghiamo.
Porca miseria ! Adesso ?
Giusto, l'acqua confonde i cani.
-Ci sono strane bestie qui dentro ? -Dài !
Che schifo !
Prendiamo quella.
Vieni.
Monta su.
Cazzo !
Chi cazzo sono ? Abbagnale ?
Merda ! Ci hanno fregato.
Il poliziotto fa i trabocchetti.
E' un osso duro. Ha visto, commendatore ? Altro che negri !
Stavolta ho organizzato una caccia unica.
Vai !
Andiamo.
Ci siamo quasi.
Aspetta.
- Ci sei, bambina ? - Quasi. - Occhio. Vai !
Dài.
Cazzo. Vai, salta su. Okay.
- Aspetta. Non c'è nessuno ? - No.
Là c'è un vigneto. Andiamo da quella parte. Vieni !
- Aspetta, vieni qua. Ci può servire qualcosa. - Giusto.
Che ci faccio con questa roba ? Non c'è niente, andiamo.
Prendi questo.
- Questi. - Che ci facciamo ? Una lancia ? - Te lo spiego poi.
-Muoviamoci ! -Chi sei ? MacGyver ? Che facciamo con questa roba ?
Ho passato la mia infanzia a scappare dai soldati
che volevano sterminare il mio villaggio.
Ne so più io di MacGyver di come fare a nascondersi. Dobbiamo andare.
So che dobbiamo andare.
So anche che non possiamo avvisare nessuno e non possiamo difenderci.
- Torniamo nel bosco ! - Aspetta. Quale bosco ?
Tu ti intendi di giungla africana, ma io mi intendo di vigneti italiani.
I vigneti sono fatti a quadrati. Come si chiamano ?
- I cardi e i decumani. - Brava. - Alla fine c'è sempre una strada.
Ecco. Andiamo da quella parte, troveremo la strada.
Questa azienda non sarà grande come un ranch americano.
- Che facciamo con questa roba ? - Te lo spiego poi. Corri !
Sei stata brava a fargli scrivere delle marche di pistola
con tante lettere uguali al nome.
Va bene. Quindi ?
Allora, questa è la scritta dietro al biglietto da visita
e questi sono gli appunti di Filippazzi.
Megalomania, egocentrismo e mancanza di equilibrio.
- Le "e" denotano un carattere... - Paffoni, non devi fare l'oroscopo.
- Devi dirci se è la stessa calligrafia. - No.
Stesso carattere di merda, ma due persone diverse.
Filippazzi non ha scritto quel nome sul biglietto. Quindi ?
E' stato lo stronzo dell'azienda agricola ?
- Dobbiamo trovare qualcosa scritto da lui. - Andiamo. Grazie, Paffo.
- Va' a cagar, Gambero. - A soreta.
Che puzza !
Sono tornati indietro.
Il rametto è spezzato. Soccia, come gli indiani !
Stai zitto, imbecille !
La milza.
Questo vigneto è infinito.
Sbrighiamoci. Dài, questi ci trovano.
- Conoscono il posto meglio di noi. - Okay.
Scaviamo qui. Facciamo una trappola.
Ho capito che vuoi fare. Scavo io.
Facevo queste cose quando andavo al mare
con Vincenzino Balocco, quel secchione. Sai che facevo ?
Scavavo una bella buca e poi mettevo sopra il telo da mare.
Dicevo "Vincenzino, vieni"
e lui ci cascava dentro come un povero stronzo.
Povero Balocco !
- Basta. - Facciamo le trappole per nani ?
Ci basta fermarli. Non importa ucciderli.
Vabbè. Se li uccidiamo, non facciamo un danno.
'sti bastardi !
- A che punto sei ? - Fatta. - Pure io ho fatto.
- Adesso basta coprirla. - Okay.
- Si vede ? - Aspetta. Va bene così.
A noi il bambino di "Mamma, ho perso l'aereo" ci fa una pippa.
Occhio, bambina. Se a ogni trabocchetto ti togli un pezzo
resti a culo di fuori. Forza ! Ci sei ? - Ci sono. Andiamo.
- Fanculo ! Funziona, hai visto ? - Certo.
Corri !
- Ecco la strada. - Dove ci porta ?
Adesso lo vediamo. Andiamo di qua.
Lo dicevo, non può essere come un ranch americano.
Cazzo !
- Quanto è grande questo posto ? Altro che ranch americano ! - Ora ?
- Andiamo. Dài, bambina. - Andiamo.
- Ragazzi. - Buffa, abbiamo fretta. - De Zan ha parlato con la Longhi
che si è interessata all'armeria di Filippazzi detto Sergino.
- Sì ? - Venite con me e vi spiego.
Filippazzi prima di aprire l'armeria, quando era giovane
ha avuto un passato particolare.
Campi paramilitari, di addestramento in Libano. C'è pure un'indagine
per reclutamento di mercenari.
-Interessante. -Sì. -Grazie, Buffa. Andiamo. -Grazie. -No.
La Longhi ha chiesto un controllo sulle attività dell'armeria
e su passato e presente di Filippazzi. - Quindi ?
Mi dovete dare una mano. Non sono stata io a decidere, ma De Zan.
Io non mi permetterei mai.
Lo chiamo ?
Qui c'è tutto. Armeria, passato, indagine. Dài, facciamo presto.
Presto ? Impieghiamo tutta la giornata !
Mannaggia.
Dove sta ?
- Eccoli là. - Dove ?
- Là. - Valchiria, dài !
Vai, prendila !
Prendila !
Merda !
Grida
Hai sentito ? Veniva di là.
Ehi !
Dammi mano ! Dammi mano !
- "Va a da' via el cul", rumeno. Cavatela da solo. - No !
Uomo di merda !
Grida
Zitto !
Dove vai, Occhio ? Veniva di là.
Seguimi ancora e ti sparo in faccia.
Basta. Aspetta, basta !
-Basta ? Non puoi arrenderti adesso. -Non ce la faccio più !
Ehi, ehi. Sei andata benissimo. Okay ?
- Non ce la faccio più. - Che vuol dire ? Stai a sentire.
Mi fa fatica ammetterlo
ma se non ci fossi stata tu, io sarei morto.
Dài, alzati. Siamo ancora in ballo. Forza !
Vedrai che li battiamo. Dài !
Con la mia esperienza di sbirro e la tua di soldato li facciamo neri.
Oddio, scusa. Però hai capito che cosa volevo dire.
- Io non ero un soldato. - Non eri un soldato ?
Quella storia sulla guerra
l'Eritrea, Minchiuzzo.
Io ero solo una bambina che scappava dalla guerra.
Poi il mio Paese si è liberato. Ora Eritrea ed Etiopia sono in pace.
Però i miei genitori erano morti e io sono rimasta sola sull'altopiano.
Finché quelli dell'Ong mi hanno trovato e mi hanno fatto adottare.
Cazzo, mi dispiace.
Valchiria abbaia
Coraggio, fatti ammazzare.
Chi cazzo sei ? Rin Tin Tin ?
Lo so.
Valchiria è una bonacciona. Non fa male a nessuno.
Io no, invece. Porca l'oca !
Io sono cattivo.
Non fare il coglione !
Sai che cosa mi fai ricordare ? La barzelletta dei "no sbari".
Ce l'hai presente ?
- La conosci ? - Che cazzo, no ! - Allora te la racconto.
Un cacciatore parte per un safa...
Scusami, cazzone. Quei due sono miei.
Giù !
Da dove cazzo spara 'sto stronzo ?
Tutto bene ? Non ho capito da dove cazzo spara.
Adesso lo scopriamo.
- Hai visto ? - No, minchia. Non mi hai dato il tempo !
- Adesso te lo dico. - Riprova.
- Io cerco di guardare. - Ci sei ? - Vai.
- Niente. - Ha capito il trucco.
Bene. Ascolta.
- C'è solo un modo per andare via. - Qual è ? - So che sei sfinita.
Però al mio "tre" raccogli tutte le energie e corri da quella parte
senza fermarti mai. Ti copro io.
- Va bene. - Okay.
- Sei pronta ? - Sì.
Uno. Aspetta.
Due. Tre.
Che cazzo !
- Ahia ! - Corri !
Guarda.
Vieni.
Proviamo questa porta.
- Si apre ? - No, è chiusa. Vediamo quest'altra.
Cazzo, è chiusa pure questa.
Di qua, forza.
E' tutto abbandonato qua. Proviamo da quella parte.
Dài.
- Guarda, c'è il trattore. - Nascondiamoci su, vieni.
Questo minchia di fucile è scarico e qui non c'è niente per difenderci.
Che ci faccio con questa ? Quello ha un fucile.
- Che è ? Deve essere il nocino che fa quel coglione. - Coliandro !
Vieni.
Cazzo, è già arrivato !
Non c'è neanche la porta. Certo, chi gli frega questo schifo di nocino !
Facciamo una barricata.
- Aspetta un po'. - Che c'è ?
Ma... Ma no !
State rovinando il gioco. Dovete correre.
Siete stanchi ?
Vabbè, almeno siete ragionevoli.
Okay, finiamola qui.
Ehi, aspetta.
Un ultimo desiderio ?
Vuoi che spari prima a te o alla morettina ?
No. Voglio una sigaretta. E' una vita che non fumo.
La sigaretta.
Mai negare una sigaretta a un condannato a morte.
Da accendere ?
Bambina, accendi anche tu.
Sì.
Perché no.
Che cazzo... No !
No, no !
No ! No !
Schwarzenegger !
Coglione, il fumo fa male.
Per me potevi lasciarlo bruciare.
Sparo Chi cazzo è ?
Grida Asmareth !
Bambina, che hai ? No, no, no.
Bambina, non mollare. Guardami, non svenire.
Cazzo !
Aspetta.
Aspetta.
Butta giù. So che fa schifo, butta giù.
Ancora. Butta giù, butta giù.
Okay. Aspetta. Occhio, che brucia.
Cazzo.
Ehi, bambina. Guardami.
Stringi forte, non mollare.
Ci sei ? Occhio.
(Minchia, mi fa pure impressione il sangue !)
L'ho tolta. Dài !
Sparo
Cazzo ! Che è ? Un film sui cecchini ?
Dài, tesoro. Dammi la mano.
Tampona forte. Guardami, tampona forte. Non è niente.
Aspetta.
Ecco.
Okay. Piccola !
Abbiamo le munizioni.
Che cazzo è oggi ? "Salvate il soldato Coliandro" ? Vaffanculo !
Andiamocene di qua. Andiamo via. Dài !
Dài, su.
Dài ! Aspetta.
Dài, forza.
Dài, piccola.
Stai giù.
(Sì ? Allora sai che cos'è oggi ?)
(E' "Arma letale" 1, 2 e 3.)
(Oggi è MacGyver.)
(Anzi, ti dico io che cos'è oggi.)
Piano.
(Oggi è "Rambo 2, la vendetta".)
(Bestiale !)
Che cos'è ?
Scatti del grilletto
Ma...
Che cazzo è ?
Mi dispiace, ragazzi.
Un fucile scarico è inutile.
Sono razzista, ma con gli stronzi come te.
Bestiale ! Quando un uomo che sparava al trattore si trova alle spalle
un uomo con il fucile scarico, l'uomo che sparava al... - Coliandro.
Ci sbrighiamo ? Sarei un po' ferita.
Hai ragione, bambina.
Vibrazione di cellulare
Pronto ?
Come ? Sì, ho capito. Arriviamo subito.
Coliandro ha risolto il caso.
Coliandro ?
Festeggiamo ! Prima le donne.
-Gambero, dici "prima le donne" e poi lo dài a Berta ? -Il solito stronzo.
Ho affrontato una caccia all'uomo con killer addestrati per uccidere
che voi neanche immaginate. - Chi sei ? Zagor ?
Hai detto bene. Zagor-te-nay, lo Spirito con la Scure. Bestiale !
L'episodio numero 30 si chiama "La preda umana".
E' uguale a quello che è successo a te. Però lui è Zagor-te-nay
lo Spirito con la Scure e tu sei Coliandro, lo spirito di patata.
Sfiata, sfiata. Eccola là, è arrivato pure il condor. Quanto sei brutta !
- L'umorista e il condor. - Vabbè, "auande, bive".
- "Bive". - Poi non eri solo. - A proposito, come sta la tua amica ?
Bene, la dimettono stasera. Comunque, lo ripeto.
- Mentre voi eravate qui, io... - Possiamo brindare anche noi ?
- Dottoressa, dottore. - Brindiamo all'operazione riuscita ? - Sì.
Certo, come sarà riuscita questa operazione ? Vabbè, dài !
- No, brindiamo a lei, ispettore. - A me ?
Certo. Grazie a lei abbiamo recuperato il bigliettino
che ha dato l'avvio alle indagini. - Sì, dottoressa.
- Anche alla fine, quando sono riuscito a... - Lasciando da parte
gli epiloghi alla Rambo che disapprovo, è stato bravo.
Invece di tenere per sé l'indizio, ha portato la ragazza dai colleghi.
Perciò su richiesta della dottoressa Longhi ho deciso di proporti
per un riconoscimento. - Davvero ? - Dài. - Sì, una parola di lode.
Una parola di lode ? Quella si dà a chi salva i gattini dagli alberi.
- Dopo quello che ho fatto ? - Miao. - Io vado a esaminare
la lista dei partecipanti alle cacce di Filippazzi. Buon lavoro.
Arrivederci, dottoressa.
Coliandro, finisci in fretta e vai da Borromini.
Ti cerca da due giorni.
Kuanto... Kuanto...
Kwanto kuelo.
Mamma mia, quante kappa !
- Sono del Kenya pure loro ? - Coliandro, hai le foto ?
- Sì. - Di che colore sono ? - Bianco e nero.
Ti sembrano africani ?
Sono thailandesi, Coliandro.
Borro, io non giudico dal colore della pelle.
Poi il gesto che hai fatto
è alquanto razzista. Quindi occhio. -Quale gesto ? Questo ? -Sì, vabbè.
Come cerco una canzone su Internet ?
Clicca sull'icona rossa in basso due volte e si apre una schermata.
C'è una barra, scrivi la canzone che desideri, premi invio
e misteriosamente sarà musica.
"Asmareth" Tie'.
Mi piace.
E' una coincidenza ?
Ciao ! No, è un segno del destino.
- Dottoressa bella, come stai ? - Bene, grazie.
Hanno detto che ti dimettevano stasera. Sarei venuto a prenderti.
Sono venuta io.
Posso andare a mangiare con la dottoressa ? Abbiamo quasi finito.
- Stacco mezz'ora prima. - Va bene, perché oggi per la prima volta
non hai dato la botta sulla scrivania. Mi fa prendere i colpi.
- Va bene, andate. Ti copro io. - Grazie, Borro. - Grazie.
- Buona cena. - Grazie, ciao.
"Asmareth" di Africania Zanesh
Canticchia "Asmareth"
Borro, sei "cazzune".
Vaffanculo !
Uno non può stare per cazzi suoi nell'ufficio a ballare "Asmareth".
Deve rompere.
Per la miseria ! Mi ha fatto passare la voglia.
Certo che ti hanno dimessa prima. Ti ho fatto un lavoro alla spalla
che nemmeno un primario del Sant'Orsola, modestamente.
- Carino il tuo capo a farti uscire prima. - Oddio, Borro il mio capo
è un po' esagerato. Comunque è stato carino.
Abbiamo più tempo per noi. Non ci sto provando, giuro.
- Lo dico perché mi fa piacere. - Non ci stai provando ? - No.
- Peccato. - Sì ?
Buon appetito. Porto via le posate perché non servono.
- Prego. - Grazie.
Ha preso le posate ? Mangiamo con le mani come Totò ? Mettiamo in tasca ?
C'è un rituale anche per mangiare con le mani.
- Le hai lavate ? - Certo.
Si usano solo queste tre dita.
- Si prende dalla parte del piatto davanti a te. - Così ?
Senza allungarti. Bravo.
- Poi stacco ? - Sì. Solo con tre dita. - Ho capito.
Non ci riesco. Un po' tipo panino ? Ecco qua.
Quindi si mangia questa roba dalle parti tue ?
- Sì, è un piatto eritreo. Però se non ti piace, ordiniamo altro. - No.
- C'è una cucina internazionale. - Internazionale, africana !
- Non è internazionale. - In Africa ci sono tanti Paesi.
- Sono tutti diversi. Lo sai ? - Lo so. - Lo sai ? - Sì, lo so.
Va bene. Allora dimmene tre.
Tre Paesi dell'Africa ?
- Allora, Kenya. Giusto ? - Sì.
Poi c'è l'Eritrea, il Paese tuo.
Tutta la storia della guerra, Minchiuzzo. Poi c'è...
Beh... coso.
- Coso ? - Coso ! Sono stato sempre una schiappa in geografia.
Andavo male in tutte le materie, ma in particolare in geografia.
Che c'è ?
Niente.
Mi sbagliavo su di te.
- Ti sbagliavi, ma in senso positivo o negativo ? - Sei un pasticcione.
Però sei tenero. Dici un sacco di sciocchezze, ma hai il cuore grande.
- Poi sei un poliziotto coraggioso. - Certo.
E' il mio mestiere, bambina. Ce la siamo vista nera laggiù.
Scusa. Ho detto "nera", non volevo offendere. Si può dire ?
Mi spieghi perché siete fissati che il nero porta solo cose negative ?
- Ci sono tante cose belle nere. - Sì, è un colore bellissimo.
Ci sono tante cose belle nere. Che ne so, per esempio...
La mia pistola. Ti giuro, non volevo essere ironico.
- Veramente intendo la pistola. - Stai zitto !
(Vuoi vedere che ha pensato a un'altra cosa ? Perché quella...)
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