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["Knocking on heaven's door" di Bob Dylan]
[sirene]
["Knocking on heaven's door" di Bob Dylan]
Ma come cazzo guida, la gente?
Muller, dammi il numero.
Veloce.
[sparo]
[musica con fisarmonica]
- [Katia] Sei una testa di cazzo! - Apprezzo il tuo giro di parole.
Offrono 25mila a puntata!
Trentotto puntate per la seconda stagione
e l'opzione per altre due. Vuoi che ti faccia due conti?
No!
Katia, mi vergogno di quella roba, è una merda.
È la tua merda, Carlo, non fare lo schizzinoso.
Era la mia merda, Katia,
ed era anche un giochino ironico.
"Che succederebbe se raccontassimo gli amori della gente comune
come se fossero quelli dei vip sugli yatch?" Semplice.
Infatti, non è così?
No, lo sai benissimo in che cosa l'hanno trasformata.
Una macchina da 36% di share!
In pornografia dei sentimenti, anzi, peggio!
Tu come la chiami una trasmissione dove brindano
quando uno armato di fucile prende in ostaggio sei persone
per andare in diretta?
La chiamo il successo dell'anno, del nuovo millennio.
Una cosa di cui vergognarsi finché campi.
- [ride] - Cosa?
- Non dirmi che c'entra lei. - Smettila!
Carlo, alla tua età ti fai ancora fregare dalla malinconia!
Cosa c'entra la malinconia, adesso?
Qui stiamo parlando della mia coscienza, capisci?
- Quindi è un sì, c'entra lei. - Non farmi incazzare.
Carlo, la bella casa, il macchinone...
Eh! Tu sei uno bravo e la grande TV è cinica,
è un'equazione che produce soldi.
Non lo vuoi più fare perché lei penserebbe che butti nel cesso i tuoi principi?
Se non la smetti, me ne vado.
Non sei diventato San Francesco e né il Subcomandante Marcos, pazienza.
Capita! La vita a volte è crudele.
Mi accontenterei di non sputarmi in faccia guardandomi allo specchio.
Ma... tu hai capito quanti soldi sono?
No.
Vi chiederei la cortesia di spegnere i cellulari.
Anzi, proprio di togliere la batteria.
- Mi spiace, ma non si può togliere. - Gli puoi sempre sparare.
È solo un eccesso di prudenza, non c'è nessun problema.
[Il Biondo] Un po' poco.
Un po' troppo poco.
Signori, mi rendo conto, ma è tutto quello che sappiamo.
Dottor Finzi, mi faccia capire bene.
Lei ci sta chiedendo, senza chiedercelo,
di uccidere un tizio sulla base di una foto e due righe di descrizione.
- Non funziona così. - Non siamo mica al cinema.
Da questi elementi non sappiamo se questo tizio si muove da solo,
se usa armi, se qualcuno lo sta cercando.
Oppure se è un caso su cui sta indagando la polizia.
Sono cose che fanno un bel po' la differenza.
[Il Socio] Possiamo far finta di non esserci visti,
come da accordi,
- e arrivederci. - No, aspettate.
Aspettate un attimo...
Volete... Gradite un caffè?
Siamo già nervosi.
[tossisce]
Dunque, la faccenda risale a qualche mese fa.
Poco fuori Rozzano c'è un terreno.
Accordo già firmato, progetti in fase avanzata,
insomma, si potrebbe cominciare a costruire domani!
Ma...?
Ma...
c'è un campo rom.
Non quattro roulotte, perché in quei casi si paga e li si sloggia.
No, è una comunità organizzata.
Senza contare che poi il Comune si è messo a fare degli esperimenti,
queste cose moderne...
"Convivenza nella diversità", insomma, queste robe qua.
Ingenuamente,
e sottolineo la parola "ingenuamente",
il mio cliente ha pensato che qualche disordine
avrebbe potuto sbloccare la situazione.
- Un po' cinica, ma è una soluzione, perché... - Sì, ma vada avanti.
Il tizio della fotografia,
il De Magistris, diciamo così, prende l'incarico un po' troppo sul serio.
Una sera di qualche mese fa
lancia... delle bottiglie incendiarie
e spara
alcuni colpi di pistola così, nel mucchio.
Il risultato?
Quattro ustionati, tra cui una bambina,
e sei roulotte distrutte...
Oh. Vede, dottor Finzi, che non è così difficile?
Ora però ci deve raccontare il finale.
[Finzi] Una decina di giorni fa,
il De Magistris
si fa vivo con il mio cliente
- in un modo insolito. - [Il Biondo] Insolito come?
Gli ha fatto trovare un gatto morto sul sedile della macchina
e un messaggio con il quale chiedeva 50.000 euro in cambio del suo silenzio.
- Voi glieli avete dati? - Sì.
Sono arrivate altre richieste. [vibrazione]
[Finzi] Senza contare che il mio cliente non ha gradito la storia del gatto morto,
- non gli piace essere minacciato. - [Il Biondo] Questione di principio.
[Ghezzi] Verso che ora è rientrato a casa?
[Monterossi] Sovrintendente, per le otto e mezza, nove.
Sono andato a pranzo con la mia agente e alla presentazione di un libro.
[Ghezzi] Una volta a casa, che cosa ha fatto?
[Monterossi] Mi sono versato un whisky, ho messo un po' di musica e...
poi ho ricevuto una telefonata.
[Ghezzi] Una telefonata? Dalla fidanzata?
[Monterossi] Ma no, Nadia, un'amica, una ragazza presa a "Crazy Love",
la trasmissione dove lavoravo. Lei è ancora lì
e mi voleva dare un po' il clima dello studio prima della diretta.
[squilli del cellulare]
Ehi.
[Nadia] Carlo, guarda la puntata.
Non la guardo, Nadia, non ci tengo ad assistere al mio funerale.
[Nadia] E come l'hai saputo?
Forse da quei 600 spot al giorno mandati a tappeto?
[Nadia] Dico, come l'hai saputo che è il tuo funerale?
Cioè? Cosa intendi?
[Nadia] Non ti posso spoilerare, ma fidati.
[Nadia] Vai sul tuo divano da seimila euro...
[Ghezzi] Quindi a casa era da solo?
[Monterossi] No... cioè, c'era ancora Caterina.
[Monterossi] È la portiera, abita al piano terra, ma è spesso da me
perché mi fa da... Sì, insomma, da governante, diciamo.
- Signor Carlo! - Scusa un attimo. Che c'è, Caterina?
La cena gliel'ho preparata, è nel forno, deve solo scaldarla.
Va bene, grazie.
Ah, signor Carlo, però guardi il volantino che le ho messo sul frigo.
- Sì, lo guardo. - È importante!
- Sì, sì. - Adesso scappo, che inizia!
Sì, vai, non ti vorrai perdere l'inizio.
Perché al signor Carlo non piace la trasmissione del signor Carlo!
[Ghezzi] La signora sarà uscita verso le nove, no?
[Monterossi] Dieci alle nove, sì.
- Che aria tira lì? - [Nadia] Il solito inferno.
[Nadia] Hai fatto bene ad andartene, ma grazie al cazzo!
Tu lo sai quanto mi offrivano per restare?
[Nadia] Non dirmelo, che mi viene voglia di ghigliottina!
Oh, ma...
Con tutti gli stronzi che ci sono in giro,
proprio con me devi venire a fare, la lotta di classe?
[Nadia] Io devo andare. C'è anche gente che lavora.
- Sì… - [Nadia] Però te lo dico,
- guarda la puntata. - Neanche morto!
[Ghezzi] Quindi ha continuato a parlare con la sua amica.
[citofono] [Monterossi] In realtà, no.
Abbiamo chiuso, anche perché è suonato il citofono.
- [Ghezzi] Il videocitofono, no? - Sì, videocitofono.
[Monterossi] D'altronde, la sicurezza non è mai troppa.
- [Ghezzi] Giusto. - Chi è?
[Monterossi] Perciò non ha mai funzionato.
- Mi sente? Chi è? - [uomo] Pacco, corriere.
[uomo] Scusi l'ora, ma è l'ultimo del giro.
Le apro, sesto piano.
[Monterossi] Ho aperto la porta,
sono tornato in cucina a prendere il bicchiere di whisky
e, quando sono tornato, c'era questo qua,
incappucciato, che ha tirato fuori la pistola e ha detto...
Così, fare giustizia sarebbe un dito in culo?
[Ghezzi] Lei cos'ha fatto?
[Monterossi] Ho risposto con una di quelle frasi memorabili
che dicono gli americani nei film.
[Ghezzi] Cioè?
Come, scusi?
[Monterossi] Poi ha tirato su la pistola, per caricarla, credo,
e io lì ho avuto anche il tempo di pensare.
[Ghezzi] A cosa?
Le devo confessare, sovraintendente,
che ho pensato a una donna.
Che scemo, eh?
Ho pensato che non l'avrei più rivista
e stavolta non sarebbe stato per colpa sua.
Mi sono immaginato anche tutto il discorsetto di addio,
ma questo, se non le spiace, glielo risparmio, sovraintendente.
[Monterossi] Ho pensato che morire sarebbe stata una bella fregatura.
[Monterossi] Ho pensato: "Perché solo il contenuto e non il contenitore?"
[Monterossi] Perché il liquido e non il solido?
[sparo]
[musica con fisarmonica]
[tonfo]
[Monterossi] Poi ho pensato: "Adesso svengo."
[Monterossi] E infatti, poi, sono svenuto.
E adesso mi ritrovo qui al pronto soccorso
con un poliziotto che mi interroga, quasi come se fosse colpa mia.
[Ghezzi] Ma si figuri...
Torniamo al punto.
Lei se la passa abbastanza bene, Monterossi, no?
Sì, non mi posso lamentare.
Ha qualcosa di prezioso a casa, da rubare?
[il cellulare squilla] No, no.
Tipo un quadro, un gioiello.
- No... - Oddio, che palle.
Rispondi tu, tieni.
- Ma è Carella? - Sì.
Digli che sto al cesso e che questo caso è suo.
- Non voleva seguirlo lei? - Appunto, se gli dico che lo voglio,
farà casino per fregarmelo.
Tu invece digli che sto appresso alla vicina dei frati del convento
- e sono impegnato. - Ma così si incazza.
Lui dice che chiama la Gregori e tu dici che l'ho chiamata prima io.
- A quel punto mette giù. - Se l'ha già chiamata lui?
Bluffi e dici che ho parlato con il PM.
- Ma tranquilla, non l'ha chiamata. - Ok.
È sposato?
- No. - [Ghezzi] È stato sposato?
No, neanche.
- Omosessuale? - No, ma "mai dire mai".
Adesso posso solo vantare una ex-fidanzata, mi spiace.
- Ha le sue chiavi di casa? - Non credo,
saranno due anni che non ci sentiamo, non credo le abbia tenute.
- Si droga? - Magari.
Fa politica?
Ma cosa c'entra la politica adesso?
Monterossi, parliamoci chiaro.
Qualcuno è venuto per spararle in faccia.
Allora, le faccio una domanda più facile.
Qualcuno ce l'ha con lei?
Ma sì, qualcuno ci sarà anche, ma...
Nessuno così tanto da volermi ammazzare, non credo proprio!
- Sicuro? - Abbastanza, sarebbe assurdo.
È assurdo, sì, ma è successo.
Qualche centimetro e non stavamo qua a parlarne.
- Capo? - Sì?
Come ha detto lei, ha detto che parlava con la Gregori e ha messo giù.
- Lo richiamo? - No.
- Perché? - Richiama lui tra un minuto.
Tenga.
Se succede qualcosa, se le viene in mente un dettaglio, mi telefoni.
Sì.
- Ce l'ha un posto dove dormire, stanotte? - Torno a casa mia.
- Sicuro? - Sì, certo.
Mettiamogli qualcuno di guardia sotto casa, stanotte.
- Sì. - Ci vediamo domani per la denuncia.
Le farò un altro paio di domande.
- Facciamo alle nove? - Facciamo alle dieci.
E facciamo alle dieci...
Capo, è Carella.
[fischia]
[Sannucci] Pronto?
[musica con fisarmonica]
Signor Carlo?
- Oh, Signore, come sta? - Bene, Caterina, grazie.
La polizia è appena andata via.
- Hanno fatto un casino. - Immagino...
- Ho messo tutto a posto. - Grazie. Buonanotte.
Buonanotte.
- Ah, ho trovato un barattolino di plastica. - Dove?
- Nelle scale, tra i vasi. - Non gliel'hai detto?
- Erano appena andati via! - Certo, scusa.
- L'ho lasciato sul tavolo. - Sì, ci penso io.
- Buonanotte. Si riposi. - Buonanotte, sì.
[musica con fisarmonica]
- [Katia] Pronto? - Cazzo, Katia, mi hanno sparato.
[Katia] Puoi dirlo forte!
- Dico sul serio, eh. - [Katia] Pure io!
- Di cosa stai parlando? - [Katia] Non l'hai vista la puntata?
Come facevo, se ti dico che mi hanno sparato!
[Katia] Allora guardala, cretino! Minuto settanta. [ride]
[Katia] Richiamami quando hai fatto. [interruzione di linea]
[applausi dal video]
Benvenuti!
Benvenuti, amici di "Crazy Love".
Ha una storia, come dicevo, veramente...
Abbracciami, Teresa! [applausi]
Vorrei dire una cosa.
Vorrei dire una cosa a te, Carlo.
[Flora] Sì, dico a te,
Carlo Monterossi.
[applausi] [Flora] Questa stagione non ci sei...
Guarda questa stronza come mi mette in mezzo!
Con noi, che hai guidato,
che hai incoraggiato.
Forse sei turbato, Carlo.
- Ma cosa dici? - [Flora] Perché questo programma
ha avuto anche dei momenti drammatici. Carlo...
Noi siamo qui.
Quando sarà,
"Crazy Love" è la tua casa.
Perché...
anche questo fa fare l'amore.
[applausi]
Ma va!
[il video si interrompe]
[sbuffa]
[musica di suspense]
Ma che cazzo...?
[Monterossi] Ma che cazzo sta succedendo?
[cani abbaiano]
[musica di suspense]
[in sinti] Dopo il lungo viaggio, volete prima dormire?
[Clinton in sinti] Difficile dormire dopo questa storia.
[capo] Helver.
[in sinti] Avete altri lavori?
[Clinton in sinti] Sempre altri lavori, sempre brutte storie.
[in sinti] Ma questa è più brutta.
Parla, Helver.
Io... ho visto due, forse tre.
Il capo era su macchina bianca,
grossa, suv.
È lui che ha sparato.
Quando lui spara, mano schizza in alto, pistola grande,
e... il secondo non l'ho visto.
Ero dietro rete, c'è piante.
Il terzo era giovane.
Venti anni.
Capelli chiari, una scritta sul braccio.
Un tatuaggio?
Tatuaggio.
Ha tirato due bottiglie che gli ha dato il capo.
Ehm...
Tanto fuoco.
Capo prendeva bottiglie da baule di macchina,
accendeva miccia e dava a lui per lancio.
Poi, capo scappato con macchina bianca
e lui, giovane, con moto azzurra.
Ho preso la targa della moto.
Forse non tutta la targa.
[in sinti] Tanti figli, tanta forza.
[in sinti] Tanti figli, tanta forza.
[Hego in sinti] Bravo, ragazzo.
Ora andare.
Si rende conto?!
Questo è occultamento di prove! Addirittura un reperto umano!
Ci porta un dito alle dieci! Come venisse a rinnovare il passaporto!
Non mi ringrazi, commissario,
- è mio dovere civile aiutare le indagini. - Scusi?
Dico che siccome i vostri scienziati, dopo il loro esame, non l'hanno trovato,
mi è sembrato giusto portarvelo.
Trova un dito e ci dorme su, capisce?
Senta, commissario, ieri mi hanno sparato.
Ho trovato un dito in un barattolo
e in più mi hanno anche sputtanato in mondovisione.
Quindi, se permette, era mezzanotte, ero stravolto,
ero sotto shock e anche la nottata in questura, no.
Mi perdonerà se me la sono risparmiata.
Conosce questa donna?
- No. - Sicuro?
Sicurissimo, mai vista. Chi è?
[Gregori] Forse in quest'altra foto...
la riconosce meglio.
[Monterossi] No, niente.
Se non le dispiace, parliamo di lei.
- Precedenti? - Nessuno.
Che altro? Che fa nella vita?
Autore TV.
Non mi guardi così, è sempre un gradino sotto ai serial killer.
Magari di poco, però...
È lui che scrive "Crazy Love".
Quello con la De Pisis?
Sì, diciamo che è nato da una mia idea,
ma ho scritto solo la prima stagione, poi sono uscito per...
divergenze di vedute.
Ah, ma allora per quello ieri sera la De Pisis l'ha messa in mezzo...
Ma scusate, io vi porto un dito mozzato, che insomma...
e voi invece di... Prima mi fate vedere una donna morta
e poi ci mettiamo a parlare della trasmissione.
Io veramente non capisco così, eh.
Dottor Monterossi, allora,
possiamo sapere dov'era la sera di lunedì scorso?
Diciamo tra l'ora di cena e mezzanotte.
Lunedì sera...
sono andato al cinema, sì.
Ho mangiato nella trattoria sotto casa e sono salito,
sarò andato a dormire alle undici.
Ho ricevuto un paio di telefonate.
Ah, ho visto anche un telefilm,
uno in cui la scientifica non dimentica in giro le prove.
Divertente, peccato che sto cominciando a incazzarmi.
Se è per questo, anch'io.
Scusate, voi mi chiedete un alibi?
- Forse siamo partiti col piede sbagliato. - Forse sì.
- Lei non sa chi sia questa signora. - No.
Ludovica Rèpici, o Repìci.
Il nome le dice qualcosa?
Niente, mai vista né sentita.
[Ghezzi] Uccisa a casa sua in zona Sant'Agostino,
con un colpo calibro 7.65 in fronte.
Lunedì scorso.
Prima era stata un po' interrogata.
L'ha trovata la domestica dieci ore dopo,
col dito medio segato all'altezza della terza falange.
Post mortem.
Mmh.
Sarebbe il dito che vi ho portato io,
quello che aveva il tipo che mi ha sparato?
- È probabile. - Stiamo controllando.
Certo, l'avesse portato stanotte, ora non sembrerebbe uno stronzo di cane.
- [bussano] - [Ghezzi] Sarà Sannucci.
- [Gregori] Avanti. - Permesso?
- [Gregori] Allora? - È... il referto.
- Dai, dillo tu. - Certo.
- Mi scusi, è la prima volta. - Ho simpatia per le reclute, ma mi aiuti.
[Sannucci] Sì, sì! Ci sono un paio di impronte sul barattolo,
ma probabilmente della domestica, è uno di quelli per le urine.
Il dito non è della Rèpici, è maschile.
Abbiamo le impronte e un'identificazione.
Lukas Muller, nato a Zurigo nel '68, residente a Via Vigevano 27, Milano.
- Zona Navigli. - Andiamo. Due macchine, subito.
- Lei lo conosce, questo Muller? - Eh, in effetti sì.
Allora lei rimanga qua finché non torniamo.
E quand'è questo "non torniamo"? Avrei da fare, se non le spiace.
Monterossi, non rompere il cazzo.
Io ti avrei dato due sberle e una denuncia per occultamento.
Siediti.
È lei?
- È lei! - Chi?
Perché non torna da Flora?
Cosa le ha fatto?!
Ingrato.
- Quindi? - Prima il committente.
Candido Cafiero, 72 anni.
Il boss di questa
"Terfim S.p.a."
È la società che ha comprato il terreno dei rom, pare da un ente.
- [Il Biondo] Mazzette. - Probabile.
Sei ettari, buona posizione, intorno: casermoni popolari.
Sento già il profumo di centro commerciale.
- Zucchero? - Arriva.
Ti risparmio società, partecipazioni,
tanto comanda lui.
Villa a Cisliano, piscina e suv da 150mila.
- Quello del gatto. - Esatto.
Il garage è controllato.
Se vuoi evitare le telecamere, puoi farlo, ma devi studiare.
Cancello elettrico, non si può scavalcare,
telecomando o aggeggio a frequenza.
Mi stai dicendo che è un tipo in gamba?
No, sto dicendo che il nostro uomo sa aprire un cancello elettrico
e catturare un gatto.
Capirai.
Mi potresti fare anche questa? Che io vado avanti.
Grazie.
Però se incontri qualcuno a più di dieci metri,
fai prima a dargliela in testa.
A dieci metri mai, mi piace guardarli in faccia.
Andiamo avanti. L'amico della foto?
Sergio De Magistris, 38 anni.
Viveva in un trilocale di ringhiera vicino al parco Trotter.
Nessuno dice e vede niente, vicini molto silenziosi.
- Paura? - Forse.
O forse non gliene frega un cazzo.
Una piccola attività commerciale, pacchi, consegne.
Niente di illegale, eh, corriere.
Non si muove niente da qualche mese.
Ultra destra.
Anzi, direi proprio Nazi.
Gruppi tipo "Nuovo Reich", "Gruppo 88",
gente che critica Hitler, ma da destra.
Dicono non abbia finito bene il lavoro.
Lui però non frequenta, diciamo che è un lupo solitario.
- Precedenti? - Quanti ne vuoi.
Cocaina, quasi mezzo etto, ma è riuscito a sostenere l'uso personale.
Allo stadio, dopo una rissa, ha avuto tentato omicidio,
che poi si è trasformato in sola aggressione
e si è fatto un mese e mezzo dentro, a Opera,
- poi indulto, eccetera. - Un buon avvocato.
Ci arrivo. Ferdinando De Rosa,
questo difende i fascisti e compagnia.
È uno tosto, ex militare,
però avvocato.
Li tira fuori, paga per il ritiro delle denunce,
olia le ruote.
Ha un sacco di amici camerati in divisa,
che scrivono "rissa" invece di "aggressione",
o "lesioni" invece di "ferite da taglio".
Insomma, non abbiamo un cazzo,
- a parte questo avvocato. - E solo 15 giorni.
Perché così in fretta?
No, ho prenotato per fine mese a Cortina.
- Marta dice che lavoro troppo... - Sì, però, cazzo!
- "Cazzo" lo dico io. - "Cazzo" lo dici a lei.
La devi risolvere questa cosa.
[Ghezzi] Lukas Muller, trovato morto stecchito a casa sua.
Un buco nella fronte, calibro 7.65
e un dito nel culo.
Carino, eh?
Il dito appartiene alla signora di prima,
uccisa lunedì scorso, con un identico proiettile.
Martedì è toccato allo svizzero e martedì era in programma lei.
- Ah, quindi... - La nostra arguta deduzione
è che il dito medio del Muller doveva finire nel suo culo.
Un dito nel culo?
[Ghezzi] Come conosceva il Muller?
- Ci è finito in qualche brutta storia? - Ma no, lo conoscevo appena.
Ci saremo scambiati due mail in croce, era un traffichino.
Voleva fare causa a dei personaggi televisivi,
non so neanche perché, e mi chiedeva di dargli una mano,
cosa che mi sono guardato bene dal fare.
Basta, tutto qui.
Io non...
Non so proprio come aiutarvi, non ci capisco niente.
Anche voi non scherzate, in quanto a capirci niente.
Hai rotto il cazzo, ma come ti permetti?
Oh, Carella!
Abbiamo detto che me ne occupo io, o no?
Occupatene, cazzo.
Fino a prova contraria, gli ordini li do ancora io, chiaro?
[la porta si chiude]
Ha ragione, non ne sappiamo molto.
Si tenga disponibile e non lasci Milano, intesi?
[Clinton] Ce l'hai il motorino?
- [Helver] No. - Adesso ce l'hai.
Ma... c'è catena.
Non più catena.
Grazie, davvero.
Questo non è regalo, vieni qua.
[Clinton] Al massimo, premio.
Il premio viene dopo.
Diciamo che è investimento.
Vai, lascia.
Helver,
abbiamo trovato dove abita tizio con tatuaggio.
Ascoltami bene,
tu segui lui per due giorni, non lo molli un secondo.
Poi dici a noi tutti i suoi movimenti.
- [in sinti] Hai capito, ragazzo rom? - Ok.
Ragazzo, il coltello te lo porti?
- Sì. - [in sinti] Bravo, ragazzo.
[Nadia] Cazzo se ti è andata bene.
[Monterossi] Questione di niente, qua mi è passato.
- Hai sentito il fischio? - L'ho sentito sì.
Avevo anche pensato di farlo aggiustare, invece lo lascio così.
[Falcone] Giusto.
Vabbè.
A me è venuta fame, che c'è da mangiare?
Cucina tradizionale milanese.
- Risotto? - No, sushi e sashimi.
Sei sempre indietro.
[Nadia] Adesso la cucina tradizionale è aragosta in agrodolce
con guacamole e bacche di goji.
- Cento euro a porzione. - Ma sono gentili, le rateizzano.
Vabbè, dai, sediamoci, no?
Grazie.
[Falcone] Alla regina Flora brillavano gli occhi, quando ha avuto l'idea.
Che idea?
[Nadia] "Creiamo una narrazione d'amore anche nella nostra trasmissione."
[Falcone] "Diciamo che sono io l'innamorata e Carlo è il mio principe."
Che idea del cazzo.
Intanto quel discorso ha fatto il picco di audience.
Certo...
Carlo...
- Carlo, non mi lasciare. - [Falcone] Ora sei nella merda.
Potevate almeno avvisarmi, no?
[Nadia] Vuoi mettere immaginarci la tua faccia mentre lo vedevi?
[Monterossi] Basta adesso.
Vi ho invitato per parlare di cose serie.
Questa è seria. Se non torni, Flora ti spara.
- Vabbè... - Non è che ti ha mandato lei il killer?
Che fai, non mangi niente?
No, è che...
l'idea di me con un buco in testa e un dito nel culo
mi ha tolto l'appetito.
[Nadia] Funzionerebbe nei centri benessere.
Signora, vuole dimagrire?
- Bum! - In effetti non è un bel pensiero.
Senza contare l'altro pensiero che gli sarà venuto.
Cioè?
"Sarebbe venuta al mio funerale?"
"Avrebbe pianto?"
Smettila, da brava.
- Dovresti dirglielo. - [Monterossi] Ma cosa?
Che ti hanno sparato. Magari così la riconquisti.
[Nadia] Sesso, mistero, polvere da sparo.
Oh, guarda che mi incazzo.
Ok, ok!
Quasi ci resto secco e lei mi fa la ramanzina.
Ti pare che in un momento così mi metto a pensare a lei?
Io sì, penserei subito a lei.
Io no, invece.
- Io penserei a chi voleva ammazzarmi. - Eh!
Anche perché metti che ci vuole riprovare...
Non c'è da stare allegri.
- Ma la polizia che dice? - Cosa vuoi che dica.
Perché, te ti fidi della polizia?
- Beh, è un punto di partenza. - Quale punto di partenza!
Non ci stanno capendo un cazzo, dai.
Anche il dito del tipo, l'ha dovuto trovare Caterina, capite?
Allora vediamo di capirci qualcosa noi.
Tanto a "Crazy Love" siamo all'inizio.
Il detective Falcone è in mezzo servizio.
Anziché usare la mano sinistra, basta che lavoriamo coi piedi.
Infatti.
Diciamo che la mano sinistra me la prendo io.
Pago meno della De Pisis, ve lo dico subito.
Sei anche più brutto.
Se fossi una bella signorina, non diresti così.
[ride ironica] Duemila euro.
Basta che non fate di testa vostra.
[Nadia] Ok, capo.
Va bene.
Allora, tanto per cominciare
cercherei di capire chi è questa Ludovica Rèpici, Repìci...
- Rèpici. - La conosci?
No, ma conosco l'italiano.
[Monterossi] E questo...
- Muller, lo svizzero. - Lo conoscevi tu.
Sì, ma poco.
Comunque, io farei come al solito.
Nadia fa le ricerche in rete, Oscar, tu guardi un po' in giro.
Dai.
[Il Socio] 'Sera.
- Una birra. - Anch'io.
Cerchiamo questo nostro amico.
Non lo conosco.
Certo che non lo conosci.
Magari l'hai visto passare.
Sergio. Sergione. Non so il cognome.
Quello lo sappiamo noi.
Dove lo troviamo?
Non lo so, non si vede dall'anno scorso.
L'ultima volta si è presentato
con una macchina nuova e un tipo in smoking.
Mica questo tizio qui?
Sì, quel tizio lì.
Che cosa erano venuti a fare?
Non so, forse a smazzare qualche grammo.
Sia chiaro, rogne di quel tipo non le voglio.
- Di che tipo le vuoi? - Perché noi le procuriamo.
Provate a parlare con loro.
[Il Socio] Buonasera. Posso?
- Prego. - Grazie.
[Il Biondo] Cerchiamo questi due amici.
Mai visti.
Sergione e il suo avvocato.
- Mica vogliamo fargli del male. - Per quello che me ne frega...
Lui l'avrò visto due o tre volte, veniva qui a vendere la coca.
Poi mi ha chiesto anche di prendere la sua ragazza a battere con me.
Per farla cominciare, così.
Farle fare un po' di rodaggio.
- E lei? - Negata.
Piangeva sempre.
Faceva un sacco di storie.
Un poco bisogna esserci portate.
Quant'è vero.
[ragazza] Diceva: "Io lo amo così tanto, perché mi fa questo?"
Come dice quella in TV:
"Anche questo fa fare l'amore."
Poi?
Poi mi hanno detto che è stata arrestata, ma credo per colpa di lui.
Certo, un gentiluomo.
Beh, se ne conosci di meglio, presentameli.
Magari l'avvocato.
Lui l'ho visto una volta sola.
Mi aveva chiesto di fare la carina con uno.
Nel locale dove mi ha portato, lo conoscevano tutti.
Come si chiama questo locale?
[donna] Mmm!
Certo che ne fate di domande.
Siamo un po' curiosi?
Curiosissimi.
Comunque se vi è venuta sete, non c'è problema.
Allora altri due, Augusto!
Salute.
[sussurrando] Ehi, Monterossi.
Monterossi!
Eh? Cosa c'è?
Mi raccomando, non urlare.
No, no...
Che hai fatto a Flora?
- Io? Niente... - Eh? Cosa gli hai fatto?!
[urlando] Ma niente! Aiuto!
Aiuto!
Aiuto...
Oh, oh!
Ora vediamo che cazzo tieni, in quella testa bacata.
Ciao ciao!
Che dice? Le metto un po' di musica?
Non mi sembra il caso, Ghezzi.
Oh, vedrà, vedrà.
Vedrà come si rilassa.
["Interlude" di Haydn Wood]
[la musica stride]
[musica con fisarmonica]
[sussurrando] Che fai? Parli nel sonno?
- Lucia, sei tu? - Sì, sono io.
Sono qui.
Sono vicino a te.
Hai visto che mi hanno sparato?
Ho visto.
Ma tu sei stato tanto coraggioso.
Bisogna stare attenti anche qui in centro a Milano,
mica solo in Iraq, dove vai tu.
Sì, Milano è proprio una giungla.
E tu ce l'hai una pistola per difenderti?
Ma figurati, non ce l'ho una pistola.
Sbagli.
Perché qui la gente spara e si fa sparare tutti i giorni.
Hai ragione. È proprio così.
[sirene]
- Le senti le sirene? - Sì.
[vibrazione]
Pronto?
- [Ghezzi] Monterossi? - Sì.
Sono il sovrintendente Ghezzi, la passo a prendere tra 15 minuti.
Ma perché?
[Ghezzi] La devo portare in un posto.
Ma dove?
[Ghezzi] All'obitorio.
Bene!
[sospira]
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