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Ecco adesso dice: "Cos'è di bello il lago stamattina."
Cos'è di bello il lago stamattina.
Mi accendi una sigaretta?
La vedi quella chiesa? È uno dei primi esempi di architettura comacina, bello.
Figurati se non lo diceva anche questa volta...
Adesso mi dice, peccato che non hai fatto l'architetto.
Che peccato che non hai fatto l'architetto.
Ecco.
Adesso gira e torniamo a casa.
Quelle foto le strappi eh!
Sì, sì.
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19...
Sette anni che conti quelle traversine.
Dalla prima volta che siamo venuti qui, primo anno di matrimonio,
non ci riuscirai mai, vai insieme alla vista.
8 anni che siamo sposati.
Ah, già è vero.
Sono 117 va!
Je t'aime moi... Un peux...
Je vien...
Io vado e vengo...
Se non se ne accorgeva il Vaticano, avevamo l'orgasmo alla televisione e alla radio.
Ti annoi?
Sì, ma la noia è riposante.
No, è che facciamo sempre le stesse cose, non ci muoviamo mai.
Ci muoviamo, veniamo qui tutte le settimane!
Hai capito... Week-end alle Bahamas... 50 km da casa!
No, è che dovremmo muoverci un po' di più.
Vedere gente bella, gente nuova, parlare con qualcuno insomma.
Veramente ci si può annoiare anche facendo il giro del mondo.
Eh sì, però qui uno si rompe e basta.
Vabbè, questa sera ti porto in piazza.
E questi chi sono?
Ma come, anche la tenda hanno piantato qui?
Beh, non esageriamo eh. Ma dove credono di essere, al camping?
Guardali lì, fanno il bagno nudi. Adesso ci penso io!
Alla mattina non prendete marijuana?
- E come? - Nel caffè!
No, è inutile.
Ah... L o sai? Stanno facendo il giro dell'Europa.
Ah beh, allora...
State comodi.
Sono proprio contenta che mio marito sia riuscito a trattenervi.
- Ah... Questo è Victor. - Giorno!
- E questa è Sonia. - Ciao!
Mia moglie.
"Osiem"
Vuol dire 8. Ogni volta che incontra una donna che gli piace più che io,
mi dice, tu sei ottava da quando siamo partiti.
Ma che gentile.
- Ah, gli piaci di più in che senso? - In tutti i sensi.
Anche io quando incontro un uomo che mi interessa dico sempre a lui.
Prima eravamo io 5, lui 7. Adesso 5-8.
Sarebbe a dire?
Che prima eravamo 5-7, adesso 5-8.
Neanche 5 e mezzo?
Facciamo un bagno!
- Neanche è tanto fredda l'acqua oggi. - Neanche tanto calda...
Per me è calda.
- Oplà! - Oplà!
Ma scusa, cosa hanno intenzione di combinare?
- Perché non levi il costume anche tu? - Beh cosa credete, che non abbia il coraggio?
E io mi tolgo questo ed altro. - Vuoi che me lo levi prima io?
No andiamo piano, voglio vedere dove arrivano...
- Avanti, tanto siamo amici. - Vabbè ma se mi tolgo il costume, poi dopo cosa succede?
Niente niente, cosa deve succedere?
E allora cosa me lo levo a fare? Andate!
No, io li ho capiti sai quelli lì...
Fanno tutta la manfrina per vedere nuda te. Altro che storie...
Vai bella, vai, vai, vai.
Sonia, di' un po' dove abbiamo fatto l'amore a Parigi.
In cima alla Tour Eiffel!
Emozionante.
Un pochino scomodo però.
Tu sai, in stesso punto, un giorno prima, una ragazza si era buttata giù.
Se andava sopra con suo ragazzo, sicuro era ancora viva.
Io so invece di quello, che la ragazza prima l'ha portata su e poi l'ha buttata giù.
Se ci fosse andata sola, sarebbe ancora viva.
Ancora una palla.
Di' un po'.
Ma se Sonia va a letto con un altro, tu la lasci fare?
Sicuro.
- Però ti rode? - Come?
Sì, ti secca! Ti scoccia insomma, ti dà fastidio, ti dispiace.
Possibile, però, ogni libertà ha suo prezzo.
E tu Sonia?
- Cosa volevi dire? - Eh?
No, volevo chiedere a Sonia se è dello stesso parere.
- Sì, lo faccio, ma mi deve piacere molto. - Ah...
Ma se è per me non fate complimenti,
io sono abituato, ogni tanto anche mia moglie... è vero Giovanna?
Sì, quando sono in bagno.
Stefano, quei due insistono.
Tutti e due nudi, sotto la doccia, con la porta aperta.
- No?! - Ma sì.
- Ma quando? - Adesso.
Dove vai? - A chiudere la porta. Qualcosa bisogna fare, mica possono stare nudi...
È inutile, ho già chiuso io.
Ah vabbè, allora non chiudo più!
Ti aiuto.
Allora, riepiloghiamo. Dunque, a Parigi sulla Torre Eiffel,
a Londra nella garitta di una sentinella, Buckingham Palace?
No, là non è possibile entrare!
E una volta in un museo di Monaco, un'altra volta su un ramo d'un albero e...
Anche a Vienna, in Giardino di Schönbrunn e su ruota del Prater.
- A Roma non ci siete ancora stati? - E no!
Beh, allora cercate di risparmiare San Pietro eh.
Ma perché non provate a letto? Pare sia molto comodo.
- Dai, ma non sapete parlare di altro voi. Tieni. - Grazie!
Cosa ci fai sentire? La ballata dell'amore scomodo?
Lasciati andare.
C'è una donna da qualche parte che è stanca delle solite cose di tutti i giorni.
Una donna che vorrebbe fare qualche cosa un po' fuori dall'ordinario,
di diverso, di un po' pazzo.
Forse... Che vorrebbe dimenticare la routine,
sciogliersi i capelli, lasciarsi andare, almeno una volta.
Lasciami leggere.
No, è la pubblicità della Pan American.
Non dormono mica sai, i vichinghi.
"Ll reggiseno della ragazza fu mandato al laboratorio della polizia, il corpo fu..."
- All'obitorio. - Ah, grazie!
Non si può leggere.
Simpatici i due nordici eh?!
Lei devo dire, niente male. Anche lui, un po' bottiglia di latte, però simpatico.
Lo sai che gli piaci?
Mi ha fatto qualche complimento, così...
E no, l'ha detto chiaro e tondo, ha detto che sei la numero 8.
Ti ha dato fastidio?
No, ma in fondo...
No, quello che non capisco è che questi ragazzi di oggi,
continuano a dire che se ne fregano del sesso e poi non pensano ad altro.
Già. Però tutti dicono che è una generazione più pulita della nostra.
E sì, pulita... Viene a casa nostra, mangia, beve, dorme,
vuol fare l'amore con te. Non ho capito...
Che mi abbia preso per un esquimese?
Però, se ti avesse offerto la sua ragazza in cambio, eh?
Beh già sarebbe stato più onesto, mi pare.
No, non avrei accettato lo stesso.
A meno che... - A meno che?
Beh, a meno che anche tu fossi d'accordo.
Ma... Ma cosa stai dicendo? Hai bevuto?
Ma che bevuto... Dicevo così per dire.
No, scusa, se Victor ti avesse fatto delle proposte più precise,
se te l'avesse chiesto realmente, tu cosa avresti risposto?
Niente.
Eh, niente, sì...
- Dove vai? - A svuotare il portacenere.
- Ah, scusa. - Aspetta, dove vai?
Vieni qua, vieni qua.
- Victor, c'è Stefano. - No, non fa niente.
Ciao, buona notte.
Ma così mi svegli, dai...
Angelo Azzurro e Schnellinger se ne sono andati.
Hanno tolto le tende.
Volevi adottarli?
- Eh? - Volevi adottarli?
No ma almeno un salutino potevano farlo
o avevano paura che gli presentassimo il conto?
Saranno partiti presto, si vede che non ci hanno voluto disturbare.
- Piede! - Eh? - Hai il piede sotto il sedere.
Guarda! Guarda Giovanna! Sono loro!
Ma, mica scemi quei due, si fanno le più belle ville del lago. - Non sarà loro?
Solo un goccio di whisky grazie.
Lo dicevo proprio con mia moglie, ma guarda se quel Nardini si fa mai vedere una volta!
Certo che quando hai una moglie bella come la tua, però scusa,
non è mica giusto tenerla nascosta.
È come tenere un bel Picasso attaccato in cantina, insomma, non è una roba regolare.
A proposito, dimmi una cosa, ma tu hai sempre quella bella casetta qui vicino a noi?
- Sì. - E allora, cosa ti ci vuole? In due minuti di motoscafo, vieni qui da noi.
- Eh. - Guarda, qui c'è un ambientino niente male, c'è da divertirsi.
C'è un giretto che guarda ti garantisco Nardini che a non frequentarci ci perdi.
E poi se non stiamo un po' uniti tra noi, guarda, i giovani non sanno più divertirsi.
- Dai pronti, corriamo! - Avanti, corri!
- Hei, vieni. - Su muoviti.
- Che cosa fate stasera? Avete impegni? - No.
A proposito, questa sera qui da noi c'è un bel patatrac, una riunione fra amici.
Le feste adesso le chiamate patatrac?
Sì, ma per intendere una rottura di noia, non certamente di cose,
di mobili, quella roba lì insomma.
Mica tanto inglese, sai, questo prato!
Come la mettete con i giardinieri? Con tutto il parco che avete...
E beh si eh, ci sono quei 4, 5 giardinieri
che sgobbano dalla mattina alla sera come dei matti.
Sai cosa dovresti fare? Dovresti mettere la mia moquette.
- La moquette? - Sì.
- Ma perché adesso si mette la moquette anche in giardino? - Ma naturale!
- Ma come? - Ne ho venduta un sacco qui intorno...
Ce l'ha il Casadei, ce l'ha il Brustio, ce l'ha il Sarfati, tutti ormai.
Ma pensa te! Ma roba da matti...
Comunque non mi venire a dire che sei venuto qui per combinare un affare.
No, no. Parlo così per forza di inerzia.
Ah beh, meno male, meno male, il lavoro lasciamolo stare.
Come ci si deve vestire questa sera?
Perché non so neanche cosa mi sono portata. Beh in qualche modo mi arrangerò.
Ma sì, non ti preoccupare, metti quello che vuoi, quello che ti capita.
- Buona sera signora. - Buona sera.
- Buona sera dottore. - Come al solito siamo in ritardo.
- Come mai questo silenzio? - È iniziato l'esperimento.
Così presto!
Di qua, di qua. Venite, ecco mettetevi lì.
Ciao Diego, ciao.
Ma dai Wanda. Ma se fai così vuol dire che non sei di spirito,
ma è stato un gioco, uno scherzo dai.
Però mica è giusto che tocchi sempre a mia moglie, scusa.
Sai è il tipo più adatto, più ricettivo.
Sì sì, ma è già il terzo vestito che gli rompete.
Ma sì, ma non è il caso di drammatizzare, siamo qui per divertirci,
per tenerci un po' di compagnia, no?
Questo tuo amico, sì insomma, quel Bruschi,
per organizzare questi bei giochetti deve essere un gran sporcaccione.
Accidenti... - Certo non è il Duca di Windsor.
Sai, è un uomo che ha una barca di quattrini, non ha niente da fare dalla mattina alla sera.
E così gli piace spacciarsi per studioso di magia, appassionato di spiritismo.
Ma va, gli appassionati di spiritismo, di solito invocano la nonna,
Napoleone e gli chiedono delle cose, mica...
E allora che gusto c'è?
Per sapere tutto su Napoleone, basta consultare un libro di storia,
mica c'è bisogno di fare una seduta spiritica.
Ma, e poi hai visto il tipo scusa, con quei baffi...
Ah, sai cosa mi hanno detto?
- Cosa? - Che con la moglie pratica lo swapping.
Swapping! Si dice così mi pare.
Io ero rimasta a petting, che vuol dire pomiciare,
necking che vuol dire, toccarsi, accarezzarsi,
ma swapping non c'ero proprio arrivata. Cosa vuol dire?
Vuol dire scambiarsi le mogli.
Ma perché non hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome?
Ma perché? Perché scambiarsi la moglie è amorale, fare lo swapping invece,
che in fondo è la stessa cosa, è più raffinato.
Hai la saccarina? - Sì.
Mi ricorda un po' lo scambio dei libri che facevamo da studenti.
- Cosa? - Swapping! - Ah.
Solo che una volta letti, i libri non si restituiscono più.
Già, invece con le mogli, finito il gioco, ognuno riprende la sua roba.
Beh tutto sommato si tratta sempre di adulterio,
però è un adulterio amichevole, senza drammi.
Chi lo sa, forse hanno ragione loro.
Si tratta di essere un po' meno egoisti. Tutto lì. Mah.
Mi dia Kent, King, Playmen e Abc.
Mi dia Domina!
Buon giorno signor Nardini, come sta? - Buon giorno. Tutto bene? - Bene, grazie.
Arrivederla. - Arrivederla.
Mi metta tutto in conto per favore. - Bene signor Nardini.
Deve vederla messa in opera poi. Vedrà, vedrà.
- Ciao! - Buon giorno signor Nardini. - La signora Gallesi o mi sbaglio?
- Caro Nardini. - Non mi sono sbagliato.
Come sta? - Bene, e lei?
Ha trovato qualche cosa che le piace?
Senta, ci sarebbe mica un materiale
che resista anche ai mozziconi di sigaretta accesi? - Come no!
Abbiamo un tipo di moquette sintetica bellissima.
Però non gliela consiglio sa.
- Ah no? - Beh non ha la morbidezza di quella di lana.
Mi scusi.
- Oh che sbadata! - È sua? Eh eh...
Poi dopo non diamo la colpa alla moquette eh.
Venga, venga con me signora. Io mi orienterei verso questo campionario.
Sono gli ultimi arrivi, ci sono dei colori bellissimi.
A proposito, ho visto la sala dei concerti. Ma, è un'indecenza.
La moquette veramente da cambiare, se non ci pensa lei signora...
- Ha ragione signor Nardini, ha ragione.
Ma ci sarebbe ben altro da cambiare che il pavimento al conservatorio. - Dice?
- C'è tutto che va in malora.
Noi facciamo tutto il possibile ma...
Vede, io fra il comitato contro il divorzio,
i patronati, la lega per la moralizzazione pubblica,
non riesco neanche a respirare. Le signore giovani che dovrebbero aiutarci,
pensano... Lasciamo perdere!
- Questa quella che ha visto prima. - La sua signora come sta? - Bene, grazie.
Non la vediamo mai...
Beh sa, è un tipo un po' solitario.
Ecco vede, le piace questo?
- Sì. - No perché sul verde io non mi orienterei.
Mi orienterei sul grigio.
Ad ogni modo guardi, scelga pure.
Qui c'è tutta la serie dei grigi. Mi scusi un attimo, con permesso. - Prego.
Vado, vengo subito.
Beh sa, la moquette in casa, specialmente in ufficio poi,
è diventato un po' come un distintivo, un contrassegno.
È come la scarpa per l'uomo. Da' quel senso di pulizia.
Vedrà che gli aumenterà la clientela.
Sicuramente. - Ecco signor Nardini, il trasporto è a carico nostro.
Bene, grazie.
Questo è il preventivo. - Grazie.
Lei lo sottoponga pure con comodo al consiglio di amministrazione
e poi mi faccia sapere. - 4600... - Guardi che il prezzo
è comprensivo anche della messa in opera.
- 4600... Facciamo 4800?
- Non capisco... - No, non discuto sulla cifra.
Io faccio accettare un preventivo di 4800
e così c'è un pacchetto di sigarette anche per me no?
- Ah ho capito... Vabbè questo non rientra nelle nostre abitudini, ad ogni modo...
Vorrà dire che questa volta faremo un'eccezione.
Allora le faccio rifare il preventivo per 4800.
Poi lei lo manda a ritirare quando vuole. - D'accordo.
- Sigaretta? - No grazie, non fumo.
Eh si fa così per dire eh...
Ah ho capito...
- Caro Nardini. - Arrivederla. - La ringrazio molto per la sua comprensione.
- Non c'è di che...
- Signorina. - Signor Nardini, ha dimenticato di là questi giornali.
- Ah grazie.
Mica scemo quello eh...
200 mila lire per un pacchetto di sigarette...
Poi dice che non fuma...
- Io però sì.
- Vai, vai... Vai a lavorare vai...
- Perché signor Nardini, io nella mia posizione
vedo un po' tutto e ho capito una cosa. Che lei signor Nardini è troppo buono
e la gente quando trova quelli come lei se ne approfitta.
Anche la donna delle pulizie signor Nardini. Dovrebbe venire ogni mattina dalle 6 alle 8:30
e invece non arriva mai prima delle 8.
Anche quell'operaio, quel Leonardi.
Con la scusa di essere un lontano parente di sua moglie, signor Nardini,
tutte le settimane resta a casa per due giorni.
Lei per esempio, l'ha creduta quella storia,
di quella sua cugina che doveva far operare la figlia?
Per me era una scusa bella e buona!
Oh signor Nardini mio...
- Eh ma scusa, almeno quando siamo a letto, piantala di chiamarmi signor Nardini!
- Ma l'ho sempre chiamata così. Lo faccio per evitare che in ufficio mi scappi il tu.
E poi per un rispetto a lei, signor Nardini...
- Capisco il rispetto, ma... Così non aiuta mica sai!
- Coniugi giovani, anticonformisti, conoscerebbero coppia stessa mentalità
per trascorrere ore liete in piacevole compagnia.
Scrivere inviando foto a casella postale.
Sai che ce ne sono due pagine intere? - Ci credo!
- Senti questa...
Coniugi giovani, ottima posizione, cultura, gradirebbero conoscere altri coniugi giovani
per naturismo e amicizia.
Specificare recapito telefonico, è gradita la fotografia ecc...
Chissà cosa intendono per naturismo.
Forse girano tutti e quattro nudi per la casa si rincorrono, come nella barzelletta.
Certo che questi annunci ormai, hanno raggiunto...
Un po' come affittare un appartamento, oppure vendere un frigorifero.
- A proposito, il nostro frigo perde acqua. Bisognerebbe farlo vedere.
- Ma come può succedere?
- Ma è semplice, come fa.
Fanno prima un bell'annuncio, poi magari fanno anche una bella scelta.
Si incontrano, in casa dell'uno o dell'altro,
un paio di whisky, una bella cenetta.
E così, il marito dell'una va con la moglie dell'altro,
la moglie dell'altro va con il marito dell'una...
Bello eh? - No.
A meno che, non siano tutte coppie bellissime, stupende.
Gente educata, raffinatissima... - Come noi insomma!
- Sì noi siamo proprio due levrieri... - Beh almeno educati lo siamo.
Eppure... - Eppure?
- Eppure un piccolo tentativo io lo farei, così per togliersi la curiosità...
Ah? Bell'annuncio... Poi magari rispondiamo a qualche lettera...
No, io sono sicuro che tutto si risolverebbe in un paio di risate.
- Ma Stefano, mica penserai sul serio di scrivere a queste... - E perché no?
Ma è pazzesco!
- In questa casa non si può mai fare un ragionamento serio.
- Ah mamma. Come stai?
Ma cosa dici? Ma no...
È che Stefano ha sempre molto da fare e stiamo sempre in casa.
Ma ti assicuro, non usciamo mai, ma perché devi sempre fare così?
Ma... No di Walter non ho notizie.
Ma perché devi sempre pensare a queste cose? Ma cosa centrano gli scioperi adesso?
È possibile che non te ne vada mai bene una...
Ma perché? Ma senti, è grande, lascialo fare.
Vabbè se vuoi mi informo domani. Vabbè oggi mi informo!
Vabbè.
Sì. Ciao.
Perché siamo convinti che l'indissolubilità del matrimonio,
sia il fondamento dell'unità e della stabilità della famiglia.
Perché riteniamo che non si debba minare alla base l'istituto famigliare
contravvenendo in modo aperto al preciso, amoroso comandamento evangelico.
Non separi l'uomo ciò che Dio ha unito per sempre.
E come non ricordare, il doloroso appello, che ancora pochi giorni orsono,
il sommo pontefice, elevava a difesa soprattutto della purezza
della nostra gioventù, sottoposta quotidianamente all'attacco
dell'immoralità dilagante e appunto contro i figli,
questi germogli, tanto fragili e indifesi,
che costituiscono la nostra speranza che il veleno del divorzio
reca il danno più grave e incalcolabile, avvilendone la coscienza,
amareggiandone il filiale affetto, spegnendo nei loro volti anche il sorriso.
- Cosa ci fai tu qui?
- Mio marito fa parte del comitato, non lo vedi?
- Ma non siete mica sposati.
- Appunto per questo siamo contro il divorzio.
- Mah...
- Continueremo a ripeterlo.
- Lo sai che non ti avevo riconosciuta? Sei cambiata, cosa hai fatto?
Ah...
Com'è venuto bene però. Fai vedere, fai vedere...
Mettiti di profilo. Bello!
Ma di' un po'... Quello che hai tolto lì, dove l'hai messo? Là?
- Oh...
Senti un po', tu invece non sei cambiato per niente, sai?
Sei sempre il solito porco. - Si fa quel che si può.
- Il divorzio non è una soluzione al fallimento della famiglia.
Ne è la causa. Tutto questo sfracello morale deve essere combattuto.
Buffoni!
- E lo sai chi era il tiratore scelto?
L'uomo che da 30 metri è riuscito a centrarmi in pieno petto?
Tuo fratello! - Walter? Che bellezza!
No scusa, sai nel senso che tanto tempo che non avevo più sue notizie.
E mi fa piacere sapere che è in qualche posto.
- Adesso è al posto giusto. - Dove?
- Al commissariato. - Ah ma io devo andare!
Devo andare.
- Se io fossi in te aspetterei un paio di mesi sai!
- Buon giorno.
Ma ti sembra giusto che un ragazzo come te, che ha studiato, con una laurea...
- No, mi mancano tre esami. - Vabbè!
Deve andare in giro come uno straccione e finire in prigione come un ladro di galline?
Ma senti... Scusa... - Oh Giovanna non ricominciamo,
sennò guarda che io torno dentro! Ma come, io stavo lottando anche per te!
Te sei sposata mica io! - Walter cerca di essere serio.
- Ma io sono serio. E ti dico seriamente che dovresti essere contenta
che almeno uno in famiglia sia uscito dal branco.
- Sì certo, i manicomi e le carceri sono piene di gente che è uscita fuori dal branco.
- D'accordo. Allora dovrei fare come tutti gli altri.
Lavorare 8 ore al giorno, avere come ideale un aumento di stipendio,
strisciare verso il benessere, farmi una casa, un automobile, una moglie.
Come hai fatto tu...
- Ma io sto benissimo.
Invece io, il tuo modo di vivere non lo capisco.
Mi sembra tutto un'imitazione di quello che i giovani fanno in America, in Germania,
in Inghilterra. - Ma guarda che queste cose non si possono imitare. Nascono da sole.
Se succedono è perché anche da noi ci sono gli stessi problemi.
- Ecco, panino, birra.
Cosa altro ti serve?
- Vediamo...
Un pullover, una bottiglia di whisky, un paio di calze
e la cinepresa, che ti restituisco tra un mese.
E 10 mila lire.
Che non ti restituisco più.
- Basta? Non hai scritto altro? - Era finito il foglietto.
- Senti, va bene non farti vivo con me, ma con la mamma poverina...
Stai a Milano, a due passi da lei e non ti fai mai vedere. - Ma se telefono tutti i mesi.
- Ma non è la stessa cosa.
- Meglio telefonare, almeno per telefono non riesce a darmi consigli.
Se li ascoltavo, a quest'ora ero un disperato anche io,
come quelli che vanno a lavorare con la cravatta!
Ma avete messo la moquette anche nel bagno adesso?
- Sì, è una moquette speciale, impermeabile.
- Ah impermeabile... Allora fa niente se ci piscio sopra!
- Signor Nardini, hanno telefonato dall'arcivescovato.
- Non ci sono per nessuno, adesso ho molto da fare, va...
Grazie.
- Stefano. Senti un po' se ti interessa...
Coppia brillante e spregiudicata, lui architetto quarantenne,
lei trentenne, bellissima presenza.
Amanti dell'arte, gusto, cultura, signorilità, educazione.
Con chalet sul lago, incontrerebbero coppia pari livello,
per scambio di idee e di esperienze.
Ma chi l'ha scritto?
L'hai scritto tu?
- Ma chi te l'ha detto che l'ho scritto io?
- Ma come chi me l'ha detto? C'è un romanzo!
Ci sei tutto tu qua dentro. Dici di avere 40 anni e ne hai 45,
dai 30 anni a me e invece io non li ho ancora compiuti.
Ti spacci per architetto, chalet sul lago... Ma dai su!
- E vabbè... Se nella vita non ci fosse un po' d follia, cosa rimarrebbe? Niente, no?
Dovrei occuparmi solo di moquette? Meno male che i miei hobby, le mie manie.
- Ma cosa dovrei fare? Congratularmi?
Stappare una bottiglia di champagne?
- Uffa...
Portami invece un bicchiere d'acqua per favore, grazie.
Giovanna ma cosa sono quelle macchie sulla moquette del bagno?
Le hai viste anche tu?
- Eh?
Mah... Non so.
Ci sarà caduto qualcosa.
Guarda Stefano, io ci ho pensato su.
E sono preoccupata.
E se magari qualcuno lo viene a sapere.
Spiegami adesso cosa succede. Ci piomba la gente in casa?
- No. Riceviamo le lettere, le apriamo, le leggiamo e ci facciamo quattro risate.
- E poi le strappiamo? - E certo.
Cosa vuoi, che le mettiamo in cornice?
- Senti questa. Sono un ragioniere trentacinquenne.
La mia gentile signora è più giovane di alcuni anni.
Abbiamo letto il vostro annuncio sul giornale
e siamo ben lieti, se lo desiderate, di accettare il vostro invito.
Non abbiamo foto da mandare ma assicuriamo una piacevole presenza fisica
e un'ottima salute.
- Buona notizia.
Però, hai visto il successo che abbiamo ottenuto. Guarda...
Beh che eravamo una bella coppia, devono averlo fiutato subito.
E tu mi prendevi in giro e invece ha funzionato.
Ah senti questa.
Spilimbergo, casella postale 68. Cari cuori solitari,
abiamo, abbiamo con una b sola, ricevuto il vostro annuncio do...
Dove che dite, che cercate un coppia.
- Sai che bella conversazione possiamo fare con questi!
- Eh... - Staremmo freschi!
- Noi siamo una coppia formata da io e dalla mia legittima moglie.
Io ho 36 anni e lei 22.
Io potrei fare da autista, dato che sono carabiniere
e lei da guardarobiera dato che è anche cuoca tuttofare.
Gavilloni Albino. Gavilloni...
- Senti questa, è micidiale.
In quanto all'incontro sarebbe preferibile a casa nostra,
perché la sera non possiamo lasciare soli i nostri bambini, che sono tre.
Capito?
- Firmato bri... Brigadiere?
Angelo Mante. Beh questo forse è meglio lasciar perdere.
- Senti questa...
Siamo giovanissimi, educati, moderni, sposati da 4 mesi.
Trovandoci in difficoltà finanziarie...
accetteremmo inviti per trascorrere piacevoli serate a casa in cambio di modesta cifra.
Cordiali saluti.
- Eh...
Beh sai... Capita di tutto.
Questi due mica male...
No, da un punto di vista estetico.
Sono due belle creature, ecco.
Buttiamo via anche questa?
Beh? Non ci stiamo divertendo? Lo sto passando una serata meravigliosa.
Mi diverto...
Una più bella dell'altra.
Questa te la leggo poi dopo.
- Eh? Come? Non sei contento? - Di che?
- Credi che piacerò a quei signori con i quali hai combinato questo appuntamento?
Era per oggi, no? - Guarda che non l'ho combinato io da solo.
Lo abbiamo combinato tutti e due, insieme.
- Eh. - Non me lo ricordavo nemmeno, nemmeno ci pensavo.
- Eh sì, nemmeno ci pensavi... - No.
- Ma se non si parlava di altro in questa casa.
4 giorni di musi lunghi così.
- Ma quali musi lunghi? Ci abbiamo riso, ne abbiamo parlato per tanto tempo.
E adesso tu la prendi su questo tono.
E allora no guarda, non ci andiamo e basta.
- Ma no guarda, adesso sono pronta. Anzi non vedo l'ora.
Andiamo! Su forza, cosa aspettiamo?
- Hai bevuto. - Bevuto? Chi ha bevuto?
Adesso perché uno beve un po' di whisky ha bevuto! Mi sembra assurdo, scusa.
Io sono pronta. Andiamo?
Stefano, io ho paura.
- Vabbè, se hai paura, senti andiamo a Caravaggio a vedere il santuario.
- Permetterai, no? - Ma sì, permetto quello che vuoi, basta decidersi!
- Ad Ascoli hanno ucciso una donna per un paio di orecchini.
L'ho letto sul giornale. - Vabbè tanto tu gli orecchini non ce li hai.
- La paura mi ha fatto gonfiare il dito.
- Quell'anello ti è sempre andato stretto.
Prova con un po' di saliva.
- Mi tocca tenerlo.
- Ah ecco.
- Metti la freccia.
Ma sei sicuro che è questo il posto? - Almeno...
- Mi pare abbandonato.
Guarda, è tutto chiuso.
- Ma che cosa ti aspettavi? Cuori solitari... - Che roba!
- Eh così... - Mamma mia
- Eh è una casa. Non è un granché... Certo, non c'è l'atmosfera che ci aspettavamo.
Ma ti dirò, in fondo... Ma cosa fai?
Giovanna.
Eh non devi fare così, andiamo... Sei con me, non ti devi preoccupare.
Senti, facciamo prima una bella cosa. Guardiamo che tipi sono.
Come si comportano... E ci fermiamo lì soltanto un pochino.
Poi stai tranquilla, che se c'è del pericolo ti porto via.
- Sì. - Sì...
- No Stefano, io non ce la faccio. Vieni via.
Scusami ma è più forte di me. Non è possibile.
Ma perché dobbiamo farlo? Ma guardaci, cosa ci succede?
- Non succede niente... - Sei infelice, è colpa mia?
Lo sono stata una cattiva moglie? Ho fatto degli sbagli? - No, no...
Allora tu dimmi che ho fatto degli sbagli! Ma perché dobbiamo fare queste cose? Lo non...
- Vabbè basta, basta, basta! - Io non ci capisco più niente.
Va bene, va bene Stefano, io faccio quello che vuoi tu.
- Vuoi andare allora?
- Senti come batte? - Eh...
Perché il mio no?
- Cielo...
- Buona sera. Io sono Carla.
Accomodatevi. Vi aspettavamo.
Prego, prego.
Lei è Mariella, vero? - No.
- No, lei è Giovanna. E io Stefano.
- Ah già. Oggi è giovedì... E scusate, entrate pure.
Fate come se foste a casa vostra. Prego, prego cara, si accomodi qui.
Vado a chiamare Dino, è di là in cucina. Starà aggiustando la lavatrice.
Un momento, scusate. Accomodatevi. Prego.
- Visto come è combinata quella? - Dino!
- Vieni qua. Giovanna, vieni qua.
Questa è la nota allegra.
- Ah siete qui. Scusate ancora un momento.
Bibi devi andare a dormire, caro, è la tua ora.
Andiamo. Prendi il bastone, su Bibi, andiamo, andiamo a dormire caro.
Un momentino. Accomodatevi, come foste a casa vostra, vi prego.
Vengo subito, non fate complimenti.
- Questo deve essere il padre. - Beh sì, potrebbe essere anche il fratello minore!
Mamma mia, che ambiente!
- Buona sera. Ben arrivati.
- E questo è il mio Dino.
Giovanna. - Onorato. - Buona sera.
- Stefano. - Piacere. - Un po' di musica ci vuole.
- No, non si disturbi. - Un momento.
- Tende sempre a laccarmi. Ma non rimangano in piedi, si accomodino.
- Grazie.
È un grammofono raro, un'antichità.
Sentirete che suono!
È lei, la sua voce.
Domando scusa se mi presento così,
ma è da stamattina che ho un mal di denti che non mi passa.
Pensare che normalmente sono su di giri.
Sono un esuberante io.
- Provi a mettere un po' di grappa. - No, neanche col pepe.
Ho provato tutto, anche quelle cose che si mettono nell'orecchio.
- Un vermouttino?
Un piccolo drink, su ci scaldiamo un po'.
- No, è un tic nervoso.
Ma dai Giovanna...
- Credi che sia necessaria questa buffonata?
- È nei patti.
- Maria Vergine!
È pesce fresco.
- No, no.
- È diventato matto il signor Nardini.
- Devono averci preso per dei ladri. - Già.
Senti Stefano, ma a me scusa sai, l'idea di trovarmi in quattro con la maschera in faccia,
tipo veglione, mi sembra proprio una cosa assurda.
A parte come hai visto, che può essere pericoloso.
- E aspetti adesso ad accorgertene, scusa.
- Guarda... lo mi do malata e li ricevi tu.
Già ne avevo poca voglia prima...
- Eh no, e no... Non è possibile fare questo continuo tira e molla, scusa.
Allora potevi anche dirmelo prima.
Avevamo fatto un primo esperimento, era andato come era andato.
Potevamo non ripeterlo più!
No! Decidiamo di ripeterlo. Allora tiri fuori la storia della mascherina.
E va bene dico io, mettiamo la mascherina.
Poi invece no, la mascherina non la voglio mettere più.
Eh adesso addirittura, vuoi darti ammalata!
E allora ammalato mi do io se non ti dispiace. Tu sei mia moglie, vai là, li ricevi,
gli dici mio marito sta poco bene e non ha intenzione di ricevervi.
- Ma come la fai lunga. La brutta figura? Ma quello non è il problema, lo sai.
Il problema è il dopo.
Ti sei mai chiesto se a me quel dopo mi andasse?
- Me lo sono chiesto sì.
Ma ci sono anche io, sai.
Deve piacere anche a me, scusa.
Sì lo ammetto, è un gioco pericoloso, però è un gioco alla pari.
- Perché non dici che ti farebbe piacere?
Perché no?
Stiamo calmi.
- Eccoci qua.
- Buona sera. - Salve.
- Buona sera.
- Noi non abbiamo trovato una maschera, neanche...
- Chissà perché ti facevo più magrolina. Invece sei abbastanza in carne.
Intendiamoci, meglio così, almeno per i miei gusti.
- Ci sediamo? - Carino, questo chalettino!
- Sì, c'è un po' di umidità.
- La conoscete quella della suora e dei sette soldati?
- Sì, sì la sappiamo.
Mi dispiace.
- Bel posto questo.
Isolato, tranquillo.
Questa spiaggia tiepida, questo sapore di lago.
- Ci passiamo tutti i fine settimana.
- Le ora del tramonto poi sono le più belle.
Questi alberi, questo rumore di niente.
Mi ricordano quella barzelletta della puttana e del pederasta. La conoscete?
- Sappiamo anche questa. - Non è possibile.
- Davvero? - È nuovissima, me l'hanno raccontata ieri.
- No, guardi che è molto vecchia.
- Io vi assicuro che è nuovissima. - Io dico che è vecchia, ma se per lei è nuova...
Vabbè adesso non mettiamoci a litigare per una barzelletta.
Lei la sapeva?
- No.
- Vado a prendere del ghiaccio.
Oh mi raccomando voi... - Vai via?
- Ti aiuto. - Vieni.
Facciamo in un attimo.
- Ma non è possibile... È nuovissima.
Me l'hanno raccontata ieri.
Dunque ascolta, c'è una puttana che lavora tutte le sere in riva a un lago.
Una sera passa un pederasta, e le dice...
- Ma che bella bresaola!
Che bel colore! Hai visto che bel colore? - Sì fammela assaggiare...
È buona? È buona davvero.
Vabbè ne mangio un po' anche io, va.
Buona eh? - Squisita.
Amore, amore vieni qui vicino e spogliati...
Togliti tutto, tutto, piano piano...
Ancora, ancora, ecco così.
Ah come sei bella, bella, bellissima... Ah sì. - Ma che matto!
- Sì stammi vicino, vicino ancora così, vicino a me.
Tesoro, tesoro mio...
Ancora, ancora tesoro... Ancora amore mio, sì, sì.
Sì...
Dimmelo ancora...
- Ma cosa stanno facendo? - Uno scherzo!
Sì... Ah...
- Senti.
- Ah...
Ci avranno creduto?
Ma lo sai che ho l'impressione di averti già incontrata in qualche posto?
- Anche se mi hai già visto che ti importa...
E ora siamo insieme, no? - Vieni qui adesso.
- Oh il ghiaccio, il ghiaccio! - Cosa fai? Lascia stare.
Ma lascia perdere il ghiaccio. - Amore, un momentino.
Certo, ma dopo... - Fatti sentire.
Vieni qui.
- Beh però avete fatto presto. - E il ghiaccio?
- Ah ce ne siamo dimenticati.
No le è venuto appetito e allora abbiamo mangiato un po' di bresaola.
- Beh allora potevate portarne un pochino anche a noi,
scusate già che c'eravate, ti pare?
- Fosse per me starei sempre per terra...
Forse sono un po' orientale.
- Beh al ghiaccio ci penso io, dov'è la cucina? - No guardi, lasci stare.
- No, voglio fare un servizio completo, proprio a regola d'arte.
Ah senti, sai cosa mi è venuto in mente una volta?
Di aprire un baretto... Così, un localino, un american bar...
Ci sarebbe da far un sacco di grana sai. Ti interesserebbe?
- No. - Non te ne frega niente! Ciao.
Non ho mai visto un uomo così invadente. - Non è cattivo, però.
- E fallo diventare anche cattivo...
Scusi eh...
Ma sei proprio sicura che non ci siamo già visti in qualche altro posto?
- No.
- Eppure sai, certe volte...
No, non vorrei dire che è il solito caso di somiglianza, ma...
I lineamenti...
- Mai... Mai...
- Eppure guarda... lo ci giurerei.
Eh no perché sono abbastanza fisionomista. - Signori, tutti serviti!
Ecco fatto! Servizio completo.
Uno alla signora. - Grazie.
- Uno per la massaia.
Uno per il giovanotto. - Grazie.
E se permettete, uno me lo becco io, chiaro?
- Raccontaci una barzelletta. - Eh sì, col successo che ho avuto prima.
Cosa c'è Giovannella, sei triste? Dillo a me che in due si soffre meglio. - Lasci stare!
Per piacere basta! - Brava. Brava.
Quelle che ci stanno subito non mi piacciono mica, sai.
Così è più eccitante.
Stefano.
Mica per farti un complimento...
Ma Giovanna è veramente eccezionale.
Oddio anche Gabriella non è mica la morte.
- No, no. - Sai tutto sommato, non penso che ci rimetti molto nel cambio.
Pensa che ha due seni che sembrano due lampadine.
Gabriella, fai vedere le tettine al nostro amico.
- No... Così a freddo non mi va.
- Cosa fai? Ti vergogni? - No, ma...
Non mi sembra il caso. - Ma quante storie!
- Allora gliele faccio vedere io.
- No guarda delle tue non mi interessa. - Ma no, cosa hai capito? Guarda.
Guarda come sono belle.
Tra un po' spegni le luci, l'interruttore generale.
Così al buio prendono anche più coraggio.
Oh mi raccomando. Cerchiamo di non prendersi ognuno la sua,
perché altrimenti non ci divertiamo, ti pare?
Noi ci fotografiamo sempre quando facciamo l'amore, con la polaroid.
È divertente sai, perché non provi anche tu?
- Con l'autoscatto? - No, con il piede.
- Bambole... Cosa c'è da ridere?
- Beh meglio ridere che piangere! - Bella questa frase. È tua?
- No, l'ho letta su un libro. - Molto bella, molto bella.
Calma, calma, calma, silenzio per favore. Giovanna! Giovanna mi senti?
- Sì, ti sento. - Stai attenta, devo dirti una cosa molto importante.
- A me? - Sì a te e a gli altri, a tutti.
Quella cosina che hai lì vicino, come si chiama? - Chi io?
- Sì tu. - Mi chiamo Gabriella.
- Più forte per favore! - Gabriella.
- Ecco, è una puttana. - Ma che cosa dici?
- Calma, calma. - È vero, è vero, sono una puttana.
- Ma non dirmelo... Che meraviglia, una puttana.
- Calma, calma con i facili entusiasmi. - Ma dico, sono impazziti tutti!
Attenzione, Gabriella vuoi dire quanto ti da questo signore,
per ogni tua prestazione professionale? - Ma dico, ma sei ubriaco?
- Zitto stronzo!
- È impazzito. - Guardatelo!
Questo è il classico esempio di sfruttatore a carattere neocapitalistico.
Pronto, come si dice? A strumentalizzare la prostituzione.
Ma lo sai Giovanna, lo sai cosa aveva intenzione di fare questo signore?
Lui voleva venire a letto con te
e io invece dovevo andare a letto con lei, che è di mestiere.
Scusami sai, io non ce l'ho con te e nemmeno con la categoria. - Ma scusa un momento...
- Stai zitto! Ce l'ho su con te.
- Dai i numeri? - Sentiamo, quant'è la tua tariffa?
Sì insomma, quanto ti da per esempio lo sfruttatore per una serata come questa?
Venti mila? Trenta mila? Bene. Io ti do cinquanta mila lire.
- Gabriella andiamo via dai! - E non chiedo niente in cambio.
La signora rimane ospite qui da noi, scusami cara, ma la signora è nostra ospite.
Dunque eravamo rimasti a cinquanta mila, bene, settanta mila. - Cento mila.
- Duecento mila. - Andiamo!
- Giù le manacce! Vattene via tu se te ne vuoi andare. La signora rimane qui con noi.
È vero cara? - Sì. - La camera albicocca è pronta?
- Certo. - E allora metti giù le lenzuola.
- Dai, Gabriella andiamo su, basta!
- Se ne va perché è una vigliacca anche lei!
Lo sfruttatore non vuol lasciarsi sfuggire la preda! Ribellati Gabriella, insorgi!
Ma cosa vuoi insorgere?
Meglio che andiamo tutti a dormire va...
Non ce la faccio più. - Ma era proprio una puttana?
- Sì sì, iscritta all'albo. Poveraccia! - Simpatica però.
Però lo trovo molto imbarazzante, questi incontri così a freddo...
- Beh sai, dipende dallo spirito con cui uno viene qui.
Qui le coppie arrivano, parlano, magari dei loro problemi più intimi.
Non è detto che, debbano per forza arrivare a certe cose...
A volte si limitano a chiacchierare.
- Tutto sommato mi pare meglio il sistema delle lettere dei cuori solitari.
- Ma a te non va bene proprio mai niente.
Cosa prendi? - Un caffè.
- Un caffè e un Pernod.
- Ma senti, andiamo via, tutta questa gente mi mette in imbarazzo.
- Ma no dai, che il bello viene proprio adesso.
Guarda, gli occhi sono puntati tutti su di noi.
Non sei contenta?
- Andiamo. Tanto quello che dovevamo vedere l'abbiamo visto.
Se non mi porti via subito, sorrido all'uomo con la moglie più orrenda.
- Lasciami finire di bere, no?
Vogliamo andare cara? Andiamo!
- Beh allora cosa facciamo?
- Niente.
- Potevamo rimanere a Milano.
- Italiani un po' dappertutto eh?
- Beh siamo a Lugano.
- Eh già.
- Non ha coraggio, prima insiste e poi si blocca.
- Siete sposati?
- Sì. - Da quanto tempo?
- 8 mesi ma...
- Ma? - Abbiamo delle difficoltà, anzi lui ha delle difficoltà.
- Parliamone.
Nervosa? - No.
- Questo aiuta? - Ma, non lo so, vuol provare?
- Coraggio, cominciamo.
- È facile a dirsi. Da dove?
- Mia moglie mi spaventa.
La sua naturalezza, la sua violenza.
E questo mi blocca.
È stato così, fin dall'inizio.
- Glielo ha detto? - Sì, ma non mi capisce.
- Era in difficoltà con le altre? - Alcune volte sì.
Specialmente quando erano le donne a prendere l'iniziativa.
- Insomma, voi vi comportate come fratello e sorella?
- Nel senso che ci vogliamo tanto bene?
- Sì ecco, ma... Anche in un altro senso.
Insomma lui ti rispetta?
E invece no, mi ha mancato di rispetto. - Ah...
Quante volte?
- Mi sembra di essere al confessionale. - Eh... Bene.
Allora dimmi. Quante volte?
Se ti vergogni puoi dirmelo anche in un orecchio.
- Posso permettermi di dirle una cosa?
- Certo. - Con lei non mi sento in difficoltà.
- Quanti anni ha? - 24.
- Che mestiere fa?
- Niente. Sono ricco. - Tolga quella mano.
- Ma ti rendi conto?
Stai raccontando tutti i fatti tuoi personali a un estraneo,
uno che non conoscevi nemmeno. Anche le tue cose più intime...
Come giudichi questo? Un fatto positivo?
- Sì. Credo proprio di sì.
- Sì dico ma, è la prima volta che effettuate questo tipo di esperimento? - Sì.
È per questo che eravamo così a disagio. - Ma va...
- Se dovessi sposarmi di nuovo, vorrei sposare mia moglie.
- Magari tua moglie non è dello stesso parere.
- Ma, io credo di sì, te l'ho detto che ci vogliamo molto bene.
- Non si vive mica di solo affetto, sai.
Certe volte lo credo anche io ma non è vero...
- Io specialmente provavo una vergogna...
- Solo vergogna? - Sì.
- Sì, d'accoro, però sono convinto che non mi hai raccontato tutto.
- Mi aiuti a scegliere un vestito?
- Sì, volentieri.
- Penso proprio che dovrei dimagrire un po'.
- Ma non dire sciocchezze? Stai benissimo così. - Davvero?
Davvero mi trovi bella?
- Ma certo.
- Tu lo sei molto di più.
Se fossi un uomo, penso che mi innamorerei di te.
- Grazie.
- Senti, credi che piacerei a tuo marito?
- Io metterei questo.
È un amore. Ti deve stare molto bene.
- Scusami, forse non dovevo.
Non lo so perché l'ho detto.
Forse per fare la disinvolta. Non volevo sembrarti una ragazzina inesperta.
Ma se ti dispiace... Guarda non lo farò mai.
- Dai, che non hai detto niente di così terribile.
Avanti preparati che ci stanno aspettando. - Allora non sei arrabbiata con me?
- Ma no assolutamente.
Senti, sai che dovresti allungarti un po' il taglio degli occhi. Così, staresti meglio.
- Mi trucchi tu? - Se vuoi.
- Le poche volte che Elena mi ha tradito ho subito con rassegnazione.
Tra l'altro io sono stato per un certo periodo in clinica.
Una ragazza giovane, bella, sola... Era più che naturale.
Poi questo è successo altre volte.
Il mio problema era quello di non sapere chi era quello con cui andava.
Capisci? Ho l'impressone dell'inganno, della beffa, mi sento solo, ridicolo.
Se invece tutto questo dovesse capitare ora tutto mi sembrerebbe più logico, più semplice.
Più naturale. Perché ti conosco.
- Ma va... Che ti seccherebbe lo stesso!
- Ma cosa combini?
- Forse fai meglio da sola.
Pronto, sei tu Giovanna?
Pronto? Stefano, sono Elena.
- Chi era?
- Elena e Marco. - Perché hai messo giù?
- Perché non sono d'accordo nel continuare questo stupido gioco, ecco.
Ho strappato, giornali e corrispondenza.
E per quello che mi riguarda il gioco è chiuso. Tu puoi fare quello che vuoi...
- Vabbè, vabbè...
- Scusami se ti parlo così, ma...
Ero arrivata a un punto che non ci capivo più niente.
Avevo troppa confusione in testa.
- D'accordo. Non parliamone più. Non è il caso però di farne una tragedia.
Capitolo chiuso. Basta.
Dai...
Dai...
- Dopo l'università, il teatro e i festival,
i giovani contestatori hanno dedicato la loro attenzione allo sport.
Il primo a farne le spese è stato il più aristocratico dei giochi,
che in questi ultimi anni ha visto aumentare anche in Italia
le file dei suoi simpatizzanti.
Il fatto è accaduto ieri nel campo di golf di...
- Io non capisco. Ma dove sono andate a finire queste palle?
- No dico, guardate bene, io l'ho tirata qui eh!
- Sono sparite?
- Eppure io l'ho tirata qui!
- E insomma ragazzi tiratele fuori! Perché io l'ho tirata qui!
- Ma dove sono le palle?
- Andiamo!
- Chiamate la polizia!
- Non si è mai vista una roba simile! Ci rovinano tutti i campi.
- Ma insomma, chiamate la polizia.
- Via! Ma andate fuori dai piedi! Ma cosa fate qui? Mi rovinate tutto il campo!
- Quattro giovani. Andreani Luigi, Costantini Adolfo, Leoni Giuseppe e Maraschi Walter
sono stati denunciati a piede libero.
- Cerca Walter? - Sì.
- Lei chi è? - Sua sorella.
- Walter è partito stamattina per la Germania, credo.
Se vuole entrare dia un calcio alla porta, ma molto in basso, a sinistra.
- La villa mi costa solo di manutenzione più di 5 milioni all'anno.
C'è il rischio che quelli delle tasse prima o poi lo vengano a sapere.
Un giorno o l'altro finirò per vendere.
- Peccato però, mi hanno detto che è stupenda.
- Ogni amore finisce, anche se si tratta di ville, di bei quadri...
- Buono a sapersi. Quando sarà arrivato il mio turno avvertimi.
- Che c'entra? Noi siamo complici.
Sai tutto di me, mi tieni in pugno.
- Fate questi discorsi per darvi delle arie.
State così bene insieme voi... - Per noi il dramma della coppia non esiste.
C'è un enorme rispetto per i nostri terribili difetti.
- Sì ma per avere il rispetto dei terribili difetti,
bisogna nutrire un profondo disprezzo per i tabù, per le convenzioni.
- È vero, sì, ma non è facile. Costa una fatica arrivarci!
Lei mi sembra Alice nel paese delle meraviglie.
- Ma mi prende in giro...
- No, tutt'altro. Anzi mi diverto. Mi sembra di riscoprire la mia casa.
La musica è un po' la mia mania.
Ho seminato altoparlanti, nastri, dischi, in tutta la casa.
- È stregata questa casa. - Sì, un po' sì.
- E poi certo, che questa musica aiuta.
- Ah sì. La musica del flauto magico ha qualcosa di strano,
quasi esoterico, misterioso. Lo dice mi pare, anche Bergman in un suo film.
- A me i film di Bergman mi affascinano, anche quando non li capisco.
Hai visto Stefano che roba?
- Lei saprà tutto naturalmente su questi affreschi.
- Certo, che uno qui non si sente solo. - Per un mese...
- È stupendo. - Lì era il posto del baldacchino.
- Quello era il proprietario della villa. Era sempre senza un soldo.
E quello era il suo benefattore, un principe di Savoia.
E si figuri, è lui che gli ha ristrutturato la casa, cadeva a pezzi.
- Sbaglio o c'era qualcosa fra i due?
- Certo, che male c'è? - Se nasco un'altra volta mi faccio frocio anche io.
- Come mai questa passione per gli orologi?
- Non è passione per gli orologi, è... possessione del tempo.
Mi affascina... E mi spaventa.
È il tema più allucinante che esista, più della vita...
Più dello spazio.
Ecco vede? Un attimo fa lei aveva un sorriso meraviglioso.
Adesso quel sorriso non c'è più, è sparito.
- Posso farne un altro. - No, non è più lo stesso, non sarà mai più lo stesso.
- Non mi dirà che sa suonare anche il pianoforte?
- Eh sì... Prima di diventare mercante d'arte volevo fare il concertista.
- Preferisco che lo suoni con tutte e due le mani.
Questa casa mi mette paura quando c'è silenzio.
- La conosce? È una sonata di Beethoven, l'ultima.
È incredibile, perché ha dei momenti di una modernità, quasi chiaroveggente.
- Beethoven, suonata numero 32, opera 111, durata 18 minuti e mezzo.
Per non parlare poi di tutta la conferenza.
- Ecco senta qui, diventa quasi un ritmo... Un ragtime.
All'epoca la definirono la follia del genio.
- Ti piace? - Mah, questi giganti... Non vi mettono soggezione?
- Anche Diego non ci si è ancora abituato. Infatti non dorme mai qui.
Io invece li trovo così carini. Mi fanno compagnia.
Ho dato loro anche dei nomi.
Di solito si usa fare il contrario.
- Mi piace questa musica, la possiamo sentire anche noi, no?
- Non sapevo che avessi bisogno del sottofondo musicale.
Sai mi viene in mente una cosa. Chissà se gli piacerà tua moglie a mio marito.
No sai, perché lui è un tipo molto complicato. Niente affatto facile.
- Beh... - Non è uno come te.
- Come non è come me?
- Beh ha bisogno di una certa atmosfera.
Non lo so se tua moglie potrà interessarlo.
- Guarda che mia moglie è molto bella.
- Sì certo, non lo metto in dubbio. Ma io la vedo più quel tipo lì, un po' borghese,
una buona padrona di casa,
che sa ricevere gli amici, tenere bene i vestiti, quelle cose.
- No guarda che mia moglie sa far bene tutto. - Non dico mica di no.
- No piuttosto, tuo marito.
Da quello che mi hai detto prima, sembra, sì insomma come dire, uno che...
Che le cose le prende un po' alla larga.
Non è che per caso... - Ma no, assolutamente no.
Oddio... Certo è un po' viziatino.
Un tipo un po' curioso. Te l'ho detto, no?
Ma sessualmente validissimo.
Dai... Cosa aspetti?
Non pensare più a loro. Vieni qui. - Sì, sì.
Perché non suona più? - Si sarà stancato.
- Come stancato?
Ma non hai detto che il pezzo durava 18 minuti e mezzo?
- Avrò sottovalutato tua moglie. Si vede che gli piace.
- No, non ce la faccio proprio!
Mi dispiace, scusami, ma questo silenzio mi blocca completamente.
Non ce la faccio.
Mi dispiace.
- Se vuoi ti accendo la radio.
- No, devono essere questi giganti che mi hanno messo addosso... Che ne so io!
È la prima volta che mi capita una cosa simile. Scusami sai.
Scusa.
- Chi è? Oddio mamma!
- No, no stia comoda, scusi.
Cristo! Avrò il diritto di sapere cos'è successo, sì o no?
- Cosa c'è da dire?
Sì. - Sì cosa? Cosa vuol dire? Voglio sapere che cosa hai fatto.
- Ma perché fai finta di non capire? Hai capito fin dall'inizio.
- Non ci credo.
Se lo avessi fatto non me lo avresti detto.
- Perché? Non sono mica pentita.
Una cosa però mi sembra giusta.
Io stasera, non me la sento di venire a dormire con te.
Non per fare la tragica, ma... Mi sembra più logico così.
È la prima volta... Mi sentirei imbarazzata.
- E dove vuoi andare? - Non so.
A Milano. Da mio fratello, forse.
- Se vuoi.
- Siamo già arrivati?
- Giovanna! Sono già le 8. Io vado in negozio.
Vengo a casa addirittura stasera. - Non so se mi trovi.
Forse sarò già partita.
- Cosa?
Senti Giovanna, adesso la pianti.
Sì, sei stata bravissima, hai recitato molto bene la commedia.
Capelli scomposti, piedi scalzi, faccia sconvolta.
Sei stata molto brava, però adesso mi sono stancato.
Adesso ci diamo un taglio, chiaro?
Perché non è successo proprio niente.
- Va bene. Non è successo niente. - Eh no, non puoi mica dirmelo con quel tono!
Me lo devi dire convinta.
Te l'ho già detto, ci siamo divertiti, ma ora basta, tutto ritorna come prima.
Tu sei tu, mia moglie. E io sono io, tuo marito.
Perciò adesso mi giuri che non è successo niente.
- Ah devo giurare?
- Sì. - Va bene, giuro.
- No, non così, guardami in faccia. Me lo devi giurare convinta, su qualcosa di sacro.
Giuramelo su tua madre. No, tua madre no, perché è viva.
Su tuo padre, che è morto.
- Giuro su mio padre che è morto.
- Lo vedi? Non sei capace di dire le bugie.
Ma cosa c'hai in quella testa?
Ciao.
- Stefano.
Cosa vuoi mangiare stasera?
- Ah per me... Quello che fai tu va sempre bene.
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