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- Che succede? - Lo sapevo, era meglio il treno.
Si pregano i passeggeri di rimanere seduti ai propri posti.
Questo aereo non può cascare.
Questo aereo non può cascare.
Oddio!
Questo aereo non può cascare.
Questo aereo non può cascare.
Dove va? Torni subito a sedere!
- Colonnello, l'aereo non può precipitare. - Chi l'ha fatta entrare?
Comunque, comandante. Torni a sedere.
Comandante, questo aereo non può cascare!
Secondo lei non è una mia priorità? Ho la responsabilità di 184 passeggeri.
187, comandante. C'è anche il personale di bordo.
- Giusto. Motori in manuale. - In manuale.
Ho 25.000 ore di volo, so fare il mio lavoro.
Ho capito, 25.000 ore di volo, ma so come vanno queste cose.
Ho l'abbonamento a Sky, Aerei e disgrazie.
- Motore al 45%. - Motore 45%.
A volte nella vita serve un motivo per non precipitare.
- Giusto. - Giusto.
- Io mi sposo a dicembre. - Stai buono.
Se è per questo, sarebbe meglio se tu precipitassi.
Signorina, protocollo 17. Faccia allacciare la cintura al passeggero.
- Che cos'è il protocollo 17? - Un passeggero in preda a isteria
viene sedato con una siringa posta nel cassetto C.
- No, quello è il 24. - È il 24.
Il 17 è rassicurarlo e farlo parlare del motivo del viaggio.
Il motivo del suo viaggio, signor?
Bernardo.
Bernardo Cannistraci.
- Eccolo là. - Guarda dov'è!
Grazie, Matteino.
Professor Cannistraci?
L'aspettavamo in segreteria.
Non mi aspettavo vergini che lanciano petali di rose al mio incedere,
ma nemmeno restare qui come uno stronzo.
Non ci siamo capiti.
- Per capirsi basta ascoltarsi. - Il suo capitolo 12.
"L'ascolto, la parola e la minestra", lo conosco a memoria!
- È un capitolo straordinario. - La busta.
- Come? - La busta.
Intende il capitolo sul consumismo, la spesa, il pangrattato in busta?
I soldi, il conquibus che spesso è la vera filosofia della vita.
Certo. Sono 500 euro con ricevuta regolare.
Vuole lasciarne 50 per Cure two Children?
Col cazzo.
Col cazzo.
Ecco la vera filosofia della vita. Un capitolo ancora da scrivere per me.
L'aula magna è a destra come i cessi o avete fatto una sala da ballo?
L'incontro è in sala cinema, siamo in over booking.
Minchia, al terzo piano senza ascensore.
- Alla mia età? - Professore, chi l'ammazza a lei!
- Venite, terzo piano, sala cinema. - Il soggetto ha perso conoscenza?
No, cadendo ha perso una busta, ma l'ha ripresa subito.
- È ancora vigile. 81 anni? - Sì.
È stramazzato sul capitolo 33 "L'uomo e i suoi stonfi".
Babbo
Non chiamarmi babbo, chiamami
- Nipotino sfacciato, come ieri. - Sì, nipotino sfacciato.
Non si fanno queste cose alla zia!
- Vuoi che smetto? - No, si smette tra dieci minuti.
Vai, vai, vai.
Ivana, abbiamo fatto come nel progetto. Carta canta.
Pozzetto di scarico di panna, latte, residuo liquido
con vasca di decantazione uso gelateria.
Tutto a norma. Il progetto è tuo.
Tu che hai detto adesso? Gelateria, eh?
- Invece noi dove siamo? - A Viareggio.
A ristrutturare "Il re del rimessaggio". Una gelateria si può chiamare così?
Geometra!
Geometra, squilla da cinque minuti. È il tuo, era sul tavolo dei progetti.
- È il Catasto? - Se il tuo babbo lavora lì, sì.
- C'è scritto "babbo". - Babbo?
Per l'amor di Dio! Rimettilo subito sul tavolo, grazie.
Brogio? Hai dato l'antistaminico a Fulmine?
Ieri sera gliel'ha dato il veterinario.
Sì, ma con il vecchio sistema della cannuccia.
Ha messo l'antistaminico nella cannuccia, poi l'ha messa in bocca a Fulmine.
Stava per soffiare Ha soffiato prima Fulmine.
Ma chi è?
Babbo?
Ora serve a me l'antistaminico.
Ancora? Basta.
Oh!
Ancora o basta?
Vai, amore.
Questo è il progetto della prossima settimana, "Ancora dolce".
- "Ancòra dolce"! - Geometra!
- Oh, mamma! - Geometra!
Bernardo, ho capito bene? Da domani chiudete e riaprite il 15?
No, signora Degrani!
Il 18!
Lavori di ammodernamento, pozzo nuovo!
Bene! Tanto io torno il 21.
Allora lei viene il 21. Apriamo alle otto e chiudiamo alle sette.
Ventuno, otto, sette
Ma che vuole? Che vuole?
È il Catasto?
No.
È l'ospedale.
- Quando è successo? - Mezz'ora fa.
Io glielo dico, è stata una bella botta.
Me l'avevano detto, ma non credevo così grave.
Non così grave? Ha fatto un volo di 150 metri, è volato su una pensilina!
La pensilina? Il mio babbo è caduto su una scrivania.
Su una scrivania? Lei non è il figlio dell'uomo proiettile del circo?
No, io sono il figlio del professor Cannistraci.
Ah! Allora stanza 243.
Si sbrighi. Porto questo e poi mi sa che vengo a prendere il suo.
Allora? Come sta?
- Tu sempre l'ultimo, eh? - Ho trovato casino sui viali.
Potevi venire di corsa, così dimagrivi. Ti trovo ingrassatuccio.
- Ascolta, imbecilluccia - Non sei ingrassato,
però le unghie sono sempre nere. Che è, terra o cacca?
Ascolta, seconda grulla con il bollino.
- Si dà il caso che io lavori. - Che bel lavoro spalare la merda.
Meglio che pittare le unghie alle vecchie.
Io le ricostruisco anche. Hai visto che belle?
- Fratelli Cannistraci? - Sì, purtroppo tutti e tre.
Il primario vuole parlarvi.
Andiamo dal primario, seguitemi.
Venite, venite!
Sono in pausa, ma se non mi scarico un po', impazzisco.
La ASL mi fa fare nove operazioni al giorno!
Cinque al mattino e quattro al pomeriggio.
Io ho la schiena a pezzi e i nervi a fior di pelle!
Eccoci qua.
- Voleva parlarci del babbo? - Sì.
Da quanto non fa analisi specifiche?
Ehm Non lo sappiamo. Il babbo è sempre stato molto riservato.
- Sì, riservato. - Sulle sue questioni personali.
Quindi voi non sapete nulla del suo stato di salute.
Non è che non sappiamo niente. Lui è stato sempre molto riservato,
- noi tre ci siamo persi di vista - Non ci vediamo da cinque anni.
Vabbè, cinque anni! È dal 2018, siamo nel 2023.
- Sono cinque anni. - Sì, cinque anni.
Il professore ha livelli di glicemia e di pressione oltre i limiti
che io raramente ho riscontrato.
Ormai è quasi non vedente, percepisce ombre sfuocate.
Per non parlare di questo terzo infarto. È salvo per miracolo.
- Terzo infarto? - Non sapete degli altri due?
- No. Lui riservato, noi persi di vista - Vi parlo da padre. Ho tre figli anch'io.
Stare a casa renderebbe meno duri i suoi ultimi giorni.
- Certo. - Naturalmente può rimanere qui,
ma io vi consiglio la dimissione protetta.
- Dimissione protetta. - Il paziente rimane in carico a noi
che ne abbiamo la responsabilità legale, ma torna a casa, sta vicino ai suoi cari.
- Sì. - Sì, ho capito bene.
- Sì. - Sì, sì.
No, io ho dei lavori da fare al maneggio. Devo fare il pozzo nuovo.
- Non posso portarlo a casa. - No! Anch'io non posso.
Ho due nuovi lavori. Devo fare il cappotto termico a una camera ardente.
Figurati, io ho a casa Mirchino, il mio ragazzo.
Meno male che è un ragazzo. Di solito te la fai con i bambini.
- Vecchio! - Ragazzi
- Lasciamolo qui, è la scelta migliore. - Sì.
Sì.
Babbo, stai bene?
Hai sete? Stai comodo?
Non sente nulla.
C'è voluto un terzo infarto per ritrovarci nella stessa stanza.
Adesso che avete visto il morto, tornate alle vostre vite.
Che esagerazione!
Vi risparmio l'imbarazzo di decidere chi deve portare il pacco a casa.
- Ivana, tu hai tanto lavoro. - Sì.
- Bernardo ha i cavalli. - Cavalli, babbo, cavalli.
Giovanna deve andare dietro a qualche minorenne,
proprio minorato.
- Come minorato? - Avvicinatevi.
Avvicinatevi. Avvicinatevi!
Cari figli miei
levatevi dai coglioni.
- Zibim. - Zibam.
Zibum.
- Non spingere, non c'è bisogno. - Non c'è bisogno?
Abbiamo fatto due piani in tre quarti d'ora.
- Tu sei al terzo, giusto? - Sto al quinto.
- Al quinto? Minchia! - Dai, forza.
Devi prendere un bel po' di gocce.
- Che dici? - Devi prendere un bel po' di gocce.
Perché parli questo brutto fiorentino? Non si capisce niente.
Mi hai concepito e fatto nascere a Firenze.
Se nascevo in Sicilia come te, dicevo
Minchia, devi prendere tutte queste gocce!
- Imbecille. - Sessanta.
Sessanta gocce di Pernaloc.
Lo do anche ai miei cavalli. Questo non ti addormenta, ti stende.
- Tieni. - Non vedo un cazzo!
- Eccolo qua. - Posalo là.
Sì, ma va preso assolutamente.
- Sai una cosa? - Mmh.
- Tu e le tue sorelle mi avete sorpreso. - Perché?
Al posto vostro io mi sarei lasciato crepare all'ospedale.
Eh, addirittura! No, anzi abbiamo fatto anche la conta.
Ti volevamo tutti e tre. Ho vinto io con zibim, zibam, zibum.
Addirittura? Per aggiudicarsi questo vecchio padre,
- ruvido, che non ci vede. - Babbo
Hai tante, tante buone qualità.
- Dimmene una. - Eh?
- Dinne una. - Cioè?
- Ho tante qualità, dimmene una. - Eh. E
- Che? - Non sei un padre pressante,
di quelli che a bordo campo la domenica guardano giocare i figli.
Quando giocavo a calcetto, a bordo campo, non c'eri.
Ai nostri compleanni, per esempio
non c'eri.
Le recite della scuola,
tu non c'eri.
Quando Giovanna cascò dal motorino. Ti ricordi?
Tutti di corsa all'ospedale e tu non c'eri.
Diciamo che sotto questo punto di vista, sei stato un padre sempre coerente.
La coerenza dell'assenza, caratteristica tipica di noi Cannistraci.
Anche voi in questi ultimi cinque Natali non siete stati molto presenti,
- non mi avete fatto compagnia. - Ti ho telefonato per farti gli auguri.
- Bravo, hai telefonato. - Va bene, babbo, è vero.
Ci siamo un po' persi di vista.
Poi d'altra parte se ci pensi bene,
qual è la famiglia dove tutti vanno d'accordo con tutti?
Su, dai, vieni.
Brindiamo con il Pernaloc e io con l'acqua tonica.
Bernardo, non sai quante cose non ho fatto.
C'è una cosa che dovevamo fare insieme e non l'abbiamo fatta.
Un vi
- Un vino. - Che cazzo c'entra il vino?
- Un via - No, ho capito che cosa intendi.
- Sì, un viaggio a Parigi tutti insieme. - Quante volte l'abbiamo detto?
- Quante volte l'abbiamo fatto? - Mai.
Vabbè, che devo dirti?
Dai, forza!
Prendi il Pernaloc e facciamo un brindisi
a Parigi che non c'è nella nostra vita.
Tu volevi parlare d'amore
- Ti ha fatto una carezza? - Sì.
Eh? Come parli? Hai bevuto?
Ho bevuto il Pernaloc, il sonnifero del babbo.
Lo do anche ai miei cavalli.
Loro si addormentano di schianto, figurati se non mi addormento io.
- Ti ha fatto una carezza. - Credevo volesse darmi una labbrata,
uno schiaffo a mano aperta, invece era una carezza.
Giovanna, il babbo ha fatto una carezza a Bernardo.
Oltre alla carezza, mi ha fatto anche un po' pena.
- Pena? - Sì.
Il professor Cannistraci? Allora deve stare proprio per morire.
Sì, guarda, mi ha detto più cose dolci in questi ultimi 35 minuti
che negli ultimi 35 anni che l'ho visto.
- Dimmi una cosa. - Eh.
Ha ammesso che non c'era quando mi sono diplomata?
Porca miseria! L'ha ammesso e ha detto: "Sono dispiaciuto".
Quando è mancato alla prima de Lo zio Vania?
No, lì è dispiaciuto venire a me. Sei inciampata, hai fatto una figuraccia.
- Ha parlato di Parigi? - Parigi.
- Parigi? - Parigi, Parigi, Parigi.
Nome di città, Parigi, nome di cose, pompa, nome di animali
- Pappataci o pappagallo. - Ahi, ahi!
- Chi è? - Bel dilemma.
Siete in bilico tra l'errore e la bellezza.
Annina, allora
Non origliare le conversazioni altrui.
Torna a casa tua e non ammorbarci con le tue disfunzioni filosofiche.
Perché non partire per Parigi?
Bernardino, arriva sempre il momento di scegliere
se rischiare di pentirtene
o convivere con il rimpianto di non averci provato.
- Bella questa! - Che bella!
Non ascoltarla, questa ha il capo alla rovescia.
Ci ha fatto levare le strisce pedonali del passo carrabile condominiale
citando Schopenhauer. È matta.
- Sai quali sono le parole più dolorose? - Bonifico non arrivato?
No.
No, è "il Var conferma il rigore contro".
No, le parole più dolorose sono
"avremmo dovuto" e "avremmo potuto".
Il dolore è una cosa temporanea, invece il rimpianto dura per sempre.
Madonna!
Perché sei venuta a gonfiarci i coglioni anche stasera?
Anche io avevo promesso alla nonna di portarla dal Papa
all'udienza del mercoledì. Voleva dirgli una parolina all'orecchio.
Che cazzo voleva dire al Papa?
Chissà.
Per indolenza, per neghittosità, io
Io non ce l'ho portata e lei non me l'ha mai detto.
Neghittosità?
Quattro gradini. Due grigi, due bianchi, vai.
- Piano, perché mi spingi? - Non ti spingo, ti aiuto.
Qui gradino alto, bianco.
Attento! Eccolo qua.
- Guarda che bomba. Che dici? - Ta-ta!
- È un pulmino di linea? - Dieci metri, doppia veranda.
Full optional. Un chilometro con un litro.
Saranno i pieni più costosi della nostra vita,
ma anche i più memorabili!
- Stavolta io non voglio guidare. - Puoi farlo, il navigatore è in braille.
Vieni a prendere u papau. Dai, spingi papau.
- Panchina davanti. - Sinistra.
- Vabbè, non esagerare. - Ci sono altri tre gradini.
Due neri e uno marroncino. Attenzione.
- Oplà! - Spingi il babbo.
Benvenuti a bordo!
L'ho noleggiato io, babbo. Guarda, questa è camera tua.
Tutta tua. C'è un bel letto matrimoniale
dove puoi sdraiarti, doppio finestrino, doppia tendina,
aria condizionata tutta per te.
Mangeraggio, beveraggio, abbiamo comprato di tutto.
- Eredità seccata. - Mi spiegate che succede?
A bordo!
Qual è la frase più dolorosa del mondo? "Avremmo dovuto", "avremmo potuto".
- Allora si parte. - Il babbo dov'è?
È in camera sua. Doppio finestrino, doppia tendina, aria condizionata.
- Sta bene? - No, sennò non si partirebbe.
- Si va in ospedale? - No!
No, si realizza l'ultimo desiderio del babbo.
Che cosa voleva fare tutti insieme?
- Mangiare le animelle a Panzano? - Ma quali animelle?
Quali animelle? Dai! Un viaggio da fare tutti insieme.
Eh? Eh? Un viaggio tutti insieme?
- Un viaggio tutti insieme a Parigi? - Jackpot! Il viaggio ammazza rimpianti.
Ti mando a fanculo in francese con i sottotitoli in italiano
o in italiano con i sottotitoli in francese?
- Pourquoi? - Pourquoi la maiala di tua ma'!
Non vedi in che condizioni è? Questo non è l'ultimo desiderio.
- È l'ultima sigaretta di un condannato. - Dove vai? Aspetta un attimo.
Giovanna! Aspetta.
Giovannina, aspetta, ascoltami!
È vero, anche se fosse l'ultimo desiderio del condannato a morte,
almeno va via allegro, felice.
Sì e noi andiamo in galera. Sentite, io ho già i miei casini.
Dimissione protetta, sai che significa?
Ve lo spiego io. Significa che lui è sotto la nostra responsabilità
e noi siamo sotto la responsabilità dell'ospedale.
Ospedale, ente statale. A parte la figura di merda,
saranno due anni e mezzo a testa, un anno e mezzo se si patteggia.
Quei sei esami di Giurisprudenza che ho fatto sono serviti, eh?
Brava, però a me sembra che babbo ultimamente
in questi giorni, almeno ieri sera, sia cambiato.
- Eh, gli ha fatto anche una carezza. - Ma figurati!
Si sarà pulito sulla tua faccia dopo essersi soffiato il naso.
Il professor Cannistraci non cambia.
Oh? Ci siete?
Che fa, canta?
Ehi? Che si fa, si parte?
E sì. Sì, babbo.
L'ultima controllatina alla pressione delle ruote e si va.
- Torniamo a casa? - Eh!
Aspetta, aspettate!
Come si fa ad andare a Parigi senza andare a Parigi?
- Siamo sull'autostrada? - Quasi, babbo!
Quasi autostrada!
Che state facendo? State scherzando, vero?
No, è semplice. Firenze-Parigi sono 1300 chilometri.
Ci si metterebbe più o meno dodici ore.
Diciamo al babbo che non facciamo l'autostrada.
Vogliamo prendere la strada provinciale. Se lui ci chiede perché,
perché sono più belle e sono più panoramiche.
Quale panoramiche? Lui non vede più un cazzo!
Io sarò maestra certificata di minchiate,
- ma voi siete i magnifici rettori. - Giovannina, perché?
Facciamo questo viaggio. C'è tutto qui intorno al maneggio.
C'è tutto. Se ci fermiamo, c'è l'area di servizio.
- Ci sono le aiuole, le montagne. - Ma siamo a Sesto Fiorentino!
Allora domattina, massimo alle dieci, gli diciamo che siamo arrivati a Parigi.
Saliamo sulla collina alta di Scandicci,
vediamo Parigi e poi ripartiamo. Desiderio avverato.
Tra l'altro, da lassù Firenze pare parecchio Parigi.
No, pare parecchio Sollicciano,
il carcere ed è lì che ci ingabbiano.
Giovanna, non abbiamo mai fatto niente insieme.
Facciamo una cosa. Potrebbe essere un viaggio epico.
Se proprio vogliamo dirla tutta,
pare che anche il primo allunaggio sia stato fatto in un garagione.
Poi non si dice
che i viaggi più belli sono quelli fatti con la fantasia?
Poi se succede qualcosa al babbo, si va in ospedale in dieci minuti.
- Come siamo arrivati a questo punto? - Bambini?
- Tra quanto siamo a Bologna? - Ehm, tra
venti, venticinque minuti. Ci crede.
Venticinque minuti e si passa davanti a Bologna!
Maremma, che botta! Se ci prende, moriamo tutti.
No, è un incanto.
Tutto un viaggio a Parigi nel maneggio. Che romantico!
- Manteniamo la rotta. - Ricevuto.
È la teoria del criceto podista.
Quando il criceto è nella ruota, comincia a correre
e dopo 45 secondi perde ogni riferimento, non sa più dov'è.
Crede di essere nella prateria sterminata.
- È lo stesso per il mio babbo. - Confermo.
Durante il corso, le simulazioni di volo vengono vissute come vere.
Io ho simulato un matrimonio per 16 anni.
Mi dica una cosa, signor Cannistraci.
- Poi è filato tutto liscio? - Ma che filato tutto liscio!
All'altezza di Bologna,
ci si è messa tra le ruote la cotoletta petroniana.
Che cosa?
- Cotoletta petroniana! - Che c'è, babbo?
- Hai bisogno di qualcosa? - Siamo a Bologna, vero?
- Sì, più o meno. - Allora cotoletta petroniana!
Babbo, sono solo le undici! Poi abbiamo già fatto la spesona.
Si viaggia in democrazia o sono sottoposto a dittatura totalitaria?
Prima uscita, Bologna, cotoletta petroniana!
Davanti a quel piatto ho conosciuto vostra madre.
Che fanno questi?
Due serpenti, cinque euro.
Questi che cazzo fanno? Girano intorno con quel carrozzone e non si fermano.
Alzano la polvere, ci seccano le zucchine. Le intossicano.
Chiama le forze dell'ordine.
- I carabinieri. - Ora li chiamo.
Intanto prendo la carabina e gli sparo alle ruote, con i piombini.
- Lo fermo io quel carrozzone marcio. - Bravo.
Se tra venti minuti non si vede nessuno, gli scateniamo l'inferno!
Tu ci intossichi, oh!
Dov'è la carabina?
Lascialo qui, a quest'ora non c'è nessuno.
Voi entrate. Io devo fare una telefonata di lavoro.
- Sì. Vieni, babbo. - Attento.
Vieni, ecco.
- Eccoci qua. Avete capito tutto? - Sì.
Scusate, prima ero con il babbo, non potevo spiegare.
- Al maneggio. - Sì, al maneggio di mio fratello.
I compensati sono in magazzino.
Li prendi e li porti alla tipografia dove fanno i cartelloni stradali.
Mi raccomando, le foto ben definite in HD.
Va bene? Ok. Poi vai da Puccianti
e lì noleggi i costumi. Mi raccomando, Paolino.
Per la scena finale non esagerare con i lustrini.
Sobri, al massimo si improvvisa.
Dimenticavo! Anche il proiettore in HD.
Facciamo un lavoretto fatto bene, ok?
Spendiamo quello che c'è da spendere. La macchina la ricompro tra due anni.
Grazie, Paolino, sei un tesoro. Ciao.
- Quattro cotolette petroniane. - Papà, io sono vegetariana.
Domani, oggi no.
Quindi quattro cotolette "petrognagne".
- Petroniane! Ma come - Qui si chiamano in modo diverso.
- Come si chiamano qua a Bologna? - A Bologna? Che ne so?
Qui si chiamano braciole fritte.
Braciole fritte, però
Però qui a Bologna,
si chiamano petroniane.
- Da San Petronio, protettore di - Bologna.
Eh! Protettore di Bologna e delle braciole fritte, no?
- Questo non è intelligente. - Accanto metto dei fagiolini
o il vostro santo li chiama diversamente?
No, fagiolini.
- Fagiolini, da fagiolo! - Fagiolo! Da San Fagiolo.
- È strano - Che sorpresa!
Professor Cannistraci!
Ha sempre avuto il mio vezzo, quello di mangiare presto, eh?
- Non vedo bene, chi sei? - Liceo Classico Machiavelli,
gabbiotto a destra, custode di quarto livello.
- Oh! - Adesso ho capito, sì, sì.
Ricordo anche la voce. Purtroppo non vedo più.
È una coincidenza bestiale. Il mondo è piccolo.
- Che fai qua a Bologna? - Bologna?
Eh. Dai, siediti con noi.
- No! - Pago io.
- In cinque a tavola porta male. - In tredici.
- Era tredici, ora è anche un po' cinque. - Grazie, ma ad ogni modo
a una certa età le abitudini sono sacre, professore.
- Ho il mio tavolo vicino alla finestra. - Bello.
Vengo tutti i giorni qui alle 11:33 precise.
- Ti sei trasferito? - No, da 60 anni sono qui.
- Pendolare? - Ammazza!
Pendolare, capito? Ha l'abbonamento pensionati.
Ti trovi bene a Bologna?
Sempre estroso il professore!
Io ricordo sempre le sue battutine.
- Mi chiamava il Monarca dello Scopettone. - Ah
- Professore, insegna sempre? - Faccio qualche convegno,
però adesso sono in viaggio per Parigi.
I figli mi hanno fatto questo regalo.
Stamattina ci siamo alzati all'alba.
- All'alba? - Eh.
Ma avete bucato?
Signor Monarca dello Scopettone,
le abitudini vanno rispettate.
Lei viene qui a mangiare sempre alle 11:33 al tavolino alla finestra.
Sono già le 11 e 37.
Così noi chiacchieriamo e lei va al tavolino.
Ora sei rossoblu, non tifi più per la Fiorentina.
- No, io sono sempre Fiorentina. - Ma adesso stai a Bologna.
Io quando ero in servizio,
le sue battutine
io dovevo sopportarle.
Ora che sono meritatamente in pensione,
posso mandarla tranquillamente a Bologna o a fan
È andata bene a Bologna, no? Si esce dal buio passandoci in mezzo.
- Ascolta, Ungaretti, c'è il cesso qui? - Certo!
Il serbatoio è al 100%.
Puoi fare la doccia, acqua calda a bollore.
Allora quando siamo a Piacenza,
ditemelo
perché si va a mangiare il gran cazzo che ti si frega.
Principessa.
Silenzialo, sennò il babbo si sveglia.
- Mirchino è il ragazzino suo? - Sì, ma non sono affari nostri,
Silenzialo.
Oh, oh, oh!
Oh, oh.
Oh
Oh, oh. Oh, oh.
- Copriti. - Scusi, cercavo Giovanna.
Pensavo che rispondesse lei. Noi scherziamo sempre.
Ho detto copriti.
- Ascolta - Lei è Nicki,
l'amico piromane di Bergamo?
Sì, sono l'amico piromane di Bergamo
e la vostra storia mi ha incendiato le palle.
Scusa se te lo dico, tu sei un bambino
e Giovanna non è la tua baby-sitter.
- Giovanna non mi ama più. - È chiaro che non ti ama più.
È da un po' È da un po' che non ti ama più.
- Perché non me l'ha detto prima? - Te l'ha detto
con la voce fioca degli anziani.
Non parlano come voi giovani che timbrate bene le parole.
Come fate a stare insieme, se quella è fioca e tu no?
Non vi capite. Ascoltami.
Come dite voi giovani? Ghostala, bannala.
Fai una taggata con una della tua età.
Andate insieme a scoprire i confini della Norvegia.
I confini della Norvegia? Che cazzo dice?
- Non ti perdonerà mai. - Ho fatto più cose io per lei adesso
che lei per sé negli ultimi 12 anni. Vai, vai.
Posso farvi una domanda? Però dovete essere sinceri.
Voi non avete figli perché io non sono stato un buon esempio di genitore?
No.
- Sì. - Forse sì.
- Quindi deduco che la colpa è mia. - No.
- No. - Sì.
Sì.
Vabbè.
Quel 12 febbraio, quando è morta la mamma,
- avreste preferito che fossi morto io? - No
- Sì. - No, che roba brutta!
Potevate dirgli di no. Sono bugie bianche, si dicono.
Certi panni sporchi non si lavano a voce alta.
Venezia, tu la fai facile,
ma arriva il momento che i panni sporchi vanno lavati con la candeggina.
Quel nostro viaggio a Parigi
per noi era la nostra centrifuga.
Sì, ma un po' di ammorbidente!
Un po' di ammorbidente! Che dovevo ammorbidire!
Dopo cinque anni di sudicio, c'è poco da ammorbidire.
Che è successo di così grave cinque anni fa?
Capitano, c'è da dire
che in famiglia la roulette russa con il telefonino non bisogna mai farla.
- Non toccate la schiacciata! - Visto?
Il babbo arriva tra 15 minuti e si pranza.
- Eh, ha ragione. - La metto così.
Ha risposto. A voce alta, eh?
Aspetta. Prima devi dire che avevo scritto io nel telefonino.
- Ovvio. - Bambini, mi spiegate che fate?
Mamma, tira fuori il cellulare. Giochiamo alla roulette russa con te.
- Quella cosa tremenda con la pistola? - Non muore nessuno.
- Al limite si fanno figure di merda. - Funziona così.
Io ti do il mio cellulare, tu mi dai il tuo cellulare.
Io scrivo un messaggio sul tuo e scorro la rubrica.
Tu non puoi vedere i nomi che scorro.
Quando tu vuoi, mi dici stop e io mi fermo.
Mando il messaggio a quel numero e lì bam!
Il colpaccio. Tu fai lo stesso con il mio
e poi io leggo il messaggio che ho scritto e leggiamo la risposta.
- Voi non siete normali. - Vabbè, ci hai fatto tu.
- Volete sentire la risposta? - Vai.
- Questo deficiente - Lui.
Ha scritto: "Ti amo, ma non so come dirtelo. Ora lo sai. "
- Un classico. - A chi è andato?
Al Bettazzi, l'amministratore di condominio. Avrà 80 anni!
- Che ha risposto il Bettazzi? - Che ha risposto?
"Lo sospettavo da come approvava con il sorriso le mie proposte
- alle riunioni di condominio. " - Amoroso!
- "Vediamoci, non è mai troppo tardi. " - No! Ti dà due ziffonate.
- Ehi! - Che schifo!
- Mamma, dammi il cellulare. - No, no.
- Sì, dai, mamma! - Mamma! Mamma! Mamma!
- Siete sempre i miei scemetti piccini. - Vai!
- Non scrivere sconcerie. - Giuro.
- Lo chiedi a lei! - Allora! Malpensanti.
- Vai! - Spero ti capiti un numero fisso.
- Brava, hai capito il gioco. - Finito il componimento.
Scrollo, dimmi stop.
- Stop! - Stop.
- Vai. - Manda ogni cosa.
Inviato, aspettiamo la risposta.
Aspettiamo.
- La mia macchina dà noia? - Sì, l'hai messa in curva. È la tua.
Spostala o il 25 te la stritola.
Rintronate, mi raccomando. Se arriva la risposta, aspettatemi.
Non la leggete e non toccate la schiacciata.
Vai a spostare la macchina.
- Eccola! - Dai, leggi.
No, dimmi prima che cosa avevi scritto.
Ho fatto la domanda che ho sempre fatto a mamma durante l'infanzia
alla quale lei non ha mai risposto, però ora l'ho fregata.
- Cioè? - Tu a chi vuoi più bene dei tuoi figli?
- Sei scema. - Lo so.
- Chi lo ha ricevuto? - La zia Vannina.
- Dai, dimmi. - Ha risposto
Che ha risposto?
Che ha risposto? Parla.
Buongiorno. Attenzione a parcheggiare la macchina.
Se la mette in curva, il 25 gliela stritola.
Non è la mia, me l'hanno pignorata giovedì.
Eccoci, che fortuna. Camminare fa bene!
Ogni pignoramento ha il suo lato positivo.
Non potete sapere!
Al signor Lode la macchina
- Che è successo? - Abbiamo chiamato l'ambulanza.
- Mamma? - Mamma!
Sebbene la sua storia sia curiosa
e il protocollo 17 mi obbliga a colloquiare con lei,
voglio farle notare che abbiamo un problema di stabilità.
La perdita della mamma è un problema di stabilità.
- Brava. - Stabilizzo manualmente.
Alzata 20.
Signor Cannistraci, non mi faccia morire senza sapere il seguito.
- Vada avanti. - Eh! Vado avanti, vado avanti.
- Vado avanti mica tanto. - Ora questi che ci fanno qui?
- Ci fanno fermare. - Carramba!
Piccola sosta ad Aosta.
Bella Aosta, sì.
Sono proprio curiosa di vedere come ve la cavate.
- Buongiorno. - Patente e libretto?
- C'è un bambino che dorme? - No.
- Un abbassamento di voce? - No.
Piacere, Bernardo Cannistraci, Centesimo Corso Benevento.
Siamo colleghi. Dunque, scherzone al babbo
che è in fondo e non sta tanto bene.
Gli abbiamo detto che andiamo a Parigi, ma non si può perché non sta bene.
Allora facciamo dei giri nella proprietà mia di questo maneggio.
- È proprio mio, è di proprietà. - Per questo ci hanno chiamato.
È un comportamento un po' anomalo, non pensate?
- Sì, ma non facciamo niente di male. - Nulla.
Proprio nulla, anche perché la proprietà del maneggio è proprio sua.
È di mio fratello e abbiamo noleggiato il camper regolarmente.
- Dunque circonvenzione di incapace. - No!
No.
No, al limite vogliamo chiamarla messinscena a fin di bene?
- No. - Vogliamo chiamarlo il sogno mai avverato
che finalmente si avvera?
Aggiungiamo anche un Truman Show alla Scandicci?
Siate la nostra follia.
Siate parte del nostro meraviglioso sogno.
Eh!
Appuntato? Prendo il tampone alcol o cocaina?
È difficile da dire.
Avete chiamato la famiglia Cannistraci? Ci hanno fatto sapere del padre?
È da stamattina che provo a chiamare.
Non risponde nessuno a casa e il cellulare della figlia è staccato.
- Io non ho altri contatti. - Riprovi. Oddio, la schiena!
Professore, lei si fida troppo.
La dimissione protetta presuppone una responsabilità che non tutti hanno.
Che faranno mai!
- Ollalà, hi-hu. Babbo, le Alpi! - Belle le Alpi!
- Stiamo andando alla grande! - Rocce cristalline,
ghiacciai perenni, vacche al pascolo e merde ovunque.
Tra un po' facciamo una bella sosta! C'è un bel panorama.
Quale bel panorama? Andiamo dritto, bel panorama.
Bernardo, il viaggio non è solo arrivare alla meta.
Ci sono anche inaspettate soste, giusto?
Brava! Inaspettato collino, vai avanti.
Mi hai fatto male.
Vabbè, andiamo sulle Dolomiti.
Beh!
Guardate che bello!
- Vieni, babbo. - Perché fa caldo anche qui?
- No, fa freschetto. - Io ho caldo.
No, saranno gli effetti delle medicine che prendi.
- Che bellezza! - Eh.
Eccoli, in scena! Vai!
Merda, merda, merda!
Scusate, sono due animali?
Stambecchi! Babbo, bravo!
Come quelli che vedemmo quando eravamo piccini
che poi uno si caricò Bernardo fino alla baita.
Sì, sì. Gli stambecchi sono intelligentissimi.
Gli animali più intelligenti sono gli stambecchi, i delfini e le rane.
È la stagione degli amori.
Il viaggio è lungo, ripartiamo.
No, aspetta. Magari c'è qualche altro animale.
In scena.
Grazie, grazie.
Mamma?
L'appuntato dice che non ci sono gli estremi per fermarli.
Corrotti, sono tutti della stessa pasta.
- Che stanno facendo? - Hanno
Hanno tirato su un accampamento.
Corna, pellicce, stambecchi che si inchiappettano.
Stambecchi che si inchiappettano? Fanno la messa nera?
Certo! Figli di satana!
- È uno scimpanzé? - No!
No, babbo, è un orso. È rarissimo vederlo così.
- Via. - Direi che a questo punto
- Eh. - No, no.
Facciamo una fotografia con gli stambecchi.
- Una fotografia. - Chi ha il telefonino?
Oddio! Forse ho lasciato il cellulare in trattoria a Bologna! Non lo trovo più.
Quando ripassiamo da Bologna, lo riprendi.
Dai, facciamola con il mio.
Dai, babbo al centro, eh?
- Io mi metto qui, - Allora Autoscatto. Pronti?
- Prende gli animali? - Sì, sì!
Ora prendo due secchi di acqua benedetta e glieli tiro!
- Fai bene! - Però tu ora vai sulla carrozzina.
- Siamo a rischio controllo ASL. - Controllo ASL?
Come siamo ridotti? Non ci sono più quelle belle truffe di una volta.
Lo so, ma da quando hanno trovato la zia nel freezer, vengono sempre.
Tu lo sai, vai sulla seggiolina.
- Ripartire. - Ragazzi, un minuto.
- Devo fare un po' d'acqua, poi andiamo. - C'è il bagno sul camper.
A me piace spaziare.
Il fringuello all'aria aperta cinguetta meglio.
Non ti accompagno.
Basta!
Stambecchi.
Arnaldo Cannistraci!
Chi è? Oh! Chi parla?
Professore, classe 1943!
Adesso siamo noi due da soli
senza più maschere e titoli.
Rispondi a questa domanda,
se ne hai il coraggio.
Perché concludevi sempre le favole ai tuoi figli
dicendo: "Vissero sempre
ansiosi e scontenti"?
Ma vaffanculo, testa di minchia!
- Mi hai fatto lo scherzo! - Il cuoricino si è spaventato.
Non sei intelligente.
Giovanna?
Giovanna?
Giovanna?
Sì?
- Cercavo Giovanna. - Io mi chiamo Anna.
Mi manca solo un pezzettino all'inizio.
Cercavo Giovanna Cannistraci. Qui abita il fratello, giusto?
Giusto, ma i nostri amici sono andati a Parigi.
- Quando tornano? - Non mi preoccuperei di quando tornano,
ma di come tornano. Dai viaggi si torna un po' cambiati.
Ah
Quando arriva il veterinario?
Dov'è il veterinario? Da questa parte. Tenete, tenete!
- Non ce la facciamo! - Da questa parte!
Tenete duro! Forza!
- È qui l'ippopotamo? - Sì.
Se sfonda la porta, travolge tutti.
Siamo davanti all'ennesimo esempio di maltrattamento sugli animali.
Durante un servizio fotografico con un ippopotamo,
mentre si cercava di calzargli a forza il cappellino dello sponsor,
la povera bestia ha caricato con furia tutta la troupe.
Con questa notizia facciamo l'apertura.
Il nano vestito da salamandra slitta a domattina.
Antonella, se mi citi nel servizio, io sono l'appuntato Bartezzani
- non Bartegiani, come l'ultima volta. - Sì, sì.
Settimana piena di notizie, appuntato. Ci mancava l'ippopotamo!
Quello che mi è successo stamattina le batte tutte.
- Cioè? - Sei mai andata a Parigi
senza uscire da un maneggio?
Forte!
Babbo, vieni.
- Giovanna? - Devi prendere queste qui.
Giovanna? Ricordi come diceva la nonna?
- Giovanna! - Sì, ricordo nonna Rosa.
Però non mi portavi mai a Messina. Andavi da solo. Ora non cambiare discorso.
Butta giù queste medicine come uno shottino di rum.
- Quante sono? - Cinque.
Prendine una tu.
"Mai più mi fu dolce il mio provar l'ignoto. " Prendi.
Una a caso?
Che fai? Scherzavo! Sputa.
Tu vai sempre dietro alle puttanate.
Se c'è una piscina piena di cazzate, ti butti a capofitto.
Babbo, a me piace godermi la vita, con tutti i suoi brividini.
- Non mi piace sprecare le occasioni. - Non sai quante ne hai sprecate.
Meglio rimpianti che rimorsi. Senti che filosofa?
Che si dicono?
Speriamo bene.
Quando perdevi le chiavi del motorino, ti vergognavi
e hai imparato a sfregare i fili elettrici come i ladri.
Ho sempre saputo fare qualcosa nella vita.
La ladra.
Mi stupisco come tu non riconosca il tuo valore, lo sai?
- Se trovo un registratore, lo ridici? - Quante volte vuoi.
- Dogana! - Dogana?
Ah, dogana!
Ci parlo io. Ci parlo io, eh?
Babbo, vado a dare i documenti, parlo con i gendarmi e si riparte.
Dogana!
- Ah, sì? - Sì.
Ragazzi, bravi, anche troppo.
- A parte "Attension", un po' audace. - Attension.
Sì, comunque Io gli ho detto che vi davo i documenti
- Document! - No, non salite.
- Non salite. - Bonjour.
Se vo cattre? Ca ca nascost ne le bagn?
- Marescia', do un'occhia'? - Va', va', sta.
- Do sta'? - No, sta se c'è ca ca an bagn, stanalù.
- Bonjour. - Chi è?
- Da du provenì? - Noi
- Oh, da du venì? - Come cazzo parla?
- No, sono dei marsigliesi trapiantati. - Ah, bel mezò!
C'è la doche, c'è l'acqua cald.
- Mi sembra pure gay. - Tre chic!
- Sei omofobo? - No, sagittario.
C'è anche la cusin. Ci fate la patta al pomodorò.
- Bella best! - A quest punt e
le documont e se tutt'appost, vu potré ramatramottò.
- Il mio è nella borsetta. - Ma le caravan
Questo carrozzon l'è vostre o lo avé pre a noleg?
- No, a nolé. - Nolé
Sì, per tre giorni.
Tire for le contrat e libret de circolazion.
- Le contrat? - Sì.
Ho il contratto, ma è telematico. È nel PC a casa.
- Ahi, ahi! - Ahi, ahi!
- Mo come facim? - Scat il verbalon.
- Il multon de contravension. - Sì.
Se volete, vi mando il contratto via mail appena torno a casa.
- Ma di che! - Italian!
Li mandi a casà e poi chi li rivedé.
- Bucaiolini! - Che problema c'è?
Niente, babbo!
Io non capisco come mai questi gendarmi siano così fiscali.
- Eh, un po' troppo. - Forza, via! Ecco il contratton
che serve anche da libretto di circolazion.
Volantin de caravan? Vu le bugierié, eh?
Mi vu piglià pe cul? Se non c'è il libret di circolazion,
- 350 euro de contravension. - Me coion!
- Che fanno? - I doganieri si spartiscono del denaro.
Riciclaggio? Traffico di droga? Chiama la polizia.
Tra loro non si mordono.
Mondo infame, pezzi di merda! Preghiamo.
Si mangia!
Avete dato il Proxnel al babbo?
No, è la puzza di merda di cavallo che mi fa tossire.
- Mi perseguita dall'inizio. - Deve essere il pozzetto del camper.
- Si è rotto e dà questo profumo un po' - Profumo?
No, intendevo un po' naif.
Questa è una zona di sosta consigliata su Internet.
- È riservata e poco frequentata. - Infatti, ci sono solo le zanzare.
- A me poca perché sono - Sei cicciotto, amore?
Buon appetito.
Un attimo, torno subito.
- Ma che fate? - Versailles.
Tata, ta! Tata, ta!
È Versailles di giorno e in bianco e nero.
- È il colore dei sogni. - Ascolta, ti stronco questo proiettore.
- Spegni tutto e andate via. - Ormai lo abbiamo noleggiato.
- Vi proiettiamo le stelle, Orione, l'ufo! - Quale ufo!
Siete stati bravissimi, standing ovation, ma ora via nei camerini.
Allora ci vediamo a Parigi per il gran finale.
- Gran finale a Parigi? - Eh!
- Eccomi qua! - Dove sei stato?
- Eh? - Dove sei stato?
Sono stato
Come si dice? Fringuello all'aperto cinguetta meglio, no?
È vero.
Chi avrebbe mai detto che avremmo cenato di nuovo tutti insieme?
Sì, come si faceva a Natale per aspettare la mezzanotte.
Peccato che gli ultimi cinque anni non vi siete fatti vedere.
Vabbè, comunque il prossimo sarete in tre.
"Il prossimo Natale sarete in tre. "
Vabbè!
- Dove va? - Avrà la vescica molle.
Parigi night
Notte così
Con le cicale
Arriva Babbo Natale
La renna è stanca
D'estate non va
Bello!
La renna è stanca
D'estate non va
- Buon Natale, babbo. - Buon Natale.
- Buon Natale, babbo. - Un Natale con le zanzare
- e senza regali? - Che senza regali!
- Questo vecchino non vede una minchia. - Eh, sì!
- Eccoli. - Guarda.
Ci sono tutti! Eccolo lì, guarda. Un pacco
- Eccolo qui. Vediamo che c'è scritto. - Che bello!
- Giovanna. - Oh, grazie!
Un altro pacco, guarda qui. C'è scritto
- Eccolo. - Per me?
- Ivana. - Grazie.
C'è anche il tuo, babbo. Il mio non c'è?
- È vicino al vaso. - Eccolo qui! Aspetta, eccolo.
- Ecco, babbo. Poi ti do anche il tuo, eh? - Sì.
- Che faccio, apro il mio? - Certo.
Vediamo, vediamo.
Mamma mia, quanta carta avete messo!
Bella. Avete speso, eh?
Bella davvero.
Una bella cornice d'argento con una foto.
- Che foto è? - Come che foto è?
Siamo tutti insieme, c'è anche la mamma.
Ivana, tu sei venuta con la faccia da bischera.
Poi non è tanto la cornice d'argento, è
È la targhetta sopra. Famiglia Cannistraci.
- Dai, il tuo! - Mamma, quanta carta anch'io!
Siete grulli? Un regalo del genere davanti al babbo?
Voi mi fate arrossire, mi fate vergognare.
Si ricarica con le pile o con l'USB questo nuovo modello di Big Bamboo?
- Babbo! Babbo! - Aspetta, sposto qua.
Eccolo, per te. Buon Natale, babbo.
- Auguri. - Che vogliono quelle laggiù?
Amica è ferita. Avete disinfettante e ghiaccio?
Mettiti qui.
- Povera! - Grazie.
Poverine! Che vi è successo, un incidente?
No. Il signore qui vicino che fa statuine è un guardone.
Non vuole che lavoriamo per strada.
- Chi? Quello che vive con la mamma? - È lui.
- Quello che sparò al pony? - Lui, ma non prese il pony.
Non ci fa lavorare. Accende un faro quando arriva un cliente.
- Tira la vernice sulle macchine. - Fatelo picchiare dal pappone.
- No, noi lavoriamo in proprio. - Sono partita IVA.
- Bruciategli la casa. - Ma che bruciare la casa!
Siamo in Francia, non in Italia.
- Che dici? - Non lo so.
Questo viaggio mi ha confuso, non so più dove sono.
La madre è anche peggio.
Vecchia, bacchettona. Ci tira i santini con la cerbottana.
- Avete visto che ha nel giardino? - Che ha?
- Vai, vai. - Guardate.
- No! - È la mamma.
Non ci credo, è la mamma?
Peggio di Psyco.
- Bruciamola. - Che bruci?
È in ghisa.
Ragazze, ho un'idea.
- Babbo, tutto bene? - Sì.
Ivana? Poi fumiamo un sigaro insieme, va bene?
Ricorda che io non ti ho mai regalato le scarpe con il tacco.
Arrivo subito, è che
- Sto medicando la signorina ferita. - Va bene.
Niente, ormai la parrucca è da buttare. Guarda qui che roba!
Lasciala qui, la butto dopo io.
Mi fai lavorare anche dopo la sassata?
Allora ciao, eh? Buon viaggio.
Ma soprattutto, in bocca al lupo.
Chi è lei?
- Ciao, io vado. Grazie. - Ciao.
Ciao.
- Questo chi è? - Siete voi?
- Bernardo? - Sì, siamo noi.
- C'è anche Giovanna? - Sono qui.
Vi presento Ruggero.
- È vostro fratello. - Ecco.
I viaggi si fanno anche per questo.
Per andare a trovare le persone che conosciamo e non frequentiamo mai.
Venite, forza! Bernardo e Giovanna.
- Ruggero. - Sì.
- Ruggero. - Così pare.
- Secondo te canta in playback? - Certo che canta in playback!
- Non senti che è la voce di un uomo? - Tu te ne eri accorto?
- Che cantava in playback? - Dai, cretino!
Ha convissuto con una Sara, una Lara, una Mara.
Non c'era verso di trovare una O finale
nel nome di una sua coinquilina.
Qualche domanda me la sono fatta.
Al mio compleanno è venuta con una Cleo, O finale.
La ricordo, quella alta con i capelli lunghi
con la quarta di reggiseno.
Quella sarebbe stata un bel cognato.
- Perché non l'ha detto? - Certe cose hanno bisogno di tempo.
Questo viaggio parigino,
per lei è stato il tempo migliore per dircelo.
Sì, ha fatto bene a raccontarcelo. Le cose lasciate a metà, avvelenano.
- Tu hai detto tutto al babbo? - Al babbo non lo so.
A te qualcosa ho nascosto.
Cioè?
Il tuo telefono non è andato perso.
Lo avevo preso io, lo avevo spento
e lo avevo anche nascosto.
Perché?
Io non mi sono mai permessa di dire nulla sulle tue fidanzate zoccole.
Eh, zoccole!
Sei scorretta. Adesso non si chiamano più zoccole.
Si chiamano "diversamente affettuose".
Smettetela, è tutta la notte che litigate.
Tu zitto! Ruggero.
Sai qual è la verità?
Siete tutti e due invidiosi perché ho il fidanzatino giovane
mentre tu stai solo a castrare cavalli.
Voi non ce la fate ad avere il mio ritmo.
Il toy-boy è una cosa antica.
Mamma mia, come sei vintage!
Poi con un ragazzino devi essere sempre all'altezza.
Un'ansia! Oh!
A un fidanzato tu devi fargli sangue
anche se ti vede con le ciabattone con i dinosauri sopra.
Deve desiderarti anche di mattina, appena ti svegli
con quel bell'alito brezza del Gange!
Tu ti sei sempre nascosta,
ma sei meglio di quelle unghie finte che metti su quelle vere.
- Mirchino tuo ti ha mai visto struccata? - Perché?
Oh!
- Questi chi sono? - Chi sono?
Oh! Veniamo a Parigi con voi!
- A Parigi con noi? - Vi abbiamo visto in TV!
Ci hanno visto in TV?
- Siamo diventati virali! - Parigi, arriviamo!
Oddio
Oh, mamma!
- Io ti amo! - Parigi, arriviamo!
I due motociclisti come hanno saputo del viaggio a Parigi?
- Venezia. - Qui torre di controllo.
Ha raccontato tutto l'appuntato dei carabinieri.
Grande, torre di controllo!
- Ha capito tutto. - Lo avevo detto.
La giornalista del TG3 fece un servizio sul nostro viaggio
andato in onda in tutta la Toscana. Ne parlarono e divenne virale sui social.
- Ma dai! - Ma dai.
Concludiamo il TG con la rubrica Favole Moderne.
Tre fratelli viaggiano da ore su un caravan lottando contro il tempo
per coronare il sogno del padre.
Andare nella città tanto amata dal genitore, Parigi.
Avanti.
Professore, mi hanno mandato questo servizio del TG.
- Sarà la famiglia Cannistraci? - Cioè?
Poiché è un viaggio infattibile per la salute pessima del professore,
il caravan viaggia da ieri mattina nel maneggio del figlio.
È il professor Cannistraci, il figlio ha un maneggio.
È il viaggio del padre.
L'unico pedaggio da pagare è quello della fantasia.
Dov'è il maneggio?
Magnotti, hai visto al TG3 l'ex professore?
Lo stanno portando a Parigi nel maneggio.
L'ho visto. Ora io mangio,
poi prendo la roulotte e vado a Poggibonsi a vedere le piramidi.
Buon appetito.
- Doppia air pocket. - Blocco sensori navigatore.
Stringa la cintura.
- Chi erano i tipi in moto? - Due cognati.
- Che cosa? - Due cognati innamorati
che volevano rifarsi del tempo perso partecipando a quel viaggio non viaggio.
Gli sembrava di fare chissà cosa.
Uh!
Professore! Veniamo a Parigi con voi!
Chi è che urla? Ci inseguono?
Professore, non è mai troppo tardi per inseguire un sogno!
Scusate, a che punto siamo?
Babbo, siamo vicini alla fine!
Ci siamo!
Ah, beh!
Abbiamo bucato?
Ci stanno sparando addosso?
Sì, è il mio vicino di casa.
Non ha mai brillato per ironia. Forse la mamma maiala non gli è piaciuta.
No.
Il tuo telefono.
Giovanna, non sei a casa, in bottega neanche.
Ora sono davanti a casa di tuo fratello e non ci sei.
Mi dici questo cazzo di viaggio
a Parigi
Scusi, signora, cercavo Giovanna.
Giovanna non c'è. È andata a truccarsi.
Ti faccio richiamare dopo, forse.
- Chi era? - Io vado a truccarmi.
Psss!
Ciao, sono sempre Anna,
quella che le manca un pezzo davanti al nome che cerchi.
I nostri amici sono in viaggio.
Hanno trovato Parigi in un maneggio. Sono cose belle.
Loro Parigi in un maneggio
e tu, se ti va, hai trovato
Il paradiso! Secondo piano, scala B.
Attento al gatto.
Scala B.
Attenzione al gatto.
Questi chi sono?
900.000 visualizzazioni in sei ore.
Siamo su tutti i social, siamo diventati un fenomeno!
Sì, però voglio dire, dove siamo? Cioè
Che domande faccio! Insomma dove siamo ora?
Secondo i tuoi calcoli siamo a 30 chilometri da Parigi.
Io getto la spugna. Poi secondo me il babbo l'ha capito.
Che spugna? Oh, siamo a 30 chilometri!
Ora usciamo, andiamo sulla collina perché io non rinuncio a Parigi.
- Mica ci verranno tutti dietro! - Mica ci verranno dietro.
Mamma mia!
Eccoci qui.
Io avevo detto che c'era il penale di mezzo.
Allora, che fate? Avete finito la benzina?
- C'è anche il professore. - Ci credo.
Giocano con la vita di un uomo.
Facciamogli prendere coscienza della cazzata che hanno fatto,
poi agiamo.
Vabbè, ragazze, ci abbiamo provato.
- Andiamo a dirlo al babbo. - No!
Aspetta un attimo a dirlo al babbo.
Io
C'è un ultimo tassello da mettere a posto
prima che questo viaggio finisca.
È una cosa importante.
Un'altra?
È
La mamma è morta per colpa mia.
- Ma - Chi l'ha ricevuto?
- La zia Vannina. - Dimmi!
- Ha risposto - Che ha risposto?
Che ha risposto? Parla.
"Tu hai sempre voluto più bene alla creatura
che non hai fatto con tuo marito. "
"La mamma è morta per colpa mia?" Ivana, che dici?
Ero delusa da quello che avevo scoperto. La mamma è sempre stata un esempio.
Mamma, non fare finta di non capire.
Se vuoi, lo rileggo. Va bene?
Allora, Giovanna aveva scritto: "Qual è il figliolo a cui voglio più bene?"
Zia Vannina ha risposto:
"Hai sempre voluto più bene alla creatura che non hai fatto con tuo marito".
- Mamma! - Allora è vero quello che dicevano tutti.
- Bernardo è figlio del Vannucchini. - Vannuccini.
- Vannuccini. - Walter Vannuccini.
- Walter Vannuccini! - Walter Vannuccini?
Non me lo sono mai perdonato,
però a questo punto era giusto che tu lo sapessi.
Proprio tu che ci hai sempre educato alla correttezza, alla trasparenza.
La famiglia è sacra e poi Walter Vannuccini?
Il vivaista che stava nello stesso pianerottolo della zia.
Se ci pensi, è uguale a Bernardo.
Walter Vannuccini, il vivaista.
Ma sì, infatti!
Troppi gladioli a casa, troppi ibiscus, eh!
- Quel pianerottolo pieno di piante - Pieno di piante.
- Pieno. - Non mi sento tanto bene.
Non so se ridere o piangere.
Walter Vannuccini. Vabbè, oh.
- Babbo, prima di tutto come stai? - Come sto? Male.
- Siamo fermi? - Sì.
C'è una manifestazione di ambientalisti. Hanno bloccato tutti.
Volevo farti una domanda. Abbiamo fatto male a portarti a Parigi?
Abbiamo rubato ore alla morte.
Quella stronza era venuta a cercarmi in quel letto d'ospedale,
ma l'abbiamo fottuta.
Sai una cosa?
Il tempo
è relativo, sì.
Dodici ore possono fare recuperare una vita.
- Abbiamo passato un Natale importante. - Sì.
Con la puzza di merda di cavallo, i regali che non c'erano, ma c'erano
e abbiamo messo un po' d'ordine.
È rimasto fuori solamente un paio di stivali di gomma da vivaista.
Non mi sembra che siano il tuo numero.
Sì, mi sono sempre stati stretti,
ma li ho indossati ugualmente, figliolo.
- Babbo. - Figliolo.
- Babbo. - Figliolo.
Punto.
Appuntato!
Appuntato, non le dispiace se riprendo tutto, vero?
Questa notizia è da prima serata.
- Diritto di cronaca. - Grazie.
Babbo, vuoi che ci fermiamo in ospedale?
- Come in ospedale? - Basta ospedale.
Facciamo così.
Se esce pari, andiamo all'ospedale.
- Se esce dispari, si va avanti. - Va bene.
- Zibim - Zibam, zibum!
Otto, pari.
- All'ospedale. - No, che otto? È nove.
- Perché nove, babbo? - C'è anche l'uno della mamma.
Dispari.
Allora tutti insieme, forza!
E ora, a Parigi ci andiamo davvero!
Tutti insieme! Tutti insieme!
Tutti insieme, vai, copilotino!
- Guido io! - Che guidi? Non hai nemmeno la patente!
Appuntato, ci facciamo prendere in giro?
Cappugi, calmo!
Questi sono i famosi momenti da non forzare.
- Appuntato, sparo alle ruote? - Smettila!
Parigi!
Che succede?
Che è successo?
Che sarà successo?
- Mamma, il camper si è schiantato. - Ben gli sta! Punizione divina.
Andiamo e finiamoli, sennò questi continuano a sparlare.
Chi gli ha detto che facevo la puttana?
Vi parla il vostro comandante.
È stato un viaggio burrascoso che sicuramente ricorderemo a lungo.
Tra 15 minuti atterreremo all'aeroporto di Parigi.
Il tempo a terra è ottimo.
Comandante, cercano il passeggero in protocollo 17.
Scusate Oddio, bellino! No, scusate.
È che non riusciva a stare seduto lì come tutti, sennò diventava grullo.
- Quindi scusate. - Non erano meglio 30 gocce dl Pernalac?
- Pernaloc. - Pernaloc e dormivi tutto il viaggio?
Giovanna e Ivana.
Anche se non si potrebbe, Arnaldo.
Babbo, tutto bene?
Sì, tutto bene.
- Ahi! - Che è successo?
Guarda da quassù
Si vede l'alba
Oggi anche noi
La Torre Eiffel.
L'abbiamo salutata
Siamo arrivati! Babbo, siamo arrivati!
È rossa come il Moulin Rouge
Da oggi viviamo di più
Chiudi gli occhi e voliamo sulla Senna
Vedo gente Che prima piange e poi si bacia
Che bella!
Avevo ragione io
Tutto il mondo è un grande oblio
Come una frase che ho letto al liceo
Allora resta con me adesso
Che tanto viaggiamo lo stesso
Senza fare neanche un passo
Perché se mi stringi forte
Anche da questa collina
Pare parecchio Parigi
Pare parecchio Parigi
Pare parecchio Parigi
Vannuccini?
- Walter Vannuccini? - Sì?
- Vannuccini. - Sono io!
- Voleva qualcosa? - Eh!
Sapessi Complimenti, eh? Bellissimo vivaio.
Grazie. Bellissimo cavallo.
Una domanda. Lei ha figli?
No, mi sarebbe piaciuto.
Le sarebbe piaciuto! È mai andato a Parigi?
No, non sono mai andato.
Quante domande! Chi sei?
Pare parecchio Parigi
Pare parecchio Parigi
Pare parecchio Parigi
Pare parecchio, pare parecchio
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