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Sorelle, non avete sentito le campane? E' l'Ave Maria.
- Grazie. - A voi non vi riguarda?
No, io sono ebrea.
L'Ave Maria capita sempre..
..quando cammino,..
..mi capitasse una volta..
..di inginocchiarmi.
Voi altri, levatevi il cappello.
Ehi! Ehi!
Pellegrino?
Ma come, partite da Roma senza comprare una reliquia?
Siete mussulmano?
Volete uno zigomo di San Ventura?
Uno dei baiocchi percepiti da Giuda per il grande tradimento?
Una boccia di lacrime di Santa Brigida?
Ho capito.
Per voi ci vuole una cosa di valore.
E' un osso di gallina?
Non si tocca, è benedetto.
Questo è l'osso del gallinaccio che cantò tre volte nel Vangelo..
..quando Pietro rinnegò il Signore.
Come ve lo siete mangiato, allo spiedo o col brodetto?
Buttalo via, zozzone!
Che hai fatto? Hai fatto cadere la reliquia.
Inginocchiati e raccoglilo con la lingua.
Che venite a fare a Roma se non potete spendere?
Si fermano anche.
Ma che è vita questa?
A Roma non valgono neanche più le reliquie false.
Non lo so.
Un giorno spacco tutto lo stadio.
Mi hanno chiuso.
Aprite! Aprite!
Non hai sentito suonare l'Ave Maria?
- Sì. - Beh, a quest'ora le porte di Roma si chiudono.
Fate uno strappo. Basta una fessura.
Sono di scarpa leggera, sono un fringuello.
Non si apre più a nessuno!
E certo. Ma che, avete paura che vi rubano Roma?
Chissà le zozzerie che dovete fare se vi chiudete dentro?
Roma, io te sputo.
State attenti che un giorno o l'altro..
..mi metto a fare il brigante.
Semino il terrore.
Roma, io ti risputo.
Fatemi entrare, io devo procurarmi la cena.
Non insistere, quando riapriamo per far uscire le pecore...
- Quando? - Domani mattina.
Entri e vai a morire ammazzato dove ti pare, va bene?
Mi sta bene.
Adesso che faccio?
Dormo qua.
A ciel sereno, si capisce.
Domani mattina fate piano con le pecore, ho il sonno leggero.
Qui bisogna che i cavalli li porti tu.
Va bene che faccio il battistrada, ma ho due piedi soli
Capirai, sono quaranta chilometri che corre.
E che sarà?
Trucci, trucci, cavalli morelli.
Siamo arrivati alle porte del Papa.
< Aprite alla carrozza..
< ..del principe Don Ascanio.
Sì, domani.
E quando vi fanno entrare?
< Non aprono a nessuno.
Allora favoriamo il privilegio.
L'ordine vale solo per chi non ha carote.
Ehi!
Allora beccati 'sta bordata.
Fermi!
Ma che mi hai tirato?
- Ma è merda? - Sì, ma non fa male.
Sono olivette di capra, roba pulita.
Posala! Posala che se me la ritiri io ti lapido.
Che bel carattere che hai. Mi piaci.
Hai capito che con me devi cambiare tono.
< Ascanio! Faccio tardi a teatro.
< Con chi te la fai?
Chi è quello?
Peppino Alabastri, prima donna del teatro argentino.
E' famoso.
Capirai.
Fammi vedere come sei vestito.
Sei vestito da donna?
- Pussa via! - Abbassa le penne con me, burino
- lo sono un artista. - Tu sei un cappone.
Non devi mettere bocca quando parlano gli uomini.
Che stavamo dicendo?
Che mi piaci, arrogante, gagliardo.
- Vieni a pranzo da me. - Non scherzare perché ti meno.
No, non scherzo. Facciamo giovedì.
Vogliamo andare?
Intanto dammi un passaggio.
Perché giovedì? Non posso venirci subito?
Tanto se hai gente di riguardo mangio in cucina.
Sarai Principe, ma chi ti conosce.
< Ti ho detto giovedì.
< Ricevo solo il giovedì.
Giovedì? E chi ci arriva?
lo muoio prima.
E già, tutte le finestre sbarrate.
Pancia piena non crede al digiuno.
Ma tanto avete tutte le corna.
Anzi, adesso che sono arrivato io vedrai come ti crescono.
< Riposati, mettiti a sedere!
Bove!
Beh, che non hai mai visto uno che mangia?
lo non ho mai visto un porco come voi, cos'è questo risucchio?
Non sono io che faccio rumore, è il brodo.
Il brodo?
- Ni fate assaggiare? - No.
Dove sei stato tutto questo tempo?
In giro.
Si capisce. Lui va in giro. Vagabondo.
E poi, quando non sa dove battere la testa,..
..allora si ricorda che esistono i poveri vecchi.
- C'è? - No.
Sono al ballo di Corte.
Non pregate tanto vostro marito non lo tolgono dall'inferno.
Sveglia, è tornato Meo!
Te l'ho detto che è meglio dormire sotto il ponte,..
..rischiamo di affogare ma si sta meno esposti.
Chi non muore si rivede.
E' permesso l'introito?
Guarda che accoglienza.
Mamma, lo sapete che vi trovo bene dall'ultima volta?
Dall'ultima volta? E' un bene che mi hai trovata.
- E' quasi un anno che sei sparito. - Ho avuto da fare.
lo lavoro.
Il venerdì di Pasqua sono partito per Viterbo..
..perché il Vescovo dava il pane gratis.
Ma siccome ci sono andato a piedi sono arrivato a Ferragosto.
Le birre sul fornello le tenete per bellezza?
Qua non c'è niente.
Sei venuto a criticare?
Parla, piano piano ha imparato.
Sono venuto a trovare la mamma.
Sono mammone.
< Si capisce.
< Lui ha gli affetti particolari.
Il padre non lo guarda nemmeno in faccia.
Ora che l'hai vista, vattene.
I tuoi fratelli sono stanchi, hanno lavorato tutto il giorno.
Tutto il giorno?
Capirai che lavoro, fabbricare gli urinali di coccio.
Checchino.
< Lascialo stare.
Ci fosse stato qualcuno che mi avesse detto..
.."vuoi favorire"?. Tutti Zitti.
- Ni fai assaggiare? - No.
Meo, quando abbiamo un boccone di pane..
..diventa una famiglia di lupi.
Mangiano molto.
Mangiano selvatici, si nascondono.
Hanno paura che cade una mollica.
Dentro questa casa non c'è carità cristiana.
"Ora pro nobis".
..è arrivato.
< Bel risultato farlo studiare.
No?
Tu, invece, ti sei fatto una bella posizione, eh?
Di quand'è questo cacio?
- Non c'è un'altra cosa? - Ci sarebbe la torta.
Questo è fresco, lo tenevo per tuo padre.
Non lo sai che deve mangiare poco e spesso?
- lo non ho fame. - No, eh?
lo mangio così, per vizio.
Datti una regolata, qui siamo arrivati.
La miseria ci esce dagli occhi.
Piantala di parlare.
- Qui ci hanno rovinato i francesi. - Come i francesi?
- Non vendiamo più niente. - Perché?
Da quando hanno detto di farla dentro gli urinali pitturati..
..con tutti i fiorellini, questi non li comprano più.
I fiorellini?
Dove andremo a finire con tutte queste depravazioni?
Perché vi fate prendere dallo sconforto?
< Certo, campiamo d'aria.
Sellerò, preparati. Domani ho un lavoretto per te.
Ecco, è arrivata la befana.
< E vacci, Sellerò.
Senti, Meo avrà tanti difetti, ma è un ragazzo che non si arrende.
< Magari è una cosa buona.
Vieni.
Guarda.
- Hai visto le pecore? - Beh?
- Ti stanno bene. - A me?
Abbi fede.
- Dove andiamo? - Vieni giù.
Da qui è come rubare una caramella a un bambino.
Ti faccio vedere come si fa.
Guarda, basta mettere le mani di fuori,..
..prendi la pecora e la sbatti dentro.
- E se ci vedono? - Ma chi ti vede?
C'è un mare di pecore e i pecorari dormono in piedi.
Il branco ti passa sotto le mani.
Quando l'hai presa non la far scappare.
Se scappa scompiglia il gregge.
Eccole!
Vai sul!
< L'ho beccata!
< Quant'è I t'è grossa!
Il cane, oh!
Hai preso il cane.
Mi ha morsicato la mano.
La colpa è tua, gli hai messo la mano in bocca.
- Proprio la mano destra. - Tanto non sai scrivere.
- lo sono arrivato. - Dove vai?
Come te lo devo dire? Non vado a mangiare, vado da Teresa.
E se ti invita a pranzo?
Sei matto? Il padre lavora al Lazzaretto.
Zitto.
Scusi?
Per andare a Ponte Sisto da che parte?
- Dalla parte di là. - Grazie.
Eccoli là, furto con destrezza.
Fermo! Questo si è perso il pane.
Il pane lo lasci a noi?
- Un disguido. - Sì, un disguido.
Ti prendesse una saetta.
Amen.
Più di così non posso fare.
Ognuno per sé e Dio per tutti.
Se torni a casa ti mangiamo vivo.
Capirai, sono tutto ossa.
Teresa!
Eccomi!
Chi non muore si rivede.
Ti voglio bene.
- Lo sai da quanto non ti fai vivo? - Ma ti ho pensato tanto.
Come odori, che ti sei messa?
- Tra un po' ti dimenticavo. - Sento un profumino.
Queste sono salsicce.
- Ni inviti a pranzo? - Fermo che se ti vede mio padre.
- Allora scendi. - E poi?
E poi andiamo sotto un albero e facciamo il pranzo dei poveri.
E sarebbe?
Lo sai perché i poveri hanno tanti figli?
Perché non hanno da mangiare, quindi fanno l'amore.
- Prima si sposano. - Che ce frega? Ci sposiamo dopo.
Prima o dopo non è uguale?
Allora, visto che è uguale, ci sposiamo prima.
Mi spieghi una cosa?
Com'è che meno mi reggo in piedi e più ti voglio bene?
Si può sapere che vuoi dalla vita?
Vuoi mangiare, vuoi fare l'amore?
Certo è troppo, non si può pretendere.
Il fatto è che non vuoi mettere giudizio.
Ti devi trovare una posizione.
Quando uno lavora si sposa.
E quando si è sposato può fare l'amore, capito?
Abbi fede, giovedì ho un invito a pranzo,..
..con un Principe e mangio.
Questo è niente, dopo mangiato si parla.
E allora, parlando parlando, siccome gli sono simpatico,..
..quello mi sistema.
Dammi retta, andiamo al prato.
Teresa, a tavola!
Eccomi, papà!
Allora,..
..ne riparliamo dopo giovedì.
Il problema è arrivarci a giovedì.
Avevo paura che non venivi più.
Pensavo che te l'eri dimenticato.
Ma va, non ho pensato ad altro.
lo sono a digiuno, non so come ho fatto a sopravvivere.
Se vale sempre l'invito a pranzo bene, se no...
Certo, noi stavamo andando a tavola, adesso do la conferma.
Nino, è arrivato quell'amico mio.
- Siamo amici, no? - Certo.
Begli amici.
Voglio sapere dove li trovi.
Invita il "carnefice",..
..almeno ci racconta le torture
- Chi è? - Donna Carolina, mia moglie.
Hai tutte le fortune.
Hai la carrozza, sei titolato, hai i pizzi,..
«hai anche la moglie bona.
Non avete una faccia nuova, ci siamo già visti?
No, è solo mio marito che ha l'abitudine di frequentare..
..i cimiciosi.
Al contrario, vostro marito se la fa con le prime donne.
Signor Peppino, lieto di incontrarla a tavola.
Pure voi qui, eh?
- Vogliamo andare a mangiare? - Quella chi è?
L'Apocalisse del Vangelo.
E' mia madre.
Tua madre? Ammazza.
Il destino ti ha colpito proprio negli affetti più cari.
Muoviti, ho una fame.
E' curioso, queste olive non hanno l'osso.
Le capre le fanno così.
Come gli vengono. Pretendi troppo.
Le capre?
Oddio, cos'è?
Ma che mi date?
Sono olivette di capra.
Non vale neanche quella roba là.
Tu me l'hai tirata e ora te la faccio mangiare.
Che fai i complimenti?
Se non si sbriga gliele metto nel naso.
Sembra vero come lo dici.
Ascanio...
< Basta!
< Basta con questo "Ascanio"!
lo sono il principe Don Ascanio, Senatore di Roma.
La commedia è finita, mangia!
Che strilli?
Mangio.
Così, una volta per tutte, impari a mancare di rispetto..
..a chi comanda a Roma.
Mangia!
Sono bocconi amari, eh?
lo ate...
Sono delicato di stomaco.
Mi fa male pure la purea. Che aveva 'sta capra?
Se ti ci abitui hai risolto il problema.
Non corri più il rischio di morire di fame.
Poi ne riparliamo.
Allora rido io.
E' finito il tempo dei Tribuni.
Oggi se non sei Principe o Prete che sei? Sei popolo.
E' come dire feccia.
- Senti che seta che ho. - Non mi toccare.
Credi che non ero un poveraccio come te?
À casa avevo certe cimici che sembravano tartarughe.
Eri in buona compagnia.
Sì, ma ho sempre avuto una bella figura..
..e pure una bella voce.
Allora i miei genitori mi hanno fatto castrare.
< Hanno fatto un bel capolavoro.
Se avevi un briciolo di dignità andavi a cantare nelle osterie.
Con la voce d'uomo? E che ci guadagni?
Se ti fai castrare ti viene la voce da donna.
Anzi, meglio di una donna.
Una voce che non si sa cos'è.
Fra Turpino e Serafino.
Ma ti viene anche quella faccia.
Già, ma ti danno trecento scudi,..
..al Conservatorio, per questo sacrificio.
Trecento scudi?
Adesso è anche meglio perché il Papa ha fatto un Editto..
..che proibisce alle donne di cantare nei teatri.
Dice che è contrario.
Sai che succede?
Che ora i personaggi femminili li facciamo noi.
Ma i trecento scudi li danno davvero?
Quello è solo un acconto.
Noi castrati siamo solo duecento.
Ci chiamano dappertutto nel mondo.
A tutte le Corti, a tu per tu con i Re,..
..con le Regine, con le Principesse.
Peccato, se sapevi cantare.
A parte il timbro di voce virile, mica male.
Vai forte.
E tu che hai questa fortuna che aspetti?
Vieni.
Vieni a vedere.
- Vieni a vedere come sono contenti. - No.
Belli, nutriti, vestiti bene, cantano tutto il giorno.
E poi ci danno trecento scudi.
- Ci salviamo tutti. - Castrati tu.
Ragiona.
Credi che non lo so di cosa ti preoccupi?
Rispondimi, da uomo a uomo,..
..ci sei mai stato con una donna? - Sono affari miei.
Allora non ci sei mai stato.
Quello che ancora non puoi sapere è che le donne, nella pratica,..
..non sono come credi.
Ma che ti devo dire?
Insomma, non sono un granché.
Va bene?
< Ehi!
Ha accettato.
- L'hanno accettato. - Ecco.
- Non sei contento? - Giù le mani.
Ma chi ti consoce?
< Dove vai? Fermo!
< Non ti preoccupare,..
..le porte sono sbarrate.
Allora, posso percepire?
Hai l'atto di cessione del pupo firmato dal padre?
Eccolo qua.
Siccome dividiamo i soldi abbiamo pensato di firmare tutti.
- Bastava quella del padre. - E beh.
- Ma i soldi per sposarti li hai? - Sì, grazie a mio fratello,..
..povero Checchino.
Perché dici "povero"? Parli del piccolo, no?
- E' morto? - Quasi.
Non vi posso spiegare. Vieni qua.
Dobbiamo sposarci subito.
Ditemi voi come faccio ad aspettare a mangiare..
..questa fragola di zucchero.
- Avete visto che boccuccia? - Che stai dicendo?
Come faccio a spezzare le pratiche?
Avete sentito il profumo?
Una pesca.
Mi vieni a fare le tentazioni di Sant'Antonio?
Il matrimonio deve seguire il suo corso.
E se volete usufruire del diritto d'asilo entrate in chiesa.
A proposito, chi ha messo il vino nell'acquasantiera?
Porca pupazza.
Fatemi sapere la data in tempo, così se non ho un funerale...
..vi faccio un bell'addobbo.
Hai sentito?
Adesso ci provo anch'io.
Sei matta? Non hai la testa come la mia.
Allora faccio la capriola.
Sono contento.
Se sono contento vuol dire che ti voglio bene.
- Che dici? - Che ne so.
< Noi andiamo a prendere il morto.
< Va bene.
E tu sbrigati con la barella.
Ti aspetto fuori.
Qui c'è il defunto?
Ma chi ti conosce. Questa è la carrozza del Principe Don Ascanio
< Chiedo scusa.
Eccellenza, buonasera.
Ti sei incantato?
Non l'hai mai visto un penitente?
Dai, andiamo via.
Sono tutti uguali questi Principi.
Teresa!
- Vai a casa, ti raggiungo subito. - Che ti è successo?
Torno un attimo in chiesa.
- Ma perché? - Niente.
Devo dire una cosa a Don Elvezio.
Ti raggiungo.
Come ti chiami? Me lo presti?
- Che ci devi fare? - Non te lo rubo.
- Dai fuoco alla carrozza? - Zitto!
E' solo un'infuocata.
E' uno scherzo, il Principe è mio amico.
< Tu neanche lo conosci.
< Incappucciato, stai zitto.
< Vedi com'è bello rosso?
Ci vuole più a dirlo che a farlo.
Oddio! Andate a prendere un morto?
Andiamo, non mi voglio impicciare.
Trecento scudi? E chi li aveva visti mai?
I debiti pagati, il letto.
I Santi dormivano per terra, perché sotto il materasso..
..ci si annida il Diavolo.
< ll letto è contro le religioni.
A me non piace.
Dammi il cuscino.
Mica me lo mangio.
Il letto!
Metti i piedi per terra.
Calma, il letto è mio.
Vi pare che uno vestito così dorme per terra?
Qui non ci dorme nessuno! Questo è di tuo padre!
E chi vi ha dato l'idea di mandare il pupo al Conservatorio?
Mi fai male!
Fai il bravo, sempre a maltrattare il più piccolo.
Finché non si sposa ci può dormire anche lui.
E' piccolo.
Lo mettiamo dai piedi.
Se ci dorme lui ci dormiamo anche noi.
Per cosa lo avete preso?
E' il mio letto, non ce l'ho mai avuto.
Ci voglio abitare sotto le lenzuola.
- Non mi alzo più. - Magari.
Chi è?
Cos'è questo? Dove lo avete comprato?
- Sì, canta, canta. - Sono dotato.
Che notizia.
Un goccio d'acqua.
Oddio che corsa.
- Tra un po' scoppio. - Che succede?
Adesso vi dico.
E' crollato il Colosseo?
Grazie.
Piano, se no ti fa congestione.
Sei tutto sudato.
- Che è successo? - Che c'è?
Vi devo dare una brutta notizia.
Checchino è scappato dal Conservatorio.
L'avevamo legato al letto con un campanaccio al collo,..
..ma quando siamo andati per portarlo dal chirurgo non c'era.
Sparito.
Non ho capito qual è questa brutta notizia.
Se è scappato meglio per lui.
Allora non avete capito niente.
Il Conservatorio vi dà l'intimazione.
Avete quarantottore di tempo.
Se non lo trovate..
..dovete ridargli tutti i soldi.
Ma li abbiamo spesi.
- Non so che dirvi. - Che facciamo?
- Vade retro. - Vade retro tu.
Non capisci che ci tolgono anche questo?
Me lo voglio godere fino all'ultimo.
< Goditelo.
Mi ci dovranno tirare fuori da morto.
Magari con l'olio santo.
Senza contare che non vogliono solo i soldi,..
..vi possono chiamare in giudizio per raggiro.
Penseranno che eravate d'accordo con il pupo.
Ci hai sempre aiutato, che possiamo fare?
Che ne so. In altri tempi quando ero Direttore...
Ma adesso sono decaduto.
L'unica è trovare Checchino.
Quanti "Padre Nostro" dovete dire?
Trentatre, quanti sono gli anni del Signore.
- E quanti scalini sono? - Duecentoquaranta.
- E quanti "Padre nostro"? - Settemilaottocentoventi.
Dopodiché Checchino si ritrova.
Non ci rimane che affidarci al Cielo.
E' l'ultima speranza.
Abbiamo rivoltato Roma come una calzetta.
Se davamo retta a te... "Lo ritrovo io, Checchino."
"Adesso mi sguinzaglio.
lo rivolto Roma."
Guardate che chi scende ricomincia da capo.
Aveva detto bene Marchionne, il Conservatorio ci ha denunciato.
Gli sbirri sono entrati a casa, neanche se andassero a prendere..
..Martin Lutero.
Siamo riusciti a scappare via in tempo.
Ma che ci posso fare? Qua a Roma sparisce tutto.
E' sparito anche Romolo, il fondatore,..
..figuratevi se non sparisce Checchino che non è nessuno.
Gli rispondo io.
Se avessi un minimo di coscienza lo sapresti qual è il tuo dovere.
Andare a rimpiazzare Checchino.
Un conto è una creatura che non sa niente..
..e un conto è un uomo fatto.
Vi devo insegnare io queste cose?
lo la vita la conosco, già ho un passato.
Canterò bene e allora?
Non ci vado. Non mi fate ridere.
Mi meraviglio di come ancora vi ascolto.
Dico, è troppo bello essere uomini.
Ma che siamo uomini noi?
Siete uomini voi?
No eh?
lo sì.
- Oh, guarda le guardie. - Le guardie?
- Quelle vengono per noi. - Andiamo in chiesa.
Non possono prenderci, il diritto d'asilo vale anche per le scale.
- No, non vale più. - Quand'è cambiato?
- Incomincia dal pianerottolo. - Ci sono, tana!
E quando casco?
Ridi, ridi, tu ci invecchi su questo pianerottolo.
Noi ci diamo il cambio e tu?
Il diritto d'asilo mica finisce in chiesa.
Pure il Prete è sacro. Guardate.
Permettete?
Voi andate, io sto così e sono al sicuro.
E' permesso?
Largo a noi, salute ai prosperi.
Ci ha fregato un'altra volta.
Fino a che gli regge la tonaca non lo possiamo arrestare.
Stiamo facendo il giro del mondo?
- lo devo andare di là. - Ma di là non mi serve.
Ma che andate a fare a San Giovanni in Laterano?
- Sono affari miei. - E chi ve li ha chiesti?
Che uomo forastico che siete.
Con questi Frati non ci si ragiona più.
Anche mio fratello si voleva fare Frate.
Adesso facciamo anche il salotto?
Quando si tratta di dare addosso ai Frati tutti d'accordo.
Bravi, bravi.
Pattuglia!
Con una mano! Con l'altra mano!
Senza mani.
Anche le buffonate facciamo?
Prendo in giro gli sbirri.
Di là si va a San Giovanni in Laterano.
- Ma io devo andare Îì. - Cos'è tutta questa fretta?
Neanche vi aspettassero per farvi Papa.
Non vi hanno insegnato la pazienza?
- Per di qua. - No.
- Sì. - No.
- Sì. - No.
< Meo, è un'ora che ti cerco.
Mi manda tuo fratello, dice di andare a casa,..
..ma non lo dire a nessuno.
Vuoi vedere che è tornato Checchino?
Lo sapevo che tornava. Torniamo indietro.
- No, adesso andiamo avanti. - No, ho cambiato programma.
No, no!
Se volete andare di là non vi trattengo.
Da che parte andate Frate?
Si cambia.
E ora dove vado?
Non dovete andare a San Giovanni in Laterano?
- Sì. - Allora vacci.
Vacci.
Da qua non ci so andare.
Ma voi chi siete, la stella cometa con la coda?
Lo sapete che vi state dirigendo a casa mia?
La lingua non ce l'avete?
Ce l'ho, ma ho anche il voto del silenzio.
Lo sai che non possiamo parlare per nessun motivo?
Se va a fuoco il Convento non possiamo chiedere aiuto.
Abbiamo divieti severissimi che non possiamo rompere.
Ma camminare sì.
- Non possiamo parlare. - Va bene.
Ecco, lo sapevo. Fermi, devo fare un bisogno.
Ma no, proprio adesso?
Tu puoi rimanere attaccato.
Voi rimanete qui e noi andiamo dietro al muretto.
Non lo farete mica scappare.
Vorrà dire che lo faccio stare con la testa di fuori,..
..non vi fidate?
Se non ci fidiamo dei frati di chi ci dobbiamo fidare?
E lasciami.
Ci vuole un minuto.
Il cappello.
Ma come, dentro al cappello?
Ma no, dammelo.
Si vede?
Si vede, si vede.
Adesso scappa.
Chi siete, San Martino?
Sì, a cavallo.
Ho un appuntamento, non mi posso presentare con voi appresso.
Via, scappa.
Scappo sì.
- Oh! - Eh?
Pace e bene.
Ci vediamo.
Oh!
Sei tu?
Credevo che era tornato Checchino.
Guarda che hanno fatto.
Dove sono Sellerone e Panza Nera?
Ti volevo far vedere una cosa.
Aprilo.
- Cos'è? - Apri.
Cristo, Gesù, Maria!
E' una capoccia tagliata.
Guarda.
Hai paura che ti morsica?
Chi è?
Guarda chi si vede.
Lo conosco sì.
E' il capoccione che reggeva la torcia,..
..quello dello scherzo al Principe.
Gli ha fatto un piede come una pagnotta.
Ma le condanne a morte sono state due.
Una per lui, che non ha impedito il crimine,..
..l'altra per una persona ignota..
..che, di fatto, gli ha infuocato lo scalino.
Ma non si è saputo chi è stato.
L'altro non l'ha visto nessuno.
< Ma ti ho visto io.
< Ero io quello con la barella.
Qua mica si scherza.
Qua mi segano la testa anche a me.
Non devi dire niente a nessuno.
Danno cento scudi di ricompensa a chi ti denuncia.
Ma tu non sai niente.
Dipende.
Come "dipende"?
Dipende da quello che ti vuoi far tagliare.
Qualcuno deve andarci al Conservatorio.
La tua famiglia ha bisogno di soldi.
< Avete voluto i letti, i vestiti
Vi siete venduti a Satana.
Ma io mi devo sposare, abbiamo già fatto le carte.
Ti possiamo dare la grazia di fartela vedere l'ultima volta.
Anche perché è giusto che le dici che non la sposi più.
lo vado ad attaccare la capoccia all'arco di Santo Spirito..
..per ordine del carnefice, conforme alla sentenza.
Ma che ti è successo?
Cos'è tutta questa fretta?
E questo posto? Ho paura.
Adesso non ti posso spiegare, non c'è tempo da perdere.
Siamo fidanzati da sei mesi.
Siediti, non ti posso più aspettare.
Come?
Mi hai fatto venire solo per questo?
Zitta, ho i minuti contati.
Fai un piacere a un amico, rimani contenta anche tu.
Ma che vai cercando?
- Rilassati. Che te frega? - No! No!
Lasciami! Guarda che ti morsico.
Sì, fammi tutto, strapazzami.
Mi piaci così.
No, lasciami!
Sii buono.
Aspettiamo le pubblicazioni.
Quant'ero stupida a dire di no.
Però dopo sposati ci rifacciamo.
Eccola là.
Ti volevo parlare di questo, ma tu non mi hai dato il tempo.
- Mannaggia, mi sei saltata addosso. - lo?
Senti,... Mi nasconderei sotto a un mattone.
Non ti posso sposare più.
Non mi interrompere se no perdo il filo..
..e non riesco a dirti la verità.
Ricordi il giorno in cui siamo andati in chiesa?
lo sono tornato indietro e...
Mannaggia, è cominciato tutto da Îì.
Beh,..
..ho avuto come una chiamata.
Mi faccio Frate.
Devo rinunciare ai piaceri, mi faccio Frate.
Alla coscienza non ci pensano mai.
Ehi!
- La reggi sempre la corda? - Sì.
Prova a tirare.
Ogni tanto mi dà certe tirate.
E' stata una visione.
Un frullo d'ali.
E chi vedo con le ali dritte?
L'Arcangelo San Michele.
E mi fa...
Dice...
Ma che dice?
Te lo sto dicendo.
Ah! Dice: "Bartolomeo, Bartolomeo"... lo.
Dice: "Quando nel libro del Signore..
..per ognuno c'è una riga di peccati,..
..per te ci sono sei pagine". Che vogliamo fare?
AN E...
- "Bada a te...". - Bada a te.
Bugiardo. lo ti ammazzo!
Ci hai ripensato?
Ora aiutami tu.
Se ti vedessi come sei brutto adesso che ci hai parlato.
Pure voi, che figura ci fate?
Tu che sei il più buono...
Allontanati da me.
No! No! No! lo mi sfracello!
lo sono intrasportabile.
lo muoio prima.
Andiamo, uno per micio nonno,..
..un altro per micia mamma.
Micia mamma.
E un altro per micio papà.
E uno per micio...
Stavo per dire micio figlietto.
Tu sei come me.
Lo vuoi un consiglio?
Non continuare a stare male.
Ti devi affezionare subito, il peggio è fatto.
Lo sai che ci hanno messo insieme?
lo non litigo con nessuno.
Coso? Come ti chiami?
Matteuccio e lui Girolamo.
- Bello di mamma. - Tu ci sei nato così?
Come i poeti.
- Ci si nasce? - Ci si diventa.
Senti, adesso ti metto per terra.
Finiscilo da solo. La forchetta, però, me la porto via.
Ti faccio vedere la camera.
Il letto dove ti piace? Ti prendi questo?
Sei vicino al caminetto, se hai freddo ti puoi scaldare.
Ma che me ne frega.
Mica puoi essere così ignorante.
Ti volevo fare una gentilezza.
Sei nuovo.
Non ti parlo più.
Ti piace la luna?
La luna?
Quando la guardo, con quel faccione bianco,..
..il naso, la bocca, gli occhi, qui mi prende la nostalgia.
E i fiori, ti piacciono?
Un bel bouquet di fiori.
- Te ne sei accorto? - Di cosa?
Col tempo, la barba non ti cresce più.
Ti si riducono i fianchi e ti viene fuori il petto.
Ma passi il corpo. C'è chi nasce storpio, chi gli manca l'occhio.
Quello che ti avvilisce di più è che ti viene l'anima femminile...
..mentre dentro resti un uomo!
E' terribile.
Fammi capire bene.
Questo è per Maria, la nipote del Maestro.
L'ho fatto con le mie mani, sapessi com'è delicato.
Due mesi per ricamarlo.
C'è un filo fuori.
Ma quanto ci vuole a ridursi così?
Per diventare come me? Una vita.
No, dico, per il corso.
- Insegnamento. - Eh?
Tre amni, per diventare gay.
La voce.
Finché resti giovane puoi essere uno curioso,..
..il brutto è quando diventi vecchio.
La gente si ferma, ti guarda e dice:..
.."Che vuole questa vecchiarella vestita da uomo?".
Andiamo.
L'uomo ha l'occhio nero per via che è libertino..
..e si dedica al vizio.
< Dategli una pennellata bianca,..
< ..così risalta meglio il nero naturale sotto gli occhi.
< Dovete essere come spettri,..
< ..perché il colorito del viso..
< ..fa subito burino.
Basta un solo neo per l'uomo, altrimenti non è virile.
La donna, invece, è rosa. Rosa di rosa mammola.
Vorrebbe significare pudicizia.
Il sopracciglio è arcuato.
< La bocca è un cuore.
< La dama di qualità ha otto nei.
< Non vi preoccupate, ci entrano.
< Se vuole essere corteggiata..
< ..si mette un neo..
< ..a forma di fiore.
< Studiate bene.
< Più vi applicate...
Allora mi cancello.
Mortacci mia.
Che brutta voce che hai ancora.
Sei pieno di note nere.
Un, due, tre. Garbo.
Con grazia, con leggiadria.
Destra, a sinistra.
Vi dovete ricordare che in teatro dovete recitare da donna.
E' lui che mi fa sbagliare.
Cerca di essere più sciolto.
Come si vede che vieni dalla campagna.
Mia nipote Maria starebbe così bene in teatro.
Peccato che il Papa non la vuole.
Lei sa fare tutto al naturale.
Osservate e imitate.
Reverence.
Orrore.
< Servetta.
Segreto.
< Riverenza.
Alè.
< Annusiamo la rosa.
< Annusare, dilatare il naso.
Hai preso il mio pennello per gli occhi?
L'ho messo sulla mensola.
< Bada, eh!
Non voglio che mi tocchi niente, capito?
La roba mia è mia.
Se vuoi il pennello te lo compri.
lo mi sono stufato.
lo spacco tutto!
Oddio.
- Ma che mi è successo? - Mamma mia.
< No, scusa. Un bacetto.
Scusa, scusa.
Ma che me ne frega del pennello?
Oddio!
E' che qua sto diventando scemo.
Devono passare tre anni.
Quest'ambiente mi dà alla testa.
Ti devi rassegnare.
< E' una specie d'imbecillimento.
Mi hai fatto paura. Neanche mia zia fa queste scenate.
Avevi due occhi, sembravi una matta.
Un matto.
Una matta! Una matta!
Anch'io mi sono difesa per tanti anni, ma poi arriva il momento..
..che ti devi arrendere.
Perché non c'è niente da fare.
Uffa!
< Teresa, io ti spezzo.
Ma che vuoi?
Voglio che mi dici la verità. Che sognavi?
- Niente. - No!
Il tuo non era un sogno da castrato.
Mi hai fatto prendere un colpo.
E' da un po' che ti studio.
- Tu continui a farti la barba. - Va beh, ma che...
L'altra sera, quando è passata la vecchia con la gobba,...
- Beh? - Hai fatto lo scongiuro da uomo.
lo?
Tu sei rimasto come mamma ti ha fatto.
< Puoi cantare come ti pare..
< ..ma è solo farsetto il tuo.
Sono contento che mi hai beccato.
< Tutto questo tempo..
..con questo segreto, senza poterlo dire a nessuno.
Matteuccio,..
..la vita è una bottega..
..e a Roma si compra tutto.
Tutto.
< E che ti sei comprato?
Mi sono comprato il chirurgo.
Però mi costa. Ammazza che sanguisuga.
Sei rimasto un uomo?
Ma credi che sto meglio di te?
Sto anche peggio.
Almeno, a te, queste fantasie...
Pensa a me, io devo fare finta.
Se mi scoprono?
Sei rimasto un uomo!
E che si prova a sognare una donna?
Che si prova?
Allora tu non sai niente.
E' come starci per davvero.
Certo che quando ti svegli...
Stavo sognando Teresa.
Chissà dov'è andata.
Quant'è bello mio figlio.
Ma i soldi quando ce li dà?
Quando ha finito di cantare ci penso io.
C'ho un prurito.
- Al naso sono baci. - Andiamo!
Mi vergogno per lui.
Lui è contento.
Guarda le mosse che fa.
Noi esordiamo senza che ci battono le mani?
Sì, sul grugno te le sbattono le mani.
Sentirai che applausi a chi se li merita.
Vuole gli applausi. Più ti sento, più mi fai ridere.
Non fatemelo vedere che devo cantare.
lo sono castrato, non sono mica monco.
Ti do una pizza che ti faccio sbattere la testa.
Lì ci sono mio padre e mia madre, quelli mi chiedono i soldi,..
..io me la squaglio.
Guarda che ti è caduta la forcina.
Avete visto Meo?
Se n'è andato, perché se venivano il padre o la madre..
..gli chiedevano i soldi.
- 'Sto figlio di un cane. - Come dice?
Pussa via.
Bravo.
Hai visto che hai cantato bene?
Lasciami stare che oggi non mi sento bene.
- Ma che hai? - Che ne so, stanotte ti ho sognata.
Bello, ma non mi era mai successo di sognare una donna.
Tu le conosci le mie condizioni.
Senti, non so perché mi vengono queste fantasie.
lo non ho i requisiti per te.
lo ti posso voler bene, ma solo in purezza.
E non sei contento? Perché diventi triste?
Non è bello volersi bene?
lo pure te ne voglio tanto.
Matteuccio,..
..come a un fratello.
Ma a me piacerebbe sposarti!
< Ma non ho i requisiti!
< C'è la concorrenza stasera.
Qua ci lavoriamo noi.
- Ma per chi mi hai preso? - Ma che vuoi?
Però.
Non ti devi lasciar confondere dal vestito.
Arriva Don Ascanio, un cliente buono.
Donne, stasera mi sento un diavoletto.
< Ferma quella.
Sei cieco?
Bella mora, ho casa libera, che vogliamo fare?
Eccellenza, prendete un equivoco. Non sono come quelle, sono seria.
Ma io non vi ho mancato di riguardo.
- E io non vi do confidenza. - Dove vai?
Sei una serva, se il Principe ti invita devi salire.
- Non puoi fare come ti pare. - Che stringi?
Perché ti fai pregare?
lo non mi faccio pregare. Poi ci sarà un bel regalo.
- Poi, quando? - Dopo.
- Non vengo. - Monta!
Buono, eh?
Sarete Principe, ma a tavola ci state male.
Quando non c'è mia moglie mi scateno.
Senti,..
..non ho capito una cosa,..
..ma tu cosa sei, serva o mignotta?
Eccellenza, ma che dite?
Piantala con questo "eccellenza".
Chiamami Ascanio.
Salute.
Princi...
Ascanio, questo vino lo reggete bene.
Hai ragione, non perdiamo tempo.
Dammi un bacio.
No! No! Non è per cattiveria, non posso.
Sarà per timore di Dio.
Ma no, vieni, un bacio per cominciare.
Non posso.
E' più forte di me, mi fa schifo.
Fermati!
- Non mi far correre. - Ai comandi.
Fai come ti pare, non ti posso costringere.
Si vede che non ti piaccio.
No, anzi.
Come Principe siete un bell'ometto.
Peccato che ti perdi il regalino. Un oggettino fine, di gusto.
Quasi quasi te lo faccio vedere.
< Mica vi potete convincere, ma...
< E' un regalo da Principe.
Di che si tratta?
Sei curiosa, eh?
Ci vorresti ripensare?
lo sono sempre disposto.
Che te ne pare?
- Beh, sono orecchini. - Sì.
Ma con due turchesi che sembrano due noci.
Chissà come ti stanno bene.
Con queste sventole che ti trovi al posto delle orecchie.
- Li posso vedere? - No!
E poi che c'è da vedere?
Ti ho detto che te li davo, ma dopo.
< Te li regalo,..
..dopo.
Ascanio!
Ascanio, ho trovato.
Frequentiamoci.
lo ti vengo a trovare, andiamo a spasso.
- Ti vuoi fidanzare con me? - No, che c'entra.
Non lo so, parliamo.
Ti piacciono gli orecchini?
Brutta ingorda.
- Sono proprio belli. - Te li vuoi provare?
Attaccateli, su. Dai!
- Tanto non mi faccio comprare. - Voglio vedere come ti stanno.
Dai, mettili.
Ecco.
Dai.
Mettili.
Ma tu non li hai i buchi alle orecchie.
No, sono nata senza.
Tutte le donne nascono senza.
Tua madre non te li ha fatti da ragazzina?
Sono orfana.
E poi mi dovevo fare suora.
Allora la Superiora dice: "Non facciamoglieli,..
..tanto si mette la cuffietta".
Non ti preoccupare, te li faccio io.
- Ma che? - I buchi.
Che ci vuole?
Mi vuoi bucare davvero?
Per forza, a me piace la donna che sta in ordine.
Sta' ferma! Se ti buco con la forchetta a freddo ti faccio male
Ascanio!
Ascanio! Non li voglio gli orecchini.
Andiamo a letto.
Mi hai preso per scemo? Credevi che non ti avevo riconosciuto?
So anche che sei stato tu a bruciarmi il piede.
Ringrazia Dio che sono in via di guarigione...
..e ho sbollito la rabbia se no ti facevo tagliare la testa.
Lo sapevo.
Ci avrei giurato che ci andavo a sbattere il grugno ancora.
Ma per la testa non è che poi ci ripensate?
No, sta' tranquillo.
- Ti faccio campare per divertirmi. - Mi fai male.
- Lo so, mi diverto. - No! No!
< Don Ascanio ti avrà pure..
< ..bucato l'orecchio,..
< ..ma è un capriccio nobiliare.
< Stai facendo carriera,..
..ci invitano.
Pure a nascondino dobbiamo giocare?
Neanche i dementi si divertono così.
Gli tiriamo una pietra?
Spacchiamo la testa al Principe così non ci invitano più.
Non ti piace stare in mezzo ai Signori?
Non capisco perché ai Signori piace stare in mezzo a noi.
Le stranezze piacciono sempre.
Noi siamo uno sbaglio della natura, uno scherzo della vita.
Le donne ci chiedono consigli, i signori ci prendono..
..sotto braccio perché non becchiamo.
Insomma, siamo di moda, come una volta erano di moda i nani.
Dopo mangiato li facevano ballare sulla tovaglia e le Dame..
..Se li portavano al guinzaglio.
< Tana per Matteuccio.
Accidenti a te che mi hai fatto beccare.
Vengo!
Meo, vi divertite?
Grazie per l'invito, c'è gente interessante.
- Siamo cretini, vero? - No.
Capirai, è arrivato Vittorio Alfieri.
Attento che te lo do.
Gli siete antipatico.
Vado a fare tana. Vuoi vedere che la faccio?
Vuoi vedere che non ce ne frega.
E' geloso perché mi sto interessando a voi.
Siete così gradevole.
Senza essere troppo femminile.
Insomma, siete nel giusto mezzo. Non cambiate.
Adesso è il momento di fare tana.
Sì, è proprio il momento di fare tana.
< Tana per Meo e Lorenza.
Ecco.
< Adesso ti acceca Matteuccio.
lo ho male ai reni.
Tana! Libero tutti!
Ah, tocca sempre a me.
Uffa.
Ci divertiamo, eh?
- Uno, due... - Meo!
lo devo andare.
Che fai, non saluti gli amici?
Sì, ci salutiamo dopo.
Adesso vado a nascondermi. Vado matto per questo gioco.
Giocate anche voi?
Avete paura? Adesso siete degno di stare con noi.
Ci hanno detto che mangiate solo confetti.
Si capisce, state nell'Olimpo.
Guarda che si sta ruffianando.
Siccome ha la mania del canto vorrebbe fare una recita con te.
Perché gliel'hai detto? E se mi dice di no?
lo lo pago. Te la sentiresti?
Tanto per ridere.
Se proprio devo.
< Ne resta uno solo.
Ecco, adesso bisogna nascondersi se no quello fa tana per tutti.
Hai promesso che quello lo lasci in pace.
Venite qui, state indietro.
Guardate bene, ma state indietro.
Che stringete?
Non uscite, il Maestro sta facendo il giro.
Non c'è bisogno che stiamo appiccicati.
À momenti cascavo.
Andiamo a fare tana.
E tu chi sei?
< Che occhioni.
Mi sembri una capretta.
Perché ti vesti di nero? E' morto qualcuno?
- No. - O sei un abate?
Sono musico.
Peccato, sei carino.
Meo, venite qui.
Facciamo le tre grazie?
lo non gioco più.
Vieni qua.
lo mi devo nascondere davvero.
Non ci vengo più qua, non ce la faccio più.
- lo mi tradisco. - Sei proprio un maniaco.
- Stiamo giocando a... - Ma non hai visto le donne?
Ciao.
Hai visto? Una meglio dell'altra.
La vuoi una pillola?
Poi ne ho incontrata una con due occhi da capretta.
Mi ha detto: "Peccato perché sei carino".
Ma vai a rinfrescarti.
Aiutami tu, che devo fare?
Accidenti a te, mi hai fatto beccare un'altra volta.
Vengo!
Beato te.
< Tana per Meo!
Ti saluto.
- Meo! - Sì?
- Venite? - No, devo giocare.
- Andiamo a spasso. - Come volete.
Allora vi reggo l'ombrellino.
- E io che reggo? - Poi te lo dico.
Che bell'invenzione questi musici.
Sono di compagnia.
Voi siete inglesi, certe cose non potete capirle.
Per esempio, a vostra moglie non gli va di alzarsi dal letto?
Il musico le si mette vicino, le legge un libro,..
..le pettina i capelli.
Alla donna piacciono queste sdolcinature..
..che noi uomini non sappiamo fare.
Per cui, lei si diverte col musico e noi stiamo al sicuro.
< E adesso aprite gli occhi.
< Mamma mia!
< E' il monumento del pidocchio.
Avete visto che meraviglia?
Siete Venere.
Venere capellona.
Che moda. Ditemi voi come si fa a camminare con questo coso.
lo non lo so. Che vestito mi metto?
Perché non fate una cosa, vestitevi da parrucca.
Ve la sfilate, la rigirate..
..e vi ci mettete dentro.
Poi, per camminare, vi porto in braccio io.
Suggeritemene uno voi.
- Vogliamo provare questo rosso? - Va bene, proviamolo.
Scioglietemi il busto.
No.
No, come senza busto?
Aiutatemi a toglierlo.
< Questi francesi non sanno più..
< ..che inventarsi.
< Poi nascono i "focolari".
< ..di ribellione.
lo seguo queste stravaganze perché sono figlia del secolo,..
..ma noi aristocratici siamo tutti condannati.
< Che tocco delicato che avete.
Siete bravo a sciogliere.
Toglietemi una curiosità...
Non puoi bussare prima di aprire la porta?
Non vedi che sono mezza nuda?
- E' mezza nuda. - Nervosa?
Meo, venite qui.
Mi stanno venendo i cinque minuti.
Prendete la scaletta.
- Fate presto. - La scaletta.
Mettetemi la cipria.
- Meo! - Sì?
La cipria? Qua mi ci vorrebbe la farina.
E tu? Che cerchi?
Cerco la spada.
< Non puoi uscire senza?
E se poi litigo con qualcuno?
Vuol dire che per una volta starai calmo.
Ecco fatto.
< Guarda dov'era, sotto la legna.
Ve ne andate? Il marito siete voi.
- Bono. - lo sono arrivato.
Aveva sei metri di lacci, sempre a tirare.
Mi sono fatto una sudata.
Datemi una mano.
Sei di casa, che ti frega?
Ti saluto, vado a giocare un po'.
Tanto a farle compagnia ci pensi tu.
Tu sei musico.
lo sono musico.
Guarda come me l'hanno ridotta.
E va beh.
< Se voglio litigare..
< Bene, pure la parrucca.
Adesso non vi manca altro.
Se volete togliervi anche la pelle non fate complimenti.
Avete ragione, ma oggi non mi sta bene nessun vestito.
No! No!
Tutta questa pazienza oggi non ce l'ho.
Che credete, eh?
Vi spogliate, vi rivestite, mi passate davanti nuda.
Vostro marito ci lascia soli, lui se ne frega.
Per chi mi avete preso?
Per il gatto di casa?
Dove scappate?
Fatemi toccare, non mi ricordo più.
Cosa dovete ricordare?
- Basta. - Basta?
Te ne accorgerai, io sono all'inizio.
Poverino.
- Poverino? - Che fate?
- Meo! - Vi devo parlare.
Ecco le papere di legno.
Pure le papere se no non si divertono questi Principi.
Non so che gusto c'è a svegliarsi a quest'ora.
Coi piedi a mollo dentro le botti.
Questi non hanno niente da fare e vanno a caccia.
Vedi quello che sta con mia moglie?
Quello è Meo.
Sentirai come fa bene il richiamo del fringuello.
Accidenti che furbo, l'hai messa col musico tua moglie.
lo vengo nella botte tua.
Ci hanno dato la botte più stretta.
Siamo appiccicati come le sardelle.
Già.
Giulia, ..
..lo sapreste mantenere..
..un segreto?
Meo, ma dormite?
Siamo d'accordo, i richiami li fate voi.
- Meo! - Va bene.
Basta che non mi strillate nelle orecchie.
Questo segreto si può sapere qual è?
Ma no!
No?
Mi domando dove Meo ha imparato a cantare.
Questo che verso è? Mi sembra un gallo.
Sì, ma strillate se no quello dice:..
.."Che fanno?".
Adesso baciatemi.
Adesso strillate.
Bacio.
Un altro strillo.
Un altro ancora.
Ma no, il bacio.
Senti come canta?
E quell'altro, poveraccio.
Guarda che deve fare per campare.
Ho una sorpresina che restate contenta anche voi.
Non parlate se no sbaglio. Che sorpresina?
Ma non vi è arrivato niente all'orecchio?
Ve lo mangereste per cena questo cappone?
Che mi deve arrivare?
- E state fermo con queste mani. - Non si vede niente.
Ma che cosa?
Dopo, adesso ci vedono.
< Vedi quel poveraccio..
< ..come si medesima?
Forza, abbandonati, tanto che fai?
E' una piccola vendetta.
Ridi, ridi, se poi ti nasce un figlio chiamalo Enea.
Stasera c'è una cosa che non mi vuoi dire.
Niente, non ha nessun significato.
Andiamo.
E' che sono andato al Vicariato.
Per vedere se potevo finire di fare questa vita da frignone.
Dato che ho una certa età..
..e dato che mi sta cadendo la pappagorgia.
- Ma non è questa la cosa. - Avevo intenzione...
..di mettere su famiglia.
Cioè di unirmi con una donna.
Ancora?
Ma a che serve?
E' quello che mi ha detto il Monsignore.
Spiegandomi che lo scopo del matrimonio è la discendenza.
Però, se io mi potessi sposare,..
..io avrei sicuramente subito le corna, ma...
Ma uno che ha le corna sarà cornuto, ma è uomo!
Ehi!
Che fate È all'oscuro?
Ammazza, che gattoni.
Tuo zio di manda sola di notte?
Capirai, la manda in giro con me.
Però è proprio bella la vita del musico.
Matteuccio, ricordi quando mi dicevi:..
.."Vedrai che ti abituerai"?
Avevi ragione.
1I mariti ti invitano,..
..le mogli ti coccolano.
Sono cose che fanno piacere.
Lo vedi, Meo si diverte.
Perché non ci provi anche te?
Maria, te lo dico dal più profondo del cuore,..
..mi fai proprio pena.
Non hai capito niente di me.
Meo, rispondimi senza bugia.
A te ti costa tanto essere così?
lo...
lo ho un altro carattere, prendo tutto a ridere.
Sul serio, non devi far conto a come reagisco io.
Matteuccio, vero? lo sono matto.
Vado a dormire. Voi che fate?
Noi stiamo qui a piangere il morto.
E' vero?
Maria! Ma va' a morì ammazzata!
Perché non vai con lui? Non lasciarlo solo.
< Maria!
Dai retta a me, vivi!
Lo senti quant'è scemo?
Matteuccio, mi sembri un matto.
Si tratta così?
Matteuccio!
Ma come, la luna, i fiori...
Non t'importa più della luna?
Davvero ti preoccupi che non hai i requisiti?
Che te ne frega, sei musico.
Mi sento un disgraziato.
Ma quella ti vuole bene, me l'ha detto adesso.
Non dire bugie, non posso far niente per lei.
Buttati nel fiume così la fai finita.
Meo!
lo mi butto nel fiume.
lo mi ammazzo.
Se uno si ammazza per una donna è...
E' una cosa da uomo?
Sei tutto sudato, ti si abbassa anche la voce.
< Vedi di cadere.
< Copriti sul ponte.
Allora vedi che sembro un uomo?
lo mi butto.
Oh! Meo!
Dillo che per Maria mi sono ammazzato.
Va bene, ma adesso vieni a dormire.
Se stai zitto ti prendono per frignone,..
..se parli ti prendono per matto.
Ma a chi crederà questa Roma mia immortale?
All'immortalità delli mortacci sua?
Mi sono stufato!
< Matteuccio!
Matteuccio!
Cristo, Gesù, Maria!
Si è buttato davvero.
Nella vita ci vuole pazienza.
Ora facciamo questa tournee.
Dovevi proprio allontanarti da Roma.
Povero Matteuccio.
Con questa fissazione di essere uomo.
Contento lui... Come si dice?
"Un pianto e una mangiata." Vuoi stare fermo?
- Attento. - Com'è bella la campagna.
I castrati!
Non guardare che sono scandalosi.
Stupido, tappa gli occhi alla vacca che è più innocente...
..di tua figlia.
Fine, eh?
Non ho capito perché la Labastri va a cantare a Pietroburgo...
..e noi dobbiamo andare a Frosinone.
Perché ognuno va dove si merita.
Ma il Principe Savello, dove andiamo a recitare noi,..
..sarebbe un parente di quello di Roma?
La stessa razza.
La stessa cattiveria.
Sono già tanto cattivi quelli, figurati questo.
- Che decadenza. - Vero.
- Buongiorno! - Salve, figliuolo.
Che bello.
Dunque, prendi questo, questo, questo e anche quello.
Sono miei.
- Vuoi chiudere l'ombrello? - Un momento.
Andiamo.
Imminenza, a Roma nessuno gli dice niente a questi?
Li mandano in giro così?
Ma i musici sono un fatto artistico, mica di mal costume.
Che marito ignorante vi siete sposato, Donna Teresa mia.
Sì, gli farei fare la fine di Giordano Bruno.
Mica solo a questi.
Roma, ma pussa via.
< La grande meretrice.
< Babilonia!
Avevo ragione io, è proprio lui.
Se è così te lo faccio scannare subito.
No, aspetta.
Che gusto c'è ad ammazzarlo?
Non lo vedi che non è neanche più un uomo?
Ci divertiamo di più a tenerlo vivo.
Cappone!
Allora non era l'Arcangelo San Michele che ti aveva chiamato.
Potreste anche guardare dove sputate.
Che educazione. Tra un po' mi prendete nell'occhio.
Eccellenza, vostra moglie ha preso un granchio.
Non so di che parla, non la conosco.
Mia moglie conosceva uno che con la scusa di sposarla..
..gli fece la festa e poi gli disse che si faceva Frate.
Lo sai, per caso, in che convento è andato a finire?
- Chiedetelo a lei. - Trovami il Frate e io ti salvo la vita.
Andate a Roma, là è pieno di Frati.
Ve lo trovo io.
No, io? Che ne so.
lo canto.
Il gallo canta, ma al cappone gli si tira il collo.
Stringe, ma è matto?
Che sono, tenaglie?
Una volta ho preso un caprone.
Gli ho infilato il dito nello zoccolo,..
..lui gira di qua e io giro di là.
In due minuti gli ho fatto una zampa che sembrava una treccia.
Baciami il piede.
E chi sei, il Papa?
Sono il Principe Savello, il padrone della terra.
Baciami il piede!
< Finché sei rispettoso...
< ..puoi salvarti.
< Eri bravo a fare l'amore,..
< ..ora che ti resta da baciare?
< La scarpa.
E adesso andiamo.
Stai attento, il Principe è cattivo.
Se ti vuole veder ballare, balla.
< Musico, facci vedere..
< ..come fai la donna.
< Meo, quei giovanotti..
< ..sono cavalieri di razza.
Vuoi vedere che trovi qualcuno che ti sposa?
< Forza, con più fuoco.
Moretta, come sei tozza.
Tozza sarà tua madre.
Che fai, stringi?
Ma che vuoi?
< Facci vedere le gambe!
Che hai qua sotto?
Teresa, quanto sei infame.
Ma che è?
Ragazzi, che è tutto questo rispetto?
Non sapete ballare con la Regina?
- Che fai? - Ti tocco.
E io ti meno.
Vieni qua.
Principe,..
..a me con tutti quei boccoli... Che ti devo dire?
Va' morì ammazzata!
< Non ti sei sposata lo stesso?
Che vuoi da me?
Adesso basta, hai detto anche le parolacce a mia moglie.
< Ti do una coltellata.
Ma sì, datemela, così la facciamo finita.
Anzi, facciamo una cosa, prestatemi il coltello..
..così me la do da me.
Ti voglio prendere in parola.
Fammi vedere se sai dartela davvero.
< Magari al cuore.
Adesso sono stanco.
Buongiorno. E' ora di andare a caccia, ho portato i cani.
- Anche quello nuovo? - Sì, è qua.
< Ha corso tutta notte,..
< ..ma è corto di fiato.
A cuccia, mettiti giù.
< Ni senti? Il cane è quadrupede.
A cuccia!
< La scelta te l'avevamo data.
Se ti pugnalavi questo non ti succedeva.
- Non va? - Sì, ma corre poco.
- Gli si incrociano le zampe. - "Sto figlio di...
Ma come, se ti ho fatto anche il riporto con la quaglia in bocca?
< E allora?
Non fa niente se non sei veloce, io vado per istrici.
< Devi solo intrufolarti..
< ..nelle tane.
Hai capito? E' facile.
Teresa, stai attenta, io vado a lavarmi.
< Se si muove, chiamami.
< Bugiardo!
< Se ti volevi castrare..
< ..che ci voleva a dirlo?
< Capisco la vergogna, ma...
Ma riguardava anche me.
E' questo che non ti perdono, la bugia.
Per questo te l'ho fatta pagare.
Ma chi ti ha detto niente.
Che piangi a fare?
Non ce l'avevo un Principe che mi sposava.
< E poi se non mi obbligavano..
< ..ti pare che io...
< Mica ti devo far pena.
< lo sono contento così.
Ammazza oh.
Mi avete sbranato, tu e quell'altro vecchio.
Guarda che roba, mi ha ricoperto di immondizia davanti a te.
Che altro vuoi che faccia?
La zampa?
Mi gratto?
Col piede non mi riesce bene.
Andiamo, alzati, non fare il pagliaccio.
< Mi sto divertente.
Capirai, sono una roccia.
Se mi saltava la mosca al naso glielo facevo vedere io.
E' che non gli posso menare.
E' troppo vecchio.
Ma come ti sei messa? Sei tutta rannicchiata.
Ammazza!
Che piedi freddi.
Sembrano due ghiaccioli.
Teresa, ti ricordi quando camminavi scalza?
Tua madre, per nascondere la miseria ti metteva il nastro.
Così non ci facevano caso che non avevi le scarpe.
Guardano il fiocco.
Eravamo due poverelli.
E adesso?
Hai questo palazzone.
Chi l'avrebbe detto.
- Fammi posto. - Che fai?
Eh?
Sono un cane, salgo sui letti.
Tu sei rimasto tale e quale, almeno di carattere.
E sempre impunito.
Ma che mi baci a fare?
Ti faccio vedere.
Ti ricordi quando ti dicevo..
.."abbi fede"?
Consolati,..
..ti sto per dare una buona notizia.
Almeno dovrebbe.
Insomma, ti dovrebbe far piacere se ancora..
..mi vuoi bene.
Che notizia?
Ma allora neanche questo è vero?
Neanche musico sei?
Zitta! Poi ti spiego.
La mia vita è tutto un romanzo.
Ma adesso abbracciami.
lo ti spezzo, sai?
lo mi devo sbrigare, qui mi portano a caccia.
Fermati, se torna ci uccide a tutti e due.
Finché sentiamo l'acqua siamo tranquilli.
Perché siamo così disgraziati?
Sono terribile, Eminenza.
Quando mi impunto con qualcuno me lo mangio vivo.
Domandatelo a mia moglie.
Scusate, ma non capisco che vi ha fatto quel poveraccio.
< Ragioni di famiglia.
Non immaginate che gli ho fatto fare,..
..il cane nella palude.
Ma ora ho deciso di lasciarlo andare, è un musico.
Adesso basta, piantala con questo musico.
Ma che hai da ridere?
< Teresa!
Il bue che dice cornuto all'asino.
Ma che ti succede, non ti diverti più?
No, va bene?
Sono obbligata a divertirmi?
< Bue un paio di pifferi.
All'età mia è normale.
Ora vado per l'ottantina.
Non è così anche per voi?
Calma, io sono confidente per vocazione, è un'altra cosa.
Meo!
Ciao.
Ti ho portato un libro, così leggi durante il viaggio.
Hai messo i soldi nelle calze?
E se per strada vi fermano i briganti?
Tieni le tende aperte così prendi aria.
Come sei bianca.
- Mi sembri un panno. - Non parliamo di noi.
Aiutami, io sto facendo i salti mortali per tenermi.
lo ci ho pensato.
E' tutta la notte che il cervello...
Savello è un rudere, pensi che campa cent'anni?
Abbi fede, puoi rimanere vedova da un momento all'altro.
Con i soldi.
Una vedova si può sempre risposare.
Stai zitto, non fantasticare.
- Ma pensaci. - Non mettermi strani idee in testa.
Non mi fai parlare.
Quello muore subito, almeno dovrebbe.
lo come musico sono una schiappa, tra un po' non canto più,..
..mi dimenticano, io mi ritiro a vita privata.
Chi mi conosce?
Noi diventeremo i padroni della terra, da qua fino al Garigliano.
Ti salterei addosso un'altra volta.
Abbi fede.
Sai da quanto tempo non facevo l'amore?
Da quella notte con te.
Che ti credi, io pure...
Va beh, il passato è passato, abbiamo tutta la vita davanti.
- No? - Ti voglio tanto bene.
Povero papà.
- Ma com'è successo? - Così, all'improvviso.
Da quant'è che non vieni qui?
Sarà tre mesi, sono stato in tournée.
Ma com'è stato?
Tempo fa, di notte.
Sentivo che stava sgranocchiando.
Stavamo a digiuno da tre giorni.
Pensavo che stava sognando una tavola imbandita,..
..invece si stava mangiando il materasso.
Quando me ne sono accorta era troppo tardi,..
..si era mangiato tutta la sua parte.
Gli ha bucato le budella.
Piangi, piangi, lacrime di coccodrillo.
< Se ci avessi pensato.
In tanti anni neanche un soldo.
Neanche la messa gli abbiamo potuto far dire.
Ma che gli davo se non ho un soldo?
Non l'ho mai avuto. Anzi, parliamoci chiaro.
Voi credete che sono musico?
Invece sono uomo.
Uomo, va bene?
Grazie al chirurgo e ai soldi che gli do ogni mese.
Sì, uomo, uomo.
Non vergognarti se ti sei mangiato i soldi.
Che sono tutte queste storie?
Tanto qui parli sempre al muro.
Sono stanco.
Sei bugiardo come tuo padre.
Eppure me lo sento che la miseria sta per finire.
E come?
Preparatevi, ho una cosa per le mani.
E' ritornata un'altra volta la Befana.
- Ve la ricordate Teresa, la mia ragazza? - Beh?
Terre, bufali, cavalli, butteri.
Quella è vedova.
Insomma, quasi.
- lo me la sposo. - Che dici?
Così diventiamo i padroni della terra.
Da qua fino al Garigliano.
Chi è?
Saranno i butteri.
Si può?
Dio, Dio, Dio. Che notizia.
Un goccio d'acqua.
Che è successo?
- Adesso lo dico. - Tieni.
Piano, non ti affogare.
Che c'è?
Ogni volta che entrate così mi fate venire una paralisi.
Ti devo dare una brutta notizia.
Teresa aspetta un bambino.
Ma quella non era vedova?
Non ancora.
Che ne so, era giusto che diventasse vedova.
Il marito ha quasi ottant'anni.
Invece questa mi diventa madre.
Marchionne,..
..perché date questa notizia a me?
Proprio a me?
lo non lo so.
Ma mi hanno detto che il Principe Savello sta venendo qui..
..con un esercito di butteri.
Il nipote è già arrivato.
Vuole parlare con te personalmente.
lo me ne vado.
Girano certe voci su di te.
No, io rientro al Conservatorio.
Guarda te le donne.
Stavo per venire a cercarti a casa.
- Fermati un momento. - Che vuoi?
Mi hanno ordinato una cassa per te, ma non posso finirla..
..se non misuro il cadavere.
Mettiti per il lungo.
Due, tre, quattro, cinque,..
..sei, sette, otto, nove.
Ma che fai?
Ti ricordavo più piccolo.
Non lo sapevi?
Dicono che ti portano a Santa Maria dell'Anima.
Sapessi che funerale ti stanno preparando.
À me?
Il Principe Savello fa le cose in grande.
Mi manca un pezzo di cassa.
- Quand'è morto te lo accorcio io. - Ma che ti accorci?
Teresa è gravida è già si dice che non è stato mio zio.
Noi non vogliamo scandali e dato che tu sei l'unico..
..che ha frequentato il palazzo a mio zio gli è venuto un dubbio.
Tu dici che sei musico.
Ma a noi chi ce lo garantisce che è vero?
Per cui,..
..l'unica cosa da fare è verificare.
D'altra parte che fai, scappi?
E dove vai? Vai a Napoli, ma ci sono i Savello napoletani.
Vai nel Lombardo Veneto, ma ci sono i Savello austriaci.
Evita questo funerale, fatti controllare.
- Vieni qua! - Ci parlo io col Principe!
- Torna qua! - No!
Quelli mi controllano!
Quello si fa castrare! Va dal chirurgo!
Ma cosa sono, bruscolini?
Vieni qua, ti difendiamo noi.
Devo provare che non sono stato io.
Lasciatemi!
Lo faccio, così canto meglio.
Lasciatemi!
E' meglio un musico vivo che un uomo morto!
lo voglio vivere e si vive anche senza!
Uno per micio nonno.
Uno per micia mamma.
Piano che ti va di traverso.
E questo per micio papà.
Lo vuoi un consiglio?
Affezionati a questo ambiente, tanto.
- Hai rubato la carne? - Lasciami in pace.
Come sei ignorante.
lo ti volevo fare una gentilezza.
Non ti parlo più.
- Tieni. - Va beh.
Scusa.
Non ne parliamo più, io non riservo rancore.
Lo sai che stiamo in camera insieme?
Non litigo con nessuno.
Basta, se no diventi una barca.
Ecco.
Vieni, ti faccio vedere la stanza.
Andiamo.
Figlio mio, se la prendi così.
Tanto non c'è niente da fare.
Vedrai, per prima cosa ti si riducono i fianchi.
Secondo, ti cresce il petto.
E terzo, la barba non ti cresce più.
Se non succede ti controllano.
Andiamo.
Sottotitoli: CINEMATEXT MEDIA ITALIA
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