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Original subtitles

Quando sono morti i genitori di Amaia?

Due anni fa.

Questa era la camera di Amaia.

Questo posto è vivo!

Non vedo l'ora di cominciare!

I BAMBINI DELLA RUSSIA NON SONO MORTO

- Sono pronta. - Ricordati il patto. Niente politica.

Sì, niente ideologie politiche.

Inizio io. Tieniti forte.

Estate del 1991.

Nuria Bellmunt, mia madre,

era nella sua casa di famiglia a Lloret de Mar

sulla Costa Brava...

...quando i suoi genitori,

i miei nonni,

furono investiti.

A mia madre dissero che era stato un incidente.

Restò tutta sola...

...con la casa

e tutta l'estate davanti a sé.

Gli amici e i parenti cercarono di consolarla,

ma lei s'innamorò di un russo.

Dimitri non era russo,

ma un fottuto georgiano.

La prima volta, lo accontentò,

per toglierselo dai piedi.

Ma la seconda, era confusa e terrorizzata.

Pagò il doppio.

La terza volta, fu molto fortunata.

Una mattina, apparve l'autista e guardia del corpo di suo padre...

Olmo Mendoza.

Ho visto chi ha investito i tuoi genitori.

Li stavo aspettando in macchina.

La mafia georgiana.

Fai i bagagli.

Prendi ciò che puoi.

Dove mi porti?

Non tornare in Costa Brava per almeno dieci anni.

E la mia casa?

Sarà il quartier generale della mafia georgiana.

Chiamo la polizia.

Se lo fai, ti uccideranno.

Che stai facendo?

Faccio il bagno.

Si ritrovò sola,

con l'auto dei genitori.

Non sapeva guidare.

"Non sapeva guidare."

E tua madre?

Dov'era allora?

Mia madre era La Maca.

Era all'apice del suo successo musicale.

Mi offri un viaggio

Attraverso i miei lombi

Leccando

Mentre vado in paradiso Continui a esplorarmi

Il sesso del mondo, il mio sesso

Mi concepì durante l'ultima tournée.

Il sesso del mondo, il mio sesso

Il mio padre biologico è uno sconosciuto.

Mia madre ricorda solo di averci scopato.

All'epoca si drogava,

era strafatta.

Sono quasi morta alla nascita.

Dovettero aprirmi il petto due volte.

Ora il mio personaggio preferito.

Salve.

Sei La Maca?

Sono un fan della tua musica.

Di te in realtà.

Un grande fan.

Mia madre capì subito

di aver bisogno di lui.

Fu una manna dal cielo per le nostre vite.

Arrivano i miei nonni:

Pío Santolaya e Candela López.

La casa di campagna a Siviglia.

Accettarono subito Víctor.

Per mia nonna, era un angelo mandato da Dio.

Per mio nonno era il figlio che non aveva avuto.

Andiamo.

Forza!

Cosa c'è?

Niente.

Sembrava che la bambina la spaventasse.

Silenzio!

Silenzio!

Silenzio!

Silenzio!

No!

Silenzio!

Maca!

Ehi!

Va tutto bene.

Quelle voci mi fanno impazzire!

- Quelle voci mi fanno impazzire! - Va tutto bene.

Mi stanno facendo impazzire!

Mia madre si fece ricoverare.

Andrà tutto bene,

capito?

Andrà bene.

Víctor restò con me,

come un padre single.

Il nonno gli versava un assegno,

lo mise a vendere case

e gliene regalò una.

I bambini della Russia.

È materia tua.

Con l'intenso bombardamento su Bilbao dal gennaio del 1937,

il governo basco ha evacuato 20.000 bambini via mare in Europa.

Poco prima della caduta di Bilbao nelle mani dei ribelli,

1.500 bambini sono stati mandati in Russia.

Tanti bambini vivranno come orfani in esilio! Tanti

genitori piangeranno per aver mandato i loro figli così lontano!

Jacinto Mendoza. La ragazza è Julieta de Paula.

Lui si innamorò di lei appena la sentì suonare.

È lei adolescente che suona un pezzo scritto a 12 anni.

Vennero reclutati dal KGB da bambini.

Entrambi, come coppia.

I loro figli, Víctor e Olmo,

ricevettero un addestramento militare.

E gli piacque.

Secondo Víctor fu un periodo molto felice per i Mendoza.

Dopo la caduta del muro,

la Russia non aveva bisogno di spie,

così Víctor e Olmo vennero a lavorare a Lloret, la città di mia madre.

E Jacinto e Julieta?

Si trasferirono due anni dopo

vicino ad Alicante.

Si comprarono una villa sul lungomare di Dénia,

città natale di Julieta.

Non si sente un sussurro in giardino

Tutto è calmo fino a domattina

Se solo sapessi quanto mi sono care Queste notti di Mosca

Non si sente un sussurro in giardino

Tutto è calmo fino a domattina

Se solo sapessi quanto mi sono care Queste notti di Mosca

Sappiamo poco di Olmo.

Smise di fare l'autista e la guardia del corpo.

Che altro?

Faceva il gigolò.

Per le ragazze con i soldi.

E se li meritava.

Olmo riusciva a essere irresistibile per qualsiasi donna incontrasse.

Aveva 300 mg di testosterone per ogni centimetro cubo di sangue.

Il doppio della media.

- Secondo un esame del sangue. - Davvero?

Sì.

E tu quanto...

...ne hai?

Secondo te?

Marc.

Abbiamo iniziato ora.

NON SONO MORTO AMAIA ZUGAZA

Ricordo mia madre che leggeva il manoscritto.

Qui arrivi tu?

Sì.

Io, Marc Bellmunt,

capivo se un manoscritto le piaceva.

Era di una giovane scrittrice basca, Amaia Zugaza.

C'era già Amaia

che bussava alla porta di tua madre.

Lo scrisse qui,

proprio a quel tavolo. Il suo primo romanzo.

Vinse molti premi.

Troppi.

È stato sopravvalutato.

Mia madre prese una cotta.

Successe una volta.

Mai più.

Lo scoprii molto dopo.

Le piaceva farlo nell'acqua.

- Anche a me. - Lo so.

Víctor ci aspetta.

"Non convinceva mia madre a vedermi

o a lasciare l'ospedale per passare un po' di tempo con noi."

"Era sconvolta.

Era un misto di

panico e vergogna."

E senso di colpa, no?

Per aver rifiutato sua figlia.

Víctor diceva che rifiutava se stessa come madre.

"Poi, una sera,

Víctor ebbe una splendida idea."

Qui entri in scena tu.

Sono già apparsa neonata.

Ma sì, qui avevo sei anni.

Lo ricordo molto bene.

Rebeca, di cosa ha più paura tua madre?

- Di me? - No!

Delle voci, giusto?

Che ne dici di raggiungere tua madre con la voce?

Quando capirà che la voce è solo tua e di nessun altro,

forse continuerà ad ascoltarti.

Che devo dirle?

Dille di cantare

per addormentarti.

- Ciao, Víctor. - Mamma, sono Rebeca.

Rebeca. È la tua voce?

Sì, e questa è la tua.

Hai una bella voce.

Anche tu, mamma.

- Grazie. - Per questo ti ho chiamata.

Oh, davvero?

Canti qualcosa?

Così mi addormento con la tua canzone.

Le tue mani

Si addormentano

I tuoi occhi

Che riescono ancora a sentirmi

Si chiudono

Al mondo

Rebeca

Rebeca

Quindi

facemmo così per molte notti.

E anche a Víctor...

...piaceva la voce di mia madre.

Sei al sicuro

Buonanotte, bambina mia.

Si è addormentata.

VICTOR RIATTACCÒ.

Víctor.

Víctor è fantastico!

Tutto a posto?

Sì.

Olmo sta per arrivare. Proprio qui.

In questa vecchia cascina basca.

"In quel momento,

Olmo voleva cambiare completamente vita."

Amaia si trovava a Madrid.

Aveva ricevuto un premio.

Il giorno dopo sarebbe tornata qui.

Amaia ebbe cinque orgasmi.

"Nessuno l'aveva mai...

...fatta godere così."

"Cinque orgasmi"?

"Nessuno l'aveva mai fatta godere così"?

Come lo sai?

Così è più sexy.

Tocca a te.

Grazie del passaggio.

Me ne vado anch'io.

Ho la valigia dietro.

Dove vai?

Non lo so.

Su una montagna.

Le mucche... Sono tue?

No.

I miei sono vecchi,

le hanno vendute anni fa.

Ti piacciono?

Sono un toro.

La valle è piena di mucche.

Lo riconosci?

No.

Potrei vivere qui.

Troverò un motivo per farti restare.

Non potrebbero farlo da un'altra parte?

Lasciamoli fare.

Intanto, Víctor faceva grandi progressi.

INGRESSO

Macarena vi aspetta in giardino.

Oh, grazie.

Tua madre

sarà come un albero magico,

uscirà dalla terra,

andrà in camera sua,

si farà una doccia

e si metterà il vestito che le ho portato ieri,

che le sta benissimo.

E si metterà

proprio lì,

così potrete guardarvi negli occhi,

madre e figlia.

- Sei nervosa? - Certo.

"Víctor,

sei meglio di un padre vero."

Víctor,

sei meglio di un padre vero.

Ti chiamerò "papà".

Grazie, figlia mia.

Ciao.

Mamma!

Víctor vuole che torni a casa con voi.

Anch'io!

Spero che le mie voci non ti disturberanno.

Certo che no.

Le tue non disturberanno me.

Mamma,

come sono le voci?

Non sono voci.

È solo una.

E com'è? Che suono ha?

Di un bambino.

È un bambino.

A volte usa voci diverse,

ma io so che è lui.

E che ti dice?

"Non sei mia madre."

Me lo rinfaccia sempre.

Digli che ha ragione, che io sono la tua unica figlia.

Digli di lasciarti in pace.

No,

allora mi appare in sogno e mi urla nell'orecchio.

Lo senti ora?

Dice che se penso

che il giardinaggio lo distrarrà,

allora sono una stupida.

Olmo e Víctor decisero di mettere su famiglia.

Due famiglie, insomma. Una ciascuno.

Olmo e Amaia si sposarono qui,

circondati dalle mucche...

...e Víctor e tua madre dai tori.

Della fattoria dei nonni.

I matrimoni avvennero a vari anni di distanza.

Sei anni.

Ma non importa, vero?

Adoro questa cosa.

Avevo otto anni al matrimonio di Víctor e 14 a quello di Olmo.

Come me.

Ci conoscemmo lì.

Tra le mucche.

Da piccola, sfrecciai verso sud nell'auto dello sposo.

Da adolescente, con la stessa auto, andai verso nord.

Questa volta, col fratello dello sposo e mia madre.

Anch'io andavo verso nord,

lentamente, con mia madre.

Ancora non sapeva chi fosse lo sposo.

È lì che ci conoscemmo.

Non sappiamo quando Julieta si sia disconnessa dalla realtà.

Viveva la vita come in letargo.

- Che cos'è? - Ci arriviamo.

I Mendoza parteciparono solo al matrimonio di Olmo.

Al matrimonio di Víctor, erano ancora fieri

di aver vinto la guerra civile.

Rebeca.

FIERI DI AVER VINTO LA GUERRA CIVILE.

Niente politica.

Cari fedeli,

siamo qui per celebrare Macarena Santolaya

e Víctor Mendoza

che si uniscono nel vincolo del matrimonio.

Benvenuti.

Amaia Zugaza e Olmo Mendoza

sono qui per sposarsi,

amarsi,

sostenersi a vicenda

e vivere insieme

secondo la legge.

I miei avevano Padre Jesús,

il fratello di mio nonno.

Vi dichiaro

marito

e moglie.

Mia bella bambina.

Viva gli sposi!

Papà.

Mamma.

Genero.

È un peccato

che tuo fratello e tua sorella non potessero.

Un peccato?

Non li avrei invitati.

Un bacio!

Agli sposi!

Salute!

Un bacio!

Un bacio!

Bacio!

Bacio!

Bacio!

Bacio!

Bacio!

Bacio!

Fu la prima volta che desiderai di baciarti.

Non ti avevo notato.

Mia cara figliola

Alzati

E guarda sopra la cima

Casa della tua protettrice

Maria

Signora del Monte Anboto

Mia cara figliola

Alzati

E guarda sopra

La cima

Casa della tua protettrice

Maria

Signora del Monte Anboto

Papà.

Grazie.

Ehi,

Rebeca.

Ti amo più di tutto.

VICTOR MENDOZA DIRETTORE DELLE VENDITE

Padre.

Grazie.

E tu, Víctor,

dove sei stato battezzato?

Io?

Da nessuna parte. Non sono battezzato.

Scusatemi.

Non l'ha assaggiata.

Non esageriamo.

Tu pensavi che non fosse un problema.

Lascia perdere.

Se n'è andato per fingere di non aver sentito.

Per non dover annullare il matrimonio.

Io sono battezzata?

- Sì, tesoro. Tu sì. - Davvero?

Quando è stata battezzata? Non ricordo.

All'ospedale.

Eri molto debole.

Ti battezzammo prima della seconda operazione.

Pensavamo che saresti morta.

Così saresti andata dritta in paradiso.

Guarda, mia madre con la tua.

C'è intesa.

Papà,

perché non mi hai parlato dei tuoi genitori?

Non me li hai nemmeno presentati.

- No? - Non ti preoccupare.

Mi presento da sola.

Salve, nonno.

Non sono tuo nonno.

Beh,

Víctor è come un padre.

Julieta.

Questa è tua nipote.

E io tua nuora, Macarena.

Che succede?

Vuole dire qualcosa.

Vuoi toccarle?

Suona ciò che vuoi.

Povera donna.

Ha sofferto tanto.

Mio figlio...

Prendersi cura di te

è la cosa migliore che mio figlio abbia fatto in vita sua.

Olmo, lei è Nuria, la mia editrice.

Piacere. Amaia mi ha parlato molto di te.

- Mia madre riconobbe Olmo, - Piacere.

- ma non lo disse ad Amaia. - Nuria Bellmunt.

Quando Olmo sentì il nome Bellmunt,

si rese conto di averla conosciuta molti anni prima.

Posso rubartela?

Certo.

Allora Olmo si ricordò che Amaia gli aveva detto che una volta

era andata a nuotare con l'editrice.

Mia madre era stata in mare con la sposa e con lo sposo.

E dopo?

Fu molto strano.

Due temporali.

Uno per matrimonio.

Ma come iniziarono esattamente?

Il cielo tuonò

e delle grandi nubi nere apparvero,

portate da un vento caldo.

Mia madre ebbe una premonizione.

E incredibilmente, una mucca scomparve.

La più grande. Come disse Olmo.

Cos'è successo?

È arrivata una forza potente da...

Non so da dove.

Mi scrivesti una lettera.

- Non me lo ricordare. - Ce l'ho.

- Non ti azzardare a leggerla. - Ehi.

Poche persone possono vantarsi di aver ricevuto una vera lettera d'amore.

È bellissima.

Dice molte cose.

Più di quanto si pensi.

Scrive molto bene.

Come risponderai?

Non c'è proprio nessuna speranza?

È ciò che sento.

Non dovresti mandarla.

Non si sa mai.

Vuoi dargli speranza?

Non mandarla.

Non ha risposto alla prima.

Sembrerai disperato.

Mi rassegnai.

Ero disperato.

Io pensavo a mia madre...

Il vento soffia

...che stava meglio.

Ingarbugliando le mie viscere

Ho dei rami come costole

E dei ragni nella gola

Convinsi mio padre a ridurre le sue medicine.

"Volevo più mamma e la ebbi."

Quanto andò avanti?

Ognuno a fare le sue cose?

Quanto servì ad Amaia per scrivere il secondo romanzo.

Nove mesi, come una gravidanza.

Amaia voleva un figlio.

Olmo era d'accordo.

Ma ne uscì solo un romanzo.

Hai fame?

Andiamo a mangiare.

C'erano le foto dei suoi fratelli sulla parete.

Amaia si sedeva lì

dandogli le spalle.

Non la biasimo.

Non voleva guardarli.

Il maggiore era ricercato in Messico

e la sorella in prigione.

Avevano ucciso nove persone.

Che Amaia riportò in vita nel primo romanzo.

Non sono morto.

Quel romanzo mi spaventò.

Affascinante.

Sollevò un polverone.

Niente politica.

Cosa ne pensavano i suoi genitori?

A suo padre piaceva.

Lo considerava coraggioso.

Sua madre lo iniziò, poi smise.

Non mi sorprende.

Gli assassini erano i suoi figli.

Gli ultimi della stagione.

- Sono i migliori. - Mamma,

parla spagnolo.

- Scusa. - No, anzi.

Mi piace sentirvi parlare basco.

Ma davvero?

Non è muto dopotutto.

Non lo capisci, Olmo.

Forse non vuole

capirci.

Era

la lingua dei miei nonni paterni

di Gernika.

Durante la guerra civile, sfuggirono ai bombardamenti.

Portarono mio padre, che aveva sette anni, in Unione Sovietica.

Se parlate basco...

...forse riesco a impararlo.

Hai sangue basco.

Sangue?

Non so più che sangue ho.

Che problema hai?

Perché non posso riportare in vita i morti?

Perché ciò che è morto...

...è morto.

È solo un romanzo.

Beh, non mi piace.

Devi dirmi del tuo passato.

Non so quasi niente di te.

Prima di sposarci...

...dicemmo di non chiederlo.

No, lo dicesti tu.

Ma io non posso sopportarlo.

Quei 14 anni in Spagna prima di conoscerci.

Cosa facevi?

Olmo, sono tua moglie!

E sono una scrittrice.

Dimmi cos'hai fatto!

Chi cazzo sei?

Amaia diventò sospettosa.

Olmo lo notò.

Si creò una gelida distanza tra di loro.

Ma a letto, andavano ancora d'accordo.

Bollenti.

Il sesso li tenne insieme.

Fino all'ultima notte.

CORPI BOLLENTI

Questo mi piace.

Niente morti, solo vita.

Certo,

perché siamo io e te matti per il sesso.

C'è solo questo tra noi.

Sarà la prima volta che ci separiamo.

Starò un giorno a Barcellona.

Darò il manoscritto a Nuria

e firmerò il contratto.

Ti ritroverò qui?

Cosa vuoi tu?

Voglio che mi aspetti

per parlare di noi due.

Andiamo fuori?

C'è la luna piena.

Mi piace unire i nostri rami.

Domani avremo tutto l'albero.

Con tutto il suo sangue

e la sua verità.

Continuiamo.

La mattina, Olmo portò Amaia all'aeroporto.

LA MATTINA, OLMO PORTÒ AMAIA ALL'AEROPORTO

Voglio un bacio come si deve.

Uno dei tuoi.

Profondo.

Porterò il tuo sapore con me.

Chi è?

Ti dirò dopo della russa, Veronika.

A mia madre non piacque il romanzo erotico di Amaia.

Quindi non lo pubblicherai?

No.

Per il tuo bene.

È un passo indietro. Tu sei meglio di così.

Scrivine un altro.

Un uomo del posto

si prende delle libertà.

È nel nostro territorio. Dagli una lezione.

Che non dimentichi?

Niente di grave.

Un ginocchio, una mano...

Poi canterai per me.

Pensavo che fosse stato un incidente, ma Olmo mi disse...

Mia madre raccontò come aveva conosciuto Olmo a Lloret.

Olmo mi disse di invitare Dimitri, il georgiano,

- e... - Fermati.

Ho tralasciato una cosa,

per dirtela ora.

Quando Olmo disse a mia madre che era l'autista di suo padre,

si offrì di aiutarla.

Invita qui il tuo amante georgiano

questo pomeriggio. Digli

che hai un'offerta interessante.

Il mio capo sta arrivando. Tuo padre non c'entra niente.

Nemmeno tu.

Lo uccise?

Da professionista.

Da professionista.

Prendi le tue cose.

Ti porto via di qui.

Rebeca,

siamo qui stanotte per un motivo.

Quindi preparati.

È una notte di luna piena per tutti.

La luna sul Mediterraneo.

È per te, Julieta.

Che c'è, mamma?

Niente.

Volevo scrivere una canzone.

La luna mi ha sempre ispirato.

Ma la sua voce me lo impedisce. Non capisci?

Non sono nessuno ora.

Da quando sei nata,

non sono più stata La Maca.

Non ho scritto una canzone.

Hanno voluto che fossi tuo figlio!

No!

Mamma, sono io.

No.

Ti odio, madre! Uccidimi di nuovo!

Non mi farai del male. Combatti!

Puoi sconfiggerlo, cazzo!

Basta!

Va tutto bene.

Mio padre arrivava tardi troppo spesso.

E a volte troppo tardi per un venditore.

Stai bene?

Quella sera odorava di profumo per belle donne.

Mia madre non se l'è mai presa.

Perdonami.

Io vivo solo per il tuo perdono.

Ti prego, non posso...

Ceniamo. Andiamo.

...il cavallo saltò e ci buttò giù.

Salve.

Vedere Amaia mi ricordò il matrimonio...

...e te.

Salve.

Si sente una canzone

Ancora non sentita In queste notti silenziose

Perché, tesoro, mi guardi di traverso Mi guardi di traverso

Con la testa abbassata?

È difficile esprimere

E anche non dire

Quello che sente il mio cuore

Non risponde?

Sì.

I miei genitori dicono che non è tornato a casa.

Ho sognato tutta la notte.

Perché questo è il letto di Olmo e Amaia?

Mi piace questa cosa,

raccontare la nostra storia,

fino in fondo.

L'albero

del nostro sangue

mescolato.

Un'altra scopata?

Stanotte,

finiamo e festeggiamo.

Faccio la doccia.

Ciao, Olmo. Non hai dormito a casa.

Faccio i bagagli?

L'armadio è aperto.

Svuota la tua parte.

Te l'avevo detto che non durava.

Mi dispiace. Soprattutto per nostra figlia.

Madre, padre, addio.

E grazie, con tutto il cuore.

Continuiamo.

Pronto?

Mio padre propose a Olmo di venire da noi.

Grazie.

Andrà bene.

Rebeca ti lascia la sua stanza.

Non è necessario.

Dormo nella stanza accanto.

Ma se non ti dispiace,

dovremo condividere l'armadio, perché là c'è poco spazio.

Certo.

Grazie.

Olmo stava a casa.

E mio padre tornava tardi.

Ciao.

Mia madre era puntuale.

E con Amaia in cucina, mangiavamo meglio.

Ma Amaia aveva in mente qualcosa.

Qualcosa di più grande.

Quando mia madre le raccontò di Olmo,

Amaia decise di scrivere un romanzo sulla mafia russa.

Passò tre anni a fare ricerche.

Un pomeriggio, ci raccontò le ultime scoperte.

La mia teoria è che Olmo Mendoza

lavorasse come autista dei tuoi genitori

per ottenere informazioni sulla tua famiglia.

Una spia?

Era un soldato di un'importante gang russa.

Il capo era suo padre, Jacinto Mendoza.

Dalla Russia mandò i suoi figli, Víctor e Olmo,

in Costa Brava.

Ma anche i georgiani volevano Lloret de Mar.

Investirono i tuoi per eliminare Olmo

ed estorcerti denaro.

Mi obbligarono a vendere la casa per una miseria.

Diventò il quartier generale dei georgiani.

Senza i georgiani,

Olmo avrebbe preso la casa?

Certo. E Jacinto Mendoza ora vivrebbe lì.

Perché uccise Dimitri se non poteva fermare i georgiani?

Per onore.

Hai mai sospettato di aver sposato...

Un criminale?

Nascondeva qualcosa di brutto del suo passato,

ma non pareva pericoloso.

Aveva tatuaggi?

Sì, mi piacevano.

Li hai visti?

Sì, qualcuno.

Non sospettasti nulla?

E Víctor?

Mio padre?

Aveva tatuaggi?

Solo il viso di mia madre sulla spalla.

- Forse per coprirne un altro. - Cosa?

Parliamo delle nozze di mia madre.

Mi assicurai che tu fossi invitata.

Grazie.

O non saremmo qui.

Scusa! Ho dormito troppo.

Ti ho visto con l'abito solo al tuo matrimonio.

Stavi... benissimo.

- È lo stesso abito? - Sì.

Si sposa la tua ex. Lo noterà.

Cos'è questo?

Due tori che si scontrano.

Tu e Víctor?

Il tuo abito e il mio vestito ballano, vedi?

Il giorno del loro matrimonio cosa direbbero?

Il mio direbbe:

"Sì,

lo voglio".

E il tuo

abito,

sposerebbe il mio?

Dì "lo voglio". È un gioco.

Non mi piace.

Era un gioco per dirti la verità.

La verità più grande che tengo dentro

da quattro anni.

Avevo 14 anni.

"La verità più grande"?

È stata la prima volta che l'ho detto.

Che ti sei dichiarata?

Sì, ma no.

Non volevo niente. Solo dirlo e tirarlo fuori.

E cosa disse?

Cosa disse?

Ho 30 anni più di te.

E sono tuo zio.

"Tranquillo, zio.

Non siamo consanguinei."

Non siamo consanguinei.

Ti contraddici.

Volevi di più.

Come diceva il poeta Khalil Gibran:

"Amatevi l'un l'altra,

ma non sia l'amore una prigione".

Amaia,

vuoi prendere Nuria come tua legittima sposa?

Sì, lo voglio.

Nuria, vuoi prendere Amaia come tua legittima sposa?

Sì, lo voglio.

Nuria, Amaia...

- Lo voglio anch'io. - Vi dichiaro unite in matrimonio.

Non vedo i tuoi genitori. Non lo sanno?

Cosa? Che indossi il vestito del nostro matrimonio?

No, non ho osato dirglielo.

Ma presto andremo alla cascina e glielo diremo.

E il tuo romanzo erotico?

Ne scrivo un altro.

In effetti, volevo chiamarti

per chiederti del tuo periodo nella mafia russa.

Lo so. Hai fatto il voto del silenzio, vero?

Ciao.

Cosa provasti per me allora?

Mi piacque il doppio bacio.

Mi piaceva come mi guardavi.

- Nient'altro? - Non allora, no.

Meno male che ti ho chiesto la prima cosa che mi venne in mente.

Che studierai?

Non lo so.

Ho solo una settimana per decidermi.

Io studierò cinema.

Ad Alicante.

Ci sono buone scuole a Barcellona.

Non voglio vivere con le sposine.

Cinema?

"Sì, te l'ho detto. Cinema."

Balliamo?

Comunque... dopo quell'estate, a settembre,

andammo a studiare cinema.

E a scopare tutti i giorni.

Cambiò le nostre vite.

Ma ogni weekend volevi tornare a casa.

Tu a Madrid e io a Barcellona.

Mia madre non stava bene.

Era per quello?

Ricordi cosa fece?

In otto mesi, neanche un weekend passato insieme.

Rebeca, ognuno di noi ha le sue verità

che sono difficili per l'altro, ma qui abbiamo deciso di dirle.

Verità segrete, hai detto.

Un'idea più tua che mia.

Avanti, dimmi le tue verità,

poi ti dirò le mie.

Durante quei weekend a Barcellona,

Amaia raccontava le sue ultime scoperte sui Mendoza,

cose sempre più brutte.

Intanto, tu eri con due di loro. Uno era tuo padre.

Lascia stare mio padre, ti prego.

Tuo padre lavorava insieme a Olmo.

Anzi, era il suo superiore.

Cominciarono col riciclaggio di denaro.

Comprando hotel, appartamenti di lusso e case.

Ma quando arrivò Jacinto Mendoza,

da Dénia iniziarono a gestire attività più losche.

Losche?

Vere attività criminali.

Forse Marc non dovrebbe sentire queste cose.

Voglio sapere.

Marc, ho paura.

- Devo sapere! - Loro sanno che tu sai.

Loro? Loro chi?

- I Mendoza? - Non lo so.

Questa cosa è spaventosa.

Scusa,

ma mio padre non può aver ucciso qualcuno.

E Olmo?

Passarono un anno nella villa del padre a Dénia.

Nel '92, l'anno in cui siamo nati.

Eseguivano gli ordini del loro capo,

come soldati fedeli.

Poi, stranamente, entrambi lasciarono casa

contemporaneamente e diventarono indipendenti.

Uno si dedicò alla prostituzione.

L'altro mise su famiglia. La tua.

Ma quale fu l'ultimo lavoro per loro padre?

Continua tu.

La crisi di tua madre.

Quella sera la sentii cantare in bagno.

Mi piaceva ascoltarla.

Mentre la sua voce svaniva,

mi resi conto che riuscivo a sentirla perché aveva lasciato la porta aperta.

Era tardi e mio padre non era tornato dal lavoro.

Lo fece anche per quello.

- Mamma. - Fu la ragione principale.

Mamma!

Mamma! Olmo!

Olmo, mia madre sta morendo! Mamma!

Mamma!

Ehi!

Aiutami!

Va tutto bene, mamma.

Va tutto bene.

Oh, mio Dio.

Va tutto bene.

Dovete aspettare fuori.

L'infermiera vi darà dei vestiti puliti.

Hai altri tatuaggi?

Che significa?

Che sono un vagabondo.

Mi piace.

Non hai cicatrici.

Non si vede,

ma si sente.

È qui.

Due operazioni che mi hanno salvato la vita quand'ero piccola.

Víctor arrivò molto tardi e i miei nonni erano già lì.

Come osi arrivare così tardi?

Ma guardati! Non ti azzardare a dirle

che sei in ritardo perché lavoravi.

Non invento scuse. Non mi conosci.

Certo che ti conosco. Sei un drogato.

Eri come un angelo che è apparso

nel peggior momento per nostra figlia.

Guardati ora! Guarda cosa sei diventato.

- La droga ti ha reso un diavolo. - Mi ha reso un diavolo?

- Sì. - Chi sei tu per parlare?

- Chi sei? - Parlo quanto mi pare.

- La tua morale è marcita anni fa. - Basta!

Fottuto bastardo!

Papà!

Smettila di prendere quella merda.

Ti supplico.

Sono suo marito.

Me ne vado.

- Vengo con te. - Rebeca.

Verremo a trovarla domani.

Ricordi la mia grande verità?

La mia grande verità?

È diventata più grande.

Ti sogno spesso...

È più forte di me.

E tu?

Beh...

Abbiamo tutta la notte.

Che successe?

Che successe?

Dopo il tentato suicidio di tua madre,

sembravi distante. Fredda a letto.

Fu un periodo difficile per la mia famiglia.

Mio padre cambiò lavoro e...

...doveva andare via nei weekend.

I miei nonni presero mamma con loro.

E aumentarono le medicine.

Buongiorno! Colazione!

Grazie, amore.

Senti,

ho un bel piano per Pasqua.

- Davvero? - Sì.

Solo io e te, da giovedì a domenica

sui Pirenei.

Ti mostrerò dei bellissimi villaggi.

Ti va?

Finalmente!

Dopo colazione.

Faccio la doccia.

Rebeca, che sorpresa.

Volevo augurarti buone vacanze.

Grazie, saranno lunghe.

Come mai?

Vado sui Pirenei.

I Pirenei?

Dove esattamente?

Una casa vicino al Monte Perdido.

Vai da solo?

Vedrò una persona là.

Una donna?

Una vecchia conoscenza.

Fortunata.

Va bene.

Non volevi salutarmi?

È meglio senza saluti.

Tu hai la tua vita, la tua età. E io ho la mia.

Quando parti?

Dopodomani.

Ti richiamo.

Mia madre...

...è di nuovo fuori di sé.

Ha bisogno di me.

Perdonami.

Povero amore mio. Perdonami.

Mi fai schifo!

"Marc, so solo che tu sei

la mia più grande verità."

Marc,

Marc.

Posso solo dirti che mi dispiace. Non sai quanto mi dispiace.

- Ti amo. - Ti dispiace?

Senti... Non so cosa ne sarà di noi ora.

Solo la verità tra di noi.

Sì...

Ho sentito la tua verità.

- Ma ho smesso di crederti. - No...

E ora ho chiuso con te.

No! Marc, no! Ti prego, no!

Marc! No.

Ti ho assistito per un anno dopo l'operazione.

Abbiamo vissuto insieme per due anni.

Non puoi lasciarmi così.

Perché?

Perché ho detto la verità?

- Una verità che è... Che è vecchia! - Morta?

Sì.

E tu sei vivo. E dobbiamo raccontare quella parte

di questa storia che stiamo scrivendo insieme.

Per favore.

Il resto è sconcertante.

- Finiscila tu. - No.

Non la voglio questa fottuta storia. Te la regalo.

Non lasciarmi così.

Qui vicino passa un treno per Bilbao.

Lì prendi il bus per Madrid.

No... No, ti prego, resta!

Resta e scriviamo la fine insieme. Quando è finita,

- vai a Barcellona e ci pensi. - Ci penso?

Sì.

Mi uccide pensare

fino a che punto mi hai tradito.

Cos'è successo?

- Ciao. - Ciao.

Vieni qui, Xian. Dai un bacione a tuo fratello.

L'avete finito?

Non tutto.

Non vale niente,

non esiste.

Non esiste più.

Vi ho incoraggiato a scrivere le vostre storie insieme.

Nel mio studio.

Col mio albero fuori, l'albero della vostra grande storia.

Con tutti noi dentro.

Per chiarire le ombre nella vostra relazione.

E questo fa male.

Dovete finirla...

...anche lontani.

Rebeca, la cosa migliore ora è non fare niente,

non muoversi e non pensare a niente.

Lasciati andare.

Per esempio, la settimana prossima,

ti faremo salire in auto.

Farò la tua valigia, ora tu non puoi.

Passeremo l'estate a Dénia,

nella villa dei nonni.

Prenditi del tempo.

Ti serve un po' di riposo.

Entro metà agosto, inizierai a sentirti di nuovo umana.

- Potrebbe ripensarci. - No!

Lo conosco.

Ho visto come mi ha guardata.

Lasciamo stare.

Non dovresti fumare.

Non aspiro. Guarda.

Sono i sigari di tuo padre?

Sì, ed è vissuto più di 80 anni.

Che lavoro faceva?

Affari.

Sì, me l'hai già detto.

Ma quali affari?

Traffico di droga?

Persone? Armi? Organi?

Riciclaggio di denaro? Estorsione? Pestaggi? Omicidi?

Non lo so.

Non mi piace questa casa.

Guarda di là,

c'è il mare.

Ciao.

Ciao

Sto componendo.

La Maca è tornata.

Ho qualcosa da dire,

dopo 25 anni. Tutta la tua vita.

Grazie a lei.

Abbiamo sofferto molto.

Julieta deve averlo sempre saputo.

Si chiuse in se stessa.

Chiuse ogni porta e finestra sul mondo.

Di cosa parli?

Una cosa che successe a entrambe l'anno che nascesti.

La mia operazione?

Se l'avessi conosciuta e mi avesse detto la verità...

Che verità?

Si sarebbe svegliata

e io mi sarei liberata della voce di quel bambino.

Mamma.

Che successe?

Questa madre non parlerà mai

a sua figlia di ciò che

ora condivide con Julieta.

Ma te lo canterò.

Oscuro e triste segreto

Che non posso raccontare

Avendo perso conoscenza

Posso solo cantare

Marc...

...scusa se ti disturbo.

Non lo farei se non fosse importante.

Mia madre dice di aver ricevuto un messaggio da Julieta

riguardo all'operazione che ho avuto da piccola.

Mio padre nega.

Ma qualcosa non va.

Sapevi che Rebeca fu operata dopo la nascita?

Le dissero

che le era stato aperto il petto due volte.

Fecero un trapianto d'organo multiplo.

Controllai dopo il nostro incidente, ma non te lo dissi.

E chi era il donatore?

Un bambino, senza nome.

Un bambino di una baraccopoli di Madrid.

Un giorno scomparve.

- Semplice. - Non fu semplice.

Dovettero rapire diversi bambini e prelevargli il sangue

per vedere il gruppo sanguigno

e gli antigeni, che dovevano combaciare con quelli di Rebeca.

È così che scelsero quel bambino.

Chi lo uccise?

Il denaro. Il denaro del nonno di Rebeca.

Chi lo uccise?

- Meglio fermarsi qui. - Dimmelo.

Non voglio.

Dopo tutto quello che abbiamo passato.

Tutti noi.

Non sono riuscita neanche a finire il romanzo.

Dai. Andiamo a letto, amore mio.

Pronta per la fine?

Andiamo.

Chi comincia?

Tu.

Dopo averti detto di no

per la gita di Pasqua...

O, più precisamente,

dopo averti mentito e aver usato mia madre

come scusa per andare a Madrid.

Mia madre nemmeno la vidi.

Andai a casa di mio padre

solo per vedere Olmo.

Ero così ossessionata da lui,

che non m'importava che i nervi di mio padre

fossero a pezzi e peggiorassero

ogni giorno.

Non era mai stato

così.

Faccio di tutto per tutti! Tu cosa fai?

Sì, certo.

La coca ti ucciderà!

Controllati!

- Idiota! - Stronzo!

- Vai. Non tornare! - Sì.

Che ci fai qui?

Guida e basta!

Dove cazzo stai portando Rebeca?

- È salita da sola. - Ma dai! Voi due?

Non è possibile! Sapevo che c'era qualcosa.

Lo sapevo! Inimmaginabile. Entra in casa.

- Entra! - Ti spiegherò,

- ma non ora. Odio vederti così. - Entra subito!

Papà, no!

No! Ti prego, non farmi male!

Papà, no! Ti prego!

- Tu non sai chi è Olmo. - Olmo.

Papà, mi stai facendo male!

- Calmati. - Non litigate!

No! Non litigate!

Basta! Vi prego!

Papà, perdonami.

Ma è più forte di me.

Devo andare con lui.

Vai.

Continui tu?

Visto che mi avevi scaricato,

mia madre e Amaia vennero con me sui Pirenei.

Marc, dovremmo mantenere il nome cinese o...

Mi piace Xian.

Io preferirei un nome di qui.

Sì, forse è meglio.

Quando la prendete?

Questa estate.

Nel frattempo,

anche i nonni erano in viaggio.

Andavano dal mio prozio, il prete,

al monastero di Torreciudad a Huesca.

Mia madre era così persa che andò con loro.

Imbottita di medicine.

- Víctor. - Macarena.

Maca!

Dove sei?

Veronika, non andare a Monte Perdido.

Che vuoi dire? Perché? Hai perso la testa?

Sei pazzo? Ho lasciato la mia famiglia per venire con te. Scherzi?

Mi dispiace.

Appuntamento annullato.

Annullato?

Le ho detto di non venire, che non vado.

Ma ci vai, non è vero?

A Monte Perdido. Con me.

Dopo tutto ciò che è successo...

Sì.

Ci vado con te.

Puoi portarmi in capo al mondo.

La Santa Sepoltura avanza lentamente

accompagnata da una marcia funebre.

...e ai membri della Confraternita di Triana.

- Olé! - Siamo tutti uguali! Al cielo!

Ciao.

Sei a casa?

- Perché? - Apri le mappe.

Così puoi vedere dove sono e viaggiare con me.

- Non posso ora. Sono... - È una strada a Lleida,

tra Alvifar e Cemalles.

Alvifar?

- Riesci a vederla? - Sì, la vedo.

Un paesaggio fantastico.

Vorrei che fossi qui.

Ora vedo dei tori.

Tori.

Che succede?

Non lo so.

Forza. Superami.

Chi sono? Ci seguono da un po'.

Non ci lasciano in pace. Con quel macchinone.

Tipi loschi.

Qualcosa non va, Rebeca.

- Che succede? - I freni!

Marc!

Marc! Stai bene?

Amore mio.

Come state?

Marc? Marc!

Sono vivo.

Amaia.

Rispondimi.

- Dì qualcosa. - Amaia.

Cos'ha Marc?

Ma che...

C'è stato...

Ero...

C'era una...

Marc!

Marc!

Marc!

Marc!

- Marc! - Rebeca, non mi ricordavo di te lì.

- Sì, non te l'ho mai detto. - Marc!

Aiuto!

Qui! Qui, vi prego!

Marc!

- Marc... - Si allontani. Non tocchi i feriti.

Marc...

Marc, parlami!

- Non sappiamo quanti sono i feriti. - Piano.

- Piano. - Non si preoccupi.

No, voglio stare con mio figlio.

- Marc! - Mio Dio.

Olmo!

- Spalle e gambe. - Marc.

Forza.

Uno, due, tre.

Andiamo.

Pronti?

Marc...

Marc.

La tengo.

Amaia!

Amaia!

Respiri!

Amaia!

Amaia è viva!

- È viva! - Marc, Amaia è viva!

Lo dico a tua madre.

Nuria.

Amaia è viva.

Rebeca.

Sì.

Olmo è il padre di Marc.

Pressione sanguigna. Possibile emorragia.

Sala operatoria pronta.

Amaia se la caverà.

Solo un braccio rotto.

E Nuria?

È morta in ambulanza.

Povero Marc.

Nuria mi ha detto che tu sei il padre di Marc.

Lo sapevi?

No.

Nonno?

Che ci fai qui?

Un incidente. Abbiamo investito una mucca.

Mi dispiace.

Non possiamo fare niente per lui.

No! No, non lo dica. Deve esserci qualcosa.

Gli serve un trapianto di organi.

E gli restano poche ore.

Sì, i trapianti salvano molte vite.

La tua è una di queste.

Mia moglie ha bisogno di un trapianto.

È morta una donna.

Posso pagare qualsiasi cifra.

Non possiamo fare niente per lei.

E il ragazzo?

Che gruppo sanguigno ha Marc?

O negativo.

O negativo.

Troverò un donatore.

Come?

Chi troverai?

L'ho già fatto per lei. Nonno!

Ora lo farò per lui.

Rebeca.

Ti amo più di ogni altra cosa al mondo.

- "Certo." - I trapianti salvano molte vite.

- "Salvano molte vite." - La tua è una di queste.

"La tua è una di queste."

L'ho già fatto per lei.

Ora lo farò per lui.

La musica riflette

il sentimento che emana dalla confraternita,

parla di morte, ma anche di pace.

- Pronto? - È il padre di Olmo Mendoza?

Sì.

Questa triste ma bellissima Virgen de la Soledad

avanza portata dal corteo.

...parla di morte, ma anche di pace.

È sola.

Questa fantastica Virgen de la Soledad

avanza portata dal corteo.

Rebeca.

Sei sulla buona strada.

Con loro, pensa al peggio e indovinerai.

"Pensa al peggio e indovinerai."

Amaia.

Amaia.

Lo uccisero Víctor e Olmo?

Ti prego, dimmelo.

Chi lo fece?

Nessuno sa chi fece cosa.

Ma sì...

...lo uccisero loro.

Fu l'ultimo lavoro che fecero per loro padre?

Sì.

"Mi dispiace.

Non ho

nient'altro

da aggiungere a questa storia."

MI DISPIACE. NON HO NIENT'ALTRO D'AGGIUNGERE.

È al numero 21,

una tra le più belle di Dénia.

Ci vado.

Sei mattiniera.

Cosa avevi tatuato sulla spalla?

Un'aquila?

Non ricordo.

L'hai coperto dopo l'incontro con mia madre?

Ero un suo fan.

Giusto.

E la incontrasti per caso.

Io ero nella carrozzina. Mi stavo riprendendo dall'operazione.

Con uno sguardo, scopriste di cosa avevate bisogno

e iniziaste a convivere.

Avete sempre detto così.

Fu davvero un caso?

Eri un fan di La Maca?

No.

Lo diventai. Cominciai ad ascoltare la sua musica,

mentre ti cambiavo i pannolini.

E mio nonno?

Come ha potuto permettere

che proprio tu vivessi con mia madre?

Non ha mai saputo chi era stato.

Pagò per non saperlo.

Deve aver pagato molto,

perché non lo sapeva nessuno.

Finché Julieta...

...l'ha detto a mia madre.

Come hai potuto

vivere con mamma e con me dopo quello che avevi fatto?

Il bambino ti dette la vita.

Volevo nutrirla, attraverso di te.

Eri pentito?

Subito ti amai come una figlia.

Mi sentivo tuo padre.

Poi m'innamorai di tua madre.

Quello che ancora non so è chi.

Chi uccise il bambino.

Lo uccisi io.

Beh, grazie, papà...

...per esserti preso cura di me.

Ciao.

- Marc. - Ciao.

Sottotitoli: Silverio Lensi

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