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SAINT-TROPEZ Agosto 1970
Claude, no! No. Sei sicuro? Sì, va bene. Un pochino. Oh, no!
Daisy! Pasticcino amoroso! Forza, a letto.
- Cyril! Cyril! - Arrivo, signor Barone.
RISOLTO IL DRAMMA DI JERSEY
Ecco qua.
Il suo tè cinese paludoso, signor Barone.
Basta sfottere, Cyril.
È un tè fermentato. Eccellente per il transito...
Eh sì! Purifica tutta la flora intestinale.
Io prendo succo di limone senza polpa, pane tostato con olio d'oliva
e un tè rosso africano tiepido, non bollente.
Siete ossessionati con questi tè...
- Dormito bene, Sirtaki? - Malissimo. Notte movimentata.
Ho sorpreso la piccola attrice tra le braccia di quel cantante di musica pop.
- Ah, sì? - Mi meraviglio. Peggy e Norbert sono una coppia meravigliosa.
È raro nel jet-set.
Li ho sentiti darci dentro per due ore chiusi nell'hammam.
Peggy tradisce Norbert? Sarà verde di rabbia!
Stai sereno, caro Jacquot, ne sono al corrente e mi sta bene.
Finché si diverte con quel bellimbusto, non mi sento per niente in pericolo.
- Sei moderno. - Già.
Siamo negli anni '70. Puoi possedere una macchina, non una donna.
Ma certo. L'amore libero. Tutti scopano con tutti, sotto la pioggia. Adoro.
Beh, io non l'adoro per niente!
Se dovessi sorprendere Éliane con un uomo, vi avverto, lo sfondo!
Ma non agitarti per niente, Claude. Scusami ma...
- Volevo chiederti senti... Posso... Mi presti la Maserati? - No.
Puoi provare a sentire da Éliane se ti presta la sua Floride, ma niente Maserati.
Perfetto.
Ahm ma perché è così aggressivo questo cane?
Ah, beh, innanzitutto lei è una signorina.
Il problema Jacquot, è che non sai parlarle. Vedi? Non le vuoi bene.
Sai perché? Perché sei un idiota. Ecco.
Vero, amorino?
- Però morde spesso. - No, non morde spesso.
Voi la infastidite! È diverso.
Vieni, dolcetto. Vieni...
Oh, pasticcino... pasticcino...
Guardatela, sembra la regina di Saba. Le manca la parola.
- Allora, cara, hai dormito bene? - Non parlare così forte. Male alla testa.
Eh già... La vita di coppia...
Éliane?
Chi è? Sono sotto la doccia!
Tony?
Sono io, tesoro.
No, no, no, no, Jacquot! Sei matto!
Claude può entrare da un momento all'altro e sai quant'è geloso!
Si diletta a fare la morale a tutti, a colazione.
Ma che maledetto cagnaccio! Levati dalle palle!
Vattene, stupida bestiolina schifosa!
Maledetto cagnaccio! E levati!
Cazzo!
Oh merda!
Oh cazzo. Oh cazzo.
AUTOMOBILISTA RISCHIA LA MORTE A SAINT-TROPEZ!
FUORI STRADA NEL JETSET
Oh, amore mio. Sei proprio tu, sai?
C'è il nuovo Segretario di Stato al Ministero delle Finanze al telefono.
Chi è questo idiota?
Sì, pronto. Parla Chirac.
Ho un favore da chiederle, signor Lefranc, conoscerà di sicuro il Barone Croissant.
- Per niente. - Ma, la birra Chimay!
È il più grande produttore di birra in Europa. Si svegli, vecchio mio!
Claudiana! Mi chiami urgentemente l'Ispettore Capo Manca!
- Manca. Non c'è, signore. - Che torni al più presto.
- È andato in America. - Allora Stanca.
Stanca è in congedo, signore. È caduto in depressione dopo il divorzio.
La moglie l'ha lasciato per una donna.
Che botta!
Bene, allora chi è lo sfigato che è rimasto in ufficio?
Resta solo Bottà.
Quel Bottà del disastro alla macelleria Kosher?
Sì, signore.
Bottà.
Signore, è arrivato Bottà.
Entri, Bottà!
Là... e quest'altro...
- Signore. - Piacere di rivederla
Eh... Credo che non ci siamo mai visti, signore.
Ah sì? Va bene.
Sto dando il tocco finale all'Assedio di Tolone. Che genio quel Bonaparte!
Ho una missione di primaria importanza per lei.
Conosce il Barone Croissant?
Ah. Sì certo, il miliardario che organizza quelle feste equivoche a Saint-Tropeze.
Un ambiente di depravati.
Cosa le prende? Non le ho chiesto un giudizio morale.
Terreno minato! Il Barone è un carissimo amico del Segretario di Stato Chirac.
Bene, andiamo al dunque. La signora Croissant ha ricevuto delle minacce di morte
e ieri la sua Floride è stata sabotata.
- Ed è morta? - No, non guidava lei ma uno degli ospiti che aveva preso la sua auto.
Ah, gliel'ha rubata? Che bel ambientino...
Ma chi ha rubato cosa...?
- Beh, l'auto della Baronessa, capo. - Ma chi l'ha detto questo?
Beh...
La Baronessa ha prestato la sua automobile a un amico, e lui ha avuto l'incidente!
Ah sì, ecco ho capito. Adesso è tutto chiaro. Allora è lui.
- È lui cosa? - È lui che è morto!
Ma no. Ne è uscito fuori incolume.
Mamma mia! Allora la macchina sarà da buttare?
Che peccato! È un'auto magnifica, il sogno di mia moglie.
Basta, mi ascolti bene, vecchio mio... Mi ascolti.
- Dobbiamo concentrarci. - È il mio punto forte, capo.
Lei fuma.
Malauguratamente fumo anche troppo ah, ah!
No, cretino! È la sua tasca che fuma! Claudiana, acqua!
- Ah, vado a fuoco! - Aspetti, aspetti
Grazie, ora sbrodolo dappertutto.
Ah, ecco! Ecco qua. Sembro una fontana.
Sì... Eccola qui...
Ecco la colpevole.
Il Barone ha richiesto un'indagine rapida,
così che i suoi invitati, che sono delle celebrità,
non vengano importunati in alcun modo durante il soggiorno.
- Discrezione! - Capisco.
- Allora, cosa prevede di fare? - Semplicissimo, signore.
Ci presentiamo là in una trentina.
Sorprendiamo quei pervertiti alle 5 di mattina e perquisiamo tutto.
Iniziamo una serie d'interrogatori serrati e giù schiaffi, se necessario.
Tutto risolto nel giro di 48 ore.
Le porto il colpevole e lo sbattiamo al fresco.
Sì, è la stessa procedura del suo fiasco totale alla macelleria kosher, non è così?
Ah sì. La-la-la...
Sì, la mia trappola geniale si è inceppata. Siamo stati un po' brutali.
Bottà!
Le sto chiedendo di fare esattamente il contrario di quello che lei propone!
Ha capito bene, stavolta?
Ricevuto, forte e chiaro, signore.
No, sento che questa missione mi consentirà di fare davvero il botto.
- Cosa sta guardando? - Scusi, sono affascinato da questo dipinto.
Mi ricorda i nani di Velazquez.
È incredibile la maestria con cui il pittore ha catturato
la cattiveria di questa vecchiaccia arcigna... No?
Quella è mia moglie.
Ah, così graziosa, davvero!
Molto delicata.
Io saprò essere all'altezza delle sue aspettative.
Arrivederci, capo, i miei omaggi alla vecchiaccia.
Alla vecchia. Alla ve... alla signora. Alla sua signora, certo.
Ecco... Oh mamma mia!
È stato più lo spavento che il danno... Vado! A noi due... Saint-Tropeze!
- Claudiana? - Sì? - Mi porti un doppio whisky.
Ah!
Barone Croissant?
- Ispettore Bottò? - Bottà Bottà.
Eh, Jean Bottà. Ispettore Capo Bottà.
Bene.
- Allora andiamo? - Dopo di lei.
Oh, che bolide!
Eh, già. È davvero impressionante! Alé. Andiamo?
Ispettore Cottà?
- Eh, Bottà. - Sì, giusto. Eh... - Ispettore Bottà.
- Già. - Credo che possiamo mettere la valigia piccola nel bagagliaio.
Ecco. E quella grande, sul sedile posteriore.
Guardi, hop, hop, ecco! Ecco qua! Hop!
- Voilà. La metteremo in verticale dietro. - Ma è troppo stretto.
Certo, certo, certo. Non si preoccupi. Non si preoccupi.
Ecco!
- Scivola come il burro. - Mi scusi,
secondo lei come faccio a guidare ora?
Eh, sì... eh...
Perché ha portato due enormi valigie?
Tutta colpa del mio gabardine, che occupa spazio.
- Il suo gabardine? - Il gabardine, sì.
- In agosto? A Saint-Trop? - A Saint-Tropeze come ovunque.
Pé.
"Pé"? "Pé" cosa?
Si dice "Saint-Tropé".. Non "Pez".
Non si pronuncia la Z alla fine.
- Ah no! - Sì.
Questa mi è nuova.
Però si dice.. "Suarez", e non "Suaré" fino a prova contraria!
Senta, lo dica come vuole. Me ne farò una ragione.
Invece insisto nel dirle che quelle due valigie enormi
non entreranno mai nella mia auto.
- La leghiamo sul tettuccio. - No, scherza? Non siamo mica al circo!
Mi graffierà la carrozzeria.
Adesso lei prende quella valigia enorme e la lascia al deposito bagagli.
E il mio staff verrà a recuperarla. Chiaro? Su!
E, per favore, può togliere questo tovagliolo? È così ridicolo.
Oh, ho dimenticato di restituirlo! Che sbadato! Che sbadato!
- Fuma sempre così tanto? - Sì. Soprattutto dopo colazione.
- Ho fatto colazione nel vagone letto. C'era il buffet. - Ah però.
C'erano anche le sardine millesimate.
Ho reso onore a tutto. "Diamoci dentro". Mi sono detto.
Con 12 franchi e 50 era tutto compreso. Perché rinunciare a qualcosa.
Pane, burro e pasta d'acciughe. Molto buona. Forse un po' pesantina.
- Perché ci fermiamo? - L'auto è stata portata qui.
- Quale auto? - Quella manomessa.
Ho pensato che, per la sua indagine, potesse interessarle, no?
- Signor Croissant? - Sì?
Ci tengo a mettere subito le cose in chiaro. Sono io a indagare, non lei.
- Sì. - Sta a me prendere certe iniziative.
Sono stato abbastanza chiaro?
D'accordo
- Ha preso la sua decisione? - Sto riflettendo.
Va bene! Ottimizziamo. Già che ci siamo, ispezioniamo la Floride!
Mancava tutto il liquido dei freni. È sicuramente un sabotaggio.
Non siete una concessionaria Renault?
- No. - No, no il signor Castelli è preparatore per la Jaguar
- alla "24 ore di Le Mans". - Ma la Jaguar non è la Floride!
Allora evitiamo di saltare subito alle conclusioni.
Sono io a tirare le conclusioni. Chiaro?
Beh, dov'è l'auto?
- Che? - Dov'è l'auto?
Ce l'ha sotto il naso.
Ah sì, sì, certo. Ah...
La faccia scendere, perché possa aprire il cofano.
Il motore è nel posteriore sulla Floride.
Sì, lo so, lo so! Certamente. Ma volevo metterla alla prova.
Penso che abbiamo a che fare con un campione. Un fuoriclasse.
Mai visto niente del genere.
Ispettore? Come sta?
Si è fatto male?
No. Ma chi è quel genio che mette una scala in mezzo a un'officina?
Eh, è un classico la fossa sotto il ponte.
Sì, ma, non è furbo! Perché non è indicato!
Eccolo! Credo di aver trovato un indizio fondamentale. Bravo, Bottà!
Eh sì. C'è un bullone che sporge perché non è avvitato bene!
Non lo tocchi! È il tappo della coppa dell'olio! Uscirà dappertutto!
- Ah, ottimo. Complimenti! - Ah! Uh mamma mia!
È davvero uno schifo.
Ali, uno strofinaccio!
Aveva ragione Barone.
Attenzione alla testa. Tutto dimostra che si è trattato di un sabota-aaaah!
Ah! Non è niente!
Ali!
Specialista di Jaguar o no... Non mi fido per niente di quel Cammelli.
E che maniere sono! Avanti.
No, no, no! Non ci entra conciato così.
- Perché? - Guardi la sua giacca.
È ricoperta di grasso! Me la dia. Forza.
- Faccia attenzione. - Non si preoccupi, la tratterò con cura.
Ci tengo.
Ecco.
Mi mostri il sedere.
Il sedere. Il sedere.
Oh, non se ne parla. Deve togliersi i pantaloni.
Non scherziamo!
Ma chi vuole che se ne accorga, non può rovinarmi gli interni.
Oh, guardi! Siamo in ritardo per l'aperitivo.
- Andiamo, si sbrighi Boccà! - È proprio necessario?
- Ha una bella ripresa, eh? - Effettivamente.
Vuole il mio punto di vista sull'indagine?
Sospettato numero uno: il cuoco dalla voce stridula.
Mia moglie ha cercato di licenziarlo
perché l'ha sorpreso che gonfiava le fatture del caviale.
Grave errore! Perché poi siamo passati dalle lettere di minacce ai tentativi di omicidio.
Allora cosa si fa?
Oddio, ah!
Ah, mi ha vomitato addosso! Oh! Che schifo.
Il caffellatte e le sardine non vanno d'accordo.
Avevo una pietra sullo stomaco.
Ha uno straccetto? Perché bisogna dare una pulita al sedile.
Oh, che puzza.
Oh, disgustoso.
- Prenda la sua valigia passeremo da dietro. Per non dare nell'occhio. - Sì.
Lui ci ha visto.
Oh guarda un po' chi c'è. Chi c'è qui?
La mia confettina, la mia confettina. Le presento Daisy.
- Daisy. - Stia attento, è un po lunatica.
- Molto piacere. - È di un'intelligenza rara.
Ah, molto bene. Si dice che questi cagnolini siano scontrosi.
Ah, no, no, è gentile. Vero?
Sembra apprezzarla. Non avrà pestato una cacca?
Ma no. Sarà l'olio del motore.
- Ah sì, va bene. Bene. Mi segua. - Non c'entra niente con...
Dolce cagnolina, con permesso.
Ah, Cyril! Sta ancora lavorando?
- Tutto bene, signor Croissant? - Sì, bene, bene.
Cyril, le presento Jean. Il nostro nuovo maggiordomo.
Mi faccia una cortesia, può pulire l'auto? Perché il signore ci ha vomitato dentro.
Olio di gomito, sfreghi bene sui sedili
altrimenti madame non entrerà più in macchina per l'odore.
E si tolga i pantaloni.
- Ma perché? - Li darà in prestito a Jean
perché vorrei che incontrasse madame.
E deve essere presentabile.
- E io? - Beh, lei potrà pulire l'auto in mutande, no?
Prenda anche questi.
Viene con me?
- Che c'è, cosa succede? - Ah, Éliane!
Ti presento l'Ispettore Capo
- Fottà. - No! Ma... - Sì. L'ha mandato Chirac.
No... Signora, mi chiamo Jean Bottà. Ispettore Capo Bottà.
Esatto, l'ho appena detto io.
Ma, caro, perché hai fatto venire qui un poliziotto? Rovinerà le vacanze a tutti!
No, no, no, no! Fingerà di essere il nostro nuovo maggiordomo.
I nostri ospiti non si accorgeranno di nulla.
Spero che tu abbia ragione, Cornetto.
Sì, mi chiama Cornetto.
Ma preferirei che restasse tra noi. Solo lei può permetterselo.
Ma perché gli dici questo? Cosa gli importa di come ti chiamo?
Sì, sì, ma preferisco precisarlo.
Signora, approfitto del nostro incontro per farle qualche domanda.
- Va bene. - Ecco! Vedi. È già molesto.
- Lascialo fare, è un professionista. - Una scocciatura.
Madame, madame, madame, lei ha dei nemici?
Porca vacca! Cornuta!
Scusatemi... È il dolore.
Allora, per quanto riguarda i nemici, non ne ho.
Ci sarà ben qualcuno che può avercela con lei?
Non lo so. Comunque, è stato un caso che abbia prestato la mia auto a Jacquot.
- E chi è questo Jacquot? - È il mio migliore amico.
Quindi credo che possiamo fidarci di lui. Ci conosciamo da quando eravamo piccoli.
- E lei lo chiama Jacquot? - Sì. Perché tutti quanti lo chiamano Jacquot.
Perché?
Come "perché"?
Perché è il suo soprannome. Tutto qui.
Ah, sì, sì, sì.
Allora, avrebbe la gentilezza di mostrarmi le lettere di minacce che ha ricevuto?
Scusatemi.
- Le chiedo di leggerne due o tre. - Ah no, no. - No, no.
- Le leggerà lei stesso perché sono... - Questo è indispensabile.
Devo assolutamente ascoltarle, per delineare il profilo psicologico dell'autore,
quindi del potenziale assassino.
Lo so, è un po' particolare ma io lavoro d'istinto. È il mio metodo.
No! Quelle lettere sono piene zeppe di stupidaggini, volgarità, e insinuazioni.
- No, non leggi quelle lettere! - Cornetto...
- Se questo è il metodo di Fottà... - Bottà! È Bottà.
- Vieni. Vieni. - Va bene...
- Grazie, madame. - Allora...
Prego, l'ascolto... L'ascolto, prego.
Sì... Vado?
- Sì, vada pure. - D'accordo.
- Vada! - Sì, beh... sì. Allora...
"Ti sei cacciata in un grosso guaio sgualdrinetta!"
"Ora che ti ho in pugno, non ti lascerò più scappare, scrofa."
Banale. Davvero molto banale.
- Continui. - Sì.
Continui, perché mi ha preso.
- "Guardati le spalle..." - Ah!
"Renderò pubblica la tua vita segreta."
Ah sì! Bene...
Madame...
- Lei ha una vita segreta? - Ma! - Cosa?
- Chiede a mia moglie se ha una vita segreta? - Sì.
- Ma vuole smetterla di assillarla, insomma? - Cornetto...
Va' a sciacquarti la faccia con un po' di acqua fresca. Vai... Vai!
- D'accordo... - Ti amo.
Hai ragione. Sento puzza di sardine!
Bene, continui. La prego, madame. Sono assolutamente tutto orecchie.
"Piccola depravata è arrivata la tua ora."
"A forza di..."
"'ESSÈ... tutti quanti, tu finirai per farti..."
- "I." - Beh.
- Questo non è per niente banale. - No, no.
Aspetti. C'è scritto davvero "ESSE" e "I"?
Ma no! Oh no! Le parole sono scritte per esteso
ma è davvero molto imbarazzante leggerle.
Senta signora, metta l'imbarazzo da parte.
Devo assolutamente sentire le parole per esteso.
Altrimenti non funziona mica.
La prego, lo faccia. Allora, c'è una ESSE, ESSE, ESSE...?
"ESSE"... "A forza di..."
Ma bisogna farle un disegno?! "S" come scopare.
E "I" come inculare. Ecco! Oh, santo cielo!
- Ah ma certo! ecco, ecco! Ho capito. - Ecco! Ecco perché!
- Effettivamente è violenta e anche sconcia. - Ma certo! - È difficile, è difficile.
Quante ne ha ricevute, di lettere così?
Con quella di stamattina, che è un po' diversa,
perché è un disegno, sono 18. Ecco qua.
Ah! Ah, niente male... Niente, niente male.
- Come? - Sì... è...
- Cos'è che non è male? - No, io... Trovo che la natura morta al centro, cioè la...
- Carota. - Carota sia molto realistica.
Cioè ha proprio una bella mano.
Senta, Baronessa, per oggi ci fermiamo qui, non la obbligherò a leggere 18 lettere.
Mi permetterò di passare quando sarà disponibile. Così me ne leggerà 3-4 al volo.
Ah, perché pensa che mia moglie, ogni giorno, le leggerà una letterina?
- Bene, allora, io vado a vestirmi da maggiordomo per la copertura. - Sì, meglio!
Sì. Mi scusi.
Ma, ci tengo a dirvi di non preoccuparvi troppo, perché ora ci sono io.
Chirac mi ha mandato un perfetto imbecille. Un perfetto imbecille! Patentato.
- Bambini! - Sì?
- Bambini! - Sì, sì.
Bene, ci siete tutti?
Siamo in vacanza! Ripetiamo tutti insieme il motto della nostra casa.
- Durante le vacanze, siamo... - Magici.
- Più forte! - Magici! - Magici!
Bene.
Oh! Ecco Joe con la nuova compagna!
Come sono contenta! Ciao!
Come stai?
- Bernard? - Signore?
Darebbe il vassoio a Jean?
Grazie.
Porca vacca, porca vacca, porca vacca.
Desolato.
Non ha mai portato un vassoio? È impedito o cosa?
No, non è il mio mestiere, sono tanti bicchieri.
- È il principio di un vassoio. Lo dia a me. - Sì... Scusi.
Allora, alla sua destra, quello grosso con la barba steso sulla sdraio
è Norbert, un produttore cinematografico.
Con la sua nuova fiamma, Peggy.
Una giovane attrice promettente, con molto talento.
Una bella differenza di età, eh? Sono le regole del mestiere.
No. Tenga, vada a offrirgli qualcosa.
Ne prendo due perché sono in due. È più pratico.
Eh sì, mi piace dare una mano. Avevo voglia di fare qualche servizio.
- Il vassoio. - Il vassoio.
- Il vassoio, prenda il vassoio! - Ah, certo, me lo dia, riprendo il vassoio.
- Allora, quello con il collarino è Jacquot, il mio miglior amico. - Ah, quel Jacquot!
È lui che ha avuto l'incidente. Accanto c'è sua moglie, Francine.
Invece quel ragazzo molto bello laggiù è Ben, il fidanzato di Carmen,
la miglior amica di mia moglie.
Non ha bisogno di presentazioni, la grande Carmen Moreno. Tutti la conoscono.
Io non so chi sia. Mai vista.
Ah no? No?
Beh, è una specie di Jeanne Moreau spagnola, ma con più carisma. Più verve, più esotismo.
Jeanne Moreau la conosco perché è davvero molto famosa Jeanne Moreau!
- Sì. Eviti di dire cose del genere. - Ah sì? - Sì.
- Potrebbe essere offensivo, capisce? - Certo. - Bene!
Claude, guarda chi è arrivato!
Ah beh, lui è Joe Jordan. Lo conosco! L'ho visto al festival di musica in tv.
Mia moglie lo adora Joe Jordan.
- Caro Claudio! - Joe!
- Conosci Angela? - No, non ho ancora avuto l'onore.
- Buongiorno, Angela. - Piacere.
- È la miglior corista di Parigi. L'ho fregata a Johnny. - Ma non mi dire!
Bene, ve la rubo un attimo.
Vieni cara, ti presento gli altri amici che sono già arrivati.
- Una bellezza inarrivabile, non credi? - Molto più bella di te, Joe!
- Eviti anche questo. - Ah sì? - Sì... Sì. - Certo. - Sì.
Allora, continuiamo. Alla sua sinistra: quel tipo tutto muscoli in piscina è uno scultore.
Quello con la coppola là, è Sirtaki. Un regista greco.
Gaby! Se devi indossare un costume così piccolo, tanto vale non metterlo.
Sirtaki!
Mi dica un po'... Non sarà un po' frivolo "coppola"?
Cosa intende per "frivolo"?
Lei è qui per indagare su un tentato omicidio.
Certo. Certo. Cosa importa se è frivolo, eh? Io... io vado.
La seguo.
Vieni a fare un bagno? L'acqua è stupenda.
No grazie, Gabriel. Sto rileggendo il mio copione
perché ho trovato difficoltà nell'approfondire l'identità concettuale del mio personaggio.
Non è difficile da approfondire: non fa che scopare.
Ben, mi hai stancato!
Non hai capito proprio niente, Ben!
Il sesso è rivoluzionario!
Bisogna far saltare i paletti imposti da questa società borghese.
Esatto, hai ragione, Sissi!
Sir-ta-ki, io mi chiamo Sirtaki! Ti ho detto di non chiamarmi Sissi!
Sissi è volgare! Volgare! Cazzo! È volgare! Cazzo!
Hai visto, Cornetto? Claude! Ha già irritato tutti!
A cominciare da me, amore mio. Ma ormai è qua, e ce lo teniamo.
Ti avviso Jacques, se ricominci a fare lo scemo con Éliane,
come l'anno scorso, finisce male. Non sono qui per reggere la candela.
Ma dai... Di cosa parli, amore mio? Io vedo solo te, amo solo te.
Smettila! Non ho più 17 anni.
Ad ogni modo, se vi sorprendo insieme, vi ammazzo tutti e due.
Ho portato la mia pistola.
Ma, cara, è pericoloso. Hai perso una rotella!
Signore? Signora? Un Porto flip?
No, un doppio Pastis per lui e una Perrier al limone per me.
- Dev'essere fastidioso quel collarino con il caldo. - Non è il massimo.
L'incidente sarà stato uno shock. Andava molto veloce?
Senta, vecchio mio, ho preso la patente nel '52, stia tranquillo.
- Ah, beh... aveva bevuto? - È un interrogatorio della polizia, forse?
Mi sta scocciando con queste domande!
Amici miei! Amici miei!
Il pranzo è pronto!
Andate a cambiarvi e Jean vi porterà da bere nelle vostre camere!
Due minuti, cara, mi tuffo e arrivo.
Signorina.
- Me lo tiene un attimo, per favore? - Eh? Sì.
- Voglio tenere asciutto il mio costume per il pranzo. - Ovvio.
E i soldi? Quando avremo i soldi che ci servono per iniziare il film?
Éliane mi ha detto che non ci capisce niente del copione e che secondo lei non funziona!
Ma che cosa ne può sapere, quella strega?
Ehi, è la mia madrina! Non insultare Éliane davanti a me!
Mio piccolo Ben. Benjamin.
Questa conversazione non ti riguarda. Va' a farti una canna fuori.
Il suo Porto flip, ragazzo. Ho dimenticato di darglielo in piscina.
Ma come osa dire che il film non funzionerà?
Ti ricordo che mi hanno proposto Liz Taylor per il tuo ruolo.
E io ho rifiutato per fare il film con te.
E adesso ci pianta in asso quella strega miliardaria?
Ti avviso Carmen, che io la faccio fuori!
Cattivone.
- Cosa ci fai qua, cameriere? - Ho bussato. Non avete sentito? - No.
No, perché ho portato il Porto flip della signora Moreno.
Ah, ma che gentile. Grazie mille, signor Ambrogio.
Jean.
- Hai una canna? - Ehm, no, no. Non ce l'ho, no.
- Non ce l'hai? - No. - Allora vattene!
Forza, ci siamo! Sbrighiamoci! Non c'è ancora niente di pronto.
Ecco qua, e qua! Forza, Monique! Forza, Bernard!
Mi raccomando. Restate fermi come due salami. Tocca fare tutto a me in questa casa!
Ma cosa fai?
Mi faccio uno snack perché stamattina ho vomitato.
Ho la pancia che brontola. Allora se voglio reggere.
Ma cosa vuoi che me ne freghi della tua pancia?!
Dai, prendi il vassoio e seguimi. Ragazzi, andiamo.
Ma manda giù, manda giù! Non si serve mangiando!
Allora, per cominciare vi propongo: scampi giganti di Guernesey, con salsa di ribes.
Maionese montata alle erbe con riduzione di pollo.
Ma Jean, santo cielo! Beva un po' d'acqua. Sta per vomitare!
Cyril, se posso permettermi, non abbiamo capito un bel niente.
- È quest'altro idiota dietro di me! - Scusatemi, ma ho una briciola di traverso!
Beh, parlerò più forte allora.
No! Serviteci e poi lo scopriremo da soli. Grazie, Cyril.
E si comincia dalla padrona di casa, che sono io, in questo caso.
Ah, merda!
E il cieco mi dice: "Mi ridia l'occhio!"
Si dire... si direbbe... si direbbe che...
- Éliane? - Sì?
- Sapevi che il tuo ex è nei paraggi? - No.
No? Perché è qua. È qua.
Il giovane vecchio. Ci annoierà a morte con il solito spettacolo.
Buon appetito, signori! Oh, ministri integerrimi! Senatori virtuosi.
- Hai mangiato, caro? - Ah, no! Non sarò io a privarvi di qualcosa.
Le porzioni non sono mai abbondanti qui. Il mastro birraio è un po' taccagno.
Quello che mi permette di sopportarti tutte le estati è il tuo irresistibile umorismo.
- Grazie. - Cornetto! Non cominciare.
No, no. È lui che ha cominciato... Mi irrita, mi irrita, mi irrita.
- Sono dieci anni che c'irritiamo, eh? - È vero. Vero, vero.
Cornetto, lascia il tuo posto a Yves, eh? E mettiti dall'altra parte.
- Chi... io? - Ma sì!
Così staranno tra attori, potranno chiacchierare tra loro.
- E poi certi discorsi ti annoiano. No, amore? - Sì.
Non sono i discorsi tra attori che mi annoiano, ma lui.
Grazie, amico.
Lei dev'essere un'attrice. È davvero incantevole.
- Grazie. Ho appena fatto l'ultimo film di Alain Delon. - No?
Dovrebbe raggiungermi qui, tra l'altro.
Alain? Ma io l'adoro! Anche se ci siamo contesi le stesse donne.
- Tesoro? - Sì? - Ci sono dei soufflé al formaggio. Ne vuoi uno?
- Allora, mi vuoi prendere per la gola. Adoro i soufflé di Cyril! - Lo so.
- Cyril! - Cyril! - Cyril! Ah!
- Ah, signor Yves! Che piacere rivederla. - Fammi uno di quei cosi al formaggio.
- Pare che siano passabili. - Non posso, non ho più uova.
Come sarebbe a dire?
Posso fare un cetriolo con la salsa, se vuole.
No, no. Magari un po' di salame. No, scherzo. Scherzo.
Il salame andrà benissimo.
- Non è proprio cambiato, quel ragazzone! - Non credo che succederà mai. Amico mio.
Del salame! Stupido idiota e sfigato!
- Sono pieno di uova! - Ah sì, ce ne sono parecchie.
Cosa crede, quella donnaccia? Un piatto!
- Perché dice che la signora è una donnaccia? - Va a letto con tutti.
- Va a letto con tutti? - Eh... Soprattutto con Jacquot.
Se la spassano tutti i pomeriggi.
Vergognati a parlare così!
Perché? Ho detto solo la verità, Monique!
Deve avercela a morte con la signora.
- È geloso, chef? - Geloso di cosa?
Vai, tieni!
È il cagnolino del barone. Non mi fido.
Da 4 mesi sto facendo una tournée
nei teatri di tutta la Francia. 200 date in provincia.
- Posti incredibili. - Il suo salame. - Sì, grazie.
- Perché non siete venuti a Tolone? - Non ci piace Tolone.
- Coglione. - Cosa hai detto? - Niente. - Permette.
- No, la prego! Mai il rosé, insomma! - Mi scusi, il cuoco non mi ha avvisato...
È seccante. Ma chi è quel tizio?
L'ex della signora. Il barone lo odia.
Sì. C'è un gran contenzioso tra i due.
- Ah, anche con lui? - Eh.
- Cyril? - Ecco neanche il tempo di condirlo!
Arrivo, signora.
- Maledetta! - Non se la prenda, chef, me ne occupo io.
- Allora, sale e un filo di olio d'oliva... - D'accordo.
Leggero. Solo un filo leggero. Okay? Vado a sentire che cosa vogliono.
Capito. Chiaro. E hop!
E voilà!
Eh... no! Accidenti!
Un po' troppo.
Beh, io ho paura e soffro di mal di mare.
Nel '47, secondo voi, quante specie di ricci di mare c'erano?
- Non ero nemmeno nata. - Ebbene, 250 specie.
Solo? Avrei detto 10 miliardi.
No, parlo di specie, Peggy, di specie. Non di esemplari.
- Sarebbe impossibile contare tutti i ricci... - Jean! Jean! Jean!
- Che fa lì imbambolato, abbassi il piatto, Sirtaki non riesce a servirsi! - Mi scusi.
- Ma no! No! No! - Mi dispiace.
Il mio velluto bianco! Mi è costato una fortuna!
Ma perché l'hai fatto?
Maledetto! Maledetto! Stramaledetto!
Piccola, piccola, no, no, no. Non può mangiarlo, ha il colesterolo alto.
Daisy, vieni via, tesoro.
- Ma cosa succede? - Beh, diciamo che è...
- Il pesce è rovinato per terra. - È per colpa dell'olio. È caduto.
- Chi l'ha fatto cadere? - Ma Jean, ovviamente!
Brutto bastardo! Vuoi sabotare il mio pranzo! Hai sabotato il mio branzino!
Bastardo!
E lasciami.
- Ma faccia qualcosa, bisogna separarli. - No, non posso intervenire,
ho una replica a Dreux tra qualche giorno.
Calmati!
Scusatemi, vi chiedo scusa ma non ci ho visto più quando ha rovinato il branzino.
- Bastardo! - Oh, ma ricomincia. - Basta così!
Basta così eh. Dimentichiamo quello che è fatto e passiamo oltre.
Mi dispiace. Sono un bambino orfano.
E quando mi avete assunto, ho fatto un transfert
e vi considero come i miei veri genitori.
- Oh, non esageri! - Non voglio dormire da solo al buio!
- Pervertito! Fermo, pervertito! - Ma insomma che modi sono! Si calmi adesso.
Noi le vogliamo bene, nonostante le apparenze... Le vogliamo tanto bene.
Vorrei ringraziarla per la sua gentilezza e la sua classe.
Va bene, sì. Allora faccia pace con Jean.
- E lei conosce bene il nostro motto? - Durante le vacanze, siamo magici!
- Bravissimo! Ora, baciatevi. - Eh?
- Prego? - Baciatevi. Su.
- Avanti! Baciatevi. - Scusami.
- Se ti avvicini ancora alla mia cucina, t'ammazzo. - Di nuovo! Mi minaccia ancora.
- Ma sei terribile Cyril! - Una minaccia piccolina. - Adesso basta.
- Fila! Andate. - Sciò, sciò.
- Gli tratterrò un po' di soldi dalla paga. - Ah sì, certamente. Mi ha proprio delusa.
Eh già.
Ah, Monique. Alain, cioè il signor Delon non ha ancora chiamato?
No, l'avrei avvertita, signorina.
- Sì, pronto? - Carmen tesoro? Sono Éliane.
Senti... Ci vediamo tra 10 minuti all'hammam?
- Ah, perfetto, ci sarò. A dopo, mia cara. - A tra poco.
- Vuoi venire? - No, grazie, ho un copione. Anch'io ho dei progetti.
Perfetto.
Ehi! Eccomi!
Ma Carmen, sono 10 minuti che ti aspetto!
Oh, mia cara, scusami. È il piccolo Ben.
Insopportabile, è diventato "so boring".
Beh, allora fai come me: prenditi un amante.
In ogni caso, credimi, non troverai mai in un solo uomo la sicurezza e la follia.
Oh, mia cara, come sei diventata saggia.
Gabriel? Gabriel!
- Gabriel? - Gabriel. Costume piccolo, grosso arnese...
- Sono sicura che gli interessi. - Credi?
- Beh, perché no? Ah, ma sì. - Oddio, cosa le succede?
Oh, guarda. È un mascherone, le è colato tutto il trucco.
È terribile! L'equipe di Delon mi sta boicottando.
Nessuno me lo vuole passare.
Oh, no. No, no. Laura, ferma, è ridicolo.
Mio Dio, non hanno proprio cervello queste piccole attrici.
Lei, un'attrice? Ne dubito fortemente, cara.
Bene, vado a occuparmi di lei. Rimandiamo il nostro hammam, tesoro. Laura!
Dimmi un po', mi sbaglio o Éliane ti ha tenuto d'occhio per tutto il giorno?
Sei veramente paranoica, tesoro.
Si occupa di me come di tutti gli altri invitati.
Oh, cosa ci fa questo coso?
- Sì, pronto? - Mi dica, capo, non la starò disturbando in vacanza?
No, sto lavorando.
Sono a una conferenza internazionale. Allora, perché mi chiama?
Beh... La chiamo perché ho fatto grandi passi avanti nell'indagine.
E ho diversi sospettati.
Ne preferirei uno, quello giusto.
Sì, capo. In cima alla lista, c'è il Barone.
Perché il Cornetto ha le corna, e questo è un ottimo movente.
- Chi è il Cornetto? - Cornetto è il Barone.
- E sa di essere cornuto? - Ah no, non credo proprio.
- E come fa a essere un movente? - Come?
Se non lo sa come fa a essere un movente?
Ah sì. Effettivamente è una giusta osservazione, capo, sì.
Veda di risparmiarmi altre idee geniali come questa.
Questo è strano, capo.
C'è uno con la muta da sub che sta passeggiando in giardino.
Siete al mare, no? Che c'è di strano al mare se uno ha la muta da sub.
Sì, è vero, è frequente, effettivamente.
Bene, allora chi è il sospettato numero uno, se non è più il Barone?
- È Coppola. - Chi è Coppola?
Coppola è un regista greco
al quale la Baronessa non vuole finanziare il prossimo film.
E l'ho sentito dire: "Io la faccio fuori." Con questo tono preciso.
- Allora ce l'abbiamo. È lui! - No, no, no, no.
Per il momento, non ho la prova schiacciante che sia lui.
- Allora adesso mi parli un po' del cuoco. - Riguardo al movente, non ci credo molto.
- Che cosa glielo farebbe credere? - Il personale è tutto molto gentile.
Ho fatto amicizia con loro. Me lo sento, è una questione d'intuito, capo.
Stia attento, Bottà. Rimanga obiettivo. Non sarà mica comunista?
Ma no, capo. Mah! Guardi là!
È molto strano. La persona con la muta da sub adesso ha un rastrello in mano.
Beh, se è in giardino, che c'è di così strano? Le persone rastrellano.
Sì. Ha ragione.
Maurice! René e Mimine ti aspettano per giocare a bocce!
Bene, ho del lavoro urgente, devo lasciarla.
Pronto? Signor Le...
Un po' brusco come tipo.
- Ti piace il mio Apache? - Ah, è un Apache?
Non posso certo dire che sia bello, ma ora che so che è un Apache è parecchio strano.
E l'arco, quello funziona?
Certo, è tutto vero!
- Jean? - Signore?
Può venire un attimo, per favore?
- Baronessa. - Ho ricevuto un'altra lettera anonima.
Mi faccia vedere.
"Morirai. Il conto alla rovescia è partito. Terminerà stanotte."
Beh, evidentemente annuncia che agirà stanotte.
- Sì. - Sì. - È una buona notizia!
- Prego? - Si sente alle strette. Quindi uscirà allo scoperto.
A riprova che il mio metodo funziona.
Bene, annullerò la festa Pirata.
- Ci nasconderemo in un hotel. Chiamo subito Barclay. - No, no e no!
Non mollerò davanti a una stupida lettera anonima.
Eddy e Joe ci rimarrebbero malissimo.
La signora ha ragione. Non cambiate i vostri piani. Anzi, tutto il contrario.
Aiuto! Siamo chiusi dentro! Oh!
Ehi, respira, respira.
Sì, sì. Respira. Respira.
L'arresterò stanotte. Stia tranquillo, Cornetto.
Gli preparerò una trappola di cui si sentirà ancora parlare tra dieci anni!
- In ogni caso, tesoro, non ti preoccupare. - Oh no!
- Sono armato. - Aiuto! Jacquot è svenuto!
- Ma cosa succede? - Venga, signor Barone. Andiamo a vedere. Forza! Forza!
Oh, mamma mia. È tutto rosso.
- Piano. Piano. Piano. Piano. - Oh, Jacque, mio Jacque... Attenzione.
- Respira, respira. - Non è rosso, è viola.
Bevi qualcosa. Tieni. Lentamente, bevi lentamente.
Accidenti.
È meno viola. Gli ha fatto bene!
Non capisco. Come può bloccarsi questa porta? È impossibile.
Un attimo. Se fosse stata davvero bloccata, Cornetto?
- Ti chiama Cornetto, è normale? - Ma no. È Éliane che lo lascia fare.
Ma come ha fatto questa porta a bloccarsi? Non scherziamo!
- Pronto? - Sì, Ispettore Capo Bottà.
Maurice!
Ma cosa vuole ancora?
Mi dispiace disturbarla durante la conferenza, capo ma qui ci sono novità.
Il crimine avverrà stasera.
Ne è sicuro? Cosa prevede di fare?
Una trappola geniale alla festa Pirata sulla spiaggia.
Cosa intende per "trappola geniale"? Mi fa paura.
Allora, stasera... Lui o lei cercherà di aggredire la Baronessa e io l'arresterò.
Ecco, è inevitabile.
Mi ascolti bene, le manderò i gendarmi per aiutarla.
Non ho affatto bisogno dei gendarmi! Faranno saltare la mia trappola!
- Correrò il rischio. - Va bene, se stasera non arresterò il colpevole,
la Baronessa morirà.
- Sta scherzando, vero? - Certo che sto scherzando!
Beh, un po' di umorismo prima di una grande operazione rilassa.
Pronto? Pronto? No.
- Pronto, capo? - Pronto? - Senta, mi scusi. Pronto?
Pronto, sono Alain Delon.
- Alain Delon? - In persona. Sì.
Ah, sto parlando con Alain Delon?
- C'è la piccola Laura Mancini? - Laura chi?
- La giovane piccola attrice italiana. - Ah, quella Laura! Ho capito chi è.
- Vuole parlarle? - Assolutamente no.
Non vuole assolutamente parlarle. Benissimo, sì.
- Verrà alla festa Pirata? - Assolutamente no.
No, assolutamente, no. Non verrà alla festa Pirata.
Comunicherò il messaggio alla signorina Laura. Ne resterà delusa.
- Non la riguarda. - Cosa? - Questo non la riguarda! - Non mi riguarda. Benissimo.
Ha riagganciato anche lui.
Che maleducazione c'è in giro.
- Bottà! - Ah! Che botta!
Che cosa fa? La stanno aspettando, tutti. Andiamo.
Stavo pensavo che sarebbe opportuno che mi vestissi da Spugna.
Per la serata è una buona copertura.
No, lei, porterà a pisciare i cani. Questa è un'ottima copertura.
Peccato perché mi piaceva tanto Spugna. Mi è sempre piaciuto Spugna.
Ma capitano! Siamo troppo lontani. Ci bagneremo i costumi saltando.
Tiratevi su i pantaloni. Sono 20 centimetri, saltate. L'hanno fatto tutti.
Non vorrai saltare, Jacquot?
Jacquot!
Uomo in mare.
20 centimetri? Buffone!
Bottà!
- È stato lei a farli venire? - Ma no, no!
È un errore del mio capo che ha voluto i rinforzi.
Il colpevole si spaventerà e non finirà nella mia trappola.
Va bene che si spaventi! Me ne frego della sua trappola!
Anzi, chieda loro di avvicinarsi, per sicurezza. Vada ma non si faccia notare!
Signori, Ispettore Capo Bottà. Dirigo l'operazione. Sparite da qua!
Sto allestendo una trappola non un posto di blocco.
Bene, ragazzi, ci ritiriamo.
- E il furgoncino? - All'autista scappava...
Va bene, mi tenga i cani perché non ho tempo.
Ah quanti ricordi...
È bloccato.
- Piano con la frizione, Ispettore! - Sì, come se non lo sapessi.
Ecco, si è bloccata.
Forza! Forza!
È senza speranza.
Dai, dai!
- Ma no, ma s'insabbia sempre. - Complimenti, eh!
- Ha vinto il primo premio! E ora? - Dove sono i cani?
Si sono spaventati. Mi hanno morso i pantaloni e li ho lasciati andare.
Li ha lasci... Cosa?
Beh, ragazzi, prendete la pala.
Ma cos'ha combinato? Le ho chiesto di avvicinarli, e li allontana?
Non si preoccupi. Aspettano un mio segnale per intervenire. Nessun problema.
Ah sì? I miei cani?
- Eh? - I miei cani? Dove sono i cani? - Questo è l'aspetto negativo della storia.
Cioè hanno morso il brigadiere e quel cretino li ha fatti scappare.
Ma con l'odore del barbecue torneranno, ne sono certo.
Trovi i miei cani. Trovi i miei cani, Bottà. Daisy! Daisy!
Daisy, tesoro!
Daisy!
Daisy!
E vattene!
Daisy!
- Non male, no? - Tieni, ti lascio questa.
Ne faccio un'altra.
Pomodoro e formaggio. Sia generoso col formaggio
perché non ho mangiato niente oggi.
Baronessa? Santo cielo, Baronessa!
- Éliane! - No, no, no, no. Dai, fermo.
Arrivo Baronessa. Sono qua!
Mi ha distrutto l'orologio questo scemo!
Mi scusi, mi scusi, ma lei ha alzato il braccio.
Che cosa vuole, Jean?
Io pensavo che il signor Jacquot la aggredisse.
Ah? E secondo lei?
No. In realtà, no.
Ecco.
Vuole che le prepari una crêpe?
- No. Grazie, Jean. - Come pensavo...
- Io... - Vada!
Non così in fretta, sirena. Non correre.
- Basta. La smetta di seguirmi. - Eh, sono qui se hai bisogno, in ogni caso.
Spostati.
Bene, riporto i cani a casa perché si mangiano di tutto.
- Prendo il motoscafo grande. - E noi? Stipati sull'altro?
Il solito egoista.
Vuoi che i miei cani vadano in depressione?
Idiota.
Ehi, Jean.
- Io? - Porti a Laura un vassoio con del maialino arrosto.
È un po' triste per colpa di Delon.
Delon! Oh, mamma! Mi sono dimenticato.
Signorina Laura?
Le ho portato uno spuntino da parte del signor Lamarque. Tenga.
Ho dimenticato di dirle che Alain ha telefonato.
- Cosa? Alain? - Sì, Alain.
- Alain Delon? - Sì.
- Cos'ha detto? Ha detto quando arriva? - Sì... Cioè, no.
In realtà, non verrà proprio.
- Mi scusi, mi perdoni. Lei è un poveretto che non c'entra niente. - Beh, grazie.
- Ha lasciato un numero a cui posso richiamarlo? - Nemmeno.
Ha detto che preferiva che non lo richiamasse.
Senta, non si butti giù così, signorina. Perché non se lo merita proprio.
Ho parlato un bel po' con lui e sinceramente non lo trovo molto simpatico.
- Le vieto di parlare male di Alain! - Sì, allora eviterò di farlo.
Cosa?
- Me la sono presa con lei, non è giusto. - Ci sono abituato.
Sì, è tutto a posto, non si preoccupi.
- Che sta succedendo? - No, non la tocchi. Stia attenta, è carica.
- Io mi ammazzo! - No! No! - No! No!
- Attenzione, il grilletto è molto sensibile. - È finita!
- Calmati, micetta! - No!
Ma è sangue!
Fate largo!
Lamarque! Mi aiuti, santo cielo!
Ah, Cyril.
Serata terribile. Ho rischiato di perdere i cani...
Bene, vado a dormire con Daisy.
Mi metto i tappi. Non voglio essere disturbato per nessun motivo.
Sì, Barone.
Sbrigatevi, stiamo affondando!
Oh mio dio, che finale di serata!
Mi pulsa. Oh!
Non si preoccupi, la pallottola l'ha solo sfiorata!
Sì, ma sarò in scena tra due giorni a Dreux, è una scocciatura. E mi fa male.
- Oh, no! - Ah! Oh, no!
- È scomparso l'idiota! - Ah, cavolo!
Capitano!
Andiamo a prendere da bere, piccola.
Accomodatevi!
Fate come se foste a casa vostra, senza dimenticarvi che siete a casa nostra!
Ma cosa fa? Deve servire i pancake in piscina.
Sì, ma i pancake possono aspettare cinque minuti. Sto fumando la pipa.
Non ci posso credere. Perché non un sigaro, dato che c'è?
Lasciatemi un po' tranquillo. Non c'è fretta, eh?
Ah! Che diavolo...
Pronto?
Mi scusi, capo.
- Bottà! Ha visto l'ora? - Sì, ma è un'emergenza.
Qui si sta accelera,
si sta accelerando.
- Cosa vuol dire "si sta accelerando"? - Eh? Pronto?
- Pronto? Sento come un trattore sulla linea? - Madeleine, stai russando!
Ma vattene fuori!
- Maurice! - Fammi sentire...
- È una pollastra? - Ma quale pollastra. È mia moglie, imbecille!
E, pensi un po' ci ha svegliato!
Allora?
Maurice.
Senti un po', se quei fessi dei gendarmi ti chiamano,
non credere a tutto ciò che ti diranno, amico!
Perché parla in modo strano? È ubriaco?
Ma cosa fai? Siamo nei casini, muovi il culo!
Ti richiamo tra qualche minuto. Okay?
Devo andare. Un bacio. Buon divertimento. E dacci dentro!
Quanto è buona questa torta...
Non ci credo! Cosa combini cretino?
- Fenomenale la torta. - Ma non è per te! È per domani, cretino!
"Ma non è per te! È per domani, cretino!"
Guarda! Guarda!
Jean, va' a servire i cocktail nella Jacuzzi. Abbiamo già servito i pancake senza di te.
State calmi! Jean è un professionista...
Oh, altre crêpes.
- Buone le crêpes. Vado. Ecco. - È impazzito...
Jean va a portare i cocktail.
- Ah, facci vedere! - Non esagerate.
Noi andiamo. Ricordatevi che siete invitati al mio concerto, domani...
- Ciao ciao! - Contaci. - D'accordo! - Grazie, ragazzi!
Faccia attenzione, Jean!
Jean! Jean! Basta così! Basta così! Esca immediatamente dalla Jacuzzi.
Ma non è uno schiavo! Avanti, cameriere, divertiti un po' anche tu!
Tante grazie! Parole sante, Coppola!
Questo non è un cameriere e anche il cameriere ha tutto il diritto di divertirsi! Ecco!
ATTENTI AL CANE
Claude!
Ah, sento una piccola corrente d'acqua calda che mi avvolge.
Ma no! È quel bastardo che piscia nell'acqua! Vieni, andiamocene!
Ma che schifo!
- È sconvolgente. Non toccatelo. - No, no, bisogna girarlo.
Oh no, il mio regista.
L'ho detto più volte a Claude che è stupido mettere una lampadina sopra una Jacuzzi.
Ma non mi ascolta nessuno in questa casa!
Ma insomma... Doveva avere tutto sotto controllo stasera!
- C'è stato un tentato omicidio e lei non ha visto niente? - "Yes".
- Come "Yes"? Ha visto qualcosa? - No!
Si tiri su. Si alzi dal divano, lo sta inzuppando. Avanti.
Sarò costretto a lasciarla, Harold.
- Un bacino. - No, no. No, nessun bacio, no. Ah, no!
- Sa cosa farò? - No! - Sveglierò Chirac. - Il vecchio Chirac.
Mi creda, il mio resoconto sarà senza pietà.
Senza pietà!
Ah, il naso! Ah, il naso! Ah, il naso! Ah!
Mi vuole svegliare ogni ora, pezzo di cretino?
È Chirac che parla.
Scusi, signor Ministro, mi scusi. Pensavo fosse uno dei miei ispettori.
Il suo uomo ha gettato i Croissant nel panico! Ha combinato solo danni. Un disastro!
Ma no, di solito è un tipo molto professionale.
La sto avvisando, dovrà sistemare questo casino. Ha 24 ore.
- 24 ore? - Devo ripeterglielo?
- Oh, no sono più che sufficienti. - Idiota.
Ah, eh... Scossa.
- Come si chiama? - Grande... Grande pene! Cazzo!
- Mah, ha preso la scossa, ma è superficiale. - Ah, ecco.
Pian piano riprenderà l'uso della parola.
In caso di crisi, potete dargli 10 gocce.
- Ah, ottimo! - Per calmarlo.
Grande pene. Pene, cazzo. Pene! Pene!
Cavolo! Quella è una crisi? Devo dargli già qualche goccia?
- Segua l'istinto. - D'accordo.
Uccello. Uccello. Uccello!
Va già meglio, no? Niente paura.
La sua memoria tornerà. Signore...
Riesce a ricordarsi del momento in cui le hanno urinato addosso?
- Vasca! Vasca! Jacuzzi. - Forse non tornerà subito.
Dottore, pensa che tra due mesi si sarà ripreso? Perché dobbiamo girare un film, sa.
- Pe-pene! Pene-ne-ne! Uccello! - Ahi, ahi!
Sembra un'impresa disperata! Due mesi, non so se...
- Pene, pene! - Sì, come minimo.
Chi viene ad aiutarmi? Yves è paralizzato.
Finalmente una buona notizia. Yves è paralizzato.
Ecco, caro. Il dottore è arrivato.
Buongiorno, signore.
Mi si è bloccata la schiena. È la prima volta che mi succede.
Quando la carcassa invecchia, si arrugginisce.
- Mi dia la mano. - Ahia! Ah no, no è matto? Lasci stare.
Le darò un antiinfiammatorio. Potrà muoversi quasi normalmente.
- Attenzione. - Sì, faccia piano.
Oh, guarda! I croissant che buoni! Sono caldi, come piace a te.
- Sta molto meglio, vero? - Aspetti. Un attimo, signore...
- Aspetti, un... no, un attimo... - C-c-croissant di mer...
- Ma non dovremmo ridargli le gocce? - Gliele abbiamo date due volte.
Che c'è di male. Diamogliele tre volte. Forza!
- Maaaledetti... - Ma... ma, come... - Cazzo!
- Ah no, i croissant no! - No, fermo! Riportalo nella sua camera!
- Buongiorno, Yves. - Buongiorno, Lamarque.
Meno male che cammina.
Come stai, tesoro? In forma?
Idiota!
Che piacere lavorare con te, cara!
Roberto, la prossima volta, vorrei qualcosa di un po' più giovanile.
- Non troppo, però... - Oh, quello che vuoi tu.
Madrina! Madrina!
- Fa' un salto al salone! - Promesso. Ciao!
Vado a Parigi per un casting. Mi secca chiedertelo
ma puoi controllare Carmen e Gabriel mentre sono via? Capisci che intendo?
- Certo, tesoro. Non preoccuparti, non accadrà in casa mia. - Grazie, madrina.
Divertiti e salutami la Tour Eiffel.
Ciao, tesoro! Carmen!
- Signore, c'è qualcuno per lei alla porta. - Scusatemi. - Prego, caro.
- Sì? - Lefranc. Polizia. - Ah, finalmente.
Il culmine è stato ieri sera.
Ha consegnato la sua arma di servizio a una mia ospite,
che ha cercato di mettere fine ai suoi giorni.
Perché ha consegnato la sua arma di servizio a quella donna?
Non gliel'ho consegnata, me l'ha presa!
Perché le ha fatto delle avances indecenti!
Non è vero, mi si è gettata ai piedi! Mi ha stretto.
Certo, come se tutte le donne si gettassero ai suoi piedi! È chiaro. Sì.
Bene, tagliamo corto. Torniamo a noi, Colombo.
No, Bottà. Colombo è un personaggio televisivo, che non è mai esistito...
Dovrebbe essere lusingato di essere scambiato per Colombo.
Lui risolve i suoi casi e almeno lui non è comunista!
Non lo sono neanch'io, signore!
Va bene, vi chiedo a nome dello Stato francese
di voler perdonare la nullità di questo idiota.
A questo punto sta a me prenderlo in mano!
Ah, l'affare si ingrossa!
- Torno a Parigi, allora? - No. Resterà qui come maggiordomo.
- Ma perché? - Ma se è un buono a nulla!
No, sentite, preferisco non preoccupare i vostri ospiti fino alla risoluzione del caso.
Lo metterò in buca in 24 ore.
Barone, le chiedo di poter fare un breve giro della casa e del giardino,
per studiare meglio la topografia dei luoghi.
- La nostra camera. - Oh, che bella. I colori...
Ecco, guardi.
È avorio. Lo so, che non si potrebbe, ma Éliane ne va matta.
- No! Non tocchi. Su. - No.
Guardi questa meraviglia. Rubinetteria tedesca.
- Oh. Tedesca? - Eh, la migliore.
- Perché, risparmiare va bene all'inizio, ma alla fine costa una fortuna. - Ah sì.
Non sono abbastanza ricco, da comprare a buon mercato. È d'accordo?
Sì, molto d'accordo, sì.
E così ho bombardato tutto di marmo.
Beh, nella nostra casa al mare abbiamo adottato lo stesso metodo, circa.
- Ah davvero? - Sì, abbiamo bombardato di fòrmica.
- Non conosco bene la fòrmica. - Oh, è fantastica.
Va' a recuperare i mozziconi in giardino. Sono dappertutto, è un disastro.
Sì, con un altro tono, eh.
Grazie.
Guardi.
È stato mio nonno a far piantare tutta questa pineta.
Aveva il pollice verde. Bello, eh? Ah sì, straordinario.
E, quando è limpido, si vede persino Monaco.
Che cosa... Oh, Oh merda!
Che... Chi è stato? Oddio!
Piano! Piano! Fa malissimo, ah!
È un attentato. Era il mio il culo che volevano.
Ah sì, per questo ho voluto un'indagine sotto copertura.
Senta... Andiamo di qua, Barone. Facciamo qualche passo fuori dalla proprietà.
Discrezione, nel caso ci spiassero.
La parola chiave è restare sotto copertura. È l'unica soluzione per arrivare a...
- Ovviamente all'arresto. - Va bene. Sì, certo. Attenzione!
Ma che cos'è? Non c'è nemmeno un cartello che lo segnali.
Sì, ma è posizionato male. Davanti bisogna metterlo.
Va bene, lasciamo perdere.
Smettiamo di girarci intorno, con gli ospiti. Le chiedo...
- Sì? - Signor Barone, di riunirli tutti in salone tra 20 minuti.
- Tutti gli ospiti? - Tutti gli ospiti. Li punzecchio uno a uno.
E, come per magia, la verità verrà a galla da sola.
Metodo Bottà.
Hop, hop, hop.
È d'accordo?
- Ma ho facoltà di scelta? Eh? - No. Forza, andiamo.
Bene. Se c'è una cosa che mi preoccupa sono i miei invitati. Vede, c'è un certo...
Bottà? Bottà?
- Sono qua, sono qua. - Tutto bene? Si è fatto molto male?
Più lo spavento che altro, sono caduto in piedi.
Aspetti, vado a cercare qualcuno.
No, no, no, preferisco che resti qua. Mi dia la mano, mi tirerò su.
- La mia? - Mi dia la mano! Ho fatto arrampicata, so come si fa a scalare.
- Ah sì? Va bene. - Me la dia... mi dia la mano! Me la dia.
- Aspetti, non così! No! Mi fa male, attento! - Aspetti, mi aiuto con la parete.
- No! Mi trascina giù, mi trascina giù... - Ecco, va bene. Va bene. Ce l'ho quasi fatta.
- Tutto bene, Barone? - Oh mamma mia! Questo odore è terribile.
- Ah sì... Sì questo... - Puzzo terribilmente.
Sì, lei dev'essere caduto su un topo morto perché... Io non puzzo.
- Ah no? - Sì, sento la puzza da lei, non da me.
Su.
Ecco.
Ma?
- Sì? - Signor Barone?
- Ci sono, ho capito. - Cosa? - Ieri sera, mi hanno drogato!
- Ah sì? - È per questo che ho fatto il pagliaccio.
- Una novità. - Guardi questa pipa.
- Cos'ha questa pipa? - È piena di hashish!
- No, è un vecchissimo Amsterdamer. - Come?
- Ha un ottimo odore. - No, no, no! Non è vecchio Amsterdamer.
Senta, fumo la pipa dal '62.
Beh, mi dispiace contraddirla, ma è una pura e semplice pipa.
- Già. - Ah, benissimo. Allora vedrà. Guardi... Una semplice pipa.
Ecco... Non è droga questa?
No, mi spiace contraddirla, vecchio mio, ma è un Amsterdamer, tra l'altro, molto buono.
No, no, assolutamente no. Assolutamente no. Un vecchio Amsterdamer.
No, me la dia. Senta, mi faccia sentire... Un vecchio Amsterdamer.
Ah sì, sì...
Ah sì, sì...
Sente? È acre e raspa in fondo alla bocca! Fa quasi male alla gola...
- Me la dia un po', riprovo. - Riprovi allora.
Ah no, per niente!
Si prolunga in bocca e si ritrova quel gusto di miele che adoro nell'Amsterdamer.
No, no, no, no, no, no. Ma proprio no. Non ci siamo.
No, no.
- Non ci siamo. - No, no, mi scusi.
Dobbiamo sbrigarci perché ha fatto riunire tutti i miei ospiti in salone.
Torno subito. Vado a cercare la prova schiacciante.
Speriamo che sia più convincente della sua pipa.
Bottà! È proprio un imbecille.
Ha convocato anche te? Cos'è quel rastrello?
- Puzzi di hashish. Ti droghi anche? - Ma assolutamente!
Dillo al Barone, che si rifiuta di credermi.
Suoni molto bene, mi piace. Beh, applaudiamo l'artista, no?
Dai, applaudiamo l'artista!
Qualcuno sa perché siamo tutti riuniti qui,
a parte per ascoltare il nostro caro Claude massacrare la Cucaracha?
- Claude, Jean! Smettetela. Vogliamo sapere perché siamo qui. - Sì, brava.
Amici miei, vi presento l'Ispettore Bottà, direttamente da Parigi.
- Ispettore? - Sì!
È venuto oggi per smascherare l'assassino della mia passerotta.
Sì. E non la passerotta del mio assassino!
Cosa sta dicendo?
La passerotta del mio assassino!
Ma sono ubriachi?
No, forza. Siamo seri. Gli ho chiesto io di venire.
- Jean, ti passo la parola. - Grazie, Cornetto.
L'assassino è tra voi.
- Cosa? - E io lo stanerò.
Vi starete chiedendo perché ho questo rastrello in mano? Eh?
- Eh sì! - Per niente.
Vorrei solo che lo lasciasse prima di rompere il mio lampadario di Murano.
Sì. Sì, hai ragione, Passerotta.
Non dobbiamo rovinare il rastrello, dato che è l'indizio principale.
Eh sì Francine, eh sì Jacquot.
È questo rastrello che ha bloccato la porta dell'hammam,
quando volevate stare tranquilli in intimità.
In compenso, la cosa davvero brutta è che Jacquot si tromba tua moglie, Cornetto.
Ma è completamente svitato!
- Aspetta, hai ricominciato? - Ma no sta delirando!
Non lo vedi che è fuori di testa?
Claude! Tesoro! Non gli crederai mica!
Tesoro...
- Cornetto? - Éliane, mi fa molto male.
Ma ti perdono perché sei terribilmente eccitante. E ho voglia di fare l'amore con te.
Va bene, va bene lo farete dopo, Cornetti! Dopo, dopo.
Torniamo al punto.
L'assassino ha toccato il rastrello e il rastrello parlerà!
Perché quando Bottà cerca...
Bottà trova.
Ma qui sono tutti matti.
- Palle grosse! Coglione! - Ora basta, basta!
Piccolo pene! Grosso culo! Gross...
- Basta! Non riesco a concentrarmi. - Dagli tutta la bottiglia. Lasciagliela.
- Cazzo! Culo! - E basta! Zitto!
Oddio, anche quelli erano di Murano.
Allora. Racapitolo.
Recape.. rapac... repec... rapa... Repa... Repicatolo.
Racapitolo... Raca-pe... reca-pe... ca-pe... Riassumo.
È una questione che... Lasciatemi riflettere un attimo.
Il coglione si è addormentato.
- È un drogato, la sua pipa puzzava di hashish poco fa. - È vero.
No, no. Non è hashish. È un vecchissimo Amsterdamer.
Di ottima qualità.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Un biglietto per Parigi, grazie. - 54 e 90.
Grazie.
- Non se ne sa più nulla. - L'hanno affossato.
Signorina Peggy? Il suo agente al telefono.
- Pronto? - Sono io.
- Dove sei? - Tutto okay, ho timbrato il biglietto. Ho un alibi.
Invece di andare a Parigi, aspetterò Carmen al concerto!
- Sei sicuro? - Non ti preoccupare, amore mio!
Andremo a Hollywood e faremo il nostro film.
Certo Olga, lo so che è un bel ruolo. Ma rifiuto. Mi fido solo del mio Norbert.
Tra l'altro, ti saluta.
Oh, cucciolotto. Sei sicuro che non vuoi venire?
No, ho mal di testa. Quell'hashish mi ha completamente devastato.
E poi è un concerto, il volume sarà sicuramente troppo alto.
- Cornetto, non mi piace saperti tutto solo. - Che dolce.
Va bene, fa' come ti senti! Prendo la tua macchina.
Se non stai bene, prenditi una pillola e riposati, ok?
Pensa a recuperare le forze, caro.
Oddio, Claude, c'è puzza di gamberi qui dentro.
- Lo so. - Ciao!
Bottà!
Bottà! Bottà!
- Si svegli. Bottà! Bottà! - Aiuto! Che succede?
Il mio fucile di precisione è scomparso! Accadrà una tragedia al concerto di stasera.
Veloce, mi presti la sua pistola, ci penserò io.
No, non se ne parla proprio... Un poliziotto non cede mai la sua arma di servizio.
Ma no, ecco... ecco... andiamo.
- Possiamo prendere quella. - Quella?
Se si sentisse male... È meglio questa. Non si preoccupi.
Si va!
La mia auto!
Cyril, mi permetto di prendere in prestito la sua. Non si preoccupi, la tratterò bene.
È un'emergenza!
State attenti alla frizione.
Forza, forza, è lento, è lento!
Un attimo, Bottà.
Non conosco l'auto, è quella di Cyril e non ci ho ancora preso la mano.
Non ci metta troppo.
- Spinga! Spinga! Dia gas ma dia gas, santo cielo! - No!
- Sembra che se la stia facendo sotto! Allora, ci vuole dare dentro? - No!
PASSAGGIO VIETATO
Ci siamo. Si sente la musica. Siamo arrivati.
- Stop! Fermatevi! - Là, a sinistra, la stradina!
- Stop! - Freni, Cornetto!
Freni! Che cosa le prende, è pazzo?
Guida malissimo.
Fermati o sparo! Lascia l'arma!
Forza! Voltati, canaglia! È finita.
Ben!
Ma tesorino, cosa ci fai là? Che sta succedendo, Claude?
Passerotta, sono venuto il prima possibile. Vieni qua, cucciolotta. Vieni, Dio mio.
- L'ammanettiamo? - Sì, proceda.
Voleva ucciderla, Baronessa.
- Ben?! Ma come hai potuto? - Non miravo a te. Tu eri solo l'esca.
È Carmen che volevo eliminare per incassare la sua assicurazione sulla vita!
L'assicurazione, ecco il movente! Lo sapevo!
Era troppo gentile per essere anche onesto! Forza, portatelo via.
Piccolo bastardo!
Che mostro.
- Grazie, signor Mottà. Io... - Di niente. È il mio lavoro.
Sono lieto, Baronessa, di aver evitato il peggio.
Alla fine, chi ha risolto tutto? Bottà!
Il che dimostra che quando si conduce un'indagine con il metodo giusto,
il risultato si raggiunge con gusto.
Jean.
Complimenti.
- Non ha fame? - Sì, sì, un po' ne ho.
Allora svolti a destra. Troveremo un angolino per fare un pic-nic.
- Che paese, la Francia! - Ah, può dirlo forte, che c'è di meglio!
Eppure, è rimasto qualcosa d'irrisolto nell'indagine.
Ah sì? Ma abbiamo arrestato il colpevole.
Eppure ho visto il suo colpevole lasciare la villa quando sono arrivato dai Croissant!
- Ah sì? - Sì. E mi è arrivata una freccia nel culo circa mezz'ora dopo, in giardino.
Non è stato un incidente. È stato un attentato.
Sì.
- Lui potrebbe essere tornato. - No.
- No? - Ha ammesso tutto il resto. Tranne questo.
E tendo a credergli.
Beh... Ora, la domanda che le pongo è: se non è stato Ben, chi mi ha infilzato?
Ah sì.
Sì, è una buona domanda.
Per me c'è un complice che è ancora in libertà.
E voglio che lei lo stani e che lo sbatta in cella.
Se lasciamo che le forze dell'ordine vengano prese per il culo,
la Repubblica è spacciata! E questo è grave, capito?
- Le verso da bere? - Eh?
- Le verso da bere? - Ah, sì. Ma solo un goccio, solo un goccio.
- Le do tre giorni! - Come? Tre giorni per cosa?
Per stanare il complice.
Certo... Certo... Certo...
- I vigliacchi li schiaccio come le cimici. - Ah sì? - Sì.
- "Come le cimici", è una bella espressione, "le cimici". - Sì, come le cimici.
Éliane? E se facessimo un salto a Portofino?
Oh, l'adorerei, Claude.
Ti amo. Vai. A tutto gas.
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