Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Grazie, e devo dire che è un'emozione
particolare, perché è un'emozione particolare perché sto
portando il messaggio della Lega in tutta Italia,
ieri l'altro ero in Calabria, ieri ero
in Sicilia, parlare sotto la mia madonnina però
è un'emozione assolutamente particolare, quindi grazie Milano.
Io però, visto che poi parliamo dell'Europa
che vorremmo, dell'Europa che vorremmo, dell'Europa
che costruiremo, oltre a tutti i temi di
cui hanno parlato i governatori e i ministri
prima di me, questa è una piazza che
più di tutto e più di tanti chiede,
supplica, invoca, vuole costruire pace.
Troppi stanno parlando a sproposito di guerra in
queste settimane.
Per quanto tempo dovranno volare le palle di
cannone prima che vengano bandite per sempre?
La risposta amico mio se ne va nel
vento, la risposta se ne va nel vento.
Per quanto tempo dovranno volare le palle di
cannone prima che vengano bandite per sempre?
La risposta amico mio se ne va nel
vento, la risposta se ne va nel vento.
Questo è l'impegno sacro di questa piazza,
di questo popolo e di questo movimento politico,
mai un soldato italiano a combattere e a
morire in Ucraina, mai un missile italiano a
spargere sangue e morte in Russia.
L'Italia non è in guerra contro nessuno,
chi sceglie la Lega sceglie la pace e
invito a salire sul palco la squadra della
Lega perché si vince solo insieme.
Un applauso ai sindaci, ai consiglieri, ai militanti,
ai sostenitori della Lega, fatevi un applauso che
arrivi fin dall'altra parte della città e
voglio vedere le televisioni stasera come faranno a
cancellarvi.
Fatevi sentire, questa è Milano, questa è la
Lega, questa è la voglia di pace, sicurezza
e libertà.
Pace significa proseguire la battaglia di alcuni grandi
che ci hanno preceduti.
Prima abbiamo sentito i governatori e Roberto Calderoli
parlare di libertà, di buon governo, di merito,
di autonomia per unire l'Italia da nord
a sud, per dare a tutti i cittadini
italiani, a tutti gli studenti italiani, a tutti
gli ammalati italiani la stessa possibilità.
Si chiama autonomia.
Grazie a Umberto Bossi, a Gianfranco Miglio e
Roberto Maroni per averci regalato questo sogno.
E a proposito di pace, grazie a un
altro grande italiano ricordato su questo palco, anche
lui per trent'anni diffamato, perseguitato, processato, aggredito
a pochi metri da qua, in Piazza Duomo.
Uomo di pace, grazie a Silvio Berlusconi, la
cui eredità morale e politica abbiamo il dovere
di portare avanti, insieme agli amici del centrodestra.
A proposito, il mio saluto a un'altra
piazza milanese, in questo momento riunita con meno
gente, ma ci sta, un saluto a Elie
Schlein che spero rimanga per trent'anni segretaria
del Partito Democratico.
È una brava persona, non la pensa come
me su alcuni temi, però la sua guida
del PD è garanzia che per trent'anni
la Lega starà al Governo.
E il mio saluto, il mio affettuoso abbraccio
politico ed amico a un'altra piazza, in
questo momento riunita in Piazza del Popolo a
Roma, il mio abbraccio a Giorgio Ameloni con
cui governeremo a lungo questo Paese.
E più proveranno a dividerci, più ci uniranno.
Vedervi da qua, ragazzi, è spettacolare vedere le
bandiere che arrivano alla fine della piazza.
Chiedo per cinque secondi alle telecamere e delle
televisioni qua presenti, non inquadrate noi sul palco,
inquadrate il popolo che sta riempiendo questa piazza.
E a proposito di chi usa i tribunali
per provare a vincere le elezioni, è fondamentale
vincere le elezioni europee riportando il mondo del
buonsenso a Bruxelles.
Probabilmente sono l'unico fra i politici italiani
a sostenerlo e la nostra comunità, e voi
siete gli unici ad avere la voglia, la
volontà e la coerenza di dirlo.
Sarà fondamentale, questo è il mio pensiero, che
alle elezioni di novembre torni a governare Donald
Trump insieme al Partito Repubblicano negli Stati Uniti,
pacifici d'America.
Troppa gente parla di bombe, noi vogliamo il
nucleare per riscaldare le scuole, le case e
gli ospedali.
Chi dice di no al nucleare è nemico
dell'ambiente, ma non vogliamo il nucleare per
attaccare popoli e paesi.
Penso che nei prossimi giorni, a livello parlamentare,
i gruppi della Lega, la Camera e il
Senato proporranno dei documenti per impegnare tutto il
Parlamento, senza distinzioni di colori da destra a
sinistra, a rispettare l'articolo 11 della Costituzione
italiana «L'Italia ripudia la guerra».
Non possiamo lasciare ai nostri figli la terza
guerra mondiale nucleare sul lucio di casa.
Saranno fondamentali questi sette giorni, quindi vi chiedo
di riempire le fabbriche, le scuole, le strade,
le piazze di sorrisi e di progetti.
Cosa vuol dire?
Se io dovessi riassumere a uno dei turisti
che sta passando adesso in corso Vittorio Emanuele
e vede queste migliaia di persone e vede
queste centinaia di bandiere e si starà domandando
chi sono, cosa vogliono, se devo riassumere in
tre concetti cosa vuol dire «più Italia e
meno Europa» farei così.
La casa.
L'Europa, la casa degli italiani, la vuole
tassare a botte di regolamenti e di vieti,
la lega col decreto salva casa, la casa
degli italiani la libera dalla burocrazia.
Si torna padroni delle proprie quattro mura.
Da lunedì in comune come se i problemi
dell'Italia fossero la veranda, il tinello, il
soppalco, la finestra o la mansarda.
Vai in comune, paga quello che devi e
torni pienamente padrone di casa tua, come è
giusto che sia, perché la casa per gli
italiani è sacra e guai a chi la
tocca.
Lavoro.
Ne hanno parlato tanti prima di me.
Due impegni concreti della lega, un patto d
'onore che i nostri europarlamentari porteranno avanti.
Uno, bloccare la direttiva folle che mette fuori
legge e fuori mercato le auto e i
motori diesel e benzina per farci invadere da
auto elettriche cinesi.
Mai, mai una colonia di auto elettriche cinesi
potremo diventare.
Secondo, bloccare le eurofollie alle cui spalle c
'è l'interesse miliardario delle multinazionali e dei
soros di turno che vogliono sostituire il nostro
cibo e il nostro modo di vivere e
di mangiare con latte sintetico, bistecche chimiche, farina
di insetti e di grilli.
La lega riporta in Europa il buon senso.
Giù le mani dai nostri prodotti.
Se le mangi i soros, le schifezze prodotte
in laboratorio dalle multinazionali.
Lavoro, lavoro e ancora lavoro.
Sicurezza, sicurezza.
Io ringrazio i nostri sindaci, ringrazio i ministri,
ringrazio le forze dell'ordine, ringrazio donne e
uomini in divisa.
Fate arrivare nelle caserme di Milano il sostegno
del popolo italiano che, fra le forze dell
'ordine e i delinquenti, sa sempre da che
parte stare.
Sempre dalla parte della legalità, della sicurezza.
La lega in Europa un impegno chiede ai
burocrati europei non occuparsi delle buste di plastica,
dell'insalata, delle carote o dei pomodori, non
obbligare a cambiare la caldaia o il motorino.
Un'Europa che abbia un senso, una cosa
deve fare prima di tutto, difendere i confini
italiani dall'immigrazione clandestina, difendere i confini europei
dall'invasione islamica, né colonia cinese né califato
islamico.
Evviva il Santo Padre, evviva i simboli della
nostra cristianità.
E da ultimo, perché c'è bisogno che
da stasera fino a domenica prossima siate un
pacifico esercito portatore sano di voglia di libertà
e di cambiamento.
Che ricordi ai tanti che magari domani trovate
che vi dicono «ma io non voto perché
non serve, ma tanto non è il mio
voto, tanto non è il mio cuore, tanto
non è la mia testa a cambiare l
'Europa».
Ogni persona è unica, ciascuno di voi è
unico, ciascuna donna, ciascun uomo, ciascuna mamma, ciascun
papà.
E dico mamma perché la mamma si chiama
mamma e papà perché il papà si chiama
papà.
Siete esseri umani unici, e quindi la storia
la cambiano i popoli che si mettono in
cammino, non con la violenza, non con le
armi, ma con le idee, col coraggio e
con la coerenza.
Sapete qual è la cosa bella di queste
settimane in giro per l'Italia.
Domani sono in Veneto, lunedì sono sul lago
di Como e poi a Roma, sono stato
in Calabria, in Sicilia, in Liguria, in Emilia,
in Toscana trovando tanta gente che mi sta
dicendo con tanta onestà «Salvini ti confesso che
io alle elezioni politiche di un anno e
mezzo fa non ho votato Lega, io un
anno e mezzo fa non vi ho votati,
perché sì siete bravi, avete dei bravi governatori,
dei bravi sindaci, però siete stati al governo
con Draghi, siete stati al governo col PD,
con i Cinque Stelle, con Di Maio, Toninelli,
Renzi, Speranza, e sono stati mesi difficili in
cui noi facciamo una scelta difficile, controvento, coraggiosa,
impegnativa ma che abbiamo pagato caro.
In cabina elettorale noi abbiamo scelto di metterci
in gioco e di non lasciare l'Italia
chiusa per Covid, di non lasciare le vostre
case, le vostre fabbriche, le vostre scuole, i
vostri negozi in mano solo ai capricci e
alle chiusure scelte dal PD e dai Cinque
Stelle.
Ci siamo entrati in quel governo e ci
siamo entrati da prima forza politica italiana e
ci siamo usciti con tanti italiani che non
ci hanno votato e quando qualcuno non ti
vota, mentre la sinistra dice sono i cittadini
che non capiscono se non mi votano, quando
tanti italiani, milanesi, trevigiani, genovesi, bergamaschi, romani e
palermitani non ci hanno votato ci hanno dato
un segnale che ci è servito perché quando
sbagli devi capire dove hai sbagliato e devi
chiedere scusa.
Adesso tanti di questi italiani io li sto
trovando nelle fabbriche, nelle piazze, ai mercati e
ci sono sicuramente in questa piazza e ci
sono che ci stanno seguendo sui social e
li ho incontrati ieri.
Ieri c'erano 800 persone a Catania e
ieri l'altro 1.500 persone a Messina
e tanti mi hanno detto «Salvini, io alle
ultime politiche te lo dico, o non ho
votato, ho votato Fratelli d'Italia, ho votato
Cinque Stelle, ho votato Forza Italia perché non
mi eravate piaciuti».
Adesso, il 9 giugno, in tanti mi dicono
e per me è motivo di orgoglio sull
'Europa, sul futuro dell'Europa, sulla pace, sulla
sicurezza, sulla casa, sul lavoro, sul futuro di
serenità per i vostri figli, la Lega è
quella più coerente di tutti e torno a
votare la Lega.
Perché noi non abbiamo mai cambiato idea, non
abbiamo mai votato Ursula von der Leyen e
mai voteremo Ursula von der Leyen.
Noi vogliamo il centrodestra unito nei comuni, nelle
regioni, a Roma e vogliamo il centrodestra unito
anche al Parlamento europeo e se qualcuno del
centrodestra, per far dispetto, dice «con la Lega
no e alla Le Pen preferisco quel guerrafondaio
di Macron», non fa un dispetto alla Lega
ma fa il male dell'Italia e degli
italiani.
Perché fra le bombe di Macron e la
pace di Marine Le Pen abbiamo il dovere
di scegliere Marine Le Pen, senza nessun dubbio.
L'alleanza per la pace, il benessere e
il lavoro e in queste settimane mi viene
come il dubbio che qualcuno non voglia farla
terminare la guerra.
Noi dovremo far di tutto per riportare al
tavolo del dialogo sia Ucraina e Russia, ben
avendo presente chi è l'aggressore e chi
è l'aggredito, ben avendo presente che abbiamo
sempre votato dal primo istante qualsiasi tipo di
aiuto economico, militare e umanitario al popolo ucraino
aggredito.
Quante delle vostre case a Milano, a Torino,
a Padova, a Roma o a Bari hanno
aperto le porte a mamme e bambini in
fuga dall'Ucraina?
Siamo un popolo accogliente e generoso e chi
su qualche giornale straniero va cianciando degli italiani
razzisti sciacquatevi la bocca a Berlino o a
Bruxelles prima di parlare dell'Italia o degli
italiani.
Uno dei popoli più generosi, accoglienti e solidali
al mondo.
Però le armi che abbiamo voluto mandare a
Kiev per difendere le scuole, le strade, le
case e gli ospedali in nessun caso potranno
essere usate per bombardare e uccidere fuori dai
confini dell'Ucraina.
Noi non siamo in guerra contro nessuno.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.