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Original subtitles

Stanno arrivando!

Che puntualità!

- È il numero 7 di Vico Carbone? - Sì.

"Oggi, 16/9/1954, è stato sequestrato il mobilio di Adelina Sbaratti."

- Mia moglie! - "Per non avere pagato una multa di 28.000 lire."

La multa è di 28.000 lire. Con i diritti di procedura, le spese...

e gli interessi di mora siamo arrivati a 50.780 lire!

- Era meglio se pagavate 28.000 lire. -Allora?

Pagate 50.780 lire?

Non abbiamo pagato le 28.000 lire e ne paghiamo 50.780?

- Dov'è la consegnataria? - Mia moglie? - Sì.

- Non c'è. - Se non pagate, porto via i mobili. - Entrate!

"Una tavola di noce di due metri per uno e mezzo."

Avete tolto tutto. Adesso la questione riguarda il tribunale.

Fatemi passare!

- Che maniere! - Cose da pazzi!

Li abbiamo fatti fessi!

- Voleva Adelina Sbaratti? TÈ! - Voi sapete fare...

solo gesti osceni e minacce. Vi siete messi nei guai da soli!

- Che vuole quello? - Chi lo conosce?

Sono l'avvocato Verace. Voi siete ignoranti e sbruffoni!

Ora arriveranno i carabinieri...

perché per il reato che avete commesso c'è il carcere!

- Che cosa? -Avete violato l'articolo 384 del Codice Penale.

Questo avete fatto!

- Avvocato! - Avvocato!

- Spiegateci bene. - Noi siamo ignoranti.

- Prima combinate i guai e poi venite da noi. - Era solo una multa.

Voi non l'avete pagata e vi hanno sequestrato i mobili.

- Ma voi li avete fatti sparire. - Era una multa di quasi 30.000 lire!

- La mia amica è una "bisognosa". - Perché le hanno fatto la multa?

- Contrabbando di sigarette estere. - Mi dispiace veramente.

- Siete in un brutto guaio. - Ma si tratta di una mamma di figli.

La multa è sua, i mobili sono suoi e l'affitto è intestato a lei!

- E in galera andrà lei! - Seguilo. Pasquale, chiama Adelina.

Avvocato!

- Avvocato! - Andate via!

È una mamma di figli!

Pall Mall! Sigarette! "Vecchio con la barba"!

Inglesi, americane, svizzere!

Non si avvicina nessuno.

Inglesi, americane, svizzere!

- Signore, compro dollari! - Vai via. -Adelina!

- Adelina, devi convincere l'avvocato. Vieni. - Quale avvocato?

È venuto l'ufficiale giudiziario e l'avvocato dice che siamo nei guai.

Hanno le corna!

Madonna mia! Fetente, vieni qui!

- Andiamo. -Ma il vestito stava bruciando. -Vai, ci pensiamo noi.

- La cassetta? - La ritroverai cosi.

- Hanno le corna! -Sigarette. - Americane, inglesi...

francesi, inglesi, svizzere. - Levatevi! -Adelina!

Il signore è mio cliente. Inglesi, americane, svizzere!

- Signora! > Devono andare via! -Sì!

Se vi ha detto che non può aiutarvi, non può farlo!

- Non perderebbe un affare. - Forse gli siamo antipatici.

> Devono andare via! - Sì! Andate via.

- Se lo convincete, ci sarà un regalo per voi. - Che dite?

Non ho mai visto persone cosi miserabili!

Aprite, io non mi muovo.

- Carmine! - Finalmente! Vieni.

- Chi siete? - Di la! -Andiamo.

- Non potete entrare! - Pasquale! Amedeo!

Aiuto!

- Dov'è? - Avvocato, aiutateci!

- Non può andare in galera! - Io faccio contrabbando di sigarette.

Ma sapete quanto tempo impiego a guadagnare 28.000 lire?

Sapete da quanto tempo mio marito e disoccupato?

Da quando ha finito il servizio militare!

Che do da mangiare ai miei figli?

Poi arriva un cornuto e ti arresta!

Aspetta! Non possono arrestarla!

Come?

Ha la pancia!

- Non possono arrestarla, ha la pancia. - Come?

Non possono arrestarla, ha la pancia!

Non può andare in carcere perché ha la pancia.

Non possono arrestarla!

- Perché? - Ha la pancia!

- Ha la pancia! - Ha la pancia!

Ha la pancia!

Ha la pancia!

Ha la pancia!

Ha la pancia!

Ha la pancia!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia, ha la pancia, ha la pancia! Za! Za! Za!

Ha la pancia!

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Auguri! - Grazie, grazie.

- Amedeo, sono per te! - Vi disturbate sempre!

- Auguri. - Grazie.

- Ciao. - Piccoline!

- Adelina, auguri! - Grazie.

- Salute! - Adelina!

Ho una specialità americana. Parto indolore!

- Buona fortuna! - Anche a voi!

- Ti ricordo sempre nelle mie preghiere. - Brava!

- Sono ben calde. - Grazie. Mettete sul conto. Sono bollenti!

- L'avvocato non può sbagliare. - Prendete.

Una donna incinta può essere arrestata solo dopo il parto.

- Le spettano anche sei mesi di allattamento. - L'uva ti fa male!

Quando ci sono i figli, c'è la Provvidenza!

- Io non ho potuto avere questo piacere. - Non è colpa mia!

Io ho le "carte in regola"! Ma non parliamo di questo.

Voglio dire solo che la cosa più bella del mondo...

e quando una moglie dice al marito che aspetta un figlio.

Cuore, cuore ingrato!

- Che cos'è questo cuore ingrato? - Io facevo il militare.

Lo racconto io. Avevo 17 anni e noi due facevamo l'amore.

Poi successe il "guaio".

Io dissi: "Chi lo dice alla mamma?" Ma questo scemo era contento.

Chiese: "Sei sicura?" lo risposi che sarei andata dalla levatrice.

Se ero incinta, avrei cantato davanti alla caserma "Cuore ingrato"!

Ecco perché!

Quella notte stava pervenirmi un colpo! Non ho dormito!

- Ci sposammo finito il servizio militare. -Mamma non voleva.

Diceva: "Carmine è povero. Se fate 15 figli come me, come vivete?"

lo risposi: "Staremo attenti!"

Ora siete incinta un'altra volta.

Avete visto che pancia?

Altrimenti andavo in carcere!

La creatura nascerà fra poco. Un po' di riposo.

Luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre.

- A Natale devi metterti al lavoro! - Per forza! -Giusto!

- Buon Natale! - Tanti auguri! - Grazie.

- Buonanotte! - Auguri! - Grazie.

Mamma, buonanotte e buon Natale.

- Lo passero da sola, ma voi avete da fare. - Ti ho spiegato!

Ho capito, ma domani mangiamo insieme. Dimenticavo!

- Ho portato la pomata per i geloni per Enrico. - Si mette la sera?

- Si, a letto gli fai le frizioni. - Grazie. A domani.

Arrivederci e buon Natale! "Di nuovo, nuovamente"!

Passiamo il Natale insieme? Amedeo ha un panettone milanese enorme!

- Tutti vi aspettano! -Mi dispiace. - Io non voglio andare in carcere.

- Ho capito. Il vostro Natale e migliore del nostro! -Cammina!

Chi c'è?

Adelina Sbaratti! Entrate!

I termini sono scaduti. In nome della legge ti dichiaro in arresto.

- Che significa? - Il certificato medico è sul tavolo.

Se volete, prendetelo.

Altrimenti tornate tra qualche mese e ne prendete due!

Cuore, cuore ingrato!

- Auguri! > Grazie!

Sigarette americane!

Pall Mall! Svizzere, inglesi, americane!

Volete vedere come ha imparato?

- Inglesi, americane, svizzere! - Svizzere!

Quanto è bello! Sembra un tedesco!

La Finanza! La Finanza!

- Scappiamo! -Adelina, vieni via! Vuoi farti arrestare?

Arrestatemi! Ho ancora 5 mesi!

È inverno! Che freddo dentro a questo cuore!

Antonietta!

Mangiate le caldarroste!

- Sono calde! - 50 lire di castagne. -Subito.

- Scusa, è la solita "scocciatura". - Sì.

Ecco.

- Vediamo. - Tieni.

- Per due castagne? Sei scemo? - Grazie.

- Che c'è scritto? - L'hai scritto tu!

- Come ho potuto e saputo! - Accidenti al leggere e scrivere!

"Sgra... Sgravata il 28 ottobre!"

Io vendevo i fichi d'India. Sei mesi di allattamento.

Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile.

- L'impunita scade a maggio. - Siamo a gennaio. C'è tempo.

Se ti serve aiuto, non fare complimenti.

Se ti serve un figlio, vengo a fartelo a domicilio!

Un chilo di ciliegie per la signorina.

"Cerase! Cerase"!

Un po' di ciliegie per la bambina.

Adelina, sono qui!

- LI certificato? - Il certificato!

- Un altro figlio? -Sì. - Sono quattro. Quanti ne vuoi fare?

Tanti ne vengono, tanti ne prendo! Cuore, cuore ingrato!

È marzo e piove un poco.

Maria, non tornare tardi.

Prendi l'ombrello.

- Va bene. - Grazie.

Maria! Giuseppina! Tornate subito a casa!

- Ma dove vai? - Non preoccuparti. Se piove, mi riparo sotto di lui.

Quanto sei testarda!

Aprite la bocca che arriva il carburante!

- Anche a me! - A me! -A me!

- Hanno finito? - Sì.

Puoi preparare un succhiotto per Caterina?

- Subito! - Vogliamo giocare!

Lo faccio dopo. Ora calmo i ragazzi.

- Zio Pasquale vi ha portato una bella cosa. - Che cosa?

Piano! Uno alla volta!

Ho detto uno alla volta!

Uno a te, uno ate, uno a te, uno a te.

Ora state buoni che devo preparare il succhiotto per Caterina.

- Nunziatina, vieni qui che ti metto il fiocco. - No!

- Bisogna mettere il fiocco. - Altrimenti non avrai la caramella.

- Carmine come sta? - Male!

Con sette figli la notte non si dorme.

Stamattina gli ho detto di andare a riposare da sua madre.

Quanto sei bella! Zio Pasquale ti da un'altra caramella.

- Pronto! Ecco. - Prendi.

Adelina, a te i figli fanno bene.

Sei sempre stata bella, ma ora sei ancora più bella.

Alcune donne dopo il primo figlio sono rovinate.

- Io no. Guarda, sette figli! - Beata te!

Dimenticavo lo sciroppo!

- Non lo voglio! - Noi non siamo ricchi!

Se si compra la medicina, si deve consumare!

- Non la voglio! - Invece la prenderai.

Vieni! Mannaggia!

Io ti uccido!

Con le buone maniere si ottiene tutto. Ci penso io!

Esci!

- Vieni, bello di zio Pasquale! - Vaffanculo!

Lo dici a zio Pasquale? Scherzi?

Ahia!

- Che ti ha fatto? - Mi ha morso la mano, ma non è niente.

Mannaggia a chi ti è morto! Ora dovrà uscire! Avanti!

Esci!

Esci fuori!

Eccolo!

Non farlo scappare!

- Ora prenderai lo sciroppo! - No! - Invece si!

- È cattivo. - È dolce e ti fa bene.

Non si buttano dalla finestra 400 lire!

- Madonna mia! - Che succede?

- Vi siete fatti male? - Uscite tutti! Siete un terremoto!

Belli, uscite! Comprate i lecca-lecca!

Via, via! Andate!

Io li mando a scuola!

Ora tu vai a dormire.

- Deve fare merenda? - No, ha già mangiato. Deve dormire.

Dorme già.

La metto a letto.

Questi sono "infuocati"!

- Ora devo andare. - Grazie ancora, Pasquale.

Tu saresti un buon padre.

Sei impazzito?

Perdonami! È stato un poco di "smarrimento sensuale"!

Perdonami!

Io divento pazzo! Mamma, digli di smettere almeno per mezz'ora!

Quelli devono lavorare. Qui pago una "cimice" al mese!

- Don Antonio, c'è tempo? - Fra 10 minuti andiamo a colazione.

- Poi ricominciate a battere? - No, Carmine può dormire un'ora.

Grazie. Mi raccomando!

Quel disgraziato è in ritardo! "Vengo alle nove!" Sono le 10,30!

Finalmente! Forza!

Quanto tempo occorre?

- Vengo da Porta Capuana! - Forza!

Entra!

Noi ci buttiamo acqua di pesce e questa bella casa abbonda e cresce.

Mia moglie si chiama Pina. Posso benedire anche la cucina?

- Devi benedire il letto. - Maschio o femmina? - Non importa.

- Deve essere una cosa sicura. - Costa 50 lire di più. -Va bene.

- Suonate! -Adesso? -Certo. - Dove dorme vostro marito? - Qui.

Suonate!

Gente di San Nicola, Carmine dorme ancora.

Chi a questa casa vuole male deve sputare sangue prima di entrare.

Occhio, malocchio, "frutticello" all'occhio!

Agli e travagli, che la fattura non quagli!

Incenso, mirra e ori, che la iettatura vada fuori!

Non resisto più!

Devi riguardarti. Il sonno è importante per la salute.

- Ti preparo una camomilla. - Sono tre anni che vivo all'inferno.

- E tu mi prepari la camomilla? - È stata una maledizione.

Da tre anni e sempre la stessa storia.

"Carmine, scade l'allattamento! Carmine, spegni la luce!"

Tutto questo, mangiando una zuppa di fagioli al giorno!

Se si trattasse di una cosa a comando, andrebbe bene.

- Ma qui si continua! - Figlio mio, che faccia hai!

È naturale!

Ho continui giramenti di testa e le gambe deboli.

Sono già svenuto due volte.

Più io divento una schifezza, più lei diventa bella!

Quanto è diventata bella, mamma! È sbocciata come una rosa!

Quella ti distrugge. Figlio mio, sei diventato brutto come una scimmia!

È bella come una rosa? Si trovi un altro per farle crescere la pancia!

Io la uccido...

se succede una cosa del genere.

Carmine!

Carmela!

Aprile, dolce dormire, poter dormire un'eternità!

- Maria! > Sta dormendo!

Carmine!

Aiutami.

Il premio è un pollo, un chilo di pasta e il vino. Che numero volete?

Tenete.

L'estrazione è vicina!

Ero cosi sicura! Quindici giorni!

Avevo anche preso appuntamento per il certificato medico.

Invece ho mal di testa e mi sento distrutta. Non sono più abituata.

Eccolo!

- Allora? - Vai via!

- Come? - È un ritardo di "chi ti è morto!"

Che cosa posso fare?

- Che posso fare? - Tu vuoi che vada in prigione!

- Come potete pensarlo? - Lo pensiamo!

Impara da mio marito!

- Potete entrare. - Grazie. - Grazie.

> Vieni!

Sedete.

Perdonate il disturbo. Ma io vi do sempre le sigarette migliori!

- Cosi ho pensato che anche voi potete farmi un favore. - Certo.

- Il commercio va bene? - Sì. - Di che si tratta?

Carmine, sei l'uomo. Devi parlare.

Ha soggezione, ma il medico è come il confessore!

Professore, io...

Da quando siamo sposati, la "corrente" non si è mai allentata.

Sette figli! Io sto ancora allattando!

Non è colpa mia. Ho buona volontà.

- Certo! - Ci siamo sposati per amore. C'era la buona volontà.

Chi manterrà i nostri sette figli?

- Lui è disoccupato e sono io che mantengo la famiglia! - Ha ragione.

- Anche io ho ragione. - Ma non siamo bestie!

Tua moglie è bella e vi volete bene, ma ti devi controllare!

- Il desiderio non mi manca. - Te lo fai passare!

- Voi non volete più figli. - Al contrario!

- Lui non "funziona" più! - Non è vero.

- LI desiderio c'è. - Non capisco. Che volete?

Un altro figlio!

- Salute! Vuoi che visiti tuo marito? - Sì.

Allora vieni.

Siedi qui.

- Leva la giacca. - Il desiderio c'è. - Anch'io ho il desiderio.

Accavalla la gamba.

- Eppure la gamba reagisce. - Non mi importa della gamba.

C'è un po' di anemia. Controlliamo la pressione.

Tuo marito è solo molto stanco. È molto denutrito.

- È grave? - No. Aspetta.

Non dovete preoccuparvi.

Ha 80 di pressione.

- Bene! - No, male! Questo è esaurimento.

- Che deve fare? - Lascialo stare.

Il cavallo non si frusta se è stanco, si mette nella stalla.

Lascialo in pace per due o tre mesi.

Lui farà una cura ricostituente e farete il figlio il prossimo anno.

Adelina!

Buonasera.

- Ho portato il ricostituente per Carmine. - Bravo.

- Che cosa è? - Sono iniezioni tedesche.

Il farmacista dice che dopo un mese di questa cura...

Guarda come sono grandi!

- Carmine diventerà un leone! - Fra un mese sarò in carcere!

> Non parlare cosi!

> "Malattie del pare..."

> "Malattie epatiche." Che c'entra?

> "Si distinguono..."

> "..dal destrosio..."

Pasquale, meglio tu che un altro!

"Destrosio."

Adelina!

Non voglio andare in carcere.

Tu dici che hai le "carte in regola".

Fammi vedere!

Adesso?

Adesso.

Qui?

Qui.

Adelina!

Cuore mio! Va bene! Ma dov'è Carmine?

Dalla madre con i bambini. Qui ci sono solo Nunziatina e Caterina.

- Forza, bello! - Adelina!

- Madonna! -Adelina! - Ma Pasquale!

- Sono tuo! - Non posso farlo!

- Adelina! - Io voglio Carmine!

Voglio Carmine mio!

Io non ti capisco. Mi hai preso per un buffone?

Lo hai voluto? Ora facciamo i fatti!

Vergognati! Che bell'amico ha mio marito!

- Ma sei stata tu! - Si, sono stata io! Sono stata io!

- Questa è pazza. - Madonna mia!

Bambini! Bambini!

- Alzatevi! - È una medicina tedesca.

- Mamma vi porta in galera! - In galera? - Sì!

Sono scema a volerti bene. Vado in galera!

Cosi questa pagliacciata finirà!

- Adelina! - Non toccarmi!

Addio, "ricchione"!

Adelina!

- Che bella bambina! - Qual è libero? - Il primo.

No, questa deve andare alla Maternità. Vieni.

Perché la portate via?

- Come ti chiami? - Nunziatina.

Nunziatina cara!

- Buongiorno, ragazze. - Buongiorno.

Mettiti sul letto. Cosi, brava!

Ecco il vasino. Questi sono i vestitini per il cambio.

Grazie.

- Loti conosco. -Anch'io. Sei Adelina di Forcella?

- Sì. Tu sei Fragolina? - Sì.

- Tu chi sei? - La Sorrentina. - Io sono la Pizzocca.

- Perché sei qui? - Per truffa. -Tu chi sei?

- La Terremota! - Che hai fatto? - Oltraggio. -Alle guardie!

- Fragolina, tu? - Prostituzione e adescamento.

- A me non chiedi niente? - Chi sei?

- La Sisona! - Che hai fatto?

- Insulti agli agenti dell'Ordine! - Brava!

Mangia! Oggi non hai mangiato niente.

- Almeno i taralli sono freschi? - Si - Costano già 180 lire...

e poi c'è la tassa per la multa di Adelina.

- 450 lire. - Prima pagavo 350. - C'è la tassa per la multa.-Giusto.

Venite con me?

- Cleopatra, ricordati la tassa per la multa! -Si, ho capito.

Pago io! Datemi il resto.

- A voi. - Buongiorno.

Al vostro servizio. Anche lui ha pagato la tassa per la multa!

Sono 40.690 lire. Volete contarle?

Non si può raggiungere tutta la cifra?

Con 40.000 lire si possono condonare solo otto giorni di carcere.

Fra una settimana vi porterò 300.000 lire, oppure di più!

- Sei sicuro? - Il popolo di Forcella è mondiale!

Si è sollevato in un abbraccio di fraternità!

- Questo gesto fa dimenticare quanto sono fetenti e ignoranti. - Sorella!

Cuore!

Cuore ingrato!

Si è preso la mia vita!

- Suora guardiana! - Che c'è?

- C'è mio marito. - Non si può. - Vi prego!

- Fai piano. Mi raccomando. - Sì.

Che mi fai fare!

Scusate!

Cuore!

- Hai sentito? - Comincia, Amedeo.

Dille che i bambini stanno bene e che la domanda di grazia è stata spedita.

I bambini stanno molto bene!

Carmine ti pensa sempre.

La domanda di grazia e già stata spedita!

Giuro che è stata spedita!

Carmine ti ha sempre amato.

Buonasera e buona nottata!

- L'avvocato vi aspetta. - Buongiorno.

- Avvocato, come state? - È sempre un piacere vedervi.

- La somma è stata raggiunta? - È stata anche superata!

- La somma servirà per fare condonare la pena? - Si, 64 giorni di carcere.

- Allora la vicenda è conclusa. - C'è la condanna penale.

- Ma ho già fatto domanda di grazia. - Lei si chiama Verace? - Sì.

- Io sono la sorella dell'avvocato. - Ho inoltrato la domanda di grazia.

- Ma ci vorrà tempo. - La condanna penale?

È di quattro mesi e mezzo. La stampa può fare molto...

per convincere l'opinione pubblica e sollecitare l'autorità.

Se la grazia non arriva subito, e inutile.

- Con te non si sa se si fa bene o male.- L'ordine di scarcerazione...

non è arrivato. - Non sono il ministro!

- Ma sei un fetente! - Perché?

Sono io che devo scontare la pena!

Mi hanno detto che posso sperare solo in un'amnistia.

Dovrò restare qui altri 4 mesi. Invece tu stai fuori!

- Ora esageri! - Stia calmo!

La notte non dormo perché ho la smania del desiderio!

Sono impaziente che tu esca!

- Ho finito la cura! - Stai zitto!

Sono solo parole. Quando dovevi fare i fatti, andavi dalla mamma!

- Avevi gli svenimenti! > Adelina! - La grazia!

Chi sta a Roma pensa proprio a me? Non voglio più vederti!

- Vada via, giovanotto. - Adelina!

Sbaratti!

- Che succede? - C'è una bella notizia!

- Sbaratti! - Che c'è?

- Che succede? - Hai ricevuto la grazia. Sei libera.

Madonna mia!

Non è vero! La grazia!

La notizia è arrivata ieri sera, ma il direttore voleva essere sicuro.

La grazia!

Ho ricevuto la grazia. Sono libera!

Sono libera!

- Vieni qui! - Quando esci, non dimenticarti di noi.

- Porta notizie a mia madre. -Sei contenta di rivedere i tuoi figli?

Me li mangerò!

Per uscire con il primo turno, devi sbrigarti.

- Che ore sono? - Le 11, ma bisogna fare tante cose.

- Quando esce la mamma? - Dobbiamo aspettare.

- La fanno uscire subito? - Speriamo.

Stai fermo!

State buoni!

Altrimenti mamma non esce.

Papa, quando vai in carcere tu, posso venire con te?

- L'avvocato dice di fare presto. - Fra cinque minuti sarà da lui.

Mi preparo.

È mezzogiorno. Sua moglie riuscirà a uscire con il primo turno?

- Stai fermo! - Ecco la mamma!

Quanto sei scemo!

Mi sembrava lei!

È la giornata più emozionante della sua vita?

Certo.

- La notizia vi ha trovato impreparato? - No, ero preparato.

- I bambini sono contenti? - Per la felicita non stavano più nei "panni".

"Torna nostra madre! Torna nostra madre!"

Ballavano, saltavano!

- Andiamo? - Ho fame!

- Devo fare la pipi! - Non capiscono. Sono "infanticidi"!

Dovete compatirli.

- L'attesa è lunga. - Come ringrazierete il Presidente?

- "Ci faccio" una lettera di "pugni" miei e di mia moglie! - Eccola!

Stai zitto o ti picchio!

- Mamma! - Bambini, aspettate!

- Che devo dirvi, non so niente! - Lei sapeva della grazia?

> Attenti al tram!

Volete farmi morire?

Ecco i bambini!

Lucia, vieni dalla mamma!

Autista! L'auto è pronta!

- L'automobile? - Sì!

La macchina! Bambini, venite!

Li ho presi!

Grazia garantita in soli 15 giorni!

Un terzo è a pagamento anticipato. Il resto a grazia ottenuta.

Volete una grazia garantita? Vi vedo preoccupato.

- Perché avete preso questi fiori? - I garofani costano 80 lire l'uno.

Se uscita dal carcere ricevo questi fiori, glieli butto in faccia!

- Basta il pensiero! - Certo. Eccoli!

Grazia garantita in 15 giorni!

Grazie! Grazie!

È stato merito vostro. Evviva Forcella!

- Bentornata! - Quanto sei bella!

Bentornata, Adelina!

Enrico, vieni qui.

Chiedi chi è.

> Chi è? > Andiamo al porto a ritirare una partita di sigarette.

Che devo fare?

Oggi è il primo giorno di libertà. Vorrei riposare un poco.

- Fai bene. > Ci vediamo domani?

Si, al solito posto. Oggi faccio festa, non arrabbiatevi.

L'avvocato Verace mi sistema. Me lo ha promesso.

> Si, va bene! - Saluti!

Sono andate via.

- Mamma! - Venite qui!

Cosi mi affogate!

Natalina!

Apritela finestra, bella fata...

che l'aria ormai si è imbalsamata.

Voi dormite ancora. Che coraggio!

Rose, che belle rose, ritorna maggio!

Uffa! Si circola male anche la mattina presto.

Che carini! Camminate con calma!

Perché non restano a casa a dormire tutti questi lavoratori?

È domenica!

Fra tre giorni ho il concerto. Due ore di sonno assicurato.

Meno male! Sono cosi stanca.

Domani mattina c'è il funerale del senatore.

Devo farmi viva.

Alle dieci ho il Comitato delle Patronesse.

Poi faro colazione con i miei suoceri e la sera vedrò gli americani.

Il mattino dopo...

Il mattino dopo? Gia, ho gli orfani di padre Astolfi!

Poi andrò dal parrucchiere, dalla Bicky, faro ginnastica...

poi tornerò dal parrucchiere, ancora dalla Bicky...

e poi la premiazione di quegli orfani della malora! Basta!

Voglio dare un taglio netto...

definitivo.

Renzo, in questo momento non ricordo il colore dei tuoi occhi.

Caro, con quella faccia seria! È l'uomo migliore che conosco.

È generoso, libero, non ama la mondanità.

Indossa quegli incredibili calzini corti!

Eccolo la!

- Ciao. - Ciao.

- Sono in ritardo? - No, sono arrivato adesso.

- Dove andiamo? - Dove vuoi tu.

- Fa caldo. Ti dispiace se apro? - No.

- La mia telefonata ti ha stupito? - No.

Se non chiamavi tu, lo avrei fatto io.

Se hai tempo, andiamo fuori città.

Va bene.

- È tuo marito? - Sì. - Lui dov'è adesso?

È a Stoccarda. Tornerà tra una settimana.

- Che effetto ti fa vedere il tuo nome ovunque? - Il mio nome è Anna.

- Lo hai dimenticato? - No. - Da ieri sera sei cambiato.

- Sembra che tu non mi riconosca. - Non è vero.

È roba fine!

Dopo che mi hai accompagnato a casa, non sono riuscita a dormire.

Ero molto infelice a causa delle cose chi mi avevi detto.

- Perché? - Tu hai ragione.

Ho vissuto come un fantoccio, cieco, sordo, senza capire...

le ragioni degli altri.

L'ho capito mentre ballavo con te.

Mi sono sentita viva tra le tue braccia.

Che roba!

- Chiudiamo la cappotta? - Temi di essere spiato? - L'ho detto per te.

- Comunque non sarebbe improbabile. - Mio marito non è un problema.

- Ti dispiace, vero? -A nessuno fa piacere vivere con un drogato.

Non lo sapevo.

Non è drogato nel senso che pensi tu, ma è ancora peggio.

Pensa solo al lavoro, al successo, al denaro.

Denaro, successo, lavoro. Non può più fermarsi.

Nella sua vita non c'è posto per altro.

- Tu sei diversa? - Sì.

- L'ho capito grazie ate. - No.

Ieri ho detto delle sciocchezze.

- Ehi! - Perché? Che cosa è cambiato?

Quanti miliardi hai?

Che cosa c'entra adesso?

- C'entra! - Sei cattivo.

Piano!

- Vuoi guidare? - Cosa? - Guida tu.

Non conosco queste auto. Conosco solo la Seicento.

- Questa è molto semplice da guidare. - È meglio di no.

Cambiamo posto.

- Dai! - Ma...

È perfetta. L'ho ritirata questa mattina dal preparatore.

La chiave d'accensione è lì.

Dai!

- Dov'è la freccia? Eccola! Ascoltiamo della musica? - Sì.

- Allora, Renzo? - Anna, mi piaci molto.

- Pero credi che io non sia sincera. - Non lo so.

- Siamo in riserva. - No, è la spia dell'aria calda. Ho fatto il pieno.

- Quanto contiene questo bestione? - 80 litri, forse 100. -Accidenti!

- Con la mia ci farei il giro del mondo! - Ti piace viaggiare?

A me piace molto. Appena posso, scappo. Sono stanca del mio mondo.

In Africa c'è un'oasi divina vicino Marrakech. Si vive di sole e frutta.

1.200.000 lire, 600 per andare e 600 per tornare.

- Basta! - Ma è la verità. - No, la verità è un'altra.

Tu mi rinfacci sempre i miei soldi!

- Sai quanto guadagno al mese? - Non voglio saperlo.

Tu mi piaci perché sei diverso da questi automi che mi circondano.

Loro passano il giorno ad accumulare soldi, tu scrivi.

- Io non penso mai ai soldi. - Perché li hai.

- Devo buttarli dalla finestra? - Si, butta i soldi, le auto...

quei bracciali da Cleopatra! - Li ho comprati dal ferramenta.

Anche l'auto? Ma il problema non è questo.

- I soldi sono dentro di te. - Dentro di me c'è solo il vuoto.

Un grandissimo vuoto.

Credevo che mi avresti aiutato.

- Dove vuoi andare? - Andiamo a casa mia. - Che cosa?

- La mia villa è qui vicino. C'è anche il lago. -Qui c'è un lago?

- L'ha fatto fare mio marito per pescare le trote. -Ti porto sul Po.

È bello? Che cosa c'è?

Ci sono le zanzare. Quelle almeno non le ha fatte tuo marito!

Scusa.

Andiamo dove vuoi tu. Mi basta che ci sia un po' di pace.

Fermati la! È perfetto.

Che meraviglia!

Tra qualche giorno ottobre finirà.

Ehi! Guarda!

Andiamo via.

Non gliela dare!

Dio mio!

So che ti piaccio.

- Questa mattina se non chiamavi me, chi avresti chiamato? - Nessuno.

- Sono sola. - Con tutta la gente che ti circonda?

Con tutta la gente che mi circonda.

Le tue dita si confondono con le mie.

- Tutto questo è bello e incredibile. - Io... - Renzo, aiutami.

Andiamo lontano, a Roma, a Napoli...

Si, andiamo.

Arriviamo di notte, con le luci. L'acqua ferma, di seta.

Prendiamo una carrozzella e trovi amo un posto tutto per noi.

Il cielo nero pieno di stelle e tanta musica nell'aria...

per le strade, sotto le nostre finestre.

Domani ci svegliamo tardi. Il sole arriva sul letto, sui tuoi occhi...

Mi abbracci, mi accarezzi, mi stringi forte.

Anna, ti sei fatta male?

No.

Qui brucia tutto!

L'auto!

Che hai fatto?

- Ho frenato... - C'è qualcosa che brucia!

Brucia la ruota. Fai qualcosa, imbranato!

- Qui brucia tutto. Prendi qualcosa! - Sì.

Guarda che hai fatto!

Sei matto a usare la pelliccia? Prova con la tua giacca.

Qui salta tutto in aria! Prendi il cric.

È andata!

- Che cosa fai? - Non si apre.

Santo Dio!

Ti ho detto di prendere il cric. Non sai che cosa è?

Hai schiacciato il freno come un selvaggio. Queste auto sono delicate.

Sono gioielli.

Tu schiacci come se fosse un camion!

- Potevo ucciderlo! - Per quell'impiastro!

Adesso ti riposi?

Per favore, potrebbe aiutarmi? Sono nei guai.

- Credo che sia una cosa seria. - Che cosa è successo?

Non lo so. Guardi lei stesso.

- Come è accaduto? - Andavamo piuttosto forte.

Per deviare, abbiamo frenato. Si è bloccata e non so che cosa fare.

- È una Rolls. - È l'ultimo modello. -Va bene?

- Sì. Non mi ha dato mai problemi. - Guidava lei?

No.

All'improvviso l'auto ha sbandato ed è finita fuori strada.

- È strano. Sono auto perfette. - Sono stata sciocca.

L'ho data a uno che fino a ieri ha guidato solo la Seicento.

- Non doveva farlo. - Ha ragione.

- L'aiuto? - No, grazie.

Queste auto hanno un sistema di frenata...

- lo preferisco i freni a disco. - Non è questione di freni.

Bisogna saperle guidare.

Anche la Divina Commedia in mano a un analfabeta...

Gia!

> Speriamo bene!

Stia tranquilla. È un guaio rimediabile.

- Noi ci conosciamo, vero? - Anche io ho questa impressione.

Forse ci siamo visti dai Martin, io ero con mio marito.

- Suo marito è a Milano? - No. È a Stoccarda per lavoro.

Per fortuna torna tra una settimana. Con questo disastro!

- È meglio chiamare un meccanico. - Si, quello è completamente negato.

Se vuole, la accompagno a casa.

Lei è molto gentile.

Io torno a casa con il signore. Mandiamo subito i meccanici. Ciao.

Sorveglia l'auto. Grazie.

Listino Borsa Valori di Milano.

Alimentari: Molini Certosa, 2.700.

Distillati, 2.490. Eridania, 2.603.

Esercizio Molini, 1.750. Motta...

Ciao!

Romana Zucchero, 234.

Assicurativi: Assicurazioni Generali, 110.100.

Compagnia Assicurazioni Milano,

Compagnia Assicurazioni Milano privilegiate, 21.550.

È una Rolls-Royce?

Raggiunge davvero i 240 chilometri all'ora?

- Corre più della Ferrari! - Che cosa vuoi?

Cento lire.

La Centrale, 9.600.

Pirelli, 7.450.

Sifir, 1.215...

> Pronto?

> Si, stavo in bagno. Oggi non posso. Vado da mia madre.

> No, neanche la prossima settimana. Ho da fare.

> Va bene. Ciao.

Attento a dove metti i piedi, Umberto. Li spaventi.

Perché la domenica mi lasci sempre sola...

per andare a vedere la partita di pallone.

Perché? Perché...

una volta non ci porti pure me?

Ma un giorno ti seguirò perché ho dei dubbi...

che non mi fanno dormire.

Se scoprire lo potrò...

Il bolognese! Avanti.

Anima mia!

Figlia di una bellezza infinita!

- Mara! - Non gridare.

- Sei un giardino. -Vieni. - No, passo più tardi.

Ti ho portato queste cose. Volevo vederti, toccarti.

Purtroppo devo andare al ministero.

Regina, imperatrice, sultana!

Quando amo, sudo.

Fai e butti via.

Fai e butti via. Scusami!

Sono molto comodi, moderni.

Stasera devi farmi morire!

Ci penso io.

- Che hai in corpo? - Voglio morire la!

Pero adesso devo resistere.

- Ma come faccio? -Stai zitto! - Ciao. - Ciao.

Mara, stasera metti questo.

- Voglio trovarti vestita cosi, come una bimba. - Facciamo ridere.

Tu mi chiami "zio", io "nipotina".

Che gusto ci provi?

Ho bisogno di tanta tenerezza.

La prossima volta, io mi vesto come un bambino...

tu mi canti la ninnananna e io mi addormento fra le tue braccia.

Vado al ministero, altrimenti mio padre mi ammazza.

- Posso telefonargli? - Sì. - Il telefono!

Signorina, devo telefonare a Bologna al 543221.

> Qui è il 577000.

> È semplice!

577 e tre zeri. Sono sei cifre!

- Questa durerà fino a Natale. Grazie. - Passo la notte qui.

- Papa, sono io. Perché? -Shh!

Perché la domenica mi lasci sempre sola...

per andare a vedere la partita di pallone?

Perché?

> Papà, il permesso non è pronto. Pero nessuno fa niente.

Perché una volta non porti pure me?

> Il sottosegretario non mi ha ricevuto.

Comunque oggi risolvo, manca solo un timbro. Stai tranquillo, papa.

Non sono un cretino!

Boia!

Io devo andare.

Non baciarmi, altrimenti non mi stacco pi...

Fai una smorfia, diventa brutta, cosi vado via.

No, non fare smorfie, mi ecciti di più!

- Ciao! - Ciao.

Ciao.

- Dove si trova il suo collegio? - Ad Anagni.

- Quante ore studiate? - Dodici ore. - Accidenti!

Cinque ore di preghiera e sette di studio.

- Quando vi divertite? -Abbiamo la ricreazione e un'ora per parlare.

Io ho un nipote dai frati. A mezzanotte deve dire il rosario.

L Cappuccini praticano questa regola.

- No, grazie. - Non potete fumare?

- Io ho visto un vescovo con la pipa. - In collegio è proibito.

Lei mi fa venire voglia di confessarmi.

Non potrei, non sono sacerdote. Fra due anni prenderò i voti.

- Sei vestito da prete! - Non significa.

Io adoro il nero. Lo porto sopra, sotto e...

È vero che quando il Concilio sarà finito, i preti potranno sposarsi?

- No. - I preti americani hanno i figli. A me non ispirano fiducia.

I preti devono essere come la luna, non si deve sapere bene cosa siano.

Sono uomini con la vocazione.

Mio nipote è stato costretto dalla madre.

- Lei lo fa perché le piace? - Sì.

Sono libero di decidere e ho ancora tempo. Mi ispirerà il mio santo.

- Qual è? - San Giovanni.

- Io ho un santo sconosciuto, San Maurillo. Lo conosce? - No.

Ho bisogno di un santo che abbia un po' di tempo per me.

- Gli chiedo sempre di farmi guadagnare molto. - La accontenta?

Abbastanza.

Pero il mio mestiere non mi piace.

- Che cosa fa? - La manicure.

Brava.

Scelgo i clienti uno a uno. È gente seria che paga bene.

Devo comprare un terreno a mio padre.

Ho visto molte mani! Riconosco la gente dalle mani. Mi mostri la sua.

- Lei è serio e le piace lo sport. - Giocavo da mezzala. - Umberto!

- Avrà un grande destino. - Si vede che lei è buona. - Da che cosa?

Da tutto!

È proprio segnato! La linea è dritta.

- Può chiedere tutto alla vita. - Vorrei passeggiare con lei domani.

Magari a braccetto!

Non pensa ai vicini, alla portiera, a sua nonna?

- Lei è vestito da prete. - Ho anche un vestito normale.

- Andiamo a Ostia? - Mi piacerebbe.

Adesso non c'è tanta gente.

Staremo tutto il giorno. Io porto i panini.

Vedremo.

Micio!

Vieni qui.

Domani dovrei partire, ma posso ritardare di un giorno.

- Quando torna? - Passo a Natale prima di andare dai miei in Lucania.

Questa notte deciderò se venire al mare.

Micio!

Chissà di chi è! A volte viene a trovarmi.

Bello!

- Stavamo cosi bene! - La aspetto.

Questa persona si fermerà qui per un po'.

- Viene da Bologna per affari. - Io resto qui ad aspettare l'alba.

Ti lascio il gatto.

Vai!

Buonasera.

- Umberto! Non vai a letto? - Vado, nonna. Scusi.

- Buonasera. - Non la conosco.

- Adesso mi conosce. - Neanche mio nipote la conosce!

Umberto, a letto!

- Buonanotte. - Domani faccio alzare un muro qui.

- Per fortuna mio nipote parte. - Non parto se non le chiedi scusa!

- Piuttosto, la morte! - Signorina, scusi. - Prego.

Lasci in pace questa creatura. Non è come quelli che frequentano casa sua.

- Lui è un santo. - A casa mia viene gente seria.

Questo che suona è il figlio del cavalier Rusconi.

- Bella cosa! -A casa mia vengono anche i deputati. - Buoni!

Viene anche Tommasi, quello della pasta. Lei la mangia.

Non la mangerò pi...

Domani manderò la richiesta agli inquilini. Tutti la firmeranno.

Cosi dovrà andare via da qui! Lei da scandalo.

- Ieri quattro uomini sono venuti da lei. - Mi mette il coprifuoco?

Tre si e quattro no?

I miei clienti sono persone educate.

- Lei andrà all'inferno. Si vergogni! Io la denuncio! - Nonna, basta!

- Sei una vecchia papera. - Hai sentito, Vincenzo? -Calma.

Vecchia ruffiana!

Come si permette?

Vincenzo, vieni!

Rincoglionito!

Mi denuncia e mi manda all'inferno!

Senti questo!

Perché suoni?

- Cominciavo a spaventarmi. - Perché insisti?

- Bella! - Entra. - Pensavo a una fuga di gas. - Tie'!

- Micio! - Quella vecchia la pagherà!

- Le sistemo il ragazzino. - Quale vecchia? - Quella accanto.

Non vuole che parli con suo nipote. Io non mi metterei mai con un prete!

- Quale prete? - Ha meno di 18 anni.

Parlavamo di Dio quando è arrivata lei e si è infuriata.

- Ho un mal di testa! - Sono solo chiacchiere.

- Vuole cacciarmi perché ricevo troppa gente. - Cheti importa?

- Al massimo il padrone di casa ti aumenta l'affitto. -Già fatto.

- Faro piangere lacrime di sangue alla nonna. - Sii comprensiva.

- Vieni qua, Mara. - Non voglio fare l'amore adesso.

Dai, Mara! Ci mettiamo nel letto, vicini vicini.

- Se vuoi, non parliamo. - Ho bisogno di parlare. -A letto? - Sì!

Di' la verità. Io do scandalo? Faccio l'amore sul terrazzo?

Per me possiamo farlo. Andiamo sul terrazzo.

È vero che io prego sempre tutti di non gridare?

- Però tu fai certi urli! - Sono diverso dagli altri.

Io ti amo. Per me sei perfetta. Ti voglio bene.

- Tieni. - Ti voglio bene.

- Scappiamo insieme. - Perché?

Non sopporto che vai con gli altri.

- Allora sposami. - Che c'entra? Vieni a Bologna un paio di mesi.

Non vado via! Non le do questa soddisfazione.

Anzi, compro l'appartamento. Cosi dovrà sopportarmi per sempre.

Facciamo l'amore qui.

Lasciamo accesa solo la luce del frigidaire. È una luce intima.

- Scrivo una lettera alla vecchia. - A Parigi ho visto una cosa!

Lo spogliarello nero. Serve la musica.

No, non uso la carta profumata!

- Posso spegnere la luce? - Devo scrivere.

Solo un minuto.

- Beh? - Un minuto. - Poi mi correggi la lettera.

- Non voglio darle la soddisfazione di trovare errori. -Va bene.

> La gamba bella della donna entra piano piano nella luce.

- Che fa? > Piano piano la luce sale.

> Piano piano sale.

> Piano piano.

Io mi sono commosso.

Quelli hanno tempo da perdere. Accendi!

Abat-jour...

che soffondi la luce blu...

fin lassù.

> Umberto!

Non vengo più. Tu mi tratti male, ma anche io ho una dignità.

- Non sei l'unica donna al mondo. - Stai buono.

Ti approfitti perché sono schiavo dei sensi, ma io ho un'anima.

Fra il diavolo e il santo c'è la differenza di un capello.

- La mia vita sta per cambiare. Vado a cercare moglie. - Bravo.

Gentile signora...

"Gentile" no!

Ho lasciato il tuo numero a mio padre.

- Se telefona, digli che sono fuori. Fai la voce da maschio. -Va bene.

- Ti ho chiesto perdono. Che vuoi di più? -Questo non è un albergo.

- Alzati, devo andare a fare la spesa. -Mara.

Questa notte mi sono seduto su una panchina di Piazza Navona.

- Poi non ho resistito più e sono andato con una... - Puttana. - Sì.

- Non rinunci mai? - Non c'è stato niente fra me e quella donna.

- A un certo punto l'ho mandata via. Lei si è arrabbiata. -Aveva ragione.

- Le ho dato 5.000 lire! - Anche loro hanno l'amor proprio.

Bisogna cercare di capirle.

- Alzati. - Grazie.

Dovresti mettere un tappeto qui. Lo compro io.

Mara, ho un'ora di tempo. Poi devo andare dal sottosegretario.

Non siamo mai stati insieme la mattina.

Solo un'ora. Puoi?

Va bene.

- Non slacciarti! - Non gridare! La vecchia sente.

- Ti slaccio io! - Zitto!

Sei una visione!

- Vorrei vederti con la pelliccia, sotto al sole, nuda. - Fa caldo!

Un po' di fantasia!

Pronto? Vanin, il veneto!

Si, mi ricordo. Piccolo, con i baffi e fascista.

Mi ricordo!

Provi domani.

Certo, gli do il voto. Viva il duce!

- Tu per chi voti? - Se scopro di quale partito è la vecchia...

voto contro e faccio votare contro tutta la mia famiglia. -Anima mia!

- Restiamo qui fino a domani? - È difficile e io fremo.

Aspetta un attimo.

Guarda, ha levato la tonaca. Figurati la vecchia!

Che bravo! Quel ragazzo ha carattere. Vieni a vedere.

Bravo!

Ciao!

Guarda che sparo!

Spara!

Se ridi, mi fai passare la voglia.

- È una cosa seria, la più bella del mondo. - Sei divertente.

- Non ci sei. - Vado a vedere dallo spioncino.

- C'è la nonna! - Non aprire, fingi di essere uscita. - Ha una faccia...

- Forse è armata. -Vado io.

- Chi è? > Apra.

- Chi è? > Sono Giovanna Ridenzone. - Non la conosco.

> Sono la nonna di Umberto.

- Dica. - Devo parlarle solo un minuto.

Devo parlarle.

Non ricevo a quest'ora.

Signora, entri!

È finita!

- Che c'è? - È finita!

- Non pianga. - Lei ha rovinato la mia famiglia!

Non pianga, tutto si aggiusta.

Era un ragazzo d'oro, rispettoso, ubbidiente e ora non ragiona più!

Si calmi, aggiusteremo tutto.

Non c'è più niente da fare. Ha messo la brillantina sui capelli!

Ha tolto la "sottana"! Mi butto di sotto.

- Mi butto in Piazza Navona! - Si calmi!

- In Piazza Navona. - Signora! Rusconi!

- Si calmi. Il signor Rusconi. - Piacere.

Umberto studiava sempre. Leggeva anche la notte.

- Poteva diventare Papa! - Lo diventerà.

Venga.

- Si accomodi nel salottino. Rusconi! - Madonna!

- Grazie, signore. - Dovere.

Offri un Fernet alla signora. Forse vuole una cosa dolce?

Ho Strega, anisetta, un po' di tutto.

- Non vuole tornare in seminario. - Lo convinco io.

- Dice che lei è una santa e io una strega. - Rusconi, puoi andare.

La nonna sta meglio. Aspettami di la. Telefona, se vuoi. Vai, caro.

- Ho disturbato? - No. - Il signore è buono. È emiliano.

- Ho alcuni parenti in Emilia. - Mi fa piacere.

Può dire a suo nipote tutto quello che vuole.

Gli dica la verità.

- L'ho detta, ma lui non mi crede. - Insista! - Grazie.

I genitori di Umberto hanno riposto molte speranze su di lui...

e mia figlia ha il cuore debole. Sa che vuol dire avere un figlio?

- Anch'io voglio fare un figlio. - Brava!

Prima devo risparmiare un po', cosi, quando nasce, potrò dargli tutto.

- Brava! - Faccio un fioretto.

A me i fioretti riescono sempre.

Se suo nipote torna in seminario, passo una settimana senza...

- Ha capito? - Si, ma lei è troppo generosa.

Se lo dico, lo faccio.

Faccio un altarino. Terrò le candele sempre accese.

- Lei andrà in Paradiso. - Per me è un sacrificio. - Immagino.

Pero lo faccio volentieri. Ci rimetto circa duecentomila lire.

Caspita! Si guadagna tanto?

Se volessi, anche di più. Pero se uno non mi piace, neanche apro la porta.

Giusto.

Chi è?

Si, è la casa della signorina Mara.

No, è partita. Torna a Natale. Ciao.

- Cin cin! - Cin cin!

- Chi era? - Era un siciliano.

- Io vado. - No, vieni qui. Chiacchieriamo con la signora.

- Dove vai? -Torno dopo. - Scusi se ho interrotto. - Si figuri!

- Questa ragazza è un angelo! - Sì. Ci vediamo più tardi. - No!

- Offri un altro goccio alla signora. Vuole? - No. Mi gira la testa.

Sa che io non ho avuto i nonni?

- Strano! -Mi sarebbe piaciuto avere una nonna come lei. A te?

- Io ho tre nonne. - Davvero? - Sì. Arrivederci.

- Sono contenta di averla conosciuta. - Anche io.

Non sbattere la porta!

Lei dove è nata?

- Siamo tutti lucani. - Io sono di Anticoli Romano.

Desidera?

Mi dia sei di queste candele.

Che fai qui?

Vieni!

- Quant'è? - 1.800 lire. - C'è lo sconto? - No.

- Da dove vieni? - Passavo.

- Posso farti un regalo? - Sì.

Questa ti starebbe bene. Signora, quanto costa?

Diciottomila lire.

- Che ci faccio? -Che domande! La metterai quando sarai parroco.

- Si è messa d'accordo con mia nonna. - No, quella donna è un angelo.

Paghi alla cassa.

Questa notte ho avuto una visione, era San Maurillo.

Che volevi fare? Io potrei essere tua madre!

Coraggio, prova questa cotta. No, questa dovrebbe starti bene!

Tu non sei nato per questi vestiti!

Una volta mi sono innamorata di un maresciallo. Mi piaceva la divisa.

Quando si è messo in borghese, sembrava un altro.

Abat-jour...

che soffondi la luce blu...

fin lassù.

Tu sospiri chissà perché.

Abat-jour...

sempre spandi la luce blu!

- Lo metti proprio li? - Ti da fastidio? Tu credi?

Certo!

- Pero adesso spegnile. - Va bene.

- Hai la Coca Cola? - Sì.

- Che giorno è oggi? - È giovedì. - Usciamo sabato.

LI telefono!

Deve telefonarmi mio padre.

- Che c'è? - La tapparella.

- Signore. Accidenti! - Signore! - È la vecchia? - No.

Vai via!

Signora.

Vuole andare nella Legione straniera. Bisogna fermarlo! È impazzito.

Vengo. Rusconi, vieni!

Aiutami a scavalcare.

Rusconi!

- Venga. - Rusconi!

> No! > Dammela!

- No! - Lasciami.

Cattivo!

- Dove vuole andare, Umberto? - Gli dica che non sono bugiarda.

La nonna ha detto tutta la verità.

Perché vuole farmi avere i rimorsi? Fino a oggi non ne ho mai avuti.

In seminario avete tutto assicurato: il pane, il letto.

State fuori da questo brutto mondo.

Lo, se rinasco, mi faccio monaca!

- Nonno, dammi questa valigia. - No!

Mi fai male, Umberto!

- Hai capito che voglio andare via? - Rusconi!

Ma guarda un po'! Rusconi!

Rusconi!

- Vieni! - Signor Rusconi.

Che fai li? Vieni.

> Non potete costringermi! > Mi fai male, Umberto.

> Lasciami! Voglio andare via!

- Lascia perdere! - No!

Ragazzo, posa questa valigia! Coraggio!

> Finalmente!

- LI signor Rusconi. - Ridenzone. - Piacere. - Si accomodi.

- Grazie. - Lo convinca lei che io non ho detto bugie.

Non bisogna fidarsi di nessuno, solo dei genitori e dei nonni.

- È vero che lei guadagna più di un milione al mese? - È vero.

Hai sentito, Umberto? Lui non voleva crederci!

Non lo dica in giro, altrimenti Mara ci rimette. Viene a saperlo il fisco.

Giusto. Poi come convinco quelli delle tasse...

che mando quasi tutto ai parenti? - Il treno parte alle 5. - Ehi!

Lo portiamo noi alla stazione. Rusconi ha l'auto.

- Se andiamo via subito, c'è la corriera. -Si, c'è la corriera.

Umberto ha capito la situazione. È vero, Umberto?

- Mi dia del lei. - Ha ragione.

Perché piangi? Quanto piangete in questa famiglia! Coraggio!

Si, piangi.

È arrivata la grazia.

La grazia!

Grazie!

Grazie!

Grazie.

Eccoli la!

Prego, reverendo.

Sono felice!

- Anche tu devi esserlo, hai fatto una buona azione. - Sì!

Perché? Perché la domenica mi lasci sempre sola...

per andare a vedere la partita di pallone?

- Io me ne frego della partita! - Abbassa la tapparella.

Io non mi muovo da qui. Resto nel tuo letto per l'eternità.

Faccio le radici, resto.

- Iauuh! - Non urlare. - Metti un disco e spogliati. - Sì.

Io ti guardo da qui.

Abat-jour...

che soffondi la luce blu...

fin lassù.

Tu sospiri chissà perché.

Abat-jour...

mentre spandi la luce blu.

Anche tu...

cerchi forse chi non c'è più.

Abat-jour...

che soffondi la luce blu...

fin lassù.

Iauuh!

Abat-jour...

mentre spandi la luce blu.

Anche tu...

cerchi forse chi non c'è più.

Non possiamo.

- Dobbiamo aspettare una settimana. - Come?

Scusami, non posso fare niente.

Come "scusami"?

Non fare quella faccia. Cerca di capire.

Ho fatto un fioretto.

No! Come faccio a capire? Allora piango anch'io!

Tu vuoi farmi impazzire!

Tesoro, un fioretto è un fioretto.

- Fra noi due è finita! - Una settimana passa presto.

No, io sono una persona seria. È anche una questione di decoro.

Non sai fare un sacrificio? Poi sarà tutto più bello.

- Ti preparo un caffè. - No. Ti restituisco il tuo portafogli...

la cravatta e il fazzoletto. - Perché, Augusto? -Addio.

Non fare cosi. Augusto!

- Ho fatto 500 chilometri! - Fai la persona seria!

- Io sono serio, tu non lo sei. - Non andare via!

Vorresti fare un sacrilegio?

Va bene, andiamo, ma io sarò immobile come il marmo.

- Cosi la responsabilità sarà tua. - Potevi fare il fioretto...

per il mese prossimo. Sapevi che io ero qui.

- Da ieri, prima si, poi no. Fa male alla salute! - Shh!

Bologna!

Pronto? 577000. Bologna?

Sono io, papa.

Bisogna aspettare ancora un po'. Manca un timbro.

No, papa!

Io torno questa sera con l'aereo. No, papa!

Ho fatto il possibile. Ho dato anche le mance.

Le mance si danno prima! Cerca di capire.

- Vieni qui. - No, vado via.

Coraggio, fammi compagnia. L'altarino ti farà avere il permesso.

Non fare così.

Augusto!

Vieni.

Ave Maria, piena di grazia.

Santa Maria...

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