All language subtitles for Grandi Magazzini (1986) BDRemux 1080p_track6_[ita]

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Original subtitles

Siete pronte, ragazze? Andiamo.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno.

- Signorina Romano. - Buongiorno, direttore. - Buongiorno.

- Signorina Romano' - Sì, direttore. - Che cos'è questa novità?

- Sono fiori di primavera. - Fiori di primavera...

Li faccia sparire. Non voglio cose inutili sul mio tavolo.

Popi! Popi!

- Buongiorno, Valentina. - Ciao.

- Buongiorno, Maria. - Buongiorno.

SQUILLI DI TELEFONO

- Grandi Magazzini, reparto sanitari. - Sono Puccio.

- Puccio, cosa ti costa darmi altre 24 ore? - Non fare storie.

Ti ho già dato una settimana.

Lo so, Puccio. Ma stamattina non li ho trovati.

(Puccio) Chiedili a tuo padre. Non è il proprietario dei Grandi Magazzini?

Certo, mi ha messo a lavorare qua in incognito

e per di più con uno stipendio da fame.

E io gli chiedo 30 milioni. Ma è ridicolo, Puccio.

(Puccio) Peggio per te. Ti mando l'esattore.

Puccio, non scherzare. L'esattore no.

Senti, ti faccio una proposta... Se accetti una scommessa sulla seconda corsa.

Io ho un cavallo sicuro che se... COMUNICAZIONE INTERROTTA

Puccio! Puccio! Puccio!

Mi scusi... Dov'è la "fiera del bianco"?

Complimenti, signora, vedo che anche lei usa il nostro Push!

- Eh, sì. - Ottima scelta.

Che bella camicetta bianca! Ma che dico bianca? Bianchissima!

- L'ha lavata con Push? - Eh, sì.

Il detersivo che rende tutto il bucato bianco bianchissimo.

- Ed è contenta? - Eh, no.

- Perché? - Perché prima di lavarla era blu!

- Mazzetti! - Sì?

VERSI

- Che ti è successo? - Sapessi!

- Posso parlarti un momento? - Sì.

Dimmi, De Rossi.

- Devi farmi un favore. - Certo. Se non ci si aiuta tra noi dipendenti.

Ho da fare per un paio ore. Sostituiscimi al reparto vendite sanitari.

Lascio i cessi vacanti?

Io ti ringrazio, ma non credo di essere all'altezza.

Ma come non sei all'altezza, Mazzetti?

Tu sei un intenditore di cessi!

Sì, va beh, ma non in quella fase.

E semplicissimo. Se viene un cliente, tu gli mostri l'articolo.

E se lo compra, lo mandi alla cassa.

- E se non lo compra, lo mando... - Non scherzare! Piuttosto...

- Accetta questi. - Che è? - Sono per te.

No, non posso. Non posso accettare. Grazie.

Io ti sostituisco volentieri, ma gratis.

Perché fra noi poveracci ci dobbiamo dare una mano.

- Lo sai che sei un amico? - Sono un amico. Modestamente.

- Mazzetti... - Sì? - Sei una brava persona.

Con questa scusa della brava persona qui...

Secondo me tu sei sprecato qua dentro.

Eh, lo so, ma adesso che faccio? Mi metto a fare i concorsi?

- Tremila candidati per due posti. - Vedrai, un giorno o l'altro il destino...

Sì. Poserà il suo occhio benevolo su di me.

È una vita che aspetto!

Ma stavolta abbi fede. Tu non sai chi sono io!

Ciao, Mazzetti!

Ciao, De Rossi!

Ma chi sarai mai? Poveraccio come gli altri. Ma guarda...

ANNUSA

- Pavolitoni? - Pronti! - Vai!

Vado!

- Carrella? - Pronti!

- Vai! - Vado!

Valsecchi! Che cavolo fa?

Sto caricando i pacchi. Ma perché così tanti, signor Carotti?

Ma non sei milanese te? Non ti piace che devi lavorare? Allora lavora, no? Bauscia!

- E i capelli? - Ce li ho!

Non ti avevo detto di pettinarli lisci con la riga?

Va bene, provvederò.

Tira via che c'è ancora moltissimo da lavorare

ha 45 secondi di ritardo che ti detrarrò da lo stipendio!

No. A proposito di stipendio...

- Siccome lo avevo già preparato... - Stai zitto! Vai via! Parti!

Rendo noto che sono quattordici anni che faccio il portapacchi.

Data l'età soffro anche di reumatismi causa intemperie di lavoro

aspirerei occupazione al coperto. Suggerirei aiuto campo spedizioniere.

Che poi sarebbe lei.

Valsecchi!

Ecco la neve di Milano che cade sull'unico scansafatica della Madonnina!

Vai! Parti!

- Desidera? - (in romanesco) Le dico subito questo.

Io sono Antonio Borazzi di Cantalupo in Sabina,

abitante in via Praterina 54.

Ho partecipato al referendum del grande magazzino.

E del comunicato televisivo sono venuto a conoscenza di essere diventato

il fortunato vincitore di un buon acquisto di 500.000 lire.

- Cosa vogliamo fare? - Congratulazioni.

Avviserò la signorina Carla Marchi.

- E chi è? - L'incaricata alle nostre pubbliche relazioni.

E sarà a sua disposizione per la scelta degli articoli.

Ben gentile, ringrazio.

(altoparlante) Il signor Corrado Minozzi è desiderato in direzione.

Corrado Minozzi in direzione! Minozzi!

Corrado Minozzi in direzione!

Corrado Minozzi... Corrado Minozzi?

Sono io, Corrado Minozzi!

In direzione? Devo andare subito.

In direzione... Vado.

Pista! Arriva la legge! Via!

Completo!

Avanti.

- Cosa c'è? - La vuole il direttore.

Vogliamo farlo sapere a tutti? Chi è il direttore?

È lui!

Ma com'è pulito? Un uomo pulito? La fedina pulita?

Ah, se ne vada! Vada, vada!

Mi ha convinto!

Minozzi Corrado! Agli ordini, signore.

Minozzi, perché bussa così forte?

Perché ho la mano magnum. Questa non è una mano.

- Questa è la forza di cento braccia. - Bravo!

È per questo che noi l'abbiamo assunta. Perché è un tipo in gamba.

Mi dicono un ex carabiniere.

Certo. Grazie, signore.

Eppure la più alta percentuale di furti si verifica proprio sul suo piano.

Ah, sì? Strano, molto strano.

È più di un mese che l'abbiamo assunta.

Ma è possibile che non è riuscito mai a cogliere un malvivente sul fatto?

- Ma lei è sicuro di quello che dice? - Certo, sta scritto qua.

Oddio!

Oddio, mi sento male!

Quello che mi ha detto mi ha colpito profondamente al cuore.

Oddio, la tachicardia!

Ta-ta-ta-ta!

Fermati! Bestia, che roba!

Oh, signor direttore, cosa mi ha detto!

Bestia, che roba!

Comunque non si preoccupi. Perché d'ora in avanti, sarò come Rambo.

Sarò come Ivan, il Terribile.

Li spiezzo in due. Crack!

Voglio dei risultati, non parole.

Sì, sì, certo. Però attenzione, eh...

Perché il ladro è molto furbo.

Il ladro non si fa vedere, capisce?

Va bene, vada, vada.

Grazie, signor direttore. Arrivederci. Arrivederci. Grazie.

- Vada. - Vado. Vado.

Vedrà. Vedrà. Oh, se vedrà. Arrivederci. Grazie.

Sparisca!

Sim Salabim, Salabim, Salabim.

Bim, Binghiribim, Salabim.

Bim Bim, Salabim, Salabim, Salabim, Salabim. Ciao.

Ogni tanto mi riesce. Ma adesso non sono sparito. Non ce l'ho fatta.

Eccoci qua.

- Assunta? - Sì, papà.

Mi dai l'olio, per piacere?

CIGOLIO

Papà, ma è possibile? Tu sei l'unico mendicante al mondo

che è invalido davvero e fa finta di essere sano.

Assunta! Te l'ho detto un sacco di volte.

Io non voglio la pietà di nessuno. E troppo facile.

Mi vedono senza una gamba. "Guarda quello che pena che mi fa."

Io vendo l'allegria, cara figlia mia.

Accorda il violino che ieri era una porcheria.

SUONO DEL VIOLINO CANTO DELL' UCCELLINO

CANTO DELL' UCCELLINO

SUONO DEL VIOLINO

CANTO DELL' UCCELLINO

SUONO DEL VIOLINO CANTO DELL' UCCELLINO

CIGOLIO

- Che cos'è papà? - No, è questa.

Cigolio di questa disgraziata.

In re bemolle oggi.

Porca puttana. Consuma più olio questa di una turbodiesel.

Mah...

Ecco qua.

Attacchiamo, va! E one, e two, e three...

(canta) E co e co e co e come son contento

nel cu nel cu nel cu nel cuore me lo sento

il dollaro se cala poi s'incazza e va in aumento

ma a me che me ne frega tanto i soldi non ce l'ho

Everybody... In americano.

Oh happy happy happy happyness

Oh happy happy happy 'ca nisciuno è fess

Oh happy happy happy happyness

E money money money money non ce li ho!

Yes!

SUONO INTERFONO Sì?

(interfono) Caporeparto casalinghi. La commessa Todini Adele

si è assentata per tre minuti dal suo posto per fumare una sigaretta.

Le preannunci una nota di demerito.

SUONO INTERFONO

- Che c'è ancora? - C'è sua moglie.

- Me la passi sulla due. - Sta già salendo da lei in ufficio.

Va bene. Grazie.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

- Ciao, cara. - Ciao. - Cosa sei venuta a fare qui?

- Vieni, ti devo parlare. - Vai dentro.

- Allora, cos'è che devi dirmi? - Ho una notizia sconvolgente.

- Teresa, la nostra cameriera. - Ne ha combinata un'altra delle sue?

No, si è fidanzata con un suo compaesano.

- Beh, certo che l'ha messa incinta. - Ma no!

E questo suo fidanzato indovina da chi sta a servizio.

Ma cosa vuoi che ne sappia io?

Sta a servizio da Gruber.

- Il proprietario dei Grandi Magazzini? - Sì.

- E sei venuta qui per dirmi questo? - Ma no!

Sono venuta qui per dirti che Teresa ha saputo dal suo fidanzato

una notizia sconvolgente.

Riservatissima!

Il figlio di Gruber lavora qui ai Grandi Magazzini.

Ma non è possibile, cara. Scusa...

Non c'è nessun Gruber qua.

Sono il capo del personale. Quindi conosco tutti i nomi dei miei impiegati.

- Vuoi che non lo sappia? - Ma è proprio questa l'informazione.

Il padre l'ho assunto sotto falso nome,

così non ha favoritismi e fa la gavetta come l'ha fatta il padre cominciando da zero.

Beh, ma allora?

Ma non capisci che per te questa è un'occasione straordinaria?

Tu fai il carino con lui. Lui ti prende in simpatia.

E parla con il padre di te.

Tu così finalmente potrai conoscere di persona l'ingegner Gruber.

Diventerete amicissimi e la carriera è fatta.

- Vicedirettore, direttore... - D'accordo, calmati!

Ma scusa se lui è qui in incognito. Come faccio a riconoscerlo?

Fa il commesso al reparto sanitari.

- C'è nessuno qui? - Ci sono io, signora. Eccomi!

- Senta... - Dica. - Io vorrei un bidet.

- Per lei? - Sì.

- Personalmente? - Sì.

Celeste oppure giallo.

- Ma cosa sta facendo? - E sto a misurare.

Perché di queste dimensioni in commercio non ce le abbiamo preconfezionati.

Se vuole, gliene ordino uno su misura appositamente.

Ma come si permette? Screanzato!

Ma come? Io cercavo di "compenetrarmi"”...

Dica.

- Ho scelto questo - Bene. Funziona?

- La adopera qui o gliela incarto? - No, me la incarti.

Vabbè, va alla cassa e faccio lo scontrino. Intanto io gliela sistemo.

- Mazzetti! - Chi è?

- Questo non è il suo posto, Mazzetti! - Sì, lo so.

Ha ragione, dottore, ma posso spiegarle tutto.

Comodo. Comodo. Non ho bisogno di spiegazioni.

Si vede benissimo che lei sta facendo del suo meglio. Bravo!

- Grazie. - Poi ho fatto una piccola indagine sul suo conto

e ho scoperto che lei ha delle qualità.

- Grazie. - Lei cosa fa a pranzo? - Beh, generalmente mangio.

Bene. Allora la inviterei a pranzo. Che ne dice?

- Perbacco. - Ci vediamo alle una al Gallo d'Oro.

- Grazie. - La attendo con ansia.

E chi è un'amica?

- No, con gioia. - Ah, un'altra?

E già. Siamo due. Grazie tanto, dottore.

- Ma cosa sto facendo? - Scusi, dottore, è che sono un po'...

- Faccia. Aspetti che le do una mano. - Scusi se l'ho incartata.

Attento, dottore. La cravatta si è...

- Mi dispiace. - No, no. - No si...

- Mi scusi. - Stia tranquillo. Ecco, a posto.

Mi dispiace, dottore, se le ho rotto il pitale.

Non c'è problema. Lei è qui per fare il tirocinio, no?

- Adesso le do una mano. - Grazie.

Prenda questo.

Lo rompa pure con comodo.

E faccia esperienza.

Rompa, rompa tutto. Non c'è problema.

- È tutto a sua disposizione. - Grazie, dottore.

All'una precisa, d'accordo?

Allora è meglio che rimettiamo gli orologi.

- Cominci lei. Questo è il suo. - La ringrazio. - Prego.

- Bravo. - Grazie.

SEGNALE RADIO

Pronti? Qui Valsecchi.

Valsecchi, dove cavolo sei?

Aventino. Direzione Colle Oppio.

Sei in ritardo sulla tabella di marcia! Vai più svelto. Corri! Sbrigati!

SEGNALE RADIO

Tutto perfetto. Come da manuale.

- Ciao, Bonanni. - Oh, ciao.

- Che c'è il regista? - E come? Non c'è.

- Dottore, c'è Simoni dell'agenzia! - Dottor Baldiîni, buongiorno.

Oh, Simoni che hai da propormi?

Tante belle facce, tipi misteriosi,

attori di teatro, divi stranieri.

Ma è mica Via col vento! È uno short pubblicitario.

C'è uno che esce da un ascensore e deve dire una frase piccola.

Ah, parlante. Ho capito. E quanto è disposta a spendere la produzione?

Poco al massimo mezzo milione.

Se ce ne mette un altro mezzo

con un milione ci porto Marco Salviati.

- Salviati? - Salviati.

Ma quello è un grande attore! Un protagonista.

Non ha voluto mai fare la pubblicità.

Ma sei sicuro che ci viene?

Se lo dico io che ci viene, ci viene, no?

Magari.

- Oh! Simoni! - Sì, dottore?

Ma Salviati non sono quattro o cinque anni che non lavora più?

Perché beve?

Beveva.

Ti ho riconosciuto. Venturini Armando.

Detto anche "Gratta Gratta amico mio"!

Già arrestato! '80, '81, '82.

- '83. - Ah, '83! Molto bene.

Cosa ho fatto? Stavo...

- Ero ero qui che stavo guardando. - Stavi guardando?

- Il Signore stava guardando. - Stavo guardando.

Il Signore stava guardando qui.

- Tenga giù le mani! - Adesso lo dico a tutti.

Vediamo un attimo se il signore stava guardando.

Perché io sono stupido.

Il signore stava guardando.

Il signore qui presente non stava facendo niente. Chiamo le guardie?

- Se vuole. - Chiamo la guardia. Chiamo il capo Sorveglianza.

Capo Sorveglianza? Capo sorveglianza?

Buongiorno. Eccomi qua. Che cosa c'è? Dica. Buongiorno.

- Ecco, stavo dicendo al suo collega che... - Il mio collega, è un povero pirla.

Dica pure a me che io invece... Dica.

- Dica, dica. - Stavo dicendo al suo collega che stavo guardando in giro.

- Ah, stava guardando in giro? - Il suo collega mi ha assalito.

Lei stava cercando di sgraffignare.

Lei è qua appositamente per sgraffignare.

Faccio un attimo la faccia di quello che si sta sgraffignando.

Un po' di più.

Porca miseria!

Lì! Oh!

- A posto. - Cosa ha fatto? Mi ha segnato? - Identificato.

- La prossima volta, braccato subito. - Mi ha segnato?

La prossima volta, lei con quel segno, braccato subito.

- La prossima volta... - Pedalare! - No.

- Pedalare, un momento... - Per piacere, pedalare, pedalare!

- Con calma pedalare. - Chiamo i rinforzi?

- Va bene. - Avanti, pedalare.

Pedalare!

Pedalare! Pedalare!

Li spiezzo in due.

- Agente Minozzi? - Dica. - Qui manca una bicicletta.

- Qui? - Manca una bicicletta.

Come manca una bicicletta?

Ma la bicicletta forse la corsa?

- Da corsa era. Certo. - Era una super leggera? - Superleggera.

- Quella con il manubrio giù così...? - Certo, manubrio così.

- Con il carter Campagnolo? - Il carter dietro per la salita.

- C'era un signore che la stava toccando? - Sì, l'ho visto.

- Era rossa? Rosso metallizzato? - Rossa, rossa!

Era proprio lei!

Porca di una miseria!

- Ma allora l'ha vista? - No, non l'ho vista. - Ah, no?

- Ma c'era una bicicletta qua? - Sì. - Guardi quante ce ne sono. La cerchi.

Su, vai, sveglia.

Bicicletta.

Ehi!

- Mi scusi, signora. - Oh!

Vorrei un montone rovesciato.

Oh. Mi scusi.

Le mie lenti.

- Signorina, ha perso qualcosa? - Sì, le lenti a contatto non le trovo più.

Forse è meglio che torno a casa.

- Vuole che le aiuti? - No, devo farcela da sola.

- Mi dica soltanto dov'è l'ascensore. - E di là.

Mi aspetti qua.

CITOFONO

Avanti!

CITOFONO RIPETUTO

CITOFONO

CITOFONO

Vengo ma datemi il tempo!

Qui il segretario del signor Salviati.

C'è Marco?

Il Signore non c'è. Lavora a grande film di americani.

- Marco, sono io, Simoni. - Simoni chi?

Ma come "Simoni chi"? Simoni, il tuo agente.

Ah, Simoni. Avevo capito Simone.

Se non mi dici Simoni, come faccio a capire chi sei?

Marco?

Marco? Marco, ti devo parlare di lavoro. Ho una parte per te.

- Bevi qualche cosa? - Un cappuccino, grazie.

- Ma hai fame ancora? - (telefono) Pronto?

Tieni è il bar. Parlaci tu.

- Perché ci devo parlare io? - Se sentono una voce nuova è meglio.

(Simoni) Pronto. Senta, in via dei Frassini 12, un cappuccino.

- E tu che prendi? - Un Fernet.

- Un Fernet? - Liscio.

Ma allora bevi ancora?

Ho detto Fernet? Mi sono sbagliato.

Va bene anche un whisky doppio.

Da Salviati, un cappuccino e un bicchiere di latte bello caldo, mi raccomando.

Non mi farà male a digiuno? Di prima mattina?

Marco? Marcuzzo, ma allora non hai smesso di bere?

Com'è questa parte è un protagonista?

Beh, nella tua apparizione... L'apparizione che fai...

È un'apparizione da protagonista.

Apparizione? Ma che è un film di fantasmi?

No, è uno short pubblicitario dei Grandi Magazzini. Cose...

- Che cerchi? - Se mi era rimasto un vaffanculo così te lo davo!

Ma guarda che la pubblicità la fanno tutti! Manfredi, Tognazzi...

Non facciamo paragoni stupidi e fuori luogo.

Io la pubblicità non l'ho mai voluta fare e non la farò mai.

- Quanto mi danno? - Un milione.

- A posa? - E certo. - Quante pose sono?

- Una. - Ah.

Simoni, io non ti trattengo. So che hai da fare.

- Inventa una scusa e vattene. - Ma guarda che è una bella scena.

Di classe. Se non altro fallo per me.

Anch'io non me la passo bene. Però ti ho sempre aiutato.

Mi vuoi far riprendere qualche lira? Almeno il minimo?

Allora... CAMPANELLO

- Chi sarà? - Chi sarà? Il bar, no?

- Sei sicuro? - E certo, abbiamo ordinato.

E se è il padrone di casa?

- Ma perché il padrone di casa lavora al bar? - No, ma vuole lo affitto.

Vabbè, ci penso io.

Sì, senti, digli...

Che stai a Hollywood e fai un film con gli americani.

- Buongiorno. - Buongiorno, bello. Vieni.

Posa qua sopra.

- Quando ti devo? - 86.000.

86.000, un latte e un cappuccino?

Veramente sarebbero 86.600.

43.300 a tazza?

No, perché 85.000 lire sono superalcolici già bevuti. Mai pagati.

Simoni non sta a discutere sugli spicci. Dagli 100.000.

Tanto oggi lavoro e te li ridò.

Guarda che roba!

Bravo! Bene così.

- Aspetta un po'. Così è meglio. - Da questa parte. Grazie.

Questo si chiama il cigno.

Signorina Marchi, si faccia più vicino. Gli dia un bacio.

Su, cocca, dammi un bacetto.

Ancora un bacetto.

- Un altro ancora! - Lasciaci un po' in pace. Andatevene.

Devo dire che sto vivendo momenti magici.

Però ora che abbiamo fatto le belle statuine, mi volete dare la roba?

Da questo momento sono una sua completa disposizione per la scelta degli articoli.

Fino all'ammontare di 500.000 lire. Né un soldo di più né un soldo di meno. Giusto?

Giusto. Mi segua.

Signorina. Certo che al culo ha una bella muscolatura.

Ma che fai pure te Body Building?

E questo?

- 55.000. - Allora lo prendo.

Si accomodi alla cassa. Grazie.

Mi scusi. Dov'è l'uscita?

Ah, da quella parte. Grazie. Molto gentile.

Portiere?

- (donna) Mi dica? - Portiere... Martucelli?

- Interno 24, ultimo piano. - Grazie.

L'ascensore è proibito ai fornitori.

Ma questo è un pacco pesante. C'è dentro un televisore.

Peggio per lei. Vada a piedi. Vada a piedi, per piacere.

- Il televisore... - Eh.

Se poi magari scivola.

E mi cade il televisore. Chi me lo paga?

SUONO DELLA RADIO

- Pronti? - Valsecchi! Si può sapere dove ti trovi?

Via dei Glicini, Martucelli.

Televisore e portinaia stronza.

Terzo piano. Obiettivo ottavo.

Sbrigati. C'è ritardo sul tabellino di marcia. Sbrigati! Bauscia!

Ascensore lo stesso.

Non ce ne frega.

- Le ho detto, niente ascensore. - Scusi. Scusi.

Prego signore, vuole provare auto giapponese parlante?

(auto) Hai le luci di posizione spente.

(auto) Poggiatesta in posizione errata.

(auto) Sbrinatore acceso.

(auto) Hai dimenticato le cinture di sicurezza.

(auto) Sedile troppo reclinato.

(auto) Hai dimenticato lo sportello aperto.

- Ma vai in malora! - (auto) Ma va in malora tu, stronzo.

Dottore, guardi chi le ho portato.

- Marco, ti presento il dottor Baldini. - Caro, Salviati, quale onore.

Bonanni, qui una sedia per il nostro Salviati.

Subito, dottore.

Io sono molto felice di averla qui con noi.

- Per me è un grande evento. - E allora festeggiamolo con un bel brindisi.

- Che bevi? - No, io sul lavoro non bevo mai.

Ah, nemmeno lui.

- Ecco la sedia. - Grazie.

- Come va, Bonanni? - Sempre a tre cilindri.

- Grazie. Allora cosa devo fare? - La scena è semplicissima.

Dunque, lei è dentro la cabina dell'ascensore.

Quando io do motore. Lei sale, le porte dell'ascensore si aprono,

lei esce, fa due passi, un bel sorriso e poi dice la battuta.

Ah, ho capito. E qual'è il testo?

- Ah sì, è questo. - Grazie.

"Anch'io compro ai Grandi Magazzini."

Bella. Però scusa, eh...

Non ha luce. Gli manca l'idea.

- Che idea? - Come tu sai, oggi la pubblicità è demenziale.

Si confonde tutta.

Allora, ha bisogno di un accento. Qualcosa che colpisca la fantasia del pubblico.

Per esempio: La porta si apre, io esco dall'ascensore con una coppa di champagne.

Bevo e dico la battuta.

Simoni, mi procuri una bottiglia di champagne, per cortesia.

- No, mi pare eccessivo. - Non ti piace?

E quando mai si è visto uscire dall'ascensore dei Grandi Magazzini

uno con una coppa di champagne in mano?

È proprio per questo. La gente lo nota e lo sottolinea.

Perché diciamo la verità la battuta in se stessa è una stronzata. Ma chi l'ha scritta?

Io.

No, dicevo... Mi pare una stronzata sciuparla per una cosetta così. Ha capito?

A me piace così naturale, semplice,

poi lei con la sua presenza me la sottolinea. E a me basta.

Se basta a te, a me m'avanza.

Bonanni? Accompagna al trucco Salviati.

Buongiorno, desidera?

- Mi manda Puccio. - In che cosa posso servirla?

Sono l'esattore.

Allora ha sbagliato reparto. Doveva andare all'ultimo piano, in ragioneria. Quelli...

Non ci siamo capiti.

Ce l'hai la roba?

Tutto quello che vede qui esposto, signore. Cosa desidera?

Abbiamo mobiletti per il bagno, rubinetteria, lavandini...

Bidet matrimoniali, li facciamo su misura. Vasche per...

- Per idromassaggio. - Vieni, ora ti faccio vedere una cosa io. - Sì.

Basta che lei non mi chiede di fare 1 pacchi perché...

- Ah, le piace questo bagno? Devo dire che è un'ottima scelta. - Sì.

Questo è il mio preferito. Di questo tipo di bagno abbiamo vari modelli.

- Preferisce questo o...? - Questo. - Il dito?

Sì. GRIDO

Che fa, me lo rompe? RUMORE DI OSSA ROTTE

GRIDO DI DOLORE RUMORE DI OSSA ROTTE

E questo è il primo avvertimento di Puccio.

Ma chi è questo Puccio?

Desidera?

Ho un problema. Abito in una casa di campagna, piena zeppa di vespe.

Guardi come mi hanno ridotto. Non avreste un potente insetticida?

- Ho quello che fa per lei. - Sì? Per le vespe? - SÌ.

CAMPANELLO

(donna) Chi è?

- Grandi Magazzini, signora. C'è un pacco per lei. - Entri.

Un ca... vallo.

Fai il bravo, dai. Ti regalo un gatto.

Un bel gatto. Signora? Signora?

Venga, venga. Non si preoccupi. E buonissimo.

Non potrebbe venire qui lei? A ritirare il pacco e firmare la ricevuta?

No, sto facendo la maionese e non posso smettere sennò impazzisce.

Venga lei, non abbia paura. Non le fa niente.

L'ho fatto anche castrare.

Paura! Paura!

Stia tranquillo. Basta che non faccia movimenti bruschi

o gesti inconsulti. Non le succede niente.

Paura.

CANE RINGHIA

(donna) Fermo!

- Adesso posso muovermi? - Sì, ma faccia piano.

Venga.

Venga, venga.

- Bravo. - Dove lo metto? - Lo poggi là.

Ecco, signora, dovrebbe firmarmi la ricevuta.

E come faccio? La maionese impazzisce. Prenda il cucchiaio lei.

- Segua il ritmo, mi raccomando. - Sì, sì.

- Oggi maionese perché è pesce. - Pesce-cane?

- Continui. Ecco adesso passi a me. - Sì.

- Sì, tenga. - Tenga. Ecco.

- Tenga. - Bene. Grazie, signora.

- Arrivederla. - Arrivederci.

- E il cane dov'è? - Ancora paura del cane?

Glielo detto. È tranquillo. L'ho fatto anche castrare.

Ma signora, ma io il cane ho mica che mi inculi, eh.

Ho paura che mi morda. Arrivederci.

Toh, vieni.

Dove sei?

Dove ti sei cacciato, Fuffy?

Toh, vieni. Toh, il biscotto.

Vieni. Vieni tesoro, su.

Vieni piccino. Vieni.

Fuffy, vieni. Toh. Toh.

Toh!

Credevi di avermi spaventato con la tua faccia da stupido?

Sì. Ci vuole altro.

Vieni fuori se hai il coraggio. Ti faccio vedere io.

Ti spacco la faccia!

Altroché castrato, ti strappo anche le tonsille.

ABBAIO

(Valsecchi) Alano!

Alano! Alano! Alano!

Alano! Alano!

Alano! Alano! Alano!

Senti, ricordami cosa ho scelto fino a questo momento.

Un vogatore, fascetta colorata asciuga sudore,

una cavigliera a fascia, un estensore...

- un bilanciere completo di dischi Weider per un totale di 40 kg. - Di 40 kg.

Una panca a doppio uso, pantaloncino colorato interno cotone acetato fuori

e prese d'acciaio Ercole e scarpe di ferro per fare la coscia.

- Per ammontare esatto di lire? - 480.300.

Per arrivare a 500.000 mi posso scegliere ancora qualche cosetta?

Certo. Si guardi intorno, è un suo diritto.

Vediamo un po'... Che c'è?

Ah.

Prendo il mollone per farmi gli ascellari.

Il mollone Power Twister costa 22.700 lire

e fanno in tutto 503.000 lire.

- Aspetta un po'. Abbiamo sforato. - Non c'è problema.

Lei aggiunge le 3.000 lire di differenza.

Eh no, io voglio essere preciso.

Ho vinto 500.000 lire e voglio roba per 500.000 lire.

Né un soldo di più, né un soldo di meno.

E che scherziamo?

Senti, facciamo una cosa. Togliamo le scarpe di ferro per fare la coscia.

Tanto di coscia sto messo bene.

Tocca un po'. Tocca. Vieni qua. Tasta, controlla.

Tocca. Senti che è.

Frena! Dove tocchi?

Ti ho detto la coscia! Che fai? Sconfini?

Allora sottraiamo le 38.000 lire delle scarpe

così arriviamo a 455.000 lire.

Sì, però per arrivare a 500.000

mancano la bellezza di 45.000 lire.

Che fate, mi date in contanti?

Ah, no, noi paghiamo soltanto in merce.

Ah! Mi potrei prendere tre, quattro paia di mutande quelle che hanno...

l'evidenziatore. Ce l'avete?

- Sì, piano superiore, reparto biancheria intima. - Andiamo.

Se mi fai risparmiare ci scappa la mutanda pure per te. Andiamo, va.

Ehi, ma che fai?

Dico a te. Che sta facendo?

Sto scavando una galleria lunghissima fino al muro di cinta.

- Ah... - Sono sei... - Sei che?

Sono sei centimetri al giorno.

E però lavorando sabato e festivi,

settimana lunga,

ho fatto i conti in un... Otto, nove...

In quattordici mesi siamo siamo fuori!

Ma se si liberano oggi?

- Oggi? - Eh!

Oggi.

Oggi, oggi, oggi.

Qua dentro si perde la nozione del tempo.

Non si capisce se sei qua o su, giù.

Non si capisce più niente. Liberi!

Siamo liberi!

- Donne, denaro, Parigi, cavalli! - Cavalli?

Che facciamo coi cavalli?

- Cavalli...? - No i cavalli.

Però crociere, Mauritius, Seychelles... E poi tutti...

Con quali soldi?

- Ah, non abbiamo i soldi. - Eh, no.

No.

- Non abbiamo prospettive. - No, per carità.

- Né arte, né parte. - Niente, niente.

- Io rimango qua. - Cosa? - Io rimango qua.

- Ma no, dai, non esagerare. - Conviene.

- Stai a sentire, in questi due anni... - Conviene rimanere.

Ma no, lasciami parlare. Ho una proposta interessantissima.

Io in questi due anni ho ideato una truffa perfetta, scientifica, senza rischi.

Come quella volta lì che mi hai fatto fare lo yeti.

- Tre anni qua dentro! - Ma no, lascia perdere!

Una truffa ai Grandi Magazzini!

Turati, Nardini, siete liberi.

Mettiamo l'allarme perché in questi posti eleganti non si sa mai.

“ Eccolo là è arrivato!

E quello è il figlio di Gruber?

Ma come si è conciato? Con tutti i soldi che ha.

E in incognito. Vuole fare finta di essere povero e noi lo assecondiamo, no?

- Dottor Anzellotti. - Venga.

- Prego. - Di là.

Signor Mazzetti! Venga, venga! Siamo qua.

Dottore, buongiorno.

- Come va? - Come va? Bene, lei?

- Scusi... - Le presento mia moglie.

È voluta a venire anche lei perché ci teneva tanto a conoscerla.

- Molto lieto, signora. - Signor Mazzetti.

AI dolce ci ho pensato io.

- Ho portato quattro bignè, se la signora gradisce. - Molto gentile.

Prego, si accomodi.

Qua? Grazie.

Anselmo?

- Anselmo? Non mi sente. - Ci penso io. Anselmo!

- Oh, caro Anselmo! - Ah, ecco Anselmo. - Agli ordini, dottore.

Cosa ci consigli? Cosa ci consigli? Cosa ci consigli?

Insomma, che ci consigli-sigli?

Tanto per cominciare. Un cocktail di scampi.

Le va bene un cocktail di scampi?

Grazie. Io non prendo mai alcolici prima dei pasti.

RISATE

Cosa ho detto?

Per primo vi potrei consigliare, se la signora gradisce,

delle crepes, riso pilaf...

- No, per me un consommé. - E lei?

Ma io una cosa più leggera... Un brodino.

Un Broden... Capì?

Bene, allora per la signora un consommé e per noi due, due "Broden".

Anche lei, dottore, va sul leggero, eh?

Perché uno mangia fuori mangia, mangia, mangia, mangia e poi si intoppa.

Io stanotte, con rispetto parlando, ho avuto una sca...

Una sca...

Oh, bravo, va.

Che è?

Ma che fa? Se lo beve lui?

Com'è?

Oh, com'è?

Ammazza, si è sprecato.

- Versi pure - Hai paura che mi ubriaco, eh?

Versa. Un bel bicchierozzo di vino fa sempre bene.

Alla salute.

Scusate, che cafone.

Lo sa che Umberto mi parla sempre di lei?

Bene. Ma chi è Umberto?

Sono io.

Umberto come di Savoia?

Umberto mi dice che lei è un elemento infaticabile, molto attivo.

Quasi sprecato nel settore sanitario.

(Helèna) Perché i sanitari non so come dire, sono...

E come dice, signora. Lei dice benissimo, pure elegante.

La ringrazio perché sanitari poi si chiamano prima perché dopo si chiamano...

- Dica. - Dico? - Dica, dica.

Cessi. Eccola la, l'ho detta.

(Mazzetti) E non volevo essere sboccato.

Per questo la ritengo poco adatto. Lo sa?

Lei è un tipo così fine, così distinto.

Ha questa naturale eleganza nel portamento.

Un tipo direi quasi particolare.

È una cosa di famiglia.

E poi, vede, io ho grandi progetti per lei.

È per questo che l'ho fatta venire qui.

- Insomma, si vede che lei è un ragazzo meritevole. - Dice a me?

Io voglio aiutarla. Voglio farla salire.

Che mi manda al terzo piano? Indumenti intimi femminili, eh?

Ma no, di farle fare carriera.

Guardi, io credo che lei abbia già fatto abbastanza gavetta. No?

Insomma, io ho intenzione di promuoverla.

- Davvero? - Che cosa vogliamo noi?

Eh?

Che vogliamo?

Che suo padre sia contento.

Mio padre? Ma va?

Io credo che a casa sua saranno...

Riconoscenti e...

Certo. E...

- E... - E...

Bravo! Vedo che ha capito perfettamente.

Uh!

Lei non pensa che anche Umberto meriterebbe qualcosa di più?

(Helèna) Non lo vedrebbe...

- Direttore generale? - (Mazzetti) Anche generale direttore.

Ohh...

Ma su, cara, non insistere.

Caro, con lui si può parlare liberamente, no?

E una persona molto intelligente.

Ma se dipendesse da lei, non lo promuoverebbe?

(Helèna) Vicepresidente?

Scusi.

Non si preoccupi, porta fortuna.

Ah, sì? È vero. Allora allegria...

- Allegria! - Anche a me, grazie. - Pure da lei c'è questa usanza?

- Basta con questo lei. Datevi del tu. - Mah, sì, Evaristo. Diamoci del tu.

- Ti prego, chiamami Umberto. - Grazie, Umberto.

(uomo) Ti conoscono tutti quanti in questo palazzo!

(donna) È per colpa tua che mi conoscono tutti quanti!

(donna) Alzi la voce!

CAMPANELLO

(uomo) Per colpa tua!

La colpa è di tua madre che ti tiene il cordone.

- Non ti permettere! Finiscila! - Io vi ammazzo!

- Un momento, vengo! - Disgraziato!

Perché tua madre è una grande ruffiana.

Buongiorno. Consegna Grandi Magazzini.

- Dai qua. - Di regola mi deve firmare la ricevuta.

Buongiorno, signora.

- Sì, io sarò anche stronzo... - Signori? Signori?

Signori, scusate se disturbo la vostra intimità,

- Avete ragione tutti e due, ma... - Perché?

- Io avrei bisogno... - Sì, ho le prove!

Ma quali prove?

- Mi mette una firma qui, per cortesia? - Perché?

Perché io le ho recapitato il pacco e la firma è la conferma dell'avvenuta consegna.

- Del pacco stesso. Capisce? - Tua madre è una grande zoccola.

Una piccola firma è una formalità.

- No! - Non se la prenda così.

L'ha sentito che cosa ha detto di mia madre?

- Su quella povera santa? - Non ho fatto mente locale.

No, lei l'ha sentito molto bene. Deve venire pure a testimoniare.

Ah, sì? E allora sai cosa ti faccio io?

- Lo sai cosa ti faccio? - Firma la ricevuta?

- No, io ti spacco la testa! - Ma a chi la spacchi la testa? A chi?

Te ne approfitti perché io sono una signora.

- No, prima bisogna firmare la ricevuta! - Che c'è qui dentro?

Il casco da permanente. E obbligatorio.

Ah pure la permanente? Così butti i soldi che guadagno?

Eh no! Quello l'ho comprato io coi soldi miei.

Lo sai dove li prende i soldi? Lo sai?

- Ha ereditato? - Ma che ha ereditato?

Faccio la segretaria di un avvocato.

Sì, la segretaria particolare. Molto particolare.

Particolare sì!

Per mantenere un cornuto come te.

- Come me? Dammi qua! - No, prima deve firmare la ricevuta.

- Sì, te la firmo la ricevuta. - Grazie.

Eccoti il casco. Vien!

Signor, arrivederci, eh!

Sei un fetente!

Se si rompesse...

- (uomo) Bagascia! - Cornuto!

C'è una garanzia!

Grazie, Anselmo.

- Bravo, Anselmo. - Oh! Purtroppo si è fatto tardi.

- Debbo tornare al lavoro. - E meglio che vado pure io.

Perché ogni minuto di ritardo, sto figlio di una... Mi fa certe multe.

Stai tranquillo.

Puoi tornare con comodo. Quando, quando, quando vuoi.

- Dimmi quando. Quando, quando. - Buon proseguimento.

- Va bene. - Buon divertimento.

Grazie.

Prendete un bel caffè. Caffè con calma.

Con calma.

Sì, adesso dici con calma, con calma.

Ma se ti gira, ti gira, sono dolori, dolori.

Che fa, signora?

- Chiamami Helèna. - Helèna? Elena!

- No, Helèna! - E allora a me chiamami Evàristo.

Signora... Helèna, ferma, scusa.

Mi sa che abbiamo fatto un macello.

- Perché? - Ti sei seduta sulle paste.

- Non me ne ero accorta. - Porca...

Che peccato! Sono fresche, mille lire l'una.

Perché...

Che è Helèna?

Sai, Evàristo, che sono pazza di te?

Questa tua fronte spaziosa, questo sguardo profondo,

questo tuo mento volitivo,

questo tuo essere un po' uomo, un po' bambino.

Questo tuo uccellarti...

Ma che è "Uccelli di rovo"? Eh?

(Helena) No. È la realtà.

- Sento che ti faccio effetto. - Eh...

Però, Helèna, non mi stringa tanto

ancora il gesso è fresco e mi fa un po' male.

Senti, me lo faresti un favore?

Sì, sì. Elena... Helèna

- Quello che vuoi. - Parleresti a tuo padre di Umberto?

Ancora con mio padre. Ma perché? Ma che gli devo dire?

Digli "Papà, ho conosciuto il mio direttore e ho scoperto che è una bravissima persona”.

E papà...

Papà, ho conosciuto il mio direttore e ho scoperto...

Però se non faccio il numero del telefono...

- È meglio che faccio il numero del telefono. - Sì, fallo.

Con il ditone viene meglio.

SQUILLI DEL TELEFONO Signore...

- Ma che vuoi? - Il telefono.

Si fa presto a dire "signore, il telefono."

- Pronto? - Papà?

- Sì? - Papà, sono Evaristo.

Ho conosciuto Umberto Anzellotti, il direttore del personale.

È una bravissima persona.

E sti cazzi.

- Che ha detto? - Ha detto che è commosso.

Digli che lo vuole conoscere personalmente.

Ti vuoi conoscere personalmente.

Ma io ho da fare. Io ho da rilegare un enciclopedia per martedì.

- Ma è proprio necessario? - Sì.

- Ti serve per fare carriera? - Sì.

Sì. Cerca di fare uno sforzo, papà.

È meglio che vieni. SÌ.

Beh, sarebbe meglio per tutti.

E vabbè, che ti devo dire?

Giusto mi devo fare una pancerina.

Vengo lì alle tre. Prima di riaprire il laboratorio.

Sì, va bene. Grazie, papà.

- Ciao. - Ciao e ciao.

Si fa presto a dire ciao.

Che ha detto?

Ha detto che passerà da Umberto verso le tre.

Oh, sei divino!

- Ne ho bevuto troppo. Mi dispiace. - No, sei meraviglioso.

Fantastico! Divino.

Uh!

- Helèna? - Eh?

Stavolta non è il dito.

- Bonanni? - Pronti, dottore.

Salviati è già dentro l'ascensore.

Partito. Ciak.

Quattro, due. Prima.

Ascensore.

- Anche io compro... - Stop!

- Che è successo? - Ma come si è vestito?

Scusi, uno viene ai Grandi Magazzini a fare compere in frac?

Ma quella è l'idea. Il frac gli dà quell'accento visivo eccezionale

che lo fa distinguere in mezzo agli altri.

Ma questo deve essere uno normale. Elegante sì, ma normale.

- Posso mettere uno spezzato da mattina. - Oh.

Un bel completo da caccia alla volpe. Giacca rossa, stivali.

Se vi serve pure il cavallo, io non ce l'ho.

- Trucco. - Per i cavalli mi dovete avvisare perlomeno una sera prima.

- Bonanni, per cortesia. - Eh, Bonanni.

- Facciamola così. - Sì. - Va benissimo in frac.

- Sono contento che sia d'accordo con me. - Ma sì, è più elegante.

Mi chiami il trucco, per cortesia.

Trucco!

- Bonanni, riaccompagnalo... - Si abbassi un momento...

Scusa, sali tu.

Ricordati di quando facevi Giulio Cesare.

- Perché? - Quando dicevi "Ma Bruto è un uomo d'onore!"

Vabbè, ma che c'entra Giulio Cesare?

E vabbè, tu con la stessa autorità, con la stessa veemenza,

- tu dici "Anch'io compro ai Grandi Magazzini". - Simoni...

Vabbè, ho capito. Va. Mi sono guadagnato un altro vaffanculo.

- Ecco, bravo! - Andiamo. - Ho la gola secca.

Vuoi bere un bicchiere d'acqua?

Ah, Bonanni, e mettici pure te!

Siamo pronti.

- Dove vai? - Sul settimo.

- Esci che dobbiamo girare. - Di chi è questo cognac?

- È dell'operatore. - Glielo porto io.

Ascensore.

Esci che dobbiamo girare. Esci!

Com'è la battuta?

Anch'io compro ai Grandi Magazzini.

- Come? - Anch'io compro ai Grandi Magazzini.

Anche Bonanni compra ai Grandi Magazzini.

Ma che avete cambiato tutto? E la macchina da presa dove sta?

Veramente doveva andare al piano di sotto.

- Dove stanno effettuando le riprese. - Scusate.

- Ma è Salviati. - Sì.

Prego, si accomodi, Salviati.

Le presento il dottor Ghirelli della divisione commerciale.

- Molto lieto. - Piacere.

Il dottor Silvestri, del consiglio di amministrazione.

- Piacere conoscerla. - Piacere mio.

Il piacere è nostro, visto che lavora per noi.

I nostri delegati di zona.

Scusate, ma adesso devo andare che mi stanno aspettando.

- E non le possiamo offrire neanche una coppa? - Sì, di che?

Del suo champagne preferito. Ma se la stanno aspettando...

Dipende. Bisogna vedere se lei insiste. Insiste?

Sì, certo che insistiamo.

Certo che insistiamo.

E allora aspettano.

Ecco, io sono pronto. Manca soltanto il bicchiere.

- E a me niente? - Come no? Ci mancherebbe.

Era bucato il bicchiere.

- Grazie. - Bene. Alla salute. - Salute! - Alla salute!

Ma dove è andato quel disgraziato?

Non c'è. L'ascensore è tornato giù vuoto.

Sarà andato un attimino in bagno, capita.

Se non me lo riporti entro un minuto, è meglio che non ti fai più vedere.

Lo posso portare pure morto?

Mi scusi, mi scusi.

- Questo le va bene? - No, è un po' piccolo.

Ok, le farò vedere quest'altro. Venga, signora.

L'ascensore.

- Questo le va bene? - No, è sempre piccolo.

- Mi dispiace, guardi, ma non ne abbiamo altri. - Peccato.

(radio) Temperature minime di questa notte: Bolzano 2°, Verona 4°,

Trieste 2°, Venezia 3°...

E Roma?

- Roma urbe 9°, Roma Fiumicino 7°... - Grazie.

FISCHIETTA

Che forte!

Signora, questo modello è l'ideale per una comunità,

ci si può conservare anche un quarto di bue.

Ah, ecco! Piano terra.

Brr. L'aria condizionata è troppo fredda.

Lo dica in direzione, per favore.

Con questo il tuo fidanzato ti potrà dare la prova d'amore.

Ma mamma, io il fidanzato non ce l'ho.

RISATE

- È ottimo. - È del '79.

- Del '79? - Annata speciale.

Ma non sono mica tanto sicuro che sia del '79.

- Posso riassaggiare un momento? - Certo.

Quelle di prima sì. Ma questo mi sembra del '81.

Proviamo.

Ma dove sei andato?

È un'ora che ti sto cercando come uno stronzo.

Il dottor Bonanni, il consiglio di amministrazione.

Piacere. Andiamo, dai.

Un momento, faccio un brindisi con i signori e vengo.

Porca mignotta!

Vado! Perché se questo si arrabbia dice le parolacce. Grazie.

Motore.

- Ciak. - 4, 2. Terza.

Ascensore!

Porta qui la tua famiglia. Padre, madre, figlio e figlia.

Io che sono fra i più piccini. Vengo ai Grandi Magazzini.

- Stop! - Com'era?

Ma chi le ha detto di cambiare la battuta?

Perché cosa ho detto? A me è sembrata ottima.

- C'era anche la rima. - Ma...!

Ho l'impressione che non gli è piaciuta.

Vabbè, la rifaccio come volete voi. Dammi il pronti.

- Meglio, un bel caffè amaro che ti fa bene. - E proprio a me offri il caffè?

- Portatelo via. - No, ma adesso la fa bene.

Portatelo via sennò lo ammazzo.

Signorina, dica alla produzione che lo saldino e che ne trovino in un altro.

Ma non lo fa per soldi.

Un attore così lei non lo può trattare così.

Umiliazione, trent'anni di carriera. Lo faccia per me.

Non lo vedi che è ubriaco? Ho già sprecato un mare di pellicola.

Giri senza la pellicola, faccia finta che tutto va bene.

Così, insomma, gli salviamo la faccia e poi lei lo short e se lo gira con un altro.

Io magari gliene porto uno gratis.

Vabbè, basta che la finiamo.

- Allora io non giro? - No, fai finta.

Ascensore!

Anch'io compro ai Grandi Magazzini.

Stop!

- Com'era? - Ottima! - Bravo! Bravo! Bravo!

Ha visto che gliel'ha fatta?

Adesso gliene faccio fare una con la pellicola.

Questa era ottima! Adesso ne facciamo un'altra per sicurezza.

- Perché? - E per averne due. Così possiamo scegliere.

Ma secondo me la migliore è quella di prima.

Se poi non ti piace, hai questa che è ottima.

Ma quante ne vuoi? Te ne basta una. Ciao, regista.

- Mi metto la firma, signor Salviati? - Un autografo? A chi lo devo dedicare?

No, è la ricevuta per le sue prestazioni.

- Simoni? - Qua sono.

- Dove? Mi presti gli occhiali? - Certamente.

Altrimenti, io non ci vedo.

Grazie tante. Dov'è?

Simoni fai tu.

Sì, un milione meno la ritenuta d'acconto,

736.000 lire. Puoi firmare.

- Sì. Bonanni? - Eccolo.

Vieni un po' qui. Ecco!

Tieni, compra una casa di champagne e la offri alla troupe.

Ragazzi, il dottor Salviati offre champagne a tutti.

Certo che quel Salviati è proprio un gran signore.

Ma che gli hai lasciato tutta la paga?

Ma per una cifra così misera è meglio lasciare un grande gesto.

Ho capito, però nel grande gesto ce l'ha pure la percentuale.

Ah, Simoni mio, come sei diventato taccagno.

Stai tranquillo che te la do la tua percentuale.

- Allora tu hai finito? - Grazie.

Ah, scusa se ti ho fatto un po' penare, ma oggi non mi sento tanto in forma.

- Ma chi ci ammazza? - Chi ci ammazza?

Siamo del '31 la classe di ferro.

Sarà per questo che ci siamo arrugginiti.

- Arrivederci a tutti, ragazzi. - Arrivederci!

Tutto sommato questa esperienza non mi è dispiaciuta

se ti capita una pubblicità, che ne so, su uno champagne, un cognac,

- io la farei volentieri. - Ho una bella pubblicità.

- Pubblicità sull'acqua minerale. - Ma che sei matto? Mi vuoi far ammalare?

Non è vero che sia la morte il peggiore di tutti i mali.

Le acque oligominerali sono un male assai peggiore.

- Attenzione alla scala. - Perché? Che ha? - Finisce.

Hai visto?

Ma che ti reggi? Che reggi?

Piacere, Dottor Kaufmann.

Lei è qui per offrirci un articolo che la sua ditta di Lipsia vuole venderci.

Si tratta, se non sbaglio, di un robot umanoide costruito nella Germania dell'est

- nelle officine di Lipsia. - Ja.

E come dalla vostra lettera, corredata di tutti i dati tecnici,

inviataci il giorno 22 corrente mese.

(con accento tedesco) Robot completo di 4.500 diodi.

- 240 circuiti stampati. - Apra.

Relè elettronici a cristalli liquidi.

Alimentazione a batteria a 250 watt.

- Vediamo, vediamo. - Sì, jawonhl!

Una.

Due e tre.

Bellissimo. Sembra umano.

- Ma c'è anche il telecomando? - No, non c'è bisogno.

Questo robot ha nella testa un computer che obbedisce agli impulsi fonetici sonori.

Tarato perfettamente per la lingua italiana.

Stia a vedere!

Vieni fuori!

Sorridi.

Inchinati.

Rialzati.

Bravo.

Saluta il dottore.

Con la voce.

- Buongiorno, dottore. - Con accento italiano.

- Buongiorno, dottore. - Meraviglioso!

Mi creda, dottore, questo è un esemplare che non teme concorrenza

sul mercato anche da parte giapponese.

- Sì, ma il prezzo? - 20.000.

- Soltanto? - Dollari.

Senta, lei me ne ordini cinquanta esemplari che seguenti anticipi

io posso fare a lei lo sconto del 15%. Affare fatto?

Un prodotto di questo prezzo è destinato a una clientela particolarmente esigente.

E quindi dovrò prima far esaminare il robot da un nostro esperto in marketing ragazzi.

Vado a chiamarlo.

- Dove vai? - Vado via, vado.

- Come vai via? - Qui se ci scoprono succede un guaio grossissimo.

Lascia perdere. Lascia fare a me.

- Ho la situazione sotto controllo. - Dici sempre così. - Shh.

- Dici sempre... - Shhh! - Oh...

- Dici.. - Shhh!

- Non mi fare così. - Perché?

Perché sono rimasto due ore chiuso dentro lo scatolone.

- E allora? - Mi sto facendo la pipì addosso.

Pipì adesso proprio, la pipì.

- Bisogna cercare un bagno. - Un bagno? Non so dove sia.

- Dov'è il bagno? - Ma non lo so, è la prima volta che vengo qua.

- Sono da esplosione. - Sì, lo capisco.

- E cosa possiamo fare? - Dentro la scatola.

No, la scatola no.

- Andiamo! - Mazinga.

Lascia perdere, povero Mazinga.

Fai così con le mani.

- Perché? - Faccio pipì.

- Accidenti... - Me la faccio addosso. - No! Che schifo!

- Nello schedario. - Lo schedario. - Lo schedario!

- Schedario. - Andiamo. - Schedario!

Sbrigati! Grossa idea!

- Sbrigati però. - Guardami le spalle. - Sì, stai tranquillo. Vai.

- Aspetta. - Sì. - Ecco qua.

Ahh!

GRIDO

Ma che succede?

Beh, prove fonetiche, dottore.

Girati.

Parla!

VERSI INCOMPRENSIBILI

Vieni.

Ecco l'esperto. Mio figlio.

Lui sa tutto sull'elettronica.

- Faccia venire avanti il robot. - Sì. Vieni avanti.

Bravo.

Alt!

Prego, piccolo dottore, si accomodi pure.

Guardi bene. Prodotto di Germania.

Che ne dici, Carletto? Può andare?

Può andare. Però devo sottoporlo ad alcuni esami.

Sottoponga pure, piccolo dottore. Non abbiamo paura di niente.

Prodotto di Germania, garantito.

Punto critico di tutti i robot di fabbricazione tedesca sono le articolazioni.

La rotula sintetica ha resistito bene.

Ha visto che le dicevo?

È perfetto. Adesso, se lei vuole concludere questo affare per cinquanta esemplari

- con lo sconto del 15%, io... - Ma che cosa fa?

Molto affettuoso con il bambino. Vuole molto bene ai bambini.

Ma spesso questi materiali hanno qualche difetto.

- No, no, no, no! - Eh, sì.

Misurerò adesso in pratica il grado di infiammabilità del materiale componente.

Infiammabilità?

(Carletto) Tendi mano svelto.

VERSI

Ma perché fa così?

Canta. Sì, quando è contento canta.

È contento.

Anti infiammabilità molto soddisfacente.

Oh! Perfetto, dottore. Tutte le prove sono andate bene.

Allora possiamo fare il nostro piccolo contrattino.

Cosa fa?

Lui balla. Ha molto senso del ritmo. Gli piace ballare.

Balla!

CANTICCHIA

Stop!

Visto?

Ma il punto debole di ogni robot tedesco è il tessuto epiteliale sintetico.

Qualsiasi prova che lei fa va bene per noi.

Mi serve un piccolo frammento del robot. Un dito.

Dito no.

- Cosa dice? - Dito no.

Ah, dice "dito no".

E allora?

- Il lobo. - Ah, ecco piccolo pezzettino di lobo se non le dispiace, piccolo dottore.

Ecco fatto.

Non è successo niente.

Che cosa dobbiamo fare adesso?

Dobbiamo sostituire i computer guasti che si trovano nelle teste dei robot.

Va bene.

Sono un uomo io.

Dicono tutti così.

GRIDO

Roberto.

Ma pensi sempre a Ornella Muti?

- Ancora innamorato di lei? - Eh, sì.

Ma tu sei matto. Magari continui ancora a scriverle?

Ogni giorno. Perché scrivendole è come se le parlassi.

- Ma le parli di che? - Le racconto ogni cosa di me e del mio lavoro.

Hai capito che argomento interessante.

Il mio tempo libero, i miei hobby.

- Sai che le ho anche mandato una mia fotografia? - Ma va.

- Patetico. Lei magari ti ha pure risposto, eh? - No, mai.

Comunque, parliamo di cose serie, questa sera esco con Carla del reparto profumeria.

Se vuoi invitiamo anche Luisa, così facciamo una combine.

No, no, no, no. Guarda, Luisa, è acqua passata.

- Scusi, vorrei una giacca di cashmere. - Precisa, venga.

Senta...

Ciao, Roberto.

Sei diventato muto?

No, mi dia uno schiaffo, per favore. Forte.

- Perché? - Perché ho paura di stare sognando.

E se sto sognando vuol dire che sto dormendo,

e dato che a noi commessi è proibito dormire durante le ore di lavoro...

Cioè, io vorrei svegliarmi.

Non stai sognando.

Allora lei è venuta per comprare? Queste sono delle scarp... No, no.

Non sono venuta per fare acquisti. Sono venuta per te.

No, allora sto sognando veramente.

Ho ricevuto le tue 424 lettere.

426.

Due si saranno perse.

Sai, io non ho il tempo di rispondere a tutti i miei ammiratori.

Eh, lo capisco. Chissà quanti le scrivono.

Però tu mi hai incuriosito.

Non ne ho mai ricevute così tante.

- Mi offri un caffè? - Caffè? Certo.

Un caffè, al bar.

- Oppure non puoi durante le ore di lavoro? - Posso. Come non posso?

Per lei posso tutto.

No.

Il bar è di là.

Ecco.

Ecco.

Ecco.

Ecco.

- Signorina Romano? - Sì, direttore?

La corrispondenza è finita.

Oh! Mi scusi, mi ero distratta.

(canto in lontananza) E co e co e co e come son contento

Ancora lui.

Il dollaro se cala poi s'incazza e va in aumento

Ma a me che me ne frega tanto i soldi non ce l'ho

Everybody, in americano.

Oh happy happy happy happyness

Signorina Romano?

- Sì, direttore? - Vede quel disgraziato?

Poverino.

- Bisogna mandarlo via. - Perché? Che male fa?

Signorina Romano,

un mendicante davanti all'ingresso rovina l'immagine dei Grandi Magazzini. Capisce?

Allora gentilmente lei scende giù e lo manda via.

Lo caccia e lo faccia sparire!

No, io non ne ho il coraggio. Non me la sento.

E allora ci penso io. Come al solito devo pensare a tutto io.

Oh happy, happy, happy, happyness

E money, money, money money, money non ce li ho!

Yes!

Basta! Silenzio!

E lei, per favore, signorina, mi faccia piacere, la smetta con quel violino.

Mi scusi, dottore, perché è così arrabbiato oggi?

Nicola, mi faccia il favore. Vada via subito. Sparisca su due piedi.

Su due piedi ora...

Signor direttore, io glielo l'ho detto più di mille volte. Non posso andar via di qua.

- E perché? - Perché ho una regolare licenza.

Assunta.

Nicola Abatecola, nato a Cerignola.

Firmata dal questore e controfirmata dall'assessore.

- Passa al direttore. - Presto, per favore.

Ha visto che ha fatto la rima pure lei.

I E entrato nel meccanismo.

Questa, sì, è una regolare licenza che la autorizza a fare il venditore ambulante.

Per l'appunto.

- E che ha anche dei dipendenti. - Per l'appunto.

E chi sono?

- Ma non era la sua figliola? - Sì, per l'appunto.

Ma come si chiama mia figlia?

- Come si chiama? - Assunta.

Quindi l'ho assunta.

Le è piaciuto il calembour?

Senta e vabbè... E poi comunque non vedo una carretta, una cosa...

Lei che merce vende?

Eh, caro direttore, io vendo una merce rara, rarissima.

Io vendo il sorriso, vendo la felicità.

La gente entra incazzata nei Grandi Magazzini ed esce sorridente.

Non bisogna essere incazzati oggi.

Direttore, tu sei giovane. Perché sei così incazzato?

E perché avrò i miei mille motivi.

- Vogliamo fare un "petto"? - Che?

- Un "petto". Un contratto? - Ah, un patto, un contratto? - Sì.

Io ti faccio passare l'incazzamento e tu mi lasci qua sul momento.

E non mi fai licenziamento.

No, io non ho tempo da perdere. Senta, Nicola, se ne vada.

No. Se tu mi dedichi mezzo minuto della tua vita, io faccio una cosa bellissima.

- Assunta, vai. - Non ho tempo da perdere.

Faccio una musica rapida, underground. Come mi viene mi viene.

Parole a caso prese dal giornale.

Quotidiano, musica e me stesso medesimo.

Senza pubblicità, in diretta.

Assunta, pizzicata a tempo di rock.

Stai a sentire.

Bogotà. Deragliamento di un treno a Bogotà.

Sono morte 250 persone e 758 feriti.

Tu ci stavi sul treno a Bogotà?

- No. - E allora che ti incazzi a fa'?

Sidney. Al centro di Sidney è crollato un grosso palazzo.

Ci sono 757 morti.

Tu ci stavi a Sidney nel palazzo crollato?

- No. - E allora perché sei cazzetto?

Tanganica. Centinaia di migliaia di persone muoiono di fame nel Tanganica.

Tu abiti a Tanganica?

- No! - E non ti incazzare mica!

E per concludere, questa è troppo forte.

Ultima. E questa è troppo bella.

Giappone è scoppiata una caldaia in una miniera di grisù.

Tu perché ti trovavi in quel grisù?

E non ti incazzare più!

Ha dei carichi pendenti?

No. E dai una mano ai dipendenti.

Ha una buona fedina penale?

E fai un sorriso al personale.

Finale.

Oh, yes!

You never know.

RISATE

Vabbè, anche stavolta mi hai buggerato, eh, Nicola?

- Però queste cose vanno fatte con discrezione. - Con discrezione.

- Lascia stare la mano. - Tutto ciò che mi hai detto ti sarà moltiplicato nella vita.

Grazie, direttore. Grazie.

- Ciao. - Ciao.

Andiamo, andiamo, andiamo!

(canta) E co e co e co e come son contento

Nel cu nel cu nel cu nel cuore me lo sento

Perché mi guardi così?

- Non dovrebbero essere a dieta le attrici? - Appunto.

Ma siccome oggi nessuno mi controlla.

- Volevo chiederti una cosa. - Tutto.

- Nella tua lettera del 15 aprile 1985... - Ah, la 205°.

Mi scrivi di una certa Luisa, commessa al reparto abbigliamento.

Ah, Luisa

- Che cerchi? - Le sigarette.

- Vuoi una delle mie? - Eh, sì.

Credevo mi piacesse, solo che..

- Abbiamo avuto anche una storia. - E poi? - E poi, niente. E finita.

- Perché? - E perché non poteva continuare.

- Perché? - Perché...

E perché?

Perché sono innamorato di lei.

- Di Luisa? - No, di lei, Ornella.

- Non è giusto. - Cosa non è giusto?

Ho visto Luisa.

I E una ragazza dolce, carina.

È la ragazza giusta per te.

Devi correre da lei e dirle che le vuoi bene.

Ma no! Ma io sono innamorato di lei.

Soltanto di lei.

Mi piacciono i suoi occhi, la sua bocca, il suo viso.

Ascolta, se tu guardi bene Luisa,

troverai in lei, quello che ti piace di me.

Sono convinta.

Ma non è possibile. Siete così diverse.

Dammi retta, Roberto, corri da lei.

Due caffè, quindici pasticcini, due toast, un sandwich, 28.500 lire.

- Dov'è? - Ma chi?

Ornella Muti.

Chi? Ornella Muti qui? Ma stai scherzando?

Ma com'è possibile che non l'hai vista? Era qui.

No.

Svegliati!

Roberto! Ma dove sei stato?

Se ti cercava Anzellotti, ti faceva una multa che non finiva più.

- Sono stato con la Muti. - Ancora? Ancora con questa Muti?

- Perché, non l'hai vista? - Ma dove?

Era qui. È venuta a trovarmi. Devi averla vista.

Senti, domani prendo un appuntamento col dottore.

Comunque, questa sera cerchiamo di quagliare.

Te la chiamo questa Luisa oppure no?

Roberto?

- Hai detto Luisa? - Eh.

Ma perché Ornella mi ha detto che troverò in lei...

Luisa.

Roberto.

Scusi, signorina. Permette?

Sono Corrado Minozzi, addetto alla sorveglianza dei Grandi Magazzini.

Vede, questo qui è un ambiente che pullula di ladri.

- Qui i ladri pullulano. Sono così. - Ah, sì?

Ma ci sono io che blocco. Il ladro, io lo blocco.

E lei ha commesso una grave imprudenza, sa?

- Ah, sì? - Certamente.

Cara signorina, lei ha lasciato la sua borsetta aperta.

La fibbia è rimasta aperta.

Oh, grazie. Lei è davvero molto gentile.

Devi stare molto attenta. Perché qui fregano. Qua fregano. Vada.

- Vada pure. - Arrivederla! - Arrivederla!

Arrivederla, signorina. Vada.

Ci sono io che vigilo. Vada pure.

Auf Wiedersehen! Goodbye.

Li spiezzo!

SUONO DELLA RADIO

Pronti, Valsecchi.

Si può sapere dove stai?

Molo Est, 24B. Motonave Mimiì.

Mi ultima consegna e rientro.

E rientrando mi compri due etti di fontina.

Signorsi. Passo.

E chiudo.

- Cosa fa? - Consegno.

- E le scarpe? - Le ho!

Sulla barca, niente scarpe.

- Come dal pedicure? - Levatele!

Senti, in questo pacco c'è una giacca a vento, una mantellina impermeabile

per l'ingegner Zambuti.

Una presa d'aria.

Scusi, c'è anche una...

Ecco una ricevuta da firmare. Tenga.

Aspetta.

VERSI

- Cosa fai? - Mi scusi, stavo provando a guidare.

Questa è la ricevuta.

Non l'ha firmata.

- No, si porti via tutto il pacco. - Ma come?

Se ne vada, per favore.

Lei mi firmi la ricevuta, io lascio il pacco e me ne vado.

Intanto questo pacco non è mio. E di Mimiì.

Però è a nome suo. Lei mi firma la ricevuta e poi consegnerà il pacco a Mimì.

Ma Mimi non sta più con me.

- Non ha un nuovo recapito? - No, non mi ha lasciato nessun indirizzo.

Pensi che gli avevo dato tutto a Mimì.

Aveva voluto un anello col diamante. Anello col diamante.

Conto in banca. Conto in banca.

Giaccotto di visone. Giaccotto di visone.

- Appartamento in centro. - Appartamento in centro.

No, non gliel'ho fatto. E ho fatto bene.

Così un'altra volta impara.

Guardi tutti vestiti fatti su misura in Inghilterra.

Giacche di cashmere.

- Vestivo un po' mascolino. - Sì, con un carattere forte.

Con delle punte, se vuole, anche di durezza, ma fondamentalmente dolce, dolcissimo.

Dove sei, Mimi? Dove sei?

Eh, chi lo sa?

Ma dopo due anni che stavamo insieme

una letterina con due righe.

Leggi, leggi.

- Fiumicino... - Ma poi lo sai per chi ha perso la testa?

- Non ho fatto in tempo a leggerla. - Ma sai per chi ha perso la testa?

- Per chi? - Per una donna.

Lei non aveva mai sospettato di niente?

Di che cosa?

No, dico che la sua ragazza fosse un po' strana, Mimì.

Ma insomma, le piacevano le donne.

Ma allora non ci siamo spiegati. Mimì è diminutivo di Domenico.

- Allora lo strano è lei. - Sì. Perché c'è qualcosa di male?

Beh, io devo andare.

Ho un impegno di lavoro. Devo comprare due etti di fontina.

No, non mi lasciare solo. Bevi una cosa prima.

Ti prego. Se resto solo, potrei fare anche delle sciocchezze.

Tu poi deve essere buonissimo.

Devi avere un carattere dolcissimo.

Mica tanto.

Quando mi girano le palle divento una bestia.

- Come ti chiami tu? - (con voce mascolina) Fausto.

Io vado d'accordo, sai, con la gente dura.

Anzi...

Hai già pranzato, Fausto?

- No. - Vuoi mangiare una cosa con me?

Ti piace il pesce?

Beh, dipende.

L'uscita.

CAMPANELLA DEL TRAM

Ah, laggiù c'è la fermata del tram.

Chi è? Come si permette? Ma non si usa bussare?

Sono l'ingegner Gruber.

Signor Gruber, lei in persona.

Che onore! Lei nel mio ufficio.

Finalmente ho il piacere di una sua visita. Prego, si accomodi.

Anzellotti io sono venuto qui per un'ispezione.

E subito trovo qualcosa che non va.

- Mi dica, ingegnere. - Anzellotti, devo confidarle un segreto.

Mio figlio lavora in incognito qui, ai Grandi Magazzini.

- Ma no! - Ma sì!

Per farsi le ossa. Al reparto sanitari.

E non è al suo posto. Dov'è?

- Veramente, non so. - Ah, non sa?

È così che fa rispettare l'ordine ai suoi dipendenti?

Sono mortificato, ingegnere, ma lei sa come vanno queste cose.

- Sarà stato giovane anche lei. - Io? Mai!

Ad essere sincero, neanch'io. Ad ogni modo, lei sa come sono i giovani?

- No. Come sono? - Beh, allegri e spensierati.

- Magari avrà incontrato una donna. - Non mi interessa chi ha incontrato.

Voglio parlargli e subito. Lo cerchi!

Lo convochi qui immediatamente, mentre io continuo il mio giro di ispezione.

- Sarà fatto, ai suoi ordini. - Lo credo bene.

Per visualizzare i brillanti risultati ottenuti dal nostro staff vendite,

vi traccerò ora un grafico di confronto

con gli incassi delle altre filiali nell'ultimo semestre.

Vi prego di prestare la massima attenzione, signori.

CAMPANELLA DEL TRAM

Ecco il mio tram.

Bene.

Quando parte?

Non lo so. Appena riesco a prendere un po' di ferie.

Pensavo alla Sardegna quest'anno.

No, no. Dicevo quando parte questo tram?

Quale tram, scusi?

Non stiamo su un tram?

Siamo all'ufficio marketing dei Grandi Magazzini, signorina.

Oh no, sono sempre qui.

Mi scusi, dove la porta?

Di là.

- Posso posso accompagnarti? - Molto gentile, ma devo farcela da sola.

Non sono mica cieca.

Pronto? Helèna, sono io.

(Helèna) Tutto fatto. Suo padre verrà lì alle tre.

, ma è già venuto qua.

Ma Evaristo dov'è? Dove si è cacciato? Suo padre lo sta cercando.

(Helèna) Starà arrivando. Magari è andato direttamente al suo posto di lavoro.

Va bene, va bene. Ci vediamo. Ciao.

Dottor Anzellotti. Umberto. Una bella notizia.

- Mio padre viene qua. - Ma è già arrivato. Ti sta cercando.

- Sì, e dove sta? - E in giro per i Grandi Magazzini.

Allora è meglio che lo vado a riprendere. Perché non vorrei che si perdesse.

E un po' rinco. Ci sente poco che ci vede meno.

Ma non si direbbe. Mi sembra una persona così efficiente.

Efficiente? Deficiente, vorrai dire.

Comunque non ti preoccupare, lo vado a prendere e lo porto su subito. Ok?

Attendo.

Dimmi dove vai!

- Là. - E io là.

Allora dov'è mio figlio? L'ha trovato?

Ma è uscito un attimo fa. Non l'ha visto?

Anzellotti, io ho l'impressione che i suoi dipendenti

vadano e vengano facendo i propri comodi.

Ho ispezionato anche la toilette degli impiegati

e non c'era l'addetto alle pulizie. Lei favorisce l'assenteismo.

- Papà! - Mi hai messo paura!

Ma quanto ci vuole a comprare una pancerina?

Si fa presto a dire quanto ci vuole a comprare una pancerina?

Io la volevo interno cotone, esterno lana, più fresca.

Invece ce l'hanno interno lana, esterno cotone.

Oppure lana, lana. Cotone, cotone.

- Cotone, cotone. Lana, lana. - Papà...

Facciamo presto che il dottor Anzellotti mi sta aspettando.

- Anzellotti è una brava persona! - Sì, dai che ti vuole parlare.

Quello è il capo del personale. Mi aiuta, mi dà una mano.

Fammi cercare la pancerina e poi arrivo.

Vabbè, allora io intanto vado su e dico che stai arrivando.

Sesto viaggio, capo del personale Dottor Anzellotti.

- Anzellotti, hai detto? - Sì.

Lana, lana. Cotone, cotone. Sono cacchi!

E voglio controllare tutti i ritardi e le note di demerito di impiegati e dipendenti.

- A cominciare proprio da mio figlio. - Non si preoccupi, provvedo immediatamente.

Vado a prendere subito la sua cartella nello schedario.

Umberto? Ah, non c'è. Dov'è andato?

Scusi? Scusi? Che ha visto il dottor Anzellotti?

Ma vedi chi c'è! Aridaje!

Ha visto per caso il dottor Anzellotti, il capo del personale?

Nonnetto, sto parlando con te. Che fai, non rispondi?

Non risponde. Ma vedi questo...

Sei venuto per un lavoro?

Sei venuto a cercare il posto? Di' la verità.

Non c'è mica niente da vergognarsi. Ma guarda che si vergogna.

Oggi mica è facile a trovare un lavoro.

Non è facile per uno giovane, figuriamoci per uno...

Dell'età tua.

Ma non ti preoccupare, perché oggi il destino

ha posato il suo occhio benevolo su di te.

Allegro. In quanto che hai conosciuto me e si da il caso che...

io sono intimo del capo del personale.

Hai capito?

Ce l'ho in pugno io Anzellotti.

Basta una parolina mia e non ci sono problemi.

Siamo molto in intimità. Capito?

Sigaro?

Prendi, è gratis.

Vabbè, io uno me lo predo. Anzi, ne prendo tre.

Così due me li fumo dopo.

Sapessi a me che mi è successo oggi.

Io stamattina alle otto,

stamattina alle otto pulivo i cessi.

All'una invece stavo a pranzo in un ristorante extra ficus con la moglie, no?

E stasera, prima delle otto sarò commesso.

E poi fra qualche giorno non è detto che...

Salgo. Minimo caporeparto.

Se ti dicessi il perché mi è successo questo.

Ma non posso parlare, non posso parlare

Perché io piaccio alla moglie.

Sì.

E lui è un tipo strano. Per me...

Loro sono una coppia aperta, capito?

E a lui gli piace... Gli piace di tutto, capito?

Bisogna stare attenti.

Allora io per adesso sfrutto la situazione poi al momento del pericolo..

- Perché oggi... - Bene, vedo che avete già parlato.

Sì, e ho appena saputo che lei qui fa dei favoritismi.

- Che ha spinto il giovanotto in maniera indecorosa. - Ma certo.

Ma soltanto perché è un bravo ragazzo.

I E attivo, meritevole, simpatico,

- che sa farsi voler bene. - E non dare tante spiegazioni.

- Io provo un grande affetto per lui. - Ah, un'amicizia particolare?

Ma no, nel senso buono della parola.

- Il giovanotto è normalissimo. - Eh. Io sì.

Pensi che fa il filino a mia moglie.

- E lei è contento? - Contento?

- Onorato! - E sua moglie ci sta?

Se ti raccontassi...

È meglio che non parlo, va. Se gli raccontassi...

Ma questo è un casino.

Permesso?

- Ah, vieni. - Si può?

Chiedo scusa, ma questo è un magazzino senza grande assortimento.

Non si trovano neanche le pancerine cotone-lana, lana-cotone.

Ma lei chi è, scusi? È della ditta?

- Ma chi è lei? - Sì, lei chi è?

Sì, lei chi è? Cosa vuole?

Ma io... Umberto posso spiegare. E sono andato a cercarlo proprio adesso.

- Cosa vuole? Se ne vada! - Calma! Ma che maniere!

Ammazza che burinaggine.

Come chi sono? Sono suo padre.

Ciao, Evaristo. Che non si vede?

Veramente, io ho preso più da mamma. Ma insomma...

Ma cosa dice? Lei...?

Ingegner Gruber, scusi, ma questo non è suo figlio?

Ingegner Gruber?

Ma che cosa dice? lo padre di uno con quella faccia da idiota?

Oh, questo sta offendendo. Io lo gonfio!

No, è l'ingegner Gruber!

Si fa presto a dire ingegner Gruber! E chi se ne frega, io lo gonfio uguale!

- Oh! - Oh! - Oh! - Oh!

- Stia attento a lei, Anzellotti! - Ma non finisce qui? - Sono mortificato.

Io farò un'inchiesta su questa vergognosa faccenda!

Ingegner Gruber, mi scusi.

E questo sarebbe Anzellotti?

Sì, papà. È quello che ti ho chiamato per telefono che ti ho detto che era conveniente

perché poteva, infatti anche Umberto ti voleva conoscere. Non ti ricordi?

- Ciao, Umberto! - Ma che Umberto? Umberto!

- Umbertò! - Ma cosa dice? - Come Helèna?

Mi dia del Lei! Io ti sbatto a pulire i cessi! Hai capito?

Umberto, io li pulivo già.

Allora sei licenziato. Fuori tutti e due!

Fuori!

- A questo gli ci vuole una tanica di camomilla. - E meglio che ce ne andiamo.

Ho detto fuori!

E questo sarebbe quello che ti voleva far fare carriera?

- Ma valli a capire. - Fuori!

- Gli ha schiacciato il naso. Contento? - Fuori!

Licenziato.

E menomale che il destino ha posato l'occhio benevolo su di me!

Figuriamoci.

Elena.

Scusa, volevo dire Helèna, so che ci tieni tanto.

Bugiardo impostore.

Ah, dunque c'è una consegna urgente. Eccola qua.

Ingegnere Zambuti, Molo Est, attracco 24B.

Non c'è problema. Mando uno dei miei ragazzi.

No. L'ingegnere ha chiesto che la consegna la faccia lei personalmente.

- Io? - Eh, sì, lo so. Non è il suo compito.

Ma l'ingegnere è uno dei nostri azionisti più forti.

In qualche modo bisogna accontentarlo.

Va bene.

Mannaggia!

Chi è? Grazie! Grazie tante!

Oddio!

- Puccio dice che non vuole più aspettare. - Ma chi è questo Puccio?

Paghi o no?

Mi hanno licenziato!

Ma perché? Quanto sarebbe?

- Sono trenta. - Va bene, basta che la facciamo finita.

Vediamo se ci arrivo. Mille, duemila, cinque e sono sette!

- Ma che vuoi scherzare? - No.

Allora adesso ci divertiamo.

No! Ti prego!

RUMORE DI SCHIAFFI

RUMORE DI SCHIAFFI

No. Il braccio no! No. Il braccio no!

No. Il braccio no. SCRICCHIOLIO DI OSSA

Puccio non sarà contento.

- Fanculo te e Puccio. - Eh?

- Salutamelo. - Ambè.

Oh, mio Dio...

Scusi.

- Valsecchi? - Per te, signor Valsecchi.

Signor Valsecchi, ho portato costumi da bagno, accappatoi, bermuda.

Sì, sono per me. Appoggiali lì.

Filare. Filare!

Ma che le è successo?

Vedi, tesoro, ho scoperto che mi piace il pesce.

(Valsecchi) Togliete gli ormeggi e salpate le ancore.

Si parte per un viaggio da sogno verso paesi inesplorati.

Rotta Cesenatico.

Va tutto bene. Allora ci vediamo tra un mese per levare il gesso.

Si fa presto a dire ci vediamo fra un mese per levare il gesso. Ce la fai?

- Sì, sì. - Ti fa male? - Eh, insomma.

Non ti preoccupare, figlio bello, se hai perso il posto.

Tanto hai un avvenire nell'azienda di tuo padre.

Ma andiamo con questa azienda. Lo sai che non...

E poi ora come faccio col braccio rotto, il dito rotto,

mi pare la réclame del pronto soccorso.

Con il braccio sinistro aiuti papà tuo a girare il pennello per la gola

e poi quando ripiega i libri, gli svolti le pagine.

Sì, così!

E dai, papà!

- Mazzetti! - Ah!

- E chi si vede! - Evaristo, scusa, ho saputo tutto.

- Anche di Puccio. - Sì, sì, guarda qua!

Mi ha devastato questo Puccio. Sono spezzatino!

- Ma si può sapere chi è questo Puccio? - Niente. Te lo spiego dopo.

Stamattina ho vinto alle Capannelle. Ho saldato il debito, è tutto sistemato!

- Ma chi è? - Meno male. Ma non potevi saldare prima, De Rossi?

Guarda che io non mi chiamo De Rossi!

- Ma chi è? - Ma?

- Io sono il figlio di Gruber. - Ti cieco a un occhio!

Allora è tuo padre che ha avuto il coraggio di dire che mio figlio

ha la faccia da idiota. Si fa presto a dire ha la faccia da idiota!

Ha la faccia da idiota!

- Guarda là... - Senti, Mazzetti...

Per prima cosa ti faccio riassumere e poi ti faccio fare carriera ai Grandi Magazzini.

- Ai Grandi Magazzini? - Sì. - Io? - SÌ.

- Ai Grandi Magazzini? - Sì.

Tiè!

Infermiere.

Allora aggiungi una canotta americana. A quanto siamo?

499.850.

- Le 150 lire non me le date? - Non gliele diamo!

Mhm!

Togliamo il mollone per gli ascellari. Rimettiamo le scarpe di ferro per le cosce.

Quattro paia di mutande con l'evidenziatore. A quanto stiamo?

512.000.

- E lei le 12.000 non ce le mette? - Eh, no.

(altoparlante) Si avverte la gentile clientela

che i Grandi Magazzini stanno per chiudere.

Guardi che lei si dovrebbe proprio decidere. Stiamo chiudendo!

Ma quando sei insofferente!

Non è colpa mia se non ho trovato roba per 500.000 lire!

Ci vogliamo riposare e rifaccio domani?

Per 500.000 lire ci sarei io.

In che senso?

- Ma che vuoi fare roba? - Perché non ti piace?

- O non l'hai mai fatto? - Eh!

Non l'ho mai fatto? Una volta l'ho fatto.

È che il 18 ho il torneo di Ceprano, devo stare in forma.

Però mi posso presentare il 21 a Vetralla.

- Hai detto cinquecento? - Ti sembro cara?

- Cinquecento, compreso IVA? - Sì, tutto compreso.

Mettiti l'anima in pace! Affare fatto.

Cancella tutto e scrivi Carla Marchi.

- Però tutta la notte. - Tutta la notte sono 700.000.

- Fino a mezzanotte? - 450.000.

E i 50.000?

Ci sarebbero gli optional.

- Sarebbero? - Vedrai. Ok?

Soddisfatto o rimborsato.

Come dice lo slogan.

Certo che con 500.000 lire mi potevo iscrivere alla palestra di Lou Ferrigno.

Vabbè, va, facciamo uno strappo.

Aggiudicata!

Controllo, vediamo un attimo.

Scontrino per cortesia. Scusi lo scontrino, signora.

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto. Biscotto.

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto. Biscotto.

9.730. Tenga un attimo. Facciamo il controllo.

IMITA IL RUMORE DEL REGISTRATORE DI CASSA

9.730. Ok. A posto. Vada.

Alt!

- Scontrino? - Non ho comprato niente.

- Come? - Non ho comprato niente. - Un momento. Vediamo.

- Comunque non ho comprato niente. - Alzi le mani.

Alzi le mani.

- Ma come si permette? - Dicono tutti così. Stia calmo!

Stia calmo perché so cosa io devo fare.

Stia calmo!

Vada. Vada pure. Vada!

Li spiezzo!

Presto! Svelto!

- Quanti ne abbiamo rubati oggi? - Con questo sono 75.

- Un vero record assoluto. - Certo che siamo proprio forti.

- Buonanotte, signorina Romano. - Buonanotte, direttore.

- Signorina Romano? - Sì?

Che strano sono sei anni che lei lavora con me e io non conosco ancora il suo nome.

- Mi chiamo Marisa. - Ah, Marisa.

Hai impegni questa sera?

No, no.

- Uscirebbe con me a cena? - Sì, sì.

- Sa, a me piacerebbe molto. - Anche a me.

Sono sei anni che aspetto questo invito.

Ah...

- Tutto a posto? - A posto. - Ecco qua.

Abbiamo finito una bella giornata oggi. E ci è andata pure bene. Sono contento.

Allora, figlia mia, ci meritiamo un bel weekend. Io e te.

- E dove andiamo? - Vuoi che andiamo a fare una partita a calcetto?

A calcetto? Papà?

Allora andiamo in una bella discoteca nuova che hanno aperto da due mesi. Molto bella.

Dai, discoteca.

Oh, non è che tu ti vergogni di me perché io sono un artoleso?

- Arto che? - Artoleso.

Sì, l'ho letto su Oggi di ieri. Però l'ho letto l'altro ieri.

Senti, dunque quelli che non vedono, si chiamano videolesi.

Quelli che non sentono, audiolesi.

Quelli come me, artolesi.

E i vecchietti ai quali non gli tira più?

Tirolesi!

Questo mi è venuta adesso. E bella.

Ho una voglia di cantare, di ballare... Non lo so.

MUSICA

Finalmente a casa!

Il mio comodino.

Il mio caro letto.

Ce l'ho fatta! In fondo non è stato difficile uscire dai Grandi Magazzini.

Mi sono solo stancata un po'.

Puoi comprare un frullatore...

Una pinza, un saldatore...

Una stanza ammobiliata...

Una patata...

Un rasoio con l'antenna...

Il cappello con la penna...

Un cappotto di pelliccia...

Una salciccia...

Un profuma alla verbena...

Una maglia di pura lana...

Pannolini per bambini...

Dei palloncini...

Gra, Gra, Gra...

Grandi Magazzini...

Per grandi e per piccini...

Prendi al volo l'occasione...

Porta a casa l'affarone...

Grandi Magazzini...

Per grandi e per piccini...

Soldi e saldi regalati...

Con i prezzi già scontati...

Da...

Gra... Gra... Gra...

Grazie al buono del fustone...

Potrai vincere un milione...

Vino rosso in damigiana...

E la banana...

L'orologio per il gatto...

La camicia per un matto...

Una spider favolosa...

O una gazzosa...

Tutti quanti stanno uscendo...

E pertanto concludendo...

La fattura a chi la intesto?

E prenda il resto...

Gra... Gra... Gra...

Grandi Magazzini...

Per grandi e per piccini...

Prendi al volo l'occasione...

Porta a casa l'affarone...

Grandi Magazzini...

Per grandi e per piccini...

Soldi e saldi regalati...

Con i prezzi già scontati...

Gra... Gra... Gra...Gra!

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