All language subtitles for Le.Olimpiadi.Dei.Mariti_Ita_Ugo.Tognazzi_DVDRip.1960.Ita

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Original subtitles

- Un pó d'acqua minerale, - Il bambino sta morendo di sete.

- Non siamo mica nel deserto. - Vuole il pupazzeto delle Olimpiadi?

Abbiamo anche gli anelli colorati. Un ricordino delle Olimpiadi!

Un recordino me lo procuro io quando è partita mia moglie.

- Un'acqua minerele. - Pronta.

- Quant'è? - Trecento lire.

Ma siete impazzitti?

- Ci sono le Olimpiadi. - E allora?

- Ho gli anelli olimpionici attaccati ao naso? - Non li faccio io i prezzi.

Volete farvi le Olimpiadi a spese mie.

E' in partenza il treno per Genova. - Ugo!

- Che ti è sucesso? Il treno parte! - Appunto! Tu sali.

Mamma!

- E' bouna almeno l'acqua minerale? - Con quello che costa...

...contiene anche l'uranio. - Ugo, aspetta - Cosa fai?

- Il treno parte. Su, monta! - Non vedi l'ora che me ne vada.

- Cosa cambinerai quando non ci sarò? - Figurati! Con queste Olimpiadi!

Al giornale non mi hanno neanche dato le ferie.

Non te le hanno date nemmeno l'anno scorso.

- Cosa voi dire? - Che non le hai chieste apposta.

Secondo te mi diverto a lavorare mentre tu sei a Santa Marinella?

- Il direttore se fida solo di me. - Ma non ti aumenta mai lo stipendio.

- O tu me inganni o lui ti sfrutta. - Mi sfrutta, mi sfrutta.

- Quasi quasi rinuncio ad andare. - Sei matta? L'affitto è già pagato.

- Vedrai che il direttore... - In carrozza!

- Non mi dai neanche un bacino? - Ciao! - Dammene un altro.

- Ugo! - In carrozza!

- Giurami che parlerai al direttore e andrai a letto presto. - Giuro.

- Con le galline! - Ma no, solo.

Mi raccomando, fai la persona perbene.

- Ciao, papà! - Buone ferie!

- Ciao, amore! - Ciao!

- Buongiorno. - Buongiorno, dottore.

Ehilà.

- Ci sono novità per me? - E' venuta quell'atrricetta.

- L'hai fatta aspettare? - No, aveva fretta. E' andata via.

Ha lasciato le fotografie.

Dice che le telefona quando torna da Ischia.

Ha sempre qualche traffico quella.

- Salve, capo. - Alle otto precise, va bene.

Per i paparazzi come te hanno creato apposite camere oscure...

...affinché si possano nascondere. Cerca di approfittarne.

- Ho rimediato una brunetta per stasera. - Io sarò scapolo per 15 giorni.

Fai un pochino d'attenzione.

Ingegner Bianchi... No, non mi piace.

Onorevole Santucci... racchia.

Colonello Sparlanzoni.

- Colonnello? - Sperlanzoni.

Pronto? Ciao, tesoro.

- Sì, sono Ughetto. - Al colonnello?

- Che faccciamo stasera? - Non so tu ma io vado alle corse con Luigi.

E dopo? - Dopo andremo a cena.

- A te che te ne frega? - Sarà per un'altra volta.

- Pazienza. - Il colonello ha le grandi manovre?

Quelle devo farle io.

In questo libretto ci sono tutti no mi di donna truccati...

...altrimenti mia moglie...

- Oh, padre Titta! - Chi? - Una brunetta che non finisce mai.

Innamoratissima, sai?

L'anno scorse voleva sucidarsi per me quando mia moglie tornò dalle vacanze.

Pronto? Indovina un pò chi è?

- Giovanni? - Sono Ugo, non mi riconosci dalla voce?

- Il bagnino? - Macché bagnino!

- Non puoi parlare un pó più forte? - Ha sbagliato numero. - Dai a me.

E' il numero più facile di questo mondo.

888444.

E questo è proprio 888444.

Io ho sbagliato proprio numero. Si confonde facilmente.

lo volevo fare 444888... buonasera.

Bounasera.

- Il difetto è questo. - Cioè? - Questi travestimenti...

...spiegano tutto. - Spiegano che mia moglie è gelosa.

- La tua non lo è? - Io a Sandra il guinzaglio gliel'ho messo subito.

Così mi sono tenuto il mio giro e stasera servizio a domicilio.

- Sai quella brunetta lì? - La porto a casa, le faccio le fotografie...

- Buongiorno, direttore. - Salve, ragazzi.

State comodi.

- Pasotti. - Sì?

Perché ha publicato quelle foto di ragazzini vestiti da generali...

...da pompieri, da giudice... - Vedendo il taccuino de um mio amico.

- Spiritoso, eh? - Io lo trovo deprimente.

- Lo dica a quel suo amico. - E' lui. - Il non c'entro niente.

E' una cosa banale.

E poi cosa avete fatto dire a questi poveri ragazzini?

Una bambina ieri diceva: "Da grande voglio fare la crocerossina..."

"...per curare le piaghe dell'umanità."

Ma le pare una cosa logica? Se questa non è retorica!

- Non l'ho mica scritto io. - Lo ha escritto il padre della bambina.

L'onorevole Carminati. - Ah, se l'ha scritto lui!

Ha telefonato stamattina l'assessore.

- Vuole che facciamo un'inchiesta sugli ospedali. - L'assessore Pancrazi?

Proprio lui vuole che facciamo l'inchiesta sugli ospedali?

- é un'inchiesta... così. - Ah, un'inchiesta così!

Chi chi può occupare di questa faccenda?

Lei Bitetti cosa sta facendo in questo momento?

- Stavo facendo delle telefonate. - Dopo si occuperà di questa cosa.

- Ci devo andare proprio io? - Sì. - Almeno hai qualcosa da fare.

La moglie è partita e lui si annoia.

- Sua moglie è fuori? - Sì, è in villeggiatura.

- Allora cerchiamo qualcun alto. - Grazie, signor direttore.

Mio caro Bitetti, si è scapoli una volta all'anno.

Come la capisco!

Mia moglie va in vacanza quando prendo le ferie io.

E mi trascina a Montecatini. Si immagini che divertimento!

Beato lei! Si è già organizzato?

- Ho una pollastrina. - Che bravo!

- Se ti accontenti di un caporale, ti do il numero io. - No, grazie.

Ho una pollastrina per le mani.

La pollastrina è tenera?

- Cosa serviamo per contorno? Una peperonata? - No.

- Due patate lesse. - Mangia in bianco?

Mangio in bianco, vesto in bianco e vado in bianco.

Un tipo come lei!

PARLANO IN TEDESCO

Fata bionda!

- Volete mangiare? - Mangiare? - Sì... mangiare.

- Non ci sono più tavoli. - E questo cos'è? Un carro armato?

- Credevo le desse fastidio. - Molto perspicace.

Mi ha preso forse per un funzionario della TV?

- Prego, accomodatevi. - Prego, accomodatevi.

Lei qui...

Lei invece si metta di qua.

E io mi siedo qua.

L'ho fatto apposta.

PARLA IN TEDESCO

Straniere? Bella scoperta.

- Svedesi? - No.

- Finlandesi? - No.

- Danesi? - No.

- Olandesi? - No.

Austriache?

Persiane? Turche?

Germania? Bene!

- Voi parlate italiano? - Poco poco.

- Parlate francese? - No.

- Parlate inglese? - No. - Meno male, non lo so nemmeno io.

Credo dhe in certi casi parlare sia completamente inutile.

- L'importante è agire, vero? - (insieme) Sì.

Non avete capito niente. l'essenziale è che abbia capito io.

Avete fame?

- Volete mangiare? - Sì, mangiare.

Cameriere!

- Pronto, dottore! E queste? - Piovute dall'Olimpo.

Ho cambiato idea, non vado più in bianco.

- Mi porti la peperonata. - Solo per lei? - No, per tutti.

Peperonata?

Peperonata! Peperonata?

- Spaghetti? - No, è una specialità italiana.

Il peperone è molto buono.

E' eccitante.

Tre peperonate e tre porzioni di pollo alla diavola con molto pepe.

- Ho capito. - Va bene il pollo alla diavola?

- Pollo? - Spaghetti? - No, pollo alla diavola!

- Queste hanno capito male. - Ah, no! Non io.

Il pollo.

IMITA IL VERSO DELLA GALLINA

- Diavolo. - Ah, spaghetti!

E dai con questi spaghetti! No, pollo alla diavola!

- Due polli alla diavola. - E' chiaro, dottore. - Benissimo.

E per concludere il classico fiasco di vino.

Vino?

- (in inglese) Bevete? - Dottore.

Attenzione a non fare fiasco.

- Le straniere danno certe fregature. - A me non daranno la fregatura.

Questo è il prototipo della turista alla quale piace il maschio latino.

PARLANO IN TEDESCO

- Dopo mangiato, andiamo in camera. - Camera? - Sì, a dormire.

- A dormire. - Hai capito?

Hanno già deciso tutto.

Dottore, queste vogliono dormire.

Appunto dicevo.

Non posso fare dormire a casa mia? Io ho un appartamento vuoto.

Queste sono la fine del mondo.

- Io ho una camera per voi. - Due camere. - Si, due.

(in tedesco maccheronico) Ho due camere per voi.

- Sì? - Bene.

La fine del mondo.

Prendi il pollo e il vino. Pepe anche nel vino.

(in tedesco maccheronico) Ho una grande pensione.

Con un letto soffice.

- Due camere? - Sì, due camere.

Una camera per lei e una camera... per noi.

Bene, questa ci sta.

L'altra la mollo a Raimondo.

(in tedesco maccheronico) Vado a fare una telefonata.

PARLA IN TEDESCO

SQUILLI DEL TELEFONO

- Pronto? - Sei libero stasera?

Anzi, subito.

Ho una moretta.

Peccato! Avevo mediato due turiste olimpioniche.

- La fine del mondo! - Cosa? Ma dove sei?

- Alla solita trattoria. - Un momento, vengo subito!

- E la moretta? - Mi ha stufato, adesso la scarico.

Non muoverti, faccio una volata.

PARLANO IN TEDESCO

Gli italiani sono tutti pappagalli.

Si buttano sulle turiste come lupi famelici.

- Ugo, falle bere. - Sì. un altro bicchiere?

- No. - Perché? E' buono!

- No, grazie. - E' vino genuino dell colline pistoiesi!

- Questo vino non è un traditore. - Noi traditori!

Noi farabutti!

Ecco qua, un bicchiere a te e un bicchiere a me.

Io ho scelto lei.

- Non ti avvicinare, per te c'è l'altra. - Questa qui?

Vedrà come la farà contenta Raimondo.

Questa me la pappo io.

Cin cin!

- Buono questo vinello! - Domani lo racconto al giornale.

- Come se le avessi trovate tu! - Il resto, dottore.

- Tienilo pure. - Grazie. - Vengo a riprenderli domani.

Care ragazze, è arrivato il momento di andare a nanna.

(insieme) Sì, bene.

Te l'ho detto che avevo combinato tutto io. Beviamo ancora.

- Allora io prendo quella lì. - E questa è per me.

- Elke con Ughetto suo. - E Greta con Raimondino suo.

Possiamo andare.

PARLANO IN TEDESCO

Chissà cos'hanno detto!

Che notte, ragazzi!

- Prego! - Che lunga notte!

Andiamo.

Vuole accomodarsi nella mia Mercedes?

Nella mia Cadillac, prego.

PARLANO IN TEDESCO

- Piazza Esedra, per favore. - Vuoi dormire nella fontana?

- Andiamo a casa mia. - Piazza Esedra, prego.

- Perché? - Perché...

Ah, le valigie! Vuoi dormire col pigiamino!

Andiamo.

Prego.

- Questo è "HOTELLO"? - Eh, lago!

Ah, hotel!

(in tedesco maccheronico) No, questa è la mia casa.

- Non mi sembra un hotel. - Ne riparliamo dopo.

Adesso andiamo.

- Hai paura di Ughetto tuo? - Greta?

Arriva con Raimondo, abitano qui di sopra.

Vogliamo andare? Io ho molto sonno.

PARLA IN TEDESCO

- E' qui la tua valigia? - Si, è questa.

Bene! Bene!

Veniamo tutti al vostro albergo.

Quale albergo?

L'albergo dove voi avete trovato le camere...

...per le due ragazze del nostro gruppo.

- Dove hai portato Elke? - E' già sistemata.

- Sei un pappagallo? - No.

- E' il fidanzato? - No, è suo fratello.

E dov'è questo albergo? - Ma non è un albergo.

Son due camere da un amico, una specie di pensione.

Bene, pensione!

Trattamento più familiare, spesa minore.

Verremo tutti alla pensione del vostro amico.

E' una pensione molto piccola, non c'è posto per tutti.

Non è importante, si stringeremo.

- Sì, ma sono due camerette. Due camere sono sufficienti!

Una camera per i maschi...

...una camera per le femmine!

L'organizzazione germanica è sempre perfetta.

Andiamo.

Bene, andiamo!

PARLA IN TEDESCO

- No, grazie. - Ancora un piccolo goccino.

Voi tedesche bevete molto.

Tu sei così bella... tu bella!

Tu hai un piccolo muso come un piccolo gatto.

- Miao! - E tu sei un pappagallo.

Cosa?

Gli italiani sono quasi tutti pappagalli.

- Anche tu sei un pappagallo? - No, io non sono un pappagallo.

Io so come si comporta il pappagallo.

Ti faccio vedere come si comporta Il pappagallo con una straniera.

Il pappagallo fa subito così.

Cerca di prendere subito la ragazza sul divano. E' molto volgare.

Cerca di possederla subito ma io no.

Io sono corretto, distinto. Anzi, quasi un pò' stupido.

Invece il pappagallo abbraccia una ragazza...

...si butta così su di lei e cerca di baciarla sulla bocca.

- Tu non sei un pappagallo? - No, io sono a posto.

Sono molto corretto.

Peccato! Son venuta dalla Germania in cerca di pappagalli italiani.

E perché non me l'hai detto subito? Loreto!

CITOFONO Mannaggia la miseriaccia!

Porcaccia la miseriaccia, suonano il campanellino!

Vengo, maledetto!

Chi può essere a quest'ora?

- Bounasera! - Un momento, calma!

Questo è il mio appartamento, non è un albergo!

Lo so, questa è una pensione di seconda categoria.

Tariffa 1.500 lire: tasse e servizio prima colazione compreso.

- caffellatte, pane, burro e marmellata. - Chi è questo signore?

- Cosa vuole da me? - Non parlare tanto.

Cosa vuole con quella fascia? Tra l'altro mi ricorda qualcuno.

- Cosa siete venuti a fare? - Mi hai promesso una camera.

Ho promesso una camera, non un dormitorio pubblico.

- Allora tu sei un pappagallo! - Pappagallo! Pappagallo!

- Sei un pappagallo? - Chi è questo? - Mio fratello.

Non sono un pappagallo, sono un libero professionista.

Mi dispiace, non sapevo che...

- Prego, accomodatevi. - Visitiamo la pensione.

- É' questa la pensione "Prima rosa"? - Ti spacco la faccia. - E' colpa tua.

- Mi hai mandato a prendere le valigie e ho trovato anche i pacchi. - Già.

- Dove li portavo? A casa mia? - Certo, perché a casa mia?

La mia è piccola, lo sai. Son un povero fotografo.

Non sono un giornalista come te che ti poi permettere questa casa!

- Come facciamo con le ragazze? - Mi è venuta un'idea.

Tieni.

PARLA IN TEDESCO

Professore.

PARLANO IN TEDESCO

Mettetevi sotto le lenzuola.

Non ha cambiato le lenzuola!

Sono state cambiate questa settimana.

- Non mi metto a rifare i letti. - Silenzio!

- In che camera mette la signora? - Io la metterei in una camera ardente.

- Come? - Lasciamo perdere. Non ho nessuna camera in più.

C'è solo la camera della donna di servizio.

Ma è vergognoso!

- Non è una pensione di seconda categoria. - Quanto parla!

- Questa è una pensione di quinta, sesta cartegoria. - E che faccia poi!

E' una stamberga!

Ecco un drink.

- Volevo fare vedere la sua camera. - E' qui? - No, non è qui.

-É' sopra, nella dépendance. - Panzer? - No, dépendance.

- Vole venire? - Anch'io? - No, lei stia pure qui.

- Così la famiglia è unita. - Famiglia, sì.

Prego, si accomodi.

L'acqua per fare il bagno è gelata, l'acqua per bere è bollente!

- Adesso ordiniamo. - Ai suoi comandi, signore.

- Una camomilla per Brigitte. - Sì, signore.

- Un abat-jour per Greta e mia figlia. - Sarà fatto.

- Lenzuola pulite per Hans. - Di bucato, signore.

- Vaso da notte per me. - Pulito anche quello, signore.

- Domani sveglia alle sette con caffé bollente. - Sulla tazza.

- Bene, lo verserà davanti alla mia faccia. - Sì.

Perché in cucina dopo troppo freddo.

Stai tranquillo, ti arriva caldo su quella faccia.

- Dove ho visto quella fascia? - Adesso tutti a letto!

INTONA UNA MARCIA

- Chi è questa? Tua moglie? - Sì... Cioè no, è mia sorella.

- Mi assomiglia un pò. - Buonanotte.

Un momento!

Questo è il letto dove dormirà questa notte.

E' un letto molto morbido.

Lei dormirà qui molto bene. Si mette qui così...

Io dormirò qui, invece tu andrai fuori.

- Lì rimane vuoto, è un peccato. - Mi piace molto.

- Non ha paura a dormire da sola? - Lei è un pappagallo.

- Atenzione agli... agli... - Approcci!

Le spiegherò questi approcci... SQUILLI DEL TELEFONO

Le spiegherò...

Un momento, torno subito. Poi le spiego gli approcci.

Aspetti un attimo.

- Pronto? - Perché ti sei portato di sopra la mia ragazza?

- Ti ci sei fidanzato? - Non mi sono fidanzato, ma...

Che c'entra? Io ho scelto Elke, per te ho scelto Greta.

Greta però ha un piccolo difetto.

Ma fammi il piacere!

Greta è bellissima, ha fianchi e gambe bellissimi.

Sì, ma ha anche il fratello. E' questo il suo difetto.

Sai come sono fatti i tedeschi: sono comprensivi, freddi.

Sono come i fiammiferi: se li freghi, si accendono.

Te lo dico per il tuo bene: ridammi la mia ragazza.

- Lo fai per la salvezza della mia anima? No, per quella del tuo corpo.

Mia moglie è partita oggi quindi difficilmente può ritornare.

Mentre invece la tua è partita un mese fa e potrebbe tornare a breve.

- E' impossiblile. - Perché?

Ha l'abitudine di avvisarmi con un telegramma.

Perciò dormi tranquillo, cercherò di non fare altrettanto.

Ciao ciao.

Telegramma.

Signorina?

Signorina, vole spiegarle cosa vuol dire "approcci".

ELKE PARLA IN TEDESCO

- Potrei aiutarla a spogliarsi. Mi spoglio da sola.

Ah, si sta spogliando da sola?

CAMPANELLO

- Chi è? - Telegramma.

- Mettilo sotto la porta, Ugo. - Non fare il cretino, apri.

- Ma neanche per sogno. - Bell'amico che sei!

Levati le dita dal naso, porco!

Raimondo, questa me la paghi!

Che idiota!

Ehi, per chi è questo?

- Raimondo Pasotti. - Interno 6. - Grazie.

CAMPANELLO

- Chi è'? - Telegramma per... - Mettilo sotto la porta, cretino!

Ma guarda che tipo!

Sì?

Vole aprire un momento?

- Perché? - Volevo darle l'acqua per la notte.

Non capisco! - Acqua per bere.

Acqua! Glu glu glu... capito?

Piccione?

Ma quale piccione? Acqua da bere.

Acqua, si! Vengo.

- Grazie. - Un momento, facciamo due chiacchiere.

No, gli italiani sono tutti pappagalli.

Con noi straniere sono come i lupi.

Io non sono un lupo.

Non so ululare.

Sono buono come un agnello.

BELANO

- Son un agnellino io. - Allora si accomodi.

Finalmente ci siamo capiti.

- Seduto. - Mi metto seduto.

- Chiudi gli occhi. - Vuoi farmi una sorpresa?

Sì, una sorpresa.

Li mor...

Tua!

Li mortalli tua!

Perché non apri al povero agnellino?

L'agnellino dorme. - Ma io sono sveglio.

BELA

Buonanotte.

Le straniere ci stanno con gli italiani. Ma quando mai!

RUSSA

RUMORE DI COCCI Oddio, mamma!

- E' sicuro che mio marito abbia ricevuto il telegramma? - Sì.

- Non è venuto alla stazione. - Il fattorino è voluto salire...

...perché era un telegramma notte. - Non ci capisco più niente.

Posi pure, grazie.

- Il telegramma è qui, chiuso. - Si vede che non chi è svegliato.

- Lavora sempre fino a tardi. Grazie. - Buongiorno.

Faccia piano, lo voglio svegliare io.

Raimondo!

Ma lei chi è? Cosa fa a casa mia?

Dov'è mio marito?

ELKE PARLA IN TEDESCO

- Tu sei la sorella? - Ma quale sorella? Dov'è?

Apri!

Apri, vigliacco!

Fai bene a non aprire, non rispondo più di me!

Mascalzone!

- E tu... - Son una turista vennuta qui per dormire.

Me lo dici anche in faccia che dormi con mio marito!

Torno da mia madre!

- Mia sorella è andata via? - Vigliacco!

PARLA IN TEDESCO

Cos'è?

Attenzione!

Questa è una cosa importante.

CAMPANELLO

Vengo, vengo!

A chi dove dare questi caffellatte?

Ci penso io, vai pure.

- La signora sa di tutta questa gente in casa? - No, non lo sa.

Non deve saperlo, chiaro? Poi ci penso io.

La colazione.

- Servire nel salotto. - Con vivo piacere.

PARLA IN TEDESCO

Questa non è una colazione regolamentare.

- Questo è solo caffellatte. - Ma è un caffellatte buonissimo.

- Mancano il pane tostato e il burro. - Il caffellatte è molto buono.

- E la marmellata? Il miele? - Assaggi il caffellatte.

- Prego. - Manca...

- E' freddo! Lo riscaldi! - Cosa?

- Le scarpe sono pulite? - Sono pulitissime.

Le ho pulite io personalmente. Sono davanti la porta ella sua camera.

- Voglio la mia spremuta d'arancia. - Se la vuoit, vai a comprarla.

- Io solo caffé. - E' nel latte.

- Io solo latte. - E' nel caffé.

- Dov'è la mia spremuta? - Vai a comprarla.

Volute anche le uova al burro? Qui c'è solo questo!

Questo passa il convento.

GRIDA Questo non è un convento.

Questa è una caserma. Chi ha fatto questo scherzo?

Io non ne so niente. Levi le scarpe dal tavolo.

Questo trattamento è scandaloso, noi andremo via subito.

Non mi dica questa cosa, lei mi fa piangere!

E' inutile piangere, io vado via.

Dirò ai miei compatrioti tedeschi di non venire in questo albergo!

Si è sporcato tutto di latte.

Non lo dica, per carità!

Adesso cerco un'altra pensione.

- Devo usare il telefono. - Lo usi pure.

CAMPANELLO

Quanto da fare in questa casa!

- Boungiorno. - Buongiorno.

Cadavere in putrefazione, carogna, cosa fai qui?

- Sapessi cosa mi è successo. - Vattene via.

- E' arrivata Sandra! - No! - Si!

Son proprio contento.

E' il minimo che può capitare a un amico come te.

E' mezz'ora che ho chiesto Roma. E' in linea, parli.

Pronto? Chi parla?

Non capisco! Non interrompa, per favore!

Cos'è un'interurbana?

- Signorina, che numero mi ha dato? 875492.

Mi ha risposto un ostrogoto. Forse c'è un contatto.

Resti in linea. - Va bene.

PARLA IN TEDESCO

Parli, signora. - Pronto, Ugo?

Ancora questa donna! Pronto?

Se ne vada, signora!

Mi scusi, è l'875492?

- Come? 875492?

Sì, è questo il numero.

Io non voglio parlare con lei.

Io ho diritto di parlare con chi voglio io.

Per favore, non seccare!

Come non seccare! Chi c'è in casa mia?

Sandra ha trovato Elke sola. A me non mi ha visto né sentito.

- In camera da letto, di sopra, c'eri tu. - Il tuo non è un colpo di genio.

- Il tuo è un colpo di sole. - Mi dispiace, non ho scelta.

Non ti farò questa cortesia nemmeno se mi spari.

Non c'è bisogno di spararti, ho un'arma più efficace.

- Se non mi aiuti, racconto tutto a Delia. - Quest'arma si chiama ricatto.

Ed io combatto ad armi pari, racconto tutto a Sandra.

Ah!

- Cos'hai? - Il cuore!

- Il cuore! Oddio! - Macché il cuore!

- Non fare lo stupido. - Oddio, il cuore!

Raimondo, su!

Si che queste cose mi impressionano!

- Non mi hai mai detto del cuore. - Sono rovinato!

- Se non mi aiuti, perdo mia moglie. - E io perdo la mia!

- Coraggio! - Non la perderai.

- Perché? - Lo dirò solo a Sandra, tua moglie non saprà mai niente.

- Chi me lo assicura? - Oddio, il cuore!

- Coraggio! Coraggio! - Oddio, la guancia!

- Lo sai che mi impressiono! - Tua moglie non saprà niente...

...perché farò giurare a Sandra di non dire niente.

- Ma tua moglie giura il falso? - Sì. Ah, il cuore!

Va bene, coraggio.

- Di' quello che vuoi. - Aiutami, Ugo.

Ti aiuto, ma tirati su.

- Tu eri di sopra in camera mia. - Va bene, ho capito. Coraggio!

- Con Elke. - Con Elke.

- Me lo prometti? - Te lo prometto.

- Il cuore, il cuore... - Coraggio!

- Mi dai la tau parola d'onore? - Ti do la mia parola d'onore.

Grazie, io vado al giornale.

PARLA IN TEDESCO

Voi siete un ladro!

Avete applicato la tariffa per la seconda categoria.

1.500 lire per questa caserma?

Noi abbiamo trovato una vera pensione...

...con tutti i comfort per 1.300 lire.

- Noi andiamo via. - Non immagina il dolore che mi sta arrecando.

- Andate via subito, vero? - No, non subito!

Lasceremo le camere alle ore 11 come dice il regolamento.

Ah, questi regolamenti! CAMPANELLO

E' diventata una casa squillo!

- Scusi, il bar rivuole le tazze. - Pensaci tu, vado in ufficio.

- E quelli? - Quelli se ne vanno.

- Son riuscito a mandarli via. - Meno male.

Stai attenta, non vorrei fregassero qualcosa.

- Dicono tanto degli italiani ma... - Penso io a tutto. - Mi raccomando.

- Se vuole, mi metto giù. - Non si inginocchi.

- E' inutile! - Ormai le ho telefonato, mia moglie sta venendo qui...

...per parlare con lei. - Non doveva coinvolgermi.

Se non ci aiutiamo tra noi uomini.

- Perché lei è un uomo. - Cosa sarei se no?

E' un uomo di mondo.

Quando uno chi fa cogliere in flagrante come lei...

- Insomma lei è un fesso! - Può anche capitare.

- Non deve capitare! - Non deve capitare... - No!

E quando sua moglie le ha trovato quella cosa nella borsa?

E' stata una combinazione!

- La combinazione della stenografa. - Era un mio corpetto.

Ha dovuto pure licenziarla!

Non ho mai chiesto la complicità di nessuno.

- Mai? - Mai!

E quella volta che ha telefonato sua moglie...

...e io Le ho detto che era a Spoleto, dov'era lei?

Al festival di Spoleto.

- Chiamiamolo festival! - Come chiamiamolo festival!

- Se avessi detto la verità... - Lei mi sta ricattando.

- Mi sta ricattando! - Per carità, direttore.

- Io mi butto in ginocchio. - Non faccia il buffone!

Basta!

Qualunque cosa succeda, un vero uomo deve dire la verità!

SQUILLI DEL TELEFONO

- Pronto? C'è la signora Pasottti.

La faccia entrare.

Eccola.

- Ciao, tesoro. - I miei rispetti, signora. Come sta?

- Scusi se la disturbo. - Ma per carità.

- Volevo sapere dove ha dormito stanotte questo porco! - A Spoleto.

- Già, a Spoleto. - Ne è sicuro'?

- Sì, sicurissimo. - Mio marito è bugiardo. - Lo so.

Ci siamo andati insieme.

E' venuto anche lui a Spoleto.

Ci siamo trovati là per una combinazione.

- Ecco. - E' vero?

Verissimo, sì.

- Se convinta adesso? - No. - Vuoi che ti dia la parola d'onore?

Pasotti, la parola di un giornalista è sacra.

Non la può impegnare per una cosa così futile.

- Non dicevo la mia, dicevo la sua. - La mia?

- Della mia non sa cosa farsene. - Questo è certo. Mi dà la sua parola?

Le ho già detto che la parola di un giornalista è sacra.

- Allora... - Ho capitol Non e vero niente!

- Siete bugiardi tutti e due. - Tesorino! - Signora, venga qua.

Vedrai che il direttore te la dà.

Gliela do.

- La mia parola. - D'onore?

D'onore.

D'onore.

- A che ora parte? - Tra venti minuti.

- Non potrebbe partire prima? - Non ci sono orari speciali per lei!

Quel Bitetti!

E pensare che ha una moglie così carina. Del resto, come lei.

Ma io ti sono fedele.

- Quando ho visto quella donna... - Eh, già. Immagino.

- Bionda? - Direttore, io non lo so.

- Come? - L'ha vista Ugo.

Accetti un consiglio da me che ho esperienza.

Non chi fidi mai delle apparenze.

Anche se trova una donna a letto con suo marito...

...pensi che potrebbe essere una rana. - Cosa? - E' una barzelletta.

- Gliela racconti. I miei rispetti. - Scusi per il disturbo.

Si immagini, signora.

Caro Pasotti!

Adesso cosa dici a Raimondo tuo?

- Porco! - Ma sono innocente. - Fammi il piacere!

Prestare la nostra casa a Ugo perché ci facesse i comodi suoi.

Non immaginavo che Ugo ci avrebbe portato una donna!

- Perché non ha dormito a casa sua? - A casa sua non c'è posto!

- Ci sono gli stranieri da Ugo. - Gli stranieri? - Turisti tedeschi.

- Gente venuta per Le Olimpiadi. - Cosa ci stanno a fare?

- Stanno lì a pensione. - Ma fammi il piacere!

- Delia è così gelosa della sua casa. - Delia non sa niente.

- E' stato Ugo perché aveva bisogno di quattrini. - Non si credo!

- Non ci credi? - No! - Queste sono le chavi della macchina.

- Vai a vedere. - Certo che ci vado.

E subito!

Raimondo, potrei ucciderti perché occupi la mia sedia...

...ma non lo farò perché mi sono tolto un grosso peso dallo stomaco.

- Figurati io! - Li ho cacciati.

- Cosa? - Ho cacciato i tedeschi, come nel 14 - 18! Via di casa!

Sono padrone della mia casa.

- Li hie cacciati? - Se ne vanno alle 11.

Hanno trovato una pensione che gli offre anche lo sconto!

- Meglio di così! - Allie 11? - Alle 11 vanno via.

Io faccio un salto in tipografia.

Pronto? Ah, è lei professore!

Meno male, siete ancora lì. Non se ne vada, professore.

Non esca di casa, non si muova.

Son Bitetti, il padrone di casa.

Voglio che restiate lì.

Mi dispiace, ma abbiamo già prenotato in un'altra pensione.

1.300 lire al giorno.

Un trattamento ottimo.

Grande colazione la mattina con miele, marmellata...

...due bustine di zucchero.

Se resta lì, le faccio uno sconto meraviglioso.

- 1.000 lire al giorno. - 1.000 lire?

800. - 800?

400! Con la colazione poi!

Un momento!

PARLA IN TEDESCO

PARLANO IN TEDESCO

Noi accettiamo, a questo prezzo rimarremmo tutta la vita.

Mi caccomando però...

...vogliamo una grande colazione con due bustine di zucchero.

Sì, professore.

Grazie.

PARLA IN TEDESCO

CAMPANELLO

- C'è nessuno? - Otto persone, non ci sono più camere.

E' tutto pieno?

- Povero Raimondo! - Perché?

Mio marito ha detto la verità.

Arrivederci e scusate.

Arrivederci.

- Quant'è? - 900 lire più le multe che mi ha fatto fare.

Va bene, ma aspetti. Forse ci sarà qualcuno da portare all'ospedale.

- Cosa fai nuda in casa mia? - Tu sei la sorella?

Macché sorella! Rispondi! Cosa fai in casa mia?

- Sono venuta qui con Ugo. - Ugo?

Gli uomini italiani soon dei lupi, le donne italiane sono delle tigri.

Se non volete che diventi una tigre, andatevene via subito!

- Lei chi è? - Cosa vuole?

Le camerae sono tutte piene, se ne vada in un'altra pensione.

Cos'è diventata casa mia? Un serraglio?

Qui siamo clienti regolari.

- Il padrone ha insistito per farci restare. - Davvero?

Lo credo, con queste qua!

Adesso lo sistemo io quel porco, quel maiale, quel lazzarone!

Chi è?

SQUILLI DEL TELEFONO

- Pronto? Qui "Mondo Sera". E qui "Delia Mattina".

Delia, che bella sorpresa! Come sta il bambino?

- Sono furibonda! Perché?

- Perché non sto a Santa Marinella, sono a Roma. - A Roma?

Sì! Chi è quella gente che gira per casa nostra?

Cosa stai dicendo? Gente in casa nostra?

Tu ci vedi male.

Qui ci sono degli stranieri, delle donne nude...

...e una specie di Hitler. - Adesso so chi mi ricorda!

- Assomiglia a Hitler! Cosa dici?

- Dico che assomiglia a Hitler. - Chi è?

E' Hitler. - Hitler è morto.

Lo so, scherzavo. E' il cugino di Hitler.

Cosa fa in casa nostra?

- Che ci fa? - E' un segreto.

E' un segreto.

- Un segreto che mi dovrai spiegare. - Certo, te lo spiego subito.

- Ti raggiungo a casa. - Fai venire lei qui.

Sei pazzo a lasciarla sola con quelli? E' pericoloso!

Pericoloso?

- E' pericoloso sì! - Buongiorno, sono Pasotti.

Stavo dicendo a Ugo che è pericoloso che lei resti lì a casa.

- C'è di mezzo la politica. - Cosa? - Venga qui e le spieghiamo tutto.

Certo che vengo e subito. - L'aspettiamo, venga subito.

- Cosa le dico adesso? - Arrivederci e bentornata.

Adesso come faccio?

Perché non se ne sono andati quei maledetti tedeschi?

Dovevano andarsene alle 11! RAIMONDO FISCHIETTA

Di' un po'...

- Non sarai mica stato tu? - Sì. - Sei veramente uno...

Dovevo difendermi da mia moglie.

- Piuttosto cerca una scusa per Delia. - Adesso che scusa trovo?

- Se un giornalista, inventala! - Quella arriva fra due minuti.

Con queste Olimpiadi troverà tutte le vie congestionate!

UGO RIDE Lascia stare!

Mi fai il solletico!

- Che cosa fai lì? Vai a prendermi una Coca Cola. - Subito, dottore.

Non ricominciare!

Tanto è inutile.

Lascia stare, ti dico.

- Tanto mia moglie non ci crede. - Io ho convinto la mia.

- Sì, ma la tua è cretina. - La tua lo è per averti sposato.

Come ti permetti? C'è un limite a tutto, sai.

- Cosa fai adesso? - Ti asciugo con il ventilatore.

Mi farai venire una polmonite. Raimondo, tu mi vuoi male!

- Hai finito di scrivere? - Sì, ho finito.

- Sei sicuro che sia vero tedesco? - Com'è vero che ho studiato francese.

Adesso bisogna trovare un nascondiglio segreto.

- Dove lo troviamo? - Nel tuo stipetto personale.

E lo chiami nascondiglio segreto?

Ricordi quello che ha nascosto i gioielli nel barattolo della colla.

- Li hanno anche ritrovati. - Ma dopo un anno.

- Non la beve, non la beve! - Perfetto!

- Chi è questa racchia? - La moglie.

- La moglie? - Sì.

- Non ti sembra troppo vecchia? - Son passati anni. - Non la beve!

Mettila insieme all lettere del corrispondente da Berlino.

- Vedrai che ci cascherà. - Ti dico che non la beve.

- Come? - Non la beve.

Quando viene tua moglie, stai tranquillo e fai il disinvolto.

- La fede! - Metti la fede.

RAIMONDO SI SCHIARISCE LA VOCE

Signora.

- Allora? - Allora tutto bene.

L'importante è essere uniti.

- Vedrai. - Che cosa?

- Quella cosa. - Quale cosa?

Non farmi parlare, Delia. Non posso dirti di più.

Non vedi in che condizioni sono? Però sarai orgogliosa di tuo marito.

Quando mi metto in testa di fare una colpo io... Chiedilo a lui.

Sì, ha un fegataccio!

Adesso sai tutto perciò calma, coraggio e soprattutto...

Soprattutto silenzio.

- E' un segreto. - Che segreto?

- Se è un segreto, è un segreto. - Sono qui per avere spiegazioni.

Ti ho spiegato tutto, anzi ti ho detto qualcosa di più.

Finora mi hai detto delle sciocchezze.

- Cora fa quella gente a casa nostra? no, Ugo! - Pensi agli affari suoi.

Ma sono affari suoi, anzi sono affari nostri.

E' stato lui a portare il cugino.

Tutte quelle persone sono in casa nostra per lui.

Tutto questo serve a preparare...

Ugo, non puoi!

Non hai il diritto di mettere in pericolo il nostro lavoro di mesi e mesi...

...per vantartene con tua moglie. - Lui si deve solo giustificare!

E' sempre stato così da quando ci siamo sposati.

- Mi sono sempre dovuto giustificare. - Non è una buona ragione.

- Se lei ti chiedesse di vedere il dossier... - Tesoro, vuoi vedere il dossier?

- Ugo, no... - Ugo, parla!

- Ugo, parla! - Silenzio.

UGO FISCHIETTA

- Vai a prendere una Coca Cola. - La beve lei? - No, la beve lei.

- Hitler...

- E' vivo. - Cosa?

- E' vivo. Ecco!

Ti è scappato, lo sapevo!

Di mia moglie possiamo fidarci.

Signora dimentichi, per carità!

Chi volete che creda a queste cretinate? Non la bevo!

Cosa ti dicevo?

Meglio se non ci crede così non ne parlerà con nessuno.

Guai se il professore...

- Che professore? - Il professore...

Il cugino di Hitler.

Abbiamo saputo da lui che Hitler è vivo...

...frugando nei suoi bagagli.

Non ci crede, vedi? Io glielo faccio vedere.

- Cosa? - Il dossier.

- No, Ugo! - Lasciami!

- Ugo! - Nel primo cassetto.

No, Ugo!

- Ecco, così sarai soddisfatta. - E' scritto in tedesco.

Te lo traduco io: "Ho parlato con Hitler".

- Interessante. - Dentro no!

- Tanto non capiresti. - Le lettere.

Non sei ancora convinta.

- Ti farò vedere le lettere. - Le lettere no, Ugo! - Sì, invece!

- Le lettere mandate a Berlino da Hitler. - Fammi vedere.

- Sono anche firmate Adolfo. - Firmate Adolfo?

- E quella che cos'è? - Questa non posso. - No.

- Ugo, dammela! - No! - Ti prego!

E questa chi è?

- Io non lo dico. - Chi è?

- Eva Braun. - Eva Braun?

- La conosci? - No.

E' un po' invecchiata. - Sono passati tanti anni.

Leggi dietro.

(in tedesco) Arrivederci, Eva.

- Se è viva lei, è vivo anche lui. - Ragazzi, allora dite sul serio?

Tua moglie crede che scherziamo.

Questo è il colpo giornalistico più importante degli ultimi anni.

E' capitato proprio a noi.

Noi sappiamo che Hitler è vivo e sapremo anche dove è nascosto.

- Chi lo dirà? - Lui. - Chi lui? - Il cugino.

- E il cugino lo dice a voi due? - Non a noi due. - E a chi?

- A me solo. - E perché?

- No, Ugo! - Perché?

Ugo, quello no!

- Ugo! - Si è dovuto iscrivere al movimento.

- Che movimento? - Come che movimento!

Qualche tempo fa su tutti i muri del mondo c'era questo segno.

- Si chi ne era l'autore? - No. - Il cugino.

Il cugino di Hitler.

Le persone che stanno a casa nostra fanno parch di questo movimento.

Ecco perché ho dovuto fingere di essere uno di loro.

Quindi mi sono fatto tatuare sulla schiena questo segno.

- Non va via? - No, è indelebile.

- Marchiato a fuoco. - Hai sofferto?

Ho sofferto le pene dell'inferno.

Cosa potevo farci? Non c'era altra via.

Un colpo del genere meritava questo e altro.

- Qualsiasi giornalista si sarebbe fatto anche scorticare. - Il direttore lo sa?

Certo che lo sa.

- Che cretino! - Il direttore? - Ma no, tu!

- Perché? - Potrebbe affidare il caso a un altro.

Che c'è?

Chi è quello stupido che si farebbe tatuare come me sulla schiena?

E per il compenso?

- Compenso? - Non hai chiesto di essere promosso?

Certo, ho dettato le mie condizioni.

Non ci credo, ti conosco been.

- Parlerò io con il direttore. - Non c'è. - Allora lo aspetto.

- Non credo sia a Roma. - E' andato a Parigi.

- E' andato a Parigi. - Ah, sì?

Salve, ragazzi! Boungiorno, direttore.

- E' già qui? - Son le cinque. Oh, c'è la signora Bitetti!

Non è in villeggiatura'?

- Perché lei a Roma'? - E' tornato da Parigi proprio ora.

- E' tornato con il jet. - Ha fatto bene a tornare.

- Vorrei parlarle. - Di cosa? - Dovrei farle vedere due bozze.

- E' meglio andare in ufficio. - La prego, si accomodi.

Dica sempre di sì.

- A che cosa? - A tutto.

Ma se mi domanda...

- Si accomodi, signora. - Grazie.

Eccoci qua.

- Mi dica. - Allora lo fa lui? - Che cosa, signora?

- Il servizio... lo fa mio marito? - Certi servizi li fa sempre lui.

- E quanto gli dà? - Lo veramente gli darei due anni di galera...

...ma non sono um magistrato... Scherzo, signora!

Scherzo.

- Cosa gli dove dare? - Un colpo simile vale almeno un milione di gratifica.

Un colpo in testa a chi dico io varrebbe molto ma molto di più.

Continue a scherzare.

Il direttore è proprio di buon umore.

E' stato a Parigi. Avrà fatto bagordi, follie!

Si tratta proprio di una follia.

Bisogna vedere questo colpo come riesce.

Sarebbe forse un colpo gobbo?

Il bassotto?

Il bassotto del Quarticciolo, il nano del Quarticciolo.

Non può essere il bassotto!

L'ho affidato a un altro quel servizio!

Non faccia finta di non capire. Si tratta che Hitler è vivo.

Appunto.

Cosa?

Lei ha detto questo a sua moglie?

- Si, signore. Ha detto che Hitler è vivo?

Sì, signore. - E io l'avrei incaricada di fare questo servizio?

Sì, signore.

E magari di stampare questa roba sul mio giornale?

Non si deve preoccupare, io manterrò il segreto.

Cosa devo fare?

Se Ugo riesce a provare che Hitler è vivo...

...gli dà una gratifica di un milione. - Gli do un miliardo!

Non scherzo, ho detto un milione e lo voglio sul serio!

Se Ugo scopre dove Hitler si nasconde, lei lo nomina redattore capo.

Lo nomino director al posto mio.

- E lei poi? - Non si preoccupi per me.

Se il mio giornale esce con un colpo simile, posso andare in pensione.

Mi faccia servizi come questo.

- Ma come? Non le basta questo? - A me sì, a suo marito no.

Caro direttore, devo spremermi il cervello per la mia mogliettina.

- Lei deve essere fiera di me. - Non ti pentirai di avermene parlato.

- Sandra è tornata? - Chi? - Sandra! - Si, è tornata.

- La saluto, direttore. - I miei rispetti, signora.

- Grazie, direttore. - Dopo venite qui.

Aspettatte, dopo...

Disgraziati.

SQUILLI DI TROMBE

Così? Le Olimpiadi dei nostri due mariti...

...si avviarono verso un promettente traguardo di conquiste.

Ugo e Raimondo, campioni italiani dei pesi pappagallo...

...puntarono al più ambito dei trofei con lo scatto di un Berruti...

...e l'eleganza di un D'Inzeo.

Tenaci e gagliardi, anzi gagliardoni.

Le mogli erano diventate le loro più accanite tifose.

Delia e Sandra campionesse di credulità...

...si preoccupavano solo di aiutare i mariti a cogliere la vittoria.

Vedrai quante cose scopriremo con questo bel registratore.

Come faremo a farlo funzionare quando il professore telefonerà?

E' un apparecchio che si applica al telefono.

- Funziona quando si alza il ricevitore. - Sicura che non ci sia nessuno?

- Certo, sono tutti alle Olimpiadi. - Come fai a saperlo se vivi da me?

Li ho visti alla finestra.

(voce di Ugo) Pronto, Bela Motel? Mi passi il direttore, per favore.

- Si capisce tutto. - Grazie! E' Ugo.

- Perché ha telefonato al Motel? - Non lo so.

(voce di Ugo) Mi servirebbero due camere per domani sera.

Come?

Siete pieni di tedesche? Si figuri noi!

Per me deve fare un'eccezione, sono amico del proprietario.

Son il dottor Ugo Bitetti, redattore capo di "Mondo Sera".

Potrò esserle utile anch'io se lei mi favorisce.

Non mi faccia dire di più, è un segreto.

Si tratta di un incontro clandestine, guai se ci scoprono!

Mandi via qualcuno.

Dica che deve venire un altissimo gerarca nazista.

Quelli sono tedeschi, si figuri se non li favoriscono.

Va bene, due stanze.

- Non ci hanno detto niente. - Ma allora?

- Ci sono! L'hanno agganciato! - Chi? Hitler?

Un altissimo gerarca nazista. Non può essere che lui!

- Ma allora sono in pericolo! - Ha detto: "Guai se ci scoprono".

Erano partiti come per an andare a fare una scampagnata.

- Lo hanno fatto per non preoccuparci. - Già, hai ragione.

Il mio Raimondo è un colosso.

E' Ugo che ha organizzato tutto.

- E noi stiamo lì a giocare con quel registratore. - Che vuoi fare?

Io andrei al Motel per essergli vicino.

Anch'io ma il mio istinto mi dice che si arrabbierebbero.

Ha dimenticato la macchina fotografica.

- Come farà? - Se non lo fotografa, non gli crederà nessuno.

- Sarà stata l'emozione. - E' pericoloso, ma bisogna aiutarli.

- Sì. - Portiamogli la macchina.

Hai sistemato tutto bene?

Ho fatto mettere la bottiglia di champagne in camera.

- Ragazze, uscite! - Fuori!

- L'acqua è fredda! - Potreste prendervi un raffreddore.

- Uscite! - Su, ragazze! Fuori!

- Ha ordinato lo champagne? - Non l'hai portato in camera?

Se non le sapete voi queste cose!

- Ugo! - Sì?

- Prendi la mia borsa al bar? - Bene, volo! - Grazie.

Sandra, bisogna cercarli però dobbiamo fare attenzione.

- Potremmo rovinare tutto. - E come facciamo? - Non lo so.

- Ugo! - Ah!

- Raimondo ha dimenticato la macchina. - Gli porteranno via l'automobile!

- Ma no, la macchina fotografica! - Sì, gliela riporto dopo.

- Come dopo! - Gliela riporto subito.

- Dov'è? Siete in pericolo? - Altroché! - Lo immaginavo.

- Siamo in una situazione difficilissima. - Lo sapevo. - Lo sapevi?

- Certo! - Come?

- Ugo, noi sappiamo tutto. - Tutto che cosa? - Tutto.

Cosa siete qui a fare e con chi.

- Davvero? - Mhm.

- Dite sul serio? - Apprezziamo il fatto che abbiate taciuto.

- Eh? - Siamo molto fiere di voi.

- State parlando seriamente? - Perché, non è giusto?

No, giustissimo.

Mi meravigliavo che foste diventate così comprensive.

- Era il minimo che potessimo fare. - Voi naivete rischiato la vita...

...per parlance con Hitler. - E' pericoloso per voi stare qui.

Che diavoli di donne che siete!

- Come lo avete saputo? - E' troppo lungo da spiegare.

Troppo lungo e pericolosissimo.

- Vi consiglio una cosa. - Cosa? - Sapete come è fatto Adolfo.

- Lo chiami così? - E' un tipo così scorbutico.

Ha un caratteraccio e poi è tremendamente invecchiato.

Bisogna prendere le cose con una certa calma.

Basterebbe un passo falso per rovinare ogni cosa.

- Stai attento, Ugo. - Tenga la macchina.

- Adesso ci penso io. - Stai attento. - Attentissimo.

- Ti è caduto qualcosa? - Cos'è?

- Niente. - Come niente!

- Questa è una borsa da donna. - E' vero. - E di chi è?

- Di Hitler. - Cosa?

- E' un regalo che Hitler ha fatto a Eva Braun. - Che sciocchezza!

Hitler non può permettersi di fare un regalo a sua moglie?

- Son sposati, si vogliono bene. - Si vogliono tanto bene. - Certo!

- Come io voglio been a te. - Ma sei impazzita?

- Delia! - Questo è per Raimondo!

- Scusi. - Io ti cavo gli occhi, mascalzone!

- Siete impazzite tutte e due! - Qui ci sono donne.

Certo, è un motel.

Ci sono anche quelle... sono che noi non le conosciamo.

- Ugo, abbiamo capito tutto. - Lo so che avete capito tutto.

Lo avete detto voi che siete qui per Hitler.

- La smetta. - Insomma, l'avete detto o no?

- Allora vi contraddite. - Siete qui con delle donne. - No.

- Qui c'è Hitler. - Sì.

- E' qui. - Sì. - Faccelo vedere.

Hitler si fa vedere così come una scimmia allo zoo.

- Credete si possa vedere così? - Non attacca, voglio vederlo.

Stai calma, non si può.

- Abbiate pazienza. - Adesso ci accompagna.

Stia calma! Ma chi è lei?

Ci accompagni un accidente!

Volute che ci ammazzino?

Stiamo calmi!

- Andiamo, Ugo. - No, andiamo... vado.

Qui stiamo marciando sul filo di un rasoio, capito?

E' una cosa pericolosissima, ci sono spie dappertutto.

Ora cercherò di convincerlo.

- Ve lo faccio vedere di nascosto. - Vai, vai!

Stiamo calmi.

- Guardiamo cosa c'è dentro. - Un portacipria e un rossetto.

- Adesso andiamo a bere qualcosa. - La scarogna nera!

- Come lo avranno saputo? - Ma chi? - Son arrivate.

- Ma chi? - Delia e Sandra.

- Sono giù nella hall. - Cosa facciamo adesso?

- Dove le mettiamo? - Nelle cabine.

Andate nelle cabine, sono arrivate le cattivone.

Le tigri! Le tigri!

- Tua sorella? - Sì, tua sorella.

Non muovetevi di lì finché non diamo il cessato allarme.

- Adesso cosa facciamo? - Disinvoltura.

- Come? - Così.

Bisogna stare attenti a non farsi vedere.

Ugo, non farti vedere.

- Muoviti. - Come faccio a farlo? - Come hai fatto al giornale.

- Ma l'ho fatto per scherzo. - Adesso lo fai sul serio.

Altrimenti lo scherzo ce lo fanno loro.

- Avete proprio deciso? - Sì.

- Volute proprio vederlo? - Sì.

E' pericolosissimo.

- L'avete voluto voi. - Non ce ne importa niente.

- Stai calma. - Si arrabbierà quando vedrà il servizio publicato.

- Chi glielo pubblica il servizio? - Cosa? - Lui non sa del servizio.

Non sa che siamo giornalisti, ci crede due affiliati.

- Ah, sì! - Non potete fotografarlo?

- Non vuole nemmeno essere visto. - E noi lo vogliamo vedere.

Ho capito, te lo faccio vedere.

- Però mi commando, caute. - Va bene.

Avvicinatevi alle persiane, io entro dentro...

...cercherò di distrarlo in qualche modo per farvene vedere almeno un pezzo.

La mia assicurazione sulla vita è nell'ultimo cassetto del comò.

Ugo, non esagerare.

- Signora. - Stai attento. - Sì.

PARLANO IN TEDESCO

- Delia. - Sì? - E se lo fotografassimo?

E' un'occasione unica!

Scatta.

- Non sparate! - Sandra ci ha fotografato.

Eccole là, scappano!

- Meno male, l'hanno bevuta. - Sì, mio Führer.

- Porteranno la foto al regional. - Tanto sono d'accordo col direttore.

Già! Allora filiamo.

E le ragazze?

- Bisogna pensare alla pace in famiglia. - Ma io ho creato un movimentino.

Qui bisogna fuggire, loro si arrangeranno con l'autostop.

Qui in Italia se non ci sono due belle ragazze niente passaggio!

Cosa vuoi che gliene importi di vedere due bei ragazzi.

- Sposta questa più su. - Stiamo impaginando.

Veramente toccava a Bitetti, ma sta lavorando con Pasotti.

- Lei sa, vero? - Sì, lo so.

Con tutte le belle ragazze che ci sono in Italia...

...questa mania provinciale delle turiste straniere.

Signor direttore, c'è quell'olimpionica che è già vendetta tre volte.

Ah, sì.

VOCI NON UDIBILI

Dopo questa possiamo chiudere la pagina.

Pronto, Ermelinda?

Sei ancora al giornale? Sai che dobbiamo partire?

Purtroppo non posso, sai come succede.

- All'ultimo momento... Inventi sempre una scusa!

- Ma quale scusa, è lavoro! - Son 30 anni che inventi scuse.

Io me l'aspettavo. So che non sopporti mia cugina.

Ci sono delle cose più importanti del matrimonio di tua cugina.

La situazione è complicata.

E piuttosto nera.

Sì, una faccenda molto grossa.

Pare che Hitler sia vivo.

E' un colpo sensazionale.

Quando mi portano la notizia, uscirà un'edizione straordinaria!

Mi fa piacere che tu capisca.

Buon viaggio e tanti auguri a tua cugina.

Ciao.

Arrivederci, io me ne vado. Ho un impegno.

Arrivederci, direttore.

- E' il servizio di Bitetti e Pasotti? - Bravo, hai indovinato!

- E il direttore se ne va. - Adesso me ne vado pure io.

- E se arrivano Bitetti e Pavarotti col servizio di Hitler? - Ci pensi tu.

Fai un'edizione straordinaria.

Titolo su nove colonne e dai risalto alla photo se c'è.

- Così finalmente diventi professionista. - Rimarrò qui tutta la notte. - Bravo.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Il direttore, per piacere. - E' andato via.

- Non c'é nessuno? - Si rivolga a quel giovanotto.

- Quello? - Sì.

- Sono la signora Bitetti. - E io la signora Pavarotti.

- Hanno fatto il servizio? - Stanno parlando con Hitler.

- Non possono muoversi. - Ho il rullino con le foto. - Grazie.

Portalo subito a sviluppare.

Prepara la prima pagina. il titolo su nove colonne.

E' un servizio speciale.

PARLA IN INGLESE

PARLA IN CINESE

PARLA IN SVEDESE

PARLA IN ARABO

PARLA IN RUSSO

Siamo arrivati.

Grazie e tante belle cose.

- Son tutti a pezzi. - Anch'io.

- Non vedo l'ora di buttarmi sul letto. - A chi lo dici!

- E guai a chi mi parla ancora di turisti. - Sono d'accordo.

Basta con i tedeschi!

Cosa c'è'?

Ma cosa...

- Ugo! - Raimondo! - Sedute!

- Per fortuna siete arrivati! - Sistema questi farabutti!

- E' una parola! - Cosa volete?

- Forse la colazione era cattiva. - Cos'è questa?

- E' un giornale. - Il nostro! Non vedi la tua...

La fotografia di Hitler!

"Hitler è vivo!"

- Oddio! - L'hanno publicato! E' assurdo!

- Perché assurdo? - Zitte, donne!

Chi ha scattato la fotografia?

Sapete dov'è Hitler?

- Come facciamo a saperlo? - E' stato tutti un equivoco.

- Poi le spiegheremo. - Che spieghi?

Voi volete tradire il suo nascondiglio!

Adesso noi sappiamo che il nostro Hitler è vivo.

- Heil, Hitler! - Oddio, mamma!

Noi fedeli ve lo impediremo!

Voi morirete!

- Non provi a toccare mio marito! - Assassini! - Silenzio!

- Ucciderò anche voi. - No, professore! La prego!

Io non sono un professore, sono il Colonello Von Kruber...

...segretiario generale del movimento neonazista...

...per la rinascita della grande Germania di Adolf Hitler...

...mio cugino.

Heil, Hitler.

- Heil! - Non facciamo scherzi!

- Quella storia l'ho inventata io. - Cosa? - Che avete inventato?

- La storia... - Lo diciamo per loro.

Io Hitler non l'ho mai visto neanche quando era vivo.

Siete bugiardi! Morirete!

- Quello della foto non era Hitler. - No, è Churchill!

Cosa dici! Ero io!

Guardi un attimo.

- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!

- Eri tu! Mascalzone! - Eravate con due donne!

VOCI CONCITATE

- Chi l'ha autorizzata a pubblicare questa cretinata? - Come le dicevo...

...ieri l'ho sentita dire a sua moglie che aspettava questa notizia.

E lei dà retta a quello che un marito dice alla moglie?

Mi faccia il piacere!

PARLA IN TEDESCO

- Cora stanno facendo quei due? - Stanno tappando tutte le fessure.

- Perché? - Per non far sentire le nostre grida.

Quelli ci ammazzano sul serio!

Sul serio ti ci ammazzo io! UGO GRIDA

- E poi torno da mia madre. - Torneremo tutti da nostro Padre.

Hai anche il coraggio di nominarlo?

Con quella bocca può dire ciò che vuole ma non mi incanta.

Bene, bene!

Noi non possiamo uccidervi con il revolver.

Troppo rumoroso!

Vi ammazzeremo con il gas.

PARLA IN TEDESCO

Mi piace la morte con il gas, mi piace moltissimo.

- Con il gas si muore! - Gli faremo vedere come si muore.

Faglielo vedere tu, io non lo so e non ci tengo ad imparare.

Una morte eroica, una morte bella.

Un desiderio prima di morire?

Si, tagliare la corda.

Va bene...

...ma prima mi darete l'indirizzo di mio cugino. - Ancora!

Allora... buona morte!

- Heil, Hitler! - Heil, Hitler!

- Grazie, molto gentili. - Sei impazzito?

- E lo ringrazi pure! - Certo e sapete perché?

Non potevano scegliere morte migliore.

C'è lo sciopero dei gasisti. - No! - Allora siamo salvi!

Così potremo ammazzarvi con le nostre mani.

Ti sembra questo il momento di parlare di vendetta?

PARLANO IN TEDESCO

- In partenza, professore? - Andiamo nella nostra Germania.

- Non torneremo mai più qui. - Sai che dolore!

(radio) Roma: la vertenza dei gasisti è stata composta questa mattina.

L'erogazione del gas è ripresa regolarmente alle ore 10.

- Io sento puzza di gas. - Ma no! - Anch'io!

E' suggestione, ne abbiamo parlato e adesso si sembra di sentirlo.

E' una suggestione che puzza di gas.

SANDRA TOSSISCE

Accidenti a te e al tuo sciopero!

Qui c'è un'aria purissima. Respira a pieni polmoni.

E' aria di montagna. UGO TOSSISCE

- Che c'è? - Niente, un colpo di tosse.

UGO TOSSISCE Ugo!

Aiuto!

Questa puzza non è mica tanto sana.

Non è possibile, c'è lo sciopero! Ho passato io la notizia!

Facciamo qualcosa, non possiamo morire così!

- Aiuto! - Dobbiamo raggiungere un'uscita!

Scioglimi il bavaglio. Forza!

Dai! Ancora!

Ancora un pezzettino.

- Cosa vuoi fare? - Ecco fatto.

L'ho letto sui libri gialli, ora con i denti ti sciolgo il nodo.

Ahi! Cretino!

- Speriamo che venga qualcuno. - Speriamo di no invece!

- Perché? - Se viene qualcuno, suona il campanello!

- E allora? - Allora la scintilla...

...fa scoppiare tutto!

CAMPANELLO

Come avete fatto a sapere che sono vivo?

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