All language subtitles for El Incidente S01 E05

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Original subtitles

Negli episodi precedenti...

Mi chiamo Alicia Riquelme.

E quando tutto ha avuto inizio, ero guardia forestale nella Valle del Cer.

Sono stata la prima ad accorgermi che stava succedendo qualcosa.

Qualcosa di terrificante.

Sono dentro.

E non ci sbagliavamo, è qui.

Abel!

ANALISI GLICEMICA

Ramón, Alzheimer.

Nacho era in coma, e lo sappiamo.

CARTELLA MEDICA

- Colpisce primi i malati. - I deboli.

Allora...

qual è la malattia di María?

Come sta il bambino? Sta bene?

Sta fin troppo bene. Sei incinta di sette settimane,

ma, per le dimensioni del feto, direi che sei almeno di dieci.

- Quel bambino non è mio figlio! - E' Adrián, Miriam.

Ti giuro, non è mio figlio, non so chi sia.

Non lasciarmi sola con loro.

Andiamo. Grazie, dottore.

Credi che il nonno stia fingendo di avere l'Alzheimer?

No. Beh, non lo so!

La tua famiglia va via da casa perché non può vivere con te, Nacho.

Non so più chi sei.

Sono tuo fratello.

Beh, io non ti riconosco.

Sara!

E' Sara. Si è buttata giù.

Devi aiutarmi, si è buttata dal pontile!

Non provo dolore.

Nessun tipo di dolore.

Esther. Che fai, Esther? Esther!

Che cosa mi succede, Pablo?

E' l'acqua.

Di sicuro dall'acqua non possiamo fuggire.

Se stavolta mi trova, mi uccide.

Cerca qualcuno?

Questa ragazza.

La conosce?

Sa dove sia andata?

Non ne ho idea, l'ho vista prendere l'autobus, ma non saprei.

Io voglio stare con te, e lo sai.

Che ti presenti alla porta e mi dici che mi ami.

E' questo quello che aspetto.

So che ci stai mentendo, nonno, puoi parlare.

Prima ti ho visto parlare con Nacho.

Perché, nonno? Perché ci menti? Cosa nascondi?

Non è finita, Alicia.

Ci saranno ancora più casi.

Papà, che fai?

Pronto.

Alicia Riquelme?

Sì, sono io. Chi parla?

Ho urgente bisogno di parlarle.

E' molto importante.

Pronto?

- Mi dica. - Sono...

sono l'ultimo sopravvissuto di Husavik.

Pronto!

Pronto!

Qualcuno di Husavik ha contattato la guardia forestale.

Devo sapere chi è stato.

E devo saperlo subito.

Potrebbero cadere fino a 9 mm cubi di pioggia e ci saranno anche forti raffiche di vento.

Solo il Mediterraneo sarà risparmiato dalle piogge, e le temperature...

saranno ancora in calo.

Tenetelo presente.

Nonno, cosa fai?

Rispondimi. Cosa fai qui?

Subsfactory e Las montañeras sono lieti di presentarvi:

El incidente - 1x05 - El final de la cuerda

Traduzione e sync: hope95, jesstrl, giuppi, gaiacaiello

Traduzione e sync: Giorgia Temerario, johanna.p, chiarii94

Revisione: humarub

Mamma!

Ciao.

Come sei bella, mamma!

Grazie, tesoro.

www.subsfactory.it

# Tanti auguri a te... #

# tanti auguri a Nacho! #

Buon compleanno, amore mio.

ESTATE 2012

Si mangia!

Non ho fame.

Mi si è rotta la fionda.

Non hai fame?

Ci penso io, adesso.

- No! No, basta! - Adesso hai fame?

Adesso hai fame, vero?

Basta, basta, smettila!

Hai fam...

Basta, basta, smettila!

Basta, basta, smettila!

Dovremmo sistemare il pavimento.

Sì.

Dovremmo.

Aspetta un attimo, Pablo.

Mentre ero in ospedale, sei stato molto vicino a Tania, vero?

Siete diventati buoni amici.

Beh, abbastanza.

Si fida di te?

Può essere.

Dove vuoi arrivare, Nacho?

Ho bisogno che parli con lei.

Voglio che mi aiuti a convincerla a perdonarmi.

I fratelli servono a questo, no?

Certo.

Mamma, ma che fai?

Aspetta.

Cosa c'è che non va? Ti sei alzata con la luna storta?

Sì.

Scusami, tesoro, mi sono alzata un po' con la luna storta.

Mi dispiace.

Ora ti preparo una spremuta, nonno, va bene?

- Buongiorno. - Buongiorno.

Stai bene?

Sì, perché dovrei star male?

No, niente.

E papà?

Non dirmi che è ancora a letto.

Se preferisci, non te lo dico, ma è così.

Cazzo, aveva promesso che mi avrebbe aiutato ad aprire l'officina.

Abel.

Sii paziente, dai.

D'accordo.

Papà.

No...

- Papà, devi alzarti, forza. - No! No!

- Papà, stai bene? - No, ti prego!

- No... no, no! - Che succede?

No...

Papà stai male, hai la febbre alta.

Vado a chiedere a Pablo.

Il nonno...

il nonno...

Che ha detto?

Niente.

Scotti da morire, Sara.

Non preoccuparti, ora avvisiamo Pablo.

Guarirai.

Non chiedermi scusa, è stato un'incidente.

Non credo che volessi colpirmi il naso di proposito, no?

Sì, ma non è solo per il naso.

E' che per colpa mia...

la nostra uscita è sembrata più una scenetta dei fratelli Marx che un film d'amore.

Allora, mi darai un'altra opportunità?

Certo.

Non te ne pentirai.

Stavolta sarà un appuntamento come si deve.

Ti porterò...

al mio ristorante preferito.

Quello con il panorama più bello di tutto il paese.

Non guardare...

ma quella tizia mi sta facendo venire la pelle d'oca.

Non ti avevo detto di non guardare, scusa?

Míriam?

Ma è molto simpatica.

Già, uno splendore.

Ma ha passato l'intera ricreazione lì a fissarmi.

Sarà rimasta a vedere suo figlio giocare.

Lui non lo ha nemmeno guardato, non so...

mi dà i brividi.

Non essere paranoica, tesoro.

Ci vediamo dopo.

Li hanno tirati fuori dal lago stamattina.

Hanno riempito almeno tre sacchi.

Ma col tempo nel lago si accumula robaccia, no?

Sì, con il tempo...

ma questo lago è stato ripulito meno di due mesi fa.

E non può essere successo il giorno della tempesta?

Ma è strano che abbiano tirato fuori solo oggetti di ferro...

perché hanno trovato solo cose metalliche.

Dunque, un attimo...

dite che nel lago c'è qualcosa che ha attirato tutto il metallo lì intorno?

- Come se sul fondale ci fosse... - Una grossa calamita?

Non sul fondale.

I sommozzatori mi hanno assicurato che gli oggetti non erano sul fondale,

erano come sospesi in superficie.

Sospesi?

- Il ferro non galleggia. - Sì, beh, a questo ci arrivo.

E' come...

come se l'acqua stessa fosse magnetizzata.

Acqua magnetizzata.

Queste sono sciocchezze che inventano per imbrogliare la gente e derubarla.

L'acqua magnetizzata non esiste.

Già.

Come tante altre cose che stanno accadendo qui ultimamente.

In quell'acqua c'è qualcosa che influisce sulla gente...

e dalle analisi non risulta.

Dai, forza!

Avanti, tutti in classe!

Forza!

Scusa.

Non volevo spaventarti.

Stai bene?

Sì.

Scusami, ma devo rientrare con i bambini.

Sei incinta...

vero?

Come lo sai?

Quella luce.

Non parlarne con nessuno...

ti prego.

Non l'ho ancora detto a scuola.

Non preoccuparti.

Puoi fidarti di me.

Potresti venire a casa mia, dopo le lezioni?

Ho molti vestiti da regalare di quando Adrián era piccolo.

Sì.

Passo uno di questi giorni.

Perché non oggi?

Ci vorrà un attimo.

No, oggi non posso.

Ho un impegno.

Allora un altro giorno.

Casa mia sarà sempre aperta per te.

Sempre.

Ciao.

- Mi dai quattro cornetti da portar via? - Sì.

Grazie.

Mi dici quant'è?

Il solito.

- Pablo, hai un attimo? - Sì, certo.

Mi scusi.

Lei è l'operai che era presente quando...?

Beh, sono stata io a trovare il cadavere del...

Ancora non ci credo, davvero.

Sì, che sfortuna.

Ascolti, ma cosa facevate nel lago?

Non eravamo nel lago.

Eravamo nel pozzo di sondaggio.

Come nel pozzo di sondaggio?

Ma se si trova a oltre 200 metri.

Com'è possibile che il suo amico sia caduto nel pozzo e sia riemerso nel lago?

Aveva dimenticato il casco ed è tornato al pozzo a cercarlo.

Io sono tornato a casa.

In realtà, non so come sia finito nel lago.

Non lo so, tremava ed era sudato fradicio.

Pensavo fosse dovuto a una crisi di astinenza.

No, no, è una normale influenza.

Scusa.

- Hai visto Tania? - Sì, sta sistemando le camere di sopra.

Grazie.

In realtà, c'è una forte epidemia di influenza.

Anche Sara è nella stessa situazione.

E lei mi preoccupa di più.

Alla sua età e dopo la chemioterapia, ha le difese immunitarie sotto i piedi.

La situazione è un po' delicata.

Fallo bere molto, d'accordo?

E se la febbre non si abbassa, dagli questo.

Ecco fatto.

Poi passo a vederlo.

- Grazie. - Figurati.

Dimmi, Rivero.

Ho localizzato il posto da dove ha chiamato quell'uomo di Husavik.

Non ci crederai...

ha chiamato da qui.

Dal nostro paese.

- Sei sicuro? - Sì.

Dalla cabina di fronte all'ostello.

Quell'uomo è nella Valle del Cer.

Credo che dovremo solo aspettare che si metta di nuovo in contatto con noi.

Sì.

E non credo che tarderà molto.

VEDIAMOCI SOTTO LA VECCHIA DIGA ALLE 13:00, VENGA DA SOLA.

CHIAMATA IN ARRIVO

Che cazzo è successo? Perché ci avete messo così tanto? Chi è quel tizio?

Ti invio la sua foto.

- Un'altra volta, questo figlio di puttana? - E' ora che trovi una soluzione.

E' in paese, sai già cosa devi fare.

- Spero che non fallirai di nuovo. - Come...

Ciao.

Ciao.

Come sta Sara?

Si sente male. Le sto preparando una spremuta.

Volevi qualcosa...

o non hai altro di meglio da fare che guardarmi?

E' per Nacho.

Sta passando un brutto momento.

Cosa vuoi dirmi, Pablo?

Pablo?

Niente, vuole che tu gli dia un'altra opportunità.

Fantastico.

E vieni tu a chiedermelo?

Mi dici anche perché dovrei dargliela?

Ti ho fatto una domanda, Pablo.

No, no.

Non lo farò, non lo farò, cazzo.

Senti, sai una cosa? Vedetevela voi.

A domani, allora.

- A domani. - Ciao.

- Ciao, tesoro. - Ciao.

- Com'è andata? - Bene.

Bene?

- Ciao, papà. - Ciao.

Cosa fai qua?

Sono venuto a portare questa a Hugo.

Caspita!

Una fionda!

E' uguale a quella che mi si è rotta.

- Ti piace? - Sì.

Andiamo a colpire le lattine oggi pomeriggio?

- Posso, mamma? - Poi vediamo, fila in macchina.

Lo so.

Avrei dovuto avvisarti.

Mi dispiace.

Beh, se lo sai, perché non l'hai fatto?

Tania...

mi mancate molto tutti e due.

Magari potremmo andare insieme a fare merenda dopo.

Non so, Nacho.

Credo sia meglio fare le cose con calma, per adesso, d'accordo?

Va bene.

C'è qualcuno lì?

Dove sei?

Salve, buongiorno. Mi può portare un tè?

Ma sei stupido?

CASA DI RIPOSO

Non è vero, no?

Non vorrai portare il nonno a un ospizio?

Non hai neanche le palle di rispondermi!

Lo avresti fatto a mia insaputa?

Martina, ho appuntamento con loro oggi pomeriggio.

Che cosa?

Sono sconvolta, scordatelo.

Mi dispiace, Martina, mi dispiace, ma la decisione è presa.

Non si torna indietro.

- Devi fidarti di me. - Col cazzo, Abel!

- Non ti lascerò farlo. - Mi dispiace, ma tu sei minorenne, capito?

Non puoi fare nulla.

Magari non fossi tornato, Abel.

Non mi stupisce che papà ti abbia cacciato di casa.

E che Daniela ti abbia lasciato.

Ti odio.

La lascio, ma non gridi, la prego.

Non le farò del male.

L'ho chiamata io ieri sera.

Sono il sopravvissuto di Husavik.

Non abbiamo molto tempo.

Non può raccontare a nessuno quello che sto per dirle, capito?

Cos'è successo a Husavik?

Quello che succederà anche qui...

se non fa qualcosa.

Io ero lì.

E ho visto tutto.

Mi hanno mandato a indagare.

Prima, le guarigioni.

Poi, i comportamenti strani.

Sembrava una normale influenza...

ma poi...

hanno cominciato a organizzarsi.

A organizzarsi?

Chi?

Credo che sia stata seguita.

Mi ascolti bene.

Sono stati loro a provocare la tempesta...

i livelli di umidità...

la quantità di fulmini. Tutto perfettamente uguale.

Vada via da qui.

Andatevene.

Salvi tutti quelli che può...

prima che sia troppo tardi.

Aspetti, la prego!

Tieni.

Posso andare a giocare con la fionda con papà?

Ti ricordi quando hai detto che svegliarsi dal coma era una cosa complicata?

Sì, certo che mi ricordo.

E avremmo dovuto dare del tempo a papà, perché tornasse a essere come prima?

Sì.

Beh, avevi ragione.

Comincia a tornare in sé.

Beh, so che non è giusto quello che ha fatto...

ma non pensi che dovremmo perdonarlo?

Mangia lo yogurt, forza.

Che fai?

Sistemo il pavimento.

E' il mio modo di ringraziarti per avermi accolto.

Allora, se vuoi, mettiti a imbiancare casa, che serve.

Sto scherzando.

Dai, fatti dare una mano. Vediamo un po'.

Cosa devo fare?

Provaci tu. Io reggo le tavole.

D'accordo.

- Allora, prima qui? - Sì.

Va bene.

Ecco fatto.

- Ora? - Qui.

Adesso qui, poi qua.

Non provo dolore.

Nessun tipo di dolore.

Cazzo, scusa, Nacho, mi dispiace!

Ti dispiace per cosa?

Fermo!

Stai commettendo un errore.

L'errore è stato lasciarti vivo, figlio di puttana.

Sono stato...

a Husavik.

E...

ho scoperto...

la verità.

Parla!

Parla!

Cazzo.

Il numero da lei chiamato non è al momento raggiungibile. Lasci un messaggio.

Julián.

Sono María.

E' che ho bucato la bici sulla strada del bosco.

E non so dove mi trovo.

Ti prego...

chiamami. Aspetta!

Aspetta!

Sono al chilometro...

dodici.

Ti prego...

vieni a prendermi.

BATTERIA SCARICA

Ricordi che le visite sono possibili dalle 18:00 alle 20:30.

Tranquillo, qui starà bene, vedrà.

Vero, Ramón?

Qua si farà molti amici.

Mi scusi, di notte le porte vengono chiuse?

Ovviamente, e nessuno può entrare senza permesso.

Certo, e uscire, invece?

No, nemmeno uscire.

Sul serio, non si preoccupi.

Le posso assicurare che suo nonno non è mai stato così al sicuro in vita sua.

Beh, nonno, allora...

stammi bene, d'accordo?

Ti voglio bene.

SALA DI RIPOSO

SALA DI RIPOSO

- Mi sono divertito tantissimo! - Sì?

Veramente?

Bene.

Aspetta, papà, non andare via subito.

Voglio farti vedere il disegno di cui ti dicevo.

Quello del dinosauro.

Posso, mamma?

Sì, certo.

Entra, non c'è bisogno che rimani sulla porta.

Ti ricordi di questa canzone?

Vagamente.

C'è odore di bruciato.

Non trovo quello del dinosauro. Ma ci sono questi.

Ti piacciono?

- Sì. - Beh, di sopra ne ho altri.

Vuoi venire a vederli?

Sì, sì, salite.

Vieni, forza. Dai, andiamo.

Ti piaceranno un sacco.

Eccomi!

Si è arrabbiato perché ho centrato più lattine di lui con la fionda.

Avresti dovuto farlo vincere.

Certo, l'ho fatto...

ma purtroppo è una schiappa.

Hugo aveva così tanta voglia di giocare con te.

Mi fa molto piacere che siete stati bene.

E invece noi, Tania?

Che posso fare per farmi perdonare?

Non ti devo perdonare nulla.

Ho solo bisogno di tempo.

Di tempo già ne ho perso troppo.

Due anni della mia vita.

Devi perdonarmi, Tania.

Non posso stare senza di te.

No, Nacho, no.

Se non posso averti...

sarebbe stato meglio restare in quel letto...

per sempre.

Per fortuna, ti abbiamo visto.

Poverina.

Da sola, nelle tue condizioni.

E tra un po' sarà buio.

Forse...

dovrei aspettare Rivero, perché...

se non mi vede si preoccuperà.

Non dire sciocchezze.

Sicuramente, non ha neanche visto il messaggio.

E' Rivero.

E' arrivato.

Scusa se ho fatto tardi.

Stavamo cercando degli escursionisti, e non c'era campo.

Ana.

Stai bene? Che succede?

No...

no, no. No...

in realtà, non so neanche perché ti sto chiamando.

Solo che...

ho avuto una giornataccia...

e...

siccome ho visto la luce accesa dalla finestra, ho pensato che forse...

non so, neanche tu riuscivi a dormire.

Infatti.

Scusami, Pablo...

scusa, non avrei dovuto disturbarti, mi dispiace.

No, no, aspetta. Non riattaccare.

Aspetta.

Non riattaccare.

In realtà, anch'io ho bisogno di parlare con qualcuno.

Oggi non è stata una buona giornata...

te lo assicuro.

Davvero?

Come mai?

Scusami.

Non volevo spaventarti.

Ma non posso smettere di guardarti.

Non riesco ancora a credere che sono di nuovo qui con te.

Grazie per avermi dato un'altra possibilità.

So di averti reso le cose difficili.

Ma ti giuro che farò in modo che ne valga la pena.

Lo giuro.

Ammucchiata!

No. Fermo, papà, fermo, no.

Fermo, papà! Fermo, fermo, fermo...

- Fermo, papà, lasciami. - Un'ammucchiata, eh?

- Lasciami. - Un'ammucchiata, eh?

Eccoti l'ammucchiata...

AUGURI!

AUGURI!

Martina? Sei tu?

Cosa c'è? Oggi non fai colazione?

- Dobbiamo parlare. - Perché?

Per stupide scuse sul perché hai portato via il nonno? No, grazie.

Credi che non mi pesi? Che non ci abbia pensato tutta la notte?

Allora perché lo hai portato via?

Non capiresti.

- Certo, siccome sono scema. - L'ho fatto per proteggerti, capito?

Proteggermi da cosa? Dal nonno?

Fammi il piacere, Abel.

Papà, io vado, intanto. Ci vediamo in officina.

MALATO DI MENTE FUGGE DAL MANICOMIO DI VEGAFUENTE.

Non può essere.

Malato di mente fugge dal manicomio di Vegafuente.

E' lui, è il sopravvissuto di Husavik! Quello con cui stavo parlando.

Quindi, che succede? Era tutto falso?

Era solo un pazzo?

- Se la sono bevuta. - Okay, ti richiamerò.

No, aspetta, non riattaccare.

Chi era quell'uomo?

- Mi ha detto che... - Non è affar tuo.

Sì, certo, lo so.

Ma mi ha detto di essere stato a Husavik.

Lavora per noi?

Ho ucciso uno dei nostri?

Non ha retto la tensione.

La missione era troppo dura per lui e abbiamo dovuto cacciarlo.

Non l'ha accettato. Si è infuriato ed era imprevedibile.

Non chiedere altro.

Richiamerò.

Attenzione, Alicia, mi riceve?

Forte e chiaro. Parla.

Ci informano di una frana vicino l'accesso al campo dei fichi.

Una frana?

Ci hanno appena chiamato. Dicono che è come se si fosse aperta la terra d'improvviso.

Non ne azzecco nessuna, eh?

- E' che... - Manco a dirlo.

Vieni qua con noi, Pablo.

Ciao.

- Come va? - Bene.

Vado in cucina, torno subito.

Dicevo a Tania che avrei tanta voglia di andare a nuotare al lago con te.

Come facevamo una volta.

Sembrano fantastiche.

Sì? Per quanto ci provi, non mi vengono bene come quelle di Carmen.

Attento che scotta.

Beh, non so come le faccia la tale Carmen, ma queste sono buonissime!

La tale Carmen?

Ma è la sorella di mamma.

Forse non lo ricordi, ma da piccolo ti rimpinzavi delle sue crocchette.

Beh, è quello che ho detto, che sono all'altezza di...

di quelle di zia Carmen.

Com'è successo?

Non so. E' successo all'improvviso, circa un'ora fa. E ora sono tre.

Alicia.

E quella buca?

Resta lì, Daniela.

- Buonasera. - Buonasera.

Salve.

Dannazione!

Mamma mia, non si vede il fondo.

Quant'è profonda?

Stavamo per misurarlo.

Avevamo un misuratore laser, ma s'è rovinato. Sono andati a cercarne un altro in municipio.

Per ora, useremo il metodo tradizionale, che funziona sempre.

Un metro...

tre metri...

cinque metri.

Dieci metri.

Quindici metri.

Venti metri.

Questa buca è senza fondo.

Venticinque metri.

Trenta metri.

E' arrivata al fondo?

No.

E' finita la corda.

Aspetta. Mi hai fatto venire qui per chiedermi queste stronzate?

Sì, e non mi hai ancora risposto.

Beh... ti rispondo subito.

No.

Assolutamente, no.

I lavori delle terme non hanno nulla a che vedere con le buche del bosco,

né con nessun'altra delle tue stupidaggini.

Soddisfatta?

Beh, non tanto.

Sindaco, glielo diciamo perché certi lavori possono provocare danni.

Una volta a casa di mio zio si è rotta una tubatura...

- Scusate. - L'unica cosa che voglio sapere

è se i documenti sono in regola.

Se stanno trivellando nei posti giusti e se i permessi sono legali. Solo questo.

Non so se ho capito bene quello che stai cercando di dirmi,

ma è certo che non mi piace neanche un po'.

Senti, Isidoro.

Ci conosciamo da un pezzo.

Alicia, fatti un favore.

Non pestarmi i piedi.

Me ne vado, ho cose più utili da fare che star qui ad ascoltare idiozie.

Sistema la storia delle buche, e basta.

Queste cose capitano in molti posti e non hanno alcuna importanza.

Spero che tu abbia ragione, per il tuo bene.

QUALCUNO DEVE FARE QUALCOSA.

INVIO DOCUMENTO PER POSTA ELETTRONICA.

OGGETTO: STRANI FENOMENI A VALLE DEL CER.

CARTELLE INFETTE.

No, no, no, no.

Che succede?

Cazzo.

Merda.

Pensa, Daniela, pensa.

"Zio, ti scrivo per posta,

"perché penso che qualcuno sia entrato nel mio PC.

"Potrebbero cancellare, o peggio...

"manipolare ciò che invio.

"Succede qualcosa di strano in paese.

"E qualcuno vuole che non si sappia.

"Sono certa che il sindaco questa volta non c'entra niente.

"E' qualcosa di diverso. Più grande di lui.

"Insieme alla lettera, ti invio un articolo scritto a mano.

"Lì troverai tutto quello che ho scoperto finora."

Grazie mille.

Non so cosa succede, zio Leo.

Ma sono sicura che è grave.

Non ricordava il nome di tua zia?

Beh, ma magari dopo due anni di coma...

questi lapsus sono normali, no?

Ma non quel genere di lapsus.

Dai, zia Carmen è vissuta con noi dieci anni prima di morire.

Mi sono consultato con un mio collega neurologo.

Potrebbe avere delle lacune su fatti recenti,

ma non su ricordi impressi dall'infanzia.

Si tratta di altro.

In che senso?

E' come mi ha detto Abel.

Suo nonno era lui, ma non sembrava esserlo.

All'inizio non lo capivo.

Così come non capivo Miriam, quando urlava che Adrián non era suo figlio.

Senti...

cerchi di dirmi che non sono loro?

- Che quello non è Nacho? - Sì, sì, è lui, solo che...

E' complicato. E'...

parla come lui, ride come lui...

ma all'improvviso lui scompare.

Sembra un'altra persona, non so, è...

sembra un estraneo, cazzo.

Non so, mi sembra il solito.

Già, ma contano i dettagli.

Sono...

alcuni sguardi, alcune reazioni, alcuni gesti.

E te ne accorgi solo se conosci bene la persona.

Quando la conosci da tutta la vita.

Ne hai parlato con Tania?

No.

Tania!

Tania!

Tania!

Tania!

Tania!

Tania, apri, per favore, so che ci sei.

Buon pomeriggio.

Non puoi stare qui.

Sono venuta a vedere mio nonno, Ramón Santos.

Oggi tuo nonno ha un controllo con il medico.

Non ho fretta.

Non credo tu abbia capito.

Non vedrai tuo nonno oggi.

Ti accompagno all'uscita.

Conosco la strada, grazie.

Prego, tesoro.

E' stato un piacere.

Che succede?

Se facessi bene il tuo lavoro, lo sapresti.

Il nostro contatto alle poste ha intercettato una lettera diretta alla stampa.

Prima il dottore, poi la guardia forestale.

Ora una che gioca a fare la giornalista.

- Non capisco come sia successo. - Ma cosa stai combinando?

- Tranquillo, me ne occupo io. - No. Non ti occupi di niente, sei fuori.

Hai 24 ore per lasciare il paese.

No, aspetta.

Non è stata colpa mia.

E' sempre più difficile controllare tutto, quelli colpiti aumentano...

ed è sempre più difficile tenerlo segreto.

Mi serve aiuto, manda qualcuno.

Sì, manderemo qualcuno...

ma per sostituirti.

Perché ho fatto troppe domande, vero?

Hai ventiquattr'ore.

No, aspetta.

Ci penserò io, che ti piaccia o no, poi fai come vuoi.

E' arrivato il momento di fermarti, cara mia.

Rispondi, Abel, per favore.

Ciao.

Guarda, ho una cosa per te.

Vediamo.

Che bello, mi piace un sacco!

Mamma.

Quanto sei bella, mamma.

# Tanti auguri a te! #

ESTATE

E' pronto!

Non hai fame?

- Non hai fame? - No. Fermo, fermo. Fermo!

Alicia, sono Pablo. Chiamami non appena ricevi questo messaggio.

Ho scoperto qualcosa su Nacho.

Mi sbagliavo. Non è che si sta comportando in modo strano. Non è lui, Alicia, non è lui!

Sta studiando! Sta imparando come essere mio fratello.

Papà, è tornata Martina?

Cazzo, papà, non la trovo! Almeno ha chiamato?

Non ha chiamato nessuno qui.

Perché ti preoccupi?

Sarà in giro con qualche amico.

Se fosse un giorno diverso, ti avrei dato ragione, ma oggi no.

Non fa niente, lascia stare. Ci penso io.

Cazzo!

Ho paura.

Non capisco cosa stia succedendo, Abel.

Il nonno cammina.

E non sembra lo stesso.

Ho paura, Abel, qua sono tutti molto strani.

Scusami se non ti ho creduto.

Rimani qui, papà. Vado a cercare Martina, va bene?

ANTIVIRUS ATTIVO DISATTIVARE

ANTIVIRUS DISATTIVATO

USB INSERITO NELL'UNITÀ D:

CARTELLE INFETTE.

Ciao.

E' crollato.

Ci è rimasto così male, oggi.

Che succede?

Niente.

Pensavo.

Stiamo bene, vero?

Suppongo di sì.

Non vorresti stare ancora meglio?

In che modo?

VIETATO L’INGRESSO AI NON ADDETTI

Sono io, nonno.

Hai visto Martina qui?

Per favore, nonno, guardami.

Ormai non puoi più fermarlo.

Sara.

Sara, sei lì?

Cos'è questo?

Dove cazzo vai a quest'ora, Nacho?

Quella notte è stata l'inizio della fine.

Sono entrati nelle nostre case.

Hanno contagiato mio marito, i miei amici...

tutti.

4 MESI DOPO...

In pochi giorni, a Valle del Cer non rimaneva nessuno con un'ombra di dubbio negli occhi.

Nessuno aveva più dei sentimenti.

Io e Rivero siamo rimasti nascosti per tre giorni,

fin quando siamo riusciti a scappare e siamo andati a cercare di María.

Rivero viveva con l'ossessione di trovarla.

E ci siamo riusciti.

Quattro mesi più tardi.

Siamo rimasti insieme nascosti fino alla nascita del bambino.

Andrà tutto bene. Te lo prometto, amore mio.

Resisti ancora un po', ti prego.

Alicia!

- Alicia! - Arrivo.

Alicia!

- E' ora? - Sì, sì.

Dai María, sta per nascere.

Forza.

Spingi, María.

Spingi, dai, ci siamo.

Spingi, ci siamo.

Forza!

Ancora.

- Spingi! - Ancora un po'.

Un po' anc... Ce l'ho, eccolo! Ce l'ho! Forza! Eccolo! Eccolo! Eccolo!

Ecco fatto, María.

Eccolo qua.

- Coprilo, coprilo. - Non piange.

E' vivo?

Sì, è vivo, ma non piange. Mettiglielo sopra.

Così. Guarda.

Apri le gambe, tesoro.

- Apri le gambe. - Forza, prendilo.

E' il nostro bambino, amore mio.

Ti amo.

Ecco fatto.

María!

María.

María.

Rivero.

Dobbiamo andare.

Prendi il bambino.

E' morta, dobbiamo andarcene.

Non so chi sia stato e che tipo di esperimento macabro fosse...

ma dietro dev'esserci gente con molti interessi e tanto potere.

Dal giorno della tempesta, a Valle del Cer tutto è cambiato.

Il mondo è cambiato.

Non riesco a immaginare Tania, Pablo...

Abel o Rivero come uno di loro.

L'unica possibilità era imitarli.

Perciò sono ancora viva.

So di non essere l'unica...

e mi aggrappo a questo per andare avanti.

Cerco nella gente un segno di dolore...

una lacrima...

o un sorriso.

Mi chiamo Alicia Riquelme.

E finché avrò un briciolo di vita...

lotterò per ritrovarli...

e per scoprire la verità.

Grazie per aver seguito El Incidente con i nostri sottotitoli!

Papà! Papà!

Papà!

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