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(Massimo) La vita è ingiusta.
(Massimo) Nessuno lo sa meglio di me.
(Massimo) La vita non mi ha mai dato niente.
(Massimo) Prima di addormentarmi, mi chiedo che ho fatto per meritare questo,
ma non trovo mai una risposta perché non c'è.
(Massimo) Provo solo tanta rabbia e allora vorrei cancellare tutto
essere come un fuoco, un fuoco eterno che non si spegne mai
per bruciare tutte le cose brutte, tutte le ingiustizie,
tutto il male del mondo, tutto il dolore.
(Massimo) Ma un fuoco così non esiste.
- Entrate. - Buonasera.
Buonasera.
Bu!
Come stai?
- Buonasera. - (paziente) Ciao.
- Che cos'è? - Aprilo.
(Massimo) Mm?
(infermiera) Massimo.
(infermiera) Buonasera, signore belle. Come andiamo?
I regali migliori sono quelli che non ti aspetti, no?
Così leviamo quella a casa in cui sembro una scimmia.
- Tu sei una scimmia. - Se io sono una scimmia,
tu che puoi essere se non una mamma scimmia?
Tu sei bello.
Quando sorridi, sei ancora più bello.
Mi prometti una cosa, Massimo?
Che cosa?
Che non lasci la scuola
e che non ti metti nei guai.
Scusa, mamma. Perché dici queste cose?
Tu sei qua.
Controlli tu che vado a scuola.
(segnale di battito cardiaco accelerato) Mamma?
- Mamma, che c'è? Cristina! - Che succede?
- Mamma? - Carmelo!
- Mamma, respira! - Stai calma!
(infermiera) Stai calma, Michela. Respira con calma.
- (infermiere) Massimo... - Mamma...
(voci non udibili)
(voci non udibili)
Aaah!
Ah!
(canzone) Vivo finché l'anima mi prenderà fuoco
(canzone) Quando sono freddo, mi riscaldo da solo e noi
(canzone) Degli eroi vestiti d'amore e di odio.
(canzone) Se ho paura, so che sono vivo e non morto
(canzone) Però ho capito che le leggende non sono per sempre
(canzone) Forse sbaglierò tutte le strade
(canzone) E non so se terrò l'equilibrio prima di cadere
(canzone) Io sarò uno come noi
(canzone) Questi vecchi muri sembra che non hanno età
(canzone) Siamo fiori in mezzo al cemento
(canzone) E forse un po' lo siamo da sempre
(canzone) Io che sono un punto perso in questa città
(canzone) Che non mi ha mai dato niente
(canzone) E che mi chiedo da sempre chi verrebbe a cercare uno come noi.
(canzone dal registratore) Un gatto bianco con gli occhi blu
(canzone) Un vecchio vaso sulla TV
(canzone) Nell'aria il fumo delle candele.
(Michela canta) Due guance rosse, rosse come mele.
(canzone dal registratore) Ha un filtro contro la gelosia
(canzone) E una ricetta per l'allegria
(canzone) Legge il destino, ma nelle stelle
(canzone) E poi ti dice solo cose belle
(canzone dal registratore) Ma-ma-ma... (sveglia da cellulare)
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Nel mio futuro che cosa c'è?
- (canzone) Sarebbe belo se fossi un re. - (Massimo) Ma'.
(canzone) Così la bionda americana
(canzone) O si innamora o la trasformo in rana.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Che c'è? Hai dormito male? - No, ho dormito bene.
Ho fatto il caffellatte, ti piace tanto.
(canzone dal registratore) # Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma.
- Che sono quelle? - Eh... vitamine.
- Perché? - Perché mi sento un po' debole.
Ci vediamo stasera perché oggi ho il doppio turno.
Il pranzo è già pronto nel frigo.
(canzone) # Non ho una lira, però vorrei
(canzone) Comprare il cielo per darlo a lei. Ci devi...
Buon compleanno, amoroso!
- Ciao!Come stai? - Bene, tu?
- Bene. Buon compleanno, cazzo. - Auguri.
- Grazie. - Quest'anno ti ho fatto anche il regalo.
- C'è anche la dedica. - "Benvenuto nel club dei 17."
- Sì. - Ci ha pensato tutta la sera.
- Ma è sottolineato. - Ho capito, ma fino a pagina venti.
Il resto è buono.
Sto scherzando perché il tuo vero regalo...
è questo.
(clacson)
- (Andrea) Auguri! - (Marco) Buongiorno.
- Allora? Ti piacciono? - Sì.
- Non sembri convinto. - Auguri, bello.
Grazie, Andrea.
- Ciao, Andrew. - Ciao.
- Auguri, cazzone. - Grazie.
(Nicola) Andrea... I compiti.
- Prego. - Grazie.
- Come ti va di fargli i compiti! - Si vede che non hai un fratello.
Allora, che dici?
- (Nicola) Ciao, Saretta. - Ciao.
- Ciao. - (Viola) Quella macchina?
- (Nicola) Che cazzo è questa macchina? - (Marco) Che macchina! Bella.
(autista) Ehi, Jean.
- Grazie. - Prego.
Non è carino che lo stiamo fissando tutti.
- Facciamoci gli affari nostri. - Sì.
(campanella)
- (Luana) Qualcuno sa chi è? - È Liberati.
- Non dirmi che è quel Liberati! - Sì, è quel Liberati.
- Io lo conosco. - (Luana) Sembra già più carino.
- (Luana) Perché non me lo presenti? - (Nicola) No.
(Andrea) Dai, andiamo?
- Andiamo al posto nostro? - Sì.
- (Marco) Venite da me dopo pranzo? - (Andrea) Sì.
- No, io... non posso. - Perché?
- (Andrea) Tutto bene? - (Massimo) Sì.
(Massimo) Però quella stronza di mia madre ha dimenticato il mio compleanno.
I 17 anni sono l'anno dell'inutilità per eccellenza.
A 14 anni prendi il motorino, a 16 prendi il 125,
a 18 prendi la patente e invece a 17 non prendi un cazzo.
- Neanche a 15. - Che cosa?
- Non prendi niente a 15 anni. - È vero, non prendi niente a 15 anni.
(Marco) Vabbè, neanche a 15 anni prendi niente, in effetti è vero.
(Andrea) Facciamo due chiacchiere con lui?
(Marco) Stanno già andando le due iene.
- Ciao, Jean. - Ciao, Jean.
Ciao.
(Luana) Come va questo primo giorno di scuola?
- (Jean) Bene, credo. - Hai una macchina bellissima.
Grazie, non è mia. È di mio padre.
Vuoi vedere che questo il primo giorno di scuola si ambienta?
- (Fabio) Ahò, Jean! - Ecco. Hai parlato troppo presto.
- (Luana) Andiamo in bagno. - (Fabio) Quindi sei figlio di Liberati.
- Che cazzo ci fa uno come te qui? - Questo rompe il cazzo di prima mattina!
- (Fabio) Ci senti? Parlo con te! - Fabio, mollalo!
Stavamo facendo amicizia, no? È vero?
Jean di 'sto cazzo!
È appena arrivato e già gli rompi le palle?
Vabbè, ho capito. Andiamo a fumare.
Secondo me, questo non dura neanche un giorno.
- (Massimo) Andiamo a prendere un caffè. - (Marco) Tu me lo devi, eh?
- Saretta. - Ciao.
- Ho sonno, andiamo a prendere un caffè? - Sì.
(Michela) Mi ascolti quando parlo? Me la fai questa cortesia?
(Simona) Sì, anche se quello che dici è assurdo.
- (Michela) È l'unica cortesia che chiedo. - (Simona) Non mi pare.
(Simona) Vabbè...
- Allora ci sentiamo, mm? - D'accordo.
Ciao, Massimo.
- Che voleva la stronza? - Massimo, per favore.
È sempre tua zia, poi le persone possono cambiare.
Sì, però mia zia, l'ho vista soltanto al funerale di nonna.
Non avevi il doppio turno?
Massimo...
Ho una cosa per te.
I regali migliori sono quelli che non ti aspetti.
- Quanto sei bello quando sorridi! - Dai, mamma!
- Come hai fatto? - Eee...
- Ti piace? - Bello!
Vado subito a provarlo.
- Massimo. - (Massimo) Eh.
- Hai impegni per stasera? - Eh, ma'..
- Marco mi aveva chiesto se andavo da lui. - Mm.
- Perché? - No, era così, per sapere.
- Che cosa? - No, niente. È... una sciocchezza.
Pensavo di andare insieme al luna park.
- Al luna park? - Ti ho detto che era una sciocchezza.
- Saluta tutti quando vai da Marco. - No, aspetta, dai.
- Andiamo, va bene. - Dillo anche a Marco e Andrea.
No, Marco... Andiamo io e te al luna park.
Grazie, grazie, grazie, grazie.
(Massimo) Dai, dai, dai!
Aaah!
Ooooh!
Era una vita che non mi divertivo così, ma veramente!
- Vuoi mangiare qualcosa? - Io non ho tanta fame.
- Io sì. Quindi? - Se hai fame, mangiamo.
- (Michela) Ah, andiamo. - Tu hai fame perché non mangi a casa.
(Michela) No, io mangio sempre. Tu non mi vedi perché io mangio
quando tu non ci sei. - Perché ti vergogni?
No, perché le signore mangiano in solitudine.
Mettiamoci qua.
- Permesso? - Non abbiamo ancora ordinato.
Sì, abbiamo ordinato.
Noi non siamo come gli altri. Noi cominciamo dal dolce e poi il salato.
- Anch'io da piccola facevo così. - Come lui.
- Che c'è? - Fatto.
- Grazie. - Prego.
- Scusa. Ci fai una foto? - Certo.
Vieni.
Dai!
- (cameriera) Un bel sorriso. - Ha detto che hai un bel sorriso.
Sì, ha detto così.
- Fatto? - Sì.
- Fatto? - Ha fatto!
- Che pesante! Grazie. - Prego.
- Scusa. - Che scusa! Auguri.
Guarda come siamo belli.
Bellissimi. (base musicale di "Mamma Maria")
- No, ma è una coincidenza pazzesca! - Che coincidenza?
Da stamattina rompi con questa canzone.
Mi mette di buon umore. Quando eri bambino, la ballavamo insieme.
Quando ero bambino.
- Balliamo. - Mamma, è pieno di gente, dai.
- Quindi? - Ci guardano tutti.
Ci guardano perché siamo belli. Scusate?
È vero che siamo belli?
- Dai! - Siamo belli, eh?
(canzone) E poi ti dice solo cose belle
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma.
Scusi.
(canzone) Nel mio futuro che cosa c'è
(canzone) Sarebbe bello se fossi un re.
Oh!
Mamma, che hai?
Oh! Mi stai prendendo in giro, mamma?
Mamma! Che hai?
- Che succede? - Chiama un dottore!
- Chiama un dottore. - Mamma, che hai?
(tuono)
(prete) Nostra sorella è ora nascosta in te.
Che il suo volto sottratto alla nostra vista contempli ora...
- (prete) Per Cristo nostro signore, amen. - (insieme) Amen.
(prete) La tua anima e le anime di tutti i fedeli defunti
per la misericordia di Dio, riposino in pace. Amen.
(insieme) Amen.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Ciao, mamma.
Ciao, Massimo. Io sono Giuseppe, un amico di mamma.
Mi dispiace.
Grazie.
Sono Lara. Mia madre e la tua lavoravano insieme.
- Ti fa le condoglianze. - Ringraziala.
- Andiamo a casa a prendere la tua roba. - Io non vengo da te!
- (Nicola) Massimo! - (Marco) Massimo!
(Nicola) Oh, Massimo!
(notifica)
(Michela) Ciao, amore. Ti avevo promesso che non ti saresti liberato di me e...
(Michela) Ho sempre cercato di mantenere le promesse, almeno con te.
(Michela) Questa volta non ci sono riuscita.
(Michela) A volte le cose non vanno come vorremmo.
(Michela) È un po' come quando vai in vacanza e piove tutto il tempo.
(Michela) Lì per lì ci rimani male, è ovvio, però quando... ci ripensi
ti restano solo i ricordi belli.
(Michela) Succederà anche a te. So che ora ti sembra impossibile,
però succederà. Un giorno quando...
quando tutto questo dolore sarà passato...
Di noi ricorderai solo le cose belle.
(Michela) Sei forte. Sei molto più forte di quanto immagini.
(Michela) Tra noi due sei sempre stato tu il più forte, non dimenticarlo.
(Michela) Fallo per me e fallo anche per tua zia.
(Michela) Non è così male come credi.
(Michela) Soprattutto fallo per te stesso.
(Michela) Sei la cosa più bella che la vita mi abbia mai regalato.
(Michela) Io... ti amo così tanto!
(Michela) Ti amerò per sempre.
- La cintura. - No.
- Ti metti la cintura? - Con mamma non la mettevo.
Ti ho mandato io quel messaggio.
Segnati il mio numero.
Me lo ha mandato tua madre prima di morire.
Sapeva che non volevi venire con me.
- Hai fame? - No.
Tu dormi qui.
Era la stanza mia e di tua madre.
Quello era il suo letto.
(vibrazione da cellulare)
- Pronto? - (Nunzio) Hai risolto con tuo nipote.
- Sì, è qui. - (Nunzio) Bene, allora passo a prenderti.
- Che cosa? - (Nunzio) Ti porto fuori, io e te soli.
Che cazzo stai dicendo? Stai scherzando, vero?
- (Nunzio) Dai, magari ti rilassi e... - No! No.
- (Riccardo) Amore, io vado. - Ciao, ci sentiamo dopo.
Buon lavoro.
(bussa alla porta)
- Ciao. - Prendi la pillola.
Ah, già.
- Pressione? - Presa.
- Come ti senti? - Bene.
- Buonanotte, cazzone. - Buonanotte, papà.
Buon lavoro.
- Andate a dormire. - Sì.
Certo che ho voglia.
Ti prometto che domani stiamo insieme. Buonanotte, Saretta.
(Nicola) Mamma mia, che palle!
Qualcosa di più fico? No, eh? Ti credo che non ti caca nessuno.
- Sei un deficiente, lo sai? - "Sei un deficiente, lo sai?"
- Che cazzo fai, ti ribelli? - (Sabrina) Piantatela e andate a letto.
- Mamma, ho 18 anni io! - Ho detto a letto, adesso.
Andiamo, coglione.
(Simona) Massimo?
Ma... Non hai dormito?
Senti, la mattina fai colazione?
- Mangi qualcosa? - Secondo te?
Vabbè, in frigo c'è il latte e... lo yogurt
e un po' di cose che mangio io.
- Questa la lavo? - Dov'è la roba di mamma?
- Come? - La roba di mamma.
È a casa, devo passare a prenderla.
Quella dell'ospedale è là. Perché?
Che cerchi?
Che stai facendo?
Il bracciale di mamma.
Questo qui.
Dove vai?
Ci vuole impegno ad arrivare sempre in ritardo.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Ha appena perso la sorella.
- Proviamo a lasciarla in pace per un po'? - Certo.
Proviamo.
Grazie.
Di cosa?
Tutti sanno che è una stronza, ma è la segretaria del mio socio, quindi...
- Dobbiamo sopportarla. - Senti, oggi dovrei uscire un po' prima
perché devo passare a casa di mia sorella a prendere qualcosa.
Non c'è problema, anzi...
Ti accompagno.
Grazie.
Insomma... si studia.
Ciao, Jean.
- A questo non piacciono le donne. - Magari il problema sei tu.
Sì, ciao!
Copriti! Se ti ammali, tuo padre si preoccupa.
Quanto sei bello, neanche ti si vede in faccia.
Fabio, lascialo.
- Sai che mia mamma lavora per suo padre. - 'Sti cazzi, la mia no!
- Vero, Jean di 'sto cazzo? - Vabbè, vai! Arrivo.
Scusalo, purtroppo è fatto così.
- Ahò! - Non risponde.
Dagli tregua! È l'ultimo giorno prima di Natale
e gli è appena morta la mamma.
- Hai visto quel coglione di mio fratello? - No.
Dove volete che siano andati quei due cazzoni?
Vabbè, vai, ti raggiungo.
- Ciao, amore. - Ciao, Saretta.
- Ci facciamo una foto? - Sto qua apposta.
Dai.
- Tu stai sempre in mezzo? - Scusa.
'Sta cazzo di cinese! Levati!
Rifacciamola.
Lin, sbrigati, ci serve una mano.
Ci sono un sacco di cose da fare!
Ascolta tua madre.
Sì, mamma.
- Ciao! - Ciao.
- Che c'è? Tutto bene a scuola? - Come al solito.
- Un sorriso mai, eh? - Per chi sono i panini?
Per i tuoi compagni di classe, stanno là.
- Se li porto io? - Come vuoi, tieni.
(Massimo) Oggi che non siamo andati a scuola, non avranno fatto un cazzo.
- (Marco) Speriamo. - (Massimo) Che speriamo?
Mi dispiace tanto per tua madre.
Grazie, Lin.
- Che fine avete fatto? - Ciao.
Perché non siete venuti a scuola?
- Volevamo recuperare una cosa. - Una cosa?
Mi dispiace, è l'oggetto che più mi ricorda mamma.
Quel bracciale gliel'ha regalato nonna. Ce l'ha da sempre.
Ricordo che da piccolo, quando stavo in braccio a lei, ci giocavo.
A un certo punto lo mettevo sempre in bocca, non so perché.
Mi sa che ricordo quel bracciale.
Te lo ricordi perché ti faceva paura.
Certo, ho paura dei serpenti e degli scarafaggi come te.
- Cretino! - Buoni, buoni un attimo.
Tu non mi hai mai detto che hai paura dei serpenti.
Perché non ne ho mai visto uno e sui documentari con quegli occhi,
la lingua... - Vabbè.
Andiamo a cercare a casa tua? La casa nasconde, ma non ruba.
- Vi ho detto che ho paura dei serpenti. - Non è vero.
- L'ho sempre detto! - Non è vero, ti vergognavi.
- Fin da piccolo mi fanno paura. - A noi non lo hai mai detto.
(Nunzio) La televisione è in macchina. Che altro c'è da prendere?
Fammi controllare. Qua?
No.
Queste devo portare in macchina.
Mi dispiace tanto per tua sorella.
Dai, Nunzio.
- Vieni. - No!
Siediti.
No, fermati.
- Massimo... - Non mi toccare!
(la porta sbatte)
Senti, Massimo.
Ti va se stanotte vieni da me?
Che cambia se stanotte vengo da te?
- Non so, era... - (Marco) Massimo.
Tra un anno fai come ti pare e passa in fretta.
Prendiamo un appartamento in centro.
- A Trastevere. - A Trastevere.
Lavoriamo per pagare l'affitto e facciamo finta di studiare.
E fanculo il resto?
No.
- Vi sembro diverso? - In che senso?
Diverso, da come ero prima.
Mmm... Bella domanda.
Un pochino sì, però io penso che sia normale.
Dopo tutto quello che ti è successo.
No, è un'altra cosa, tipo...
- Diverso fisicamente. - Io non capisco.
- A noi sembri il coglione di sempre. - Esatto.
Domani io e Andrea andiamo a fare i regali di Natale.
Ci chiedevamo se tu volessi venire con noi.
- Esatto, ci farebbe molto piacere. - Molto piacere.
Neanche se viene Viola?
- Che c'entra tua sorella? - Non lo so, che c'entra mia sorella?
- Pensi che se viene Viola, vengo pure io? - Io penso di sì.
È vero o no? Maialino!
Che bello! Andiamo, oh!
Ti spezzo le ossa. Guardare, ma non toccare.
- Andiamo. - Andiamo, dai.
Ciao.
- Perché sei venuta? - Massimo?
- Non c'è. Perché? - Sei passata da Michela?
Sì, sono passata a prendere un po' di roba.
Mi dici perché sei qui?
Michela è stata la madre migliore per Massimo,
la migliore che lui potesse desiderare.
Non te lo dimenticare. Se ci riesci, prova a non deluderla.
Perché dovrei deluderla? (scatto di serratura)
- Ciao. - Eccoti!
Sono passata per sapere come stai.
Normale.
Comunque lo sai, se hai bisogno...
Sì.
- Vado. - Ti accompagno.
Noi ci siamo.
(Simona) Ciao.
Mi dispiace per quello che è successo.
(Simona) Lui è venuto solo per prendere la roba.
- Ti prego, credimi! - Ti stava scopando sul letto di mamma!
A me non frega un cazzo di cosa fate,
ma lui in casa di mia madre non deve più mettere piede!
(singhiozzi) (Massimo) Chiaro?
- Andiamo a vedere al centro commerciale? - Vai tu al centro commerciale!
- Alle ragazze non piace fare shopping? - Sì, ma da sole o in buona compagnia.
(vibrazione da cellulare)
Mamma?
D'accordo. Non ti sento bene.
Non ti sento bene! Che palle questo cellulare di merda!
- Comunque dice di fare la spesa, Viola. - Sto già al supermercato.
Perché non le prendiamo un profumo? Mi sono proprio rotta il cazzo.
- Tanto non le piace niente. - A mamma fa schifo il profumo.
- Allora scegli tu. - (Massimo) Se le fate una cosa qua?
- No, mamma dice che sono ricettatori. - Dice che sono tutti criminali.
- Per questo è sola come un cane. - (Marco) Viola, quanto sei stronza!
- Bella, vero? Gliela vorresti regalare? - (Viola) Con quali soldi?
Questa sta bene a me, non a lei che ha il collo corto.
- Mamma non ha il collo corto. - Tu hai preso da lei.
Tu che cosa mi regaleresti?
Quello è il bracciale di mamma!
Massimo!
- (Viola) Che fa? - (Andrea) Non lo so.
Che fate?
Chi le ha dato il bracciale a forma di serpente?
- Che ti frega? - Mia madre lo aveva uguale.
Sono contento per lei. Lo vuoi? 500 euro e lo portate via.
- Io non le stavo chiedendo... - Con i se e i ma non si compra niente.
- Per cortesia, ho da fare. - Che gentilezza!
Io sono gentile con i clienti.
- Noi non volevamo essere maleducati. - (gioielliere) Andatevene, dai!
- Massimo, tutto bene? - Sì.
- Che ha? - Dice che è il bracciale di sua madre.
- Come quello di sua madre? - Massimo!
Massimo?
Quando è uscita di casa il giorno del mio compleanno, lo aveva.
Poi è tornata e non lo aveva più, però aveva il computer.
Quel bracciale non può averlo nessuno.
Che facciamo allora?
Trovo un modo per riprenderlo.
- Nicola, andiamo? - (Sabrina) Avete preso i telefoni?
- Sì, mamma! - (Sabrina) I portafogli?
- Sì, mamma. - (Sabrina) Non fate tardi.
- Vorrei cenare a un'ora decente. - Dobbiamo comprare solo una consolle.
- (Sabrina) È per questo. - (Riccardo) Ué.
- Ciao. - Oh!
Amore...
- Ti senti bene? - Sì, sì.
- Allora che è questa faccia appesa? - È...
- Non voglio più la consolle. - Che cosa non vuoi?
Voglio... la mia parte in soldi.
No, che soldi?
Abbiamo deciso che si prende la consolle!
Mamma...
Papà, si deve prendere la consolle.
Non ho parole! Sempre la stessa storia!
Il preferito! Che palle!
(Riccardo) Vabbè, ci vediamo un film?
- Eh? - Amore, ti prego!
(Andrea) Okay, quindi tu hai 150, io 200,
Massimo 100. Ne mancano 50.
Provo a chiedere a Viola, ma la vedo dura.
- Magari ci fa uno sconto. - Seh, lo sconto! Quello è uno stronzo.
- (Marco) Va bene, ti faccio sapere. - Va bene.
- (Marco) Ciao. - Fammi sapere.
- Sai da quanto volevo quella consolle? - Anch'io la volevo.
Ora per colpa tua me la sogno.
Almeno avete trovato i soldi per quel bracciale?
Ne mancano 50.
- Solo 50? - Solo 50.
Mm.
Mannaggia, ahò! Girati.
- Non ti voltare che ti ammazzo. - Va bene.
Mettiti là.
Ah ah ah.
Da qui a Natale prossimo, letto, piatti... Sei il mio schiavo.
Sì.
- Chiaro? - Chiaro.
- Non ho sentito. - Chiaro.
- Grazie. - Vai, vai.
Marco...
Coglione.
- (Marco) Ah! - Grazie... Grazie, grazie!
(Marco) Dai.
- (Marco) Buonasera! - (gioielliere) Ancora voi?
- Che volete? Sto per chiudere. - Il bracciale a forma di serpente.
- Ti interessa? - Certo, 500.
Ora sono 600.
- Io ne ho 500. - Mica sono Babbo Natale. Voglio 600 euro.
Ha capito che è un ricordo di sua madre?
Che ci vuole? Per 100 euro di più.
Se si impegna, li rimedia.
Lei aveva detto 500, così non è giusto.
Che vi devo dire?
È il mondo che è ingiusto.
Tu vuoi questo bracciale o no?
Tranquillo, torno presto.
Mi scusi, non può venirci incontro?
Che faccio, vi chiudo dentro?
Ammazza che stronzo!
(parla in cinese)
Lin!
Lin!
È pronto. Dai, forza!
Arrivo.
(Massimo) Noi all'inferno ci stiamo già.
(Massimo) È solo che non ce ne accorgiamo.
(Massimo) Ci aggrappiamo a quel po' di felicità che ci capita
fingendo che basti a sopportare tutto il male e lo schifo che viviamo.
(Massimo) Tu me l'hai insegnato, mamma.
(Massimo) "La vita è ingiusta," dicevi, "ma bisogna accettarlo".
(Massimo) So che lo facevi per me.
(base musicale di "Mamma Maria")
(Massimo) Per proteggermi, per abituarmi alle sconfitte,
ma io non voglio una vita così.
(canzone) Un vecchio vaso sulla TV
(canzone) Nell'aria il fumo delle candele
(canzone) Le guance rosse, rosse come mele
(canzone) Ha un filtro contro la gelosia
(canzone) E una ricetta per l'allegria
(canzone) Legge il destino, ma nelle stelle
(canzone) E poi ti dice solo cose belle
(canzone) Ma-ma-ma, mamma...
(Massimo) Non giro più la testa! Non so cosa mi sta succedendo,
ma qualunque cosa sia, la userò per prendermi quello che mi spetta!
(Massimo) Adesso la mia vita è nelle mie mani!
Aaaah!
(canzone) Sarebbe bello se fossi un re
(canzone) Così la bionda americana
(canzone) O si innamora o la trasformo in rana
(canzone) Io muoio dalla curiosità
(canzone) Ma dimmi un po' la verità
(canzone) Voglio sapere se questo amore
(canzone) Sarà sincero, sarà con tutto il cuore
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma
(canzone) Ma-ma-ma, mamma Maria, ma.
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