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Original subtitles

CITT� PORTUALE

No!

Mi lasci!

Mi lasci stare!

Mi lasci stare!

- Che � successo? - Si � buttata una ragazza.

Deve aver avuto i crampi. Fa troppo freddo per nuotare.

No!

Mi lasci stare!

Mi metta gi�! Mi lasci stare!

E va bene, ...G�sta!

Lo stesso per me. Salve!

Salve a voi!

Ora sono un marinaio d'acqua dolce.

Salve.

Siamo andati per mare insieme.

Mettiti a sedere! Vuoi giocare?

- Vieni dagli Stati Uniti? - No, dall'India.

T�, spezie, riso, zinco e lana australiana.

S�, ma ora basta. Otto anni per mare sono troppi.

Puoi stare qui.

Quel letto � libero e il prezzo � ottimo.

Puoi trovare lavoro al porto. - Il porto...

Non ti va bene? Vorresti subito un impiego come dirigente?

Puoi cominciare al porto e nel frattempo cercare qualche altra cosa.

La capitale! Tutto va bene, se gli uccelli tornano al nido.

- 935. - S�.

- 376. - S�.

- 545. - S�.

- 671. - S�.

Comincerete alle 7 e mezzo alla banchina 34.

Tirate!

- Stasera non esci? - No, non credo.

Ma � sabato! Sarebbe un peccato non uscire!

Non mi sento dell'umore giusto.

Vuol dire che ti sei innamorato?

Hai trovato una ragazza?

Oh no, ormai non mi succede pi�.

Allora sorridi!

Hai i soldi della liquidazione, non te la passi male...

... puoi permetterti donne e alcol.

Oh, figurati...!

Tutti abbiamo i nostri alti e bassi, non credi?

Vedrai che passer� insieme.

- Che cosa leggi? - Un libro.

Questo lo vedo. Chi l'ha scritto?

Un marinaio, Martinson.

E a che ti serve leggere?

A te non interessano i libri?

Un tempo.

Il mio vecchio era maestro di scuola. Aveva un sacco di libri.

E alla tua et� mi sentivo solo.

Se vai per mare, vedi tante di quelle cose...

ma hai sempre la sensazione che stai perdendo qualcosa.

Cos� ho smesso.

In compenso ho cominciato a bere.

I libri non fanno che peggiorare le cose.

Ma tu continua pure.

Ciao!

Ci vediamo!

- Bel movimento, stasera. - Sembra di s�.

- Si muore di caldo quando � cos� pieno. - Gi�.

- L'orchestra non � male. - Ne ho sentite di migliori.

Ma fanno del loro meglio.

A me sembrano ridicoli. Devono essere stranieri.

Un bel po' di gente, stasera.

Ho visto anche di peggio.

Un bel caldo con questa folla.

- Ti resta da dire una sola cosa. - E sarebbe?

- Che l'orchestra non � male. - Oh, bene.

- Tutti dicono la stessa cosa. - Davvero?

Solo che lo dicono in tanti modi diversi.

Non � molto divertente. Ce ne andiamo?

- S�. - Bene. Andiamo!

Ciao, Berit!

Perch� non vieni qui? - Non mi va.

- Dannata lattaia! - Fa la santarella.

Piantala!

Non farci caso.

Avresti anche potuto dire ciao.

Non devi essere cos� scontrosa.

Basta ridergli in faccia e restituire il colpo.

Non voglio stare in quella combriccola. Non mi va di tornarci.

E credi che te lo permetteranno?

Beh, se proprio non vuoi... Magari un giorno.

Ora devo andare.

D'accordo.

So esattamente come ti senti.

Questo ti fa sentire meglio.

Perch�?

Non essere contrariata.

Era questo che ti aspettavi?

Dimmi...

... vivi qui per conto tuo?

No, questa � casa dei miei.

E ora dove sono?

Pap� � in mare, � ufficiale di marina.

Mamma � in visita da una zia.

Sigaretta?

- No grazie, non fumo. - Che ragazza graziosa.

Che bella casa.

Tutto senza difetti.

Se solo avessi un po' pi� di libert�. - Che vuoi dire?

Lasciamo stare.

- Perch� mi hai baciato? - Tu fai troppe domande.

Perch� mi piaci.

- Davvero? - S�. Ti trovo molto carina.

Voglio farlo di nuovo.

- Ma certo. - Sei cos� buffa.

Non preoccuparti di me.

- Vuoi del caff�? - No.

Non lo voglio il caff�.

Bene, allora addio.

Ciao... sei stanca?

Un po'. Devo andare al lavoro.

- Di domenica? - S�.

Ho un turno al lavoro.

Allora ciao.

Ma tornerai?

Tornare?

Ma certo.

Mercoled� alle otto, puoi scommetterci! E ora ciao.

Da sola.

- Ma non dovevi andare al lavoro? - Sono affari miei.

Ma farai tardi.

- Dovevi tornare luned�. - Ho cambiato idea.

Per spiarmi?

- Ero preoccupata. - Lo vedo.

- Che hai fatto ieri sera? - Sono andata al cinema.

- E poi? - Sono tornata a casa.

Da sola?

Tu che ne pensi?

- Che stai mentendo. - Credi?

- Sei stata con un ragazzo. - Non � vero!

Vuoi dire di no?

- Ho fumato queste. - Niente bugie. Tu non fumi.

Che cosa pensi di fare, allora?

Sai che dovr� chiamare la signora Villander e farti rapporto.

Fallo, fammi rapporto! Chiudimi a chiave per un altro paio di anni.

- Basta che volto che spalle, te ne approfitti. - � cos� bello, quando te ne vai.

Avrei dovuto saperlo che non potevo fidarmi.

- Come hai potuto? - Risparmiami la scenata.

Avanti, picchia tua madre. Ne saresti capace.

Proprio quel che mi aspettavo.

- Berit! Non hai niente da dire? - Lasciami andare!

Se mi chiedi scusa, non ti far� rapporto.

Non ti chieder� perdono.

- Mai! - Pensaci bene.

- Lasciami andare! - Non toccarmi!

Il signor Villander vuole parlarti.

La sorella � qui: l'assistente sociale.

Il signor Villander ha chiesto come va. Gli ho detto che va a gonfie vele.

Ma l'assistente sociale era arrabbiata. - Davvero?

Hai fatto qualcosa che non dovevi fare?

- Come posso saperlo? - Ti sei comportata bene.

Forse ti aspettavi una ricompensa. - Neanche per sogno!

- Potrebbe anche piacerti. - Lasciamo stare.

Ah, � cos�?

Qualcuno dice che non sei un vero uomo!

- Salve. - Salve, signorina Holm.

La signorina Villander vuole dirle due parole.

Capisco.

Credo che tu sappia perch� sono qui, Berit.

- Vi lascio sole. - No, resta pure.

Sono abituata.

- Tua madre ieri mi ha telefonato. - � la solita chiacchierona.

Sei fortunata a vivere a casa con tua madre.

Vivere con mia madre � peggio che stare in riformatorio.

Dovresti vergognarti di parlare cos�. E non mi interrompere.

Se vuole che stia zitta, mi faccia tornare al lavoro.

Non parlarmi in questo modo.

Vuoi tornare in riformatorio?

Nessuno per� fa attenzione a come parla con me.

Torner�, che mi piaccia o no.

Di solito non vengo consultata.

Dovresti sforzarti di capire tua madre.

Sono certa che lei vuole solo il tuo bene.

� per questo che � cos� odiosa con me?

Berit! Che linguaggio!

� quello che ho imparato al riformatorio.

E qui, e in tutti gli altri posti dove mi avete mandato.

Se un tempo speravo ancora di recuperarti, ora sto perdendo le speranze.

Devo tornare al riformatorio?

Io non ci torno, non ci torno!

Non voglio stare qui, non voglio pi� vederla! Voglio essere libera!

Nessuno lo capisce, io voglio solo essere me stessa, lasciatemi in pace!

Non � una cosa che posso decidere da sola.

Puoi andare, Berit.

Aspetta un attimo. Ti prego, ascoltami.

Hai detto che qui non sei felice.

Se c'� qualcosa che posso fare, ne sarei felice.

Non aver paura di dirmelo.

Non mi piace avere le mani rovinate.

Vorrei fare la modista, questo sento dentro. Vorrei disegnare cappelli.

Vorresti un lavoro pi� pulito?

in amministrazione, per esempio? - S� signore, andrebbe meglio.

Dalle un'altra possibilit�, prima di fare rapporto.

Non posso prendere quella decisione da sola.

Pu� tornare al suo lavoro per ora, signorina Holm.

Sei stato troppo accomodante con quella ragazza.

E non avrei dovuto?

Io faccio del mio meglio. Ma non � facile.

Perch� non dare alla ragazza una vera possibilit�?

Non � cos� facile, caro Bengt.

- Non dovrebbe vivere a casa sua. - Vorresti accogliere una delinquente?

Trattare con i guanti una che va in giro con dei disgraziati?

Che ha delle malattie e che ruba?

La tua mancanza di ottimismo mi affascina.

Ne ho tutti i motivi. Ha mai sentito dire che noi "viziamo i delinquenti"?

- Ti spaventa? - Spaventata io?

Almeno pare.

� difficile tenerle testa...

... se � questo che intendi. Lo dicono tutti.

Ma se � cos� difficile, non importa se l'esperimento fallisce?

No... devo prima capire cosa ne pensano i miei colleghi.

Ma certo!

Smettila di ironizzare, per favore.

Ti ho detto che non posso assumermi io la responsabilit�.

E allora chi lo far�?

Vorrei saperlo anch'io.

Dobbiamo fare gli straordinari per finire in tempo. Puoi restare?

Ti dir� come quella ragazza in strada, "Ma certo, perch� no?".

Lo far�.

Non dovevi vedere quella ragazza stasera?

Gi�, lui deve badare a lei.

Non � poi cos� importante.

Questi giovani d'oggi...!

Non ne vale la pena, eh?

LA STRADA PER LA FELICIT�

- Sei davvero elegante. - Trovi? Ma no.

S� che lo sei. Devi vedere qualcuno?

Ma di chi parli? Devo solo andare al cinema.

- Che film vai a vedere? - Ancora non lo so.

- Allora sbrigati, o farai tardi. - Non seccarmi. Lasciami stare!

Aspetti che ti vengano a prendere?

No.

Sembri nervosa.

- E pure se lo fossi? - Stai facendo tardi?

Lasciami in pace.

Se � un bravo ragazzo, potresti presentarmelo.

Non che ci creda, poi.

- Cosa, non credi? - Che sia un bravo ragazzo.

Non ce ne sono pi�, ormai.

Pap� ha mandato un telegramma, dice che torna presto.

Non � bello?

- Chiederete il divorzio? - No, ricominceremo daccapo.

- E quando avete deciso? Ieri? - Ho deciso io.

- Quindi tutto torner� un inferno? - Non capisco cosa vuoi dire.

Povero pap�.

Ha scritto che gli manco molto.

Beh, � sempre stato pazzo.

Spero che anche tu possa essere felice, cara.

- Smettila di toccarmi. - Io ci tengo, a te.

Ho sempre cercato di prendermi cura di te.

Molto gentile!

Saresti anche pi� gentile se mi lasciassi in pace.

Devi proprio parlare cos� a tua madre?

Dio, ancora con i sensi di colpa!

Sei davvero insensibile, Berit. Vedrai che un giorno sarai punita.

Vorrei che fossi morta!

Anch'io lo vorrei.

Dici certe cose, alla tua et�.

Quando ti vedo, che aspetti pap�...

... so gi� come andranno le cose.

Ti dir� che c'� troppo sale nella zuppa. E poi cominceranno le altre liti.

Prima quelle pi� piccole, poi le lunghe notti piene di rancore.

Ora � tutto finito, Berit.

Stiamo invecchiando.

Lo sai, ho gi� parlato con il vicario.

Tutto cambier�.

Anche per te.

Quanto sei bugiarda! Non solo ti convinci da sola,

... ma alla fine ti credono tutti, anche pap�!

Ma io non ti credo.

Io lo so che tu menti sempre. Sempre!

Ti pentirai di quello che hai detto.

Non toccarmi!

Dovrei ucciderti...!

Credi forse di mettermi paura?

Dovrei ucciderti... uccidere Berit, e poi uccidermi!

Tu sei pazzo. Devi farti rinchiudere.

Cosa? Tu che dici pazzo a me?

Chi � che urla e chi � che resta calmo, tra noi?

Perch� tu non ti senti.

- Se � cos� che la pensi, posso andare via! - Gi�, ma perch� non lo fai?

Non c'� niente di peggio che averti qui a casa.

Berit...!

Berit, vieni qui.

Vieni da pap�. Non aver paura.

� cos� terribile avermi qui?

- Lasciala. - Non mi spingere, pu� farsi male.

E tu che cosa fai?

Sei tu che le fai del male! Tu, e nessun altro!

Non � vero Berit? Vieni da pap�.

Non toccarla! Guarda che ti picchio!

� anche figlia mia!

Povera piccola Berit.

Povera piccola Berit, che razza di padre che hai!

Povera piccola Berit, che razza di padre che hai!

Povera Berit!

Ciao.

Ciao!

Alla fine sei venuto? - Pensavi che non venissi?

Non credevo che ti andasse.

Perch� non andiamo al cinema? C'� un buon film al Victoria.

- G�sta... - S�?

- Tu non volevi venire. - Oh, non lo so. Forse no.

E allora perch� sei qui?

Questa � la nostra fermata!

- Ciao Berit. - Ciao.

- Chi � quell'idiota? - Quello � Cocky.

� uno dei capi officina.

Due, per favore.

Ciao, Berit!

- Sembri infreddolita. - Belle gambe, la ragazza.

- Ma cosa vogliono? - Sono ubriachi.

Ma dove corri?

Vieni con noi, cosa vuoi fare con quel vecchio lupo di mare?

- No, G�sta! - Con tutte le volte che ti ho salvato...

Blimey, funziona alla perfezione!

Berit, perch� non prendi con te tre amici?

Vai all'inferno!

Vieni G�sta, andiamo! Non badare a loro.

Che fai? Stai cercando rogna?

E da chi ti fai aiutare?

- Dalla polizia, per esempio! - La polizia. Ma che eroe, eh!

Mento in dentro, trattieni il respiro!

- Entriamo l�, se hai il coraggio. - Ma certo!

G�sta!

G�sta, no!

Attento!

Dietro di te!

Maledetto!

Non dovresti essere cos� cattivo.

Puttanella da riformatorio!

Svegliati, G�sta!

- Come ti senti? - Come mi sento?!

Non toccarmi.

Perch� non sei andata a casa?

A casa?

Ah s�?

Ma guarda le tue calze!

- Non fa niente. - Te le ricompro.

Non dire sciocchezze!

Sarebbe meglio che mi pagassi un taxi.

Aiutami a togliere questi stracci.

- Non abbiamo anelli. - Metti la mano sinistra in tasca.

- Non ho neanche una tasca. - Mettiti i guanti, come una signora.

Perch� in questo fine settimana saremo Signore e Signora.

La signora gradirebbe forse una bella passeggiata prima di cena?

Sarebbe molto carino, Signore.

- Mi ha chiamato signore? - No.

Davvero no? - No.

Mi dispiace.

Sei proprio tu, Berit?

Gertrud!

Tu lavori qui? - Voi due vi conoscete?

Siete amiche di scuola?

Diciamo cos�.

- E lui � tuo marito? - S�, sono il marito.

- Congratulazioni Berit. - Grazie.

Non tutte hanno la tua fortuna.

- Perch� non mi chiami? - Mi farebbe piacere fare due chiacchiere.

Va bene.

- Chiama, qualunque cosa ti serva. - Grazie mille.

Gertrud!

Ti prego, non dire nulla.

Del riformatorio, intendo.

Non per me, ma per G�sta.

- Perch�, non lo sa? - No, non lo sa.

- Fidati di me. - Posso davvero?

Perch�, qualcuno ti ha mai tradito?

Grazie, Gertrud.

- E lui sta bene? - Che intendi dire?

Come sta a soldi?

Niente di che. � solo un marinaio.

E allora cosa ci fate qui?

Mi ha portato qui per il mio compleanno.

Che carino.

Allora, prenditi cura di lui. - Tu come stai?

Sei gentile a chiedermelo.

Non ci crederesti, ma sto veramente bene...

Conosci il signor Krona?

Ma cosa dici? Voi siete...?

Usciamo insieme, s�. Anzi, ora vado a trovarlo.

- Povera Gertrud. - Ma lui � uno spendaccione.

Puoi prestarmi qualcosa? - Quanto ti serve?

Me ne servono altre cinquanta.

Posso dartene venticinque.

Ma stai attenta Gertrud!

Stai attenta...

Puoi mandarmi i soldi qui all'hotel?

Posso aiutarti in qualche altro modo?

Sei molto gentile.

Ma ora � meglio che torni da lui,

o presto si chieder� cosa abbiamo da dirci.

Di che avete parlato, cos� a lungo?

Niente in particolare. Ci siamo solo salutate.

Sei diventata strana quando l'hai vista.

Non mi piace molto, sai.

Sembra molto carina.

Se � per questo, lo �.

E allora cos'ha che non va?

Niente. Niente, davvero.

- Ho detto qualcosa di sbagliato? - No!

Non devi lasciarmi mai.

Anzi s�, puoi lasciarmi...

... ma fallo subito, o mi farai soffrire troppo.

Perch� dovrei lasciarti?

- Perch� tu non sai. - Cosa, non so?

Perch� non so quello che dico? Ti sbagli.

Io ti amo, e l'ho detto pi� di una volta.

S�, l'hai detto, infatti.

Perch� non mi credi?

Perch� non mi hai mai detto che mi ami?

- Perch� se tu non... - Oh s�!

Allora dillo!

Non voglio.

Odio quelle parole.

Le dicono tutti e nessuno lo pensa.

Lo dicono solo per... - Non dire altro.

Mi farebbe solo male.

Credi che io l'abbia detto cos�? - No.

S�, ogni volta che l'hai detto.

Ma io ci tengo davvero a te.

� tutto ci� che posso darti, davvero.

Ed � proprio questo che pu� farti stancare di me.

Quando ami qualcuno davvero,

allora quello che temi non fa che rafforzare il tuo amore.

Credimi.

Perch� alcuni hanno tutto, e altri non hanno mai niente?

� una cosa orribile essere soli.

Sei stato cos� buono con me.

Piccola mia...

... la vita non � cos� terribile come a volte ce la immaginiamo.

Noi ce la faremo, vedrai!

Ti insegner� a dirmi che mi ami.

Mi dispiace, G�sta.

Che ne dice di fare ora quella passeggiata, Signora?

G�sta...

... amore mio.

- Pensavo stessi dormendo. - Infatti non sono sveglio.

Sto sognando. Hai detto qualcosa?

Sono stata una sciocca.

Ti ho parlato tutta la notte.

E non puoi ripetere le ultime parole?

Ti voglio bene.

Ti amo.

Vedi? Hai gi� imparato a dirlo.

Me lo hai insegnato tu.

Sei felice?

S�.

Pensavo che sarebbe stato meglio se non ci fossimo incontrati.

Ora che so cos'� la felicit�...

... la vita non potr� che peggiorare.

Adesso ricominci...

Ci ho pensato e ripensato...

... e ho deciso che devo raccontarti la storia della mia vita.

� meglio che io sia onesta ora, piuttosto che tu lo sappia da altri poi.

Ma � difficile cominciare. - Allora non farlo!

Non credo che tu sia una santa. E neanche io lo sono.

Non sapevamo che ci saremmo incontrati. - Ma io devo farlo.

Perch� tu non possa dire che ti ho ingannato. - Allora vai avanti.

Non fa differenza. Tutti abbiamo lo stesso diritto di vivere.

Ma hai paura?

Io? No.

Cosa te lo fa credere? - Sembrerebbe di s�.

Sarebbe facile dare tutta la colpa ai miei genitori.

Loro dicono che non divorziano per il mio bene.

E tutto � andato bene finch� pap� andava per mare.

ma poi la sua nave � stata colpita.

� stato ferito, ed � rimasto a casa un anno.

Le cose peggioravano ogni giorno.

Non resistevo in casa.

Passavo tutte le sere con le ragazze della scuola di modisteria.

Cercavo di stare fuori il pi� possibile,

in modo che dormissero gi� quando tornavo a casa.

Una notte mamma era in piedi ad aspettarmi.

Dove sei stata tutta la notte?

Non me lo hai mai chiesto, finora.

Comunque, non sono affari tuoi.

Oh, � cos�?

Allora resta pure fuori e pensaci.

E impara a tornare a casa in tempo!

Mamma, apri la porta!

Salve.

Come mai sei deduta qui? - Non sono affari tuoi.

Ma stai piangendo?

No, non � vero.

La mamma ti ha cacciato di casa? O � stato tuo padre?

No.

Quindi sei seduta qui, e aspetti solo di poter tornare all'ovile?

Non ho altro posto dove andare.

Te le immagini le loro facce se tu sparissi?

E come potrei?

Vieni a stare da me.

Tu sei pazzo.

Andiamo!

- Ma dove vivi? - Come, non lo sai?

No.

Io non ti conosco, o sbaglio?

Vieni con me! Ho un posticino, sai?

Non ha tutte le comodit�, per�... vieni!

No...

Non so se � giusto che io... - Di cosa ti preoccupi, amica mia?

Non ho intenzioni serie...

Ti offro lenzuola pulite e un pasto al giorno alla latteria.

Mi chiamo Tomas. Piacere!

Credo che accetter�.

- Tu come ti chiami? - Berit.

Berit? Carino.

Ciao, Berit!

Io e lui abbiamo vissuto insieme. Era molto buono con me.

Hanno dato il mio identikit alla radio.

Qualcuno ha detto alla polizia dov'ero.

Per primo arriv� il Servizio per la Tutela dei Minori.

Mamma gli disse che ero terribile, che con me non ce la faceva pi�.

Poi gli chiese aiuto.

Loro furono molto cortesi e le promisero di fare il possibile.

Cos� mi portarono al riformatorio.

Come ampiamente provato, nel caso di Berit Irene Holm le circostanze sono tali...

... da procedere secondo il paragrafo 22 D del Decreto Speciale per i Minori e i Bambini.

Questa Commissione ritiene le misure prescritte nel paragrafo 23 inefficaci,

e pertanto, la ragazza sar� condotta in un istituto di recupero sociale.

Se la sentenza venisse sospesa, la ragazza potrebbe rappresentare un pericolo,

si decreta, dunque che al verdetto venga dato effetto immediato.

I passeggeri dell'Espresso Gothenburg,

sono pregati di prendere posto!

Quindi il Signore Ges� nacque in umane spoglie

per redimere tutti i peccati del mondo

e per nostra grazia mor� sulla croce.

Sei molto gentile con noi.

Io non sapevo cosa fare durante queste due ore a Stoccolma.

Ci fa piacere aiutarla. Vogliamo che quetsa ragazza abbia un ricordo felice.

Qualcosa da ricordare e dai cui trarre forza.

Siete molto gentili.

Sono certa che le ragazze lo apprezzeranno.

Fa molto pi� male di quanto non si possa immaginare.

Volevo urlare, avevo paura, ero cos� sola.

In inverno e primavera si viveva, ma l'estate era terribile.

Di tutte le ragazze, quella che si adattava di meno era Gertrud.

Di notte se ne andava dal giardiniere e dormiva con lui.

Lui le dava tutte quelle cose che a noi erano proibite.

Sigarette, profumi,

rossetti, biancheria intima.

Ho passato quattordici mesi in quel posto.

Quando sono uscita, mi hanno fatto accogliere da una brava donna.

Vivevo della sua carit�, ed ero controllata costantemente.

Il figlio di questa donna era gentile con me.

Credo che fosse anche innamorato.

Ma quando sua madre lo scopr� ci fece rapporto, naturalmente.

Io scappai via e me ne andai a Stoccolma.

Mi presero ancora, una seconda volta.

Fui mandata in un altro posto dove sono rimasta due anni.

Poi sono uscita, e ho cominciato a lavorare nella fabbrica dove ho incontrato Gunnar.

Lui era gentile con me, e diceva che non gli importava se ero stata dentro.

Mi port� a conoscere i suoi genitori.

Anche loro furono gentili.

Pensavo che fosse tutto finito.

Ma ci fu un altro disastro, e tutto croll� ancora una volta.

Noi ti abbiamo trattata come la ragazza di Gunnar e tu non ci hai detto niente.

Ci hai tenuto all'oscuro, e noi non possiamo perdonarlo.

Non � cos�, Johan? - Ma forse aveva paura...

Anche se fosse, avrebbe dovuto dirci comunque la verit�.

E ora cosa facciamo?

C'� una sola cosa da fare.

- Se Berit se ne va, io andr� con lei. - Non dire sciocchezze Gunnar.

- Lo far�, invece. - � solo per il tuo bene.

Non c'� bisogno di cacciarmi, me ne andr� da sola.

- Non venire con me. - � colpa mia.

Pensavo che glielo avessi detto, me lo avevi promesso!

Lo so, lo so...

- Addio, Gunnar. - Non possiamo vederci ancora?

No.

- Non vuoi vedermi pi�? - � tutto finito.

Non ti farai del male, vero?

Mi andai a buttare in mare.

Questo finch� non ti ho incontrato.

Beh, ora lo sai.

E non te ne vuoi andare?

Vai via!

Non preoccuparti per me.

Vai via, � questo che vuoi fare, no?

Quanti uomini hai avuto?

G�sta, no...

Perch� non tieni quella bocca chiusa?

Che c'�, amico. Problemi di donne?

Avrei fatto meglio a farmi accoltellare che farmi sventrare cos�.

Non ne vuoi neanche un po'?

Avresti dovuto vedere che uccello ho raccolto l'altra notte.

Ragazzi, che bel regalo! - Stai zitto!

- Ma che ti prende? - State pronti, ragazzi!

Stai calmo, G�sta.

Trovati una nuova ragazza, � l'unica soluzione.

Queste chiacchiere sull'amore, sono solo fiato sprecato.

Perch� � cos� difficile essere il tipo d'uomo che uno vorrebbe essere?

Perch� � cos� facile passare sulle proprie colpe, e non su quelle degli altri?

Non lo so il perch�, ma � cos� per chiunque.

Voglio essere leale, Berit ha avuto una vita dura.

Se vuoi fare il Buon Samaritano, devi fare molta attenzione.

Sembra tutto cos� senza senso.

Senza senso?

Lo �, infatti.

Non devi essere cos� duro. Devi credere in qualcosa.

In cosa, nelle donne?

Nella giustizia? Nella fratellanza?

No! Va sempre tutto a rotoli, � tutto orribile.

Sempre e solo egoismo. - Non c'� nulla che possa durare?

- Non chiederlo a me. - E allora a chi?

Idiota! Chiedilo alla tua ragazza.

Se hai bisogno di una mano da stringere, allora stringi la sua.

Nessun altro si offre volontario.

- E dovrei dimenticare tutto? - Almeno provaci.

Va bene, credo che valga la pena provare.

Cosa c'� che non va?

Che cos'hai?

Perch� non mangi nulla?

Non ho appetito.

- Chi � questo? - � Gunnar.

Oh, � lui...

Quello con cui stavi prima di me, di cui mi hai parlato.

Sembra carino. - Credi davvero?

Elegante. Davvero elegante.

Per bene. � davvero per bene come sembra?

Potremmo anche essere amici.

Se lo conoscessi, voglio dire.

� il tipo di persona che non mi dispiace.

Capisco perch� ti piaceva.

- Vattene! - Perch� fai cos�?

Ho fatto qualcosa?

- Perch� tormentarci in questo modo? - Oh, ma smettila!

Non lo sopporto pi�. Vattene!

Lo sapevo che avrei dovuto dirti subito tutto.

� tutta colpa mia.

Ti prego, vattene.

� tutto cos� orribile.

Non cominciare a lamentarti!

Una telefonata per te.

Piacere, come va?

Dunque, sei tu G�sta.

S�.

- Berit mi ha parlato molto di te. - Ah, s�?

Abbi cura di lei.

Voglio dirti una cosa, io non ce la faccio a starle accanto.

� come se avesse un'avversione innata verso di me.

Non � facile, vedi. Dopotutto, io sono sua madre.

Ci ho pensato tante volte.

Non � facile crescere in mezzo alle liti,

e le cose non sono andate come dovevano, in questa casa.

Perch� sai...

... suo padre � debole di nervi.

Ma a parte questo, abbiamo cercato di essere leali e onesti.

Anche se a volte...

beh, lo sai che Berit � stata in riformatorio.

Era impossibile, e credo che le sia servito.

Non che sia una poco di buono,

ma alcuni suoi ragazzi... perdona la mia schiettezza,

ma se ci tieni davvero a Berit, cosa che in cuor mio spero, allora devi sapere.

Grazie, so gi� tutto.

Allora spero che restiate insieme, per il bene di Berit.

Lei ha un'indole aggressiva, come suo padre.

- Dove stai andando? - Lasciami stare.

Ma dove vai? Non ti lascio finch� non me lo dici.

- Vado a trovare Gertrud. - Perch� proprio ora?

Ha bisogno del mio aiuto.

Tu resta pure qui a farti spiegare da mia madre come sono davvero.

Se tante volte non l'avessi gi� capito!

La porti via.

Non pu� restare qui, questo devi capirlo.

Dice di soffrire molto. Soffrir� ancora di pi� quando l'anestetico smetter� l'effetto.

Le ho dato la solita cura.

� assolutamente innocua.

Abortir� in pochissimi giorni.

Le far� male, ma non cos� tanto come dice. Credo che sia molto ansiosa.

- Come stai, Gertrud? - Grazie di essere venuta.

Devo andarmene, ma fa cos� male!

Ora deve andarsene. Assolutamente.

Ho fatto centinaia di operazioni,

e nessuna � andata male.

Non corrono nessun rischio quando opero.

Ora deve andare.

Si sta comportando da sciocca.

- E ora dove andiamo? - Non lo so.

Non ne ho idea.

Non posso andare a casa.

- E non conosci altri posti? - Chiamer� un taxi.

- Che cosa ti ha fatto? - Mi ha fatto un'iniezione.

Mi sono sentita malissimo, poi mi ha dato una pillola,

e il dolore un po' � passato.

Ma all'inizio mi sembrava di morire.

Ho tanta paura.

Dove andiamo? - Gi�, dove?

- Il taxi sta per arrivare. - Lo so io dove andiamo.

Devi per forza fischiettare?

Ti d� fastidio?

Mi fa diventare matto!

- Probabilmente sar� Gustav, ubriaco. - Non apriamo.

Far� a pezzi la porta. Chiedigli cosa vuole.

- Che succede? - Gertrud sta male.

Me ne vado.

- Dobbiamo chiamare un medico. - Niente medici.

- La manderanno via di nuovo. - Perch�?

Oh, capisco. - Niente medici, non ce n'� bisogno.

Non ci voglio tornare! Non ci voglio tornare!

Che cosa facciamo?

Chiamiamo un'ambulanza.

Mi sento strana, Berit.

Non pensi che sia pericoloso?

Ho tanta paura!

Sto perdendo molto sangue.

Dovete fare qualcosa.

Questo sarebbe molto?

Ma che cosa ti ha fatto quella?

Che cosa � successo?

Per favore, resta qui.

G�sta...

Ti prego, vieni con me.

Guarda!

Non � carino, neanche ti conosce...

Joe ha detto che gli sembrava ne avessi bisogno.

Gli ho detto che eri ubriaco.

Lui ha detto che ce l'avresti fatta.

Non era la tua ragazza quella che ha portato via l'ambulanza?

- Che cosa le � successo? - � morta!

Che brutto colpo.

Ora non gridare.

Ci prenderemo cura di te, ubriaco o no.

- Sono solo un po' triste. - Ma certo.

Guarda che non mi ubriaco facilmente.

Joe dice che hai gli occhi gentili.

Anch'io lo credo.

Ma ora non gridare.

Quando il bicchiere � pieno...

... e se la barca affonda, bisogna saltare gi� in mare.

Tu stai cercando di nuotare verso la riva.

Nuotare.

Nuotare in un punto del Sud Pacifico,

dove i vortici d'acqua non possono pi� portarti a fondo.

A fondo, capisci?

Ecco che cos'hai, Signor G�sta Andersson.

La coscienza, tu dici.

� difficile.

Non � un porto...!

Porta via con s� le lacrime, perch� ti manca la mamma.

Ma che accidenti di coscienza �?!

Lo sai quanti anni ho?

Ventinove.

Non ci si crede, eh?

Anch'io non riesco a crederci.

E tu, con le tue unghie smaltate,

hai mai visto un morto?

Hai mai visto un maiale di 70 chili, su due gambe?

Non ti ha mai implorato nessuno di restare...

... e tu te ne sei andata?

Beh, io ci sono passato.

Ma la cosa non mi riguarda...

... anche se ho 29 anni.

Perch� vedi, io non ho una coscienza.

Tu ce l'hai una coscienza?

Rispondimi! - Smettila.

Perch� non vai all'inferno?

Maledetta sia la coscienza!

Maledetta!

Apri!

Ehi, cosa sta succedendo? Non posso permettere che accada tutto questo. Cosa c'�?

Vieni fuori, non fermarti qui.

Se ti ubriachi cos�... pensi di essere giovane? � inutile!

Mettilo nel cortile, Joe.

Berit!

Pu� andare a casa, signor Grunbach, con lei abbiamo finito.

Grazie, ispettore.

Perch� lei non ha detto qualcosa?

Se avesse avuto un figlio la cosa poteva passare.

Ma ora � morta.

Il Signore d�, e il Signore toglie, e cos� l'ha presa a s�.

Ho sempre saputo che mia figlia era nata sfortunata.

Non mi ha mai dato una sola gioia. Forse � meglio cos�.

Allora, me ne vado.

Grazie per la disponibilit�.

Ci dia l'indirizzo del medico che ha praticato l'aborto...

... e andiamo tutti a casa.

Si rende conto di cosa significherebbe il suo silenzio?

Gli assassini devono essere fermati, lei non crede?

Questo medico ha ucciso la sua amica, eppure lei vuole proteggerlo.

Conoscevo una ragazza ricca che rest� incinta di un ragazzo ritardato.

Ebbe un aborto, organizzato dal Ministero della Sanit�, con un chirurgo famosissimo.

E questo che cosa c'entra?

Noi che non siamo cos� ricchi dobbiamo arrangiarci come possiamo.

- Con simili conseguenze? - Alcune donne muoiono, certo.

Questo � l'aiuto che ci danno. - Lo capisce come � fatta?

- Smettila di farneticare. - Ora basta.

Non sarebbe stato meglio se avesse tenuto il bambino?

- Non lo so. - E lei avrebbe fatto lo stesso?

S�.

Sgualdrina!

Si calmi, signora Holm, o lasci questa stanza.

Credo che la signorina Villander abbia una proposta da farle, signorina Holm.

- Beh, dipende. - Abbastanza.

Che cos'�?

Se dai alla polizia l'indirizzo del medico che ha praticato l'aborto,

cercheremo di fare in modo che tu non debba subire il processo.

Prometto di fare tutto il possibile per tenerti fuori da questa storia.

Non mi credi?

No, perch� dovrei?

Ti do la mia parola.

Aiutaci, Berit! - Perch� dovrei aiutarvi?

Qualcuno ha una sigaretta?

Non � che il suo comportamento mi indigni, signorina Holm.

Mi d� fastidio la sua stupidit�.

Lo capisci che stavolta ti daranno almeno tre anni?

Potresti andare in prigione, chiss� quale.

Ma a te non importa, naturalmente... - No.

- In tal caso... - Lasciamo che tutto abbia il suo corso.

Entri, Sorella.

Venga con me.

Glielo dir�.

Le dir� tutto.

Le dir� tutto quello che vuole.

Perdonami, io sono un...

Che cos'hai fatto, G�sta?

Mi dispiace.

Sono un poco di buono e un disgraziato.

Oh, G�sta!

Sono cos� felice di vederti qui.

- Ti sono mancato? - S�.

Meno male, perch� mi sei mancata.

Ascolta...

Lasciamoci tutto alle spalle.

Non potremmo.

E se ci prendono? - Non ci faremo prendere.

Parler� con un amico, che di certe cose se ne intende.

Ci penser� io a parlargli.

Ciao, mio piccolo amico. Potresti chiamare il capitano?

- Io parlo un po' di tedesco. - Anch'io.

Possiamo vedere "Il comandante supremo di questo dio devoto"?

Ciao, parli inglese?

La tua nave � bellissima. Vorremmo entrare in affari, i miei due amici...

... lui e il suo amore, loro intendono andarsene via da qui.

Siete in due? - S�.

Capisco, due giovani che vogliono lasciare la Svezia, vero? - S�.

Vieni, ne parliamo meglio.

- Com'� andata? - La costa � sgombra.

Partiamo domattina.

- E costa molto? - Come pensavamo, pi� o meno.

- Hai cambiato idea? - Cosa vuol dire?

Non so cosa intendi.

- Sei cos� silenzioso. - Non posso sempre parlare.

- Mi sembra cos� strano scappare via cos�. - Lo hai gi� fatto altre volte.

Hai ragione, ma...

- Ascolta... - S�?

- Ho pensato ad una cosa. - Dimmi.

Un anno fa stavamo peggio,

da allora � cambiato molto. Se solo ci pensi...

- Vuoi dire che � inutile partire? - Non ho detto questo.

Ci sono molte cose che non vanno.

La libert� vigilata. Tua madre. Il mio lavoro.

Tante noie e problemi. � vero.

Vedi, ci vuole molto per affrontarli.

Ma possiamo contare su noi due, cosa che prima non era.

- Ma io non valgo molto. - Per me tu sei tutto.

Allora le cose andranno bene.

Qualcosa mi dice che sarebbe assurdo scappare ora.

Non perch� ci prenderebbero, ma per noi stessi.

- Anche tu la pensi cos�? - Perch�, anche tu?

A me non potrebbe andare peggio che a te.

Io sono abituata.

Quando ci penso, mi sembra di dover sfidare tutti.

- Anche gli assistenti sociali? - Certo, e anche tua madre!

Se necessario, sfiderei anche il diavolo!

- Che c'�, G�sta? - Restiamo!

Me lo sento, non ho dubbi! Dobbiamo restare!

- Sar� dura, ma pu� funzionare. - La gente come noi non deve abbandonarsi.

E noi non lo faremo!

No.

E presto torner� l'estate!

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