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Original subtitles

[musica drammatica]

Gloria!

Arianna!

Andrea!

[musica sfuma]

[cane abbaia]

[musica intrigante]

- [Marina] Oh, mio Dio. - [Gloria] Ti piace?

[Marina] Questa è 'na reggia!

[Gloria] È della mia famiglia da tre generazioni.

[Marina] 'azz!

- Ale'! - [Gloria] Cele'!

- Auguri, eh? - [Gloria] Grazie.

- Marò, quanto si' bell! - Ta-da!

Dai, togliti il cappello, così come vedo?

- Meglio di no. - Perché?

Comunque io sono Marina. Piacere.

Ah. Piacere, io sono Celeste.

Ciao, Alessandro.

- Ciao, pa'. - Complimenti.

Grazie.

Quindi? Da quanto tempo è che state assieme?

[Celeste] Marò…

Ma… [si schiarisce la gola] …noi non stiamo insieme.

E dai!

Un maschio e una femmina che vivono assieme… Eh.

A me lo puoi dire, eh. Mica mi scandalizzo.

No! No.

Anzi, se ti devo dire la verità, sono pure contento.

- Ah! - Alessandro mi ha dato tanti pensieri.

Vabbè, ma ora te lo ha detto, papà, sono solo amici e basta.

- Eh, dai! - [Celeste] Tu insisti.

Sì, ma quando mai? Quelli vivono insieme nel peccato.

Quando c'è amore, non c'è mai peccato.

Te piacess!

Sh! Sta arrivando, sta arrivando. Sh! Zitti.

[passi che si avvicinano]

[musica finisce]

Via.

Torna di là.

[musica drammatica]

Vatti a cambiare,

o ti faccio una faccia tanta, peggio di quando eri bambino,

quant'è vero iddio.

No. Vi dovete abituare.

[musica in crescendo]

A me. A Gloria.

E sarà come mi vedete.

Ma meglio. Più felice.

Perché sarò come mi sono sempre immaginata,

dopo la transizione.

Alessa', torna di là.

Non te lo fare ripetere.

Non sono Alessandro, sono Gloria.

- No, papà! - Non mi fai paura, capito?

- Alessandro, finiscila. - Finiscila di fare cosa, ma'?

- [sparo] - [urla e sussulti]

[Celeste] Che fai? Sei impazzito?

Pa', che fai? Papà!

Fuori da questa casa, se no faccio uno sproposito.

Che vuoi fare?

- Vuoi sparare a tuo figlio? - Figlio?

Tu non sei più mio figlio.

Tu non sei più mio padre.

Ah! E me ne vado perché lo decido io.

Non perché mi cacci tu.

Tanto il coraggio di spararmi alle spalle non ce l'hai.

[suona "Girls & Boys" dei Blur]

È meglio che me ne vada, eh?

- Sì, forse è meglio che te ne vai. - Sì.

- [madre piange] - Arrivederci.

È che… È che forse lei è proprio fatta così.

Non ci dovete rimanere male.

Buona serata, eh?

[canzone continua]

Aspetta, aspe'.

Comunque, tu sei completamente pazzo.

Pazza, Cele'. Pazza. Femminile.

- Ho paura. - E perché?

Avrò finalmente la mia vita. Devi essere felice per me.

[Marina] Bella?

[Gloria] Sergio, ti lascio un vocale. Siamo arrivati alla villa.

Ti mando la posizione. Ci vediamo dopo.

Chiamami.

[canzone continua in sottofondo]

[canzone sfuma]

- [Andrea] Ma dove siamo? - Al sicuro.

[Celeste] Ué.

Gloria.

Ciao. Ma che succede?

Questi sono i figli della tua amica?

Dopo ti spiego tutto.

- Zia. - Zia.

Come state?

[Luca] Sei in anticipo. Il compleanno è domani.

Per una volta sono in anticipo e non in ritardo.

Ma, zia, chi sono loro?

Mo' ve li presento.

Ciao.

Buongiorno.

[musica drammatica]

Io sono Andrea.

Io sono Celeste.

Sono la sorella di Gloria.

- Piacere. - Piacere.

Tieni.

Grazie molte.

Prego. È educata 'sta creatura, eh?

Marò, non ti posso vedere che prepari il latte, che fai la mamma.

Fai 'na bella cosa, eh? Girati di là.

Mangiate velocemente e poi toglietevi dai piedi.

Andate al campo da vostro padre a vedere se lavora o se perde tempo.

Jamm' bell.

- Uh! E che è? Ci siamo moltiplicati? - Eh!

Hai visto? Siamo cresciuti stanotte. Come l'impasto del tortano.

Sono i figli di un'amica di Gloria. Hai visto che ci sta Gloria?

- Gloria? - Eh, tua nipote Gloria.

Mia nipote Gloria? Io non ho mai avuto una nipote Gloria.

- Da dov'esce questa, mo'? - Dalla Spagna.

- Ah. - Ma non ti ricordi?

- Zia. Sono io. - Vabbè, andiamo di là, ja?

Ti faccio un ripasso familiare.

- Brava. - Un ripasso.

Ma a zia Liliana ogni dieci minuti

devi ricordare che ho fatto la transizione?

[cellulare squilla]

Oh, fa' 'na cosa, per favore.

Mi guardi l'acqua? Non la far fare troppo calda.

Ué, io ho cresciuto due figli, e Dio sa se mio marito m'ha aiutato.

Mo' vuoi insegna' a me? [verso di scherno]

Pronto?

- Gloria. - Ué, Sergio. Tra quanto arrivi?

Il navigatore dice poco meno di un'ora.

Voi come state? Tutto bene?

Sì, tutto bene. I ragazzi stanno mangiando.

Ottimo. Ottimo.

Perché non ce l'hai voluto passare?

Perché stava guidando, Andre'.

E poi, fra un po' sta qua. Lo vedi con gli occhi tuoi, no?

Perché non ti fidi di Gloria?

Perché racconta tutte palle.

Vabbè. Intanto, stanotte ci ha salvato a me e a te.

- E tu sei un ingrato. - Ah, io?

[Andrea sbuffa]

Ragazzi, vi ho preparato una stanza, se vi volete riposare un po',

che avete passato tutta la nottata in macchina. Eh?

È quella con le pareti azzurre e i due lettini.

Va bene.

Una in due? Con tutte le stanze che ci stanno qua?

Mamma mia, Aria'. Va benissimo, grazie.

Andiamo. Ti lamenti sempre.

[fa versi con la bocca]

[sottovoce] Ma guardalo…

- Sta arrivando Sergio. - Mh.

- Il papà di Arianna. Così lo conosci. - Mh. Mh.

Invece, l'altro genitore di Andrea lo conosco già, o no?

Intendo l'altro genitore biologico.

Scusami, come hai fatto?

Ma come, come ho fatto?

Mica ci vuole la palla di vetro. È tale e quale a te alla sua età.

[musica dolce]

- Molto più maschio. - Sì, scherza, scherza.

Lui lo sa?

Ma non importa.

Come non importa? In che senso?

È tutto troppo complicato.

Quando finisce 'sta storia, Sergio lo vuole adottare.

Se lo porta con lui a Napoli,

lo fa crescere con la sorella e io non lo vedo più.

Ma che stai dicendo? Ma che ti pensi,

che ti puoi dimenticare di avere un figlio?

Non funziona così.

Dai, non ti ci mettere pure tu.

Lo so già.

- L'ho imparato a spese mie. - Ué.

[musica finisce]

[Gloria] Eva, ascoltami bene.

Pietro stanotte è venuto alla villa,

ma siamo riusciti a scappare e stiamo bene.

Siamo in contatto con la polizia.

Tu però stai attenta, non andare a casa mia

e non andare manco al lavoro. Hai capito?

Guarda che è pericoloso, ha pure una pistola.

No, no, no, no, no. Oddio.

[segnale acustico]

Carmine.

Carmine, rispondimi.

Guarda che ho capito, eh?

Solo tu potevi sapere.

Solo tu potevi dare a quello stronzo di Pietro l'indirizzo di Gloria.

Disgraziato! Infame! [sospira]

Ma io te la faccio pagare, eh.

Guarda come te la faccio pagare.

[Andrea] Ciao.

Eh, lo so. Anche a me non piace tanto.

Però, vabbè, me l'ha data Celeste. Almeno è pulita.

È che quella maglietta era la mia.

- Ah. - Ti sta bene, però.

[musica dolce]

[sottovoce] Vabbè.

Comunque penso che se Pietro è arrivato a casa per prendersi Salvatore,

allora anche la morte di mamma è…

Cioè, forse avevi ragione.

E se è così, la deve pagare.

Oh. La vedi questa terra? È tutta della mia famiglia.

Fino a là, vedi?

- Dove si posa il nostro sguardo. - Alla faccia!

Detta così, sembro un po' Rossella O'Hara in Via col vento, eh? Di' la verità.

- Tu non sai manco chi è Rossella O'Hara. - No.

Non fa niente.

- Sei ricca. - La mia famiglia lo è.

Quando è morto mio padre, ho venduto tutto questo a mia sorella.

Mi servivano tanti soldi.

- Dovevo ricominciare. - Ricominciare cosa?

Ricominciare a vivere.

Vivere veramente.

Fare la transizione costa.

Gli incontri coi medici, le terapie ormonali,

le operazioni.

Poi qua a Salerno non ci stavo più bene.

Non mi sentivo a casa.

Ho dovuto cercare un nuovo posto dove vivere.

Una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova città…

Mi so' dovuta rendere indipendente.

E ho dovuto rinunciare a tutto questo.

E non ti manca?

Nemmeno un po'.

Iniziare a vivere come me stessa

è stata la cosa più difficile che ho fatto.

Anche quella di cui vado più orgogliosa.

Ho vissuto 20 anni in un corpo che non mi apparteneva.

La testa diceva una cosa e il mio corpo ne diceva un'altra.

Tu non lo puoi capire, lo so, perché stai bene nel tuo corpo.

Sì, è vero.

Io posso solo immaginare.

Però sei stata molto coraggiosa.

- [musica finisce] - Non è stato coraggio.

È stata necessità.

Scusa, perché mi hai voluto raccontare queste cose?

E perché?

Perché tu presto te ne andrai.

E non volevo che uscissi dalla mia vita

senza sapere che qualcosa di buono l'ho fatto pure io.

Senti,

la faresti una cosa per me?

Ecco.

Ma che cosa?

Volevo passare da questa porta con te.

Non sto capendo.

Non devi capire.

Va'.

[musica malinconica]

[musica finisce]

- [bip di nota vocale] - Gloria.

Ti lascio un vocale, perché, ecco, ho troppa vergogna a chiamarti, ma…

Volevo che sapessi che è stato quell'infame di Carmine

a dire a Pietro dove stavate.

Ed è per colpa sua che avete rischiato la vita.

Ma… io questa volta non gliel'ho fatta passare.

L'ho denunciato.

Per quello che ha fatto adesso, e per tutto quello che ha fatto a me.

Avevi ragione tu. Scusami, Gloria, perdonami.

Io… Non so cosa mi prende. Mi viene da piangere. [sbuffa]

[agente] Signorina.

Mi scusi, ha per caso un fazzoletto?

Perché, se piango, mi si rovina tutto il trucco.

- [Andrea] Papà. - [Sergio] Ehi.

Come stai?

Bene.

[Andrea] Ho avuto paura.

[Sergio sospira]

[Sergio] Ispettrice, Marina non si è suicidata.

Ora è tutto chiaro. Aveva ragione Gloria.

Sì. È stato Pietro Riccio.

Compare pure nelle telecamere di sorveglianza di un pastificio,

sulla strada per l'ospedale.

Lo stiamo cercando.

Comunque, le informazioni della signorina Eva Santagata sono state molto utili.

Vabbè, ma Carmine lo avete trovato?

Sì, l'abbiamo fermato in ospedale. Lo stanno portando qua, così lo interrogo.

Non so se sappia dov'è Pietro,

ma ovunque sia, Riccio vi sta cercando.

Suo figlio è con voi e lui lo sa.

Vabbè, allora cosa pensa sia meglio fare?

Penso che dovete rimanere in masseria, almeno finché non lo fermiamo.

Abbiamo allertato i colleghi di zona, e…

Qualsiasi cosa succeda, chiamatemi subito.

Sì, restiamo qui, non ci muoviamo.

- [Gloria] Grazie, ispettrice. - Di niente.

[Sergio sospira]

[Luca] Tu come la conosci mia zia Gloria?

[Andrea] Eh, sono…

- Sono figlio di una sua amica. - [ragazzo] Ti ha lasciato con lei?

No. In realtà, mia madre non c'è più.

- È successo due giorni fa. - Mi dispiace.

[donna] Qui invece una firma per…

- Coraggio, dai. - Grazie.

Vi va di fare un giro in bicicletta con noi?

Vi facciamo vedere la tenuta, l'uliveto. È molto bello.

Io no.

Sono stanca. Preferisco guardare un cartone alla TV.

Ho visto che ne avete una grandissima.

Mamma mia, Aria'. Io vengo volentieri.

Andiamo in garage a prendere la bici.

- Ce n'è una anche per te. - [Andrea] Grazie.

[Celeste] Ué.

Mh.

Non resisto, quando vengo.

Perché?

Troppi ricordi.

Con mia sorella sto bene, per carità.

È come se avessi bisogno di cose solo mie.

Solo di Gloria.

Della vita di adesso.

È difficile da spiegare, lo so.

No, invece credo di capire.

Per questo quando è arrivato Andrea ho avuto paura.

Era come se non fosse figlio mio.

Come se appartenesse al passato.

Era come se non stesse nella vita di adesso.

E ora, invece?

E ora sarebbe diverso.

Ma tanto, nella mia vita comunque non ci sarà, no?

[musica dolce]

[Sergio sospira]

Senti, Gloria…

Non discutiamo. Per favore.

[musica dolce in crescendo]

[musica finisce]

Guarda. Questo c'ha 2000 anni, e non è nemmeno il più vecchio.

Smettila di atteggiarti. Tira fuori la sorpresa per Andrea.

Questo lo facciamo anche noi, con papà. È l'olio della nostra famiglia.

Te lo volevamo fare assaggiare.

No, no, aspettate.

Io vi ho detto una bugia.

Gloria non è solo un'amica di mamma.

È anche… Insomma…

[sospira] Io sono suo figlio.

E noi tre siamo parenti. Cioè, siamo cugini.

[entrambi ridono]

- Ma che lo sapevate già? - L'avevamo capito.

Alla fine quest'olio è anche tuo. Sei uno di famiglia.

Ma da cosa lo avete capito? Cioè, ci somigliamo così tanto?

Sì, ma non è questo. Si capisce di più da come ti guarda zia Gloria.

[motore d'auto che si avvicina]

[Luca] Chi è questo?

[musica ricca di suspense]

- Io t'ammazzo, capito? - Sali in macchina. Muoviti.

Fermi!

Torniamo a casa.

[musica finisce]

- [Sergio inspira] - E mo' che c'è?

[Sergio espira]

Gloria, ieri notte, quando…

Quando Pietro mi ha sparato,

io potevo morire.

[musica malinconica]

Arianna, Andrea… Che ne sarebbe stato di loro?

Devi sapere la verità.

In ospedale, Marina mi ha detto il contrario di ciò che ti ho raccontato.

[musica malinconica continua]

Mi ha fatto giurare che tu non saresti mai uscita dalla vita di Andrea.

Gloria, mi dispiace, però…

Quando ho visto la reazione di Andrea, e che non ce la facevi, ho avuto paura.

Paura per Andrea.

E forse pure per me.

Allora Marina mi voleva nella vita di nostro figlio.

Ho sbagliato, non mi odiare.

E mo' perché dici che hai sbagliato?

Perché ti sei pentito?

Senti, Gloria, ci saranno delle difficoltà.

Sarà lungo, servirà tempo, ma non puoi uscire dalla vita di Andrea.

Ora dici così fino al mio prossimo errore?

Poi che fai?

Cambi idea un'altra volta.

No, dico così perché ho capito di avere sbagliato.

E io che dovrei fare? Sentiamo.

Ti dovrei perdonare perché mi stai dicendo la verità?

Non serve a niente. Serve soltanto ad alleggerire la tua coscienza.

Mio figlio non mi vuole.

Ma Andrea non sa che vuole, sono stati i giorni più brutti della sua vita,

deve ancora capire cosa vuole.

E lo capirà col tempo.

[musica finisce]

Glielo faremo capire insieme.

E come?

Non lo so.

Ma sento che questa è la strada giusta.

Sergio, esci.

Voglio stare da sola.

Gloria!

Hanno rapito Andrea.

Luca e Marco hanno detto che era un uomo con una pistola.

- In una macchina rossa. - [notifica di SMS]

[musica minacciosa]

[Pietro] Se vuoi rivedere vivo Andrea, esci da quella casa e portami mio figlio.

Da sola. Senza Sergio e senza polizia.

Se no Andrea non lo vedi più.

Cele', mi devi aiutare.

[musica minacciosa continua]

La pistola di papà?

Gloria, non so se sia la cosa giusta.

Se lo dico a Sergio, Pietro ammazza mio figlio.

Ho paura.

Anche io.

[musica in crescendo]

[motore d'auto si avvia]

[musica continua]

Perché ha preso la macchina? Dove va?

Non lo so. Ha preso il bambino.

Ha preso il bambino? Sta andando da Pietro?

Quello non ha nulla da perdere. Dimmi dove sta andando.

Ha preso Andrea e vuole il bambino per ridarlo a Gloria.

Ha detto che, se non andava da sola, lo ammazzava.

- E ci è andata da sola, cazzo? - E che doveva fare?

Lo doveva dire a me! Con me doveva parlare!

[musica continua]

[cellulare squilla]

Gloria, torna subito indietro. È un rischio troppo grosso.

Gloria, mi senti?

Sono preoccupato pure io per Andrea,

ma non puoi andare da sola, torna indietro.

Hai capito? Fidati di me, Gloria.

Gloria, mi stai ascoltando? Gloria!

[Salvatore piange]

Mo' non ti ci mettere pure tu.

Vedrai che andrà tutto bene.

[musica finisce]

[segnale di linea libera]

- [D'Auria] Sì? - Ispettrice, dobbiamo vederci subito.

Pietro ha rapito Andrea.

Mi raggiunga al più presto.

Va bene.

Se si sveglia Arianna…

Ci penso io, non preoccuparti. Sergio.

Riportali a casa, tutti e tre.

Sì.

[Pietro] Ma non sei curioso di sapere come ho fatto a trovarti? Eh?

La casa di Gloria a Lecce.

Era piena di latte d'olio. E indovina che c'era scritto sopra?

L'indirizzo. [ride]

Praticamente, avete fatto tutto 'stu casino per niente.

Facevi prima se mi mandavi direttamente la posizione.

[Andrea respira affannato]

[Andrea] No! No!

Lasciami!

[musica drammatica]

[Pietro] Tu non hai capito niente.

Non sai che quando ho perso tua madre, ho perso tutto.

Me la volevo portare via.

Con me.

Ma non mi stava a senti'.

È stata lei che mi voleva tradire.

Ma che stai dicendo?

Ma di che parli?

Io non la volevo uccidere.

Così come non voglio uccidere a te.

Ma poi,

se lo devo fare, lo faccio.

- Eh? - [Andrea piange]

[colpo in canna]

Eh?

Vuoi vedere?

Vuoi vedere come lo faccio?

Uccido prima te e poi mi uccido io.

Eh?

Che dici, ti piace?

[musica finisce]

Lo vedi?

Ti pisci sotto.

Sei solo un moccioso di merda.

Mettiti là e non ti muovere.

[musica drammatica]

[Andrea piange]

[D'Auria] Quindi sei sicuro di non sapere niente di più?

Non sai dove si trovi?

Non lo so. Gliel'ho già detto.

Guarda che a tuo carico c'è già una denuncia per violenza

e maltrattamenti ripetuti.

Ti vuoi proprio rovinare?

Quella puttana.

Se adesso non parli,

se non mi dici dove si trova Pietro Riccio,

rischi solo di aggravare la tua situazione.

Lo sai?

Se non mi dici subito quello che sai, giuro che ti distruggo.

Io non so che vuole fare veramente.

Quello è pazzo.

E l'ho capito troppo tardi. Glielo giuro.

Allora ci hai parlato?

Mi ha chiamato.

Mi ha chiesto di un posto.

Un posto sicuro per fare lo scambio.

[musica diventa minacciosa]

[Pietro] Ti mando la posizione dello scambio.

Vieni da sola, se no Andrea muore.

È chiaro?

[piangendo] Va bene, è chiaro.

È chiaro.

Come sappiamo se ha detto la verità?

Non lo sappiamo, possiamo solo provare.

Lo devo fermare. Li devo trovare,

perché, se succede qualcosa ad Andrea o a Gloria, io…

Ma perché Gloria non l'ha avvisata?

Perché con lei ho sbagliato.

[musica ricca di suspense]

[receptionist] Signora Priori, stanza 137.

- Benvenuta a lei e al suo bambino. - Grazie.

[bussano alla porta]

[musica in crescendo]

[musica finisce]

Buonasera, signora. Ha bisogno di qualcosa per la notte?

- Niente. Grazie. - Va bene, buona serata.

[sospira]

[Gloria sbuffa]

[suona "Pizzica di Aradeo" di C. Alfieri e G. Astori]

[donna canta "Pizzica di Aradeo"]

[cellulare squilla]

- Pronto? - [Pietro] Ti vedo.

Sono dall'altra parte della piazza.

Cammina dritto.

- Così? - Fai ancora qualche passo.

Andrea dove sta? Se non liberi mio figlio, col cazzo che ti do Salvatore!

[Pietro] Tranquilla, Andrea sta bene. Sta qua vicino a me.

[urla] Scappa, Andrea! Scappa!

[Pietro geme]

Si' proprio 'na stronza!

Vieni.

[Gloria] Mi fai male! Ahia!

- E lasciami! - [Pietro] Stai zitta. Zitta!

- [Gloria grida] Aiuto! - [Pietro] Stai zitta!

[Sergio] Andrea!

Andre'!

- Come stai? - Sto bene, sto bene.

Ma la devi salvare, capito? Vai, vai! Vai, sono andati di là!

- Lasciami. - Muoviti.

[musica continua in lontananza]

- Sali. - Che cazzo fai?

- [Pietro] E sali! - [Sergio] Pietro!

Pietro! Ferma!

Senti a me, non fare altre stronzate.

Tanto da qui non puoi scappare. È pieno di polizia.

Ma perché, secondo te ho paura della polizia?

Ormai sono fottuto.

Solo che voi affondate appresso a me.

- Abbassala, non fare altre pazzie. - Non muoverti, magistra'.

Quant'è vero iddio, ti sparo.

Spara!

'sta zoccola pensava di fottermi con una pistola falsa.

[Pietro e Sergio gemono]

[musica continua in sottofondo]

[Pietro geme]

[sparo]

- [musica termina] - [folla esulta e applaude]

Sergio!

[rumori della folla si dissipano]

Sergio.

- Come stai? - Sto bene.

Sto bene, sto bene.

È finita.

Finita.

Salvatore come sta?

Al sicuro. Almeno spero.

[musica drammatica]

Fatemi passare, oh! Oh, fatemi passare! Fatemi passare!

- [uomo] Da qua non passa nessuno. - È la mia famiglia.

Lascialo passare. Vai, Andrea. Vai da loro, vai.

[agente] Per favore, restiamo indietro…

[musica drammatica continua]

[musica in crescendo]

[Gloria] Amore mio.

È la prima volta che mi abbracci.

[scoppio di fuochi d'artificio]

[musica s'intensifica e poi finisce]

[Salvatore piange]

È da un'ora che va avanti in questo modo. Io già sono agitata, quindi,

ditemi quello che devo fare.

[donna] Noi non trattiamo questi argomenti.

Siamo una linea di aiuto LGBTQIA+.

Ma lo so benissimo chi siete.

Faccio parte della comunità anch'io, che vi credete?

Per tutta la vita vi ho sempre chiamato nel momento del bisogno e…

Ora ho bisogno con questo bambino che piange.

Mi dispiace, ma non so proprio come aiutarti.

Oh!

Almeno tu, ti prego, fa' qualcosa. Vienimi in soccorso!

[gabbiani garriscono]

[musica malinconica]

[dialoghi indistinti]

Prego! Queste sono frittatine di pasta al ragù.

Forza, prendete. Le abbiamo fatte noi.

[Gloria] Ciao, Marina mia.

Ti sarebbe piaciuto tutto questo, lo so.

Ti sarebbe piaciuto vedere i tuoi figli sorridere.

- A me no? - No? Le vuoi?

[Gloria] E ti sarebbe piaciuto vedere Andrea qui,

a festeggiare il suo compleanno.

[Celeste] Zie, non esagerate, eh…

[Gloria] Nostro figlio ha deciso di fare gli ultimi due anni di scuola qui a Lecce.

Da me.

Va bene!

[Gloria] Speriamo bene, Mari'.

Io ci provo, te lo prometto,

ma non so se sarò brava, eh.

Però ci voglio provare. Veramente.

Mi manchi, Mari'. Mi manchi assai.

È tutto perfetto,

ma sarebbe ancora più perfetto se tu fossi qua, con me.

[musica continua]

[musica diventa dolce]

A che pensi?

A niente. Per una volta, non penso a niente.

Dopodomani, io e Arianna partiamo.

La scuola comincia tra poco.

Vuoi portarti pure quelli là?

[ridono]

Gli amici di Andrea, i napoletani.

No. Anzi, veramente, non ti vorrei allarmare, ma…

- Ho sentito che si stanno organizzando. - Mh?

Hanno fatto amicizia con i cugini di Andrea, vogliono vedere l'uliveto.

E vabbuò. Tanto la scuola comincerà pure per loro.

Così torneranno a Napoli, e finalmente…

E restate solo tu e Andrea.

Vabbè. Poi vi veniamo a trovare.

E voi venite a trovare noi.

Senti…

Stavo pensando di chiedere il trasferimento a Lecce.

Così possiamo stare vicini a te e ad Andrea. Io, Arianna e Salvatore.

Di' qualcosa, non stare muta. [ride]

E che devo dire? Che sarei felice?

Felicissima?

Ma felice è una parola che non si dice.

Ma è bellissima da ascoltare.

[musica dolce continua]

[chiacchiericcio indistinto]

[musica finisce]

Scusate, siccome la musica non è proprio come quella richiesta,

mi sono messa io d'accordo con Mister DJ.

Vai, DJ!

[suona "Gloria" di Umberto Tozzi]

Vai, Arianna!

♪ Gloria, Gloria ♪

♪ Manchi tu nell'aria ♪

- ♪ Gloria ♪ - ♪ Gloria ♪

♪ Manchi ad una mano, Gloria ♪

- ♪ Che lavora piano, Gloria ♪ - ♪ Gloria ♪

[Andrea e Arianna] ♪ Manchi a questa bocca, Gloria ♪

♪ Che cibo più non tocca, Gloria ♪

♪ È sempre questa storia, Gloria ♪

[canzone sfuma]

[musica intrigante]

[musica continua]

[musica finisce]

[musica drammatica]

[musica continua]

[musica finisce]

[musica dolce]

[musica finisce]

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