Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
[suona "Gloria" di Umberto Tozzi nella versione inglese di Laura Branigan]
[fischi]
[musica finisce]
[porta si apre]
[Marina] Non si bussa più?
Ho pensato una cosa.
Domani i soldi delle serate non li voglio portare tutti io.
Ne do metà a te, casomai dovesse succedere qualcosa nel viaggio.
Hai capito?
Io non parto con te domani.
[musica triste]
E me lo dici così, Mari'?
E come te lo devo dire? Stavo venendo io da te.
Tu vai, che io poi ti raggiungo.
Mi raggiungi a Barcellona?
[ironica] No, a San Pietroburgo.
Guarda, certe volte sei tanto bella quanto si' scema. Cioè, assai.
Noi avevamo fatto un progetto, Mari'.
Tu mi dovevi accompagnare.
Lo sai quanto è importante per me.
Ho messo i soldi da parte per tutti e due.
- Non mi mandare da solo, Mari'. - Uh, mamma mia, lagna!
Che ti credi, che sono tua madre?
Quante storie! Non ho detto che non vengo più.
Ma tu non sei così. Non mi faresti mai una cosa simile
se non ci fosse qualcosa sotto. Che è successo?
Ti sei messa nei guai?
Nessun guaio. Ho bisogno di un po' di tempo per me.
E poi io sono così, lo sai. L'hai sempre saputo, dall'inizio.
C'ho diritto a una vita pure io, o no?
No, la verità è che mi stai abbandonando.
Mamma mia, come si' drammatica!
Tra qualche giorno, massimo una settimana, ti raggiungo.
Vai a fa' 'sta valigia.
E domani mattina svegliami, che ti voglio salutare.
[musica triste continua]
Addio, vita mia.
E buona fortuna.
A me
e a te.
[musica finisce]
Credetemi, sono addolorata.
[Sergio] Ci sarà un'autopsia, immagino.
Sì.
Anche se sembra tutto molto chiaro.
L'intenzionalità del gesto, voglio dire.
La signora Marina è uscita dalla stanza di sua volontà, da sola.
C'è la testimonianza dell'infermiere di turno.
E la dott.ssa Russo ha detto che, quando ha dovuto firmare l'informativa,
si è spaventata di nuovo.
E ha detto testualmente:
"Non voglio lasciare la mia vita in mano ad altri".
Poi è salita sul terrazzo e…
Dottoressa, io non ci credo. Non dopo quello che mi ha detto.
Marina si voleva operare, era convinta che ce l'avrebbe fatta.
Io non ci credo.
Ha detto così, ma era già fuggita.
Vabbè, ma poi è tornata, no?
Sergio! E diglielo pure tu, no?
Gloria, non lo so.
Ieri, quando siamo andati in ospedale,
Marina mi ha voluto parlare da solo. Ti ricordi?
[sospira]
Mi ha fatto delle raccomandazioni.
Mi ha detto cosa avrebbe voluto se non ce l'avesse fatta.
Se…
Se fosse morta.
Come se facesse testamento.
Che stai dicendo, pure tu?
Se ti ha parlato del futuro, non è perché si voleva uccidere,
ma perché temeva di morire sotto ai ferri.
Questo lo pensavo anch'io, ieri.
Ma oggi, no.
Secondo me, aveva già organizzato tutto. Non me ne sono accorto, non l'ho capito.
Nessuno di noi l'ha capito.
Mi dispiace.
E non lo dico come frase di circostanza.
Mi dispiace davvero.
È una storia triste.
Ha ragione, è una storia triste. Ma non è la storia di un suicidio.
Grazie.
[porta si apre]
- [porta si chiude] - [Sergio sospira]
Le voleva molto bene.
Le volevamo bene tutti.
Grazie, dottoressa.
Ce ne andiamo? Tanto a mamma mica ce la ridanno.
Andiamo.
[Arianna] Andiamo?
[suona "Arrivederci" di Umberto Biondi]
♪ Arrivederci ♪
♪ Dammi la mano e sorridi ♪
♪ Senza piangere ♪
♪ Arrivederci ♪
♪ Per una volta ancora ♪
♪ È bello fingere ♪
♪ Abbiamo sfidato l'amore ♪
♪ Quasi per gioco ♪
♪ Ed ora fingiam di lasciarci ♪
♪ Soltanto per poco ♪
♪ Arrivederci ♪
♪ Esco dalla tua vita ♪
♪ Salutiamoci ♪
♪ Arrivederci ♪
♪ Questo sarà l'addio ♪
♪ Ma non pensiamoci ♪
♪ Con una stretta di mano ♪
♪ Da buoni amici sinceri ♪
♪ Ci sorridiamo per dir ♪
♪ Arrivederci ♪
♪ Oh ♪
♪ Arrivederci ♪
[musica finisce]
Salve.
Buongiorno, dottoressa.
Grazie per essere venuta.
Non mi deve ringraziare. Che succede? Ci sono novità?
L'ho chiamata perché mi interessa quello che pensa.
Mi interessa sapere perché è così sicura
che la sig.ra Marina non si sia tolta la vita.
E si aspetta una spiegazione logica da me?
Non la tengo.
E non perché non mi voglio rassegnare, ma Marina non s'è buttata.
Marina non lo avrebbe mai fatto.
Marina non l'ha fatto.
In realtà, c'è qualcosa che abbiamo scoperto.
Abbiamo fatto controllare il suo cellulare,
e la signora Marina, circa un'ora prima di salire sul terrazzo,
ha chiamato Pietro Riccio, probabilmente in risposta
all'ultimo messaggio vocale che le aveva mandato.
- Allora Pietro sarebbe potuto… - No, non lo sappiamo.
Al contrario, Marina avrebbe potuto chiamarlo proprio per dirgli addio.
E comunque, al momento non c'è nulla che porti a lui.
Ho fatto contattare tutti i medici e paramedici di turno ieri notte
e nessuno l'ha visto entrare o uscire.
E per quanto ne sappiamo, potrebbe essere a Napoli o altrove.
Per quanto ne sapete, dottoressa?
Sì. Perché non sappiamo dove si trovi.
Il suo telefono non è solo spento, è irrintracciabile.
Comunque, l'autopsia ci dirà…
Questa è la spiegazione. È stato lui.
Non so cosa succede in questi casi.
Se si guardano le celle telefoniche, le telecamere… Non lo so.
Ma mi prometta che continua a cercare, che non si ferma qua.
E lei mi promette di essere ragionevole?
Qualunque cosa succeda, qualunque sia il risultato?
Ma quale ragionevole, dottoressa?
Non sono stata ragionevole nemmeno un giorno in vita mia.
Questo però non vuol dire che c'ho torto, no?
È stato Pietro Riccio.
Mi creda.
Io comunque continuerò a cercare. Questo glielo prometto.
Grazie.
- [Costanza] Gloria. - Buongiorno.
Mi dispiace. Mi dispiace veramente.
Mi scusi.
È che da quando è successo di Marina, non mi ha abbracciata ancora nessuno.
Mi scusi ancora, eh.
E Sergio, e i ragazzi?
Ma non gliene faccio una colpa. Hanno il loro dolore a cui devono pensare.
E Andrea?
Neanche Andrea ti ha abbracciato?
E perché mi chiede di lui?
- Forse Marina le ha detto… - No. No.
Non me lo ha detto nessuno. Non ce n'è stato bisogno.
[musica dolce]
L'ho capito da come lo guardi che è tuo figlio.
E troppi ne ho visti nascere di bambini, per non vedere le somiglianze.
Le somiglianze…
Quelle sono solo esteriori. Andrea non mi vuole.
Non vuole nemmeno che lo tocchi.
Quanto tempo fa ha saputo di essere tuo figlio?
Una settimana fa.
Una settimana non è niente. Dagli tempo.
Non è questione di tempo.
È sempre questione di tempo.
Credimi. Abbi fiducia.
Buona fortuna, Gloria.
[musica drammatica]
[musica finisce]
[Sergio] Ragazzi, la mamma non è davvero andata via.
Resterà sempre con noi.
Non la vedremo più, però.
[Sergio] Questo è vero.
Però lei continuerà a vedere noi.
Ci controllerà per sapere se siamo felici, per vedere se sorridiamo.
Ma io non voglio sorridere. Perché devo sorridere?
Tu non sorridi. Stai male come me.
Dimmi la verità.
[sospira]
È vero, Aria', sto male.
Oggi non è il momento di sorridere. Però nei prossimi giorni, sì.
E soprattutto tu devi sorridere.
Devi pensare che mamma, se sorridi tu, sorride pure lei.
E dove sta?
Non lo so.
Questo lo sa solo lei.
E poi lo sapremo pure noi.
Ma un giorno la rivedremo tutti insieme?
Non lo so, tesoro.
[sospira] Ma lo spero tanto.
Ciao.
Dove sei stata?
Sinceramente, non pensavo che ti interessasse.
Hai visto l'ispettrice, eh?
Sì, perché?
E lei? Che dice del fatto che mamma si è buttata
dopo che ha visto la nostra foto? La nostra bella foto tutti quanti insieme.
Tu c'hai pensato? Eh?
- Andre', la foto non c'azzecca niente. - Secondo me sì, invece.
Ci ha visto già tutti senza di lei.
Se ne poteva pure andare, e così ha fatto.
Non è così.
Tu non ci credi che mamma s'è buttata. Me l'ha detto papà.
E ti ha detto bene. Non ci credo.
E perché?
Tua madre non si sarebbe mai buttata.
Invece ti sbagli. È proprio un comportamento da lei.
Che stai dicendo?
Marina ha sempre pensato solo a se stessa. A se stessa e basta!
Come quando c'ha portati qua.
Andrea, non sei lucido. Nessuno di noi lo è.
Smettila. Non è il momento.
E no, invece! Adesso è proprio il momento.
Adesso dobbiamo chiarire le cose.
Non urlare, che svegli tuo fratello.
Questo? Questo non è mio fratello.
È un'altra prova dell'egoismo di Marina. Come te.
Tu sei uguale a lei.
Quella Marina voleva bene solo a se stessa. Perciò si è uccisa.
Perché di me, di noi,
non gliene fregava un cazzo.
Andre', basta.
E io la odio. Hai capito che io la odio?
E questa era mia madre. Una grandissima stronza egoista!
[musica drammatica]
Non ti permettere mai più di parlare di tua madre in questo modo.
Che cazzo fai? Tu chi cazzo sei per dirmi quello che devo fare e che non devo fare?
- Chi cazzo sei? Stronza di merda! - Che succede?
Andre'!
'sta stronza mi ha dato uno schiaffo! M'ha dato uno schiaffo!
Vattenn! Non ti voglio più nella vita mia!
Vaffanculo!
[musica drammatica continua]
[Salvatore vagisce]
[musica s'intensifica e poi sfuma]
[notifica al cellulare]
[Gloria] Ernesto, non è il momento.
Tanto lo so quello che mi devi dire.
Di tua moglie, di tutto quanto, ma adesso no.
Non ti ho mai chiesto niente, ma ora una cosa te la chiedo.
Vattenn.
[Sergio] Che Marina abbia chiamato Pietro non vuol dire niente.
Magari voleva dire addio pure a lui.
- [Gloria] Lo pensa pure l'ispettrice. - Ma non è quello che pensi tu.
- [Gloria] No. - E niente ti farà cambiare idea.
[Gloria] No.
Senti, Gloria, c'è una cosa che non sai.
L'ultima volta che ho visto Marina, ieri, quando mi ha chiamato in ospedale…
Mi ha detto
che, se le fosse successo qualcosa,
avrei esaudito le sue volontà.
Sergio, lo so. Me l'hai detto già.
Le sue volontà su Andrea.
[musica drammatica]
Mi ha detto che aveva capito di avere fatto uno sbaglio.
Che Andrea non è pronto ad averti nella sua vita.
Che non sei pronta tu.
Si è fatta giurare che se fosse morta sotto ai ferri…
io avrei adottato Andrea.
Che ti avrei convinta a farti da parte.
Ma che stai dicendo?
Pensi che sto mentendo?
No, non è così.
È che a me aveva detto un'altra cosa.
Anche lei ha detto che si aspettava un'altra cosa, venendo qua.
Pensava che sarebbe stato tutto più facile.
Non si aspettava la reazione di Andrea, ma neanche il tuo spavento.
La tua voglia di tenere Andrea fuori dalla tua vita.
- Ma quello era all'inizio. - Era pochi giorni fa, Gloria.
Comunque, questo è ciò che mi ha detto Marina.
Il suo ultimo desiderio.
Naturalmente, tu puoi fare come ti pare.
Sei nel pieno diritto di poter chiedere il riconoscimento.
Però Andrea è minorenne.
Ci sarà un giudice che dovrà decidere
se sei in grado di assumere la responsabilità genitoriale.
E io farò di tutto per tenere Andrea con me.
Voglio che cresca insieme ad Arianna.
E perché di te non mi fido.
Ma perché mi dici queste cose? Guarda che voglio solo il bene per Andrea.
Allora siamo d'accordo, perché vogliamo la stessa cosa.
Per questo penso che Andrea debba restare con me e con Arianna.
Poi è lui che non ti vuole.
È evidente, Gloria. Questo lo sai pure tu.
Va bene.
Facciamo come ha detto lei.
[musica sfuma]
Facciamo come voleva Marina.
Ho detto alla D'Auria di predisporre il rientro del corpo di Marina
a Napoli, dopo l'autopsia.
Io e i ragazzi, invece, partiamo domani.
- Gloria, mi dispiace. - Non dire stronzate, Se'.
Non ti dispiace.
Non ti dispiace veramente.
[Pietro] Si chiama Marina. De Cicco Marina.
Volevo solo sapere il bambino come sta.
Voi sapete dove l'hanno portato?
Ci sarà qualcuno che se n'è presa la responsabilità, o no?
Aspetti qui, sig. Esposito. Vado a parlare con la direttrice.
Non posso dare queste informazioni senza autorizzazione.
Va bene. Grazie.
Ué. Vieni con me, che qua dicono che sei un guaio.
- Scusi, ma ci conosciamo? - Sono un amico.
Un amico? Io non ti conosco.
Fidati.
- Vieni. - Ma che vuoi da me?
- Sono solo un amico che ti vuole aiutare. - Ah.
È meglio se non entri. Tanto là dentro tuo figlio non ci sta.
Se lo sono portato.
Come, mio figlio? Quello…
è nostro figlio. Cioè…
Mio e di Marina.
E comunque come sai tutte 'ste cose?
Di te non so niente e non voglio sapere niente.
Io so solo che ci sta una stronza che mi sta sul cazzo
e che risponde al nome di Gloria Priori di 'sta minchia.
È lei che tiene tuo figlio, a casa sua, al mare.
Come faccio a sapere che non mi stai dicendo stronzate?
Se non mi credi, va' a vedere. Io so dove sta. Posso darti l'indirizzo.
Ma perché lo fai?
- Per soldi? - Non hai capito niente.
Non voglio niente. Voglio solo metterglielo nel culo a Gloria Priori!
Se poi, mentre prendi tuo figlio le fai male, a me non dispiace.
A piacere tuo.
Vabbè.
Allora aspettiamo la mail di conferma con i dati della carta di credito.
Sì. Buona giornata.
- Ciao. - Buongiorno, Eva.
Come stai?
Preferisco non parlarne.
Domani torno al lavoro.
Meno male.
Ecco, perché io… Tu lo sai,
da sola proprio non… Non ce la posso fare.
Non è che non m'impegno, che so' svogliata, però, ecco, non…
Non ce la faccio.
Ce l'hai con me per quella storia di Carmine, vero?
Perché non l'ho lasciato.
No. Sono troppo stanca.
Pure per avercela con te.
Però mi hai deluso, questo sì.
Pensavo avessi più rispetto per te stessa.
Parliamo tanto del rispetto che ci devono gli altri, e poi che facciamo?
Siamo le prime a farci mettere i piedi in testa.
Ma non è così, Gloria.
Hai ragione tu. So' fatti tuoi.
Però una cosa te la devo chiedere.
Non ti caccio per strada,
ma se ti trovi lavoro da un'altra parte, mi fai contenta.
Io ti voglio troppo bene.
Non riesco a starti accanto mentre ti rovini la vita.
[musica drammatica]
Ci vediamo domani, eh.
[apertura otturatore]
[bip]
[Marina] Qualsiasi cosa succede,
tu mi devi promettere…
Gloria rimarrà sempre nella vita di Andrea.
Quello è suo figlio.
[musica finisce]
[Luigi] …e con l'intero tuo popolo,
diffondiamo nel mondo gioia e fiducia.
Ricordati anche dei nostri fratelli e delle nostre sorelle
che si sono addormentati nella pace del tuo Cristo,
e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede.
Ricordati anche di nostra sorella Marina,
che è stata portata via da noi prematuramente.
Ammettili a godere la luce del tuo volto
e dona loro la pienezza di vita nella risurrezione.
[fedeli] Amen.
- [Luigi] Il corpo di Cristo. - Amen.
- [Luigi] Il corpo di Cristo. - Amen.
- [Luigi] Il corpo di Cristo. - [donna] Amen.
[Luigi] Il corpo di Cristo.
Il corpo di Cristo.
[musica drammatica di archi]
[Marina] Io non parto più con te domani.
[Gloria] E me lo dici così, Mari'?
E come te lo devo dire? Stavo venendo io da te.
Tu vai, che io poi ti raggiungo.
Non lo fare, Mari'.
Non continuare a mentire.
Dimmi la verità.
Dimmela adesso. Dimmela subito.
Prima che tutto si rovini per sempre. Hai capito?
Ma che dici?
Dillo.
Dillo che aspetti un figlio da me.
Dillo che mi vuoi bene, e faremo la nostra vita comunque, Mari'.
Io e te.
Marina e Gloria.
Ci inventeremo un modo, ma lo devo sapere ora.
Ora che siamo ancora in tempo, Mari'.
Se no andrà tutto male.
Andrà tutto malissimo.
Parla, Mari'. Mi devi dire la verità,
non mi devi ingannare con queste stronzate.
Non mi devi proteggere. Mi devi dire la verità.
Ti prego.
Ti scongiuro.
[Luigi] Preghiamo.
- Mi ricorderò di Marina nelle preghiere. - [Gloria] Grazie, padre.
[Luigi] E di Andrea che mi dici?
Sei d'accordo con le ultime volontà di Marina?
Penso che aveva ragione lei. Io non sono adeguata.
Non si diventa genitori da un giorno all'altro.
In una settimana, poi…
È la cosa migliore. Aveva ragione Marina, e ha ragione pure Sergio.
Io lo so che loro pensano questo. Ma tu che pensi?
Tu, voglio sapere.
Che devo pensare? Che c'hanno ragione.
No. Non è vero.
Che vi devo dire? Che poteva andare tutto diversamente?
Che avrei potuto imparare, capire…
Ormai è troppo tardi.
Marina non c'è più e Andrea domani se ne va.
Mio figlio ne ha passate tante. Non mi ci posso mettere pure io.
Deve abituarsi ancora alla morte di Marina, e io pure.
È meglio così.
Pensi di poterci riuscire davvero?
No, io lo devo fare. Altrimenti ho finito di campare.
[agente] Dottoressa, non c'è niente.
Non ci credo. Non c'è una telecamera nel parcheggio dell'ospedale?
Solo davanti al pronto soccorso. Nel resto…
Lo so, non era una domanda.
C'è un pastificio sulla strada per l'ospedale. Hai controllato là?
No. Dovrei contattare il proprietario.
E contatta! Senza condizionale. Vai, vai.
[sospira]
Adesso un po' di tempo per me ce l'hai?
Va bene, vuoi parlare? Parliamo.
Ho fatto un casino con tua moglie. Mi dispiace.
Gloria, dobbiamo parlare, ma con calma.
E non così, qua in mezzo.
Facciamo come vuoi tu. Dammi un appuntamento.
No. Vieni.
Avvocato.
Ma sei impazzito?
Per niente.
In questi anni non ci siamo fatti vedere nemmeno nella stessa strada.
Per questo ti ho portato qua.
Se non facevo questa scena davanti a tutti, non mi credevi.
Mia moglie ha chiesto conto di tutto, dopo che vi siete incontrate.
Potevo dire qualche sciocchezza, inventare scuse.
E forse ci avrebbe creduto. O meglio, avrebbe fatto finta di crederci.
Ma poi ho capito che non mi va più, Gloria.
- Le ho detto tutto. - Tutto?
Sì, tutto.
Da quanto stiamo insieme, e soprattutto che cosa provo per te.
Le ho chiesto il divorzio, Gloria. Non mi importa di cosa dice la gente.
Non ti importa di cosa dice la gente.
Mai avrei pensato di sentirti dire questa frase.
Lo so.
Ma adesso ho deciso.
Deciso…
Vuoi cambiare vita. E io?
E tu cosa?
Io dove sto in tutto questo progetto, in questa bella sceneggiata che hai fatto?
Cosa voglio, cosa penso…
Perché non me l'hai chiesto?
Me l'hai sempre chiesto tu.
Ma non mi hai detto: "Gloria, che dici? Che pensi?"
Mi hai portato in piazza dopo che per anni mi hai nascosta in una stanza d'albergo.
E io sempre zitta e muta.
E mo' è troppo tardi.
Non immagini le volte che mi sono dovuta nascondere per te.
E quanto so' stata male.
E non ti ho mai fatto vedere niente.
Per un po' di orgoglio, di dignità.
Quel tempo è finito, non c'è più.
Quel tempo c'è ancora. Il tempo non si cancella.
Gloria…
Che mi vuoi dire?
Che hai fatto un passo sbagliato, Erne'.
Mi stai dando per scontato, come sempre.
Solo adesso lo capisco con questa chiarezza.
È finita.
Non ci dobbiamo dire più niente.
[suona "Domani è un altro giorno" di Ornella Vanoni]
♪ È uno di quei giorni che ♪
♪ Ti prende la malinconia ♪
♪ Che fino a sera non ti lascia più ♪
♪ La mia fede è troppo scossa ormai ♪
♪ Ma prego e penso tra di me ♪
♪ Proviamo anche con Dio, non si sa mai ♪
♪ E non c'è niente di più triste ♪
♪ In giornate come queste ♪
♪ Che ricordare la felicità ♪
♪ Sapendo già che è inutile ♪
♪ Ripetere "Chissà? Domani è un altro giorno, si vedrà" ♪
♪ È uno di quei giorni in cui ♪
♪ Rivedo tutta la mia vita ♪
♪ Bilancio che non ho quadrato mai ♪
♪ Posso dire d'ogni cosa ♪
♪ Che ho fatto a modo mio ♪
♪ Ma con che risultati non saprei ♪
♪ E oggi non m'importa ♪
♪ Della stagione morta ♪
♪ Per cui rimpianti adesso non ho più ♪
♪ E come tanto tempo fa ♪
♪ Ripeto "Chi lo sa? Domani è un altro giorno, si vedrà" ♪
♪ Domani è un altro giorno, si vedrà ♪
[musica finisce]
- Ciao. - Ciao, Gloria.
Scusa, non sapevo quando saresti tornata, ma c'è della pasta pure per te.
Faccio io, non ti preoccupare.
Avete deciso a che ora partite domani?
Partiamo abbastanza presto, così arriviamo con calma.
Meglio così. Anch'io torno in città e liberiamo la casa.
Ma che farai quando noi ce ne andremo?
Ciò che facevo prima. Niente di più e niente di meno.
[Sergio sospira]
Alla fine hai deciso di sposarti con Ernesto del trullo?
Non credo proprio.
Arianna, pensa a mangiare. Smettila con l'interrogatorio.
Certo,
noi siamo tristi, ma almeno siamo in tanti.
Tu invece sei più triste.
Perché sei sola.
Ti sbagli, Arianna. Io non sono sola.
Dopo ti posso parlare?
Sì.
Potete farlo anche davanti a noi, eh?
Preferisco di no.
Mi dispiace per ciò che Arianna ha detto a tavola.
A volte sembra proprio…
Sua madre.
[musica armoniosa]
E somiglia pure a te. Diretta, decisa.
Non fa sconti a nessuno.
A che pensi, da sola, qua fuori?
A questa casa.
Alle stanze che devo ancora fare. Ma poi, per chi?
Io sono sola.
Ci puoi venire con Ernesto.
Ernesto non c'è più.
Ma ti ha lasciato?
Per quella storia della moglie?
Dai per scontato che sia stato lui a lasciarmi, eh?
Che si è incazzato perché ho detto tutto alla moglie
e si è vendicato?
E invece non è andata così. Certe volte ti sbagli pure tu.
Sei stata tu?
Sergio, ja, per favore. Non conta niente.
Allora stai pensando al fatto che partiamo.
Stai pensando ad Andrea.
Io ho provato a non farmi illusioni.
A non avere pretese, ma non ci riesco.
Posso fingere di avere una forza, ma non è così.
E nessuno, nemmeno tu, può chiedermi di non pensare a mio figlio.
Così è, e così sarà per sempre.
E che vuoi fare?
Non lo so.
Ma se Marina ti avesse chiesto di aiutarmi
a riconoscerlo, che avresti fatto?
Non è quello che mi ha chiesto Marina.
Ma non è un terreno o una casa, che decide Marina.
È mio figlio.
È un pezzo della mia vita.
È una parte che non volevi.
Sergio, non mi puoi fare fuori così.
Non sono io che ti faccio fuori.
- È Marina che… - Ma quale Marina?
La Marina che secondo te prima si voleva operare e fare tutto quanto,
e poi va sul tetto dell'ospedale e si ammazza?
Sì, la stessa Marina.
- Non riesci a credere che l'abbia fatto? - No.
Non vuoi credere che possa aver avuto un cedimento?
Eppure basta un secondo, Gloria.
Un momento in cui non pensi.
Io non lo so se Marina ti voleva bene.
E a questo punto non so nemmeno se voleva bene a me.
Ma voleva bene ai figli suoi.
Li amava.
Per loro ha fatto qualunque cosa.
E una madre che ama i suoi figli non si uccide.
[musica minacciosa]
[D'Auria] Ferma.
Torna indietro.
È lo stesso modello dell'auto di Pietro Riccio.
E pure l'orario corrisponde.
Hai capito quanto ci tengo ad Andrea?
Ho capito anche quanto lui tiene a te.
Non ho dubbi che mio figlio starebbe bene con te.
Sei tu che pensi che se ci fossi anch'io nella sua vita, sarebbe sbagliato.
Tu e Marina, che te l'ha affidato.
Gloria…
Quando Marina mi ha chiamato in ospedale, mi ha detto cos'era importante per lei.
Ma pure quello che aveva capito.
Sergio, lo so. Me lo hai detto già.
Sì, ma non è solo questo.
[scricchiolio di piante e arbusti]
Ma che è 'sto rumore?
[musica minacciosa]
Cazzo, è Pietro, Sergio!
[Sergio] Vieni.
Dobbiamo rientrare in casa con calma.
Non lo dobbiamo allarmare.
Corri, corri.
[musica in crescendo]
- [Andrea] Che succede? - Ci sta Pietro qua fuori.
Tu, Arianna e Gloria andate verso l'auto mentre lo distraggo.
Andre', devi fare quello che ti dico. Prendi tuo fratello e seguite Gloria.
- Ma… - D'accordo?
Andre', muoviti, prendi tuo fratello. Gloria, vieni qua.
Qualunque cosa dovessi sentire o vedere, non ti fermare. Scappa.
Te li affido tutti e tre.
- [Arianna] Papà, ho paura. - Non devi avere paura. Stai con Gloria.
Uno, due, tre. Avanti. Su, su. Veloci.
Vai. Vai, vai.
[porta si chiude]
- [musica in crescendo] - [Gloria] Aria', sali.
Pietro.
Pietro, stai calmo.
Dammi mio figlio.
Qual è il problema?
[avviamento motore]
[Sergio grida]
Papà!
Gloria! Gloria!
Gloria, ho paura!
[stridore di pneumatici]
[musica s'intensifica e poi sfuma]
[musica malinconica]
[musica finisce]
[musica drammatica]
[musica finisce
[musica dolce]
[musica finisce]
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.