All language subtitles for The.Life.You.Wanted.S01E02.ITALIAN.WEBRip.NF.it[cc]

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

♪ Famme chello che vuò ♪

♪ Indifferentemente ♪

♪ Tanto 'o ssaccio che so' ♪

[suona "Indifferentemente" di S. Bruni allo stereo]

♪ Pe' te io nun so' cchiù niente ♪

♪ E damme stu veleno ♪

- ♪ Nun aspettà dimane ♪ - Come sei bella.

Tutta 'sta fatica per cercare di avvicinarmi,

ma poi quello che vedo non è quello che sono.

Non ancora. Ma un giorno cambierà, eh.

Sarò io, e fuori sarò come mi sono sempre sentita dentro. E basta.

Lo so. E sarà tutto diverso.

Però perché disprezzare quello che sei adesso?

Non lo disprezzo.

Ma è temporaneo. Non sono ancora io.

Forse io non posso capire, mi dispiace. Però io ti voglio bene pure così.

- Andiamo. - Andiamo a fare le prove, va'.

♪ E damme stu veleno ♪

♪ Nun aspettà dimane ♪

♪ Ca, indifferentemente ♪

♪ Si tu mm'accide, ij nun te dico niente ♪

♪ Indifferentemente ♪

♪ Ij voglio a te ♪

[musica finisce]

Però una cosa.

Tu da quanto tempo lo sapevi?

Tua madre me l'ha detto due giorni fa.

Andrea, io non sapevo niente. Non immaginavo.

Senti… Io non ce l'ho con te.

È solo che questa cosa non so come prenderla.

Non ne voglio parlare, vabbuò?

- Vado a svegliare Arianna. - È lei, vero?

È Gloria.

Il tuo amore, quello del passato. Quello di cui mi parlavi sempre.

Il padre di Andrea scomparso nel nulla.

Stai zitto, Sergio. Smettila.

Mari', è per lei che non abbiamo fatto una famiglia?

Che non mi hai voluto sposare? Che…

[sospira] …non mi hai permesso di adottare Andrea?

No. Io non ti ho voluto sposare e basta.

E tu mi hai lasciato due anni sola con Arianna piccola.

Volevi punirmi. Che è, non ti ricordi?

Non sono sparito, Mari'.

Non vi ho fatto mancare niente.

No, certo. Hai solo chiesto il trasferimento a Milano per due anni.

Stammi a senti', Sergio.

Meglio che queste storie passate non le tiri fuori.

Andrea era piccolo, non si ricorda. Ma io sì.

E tu non sei perfetto come vuoi far credere.

Non cambiare discorso. Non lo fare.

Tutto ciò che non ho avuto è a causa di Gloria.

A te può piace' raccontartela così.

[musica malinconica]

[zip]

[musica finisce]

Mi prendi i tempi?

[musica minacciosa]

[cellulare squilla]

- Ciao, Celeste. - Ciao, Glo', che succede?

Avevo chiamato per sapere come state. Le zie, i bambini…

Bene. Stanno tutti bene.

Non dimenticare il compleanno di tuo nipote Luca, che ci tiene.

- Salutaci la zia. - Ciao, zia.

[donna] Con chi parli, Cele'?

- Sto parlando con Gloria, tua nipote. - Mh.

Non ho nessuna nipote Gloria.

[Celeste] Questa non ricorda manco quello che ha mangiato due minuti fa.

Lilia', e come stai invecchiando male.

Quello che ti stai perdendo è l'ulteriore rincoglionimento di zia Liliana.

E zia Concetta?

[Celeste] Quella sta sveglissima.

- Grazie. - Pure troppo.

Ti devo lasciare, devo programmare le consegne. Che cosa ti devi ricordare?

Il compleanno di Luca. Non mi sono rincoglionita pure io, me lo ricordo.

Passa una buona giornata, Cele'. Ci sentiamo.

Ciao.

- Voglio dire una cosa a tutto il tavolo. - Sì.

Io non mi sono rincoglionita.

È che voi questa nipote Gloria non me l'avete mai presentata.

[inudibile]

[musica intrigante]

[Eva] Sei stata tu, vero?

Eva, che vuoi? Che c'è?

Beh, siccome Carmine non mi rispondeva, neanche alle foto spinte,

mi sono appostata sotto casa sua.

E l'ho visto, ha un tutore alla gamba.

Mi sono fatta raccontare.

Eh. So' stata io. E allora?

Ma come ti permetti di scegliere per me? Di decidere chi va bene e chi no?

Io e Carmine abbiamo dei progetti.

E quali erano questi progetti? Farti abboffare di mazzate tutti i giorni?

Ma quando la smetti di raccontarti cazzate?

E tu chi ti credi di essere per dare sempre lezioni alle altre?

Sono anni che va avanti la storia col notaio

e che ti fai andare sempre tutto bene.

Ma sai anche tu che la moglie non la lascia.

Non ti permettere.

Ernesto mi tratta come una signora.

Non come Carmine che ti tratta come una pezza sporca.

- Tu che ne sai? - Da mesi va avanti questa storia.

Mesi di uscite, di mazzate e di pianti. E io appresso a te a fare la guardiana.

E io non te l'ho mai chiesto. Tu non sei mia madre.

Hai ragione. Io non sono tua madre. Io non sono nessuno.

Sei libera, Eva. Fa' quello che vuoi tu.

Non è quello che voglio. E non è quello che ti stavo…

Te lo dico io quello che voglio.

Te lo vuoi andare a prendere quello stronzo di Carmine? Accomodati.

Ma non venire a piangere da me, quando ti abboffa di mazzate.

Io non lo so che hai stamattina. Ma tu non sei così.

[telefono squilla]

[sospira]

Salento Luxury Holiday. Desidera?

[Pietro] Buongiorno. Parlo con Gloria Priori?

Sono io. Chi parla?

È lei l'autrice delle foto? Quelle della mostra.

Sì, però deve parlare con padre Luigi. Se ne sta occupando lui.

Ah, va bene, grazie. Senta, scusi. Una curiosità.

Ma lei per caso conosce una certa Marina?

[musica minacciosa]

No, perché la sto cercando per chiederle una cosa,

ma non riesco a trovarla. Allora ho pensato che forse sta lì da lei.

O magari mi può dire dove si trova.

Scusi, ma lei chi è? Non mi ha detto nemmeno come si chiama.

Mi chiamo Pietro.

[sospira]

[attacca il telefono]

Grazie, Andre'.

[Sergio] In posizione. Pronto.

Via.

Hai migliorato di 30 centesimi, bravo.

[Andrea respira affannato]

[Sergio] Fermati, però. Non forzare.

Come ha fatto a trovarci? Come ha fatto a rintracciarti?

E io che ne so?

Tu invece mi spieghi che succede? Perché stai così agitata? Fammi capi'.

Non voglio che ci trovi. Non voglio che incontri Andrea.

Andrea non l'ha mai sopportato. So' come cane e gatto.

Una volta gli ha messo pure le mani addosso.

Ma che stai dicendo?

[sospira] Hanno litigato, l'ha spinto contro la libreria.

Io non c'ero.

Appena l'ho saputo, l'ho cacciato. Ma non ci sente.

"Scusami, perdonami." È per questo che ci sta cercando.

Io non lo voglio vedere.

- E Sergio lo sa? - No, e non lo deve sapere.

Se no mi toglie Arianna, e me la scordo per sempre.

E mo' m'hai messo in questo guaio.

- Io? - Sì, tu!

Perché io finora ho cercato di evitarlo. Ma ora Pietro sa dove siamo.

E mo' mi devi aiuta', Glo'. Mo' vedi te che devi fa'.

[musica minacciosa]

- [Sergio] Andrea, basta! - [notifica al cellulare]

Andrea, fermati, ho detto.

Andrea!

[musica in crescendo]

- [urla] - [musica s'interrompe]

Vabbè. Allora ci vediamo là più tardi.

Grazie.

E mo' che c'è?

[sospira] Lo sai che penso io?

Che è meglio averci un papà che essere figlio della lotteria.

Peccato che tuo fratello non la pensi così.

E tu invece sei d'accordo con me? A te piace che Andrea è figlio tuo?

Sì. Cioè, non me lo aspettavo, ma sì.

No, non è vero. Sei una bugiarda.

Vai a fare le valigie.

Non le faccio le valigie. Me le fa sempre mamma.

Allora vai a fare un disegno.

Mi scoccio a disegnare. E non mi piace.

Allora scava una buca sotto l'albero,

fai quello che vuoi, ma non mi stare sempre azzeccata. Ok?

[sospira]

Come mai mi hai fatto venire qui?

Non sembra un posto da te.

Un posto da me?

Che ne sai, Se'? Che ne sai, tu?

Che vuoi dire?

Dovevo parlarti da solo.

A casa ci sono i ragazzi. E devo dirti di Andrea.

Che altro c'è, Mari'?

Pensavo che con le sorprese avessimo finito.

Invece no.

Non sono finite.

Dobbiamo lasciare casa di Gloria.

Andiamo in un posto in campagna, da un amico suo.

Siamo troppi a casa.

E invece no. Mari', noi ce ne andiamo.

Andrea vuole tornare a Napoli, e anch'io. Penso sia la cosa migliore.

È Andrea che vuole tornare o sei tu?

[ride] Sei geloso di Gloria? Hai paura che prende il posto tuo con Andrea?

Smettila, Mari'.

Sto veramente pensando ad Andrea.

Non come te, che hai pensato solo a te stessa. Come sempre.

L'hai trascinato a forza in questa situazione, è troppo dura per lui.

Andre' tiene solo 15 anni.

È un ragazzino, non sa come prenderla. Come fai a non capirlo?

È una brutta situazione.

Ma è la realtà. E adesso la deve affrontare.

È la sua vita. Se non lo fa ora, non lo fa più.

- E tu non hai diritti su di lui. - [Sergio ride]

Lo so.

Non serve che me lo ricordi ogni volta.

Vuoi tornare a Napoli?

Prenditi Arianna e vai.

Però mi devi dire una cosa. E me la devi dire in questo posto.

Ed è il motivo per cui ti ho portato qua.

Con che coraggio torni a casa?

Con che coraggio lasci solo Andrea tuo?

[Sergio sospira]

Se', vieni con noi. Convincilo.

È la cosa migliore.

Andrea, ce ne andiamo. Tieni, prepara la tua borsa.

Torniamo a Napoli?

No.

[sospira] Non ancora.

Però ci spostiamo da qui. Cambiamo casa. Mh?

Dai.

[Arianna] È tutta tua questa casa?

Sei così ricco? Ma quanti soldi hai sul conto in banca?

Quante domande. Sì, è tutto mio.

E noi possiamo usarla tutta? Gratis?

Sì. Certo, potete usarla tutta. C'è anche una piscina.

Aria', basta, a mamma. Andiamo. Vai.

[Ernesto] Ci pensi tu?

[Gloria] Sì. Ci penso io. Grazie.

[Gloria] Ci sono due parti indipendenti.

Qui ci sta la camera, la cucina, il salotto. Le altre due stanze di là.

[Arianna] Chi è questa bellissima signora?

Tu che vuoi fa'? Vuoi dormi' all'aria fresca pure stanotte?

Non voglio stare con te. Vado di là.

Aria', andiamo. Muoviti.

Ci resto io con te di là, va bene?

Mh?

Qui ci stanno le lenzuola.

Il bagno sta di là e, se vi serve, c'è pure una cucina.

Ti muovi come se fossi a casa tua.

Conosci bene questo posto.

Sì. Lo conosco bene.

Ci vieni con Ernesto?

Con tutto il rispetto, non sono fatti tuoi.

Devo capire dove finiscono i fatti tuoi e dove iniziano i miei.

Sergio, mi spieghi che c'hai?

E dimmi pure che c'hai da guardare,

perché è da stamattina che non la smetti.

[Sergio sbuffa col naso]

Sai che Marina non m'ha voluto sposare perché è innamorata di te?

Lo è sempre stata. Da 15 anni, non ha mai smesso di amarti.

Ha cresciuto tuo figlio, ti è rimasta fedele.

- Ma che stai dicendo? - La verità.

È che non riesco a non pensarci.

Se hai problemi con Marina, risolvili con lei. Ma non mettete in mezzo a me.

Gloria, tu in mezzo ci stai già. Ci sei sempre stata.

L'amore di Marina, il padre di Andrea… Non c'eri, ma c'eri lo stesso.

A me va bene così, è andata come è andata. Non m'importa.

Ma mo' con Andrea che vuoi fare?

Non è a te che lo devo dire.

Non permetterò a te e Marina di sconvolgere la vita di Andrea.

Sono rimasto per questo. Ti deve essere chiaro.

Adesso è chiaro. Fattelo tu il letto, va'.

[Ernesto] Certo che è un bel tipo.

Scappa con i figli, dice una marea di bugie,

arriva qua e ti sconvolge la vita. Qualcos'altro?

Se sei preoccupato per la casa, stai sereno. Garantisco io.

No. Invece hai fatto bene a portarli qua.

Vedrai, resteranno qualche giorno e poi andranno via.

E non saranno più un problema tuo.

[musica dolce]

Stiamo un po' insieme? Ho un paio d'ore libere.

Non mi dire niente, ma non c'ho la testa. Accompagnami a Lecce.

[musica in crescendo]

[Luigi] Un figlio?

Un figlio. Un figlio mio.

- [Luigi ride] - Padre, non c'è niente da ridere.

Sto attraversando il momento più confuso della mia vita e voi ridete?

Io penso sia proprio ciò che ci voleva per te.

Cioè, secondo voi, per me ci voleva un figlio adolescente che sbuca dal nulla?

Ci voleva qualcosa che ti costringesse a pensare a cosa manca nella tua vita.

A me non manca niente. Sto benissimo così.

Questo figlio non lo voglio.

Anzi, se lo volete sapere, ho offerto dei soldi a sua madre.

Tanti soldi. Per far sparire lei e pure il figlio.

E non ci sono riuscita.

Mo' che c'è? Perché mi state guardando? Mi giudicate pure voi?

Io l'ho conosciuto tuo figlio.

È venuto alla mostra. Ha detto che gli piacevano le tue foto.

Si vede che c'avrà buon gusto.

E tu veramente pensavi che pagando avresti risolto la questione?

Un figlio non sparisce così, Gloria.

Tu ora sai di essere un genitore. Ed è con questo che devi fare i conti.

Ma io non ce la faccio.

Non dopo la fatica che ho fatto per arrivare fino a qua.

Le umiliazioni, il dolore… Non posso perdere tutto adesso.

Ditemi pure che sono un'egoista, non mi importa.

No, non dico questo. Dico che sei fragile.

Ma quale fragile? Se ero fragile non stavo qua!

No, se non fossi fragile, anzi, molto fragile,

non avresti tanta paura di perdere ciò che hai.

Non è degli altri che non ti fidi, Gloria!

Tu non ti fidi di te stessa.

Padre, scusate, ma oggi non vi capisco proprio.

Oppure siete voi che non capite me.

Meglio se me ne vado.

Ecco, a te cercavo. Queste sono le chiavi del negozio.

Probabilmente non hai più bisogno di me.

Eva, non fare la drammatica. Tieniti le chiavi e ci vediamo domattina.

Glo', ma mi dici cos'hai? Io non ti ho mai vista così.

Ciò che mi hai detto stamattina…

Ho un figlio. Ecco che c'ho.

Cosa? E tu così me lo dici? Ma…

Gloria… Ma come è successo? Qualche dettaglio in più. Gloria!

[bussano alla porta]

- Sì? - [Sergio] Andre', so' io.

Entra.

[porta si apre]

Ehi.

Metto qua?

[Sergio sospira]

Come ti senti?

Ascolta, c'è una cosa che devi sapere.

Ne so abbastanza, direi.

Va bene così.

È importante.

Che c'è?

Marina è stata innamorata.

Di Gloria.

E allora? Che cambia?

Cambia tutto. Perché vuol dire che non c'è stata nessuna lotteria.

Tu sei figlio di un amore vero.

Però a te non è una cosa che ti fa piacere.

No.

Però mi fa piacere per te.

Almeno, al tuo posto, mi farebbe piacere…

saperlo.

Mangia qualcosa.

Sei arrabbiato con Gloria?

No, non con lei. Non c'entra.

Non ne sapeva niente come me.

Non è vero.

E tu che ne sai?

[musica ricca di suspense]

Gloria lo sapeva. Ha detto che non ti voleva.

Addirittura voleva pagare un sacco di soldi per mandarti via.

Che stai dicendo, Aria'? Quali soldi?

Centomila euro.

L'ho sentita mentre parlava con mamma.

Mamma non li ha voluti.

Ha detto che deve tenerseli e che si deve vergognare.

Non è mamma a essere cattiva. È lei.

Mi dispiace.

Vattene, per favore.

[musica in crescendo]

[musica s'intensifica e poi sfuma]

[Andrea] Oh! Fermati!

Fermati, oh! Oh, fermati!

Ferma! Ferma, ferma! Fermati!

- Dove devi andare? - A Lecce.

Sono di strada, ma devo fermarmi prima a un bar. Ci metto poco, ok?

- Va bene, va bene. - Dai, sali.

Andiamo.

[brusio indistinto]

[musica drammatica]

- [uomo] Cinque. - [risate leggere]

- [uomo] Ma tu ce l'hai l'età per bere? - [risate]

[uomo] A vederti, non si direbbe.

Che vai a fare a Lecce a quest'ora?

- [uomo] Vai dalla fidanzata? - [risate]

Ma che fidanzata? Che questo c'ha a malapena 15 anni.

[Andrea] No, non devo andare dalla fidanzata.

Devo andare da una.

Una che si chiama Gloria. Gloria Priori.

[risate]

[uomo 2] E tu, Vince', per caso la conosci la signora Gloria Priori?

Non mi provocate.

[uomo 3] E diglielo al ragazzino. Digli quanto la conosci.

Eh! Mi ha fatto penare due mesi, quando lavoravo in discoteca.

Una figa da paura, se la tirava tantissimo. Ma alla fine… [ride]

- Ne è valsa la pena. - [risate]

[uomo 2] Grande.

- La più bella inculata della mia vita! - [risate]

[Vincenzo] Ma a quanto pare, adesso se la fa coi ragazzini.

[Andrea] Ti ammazzo, capito?

- [Vincenzo] Che cazzo fai? - [uomini] Oh, oh!

- [Andrea] Lasciatemi! - [grida indistinte]

[Andrea] Lasciatemi, oh! Lasciatemi!

[musica drammatica in crescendo]

Va'!

- Ti faccio vedere io! Pezzo di merda! - Vattene!

Basta! Va'!

[musica sfuma]

Buongiorno.

Sei tu Gloria Priori?

Sì, sono io. Perché?

Io sono un amico di Marina. Pietro.

- Ci siamo sentiti al telefono. Ricordi? - Sì.

E che posso fare per te, Pietro?

Lo sai benissimo che puoi fare.

Mi devi chiamare Marina. Tanto so che stanno qua da te.

Guarda, mi spiace, ma sei arrivato tardi.

Stavano qua, ma ieri sera sono andati via,

non mi chiedere dove stanno, perché non lo so.

Allora, stamm' a senti'.

Mi sono fatto quattro ore di macchina per venire fin qua.

Non mi dire stronzate e dimmi dove sta.

Io non ti sto dicendo nessuna stronzata. Se non mi credi, entra e controlla tu.

- Accomodati. - E io mi accomodo.

[Pietro] Ah…

Guarda che bella casetta, eh.

Mh.

Eppure lo sai che stavo pensando?

Ma come è possibile che tu e Marina siete così amiche

e io non ho mai sentito parlare di te?

Perché? Erano 15 anni che non la vedevo.

Poi s'è presentata ieri senza avvisare e s'è portata pure i figli.

Mi ha chiesto dei soldi, e quando glieli ho dati è sparita.

Mh. E non ti ha detto niente?

Non ti ha detto dove andava?

Per me non lo sapeva nemmeno lei.

La conosci Marina, no? Quella pazza era e pazza è rimasta.

[Andrea] Gloria! Dove stai? Oh!

[musica minacciosa]

- Volevi pagare per mandarmi via? - Zitto.

Ma sono io quello che non ti vuole!

Non c'ho bisogno di te! Io non so' figlio a te! Capito o no?

- Vattene. - Tu non…

[musica sfuma]

Mo' facciamo una bella cosa.

Voi mi dite Marina dove sta, e io me ne vado.

Tanto tu sicuramente lo sai.

E certo che lo so. Aspetta che mo' sicuramente te lo dico.

Uagliò, fai poco u capuzziello, che lo sai…

Eh, già. Che fai, eh?

Mi alzi le mani addosso un'altra volta? Poi sai mamma che ti consegna.

Non te preoccupa', a tua mamma glielo spiego io.

- Le palle di affrontarla non le hai. - Brutto…

E lascialo stare! Ma non lo vedi che è un bambino?

Tu hai da sta' zitta. Nun te mettere in mezzo.

Purtroppo in mezzo ci sto. E siete voi che mi avete messo in mezzo.

Ora basta, mi sono scocciata!

Arrivate a casa mia e fate come cazzo vi pare. Non si fa così.

- Mo' ti porto io da Marina. - No!

- [Gloria] E tu cammina! - Lasciami!

- Muoviti. Cammina! - Che cazzo fai?

Mi vuoi lasciare? Ma che cazzo stai facendo?

[Gloria] E statt' zitt'!

- E mo' basta! - [Andrea sussulta]

Oh! Oh! Ma che cazzo fai?

Dammi il telefono!

Stronza di merda! Vieni qua! [urla]

'stu cazz'!

[respira affannato]

Mo' ti porto da Marina, poi sparisci dalla mia vita. Ci siamo spiegati?

- Ma dove sta? - Ci siamo spiegati?

Sì, ma prima mi devi dire dove sta.

A Ostuni. In una casa che affittiamo per le vacanze.

[musica intrigante]

Ciao.

- E tu chi sei? - Sono Eva.

Come Eva Kant. Tanto piacere.

Sono la collaboratrice di Gloria.

Gloria sta facendo finta.

Lo sta portando a Ostuni, a una casa deserta.

Scusa, e tu che c'entri?

Gloria mi ha chiesto di venire qui.

Casomai le cose non si mettevano bene e serviva un piano B.

Eccomi. Io sono il piano B.

Vabbè, andiamo da Sergio, è meglio.

Non conosco.

Sta al trullo con Marina. È il padre di mia sorella.

D'accordo. Ti porto io. Prima però dobbiamo fare una cosa.

[Eva espira]

[Eva] Senza la sua protezione, non andiamo proprio da nessuna parte.

Benissimo. Muoviamoci.

[musica sfuma]

[Gloria] Rallenta, non serve che ci ammazziamo.

- [Pietro sospira] - Tra un'ora siamo là.

Non te preoccupa', stai tranquilla.

No, io mi preoccupo.

Già te l'ho detto. Non ti preoccupare.

L'importante è che mi fai parlare con Marina. Ci devo parlare.

Per forza. Eh! Non hai capito niente, non hai capito.

Non lo so, io certe volte, quando la vedo,

mi blocco.

Non riesco manc' a parla'. È più forte di me.

Io per Marina farei qualsiasi cosa, mi devi credere. Qualsiasi cosa.

Le vuoi bene, eh?

Ma perché non glielo dici tu, quando arriviamo?

Ci dici:

"Ha detto Pietro che…

Che lui ti ama più della sua vita. E che per te si farebbe pure ammazzare".

Eh?

Si vede che sei napoletano. Parli come un cantante neomelodico.

Ah, sì? E che ne sai tu dei cantanti neomelodici?

Ai tempi d'oro me ne sono fatti tre o quattro, ed erano pure più belli.

Ma…

Tu sei sempre stata una donna?

E a te che te ne fotte?

È solo che…

Io l'ho sentito quello che ti diceva Andrea.

Ma fatti i cazzi tuoi,

altrimenti scendo e da Marina ci vai solo tu.

Non ti innervosire. Una domanda ho fatto, non è che…

Non c'è bisogno.

[cellulare squilla]

È lei. Sta cercando suo figlio.

[suono di linea libera]

Niente.

Andrea non risponde.

Aria', tu sai qualcosa?

- No, non so niente. - Siamo sicure?

[Sergio] Aspetta.

Oh, Gesù. Andre'!

[musica frivola]

[musica s'intensifica e sfuma]

Complimenti.

- Prego? - No, dico, complimenti.

- È successo un guaio. - Che ci fai con questa?

È un'emergenza.

Pietro è arrivato a Lecce. Ci sta cercando.

Però Gloria l'ha portato a Ostuni. Ha finto che stai nascosta là.

Vi sta cercando? Che vuol dire?

Niente, poi ti spiego. Però non è il momento.

Ma perché ha preso Gloria, se cerca a te?

Gloria mi ha protetto.

Hai detto che stanno a Ostuni. Facciamo così. Noi adesso andiamo.

No, Mari', ci vado io. Voi state qua.

Ma quando torno mi spieghi tutto. Ok?

- Mi sai dire dove sono? - [ride] Certamente.

Comunque, io mi chiamo Eva, molto piacere. Come la prima donna.

[Pietro] Allora, mo' che arriviamo, mi aiuti?

Che te l'ho detto, non so' tanto bravo con le parole.

All'improvviso m'innervosisco, non capisco niente cchiù, e…

Poi faccio cose che mi pento.

E alzi le mani.

Eh, brava.

Però non voglio.

Ja, parlaci tu. Convincila a venire con me.

Grazie.

Uè.

Dove vai?

Fermati, che mi fa male la testa.

- Voglio che mi lasci in pace. - Quanti anni hai, dieci?

Perché non m'hai detto dei soldi che t'ha offerto quella? Perché?

Per questo sei andato a Lecce?

Sì, glielo volevo dire. E gliel'ho detto tutto quello che pensavo.

Ma perché tu la difendi?

Perché sei suo figlio.

E dovete andare d'accordo.

Pure se discutete, dovete fare pace.

A te non te ne frega niente.

Vuoi un rapporto con lei, pure se t'ha offerto soldi per liberarsi di me.

Che c'avete in testa, tutte e due?

[rintocchi di campane]

[musica minacciosa]

Marina?

Mari'.

Mari', so' io.

Vuoi stare zitta? Finiamo questa recita.

Tanto l'ho capito che qua non ci sta nessuno.

Ma quale recita? Li ho portati qua, ieri. Mo' che ne so?

[Pietro] Lo vedi?

Questo lavandino non lo aprono almeno dall'estate scorsa.

Qua Marina non c'è mai stata.

- Non t'avvicina', Pietro. - Uè!

E mo' che c'entra, questo?

Mica ti ho minacciato, io.

Ho soltanto detto che qua non c'è mai stato nessuno.

Vattene, Pietro. Tanto da Marina non ti ci porto.

E se ti avvicini, passi un guaio.

Niente di meno. E che è tutta questa aggressività?

Eppure pensavo che eravamo diventati amici, io e te.

Hai fatto finta. Eh?

Ma perché, non ti fidi?

Guarda che io a Marina le voglio bene. Te l'ho già detto.

Non le voglio fare niente di male.

Ci voglio solo parlare.

Ci parli quando dice lei, non quando dici tu.

E va bene. Mo' però posa 'sto coltello, che ti fai male.

Non mi costringere.

"Non mi costringere"? Perché, se no che fai?

Tu sei delicata. Sei una femminuccia. Mica ti sporchi le mani, no?

- Andiamo. - E lasciami!

[Sergio] Gloria!

Lasciala stare.

Ah! È arrivato pure 'u magistrato. Lo vedi?

Ma guardate stesso voi. Io non stavo facendo niente di male.

È lei che c'ha il coltello in mano.

Pietro, te ne devi andare.

Ma perché?

Non ho diritto di sapere la madre di mio figlio dove sta?

Io non stavo facendo niente di male.

E poi,

la difendete,

ma lei fa sempre la stessa cosa.

Pure con voi.

All'improvviso si piglia Arianna e la porta dove vuole. O no?

Senti, Marina se n'è andata. Lo sai com'è fatta, no?

Quando e se vorrà, si farà viva. Lasciala stare. Vai a casa.

Oppure dobbiamo fare una bella denuncia?

Va bene.

Me ne torno a Napoli.

Ma non si fa così.

Voi non lo sapete quanto le voglio bene, io.

[Sergio] Tutto bene?

Grazie. Me la sarei cavata pure da sola.

Grazie a te per non aver portato qui Andrea.

Gli vuoi bene come fosse figlio a te.

Perché ti stupisci?

No, è normale.

[musica drammatica]

Anche se è ripartito, sarei più tranquillo se avvertissimo la polizia.

A me la polizia non piace.

Certe volte può fare solo peggio.

Antipatia per la divisa?

Oppure t'è successo qualcosa?

E tu perché lo vuoi sapere?

Hai ragione, scusa. Non sono fatti miei.

No, invece te lo voglio raccontare.

Perché tu mi guardi e pensi di sapere. E invece non sai proprio niente.

[suona "Dio come ti amo" di D. Modugno]

♪ Nel cielo ♪

♪ Passano le nuvole ♪

♪ Che vanno verso il mare ♪

♪ Sembrano ♪

♪ Fazzoletti bianchi ♪

♪ Che salutano il nostro amore ♪

♪ Dio come ti amo ♪

- Alessandro Priori. Sei tu? - ♪ Non è possibile ♪

Sì.

♪ Avere fra le braccia ♪

♪ Tanta felicità ♪

♪ Baciare le tue labbra ♪

♪ Che odorano di vento ♪

♪ Noi due innamorati ♪

♪ Come nessuno al mondo ♪

♪ Dio come ti amo ♪

Quello che ti è successo fa schifo.

È una cosa brutta. Mi dispiace.

Non ti dispiacere. Non te l'ho detto per essere compatita.

L'ho detto soltanto per spiegarti.

Io fingo che quello che è successo è successo a un'altra persona.

E quella persona adesso non ci sta più.

♪ Un bene così vero ♪

Adesso ci sono io.

♪ Chi può fermare il fiume ♪

♪ Che corre verso il mare ♪

♪ Le rondini nel cielo ♪

♪ Che vanno verso il sole ♪

♪ Chi può cambiar l'amore ♪

♪ L'amore mio per te ♪

♪ Dio come ti amo ♪

♪ Dio come ti amo ♪

[musica finisce]

Dai, ma', non ho voglia.

Aria', conta.

Vabbè. Allora, cinque alberi di ulivi.

E da quella parte, tante piante di melograno.

Conta bene. Non barare.

Uno, due, tre…

[sottovoce] …quattro, cinque, sei, sette…

Sono otto.

Otto più cinque quanto fa? [sospira]

Devo contare anche quelle senza i fiori?

Mamma?

Mamma, è il bambino?

[affannata] Aria'. Vai a chiamare un attimo tuo fratello.

Dobbiamo andare in ospedale.

Andrea!

Andrea!

Andrea!

Mamma sta male.

Non ti preoccupare. Vai a prendere la valigia rossa là dentro.

Andrea, amore, stammi a sentire. Non sto bene, devi chiamare un'ambulanza.

- Un'ambulanza? - Sì. Basta litigare, ora.

Stiamo isolati. Non farebbero in tempo.

- Ti porto io con la macchina. - Chi t'ha imparato a guidare?

I miei amici. Ma non ti preoccupare, la so portare.

Vabbè. Fai così. [ride] Prenditi le chiavi e vai.

[musica drammatica]

[Arianna] Mamma, che fai?

Ci porta Andrea con la macchina. Non ti preoccupare.

Ma Andrea non sa guidare.

Ma quello guida benissimo. Vai.

[Andrea] Lascia.

[Marina] Vai, vai, vai, vai.

[musica in crescendo]

[Andrea] Mamma?

Ma', mi senti? Chiamiamo Sergio.

Mamma? Si è addormentata?

Perché non risponde? Non sta bene!

No, Aria', è solo stanca. Non avere paura.

[musica continua]

[musica finisce]

[musica drammatica al pianoforte]

[musica finisce]

[musica d'orchestra]

[musica intrigante]

[musica finisce]

[musica drammatica]

[musica continua]

[musica finisce]

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.