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[musica minacciosa]
Signora Priori, stanza 137. Benvenuta a lei e al suo bambino.
[Priori] Grazie.
[musica minacciosa continua]
[bebè vagisce, piange]
[pianto s'intensifica]
[pianto continua]
[bussano alla porta]
[bebè piange, poi smette]
[bussano alla porta]
[musica minacciosa in crescendo]
[bebè vagisce]
[Priori] Chi è?
Chi è?
[musica s'intensifica e poi sfuma]
[musica intrigante di violini]
[donna] Ciao, Gloria.
- Ciao. - Ciao, Anna.
- Buongiorno. - Ciao.
Com'è l'allestimento della mostra?
Tutto bene.
Senti, ma io mi posso allontanare per pranzo, vero?
Devo vedere Carmine.
Già lo hai perdonato, eh?
No, ma… Quello fa così, ma mi vuole bene.
[rintocchi di campane]
[sottovoce] Cosa?
Devi mettere un po' di fondotinta in più,
se non vuoi far vedere a tutti quanto ti vuole bene Carmine.
[bip di messaggio vocale]
Carmine? Allora ci vediamo all'una, d'accordo? Va bene. Ciao, ciao, ciao.
[musica minacciosa]
Come sei bella.
Come mi hai trovata?
Ciao. Io sono l'assistente di Gloria. Mi chiamo Evita.
- [ride] Come Evita Perón? - No, come Madonna.
Ah, brava.
Io sono Marina, un'amica di Gloria.
La signora sta scherzando, non è un'amica mia.
Si può sapere che sei venuta a fare?
Dopo tutto questo tempo ce l'hai ancora con me?
Sono passati 15 anni da quando sei sparita, Mari'. Mo' che vuoi?
Sapevo che ce l'avresti fatta anche da sola.
Sì, ce l'ho fatta. Ma non ti voglio più vedere.
Mi dispiace. Sono qui per riparare.
Non sono né un vaso né una lavatrice, che si ripara.
Quello che è stato è stato. Vattenn'.
Stammi a sentire, Gloria. Ti devo parlare.
- Ho detto va'. - Ascoltami.
Vattenn'!
[musica drammatica]
Non mi guardare così, che non sai niente.
Quella se lo merita.
[musica sfuma]
Non parto con te domani.
Avevamo fatto un progetto, Mari'.
Tu mi dovevi accompagnare.
Lo sai quanto è importante per me.
Ho messo i soldi da parte per tutti e due.
- Non mi mandare da solo, Mari'. - Mamma mia, lagna!
Tra qualche giorno, massimo una settimana, ti raggiungo.
- Gloria, e dai, e che esagerazione! - [porta sbatte]
- [Gloria] Buongiorno, padre. - [prete] Ciao, Gloria.
- Sia lodato Gesù Cristo. - [Gloria] Oggi e sempre.
[prete] Allora, che devi dirmi?
[Gloria] Stamattina ho riempito di mazzate Carmine, il fidanzato di Eva.
Però non sono pentita. Quello la picchiava, se lo meritava.
Tu non sei una giustiziera, Gloria. Non sta a te, eh!
E fare male al ragazzo di Eva non fa tornare indietro ciò che è successo a te.
Non è che se punisci…
Padre, ma voi fate il prete o lo psicologo?
Perché certe volte non si capisce.
Dipende da quello che ti serve adesso.
Lo psicologo proprio no. Ne ho visti fin troppi in vita mia, e basta così.
Vabbè. Allora, un Atto di dolore e cinque Ave Maria.
Cinque?
Facciamo solo l'Atto di dolore. Le Ave Marie te le abbuono.
Eva te l'ho affidata io e mi sento responsabile.
- Poi che altro? - Basta.
Sicura?
[sbuffa] Voi mi conoscete troppo bene.
Stamattina ho cacciato una persona che non vedevo da 15 anni.
Un'amica. All'epoca, eravamo molto amiche.
E poi mi ha tradita.
Doveva venire con me a Barcellona, starmi accanto
nel momento più difficile della mia vita, aiutarmi ad affrontare la transizione…
- Ed è sparita. - E come mai?
E che ne so, chi l'ha vista? Fino a stamattina, quando è venuta qua.
Non so manco perché è venuta.
[notifica al cellulare]
Scusate, il lavoro. Mi assolvete per piacere, così me ne vado?
Ti assolvo dai tuoi peccati,
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Grazie. Statevi bene.
[uomo] Sig.ra Priori, buongiorno. Meno male che vi ho trovata.
Buongiorno.
Come le dicevo al telefono, la signora ha detto di essere sua amica
ed io per quello le ho dato la camera migliore.
- Sì, la conosco. - Eh.
Ma per fumare in stanza ha bruciato un materasso.
Stava dando fuoco all'albergo.
Mamma mia, che esagerazione!
È stato un incidente, poteva capitare a tutti.
Non chiedo i danni solo perché siete amici della signora.
Ma statt' zitt'.
Gloria, ma tu sei l'amica di mamma?
Io sono Arianna.
Ehi, ciao. [ride] E io sono Andrea. Piacere.
Ciao, Andrea.
Non ti preoccupare, mo' la creatura si scolla.
Ho respirato troppo fumo. Andiamo a prendere aria?
[Gloria] E il padre?
I padri.
Plurale maiestatis.
Tutto questo tempo rimanevo con un uomo solo?
Tre figli, tre diversi. E nessuno si offende.
Non ti eri intossicata col fumo del materasso?
Che c'azzecca? Quello era fumo passivo.
Senti, toglimi una curiosità.
Ma come sapevi che se qua avessi fatto il nome mio, ti trattavano bene?
[ride] Perché io so un sacco di cose di te.
Non ti ho mai persa di vista.
E secondo te io ci credo?
Pensi abbia dimenticato il messaggio che mi hai mandato
quando stavo a Barcellona?
"Non mi aspettare. Non vengo.
Ho la mia vita a cui pensare."
Che bell'amica.
Te l'ho detto. Sapevo che ce l'avresti fatta.
Sei sempre stata più forte di me. Guarda che zizze ti ha fatto questo.
Statti ferma. A te piace proprio dire le scemenze.
Per una volta sei capace di dire la verità? Perché sei venuta?
[musica drammatica]
Perché sono malata.
Ma che stai dicendo?
Scema! Ci hai creduto. Neanche tu sei mai cambiata.
"Perché sono malata. Sono molto malata."
Queste sono vostre. Mo' ve ne dovete andare. [sospira]
Che uomo da niente. E mo' dove ce ne andiamo?
Con 'sta panza.
A fare la maratona degli alberghi di Lecce.
Senti, ma non è che, magari,
ci possiamo stringere un po' da te? Due, tre giorni.
E ja!
[musica intrigante]
Ragazzi!
Io passerò un guaio.
[musica intrigante]
Mamma mia. A faccia mia. È stupenda!
Ma guarda!
Mi piace questa casa!
Le hai fatte tu 'ste foto, Glo'?
Sì, quello è il faro di San Cataldo.
Sono dieci anni che vivo qua. Quando l'ho vista me ne sono innamorata.
Lavoravi in discoteca?
All'inizio, prima di cominciare con il mio vero lavoro.
Gloria è laureata in storia dell'arte. Gestisce un centro per turisti.
Ma turisti di lusso, eh!
Vi faccio vedere le vostre stanze. E tu scendi da là sopra.
[Andrea] Andiamo, dai.
Che c'hai messo qua dentro? Un cadavere?
[musica finisce]
Che buon odore che c'è. Ma come mai tieni tutte queste lenzuola?
Perché quella è una fissazione che tengo. Mi piace cambiarle spesso.
E ci vivi da sola qui?
[Gloria] Sì, perché?
Non hai paura la notte quando fai gli incubi?
No, ma quali incubi? Faccio soltanto sogni, Aria'.
E i sogni li fai da maschio o li fai da femmina?
- Da femmina. - Pure da bambino?
Pure da bambina. Li ho sempre fatti da femmina. [sbuffa]
E la pipì, invece? La fai da in piedi o la fai da seduta?
Cos'è, un terzo grado? Tua madre l'educazione non te l'ha insegnata?
- Queste domande non si fanno, Arianna. - Scusa.
[cellulare squilla]
[suono di linea libera]
- [Gloria] Pronto? - Pronto?
Non sono Marina. Sono una sua amica.
- È in bagno. Te la chiamo? - Sì, passamela, per favore.
[inudibile]
- [uomo] Pronto? Me la passi? Marina? - È Sergio, il padre di Arianna.
Io non voglio che sappia dove siamo. Anzi, lo blocco proprio.
- Pron… - [linea cade]
- Fai bene. - [sospira]
Sparisci, va'. Tanto è una tua specialità, no?
Madonna… Pesante!
Comunque sei stata troppo carina a invitarci, è veramente gentilissimo.
- [Gloria] Mh? - Mh.
Veramente sei tu che mi hai costretta. E comunque sono solo due giorni.
[musica misteriosa]
[suono di linea libera]
[cellulare squilla]
- È papà? Dai, rispondi. - No.
E dai, rispondi, però. Mi dispiace per papà.
Mamma ha detto di no. L'abbiamo promesso. Se no che succede?
Se no c'è la pena del silenzio. Scumpagna sgumpagnella.
- Andiamo, dai. - [squilli s'interrompono]
Questo Sergio è papà soltanto di Arianna.
Solo? Hai detto niente.
Vabbè, almeno su Andrea non può avanzare diritti.
Questo invece è figlio di Pietro.
Giovane, bello e testa di cazzo. Meno lo vedo e meglio sto.
E ci hai fatto un figlio.
- Certo, te l'ho detto, è giovane e bello. - Eh…
È capitato e me lo son voluto tenere.
Però a stare insieme non ci penso proprio. [sospira]
Mamma mia! Ah!
Comunque, secondo me, se oggi restavi a casa e ti riposavi era meglio.
[Marina] Mh…
Mi voglio godere un poco che ti ho ritrovato.
Fai bene, goditi questi due giorni, perché due sono.
- [ride ironicamente] - Gloria bella. Buongiorno.
[Gloria] Buongiorno.
- Che posso fare per te? - Delle sagne per quattro.
Subito.
- Oggi faccio una pasta che ti consoli. - [ride]
[rumore di verdure tagliate]
- [musica dolce] - [rintocchi di campane]
[Andrea] Mh…
Che c'è, mo'? Non ti piace la cipolla?
No, a me sì, è che all'istituto alberghiero ci insegnano
ad andare piano con aglio e cipolla, che ai clienti può non piacere.
Studio per diventare chef.
A me, che non sono chef, la cipolla piace abbondante.
E vabbè…
- Tieni, va', piccolo chef. Continua tu. - Io?
Fammi vedere quello che sai fare.
- Bravo, si vede che c'hai talento. - Sì, talento…
Sbattere due uova è il grado zero. Se manco quello sapevo fare…
[Gloria] Allora avevi preso da tua madre.
[Andrea ride]
Eccola qua. Tutto bene?
Marina, ma ti sei incantata?
No.
E allora, tiè. Apparecchia tu, che mangiamo in giardino.
Hai visto come sono bravo?
[Arianna] È vero che andavate sempre a ballare?
Io non sono mai stata in una discoteca.
No, tua madre ballava. Io lavoravo.
Di giorno studiavo all'università e la notte cantavo nei locali.
Allora vi divertivate assai?
- Lei un po' di più. - [Andrea] Certo.
Per questo sono figlio della lotteria.
Pure della lotteria gli hai raccontato?
E che tengo i segreti coi miei figli?
Vabbè, non era proprio una lotteria. Erano sei, sette ragazzi.
Io tiravo a sorte coi bigliettini.
- Posso chiedere una cosa? - [Gloria] Dipende.
Ce la fai anche a noi una foto bella come quella che hai appesa?
Ma voi siete impegnativi, eh!
È che non è colpa vostra. So da chi avete preso.
Comunque ve la faccio una foto, però mangiamo prima.
E ja, c'ha ragione, facciamocela adesso!
Finiamo le polpette almeno, o no?
Mamma mia, facciamoci un selfie. Però vieni pure tu.
- Per etica sono contraria ai selfie. - Che palle che sei.
Vai a prendere la macchina fotografica, che so io come farti venire nella foto.
Vai. [ride]
Ancora un po'. Arianna, non ti vedo.
Sorridete.
[ride] Hai visto che ci stai pure tu?
- E stasera Gloria ci fa un bel regalo. - Non ci provare.
Arianna, lo sai che stanotte
vai a ballare per la prima volta nella tua giovane vita?
- [Arianna] Sì! - [Gloria] Non ascoltare a tua madre.
Ma tu 'sta pancia la fai pesare solo quando dici tu? E non esiste proprio.
Ehi, Gloria. Mamma t'ha incastrato.
Se dici no, Arianna attacca il piccio. Piange come una sirena.
[Arianna] Attacco il piccio?
[musica dance]
[Marina] Vieni, vieni!
Ci hai portato qua, sono troppo contenta!
Amore mio.
[Gloria] Andiamo.
Seguitemi.
[Marina ride]
- [vocalist] Ragazzi, guardatevi intorno. - [Gloria] Ciao.
[vocalist] Tra voi è tornata stasera la stella delle nostre notti d'oro.
- Gloria! - [folla esulta]
Gloria, comunque tu sei una star.
Ma quale star? Non esageriamo.
È che ho lavorato qui per anni e non ci venivo da tempo.
Infatti, non esageriamo.
- Tutt'acqua, 'sto Vodka Tonic! - Il tuo l'ho fatto fare tutt'acqua.
Uè, io già ne ho fatti due. Vuoi dire a me come si fanno i figli?
Gloria, ti devo chiedere una cosa.
Eccoci, veniamo.
[Gloria] Ciao.
- Edo, no. Sono qui solo per la mia amica. - Lo so, ma ormai t'hanno vista tutti.
E vabbuò, già che m'hanno vista basta, no?
Dai, in memoria dei vecchi tempi. Eh?
Ti prego, voglio vedere anch'io!
Sei proprio una zecca, lo sai? Ma non sono nemmeno vestita adatta.
- Guarda come sto. - Ma dai, che sei perfetta.
E tu sei un ruffiano.
Dai, so che ti manca il fascino del palcoscenico.
- Pensi che siamo a Broadway? - Megghio! [ride]
[Gloria] Il ventilatore ce l'hai?
Il modello Jennifer Lopez con le pale da un 1,5 m? Sta nel magazzino.
[musica dance]
[Arianna] Scusate se mi sono assentata dal privé.
[ride] E Gloria dov'è?
[vocalist] Stasera è una sera molto speciale!
Eccezionalmente, solo per questa notte,
il ritorno a casa di…
[folla] Gloria!
- [folla esulta] - [Marina ride]
[folla applaude]
[suona "Gloria" di Umberto Tozzi]
♪ Gloria ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi tu nell'aria ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi ad una mano ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Che lavora piano ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi a questa bocca ♪
[folla esulta]
♪ Che cibo più non tocca ♪
♪ È sempre questa storia ♪
♪ Che lei la chiamo Gloria ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Gloria sui tuoi fianchi ♪
♪ La mattina nasce il sole ♪
♪ Entra odio ed esce amore ♪
♪ Dal nome Gloria ♪
♪ Gloria ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi tu nell'aria ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi come il sale ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Manchi più del sole ♪
[folla] ♪ Gloria ♪
♪ Sciogli questa neve ♪
♪ Che soffoca il mio petto ♪
♪ Ti aspetto, Gloria ♪
[folla esulta]
[Andrea] Vabbè, va'. Comunque sei bravissima. Veramente.
Vabbè, sei pure bella. Anzi, sei bellissima.
Sei la donna più bella che abbia mai visto.
Andre', non esagerare.
Ma che è, ma'? Sei pure gelosa? Mamma mia!
Non è questo.
Ti devi dare una calmata.
[musica ricca di suspense]
[Marina] Fai piano, Andrea e Arianna sono crollati.
E così è vero? Le date corrispondono. Di' la verità.
Marina, rispondi.
Tanto più nera della mezzanotte non può venire.
Sì.
Andrea è figlio tuo.
Ma come è possibile?
Te lo devo spiegare io?
Che quando stavamo a Napoli un paio di volte abbiamo scopato? E allora?
Non un paio di volte. Nove volte. Nove. E io me le ricordo tutte.
Situazioni, giorni, a che ora della notte. Tutto.
Non ci credo.
Tu sei pazza.
Io mi ricordo quando è successo.
E so pure quale volta è stata.
Lo so perché tu lo facevi così, per divertimento, eh?
Per scaldarci un po', per compagnia.
Io no.
Io no.
Io ti ho voluto bene veramente.
Ma vaffanculo!
[porta si apre]
Glo'.
[porta sbatte]
[suona "La notte" di Salvatore Adamo]
♪ Se il giorno posso non pensarti ♪
- ♪ La notte maledico te ♪ - [ride]
♪ E quando infine ♪
[Marina] Gloria? Mh-mmh…
Bella? Vedi che non ho sonno.
- ♪ C'è solo vuoto intorno a me ♪ - [Gloria] Ehm…
Stai fatta, Mari'?
No, no, no, no.
Io quando si viene al dunque sono lucidissima.
[Gloria ride]
E dai, mica è la prima volta. Con me ti piace, no?
Che c'entra? Mi piace perché sei tu.
Mmh… E allora?
Ti preoccupi che forse racconto in giro
che fai l'amore anche con una donna e ti rovino la piazza?
Non è questo, scema.
E che c'è? Ti preoccupi che m'innamoro.
[sospira] Ma io non m'innamoro mai.
[Marina ride]
[musica continua]
♪ Mi fa impazzir ♪
♪ Il giorno splende in piena pace ♪
♪ E la tua immagine scompare ♪
♪ Felice, tu ritrovi l'altro ♪
♪ Quell'altro che mi fa impazzir ♪
♪ La notte ♪
♪ Mi fa impazzir ♪
♪ Mi fa impazzir ♪
♪ Mi fa impazzir ♪
[musica finisce]
[Marina] Mi dispiace.
Perché non me l'hai detto subito?
Quindici anni fa.
Allora non hai capito niente.
Sei sempre stata più intelligente di me, ma a 'sta cosa non ci arrivi.
Quando ho scoperto che aspettavo un figlio da te, avrei potuto fare due cose.
O dirtelo, e stravolgerti la vita…
oppure farti andare via da sola,
a fare quello che volevi fare da sempre.
Essere Gloria.
Essere quello che sei sempre stata.
Io avevo il diritto di sapere.
E come avresti reagito
se ti avessi detto che volevo tenere un figlio tuo,
mentre tu già stavi progettando la tua transizione?
Non volevo pensassi a nostro figlio come a un ostacolo alla vita che volevi.
Non sono partita con te.
Ti ho lasciata sola per non farti voltare indietro. Per lasciarti libera.
E mi è costato farmi odiare da te.
Neanche te lo immagini quanto mi è costato perderti.
Se è così, perché dirmi tutto adesso?
Perché è figlio tuo!
E lo era pure prima. Te lo sei ricordato adesso?
Hai ragione, questo figlio non lo volevo.
E se l'avessi saputo, ti avrei detto di non tenerlo.
Perché sei venuta, Marina? Si può sapere che vuoi da me?
Niente.
E io non ci credo.
[musica drammatica]
Voglio solo che Andrea
sappia a chi è figlio.
Marina, è tardi.
Mo' te lo dico io quello che voglio.
Voglio che ve ne andate, perché questo non l'ho cercato né voluto
e ho vissuto sempre bene così.
- Davvero vuoi che ce ne andiamo? - Eh.
Anzi, fingiamo che questa cosa non è mai esistita,
e giurami che Andrea non lo saprà mai.
Quanto vuoi?
Per che cosa?
- Per uscire dalla tua vita? - Eh.
[musica sfuma]
Dammi 100.000 euro.
Sapevo che era una questione di soldi.
Sei sempre stata sensibile ai soldi, eh.
Infatti.
Dammi un giorno.
Così poco?
Se sapevo, ti chiedevo di più.
[musica drammatica]
[musica sfuma]
Ehi, ciao. Stavo preparando un po' di colazione. Un caffettino?
No, grazie, sono di corsa. Ho appuntamenti di lavoro.
Va bene.
A dopo.
- Allora… - [notifica al cellulare]
[Sergio] Andrea, mo' basta.
Non andare dietro a tua madre e dimmi che fine avete fatto.
Quando vuoi mi chiami papà e mo' sparisci? Mandami la posizione, vi raggiungo.
[notifica al cellulare]
[gabbiani garriscono]
[motore d'auto che si avvicina]
Buongiorno, Gloria.
Ciao, Anna, Loredana.
Scusate se vi ho fatto venire qua, ma non ho buone notizie.
Cosa è successo?
Dobbiamo fermare i lavori.
Come, proprio adesso? C'è voluto così tanto tempo…
Lo so, Anna, ma… Ho avuto un imprevisto e adesso non ho soldi per continuare.
Dobbiamo fare le altre stanze. Pure l'esterno non è finito.
Quando potremo ricominciare?
Non lo so.
So solo che ora ho cose più importanti a cui pensare.
Ma quanto è vero Dio, la casa è solo rimandata.
Io la finisco.
[musica intrigante]
[prete] Una statua che si trova nella chiesa di Santa Chiara,
di cui io sono parroco.
La nostra amica fotografa, Gloria Priori, ci ha fatto dono dei suoi scatti
per organizzare questa mostra, che è una mostra benefica…
[voce indistinta del prete]
- [uomo] Molto bene, grazie. - [prete] Di niente.
[prete] Ti piacciono?
Quelle con il mare. Queste qua. Son proprio belle.
Se vuoi, ci sono anche dei poster.
Vabbè, ma era giusto per curiosità. Perché conosco Gloria, la fotografa.
- Ah, sì? - È un'amica di mamma.
Me lo posso fare un selfie?
- Certo. - Grazie.
[scatto fotografico]
[musica ricca di suspense]
[colpi indistinti ripetuti]
- Uè, Pietro. Che succede? - Ehi, ciao, Rosa.
Scusami, ma non riesco a trovare Marina.
A casa non ci sta.
Ho provato a chiamarla anche sul telefono, ma non risponde.
Non è che per caso sai se è successo qualcosa?
No. Non è successo niente.
- Ah. - Staranno facendo dei servizi.
Sì, sicuramente. Sono io che mi preoccupo facilmente, lo sai.
Vabbè. Tu comunque sei sicura che non ti ha detto qualcosa?
Sì, Pie', so' sicura. Mo' scusami, ma devo andare a cucinare.
- Prego, prego. - Ciao.
Ma che tieni a guarda'?
E sali, ja!
[musica ricca di suspense continua]
- Bentornata, signora. - Grazie.
[campanello dell'ascensore]
Tutto bene? Il bigliettino sull'auto di solito lo usi per le emergenze.
È un'emergenza, ma ne parliamo dopo.
Ora voglio fare l'amore.
[Gloria] Sono già passata in banca a sbloccare dei titoli.
Così domani le do i contanti e se ne va. Basta che non li vedo più.
Non hai pensato che magari ti sta mentendo?
Se è così bugiarda come dici…
È mio figlio. L'ho capito prima che me lo dicesse lei.
[uomo sospira]
Ma non ce la faccio. Non adesso.
Proprio mo' che stava andando tutto bene.
Ma va tutto bene, Gloria.
Per la villa, se ti servono soldi per i lavori…
Erne', non ti mettere pure tu.
Non ho mai preso soldi da te e non comincio adesso.
- [Ernesto sospira] - Oh.
Non fare questa faccia. Sono stata una cafona, lo so.
- Ma sai come son fatta, no? - [ride]
E comunque, grazie. Sei gentile, ma non mi serve niente.
Stai facendo la cosa giusta, Gloria.
Esser genitori è il mestiere più difficile al mondo.
Mi sembra di non esserci stato nei momenti importanti.
Se non fosse stato per Caterina…
È una di quelle cose che mi fanno sentire in colpa.
Tu ti senti in colpa per un sacco di cose, ma non fai mai niente per cambiarle, eh.
Gloria.
Io ci sono per te. Come posso, ma ci sono.
[Gloria] Te ne stai andando, eh?
Quando mi abbracci così forte è perché devi andare.
- Ho spostato due appuntamenti per venire. - Ne spostavi tre.
[ride] Però adesso me ne devo andare, sì.
Perdonami.
Che c'è?
Sei bello. Sei ancora più bello adesso di quando ti ho conosciuto.
La settimana prossima dovrei essere più libero. E forse lo sarai pure tu.
[musica minacciosa]
[Gloria] Voglio confessarvi una cosa.
Qui dentro sento un'emozione fortissima.
Tutta questa meraviglia mi fa sentire piccola.
Queste immagini che mi osservano dall'alto mi fanno capire che noi non siamo niente.
Guardatele.
Al centro l'Assunta, e ai lati il sacrificio del profeta Elia,
e il sacrificio di Noè dopo il diluvio.
Guardate negli occhi di Noè. C'è tutto.
Il dolore e la consapevolezza di un fine superiore.
Guardate quanta bellezza.
Il grande coro in noce, invece, che vedete sullo sfondo
fu costruito nel 1759,
molto probabilmente su disegni dell'architetto Emanuele Manieri.
Seguitemi nella cripta.
[Arianna] Ma è solo una cipolla.
- [Andrea] No, è una cipolla rossa. - [Arianna] E vabbè, pure se è rossa.
- Come te la tiri! - [Marina ride]
[cellulare squilla]
[Marina] Uè, Rosa.
Mari'. Guarda che Pietro è venuto qua, ti sta cercando.
Figuriamoci. Ma tu gli hai detto qualcosa?
Che dovevo dire?
Ti sta aspettando, non se ne va.
Meglio che non torni stasera.
No, ma io non ho intenzione di tornare.
- Non ti preoccupa'. - Fai bene.
Grazie, Rosa.
Ciao.
Ma'. Ma che succede?
Niente. Finito con 'ste cipolle?
Sì. Questa qua va bene.
[Sergio] Buonasera.
Ma quale buonasera? Lei chi è? Che ci fa qua?
L'ho vista in chiesa, mi ha seguito fino a casa?
Sono Sergio. Il padre di Arianna.
Ah.
Sono andati a fare la spesa. Mo' tornano. Non ti preoccupare.
Non mi devo preoccupare?
Marina è scappata con mia figlia e non devo preoccuparmi?
Non mi ha detto nemmeno dov'era. Ieri dovevo incontrarla con mia madre.
[sospira] È un'altra delle sue pazzie.
Guarda che non è espatriata. Che c'è?
Vuoi usarlo in tribunale per l'affidamento di Arianna?
Marina mi ha detto tutto.
Anch'io so bene chi sei.
Sei la sua amica di Napoli.
Che ti ha detto? Perché è venuta qui?
E perché? È venuta a trovare un'amica. Che c'è, non si può?
Certo, e ci hai creduto?
La conosci prima di me. Non sai che dice cazzate?
Papà, sei arrivato pure tu!
- Ora però torniamo a Napoli. - [inudibile]
Andiamo. Viene pure Andrea, se vuole.
Mamma, se vuole restare con l'amica, resta.
Io a Napoli non torno.
E tu non puoi fare come ti pare.
- Arianna, vieni qua. - Non facciamo scenate.
Nessuna scenata! Io sono venuta qua per un motivo importante.
Marina. Così no.
Andre' deve sapere a chi è figlio.
[musica drammatica]
[musica drammatica in crescendo]
Quindi tu sei il papà di Andrea?
Sei contenta, mo'?
Non sono stata io a far succedere tutto questo.
Pensaci. Sei stata tu!
[musica finisce]
[Andrea] "La lotteria… Non so chi è tuo padre… Bastiamo solo io e te."
Invece erano tutte cazzate.
E io ci ho creduto.
Ci abbiamo creduto tutti, Andrea.
Tutti.
Nemmeno una parola. Un accenno. Qualcosa che mi facesse capire.
Non mi dice niente per anni e poi così, all'improvviso: "Sei figlio di Gloria".
E poi… Ma poi chi è quella?
Per me sei solo tu mio padre.
Non te ne andare.
Non lasciarmi solo in questa situazione di merda.
Ma sei pazzo?
Dove vuoi che vada? Io sto qua con te.
Non ho nessuna intenzione di andare via. Non lo devi neanche pensare.
Lasciami!
- Andrea! - Ho detto lasciami!
Non sono un bambino. Non mi va di essere compatito!
Andrea, ma dove vai?
[musica drammatica in crescendo]
Andrea.
[urla]
Andre'! Ehi!
Ma che fai? Vieni qua.
[Andrea piange]
Ci sto io, qua. Ci sto io.
[musica finisce]
Perché l'hai fatto?
Domani ti avrei dato i soldi.
Li avevo già preparati.
I soldi?
Io i soldi tuoi non li volevo.
Sei stata tu a offrirmeli. A dire: "Ti pago se te ne vai".
Io questo figlio non lo volevo.
Non lo voglio nemmeno adesso.
Non ce la faccio.
E risolvi tutto coi soldi.
Centomila euro e passa la paura, eh?
Io me ne andavo,
Andrea non sapeva niente…
Ah, Gloria.
I figli non si pagano.
I figli non hanno un prezzo.
Ti devi vergognare di quello che volevi fare.
Ma che ne sai tu di me?
Che ne sai, eh?
So che Andrea è figlio tuo.
Nostro.
E con questo ci devi fare i conti.
[musica malinconica]
[musica continua]
[musica finisce]
[musica drammatica]
[musica continua]
[musica continua]
[musica finisce]
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