Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Quella che state per vedere è pura finzione.
Del resto, nella vita, niente è più divertente della finzione.
Perciò, proiettate le vostre menti nel passato più lontano.
Erano gli anni della proibizione. Libri, giornali, parole erano vietati.
Le promesse di libertà erano vane.
Le urne elettorali erano l'unica speranza.
Correva l'anno 1949.
- Ruken! - Presente!
- Rojin! - Presente!
- Havin! - Vicino a te!
Dov'è tua sorella?
Papà dice che bisogna uscire uno per volta.
Quindi faremo a turno per andare a scuola.
Uno studierà scienze e l'altro algebra?
- Questo passa il convento. - Buon Dio!
- Jiyan! - Sono qua!
Insieme a tutti gli altri.
- Şivan! - Presente!
- Serdest! - Presente!
- Mizgin! - Me la sto facendo addosso.
Non puoi farla prima di uscire?
Siamo 12 a casa. Non tocca mai a me!
Cantate una canzone, così non ci pensa.
Queste bestie non si muovono, Faruk.
Eeh, vai.
Non si dice così ai muli, idiota!
"Eeh, vai" è per i cavalli e "sciò" per i cani.
È come "pio" per i pulcini o "micio" con i gatti.
Perché, parlano lingue diverse?
Certo! Quando gli dici "Eeh, vai"
non usi la sua lingua e lo confondi.
Ogni nazione ha la sua lingua.
Nazioni diverse, lingue diverse.
Cosa gli devo dire allora, Faruk?
Che ne so? Non parlo bene il mulese.
- Lo capisco, ma non lo parlo. - Muoviti!
Non mi confondere, ti parlo da umano.
Non è Xate quella?
Ciao, Xate.
Non sei stanca di portarli a scuola tutti i giorni?
- Che ti importa, burino? - Basta che serva a qualcosa.
Quanto fa due più due?
Non molto.
Non ci siamo ancora arrivati.
Perché lo stai a sentire, sciocchino?
Non date troppa confidenza a questi due.
Salutateli e basta.
Perché sei così cattiva?
Stiamo solo lavorando.
- Lavorando? - Sì.
Ora il contrabbando si chiama "lavoro"?
Sei il figlio del governatore, abbi un po' di decenza!
Siamo a servizio del distretto.
Guarda: tè, tabacco, zucchero.
Il più dolce che ci sia.
- Provalo, mamma Xate. - Non chiamarmi "mamma"!
- Sparite! - Ok, non sei mia madre.
Forza, andiamo!
- Aspetta, mamma Xate! - Forza, corri.
- Il resto lo fai a scuola! - Arrivo!
Dio ti benedica, popolo di Midyat.
Il discorso per la rielezione, sindaco.
Mi emoziono ogni volta.
Grazie, İkram. Lascialo lì.
Davvero non ci sono nuovi candidati?
Faruk, il figlio del governatore distrettuale, si candiderà.
Non vincerebbe mai un'elezione. Faccia il suo discorso
- e vinceremo ancora a mani basse. - Speriamo.
C'è ancora molto da fare per questa città.
Speriamo di farlo nel prossimo mandato.
Sindaco, ho visto qualche errore qui.
Non sono riuscito a trovare la donna che ha redatto il documento.
Forse è in ferie, Nazmi.
Sono sicuro che la troverai.
Un attimo!
Fai sparire questi libri vietati, presto!
Avanti!
Buongiorno!
Una lettera da Ankara.
- Ankara? - Sì.
Oh Signore!
Cosa vuole Ankara da noi?
È una lettera ufficiale. Mi serve una firma.
Nazmi?
Non mi permetterei. Non sono all'altezza di Ankara.
Potrei sbagliarmi e usare qualche parola proibita.
Non irritiamo il governo per niente.
İkram, non puoi farlo tu?
Se solo potessi!
Ho appena cambiato la mia firma.
Ancora non so se usare la vecchia o la nuova.
Mi creda, sono proprio confuso.
- Dia qua. - Ecco fatto.
Veysi Doğu, Governatore Distrettuale, Midyat.
È per il governatore distrettuale.
Ho visto che veniva da Ankara e non ho letto il resto.
- Scusate. Arrivederci. - Arrivederci.
Che Dio aiuti Veysi Bey!
Ricevere lettere qui non lo aiuta.
A Yalova ha avuto vita facile.
Fai sparire quei libri. Potrebbe entrare qualcuno.
Vado a farmi fare la barba. A dopo.
Arrivederci.
Buongiorno maestro! Eccoli!
Sono sempre meno. Porto tutti quelli che trovo.
Più imparano prima dell'inverno, meglio è.
È la stagione giusta per imparare.
Salve, Signora Xate.
Venga a lezione un giorno.
- Imparerà a leggere e scrivere. - Sono troppo vecchia.
Chi si occuperebbe della famiglia? Sono una che ascolta.
Ascolto marito e figli quando studiano. Ho la memoria uditiva.
- Imparerebbe l'alfabeto. - So qualche lettera.
Ma non mi va di dirle, ora.
Non si preoccupi. Un giorno imparerò.
Ho le carte d'identità dei bambini. Sono tutte qui.
Primo gennaio 1941. Primo gennaio 1941.
- Hanno tutti la stessa età. - Sì, età scolare.
Tutti nati lo stesso giorno.
Una nidiata di 14 ragazzi.
Anche i nomi sono cambiati.
I loro veri nomi sono proibiti.
Sidar, Berivan... sono tutti vietati.
Quindi gli ho dato dei nomi diversi.
C'è Abdo, İbo, Feyzo, Deriko, Zeyno, Şehmo, Cano, Aliko, Fedo
Dilo, Fato, Ayşo, Fadiko. E quello è Cüneyt.
Cüneyt?
Il nome del vecchio governatore. L'ho preso da lì.
Che importano i nomi. Sono a scuola.
Lasciamo che imparino tante cose.
Se non fosse per lei, nessuno porterebbe i figli a scuola.
Se Aziz Veysel vince di nuovo le elezioni e costruisce un'altra scuola,
ci sarà posto per tutti.
Torno dopo a prenderli.
Ruken! Oggi il giuramento lo reciti tu.
Sono Turco! Sono onesto! Lavoro sodo!
- Se la sorte lo permette. - È mio compito proteggere i più giovani.
È andato anche questo!
Ma no! È il secondo bue che uccidi!
Gli avrò detto mille volte di non venire nel mio campo.
- Non gli entrava in testa. - Oh, Dio!
Chissà come mai. Hai notato qualcosa di strano in lui ultimamente?
No, perché?
Santo Cielo! È un animale!
Non capisce se gli dici di non avvicinarsi!
- Perché non l'hai detto a me? - Eri troppo lontano!
Ok, ho sparato ai tuoi buoi.
Darò mia nipote in sposa a tuo nipote.
È una gran lavoratrice.
Li vale due buoi?
L'anno scorso ne abbiamo rifiutati quattro.
Io te ne ho offerti quattro, ma ne hai ammazzati due.
- Era Faruk. - Quanti buoi vale secondo te?
Faruk vale certamente due buoi.
Va bene, affare fatto.
Mi sento un bue sul petto, non si sposta.
Possiamo dare da mangiare agli animali?
Magari si muovono. Che altro posso fare?
Non c'entra il cibo. Il problema è psicologico.
Sono depressi perché non hanno una compagna.
Non essere così duro con loro!
Capito il gioco di parole? Sono bravissimo a mischiare le parole!
È meraviglioso!
Io sono meraviglioso! Che testa che ho!
Mi faccio ridere da solo!
Cosa guardi, fesso? Porta quella roba al villaggio.
Non tornare finché non hai venduto tutto.
Come va, gente? Cosa fate?
Sta' lontano, Faruk. Preghiamo per la pioggia.
Non vogliamo gli impuri.
Che Dio ti perdoni!
Dato che non c'è acqua, ho fatto le abluzioni con la terra.
Perché non la smette?
Ciao, Faruk.
Ciao, postino. Che porti?
Buone nuove, spero.
Sono andato all'ufficio, ma tuo padre non c'era.
C'è una lettera ufficiale per lui, da Ankara.
- Da dove? - Ankara.
Faruk?
- Faruk? - Ankara.
Ankara, una lettera per mio padre?
Ci ha lasciati!
Faruk?
Sono orfano di padre! C'è una lettera per mio padre da Ankara!
- Ferhat, non andare! - Che c'è?
Ankara!
Ankara ha inviato una lettera ufficiale a Veysi Bey.
Ankara dove? Ankara in Turchia?
Ankara, la capitale. Vicino al Lago Salato.
Ecco perché mi sentivo un bue addosso.
Ecco, Faruk . Il mulo di servizio se ne va!
Il mulo se ne va. Aspetta, mulo!
Non lasciarmi da solo con Ankara!
Guarda, Ankara. Aprila.
- Non posso. - Viene da Ankara, aprila.
- Non costringermi. - Allora sparisci!
Lasciami solo!
È morto. Mio padre non c'è più.
Oh, Dio.
Oh, Dio.
In nome di Dio.
Il lokum va sopra, i canditi sotto.
E questa robaccia in fondo.
Serve solo a riempire gli spazi, per mettere meno canditi.
Süleyman, tu conti le pecore tutti i giorni?
Ogni giorno, una per una.
Dopo un po', però, mi addormento.
Mi viene sonno.
Nedim! Bedri!
Mettete i cavalli nella stalla!
Arriviamo, mamma!
Mettiamo i cavalli nella stalla.
Date loro da mangiare e strigliateli bene.
Diamo loro da mangiare e li strigliamo.
- Signore dammi la forza! - Dai, Nedim!
Sbrigatevi! Devo ancora cucinare la carne.
Dai, Süleyman.
- Il nonno si è addormentato! - Già.
- Stanotte non si dorme. - È vero!
Nonno, sveglia! Nonno!
Nonno!
Me failu failatun failun.
Mai svegliare un uomo nel bel mezzo di una rima!
Mi avete rovinato il verso!
Zümre, stai tranquilla.
Ci sei quasi. Possiamo fare la cena commemorativa.
Aspetta, recito un ultimo Kausar sura.
È una cena per mamma Türkan. Ha fatto tanto per me.
In nome di Dio, glorioso e misericordioso.
Non togli i sassolini?
E se li usassero per lapidare il diavolo?
Hai ragione! Li toglierò!
Tienine una per te. Due piccioni con una fava.
- Come va, ragazze? - Bene, mamma.
- Vostro padre è tornato? - È in camera sua.
Come mi sta l'anello al naso? Ho deciso di cambiare un po'.
È carino. Il tuo naso sembra sfarzoso così.
Mi metto questo o questo alla cena?
Quello che hai addosso va bene. È una cosa sobria, no?
- Sì. - Tieni quello, ti dona.
Xate! Dove sei?
Arrivo! Non mi sono dimenticata!
Sei davvero una roccia, Xate.
Tutto quel viaggio, ogni giorno!
Se i ragazzi ci stessero tutti, vi darei l'auto d'ordinanza.
Non serve. Vanno bene i cavalli.
Ma la macchina è come 80 cavalli.
No! Com'è possibile?
È solo una macchina. Non mi prendere in giro.
Ha la potenza di 80 cavalli.
Piano! Mi tagli.
- Lasciami fare. - No, non ce la fai!
Lasci sempre delle chiazze su mento e collo.
Dio perdoni quel barbiere, Rahim il Cieco.
Ti ha tagliato la fronte, chissà come ha fatto.
Mi ha detto che ho la fronte così ampia
che finisce sempre in mezzo alla lama.
Per la miseria!
Fai così.
E così.
Vediamo.
Fatto.
Ti ho lasciato i baffi pieni, così ti danno un tono.
- Te li faccio come il Primo Ministro? - Dai, Xate!
Mi prendi in giro?
Come puoi pensarlo?
I capelli non li ho toccati. Vanno bene così.
- La tua testa ha una bella forma. - Santa pazienza!
Non hai notato i miei capelli.
Cos'è cambiato? Sono sempre quelli.
Ho fatto l'henné.
Lascia perdere.
Non ci sono altri candidati, solo tu, no?
Non ci sono altre candidature ufficiali.
Anche se ci fossero, non vincerebbero.
Il cuore d'oro sotto quel broncio non teme rivali.
Ecco, quello è lo sguardo.
Che stai dicendo? Per amor di Dio, smettila.
Signore, mi dica qual è il problema e lo comunicherò.
Ci accompagna dal sindaco o no?
Non si disturbi, troveremo la strada.
- Nessun disturbo. - Andiamo, allora.
Da che parte?
C'è la marcia indietro?
Alcune auto non ce l'hanno.
Si fa marcia indietro e un'inversione a "ZU".
"ZU" vuol dire veloce.
Un'inversione a U veloce è un'inversione a ZU.
Poi con un'inversione a U, si torna al punto di partenza.
Se c'è una strada senza uscita.
Va bene. Prima in retromarcia.
Aziz, non fare tardi alla cena per Türkan.
Non farò tardi. Ah, la vita!
La famiglia aveva deciso che Türkan andava bene per me.
Era così gentile, di buon carattere.
Proprio così.
Avevo 14 anni quando arrivai in questa casa.
Non parlavo per la paura. Ti ricordi?
Mi fece scoppiare un sacchetto nell'orecchio e iniziai a parlare.
Forse devo a quello la mia memoria uditiva.
Voleva vedere crescere Behçet.
Se n'è andata prima che entrasse nell'esercito.
Türkan è stata il tuo primo amore. Una sorella per me.
I suoi figli sono i miei. Sono come fratelli.
L'amore non vuole lo stesso sangue. Basta un solo cuore.
- Sei preziosissima, Xate. - Mi fai arrossire.
Ti parlo nella lingua dell'amore.
Non è una lingua molto usata, qui.
La parliamo solo io e te.
Tu hai la giustizia nel cuore.
Non è nei libri.
Non hai mai trattato i miei figli in modo diverso.
Ti sei occupata di Abdürrahim come fosse tuo padre.
- Dio ti benedica. - Non poteva essere altrimenti.
È lo zio della cognata della sorella di tua suocera.
- Zio. - Figlio dello zio di uno zio.
- È un familiare stretto. - Infatti.
Forza, su.
Non facciamo tardi alla campagna.
Possano promesse valide raccogliere voti copiosi.
Me lo ricordo come se fosse ieri.
Era il periodo costituzionale, ero una Nuova Guardia.
Ma in verità ero una vecchia guardia. Beh, una Nuova Guardia molto vecchia.
Insomma, ero anziano e comandavo la Nuova Guardia.
Non c'erano i soldati allora, nonno?
Le Nuove Guardie sono più vecchie.
Mio nonno era una Nuova Guardia, ecco perché me lo ricordo.
Mio nonno era vicino al Sultano Abdülhamit.
Quando Abdülhamit stava per cadere, cercò di tenerlo sul trono.
Ma la sorte decise diversamente e lo fecero fuori.
Quando Vahdettin, l'ultimo sultano, iniziò a vacillare
chiamò in caserma e mi chiese cosa desiderassi.
- E tu? - Gli dissi che volevo che stesse bene
e che mi sarebbe piaciuto questo posto. Me lo diede e fuggì.
Non lo vidi più. Stava davvero scappando.
-Vahdettin ti ha dato questa città? - Sì, quindi?
Questo posto era solo terra, all'epoca.
E lo è ancora.
Non succede mai un accidenti qui!
Dammi un po' di lokum.
Eccotelo.
No, gli si attaccherà alla dentiera!
Lasciatemi in pace! Ha cent'anni e funziona bene.
È una reliquia di mio nonno.
- Come fa a starti in bocca? - Adatto la bocca ai denti.
È una cosa ereditaria. Mio nonno aveva 32 denti, come me.
Che c'è?
Sentite, era il 1910.
Quell'anno... non successe niente. Ce ne stavamo seduti così.
Ankara! Bella Ankara! Tutti gli infelici vogliono vederti.
Uomini della pioggia! Dio vi ascolti! Com'è andata?
Io ho assoluta fiducia in voi.
Farete piovere tra cinque anni al massimo.
Piantala, Faruk!
Piove? O è lo sputo di un insetto?
Non si muove neanche una foglia.
Il nuovo sindaco porterà la pioggia. Ci sono cambiamenti in vista.
Papà, si vede la capitale! Terra! È Ankara!
Ultima chiamata per Ankara. È ora di andare.
Mamma, papà, fratelli, sorelle!
Tu parti oggi, Yusuf.
Lascialo stare! Morirei per te, Yusuf!
Il mio Yusuf!
Lascia che la tua mamma muoia per te. Lascia che muoia per te.
Dove vai figliolo? Lascia che muoia per te.
- Quanto durerà l'università? - Quattro anni.
- Cosa studierai? - Non tormentarlo!
Se solo fossi morta e sepolta!
Se solo fossi morta e sepolta, Yusuf!
Lascia che muoia per te!
Basta, Xate! Per l'amor di Dio!
Se dici una cosa 40 volte, si avvera.
Per una volta saluta senza tragedie!
Che stai dicendo? Morirei d'amore per lui.
Perché gli voglio bene. E morirei anche per i suoi fratelli.
Così come morirei per i miei genitori.
Loro farebbero lo stesso. Se ami qualcuno, non puoi non morire.
L'imam dice che è permesso dal nostro credo.
Sì.
Va bene, mamma. Morirò anch'io per te.
- Mi fai arrossire. Grazie - Forza, su.
Il mio ragazzo coraggioso.
Mio figlio va a studiare legge. Imparerà la giustizia.
Porterà la giustizia alle persone.
Quanto è lungo il viaggio fino ad Ankara?
Quasi un giorno.
Per carità, vai piano, figliolo.
Insomma, di' all'autobus di andare piano.
- Signore, dammi la forza! - Yusuf sta partendo!
Come faremo senza di lui?
- Trovati una ragazza là. - Lo farò.
Di' ad Ankara di passare ogni tanto.
- Non succede mai. - Va bene, mamma.
Nonno, non vieni a salutare Yusuf?
Che succede?
Cosa avete fatto al nonno? Non riesce a parlare.
Il lokum si è attaccato!
- Proviamo con l'acqua bollente? - Non è un animale!
- Di': "Aah". - Gli insegni l'alfabeto?
Si è attaccata. Riesce solo a dire "Uhm".
Prova dietro, vicino a quel dente di 20 anni.
Ma dice che ha 100 anni. Non ce l'ha un dente di 20 anni.
Aspettate, so una preghiera per i denti.
Nedim, portami un cacciavite.
- Ti porto un cacciavite. - Non ripetere.
Non lo ripeto, lo faccio.
È proprio attaccata.
Xate!
La porta.
- Un cacciavite. - Dai qua.
- Se ci fosse una fessura. - Xate!
Riusciremo ad aprirla!
Figliolo, la porta!
Respira, respira.
Che c'è, İkram?
- Buongiorno, comandante. - Non credo, signor Sindaco.
Aziz, il comandante ha notizie da Ankara.
Aziz Veysel Nuroğlu, per i reati di opposizione al governo,
sobillazione, e tentato assassinio
- del Primo Ministro... - Un attimo.
Di che cosa sono accusato?
- Assassinio? - Non lei, i libri che legge.
Per aver citato Sırça Köşk, libro proibito di Sabahattin Ali
nella sua corrispondenza e per il possesso di libri proibiti
nel suo ufficio, sarà detenuto
in prigione a Mardin in attesa di processo.
Ci sono!
Ha lokum da tutte le parti.
Gule, va a lavare i denti del nonno. Usa questo, veloce!
Dov'è vostro padre? Te ne vai, Aziz?
Parto, Xate.
Andate a salutare vostro padre. Va in campagna elettorale.
Correte, su!
Aziz!
Eccoci.
Perché c'è l'esercito?
Ciao, Xate.
Soldato, perché portate via mio marito? Ikram?
Zia Xate, hanno arrestato Aziz.
Perché?
Aziz, ma la tua campagna?
E la commemorazione, le preghiere?
Papà?
Yusuf, non puoi partire se tuo padre va in prigione.
Se studi, ti arresteranno come lui. Non partire.
- Non andare! - Non cambiare idea, Yusuf!
Impara la giustizia. Non dimenticare ciò che ti ho detto.
Il mondo era qui prima di te.
Aziz!
Musulmani e cristiani, bianchi e neri.
Tutti i bambini giocavano nello stesso giardino.
Aziz!
Poi sono arrivati i confini e le leggi.
Non andare, Aziz!
Che hanno generato crimini e punizioni.
Hanno pensato a tutto.
Quando sei arrivato, ti hanno detto: "Questo è il mondo, rispetta le regole".
Non imprigionarti nei confini di quel mondo.
Pensa, sempre. Usa le tue parole, sempre.
La giustizia non è solo nei libri.
Sii sempre giusto nella mente e nel cuore.
E ascolta sempre il cuore e la coscienza.
Aiutami, Dio Onnipotente. Signore del creato.
Un figlio militare, uno all'università e un marito in galera.
Dammi la forza, Signore.
Aziz Veysel!
Te l'ho detto mille volte. Sei un uomo adulto.
Cosa ci fai con i libri?
Ora siamo senza capofamiglia e senza sindaco.
Chissà cos'altro succederà.
- Benvenuto! - Grazie.
- Benvenuto, Veysi Bey. - Grazie.
Parli del diavolo! Faccia da schiaffi e suo padre.
Prego, signor Governatore Distrettuale.
Togli "distrettuale". È il governatore! È arrivato un comunicato da Ankara.
Papà è stato nominato! Ora è il Governatore di Mardin!
E io sono il figlio del governatore.
Non siate timidi, chiedete ciò che volete al presidente.
Sistemiamo tutto con un telegramma.
Assemblea Nazionale, stop. Ankara, stop.
Basta vantarsi, Faruk.
Siamo qui per la commemorazione e Aziz è in prigione.
Hai ragione.
Che la zia Türkan riposi in pace.
Il mio cuore è ancora addolorato.
Nel mio cuore è ancora viva.
Dopo di te, papà.
Il destino.
Dio, che sfortuna!
Aziz in prigione e la zia Türkan defunta.
Basta aprire vecchie ferite!
Che dici, papà? La zia guariva gli ammalati.
Nutriva gli affamati.
Non era solo la moglie di Aziz.
Era una madre per tutti, non solo per i suoi figli.
Midyat ha perso sua madre. Come faccio a non dispiacermi?
Ancora me la sogno.
È ingiusto. Il viso e il cuore di un angelo.
È caduta dal tetto mentre sbatteva il tappeto, vero?
- Faruk, basta. - Va bene.
Per l'amor di Dio!
Recitiamo il Subhanaka? Per la zia Türkan.
No, recitiamo l'Al Fatiha.
L'abbiamo recitato mille volte, non ti sei stufato?
Dio ti perdoni!
Va bene, allora recitiamo tre Al Ikhlas.
Completeranno l'Al Fatiha.
In nome di Dio!
L'halva era andato a male.
Lam yalid? Lam yulad? Non c'è un "wa" in mezzo?
- Non lo so. Lam yalid. - No. Lam yalid wa lam yulad.
Wa lam yakul lahu kufuwan ahad.
- Tre volte. - Amen.
- Perché vi coprite, c'è un estraneo? - No, c'è puzza.
Che puzza!
Xate, dov'è il bagno? La mamma non ce la fa più.
Ne ha sganciata una per cambiare l'aria?
Il bagno è fuori. Accompagnala.
- Le sue abluzioni sono rovinate. - Le rifacciamo.
Che accidenti è?
Ci ucciderà tutte.
Mi dispiace per Aziz Veysel.
Non ho mai conosciuto un uomo così onesto.
Hanno detto il perché?
Dicono che sia perché ha letto dei libri.
Che il buon Dio li perdoni!
Per un libro? È rovinato.
Ha usato i versi di alcuni libri in lettere ufficiali.
Vero, İkram?
Sì, anche da altri libri.
Sabiha Ali, Kazım Hikmet, tutti.
Era meglio l'omicidio!
È un uomo adulto. Perché legge? Cos'hanno i libri?
Ha sbagliato, Faruk.
Errare è umano per tutti noi, ma era un brav'uomo, per Dio.
Sicuramente.
- Dio l'aiuti in prigione. - Amen.
La città è orfana alla vigilia delle elezioni.
Chi potrebbe essere un buon sindaco come lui?
- Chi potrebbe farlo? - È quello che dico anch'io. Chi potrebbe?
Sicuro non tu, Faruk!
Scusi, Governatore. Mi sono fatto prendere la mano.
Anche il dito, no, Zio Şehmuz?
Faruk! Se divento Gran Visir, sarai il mio braccio destro.
Scusate, mi è scappata.
Se l'è rimessa in bocca!
Almeno lavala, prima.
Ma dove siamo?
Le elezioni sono tra tre mesi. Restiamo senza sindaco?
Non è ancora stato condannato. Aspetta il processo.
Tieni, Zümre.
- Sei incinta, non ti avvelenare. - Mio padre è ancora candidato.
Fai meno lo spaccone, ragazzo!
Buon Dio!
In sua assenza, vuoi candidarti tu?
Saremo senza sindaco. Aziz è in prigione.
Aziz Veysel Nuroğlu è ancora candidato!
Chi farà la sua campagna?
Le piazze saranno vuote!
- È inutile. - Ci penso io.
Accetta la sfida, forza.
È nata un'eroina!
Arrivo, Zümre! Zümre? Fate qualcosa, sta partorendo!
- Mamma, sta per nascere! - Arrivo!
Sta per partorire! Chiamate la levatrice!
Il bambino è in arrivo, dov'è la levatrice?
Mamma, sta per partorire! Apriamo il velo.
No! C'è ancora puzza! Non respirare con il naso!
Dov'è la levatrice? Il bambino sta per nascere!
Chi è la levatrice?
- Faruk, hai visto la levatrice? - Sparisci!
- Chi è per te la mia levatrice? - È mia moglie.
- Dov'è mia moglie? - Dov'è la levatrice?
- Trovate mia moglie. - Serve la levatrice!
- Mi serve di più la moglie. - Dov'è la lavatrice?
- Dov'è mia moglie? - Fermi!
- Cercate la stessa persona. - La levatrice è tua moglie!
C'è solo una levatrice. Trovatela.
Baran, tua moglie sta partorendo! La levatrice è in bagno!
Va bene, mamma.
Se Hatice è in bagno, auguri.
Altro che commemorazione, è una nascita.
Forza, andiamo.
Dov'è tua madre?
In bagno. Sono le sue ferie.
In bagno? Proprio ora! Mia moglie sta partorendo!
Ci penso io! L'accompagno sempre ai parti!
Ho tagliato 15 cordoni ombelicali finora!
- Sei una levatrice? - Aiuto-levatrice.
Dio ci aiuti! Fate largo.
- Fuori tutti. - L'acqua, mamma.
- Ho gli asciugamani. - Mettili lì.
- Mettiglielo in bocca. - Spostatevi, forza.
Dov'è la levatrice, Baran? Questa è la figlia.
Fehime dice che la sostituirà e taglierà il cordone.
- È un aiuto-levatrice. - Come farai?
- Sei ancora una bambina. - Credi che non ci riesca?
Posso fare tutto, se voglio.
Dio mi ha dato una buona vista, un buon udito e un corpo sano.
Signore! Baran esci. Chiudi la porta.
- Prenditi cura di lei, mamma. - Tranquillo.
- Copritela! - Chiudi la porta, Baran!
- Vedi di non sbagliare. - Non sbaglio mai.
Eccomi!
Tieni, Zümre. Forza, Fehime! Veloce!
- Allora, hanno iniziato? - Sì.
- Dio ci aiuti. - Speriamo sia maschio.
Nonno, basta che sia sano. Che differenza fa se è maschio o femmina?
Se è femmina, non è sana.
Fuggirà con un uomo e via di delitti d'onore e faide.
Molti morti.
È un profeta di sventure.
Gli diamo un po' di lokum?
Forza, Zümre! Fehime, datti da fare.
Fehime?
Non si muove. Fehime?
- È svenuta. - Facciamo stendere questa talpa.
Su, su.
Fehime, il bambino sta per nascere!
Fehime! Zelan, porta la colonia.
- Fehime. - Mamma, ma Zümre?
Ci penso io. Ho assistito a tre parti.
Vado!
Assistere a un parto è diverso da far partorire!
Alzati. Mettiti lì.
Non possiamo lasciare Zümre così. Ci penso io.
Togliti da lì! Intralcerai il bambino!
Fate largo al bambino!
Ho sentito da fuori, Signora.
Vorrei provarci io, se posso.
Chiudete la porta! Fuori!
- Mamma? - Eh?
- Lo fai nascere tu? - Sì. E allora?
Ho fatto nascere quattro vitelli e sette agnelli.
Con gli umani è più facile. Hanno solo due gambe e non scalciano.
- Asciugamani? - Sì.
- Forbici? - Sì.
- Acqua? - Sì?
Asciugami il sudore.
Vado, per Dio!
Signore! Cos'è questo?
Due cordoni ombelicali?
Ah, no! È un maschio!
Gule vai a dare la notizia. È nato!
Passami l'acqua.
È nato! È un bambino, sano!
Ha i capelli corvini. Guarda.
Prendilo. Che cresca forte e sano.
- Grazie. - Sta' attenta.
È uscito?
Sì, Fehime. Ha chiesto di te.
Non ce l'avremmo fatta senza di te. Che tu sia la prossima.
Sì!
Grazie a te, sono passata da nonna a levatrice.
- E ti candidi anche a sindaco! - Cosa?
Hai sfidato Faruk, no? Farai la campagna al posto di papà?
- L'ho detto, vero? - Sì.
Se continui così, un giorno sarai sindaco.
No, ma dai!
Attenzione! Toglietevi il cappello.
- Salve , ragazzi. - Grazie!
- Come state? - Bene, grazie.
La città avrà acqua, strade ed elettricità!
Una scuola, una moschea.
Costruiremo una moschea! Una casa di riposo per gli anziani!
Le mucche saranno munte!
Le pecore contate e le bestie nutrite!
I bambini saranno istruiti!
I neonati allattati!
- Nedim Nuroğlu, Mardin Midyat! - Sì, signora!
Prepara i cavalli!
Preparo i cavalli, signora!
- Non ripeterlo, fallo! - Sì, signora.
Attenti!
Lunga vita a lei, signora!
E a voi!
In nome di Dio!
Mio Dio!
Diventerò come quel tedesco coi baffi?
Non riesco a mentire. Mi arrossiscono le orecchie!
Mi sono buttata nel fuoco. Che ne so di politica io?
Non darmi dispiaceri a quest'ora!
Sono troppo giovane per sposarmi.
E allora non puoi vincere le elezioni.
La gente deve fidarsi del sindaco.
Devi dare l'immagine di una famiglia felice.
Non credo nella monogamia. È contro natura.
Va' via!
Non ho fatto niente, giuro.
Mi mette il culo sulla mano e dice "Ah".
È proprio l'ora che si sposi.
Tuo nonno ha già preso accordi. Che possiamo fare?
Sparare a uno dei loro buoi?
- Vuoi dare inizio a una faida? - Dai, mamma.
Mi troverete una coi piedi brutti.
Come? Che c'entrano i piedi?
Che c'è? Mi piacciono i piedi.
Niente da fare, è pazzo.
Idiota, Merdan ha quattro figlie.
Si coprono quando escono. Non le hai viste.
Promettimi che sceglierai la più bella.
Controllerò i loro piedi alle terme.
Dai, mamma!
Come distingui i piedi belli da quelli brutti?
I piedi hanno tutti forme e linee diverse.
Sceglieresti un paio di piedi piatti con i funghi.
- Ma cos'è? - Basta con questi piedi!
Se non ti sposi, non vincerai le elezioni!
La città sarà tua e la provincia mia! Idiota!
Avanti, figliolo. Accetta.
- O scordati le elezioni. - Mi è passata la fame.
Non le voglio le uova.
Sono di pietra. A me piacciono morbide.
- Dai! - La gente dirà
che sposo una perché mio nonno ha sparato a un bue.
E io dovrei prestarmi a tutto questo?
Forse sì.
Ne dovrei approfittare.
Che petto.
Ehi, tu!
- Sì, Faruk? - Vivi qui?
- Sì. - In cortile? Non vai mai a dormire?
Santo cielo!
Dove vai? Scherzavo!
Quella è tutta un'altra cosa.
Papà! Chiediamole la mano stasera!
Voglio che la gente si fidi. Le elezioni non possono aspettare.
Non posso sopportare di deluderti.
Che c'è? Dov'è la famiglia felice?
Che famiglia strana è questa!
A te la provincia, a me la città e la donna.
Forza! Şivan, Mizgin, Ruken, Rojda!
Dai, devo ancora andare da zio Aziz.
- Cos'è? - Tè e zucchero di contrabbando.
È la settimana dei prodotti locali.
Dio ci salvi! Forza, montate su. Facciamo tardi.
- Andiamo, Jivan! - Papà non vuole.
Perché?
Dice che lo zio Aziz è in prigione per aver studiato.
Dice: "Chissà cosa ti insegnano lì".
Dice: "Non infrangere la legge o te la vedrai con la giustizia".
Di' a tuo padre che la giustizia non è scritta nelle leggi.
La giustizia è nella coscienza, nel cuore delle persone.
Andiamo, ora. Faremo tardi a scuola.
Mamma Xate!
Papà ha detto: "Se vuoi studiare, fallo qui sotto ai miei occhi".
Abbi cura di te, figliolo. Torna dentro.
Eeeh, forza!
Xate!
Le tracce sono fresche.
Non possono essere lontani.
- Zia Xate! - Xate!
Xate! Aspettami!
Perché mi hai fatto sedere sulla ruota?
Era l'unico posto vicino a una donna.
Ho detto che l'avrei fatto, ma non so se ce la farò.
Farai un ottimo lavoro, Xate. Non mollare.
Non farti abbattere da queste cose, cara.
- İkram ti aiuterà. - Al tuo servizio!
Se lo sa Aziz, sarà la fine del suo orgoglio e del suo onore.
Morirebbe in prigione.
Resterei vedova e i nostri figli orfani.
Non glielo dirà nessuno.
Grazie, zia. Stai facendo una gran cosa.
Se vinci, Aziz non fiaterà.
Se perdi, Urfa o Diyarbakir non sono male.
Per passare il resto della tua vita.
Smettila, nonno! Sono già tesa come una corda.
Nessuno imbroglierà Aziz. Basta che non lo sappia.
Vediamo se oggi si accorge delle trecce.
Le tue cosa?
Suo nipote, nonno.
- Che succede? - Piano!
Piano! Calma!
Prima le donne e i bambini. Forza.
- Che succede? - Tranquilli, niente panico.
- Niente panico! - Che succede?
Non è il terremoto. State fermi, la cambio io.
E sorridi! Hai avuto un bambino.
- Non va bene così. - Dai, sorridi!
Non vedo la tua bocca.
Sorridi con gli occhi. Guardalo con amore.
Perfetto! Rimani così.
Accidenti alle tue idee.
Perché devo essere tua moglie?
Aiutami con queste foto ricordo!
Zümre non viene. Come faccio?
Che differenza c'è tra te e Zümre?
Con il burka siete uguali.
Che vuoi dire, Baran?
È la bellezza interiore che conta.
Non sai come sei dentro?
- E allora? - Piantala.
Perché litigate? È venuta bene.
- Due piccioncini. - Al diavolo i tuoi piccioncini.
Tuo padre tornerà presto. Dirai prima "mamma" o "papà"?
Dillo alla zia: vuoi la mamma?
Eccoci. Prendilo, Zümre.
Grazie. Se Dio vuole, sarai la prossima.
- Se Dio vuole. - Il figlio di mia zia è ancora libero.
La tua famiglia ha accolto me, uno scambio sarebbe facile.
Non farò un matrimonio di scambio!
- Neanche uno tra bambini? - Non esiste!
Porti il pannolino, non parli e devi dire di sì.
Non fare questo al bambino. Te lo proibisco!
- E un matrimonio combinato? - Non posso innamorarmi?
- Prima le nozze, poi l'amore. - Le nozze per amore sono vietate?
È l'usanza, la tradizione.
Poi quando l'usanza passa
a me tocca ancora pagarne il prezzo, no?
- Grazie, ma sto bene così. - Dio ti perdoni.
Chi è il mio piccolino? Di' bene: "Mamma".
Mam-ma.
Aziz!
Siediti, Xate.
- Hai portato i ragazzi a scuola? - Sì.
Come stai? Il cibo è buono? E il letto?
Io sto bene. Non parliamo di me.
I ragazzi come stanno? Il bambino è nato?
Sì. Si è già fatto la prima pipì addosso.
Aziz, lascio questi alla guardia.
Vestiti e libri. Ho pensato che ti annoiassi qui.
Che libri sono?
Gli unici libri permessi che ho trovato.
Puoi guardare le figure. Sono divertenti.
Come vanno le elezioni? Ci sono candidati?
Quel verme di Faruk si è candidato.
Lascialo fare.
Non ti agitare. Sarà per la prossima volta.
Che importa se diventi sindaco o no?
- Non è chissà che. - Sì.
Cosa dici, Xate?
Volevo portare l'acqua e costruire una scuola.
Sarà per un'altra volta.
Vediamo cosa dicono in tribunale.
State bene, vero?
Sì, stiamo bene. Le solite cose della vita.
Sì, di elezioni, candidati e campagna elettorale
non ce ne potrebbe importare di meno.
Giusto?
Aziz, non ho ancora ritirato la tua candidatura.
Come sai, la gente vota per la famiglia.
Insomma, per sicurezza.
Il Signore è pieno di miracoli.
Una volta, Mehmet Quinto o Sesto,
insomma un Mehmet. Una volta, non me lo scorderò...
Orario di visita terminato!
- Grazie a Dio! - Un momento.
Nonno non lasciarci in sospeso.
- Me lo sono dimenticato. - Andiamo, allora.
Andiamo. Vai avanti.
- Stammi bene. - Lascio questi alla guardia.
Xate.
Le tue trecce sono bellissime.
Te ne sei accorto?
Quelle con la frutta in guscio sono le migliori. Prendiamo quelle.
Caramellaio, quelle sono al pistacchio?
Sì, ma sono le più costose.
Non se ne può più dei tuoi gusti costosi, mamma.
Chiediamo la mano di una donna, non di un harem!
Prendiamo quelle normali.
Vergogna, il futuro sindaco che conta i centesimi.
Ne prendiamo un chilo.
Bastano 750 grammi. Io sono diabetico.
- Quasi. - Su, figliolo!
- Dobbiamo andare in gioielleria. - Anche l'oro, adesso?
No! L'oro è per il nipote di Xate.
Gli prendiamo una medaglietta con il nome: Memik.
Non m'importa del nome. Niente gioielliere.
Non possiamo fare entrambe le cose in un giorno!
Ho pochi soldi. Poi perché porti l'oro a un bambino?
- È un bambino, se la fa addosso. - Smettila.
- Pronti, Faruk. - Dai qua.
Ti pago in anticipo.
Mi aspetto il tuo voto.
Queste sono omaggio, no?
Mamma, mi stai riducendo sul lastrico.
Farebbero lo stesso con te, se avessi un figlio.
Me ne servono almeno 12 di figli!
Il primo lo devi chiamare Sermiyan,
come lo zio di tuo nonno.
- Eh? - Sermiyan.
Ma non esiste!
Mai sentito un nome così assurdo.
- Che nome è Sermiyan? - Smettila.
Sermiyan?
Dai, che nome è?
Non esiste altro Dio oltre te. Amen.
Zümre! Ha parlato? Giuro, l'ho sentito.
E ha detto: "Amen"? È un neonato! Se parlasse direbbe "mamma" o "papà", no?
Secondo me ha detto "papà".
- Potrebbe dire "mamma". - "Mamma" è difficile, "papà" no.
Anche "papapa", mi andrebbe bene. Eh, piccolo?
Guarda papà.
Di' "papapa" per la mamma.
Non parla. È arrabbiato con te?
Signore, dammi la pazienza.
Zia Xate, scendo qui.
Non voglio svegliare il nonno.
Ha il sonno leggero. Se scoppiasse la guerra si sveglierebbe.
Prima che me ne dimentichi. Questo è per te.
Ho scritto il tuo discorso elettorale.
Grazie per il disturbo. Me lo farò leggere a casa.
Domani saremo in mezzo alla gente.
C'è un villaggio popoloso, iniziamo da lì.
Sono un po' nervoso.
Tu no?
No, io sono abbastanza calma.
Che la tua guerra santa sia benedetta.
Largo, arriva la cavalleria!
Impara le promesse a memoria.
Guardati, Zia Xate! Il ritratto dell'ambizione!
Cosa prometti alla gente? Semi d'anguria?
Veleno, Faruk. Per te, soprattutto.
- Mi perdoni, signor Veysi. - No, faccia pure.
Mi ha tolto le parole di bocca.
- Benvenuti. - Grazie.
Sei venuta bene in quella foto, Zümre.
Grazie.
Parlavo per Zümre.
Bene, lasciamo la medaglietta d'oro e andiamo.
Dobbiamo chiedere la mano di una ragazza.
Che generosità, Faruk. Non dovevi.
È filigrana fatta a mano. Non ho trovato il 24 carati.
E 14 carati erano un insulto.
È una cosa speciale, così mi pensi quando la vedi.
Ecco a te. Che tu cresca sano e forte.
Ho una voglia di...
Su, andiamo dalla famiglia della ragazza!
Con permesso.
- Andiamo. - Su, forza.
Ci vediamo.
- Se ne sono andati? - Sì.
Xate, aiutami. Sono nervosissima.
È la prima volta che chiedono la mia mano.
Vieni qua, provo a sistemarti.
Vediamo come ti sta.
Questi fiori sono terribili.
Sembri una vecchia.
Questo ti segna i fianchi.
Girati, forza.
Proviamo con questo. Mettitelo sulla testa.
Tiralo indietro. No, è bruttissimo.
Sì, perfetto!
Non su di te, però.
Sorridi.
Non sorridere.
Non funziona.
Questo è pure peggio.
Neanche il rosso ti sta bene. Come si fa?
Aspetta.
Ho trovato questo con i fili argentati.
Se funziona, bene. Se no ti metti il tuo shalwar.
Neanche così, ma almeno sembri ricca.
Come una milionaria. Mettiamo un po' di rossetto.
È un mix di peperoncini rossi e verdi, per fare diverse sfumature.
Vieni qua.
Piacerai a quella faccia da schiaffi.
Ecco, sarai bellissima.
Fai così.
- Brucia! - Anche il rossetto ti sta male!
Brucia un sacco!
Dai papà. Arriva al punto.
Sii paziente.
Il motivo della visita è lieto, Merdan Bey.
Dica, Governatore.
Suo padre ha ucciso uno dei buoi di mio padre.
Sì. Pace all'anima sua.
Noi vorremmo evitare di ucciderne uno dei vostri.
Al nostro toro, qui, piace vostra figlia.
Mai visto due gambe e un petto simili.
Per non parlare dei suoi piedi!
Ha preso un po' da me.
Taci, somaro!
È la gioia, mamma. Non riesco a contenermi.
Pensi che dentro io sia più grande che fuori?
Che battuta!
Insomma, voglio quella cav... Quella ragazza in moglie.
La ragione della visita è dunque lieta.
Hanno iniziato a parlare.
Forza, sbrigati!
Uno senza zucchero, uno medio e uno dolce.
Li faccio separati, se no non c'è schiuma.
La faccio io la schiuma. Sbrigati!
Cosa fa suo figlio di lavoro?
Importazioni.
- Cosa? - Contrabbando roba al confine.
Dai Hatice, cosa credi che faccia?
È Faruk, il figlio del governatore.
- Guadagna bene. - Beve, fuma, scommette?
Tutte e tre le cose. Vado anche matto per i piedi.
Mi piacciono.
Che c'è? Devo vedere se è adeguato.
- Fehime, dov'è il caffè? - Arriva!
Attenta.
Non guardare il vassoio.
Non ti emozionare o ti cadrà.
Smettila di fissare!
Ecco fatto!
Fehime! Chiedi a Nevide di portarli.
Un terremoto ambulante. Che problema ha, suocero?
Non c'erano cameriere più maldestre?
È lei. Chiediamo la sua mano.
Che? Chi? Di' la verità.
- È la verità. - No!
È una lavoratrice. Si è agitata, vedendoti.
Alzatevi subito! Mi riprendo il lokum.
È stato un piacere, Dio benedica i suoi genitori.
Siediti, figliolo.
Papà, ne ha quattro. Perché chiediamo la più brutta?
Maledizione, figliolo. Siediti!
I fiori e il lokum non glieli do.
No, non farlo.
Le altre sono state promesse da bambine. Lei è l'unica rimasta.
Non possono farci niente. Andiamocene, per l'amor di Dio.
Sta' zitto.
Signor Merdan.
Per ordine di Dio e del Profeta...
Lasciali fuori da questa storia. È blasfemia!
Vuoi stare zitto?
Ah, Nevide. Servi il caffè.
Eccola! È lei!
Io dicevo lei. È lo stesso, è lei.
Nevide non è nostra figlia. È la cameriera.
- E allora? - Vuoi sposare una cameriera?
Non disprezzare la classe operaia, papà.
Grazie, compagna.
Taci, ti ho detto!
Allora? Ci concede la mano di Fehime?
Certo, subito!
Almeno le dia un aumento!
Sono una bella coppia, saranno felici per molti anni.
Anni di sventura.
Questo veleno io non lo bevo.
Il lokum è mio.
Congratulazioni, Fehime!
Facciamo qui il comizio, İkram?
Parliamo dove c'è gente che ascolta.
Percussioni e fiati, fermate la musica!
A nome del nostro candidato sindaco,
sua moglie parlerà per voi.
Un applauso per lei!
Odio interrompere le danze
e auguro agli sposi e alle famiglie tanta felicità!
Brava!
La sposa non ha la collana d'oro a cinque pezzi.
Ogni sposa deve averne diritto!
Ben detto!
Alcune ne hanno quattro, altre uno solo. Non va bene!
Devono avere cinque pezzi!
I parenti dello sposo non sono contenti.
Le attrezzature marroni per la casa gravano sempre sullo sposo.
È sbagliato!
Cosa sono le attrezzature marroni?
Armadi, bastoni per il bucato, scolapiatti. Tutti marroni.
Gli armadi, giusto!
E alcuni padri chiedono ancora il prezzo della sposa.
Chi chiede il prezzo della sposa si dovrebbe vergognare!
Sta per scatenarsi una rissa.
Prendi le tue cose e andiamo.
- Non ho finito il discorso. - È lo stesso, andiamo.
- Mi promettete il vostro voto? - Sì!
DATEMI IL VOTO E VI DARÒ TUTTO
- Promesso? - Sì.
In cambio, io mi sacrificherò!
Presto mi vedrete con una famiglia felice.
Il mio matrimonio sarà il vostro.
Bravo!
Porterò l'acqua dove ancora non c'è.
Costruirò ospedali dove non ci sono!
Costruirò scuole dove non ci sono!
Farò figli per coloro che non li hanno!
Bravo! Bravo!
Che ci fa lei qui?
È il mio fidanzato.
Ma lasciate che vi dica fin da ora che potrei non fare figli con lei!
Mi ha rovinato il discorso!
Chi l'ha portata? Chiudetela in casa.
Prego, buon funerale.
Abbiamo vissuto qui per secoli.
Nessuno può rovinare il nostro legame.
La nostra strada è quella di Dio!
Vai con le promesse. Le promesse.
- Costruiremo strade per voi! - Brava! Costruiremo strade!
BASTA BUGIE, SOLO VERITÀ
- Ma dove? - Ovunque.
Non mentirò, non ho l'indirizzo preciso.
Asfalteremo la strada per la città.
- Asfalteremo la strada per la città! - Sì, la strada! Brava!
È İkram che lo dice. Io ripeto e basta.
Se la strada non si fa, non maledite me. Non mento mai.
Cosa dici, zia?
Non t'immischiare, İkram.
Come porteremo i bambini a scuola?
Le strade fanno schifo. Se restano così, niente scuola.
Se ci fosse una strada per ogni casa, avremmo una strada per la scuola.
İkram! È tardi, devo prendere i ragazzi!
Ciao a tutti! Prendi tu il podio e il resto.
Forza, prendete tutto.
Che Dio vi protegga.
Che il diavolo sia con voi, fratelli giocatori!
Bravo!
Quando sarò sindaco, Dio mi è testimone,
tutti i narghilè saranno gratis!
Finiranno gli imbrogli a carte e i furti di tessere!
Basta con i sospetti, quando giocate a ramino.
- Bravo! - Faruk sindaco!
Cosa fai con quella mano?
Faccio la F di Faruk. Prova.
- Faruk sindaco! - Avanti, fatelo.
- Dio vi benedica! - Faruk sindaco!
Mizgin, i mezzi di sussistenza dell'Anatolia Sudorientale.
Sudorientale, figliolo.
Quali sono i mezzi di sussistenza qui?
Il contrabbando, il pane sfogliato, i semi di anguria.
In questi mesi hai imparato solo questo?
Anche i peperoni essiccati, la mungitura e la pastorizia.
Scusi maestro. Volevo solo aiutare.
Si figuri, Xate. Abbiamo finito per oggi.
- Arrivederci, maestro! - Ciao, bambini!
Arrivederci, bambini!
Ha imparato presto il curdo!
- Arrivederci. - Signora.
Mi hanno scritto i genitori.
Da domani, solo due o tre continueranno le lezioni.
Pensano che Aziz Veysel Bey abbia infranto la legge.
Non vogliono che i figli facciano la sua fine.
Ci ha provato, ma abbiamo perso.
Non è ancora il momento di arrendersi.
Non abbandonerò l'idea della giustizia.
Le loro leggi sono capricci di Solimano, chiunque fosse.
Costruirò una scuola per questa città.
Che faranno i bambini finché la scuola non sarà completata?
La scuola sarà su un terreno, potrà insegnare lì.
Lezioni aperte al pubblico.
- In che senso? - Lezioni all'aria aperta! Classi aperte!
È un bel nome! Arrivederci.
Classi aperte?
Oh Jak, amico!
Mi hanno sepolto prima di morire.
Guarda quelle ragazze. Che piedi, che gambe!
Guarda i piedi della mia donna.
Giuro che porta un 46!
- Non esagerare, Faruk. - Non esagero!
Persino un mulo ha più carisma di lei!
È una primitiva sottosviluppata. Non parla, ti annusa.
È come con i datteri: prima li mangi, poi ti pungono il culo.
Hai ragione.
Che male ho fatto per meritarmi lei?
Forse se vado a confessarmi, Dio mi perdonerà.
- Ma sei musulmano. - Sì, ma magari il peccato è cristiano.
Siamo cristiani assiri. Non abbiamo la confessione.
- Devi andare da un'altra parte. - Ci vado, dimmi dove.
- Al Vaticano. - Che?
Ci vuole il Papa. Solo così cancellerai i tuoi peccati.
Se non fosse per l'elezione l'avrei mollata ieri.
Questo è forte!
Datemene ancora, voi, con quei bei piedi!
Grazie.
Come va, fratelli? Dio ha avuto pietà di voi?
- Per l'amor del Cielo! - Dio, perdonalo!
- Chi sono? - La squadra della pioggia di Midyat.
- La squadra della pioggia di Midyat? - Sono folcloristici.
Dobbiamo costruire quella scuola. Ragazzi, mi aiuterete?
Certo, mamma.
Con i permessi come si fa? Ora il governatore è Veysi Bey.
Che ci importa di lui? Basterà il permesso di Dio.
Se costruiamo la scuola, dovranno darci il permesso.
Ci servono banchi, libri.
In altre parole, soldi.
Questi basteranno? Me li ha dati Aziz Veysel.
Poi servono mattoni, cemento.
İkram, chi usa l'auto del sindaco ora?
Nessuno, sta lì.
- Vendiamola. - Non si può, è d'ordinanza.
Potremmo donarla per raccogliere fondi.
Troveremo i soldi per un'altra, entro le prossime elezioni.
Nessuno si chiederà dov'è.
Aziz deve vincere le elezioni.
Altrimenti l'imbroglio si verrà a sapere.
Perderemo la faccia e ci condanneranno per danni alla proprietà.
Potremmo vincere.
No?
E se vinciamo?
Dobbiamo vincere.
E vinceremo!
- Costruiremo una scuola! - Brava!
I VOSTRI BISOGNI SONO I NOSTRI
Guardate qui! Da questa parte!
Ho fatto un accordo su tutto il possibile
con il sant'uomo più potente dell'Anatolia sudorientale.
Da oggi in poi, pioverà ogni mese.
Vi daremo l'acqua.
Avremo l'acqua, brava!
Porteremo tornado carichi d'acqua, tempeste e neve!
Presto avrete l'acqua.
Controlleremo il meteo!
Buongiorno.
Un regalo da Faruk.
Porterà sfortuna. Che c'è dentro?
Tieni, da Faruk Doğu.
Godetevi le provviste che vi diamo!
- È vero? - Il cibo non può essere finto!
Svegliatevi e fatevi le provviste da sole!
I vostri bisogni sono i nostri!
Quell'uomo è simpatico, dopotutto.
Non toccate le provviste di Faruk!
Xate ha iniziato a costruire la scuola,
si sta occupando anche delle provviste.
I bambini non andranno più a scuola!
La scuola andrà da loro!
Faremo del nostro meglio per costruirla!
Ma se non ce la facciamo,
se c'è un terremoto o i bambini si prendono un colpo di sole...
Dio ce ne scampi, non direste anche voi?
Datemi il vostro voto e io vi darò tutto.
Abbiamo dato l'auto al nuovo governatore distrettuale.
E ha fatto una lauta donazione!
Grazie a Dio!
- Costruiremo la scuola! - Brava!
Fuorigioco? Ero qua! Non è fuorigioco.
DATEMI IL VOTO E VI DARÒ TUTTO
Mi dà il fischietto? Glielo ridò subito.
Votatemi e toglierò il fuorigioco!
No! Potresti togliere anche il passaggio all'indietro.
Me ne vado.
Questo è per te! Non farti più vedere!
Tanto non giocherai in nazionale.
Tu che ne sai? Magari sì.
Smettila di guardarci dall'alto in basso.
Bastardo arrivista!
Quello è un parassita, andrà a giocare per qualcun altro.
Cari giovani, giuro sulla mia vita che quando sarò sindaco
toglierò il fuorigioco.
- Tutti saranno liberi. - Faruk!
Stanno costruendo una scuola.
- Cosa? - Costruiscono una scuola.
Tieni, bello. Grazie. Continua pure.
Raccogliete tutto.
Cosa costruiremo noi? Una moschea?
Non ti preoccupare, ho pensato a qualcosa.
Non possiamo lasciare le elezioni al caso.
Riunisci i capifamiglia, subito.
Per la vigilia del voto, sto organizzando un giro elettorale in auto.
Ti adoro, Ferhat! Come persona.
Il mio ragazzo!
Per la vigilia del voto, dobbiamo fare un giro elettorale in auto.
Sarebbe ottimo.
Tranquilli.
Va tutto bene, tranquilli.
Gule, hai finito il pane sfogliato?
Quasi.
Gule?
Che cos'è?
Che razza d'impasto è? Maledizione!
È appiccicoso.
Dev'essere sodo come il lobo del tuo orecchio.
Ma i miei lobi non sono sodi. Come faccio?
Allora diciamo che l'impasto fa schifo perché i tuoi lobi fanno schifo.
Se ti dico di mettere un pizzico di sale,
tu ne metti uno zoccolo, con quelle mani d'asina.
Sparisci, faccio io!
Dammi una manciata di farina.
Ti pare una manciata? Ti sei avvicinata al barattolo, almeno?
Sparisci anche tu.
Non vi posso affidare niente.
Ce la metto tutta, non c'è niente da fare.
C'è un santo sepolto qui. È contrariato.
Non vuole niente qui sopra. Smettetela!
Visto?
Mamma?
Mamma!
La scuola è crollata.
Cosa? Come sarebbe?
C'è un santo sepolto. I muri continuano a cedere.
È vero! Lo ha visto il sensitivo!
Oh, Signore!
Senza la scuola, perderemo le elezioni.
Se perdiamo, l'imbroglio verrà fuori.
Come hai fatto a evitare che se ne accorgessero?
Con un filo sottile. Se lo tiri, il muro cade.
Questi sono per te.
E questi per te. Ci vediamo.
Tieni.
Questo è da parte di Faruk.
Grazie.
Xate!
Xate.
- Abbiamo bisogno di te, Fehime. - Ascolta.
Non lasciarmi da sola, stanotte.
Ho paura che Faruk cambi idea.
Fammi da testimone, ti prego.
Faccio il pane, costruisco una scuola, vinco le elezioni
o ti porto all'altare? Dio è proprio grande!
Fermi, aspettate!
La sposa e lo sposo, il nostro sindaco! Un applauso!
Quale sindaco? Chi lo dice?
Siano lodati!
Diamo il benvenuto agli sposi. I testimoni sono pronti.
Ora, i voti nuziali.
Te la meriti, testimonierei mille volte!
Hai richiesto al municipio una licenza di matrimonio.
No, non l'ho fatto.
Non sono stati trovati impedimenti a queste nozze.
È cieca, zoppa, sorda e lei dice così?
Che altro volete?
È bella. Guardala.
La bellezza interiore basta.
Con il tempo si vedrà anche fuori, se Dio vuole.
Vuoi tu, Fehime, figlia di Merdan
prendere Faruk, figlio di Veysi, come tuo sposo?
Lo voglio!
Vuoi tu, Faruk, figlio di Veysi,
prendere Fehime, figlia di Merdan, come tua sposa?
- Faruk! - Sì, che c'è?
Ha detto sì!
Cosa dici? Rispondevo a lui!
Ho detto di sì a mio padre! L'ho detto a lui!
- Bene. - Ormai è detto.
Per i poteri conferitimi dalla legge, vi dichiaro marito e moglie!
Ti sputo in faccia! Che roba è questa?
Pestagli un piede, Fehime!
Che piede era quello? Se non fosse per le elezioni...
Maledizione.
Eccoci. In nome di Dio.
Possa Dio darti la felicità, Faruk.
- In camera da letto! - No, no!
Avanti, alzati. In camera da letto!
- Non conosco questa canzone. - Invece sì!
No, sono troppo giovane!
- Sto digiunando! - Il sole è tramontato. È ora di mangiare!
- Dai, muoviti! - Non ti parlo più.
Brucerò le provviste!
Fermi, mettetemi giù!
Devo cercare un amico!
- Forza ai tuoi lombi! - Sono al limite, basta.
Forza ai tuoi lombi! Buona fortuna, Faruk!
Cosa fai? Balli?
Sì, ho sentito che ti piace.
È vino?
Pressato con i miei piedi. Guarda.
Oh, Dio!
Cosa c'è, Faruk?
Maledetto anello e maledetto matrimonio!
Maledetta anche tu, Fehime!
Non è il sensitivo che è venuto al cantiere?
Sì, è lui.
- Lo dico alla mamma. - Corri!
- E il velo, quando... - Mamma!
Quello con il Governatore è il sensitivo del cantiere.
Facciamolo venire a casa a cacciare un paio di demoni.
Che succede? Lo sposo è andato via?
Beve troppo. Non gli va bene niente.
Gli ho dato il vino pressato da me. Lo ha vomitato subito.
Cos'hai fatto?
Non avrebbe dovuto bere quell'ultimo goccio.
Sei sicura che sia posseduto?
Sicura.
La sua prima moglie era un demone. È ancora qui.
Bene. In nome di Dio.
Con il potere di Dio Onnipotente,
che il demone che Abdürrahim Bey ha avuto in sposa...
- Ecco fatto. - Se n'è andato via?
- No. Il demone non parla turco. - In che senso?
È straniero. Forse ha sposato una cristiana.
Che stai dicendo?
Da quanto tempo sei in città?
I demoni mi hanno appena mandato.
Allora, recita con me la sura della giovenca.
- Ti sembra il momento? - Non fare storie, furfante!
Baran! Nedim! Süleyman! Bedri! Adnan! Venite qui!
- Sì? - Pietà di me!
Giuro che non verrò più qui.
Picconi e pale non sono per te, ma per la scuola.
Sparisci!
Uno spirito maligno colpisce il sensitivo!
Fehime, non ti ho mai deluso, quindi non deludermi.
Certo, quello che vuoi. Donne unite!
Non lasciare che tuo marito s'intrometta ancora.
Non farlo avvicinare alla scuola. Tienilo occupato, ok?
Non lo perderò di vista.
Lo terrò a bada. Userò le mie doti femminili, se devo.
Darò una mano a Fehime, se serve.
Ci sputo su quella mano!
Brutta persona!
D'accordo, stammi bene.
Grazie, Nevide.
- Faruk! - Che succede?
- Entra dentro! - Che succede?
Nevide!
- Che fai, Fehime? - Sparisci!
- Fehime! - Non ti faccio uscire.
Bastardo, perché me la tiri addosso?
Che succede? Il pollo!
Che c'è?
Fehime!
Come li rianimano nei film stranieri?
Gli soffiano in bocca.
Dio! Che schifo!
Avanti, alzati!
Alzati!
È morta.
Cari capifamiglia, andrò dritto al punto.
È stata dura fuggire da quel mostro di mia moglie.
Come ben sapete, vi ho fatti venire qui
per discutere del giorno dopo le elezioni.
Se una sola persona delle vostre famiglie
non dovesse votarmi,
queste spaziose tombe, scavate a mano, saranno per loro.
Come facciamo a convincere tutta la famiglia?
Ferhat stanotte è al confine a prendere l'ultimo carico di provviste.
Datele alle famiglie e il gioco è fatto.
- Non voglio sorprese! - Faruk!
Ne scavo una piccola per Mahmudo.
Perché fai le tombe per tutti, idiota?
Alcuni non vogliono essere sepolti.
Preferirebbero essere buttati in mare
o cremati, con le ceneri in un'urna.
La mia fede in tutte le religioni è infinita.
-Faruk! Quando sei... - Che succede?
Cos'è? Dio santissimo!
Maledizione, è un fantasma! Un fantasma!
Quella donna mi perseguita nel sonno! È un incubo!
Mi sono rotta una gamba! Giuro!
REPUBBLICA TURCA SCUOLA ELEMENTARE
Mamma?
Dov'è İkram? Le elezioni sono tra due giorni.
İkram aveva degli impegni. Ha preso un permesso.
Forza, la strada è sempre la stessa.
Che cos'è?
PERICOLO CAMPO MINATO
È la stessa strada di sempre. Chi ha messo questi cartelli?
VEICOLI PESANTI A DESTRA
Quella deve essere la strada giusta.
Che bella idea mettere i cartelli!
Come facevi a sapere dov'erano le mine?
Iran, Siria, Iraq...
Abbiamo messo tutte le loro mine. Ero straporale al tempo.
- Intendi caporale? - Di nome, ma facevo molto di più.
Allora, a capo dell'Iran c'era scià Riza.
Ero in servizio il giorno che venne in questo paese.
Venne al confine e gli dissi: "Parola d'ordine!"
Lui rispose: "Scià". E io: "Penna!"
Lui disse: "Riza", e io: "Abdürrahim!"
"Piacere di conoscerla, prego, passi."
- Ecco. - E?
Feci molto per le relazioni tra i nostri due paesi.
Di cosa stavamo parlando?
Stimata gente di Midyat!
Valorosa gente di Midyat!
Domani voterete tutti secondo il vostro volere!
Vi porto i saluti di mio marito, Aziz Veysel Nuroğlu!
Perché non è qui lui stesso? Non sarà in prigione, vero?
Non è stato condannato. Smettila, malalingua!
Come fa un detenuto a fare il sindaco? Dai!
- Zia Xate! - No alla violenza!
Passiamo alle promesse. Iniziamo con Midyat.
Va bene, le promesse. Midyat diventerà una sotto-provincia.
Midyat è già una sotto-provincia.
Lo siamo da un pezzo, ma non ve ne siete accorti!
- Allora farò di Midyat una provincia! - Bravo!
Farò di più, per Midyat! Dio mi è testimone, diventerà capitale!
Faruk sindaco!
Non vi fate fregare da promesse vuote! Parliamo di scuola!
- Noi costruiremo una scuola! - Bravi!
Noi faremo una moschea! Giuro, una moschea!
I cristiani se ne stanno andando. Fai anche una chiesa.
Dove prendo tutti quei soldi? Non costruirò niente.
Non costruirò né una moschea, né una chiesa!
Il credo è libero!
- Anch'io sono libero! Non le costruirò! - Bravo!
- Non andate lì! - Vengono qua.
Dovevamo costruire una scuola e l'abbiamo fatto!
Lei ha fatto una scuola!
Ora andiamo tutti alla scuola!
Per di qua, tutti! Alla scuola!
Quando è successo?
Vi porterò l'acqua!
Vi porterò l'elettricità, spine e prese!
Avete distribuito le provviste?
Quali? Non si è visto niente!
Ferhat!
Con la bandiera sarà tutto pronto.
- Su ragazzi, a scuola! - Forza!
I miei tesori preziosi!
Adesso imparate l'alfabeto e diventate qualcuno.
Piangi, mamma?
No, figliolo.
Credimi, Adnan, mi sento rinata con questi ragazzi.
Oggi è il mio nuovo compleanno.
Mamma, c'è il governatore distrettuale!
Bene, signora Xate.
- Mai vista tanta determinazione. - Grazie.
- Congratulazioni. - Grazie.
Chissà cosa farebbe se fosse sindaco.
Non è niente, signor Governatore.
Il denaro per l'auto e l'auto stessa
potete tenerli.
Grazie, signor Governatore.
Aprite la scuola domani, con le elezioni.
Aiuterà con i voti.
- Buona idea. - Certo, signore.
IL GIORNO DELLE ELEZIONI
- È una colazione, questa? - Sì.
- Faruk ha portato via tutto il cibo. - Dove?
Buongiorno, gente di Midyat!
Dove andate, cavallette? A votare?
Tieni. Ti ho portato un'ottima acqua di rose.
Ecco le provviste.
Vi ho sognati, sapete?
Non è solo perché votiate per me.
Non puoi avere figli, vero? Qui c'è l'elisir del sultano.
- Per chi voti tu? - Per te.
Sei troppo buono!
Tu sei della famiglia di Mahmudo, eh?
Devi votare per me comunque. Sbrigati.
Onorato popolo di Midyat!
Possa questa scuola fare del bene a noi tutti!
Brava, brava!
La scuola si chiama: Scuola Elementare della Repubblica.
In altre parole, il grande amore di Aziz Veysel!
È stato scagionato! Sarà con noi stasera!
ELEZIONI COMUNALI
Brava!
- Non lo sapevo. - Ma se sei il governatore!
Che posso farci?
- Spero di andare a prenderlo. - Speriamo.
E ha letto tutti quei libri. Che ne è della giustizia?
Eccoci, in nome di Dio!
È cemento schifoso.
SCUOLA ELEMENTARE DELLA REPUBBLICA
Possa la scuola fare del bene!
Forza, entriamo.
Abbiano inizio le votazioni per l'elezione del sindaco!
Buona fortuna a tutti noi! Iniziamo.
Buone votazioni!
Fila unica. Votate tutti!
Che il tuo voto possa contare.
In nome di Dio!
Stai costruendo qualcosa o che?
Per il bene dello stato e della nazione!
Contiamo. Hanno votato tutti.
Attento, figliolo.
Faruk Doğu!
Aziz Veysel Nuroğlu!
- Faruk Doğu! - Bene!
Aziz Veysel Nuroğlu!
- Cinquantadue. - Faruk Doğu!
Sì!
Cinquantaquattro.
Cinquantacinque.
Sessantacinque.
- Centoquarantadue. - Faruk Doğu.
-Centoquarantatré. - Sto per piangere.
Aziz Veysel, 143.
E ora l'ultimo voto.
Aziz Veysel Nuroğlu.
Centoquarantaquattro.
È bucata?
Conta, Faruk! Conta di nuovo.
Quell'idiota di Ferhat ha fatto saltare le provviste e i muli.
Non hanno avuto le provviste, ecco perché.
Non ho distribuito le provviste. Maledetto Ferhat!
Idiota, vai a fare pace con lui.
- Con chi? - Ferhat, lo hai licenziato.
Ferhat! Ferhat non ha votato. Ferhat non si è visto.
Ferhat non si è visto!
Maledizione! Quanto tempo abbiamo?
Un'ora.
Ferhat!
Vai, Faruk! C'è poco tempo.
Ferhat!
Scalerei le montagne per te!
Ferhat!
Ferhat.
Quanto sei bello!
Sono per te, fiori di campo. Vuoi mangiarli?
Allora fai l'indovino.
Guarda: m'ama.
Non m'ama.
Vota per me.
Non vota per me.
Cos'hai, amico? Parlami.
Perché ce l'hai con me?
Se resti ancora lì, dovrai vedertela con me.
Sei cocciuto!
Ricordi quando ci siamo incontrati?
Raccoglievi il letame secco.
Ti ho visto e mi sono detto: "Devo aiutare quel ragazzo".
Dai, Faruk.
Stavo per morire insieme ai muli e a te importa solo il voto.
Ma sei qui! Ce l'hai fatta alla grande!
Ferhat, mettiamoci una pietra sopra.
Iniziamo da capo, eh?
Quei muli erano miei amici. Mi facevano compagnia!
Anche a me piacciono gli animali. E tu. Mi piaci tu.
Insomma, gli animali sono una cosa, tu sei un'altra.
Credimi, ti comprerò un mulo.
Su, non spezzarmi il cuore!
- È una promessa? - Sì, Ferhat.
Una promessa.
Divento sindaco,
non divento sindaco.
Andiamo a vedere, dai.
Dammi la mano, prendi i fiori.
Corri, Ferhat.
Conteggio finale. Aziz Veysel Nuroğlu: 144 voti.
Faruk Doðu: 144 voti
È finita, giuro su Dio.
Un attimo. Non sono d'accordo.
Non sei d'accordo con chi? I voti sono stati contati in pubblico.
Sì, ma che succede ora?
Ripeteremo le elezioni.
Ma questa faccia da schiaffi non ha vinto.
Non riuscirò a procurarmi provviste in tempo per le prossime elezioni!
Hanno vot... Fehime?
Fehime non ha votato. Dov'è Fehime?
- Dov'è? - Ha detto che sarebbe venuta.
- Ce l'ho fatta, Faruk! - Lei non ha ancora votato.
- Ha appena trovato la strada. - Il tempo è scaduto.
Mancano cinque minuti. Quattro.
Fehime! Fehime!
Fate largo! Largo per il voto!
Fate largo!
Bene, Fehime.
Toglietevi! Qui c'è un voto!
Una scheda elettorale per noi.
Vedi questo? Un timbro, qui.
Non lì, qui.
Quante sono queste?
Vedo tutto, Faruk.
Tranquillo. Dio mi ha dato gli occhi di un falco.
Vedo da vicino, da lontano. Tutto!
E sempre il doppio delle cose!
Sei... bellissima. Ok, vai a votare.
Ho la vittoria in pugno.
Congratulazioni, marito sindaco!
Sentiamolo!
Mia splendida moglie, cara. Vieni qui!
Tutto quel lavoro per niente. Andiamo.
Il conteggio finale, con il voto di Fehime. Faruk Doğu: 144 voti.
Aziz Veysel Nuroğlu: 145 voti.
Grazie, Fehime.
Fehime? Fehime!
Il nuovo primo ministro ha tolto i divieti.
La giustizia arriva prima o poi.
Di solito, poi.
Che bello vederla, sindaco!
Cos'ha fatto Xate?
Fehime! È per questo che ti ho sposata?
Maledizione, stavo per diventare sindaco!
Che ne è della famigliola felice?
Fehime! Che tu sia maledetta!
Dai qua, su.
Che c'è?
Che c'è, piccolo?
Guardate, voi lì!
Mio figlio sta per parlare. Giuro!
Sta cercando di dire qualcosa.
Forza, di' "papà".
Vuoi parlare, tesorino mio?
Nonna.
Benedetta la tua lingua, ha detto "nonna", Memik!
XATE RIDE CON GLI ALTRI CON IL NIPOTE IN BRACCIO
LIETO FINE, MEMİK
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.