Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Cristina: Pulisci bene gli angoli. Lo zio attira la polvere.
Fortuna: Non lo fa apposta.
Cristina: Certe volte mi sembra di sì.
Lo puliamo tutti i giorni, ma c'è sempre questa maledetta patina.
Fortuna: Povero zio!
Cristina: Sveglia!
Sveglia! La scuola non aspetta.
Cristina e Fortuna: "Se c'è qualcosa di speciale che vuoi fare...
...ora è il momento."
Cristina: Se c'è qualcosa di speciale che desideri...
Fortuna: Ora è il momento. Vittorio: Voglio dormire.
Cristina: Non è il momento.
Tu oggi vai e porti a casa un bell'otto.
Nella vita, bisogna investire su se stessi.
"Io non sono nato per la sconfitta..."
Michele: "Né il fallimento scorre nelle mie vene."
Cristina: "Io sono un leone."
"Non starò ad ascoltare quelli che piangono e si compiangono."
Michele e Cristina: "La loro è una malattia contagiosa."
Cristina: Michele,
quella promozione deve essere nostra. La meritiamo.
Lo sai, vero? Michele: Lo so, amore.
Michele: Buongiorno, signora. Come va?
Nostradamus, ultima profezia.
"Quando la vicina risponderà, il mondo finirà."
Fortuna, metti la testa fuori, altrimenti fai le briciole.
Fortuna: Ma fa freddo, papà!
Michele: Tesoro, metti la testa fuori o smetti di mangiare. Scegli.
Eccoci qua. Fortuna: Ciao, papà.
Michele: Bacio a papà.
Vittorio, perché sbuffi ogni mattina? Vittorio: Perché odio questa scuola.
Michele: Ciao.
Carlo: Mi chiedo: chi sarà il nuovo direttore marketing?
Chi avrà la tua creatività, il tuo coraggio, la tua fantasia...
Insomma, le tue palle?
Un attimo, avviso importante.
Da domani, il prosciutto in mensa sarà tagliato solo al coltello.
Peccato che te lo perdi!
Se lo ricordi. Noi non vendiamo case, ma...
Michele: Chalet. Carlo: Acqua.
Michele: Villette. Carlo: Sogni!
Se lo metta bene in testa. Michele: Sogni, certo.
Carlo: Prego.
Michele: A mio avviso, è una metafora dirompente.
Grazie.
Et voilà, il nido!
Il simbolo della sicurezza, dell'accoglienza, della casa.
Che ne dice?
Carlo: lnteressante.
E se togliessimo la famiglia?
Michele: Per dare più forza al simbolo del nido?
Carlo: Bravo, coso!
La butto lì, oggi mi sento creativo. E se togliessimo anche il nido
e lasciassimo solo il cielo azzurro, con la scritta:
"Edil Manetti. La tua casa, i tuoi sogni"?
Cazzata?
Michele: No.
Togliamo anche il cielo azzurro? Carlo: Teniamolo, mi piace osare.
Cristina: No. Questo è troppo! Fortuna: Mamma!
Cristina: Eh, "mamma mamma..."
Non dico in prima fila, ma non c'è ragione perché
tu debba stare in ultima posizione sempre con quella cicciona davanti.
Maestra: Signora, ma che fa? Cristina: Maestra, mi ha molto deluso.
Autostima, figlia mia! Fortuna: Mamma, ti prego.
Tata: Ma cosa fa?
La figlia della padrona non va in ultima posizione, lei va avanti.
Cristina: È la madre? Non mi sembra. Tata: Sono la Tata.
Maestra: Musica!
Cristina: Adesso si improvvisano tutte tate, per favore...
Donna 1: Non muoverti!
Tata: Signora, faccio la tata da 20 anni. Cristina: Da quanto tempo?
Tata: Da 20 anni.
Donna 2: Mia figlia deve andare avanti!
Donna 3: Andiamo!
(URLANO)
Donna 4: Giù le mani!
Tata: Signora, ma che stai facendo?
Cosa vuole? Sta facendo male alla bambina.
(CAMPANELLO)
Cristina: Allora?
Michele: Ancora nessuna novità, però vedo spiragli molto positivi.
Insomma, un buon successo della nuova campagna pubblicitaria.
Cristina: Ma quale, quella col nido? Michele: Sì, proprio quella.
Buongiorno, amore! Fortuna: Pidocchi!
Cristina: Maledetti! Li sterminerò col napalm.
Dovremmo diventare amici dei Manetti, frequentare il loro ambiente,
respirare la loro aria, bere la loro acqua.
È per il futuro dei nostri figli. Michele: Odio le raccomandazioni.
Cristina: No, come sei antico! Ora si chiamano PR.
Michele: Ti prego, fidati di me.
Fortuna: Papà, lo sai che Vittorio ha preso otto in inglese?
Cristina: Sì, dimenticavo.
Michele: Vittorio chi? Mio figlio? Cristina: Proprio lui.
Michele: Ma sei sicura?
Grande, Vittorio!
Cristina: Signora Manetti! Doriana: Con chi ho il piacere?
Cristina: Cristina D'avola, molto lieta.
Doriana: Una nuova commessa? Cristina: No, io sono una cliente.
Signora, è un onore fare shopping con una donna del suo lignaggio.
Doriana: Grazie.
Cristina: Lo sa che abito a casa sua?
Doriana: Poverina, in una di quelle stamberghe che costruisce mio marito.
Cristina: Lo sa che anche mio marito lavora alla Edil Manetti,
gomito a gomito con il suo?
Doriana: Ma va? Tutta la città lavora nell'azienda di Carlino.
(TRENO GIOCATTOLO IN FUNZIONE)
Altoparlante: Il treno intercity, proveniente da Napoli centrale,
è in arrivo al binario uno.
(FRENI DEL TRENO)
Cristina: Agente, che cos'è questo mistero?
Mi faccia indovinare. Ho parcheggiato su un albero?
Non è una multa?
Urgente, quanto?
Molto?
Subito, ora?
Va bene.
Scommettete che è una multa?
Poliziotto: Non trattasi di multa, signora.
Cristina: Ma mi fa gli indovinelli? Mi dica che cos'è!
Poliziotto: Apponga una firma qui, intanto, grazie.
No, aspetti, ravvedo un'irregolarità.
Qui c'è scritto Carmela, non mi può firmare Cristina.
Cristina: Non mi chiamo Carmela. Poliziotto: E magari non è napoletana!
Ispettore: Dicono tutti così. Poliziotto: L'ispettore.
Qui c'è scritto: "Carmela D'avola, nata a Mezzotto, provincia di Napoli",
eccetera.
Conferma?
Nome di battesimo dei genitori...
Cristina: Di quali genitori parla? Poliziotto: Perché, quanti genitori ha?
Ispettore: Santagata, devi avere più tatto con la signora!
Scrivi ignoti o NN. Cristina: Ma quale NN, scusi?
Poliziotto: "La sottoscritta dichiara di essere zingarella..."
Cristina: Ditemi perché sono qui o me ne vado, va bene?
Ispettore: Signora, si calmi!
Lei ha un fratello, giusto? Ciro.
Cimmaruta Ciro, giusto?
Signora, il suddetto suo fratello... Cristina: È morto!
Ispettore: No. Però è nei guai e deve avere un processo.
Cristina: Uno in più...
Mio fratello è un delinquente.
Poliziotto: Stavolta non si tratta del solito furto. L'accusa è pesante.
Associazione a delinquere. lspettore: Camorra, per la precisione.
Cristina: Camorra?
No, non è possibile, guardi.
Mio fratello è un disgraziato, ma non è un camorrista.
Ispettore: Questo lo deciderà il processo.
Cristina: Non sono affari miei. lspettore: lnvece sì.
Cristina: No, invece no. lspettore: lnvece sì, signora.
Perché il suddetto Cimmaruta Ciro
ha indicato proprio casa della sorella per scontare gli arresti domiciliari.
Cristina: Casa mia?
Non se ne parla proprio! Non lo vedo da anni.
Le volte che l'ho visto era meglio non vederlo.
Poliziotto: Ma è sempre suo fratello. Cristina: Se lo prenda in casa sua.
Poliziotto: No, io ho già mia suocera a casa.
La suddetta suocera non è affatto una passeggiata, l'ispettore lo sa.
Cristina: Grazie per lo splendido sabato che mi avete fatto passare.
Adesso me ne vado, vi saluto. Tante care cose.
Ispettore e Poliziotto: Aspetti! Cristina: Me ne torno a casa.
Ispettore: Aspetti un attimo. Poliziotto: Signora Carmela, ferma!
Cristina: Non mi chiamo Carmela, quante volte glielo devo dire?
Ispettore: Stia calma, ragioni.
Cristina: Qui è tutto chiuso. lspettore: Signora!
Si tiene suo fratello fino all'arrivo del Gip, dopo si può rifiutare.
Se va via ora, passa i guai.
Cristina: Quando arriva questo Gip? lspettore: Lunedì.
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) Io tengo nu pensiero ♪
♪ e penso a mamma. ♪
♪ O sole che mi cuoce ♪
♪ sulla faccia... ♪
(PASSI)
Carme'!
Ispettore: No, signora!
Ciro: Sei contenta che sono venuto a trovarti, vero Carmè?
Hai una famiglia, Carme'?
Certo, la montagna fa proprio schifo.
In montagna fa freddo, la gente è fredda,
la pizza è fredda,
un freddo che ti entra proprio dentro.
Cristina: Ascoltami bene!
Ho una famiglia.
Un marito, due figli. Ciro: Brava!
Cristina: Amo il freddo, gradisco l'umido.
Invece non sopporto il calore, compreso quello delle persone,
le mani addosso, la gente che gesticola.
La raccolta differenziata mi dà gioia
e non ho mai avuto un dubbio su dove buttare il tetra pak.
Non mangio la pizza, adoro i canederli
e soprattutto, ricordati che non mi chiamo Carmela.
Ciro: Carmè,
ma che cazzo sono 'sti canederli?
(CAMPANELLO)
Fortuna: Vado io, papà!
(SUSSULTA)
Papà!
Michele: Eccomi. Fortuna: Non aprire papà!
Ciro: Sono zio Ciro!
Cristina: Scommessa perduta! Purtroppo, non era una multa!
Che cosa sono quelle facce?
Non siete contenti che lo zio sta meglio?
Fortuna: Non stava male, era morto. C'è una bella differenza!
Cristina: Morto? Che parolone!
Ciro: Carme'!
Ma quello sono io?
Fortuna: Zio, sei morto durante la processione di Pasqua.
Interpretavi Gesù, non lo sapevi?
Ciro: No, se no mi ricorderei.
Fortuna: Perché ci hai detto che era morto? Cristina: Non insistere! Ora è risorto!
Fortuna: Strano, per risorgere ci vogliono tre giorni.
Vittorio: Tu lo sapevi? Michele: No.
In questa casa sono sempre l'ultimo a sapere le cose.
Però adesso dobbiamo trovare il lato positivo.
Cristina: lnfatti, lo zio è vivo ed è qui con noi.
Accogliete lo zio, che lunedì se ne va. Michele: Vai!
Fortuna: Fortuna. Vittorio: Vittorio.
Ciro: Io mi fermo almeno un mese. Cristina: Certo, un anno!
Ciro: Fino al processo.
Michele: Piacere, Michele. Processo in che senso?
Non sarai mica un testimone sotto protezione?
Ecco perché non ci hai detto niente, per non farci preoccupare,
un grande gesto di coraggio e un grande esempio per i miei figli.
Ciro: Testimone lo dici a tua sorella! Io sono il processato,
mi accusano di essere del clan dei Ciciarielli di Mezzotto.
Michele: Bassa italia? Ciro: Bassissima!
(RIDE)
Michele: Che assurdità!
Ciro: Te lo sei preso proprio scemo, Carme'!
Guarda che io sono veramente un boss, non sono uno stronzo come te!
Fortuna: Ecco perché mamma ci ha detto che eri morto.
Televisore: ...con cui Maradona disse che fu Dio a punire gli inglesi...
Ciro: Ci siamo dimenticati di cenare! Fortuna: Abbiamo mangiato il pinzimonio.
Ciro: Pensavo che era l'aperitivo, lo potevate pure dire.
Cristina: Se no? Mangiavi il nostro? Ciro: Mangiavo i bambini!
(PIATTO ROTTO)
Sto scherzando, Miche'!
Cristina: Alzati, devo fare il letto! Ciro: Parlano di Maradona, silenzio.
Fortuna: Zio, se vuoi puoi mettere in pausa e lo rivedi dopo.
Ciro: Veramente?
Dormo con due cuscini.
C'è una sistemazione più adeguata? Il divano mi ricorda la latitanza.
(PIATTO ROTTO)
Cristina: Questo non è un albergo! Ciro: Nemmeno un ristorante.
Tu fumi? Fortuna: No, zio.
Cristina: In casa niente fumo. Siamo una famiglia smoking free.
Ciro: Ah, ecco. E che cazzo vuol dire?
Cristina: Vuol dire che se vuoi fumare, vai fuori.
(SCOPPIO DI PETARDO)
(MIAGOLIO) (TONFO)
(ANTIFURTO) (CANI ABBAIANO)
Cristina: Ma sei matto?
Non si buttano i mortaletti in giardino! Sei impazzito?
Ciro: Ho acceso la sigaretta.
Cristina: Cammina! Ci facciamo parlar dietro da tutto il vicinato...
Vittorio: Papà...
(PIATTO ROTTO)
Cristina: A letto! Forza!
(MIAGOLIO)
Michele: Buonanotte.
Fortuna: 'notte, zio. Ciro: 'notte, nipote.
Miche',
toglimi una curiosità.
Come si chiamava il vostro gatto?
Michele: Noi non abbiamo gatti. Ciro: Ah no?
Michele: La nostra vicina ha un gatto, Caty. L'hai vista?
Tutto bene? Ciro: Il crampo del camorrista.
Michele: Okay. Posso andare? Ciro: Vai a dormire. Metto a posto io.
Michele: Buonanotte.
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) Io tengo nu cognato ♪
♪ Un po' ricchioncello ♪
Michele: Perché non mi hai mai detto che avevi un fratello?
Cristina: Se tuo fratello fosse il cannibale di Rostov me l'avresti detto?
Michele: Certo che te l'avrei detto!
Ma è pericoloso? Noi abbiamo dei figli.
Cristina: Mamma mia! Era un esempio.
Di cosa hai paura? Dormi, dai.
Non avrà mica cantato?
Michele: Che succede quando canta?
Cristina: Significa che è nervoso. Se non canta è meglio.
Michele: Cazzo! Prima in salotto ha cantato!
Moriremo tutti. Lo so.
(RUMORI)
Che cos'è questo rumore?
Cristina: Niente, è il temporale.
Michele: No. Senti lui?
(SCIACQUONE)
Cristina: È lui, è nel mio bagno.
Vai di là, fallo uscire subito. Michele: Io?
Vado io.
(TUONI)
(RUMORI)
(RUMORI)
(MIAGOLIO)
Oddio, scusa! Ciro: Miche', entra.
Michele: Non mi sembra il caso. Ciro: Niente cerimonie, siamo in famiglia.
Vieni, parliamo un po', non ci vediamo da una vita.
Michele: Non ci siamo mai visti. Ciro: Per questo dico una vita, no?
Stai sempre a pulire, Miche'? Ma sei un po' imbottigliato?
Michele: No.
Ciro: Con Carmela, tutto a posto? Michele: Sì.
Ciro: lngrillate? Michele: Eh?
Ciro: lngrillate?
Michele: Ah, sì. Ieri, oggi, domani...
Insomma, bene.
Ciro: Miche', vieni qua.
Avvicinati.
Non ti permettere di parlare così di mia sorella.
Michele: Non volevo offendere.
Ciro: Te ne vai o no? Ho bisogno di un po' di privacy.
Michele: Baciamo le mani. Ciro: La porta!
Michele: Scusa.
Cristina: Signore e signori, sveglia!
È domenica, ma non è un alibi per poltrire!
Fuori c'è un mondo di possibilità da cogliere, le vogliamo perdere?
O volete diventare come vostro zio?
Ciro: Ma che è, il terremoto?
Michele: Oddio!
Ciro: Non farti impressionare, è un po' ricchione.
Michele: Con chi ho il piacere?
Ciro: Come ti chiami? Janine: Janine.
Michele: È la tua ragazza? Ciro: Certo, come no!
Non è che avresti qualche soldo da prestarmi per Janine?
Michele: Con permesso.
Ciro: Vai, Janine. Casomai, ti faccio un bonifico.
Vai. Tieni il lenzuolo...
Cristina: Signore,
fa' che tutto questo sia solo un brutto sogno.
Ti prego. Dammi un segno.
(RUTTO)
Ciro: È calda.
(CAMPANE)
Carlo: Beato te!
Cristina: Eccoli.
Vai, metti.
Cristina: Ma la moglie non c'è? Michele: No, non so dov'è.
Cristina: Salutalo. Michele: Non è il caso, siamo in chiesa.
Cristina: Amore, salutalo.
Michele: Ehilà!
Carlo: lngrandisca la scritta. Michele: Più grande?
Cristina: State dritti.
Prete: Nel nome del Padre... Michele: ...Figlio, Spirito Santo. Amen.
Doriana: Maria, ti prego, fa' che quel genio di mio marito
non mandi in malora l'azienda di papà.
Ti prego, fermalo.
Un'invalidità. Semipermanente.
Colpo della strega, permanente, dei calcoli, una prostatite. Fai tu.
Però fermalo.
Da donna a donna, tu puoi capirmi.
Ho tanto bisogno, fammi sentire la tua voce.
Cristina: Signora Manetti.
Chiamami Doriana.
Cristina: Grazie, Doriana.
L'altra volta non ho fatto in tempo ad invitarla a cena.
Doriana: Quale cena?
L'ultima cena?
Cristina: No, la prima.
Le piacciono i canederli?
La prego, per me sarebbe un onore averla a cena.
Ciro: Non si può fumare,
devo alzare la tavoletta per pisciare e gridano sempre.
Pure i figli sono strani. Avvocato, è meglio il carcere!
Avvocato: Cosa? Il carcere è brutto. In fondo è la tua famiglia.
Ciro: Ma chi li conosce?
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) Il cervo ha le corna ♪
♪ Inconsapevolmente... ♪
Il coniglietto è carino.
Ho una fame!
Fortuna: C'è ancora del pinzimonio. Ciro: Non fa niente, ci rifacciamo stasera.
Che stai facendo? Fortuna: Studio.
Vittorio: Lei studia sempre. Ciro: E che fai?
Fortuna: Sto facendo un tema sulla mia famiglia.
Ciro: Ti do una mano io! Fortuna: Okay.
Ciro: Io detto e tu scrivi. Fortuna: Va bene.
Ciro: La mia famiglia...
...non sono...
...cazzi vostri.
È troppo corto?
Vittorio: Mi firmi il libretto con l'otto? Michele: Certo, con grande piacere.
Allora...
No, aspetta un attimo.
Questo non è un otto, questo è un quattro.
Cristina: Il punto non è che ci ha mentito,
ma che ha preso quattro, e i quattro in questa casa non entrano!
Michele: Oltretutto! Vittorio: Quello stronzo ce l'ha con me!
Cristina: Ti pare normale scrivere che William Shakespeare è un calciatore?
Fortuna!
Fortuna: William Shakespeare, nato a Stratford Upon Avon nel 1564,
è umanamente riconosciuto come il più grande poeta inglese di sempre.
Cristina: Grazie, Fortuna. Fortuna: Nothing.
Ciro: Sei un mostro. Cristina: Vittorio!
Michele: falsificare un libretto vuol dire tradire la nostra fiducia,
ma falsificare un libretto è anche un reato!
Ciro: Pure il pizzo dicono che è reato. Vittorio: Sfigato!
Cristina: Vittorio! Non dare dello sfigato a tuo padre!
Ciro: Lo pensi, ma non lo dici.
Il ragazzo è mortificato, lo avete rimproverato abbastanza. Ora mangiamo.
Cristina: No, se permetti lo decido io, quando mangiamo.
Ciro: Per l'amor di Dio, Carme" Io decidi tu, però mangiamo.
Cristina: Fortuna... Fortuna: William Shakespeare, nato a...
Cristina: Buonanotte. Fortuna: Buonanotte, zio.
Michele: Buonanotte.
Ciro: Come buonanotte?
Ciro: È finito pure il pinzimonio!
Cristina: Meno male che domani è lunedì.
Gip: Signora, se non vuole accogliere in casa suo fratello
in attesa dell'udienza preliminare, è suo pieno diritto.
Cristina: Più che altro, la casa è piccola
poi, mio marito è quasi direttore marketing.
Siamo una famiglia per bene, non è il caso di...
Gip: Non deve giustificarsi.
Sa quante sorelle ho conosciuto che hanno abbandonato il fratello...
Metta una firma qui e così rifiuterà di accoglierlo.
Cristina: Sono quindici anni che non lo vedo.
Poi, scusi, non ha una casa sua dove andare?
Gip: No. lnvece lei è stata brava. Ha costruito qualcosa in questi anni.
È venuta al nord' ha due figli, una bella famiglia.
Cristina: Guardi che nessuno mi ha regalato niente.
Gip: Ma certo, signora D'Avola.
Firmi qui e così Ciro attenderà l'udienza in carcere.
Ciro: Non lo devi pressare mai, sarebbe un delitto!
Quando prepari la macchinetta,
il caffé deve fare la "muntagnella."
Ciro: Anche se si "inguacchia" tutt, intorno e si sporca, non importa.
Più sporchi e meglio è.
Ciro: Mi sono permesso di insegnarle come si prepara la macchinetta.
Ma come la crescete 'sta creatura, non conosce la "muntagnella".
Ti credo che prendono un mitra e sterminano la famiglia.
Cristina: La roba nel frigo è nostra. Se vuoi mangiare fai la spesa.
Il terzo scaffale è tuo,
sta, lontano dal primo e dal secondo, che è nostro.
Mio e della mia famiglia.
Qui il caffè lo facciamo con questa.
La "muntagnella", in questa casa,
è severamente proibita.
Ciro: Ho capito! È una famiglia "muntagnella" free.
Cristina: Questi sono due abiti di Michele, due camicie,
due paia di scarpe.
Butti via tutto e indossi questa roba.
No catenine d'oro. No rolex.
No giacche lucide. E soprattutto no stivaletti a punta.
Michele: Questi sono i vestiti migliori!
Cristina: Questo è il tuo spazzolino da denti, usalo.
Attento a non confonderlo con i nostri. Ciro: E se lo confondo?
Cristina: Se lo confondi, carcere.
Togliti dalla bocca il dialetto napoletano, e anche lo stuzzicadenti.
Non devi dire a nessuno chi sei e da dove vieni
e se ti chiedono, dici che sei il nostro maggiordomo.
Dormirai qui, nella stanza di Michele, del trenino.
Michele: No. Dal trenino, no. Cristina: Sì, Michele. Trenino, sì.
Ne parliamo dopo. Su, coraggio.
Fortuna: È il trenino di papà! Vittorio: Oddio!
Ciro: Miche" tu mi fai paura!
Michele: Buongiorno.
Et voilà!
Michele: Lavoro qui dal 1996, compro una casa costruita da questa azienda
e se non pago il mutuo in tempo mi togliete la casa?
Ho capito bene?
Bruno: Sono tre mesi che non paghi. Vuoi finire nel frullone?
Michele: La parola "amicizia" non ti dice niente?
Bruno: No.
Peter: Ogni giorno in più che aspetto, è un dito in meno per te, capito?
Michele: Sì, chiarissimo.
Grazie mille, signor Peter.
(URLO)
♪ (MUSICA NAPOLETANA) ♪
Michele: Oddio, un cadavere in cucina!
Oh mio Dio!
Cristina: Segui le tracce. Vai un po, a vedere.
Michele: Io? Cristina: Michele!
Michele: Chiamate la polizia!
Amore, chiama la polizia!
Stai bollendo la nostra vicina? Ciro: Ma quale vicina, quale sangue?
Sto facendo la passata di pomodoro, Miche'!
Porta queste bottiglie in cucina. Cristina: Michele, no.
Tu non aiuti proprio nessuno. Posa quelle bottiglie.
Ciro: Miche" prendi queste bottiglie.
Cristina: Michele, posa le bottiglie!
Ciro: Miche'! Prendi le bottiglie! Cristina: Posa quelle bottiglie!
Fortuna: Correte dentro! Venite a vedere!
Cristina: Cos, altro c'è?
Ciro: Miche" le bottiglie!
Oggi niente pinzimonio. Ho cucinato qualcosa io.
Scusate il disordine, ma ne è valsa la pena. Dammi una mano, Fortu'!
Ecco a voi!
In ordine di apparizione: "pane cafone",
frittata di maccheroni, salsicce e "friarelli",
mozzarella di Battipaglia e parmigiana di melanzane.
E per finire, dulcis in fundum,
la regina dei dolci, la pastiera!
Michele: Bravo! Vittorio: Bravo zio!
Fortuna: Bravo!
Cristina: Mi dispiace ma questa roba in casa mia non entra.
Siamo una famiglia onesta, noi! Ciro: Ma che stai facendo?
Cristina: Butto tutto!
Ciro: La pastiera no!
Cristina: La pastiera sì! Ciro: La pastiera no!
Cristina: La pastiera, sì!
Siamo una famiglia pastiera free.
Ciro: Non mi sento bene.
Michele: Ciro, vieni qua. Coraggio!
Fa così quando vuole bene a qualcuno.
Cristina: Abbiamo eliminato l'ultima, siamo a posto.
Ciro: Ancora sei arrabbiata con me per quel fatto?
Cristina: No. E perché mai?
In fondo ti hanno solo arrestato davanti a tutto il paese.
Sei diventato un delinquente che entrava e usciva dal carcere.
Perché mai dovrei avercela con te?
Ciro: So, cambiato. Cristina: Sei cambiato?
Certo, adesso hai fatto carriera,
sei diventato camorrista.
Complimenti!
Che vergogna!
Ciro: Nemmeno per me è stato facile quando sei partita.
Cristina: Secondo te, per me è stato facile?
Però ti devo ringraziare, sai?
Mi hai fatto vergognare talmente tanto,
che ho trovato la forza di andare via da lì.
Ciro: Quando eri piccola, ero un eroe per te.
Cristina: Ecco, quando ero piccola.
♪ (MUSICA NAPOLETANA) ♪
Michele: Domani c'è gente che va a lavorare.
Animale!
Ciro: Vitto'!
Vittorio: Come si fa a vendicarsi di qualcuno?
Ciro: Ma che vendicare, vai a dormire!
Che ti credi? Pure io andavo male a scuola.
Chi va male a scuola, va bene nella vita, Vitto'.
Vittorio: Non è più così.
Ciro: Vittorio.
Vieni qua. Siediti.
Se ti vuoi veramente vendicare,
ma proprio se vuoi farlo cacare sotto,
l'ideale è la testa di cavallo insanguinata.
Problema. Devi trovare il cavallo, gli devi tagliare la testa,
e, t, assicuro, non è facile.
I cavallo si imbizzarriscono. Corri dietro a un cavallo!
Per il fattore praticità, la cosa più conveniente è il gatto morto.
Trovi un gatto, gli fai il servizietto,
Io metti in una scatola e lo rechi al destinatario dell'offesa.
Capito?
Vittorio: Sai cosa ho capito? Che tu non mi vuoi aiutare.
Ciro: Tieni questo.
Tieni questo.
Vittorio: Zio, che cosa ci fa un gatto morto nel freezer?
Ciro: Perché, voi generalmente come lo conservate?
Bidello Bartolo: Desidera qualcosa?
Ciro: Ho bisogno di un, informazione. Bidello Bartolo: Mi dica.
Ciro: Qual è la macchina del professore di inglese della I C?
Bidello Bartolo: Non posso dare informazioni, c'è la privacy.
Ciro: Ah, la privacy...
Guarda un po, qua dentro, così capisci con chi hai a che fare.
Paura?
Bidello Bartolo: Che cos, è questa roba?
Ciro: Ho sbagliato animale, cazzo!
Bidello Bartolo: Sono incorruttibile.
Ciro: Dov'è la macchina?
(SCOPPIO DI PNEUMATICO)
Prof. lnglese: Good morning, sir.
(ANTIFURTO)
Vittorio: Zio, che fai? Ciro: Ho fatto un bordello, via!
Michele: Che diavolo...
Ciro: Dovevi dirmi che era Alberico a romperti i coglioni!
Vittorio: Che palle, zio! Ciro: La miglior difesa è l'attacco.
Devi reagire. Quello la prossima volta non ti taglia le gomme della bici,
quello scioglie tua sorella nell'acido.
Vuoi che gli sparo io? Vittorio: No!
Come se avessi accettato, ma me la cavo da solo.
Ciro: Stiamo freschi.
L'hai detto a tua mamma?
A tuo padre?
Vabbè, l'hai detto a me.
Ciro: Perché ridi? Vittorio: Pensa alla faccia di papà.
Ciro: Non c'è niente da ridere!
(RIDONO)
Ciro: Vitto" se ero Dio... Qua era tutto mare.
Ciro: Miche" ti sei messo a fumare?
Michele: Ciro, lasciami stare che stasera sono pieno di pensieri.
Ciro: Che c'è? S, è rotto il trenino?
Michele: Mi hanno tagliato le gomme. Ciro: Io non sono stato.
Michele: Gli usurai, Ciro. Sono stati gli usurai.
Ciro: Perché stai in mano agli usurai?
Michele: Perché tua sorella spende una fortuna.
Ciro: Lo fa per la famiglia. Michele: Lo so.
Sai quanto costa questa casa? Sai quanto guadagno io?
Michele: 1 .500 euro. Ciro: Mica male!
Ciro: 1 .500 euro? Tre per uno, tre. Tre per cinque, quindici...
Sono più di 45.000 euro al mese. È buono, Miche'!
Guarda che col pizzo non si fanno più queste cifre!
Michele: 1 .500 euro al mese.
Ciro: "O, maronna"!
Michele: Se non pago il mutuo, mi portano via la casa.
Ho paura, cosa faccio?
Ciro: Devi parlare con tua moglie, dirle la verità
e spendere di meno.
Michele: Quando ami qualcuno, non è così facile dire la verità.
Ciro: Micheli" ascoltami.
Attento agli usurai, che quelli...
Michele: Grazie. Mi ha fatto bene parlare con te.
Vado a farmi un goccio di grappa in cucina e provo a dormire.
Grazie. Ciro: A disposizione, Miche'.
(URLA)
Ciro: La gatta!
Michele: Sanno dove abito!
Mi hanno trovato! Cazzo!
Vittorio: Ciao. Ragazzi: Ciao, Vittorio!
Vittorio: Alberico...
(CAMPANELLO)
Ciro: Ti sei truccato?
Cristina: Che cosa ha fatto?
Michele: Ha picchiato Alberico Manetti.
Speriamo di non avere ripercussioni sul lavoro.
Cristina: Alberico Manetti?
Oddio mio!
Ma cosa ti è preso? Sei impazzito?
Michele: Gliel'ho detto pure io. È stato un comportamento davvero...
Cristina: È inutile investire sui figli!
Alberico Manetti? Non ci posso credere!
Ho un figlio cretino proprio!
Ha preso a pugni il suo futuro!
Ti fa male? Vittorio: Mi sospenderanno, mamma.
Cristina: Per la tua incolumità, spera proprio di no.
Ho un figlio cretino!
Fortuna: Mamma, telefono.
Cristina: L'offerta dell'anno ficcatevela nel culo!
Fortuna: Era la signora Manetti.
Cristina: Oh, Madonna!
Pronto, carissima...
Cristina: Ragazzi, concentrati che è l'occasione della vita!
Ciro: Grandi manovre!
Cristina: Dove vai vestito così? Ciro: Da nessuna parte.
Però voglio essere elegante quando gli sputerò in faccia.
Cristina: Tu non sputi proprio in faccia a nessuno.
Anche perché un uccellino mi dice che non partecipi a nessuna cena.
Ciro: Ah no? Cristina: No.
Fortuna e Vittorio: Zio!
Fortuna: Svegliati!
Vittorio: Mamma, lo zio è morto un, altra volta.
Cristina: Tranquilli, gli ho solo dato un potente sonnifero.
Michele: Ma sei pazza? Cristina: Non facciamo una tragedia.
Piuttosto, prendi il tappeto che ci mettiamo dentro Ciro.
Dai, che lo zio sta meglio di là.
Vittorio: Svegliati, zio!
Cristina: "Mischione" di salumi e formaggi altoatesini dop
e "gonfioni" alla Cristina, che sarei io.
Carlo: Ah, i gonfioni, Doriana: Evviva.
Non sopporto la criminalità, anche se in forma baby.
Cristina: Delle tartine golose?
Doriana: Mio figlio è stato aggredito da una bestia feroce.
Michele: Bestia feroce sembra eccessivo.
Cristina: No, è la definizione esatta. Olive?
Doriana: Non voglio dire che sia stata un, esecuzione mafiosa, ma...
Cristina: Ma certo!
Come lo chiama lei uno che colpisce alle spalle qualcun altro?
Carlo: Doriana, sono cose da ragazzi. Godiamoci la serata e il "mischione".
Doriana: Un cavolo! Cristina: Un cazzo, dico io!
Non giriamoci intorno, nostro figlio è un delinquente.
Al nostro Alberico!
Carlo: Salute!
(RUMORI)
(APPLAUSI)
Cristina: Non male.
È il nostro maggiordomo, ama stupire quando entra in scena.
Vieni, portiamo i canederli ai nostri ospiti.
Doriana: Perché il maggiordomo è avvolto nel tappeto?
Michele: Perché è persiano.
(RUMORI)
Carlo: Che succede? Michele: Starà sbattendo il tappeto.
Succede anche a casa vostra. Doriana: Non col maggiordomo dentro.
Carlo: Dipende dal maggiordomo, amore.
Cristina: Ascolta, se mi rovini questa serata,
ti rispedisco in prigione.
Doriana: Ha detto prigione?
Ciro: Potevo morire soffocato là dentro.
Carlo: Io ho sentito piccione. Doriana: Piccione? Nei canederli?
Cristina: Allora, questo nuovo direttore marketing che profilo avrà?
Magari, un bel profilo greco come quello di mio marito.
Doriana: Non per tornare sull'argomento... Cristina: Prego, torniamoci.
Doriana: Alberico stava passeggiando indifeso, quando...
alle sue spalle un... Carlo: Tesoro, l'abbiamo già detto.
Cristina: Non si preoccupi, lo ripetiamo.
Alle sua spalle ecco l'aggressore, "coso junior".
Ciro: Ma quale aggressore? Cristina: Ehi!
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) "È stat' o fijo de chest, omm' e merd' a comincia"' ♪
♪ "Omm' e merd' o padre, omm' e merd' o fijo." ♪
Carlo: È napoletano? Cristina: Rumeno. Ama cantare.
Doriana: Non era persiano? Michele: Anticamente persiano,
secondo gli attuali confini rumeni, di fatto.
Cristina: Questa canzone è famosa in Romania,
come da noi "Felicità".
Carlo: È una lingua strana, sembrano tutte parolacce.
Cristina: È vero, sembrano.
In realtà, questo testo è pieno di parole d'amore,
per altro dedicate a voi.
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) "Allora, 'un hai capit' che si nun c'i mann' tu," ♪
♪ "C'i mann' io a 'fangul?" ♪
Cristina: ♪ (in dialetto napoletano) "Si nun c'i mann' tu, c'i mann' io a 'fangul." ♪
Questo particolare passaggio significa "ti amo".
Carlo: ♪ "Fangul!" ♪
Michele: Fangul anche a te, amore mio.
Cristina: ♪ (in dialetto napoletano) "A soreta!" ♪
Cristina: Polenta!
Ciro: Servo prima la bagascia?
Cristina: Sì, servi pure la bagascia.
Doriana: Chi?
Cristina: In rumeno, polenta è "baga-scia".
Michele: Scia, di Persia.
Carlo: Attento! Cristina: Chiedi scusa.
Ciro: Chiedo scusa, pulisco. Un vecchio rimedio della nonna.
Doriana: Lasci stare. Ciro: Saliva e un goccio di vino.
Doriana: Che cosa fa? Ciro: Ci vuole più saliva.
(SPUTA)
Doriana: Mi ha sputato. Cristina: Non mi sembra.
Ciro: Più vino.
Doriana: Che cosa fa? Ma è pazzo?
Cristina: È in prova.
No!
Doriana: Ma andate in "mona", massa di coglioni!
Cristina: Aspetti, Doriana!
Carlo: No, grazie. Per me niente "bagascia".
Cristina: Già andate via?
Peccato, avevo fatto lo strudel. Piace sempre a tutti.
Doriana: Ma va' a cagher!
Cristina: Salutate lo zio, domani va via.
Cristina: È ottimo!
Vittorio: Dove vai, zio?
Cristina: In carcere.
Fortuna: Mamma, per favore, è l'unico zio che abbiamo.
Cristina: Poteva pensarci prima.
Lui mi ha rovinato la vita, ora io rovino la sua.
È davvero delizioso. Che cosa si sono persi.
Ciro: Veramente tu me l'hai rovinata per prima.
Cristina: Io? A sei anni potevo decidere qualcosa?
Tu invece da grande potevi decidere.
Potevi scegliere di non essere un delinquente, per esempio.
Vittorio: Mamma, lo zio mi ha difeso, tu no.
Cristina: Secondo te perché non ti ho difeso?
Per il vostro futuro, per farvi avere ciò che io non ho mai avuto.
Per questo non ti ho difeso.
Vittorio: Papà, dì qualcosa.
Michele: Che cosa vuoi che dica?
Doriana: Un maggiordomo...
Un ritardato mentale. Che schifo, mi ha sputata!
Comunque a quel coso farai qualcosa?
I vestiti li ho buttati tutti e sai quello che costano.
Carlo: Gente così brutta in una casa così bella, che peccato!
Doriana: Ma secondo te, so di sugo?
Carlo: Sai di sugo.
Doriana: Ma che schifo, mi ero disinfettata.
Carlo: Sai proprio di sugo.
Giornalista tv: Apriamo il telegiornale con la cronaca nera.
Un pericoloso camorrista, Ciro Cimmaruta...
Doriana: Carletto, il ritardato!
Appartenente al clan dei Ciciarielli di Mezzotto, paese della bassa ltalia,
è ospite della nostra provincia.
Don Ciro è agli arresti domiciliari presso la sorella napoletana
che vive da molti anni nella nostra bella cittadina.
A Napoli, in questi giorni, si sta svolgendo il processo ai capi clan,
tra cui il temibile Don Ciro,
Corporatura esile, altezza media, sguardo cavernoso, occhi a palla,
già nel volto incute paura e rispetto.
Florance: Mi segua, per favore.
Michele: Ecco, lo sapevo.
(MUSICA ANGOSCIANTE)
Michele: Il Dottor Manetti non ha gradito la cena di ieri?
(MUSICA ANGOSCIANTE)
(PASSI)
Florance: Sono la sua nuova segretaria. Mi chiamo Florance.
Questa è la sua nuova stanza.
Se preme il nove, io sono a sua completa disposizione.
Posso andare, Dottor coso?
Michele: Ci sono anche i mandarini. Florance: Veramente sono arance.
Michele: No, deve esserci un errore. Forse è la stanza di qualcun altro.
Io sono coso Michele.
Florance: Nessun errore, Dottor coso. Posso andare adesso?
Michele: Se premo nove... Florance: Io sono a sua disposizione.
Michele: Florance... Florance: Florance.
Michele: Se premo nove... Florance: A sua disposizione.
Michele: Perfetto.
Florance.
Carlo: I valori di equità e giustizia,
la capacità di accusare senza remore il proprio pargolo,
il coraggio, la lealtà...
Michele: "Il coraggio e la lealtà sono il dna della tua famiglia prova."
Cristina: Ha detto proprio prova?
Michele: Prova. Poi ha continuato
"Questo è il dna che deve avere un direttore marketing che si rispetti.
E lei, Dottor coso, ce l'ha".
Cristina: Lei, Dottor coso, ce l'ha.
Michele: Poi ha continuato "Dulcis in fundo, vorrei sottolineare
la simpatia e la vivacità di tuo cognato
nel delizioso scherzo del maggiordomo...
Cristina: Meno male che ha detto così.
Dopo tutta la fatica che abbiamo fatto in questi mesi,
un colpo di fortuna ce lo meritavamo.
Michele: No, per una volta, questa non è fortuna, è merito.
L'unico colpo di fortuna è che Vittorio non è stato sospeso da scuola.
Cristina: meno male! Michele: Sì.
Cristina: Prendi i flûte, quelli lunghi.
La segretaria, ce l'hai?
Michele: La segretaria... Florance.
Cristina: Non farmi essere gelosa!
E la sedia com'è, è alta? Michele: È altissima, amore.
Cristina: Vittorio, Fortuna, venite a festeggiare vostro padre!
Fortuna: Il tappo a me!
Michele: Dai, brindiamo!
Cristina: Vittorio, non dici bravo al tuo papà?
Fortuna: Anch'io lo voglio! Cristina: Tu poco!
Michele: Vittorio, non sei contento che zio Ciro è rimasto?
Lo sai di chi è il merito?
Merito è di Michele coso, professione paciere.
Cristina: Discorso!
Va bene, lo faccio io.
Al modello Nord'
che alla fine sa sempre premiare chi si impegna.
Michele: Al grande Nord.
Cristina: Che sa sempre distinguere il grano dalla pola.
Ma soprattutto,
alla mia famiglia
quasi perfetta.
Michele: Voilà! Brindisi!
Cristina: Secondo te come hanno fatto a sapere che è mio fratello?
Michele: Ma chi?
Cristina: I Manetti.
Hai detto che si sono divertiti tanto
allo scherzo del maggiordomo che ha fatto mio fratello?
Come hanno fatto a sapere che Ciro è mio fratello?
Michele: Amore, me lo chiedi anche?
Vi assomigliate molto.
Cristina: Dici? Mlchele: Sì.
Avete la stessa malinconia negli occhi.
Perché ti fai venire questi pensieri?
L'ufficio che ho dimostra quanto i Manetti ci stimano.
Doriana: Per te è giusto promuovere chi ha cercato
di assassinare tuo figlio?
Carlo: Ne abbiamo già parlato.
La Edil Manetti rischia il crack.
Doriana: E grazie a chi? Carlo: L'edilizia è in crisi.
Abbiamo bisogno di denaro fresco, capitali per salvarci il culo.
Chi ha oggi i capitali in italia? Loro! Doriana: Loro?
Carlo: Il clan dei Ciciarielli, a cui don Ciro appartiene, ha molto denaro.
Oceani di soldi che noi dobbiamo intercettare.
Lo vuoi capire che quello è un boss?
Doriana: Un boss? È un ritardato mentale.
Carlo: Anche Totò Riina non sembrava un boss.
Anche i Pooh sembravano amici.
L'apparenza inganna. Anche tu non sembri la moglie di un imprenditore.
Doriana: Perché tu non sei un imprenditore.
Tu sei un miracolato, che ha ereditato l'azienda di famiglia.
Ma è la mia famiglia.
Carlo: Sono dettagli. Fallo almeno per tuo padre.
Doriana: Lascia stare papà.
Carlo: Dobbiamo salvarci, dobbiamo diventare amici dei coso.
Dobbiamo frequentare il loro ambiente, respirare la loro aria, bere la loro acqua.
Per loro, quello che conta è la famiglia!
Doriana: Mi spaventi quando sei così geniale.
Carlo: Dobbiamo farci amica tutta la famiglia.
Ognuno deve fare la sua parte, anche tu e anche Alberico.
La prossima settimana arriva il prato da Wimbledon.
Doriana: Evviva. Carlo: Bacio.
Doriana: Manil' cappuccio e brioche, buca 9.
Vicina di casa. Dottor coso!
Buongiorno.
Buongiorno, piccola Fortuna.
Buongiorno Vittorio.
Fortuna: Papà? Michele: Dimmi.
Fortuna: oggi finisce il mondo e io non ho ancora baciato nessuno.
Carlo: Allora, coso, cosa ci propone?
Michele: Et voilà!
(URLA)
Michele: Signor Peter, insisto, vorrei ridarle i soldi.
Anzi, se mi dà l'iban, io provvedo anche oggi.
Peter: No, non esiste. Mi offendo!
Bambina cicciottella: Fortuna!
Vicina di casa: Mr. Ciro.
Prof. inglese: O Romeo, Romeo! Wherefore art thou, Romeo?
Deny thy father and refuse thy name. Or, if thou wilt not, be but...
E mi raccomando, chi copia, gli cieco un occhio.
Cristina: Guarda che chiamo suor Giuseppa!
Fortuna: Chi è, mamma? Ciro: Chi è?
È uno strano animale con la testa di suora
e con il corpo a "babà al rum".
(IMITA DONNA ANZIANA)
Cristina: La prossima volta me la pagherete!
Ciro: Ti ho visto, Ciro. Sei stato tu!
Sei stato tu.
Vieni qua!
Venite qua!
Forza!
(CLACSON)
Michele: Alfa romeo Giulietta con motore da 170 cavalli,
selettore di guida, differenziale autobloccante elettronico,
volante in pelle con comandi radio.
Ciro: Ci sono i sedili ribaltabili
cosicché la battezziamo?
Michele: No, Ciro, per favore, non toccare.
C'è un altro piccolo regalo, per tutta la famiglia.
Cristina: I biglietti per l'opera? Michele: No, quasi.
Fortuna: Posso aprirlo? Michele: Questo lo apre la mamma.
Cristina: Come hai fatto ad estinguere il mutuo?
Michele: È un benefit che danno ai dirigenti.
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) Avevo un pappagallo un po, bizzarro ♪
♪ Non ripeteva e rispondeva male ♪
♪ E se io gli dicevo "Vaffanculo!" ♪
♪ Lui mi rispondeva "Pure tu!" ♪
Vittorio: Alberico mi ha passato il compito di inglese.
Ciro: Bravo, ti sei fatto rispettare. La prossima volta dagli pure una testata.
Ciro: Dove ti vuoi sedere? Vittorio: Mi ha invitato con i suoi amici
Vittorio: Io esco. Ciao, zio! Ciro: Divertiti.
Ciro: ♪ (in dialetto napoletano) E allora il pappagallo, lo strangolai... ♪
Michele: Che profumino!
Ciro: Dove ti vuoi sedere, Miche'?
Michele: E... no, io esco.
Non mi merito una serata con la mia nuova Giulietta?
Me la merito! Ciao!
Cristina: Hai visto la mia spazzola? Ciro: Non uso spazzole.
Cristina: Se è per questo, neanche il sapone.
Ciro: Una volta che ho cucinato per tutti ve ne andate fuori...
Cristina: È capitato anche a me di cucinare per tutti e non mangia nessuno.
Ciro: Pinzimonio lo chiama cucinare...
Ciro: Fortuna, esci pure tu? Fortuna: Bho!
Fortuna: Mamma, io esco?
Cristina: Oddio, con Fortuna che si fa? Michele: Non lo so.
La lasciamo a Ciro?
Cristina e Michele: Ma sì!
Cristina: Tesoro, se ti fa piacere resta pure con lo zio.
Michele: Ciao, amore! Cristina: Ciao.
Cristina: Ciro...
mi raccomando.
Ciro: Tranquilli.
Michele: Grazie, Ciro. Buonanotte.
Fortuna: Buon appetito, zio. Ciro: È solo per cominciare, Fortu'!
Cristina: Buonasera. Michele: Buonasera.
Doriana: Oh, cara!
Buonasera, coso. Michele: Buonasera.
Doriana: Complimenti, che eleganza!
Cristina: Grazie, Dory.
Doriana: Dory...
Finalmente un soprannome popolare.
Io ho sempre adorato il popolo.
Carlo: Coso! Michele: Buonasera.
Carlo: Buonasera. Ha visto gli affreschi? Michele: Sì, bellissimi!
Carlo: Domani controsoffitto tutto, mi angosciano.
Doriana: Sonia, lei è Cristina.
Sei bellissima! Sonia: Grazie.
Doriana: La moglie del vice assessore.
Cristina: Bella donna. Doriana: Una zoccola.
Ciao Marta! Marta: Ciao, ciao!
Doriana: Saluta i bambini, mi raccomando.
Doriana: Sono dei mostri, davvero brutti.
Ciao, dolcezza! Ciao!
Cristina: Sarà anche dolce ma è brutta come il peccato.
Doriana: La conosci? Cristina: No.
Doriana: È mia sorella.
Cristina: Ma no, io intendevo la vecchia. Doriana: Cioè la mia mamma?
Scusa, Debora!
Cristina: Grazie.
Carlo: Ciro è in ritardo? Michele: Ciro la sera non può uscire
senza un permesso. Cristina: E noi non glielo diamo.
Cristina: Per farlo stare con i nipoti e favorire l'attaccamento.
Carlo: Quindi non viene? Cristina: No.
Carlo: Neanche più tardi? Michele: No.
Doriana: Perché non viene?
Cristina: Scusate, non pensavo fosse così importante per voi.
Doriana: Ma certo che lo è!
L'ospitalità è un valore sacro!
Michele: Ci dispiace. Carlo: Verrà la prossima volta.
Peccato, perché avevamo preparato una bella sorpresa per lui,
cioè per tutti voi.
Però lui non viene? Michele, Doriana e Cristina: No!
Carlo: Signori, un attimo di silenzio, per favore.
Ecco la sorpresa che vi avevo promesso. Maestro...
Anil.
Ecco a voi la regina dei dolci.
La sfogliatella.
♪ (CANTA IN NAPOLETANO) ♪
♪ (MUSICA POP ALLA RADIO) ♪
Fortuna: Come balli bene, zio! Ciro: Non ho capito!
Fortuna: Come balli bene, zio! Ciro: Modestamente...
Fortuna: Sembri una femmina!
Fortuna: Zio, ma se ti condannano vai in carcere?
Fortuna: Zio, posso dirti una cosa?
Ciro: Spara.
Fortuna: Io odio la danza.
Cioè, non odio la danza. Mi sento ridicola col tutù.
Ciro: Non hai problemi con la danza, hai problemi col tutù.
Mamma lo sa? Fortuna: Sei matto?
Per lei la figlia perfetta... Ciro: Ha il tutù.
Fortuna: Sì, esatto.
Vittorio: Serata fantastica.
Fortuna: Vittorio, che cos'hai?
Fortuna: Vittorio, ti prego! Non morire!
Fortuna: Ho paura. Chiama un, ambulanza! Ciro: No, tranquilla, non è niente.
Cristina: Con quella canzone secondo te ci volevano prendere in giro?
Michele: È stato solo un omaggio. Non sanno che ti vergogni delle tue origini.
Michele: Come ti sta bene!
Cristina: Conosco quella faccia. Che succede?
Ciro: Ieri sera Vittorio è tornato tutto ubriaco e drogato.
È quell'Alberico, il figlio dei Manetti, che lo porta sulla cattiva strada.
Cristina: Per una spuma di troppo? Ciro, quanto la fai lunga!
Ciro: I Manetti sono dei bastardi. Cristina: No, sono una famiglia per bene.
Casomai il delinquente è qualcun altro.
Dai, scusa, non volevo.
Non litighiamo.
Vittorio è in piena adolescenza.
Finalmente può uscire a divertirsi con gli amici.
Credimi, va tutto bene.
(SQUILLO TELEFONO)
Doriana!
Maestro training: Rilassatevi e concentratevi.
La fratellanza ci unisce.
L'obiettivo di oggi è volare.
Volare insieme.
Volare altrove. Volare dentro.
Cristina: Doriana, grazie per l'invito.
Doriana: Niente, cara.
Cristina: Avevo proprio bisogno di rilassarmi un po,.
Doriana: Ecco, allora respira.
Doriana: Io e carlo pensavamo una cosa...
Perché non venite alla prima della Tosca con noi?
Che poi sarebbe un, opera lirica.
È l'evento mondano più importante della stagione.
Non potete dirci di no. Dovete essere nostri ospiti.
Cristina: Grazie, Doriana! Sono onorata!
Doriana: Tutta la famiglia, anche Ciro.
Cristina: Anche Ciro?
Segretaria Manetti: Dove va? Senza appuntamento non si può!
Ciro: Signorina!
Ciro: Voleva ammazzare mio nipote. Carlo: Alberico è un incosciente. Oliva?
Ciro: Con un cocktail di droga e alcool!
Carlo: Bravo! Perché alberico è un delinquente!
Cosa dico, delinquente?
È un vigliacco, una bestia, anzi, di più!
È un figlio di puttana!
Ciro: Che esagerazione! Sono ragazzi.
L'importante è che non si ripeta più, altrimenti sarò costretto a...
Carlo: Aspetti... don Ciro.
Mi scuso, non so se l'appellativo "don" è giusto.
Non ho mai conosciuto un uomo così potente e non conosco l'etichetta.
Ma mi creda, don Ciro.
Noi vogliamo bene a lei e alla sua famiglia.
Io faccio tanto per gli amici.
Li promuovo, gli do la macchina nuova
però io voglio
che gli amici mi diano affetto,
comprensione, amore.
La mia azienda è un rifugio sicuro per i capitali del suo gruppo.
Se no, gli amici diventano nemici
capisce? Cazzata?
No.
Ciro: Miche, ti devo dire una cosa.
Michele: Anch, io ti devo dire una cosa. Comincio io?
Manetti mi ha affidato la campagna pubblicitaria nazionale!
Ciro: Bravo! Michele: Sono proprio felice!
Michele: Ciao, amore!
Vieni, Ciro. Vieni qua. Ciro: In mezzo?
Michele: Ti devo dire una cosa importante. Ciro: Anch, io!
Cistina: Io ve ne devo dire una più importante.
I Manetti ci hanno invitato all'opera.
Ciro: Io non ci posso venire.
Cristina: Ti sbagli. Vogliono che vieni pure tu.
Ciro: Coi manetti? Non ci penso nemmeno!
Cristina: Ciro, io ci tengo!
Voglio andare alla Tosca con tutta la famiglia.
Ciro: Non è meglio una bella pizzata tra di no?
A te piace la pizza capricciosa e qui la fanno benissimo.
Michele: Ma stai scherzando?
Ciro: Ancora pensi che la pizza buona la fanno solo a Napoli?
Cristina: Ciro, stop!
È l'evento mondano della stagione e tu mi parli della pizza!
Ci saranno tutti quelli che contano.
Ti prego, è un sogno per me.
Michele: Ciro, è un sogno per tutti noi.
♪ (MUSICA CLASSICA) ♪
Ciro: Odia il tutù.
Michele: Te l'ha detto lei?
Cristina: È carina pure in jeans.
Ciro: Chi è? Avvocato: La sentenza è imminente.
Ciro: Oh, avvocato.
Avvocato. Ciru" prepara la valigia, se vieni assolto, torni a Napoli.
Se vieni condannato, vai a Poggio Reale, che sempre a Napoli è.
Ciro: Non posso, ho la prima della Tosca, è l'evento della stagione
Avvocato. Ma che dici Ciro? Sei uscito pazzo?
Ciro: Mia sorella ha bisogno di me.
Avvocato. Hai confermato, sei uscito pazzo!
Fortuna: Mamma dice che devi parlare italiano e sorridere sempre,
anche se i Manetti ti stanno antipatici.
Ciro: Okay. Fortuna: Anche se ti provocano.
Ciro: Sono pronto. Fortuna: Proviamo.
Che fai se Manetti ti chiama "scemo"? Ciro: Sorrido.
Fortuna: Deficiente! Ciro: Sorrido.
Fortuna: Bastardo! Ciro: Sorrido.
Fortuna: Bravo!
Cristina: Siete pronti? Fortuna: Quasi.
Fortuna: Terrone!
Ciro: Terrone...
Cristina: Come sto?
Cristina: Il tacco 12 Io metto solo per il nostro futuro
Michele: Comunque sei bellissima.
Cristina: Meglio io o Florence? Vittorio: Florence.
Cristina: Grazie. Michele: Vittorio tu non vieni?
Vittorio: Esco con Alberico, c'è una festa in un locale.
Fortuna: Dai, vieni zio!
Mamma, zio Ciro è diventato buono! Cristina: Cioè?
Fortuna: Facciamo che papà è Manetti e ti offende.
Michele: No, non è il caso.
Ciro: Dai, offendimi.
Michle: Va bene, se proprio ci tieni...
Lestofante.
Ciro: Dai, di più!
Michele: Poveraccio. Ciro: Di più!
Michele: Ricchione!
Fortuna: Zio!
Michele: Cazzo che male! Cristina: Michele!
Michele: Esce il sangue? Cristina: Un pochino.
Michele: Che bella serata...
Era per finta e mi sono preso una testata!
Cristina: Ora basta, ti ha chiesto scusa. Michele: Pensa il vero Manetti che fa.
Ciro: Manetti mi ha chiamato ricchione.
Michele: Ma quale Manetti! Ero io, era per finta!
Cristina: Ciro, prometti che ti comporterai bene?
Fortuna: Lo prometti, vero zio?
Cristina: Ciao, amore, divertiti! Ciro: Mi raccomando, Vitto" non bere.
Vittorio: E io mi raccomando a te, zio. Michele: Non fare tardi.
Giornalista: Per la prima della Tosca è caccia al biglietto.
C'è un, improvvisa svolta nel processo al clan dei Ciciarielli di Mezzotto
dove è imputato Ciro Cimmaruta. Rimanete sintonizzati.
Michele: Signor sindaco, buonasera. Cristina: Buonasera.
Michele: Quattro biglietti a nome coso. Cassiere: Coso?
Ho capito bene? Michele e Cristina: Yes.
Cassiere: Non ci sono biglietti a nome coso.
Michele: È un errore, controlli meglio. Cassiere: Ho controllato, non ci sono.
Michele: Non mi costringa a chiamare chi so io.
Controlli meglio. Cassiere: Non insista, non ci sono.
Signora, gentilmente, lasci passare.
Cristina: No, non faccio passare
perché sono sicura che si tratta di un errore.
È questione di un minuto. Cassiere: No, è una questione di rispetto!
Cristina: Entrare è un nostro diritto.
Se lei non sa che siamo noi è un suo problema, non nostro.
Cassiere: Sarà, però lei non entra.
Ciro: Andiamo a mangiare un bel tris di canederli?
Ciro: Un pretzel' qualcosa con lo speck. Cassiere: Brava, vada a farsi la pizza!
Ciro: Ho detto canederli, non sapete fare la pizza.
Cassiere: Ha parlato il terrone... Michele: Calma!
Cristina: Cosa ha detto? Michele: È un cafone.
Cristina: Ha detto terrone! Ciro: Ho sentito pure io.
Cristina: Terrone lo dici a tua sorella!
Michele: Amore, non importa. Però anche lei...
Cristina: "T'ha ver d'appiccia nu lampo sane sane! Stu scem'!"
Ciro: Voleva dire che ti dovrebbe incendiare un lampo completamente
senza lasciare intatta la benché minima parte della tua sagoma di merda!
Cristina: Cosa sarà successo?
Michele: Ma niente...
Ci sarà stato sicuramente un equivoco.
Speriamo non si siano offesi.
Cristina: Richiamali. Michele: No, li ho chiamati 1000 volte.
Tanto lo vedo domani in ufficio.
Cristina: Per favore, richiamali.
Mlchele: È sempre spento.
Cristina: Vittorio?
Michele: È già qui?
Michele: Tutto bene? Vittorio: Sì, certo, perché?
Michele: Sei tornato molto prima del previsto
È successo qualcosa? Vittorio: No, serata fantastica. Voi?
Michele: Noi... serata magnifica!
Michele: Buona notte. Vittorio: Buona notte.
Michele: ♪ Vissi d'arte! ♪
Cristina: ♪ Vissi d'amore! ♪
Pentito: Mio padre morì camorrista.
Mio fratello morì camorrista.
Io, un giorno, "morì" camorrista.
Ispettore: Signora carmela, quella di ieri è stata l'ultima udienza.
Tutti pentiti lo hanno scagionato.
Pentito 2: Io questo Ciro non lo conosco. Pentito 3: Secondo me, ha le palle!
Pentito 3: E chi cazzo è?
Poliziotto: Non è contenta? Cristina: Tantissimo.
Poliziotto: Non assolto, prosciolto. Non va neanche a processo.
Pentito 1: Deve essere un delinquentuccio.
Come diciamo noi, è un "pesceriello de cannuccia".
Poliziotto: Dica la verità, suo fratello s, è vantato d'essere un boss!
Come se mi facessi chiamare ispettore! lspettore: Non ti permettere mai!
Pentito 3: Non lo conosco!
Pentito 4: Non l'ho mai visto, signor giudice.
Ispettore: Ci saluti tanto don Ciro. Poliziotto: Grazie per il caffè.
Poliziotto: Lei quando prepara il caffè fa il mucchietto?
Cristina: La "muntagnella"? Poliziotto: Esatto.
Cristina: Sì. Poliziotto. No... Così non è buono.
Quando fa il caffè lo deve pressare se no non viene bene.
E lnfatti... Poliziotto: Vabbè, lo prendiamo al bar.
Poliziotto: Arrivederci. lspettore: Arrivederci, tante cose.
Titina: Coso, vieni con me!
Michele: Amore mio, dimmi! Cristina: Mio fratello è stato prosciolto!
Michele: Prosciolto? Cristina: Sì!
Michele: È una bellissima notizia, stasera brindiamo.
Cristina: Ti hanno detto del teatro? Michele: Il "frullone"!
Cristina: Mi senti?
Michele: Con Manetti è tutto chiarito. Ti spiego stasera.
Amore, devo andare. Ciao.
Dove mi porta? Lei sa chi sono io?
Direttore marketing, dottor coso Michele, le dice niente?
Titina: Io son Titina, la segretaria del piano -3.
Questa è la tua nuova stanza.
Se hai bisogno di qualcosa, non chiamarmi.
Dammi le chiavi della macchina.
Michele: Mi punite per la campagna pubblicitaria andata male?
Titina: Non lo so!
Michele: Grazie.
(SQUILLO CELLULARE)
(BUSSANO ALLA PORTA)
Cristina: Perché ti sei vantato di essere un camorrista?
Io sapevo che non potevi essere una bestia come loro.
Come ti è venuto in mente? Perché?
Ciro: Perché volevo appartenere a qualche cosa.
Cristina: Tu appartieni alla mia famiglia.
Cristina: Ciro! Carmela!
Alzatevi, forza, che vi siete sporcati tutti!
(RIDONO ENTRAMBI)
Michele: Bastardo!
Badi bene preside, non siete voi che ci cacciate
ma siamo noi che ce ne andiamo. C'è una bella differenza.
Sono calmo. Ma ti sta punendo per una litigata successa un mese fa!
C'è Alberico, anche lui era alla festa, se parla col preside ti scagionerà.
Vittorio: Alberico non mi ha fatto entrare.
Michele: Come?
Vittorio: E i biglietti della Tosca? Michele: I biglietti non c'erano.
In più mi hanno declassato, tolto l'auto e ora lavoro nel "frullone".
Come ho potuto pensare di mettere le persone nei piselli?
Vittorio: A me piace. Michele: Cosa?
Vittorio: La pubblicità. È figa.
Dà l'idea di calore, di casa, di protezione.
Michele: Grazie.
Vittorio: Hai vinto!
Michele: Adesso suono e le dico tutto.
Le dico "Amore... meglio cara."
"Cara è arrivato il momento di parlarti."
"Sono stato licenziato. Quasi licenziato"
"Però è giusto perché sono un uomo di merda"
"che fa delle pubblicità di merda. Quindi schifami, calpestami."
Vittorio: Adesso non esagerare.
Michele: Meno? Vittorio. Sì.
Michele: Vieni qua.
Coraggio.
(CAMPANELLO)
Amore!
Manetti ti bacia, mi ha dato un nuovo scatto di stipendio
e fatto i complimenti per la campagna pubblicitaria.
Cristina: Quella con i piselli? Michele: Brindiamo?
Cristina: Alla mia famiglia.
Compreso zio Ciro che è stato assolto.
Perché non brindate?
Michele: A me che sono stato licenziato. O quasi.
Questione di ore.
Vittorio: A me che sono stato sospeso.
Fortuna: Per fortuna a me non è successo niente.
(CAMPANELLO)
Fortuna: Arrivo.
Cristina: Ma che è successo? Fortuna: Lo zio è stato assolto
Cristina: Cosa dici? Che c'entra tuo zio col lavoro di papà?
Cosa c'entra?
Me lo spieghi? Cosa c'entri tu con noi?
Perché non dite niente?
Michele: Tu sapevi tutto e non hai detto nulla.
Ciro: Hai detto bene tu, è difficile dire la verità a chi si ama.
Cristina: Fin da piccola... Sai quando...
ti fa male qualcosa? Allora stringi i denti per non soffrire.
Perché appena molli un attimo
hai paura di non riuscire a sopportarlo.
Poi diventi grande...
e cerchi di non sentire più il dolore che sentivi quando eri piccolo.
E arriva un momento che...
non senti più niente...
e fai casini, fai solo casini.
Michele: Volevi la famiglia che non hai mai avuto.
Cristina: Sì, la famiglia perfetta...
Che cretina.
Poveri ragazzi rovinati da una madre mezza matta.
Michele: E il padre?
Ambizioso, illuso... uno sfigato!
Ma era bello pensare che fosse stato merito nostro.
Cristina: Una cretina e uno sfigato. Che genitori!
Vittorio: Ma noi siamo perfetti così!
Cristina: Ciro!
L'ho fatta con le mie mani. Ciro: È bassa, come piace a me.
Grazie di tutto, Cristina.
Ml chiamo Carmela!
Ciro: Vitto', se ero Dio...
Ma lasciamo perde', va'!
Cristina: A tavola!
(URLA)
Fortuna: Ha fatto l'infame e gli abbiamo chiuso la bocca.
Ciro: L'orsetto che spiffera muto deve stare.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.