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Original subtitles

[sirene]

[elicottero]

[sirene]

[elicottero]

[allarmi]

[sirene]

[urta contro qualcosa]

Porca troia!

[cuffie] ♪ Era inverno Stavamo a Cesano toccando una Glock ♪

♪ Ho capito che se non cambiavo Quello era jackpot ♪

♪ Non controllo l'orologio Ma conosco già le ore ♪

♪ Come Nas so che il sonno È il cugino della morte ♪

♪ Ok, sì, oui, merci C'est pour moi, chi mi fotte cadrà ♪

♪ Sono caldo come il cucchiaio del crack ♪

♪ Non è la prima volta Che mostro come si fa ♪

♪ Non mi fermo Perché ho il piede addormentato sul gas ♪

♪ È difficile esser vero Quando gli altri son gelosi ♪

♪ Provano a venderci i sogni E regalarci colpi ♪

♪ I padri sono sempre assenti O tra i debiti dei giochi ♪

♪ E poi ti chiedi Perché i figli c'han quegli occhi ♪

♪ Ti ricordi che nella city Il diavolo sussurra, mica urla ♪

♪ La verità è come la coca, non c'è pura ♪

♪ E da quando ero innocente È cambiato poco o nulla ♪

♪ Se non che mi vogliono fuori Perché c'han paura ♪

♪ Ma tra me e te Ci sta sempre una differenza ♪

♪ Tu vuoi una guerra Perché sai di essere in perdita ♪

♪ Cerchi attenzione Non sei rapper, sei una femmina ♪

♪ Ti ho scavato una tomba Che aspetta la tua carriera ♪

♪ Sono io quello che non ha l'invito ♪

♪ Su cui tu hai puntato il dito Ma non ha mai fatto il circo ♪

♪ Sono io coi fra' nella strada buia ♪

♪ So che a parte il suono e l'oro Dopo non rimarrà nulla ♪

♪ Sono io ♪

♪ E adesso prova a fermarmi ♪

♪ Non ci provocan danni Le tue stupide armi ♪

♪ Se il denaro È la radice di tutti sti mali ♪

♪ Ora capisci perché non posso fidarmi ♪

Uoh-oh!

Ah!

["Take 3" di Shiva continua in sottofondo]

[con accento romanesco] Come va?

[in romanesco] Non ci riesco.

Vabbè, papà, è normale. È difficile per tutti quello.

Io pure non ci sono mai riuscito.

La pasta non ti piaceva?

Ehm...

Era tanta.

Fa caldo.

Vabbè, ti preparo una mela.

Nah...

Eh.

Semmai in freezer c'è un po' di gelato.

Papà, io devo uscire.

Perché non guardi un po' di TV?

Vabbè.

Io vado. Qualsiasi cosa, mi chiami.

- Chiudi a chiave. - Sì.

Chiudi!

[rumore di passi]

[scatto di serratura]

[Manuel] ♪ Sono io Quello che non ha l'invito ♪

♪ Su cui tu hai puntato il dito Ma non ha mai fatto il circo ♪

♪ Sono io coi fra' nella strada buia ♪

"L'ultima notte al mondo."

Prego.

[uomo, citofono] Fallo entrare.

Grazie.

Il Cucciolo è entrato.

[audio non udibile]

[Bruno] Va bene.

[musica elettronica]

[audio non udibile dal tablet]

- Lollo. - Oh?

Dai, vai col basilico.

Il segreto è tutto nel basilico, ce ne devi mettere un quintale.

[musica elettronica]

È buona?

Ma che ne so!

Ora te lo dico io.

Ti piace?

Mi pare di sì.

Ti pare?

No, no...

È buona.

"Luciana."

È il nome della tua fidanzata?

No, questo è il nome di mia mamma.

Che carino!

Magari dopo di là...

Ne ho di migliore.

Rosa.

Magari dopo io...

Adesso andrei a prendere qualcosa da bere.

- Grazie. - Che tenero!

Uh-uh-uh!

Allora? A chi la do la mia bacchetta?

Grandissimo ricchione bastardo!

Che dici?

Che fa? Bolle?

Sì.

Vai, butta un po', già non si respira.

Apparecchia.

Che guardi su quello?

Niente, è lavoro.

Due minuti ed è pronto.

- Chiama tuo fratello. - Matteo!

[in romanesco] Lorenzo, così potevo chiamarlo pure io, vai giù.

Matteo!

[musica elettronica]

Ma che cazzo!

[musica ovattata]

Testa di cazzo.

Che si mangia?

- Scola tu, vai. - Sì.

Che guardi?

È lavoro.

[cellulare]

Oh.

- [Manuel] Quell'affare mi ha ripreso. - È roba nostra, stai tranquillo.

Sì, ma ditemelo che ci sono telecamere, no?

Dove sta il problema?

Il problema è che mi si vede che pippo e che sono a questa festa

piena di marchettari.

Non mi frega un cazzo di quello che fai, mi capisci?

- A me sì, però. - Cazzi tuoi.

- Stai facendo le foto? - Sì.

A posto. Torna dentro e fai quello che devi.

Si deve vedere lui con i ragazzini e la "bamba".

Sì, sì, ma...

Se ha bisogno del servizietto, glielo fai tu.

Oh, ti ricordi che non hai scelta? Sì?

Sì, ma così per me è peggio.

Lo dici tu.

Beh? Com'è?

Troppo basilico.

- "Daje." - È quello il segreto.

E che segreto! È tutto verde.

- Buono. - Se lo dite voi...

Ma... Che lavoro è?

Un lavoro.

Eh, dico, che lavoro?

- Matteo. - Mangio.

[cellulare]

"Ammazza", che palle!

Scusate.

- Sei andato in palestra? - Sì, mi ha distrutto.

- [Matteo] Che ti ha fatto fare? - Oh.

Il Cucciolo sta andando via.

È normale?

[Vasco] No, non è normale. Ora mi sente quel coglione.

- Guarda che quello ha un telefono nostro. - [Vasco] Lo prendo io, pensate al video.

[Bruno] Dice che ci pensa lui.

[cellulare]

[segnale di linea libera]

[cellulare]

[cellulare] Servizio di segreteria telefonica.

[segnale di linea libera]

Fanculo, pezzo di merda.

- Ragazzi, esco. - [Lollo] Dove vai?

- Torno tra un po', vi porto un gelato. - Una granita.

Non fate cazzate.

- Non ti preoccupare. - Si fa il possibile.

Grazie!

[Polniuman] Sì?

Sono Manuel.

Chi?

Manuel, il figlio di Daytona.

Oh, Manuel.

Che è successo? Qualcosa a papà?

No, a me.

Posso salire?

Sì, certo.

[suona "Pazza idea" di Patty Pravo dalla radio]

- Buonasera. - Bravo, prendi l'ascensore.

Così quando va via la corrente, ci facciamo quattro risate.

Grazie.

Perché non sei andato da tuo padre?

Non avrebbe capito.

E se capiva, mi ammazzava.

E faceva bene.

[in romanesco] Farsi mettere in mezzo così...

Chi è questo che hai fotografato? Lo hai riconosciuto?

No... Che ne so?

Sicuramente è un pezzo da novanta.

Che devo fare?

Devo tornare là?

Lo richiamo?

Che mi possono fare?

Parliamoci chiaro, Manuel.

Stai nella merda.

Sai un sacco di cose che non dovresti sapere...

E soprattutto in mano hai questo.

Sto nella merda.

Sì, proprio nella merda.

Però una cosa buona l'hai fatta.

Sì?

Venire da me.

Aggancia il numero del Cucciolo con l'IMSI-Catcher e portami da lui.

Cellulare del Cucciolo agganciato.

[Massimo, auricolare] Dimmi quando entri.

Ci sono le telecamere, devo fare il giro largo.

[campanello]

[campanello]

[campanello]

Mi scusi, sono Manuel, il figlio di Mario Coretti... Daytona.

Che sei venuto a fare?

Polniuman mi ha detto di venire qui da lei.

- Polniuman ti ha detto di venire da me? - Eh.

Sto nei casini.

[porta che sbatte]

- [in romanesco] Te ne devi andare. - Per favore!

Non posso fare niente per te, vai a casa.

Non posso, Polniuman dice che lì mi vengono a cercare di sicuro.

Per questo...

Che c'è?

C'è che te ne devi andare.

[rumore di passi]

La vuoi fresca di frigo? Te la prendo.

Daytona, Polniuman...

Speravo di non sentire più questi nomi.

Te lo giuro, Silvia. Non so perché è venuto qua.

Te lo giuro.

Sono morti quelli per me.

Abbiamo fatto un patto io e te. Devi stare di qua.

- Sono venuto un momento. - Non complicare le cose, Romeo.

Perché non capisci che ho il cuore spaccato pure io?

Ho aperto la porta e mi è preso un colpo. Mi sembrava Lollo.

Se non lo capivo, non ti facevo tornare.

Devi stare di qua.

A me il cuore mi si spezza pure quando vedo te.

Lo capisci questo?

- Sono dentro. - [Massimo] Ricevuto.

Comincia a salire.

Sei vicino.

Obiettivo agganciato.

Chiudo.

[musica leggera dalla radio]

[musica leggera dalla radio]

Venga, si accomodi.

La stavo aspettando.

Fammi vedere le mani.

Tranquillo, sono solo.

Dov'è il ragazzino?

Non si deve preoccupare per lui.

Questo lo decido io. Dimmi dov'è prima che mi incazzo.

È solo un ragazzino.

Nemmeno ha capito in che casino lo avete messo.

[Polniuman] Chi volete fottere? Qualcuno con i soldi? Un politico?

[Vasco] Non sono cazzi tuoi.

Ma sei scemo?

Tu non sai un cazzo, hai capito?

Devo mettermi una mano in tasca.

Non ti muovere.

Devo mettermi una mano in tasca. Ho qualcosa per te.

[Vasco] Lentamente.

Tieni.

[Polniuman] Non ti preoccupare. Non dico niente.

Quanto vi danno per questo servizio? Ottanta? Cento?

Mi date il 20% e ve lo rimando lì a finire il lavoro.

[Vasco] Mi stai ricattando? A me?

[Polniuman] Porca puttana, ah!

[Vasco] Ero venuto per il telefono, ma va a finire che ti sparo alla faccia.

Che cazzo sei?

Sei cieco?

Dipende.

Sei cieco...

E fai il coglione con me?

Stai facendo lo stronzo con uno che ti vuole aiutare.

Stai facendo tu lo stronzo!

- Cominci a farmi girare i coglioni. - Stai sbagliando, non ti conviene.

Mettiti in ginocchio! Le mani in testa.

[Vasco] Sicuro di essere solo?

Non capisci che non la risolvi così questa cosa?

[Vasco] Stai zitto.

Non la risolvi così questa cosa.

[Polniuman] Se non ti accordi con me, il ragazzo non lo troverai mai.

E lui sa tutto.

[Vasco] Stai zitto.

[allarme in lontananza]

[Vasco, sottovoce] Cazzo.

[respiro affannoso]

[urta contro qualcosa]

[Vasco] Cazzo.

[respiro affannoso]

[Vasco] Dove cazzo sei, cieco?

[sirene in lontananza]

[rumore metallico]

[respiro affannoso]

[rumore metallico]

[respiro affannoso]

[Polniuman si lamenta]

[Vasco] Porca troia, figlio di mignotta!

[Polniuman si lamenta]

[Vasco rantola]

[Polniuman] Non dire che non te lo avevo detto.

Ora dobbiamo trattare per forza.

[respiro affannoso]

[cellulare]

Preso il Cucciolo?

[in napoletano] Che cazzo dici?

Arriviamo.

Oh! oh! No, perdo il segnale.

Bruno, non so se ci basta il materiale che abbiamo.

- Polniuman mi aveva detto... - [Romeo] Ora hai rotto il cazzo.

Che devi fare qua? Eh?

Ho detto che te ne devi andare, capito?

Hai capito che te ne devi andare?

Polniuman mi aveva detto che mi avrebbe cacciato di casa...

Che devo fare di tutto per restare qua.

[Bruno] Chi cazzo è?

Come stai?

Non è niente, è entrata e uscita.

- Che cazzo facciamo? - Puliamo tutto.

Sangue, bossoli, impronte.

Quanti ne hai sparati?

- [Vasco] Sette. - Che zona?

Avranno chiamato la Polizia. Abbiamo quindici minuti, ragazzi.

[Bruno] Che cazzo dici? E quello?

- È uno della Magliana. - Dici sul serio?

Non conta più un cazzo.

Il ragazzino sa chi siete.

Lo sa. Io l'ho detto al vostro principale.

Io non ci vedo, ma lui non ci sente.

[Vasco] Ma stai zitto.

Aggiustiamo tutto, principale.

Alla fine, siamo brave persone, no?

- Dobbiamo farci dire dov'è il ragazzino. - Ci ho provato... Lo troviamo noi.

Principale.

Non troverete mai il ragazzino.

Mai.

Cieco...

Fai un bel respiro.

Vaffanculo.

Si va avanti e si chiude.

[voci dalla radio]

Vasco, stai sottovalutando questa cosa.

Se la sottovalutavo, quello era ancora vivo.

[voci dalla radio]

Era meglio essere tenuti per le palle da uno di quelli?

Io dico solo che non...

[agente, radio] Colpi di arma da fuoco provenienti da via Casilina Vecchia, 90.

Facciamo attenzione.

Ci hanno messo più di un'ora ad arrivare lì.

- Di che cazzo ti preoccupi? - Invece mi preoccupo.

[agente] Ricevuto?

[agente 2] Raggiungo il luogo della segnalazione.

[agente] Ricevuto. Datemi subito notizie.

[cellulare]

[agente 3] Sì, sono sul posto. Le faccio sapere subito.

[agente] Ricevuto.

Pisellone.

Che stai facendo?

[agente 4] Io rimango largo in zona Casilina Mandrione.

Hai fatto lo zainetto per domani?

[voci dalla radio]

Vabbè, passami tuo fratello.

- [agente 5] Centrale. - [agente] Avanti, comunicare.

[agente 5] Riferiamo che...

Oh, Matteo, faccio tardi.

Sì, va bene un film, ma non le cagate che ti guardi tu.

Lollo non può fare tardi. Domattina alle 9:30 dobbiamo uscire.

Va bene.

Ok.

Ti voglio bene.

Copriti.

[carabiniere] Buonasera. Patente e libretto, per favore.

Ha sentito? Patente e libretto.

- Io ci sento, tu ci vedi? - [carabiniere] Prego?

- Non sai riconoscere un superiore? - Chiedo scusa.

Scusa un cazzo. Da quando si va dal lato passeggero?

[carabiniere] L'auto veniva...

Se lo stronzo non ti dà i documenti, tu che fai, niente?

Vai!

Carabiniere!

Comandi.

Vai.

Che hanno fatto sti carabinieri?

Eh?

Mi hanno trovato addosso un po' di pezzi.

"Un po' di pezzi" che vuol dire?

Vuol dire parecchi, abbastanza da portarmi dentro.

Guardami in faccia quando parli.

Insomma... Mi hanno offerto uno scambio.

Se andavo a quella festa, questa cosa non era mai successa.

Alla festa?

Sì, che era strana poi... Ci stava uno che era vestito da donna.

C'era da mangiare, da bere.

Da pippare.

Poi c'erano dei "pischelli" come me.

Che cazzo! È la ventesima volta oggi che si spengono queste luci!

Sta bruciando tutto, guarda.

[sirena]

Che dovevi fare a questa festa?

Niente, che dovevo fare?

Mi hanno dato un telefono e io dovevo andare lì a fare foto,

a vedere chi ci stava...

Poi dovevo raccontare tutto a loro.

Solo che lì in mezzo c'era una telecamera.

Quando me ne sono accorto mi sono cagato sotto e sono andato via.

Quelli ora mi stanno cercando.

Come mai Polniuman ti ha mandato da me?

C'entra tuo padre in questa storia?

No, no, no, papà non c'entra niente.

Papà non c'entra niente, non sa niente e non deve sapere niente.

Sono andato direttamente da Polniuman e lui mi ha detto...

Che ci pensava lui.

Così mi ha mandato qui da te... Da lei.

Perché ha detto che lei è la persona giusta.

Quella che mi poteva aiutare.

Io sono la persona giusta?

Ti ha detto così?

Sì.

Quindi mi aiuta?

Tu resta qua.

Oh, se fai rumore, io salgo e ti butto di sotto.

Hai capito?

Sì.

Rimetti a posto quello che hai preso.

Se non c'era pericolo, Polniuman non mi mandava qui, vero?

Non lo so.

Io ti ci metto una toppa,

ma se ricomincia a sanguinare devi andare in ospedale.

Qui non me la sento di mettere punti interni.

- Basta che ti sbrighi. - Senti, faccio quello che posso.

Evita di muoverti piuttosto, non so quanto regge.

Shh.

[vociare indistinto]

[agente] Guarda chi c'è.

[agente 2] Passerotto! Che ci fai qui a quest'ora?

Avevo nostalgia di te.

Eh, lo so.

Comunque mentre eravate qui a farvi le seghe,

noi quei quattro li abbiamo presi, dillo al tuo capo.

Anzi, sai che c'è?

- Lo faccio io. - Chiama.

No, lascialo stare, dai. Per una volta che sta con i figli.

Comunque, ragazzi...

Complimenti.

[agente 2] Ciao, Passerotto.

Siete in ritardo.

Si fa il possibile.

Vabbè, dov'è il video?

Non è pronto ancora.

Perché?

La corrente che va e viene, i salti di tensione.

Lo stiamo ripulendo.

Ma si vede tutto quello che serve.

Lui si vede bene?

Tutto?

La bamba? I ragazzini?

Tutto.

Voglio rassicurare i committenti.

Lo puoi fare.

Sì, ma tra due ore lo devo avere.

Domani mattina, prepara i soldi.

[telefono]

Anche il padre del ragazzino è uno della banda.

Un superiore di quello che hai ammazzato.

Una lista dei precedenti alta così.

Non dovevate controllare?

[Vasco] Massimo, calmati.

Vasco, che cazzo mi devo calmare? Qua saltiamo tutti in aria, che calma!

Di che cazzo hai paura? Sono morti che camminano.

Noi li abbiamo resuscitati.

Ho un figlio di due mesi a casa.

Non vado in galera per quattro soldi.

Io ne ho due di figli e un avvocato che mi sta prosciugando

e senza quei quattro soldi...

Me li gioco.

Vasco, hai detto al broker un sacco di cazzate.

Non sappiamo nemmeno se li vediamo, quei soldi.

Quali cazzate? Si vede che pippa, che si veste da donna.

- Basta e avanza. - Mettiamo che il video esce.

C'è un ragazzino che sa chi siamo e sa che siamo stati noi dal cieco.

Chiamiamo il broker e gli diciamo che abbiamo avuto un problema tecnico.

Finiamo questa storia, dammi retta.

I cinquantamila di anticipo glieli ridai tu?

[Vasco] È una cazzata, Bruno.

Il problema del ragazzino resta comunque e non ci sono altri problemi.

Tocca trovare questo cazzo di ragazzino e va tutto a posto.

E quando lo abbiamo trovato?

Intanto troviamolo.

[brusio]

- Matteo. - Mmh.

Oh.

Ascolta, non posso portare Lollo al campo estivo.

Lo devi portare tu.

Papà, ma porca troia, oh.

Lo so, mi dispiace, ma ho cazzi di lavoro.

- Che ore sono? - Le 5:30.

E me lo dici ora?

[Vasco] Esco di nuovo.

- A che ora deve stare là? - Alle dieci.

Mmh, altre quattro ore.

Ti metto la sveglia alle nove.

Ti lascio un po' di soldi sul tavolo, ok?

Mi dispiace, Matteo.

Oh!

- Buongiorno. - Ce l'hai un amico sveglio?

- Perché? - Ce l'hai, sì o no?

Ma perché?

Deve andare da tuo padre. Gli devo parlare.

Perché? Non sai che non ci sta con la testa?

Se non lo sapevo, già gli avevo sparato in testa.

Che?

È morto mio figlio per colpa di tuo padre.

E io mi sono fatto 12 anni di galera...

Per colpa sua.

- Polniuman lo sapeva? - Tu che dici?

Allora perché mi ha mandato da lei?

Lo voglio sapere pure io!

Forse è meglio che...

- Che me ne vado. - Dove vai? Tu resti qua.

Mi dispiace.

Chiama un amico, dai.

- Oh, vuoi che ti aiuti o no? Dai! - Sì.

Sicuro che è sveglio?

[fischio]

[musica da un'auto in avvicinamento]

[stridio delle gomme]

[musica dub dalla radio]

Romeo?

Che devo fare?

[campanello]

[campanello]

Arrivo.

Arrivo.

[campanello]

Chi sei?

Daytona, sono Paolo.

- Paolo? - L'amico di Manuel.

Si ricorda? Quello con la stella.

- Paolo! - Eh.

Daytona.

- Dovete venire con me. - Sì?

Sì, per Manuel.

- Manuel? - Sì.

Intanto vestitevi e io vi spiego. Allora...

La serratura.

Sì, ci pensiamo dopo, tanto usciamo subito.

"A08."

"D06."

"A08."

"B01."

"D06."

"A07."

"A08."

Daytona.

Si sta freschi qua.

Tuo figlio si è presentato a casa mia stanotte.

Dice che si è fatto mettere in mezzo dalle guardie.

Non sai niente di questa storia, vero?

Lo hanno beccato con la roba addosso

e per non farsi arrestare ha accettato di fare un servizio

poi si è cagato sotto e se n'è andato.

Ora questi lo stanno cercando.

- Dice che è così, capito? - "A09."

Non è proprio mio figlio, Giuseppe. È adottato.

È un'altra cosa, non mi somiglia. Non sono mai riuscito a volergli bene.

"H..."

"H06", tu che numero hai?

Guardami in faccia.

Sono Cammello.

Cammello?

Tuo figlio è venuto a casa mia. Lo ha mandato Polniuman.

Polniuman lo hanno ammazzato, che state facendo?

Che sta succedendo?

- Polniuman? - Eh.

È diventato cieco, lo sapevi?

O è Pino Manibucate?

No, no, è Polniuman.

Tu sei Cammello?

Scusa, non ti avevo riconosciuto.

Quanto è brutta la vecchiaia! Ogni giorno è peggio.

Tu come vivi?

Cazzi miei.

Io sono una specie di accattone.

Cammello.

A me dispiace per Lollo, per te.

Non sono nemmeno venuto a trovarti.

Con questa testa matta maledetta...

È difficile.

Va e viene, lo sai.

Fai una cosa, aspetta dieci minuti prima di uscire.

Di là trovi gli studi dei dottori, alla fine c'è una porta.

La prendi e c'è una scala.

Hai capito?

Gli studi, la porta, le scale.

Eh, bravo.

Perché?

Magari c'è qualcuno che ti ha seguito, che dici?

Chi?

Fai come ti ho detto, Daytona.

Ciao, Cammello.

Cammello.

Io ti odio, Daytona.

Io ti odio.

Con tutto il mio cuore.

Io ti odio!

Dodici anni di galera mi hai fatto fare.

Ogni minuto a pensare a mio figlio.

A me non frega un cazzo se la tua testa funziona o meno,

io sono impazzito ogni minuto.

Ogni minuto.

Ogni minuto.

[respira affannosamente]

Questo è il mio dolore.

Io ho tuo figlio.

Se scopro che mi state mettendo in mezzo, ammazzo prima lui e poi te.

[voci indistinte di bambini]

[urlando] Ah!

[porta che si chiude]

[Romeo] Siediti, fai fare a me.

Ho visto il ragazzino.

Scendeva le scale.

Avevi ragione.

Sembra Lollo.

E tu sei uno stronzo, Romeo.

[apre il forno]

Ha fatto tutto lui.

Io l'ho cacciato.

Ha rotto la porta.

Io dovevo capire, Silvia.

Anche se è così, che cambia?

Che cambia?

Tu torni...

Tornano quelli...

Torna tutto.

[voci indistinte]

Oh, Nina.

[Nina] Ciao, Manuel.

Mi è venuto a cercare qualcuno qua?

Qua?

No.

[voci indistinte]

Mi fai un favore?

È morto, me lo puoi caricare?

Grazie.

Che hai trovato?

La palestra, il nome di qualche amico...

Pure di quello che ha portato Daytona in ospedale stamattina.

Ragazze? Fidanzate?

No, quello no.

Nella lista dei precedenti di Daytona ci sono due nomi ricorrenti.

Uno era...

Giuseppe Cavallari, detto Pino Manibucate, morto un anno fa.

L'altro invece è Romeo Baretta, detto il Cammello.

Si è fatto dieci anni più due di manicomio criminale.

Un animale.

Scarcerato un mese fa per malattia.

Ha il cancro.

[cellulare]

Bruno, dimmi.

Sta tornando il vecchio.

- Sistemo tutto e andiamo. - Aspetta.

Ok, ti raggiungo. Dice che non si è fermato al portone.

Io vado con Bruno.

Io?

Resti qui, se arriva il ragazzino.

Noi vediamo se il vecchio ci porta dal figlio.

Se ti serve l'auto, sta qua sotto. Venti metri sulla sinistra.

Uno, due, tre...

Quattro...

[cellulare]

Venticinque Mike dalla croce, a destra.

Ti vedo.

[brusio]

- Buongiorno, Daytona. - Centoventicinque diviso quindici.

Fa quindici.

Daytona, che ci devi fare con questi numeri?

Bisogna tenere la testa in esercizio.

- La malattia. - Ah...

E funziona, vero?

Non costa niente.

[allarme]

[versi di dissenso]

[uomo] Dammi il segnale, oh!

[vociare indistinto]

[uomo 2] Dammi i soldi, stavo vincendo.

Ciao, Daytona.

Cinque per cinquanta...

Ora è così.

Fa duecentocinquanta.

Daytona, i tempi sono quello che sono. Pure lo Stato taglia le pensioni.

Ma non della metà.

Daytona, prendi comunque la metà perché sei tu.

Questa gente non prende più niente.

Devi essere contento.

[barista] Daytona!

Sette per otto?

Trentuno!

Alla grandissima!

[allarme in lontananza]

Dove cazzo va adesso?

Levati.

Ti vuoi fare ammazzare?

Levati!

Bravo.

Madonna mia, guarda come sta combinato questo!

[clacson]

[clacson]

Dov'è finito?

Se ti muovi, ti sgozzo.

Metti la mano sul volante.

Ora parti.

Ok.

Vi dovete scordare tutto.

Di Manuel, di me.

Tutto.

Non è mai successo un cazzo.

Va bene, va bene, ma noi col ragazzino ci vogliamo solo parlare.

- Per evitare che faccia altre cazzate. - Stronzate!

- Sai chi sono io? - Sì.

Allora dovresti sapere pure che ci sappiamo fare i cazzi nostri,

ma se ci pestate i piedi...

Ognuno per i cazzi suoi.

Conviene a tutti, ci siamo capiti?

Ci siamo capiti, va bene.

- Bruno, accosta. - Non ci provare.

[Daytona] Continua dritto. Vedi l'insegna dei vostri cugini?

Ora rallenta.

- Ma che cazzo... - Muto!

Fermati.

Mi voglio fidare.

Se me ne fate pentire, ti garantisco che ve ne pentirete di più.

Ti ammazzo.

Ti ammazzo.

Che facciamo?

Non possiamo fare un cazzo qua. Andiamocene.

Andiamo.

[Nina] Oh.

[cellulare]

Ti cercano.

Papà?

Ciao, papà.

Mario.

Mi chiamo Mario.

Stammi a sentire, Manuel.

Io all'età tua stavo già fuori casa.

Quello che dovevo fare con te, l'ho fatto. Adesso è la tua ora.

Mi pare che un modo per campare lo hai trovato, no?

Papà, non sono io che ho bisogno di te.

Allora stiamo a posto così.

Vedi che non sai quello che dici, papà?

Va e viene, lo sai.

Tu sei Manuel.

Io sono Daytona.

Luciana è morta sei anni fa, il 10 maggio.

Sta funzionando.

Puoi andare a prendere le tue cose.

Mi cercano e a casa...

Non ti cerca più nessuno.

Questa volta ci ho pensato io. Ti saluto, Manuel.

Quando hai fatto chiudi bene la porta, mi raccomando.

- [ragazzo] Ciao, Manuel. - Oh, ciao.

- Hai la roba a casa? - No.

- Una canna o due forse, perché? - Movimenti strani.

Che movimenti strani?

Gente mai vista per le scale e io mi faccio le paranoie.

Meglio non rischiare, ho fatto sparire tutto.

Speriamo che non ho fatto una cazzata.

[cane che abbaia]

[agente, radio] Ricercato per omicidio, tra i 16 e i 20 anni, magro,

capelli cortissimi, intorno a 1,70 metri.

Sono stati ripresi anche tre numeri di targa dello scooter.

961.

Ripeto, 961.

L'hanno ripreso mentre entrava dal cieco. Se lo trovano, siamo finiti.

Lo troviamo prima noi.

Vaffanculo.

Non dire un cazzo a Massimo.

Eccolo là.

Ci stanno quelli a casa mia.

I carabinieri.

Come lo sai?

Papà chiude sempre.

È una fissa.

La porta era chiusa senza mandate.

Non so dove andare.

Ti avevo detto di stare qua.

Ci ho fatto caso, non mi ha seguito nessuno.

[sirena della polizia]

Ci hai fatto caso, eh?

Hai lasciato il motorino qua sotto!

Che ci sei andato a fare a casa tua?

Mio padre.

Tuo padre cosa?

Mi aveva detto che aveva sistemato e invece...

Perché? Che doveva sistemare?

- Vedi che c'entra tuo padre? - No...

No, anzi.

- Forse è meglio che lo avverta, no? - Spegnilo.

Perché?

Perché te lo dico io. Spegnilo e vai a spostare il motorino.

Andiamo, su, "daje"!

Muoviti e andiamocene da qui.

E lo scooter?

I motorini hanno le targhe. La conoscono la tua, che dici?

Ok.

Lo lascio qua.

Ora dimmi la verità.

Tu vendi la cocaina?

Perché?

Con quella faccia?

Perché? Che faccia ho?

La faccia di uno che...

Che si caga sotto pure se trucca il motorino.

Dimmi la verità.

Che hai fatto? Come mai ti stanno cercando?

Gliel'ho detto.

Non dirmi cazzate!

Non dirmi stronzate, capito?

Va meglio?

Eh?

Questo cazzo di caldo...

Non è normale, no.

Vuole sapere la verità?

Mi hanno beccato mentre lo succhiavo a uno.

Perché?

Per soldi.

Che ci dovevi fare coi soldi?

Quello che fanno tutti.

Non lo so, magari portare una ragazza a cena.

Comprarmi qualcosa di bello.

O qualcosa che mi piace.

L'ho fatto solo per campare meglio.

Dammele un po'.

Non si sente niente.

Aspetta, eh.

- Eh? - Aspetta.

Ehm...

[musica dalle cuffie]

Si sente?

Si sente?

Quelli mi hanno detto...

Che se non facevo quello che dicevano, mi sputtanavano.

A me solo il pensiero che papà lo veniva a sapere...

Che sapeva tutto e anche di tutti gli altri era...

Sai qual è la cosa più grave?

Quello che senti con queste cuffie.

Te ne devi andare, Manuel.

Hai qualcuno fuori Roma a cui questi non possono arrivare?

No, cioè, non lo so.

Pensaci.

Qua non ci puoi stare più.

[Daytona] Sei per sette, quarantadue.

[Daytona] Diviso due, per quattro... Ah!

[Vasco] Basta con questa buffonata, coglione.

La testa.

La testa va e viene.

Vi prego, non fatemi male.

Io nemmeno so chi cazzo siete.

Oh, hai rotto il cazzo!

La stronzata che non ci stai con la testa dalla a bere ai tuoi amici.

Continua così e io ti ammazzo di botte.

Hai capito?

Hai capito?

[rumore metallico]

Non so dove sta.

Il tuo amico cieco è morto perché ha fatto il coglione.

Non fare come lui o ti faccio fare la sua stessa fine.

Sette per otto, cinquantasei.

Hai rotto il cazzo!

Ah!

- Vecchio di merda! - A quanto pare...

Non ti frega di crepare.

E di vivere ricoperto di merda?

Vuoi sapere come abbiamo beccato tuo figlio?

Lo riconosci?

Eh?

Devi guardare!

[Vasco] Vedi cosa fa?

Guarda.

Guarda che fa tuo figlio.

Sarà sui giornali che danno sulla metro.

"Il figlio di Daytona è un marchettaro."

Tutti sapranno che non è vero un cazzo che non ci stai con la testa.

Padre "sorcio"...

E figlio marchettaro.

Pensaci.

Pensaci bene, perché...

Secondo me se un figlio fa una cosa così...

È perché ha un padre di merda.

Un padre che il figlio non lo sente e non lo vede nemmeno.

Un figlio di cui non gli frega un cazzo.

Allora, Daytona...

Se non te ne frega un cazzo...

Dicci dov'è.

Sta da un altro dei tuoi amici?

Dai, però.

Fai quello che hai sempre fatto.

Fregatene.

E salvati il culo.

Tre per quarantadue, centoventisei.

Sei per ventuno, centoventisei.

Sette per diciotto, centoventisei.

Nove per quattordici...

Che cazzo hai fatto?

- Che cazzo hai fatto? - [Vasco] Zitto, Massimo.

[Massimo] Oh, leva queste mani! Ne hai ammazzati due. Ci danno 30 anni.

[Bruno] Fermo.

Non doveva andare così.

Se va male, ti lasciamo fuori.

Parola mia, hai capito?

Tu non c'entri, sono stato io!

Va bene?

Ora devi solo pensare a lui.

Al ragazzino ci pensiamo io e Bruno e sistemiamo tutto, guardami!

Sistemiamo tutto.

Metti insieme tutto quello che abbiamo e portalo al broker, capito?

Sistemiamo tutto.

Ridimmi come si chiama quell'altro della banda,

quello che sta per morire.

E ci pensiamo noi.

Romeo Baretta.

Detto il Cammello.

[sportello che si chiude]

[rombo di motore]

[sirene]

[clacson]

Gli stiamo proprio andando incontro.

A cosa?

L'incendio.

Sembra la fine del mondo.

Come è successo?

Suo figlio.

Una cosa andata storta.

Lui è morto e io sono finito in galera.

E tutto questo è davvero colpa di mio padre?

Tuo padre disse di andare là perché era un colpo facile,

ma arrivati lì...

Era pieno di guardie.

È colpa di tuo padre.

Io, però, mio figlio dovevo lasciarlo a casa.

È pure colpa mia.

- Scusa, come è successo... - Secondo me, fai prima a piedi.

Se vai dritto di qua, ci sono le scalette, poi dopo c'è la metropolitana.

La prendi e vai alla stazione.

Eh? Ci hai pensato se hai qualcuno fuori Roma da cui andare?

Sì, sì, ci sta...

- C'è uno che ho conosciuto in palestra. - Ah.

Ora si sono trasferiti a Bologna.

Bene, vai a Bologna. Soldi ne hai?

Sì, sì, ho una ventina di euro.

Aspetta.

Tieni.

- Sì... - Aspetta un attimo.

- Metti in tasca, tieni. - Grazie.

Manuel!

[cellulare]

- Oh, papà. - Oh, dove state?

Dove sto? Sono venuto a riprendere la piattola al centro estivo. Lorenzo!

Tutto a posto, Matteo?

- Punti di vista, papà. - Grazie, Matteo.

"Daje", ciao. Ciao.

[campanello]

Buonasera.

Cerchiamo il signor Baretta.

Non c'è.

In realtà cerchiamo un ragazzino sospettato di omicidio.

Manuel Coretti.

Figlio di un pregiudicato noto come Daytona.

Qui non c'è nessun ragazzo.

- È sicura? - Certo.

Invece a noi risulta che sia in contatto con suo marito.

Fa un caldo insopportabile.

Mi offrirebbe un bicchiere d'acqua, signora?

Grazie.

C'è tutto?

Che cazzo hai combinato con quel ragazzino?

L'ho mandato via.

- Non devi dirmi cazzate. - Te lo giuro.

L'ho lasciato vicino alla stazione Tiburtina per prendere un treno, che hai?

Sono venuti i carabinieri. Che cazzo stai combinando, Romeo?

- I carabinieri? - Sì.

Dovevi stare qua!

Aspetta.

- Lasciami in pace! - Aspetta.

Aspetta un attimo, stai calma.

Che volevano sapere?

Volevano sapere di te e del ragazzino. Lo cercano per omicidio.

- Tu che gli hai detto? - Che non sapevo niente.

E loro?

Sono rimasti cinque minuti.

Hanno chiesto dell'acqua e se ne sono andati.

Perché mi fai questo, Romeo, eh?

Perché mi fai questo, Romeo?

Romeo.

Non sapevo niente nemmeno io.

[sirena]

[Romeo, radio] Doveva andare via e l'ho aiutato.

Vai, vai, vai!

Silvia, ce ne dobbiamo andare.

Oh...

Ce ne dobbiamo andare, capito?

Ti giuro che non ho fatto niente, volevo solo morire in pace vicino a te.

Oh...

Oh.

Ce ne dobbiamo andare subito, però. Guardami un attimo.

Mi è venuta addosso questa cosa, capito?

Devo andarmene subito.

Subito, hai capito?

[vociare indistinto]

Maresciallo, che ha fatto questo ragazzino?

Omicidio.

Eccolo.

Guarda la 29.

- [Bruno] Hai un'inquadratura più vicina? - [agente] Sì, aspetta.

[agente] Eccola.

[Bruno] No.

Non è lui.

Mi dispiace, Silvia.

Per tutto.

Ora devi scendere, però.

Scendi, vai.

Ma che cazzo dici?

Vai da tua sorella, ti chiamo io.

Ho detto che devi scendere, cazzo! No?

Dai, forza!

Non mi devi più cercare, Romeo.

Mai più.

Bruno.

Prima mezz'ora, poi un'ora di ritardo. Ora è stato cancellato il treno?

Mi dispiace, ma tra l'incendio e i cali di tensione...

- Chiedi il rimborso. - Ma io voglio andare a Bologna.

- Cerca un altro treno. - Scusi, sono qui da tre ore.

Quando parte questo treno?

Allora, abbiamo l'alta velocità tra un'ora,

ma non me la sento di garantirti che parte.

Ci sarebbe un intercity fra 20 minuti,

però doveva già stare qui e non è ancora in stazione.

Prova, binario 16.

Dai!

[vociare indistinto]

[voce dall'altoparlante]

- [capostazione] Sì. - [Bruno] Carabinieri!

- Scusate. - [Bruno] Carabinieri!

- [donna] C'è la fila! - [Bruno] Carabinieri!

Poco fa c'era un ragazzo con le cuffie al collo

e una camicia verde.

Fermo! Carabinieri!

Manuel!

Carabinieri!

[vociare indistinto]

[voci non udibili]

[voci non udibili]

Ti hanno detto che dobbiamo fare qua?

No.

Ho fame e sete.

Eh, pure io.

[brusio]

[giornalista, TV] Sottolineando che si dimette per motivi personali.

La natura o l'origine delle dimissioni non è ancora chiara,

ma è stato il ministro stesso a porre fine alle indiscrezioni sulle sue dimissioni,

annunciate poco fa in conferenza stampa proprio qui a Palazzo Chigi.

Le ultime voci degli ambienti politici

parlano di materiali foto e video compromettenti.

Non resta ora che attendere la conferma, l'esistenza di immagini...

Hai fatto?

[giornalista, TV] ...che ne aggraverebbero la posizione.

Ah, sì, scusa.

"Ciotte!"

Si sentono bene?

Da paura!

Devono costare tanto.

Sì, abbastanza.

[donna] Coretti, dobbiamo rientrare!

Tieni, te le regalo.

- Mi prendi per il culo? - No.

Perché?

Così.

Tanto non me le farebbero tenere.

Grazie.

[suona "Tutto il resto è noia" di Franco Califano]

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