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Mamma mia.
- Che c'è? - Ho corso.
- Che è successo? - Niente, ho solo corso.
- Non capisco, ti inseguiva qualcuno? - No, nessuno.
Ho solo fatto una corsa, tutti corrono.
Okay.
Sono andato al negozio all'angolo e ritorno.
- Il negozio qua vicino? - Oh, sì.
- Su Ellerslie Road? - Sì, perché?
No, no, niente.
È un chilometro e mezzo esatto.
Perciò, ho battuto il mio record.
Qual era?
Ottocento metri.
Mi è difficile spostare il peso, forse perché ho la testa enorme.
- Pesa tre chili. - Tre chili?
Guarda, è davvero enorme.
Oh, sì. Proprio enorme.
Oh, sì.
PHOTA - RISTORANTE VIETNAMITA
"La prossima volta che dici a qualcuno che gli togli i figli, porta rispetto.
Vestiti bene, camicia e scarpe eleganti."
- Non lo accetto, nel mio team. - Che tosta!
Scusi. Posso chiederle un bicchiere d'acqua?
Mi scusi, non lavoro qui.
No, lo so, ma è proprio lì.
Okay.
- Allora, la mappa familiare? - Ah, sì.
- Ecco. - Gentilissima, grazie.
- Grazie. - OK.
Brava! La cara vecchia mappa familiare.
Loro ti serviranno, sono le tue truppe.
I commissari vogliono una rete familiare forte.
E loro? Sono un bel gruppo? Vi sostengono?
O vi drogate per superare il Natale?
Oh, no. Sono fantastici.
Non c'è famiglia migliore per noi.
- E Jason come sta? - Bene. Benissimo.
Oggi lavora, ecco perché non è...
Sì, va tutto bene.
È raro che non ci siano scossoni.
Cioè, qualche dubbio e... tensione.
No, davvero, va tutto bene.
- È tutto perfetto. - Perfetto.
Sì, esatto.
Abbi pazienza. La natura chiama.
È come riempire una vasca senza quel cavolo di tappo.
È occupato.
- Penny, non le so usare. - Che ti avevo detto?
Ma pensavo che possono rifiutarci per questo, se ci capita
non so, un bimbo asiatico...
Okay, facciamo così.
Consideriamo riservata tutta la seduta.
Mi scusi. Mi perdoni.
Ci porta una forchetta?
Certo.
Carina.
Una festa? Con le nostre famiglie? Sei pazza?
Penny dice che è utile.
- Secondo me no. - OK, prendo nota.
Manca una settimana e ho detto che abbiamo famiglie fantastiche.
E sette giorni perché lo diventino.
Possiamo mentire, e nessuno...
Jason. È importante.
Non possiamo farcela da soli.
Ci servirà il loro aiuto.
- Ed Erica è d'accordo, perciò... - Non li conosce.
Lei idealizza le famiglie, credo,
i suoi sono morti. - Mi dispiace.
Ma i nostri sono ancora vivi, e per certi versi è molto peggio.
Mamma, ne vuoi ancora?
Grazie. Basta così, grazie.
Sandra, ne vuoi un altro po'?
- Puoi parlare con mamma? - Perché?
Parla poco. Non va come speravo.
No, è tutto OK.
Karen, non c'è intesa. Dev'esserci in una festa.
Oh, è una festa?
Oh, okay. Allora non va bene.
Karen, dai, ci parli?
Ho 38 anni e non ho figli.
Non ho niente da dire ai miei.
Ti prego, fallo per me.
Va bene.
Però prendo questa.
E alla fine, avrai un figlio con mille problemi.
Fai dei salti mortali per avere qualcosa che è già rotto.
Per me non è giusto.
Certe cose non le puoi prendere di seconda mano.
La biancheria intima, le lenzuola, i bambini.
Scusate la durezza, dico le cose come stanno.
- Accetterai il lavoro? - Non so.
Non credo. Sono un insegnante, non un manager.
Oh, sì.
Ascolta, in questi casi io dico sempre:
"Segui il tuo cuore."
In che settore cerchi lavoro, Scott?
Allora, lavoravo nella finanza.
Ma in fondo, credo di essere un cantastorie.
OK.
- Tutto OK? - Sì. No, sì, sto bene.
Voglio che vadano tutti d'accordo.
Puoi parlare col papà di Jason?
È lì che legge l'iPad. Non partecipa.
Sì, OK. Dov'è?
Vic, che cosa fai?
Non ha senso stare qui se non sono d'aiuto.
Puoi fare altro, qui.
Come stare con la tua famiglia. Andiamo.
Aggiusto anche la serratura?
No, vieni giù.
Beh, in realtà...
No, dai. Scendiamo.
- Va bene. - Siediti laggiù, Vic.
Ti prendo da bere.
Cosa hai preparato per cena ieri?
Lasagne.
Solo lasagne?
E un'insalata.
Molto bene.
- E tu? - Salsicce.
Solo quelle?
E un po' di purè.
Bene.
Eccoci qua.
So riconoscere subito uno smanettone.
- Sei Vic, giusto? - Sì.
- Scott è riuscito a trovare lavoro? - No.
Allora, che mi racconti?
Spero solo che trovi qualcosa prima che... la sua autostima crolli.
Attaccare bottone, rompere il ghiaccio.
Quello è il difficile. Entrare in un posto, come ho fatto io...
- Staremo qui un bel po'. - ...e rompere il ghiaccio.
Sono frasi di circostanza. È la lingua.
Si parla molto dell'imprevedibilità linguistica.
Ma per me la cosa più difficile, soggettivamente,
e chiedo perdono a Rousseau per questo,
è che nessuno si auto-crea.
Sebbene io mi senta storicamente imprevedibile. Tu?
OK, bevi qualcosa con mio padre.
Così va meglio.
Okay.
Bene.
Bene.
Questo è di tuo padre. Lo nascondi? Voglio che parli con gli altri.
- Perché? - Dobbiamo poter dire ai commissari,
"La nostra famiglia è coinvolta e ci sostiene."
- Non è da lui. - Tua madre non so come regga.
Come si fa a stare con uno così sfuggevole?
- Jason. - Sì, scusa. Continua.
Devo andare a comprare del vino buono per tua mamma.
Fa di nuovo quella faccia.
Hai otto sterline?
Non ci credo, c'è ancora luce. Pensavo fosse già buio.
Sono passate due ore.
Sì. Due ore con la madre di Jason sono come sette giorni con una normale.
Già.
- Sicura che stai bene? - Sì, perché?
Sembri un po' tesa.
Qualcosa non va con Jason, non so cosa.
- Per il corso? - Sì.
E poi...
Cosa?
Ho letto un messaggio da una certa Sofia.
Noi non conosciamo nessuna Sofia.
E che c'era scritto?
"Dovremmo rifarlo presto."
E poi due baci.
Capisco.
- Ma poi, Jason... - E ora si è messo a correre.
Quindi mi chiedo, per chi si rimette in forma?
No, è tutto a posto, sono sicura.
Forse pensi al peggio perché...
...è così che vi siete messi insieme.
Peperoncino ovunque.
Cioè, nell'omelette?
Tra un po' mettono le samosas nella colazione inglese.
A proposito di multiculturalità,
se cerchi un idraulico a Natale...
Costerà un occhio della testa!
Ovviamente, sarebbe meglio un figlio proprio.
- Ci hanno provato. - Oddio, sì.
Tra me e me penso, "Dio, ci provano ancora!"
Ma adesso hanno una possibilità.
È molto moderno provare a cambiare le cose, no?
Ai nostri tempi,
se non potevi fare una cosa, cambiavi strada.
Ci sono più opzioni, ora.
Ma è giusto?
Non lo so.
Abbiamo visto come ha ridotto Nikki, emotivamente.
Cioè, lo sai com'è fatta.
Prova questo vino, Sandra.
Ecco.
È peggio.
La vera domanda è: è moralmente accettabile avere un figlio?
Strapparlo alla non esistenza e portarlo in un mondo che muore?
Scott, ti dispiace portare del ghiaccio a Sandra?
Sì, certo. Dov'è?
Che cosa?
Il ghiaccio.
- Dov'è il ghiaccio? - Sì.
Beh, è in freezer.
Giusto. Pensavo proprio che fosse in freezer.
Okay.
Che c'è?
Ma il mondo la vede così.
Sì. Senza competizione non migliori, giusto?
C'è anche lui in famiglia!
Scusami, non lo capisco!
Lei non vuole figli, ha tutto il tempo di trovare uno migliore.
Sai che non conosce Beyoncé?
Beyoncé. E te ne vanti pure, ma perché?
Beh, abbiamo inventato il cricket, no?
E quando andiamo lì, ci martellano.
- Vanno d'accordo sul razzismo. - A questo punto sono felice che parlino.
Cammini per strada e...
Che c'è?
- Jase. - Nikki. Posso parlarti?
- Ti raggiungo tra un attimo, OK? - No, fate pure.
Sciolgo la Lega in Difesa degli Inglesi prima che stampino volantini.
Che succede?
- Parliamone fuori. - OK.
- Che problema hai? - Hai da ridire su Scott?
Cosa? No. In che senso?
- Credo che tu non sia felice per me. - Perché?
È bellissimo che tu abbia trovato qualcuno.
Dimmi come ti sembra.
Beh, io... sì, mi piace.
- Nikki. - Davvero.
Sei proprio una stronza.
Oddio, che vuoi che ti dica?
La verità.
E smettila di essere così... odiosamente gentile.
Non va bene essere gentili tutto il tempo. È opprimente.
Va bene. OK. Non mi piace.
Prima o poi mi piacerà, ma adesso, scusami, no.
Lo sapevo.
Mi odi perché finalmente mi sto rimettendo in sesto.
Oddio, e perché dovrei?
- Perché sei insicura. - Io?
Sei tu che sposi uno che non ti piace, per compagnia.
Io sono felice.
Per favore! Non avresti bisogno che lo fossi anch'io, se tu fossi felice.
Tu non lo conosci.
Lo conosco abbastanza per dire che non è alla tua altezza.
Karen... Karen!
- Non sono l'unica a pensarlo. - Oh, davvero?
- Sì! - Bene.
Un'altra tragedia.
Allora sentiamo che ne pensano gli altri.
No. Non glielo dite. Non vuole saperlo davvero.
- Dice di sì, ma non vuole. - Calma, che succede?
Nikki si sta solo arrabbiando.
- È questo che intendevo. - Cosa?
Mi critica sempre!
Non ti critica sempre. Vero?
Dico la verità.
Nessuno dice mai niente di carino, dopo questa frase.
Tipo, "Dico la verità: quegli occhiali ti stanno benissimo".
Senti chi parla! Da quant'è che volevi dirlo, John?
- Mamma! - Beh, lui è una lumaca.
- È un complimento. - Oh, sono arrivati i rinforzi!
Almeno lei è sincera, non come noi.
Non sempre è bene esserlo.
- Certo. Quindi nemmeno a te piace. - Chi?
- Non abbiamo detto questo. - Non di persona.
Vi potete calmare? Per favore!
Saremmo una famiglia, non West Side Story, cavolo!
Non rimproverarci proprio tu.
- Erica. - Scusa?
Siamo un po' troppo brilli.
Magari. L'avete provato questo?
Oddio! Sandra, mi dispiace che non apprezzi nessun vino.
C'è la torta al rum in frigo.
Perché non succhi via l'alcol?
OK. Sapete, penso che i conflitti possano essere utili.
- Siediti e stanne fuori. - Zitto.
Oh, perfetto.
Credo stia andando alla grande.
Credo che dobbiamo parlare.
Le nostre famiglie sono inutili, quindi abbiamo solo noi due.
Dobbiamo essere totalmente sinceri.
Sì. Okay.
Mi sembra che stia succedendo qualcosa.
Non volevo crederci. Ma poi ho parlato con Erica
e lei... mi ha fatto pensare.
C'è un'altra donna?
- Sì? - Sì.
- Oh mio Dio. - Già.
- Da quanto va avanti? - Da un bel po'.
Come hai potuto mentirmi?
- Riguarda noi! - Lo so, pensavo
che se finiva prima che lo scoprissero, sarebbe stato
un errore e sarebbe tornato tutto come prima.
Niente torna come prima dopo questo.
- Tu lo sai. - Sì, lo so.
- Bastardo! - Senti,
le cose non vanno bene da un po'.
E ad essere sinceri, la colpa è di entrambi.
No. No. No, Jason. È solo di uno.
Una cosa del genere,
di solito è un enorme segnale di qualcosa che non va nel rapporto.
Oh, mio Dio.
Lo so.
Quindi basta?
- È finita? - Sinceramente, non lo so.
Non lo so.
Ma quello che spero davvero, è che
possiamo restare tutti amici. - Cosa?
- Noi tre. - Sei impazzito?
- So che sarà imbarazzante all'inizio. - Perché dovrei farlo?
Perché condividiamo un pezzo di vita.
- Eh? - Senti, lui è importante per me, OK?
- Lo sono entrambi. - Chi?
- Erica e Freddy. - Che c'entrano loro?
- Che vuoi dire? - Cosa?
- Cosa? - Scusa, di cosa parli?
Dell'amante di Freddy. E tu?
- Della tua amante. - Eh? Io non ho un'amante!
- Cosa? - Cosa?
- Freddy ha avuto una storia? - Sì!
Che... e allora chi è Sofia?
- Chi? - Sofia, Jason. Chi è Sofia?
Una del mio corso, ma che c'entra?
- Perché ti scrive? - Lei... leggi i miei messaggi?
"Dovremmo rifarlo presto, baci."
Le sto dando solo lezioni private.
E dai lezioni solo a quelle carine come Sofia?
Mi ha chiesto aiuto.
- Non è giusto, Nikki? - Ti viene dal cuore?
Sì, non sono uno stronzo né un bambino, ricordi?
E allora la ginnastica? E tutte le tue corsette?
Va bene! OK! Io...
Il...
Il risultato dell'esame è arrivato presto
e non ho rispettato la dieta, per niente.
- Ho fumato. - Sì. Lo so.
- Lo sento sui tuoi vestiti. - E poi...
Ti ho delusa.
Potrebbe incasinare le cose.
Ma mi sono messo a correre e... a fare tutto il possibile per migliorare.
Perché ridi?
- Jason. - Sì?
Non puoi...
Non puoi preparare all'ultimo un esame medico. Non è la maturità.
Beh, adesso lo so.
Vieni qua.
Non ho nessuna amante, cavolo.
Aspetta. Scusa, scusa, scusa.
Freddy ha un'amante?
- L'abbiamo già detto. - Erica lo sa?
- No. - Bastardo!
Dove vai?
Ho un mare di rabbia che stavo per scaricarti addosso
e di cui ora devo liberarmi.
- Hai ancora quelle... - Devo parlarti.
Ehi, non spingermi.
- Ehi, calmati! - Entra.
Oh, oh, oh!
- Ma cosa fai? - Ascoltami bene.
Sai come sarà Freddy senza Erica?
- Eh? - Te lo dico io.
Un vecchio orribile, malvestito, fradicio di profumo
che implora le donne, che comunque scherzano solo,
di tornare nella sua triste dimora dove i figli non vanno!
Ultimo avviso.
Chiudi con l'altra.
Senti, io stavo...
Okay, io... lo farò. Devo trovare il modo e il momento giusto.
Il modo giusto è con la bocca.
Il momento giusto è adesso. Okay?
E se rifarai una cosa del genere alla mia amica, ti verrò a cercare
e ti farò saltare la testa come un tappo di champagne, OK?
Sì, sì. Però, per favore, non dirlo a Erica.
Per favore.
Che cos'hai? Tutto bene?
- L'hai fatto piangere? - Ma per favore! Piange per sé.
Come OJ Simpson.
Questa è la nostra rete di sostegno?
- Sì. - L'ho sentita!
Però, guarda. Sono ancora tutti qui.
- Dovrebbe tirarmi su? - È una festa di merda.
Litigano tutti anziché divertirsi.
- Jason, non è proprio... - Ma nessuno è andato via.
Vogliamo persone affidabili.
- Non sono nervosa! - Sì che lo sei.
E chi mai sarebbe rimasto?
- Beh, a volte lo sei. - Non è vero!
Ragazzi. Dite pure di no. Ma potrei farmi un bagnetto?
Spostati col corpo.
L'ho fatto il più possibile.
- Fai cadere la testa. - No.
- Mi farà male. - Forza.
- La poggio delicatamente. - Okay.
Allora, quanto pesa?
Beh, è aumentata. Nove chili e mezzo.
- Nove e mezzo? - Sì.
Vedi? Mastodontica.
Siamo a posto?
Sì.
Dicevo sul serio.
Ho bisogno di te.
Non voglio diventare Erica e Freddy, con una terribile vita perfetta.
Non succederà.
Avevo paura, sai.
- E adesso hai paura? - No.
Non ho paura.
Non voglio essere un tipo da Paco Rabanne.
Andremo davanti alla commissione.
Dobbiamo convincerli che siamo una coppia perfetta.
E lo faremo.
Dirò semplicemente la verità.
Non riesco neanche a immaginare una vita senza di te.
Perché sono intrappolata nell'orbita del tuo testone.
Di quattro chili e mezzo.
- Fa freddo. - Hai freddo?
Sì.
Metti questa.
Meravigliosa.
RELAZIONE PER LA COMMISSIONE
CITALOPRAM
Sottotitoli - Gea Flora Rigato
[DUBBING BROTHERS]
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