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Numero sconosciuto.
Numero sconosciuto.
Numero sconosciuto.
Pronto?
Pronto? Chi è?
Si può sapere chi è?
- Che succede? - Scusa.
Non lo so, qualcuno ha chiamato. Ho risposto, ma non parlava nessuno.
Avranno sbagliato numero.
Vuoi che ti prepari qualcosa di caldo?
Sì, grazie.
Grazie.
Allora?
Uno si è sparato in testa, probabile suicidio.
La moglie lo ha trovato alle 07:00.
- Il corpo è nel seminterrato. - Guarda dove viveva questo povero Cristo.
Non sono mica tutti nobili come te, Agilulfo.
Perché mi hai chiamato per un cazzo di suicidio?
Il morto lo conosci.
È il padre del tizio che ha ucciso la sorella di Blanca, no?
La pistola ha la matricola abrasa.
Questo era ossessionato forte.
Carità, recupera le immagini della telecamera di sicurezza qua fuori.
Chiama la Scientifica e fa' portare la moglie di Russo in Commissariato.
- Tutto bene? - Sì. Ho fatto fatica a dormire stanotte.
Lo vedo.
Se sei venuto per farti gli affari miei, puoi andartene.
Carmine Russo si è suicidato.
La porta era chiusa.
Ho aperto per andare a pulire
Per andare a pulire?
Una volta alla settimana vado a fare le pulizie da lui.
Io e mio marito non
Come mai, se posso?
Da quando nostro figlio è andato in galera per l'omicidio di Beatrice Ferrando,
mio marito ha iniziato a cambiare.
Voleva dimostrare a tutti che Sebastiano era innocente.
Tu lo hai fatto condannare con le tue bugie.
Aveva speso i nostri risparmi
per avvocati, investigatori, periti.
Le cose sono peggiorate
da quando Sebastiano è morto in quell'incidente in mare.
Non è stato un incidente.
Si è ammazzato per la vergogna.
È colpa tua. Tu lo hai ucciso.
Dopo quel giorno,
Si era trasferito in questo posto.
Andava in giro come un matto a cercare delle prove.
Anche l'altra settimana diceva che aveva scoperto qualcosa.
- Era vero? - No.
Lui farfugliava sempre che aveva scoperto qualcosa, ma…
Poi non era mai niente.
Così, alla fine,
Forse anche suo marito, perciò si è sparato.
Ha ragione, forse alla fine mio marito si è arreso alla verità.
Quale verità?
Che nostro figlio era un assassino.
Sebastiano non era un assassino.
Era innocente.
Nessuno gli ha creduto.
Nessuno gli ha creduto.
Perché non gli hai creduto?
Che nostro figlio era un assassino.
Che nostro figlio…
Tu sei Blanca, la sorella di Bea.
Io mi ricordo di te al processo, eri una bambina.
Mi dispiace per suo marito.
Anche per ciò che è successo a Sebastiano.
Dispiace a me.
Per tua sorella.
Me la ricordo quando veniva da noi, a trovare il mio Sebastiano.
Se avessi capito chi era mio figlio, avrei potuto salvarla.
Bea, aspetta!
Bea!
- Lasciami. - No, non devi andare da lui.
- Lasciami. - No! Ho visto i lividi.
- È stato Sebastiano, vero? - Non sono cazzi tuoi, ok?
Bea! Ti prego, andiamo a casa.
- Al sicuro. - Nessun posto è sicuro per me.
Se vai da lui, chiamo papà e glielo dico.
Fa' come vuoi.
- Perché proprio adesso? - Di che parli?
Di Carmine Russo.
Pochi mesi fa come un ossesso cercava la verità su suo figlio
e adesso si ammazza, perché?
Non ha senso.
Poi la pistola aveva il numero di matricola abraso.
Forse non era della vittima. Forse non si è suicidato.
Sai fare funzionare questa roba?
- Tutti sanno farla funzionare. - Sì.
- Ma la stagista sei tu. - La prego, mi ascolti.
Se lo facessi, ti direi che Russo ha preso la pistola illegalmente
e che in casa sua c'è una telecamera che non inquadra nessuno.
Carità mi ha detto che c'era la finestra aperta,
qualcuno può essere entrato di là.
Quindi qualcuno è entrato di nascosto, ha eluso la telecamera,
ha sparato usando la pistola con la matricola abrasa
e ha simulato un suicidio.
- Un professionista, insomma. - Un killer.
- Un killer. - Lui.
Che hai nel cervello, i tafani?
Perché un killer dovrebbe uccidere un disperato come Carmine Russo?
- Dimmelo tu, sei tu il poliziotto. - "Lei", sempre.
Basta premere: Ok, pure i ciechi lo sanno fare.
Chi ha lasciato lo yogurt nel microonde col cucchiaino?
Carità.
So che a casa di Carmine Russo c'è una telecamera.
Sì, perché?
- Mi servono le immagini. - Mi prendi in giro?
Ogni tanto, non adesso.
Va beh, andiamo.
- Non si vede entrare nessuno, fidati. - Mi fido.
Non mi interessa ciò che si vede. Vai all'ora del suicidio.
Manda le immagini a velocità normale.
- Perché ridi? - Perché i morti non camminano.
Il rumore che ho sentito erano passi di scarpe di cuoio.
- Per te, con la vittima c'era qualcuno? - Sì.
- Che ha sparato e inscenato un suicidio. - Sì.
Andiamo a casa della vittima, per capire meglio.
Non ne se parla.
Ce l'hai ancora con me per la storia di Piccardo?
- No. - E allora che hai?
Lavoro solo con le persone di cui mi posso fidare.
Sono di qua.
Così va bene?
La destinazione si trova alla vostra destra.
Ok.
Che c'è? Hai paura, fifona?
Tranquilla, ci sono io qui.
Blanca.
Blanca.
Sono io.
Bea.
Non devi avere paura.
- Dove vai? - Non avere paura.
Bea…
- Bea. - Ehi, Blanca, sono io.
- Dove sono? - Sei in ospedale.
- Sei svenuta e ti hanno portata qui. - Grazie.
Ti ha trovata Liguori.
È qui.
Mi hai fatto paura, piccola.
Va bene. Se stai meglio, io andrei, porto Linneo a casa.
No, resta tu con lei.
Io ho il turno al ristorante, devo andare.
- Ti dispiace? - No, vai.
Grazie.
- Ah… - Come stai?
Abbastanza bene.
Il dottore dice che hai una commozione cerebrale.
Che cosa ti è successo?
Ho avuto un giramento di testa e sono caduta.
Devo solo andare a casa a riposare.
Lei dovrebbe restare, vorrei fare altri accertamenti.
- Che accertamenti? - Venga nel mio studio.
Riesce a vedere dall'altra parte?
- Lei sta assumendo dei farmaci? - No.
Che succede?
Il giramento di testa è stato causato da un malfunzionamento dell'orecchio interno.
Dovuto a che?
È questo il problema, non c'è una causa evidente.
Di solito il fattore scatenante è un'infezione, ma qui è assente.
Oppure l'assunzione di farmaci. Lei è sicura che non ne prende?
Secondo lei, quale potrebbe essere la causa?
È presto per una diagnosi, dovrei fare altri esami.
Sì, ma un'idea se la sarà fatta.
Forza, spari.
In assenza di infezione o infiammazione,
o medicinali che interferiscono con il funzionamento dell'organo,
non si può escludere un neurinoma dell'acustico
o la sindrome di Ménière.
E…
Si può diventare sordi con questa sindrome?
Non necessariamente.
Si può diventare sordi sì o no?
In rari casi, può portare alla sordità completa.
Si può curare però?
Ad oggi, non esiste una terapia specifica.
Vieni.
- Ma il cane? - È su a casa.
- Ok. - Che ti ha detto il dottore?
- Che devo riposare. - Bisognerebbe dirlo a tuo padre.
Non voglio farlo preoccupare. Non è nulla.
Ti ricordi quando andavamo al mare in macchina con Bea?
Lei voleva sempre guidare.
Non aveva mai paura di niente, lei.
♪ Quando viene la sera Il buio si avvicina ♪
♪Vorrei piangere♪
♪ E ti ho amato di più ♪
♪ E ti ho amato di più ♪
♪ Tutto quel che non sai ♪
♪ È che muoio per te ♪
Bea era una matta.
Invece tu avevi paura e non volevi ammetterlo.
Volevi essere coraggiosa come lei.
Mmm, e allora?
Allora, va bene avere paura.
Tutti possiamo avere paura.
- Vuoi che ti accompagni su? - No, faccio sola, non serve, grazie.
Ciao, zio.
Ciao.
Linneo.
Tu non hai paura, vero?
Anche tu non ci credi, vero?
- Non ci credo a che cosa? - Vai!
Vai!
Alla storia del suicidio.
Sennò perché saresti tornato a casa di Carmine Russo?
Perché pensi che abbia ragione.
Non basta il rumore di scarpe per convincere Bacigalupo che è un omicidio.
Se Russo avesse scoperto qualcosa sulla morte di mia sorella?
- Che c'entra tua sorella? - La notte in cui è morto,
mi ha chiamata un numero sconosciuto.
Ho risposto, ma nessuno ha parlato.
Nella chiamata c'era un rumore.
Lo stesso rumore che ho sentito nell'appartamento della vittima.
Era un rumore di acqua.
Il rumore del torrente Bisagno.
Vuoi dire che Carmine Russo ti ha chiamata,
perché aveva scoperto qualcosa su tua sorella?
Dopo 15 anni?
Anche la moglie crede che avesse scoperto qualcosa.
Russo era un mitomane.
Un mitomane che guarda caso muore la notte in cui mi chiama?
Se non ci credi, controlla.
Controlla, sono sicura che il numero sia suo.
Qui non c'è nessuna chiamata in entrata quella notte.
Devo averlo cancellato per sbaglio.
Il telefono di Russo.
Controlla lì, lì c'è sicuro.
Dai.
Qui non c'è nessuna chiamata.
È impossibile, ci deve essere.
Blanca, non c'è, forse ti sei sbagliata.
No, quello mi ha chiamata!
- Ti dico che non c'è, come te le spieghi? - Non lo so.
Non lo so.
Senti, ultimamente ti vedo un po' stanca.
Hai avuto il giramento di testa, non è che…
Che? Che cosa?
Pensi che sono diventata matta?
Dimmi che non sto impazzendo. Hai sentito quella chiamata, no?
Mi dispiace, veramente dormivo.
C'è stata, quello mi ha chiamata, te lo giuro.
- Almeno tu mi devi credere. - Ehi, io ti credo, piccola.
Perché non risulta la chiamata?
Sarà un problema di rete, una spiegazione ci sarà.
Lucia.
Lucia.
- Lucia, dimmi. - Dove sei? Stai arrivando?
- Dove? - Devo iscrivermi all'audizione.
È l'ultimo giorno,
la segreteria chiude tra 45 minuti.
- Cazzo. - Tranquilla, ti accompagno io.
- Grazie. - Attenta.
Qua.
Andiamo! Quanto manca?
- Cinque minuti. - Ok.
- Blanca. - Ti sei fatta male?
- Sto bene, andate. - Mi dovevi accomp…
Ti accompagna Nanni, vai.
- Sì, andiamo, dammi lo zaino. - Ci vediamo dopo.
- Scusate! - Lì!
Ho fatto l'iscrizione, posso fare l'audizione mercoledì!
Ce l'ho fatta.
Ehi, tutto a posto?
Tutto a posto?
Blanca? Che succede?
Mi dispiace… di essermene dimenticata.
Blanca.
Non è successo niente.
Va tutto bene, non è successo niente.
Stai tranquilla.
Perché non mi hai detto che sei stata in ospedale?
Papà.
Avevo chiesto allo zio di non dirti niente.
Se aspettavo te, con il cavolo che me lo dicevi.
Ho messo male un piede e sono caduta, punto e basta.
No.
Una commozione cerebrale non è "punto e basta".
- Ce la faccio da sola. - Sono io che non ce la faccio da solo.
Ho già perso tua sorella, tua madre. Ho bisogno di sapere che ti succede.
Ho bisogno che ti fai i cazzi tuoi.
Allora, è tutto chiaro.
Se diminuisce, vuol dire che sto rallentando.
Ascolta e seguimi.
Brava, così.
Scusa.
Scusami.
Ti ricordi quando, da piccola,
mi lasciavi in un punto al centro del paese
e dovevo tornare a casa da sola?
Era un modo per insegnarti a sbrigartela da sola.
E io ti ringrazio.
Però adesso ho di nuovo paura.
Paura di che cosa?
Pa', se non riuscissi più a tornare a casa da sola?
È impossibile.
Tu sei Ferrando Blanca.
E Ferrando Blanca non ha paura del buio.
Mi accompagneresti a casa di Carmine Russo, domani?
Liguori non mi porta.
- Tazza. - Grazie.
Perché ci vuoi andare?
Sono sicura che sapeva qualcosa su mia sorella.
Voleva dirmelo, ma non ha fatto in tempo.
Dirti che cosa?
Forse che aveva scoperto il vero assassino.
- No, non mi sembra una buona idea. - Come no? Hai capito che ho detto?
Forse Sebastiano è morto per niente.
L'assassino è ancora in giro.
Tu hai capito che non stai bene e che devi riposare?
Sto benissimo.
Devi solo portarmi là, che problemi hai?
Mi chiedi di fare una cosa illegale.
Scusa, devo andare.
- Non è che mi arrestano? - Sei minorenne.
- Allora posso fare tutto. - Cammina, vai.
Regole:
guardare, ma non toccare.
Dimmi solo quello che vedi.
Ti ricordi che domani c'è l'audizione al Conservatorio?
Blanca, ci devi venire.
Certo che mi ricordo, non sono rincoglionita.
Ultimamente, un po' sì.
Allora,
ci sono articoli su tua sorella e sul processo a 'sto Sebastiano.
Quello che hai fatto condannare tu, giusto?
Sì.
Poi ci sono delle foto di tua sorella prese dai giornali.
Anche delle tue, ma fatte adesso.
C'è una cartina della spiaggia delle tartarughe.
È il posto dove è stata uccisa mia sorella.
Ci sono segnati dei pallini.
Ogni pallino ha un nome.
Carlo Di Fiore, Tobia Campana…
Domenico Masi.
C'è anche un post-it con sopra scritto "fuoristrada bianco".
E una foto, no, due foto.
Perché siamo qui?
Per capire se 15 anni fa mi sono sbagliata.
Oh, quella cosa di non toccare niente?
Lo so, ma questo orecchino sembra quello di tua sorella.
Senti.
È uguale a quello che Beatrice ha nella foto che sta a casa tua.
No! Lasciami!
Giù le mani!
- Questi chi te li ha regalati? - Nessuno.
Smettila di essere geloso.
- E tu di dirmi balle. - Lasciami!
Lasciami!
Non so perché mio marito avesse quell'orecchino.
Magari non è nemmeno di Beatrice.
Perché mi sta mentendo? Lo sento dalla voce.
- Io ho da lavorare. - Suo marito è stato ammazzato!
Forse proprio per questo orecchino.
Ammazzato?
Non era un pazzo. Forse stavolta aveva davvero scoperto qualcosa.
L'orecchino.
Se l'era tenuto mio figlio, dopo la morte di Beatrice.
Perché nessuno lo ha mai saputo?
L'avvocato gli ordinò di non dirlo.
Poteva peggiorare la sua situazione nel processo.
Per mio figlio, era una prova.
Che prova?
Che nella vita di tua sorella, c'era un altro uomo.
- L'ho trovato a casa di Russo. - È una scena del crimine.
- Non puoi andarci, tu sei solo… - …una stagista, sì.
La notte in cui è morto, mi ha chiamata.
Forse voleva parlare dell'orecchino: era di mia sorella.
Che c'entra lei?
Forse aveva scoperto qualcosa sulla sua morte e lo hanno ucciso.
Certo, il killer con le scarpe da tip tap.
L'ho sentito, quel rumore.
Come hai sentito la chiamata di Russo, che però non risulta da nessuna parte!
Non l'ho inventato! Mi ha chiamata!
- Va' a casa a riposare. - No, che non vado a casa.
Non sono matta, dovete credermi!
Qualcuno le ha regalato quegli orecchini, non Sebastiano.
È la prova che c'era un altro uomo nella vita di Bea. Il vero assassino.
No, questo orecchino è la prova che Sebastiano era colpevole.
Era geloso della fidanzata e per questo l'ha uccisa.
Era geloso e l'ha uccisa. Si è tenuto il ricordo.
- Il vero assassino è in giro. - Mi hai rotto il belino!
Mi dovete credere…
- Ciao. - Buongiorno.
- Che è successo? - Sei svenuta, ti ho presa al volo.
Ah.
È la "n" volta che mi salvi.
Stai provando a rimorchiarmi?
- Aiutami. - Fai piano.
- Come ti senti? - Bene.
Credevano già prima che fossi matta, figuriamoci ora.
Io non credo che tu sia matta.
Questa storia del suicidio è strana anche per me.
Quindi, mi credi?
Un po'.
Poco.
Meno male che stai bene.
Ah, carino a preoccuparsi per me.
Mi preoccupo per l'INAIL.
- Se ti fai male, mi scuoiano vivo. - Grazie.
- Ti accompagno in ospedale? - Sto bene.
- Sicura? - Sì.
Da domani, stai a casa per due settimane.
- Tra due settimane finisce il mio stage. - Appunto.
Cioè, mi sta dicendo che oggi è il mio ultimo giorno di lavoro?
Non mi sono accorta di niente.
- Di che parli? - Di Bea.
C'era qualcun altro che le faceva del male.
Io non mi sono accorta di niente.
Se lo avessi capito, lo avrei potuto dire a mio padre e Bea sarebbe viva.
Eri solo una bambina.
Non eri tu che dovevi capirlo.
No…
No!
- Ehi. - Ah!
- No… - Ssh! Sono io.
Sto male, non sento più niente!
- Non sento più niente! - Ssh…
Non vedo più niente.
Non vedo più niente.
Emergenza maltempo.
La Protezione Civile ha diramato
e monitora il Bisagno
Alto il rischio di esondazioni.
Sei preoccupato, Carità?
Certo, domani la Samp gioca in Coppa.
Con il campo pesante, sviluppiamo poco il gioco.
Lo sviluppi tu?
So che posso sembrare un po' stronzo,
ma è meglio per Blanca che torni a una vita più normale.
Ha ragione.
Sembra un po' stronzo.
Ora le parlo, Blanca deve riposare. Lo stage finisce qua.
Se Blanca avesse ragione? Se hanno ucciso Russo?
Le vai dietro dopo ciò che ti ha fatto?
- Finora non ha mai sbagliato. - Si sbaglia ora.
- Questo non è il suo posto. - E qual è il suo posto?
Non farti impietosire.
Ha fatto una cosa più grande di lei ed è crollata.
Lasciala perdere.
Belin, domani piove. La Samp gioca da schifo con il campo pesante.
- Non sviluppiamo bene il gioco. - Non sviluppiamo, no.
Sebastiano non era un assassino e nessuno gli ha creduto.
Perché non gli hai creduto?
I morti non camminano.
Perché un killer dovrebbe uccidere Carmine Russo?
Vuoi dire che Russo aveva scoperto qualcosa su tua sorella?
Qui non c'è nessuna chiamata.
Hai sentito la chiamata, no?
Mi dispiace, io veramente dormivo.
Ci sono articoli su tua sorella e sul processo a Sebastiano.
Lo hai fatto condannare tu?
Ci sono delle foto tue fatte adesso.
L'orecchino sembra quello di tua sorella.
- C'era un altro uomo. - Nessun posto è sicuro.
L'assassino di mia sorella è in giro.
- Che prepari? - Spigola in guazzetto.
- È già ora di pranzo? - Hai dormito parecchio.
- Buon segno, però. - In realtà, non ho dormito per niente.
Che c'è?
Pensavo a Carmine Russo, a mia sorella.
Che c'è, Linneo? Andiamo.
Vieni.
Vai.
Che hai pensato su Carmine Russo?
- Niente, no, niente… - Mi dispiace, piccola, sai che
se potessi, ti aiuterei.
Le foto.
Cazzo, le foto!
Mi sono concentrata solo su ciò che c'era, non su ciò che mancava.
Cioè?
A casa di Carmine Russo,
ci sono tante foto mie e di mia sorella, ma nessuna di suo figlio.
Perché?
Ha lottato una vita per suo figlio e non ha una sua foto in casa?
Non ha senso.
Qualcuno deve averle tolte, ma chi?
L'assassino? Perché avrebbe dovuto togliere le foto di suo figlio?
Devo dirlo a Liguori.
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