All language subtitles for Blanca - S01E10 - Macchie - Parte Due

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Original subtitles

Dai, Blanca!

Blanca? Allora,

Arrivo.

Ta-dan!

Trucco, parrucco e vestito: ok.

- È la faccia che non va. - Questa ho.

Non fare i capricci, eh.

Su, voglio il sorriso delle grandi occasioni.

- Non è serata, Stella. - Non è serata?

Esci con un ragazzo. Baby, ballo

- Non fanno rock'n'roll. - Non mi riferivo alla musica.

Ma che hai?

Al lavoro siamo allo sbando,

Non riesco a non pensare alla ragazza.

Vorrei rimanere a casa a bere una cosa calda e sentire musica.

- Classica, possibilmente. - Altro che "baby". Baby pensionata.

Il cuoco quando ti vede, controlla la data di scadenza.

È vero.

Va bene, mi tiro su.

Vai, tigre! Sbranalo!

Grr…

- Ciao. - Ciao.

Sono pronta, mi dai un secondo?

- Che hai? - Perché?

Giornata pesante?

Si vede così tanto?

- No, sei bellissima. - Grazie.

Solo che ti conosco, quindi so quando sei stanca.

Io ora bevo un caffè, mi riprendo…

e ci sono. Sarà una bellissima serata.

No, aspetta, lascia stare.

- Come "lascia stare"? - Chi se ne frega del concerto.

- No, hai organizzato tutto… - Senti, ascoltami.

I Calibro, senza i miei pansotti, non vivono.

Sicuramente mi daranno altri biglietti omaggio.

- Dici davvero? - Sì.

Mi scendono le lacrime dagli occhi, ma tanto non le vedi…

Ciao.

Se mi fai una brutta recensione, ti azzoppo.

Vieni.

Non so che avrei fatto senza di te.

Avresti chiamato un altro cuoco.

Grazie.

Grazie.

Grazie davvero.

Ah!

Quindi, questo profumo di focaccia che sento

non dipende da te?

Io a volte ho dei dubbi.

Ma

ti sembro troppo vecchia e noiosa,

se ti offro una tisana calda al posto del caffè?

La facciamo corretta?

Bacigalupo.

Bacigalupo.

- Bacigalupo. - Mmm…

Bacigalupo.

- Mi dica. - Dove cazzo sei?

Sono… quasi arrivata in Commissariato.

- Che succede? - Tu e il fenomeno siete nei guai.

- Ecco la signorina Ferrando. - Salve.

- Sta facendo una specie di stage.

Eccome se gliel'ho detto.

Signorina, lei è in grado di darmi una versione di ciò che è successo

- nonostante la sua condizione? - Penso di sì.

Ciò che dice verrà usato nel procedimento contro Liguori.

- Ha capito? - Sì.

Bene.

L'ispettore ha detto che ieri è andato alla Picoil,

per parlare con Timperi e non con Piccardo. Conferma?

Confermo.

Ha incontrato Piccardo mentre se ne andava.

Prima dello scontro fisico,

c'è stato uno scambio verbale acceso da parte di entrambi.

Soddisfatto?

- Ispettore. - L'hai uccisa e coperta di fango.

Lei è fuori di sé.

Tutto ciò che tocchi, lo rovini per sempre.

Se ne vada o chiamo la sorveglianza.

Sei bravo con le ragazze, con me non ti azzardi!

Confermo.

Il primo a colpire è stato Piccardo, conferma?

Può ripetere, per favore?

L'ispettore ha dichiarato

che Piccardo è passato al contatto fisico e lui si è solo difeso.

Conferma?

Vai a giocare a guardie e ladri da un'altra parte.

- Non toccarmi! - Liguori!

Stavolta viene fuori tutto!

Non ti permettere!

Lasciami!

Le ricordo che una deposizione falsa, è un reato.

Conferma la versione dell'ispettore?

- No. - Come no?

Non interferisca.

L'ispettore ha aggredito per primo Piccardo?

Sì, mi dispiace, ma è così.

- Tu non vedi, non puoi sapere! - Ispettore.

Può spiegarci come può dirlo?

Ho sentito il colpo delle mani di Liguori sul petto di Piccardo

e il grido soffocato di Piccardo.

Mi dispiace.

Perché? Hai fatto solo il tuo dovere.

Muoviti, di là ci sono il fidanzato e il padre della vittima.

Arrivo.

Non dicevo a te. Tu hai chiuso, facciamo io e Blanca. Andiamo.

Papà!

Papà! Papà, resisti!

Aiuto! Papà, ti prego!

No! Mamma, aiuto!

Aiuto! Vi prego! Mamma!

Purtroppo, le indagini sono a un punto morto.

Il materiale fotografico ha cambiato lo scenario.

Il colpevole potrebbe essere uno qualunque dei suoi clienti.

- Dice che mia figlia era una prostituta? - Non lo sappiamo.

Aveva scambi di natura intima con diverse persone.

Non abbiamo trovato l'arma

e l'indizio dell'uomo con il basco che scappa è inutile.

L'assassino lo trovate lo stesso, no?

È sempre più improbabile.

Caterina aveva una vita segreta. Ciò rende tutto più difficile.

Meglio così. Non voglio più saperne niente di questa storia.

- Ma è Caterina. - No, non è mia figlia, quella.

Caterina è scomparsa.

Quando la verità va a fondo, non torna più su.

Per favore, non mollate.

Non so perché si sia incasinata con quelle foto,

ma merita giustizia, come tutti.

Faremo tutto il possibile, te lo prometto.

Il medico legale vi contatterà per la sepoltura.

Da quando fai promesse per conto della polizia?

- Ho promesso per conto mio. - Gli elementi sono finiti.

L'omicidio resterà senza colpevoli.

Che cosa?

Cornetti caldi?

Se era qui, ci diceva: "Basta chiacchiere, bisogna pulire."

Lei era diversa da noi.

Faceva questo lavoro per scelta.

A voi non faceva strano lavorare con una ricercatrice?

No, anzi, lei faceva più di tutte noi.

Puliva tutti i giorni l'archivio, che è uno sbattimento.

Era la prima ad arrivare e l'ultima ad andarsene.

Va beh, tranne quando arrivava prima il ragioniere.

- Quale ragioniere? - Fornari.

Era uno a cui Cate faceva sangue.

Quando lei vedeva il cappello appeso, filava a nascondersi.

Che tipo di cappello? Un basco?

Ma non eri cieca?

- Non so di che parliate. - Immagino.

Tu sei un ragioniere, pensi solo ai numeri.

- Infatti. - Eh.

Soprattutto a uno: quello di Caterina Boero.

- No, perché… - Neghi di conoscere il suo numero?

- Sì. - Sì?

- No… - No?

- Lo conosco. - Ah.

Come mai? Hai il numero di tutte le ragazze delle pulizie?

Hai manie di igiene?

No, solo quello di Caterina.

- Te lo ha dato lei? - Sì.

No! Risposta sbagliata.

Ecco il primo WhatsApp che le hai inviato.

"Ciao, ho trovato il tuo numero sul sito dell'Università.

Mi chiamo Emilio Fornari, sono quello che ti saluta ogni mattina."

Che tenero.

- Non ricordavo. - No! Bip! Senti

un'altra risposta sbagliata e vinci un soggiorno gratuito al Marassi.

Lì è pieno di Ragazzoni appassionati di pulizie.

Dopo questo primo WhatsApp,

ci sono solo messaggi cancellati, sia tuoi che suoi.

Sono un centinaio, che cos'erano?

Questa è la tua ultima possibilità.

- Foto. - Che tipo di foto?

- Foto private. - Mmm.

Ehm… Caterina mi piaceva e io volevo farglielo capire.

- Che romantico. - Era solo un gioco.

- Non mi ha mai risposto. - Ma tu guarda.

Però un giorno, ha iniziato a mandarmi anche lei delle foto.

Foto sempre più belle.

Una volta mi ha chiamato, proponendo di passare una notte insieme.

Nessuno me lo aveva mai chiesto prima.

Strano, non sanno che si perdono.

In cambio, voleva i file dei carichi delle navi.

Io lavoro in contabilità, ma ho accesso alla rete interna.

Ho caricato i file su una pennetta e sono andato all'incontro.

Quando sono arrivato lì, ho trovato la porta aperta.

Sono entrato e l'ho vista.

Era molto bella.

Ma era morta.

Mi sono spaventato, sono scappato e ho cancellato tutto.

- Le foto che cos'erano, queste? - Dove le ha trovate?

- È chiaro ora, no? - Caterina non era unacamgirl,ok.

Le foto intime le mandava a Mister Romanticismo per farsi dare i file.

A che le servivano i file dei carichi?

Ricapitoliamo: qual era l'obiettivo di Caterina?

Dimostrare che il naufragio non era colpa di suo padre.

Come poteva riuscirci?

Dimostrando che era colpa della cattiva manutenzione.

Per questo puliva l'archivio della Cargo Genua.

Per controllare i rapporti delle manutenzioni.

Ma ha trovato una cosa inaspettata.

- Il pezzo di pannello. - Che è un reperto del naufragio.

I PM non avevano dato troppa importanza alla cosa,

perché cercavano le prove di una cattiva manutenzione della nave…

Ma il problema non era la nave, era il carico.

Durante il naufragio deve essersi disperso, macchiando il pannello.

- Che cos'era il carico? - Boh, so solo che puzza di petrolio.

Qualcuno ha hackerato il cellulare di Caterina

e messo sotto controllo quello di Piccardo.

Non glielo abbiamo messo noi sotto controllo?

Non gliel'ho detto? Non siamo i soli.

Cioè?

Ricorda l'interferenza di cui le parlavo?

- Sì, nelle intercettazioni. - Non è un problema tecnico.

Qualcuno ha messo untrojan nel cellulare di Piccardo.

- Cioè? Una specie di cimice? - Sì, ma informatica.

- A volte crasha e crea disturbi. - Quel caffè era il mio.

Scusi, ultimamente sono un po' fiacca, ho bisogno di carica.

Non è colpa della carica, se senti le interferenze?

No, è untrojan. Sono sicura.

Chiedo il sequestro del cellulare di Piccardo per farlo analizzare.

Forse c'è un modo più rapido.

Oh!

- Signor Piccardo. - Che ci fa qua?

Tranquillo, non lo dico a nessuno che si è fatto battere.

Se ne vada.

Avanti, vada fuori di qui.

Il mio cane ha passato un brutto periodo. Non facciamolo arrabbiare.

- Parliamo. - Non dobbiamo dirci nulla.

Quelli che le hanno installato un trojannel cellulare, pensano di sì.

- Siete voi che mi intercettate. - Non siamo i soli.

Me ne intendo, si fidi.

È un lavoro fatto bene, roba daintelligence.

O da multinazionali.

- La mia azienda mi spia? - Si vuole togliere il dubbio?

Lo togli il broncio, se ti dico le novità su Piccardo?

- Il caso non mi riguarda più. - Ok.

- Ma posso aggiornarti. - Non serve.

Vedo un ottimo lavoro, a modino, preciso, regolare, come piace a voi.

Numero non registrato.

Questo potrebbe essere Piccardo.

- Ti metto in Vivavoce, così ascolti. -Numero non registrato.

Numero non registrato.

- Sì, signor Piccardo? - No, parlo con Blanca Ferrando?

Sì?

Salve, sono l'insegnante di chitarra di Lucia.

- Salve! È tornata? - Tornata? Non sono mai partita.

Ah!

Se continui a dirmi bugie, non ti faccio più giocare con Linneo.

Quali bugie? Che cosa ho detto?

Mi ha chiamato la tua insegnante di chitarra. Non si è trasferita.

Ha detto anche che non ti presenti a lezione da svariati giorni.

Mi dici perché?

Perché…

- non ne ho più bisogno. - Non ne hai più bisogno?

No.

Tra pochi giorni hai l'esame al Conservatorio. Pensi di essere pronta?

Sì, io sono prontissima. Che credi!

Vai, sentiamo.

Lucia! Chi è?

Papà!

È la figlia dei vicini!

Le presto un libro e poi se ne va, va bene?

Non sento le corde vibrare.

Non ho più la chitarra.

A papà non piaceva che suonassi e me l'ha rotta.

Se ne compro un'altra, la rompe.

Però, mi sto esercitando con un'altra cosa.

Con questa. Allunga le mani.

Non suona, ma per studiare gli accordi va benissimo.

Ti piace? L'ho fatta io, eh.

- Tum, tum, tum… - Numero sconosciuto.

- Scusami, devo rispondere. - Numero sconosciuto.

Pronto?

- Sono io. - Ha deciso?

- D'accordo, parliamo. - Dove?

Qui alla raffineria, stanotte.

Troverà aperto l'ingresso nord.

- Vedi qualcosa? - Mah, così a occhio no.

Due minuti e portiamo via il belino.

Perché, Carità si è stufato di giocare?

Posso sentire alla radio la partita dei cugini?

La Samp ancora ancora, ma il Genoa no, è impazzito?

- Zitti! - Lei dice zitti a noi?

- Signor Piccardo, è lei? - Blanca, che succede?

- C'è qualcuno? - Blanca!

Via, levati da lì!

Fermo!

Lei dov'è?

- Tenga, si asciughi. - Grazie.

Aveva ragione: quell'uomo ci stava aspettando.

La dirigenza della raffineria controlla il mio telefono.

Lei e Caterina indagavate sulla Picoil, giusto?

Per questo la stanno spiando.

La prima volta che l'ho vista, era qui.

Lavorava con una intensità strana.

Ho capito che era più di una ricerca universitaria per lei.

Era una questione personale.

Avevano caricato sulla nave del padre qualcosa proveniente da qui.

Già. All'inizio se ne stava sulle sue.

Poi ha capito che poteva fidarsi e mi ha rivelato i suoi sospetti.

La Picoil smaltisce rifiuti chimici sulle navi della Cargo Genoa,

che poi fa affondare.

All'inizio non ci potevo credere.

Poi mi ha fatto vedere quel pezzo di plastica.

Aveva fatto analizzare le macchie dal suo professore.

Era tutta roba che veniva da qui.

Allora ho deciso di aiutarla.

Ci vedevamo in quell'appartamento.

Spulciavamo registri, analisi, documenti riservati.

Le procuravo tutto io.

Non c'erano storie sentimentali tra di noi.

Volevamo solo scoprire la verità.

Qui produciamo petrolio, non fiori.

Possiamo farlo meglio, inquinando meno, anche se costa di più.

Gli altri azionisti non la pensano così.

Perché non li avete denunciati?

Ci servivano più prove.

Quindi Caterina si è offerta al ragioniere?

- L'ha uccisa lui? - No, abbiamo controllato.

Era già morta, quando lui è arrivato.

Se non il ragioniere, pensa che sia stato qualcuno pagato dalla Picoil?

Non so, qualcuno legato alla Picoil che sapeva che stavate indagando.

- L'avvocato Timperi? - No.

Però, era qualcuno che conosceva Caterina.

Dopo la sua morte, ho scoperto che il suo professore Balduzzi

- era nel nostro libro paga riservato. - Lo corrompete?

In cambio di certificazioni ambientali agevolate.

Una indagine sulla Picoil lo avrebbe rovinato.

Balduzzi ha ucciso Caterina?

- Non ci posso pensare. - Non è stato lui.

È stato ripreso in un autogrill fuori Genova, all'ora dell'omicidio.

E allora chi?

Altri esempi di catalisi sono sulle dispense.

I tesisti li ricevo domani, solita ora.

Arrivederci.

Valerio.

- Ho brutte notizie. - Che cosa è successo?

So chi ha ucciso Caterina.

Questa è una buona notizia.

- E chi è? - Balduzzi.

Il professore?

Seduta.

La Picoil smaltiva rifiuti chimici su navi che venivano affondate.

Balduzzi falsificava le perizie, per fare sembrare tutto regolare.

Caterina lo aveva scoperto.

Non l'ho detto a nessuno, volevo che fossi il primo.

Non ora, scusa.

Balduzzi deve avere perso la testa.

Magari non voleva farlo, ma gli è sfuggita la mano.

- È terribile. - Già.

Blanca, ascoltami, parliamone un attimo.

Pensiamo a come fare uscire la notizia.

Se crolla Balduzzi, tira giù gente che non c'entra nulla.

Se mi chiedi di chiudere un occhio, caschi male.

No, scherzi?

No, è solo che…

Non riesco…

Non riesco a…

Tu lo sai quanti anni devi studiare per arrivare qui?

Liceo, Università, dottorato.

Ventitré.

Intanto spali merda per il tuo professore.

Interroghi per lui, insegni per lui, ricevi per lui.

Gli porti anche in giro il cane.

Poi un giorno scopri che è corrotto,

che la tua ragazza lo voleva denunciare e che è un assassino.

Ti rendi conto che appresso a lui perderai tutto,

perché gli altri professori hanno già chi pensa al cane.

Sognavi il CERN e ti ritrovi in un liceo in un buco di provincia.

Ti fa così paura un liceo di provincia?

Non me lo merito, dopo il lavoro che ho fatto.

- Io non c'entro. - Allora perché hai scritto questo?

Guardate qui.

È un appunto con un indirizzo: Via Tadini 82.

Hai ucciso Caterina.

Hai fatto in modo che trovassimo il corpo.

Ha funzionato, ma hai dimenticato un dettaglio.

Tutto ciò che facciamo, lascia una traccia.

Lascia una macchia.

Ho fatto analizzare la grafia.

È tua, non di Caterina.

Tu l'hai ammazzata per una cattedra.

Hai manipolato le indagini.

Adesso finisci in un buco di cella, in provincia.

Posa il sasso, Einstein. Mani in vista.

Ero andato lì per farla ragionare, ma la avevano minacciata.

Lei era speciale, ma era fissata con l'onore del padre.

Non mi stava a sentire, mi interrompeva.

Un attimo dopo, era lì a terra davanti a me.

Morta.

Volevi tirarmi un sasso in testa?

Professore corrotto, assistente omicida e studentessa morta.

E io che insisto che mia figlia faccia l'Università.

- Ha chiamato il padre di Caterina? - Ancora no, non so che cosa dirgli.

Beh…

gli dica che Caterina era la figlia di un capitano.

E che la sua morte non è stata inutile.

Ragazza sveglia. Peccato che tu non abbia una storia con lei.

C'è chi non ha relazioni sul lavoro.

Continua pure a darmi la colpa, lo accetto.

Ma le cose sono più complicate, proprio come in questo caso.

Pensavi che Giorgio fosse un assassino, invece…

Quando sarai disposto ad ascoltare, ti racconterò di me e tuo padre.

Le cose sono semplici:

Caterina è morta a causa della Picoil.

E papà si è tolto la vita per colpa tua.

- Ispettore, grazie per il vostro lavoro. - Siamo solo all'inizio.

Dobbiamo verificare le responsabilità ai livelli più alti.

- Grazie a lei, faremo giustizia. - Ispettore, ho parlato con i miei legali.

Per il resto delle indagini, mi avvarrò della facoltà di non rispondere.

Come? E tutti i discorsi di fare le cose in modo pulito?

Sarà così, farò pulizia,

ma la Picoil è la mia famiglia.

Ci sono da considerare aspetti diversi.

- La giustizia… potrebbe fare dei danni. - Mmm.

Te l'ho detto:

le cose sono sempre più complicate di quello che sembrano.

Se non fosse tua madre, la insulterei male.

Non puoi dire niente che non abbia già pensato.

- Perché ce l'hai tanto con lei? - Perché complica sempre le cose.

Un po' come me.

Sei ancora arrabbiato per ciò che ho detto al colloquio?

No.

Tu hai fatto solo il tuo dovere.

- Dici davvero? - Certo.

Sono io che ho sbagliato.

Pensavo che fossimo amici, ma siamo solo colleghi.

Tra un po' nemmeno quello, perché tu te ne andrai.

Scacco matto.

- Che ti prende? - Niente.

- Ce l'hai con me? - No.

Allora con mamma?

Non ti devi preoccupare. Io e la mamma ci vogliamo bene.

Sai che significa questo, no?

- Che saremo sempre insieme? - Esatto.

Non devi mai avere paura di dire ciò che pensi.

L'altro giorno ho visto una cosa.

La mamma era su una barca.

Dava un bacio a un altro uomo.

Tutto qui?

Sì.

Pure mamma ha detto che non fa niente.

- Cioè, che tra grandi succede. - Esatto.

Hai visto che hai fatto bene a dirmi la verità?

Sono io!

L'esame di ammissione al Conservatorio è troppo importante.

Non c'è bisogno che me lo ricordi.

Senti, la tua chitarra artigianale è una ficata,

ma non basta a prepararti.

Senti, vuoi che mio padre me ne rompa un'altra?

Non te la romperà, se è di qualcuno di cui ha paura.

- Di chi parli? - Di me.

- La posso prendere? - Di sicuro hai più talento di me.

Ti voglio bene!

- Oh, che bella! - Permesso?

Ciao.

- Ciao. - Ho trovato aperto. Disturbo?

No, tranquillo, tanto sto andando.

- Grazie. - Esercitati e fai la brava.

Anche tu. Ciao!

- Una tipa sveglia. - Pure troppo.

Tu come ti senti?

Così così, un po' fiacca.

Un po' di capogiri.

Allora ho fatto bene.

A fare che?

Mmm?

Ho portato la cena, la metto sul piano.

Dieci minuti in forno ed è pronta.

- Non ho parole. - Meglio.

Non parlare, mangia.

- Ciao. - Come "ciao"?

Dove vai? Non ceni con me?

Ho un appuntamento con il proprietario del ristorante.

- Vuole aggiornare il menu. - Ma no!

Perché tu stasera,

devi fare un'indagine di mercato.

- Un'indagine di mercato. - Sì.

Sui gusti dei clienti.

Stasera scopriamo meglio cosa mi piace.

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