All language subtitles for Blanca - S01E09 - Macchie - Parte Uno

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Original subtitles

Che cosa stai facendo?

- Sto studiando. - Devo vederti, accendi la videocamera.

Meglio di no, prof, non sono presentabile.

Non mi importa, accendi la videocamera, devo vederti.

Non sia impaziente.

Domani le porto la ricerca e parliamo quanto vuole.

Che è stato?

Il microonde. La cena è pronta, buonanotte.

Ti raggiungo, mangiamo insieme.

Che cosa vuole?

Curioso, volevo farti la stessa domanda.

Non parlo con lei.

Questo gioco è troppo grande per te.

Per questo sono qui.

Perché nessuno si faccia del male.

Indovina che cosa ho qui.

- Brioche calde? - Colazione insieme?

- Buoni, dove li hai presi? - Da Nervi.

- Attenta. - Così mi vizi.

- Non chiedo altro. - Te lo dico, sono molto esigente.

- Mi piace stare da sola. - Se vuoi un'altra prova di come bacio

- sono a disposizione. - Mmm.

Quel test lo hai già superato.

Aspetta!

Devo dirti una cosa molto importante.

L'acqua del tuo rubinetto…

…è troppo carica di sodio.

- Mmm. - E la polvere del tuo caffè

non è di prima scelta.

Praticamente, mi stai avvelenando.

- Esatto. - Correrò il rischio.

- Ne ho assaggiati di migliori. - Sì, fa schifo.

- Puoi darmi un'altra possibilità? - Tu me lo dai un altro bacio?

Ops, scusi.

Liguori?

Buongiorno.

Scusi, ispettore Liguori.

- Di là. - Grazie.

Mi scusi, è questo l'ufficio dell'ispettore Liguori?

- Sì, ma può dire a me. - Vorrei fare una denuncia.

Che cosa è successo?

La mia fidanzata è scomparsa.

Oh.

- È per caso mia figlia? - Non credo.

- Si chiama Caterina Boero. - Allora non mi riguarda.

A 25 anni ha tutto il diritto di non farsi trovare dal fidanzato.

Sì, ma lui dice che era molto strana negli ultimi giorni.

- Che lavoro fa il fidanzato? - Assistente all'Università.

Digli di abbassarsi quando entra in aula, perché picchia le corna.

È ricercatrice, Ingegneria Chimica. Non mi sembra una da colpi di testa.

- Due giorni sono pochi per indagare. - Se è in pericolo, sono tanti.

Sai quante persone scomparse in Italia ci sono da trovare?

No.

- Sessantadue… - Va beh.

…mila.

Scusa, ma ho da fare.

Lascia stare, forse hanno ragione loro.

- Grazie comunque. - Che hai da fare?

Devo tornare in Facoltà, perché?

Siamo quasi arrivati.

Mannai!

Brutta zona per una dottoranda figlia di capitano.

- Come fai a sapere dove siamo? - Ricostruisco il tragitto in testa.

Notevole.

Caterina e il padre stanno qui perché lui non è più capitano.

- È in pensione? - No, ha causato un naufragio.

- Però mi raccomando, non parlarne. - No.

Eccoci.

La polizia vorrebbe scambiare due parole con te.

Sì, la polizia sarei io.

- È successo qualcosa a Caterina? - Perché lo chiede?

Caterina non è come le altre. Lei è speciale.

- Perché, come sono le altre? - Quando tira vento, se ne vanno via.

Come mia moglie.

Si riferisce al naufragio che ha causato?

Io non ho causato proprio niente, checché ne diciate voi altri.

- Era normale che Caterina restasse fuori? - Capita.

- Da Valerio o in giro per l'Università. - Sì.

Per il dottorato, fa ricerche fuori Genova.

Due notti fuori senza chiamare è strano però, no?

- Avete litigato? - Le hai detto anche dei soldi?

Che soldi? Di che parli?

I soldi che il comandante perde ai cavalli.

Il volume del canale di ippica. Non l'ha abbassato abbastanza.

Allunga Varenne…

Quando serve, Caterina mi presta dei soldi.

L'ultima volta non ci siamo lasciati bene.

Posso farla entrare in camera di Caterina?

Ci siamo.

I vestiti ci sono tutti più o meno, ho controllato.

Mancano il cellulare, il computer portatile e il suo trolley.

Doveva restare fuori?

Ha detto che andava a Milano al Politecnico, ma lì non l'hanno vista.

- Ma la aspettavano? - No, in effetti no.

- E allora ti ha mentito. - Lei non si deve permettere.

Non voglio offendere nessuno,

ma per trovare Caterina, dobbiamo parlare chiaro.

La tesi di dottorato di Caterina è sugli idrocarburi?

È sui nuovi materiali plastici, sì. Perché?

Qui dentro c'è puzza di petrolio.

- C'è un cestino? - Sì, è pieno.

Controlla, vedi se trovi qualcosa.

- Cartacce… - Signor Boero, mi aiuti.

- Che cerca? - L'odore viene da qua.

Vede qualcosa di strano?

- E questo che cos'è? - Che cosa ha trovato?

Un pezzo di plastica macchiato.

Oh, sì, è questo l'odore.

- Ha idea di che cosa sia? - Guardate qui.

Cioè, non "guardate", insomma…

È un appunto con un indirizzo: "Via Tadini 82".

Mai vista questa palazzina. Che facciamo?

- Schiaccia tutti i citofoni. - C'è la portiera.

Buongiorno! Scusi, siamo della polizia.

- Comodi, eh! - Ehm…

Perdoni l'attesa, qual è il problema?

Non va bene che ci sia tanto via vai da una casa sfitta, di notte poi.

Ho chiamato i proprietari, ma è una società, non rispondono.

Niente.

Ha le chiavi?

- Solo per le emergenze. - Questa è un'emergenza. Apra.

Cate, no!

Cate!

Cate!

- C'è sangue dalla testa! - Non toccarla. Allontanati.

È la mia ragazza!

Se è stata uccisa, questa è la scena di un crimine.

L'hanno uccisa due notti fa con un colpo alla testa.

- L'arma? - Ancora niente.

- Abitava qui? - No.

Abitava con il padre dall'altra parte della città.

La casa è intestata a una società, ma risulta sfitta.

Oltre all'arma del delitto, manca anche il PC della vittima.

- Nient'altro? - Faceva un dottorato in Ingegneria.

- Che ci faceva qui dentro vestita così? - Perché?

- Com'è vestita? - Non da ingegnera.

Permesso? È il padre.

Questa non è mia figlia.

- Lo so che è difficile, ma… - Caterina non si veste così.

Non è lei.

- Signorina Blanca. - Sì?

Lei non la vede, ma il corpo non è quello di Caterina.

Glielo dico io, mia figlia è ancora viva.

Lei la deve trovare, ha capito?

Ho capito.

Quando la trova, se è ancora arrabbiata con me,

le dica che mi dispiace e che con i cavalli ho chiuso.

- Parola di comandante. - Glielo dirò.

Andiamo.

Di' a Carità di trovare il proprietario di questo posto

- e chiedi i tabulati della ragazza. - Dove va?

A telefonare a mia figlia, che è un po' che non la sento.

- Hai fatto un buon lavoro. - Sì, "un buon lavoro".

Sessantaduemila meno una.

Sei riuscita a parlare con i vicini?

La portinaia dice che la notte qui sente movimento di persone.

Dice che due notti fa ha visto uno uscire da qua.

- Ricorda solo che indossava un basco. - Un basco?

Occhio al colesterolo.

La palazzina è della Tre P.

È una società immobiliare che gestisce case e palazzi.

Ci ho messo un po', ma ho scoperto

che la casa era a disposizione del principale azionista.

- Che sarebbe? - La Picoil, la società della raffineria.

A cuccia.

- Stavolta… - Stavolta che?

Qual è il problema?

- È una multinazionale. - Il capo è Giorgio Piccardo.

- Migliaia di dipendenti, di avvocati… - Il capo è lui.

Quando indagavo sulla raffineria…

Ti ha fatto un culo blu e ti ha fatto finire qui.

Non serve che me lo ricordi, penso a lui ogni mattina che ti vedo.

Vai.

Allora, abbiamo una studentessa di Ingegneria vestita come una cubista

uccisa in una casa sfitta, ma frequentata.

Ci sono segni di violenza sessuale?

Per i medici no. Se c'era una relazione, era consenziente.

Non necessariamente.

Il fidanzato l'ha scoperta ed è impazzito.

Era nel suo studio all'ora dell'omicidio.

Comunque è un omicidio passionale.

Se non è il fidanzato, è un amante o un cliente.

Scopriamo chi vedeva l'allegra ingegnera.

L'assassino ha portato via il PC, ma non il cellulare.

E allora?

È strano per l'amante o il cliente di una escort.

Non se lo ricattava.

Aveva bisogno di soldi per i debiti di gioco del padre.

Alla Picoil ci sono molti uomini ricchi, uno su tutti.

La pianti di imbelinare tutto?

Piccardo toglitelo dalla testa, stavolta non c'entra!

- Scusate. - Che vuoi?

C'è uno che vuole rilasciare dichiarazioni spontanee

- sul caso di Caterina Boero. - E chi è?

Quello che diceva prima l'ispettore: Giorgio Piccardo.

Buongiorno, signor Piccardo.

Commissario.

Ispettore.

Il mio cliente gradirebbe un caffè.

- Certo. Lei è? - Avvocato Timperi.

- Anche io ne gradirei uno. Lungo. - Certo.

E un bicchiere d'acqua con ghiaccio e limone, grazie.

Ghiaccio e limone. Vicequestore Bacigalupo, ispettore Liguori.

Ci conosciamo.

È sempre un piacere, mamma.

"Mamma"?

È sempre un piacere, mamma.

È sempre un piacere, mamma.

È sempre un piacere.

È sempre un piacere.

Cominciamo? Il presidente ha un'agenda fitta.

Certo.

Presidente, la ringrazio della sua disponibilità nell'aiutarci.

Lui è sempre felice di agevolare la giustizia.

Non sempre. Solo quella libera da rancori privati.

La morte della signorina Boero mi ha molto colpito.

- Tutto bene, Blanca? - Sì, tutto bene.

Ok, c'era un limone nel frigo del dottore, lo hai mica visto?

Non "visto", nel senso, sentito. Con il naso, dico, hai visto mai…

Scusa il disturbo, eh, ci vediamo.

Quando viene uccisa una donna come lei,

siamo tutti colpevoli.

Il dottore intende che è stata una grave perdita per tutti.

- Ovviamente. - Che cosa c'era tra lei e Caterina?

- La domanda è tendenziosa. - L'avvocato è suscettibile.

Di stima, ecco il rapporto che c'era tra me e la dottoressa Boero.

L'ho conosciuta in raffineria.

Lei frequentava il laboratorio. Faceva analisi per il suo dottorato.

- Era un'ottima ricercatrice. - Perciò le ha regalato un appartamento?

Il mio assistito si è presentato spontaneamente.

Se il suo sottoposto continua così,

dovrete rinunciare alla nostra collaborazione.

Scusi.

Ora il mio sottoposto si calmerà o lo allontanerò.

Quell'appartamento lo usiamo

per i consulenti esterni.

La dottoressa Boero si tratteneva

Viveva dall'altra parte della città.

Le poteva fare comodo un pied-à-terre più vicino,

naturalmente a titolo gratuito.

- Lei ha accettato. - È gentile da parte sua.

C'è altro che vuole dichiarare?

No.

Perché il ragazzo di Caterina non sapeva dell'appartamento?

Il rapporto tra la vittima e il fidanzato e le frequentazioni che intratteneva

nell'appartamento che le era stato generosamente messo a disposizione,

non ci riguardano.

- Mi sembra ineccepibile. - Direi che abbiamo finito.

Ci aspettiamo la massima discrezione.

Il mio assistito ha figli minorenni.

Accostarlo all'indagine, avrebbe ripercussioni su una multinazionale

e sul lavoro di migliaia di persone.

Ci stai minacciando?

- Tra persone intelligenti non serve. - Non si preoccupi, io ho capito.

Mamma.

- La storia non finisce qui. - Non c'è nessuna storia.

Non saresti venuta, se Piccardo non fosse nei guai.

Non l'ho fatto per lui, ma per te.

Ti conosco, non voglio che ti fai male un'altra volta.

Stavolta finirà diversamente.

- Michele. - Mamma.

Che cosa ci fai qui?

- Ero andato a pescare con Carlo. - Già, com'è andata?

- Chi era quell'uomo? - Quale uomo?

Quello in barca.

Ah, quello? Una cosa di lavoro.

- Perché gli hai dato un bacio? - Quale bacio? Figurati.

- Mamma, io l'ho visto. - Anche se fosse, non significa niente.

Tra i grandi succede, infatti neanche me lo ricordo.

È amico anche di papà?

No, ma lo conosce.

Un giorno possiamo fare un giro in barca tutti insieme, ti va?

Sì.

Non c'è bisogno di dire a papà ciò che hai visto.

- Devo dire una bugia? - Il silenzio non è una bugia.

Se non è successo nulla, non c'è nulla da raccontare.

Giusto?

Sì.

Prima lo zio matto, ora la mamma strega.

Siete la famiglia Addams?

Mia madre ha fatto la sua parte solo perché lei glielo ha permesso.

- Sono venuti spontaneamente. - Fumo negli occhi.

- Non c'è nulla contro Piccardo. - Non prendiamoci per il culo.

- Aveva una relazione con Caterina. - Accusiamolo di adulterio a Teheran.

Lo ha detto anche lei che è un delitto passionale.

Magari Caterina lo ha minacciato.

Ti ascolti? Ipotesi, illazioni, zero prove.

Allora andiamo a casa sua.

Verranno fuori il basco e i vestiti insanguinati.

Callaghan, guardaci.

Io, te, Carità, la stagista, i premi Nobel che sono di là.

Perché ci hanno cacciati qui? Te lo dico io.

Perché questo è un posto di merda.

Ma ora è il mio posto di merda.

Non voglio scoprirne uno peggio di questo per colpa tua.

Piccardo non è l'assassino.

Non per ciò che ha detto, ma per ciò che non ha detto.

- Cioè? - Un alibi.

Se fosse stato colpevole,

ce ne avrebbe fornito uno inventato e non lo ha fatto.

Credimi, mia madre è molto più furba di te.

Non ne dubito, ma Piccardo non ha mentito.

Forse ha omesso qualcosa, ma la sua voce era decisa, sicura.

Migliori, per la prima volta sei d'accordo con me.

Domani vado alla raffineria.

Parlo con i tecnici di laboratorio

della grande stima tra Piccardo e Caterina.

Io parlerei con il professore di Caterina.

D'accordo.

- Posso darle un consiglio? - No.

Metta sotto controllo i telefoni di Piccardo.

Danno tutti consigli.

Una raccomandazione: non parlare al telefono di ciò che è successo.

- Li metteranno sotto controllo. - Forse è ora di dire la verità.

- Anche a costo di perdere tutto. - Quale verità?

Che avevi una relazione con lei?

Ti ho detto che non avevo nessuna relazione con lei.

Le hai dato un appartamento, la chiamavi, la incontravi di notte.

Questa è una relazione.

Che cosa facevate mentre eravate insieme è irrilevante.

Se lo ammettessi, la polizia apprezzerebbe.

Magari smetterebbe di pensare che l'hai uccisa tu.

Non l'ho uccisa.

Devi imparare a dirlo con meno tormento.

Guarda che è la verità. Ho fatto degli errori, ma non sono un mostro.

Caterina si fidava di me.

Sei tu che non dovevi fidarti di lei.

Non era la ricercatrice senza macchia che pensi tu.

Di che parli?

Torna a casa da tua moglie e dai tuoi figli.

Riposati, ci penso io.

Tra pochi giorni nessuno ricorderà questa storia.

Portami in ufficio.

Vai.

Ti sei dimenticata la molletta.

- Non è vero. - Controlla.

Controllato.

Non l'avevo dimenticata.

Appoggia la chitarra all'ingresso, sennò ci inciampo di nuovo.

Non ce l'ho la chitarra. Di quello non ti sei accorta?

Non avevi lezione oggi pomeriggio?

- Lucia. - L'insegnante si è trasferita.

Come? Hai l'esame di ammissione al Conservatorio.

Mi arrangio da sola.

- Che c'è? Problemi con la retta? - No.

- Hai litigato con l'insegnante? - No.

- Allora che?

Ero venuta per stare tranquilla

Scusami.

- Lascia perdere, vado. Ciao. - Dove vai? Lucia!

Stavo…

Ha ragione Lucia: stai diventando troppo sbirra.

Ti ricordo che Lucia vive con un padre alcolizzato e violento.

Sì, però tu ti devi rilassare ogni tanto.

Non come me, che non mi fermo un attimo.

Mmm, poverina, neanche un attimo per farsi una lampada.

- Ora mi dici come lo hai capito. - Dal rumore della ventola.

Sei là sotto da 16 minuti,

esci prima che si senta odore di griglia.

Niente, sei peggio di mia madre. Con te non mi posso più rilassare.

Scusa, forse hai ragione.

- Che hai detto? Puoi ripetere? - Ho detto che forse hai ragione.

Ancora. Non sono abituata a sentire queste parole.

Scema.

Senti, chiudi gli occhi e dimmi una cosa che desideri.

Non cose ovvie.

Tipo, che non mi serve chiudere gli occhi?

Sei insopportabile.

Va bene.

Vorrei andare a un concerto

- E ballare. - Ok, sabato passo a prenderti.

- Ti porto a pogare sotto un palco. - Devo prima chiudere il caso.

È complicato, non devo distrarmi, è importante.

- Sempre quello della studentessa uccisa? - Sì, lei.

Dimmi che non c'è in giro un altro serial killer.

Stai tranquilla,

- 'notte, gatta morta. - Buonanotte.

Puoi passare, sono ferma.

- Ma che stronzo! - Più indietro.

Adesso per farti perdonare mi paghi la colazione.

Andiamo.

Andiamo, Linneo.

- Sei mattiniero in questi giorni. - Sto smaltendo le ferie arretrate.

E non te lo fai un viaggio?

Grazie.

Quello che mi interessa è qui a Genova.

- Zuccherata, giusto? - Giusto.

- Oramai sai tutto di me. - Quasi tutto.

Un'altra cosa che so…

- è che ti piace la musica funky. - Sì, anche molto.

Il fatto è che stasera c'è un concerto dei Calibro 35.

Sì!

- Siccome vengono a mangiare dove lavoro… - No!

Mi hanno dato due biglietti.

- Mi chiedevo se… - Tu mi conosci troppo bene.

Non è che mi controlli?

Certo.

Ho telecamere nascoste ovunque.

Ci sto.

Calibro sia.

Blanca.

- Valerio. - Ti accompagno dal professore.

Grazie.

- Come sta il padre di Caterina? - Confuso.

E tu?

- Io sono incazzato. - Ancora non sappiamo la verità.

Sapete che l'appartamento è della Picoil, è sul giornale.

- Caterina ti parlava di Giorgio Piccardo? - Diceva che era uno gentile.

Mai avrei immaginato, che fosse il suo amante.

Di questo non ne siamo certi.

Delle ricerche alla raffineria te ne aveva parlato?

Sì, ma come di quelle che faceva altrove, niente di particolare.

Siamo arrivati, il professore ci aspetta qui.

Diamo questa tesina alla donna di servizio. Lei la rifà. Può andare.

Professore, la consulente della polizia di cui le dicevo.

- Blanca Ferrando. - Salve.

Professor Balduzzi.

Mi ha detto Valerio che lei ha fatto ritrovare il corpo di Caterina.

Sì, vorrei trovare anche chi l'ha uccisa.

Quello lo vorremmo tutti.

Caterina le ha mai parlato delle ricerche che svolgeva per Piccardo?

Sì, certo.

Valerio mi ha detto che erano ricerche su nuovi materiali.

- Nuovi tipi di plastica, sì. - Mmm.

Tipo questo?

- Da dove proviene? - Dall'armadio di Caterina.

È strano, di solito ci si mettono sacchetti di lavanda,

non plastica che puzza di petrolio.

Infatti.

Infatti non ha ancora risposto alla mia domanda.

Era una domanda sciocca, signorina.

Questo è un volgare PVC.

Noi qui siamo abituati a esaminare materiali più sofisticati:

elastomeri, tecnofibre…

Caterina era una ricercatrice brillante

e io contavo di offrirle un contratto di collaborazione.

- Il dottorato non era pagato? - Era senza borsa di studio.

Non capisco. Il padre giocava, lei non aveva uno stipendio.

- Come viveva? - Con il lavoro alla cooperativa.

- Ogni mattina dalle 06:00 alle 09:00. - Che cooperativa?

Di pulizie negli uffici.

Cioè, tutte le mattine prima di venire qui andava a pulire uffici?

Sì.

Poi forse il padre ha perso più di ciò che guadagnava e…

Grazie, professore.

- Mi accompagni? - Sì.

- Buon lavoro. - Arrivederci.

Parlami di questa cooperativa.

Scusate.

Professore.

Ho parlato con la poliziotta,

- Secondo me, sospetta qualcosa. - È il suo mestiere.

D'accordo, ma io posso stare tranquillo, vero?

Chi può stare tranquillo, di questi tempi?

Ho fatto ciò che ha detto.

Se arrivano a me, arriveranno anche più in alto.

È una minaccia?

No, quale minaccia?

Volevo solo spiegarle la situazione.

Ecco, lei pensi a spiegare, che è il suo mestiere.

- Ispettore Liguori. - Della polizia mi occupo io.

Mah, Caterina veniva tre volte la settimana, a volte quattro.

- Ah, lo vedi che è un grande? - Ma chi?

Piccardo. "The boss".

Lui e Caterina… no?

- Diciamo che erano discreti. - Cioè?

- Racconta un po'. - Non è che si appartavano.

Uno come Piccardo non deve scendere a prendere il caffè, no?

Guarda caso, ogni volta che c'era Caterina lui passava.

Mi spiego?

Scommetto, ispettore, che ha un mandato per essere qui.

Non è una perquisizione, scambio due chiacchiere con i ragazzi.

Li ha avvertiti che ciò che diranno potrebbe danneggiare l'azienda?

- Coprire un assassino può fare più male. - Questa è una grave illazione.

La potrei querelare per diffamazione.

E io per ostacolo alla giustizia, se interferisce.

Proceda.

Noi comunque non conoscevamo bene Caterina.

Parli con le sue colleghe della cooperativa.

Quale cooperativa?

Capo.

I colleghi della vittima confermano il rapporto tra lei e Piccardo.

- Non è una novità. - Lavorava per una cooperativa di pulizie.

- Nemmeno questa lo è. - Come no?

Ci era già arrivata perfino lei.

Ho provato a chiamarti, ma non hai risposto. Volevo aggiornarti…

Lascia stare.

Caterina arriva a stento a fine mese.

Il padre perde soldi al gioco.

Lei vuole aiutarlo, ma ha

Lei lo ricatta per la relazione, lui impazzisce e la uccide.

Bravo.

- Fai finire la stagista. - Ho chiesto per chi faceva le pulizie.

La Cargo Genua, quella del trasporto navi.

- Quella per cui lavorava il padre. - Sì, che lo ha portato in tribunale.

Per loro, la causa del naufragio era un suo errore di navigazione

mentre per lui, la cattiva manutenzione della nave.

C'è un solo motivo,

se lei lavorava per l'azienda che aveva distrutto la vita del padre.

- Cercare prove a sua discolpa. - Sì. Voleva ripulire il suo passato.

Restituirgli l'onore da comandante.

La fate troppo idealista. Cercava un lavoro all'alba e lo ha trovato.

Però, nella sua camera abbiamo trovato questo.

- Che cos'è questa roba? - Viene dalla nave affondata.

Era un pezzo di sportello dei quadri elettrici.

Stava tra i reperti del naufragio.

Caterina lo ha preso alla Cargo Genua.

Dalle telefonate di Piccardo è uscito qualcosa?

Dalle telefonate no, ma ho controllato i collegamenti.

- Le chiamate hanno un'interferenza. - Non capisco chi è questa Caterina.

Un'ingegnera o una escort? Una donna delle pulizie o un'amante?

- Dottore. - Che c'è?

- È arrivata un'e-mail. - Incredibile.

Dentro c'era un link e l'ho cliccato.

Non dirmi che un virus ha sbagasciato i computer!

No, no! Dentro c'erano delle immagini

e dei video della vittima.

- Che tipo di immagini? - Eh…

Tranquillo, tanto non posso vederle.

Va beh, un'idea se la sarà fatta, dottore, no?

Sì, sì.

Si è capito chi era Caterina. Come si chiamano quelle…

Camgirl.

- Le ragazze che fanno video e foto per… - Gente bavosa.

Sì, ma pagano. Caterina aveva bisogno di soldi.

Non mi fido di un mittente anonimo. È fumo negli occhi.

Non mi sembrano fumose come immagini.

Spiegano perché l'assassino si è portato via il PC: era un cliente.

C'erano tracce dei contatti con lui.

- Ha funzionato. - Ha funzionato cosa?

Arrivano quattro foto e Piccardo non è più sospettato.

Di Piccardo sospettavi solo tu!

Io lo so che razza di persona è!

Si può sapere che gli ha fatto?

Chi lo sa?

Mah.

Il nostro Giorgio?

Il presidente non sarà coinvolto.

Le azioni Picoil non subiranno danni dalle indagini.

Mi scusi, avvocato, c'è la polizia per lei.

Gradiremmo lavorare senza essere interrotti continuamente.

Allora? Si può sapere che vuoi?

Le immagini intime di Caterina.

Le avete hackerate dal suo cellulare e ce le avete inviate.

- Non ti vergogni neanche un po'? - Non so di che parli.

Sei nervoso, è crollato il castello accusatorio?

Una macchia così non si leva più!

Doveva evitare di sporcarsi o coprire meglio le macchie.

Non tutti sono bravi come te a nascondere le cose.

Lo so.

È questo il problema.

- Oggi ho avuto un'idea geniale. - Siamo impazienti di sentirla.

Isola Gallinara, quella a forma di tartaruga, l'avete presente?

Immaginate un ponte dalla costa all'isola

fatto solo di pannelli galleggianti, tutti gialli.

Non sarebbe meraviglioso?

- A che servirebbe? - A niente.

Per camminare, tuffarsi. Verrebbero da tutto il mondo per farlo.

Ho il mal di mare solo a pensarci.

- Ti piace? - Sì.

Tu ci andrai a pescare.

A proposito, com'è andata oggi con Carlo? Pescato bene?

Sì.

Ti sono venuto incontro, ma non ti ho trovato. Che strada hai fatto?

- Sono passato dai moli. - Sbirciatina alle barche, eh?

Fra qualche anno, la ricompriamo anche noi, meglio di quella vecchia.

- Perché sei rientrato con mamma? - Ehm…

L'ho incontrata qui, sotto casa.

E che cosa hai pescato? Raccontami.

Zampa.

Brava.

Zampa. Liscio.

- Zampa. - Che ci fai qui?

Cerco un ispettore che vuole mettersi nei guai, lo hai visto?

- A me riesce difficile. - Rompere le palle ti riesce bene.

- Me lo dai uno strappo? - L'auto è nel garage a destra.

Perché la prendi così sul personale?

Voglio solo trovare l'assassino di Caterina. Tu no?

No, vuoi incastrare Piccardo, è diverso. Mi spieghi perché?

- Soddisfatto? - Ispettore.

Non solo l'hai uccisa, l'hai anche coperta di fango.

Lei è fuori di sé.

È la tua specialità: tutto ciò che tocchi, lo rovini per sempre.

- Se ne vada. - Certo, sei bravo solo con le ragazze.

Con me non ti permetti, pezzo di merda?

- Liguori. - Aveva 25 anni.

- Poteva essere tua figlia, 25 anni. - Non hai capito niente.

Va' a giocare a guardie e ladri da un'altra parte.

- Non mi toccare! - Liguori!

- Verrà fuori tutto! - Non toccarmi!

- Toglietemi le mani di dosso! - Lascialo.

Sono un ispettore di polizia.

- Andiamo? - Ci vediamo domani.

Blanca, non è successo niente.

- Ci vediamo domani. - Blanca.

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