All language subtitles for Blanca - S01E03 - Fantasmi - Parte Uno

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Original subtitles

Eccolo!

Oh, ma che cazzo fai?

- Oh! - No, scusate.

- Che cosa? - Non lo abbiamo fatto apposta.

Dai, dai!

Dai, qua!

- Dove cazzo sono finiti? - Dove cazzo sono?

Bella idea il monopattino. Sicura poi.

- Tu mi hai fatto sbandare. - Parla Valentino Rossi.

Venite a vedere che ficata! Doveva essere un palazzo di nobili.

- Io salgo, venite? - Sei sicuro?

Questi vecchi palazzi sono tutti occupati.

Ma infatti, stai qua.

Sia mai che ti rubano l'abbonamento al monopattino.

Io ci sto.

- Vaffanculo. - Dai, Camillo, sbrigati!

Aspettatemi.

Guarda che roba.

Che cosa proponi?

- Di chiamare un altro. - Ah.

- Ti facevo più geloso dei tuoi clienti. - Non è serata.

Con quello che ci ho messo per riconquistarti ho paura a rischiare.

- Ah, ah! Ansia da prestazione? - Da personale.

Il garzone ci ha lasciato per aprire unall you can eat.

Fanno tutti i cuochi, nessuno che lavi le pentole.

Quello se cucina così,

- Che succede? - Ci sono dei fantasmi.

Non hai paura di stare in quella casa da sola?

- Quando succederà, chiamerò un altro. - Ecco, ora sono geloso.

Dai, torna a pulire le pentole, ciao.

- Bastava chiedere. - Stronzi.

Fatto, collegato.

Allora, posso avere la tua mano?

Non stiamo correndo un po' troppo, ispettore?

A volte mi chiedo se sei davvero cieca.

Questo è per accettare la chiamata.

Questo qui è per mettere in pausa.

Bravo!

Rispondi.

Quale tasto era?

Meno male che eri esperta di ascolto analitico. Questo.

Commissariato San Teodoro, chi è?

Controllate il palazzo di Via Piemonte 63.

- Ieri notte si sono sentite delle urla. - Posso sapere il suo nome?

Andiamo bene.

Era una chiamata anonima, dice che ha sentito delle urla da un palazzo.

Via Piemonte 63.

Via Piemonte 63, sicura?

Belin! Davvero è tua?

Della mia famiglia. Zii, parenti, cugini.

- Di tutti e di nessuno. - Allora sei cresciuto qui.

No, solo fino a un certo punto, poi sono andato via.

- Chi è? - Ciao, zio, sono io, apri.

- "Io" chi? - Michele.

Non conosco nessun Michele.

- Michelangelo Agilulfo dei Conti Liguori. - Carissimo, sali!

- Agilulfo! - Che cazzo ridi?

Era un re longobardo, ignorante.

Prego, accomodatevi.

Di qua.

Prego, avanti.

Scusate se vi accolgo così, ma non aspettavo visite.

Scusami tu, se non ti ho avvertito prima.

La mia governante è indisposta.

Se volete qualcosa, dovete pazientare che ve la prepari.

Dobbiamo solo fare una verifica.

Hai sentito delle urla ieri notte qui nel palazzo?

Perché?

- Abbiamo ricevuto una segnalazione. - Da chi?

Anonima. Perché, hai sentito qualcosa?

Mio nipote è diventato così incivile che non ci ha presentati. Lei è?

- Nello Carità, solo Nello. - Molto onorato, Nello.

Deve sapere che questo palazzo ha quasi 600 anni.

Qui sono stati ospiti Dogi, ambasciatori delle Repubbliche Marinare, perfino…

La Contessa Liguori, suo marito un po' in ombra…

Perdonami, zio, ma non hai risposto. Hai sentito qualcosa ieri notte?

La tua è la prima voce di anima viva che sento da giorni.

Non ostinarti a vivere qui da solo, non te lo puoi permettere.

Ma io non sono solo.

Ci sono secoli di ricordi qui con me.

- Che personaggio incredibile. - Non credergli.

Inventa storie, non le ricorda.

Ho paura che tuo zio avrà una storia in più da ricordare.

Grazie, Claudio!

Signorina Ferrando.

Sì?

Sono il padre di Sebastiano.

Ti ricordi di me?

Anche mio figlio non ti ha mai dimenticata.

Rivoglio indietro Sebastiano.

Suo figlio deve pagare per ciò che ha fatto.

Si è tolto la vita per colpa tua.

Per colpa tua.

Per colpa tua.

Lui era innocente.

Ora so che lavori per la polizia, allora dimmi una cosa:

quanti altri innocenti rovinerai ancora?

Qui sta fiorendo tutto,

domenica devi assolutamente venire.

Papi, lo sapevi che Sebastiano si è ucciso?

- Chi te lo ha detto? - Lo sapevi?

- Perché non me lo hai detto? - Questa notizia cambia qualcosa?

- Ti fa stare meglio? - No.

Per niente.

Allora perché dovevo dirtelo?

Preferivo saperlo da te, che da suo padre.

- È venuto da te? Che voleva? - Dirmi che è colpa mia.

- Che non posso lavorare per la polizia. - Che bastardo.

Si può chiedere un'ingiunzione per non farlo avvicinare.

- Ti ha minacciata? - No.

È che pensavo che questa storia fosse finita.

Questa storia è finita.

Hai fatto la scelta giusta e devi fare il lavoro che vuoi.

- Mi hai sentito? Ti aspetto domenica. - Ti voglio bene.

Papà.

Papà.

Tesoro.

Eccomi.

Dove siamo?

- In ospedale. - E Bea?

Anche Bea è qui?

Mi dispiace.

È stato un incidente terribile.

Non è stato un incidente.

Che cosa dici?

Qualcuno ha appiccato l'incendio apposta.

- Io so chi è stato. - Sei sicura? Che hai visto?

Quando mi toglieranno le bende?

Presto, le scottature sulle braccia sono lievi. Che hai visto?

E quando mi leveranno le bende sugli occhi?

Con queste non vedo niente.

È tutto buio.

Ti toglieranno presto anche quelle.

Ispettore Liguori.

Dimmi.

La segnalazione anonima era fondata.

Abbiamo trovato il corpo di un ragazzo, avrà 16 anni.

È terribile.

Non sappiamo come si chiama, non aveva i documenti.

È arrivata adesso una coppia di genitori.

Hanno denunciato la scomparsa del figlio.

- Che posso fare? - Riascolta la registrazione.

Dimmi se c'è qualcosa di strano. A dopo.

Va bene.

Oddio!

Sapete perché Camillo era qui?

No, ieri sera è uscito con degli amici.

- Sa chi sono questi amici? - Si chiamano Bartolomeo…

Valli.

- E Arianna… - Gandini.

Ieri notte qualcuno ha sentito delle urla da questo palazzo.

C'erano problemi tra vostro figlio e i suoi amici

che possano avere causato una rissa?

Sono amici da quando erano bambini. Conosciamo i loro genitori.

Sono bravi ragazzi. Non possono essere stati loro.

Non possono essere stati loro.

Sono loro?

Bartolomeo Valli e Arianna Gandini.

Studenti di liceo scientifico, nessun precedente in famiglia.

Hanno dato segni di tensione, detto qualcosa di sospetto?

No, hanno detto solo che domani avranno una verifica di matematica.

Ok.

Tu che ci fai qui?

Oh.

- Dice a me? - Vedi altri qui?

Sarei felice di poterlo fare.

Sei centralinista, perché non sei al centralino?

Ho messo la deviazione, le chiamate arrivano qui.

Ho pensato di ascoltare i ragazzi. Ho sentito io la segnalazione.

Posso dirvi se è la voce di uno dei due.

- Poi torni al centralino. - Certamente.

Ecco. Andiamo.

Sì, eravamo con lui.

Abbiamo fatto un giro a Piazza Corvetto

e ci siamo separati per tornare a casa.

Sei entrato nel palazzo dove è morto Camillo?

- No. - Mmm.

- E tu? - No, nemmeno io.

Come andavano le cose tra voi tre?

Bene, sì, tutto ok.

- Come sempre. - Se Camillo fosse qui, direbbe lo stesso?

Sì, penso di sì.

Noi eravamo come fratelli.

Forse però non gli bastava.

Vediamo.

"Sei un bastardo! Sapevi che cosa provo per lei!"

"Bello stronzo, altro che amico!"

"Non posso stare lontano da Arianna.

Vederla con te è una tortura."

"L'unica via di uscita è morire."

Li riconosci questi messaggi? Eh?

- Sono di Camillo? - Sì, ma è una cosa vecchia.

L'ultimo è di tre giorni fa.

Se dopo tre giorni sei vecchio, come sei dopo tre anni di riformatorio?

Camillo era in fissa con Arianna. Poi io e lei ci siamo messi insieme.

Lui non l'ha presa bene,

però poi lo ha accettato.

Poi di tanto in tanto tornava a essere in fissa, però gli passava.

Ora gli è passata per sempre.

Il quadro è triste, ma chiaro:

amore disperato e suicidio.

Per i genitori, Camillo non era disperato.

I genitori sono gli ultimi a capire.

I suicidi tra adolescenti aumentano.

Tutta colpa dei social naituorcs.

Camillo è uscito con gli amici, ha capito che non aveva speranze

- e tornando a casa si è tolto la vita. - Perché lì?

Forse perché il tuo palazzo mette tristezza?

- È della mia famiglia, non è mio. - La segnalazione parlava di urla.

Può avere urlato Camillo mentre cadeva.

Ti ho lasciato ascoltare per un altro motivo. Allora?

Non sono stati i ragazzi a fare la telefonata anonima.

- Ecco, Camillo era solo. - Però non sono stati sinceri.

Bartolomeo ha detto che si sono divisi prima che lei glielo chiedesse.

- Poi ci siamo divisi. - Le ha dato una versione preparata.

- Sei la Signora in giallo? - Chi è?

Ecco, appunto, neanche le basi!

Dottore, i genitori della vittima dicono

che dai suoi effetti personali manca il portafogli.

Nero con la stella gialla, legato ai jeans con una catena.

Glielo avrà rubato un tossico, quei vecchi palazzi sono pieni.

Se è d'accordo, farei un altro sopralluogo.

Vedo se i ladri lo hanno lasciato da qualche parte.

- Liguori, posso venire con te? - Meglio di no, mi rallenteresti.

Voglio solo capire se la chiamata anonima è stata fatta dal palazzo.

Con Margherita ci sono riuscita.

Allora?

Liguori?

Liguori!

Ti odio quando fai così!

Che avete da guardare?

- Buongiorno, ispettore. - Buongiorno. Devo fare una verifica.

- La sua collega è già qui. - Quale collega?

Controllate il palazzo di Via Piemonte 63.

Ieri notte si sono sentite delle urla.

Controllate il palazzo di Via Piemonte 63.

"Sessantatré."

"Sessantatré."

Aspetta.

Controllate il palazzo di Via Piemonte 63.

"Sessantatré."

- Come fai a essere già qui? - I taxi hanno le corsie preferenziali.

- Serve aiuto? - Meglio di no.

Devo cercare una cosa, mi rallenteresti.

"Sessantatré."

Vado a cercare il portafogli.

Non è. Andiamo, fuori.

Carissimo, non ti vedo da mesi e oggi è già la seconda volta.

Forse perché oggi è morto un ragazzo a casa nostra.

Ho saputo.

- Circostanza incresciosa. - Sai che cosa è davvero increscioso?

- Questo. - In effetti è di pessimo gusto.

- Che ci fa qui? - Dovresti dirmelo tu.

Appartiene al ragazzo che è morto.

- Non so che cosa dire. - Cerca di fare uno sforzo.

Non lo chiede tuo nipote, ma un ispettore di polizia.

"Sessantatré."

- Deve essere successo di nuovo. - Che cosa?

Ogni tanto entrano, spostano le cose,

mi fanno dei dispetti.

Staccano la luce, rompono ogni cosa.

Ce lo devono avere messo loro quel portafogli.

- "Loro" chi? - I fantasmi.

Chi c'è?

Il palazzo è pieno di agenti. Lavoro per la polizia.

Senti, zio, un ragazzo di 16 anni è stato ucciso a casa nostra.

Potresti essere inquisito per questo portafogli.

Devi dirmi tutta la verità, se vuoi che ti aiuti.

È la verità.

I fantasmi fanno di tutto per cacciarmi.

Fallo smettere, ti prego!

Arianna, mi hai fatto prendere un colpo.

Ssh.

Vai, segui.

Tranquilla, è buona.

Seduta.

Brava.

Non vi ho detto niente perché ora tu e le tue zie,

mi metterete in una di quelle case di riposo orribili, moderne.

Qui deve restare almeno un Liguori vivo.

Lo avevo promesso a tuo padre.

Ogni tanto,

mi sembra ancora di sentire la sua voce in questa stanza.

Facciamo così, questo lo tengo io.

Finché non capirò che è successo al ragazzo, non lo diremo a nessuno.

Parola del Conte Liguori.

Poi troveremo un'altra sistemazione per te.

Qui non puoi stare.

- Come sai il mio nome? - Ho ascoltato l'interrogatorio.

Come hai fatto a superare l'agente?

C'è un ingresso secondario nel vicolo dietro.

C'è una scala di servizio che porta fino a qui.

E tu che ci fai qua?

Volevo vedere dove è morto Camillo.

Perché oggi hai capito che cosa Camillo provava per te?

Arianna, fallo per lui.

- Mi spiace, non sono mai stata qui. - Puoi dire la verità, sei in tempo.

- Eccoti. - Ehi, ho trovato un'altra ospite.

Di chi parli? Non c'è nessuno qui.

Vi odio quando fate così.

Linneo, andiamo.

Arianna non ci ha detto tutto: era già stata in questo palazzo.

- Come fai a dirlo? - Era nervosa.

Continuava a ripetere che non c'era stata.

I bugiardi ribadiscono sempre le loro bugie.

Pure tu pensi che non sia un suicidio, vero?

O non si spiegano le urla, gli amici che mentono, il portafogli sparito.

- C'è sempre qualcosa che resta sfocato. - Per me niente lo è.

Le cose sono o non sono.

- Tu? Trovato? - Che cosa?

- Il portafogli della vittima. - No, non ho trovato niente.

Tuo zio che vive qui?

No, non si è accorto di nulla.

Siamo alla mia macchina, ti do un passaggio.

- Scusa, per caso tuo zio fuma? - No, è asmatico, perché?

Ho sentito odore di tabacco nella sala grande.

Solo mio padre fumava in quella sala.

Era l'unico posto dove mia madre glielo permetteva.

Può essere ripassato da qui?

Mio padre non c'è più.

Oh, mi dispiace, scusami, non lo sapevo.

- Andiamo. - L'odore di tabacco però era fresco.

Forse tuo zio ha avuto ospiti, vorrei parlargli.

Non si è accorto di nulla.

Questo lo hai già detto.

Sì?

Arriviamo.

Bacigalupo ha novità.

Altro che bravi ragazzi.

Il vicequestore Achilli li tiene d'occhio da mesi.

Quei due spacciano.

Sono un ex collega del vostro capo.

- Lei è Stefania. - Io e l'ispettore ci conosciamo già.

Alla Narcotici stiamo seguendo un giro di stupefacenti

tra i ragazzi di Piazza Corvetto.

È dove hanno passato la serata i due con la vittima.

Avevo stabilito un contatto con la vittima, Camillo Tesei.

Voleva uscire dal giro, era pronto a fare i nomi degli spacciatori.

- Guarda caso, ora è morto. - Già.

Lo so che pensate a un suicidio per ragioni sentimentali.

Camillo è stato ucciso da qualcuno che non voleva che parlasse.

Questo spiegherebbe le urla.

E anche la sensazione che i due non abbiano detto tutto.

Magari gli spacciatori sono loro.

Domani li riconvochiamo. Vedrete che io e Mauro li faremo parlare.

Eccome.

Ok, basta così, va bene.

Vuoi tenerne un po'?

Ari, sta' tranquilla, qui non la troveranno mai.

Questa roba è maledetta.

Ci farà morire tutti come Camillo.

Piantala.

Perché non hai detto la verità?

- Non cambiava niente. - Lo dici tu.

- Ora ho capito perché era strano. - Lo è sempre stato.

Negli ultimi tempi era diverso.

Se avessi saputo ciò che provava per me, forse…

Forse che cosa? Forse ti mettevi con lui?

- Ecco perché non me lo hai detto. - Basta parlare di Camillo, è morto!

Noi non possiamo farci un cazzo, adesso.

Ari, per piacere, dobbiamo stare uniti adesso.

Altrimenti va tutto male.

Gli spacciatori mi fanno meno ansia dei serial killer.

Non potevi seguire una bella storia di corna?

Non lavoro per un avvocato divorzista.

- Bianco o colorato? - Bianco.

Avevo capito che avresti lavorato solo sulle registrazioni.

- Bella al sicuro in ufficio. - Ascoltare dal vivo è meglio.

Per me, quella ragazza non è una spacciatrice.

Questo?

Colorato. Non hai detto tu che ha mentito?

Perché ha paura di dire qualcosa.

- È una paura che conosco. - Io conosco quella faccia.

Non ti fa bene stare in quella casa.

No, non è la casa.

Oggi è venuto il padre di Sebastiano.

Come il padre il Sebastiano? Che voleva?

- Questo? - Colorato. Beh?

Mi ha ripetuto che mi sono sbagliata e che Sebastiano non ha ucciso Bea.

Dovrebbe prendersela con suo figlio

Sebastiano si è suicidato.

Chi è a quest'ora? Devo andare.

- Bla'? - Ciao.

- Ci sentiamo dopo. - Sì.

- Ciao. - Che ci fai qui da sola?

Non sono sola, ci sei tu.

Linneo!

- Arrivo. - Tuo papà lo sa che sei qui?

Bella lei!

Hai fame? Ora ti porto da mangiare io.

- Pronto? - Papà pensa che sia al corso di chitarra.

Non ci vuoi andare?

Certo che voglio, ma non abbiamo i soldi per la retta.

Per un po' il maestro ha aspettato. Oggi ha detto che o pago o niente.

Arriva!

Il tuo papà ancora non ha trovato lavoro?

Secondo te?

Metteresti i croccantini a posto?

- Che noia che sei. - Che noia?

Ho solo un modo per non impazzire: l'ordine.

Se le cose non sono a posto, non le trovo. Breve storia triste.

Fico, non ci avevo mai pensato.

Non preoccuparti, non ci pensa mai nessuno.

- Scusa. - Fame?

- Che mi dai, i croccantini? - Spaghettino?

- Sì, spaghettino! - Stella.

- Dimmi. - Bla', accendi la TV.

- Che fai, sfotti? - Non questa volta. Canale 300.

Delle prove a carico di suo figlio, che dice?

Quali prove? Dove hanno preso le prove?

Dice che non sono state verificate

Non voglio accusare la polizia,

Dico solo che mio figlio

La donna che l'ha accusato

Ha accusato mio figlio per gelosia

perché lo zio

Vi sembra giustizia questa?

Con i poliziotti ciechi e raccomandati?

Sentito? Quella toglie credibilità a tutto il reparto!

- Ci ha aiutati a risolvere dei casi. - Ci saremmo riusciti anche da soli!

È un invito a nozze per gli avvocati.

In un attimo ci smontano le indagini.

Quanto le manca per finire lo stage?

Ancora cinque mesi, credo.

Faccia al muro se li deve fare! E tu sta' lontano da lei.

Vai.

Commissariato San Teodoro?

Mamma, ti ho detto di non chiamarmi al lavoro.

Ti richiamo io a pranzo.

Ciao. Ciao.

Sì, domani è un altro giorno!

Sì, è la mia collega, ma non sapevo chi fosse.

Piano.

Senti, devo andare adesso, amore, a stasera.

Buongiorno.

Se hai domande su quell'uomo, ti rispondo io.

Signorina, ha visto che dicono di lei alla TV?

Sì, ho visto, Carità, grazie.

- Gran brutta storia, eh. - Già.

- Carità, che vuoi? - Che vuoi?

- Ah, i due ragazzi sono qui. - Arrivo.

- Interrogate Arianna e Bartolomeo? - Sì.

- Vengo con te. - Mi dispiace.

Bacigalupo ti vuole fuori dalle indagini.

Vi siete sparati qualcosa la notte in cui Camillo è morto?

No!

- E Camillo? - Non credo.

L'autopsia dice di sì.

O ci dite la verità o vi incrimino per omicidio.

Perché dovevamo ucciderlo?

Voleva uscire dal giro. Fare i nomi degli spacciatori.

Non dite niente? Allora gli spacciatori siete voi.

Altro che riformatorio, questo va al carcere di Marassi.

- Pensa che festa gli fanno. - Eh!

Non è…

Non è neanche droga, è solo metadone.

- "Solo metadone"? - Lo danno ai tossici per smettere.

- Lo mettiamo nelle bibite e lo beviamo. - Sì?

A Piazza Corvetto lo fanno tutti.

- Sì? E sai perché lo fanno? - No.

Perché sono delle teste di cazzo. Lo sapete che questa roba uccide?

Dei ragazzi ci sono rimasti sotto per i beveroni!

Chi è che vi passa il metadone?

Lo chiamiamo Spillo, penso che si chiami Nicola.

Io lo conosco un Nicola che bazzica in Piazza Corvetto.

Nicola Piombi. È un tossico in un programma di reinserimento.

Sì, è lui. Vende il metadone che gli da la ASL, per comprarsi l'eroina.

Bel reinserimento.

Allora, ricominciamo.

Quella notte vi siete bevuti il vostro beverone, poi?

- Poi? - Abbiamo fatto un giro in monopattino.

Abbiamo fatto arrabbiare dei tizi e ci siamo nascosti nel palazzo.

Poi?

Poi siamo saliti per le scale.

Abbiamo fatto un po' gli scemi nei saloni.

Poi è uscito quel vecchio.

- Che vecchio? - Quello che abita lì.

Ha dato di matto, ci ha aggrediti con un bastone.

Siamo scappati, ma ci ha inseguiti.

Camillo poi sulle scale ha perso l'equilibrio e…

ed è caduto.

Non lo so.

Magari lo hanno ucciso facendo gli scemi

e la storia su tuo zio l'hanno inventata.

Senti, c'è una cosa che devi vedere.

Che roba è?

Il portafogli della vittima. Era a casa di mio zio.

- Questo è occultamento di prove. - Lo so, mi dispiace.

Non pensavo che fosse lui l'assassino.

Non ti caccio solo perché al tuo posto

rischio che mi mandino un'altra stagista, sorda, magari!

Dove era due notti fa?

Voglio il mio avvocato.

Egidio Baldi di Sant'Elmo.

Mi dispiace, ma l'avvocato Baldi è scomparso più di dieci anni fa.

Allora chiamate mio nipote.

- Il commissario Liguori.

Essendo suo nipote, non può occuparsi delle indagini.

Allora, che vogliamo fare?

Due notti fa ero a casa, come al solito.

- Non è mai uscito dal suo appartamento? - No.

Allora questo come ci è arrivato?

Scusa.

A lei piace vivere da solo, vero?

Seduta.

Come a ogni gentiluomo.

- Tu non potresti stare qui. - Nemmeno tu.

Le danno fastidio gli estranei?

Come a ogni gentiluomo.

È per questo che ha aggredito quei ragazzi?

- Non i ragazzi. - Allora chi?

- I fantasmi. - I fantasmi?

So che è difficile da credere.

Il palazzo è infestato dai fantasmi.

Ogni notte sento graffiare alle porte.

Vado ad aprire e trovo le stanze vuote.

Io li sfido, dico: "Fatevi vedere".

Quelli mi tormentano, spostano le cose.

Luce che va e viene, specchi rotti.

Mi vogliono cacciare, capite? Vogliono il palazzo tutto per loro.

Mi faccia capire bene, signor Conte.

L'altra notte lei ha dato la caccia ai fantasmi con il bastone, giusto?

- Crede che io abbia paura? - Certo che no. Non sarebbe da gentiluomo.

Esatto. Non li ho trovati.

Ma per la prima volta ho visto qualcosa.

Davvero? E che cosa?

Un occhio rosso.

Mi fissava nel buio.

Era l'occhio del fantasma.

Va disposta una perizia psichiatrica.

Ha scambiato i fantasmi per i ragazzi e li ha aggrediti.

- Sbrigati. - Forse non è pazzo come sembra.

Oh!

- È tornata la Signora in giallo. - Mh?

- Sono io. - Vai!

È una questione di odore.

Li odierebbe anche quella gran donna di Jessica Fletcher.

- Quale odore? - Di tabacco.

Si sente in una delle sale, eppure, il palazzo è disabitato.

Né il Conte né i ragazzi fumano.

- Che c'entra l'odore di tabacco? - Spiega l'occhio rosso.

- Me lo dici o è un indovinello? - È la brace di una sigaretta.

C'era qualcun altro oltre al Conte e ai ragazzi.

- Qualcuno nascosto nel buio che fumava. - Interessante.

Ti faccio io un indovinello.

Che hanno in comune tre tossici

un conte fuori di testa e una stagista cieca?

Che non sono credibili, ecco che cosa.

E Jessica Fletcher non è questa gran donna.

Senta questa, invece.

Sa qual è la differenza tra me e lei?

Io non posso vedere, mentre lei non vuole vedere.

Se la fumi una sigaretta, fa un favore a tutti.

Andiamo, Linneo.

Mare.

Onde.

Buio.

Nero.

Fuoco.

Morte.

È una bambina, in tribunale ci sarà il controinterrogatorio,

le perizie di parte…

Ci pensi, la esporrà a una tortura.

Ha ragione, senza contare che potrebbe essersi autosuggestionata.

Blanca è una ragazzina matura.

Sì, ma non può sapere che cosa potrebbe averle scatenato il trauma.

Potrebbe trattarsi di una rielaborazione immaginaria della gelosia per sua sorella.

- Sua figlia non è credibile. - Io so chi ha ucciso Bea.

Ne sono sicura, è l'ultima cosa che ho visto.

Stai tranquilla, Blanca.

Siamo qui proprio per questo.

Papà, almeno tu mi credi?

Vero?

- Hai saputo? - Che?

Hanno arrestato il vecchio del palazzo.

Hai detto tu alla polizia che ha ucciso Camillo.

Lo abbiamo detto insieme, non solo io!

Sta' tranquilla, va bene? Lo abbiamo detto entrambi.

È anziano, non ci sta con la testa.

Pensavo che la polizia lo avrebbe considerato un incidente.

Sanno benissimo che non è un incidente. Un colpevole serviva.

Un innocente è in carcere per colpa tua!

Colpa mia? Io non c'entro un cazzo, non ho scelta.

Siamo in gabbia come quel vecchio.

Avremmo un modo per uscire.

- Come? - Lo sai.

Vuoi fare la fine che ha fatto Camillo?

È questo quello che succede, capito?

Il vecchio esce. Nessuno sta dentro per sempre.

Aspettiamo solo che tutto torni come prima.

- No. - No che cosa?

Nulla tornerà come prima.

- Commissariato San Teodoro. - Sei tu?

- La poliziotta cieca? - Arianna?

- Io so chi ha ucciso Camillo. - Chi?

Arianna, non devi avere paura.

- Vieni qui e dillo al commissario. - In Commissariato no.

- Voglio parlare solo con te. - D'accordo.

Alle 19:00.

Sotto il cavalcavia di Strada Nuova.

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