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Original subtitles

Aiuto!

- Tempo? - Due minuti e 43 secondi.

Cazzo!

Aiutatemi.

Cristo.

È aperta!

- Sei impazzito? - Non scapperà di nuovo.

Non sai cosa troverai.

Non importa! Non ho più nulla in questo mondo.

- Credi che Leighton verrà a cercarci? - Sì.

Pensi che il tuo mondo sia dietro una di queste porte?

In teoria.

Come lo troviamo?

Non ne ho idea.

Le ho contate, finora abbiamo superato 220 porte.

Distano 3 metri l'una dall'altra.

Avremo percorso 800 metri.

Sì. Forse ci troviamo in uno spazio liminale.

"Non reale", intendi?

No, è reale. Molto reale.

Penso sia una manifestazione della mente che tenta di spiegare visivamente

qualcosa che il nostro cervello non comprende.

- Sovrapposizione. - Esatto.

Il corridoio è come una sezione trasversale

di possibili realtà.

Dobbiamo uscire da qui.

Vediamo cosa scopriamo.

Non devono trovarci.

Diamo un'occhiata.

Ehi.

Ma che cazzo?

È cenere.

Oddio.

Cos'è successo qui?

Non lo so.

Porca troia.

Via, via!

Oddio.

Stai bene?

Ma che cazzo? Oddio.

BASATO SUL ROMANZO DI BLAKE CROUCH

Questa macchina fa abbastanza schifo.

Sì, non è il massimo.

Beh, dovremmo rimediare.

- Non rallentare. Accelera. - Sicuro?

Sì. Puoi farcela.

Così, bene.

- Che c'è? - Niente.

Mi dici sempre di rallentare agli incroci.

Beh, il giallo non è rosso.

Allora, come ti senti ora che hai 16 anni?

Non saprei. Direi come ieri.

Forse realizzerò quando avrò preso la patente.

Sì. Grande festa.

Stasera che facciamo?

La solita roba, credo.

Qualcosa di semplice.

Ascoltami bene, ok?

Oggi resta la tua giornata.

Grazie.

Cinquanta.

Beh, ora 48.

Il GPS funziona.

I satelliti sono ancora in orbita.

Dovremmo essere dove c'è Velocity nel mio mondo.

Ok. Perciò, le coordinate della scatola non cambiano,

ha senso, cambia solo il mondo esterno.

Sì. Ma certo.

Andiamo.

Cosa stai cercando?

Degli strumenti di controllo.

C'è soltanto una maniglia.

È solo una scatola.

Questa?

"Solo una scatola" in che senso?

- Come funziona? - Non lo so. Dimmelo tu.

L'hai creata tu.

Mi spiace.

Ti è toccata la versione di me che insegna fisica all'università.

L'iniettore è pronto.

Non farà male come la prima volta. Il corpo si abitua in fretta.

Tutto ok?

Dove porta il corridoio?

Se continuiamo a camminare...

dove arriviamo?

Beh, il multiverso è infinito.

Immagino che sia senza fine.

Jason!

Amanda!

Jason!

- C'è la lezione di oggi. - Grazie, non ci servirà.

Molto bene, fuori i quaderni.

Per oggi ho pensato a un bel compito a sorpresa.

Prendete un foglio bianco, scrivete il vostro nome in alto

e i numeri da uno a dieci in basso.

Sì.

Nessuno usa i quaderni. Io ho solo il portatile.

E cosa stava guardando?

Che sta guardando?

YouTube.

Bocciato.

- Fa sul serio? - Ah-ah.

Anch'io ho solo il portatile.

Cosa sta guardando?

Bocciato.

Chiunque abbia solo un portatile o un altro dispositivo, è bocciato.

Anzi, sapete che vi dico? Fermi.

Buona fortuna.

Aspetti! Dove va... Dottor Dessen?

Jason.

La tua assistente mi ha detto che hai rotto una bottiglia in classe

e sei scappato via.

Non sono scappato, sono semplicemente uscito.

Che diavolo ti prende?

Mi chiamo fuori, stare qui è una lenta agonia.

Non puoi farlo.

Sì, invece.

In effetti, posso fare ciò che voglio.

Stesse coordinate?

Sì.

Già.

Ok.

Perciò, ora sappiamo che la connessione tra le porte e questi mondi

si mantiene per la durata di una droga.

Non c'era atmosfera.

Non può essere vero. Non può essere.

Amanda. Ehi.

Ehi!

Amanda! Ehi!

Ferma!

Amanda!

Amanda!

Deve esserci una fine.

Te l'ho detto, il corridoio è infinito!

Perché vediamo questi mondi assurdi?

Perché è così che funziona il multiverso:

tutto quello che può accadere, accadrà.

Laggiù, in fondo al corridoio, c'è un'altra versione di noi due

che non è arrivata alla scatola quando siamo scappati.

Infinite possibilità.

Infinite.

L'effetto della droga sta per finire.

Già. Quindi dobbiamo risolvere un problema alla volta.

Ci servono scorte di cibo e acqua.

Iniziamo ad aprire le porte

e speriamo che uno di quei mondi somigli a casa.

Sembra che ci siamo.

Tu sai come uscire?

Non lo so. Posso provarci. Di qua.

- Jason, fermo. - Leighton, aspetta.

Lei non c'entra.

Sul serio?

L'ho costretta io a farlo.

- È così? - Sì.

Perché ti conosco da tempo

e questa sarebbe la prima volta.

Non farai più del male a nessuno, Leighton.

Amanda.

Ne ho abbastanza, cazzo.

Leighton.

Andiamo via.

In questo caso...

No!

Muoviamoci.

Amanda.

Ehi, va tutto bene.

Sei al sicuro. Quella non eri tu.

Beh, fino a tre ore fa lo ero.

Quelli erano un'altra Amanda e un altro Jason.

Sarà successo ore dopo la nostra fuga.

Continuiamo a provare.

Non c'è una logica.

Deve esserci.

È solo che non la vediamo.

Il tuo Jason non sapeva come controllare tutto questo?

No. Almeno, non me l'ha detto.

'Fanculo.

Ehi. Amanda.

Amanda!

Ehi! Amanda!

Dove stai andando?

Fermati!

Ferma!

Non resterò in quel corridoio un secondo di più!

Così congeleremo!

Torniamo indietro!

Non vedo niente.

Forza. Troviamo un riparo. Andiamo!

Avanti.

Resisti.

Resta sveglia.

Devo tenerti al caldo.

D'accordo.

Ok.

Così.

Torno subito.

C'è nessuno?

C'è nessuno?

Merda.

FIAMMIFERI

Jason!

Cazzo!

Per favore...

Non so dove cazzo...

Sei tu, Jay?

Come stai, amico?

Scusa il casino. Sono ancora sbronzo da ieri.

- Ti trovo in forma, sai? - Ciao.

Già.

Non mi aspettavo di sentirti.

Mi mancava il mio amico dell'università, ci credi?

No.

Bevi qualcosa?

- Perché no? - Sì.

Ci si abitua a questo?

Io neanche ci faccio caso.

Salute, bello.

- Salute. - Sì.

Ehi, mi dispiace molto per tuo nonno.

Grazie.

Come procedono gli affari di famiglia?

Dovresti chiederlo a mio padre.

È stato lui a creare Velocity.

Non vi parlate ancora?

Indovinato. Non parlo con il bastardo da cinque anni.

Da solo te la cavi alla grande, a quanto vedo.

Merito del mio fondo fiduciario.

- Sì. - Oh, Leighton...

è bello vederti.

Davvero?

Anche per me, amico.

Allora, che cazzo sei venuto a fare qui?

Non insegno più.

Ho voglia di tornare alle origini.

Come tutti, no?

Per te cosa significa?

Più tempo in famiglia, tanto per cominciare.

Sì, ci sta.

Bella roba.

Bene. Vedi spesso Ryan Holder?

- Ogni tanto. - Sì?

Sì, questo è il suo anno.

È venuto da me tre mesi fa.

Cercava finanziamenti per il suo nuovo progetto.

Sarò sincero con te, d'accordo?

Starai lavorando a qualcosa di incredibile.

Se vuoi svagarti un po', accomodati. Ma non cerco nuovi investimenti.

Specie con gli amici, senza offesa. Troppo complicato.

Sono stato chiaro?

Sei qui per questo, vero?

Vuoi metterti in proprio.

Di' un po', che impegni hai oggi?

Nessuno. Non ne ho per il resto della vita.

Voglio mostrarti una cosa.

Cazzo.

Tranquillo.

Non è un piano elaborato per ucciderti...

o forse sì?

Divertente. Te l'ho detto, non sono in cerca di investimenti...

Wow. Ehi, che roba è?

Una droga psicoattiva molto speciale.

Da' qua.

"Psicoattiva".

E come funziona?

C'è solo un modo per scoprirlo.

D'accordo, salud.

Forza. Non abbiamo molto tempo.

Piano, piano.

Che mi succede?

È la droga.

La prima volta è tosta.

- Dici, eh? - Sì.

Ehi.

Tutto qui?

Sì, fa parte del gioco.

- Sì. - Forza, seguimi.

Quella che cazzo è?

La mia scatola.

L'hai costruita qui?

È un po' più complicato di così.

E come funziona?

È più semplice se te lo mostro.

Mi prendi per il culo?

No.

Entra.

Tieni.

Grazie.

La scatola è scomparsa.

Sepolta dalla neve.

Addestravo i viaggiatori a restare lucidi. A mantenere il controllo.

E io ho fallito miseramente.

Mi dispiace.

Quando ero piccola, andavamo sempre a sciare in Argentina.

Mio padre adorava farlo.

C'erano...

delle bufere mai viste prima.

Lui guidava mentre la neve continuava a imperversare senza tregua,

finché dovevamo fermarci.

Immobili, nella macchina gelida.

Sembrava che il mondo fosse scomparso.

Per caso, pensavi a questo ieri nel corridoio?

Pensavo a cosa?

A quando eri bloccata nella tormenta.

Sì.

Mi sentivo in trappola, senza via di fuga, proprio come allora.

Quando, esattamente?

Prima di varcare la porta di questo mondo.

Perché?

Sappiamo che le porte nel corridoio sono

collegamenti a universi paralleli infiniti e casuali.

Del tutto sconnessi e incontrollabili.

Se fosse la nostra mente a definire i collegamenti?

Se non fossero affatto casuali?

Se fossimo...

Se fossimo noi, in qualche modo, a scegliere questi mondi?

Io non ho scelto questo.

Non intenzionalmente, ma...

se questi mondi fossero il riflesso del nostro stato emotivo

quando apriamo la porta?

Jason...

ieri hai detto qualcosa a proposito del multiverso.

Che tutto quello che può accadere, accadrà.

Che esiste una versione di noi due che non è entrata nella scatola.

- Hai aperto la porta a Velocity... - La porta...

E abbiamo vissuto proprio quella scena.

Non facevo che pensare: "Come controlliamo la scatola?"

Siamo noi a controllarla.

Può darsi. Se così fosse, possiamo andare ovunque vogliamo.

Possiamo tornare a casa.

Ok. Una scatola completamente vuota?

È una specie di ripostiglio?

Sei felice della tua vita?

D'accordo, è tutto assurdo...

Zitto e ascoltami.

Ti mostrerò una cosa

a cui nemmeno i miliardari del mondo hanno accesso.

Davvero? E sarebbe?

La strada mai intrapresa.

Ehi. Apri la porta o giuro che ti faccio il culo.

Sì.

Ehi.

Sono fatto?

Non esattamente, no.

Leighton, devi ascoltarmi.

- Dove conducono le porte? - Leighton.

- Ehi, aspetta, aspetta. - Vacci piano.

- Fermo, fermo! - Sta' calmo.

Ascoltami, se pensi alla cosa sbagliata qui dentro,

moriremo entrambi.

Non voglio spaventarti, ma è fondamentale, ok?

D'accordo.

Ora aprirò una di queste porte

e posso controllare cosa ci aspetta dall'altra parte.

Ma i tuoi pensieri possono influenzare il risultato.

- Che cazzo dici? - Ascoltami.

Ti confondo, hai ragione. Tu...

Hai mai fatto meditazione?

Una volta. Ero una frana totale.

Non bloccavo i pensieri.

Ok, non fa niente.

Servono anni per bloccarli per lunghi periodi.

La buona notizia è che oggi dovrai farlo per cinque secondi.

Va bene. E come ci riesco?

Concentrati e fai un respiro profondo,

poi espira lentamente.

Chiudi gli occhi.

Respira.

Inspira. Due, tre.

Ed espira. Due, tre. Concentrati sulla respirazione.

Inspira.

Dovrebbe essere laggiù.

Sei pronta?

Grazie.

D'accordo, troviamo la scatola.

Serve una lettura migliore.

Cazzo.

Il GPS non funziona.

È congelato?

Non la troveremo, senza.

Non abbiamo scelta. Questo mondo ci ucciderà.

Avanti.

Girati.

Fa' vedere.

La posizione geografica della scatola è la stessa in tutti i mondi, giusto?

Il mondo circostante può cambiare, ma le coordinate GPS rimangono invariate.

Vedi la Sears Tower?

È a sud.

Ora guarda la bussola.

Dovrebbe puntare di là. Verso nord.

Il nord magnetico, invece punta in quella direzione.

Il campo magnetico della scatola respinge l'ago.

Significa che siamo vicini.

Da questa parte.

- Visto? - Sì.

Sì!

Sì, cazzo!

Sei pronto?

Dov'è papà?

Non lo so.

L'ho contattato più volte.

Lo aspettiamo?

No, si sta facendo buio. Andiamo.

Grazie per non avermi lasciata morire congelata.

Quindi siamo pari?

Col cavolo, no.

Ricorda che è tutta colpa tua.

Oh, sì. Metti pure il dito nella piaga.

Mi sono appena ricordato...

che oggi è il compleanno di mio figlio.

Quanti anni compie?

Sedici.

Mi spiace che tu te lo perda.

Raccontami la storia.

D'accordo.

Alla prima ecografia...

abbiamo sentito due battiti.

Siamo passati dalla gioia più sfrenata...

...al terrore più puro.

E poi, di nuovo alla gioia.

Non eravamo pronti a diventare genitori.

Insomma, chi lo è?

Ti ci ritrovi in mezzo senza accorgertene.

È una situazione del tutto nuova.

All'ecografia successiva, il dottore ci ha detto che un battito era normale.

Anomalie.

Una parola pesante.

Lui era un combattente.

È nato per primo.

Era così coraggioso.

Era luce pura.

Gli interventi chirurgici sono stati troppo pesanti per lui.

Al terzo, non ha retto.

Mi dispiace tanto.

Fin dall'inizio, voi due eravate inseparabili.

Quando penso a lui...

è sempre al tuo fianco.

Negli ultimi mesi in ospedale, Charlie non l'ha mollato un secondo.

È ancora dura per lui?

Eccome. Ma non ne parla molto.

Abbiamo piantato un albero...

e mescolato un po' delle sue ceneri nel terreno.

Ogni anno, al suo compleanno,

ci sediamo lì tutti insieme al tramonto.

Ma oggi io non ci sarò.

Era vivo.

Lui era vivo, respirava.

Sì, lo so.

È dura da elaborare.

È stata la cosa più bella che abbia mai visto.

Jason, dico davvero, la più bella.

È...

Potevi mostrarlo a chiunque.

Ottenere ciò che volevi. Perché io?

Non mi fido di nessuno.

Mi fido solo di te.

Ma se neanche mi conosci!

Almeno, non veramente!

Nel mondo da cui provengo io,

i tuoi sono morti.

Tuo nonno ti ha cresciuto

e da lui hai ereditato Velocity subito dopo l'università.

In quel mondo, dopo che ho vinto il Premio Pavia, sei venuto da me

e mi hai chiesto se avessi delle idee su cui investire.

E io le avevo. Abbiamo lavorato insieme per dieci anni.

La scatola originale l'abbiamo costruita a quattro mani.

Proprio qui, in questo posto.

Una volta c'era un hangar.

Lo usavano per testare dei motori.

Già.

Quindi, eravamo amici?

Sì.

Tu eri... Beh, lui era uno dei miei più cari amici.

Mi fidavo di quel Leighton.

Sapevo cos'era in grado di fare.

Per questo mi fido di te.

Così, non provieni da questo mondo?

Perché sei qui?

Per rimediare a un errore che ho commesso.

La domanda è:

se potessi, lasceresti questo mondo?

"Saresti pronto a ricominciare altrove?"

Senza pensarci.

Cosa saresti disposto a fare?

Cosa farei?

Sì.

Qualsiasi cosa.

In questo caso...

ecco il biglietto di andata.

Wow.

Che c'è?

Lo sguardo che hai appena fatto.

Proprio quello.

Quello sguardo spaesato, perso nel vuoto.

Lo facevi sempre.

È incredibile.

Gli assomiglio?

Sì.

Sotto molti aspetti.

Era felice?

Avanti.

A me puoi dirlo. Siamo praticamente la stessa persona.

Era felice?

No.

"Felice" non direi.

Pensava solo al lavoro.

Aveva un carattere così spigoloso.

L'uomo più ambizioso che abbia mai conosciuto.

È stato lui a farmi questo, lo sai?

Che vuoi dire?

Ha usato la scatola per trovare il mio mondo.

Mi ha rapito.

E mi ha portato nel suo mondo.

È stato lui.

Scusa, perché?

Non lo so. Dimmelo tu, vivevate insieme.

Per un rimpianto.

Se avesse voluto la mia vita...

avrebbe potuto uccidermi.

No.

Perché tanta fatica solo per portarmi nel suo mondo?

Non è un mostro, non lo avrebbe mai fatto.

- Se è vero... - È così.

...lo ha razionalizzato.

Nel tuo mondo, sei un insegnante, giusto?

Sì.

Sei ricco?

No, non direi.

Il mio Jason avrà pensato...

di offrirti un'opportunità unica.

Una sbirciatina alla strada mai intrapresa.

Per te e per lui.

Ma perché la mia vita?

Tra tutti i miliardi di Jason, perché proprio io?

Qual è l'unica cosa che tu avevi e lui no?

Daniela e Charlie.

No.

- Non rompere. - Così non va bene.

- Saranno buonissimi. - Fa' vedere.

- Fingiamo che siano perfetti? - Ok. Più o meno.

Credi che...

papà abbia qualcosa che non va?

In che senso?

Non saprei. Ultimamente sembra diverso.

No?

Ehi, famiglia.

Che profumino.

Facciamo gli spaghetti con le polpette.

Era il piatto preferito di Max.

Non sei venuto all'albero.

Sì, lo so. Io... mi dispiace tanto.

Sono stato impegnato con una questione top secret.

Una questione che riguarda il festeggiato.

Potremmo tornare all'albero.

Che ne dici?

Sì, certo. Sicuro, tra un minuto.

Che cos'hai lì?

Grazie.

Per te.

Questa è per noi.

Perché oggi...

è un giorno importante per la nostra famiglia.

Non vuoi aprire la scatola?

Cosa?

Auguri, ragazzo.

Da parte mia e della mamma.

Fai sul serio?

È proprio qui fuori.

Porca troia!

Jason, che cazzo significa?

Oggi ho mollato il lavoro.

Cos'hai fatto?

Me ne stavo impalato a fissare la classe

ed ero ossessionato da un pensiero...

Io merito molto più di questo.

Me lo hai nascosto?

Hai ragione. Scusa.

- Non ce la facevo più. - Ok.

Il mio lavoro non basta a mantenerci, figuriamoci a comprare una macchina.

Infatti dovresti mollarlo e ricominciare a dipingere.

Sì? E come faccio?

Prima che Charlie nascesse, stavo lavorando a una cosa.

Ricordi la scatola?

Sì?

Ci tenevo parecchio,

ma ho mollato per essere presente al 100% con voi.

Ho trovato un investitore.

Ehi!

Grazie, papà.

Grazie.

Ci facciamo un giro?

- Sì. Andiamo. - Sì?

Certo.

Non dovrai più preoccuparti dei soldi.

Vuoi sederti davanti?

Mamma, tu vieni?

Arrivo.

IN MEMORIA DEL NOSTRO AMICO E GREENSMAN, ARTURO GAMINO.

Sottotitoli: Chiara Mangieri

DUBBING BROTHERS

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